domenica 19 febbraio 2017

Le 8 tecniche di controllo mentale nel Cammino Neocatecumenale

"Dal Cielo vi fa gli auguri"
Qualche giorno fa un lettore del blog che non ha mai frequentato il cammino si chiedeva come mai tanti ex ci abbiano impiegato anche due o tre decenni per decidere di uscire dal movimento. Per spiegare in modo scientifico la questione, utilizziamo la ricerca psicologica del Dott. Robert  J. Lifton sulle psicosette. Egli individua otto tecniche che permettono ai leader di una setta di controllarne gli adepti: raffronteremo queste tecniche con usi e prassi invalse nelle comunità.


1. Controllo del milieu: Si tratta del controllo totale della comunicazione del gruppo. Dietro alla scusa che “pettegolezzi” e “chiacchiere” strapperanno il tessuto del gruppo o ne distruggeranno l’unità, si nasconde la ben più subdola motivazione di impedire agli affiliati di esprimere dubbi o perplessità su quanto sta accadendo e di comunicare agli altri membri qualsiasi cosa non sia una positiva approvazione. “Agli aderenti viene insegnato di fare rapporto su chi infrange la regola, una pratica che serve anche a mantenere i membri isolati l’uno dall'altro, ed aumentare la dipendenza dalla leadership. Il controllo del milieu spesso implica anche scoraggiare i membri dal mantenere contatti con parenti o amici esterni al gruppo, e dal leggere qualsiasi cosa non sia approvata dall'organizzazione.” È quello che Hassan classifica come “controllo dell’informazione”.Negare ad una persona l’informazione necessaria a formulare giudizi fondati fa si che essa non sia in grado di formarsi delle opinioni proprie.
Primo punto centrato in pieno. Nelle comunità viene ripetuto fino allo sfinimento che è un grave peccato mormorare, discutere le decisioni dei catechisti, mettere in dubbio le parole e gli atti del fondatore Kiko, rispondere negli scrutini; è anche pratica comune la delazione di altri fratelli di comunità e del responsabile ai propri catechisti: fatti gravi e meno gravi devono essere puntualmente riferiti. In molti casi i catechisti informano gli itineranti di regione o di nazione, fino a Kiko in persona.
E' inoltre fortemente scoraggiata l'attività fuori del Cammino, comprese altre attività parrocchiali, se tolgono tempo al Cammino stesso, nonché la frequentazione assidua di persone fuori del circolo d'élite neocatecumenale. Quest'utlimo fenomeno non avviene in modo palese, ma progressivamente, aumentando gli incontri di gruppo (es. post-cresima, convivenze, incontri mensili "della parola", GMG, pellegrinaggi).
I commenti negativi esternati in qualsiasi modo, persino su siti internet, blog, forum, social media, sono scoraggiati, combattuti e perseguiti come nel peggiore regime totalitario. Interi siti internet sono stati chiusi dalla sera alla mattina per ordine del fondatore, profili social fino all'utilizzo del pc. Nel passato i libri contro la dottrina del Cammino scritti da P. Zoffoli venivano addirittura bruciati.
Dice Kiko nel "mamotreto" relativo al passaggio dello Shemà:
«E’ meraviglioso!: che non si può stare qui indefinitamente, che c'è un tempo di pazienza con voi. Che il Signore avrà pazienza ed il cammino catecumenale ha pazienza, un anno, due anni, tre anni torna e ci ritrova senza frutti. Ma allora avrà desiderio di tagliare il fico. Il catechista, la Chiesa, dirà al Signore: “Aspetta ancora un anno, lasciami un altro anno, un altro anno di cammino, che lo concimiamo, che diamo catechesi. Se dopo un altro anno questo tipo continua con il suo orgoglio, continua con il suo collo di ferro, mormorando tutti i giorni della comunità (che c'è una mormorazione a volte orribile! il demonio assolutamente!... distruggendo la carità, raffreddando la comunità costantemente...), allora se l'anno prossimo continua a succedere questo, allora tagliamo".» 
Il cammino controlla il tuo milieu, il tuo ambiente.
2. Linguaggio caricato: L’utilizzo di un gergo interno al gruppo serve a limitare il pensiero dei membri e a cessare l’attività di pensiero critico. La traduzione dalla lingua originaria alla “neolingua” richiede un grosso sforzo e costringe i membri a censurare, correggere o rallentare esplosioni spontanee di critica o idee contrarie. Li aiuta a contenere sentimenti negativi o di resistenza. Alla fine, parlare il gergo della sètta diviene naturale e comunicare con gli esterni diventa faticoso e difficile. Fa parte del linguaggio caricato anche l’etichettare gli esterni con ogni possibile epiteto spregiativo: wog, sistemiti, reazionari, sporchi, satanici.
Chi non ha mai sentito parole come "faraone", "giuda", "pagano", "mondano", "cristiano della domenica", "religioso naturale"? Si può dire che non si tratti di epiteti dispregiativi che servono a etichettare chi è fuori del Cammino per impedire agli aderenti di dare credibilità a persone esterne?
Scrive Lino nel suo mai sufficientemente lodato saggio sullo gnosticismo del CNC: "Il fango e il segreto":
