giovedì 2 febbraio 2017

E' ora di "sciogliersi" nelle Parrocchie.


A Kiko pena tanto, ormai si è capito, vedere le SUE comunità sciogliersi nella Parrocchia.

Qual è la missione del cristiano? (IV Catechesi del primo mamotreto della fase di conversione - Kiko e i catechisti hanno sempre sostenuto che nel primo libro delle catechesi è contenuto tutto il cammino).

SALE, LUCE, LIEVITO.

Come compiono la loro “missione”? Sciogliendosi come il sale, facendo un servizio come la luce, fermentando la massa e perdendosi in essa come il lievito.

Siamo grati a questo Anonimo che in un commento lasciato qui sul blog ci racconta come, dopo 30 anni, si è reso conto che non si può rimanere segregati per tutta la vita, non ha alcun senso, mentre Kiko ci deve sempre spiegare perché si è rimangiato quello che aveva annunziato nelle prime catechesi, traendo in inganno tutti noi che abbiamo ascoltato la sua predicazione. Ecco qui sotto il suo commento:


· Anonimo ha detto... @Luca . Da un po' di tempo sto pensando seriamente di uscire dal cammino neocatecumenale dopo più di 30 anni. I motivi che mi spingono a fare questa scelta sono tanti ma uno in particolare è perché mi sono reso conto senza volerlo di fare parte di una realtà in cui ci si sente eletti.


Inizialmente mi faceva piacere ma poi ho sentito puzza di "fariseo" e ho capito che nella chiesa non c'è bisogno di eletti ma di cristiani veri che sanno mettersi in gioco in varie realtà sociali ma soprattutto cristiane di persone che dopo aver ricevuto uno Spirito sanno essere sale luce e lievito là dove la chiesa soffre ed è in difficoltà e sicuramente le parrocchie in questo momento lo sono.

Troppo comodo stare per tutta la vita tra di noi a interpretare la parola di Dio a suonare con le nostre chitarre gettando un sguardo ogni tanto sulla chiesa ma solo per dire che ormai le chiese si stanno svuotando. È vero in tante parrocchie le chiese si stanno svuotando.

Ma voi dove siete?

Ho cominciato a chiedermi cosa farebbe Gesù. Gesù sicuramente non farebbe parte del cammino neocatecumenale ma starebbe ancora una volta tra gente con l'odore delle pecore. Come dice il Papa. Cioè insieme con tutti.

È ora di finirla di fare le analisi di come va la chiesa. La chiesa ha bisogno anche di voi e non solo come catechisti o itineranti in giro per il mondo.

Non avete ricevuto uno spirito per sentirvi i migliori ma per essere al servizio non della comunità ma della chiesa del parroco che è solo.

La chiesa ha bisogno di vedere i vostri bambini. Non chiudeteli come fate voi nelle vostre salette.

41 commenti:

Anonimo ha detto...

Da ogni parte si afferma che tutti siamo missionari, che la Chiesa per sua natura è missionaria, che esistiamo per evangelizzare... ed è vero, tutti possiamo e dobbiamo riuscire ad esserlo. Ma quali sono alcune delle condizioni per evangelizzare? In che modo anche i neocatecumenali (come tutti noi) possono riuscire a farlo? In questi giorni ho trovato un piccolo "esame di coscienza" del missionario:

Il missionario (di Don Paolo Nagari)

Ha orecchie:
- aperte a chi mi parla di lieto annuncio di Gesù
- tese all'inaudito di Dio
- pulite per non essere di freno all'urto dirompente
- fini per lasciar passare i sussurri misteriosi
- libere dal tampone del preconcetto
- liberate da virus velenosi e dal pensiero dominante di oggi.

Ha labbra:
- dolci grazie all'abitudinaria frequenza del buon sapore della Parola
- vere, pronte alla fermezza della verità
- sciolte, non tacciono il nome di Gesù, fonte del mio agire
- attraenti, invitano ad un sincero dialogo evangelico-caritativo.

Ha ginocchia:
- robuste, allenate alla frequenza del tabernacolo, per smuovere il cuore di Dio
- elastiche per abbassarsi davanti al fratello bisognoso
- agili per lanciare più in alto la gioia e la speranza
- umili per rimanere in terreni scomodi.

Ha piedi:
- sensibili e capaci di tornare indietro, come i discepoli di Emmaus
- veloci e capaci di andare rapidamente da chi ha bisogno, come Maria da Elisabetta
- allenati per andare su ogni tipo di terreno vicino o lontano
- pronti a partire ad ogni invio parrocchiale o extra.


Secondo voi i neocatecumenali lo fanno? Riescono ad inserirsi nelle necessità della Chiesa missionaria?
Anch'io spero che i nostri fratelli e sorelle neocatecumenali tornino a vivere la bellezza della vita Parrocchia e non si lascino fregare a vita da chi li vorrebbe chiusi nelle salette e a vivere solo tra loro. Le Parrocchie e la Chiesa hanno bisogno anche di voi, cercate di fare "Comunità" con tutte le persone della Parrocchia... coraggio, vi garantisco che è molto più bello di quanto vi hanno fatto credere i vostri catechisti.

Annalisa

by Tripudio ha detto...