«nell'argot neocatecumenale anche assistiamo a una semplificazione del linguaggio, una riduzione e trasformazione del numero di parole che evoca la neolingua descritta da Orwell in «1984». I verbi "partecipare", "recitare", "pregare" sono tutti sostituiti dal verbo "fare" (...) Conseguenza della semplificazione del vocabolario è la ripetitività nella comunicazione (...) Una ripetitività che si arguisce immediatamente dall'ascolto di ogni oratore neocatecumenale: "ho sperimentato l'intervento di Dio nella mia storia", "il Cammino mi ha salvato", "dite fatti concreti", "mettiti nella tua realtà", "cosa vorrà dirti il Signore con questo fatto?", "vieni e vedi", "poi capirete, nessuno può capirlo, se non lo vive".
L'impoverimento del lessico determina l'annichilimento dei pensieri complessi, la riduzione dei concetti esprimibili a quelli di mera natura esistenzialista, l'assuefazione a un modello formativo nel quale non è lecito porre domande né dare risposte non contemplate nel manuale delle istruzioni e delle esperienze concrete.
(...) nel CN si riscontra un ampio uso di termini ebraici veterotestamentari e di neologismi.»
Il cammino utilizza un linguaggio speciale di gruppo, con la funzione di umiliare il pensiero indipendente.
3. Richiesta di purezza:
“il sistema di credenza tutto-o-niente del gruppo promuove un orientamento noi-contro-loro del gruppo: noi abbiamo ragione; loro (esterni, non membri) hanno torto, sono malvagi, non illuminati e così via.”
Molti gruppi asseriscono che esiste solo un modo di pensare, reagire o agire in ogni situazione. Non esistono vie di mezzo e i membri devono giudicare se stessi e gli altri con questo standard del tutto-o-niente. Questo sistema diventa la giustificazione per il codice etico e morale interno del gruppo. Il fine giustifica i mezzi e siccome il fine, cioè il gruppo, è puro, i mezzi sono semplici strumenti per raggiungere la purezza. “Se si è un neofita, questi onnipresenti sensi di colpa e vergogna amplificano la dipendenza dal gruppo. Il gruppo in sostanza dice “Ti amiamo perché stai trasformando te stesso”, che significa che in qualsiasi momento tu non stia trasformando te stesso stai scivolando indietro.” Questo comporterà che il seguace si sentirà spesso inadeguato e il mondo esterno verrà continuamente contestato.
Il mondo esterno è pagano, e in tutte le occasioni viene ripetuto che i neocatecumenali sono "fortunati a stare lì" e non fuori, nel mondo, dove l'uomo si perde dietro a droga, prostituzione, alcol, ecc. Dice Kiko:
«alienarsi, farsi borghesi, come sono il 90% dei mortali, che non hanno nessuna colpa. Appena guardano a se stessi, e si scoprono borghesi, amanti della comodità e del denaro, il risultato è: non pensare, perché pensare è riconoscere che sono un sessuale, un borghese, che mi piacciono le donne, che mi piace divertirmi, vivere bene a qualunque costo»
I neocatecumenali che piovono qui senza volersi porre nemmeno una domanda, portano a sostegno della bontà del proprio percorso frasi come "non vedete cosa succede fuori? Svegliatevi! Le parrocchie sono deserte! I mariti vanno al bar! I figli non si vedono a Messa! Il gender! I preti pedofili!" Con ciò pretenderebbero di dimostrare che il bene esista solo nel Cammino.
Impressionante la corrispondenza fra il "trasformare se stessi" e il continuo estenuante invito a una non ben definita "conversione" che non arriva mai. Per i catechisti si è in continua conversione e non si è mai convertiti: essi si presentano come la "chiesa adulta" che ha la "fede" mentre l'adepto è "da convertire". A ogni dubbio si risponde con "non hai fede", aumentando il senso di inadeguatezza e l'insicurezza. Progressivamente il Cammino rende dipendenti dal Cammino stesso, convincendo l'adepto che non ci sia possibilità per lui di vivere senza la sovrastruttura CNC.
E' perfettamente vero inoltre che il Cammino è tutto o niente, non per nulla i catechisti ripetono in continuazione che nel Cammino non si può dire "questo non mi piace" o "inventare": a conferma di ciò Don Pezzi disse, in una memorabile convivenza di inizio corso (Porto San Giorgio, 26-29 settembre 2013):
«Kiko: mi dice Padre Mario che alcuni gruppi di preparazione al matrimonio hanno introdotto cose nuove senza il nostro consenso. Non potete inventare nulla, dovete dare quello che avete ricevuto, sarebbe catastrofico se un gruppetto inventa qualche cosa perché quello che vi abbiamo dato siamo sicuri che è stato dato dal Signore. Ma se lo inventate voi… nel Cammino non si può inventare nulla senza il consenso nostro
Una cretinata simile non merita nemmeno di essere commentata. O ancora è parte integrante del secondo scrutinio instillare nell'adepto la paura di "essere buttato fuori", se non si è "salati":
Perché se tu oggi non sei disposto a far questo, domani sarai gettato fuori di qui. Finirai come sale che non sala. Ed un sale che non sala non serve a nulla
Esci di qui e sarai INUTILE. Dire che Kiko mi fa schifo è poco.

Il cammino adotta pienamente il sistema del tutto-o-niente, per stringere gli adepti in una morsa da cui non potranno liberarsi.
4. Confessione: con questa pratica i membri vengono indotti a rivelare comportamenti passati e presenti, contatti con esterni e sentimenti indesiderabili, con la scusa che in questo modo si libereranno di un peso. Tuttavia qualsiasi cosa divulgata verrà successivamente usata per plasmare ulteriormente il seguace, per farlo sentire legato al gruppo e lontano dai non membri. “Le informazioni raccolte possono essere usate contro un membro per farlo sentire più colpevole, impotente, timoroso e, alla fine, bisognoso della bontà della sètta e del leader. La confessione può essere usata per far riscrivere la storia personale del soggetto in modo da denigrare la vita precedente all'affiliazione, facendo sembrare illogico ogni desiderio di ritornare alla vecchia vita, alla famiglia e agli amici.”Attraverso questo processo e grazie agli insegnamenti del gruppo, i membri imparano che tutto ciò che è legato alla loro vita precedente, compresi familiari e amici, è sbagliato e deve essere evitato. Gli esterni metterebbero a rischio la loro possibilità di raggiungere l’obiettivo prestabilito diminuendo la loro consapevolezza psicologica, impedendo il progresso politico del gruppo e ostacolando il cammino verso la massima conoscenza.
Qui è fin troppo facile. Negli scrutini, davanti a tutti si raccontano i fatti intimi della propria vita in palese violazione del foro interno, una pratica vietata dal Diritto Canonico e dallo Statuto del CN. Costringere una persona a rivelare i propri segreti più intimi, specialmente davanti al gruppo è un delitto canonico grave, che andrebbe denunciato al Vescovo.
In particolare nel secondo e nel terzo scrutinio ogni persona a turno si siede al centro di una stanza, sotto a una croce, davanti all'equipe di catechisti al completo e circondato dal gruppo. Si viene interrogati su tre domande, le quali sondano la propria vita sotto tutti gli aspetti, in particolare quelli della vita morale: c'è gente che confessa aborti, rapporti omosessuali, adulteri, abusi e così via e il risultato è che la persona spesso cade in pianto, in shock... si vedono persone tremare e soffrire come cani. Dice Kiko stesso:
«L'importante è veramente toccare il fondo di noi stessi in maniera tale che più cercate di fare luce su queste domande più profondamente sarà illuminata la vostra realtà (...) Questo questionario è importantissimo. Su queste domande lavorerete questo pomeriggio e su di esse sarete scrutinati uno ad uno, davanti a tutti durante questo scrutinio. Dovete scrivere le risposte bene, perché quando sarete scrutati dovrete leggere le risposte". Così come Gesù Cristo è stato scrutato in questo Shemà, così sarete scrutati tutti voi. Lì dove tutti noi uomini cadiamo Gesù Cristo ha vinto per noi. Egli ha compiuto questa Parola perché la Chiesa ce la potesse consegnare compiuta.»
Naturalmente per legittimare questo abuso, Kiko ci piazza Gesù Cristo, che secondo lui sarebbe stato "scrutato in questo Shemà" e per darsi un'aria di autorità ciancia di consegna da parte della Chiesa. Non è dato sapere a che diavolo si riferisse, ma è sicuro che Gesù, il Figlio di Dio, non sia stato scrutato da nessuno, nemmeno davanti al sinedrio, a Pilato o a Erode, durante i molti interrogatori che subì. Gesù Cristo non mise mai in pubblico i peccati di nessuno, non lo fece con la peccatrice perdonata, o con il paralitico, con gli indemoniati, con l'uomo dalla mano inaridita. Questo perché Cristo non ha bisogno della PUBBLICA confessione dei peccati, ma della contrizione e dell'accusa a Egli stesso manifesto nella persona del confessore durante il Sacramento della Riconciliazione. La Chiesa inoltre non approva la confessione pubblica bensì la condanna duramente.