Sempre da Jungle Watch veniamo a sapere che la località californiana dove risiede fratel Tony vescovo neocatecumenale è purtroppo vicina a quattro aeroporti e numerosi nodi autostradali e ferroviari. Cioè il luogo adatto per passare vacanze, o per sparire al momento giusto. (non traduco qui i dettagli ancora più schifosi dei kikos impastoiati nelle banche a Guam).

Inoltre fratel Tony è talmente avido che a suo tempo intentò causa ai propri familiari per una questione di eredità e si imbestialì a morte quando il tribunale gli diede torto. Niente male per un cappuccino (con voto di povertà) successivamente divenuto vescovo e neocatecumenale.

Può darsi che fratel Tony stia cominciando a capire che non può più tornare a Guam, tanto meno con tutti gli onori come sperava (sarà per questo che si sta facendo crescere la barbetta alla Kiko?). Ma i danni che ha fatto alla Chiesa allo scopo di favorire il neocatecumenalismo purtroppo restano.

Intanto i fedeli cattolici di Guam vengono invitati a non dare più un centesimo alla diocesi, poiché questa oltre a pagargli lo stipendio di seimila dollari al mese (eh, sì, finché non viene condannato e spretato, lo stipendio lo percepirà lo stesso), gli pagherà pure la copertura sanitaria in California e addirittura le spese legali (sì, caro fedele cattolico: le tue offerte usate per difendere e arricchire un pedofilo impenitente, perché certe autorità vaticane non sanno dire "no" al Cammino Neocatecumenale). Al punto che la diocesi ha dovuto mettere in vendita la lussuosa autovettura che in precedenza era usata dal fratel Tony.

Sappiamo già cosa diranno i pasqualoni fra alcuni anni: «fratel Tony non è mai stato condannato».

Valentina Giusti ha detto...

A sostegno del bel commento odierno, riporto quanto ci aveva scritto don Giuseppe, presbitero neocatecumenale della prima ora uscito dal cammino dopo quarant'anni essendosi reso conto che erano state profondamente tradite proprio le promesse iniziali, quelle secondo le quali il cammino stava dalla parte degli ultimi.
"Io sono convinto che oggi attraversiamo un momento molto difficile nella Chiesa e le parrocchie spesso offrono poco, sopratutto i sacramenti spesso sono condotti male da noi sacerdoti, ma io sono convinto che stare con gli ultimi è stare dove la Chiesa vive tutta la sua povertà cercando con sofferenza di essere fedeli a Gesù e al suo Vangelo.
Mentre è vero che nel cammino è invece tutto organizzato e ti dà quella sicurezza per cui ti senti nella Chiesa meglio degli altri, spesso come primi della classe. Io preferisco stare con gli altri in una situazione in cui diversamente che nel cammino la fede è una conquista seria di ogni giorno!
Ormai si è capovolta la situazione: il cammino non è fatto più per gli ultimi, gli ultimi e i piccoli e i semplici stanno fuori, chiusi fuori dal loro castello dorato e per entrare c’è una condizione sola: entrare nella logica strettissima del comando neocatecumenale.

Io ho scelto di stare con gli ultimi."

sandavi ha detto...

Anche io ho scelto di stare con gli ultimi. Piccola parrocchia, parroco modesto ma presente.
Di lui ho notato che come i curati di un tempo si ferma fuori dalla chiesa a salutare tutti dopo la Messa. Conosce i bambini, le famiglie, ci parla, consola. E' un volto umano di una Chiesa vicina a noi popolo.

by Tripudio ha detto...

Intanto dai giornali, oltre alla foto "wanted" del vescovo pedofilo neocatecumenale latitante, leggiamo anche che altre cinque sue vittime hanno avviato un procedimento legale contro di lui e contro un altro prete pedofilo, tale Anderson (in più a quelle relative al già citato Brouillard). Un altro prete pedofilo nel frattempo è morto e quindi se la vedrà soltanto con la giustizia divina.

Praticamente Guam era davvero infestata da preti pedofili, e cosa si ritrova come arcivescovo dal 1986 al 2016? un altro pedofilo, per giunta neocatecumenale...

Ovviamente, siccome tali notizie non vengono ancora date dai telegiornali della sera, per i cattolici distratti e per i neocatecumenali quei fatti concreti non esistono. "Uh, uh, persecuzioni, ingiuste persecuzioni, e comunque non c'è stata nessuna condanna, nessuna condanna, voi rivangate fango, uh, uh, voi sbattete il mostro in prima pagina, ci vorrebbe più discrezione".

Macché. Ci vorrebbe una macina al collo, come diceva Nostro Signore.

Ironia della sorte, se il Vaticano avesse ascoltato le pluriennali proteste dei cattolici contro le ingiustizie del vescovo neocatecumenale, probabilmente ora non si ritroverebbe una catasta di risarcimenti multimilionari da pagare. Invece, per proteggere i capibastone del Cammino, se ne è accollata le conseguenze dell'arroganza e dell'immoralità di questi ultimi.

l'apostata ha detto...

@ Annalisa

L'itinerante (secondo Sankiko)

Ha orecchie:
- aperte se parla Sankiko
- foderate di prosciutto se parla il vescovo
- sporche di fango per non sentire le critiche al Cammino.

Ha labbra:
- pendule di fronte a Sankiko
- serrate a chi gli chiede conto delle eresie che diffonde
- vocianti nelle centopiazzate.

Ha ginocchia:
- piegate di fronte a Sankiko
- rigide di fronte al Santissimo
- indolenzite a furia di accovacciarsi per contare i quattrini nel sacco nero.

Ha piedi:
- veloci per correre a prosternarsi davanti a Sankiko
- insensibili per calpestare i camminanti negli scrutini
- allenati per prendere a calci quelli che non gli servono più.

Lino ha detto...

Ottimo articolo/commento. Vorrei, però, fare una annotazione :-)
"Un primo cerchio di persone sono quelle chiamate a formare nuove comunità, chiamate ad essere a Chiesa Sacramento. Non che essi abbiano voluto essere Chiesa, bensì sono stati eletti da Dio per compiere questa missione, questo servizio. C'è un secondo cerchio intorno formato da uomini che Dio non chiama ad appartenere giuridicamente alla Chiesa, ma che chiama a conoscere la buona notizia, che devono essere illuminati e salati nel loro camminare".
E' la missione che Kiko assegna ai neocatecumenali e raffigurata nel noto disegnino: http://i.imgur.com/biULsFF.png
Il disegno è del tutto esplicativo: il sale è interno al primo cerchio, nella parrocchia/comunità di comunità. Il sale è il neocatecumenale che procaccia proseliti al Cammino. I cristianucci della domenica sono quelli che devono essere salati, illuminati. Se questa è la missione assegnata (secondo Kiko) da Dio ai neocat, allora le comunità non possono sciogliersi nella parrocchia, giacché nelle parrocchie entrano in continuazione cristiani non adulti nella fede secolarizzati. Kiko utilizza sì la metafora del sale che si scioglie, ma l'allegoria letteraria è piena di contraddizioni perché i "chiamati" della prima ora e gli ultimi rivestiti con l'abitino bianco devono proseguire la missione.

Anonimo ha detto...

La grande bugia iniziale, la promessa disattesa volutamente. Ma d'altronde non può che essere così: quanti ne conosco che, finito il cammino, "se non vado il sabato comunque non vado a Messa domenica perché non mi dà niente". La promessa non è attualizzabile per un motivo molto semplice: il CNC non forma veri cristiani. Se fosse il contrario la questione neanche si porrebbe.

Autore della lettera

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Il PAPA ha detto agli che NON devono essere missionari del Cammino, ma solo della Chiesa.
E' stato chiarissimo, questa è la sua volontà.
Gli itineranti lo fanno?
Se non lo fanno DISUBBIDISCONO al Papa a cui giurano fedeltà.

Le chiacchiere stanno a zero.

Pax ha detto...

Pax

La promessa non è attualizzabile per un motivo molto semplice: il CNC non forma veri cristiani. Se fosse il contrario la questione neanche si porrebbe. Autore della lettera

Vero, il CNC non forma veri cristiani....
Completo con le osservazioni di Lino molto illuminanti:
Sempre nel primo mamotreto Kiko spiega il suo pensiero, c'è un primo cerchio, quella che lui chiama la Chiesa Sacramento composta dagli eletti da Dio per essere Sale; c'è un secondo cerchio di coloro che non sono chiamati ad entrare giuridicamente nella Chiesa, ma che devono essere salati illuminati.
Conclusione: qDato che continuamente entrano nelle parrocchie cristiani secolarizzati, la comunità segno, sacramento, mai potrà sciogliersi nella parrocchia. Perché deve continuare sempre..... la sua missione.
A questo non avevo mai pensato.
Si apre qui un altro scenario, nuovo per me, ma forse già esplorato, cioè l'uso improprio che Kiko continuamente fa delle parabole di Gesù, delle parole del Vangelo.
A parte le eresie e gli strafalcioni c'è una continua mistificazione, un uso improprio delle metafore evangeliche che seminano contraddizioni e confusione a non finire tra quello che Kiko intende quando parla e quello che capisce chi lo ascolta.
Voglio dire, sempre ripeto che Kiko ha mentito, detto una cosa fatta un'altra, non è sempre e solo così, tante volte dice una cosa che per te che ascolti ha un significato, mentre lui ne da' già in partenza totalmente un altro..........
Mi vengono in mente tante cose.....
Per ora dico solo che dall'ordine della Creazione questo grande profeta è riuscito a farci ripiombare nel Caos primordiale....
Un vero gran casino. Scusate!
Grazie Lino anche oggi!
Pax

Michela ha detto...

Come ha scritto Lino più sopra la comunità non potrà mai sciogliersi.

Chi non conosce il linguaggio del cammino può confondersi davanti al termine evangelizzazione.
CI sono due tipi di evangelizzazione neocat:
quella che fanno i catechisti e che ha l'obiettivo di costruire comunità identiche alla comunità madre,
quella che fanno i semplici neocat che non possono evangelizzare pechè non hanno ricevuto il mandato specifico, la cui missione è quella di essere 'visti' dai cristiani/persone normali i quali, vedendo famiglie felici con tanti figli che non si preoccupano del denaro, daranno gloria a Dio. Qualcuno di questi entrerà nel cammino, gli altri saranno semplicemente salati o illuminati di riflesso.

Quindi non potete chiedere al cammino di perdere la sua visibilità, 'sciogliendosi' nella vita parrocchiale. Perderebbe la sua finalità che non è l'evangelizzazione come l'intendiamo noi, ma l'elezione, ovvero essere speciale, diverso, distinguibile e sopratutto posto in alto dove tutti possono vederlo ( il riferimento alla croce di Cristo non è casuale)

Giuseppe ha detto...