Non fatevi ingannare, il cammino non ha bisogno della confessione pubblica dei peccati. Il Cammino obbliga i suoi membri a confessare i propri peccati davanti alla comunità riunita e ai catechisti come forma di controllo degli adepti. Se non ci credete provate a rifiutarvi e vedrete.
5. Manipolazione mistica: il gruppo fa credere ai membri che i sentimenti e comportamenti nuovi sono frutto di una scelta spontanea maturata in questa nuova atmosfera. Il leader dichiara che si tratta di un gruppo prescelto con uno scopo superiore. I membri diventano esperti nell'osservare quale comportamento è richiesto, a captare tutti i tipi di indizi su cui verranno giudicati e a modificare il loro
comportamento di conseguenza.
“I leader dicono ai seguaci “Siete stati voi a scegliere di venire. Nessuno vi ha detto di farlo. Nessuno vi ha influenzato” quando in realtà i seguaci sono in una situazione in cui non possono andarsene a causa della pressione sociale o della paura.”
Pertanto per loro sarà più facile credere di avere realmente scelto quella vita. Se gli esterni accenneranno al fatto che sono stati plagiati o imbrogliati, i membri risponderanno che non è così, di aver scelto volontariamente. “Le sètte prosperano su questo mito della volontarietà, insistendo continuamente che nessun membro viene trattenuto contro la sua volontà.”
Questo punto è facilmente riassumibile nella seguente passo:
Gesù è veramente fatto carne nella nostra propria esperienza e ti pone oggi di fronte ad una decisione: "Scegli oggi chi vuoi servire. Vuoi continuare con i tuoi ideali di Dio nella famiglia, in tutto ciò che vuoi, o veramente vuoi il Dio manifestato in Gesù Cristo? " Questa elezione la faremo noi nel rito (...)Il Signore sta lottando. Che cosa significa Giacobbe? Che sei stato eletto. Tu sei Giacobbe, oggi (...)tu sei Giacobbe ed il Signore ti sta chiamando. Ti sta scegliendo perché da Giacobbe tu passi ad essere Israele.
Non c'è bisogno di altri commenti. Nel secondo scrutinio gli adepti "degni" del rinnovo delle promesse battesimali saranno invitati a pronunciare un giuramento davanti a tutta la comunità, dopo aver teatralmente gettato nel cesto i propri idoli (di solito preziosi, denaro, proprietà, o altro di valore).
Tale giuramento ovviamente a livello canonico non vale un fico secco, perché i voti veri si prendono davanti a tutta la Chiesa, ma è psicologicamente un laccio molto forte, dato dal pronunciare con aria di solennità le parole:
Presidente:“SCEGLIETE OGGI, FRATELLI, CHI VOLETE SERVIRE: SE IL DIO UNICO RIVELATO IN GESU’ CRISTO O GLI IDOLI DI QUESTO MONDO”. Tutti: “Lungi da noi abbandonare il nostro Dio per servire altri dei”. Presidente: “SIETE DUNQUE TESTIMONI CONTRO VOI STESSI CHE AVETE SCELTO DIO PER SERVIRLO”. Tutti: “Siamo testimoni
Il giuramento del popolo di Israele davanti a Giosuè non ha nessun valore davanti a Dio, oggi, non ha riscontro nella Chiesa e non rappresenta una formula o preghiera che la Chiesa approvi. Non è un sacramentale, non produce nessun effetto, ma nella mente degli adepti scava un solco profondo fra il prima e il dopo.
Il cammino manipola per far credere di essere eletti e di aver fatto una scelta irrevocabile ma volontaria, inducendo a pronunciare giuramenti per tener stretti a sé gli adepti e scoraggiare le fughe.
6. La dottrina è più importante della persona: dopo aver modificato in retrospettiva i racconti della loro storia personale, ai membri viene insegnato a interpretare la realtà attraverso i concetti del gruppo e a ignorare esperienze e sentimenti personali quando questi si presentano. Non va più prestata attenzione alle percezioni e bisogna semplicemente accettare la visione “informata” del gruppo.
7. Scienza sacra:
Alla saggezza del leader viene data una patina di scienza, aggiungendo in questo modo credibilità alle sue nozioni filosofiche, psicologiche e politiche centrali. Pertanto chiunque sia in disaccordo o abbia idee alternative a quelle del leader non solo è immorale e sfrontato, ma è anche non scientifico.
Kiko non fa che vantarsi pubblicamente dei suoi "successi" mondani: le lauree honoris causa, le opere pittoriche, la sinfonia, i suoi libri, vantando persino conversioni miracolose, sogni premonitori, e ovviamente non cessa mai di fare propaganda su tutti i mezzi di comunicazione riguardo a inaugurazioni, composizioni, viaggi...
8. Dispensazione dell’esistenza: L’ambiente totalitario della sètta enfatizza chiaramente che i membri appartengono ad un movimento elitario di prescelti. Se gli affiliati detengono l’illuminazione, allo stesso tempo i non membri sono esseri insignificanti, inferiori. Questo impianto di pensiero smorza la coscienza dei membri e giustifica, in quanto rappresentanti di un gruppo “superiore”, la manipolazione dei non membri per il bene del gruppo. Oltre a rafforzare la mentalità noi-contro-loro, questo tipo di ragionamento significa che l’intera esistenza del seguace si incentra sull'appartenenza al gruppo. Se se ne va entrerà nel nulla. Questo è il passo finale per creare la dipendenza dal gruppo.
 C'è bisogno di commentare questo punto? A tale proposito vale la pena di ricordare quanti ragazzi sono stati intruppati nel Cammino con il ricatto morale delle proprie fidanzate neocat: "se ti ama, allora deve venire a sentire le catechesi", per non parlare del Kiko delirante che sparlava di "cefale" neocatecumenali per adescare "cefali" cinesi vogliosi di vedere ragazze occidentali:
«Cosicché noi, quando mandiamo le ragazze, tutti i cinesi che stanno desiderando vedere una ragazza, mirando le ragazze: "venite alla catechesi!" vengono tutti i cinesi alla catechesi.
Sai che i cefali, i cefali si pescano così: si prende una femmina, cefala, un pesce, e tutti i maschi -shh!- la seguono, e cadono nella rete. Uno scherzo, ma interessante.»

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Pax

«Kiko: mi dice Padre Mario che alcuni gruppi di preparazione al matrimonio hanno introdotto cose nuove senza il nostro consenso. Non potete inventare nulla, dovete dare quello che avete ricevuto, sarebbe catastrofico se un gruppetto inventa qualche cosa perché quello che vi abbiamo dato siamo sicuri che è stato dato dal Signore. Ma se lo inventate voi… nel Cammino non si può inventare nulla senza il consenso nostro.»