Per semplificare: le comunità finito il cammino si sciolgono, ma il cammino quello non si può sciogliere, perché come già è stato detto, deve continuare la missione di formare "cristiani adulti".
In effetti ha una sua logica. Quello che lascia perplessi allora è la durata del cammino di ogni singola comunità. Cioè considerando che una comunità dura in media 30 anni e si inizia a 19 anni, ci si scioglie in parrocchia a 48 anni!!! dopo tutto questo tempo e anche abbastanza comprensibile, che uno non senta più la messa domenicale, IL SALE SI E' INDURITO!!!

Michela ha detto...

@ Giuseppe

pensavo che fosse chiaro che le comunità non si sciolgono mai.
Comunità e cammino sono sostanzialmente termini equivalenti, l'elezione che riguarda l'ultima parte del cammino è sempre comunitaria, il singolo non è nulla se non c'è il sostegno della comunità. Nessuno può lavorare e collaborare in parrocchia se non gli è permesso dalla comunità, e d'altra parte senza comunità il singolo è perduto, non ha ricevuto una formazione cristiana tale da poter camminare con le sue gambe, non sa niente di catechesi, confonde la liturgia con i cerimoniali, sa solo ripetere a pappagallo quanto ha ascoltato in cammino.
Guarda i neocat che scrivono qui, non sono capaci neanche di scrivere in modo comprensibile, usano un linguaggio emozionale fatto di turpiloquio o intriso di relativismo, e poi magari di sera in comunità fanno ambientali e parlano per mezz'ora. Senza la comunità questi non sono nessuno.
Li hanno tenuti per 30 anni in uno stato di soggezione e di infantilismo, come li possono lasciare andare soli nel mondo, anche nel mondo delle parrocchie senza il sostegno emotivo della comunità?

Anonimo ha detto...

E starebbe scritto sugli statuti tanto voluti è mai rispettati che la comunità almeno una volta al mese deve partecipare alla messa domenicale in chiesa

Antolik

sandavi ha detto...

Confermo, la comunità continua a vivere esattamente come prima, con visite biennali dei catechisti.
Non ci sono passaggi in senso stretto, ma Kiko, a detta di alcuni rendendosi conto della stanca che prende dopo il passaggio della "elezione", si è inventato sia il matrimonio spirituale (5 o 10 anni dopo la fine) che le communitates in missionem... intere comunità che cambiano di parrocchia.

Il cammino non finisce, la comunità non finisce.

Giuseppe ha detto...

Come entità non si sciolgono mai, ma quelli che hanno finito il cammino i singoli fratelli, per intenderci, loro sì che dovrebbero sciogliersi, a meno che qualcuno non voglia servire in parrocchia e allora dovrà sempre fare capo alla comunità, è così?

Giuseppe ha detto...

Ho letto adesso sandavi, ho capito le comunità non si sciolgono mai, sorprendente! Allora quelli che dopo la elezione non vi fanno più parte, possiamo dire a tutti gli effetti che sono dei fuoriusciti, mamma mia!!!

Anonimo ha detto...

Alla alla faccia del cristiano adulto ! Si resta in cammino per tutta la vita , dentro a una comunità che è come un utero che mai ti genera e mai ti farà vedere la luce . Alberto

Giuseppe ha detto...

A questo punto possiamo parlare veramente di Chiesa parallela, la famosa chiesa del terzo millennio quella della comunità di comunità e non ci sono discussioni che tengano. E'una tragedia, ma sono sicuro che la Chiesa non lo permetterà, non permetterà mai che si possa arrivare, dico per sempre, a una situazione così.

Anonimo ha detto...

Non mi sembra corretto ne dal punto di vista cristiano n'è dal punto di umano che le persone che fanno le catechesi non siano informato sul fatto che il cammino neocatecumenale durerà per tutta la vita

Michela ha detto...

Ad Anonimo delle 18:31

non sanno neanche che dovranno dare tanti soldi per gli alberghi delle convivenze, per le baby sitter,
ma siamo così sicuri che non sanno in che guaio si stanno cacciando? Di sicuro sanno che il cammino oltre al denaro chiederà loro tempo e cambierà la qualità della loro vita.
Credi davvero che chi entra in una setta non sappia cosa sta facendo? Tanti capiscono che si tratta praticamente di una setta ma sono pure convinti di riuscire a non farsi manipolare più di tanto.

@ Giuseppe

non so se la Chiesa interverrà, a meno di scandali grossi, però mi chiedo - e non ho risposte - se un gruppo simile che è nato nel dopo '68, che utilizza linguaggi datati, metodi impositivi, possa sopravvivere a se stesso ( e alla crisi economica ) senza autoriformarsi.

Sebastian ha detto...

Il cammino dura fino alla morte, e anche oltre! Di fatti Kiko vorrebbe che idealmente ogni comunità abbia una sua cappella dove tutti i membri vengono seppelliti. Cappella ovviamente disegnata dalla ditta Kiko&Co in perfetto stile NC.

La comunità non si scioglie neanche con la morte dei suoi membri.

Anonimo ha detto...

@Sebastian
"Il cammino dura fino alla morte, e anche oltre!"