Quanti catechisti ha esposto al pubblico ludibrio per questo assurdo assioma.
Lo spirito superiore divino che Kiko ha ricevuto è solo suo, tutti quelli che credono per la sua parola vedono precluso un diretto accesso allo spirito, se non filtrato da lui. Questo spirito divino ha deciso di comunicare, nella nostra epoca tutto è solo a lui, il rapporto con i singoli aderenti al suo strampalato cammino passa sempre e solo per lui.
L'incessante attività dello Spirito Santo, che opera sempre con il Figlio è il Padre, si sarebbe fermata, esaurendo ogni sua attività quando si è imbattuto in questo unicum, il mostro Kiko Arguello, in contraddizione con tutta la dottrina cattolica.
Gli Itineranti, gli spagnoli soprattutto, quando Kiko veniva a conoscenza di qualche loro " invenzione ", cose da poco, se li mangiava vivi davanti agli altri itineranti. Finché non facevano " chapeau ", alcuni davvero stizziti devo dire.
Per me questa di Kiko è una grande forma di infantilismo e insicurezza, vale poco come persona deve sentire tutti sotto a lui.
Per non parlare dalla vicenda memorabile è ormai straconosciuta di Fabio Rosini.
Il poverino, all'inizio chiedeva continuamente a Kiko di parlare con lui.
Egli, impegnato in altre faccende e sottovalutando il giovane frutto del cammino, rispondeva sempre... Si parleremo......
Finché, quando si rese conto del grande inaspettato successo dei 10 Comandamenti, di cui non era artefice, lo ha accusato di ogni genere di nefandezza, senza appello, senza alcuna possibile giustificazione. Tutti sappiamo come è finita la storia.
Ma quando dobbiamo ancora aspettare perché venga totalmente alla luce e appaia evidente a tutti che razza di falso profeta e che pericolo pubblico è costui?

Pax

Pax ha detto...

Pax

Dimenticavo di sottolineare il più bello!

Kiko dixit:........ perché quello che vi abbiamo dato siamo sicuri che è stato dato dal Signore......
Lui se la canta e lui se la suona.
Riceve "ispirazioni", ne fa discernimento, discerne le ispirazioni degli altri ah no quelle non sono ispirazioni..... Dice SIAMO SICURI.....
come può accettare la parola della Chiesa se ha questa sicurezza? Chi gliela dà questa sicurezza?

Noi invece siamo sicuri che artefice delle sue pseudo-ispirazioni, se non la sua mente malata e allora sarebbe niente più che uno psicopatico ( comunque pericolosissimo, però), .......sia il Demonio.

Pax

Pax ha detto...

Continua....

Chiedo scusa per gli errori, non ho riletto prima di pubblicare.
Buona Domenica a tutti, vado alla Santa Messa.
Preghiamo e speriamo.

Pax

sandavi ha detto...

Inevitabile, che diventi una bestia se qualcuno si inventa qualcosa: è il demonio assolutamente! Non ho sviscerato completamente tutti i temi, ci sarebbe voluto un mese, ma mi sembra evidente la natura di manipolazione psicologica in atto nel cammino.
Particolarmente efficace il passaggio che riguarda l'impossibilità di far capire a un adepto che è plagiato.

Lino ha detto...

sandavi ha detto: "Inevitabile, che [Kiko] diventi una bestia se qualcuno si inventa qualcosa: è il demonio assolutamente!"

Ogni invenzione è vietata per un motivo evidente: il Cammino è un'organizzazione rituale-simbolica, dove ogni rito o simbolo interno al gruppo è considerato sacro (non per caso il fondatore ne attribuisce la provenienza direttamente dal Signore). Organizzazioni di questo tipo rischiano di spaccarsi quando si mutano le forme e le prescrizioni della ritualità. Nel caso del Cammino il pericolo è notevole, in quanto le cose che si fanno hanno tutte una corrispondenza nella "dottrina ispirata" degli iniziatori; perciò ogni invenzione è nei fatti scismatica. L'esperienza di don Fabio Rosini, che propose diverse catechesi è significativa.

Il ragionamento, naturalmente, vale per il Cammino nei confronti della Chiesa. Il CNC non è a rischio scisma, il CNC è già scismatico sia per la separazione dei suoi adepti dalla comunità cattolica, sia perché si è inventato i propri riti per i Sacramenti e per i sacramentali.

sandavi ha detto...

Nel post riguardo al punto 5 non ho citato, per brevità, una delle ultime perle di Kiko. "Gruppo prescelto con uno scopo superiore": Kiko ha vaneggiato di 7.000 itineranti che invierà in Europa e che saranno il soffio della bocca di Gesù che distruggerà l'Anticristo.
Le dichiarazioni di uno sbiellato completo, fuori rotta, un santone americano. Se prima parlava genericamente di "salvare questa generazione" e lo si poteva derubricare a momentanea esaltazione, ora è decisamente peggiorato. Temo che fra un po' annuncerà la data della fine del mondo.
E quelli che lo seguono in questi deliri sono più sballati di lui.

D.D. ha detto...

6. La dottrina è più importante della persona:
comprese persone terze.
Un buon termometro di questo aspetto sono le persone non in cammino che progressivamente ricavano l'impressione che il camminante sia stato sostituito pezzo per pezzo da una potenza aliena. Per questo motivo, ad un camminante indeciso che comincia a trovarsi male in cammino ma non trova il coraggio di uscirne, consiglierei di cercare un confronto solido FUORI dal gruppo, ed in maniera separata e riservata.

by Tripudio ha detto...

A titolo di curiosità storica, dieci anni fa si ipotizzava di poter finalmente chiudere questo blog.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Molto interessante questo blog e relativi commenti.

La Parola della liturgia odierna sembra capitare a proposito. Soprattutto la Lettera di Paolo ai Corinzi: "Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio che siete voi. Nessuno si illuda. Se qualcuno si crede sapiente in questo mondo, si faccia stolto...." ecc.
Chissà quante volte i catechisti hanno citato queste parole per bloccare le domande dei camminati che volevano sapere (che nulla hanno a che vedere con le mormorazioni).
Sicuramente i camminanti pensano che queste parole vadano applicate a difesa del Cammino. ERRORE.