È assolutamente così. Ricordo una convivenza di inizio corso, ma il concetto è stato e viene ripetuto negli anni, che i fratelli che muoiono ci vanno a preparare un posto e poi quando saremo di là celebreremo di nuovo tutti insieme (insomma il Paradiso è suddiviso per comunità). Se ci penso oggi mi sembra più che altro una minaccia. Insomma, che la comunità prosegue oltre la morte lo vanno predicando da anni...in effetti è assurdo, con questi presupposti, pensare che accettino di sciogliersi nella Chiesa. Vogliono stare per conto loro pure in Paradiso!
E poi quante volte ho sentito dire a fratelli che lasciavano (per i motivi più svariati) che "anche se non vieni più farai sempre parte di questa comunità". Che ansia, dico io.

Autore della lettera

sandavi ha detto...

Si è vero. Per quanto quella sia pura illusione data dalla sua megalomania.
Un tempo disse che voleva che i fratelli di comunità fossero imbalsamati e inumati insieme in cripte apposite.
E poi lo ha detto chiaro e tondo, torno a ripeterlo: non abbandonano la missione e non vanno a stare in parrocchia. La comunità nc è indistruttibile, o, per usare il linguaggio del post, indissolubile.

Anonimo ha detto...

Bene, fratelli, allora lasciatevi riconciliare con Cristo,
date i vostri peccati a Cristo, crediamo nella sua risurrezione, perché Dio è desideroso di entrare
dentro di voi, e darci il suo Spirito, per portarci alla Vita Eterna, al Cielo! Io ho fatto una chiesa.
Andate a vederla! Quelle pitture, tutte piene d’oro, è quello che sta facendo il Cammino nella
Chiesa: portando il Cielo! E’ quello che sta facendo il Cammino nei vostri cuori: portandovi il
Cielo! E’ inutile! Tutti voi, mezzi atei, comunisti, socialisti, eccetera, che hanno voluto togliere la
trascendenza. Noi siamo chiamati a portare l’uomo alla trascendenza. E’ l’uomo celeste! Siamo
uomini del Cielo! E faremo della parrocchia un binario celeste, piena di comunità, con uomini
del Cielo!
http://www.santamariassunta.it/Portals/0/CamminoNeocat/KIKO%20umbria.pdf

Pax ha detto...

Pax
Hanno detto:

Michela
pensavo che fosse chiaro che le comunità non si sciolgono mai.
Comunità e cammino sono sostanzialmente termini equivalenti, l'elezione che riguarda l'ultima parte del cammino è sempre comunitaria, il singolo non è nulla se non c'è il sostegno della comunità.
Li hanno tenuti per 30 anni in uno stato di soggezione e di infantilismo, come li possono lasciare andare soli nel mondo, anche nel mondo delle parrocchie senza il sostegno emotivo della comunità?

Sandavi
Il cammino non finisce, la comunità non finisce

Giuseppe
Ho letto adesso sandavi, ho capito le comunità non si sciolgono mai, sorprendente! Allora quelli che dopo la elezione non vi fanno più parte, possiamo dire a tutti gli effetti che sono dei fuoriusciti, mamma mia!!!

Alberto
Alla alla faccia del cristiano adulto ! Si resta in cammino per tutta la vita , dentro a una comunità che è come un utero che mai ti genera e mai ti farà vedere la luce .

Anonimo Sebastian ha detto...
Il cammino dura fino alla morte, e anche oltre! Di fatti Kiko vorrebbe che idealmente ogni comunità abbia una sua cappella dove tutti i membri vengono seppelliti. Cappella ovviamente disegnata dalla ditta Kiko&Co in perfetto stile NC.
La comunità non si scioglie neanche con la morte dei suoi membri.

Sandavi
lo ha detto chiaro e tondo, torno a ripeterlo: non abbandonano la missione e non vanno a stare in parrocchia. La comunità nc è indistruttibile, o, per usare il linguaggio del post, indissolubile.

Stiamo chiudendo il cerchio, traendo conclusioni, cari neocatecumeni, tremate!
Più scaviamo e più troviamo.
Non c'è nulla da commentare su questi commenti.
Parlano da soli.
Menzogne? Non solo.
Invenzioni strane, mistificazioni, manipolazioni,.
Comune denominatore: il totale disprezzo dell'essere umano e della sua inviolabile dignità.

Pax

Nicolina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pax ha detto...

Pax
Ad Anonimo che posta il link di Kiko che predica alle comunità dell'Umbria nel 2006, presiede Mons. Chiaretti arcivescovo di Perugia.
Caro Anonimo, noi cerchiamo di mettere ordine e tu ci riporti nel caos totale.
La pseudo-predicazione di Kiko non si può sentire.
Tu dici:
Noi siamo chiamati a portare gli uomini alla trascendenza, ma leggendo Kiko, egli li vuole, più banalmente, portare solo a ingrandire le sue truppe cammellate...
La Parrocchia binario celeste, piena di comunità con uomini del Cielo?
Ma che dici......?
Chiedo scusa a tutti i commentatori del blog ma, con pena, devo fare questo copia/incolla di un passaggio della predicazione kikiana perché si qualifica da sola, dopo ci resta solo da mettere una pietra tombale su tanto squallore.

Attenzione! Cristo è risorto: e a me che m’importa? Come mi arriva, a me? Però attenzione: abbiamo detto che essere persone distrutte dentro... Allora, se io mi trovo al bar e sto parlando con questo tizio, che non mi sta ascoltando... (Kiko fa alzare un ragazzo...) se parlo con questo ragazzo e prendo un caffè, io gli dico a questo ragazzo che non crede a niente, –ma Cristo è morto per lui– e io gli dico a questo ragazzo che ha sempre questi problemi: sesso, questi problemi qui... masturbazione, ecc., (Con la testa il ragazzo fa cenno di “ sì”. Risata generale. Kiko si avvicina al ragazzo e gli dice): “Hai colpito”? (Kiko lo ripete a voce alta ed aggiunge): “Bravo”! (Altra risata generale ed applauso...Poi lo presenta): “E’ sposato; ha due figli. Ti prendo come esempio di uno che non crede. Non sei tu. Tu credi molto!”. Io so che quando a questo ragazzo gli dico che Dio conosce la sua vita, i suoi egoismi, i suoi problemi , che mai è contento, che adesso sta con una ragazza, che lo ha lasciato, che se ne è presa un’altra, che sniffa anche un po’ di cocaina... tutto questo. Se io dico a questo ragazzo: “Dio ti conosce e ha inviato il suo Figlio perché muoia per te”. E perché deve morire per i miei peccati?. Perché dove abita il peccato non può venire lo Spirito santo. Ed io gli devo annunziare che Cristo è morto per i suoi peccati. Se lui lo crede..., crede che Dio è così buono che ha mandato il suo Figlio per ricevere il castigo dei suoi peccati... di modo che io ti annunzio il perdono dei tuoi peccati. Credilo! Questo ragazzo, per un miracolo (poiché Dio lo ha chiamato alla fede) crede. E veramente Cristo è morto per i suoi peccati! Immediatamente in quel momento se ne va – e stavamo pigliando un caffè! – Dio c’è, perché la Scienza divina entra dentro e in un attimo è pieno di Spirito Santo! E questo ragazzo... non sa che gli succede in casa... Prima non perdonava suo padre, adesso senza che lui faccia niente, ha una capacità nuova di perdono. Senza che faccia nulla. Opera della Grazia dello Spirito Santo. Per la predicazione, perché la fede viene per la predicazione. Se questo ragazzo crede veramente che Cristo è morto per i suoi peccati, se lo crede, riceve immediatamente il perdono dei peccati! DOPO CI STANNO LE CONFESSIONI, quelle cose... Però in principio.... Hai un principio di luce. “E lo stesso Dio che ha detto: Sia la luce! E la luce fu”. Dice S. Paolo: “Dio ha fatto rifulgere la luce nei nostri cuori”. Con un miracolo della sua misericordia! Per questo, attenzione, noi sappiamo che Dio mi fa parlare con questo ragazzo perché lo ha scelto, lo ha scelto, però è sempre libero... potrebbe... E questo è il mistero della libertà umana: che alcuni.... “Uno è preso, l’altro è lasciato”... e colui che è stato chiamato è sempre un dono che gli dà il Signore. Lo chiama alla fede che è una cosa impressionante! Perché la fede ricostruisce, lo Spirito Santo ricostruisce ..................

CONTINUA

Pax

Pax ha detto...

Pax
Ad Anonimo che posta il link di Kiko che predica alle comunità dell'Umbria nel 2006, presiede Mons. Chiaretti arcivescovo di Perugia.

CONTINUA
Ma cosa dobbiamo aggiungere. È tardi e sono stanca, leggete e consolatevi...
Kiko PORTA IL PERDONO DEI PECCATI quello vero..........dopo ci stanno pure le confessioni F A C O L T A T I V E.
Dio ha scelto questo ragazzo e che fa Dio se lo ha scelto?
NOI SAPPIAMO CHE DIO MI FA PARLARE CON QUESTO RAGAZZO PERCHÉ LO HA SCELTO..
E prima ancora, nel bar Kiko annuncia a quel ragazzo, ricettacolo di tutti i vizi, rotto al peccato e al degrado, e di pronto il ragazzo è pieno di Spirito Santo, pieno..... Trasformato, trasfigurato, di pronto!
Torna a casa, odiava il padre, ora ha una nuova capacità di perdono..... Miracolo!
Anonimo, amico mio,
Era meglio che il link non lo mettevi. Credimi
Cominciavamo a chiudere il cerchio, stasera, ora siamo punto e daccapo.
La confusione è totale...... Aiuto Commentatori del blog...!
Sapete spiegarmi a che serve sto cavolo di cammino che dura 30 anni e più, quando Kiko, di pronto, fa questi miracoli istantanei.....
Un dubbio mi sorge..... Poiché alla fine fa una chiamata vocazionale e ha bisogno di raccogliere molto nella rete.... Per i suoi seminari del tubo..... Andava di fretta....
Ma allora questo cammino... . Che inizia un giorno siamo sicuri..... Se finisce o quando finisce, nessuno lo sa.
No ma forse dura in eterno...
.però ogni tanto se ne può fare anche a meno.
Perché, per passare dal degrado del peccato al presbiterato direttamente, basta aver avuto il grande colpo di fortuna di incontrare un giorno Kiko Arguello in un bar, prima di aver bevuto, però, possibilmente!
Ma quanta pazienza che dobbiamo avere, e più parlate più vi fate male.

Pax

sandavi ha detto...