In senso stretto queste parole sono da applicare esclusivamente alla Chiesa. Quella dei cristiani della domenica.
Chi distrugge la Chiesa dei cristiani della domenica, QUESTI SARA' DISTRUTTO.
In senso largo le parole di Paolo possono applicarsi anche movimenti, che però sono SOTTOMESSI ai Vescovi (e non a Kiko).

Sottomettersi al Papa, ad esempio, significa che se il Papa dice (come ha detto) che gli itineranti NON DEVONO PORTARE IL CAMMINO, ma solo devono annunciare il Vangelo, lo devono fare. Altrimenti disubbidiscono.
E se disubbidiscono, loro non sono il tempio di Dio, ma sono quelli che lo vogliono distruggere e che, perciò, verranno distrutti (se perseverano nel male).

sandavi ha detto...

Paolo però si riferiva al profanare il tempio del proprio corpo con i peccati e l'immoralità e parlava dell'essere distrutti dal Suo giudizio.
Nel cammino, in uno dei tanti rivolgimenti di segni, si usano queste parole per tappare la bocca su decima, arcani e scrutini.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Una prova che i camminanti sono come i testimoni di geova?
Il blog "Osservatori vergognatevi", che tempo fa mi sono divertito a esplorare, dove si accusano gli autori di questo blog di tutte le nefandezze senza riportare NESSUNA CITAZIONE O RIMANDO.
Solo slogan.

In questo blog, invece, gli errori di Kiko vengono riportati virgolettati, citando spesso il luogo e il giorno in cui sono stati detti. Qui si portano le PROVE, non le chiacchiere tipiche dei frustrati.

Quelli del blog "osservatori vergognatevi",ad esempio, accusano questo blog di non essere in sintonia con le direttive della Chiesa riguardo la procreazione.
FACCIANO UNA SOLA CITAZIONE IN PROPOSITO.
In realtà in questo blog si è sempre detto che occorre essere aperti alla vita, ma che, come dice il Papa, la paternità deve essere responsabile e non, come dice Kiko, che l'unica responsabilità consiste nel non fare calcoli.

I camminanti si leggano Papa Giovanni Paolo II nell'Angelus del 17 luglio 1994! Avranno una bella sorpresa!
Del resto quando il Papa ha detto che riguardo alla procreazione non si deve fare come i conigli, a chi si riferiva? O sbagliava il Papa e invece ha ragione Kiko?

Camminati: scorrete questo blog e fatemi una sola citazione in cui si dice che non si deve essere aperti alla vita.
Sono pronto a fare scommesse. Attendo una citazione.... ma nessuno la farà.

Pax ha detto...

Pax

Si Sandavi ... Tempio del proprio corpo.. Perché il corpo è tempio "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" (1Cor 3,16).
Prima lettura di oggi "Siate santi, perché io il Signore Dio vostro sono santo"
Pensa che aberrazione educare al disprezzo e al disgusto di se' stessi, come fa Kiko, e alla totale disistima, cosa che non ha nulla a che fare con la santa umiltà.
"Chi sei tu? Chi saresti tu senza il cammino?"
Anche di questo dovrà rendere conto.

Pax

by Tripudio ha detto...

Ricordate don Gofigan? Quello che il vescovo pedofilo neocatecumenale voleva distruggere, e che sbatté fuori dalla parrocchia cambiandogli i lucchetti mentre lui era per strada andando in curia?

Bene, da un po' don Gofigan è divenuto parroco della cattedrale a Guam. E non solo tra i primi atti di governo c'è l'adeguamento alle norme anti-pedofilia stabilite dalla USCCB (conferenza episcopale americana, cui appartiene Guam), ma c'è anche una piccola ma significativa rivoluzione:

- i catechisti parrocchiali dovranno avere il curriculum prestabilito dalla USCCB, seguirne la formazione e attenersi alle norme e ai contenuti validi per tutti (bye bye kikos!)

- a partire da "immediatamente", tutte le liturgie devono essere in perfetto accordo col Messale Romano. Chi avesse problemi di adattamento dovrà tassativamente adeguarsi entro otto giorni (entro il 1° marzo, mercoledì delle Ceneri) oppure mostrare la documentazione relativa agli indulti che contenga anche l'indicazione di validità (data di scadenza)... bye bye kikos!

- tutto questo è in nome della carità fraterna e dell'unità della Chiesa.

Questo è un parroco! La Chiesa non è il club dove chiunque può fare quel che gli pare. La pacchia neocatecumenale in cattedrale è letteralmente terminata da un giorno all'altro. E sono proprio le stesse cose che lo stesso sacerdote chiedeva quattro anni fa nella parrocchia precedente, cosa che mandò su tutte le furie il vescovo neocatecumenale e ancor più i capibastone del Cammino, che congiurarono contro di lui e gli fecero terra bruciata in ogni modo... solo perché esigeva che le norme valide per tutta la Chiesa venissero applicate anche in parrocchia.

Non oso immaginare con quale ridicola ipocrisia i neocatekikos si presenteranno con lo Statuto in mano fingendo di credere che questo li autorizzi alle pagliacciate liturgiche inventate dai due eretici conclamati Kiko e Carmen.

Non hanno ubbidito al Papa sulla liturgia, figurarsi se ubbidiranno al parroco. Di sicuro si rintaneranno da qualche altra parte, dove il parroco non li vede (ma il Signore li vedrà benissimo) a compiere le loro carnevalate: ma almeno il messaggio per i fedeli è chiaro, è chiaro che sono i kikos che si ostinano a isolarsi per continuare a disubbidire alla Chiesa.

l'apostata ha detto...