Di che ti stupisci? È con parlare con i drogati. Non c'è verso.

Lino ha detto...

Kiko ha detto: "Se questo ragazzo crede veramente che Cristo è morto per i suoi peccati, se lo crede, riceve immediatamente il perdono dei peccati! DOPO CI STANNO LE CONFESSIONI, quelle cose..."
Questo Kiko è un impenitente. Mandate la catechesi a padre Angelo e al Pasqualone :-)
https://neocatecumenali.blogspot.it/2014/04/erroneo-equivoco-fuori-strada-kiko.html

Giuseppe ha detto...

Leggendo la catechesi di Kiko risalta sempre quello stile che fa colpo sulle persone in genere.
Naturalmente Kiko non ha inventato niente, perhé quello è lo stile dei predicatori televisivi americani, appartententi alle più svariate sette.
Diceva il mio defunto parroco che il cammino era la nostra setta, e che serviva a fronteggiare le sette protestanti o a riempire i nostri vuoti, solitamente riempiti dai testimoni di Geova.
Il linquaggio apparentemente improvvisato, va direttamente al cuore della gente che ascolta. Anche noi lo abbiamo sperimentato, se poi ci metti anche il carisma di chi parla, il gioco è fatto.
Che l'annunzio del Kerigma in questo modo risulta più efficace è fuori discussione.
Vuoi mettere l'espressione:"Se questo ragazzo crede veramente che Cristo è morto per i suoi peccati, se lo crede, riceve IMMEDIATAMENTE il perdono dei peccati",con quella: "Se questo ragazzo crede veramente che Cristo è morto per i suoi peccati, si va a confessare e DOPO riceve il perdono dei peccati."? Non c'è paragone!
Ad aggravare la situazione però è quel: "e DOPO CI STANNO LE CONFESSIONI, quelle cose...", perchè rimarca l'errore e lo fa nel peggiore modo possibile, perché con quella parolina sprezzante "cose", tradisce la vera identità protestante di Kiko, che si fa beffe della dottrina cattolica di fronte al vescovo e a una Chiesa ignavia.

Lino ha detto...

La parola sprezzante oppure diminuente Kiko la mette ogni qualvolta cita il Sacramento della Penitenza. Nel primo mamotreto - corretto nel punto dalla CdF - i confessionali per decenni sono stati illustrati con: "queste casette sono molto recenti. La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci". Qui è svilita con "quelle cose". Nella catechesi nella GMG di Rio con il "domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione".
Le ricorrenze sono troppe: soltanto un pasqualone potrebbe rivendicare l'ortodossia di Kiko relativamente alla Confessione. Poi si lamentano quando uno li taccia di essere un'altra chiesa, non la Chiesa.

Pax ha detto...


Pax
Ad Anonimo che posta il link di Kiko che predica alle comunità dell'Umbria nel 2006, presiede Mons. Chiaretti arcivescovo di Perugia.

Ti devo delle scuse, credevo che quello che hai scritto prima del link fossero parole tue.... Invece sono nella stessa catechesi di Kiko, alla fine quasi.... Tu hai copiato perché le hai ritenute calzanti per noi.
Grazie....Kiko sarà contento di te, come pappagallo sei proprio bravo.
Visto che quei toni entusiasti e esaltati sono di Kiko, la cosa fa ancora più impressione.
Come se la mena! Non c'è che dire!
Dice binario celeste..... Porta dritto al cielo....
Binario morto per me. Come dice Alberto... Tutta la vita in una comunità che è un utero che mai ti genera, mai ti fa vedere la luce.
Una contraddizione in termini.
Grazie ancora perché ci hai fornito materiale prezioso, capiamo perché Kiko vieta di far girare i brogliacci dei suoi annunci e delle sue convivenze, fa bene. Perché si tira solo la zappa sui piedi. Mandaci altre catechesi storiche di Kiko e noi ovviamente faremo il nostro mestiere che è commentarle, sviscerarle, o forse pensavi che sotto l'influsso della sua stessa parola restassimo folgorati anche noi?
Pax

Giuseppe ha detto...

"Tutta la vita in una comunità che è un utero che mai ti genera, mai ti fa vedere la luce".
Una vita intera nella comunità- palestra e il risultato è che siete più rammolliti di prima.La vostra riscoperta del battesimo è una bufala e state state rovinando la Chiesa per niente! La prova più evidente? Gesù con la parabola del grano di senape, insegna che il più piccolo dei semi si trasmormerà in un grande albero, che darà riparo agli uccelli, ma nel cammino la maggior parte di quelli che vi si posano, se ne fuggono: perché?

roberta salerno ha detto...

Forse sarò ingenua, ma non mi sembra che la VERITA' dovrebbe "danneggiare la Chiesa", la Chiesa non è "protetta" dal "numero" di cristiani (e tantomeno dai NC!!). Che importa se ci sono gli "attacchi" esterni, innanzitutto la VERITA' deve esserci al suo INTERNO!
Lo dice il Vangelo di oggi ... a che serve una quantità abbondante di sale che non ha più sapore?
Vorrei ringraziarvi ancora tutti, vi seguo sempre, secondo me state facendo una cosa utilissima con i vostri interventi .. continuate a farlo, mi date speranza!
Roberta

Pax ha detto...