A proposito di Guam.

Ma Sankiko non aveva sentenziato che Apuron era vittima di persecuzione?

Non basta lui a liberarlo da qualunque accusa?

by Tripudio ha detto...

Nell'intervista alla radio Tim dice che questo chiedere i documenti è solo un calling out their bluff: costringere la setta neocatecumenale ad ammettere il proprio bluff riguardo ai tanto vantati e mai verificati "permessi" liturgici.

Tim spiega agli ascoltatori anche la questione del "ricevere" in piedi al proprio posto, trucchetto adoperato per sedersi e aspettare che scatti il segnale: questo abuso allontana i fratelli del Cammino dall'unità della Chiesa.

by Tripudio ha detto...

Certi pasqualoni sono ossessionati dall'idea di dover conoscere l'identità dei collaboratori di questo blog. Beh, conoscono l'identità di Tim, Chuck e diversi altri collaboratori di Jungle Watch, ma questo non ha permesso al Cammino di azzerare le dimostrazioni delle proprie eresie e del fatto che di queste se ne parli ormai pubblicamente.

Tim in diretta radio ha detto anche che gli insegnamenti di Kiko Argüello non sono cattolici, sono diversi da quelli della Chiesa. E che siccome Byrnes è il "guardiano" incaricato dalla Santa Sede di guidare la diocesi, si suppone che debba vigilare sulla dottrina e sulla liturgia bloccando lo scempio neocatecumenale - esattamente ciò che ha fatto don Gofigan in cattedrale.

Giuseppe ha detto...

"Nel passato i libri contro la dottrina del Cammino scritti da P. Zoffoli venivano addirittura bruciati". E'proprio quello che mi ha detto "scherzosamente", avrebbe voluto fare con il libro di Lino "Il Fango e il Segreto", la moglie della persona alla quale l'ho fatto leggere. Magari scherzando scherzando stava dicendo proprio quello che pensava o forse no. Ad ogni modo, considerato l'atteggiamento di fondo che c'è nel cammino, rattristasto e preoccupato per lei, la misi in guardia dal diventare come quel testimone di Geova, che il libro gli avevo prestato lo aveva bruciato davvero!!!

by Tripudio ha detto...

"Bruciare i libri" in sé significa poco - ci possono essere validi motivi per farlo, oppure il semplice odio (così come il cibo avvelenato va distrutto per evitare che qualcuno in preda alla fame faccia danni a sé e ai suoi figli).

Piuttosto, occorre capire il motivo per cui si bruciano i libri. Nei neocatecumenali il motivo è l'odio alla verità, perché anche quando professano solennemente la menzogna, in fondo in fondo sanno di star difendendo un idolo - e lo fanno per coerenza con sé stessi, incapaci di perdonare sé stessi per aver coscientemente difeso la menzogna e l'inganno, usandoli anche contro i propri cari. Ed uno di questi casi è il nostro caro fratello Pasqualone, ossessionato dall'idea di dover distruggere chiunque sveli le magagne del Cammino.

C. ha detto...

A quanto scritto occorre aggiungere una cosa di non poco conto.

Il cammino, a differenza dei vari movimenti protestanti, testimoni di Geova, etc., attinge il proprio bacino di adepti (o ci attingeva), NELLE PARROCCHIE. Spesso ingannando i parrocchiani dove il nuovo pretone neokiko propone un nuovo "itinerario"di "fede adulta".

Io sono stato circa una ventina d'anni nel cammino, MA ERO GIA' NELLA CHIESA QUANDO LO INCONTRAI! (paradossalmente il cnc ha estromesso persone che erano già in parrocchia!)

Ed ancora oggi, dopo un altro decennio che l'ho lasciato, sono nella Chiesa.

Il cnc, come detto, è un vero è proprio virus all'interno del sistema parrocchiale, cerca di corromperlo e disfarlo dall'interno. Per questo è importante non farlo attecchire, pena la dissoluzione intera della comunità parrocchiale.

Lino ha detto...

Bruciare testi, anche qualora ci fossero validi motivi per farlo, è sempre controproducente, come bruciare uomini. Se i primi lettori avessero bruciato i mamotreti, oggi avremmo un numero molto minore di eresie da confutare con certezza a Kiko e a carmen, e anche non capiremmo l'origine dei rituali.
Ho letto molto di Giordano Bruno, anche perché uno degli autori che più ha pubblicato su questi è un mio conoscente. Resto convinto che senza Campo de' Fiori il Nolano sarebbe soltanto un filosofo minore religiosamente ondivago, uno pronto ad andare là dove la zuppa gli pareva più appetitosa, per lo più un plagiatore del neoplatonismo.
Perciò si deve sempre confutare l'opera - conservandone copie da mostrare - e non l'autore, autori come Kiko godono del "sufrimiento", gioiscono nel dimostrare di essere martirizzati :-)

by Tripudio ha detto...

Come indicato da Chuck, stasera in cattedrale c'è la quinta cosiddetta "catechesi", quella dove vengono fatte le domandine "Chi è Dio per te? Tu preghi? ecc."

Naturalmente il sacro Kiko già dice che l'ottanta per cento dei partecipanti hanno un'idea sbagliata di Dio, e che il novanta per cento non ha sinceramente pensato a Dio quel giorno.

Giustissimo: dato che Kiko è Dio, sa già cosa risponderanno, e nel 1969 in Spagna poteva già calcolare con matematica esattezza gli 80% di menzogne e 90% di lontananze da Dio che verranno risposte nelle "catechesi" a Guam nel 2017.

neocat pentito ha detto...