Pax

Li hanno tenuti per 30 anni in uno stato di soggezione e di infantilismo, come li possono lasciare andare soli nel mondo..... Michela

Alla alla faccia del cristiano adulto ! Si resta in cammino per tutta la vita , dentro a una comunità che è come un utero che mai ti genera e mai ti farà vedere la luce . Alberto

Facciamo allora un servizio alla verità.
Kiko dice che il catecumeno è colui che ascolta, ha bisogno di un padrino che lo guidi alla fede, in un percorso a tappe.
Fin qui ci siamo, un itinerario di formazione: c'è il formatore/catechista che conduce, e c'è il discepolo che apprende, impara in un cammino.

Dunque se alla fine di tutto chi ha completato il percorso ed è stato riconosciuto idoneo a superare le varie tappe del c.n. fino a superare l'ultimo esame che è la fase diella elezione ed essere ammesso a rinnovare le promesse del battesimo e indossare la veste bianca resta ad uno stadio infantile, soggetto per sempre a chi lo guidi, perché con i suoi piedi non ha imparato a camminare... QUESTO È UN TOTALE FALLIMENTO E UNA CONTRADDIZIONE CHE VA SBATTUTA IN FACCIA A KIKO E A TUTTI I CATECHISTI FARLOCCHI E INETTI DEL BIDONE CHE È IL C.N..
MA A COSA SERVE?
Alla fine non c'è più catecumeno ne' catechista ma il Cristiano Adulto, il Fedele, e siamo tutti fratelli.
Un genitore che, opprimendo il figlio in una cappa, lo lascia in uno stadio di infantilismo tutta la vita è un fallimento di genitore, ha tradito la sua missione. Così sarebbe assurdo far fare un intero percorso di studio, fino al conseguimento del titolo di Laurea, per poi dire all'ormai quasi trentenne dottore...... Ricominciamo dalle scuole elementari.
Ma di cosa parliamo!!! Per carità!
Il tutto incorniciato dalla splendida immagine di Alberto dell'utero che NON ti genera, dell'utero che MAI ti farà vedere la luce.

Pax

Pax ha detto...

Pax
roberta salerno ha detto

Forse sarò ingenua, ma non mi sembra che la VERITA' dovrebbe "danneggiare la Chiesa", la Chiesa non è "protetta" dal "numero" di cristiani (e tantomeno dai NC!!). Che importa se ci sono gli "attacchi" esterni, innanzitutto la VERITA' deve esserci al suo INTERNO!
Lo dice il Vangelo di oggi ... a che serve una quantità abbondante di sale che non ha più sapore?

Grazie a te Roberta,
Tranquilla siamo già a quota due ingenue.
La Verità non può mai danneggiare la Chiesa. Essa non è protetta contro l'estinzione dal "numero", MAI, a mio avviso.
Quindi nessun timore degli attacchi esterni.
Verità deve asserci al suo INTERNO, senza alcun dubbio.
Ho assistito troppe volte a ingiustizie, angherie, nefandezze non denunciate e non corrette all'interno del C.n. PERCHÉ PORTARLE ALLA LUCE SIGNIFICAVA, a detta di Kiko e dei suoi fedelissimi, DANNEGGIARE IL CAMMINO STESSO.
Il bene del cammino e il bene cammino è l'unica ratio da seguire in ogni scelta, come se la sua longevità dipendesse da noi, che piuttosto siamo chiamati a essere autentici servitori della Verità soltanto, essa ci farà liberi, ma liberi da cosa?
Dal servire gli idoli, al suo posto.
Senza Verità anche il cammino diventa un idolo, più pericoloso del denaro successo o sesso, che almeno c'è l'hanno scritto in fronte:
IDOLI....
Idolo subdolo, mascherato, pestifero. Ammantato di santità ma dentro pieno di putridume, sotto le sue sembianze nasconde il dolore di tanti poveri, il grido soffocato degli ultimi.
Tu, con la tua storia sei un esempio del modus operandi consolidato nel cammino, che non è affatto un'eccezione, un fatto occasionale, ma una prassi appresa direttamente da Kiko e praticata a tutti i livelli.
Altro che la Chiesa può decidere di disinteressarsi, visto che l'autorità con cui i catechisti del C.N. ai vari livelli spadroneggiano sui camminanti deriva loro proprio dal fatto che operano nelle Parrocchie, col beneplacito del Parroco, del Vescovo e del Papa stesso.
Pax

Valentina Giusti ha detto...

Brave Roberta e Pax, la Verità innanzitutto, senza timore di dispiacere a nessuno, convinti anzi che senza Verità non può esserci Carità.

Anonimo Romano ha detto...

Quoto completamente @Pax su ciò che ha scritto il 5 febbraio 2017 16:29

Pax ha detto...

Pax

Si Anonimo Romano, il Cammino è una immensa menzogna, un pallone gonfiato che, come tutti i palloni gonfiati fa molta scena, sembrano enormi, basta trovare il punto debole, farli scoppiare e... scopri che sono solo aria...fritta.

dobbiamo sbattergli in faccia le loro stesse menzogne e costringerli a rispondere in modo sensato..., quando fai questo diventano come pazzi, li ho lasciati in pace per un poco, ma ora sono tornata.
Alla fine gli spareremo in faccia quella che è la Madre di tutte le Menzogne di Kiko e della compianta Carmen, la matrice di tutto.

Pax