Mi sarei aspetato dai conduttori di questo sito ameno un articolo sul trasferimento del car Burke a Guam per far luce sui casi di pedofilia che stanno coinvolgendo il vescovo neocatecumenale Apuron,invece solo una brevissima nota.Forse avete paura che anche il card.Burcke si faccia irretire dai soldi del cammino?
Pensavo che fosse una buona notizia per far luce sui misfatti del cammino a Guan,inquanto il card.in questione non è proprio un amico di tale movimento.Forse pensate che sia troppo tradizionalista e che non rappresenti la vs chiesa modernista?

Lino ha detto...

Ah Ah Ah! Mi avete ricordato la mia risposta, partecipai alla catechesi. Scrissi sul foglietto come da catechismo infantile dei non adulti nella fede: "Dio è l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra".
I catechisti, però, memori della polemica sul cieco nato, non lessero il mio foglietto e discussero quelli di altri :-)

mirage mk3 ha detto...

Salve! A guam vedo che il parroco ha richiesto la "fedeltà ai testi liturgici" in conformità alla lettera del card. Arinze, come pure il sig, White anticipa le catechesi per mettere in guardia i partecipanti.


Nella mia parrocchia abbiamo già visto anni fa il parroco autorizzare la messa privata 1 sola volta al mese, vietare l'uso del pane azzimo, autorizzare la sola Comunione per intinzione con processione, vietare la veglia separata. Dopodiché il vescovo, abitue' di una ridente località balneare marchigiana e di un lago della galilea, ha chiamato il superiore del suo ordine ecclesiastico é lo ha fatto spedire in una sorta di siberia nostrana, sostituendolo con uno sfegatato ex religioso itinerante, tornato al suo ordine con la promessa di essere inviato in una parrocchia neocatecumenale, ed è tutto è tornato come prima.

Stessa questione con le catechesi, qua tutti sanno che esistono i passaggi ecc ecc. ma incredibilmente le persone abboccano lo stesso è pure in numero discreto.


Temo che anzi la questione rischi un peggioramento, so con certezza che solo in questa diocesi sono rientrati o stanno per rientrare 3 o 4 "presbiteri" oramai anziani, che dopo una lunga girovagata, se ne tornano alla casa base. Per tutti sarebbe pronto uno strategico vicariato pensionistico, nelle parrocchie nc con qualche giovane prete della tradizione recalcitrante alle arguellate.

sandavi ha detto...

Mitico Lino, e meraviglioso catechismo di San Pio X

sandavi ha detto...

L'argomento "psicosetta" è molto e sempre attuale. Il solito Giacomo chiede "sinceramente" perché vescovi e cardinali non dichiarano il cammino eretico.
L'argomento è vasto ma uno degli aspetti riguarda la carenza di fede nel popolo di Dio. Il CN con la sua falange schiacciatutto offre una certa sicurezza, tanto quanto una catena in franchising: devi solo allestirlo.
Purtroppo però non vogliono vedere quello che c'è dietro, il vero contenuto, fatto di tutte le manipolazioni delineate da Lifton.
Un anziano frate mi disse, alle mie proteste per l'arroganza nc, che dal suo punto di vista era meglio stare nel recinto della parrocchia con quei quattro esaltati di Kiko e Carmen e compagnia che in qualche setta indu.
Insomma la logica del male minore

by Tripudio ha detto...

Il "trasferimento" di Burke a Guam non è un "trasferimento" ma un viaggio di lavoro. Che lo impegnerà tra Guam e altre isole per qualche settimane, pochissimi mesi al massimo. Non è che ci sia molto da dire - tanto più che nella sua qualità di "giudice" del caso non avrà né motivo né voglia di parlare ai media.

I neocatekikos sanno bene di non poterlo corrompere e perciò combatteranno su altri fronti. Per esempio sul fatto che il vescovo neocatecumenale è "solo" uno dei quattro pedofili accusati (il quinto è morto qualche tempo fa).

Non c'è bisogno che ripetiamo un milione di volte che condanniamo la pedofilia. Il caso Apuron, infatti, ci interessa non tanto per il male che ha fatto a degli innocenti, ma per la mentalità neocatecumenale complice di qualsiasi misfatto.

Finora, infatti, nessun neocatekiko ha almeno osato ipotizzare che Apuron possa essere davvero colpevole.

Dopotutto il sacro redentor Kiko, a tempo perso esorcista e compositore sinfonico, ha detto «preghiamo per il vescovo [Apuron] e per tutta la persecuzione». Kiko non sbaglia mai. Perciò il processo ad Apuron è "persecuzione", cioè Apuron sarebbe innocente, nevvero?

Chiara la questione? Noialtri, come risultato dell'essere cattolici, disprezziamo il male e proviamo dolore per le vittime, condanniamo il peccato ma non il peccatore pentito, e desideriamo che chiunque abbia commesso simili atrocità sia messo in grado di non nuocere più, nemmeno col proprio esempio.

Se infatti Apuron la passasse liscia, altri come lui e peggio di lui crederanno di poter farla franca. E i kikos che lo hanno dichiarato "innocente" (per il buon nome del Cammino, poffarbacco!), ne pagheranno le conseguenze perché ne sono stati complici.

sandavi ha detto...

I punti 6 e 7 della ricerca di Lifton si sposano bene con il caso Guam: il leader ha sempre ragione, chiunque sia contro di lui è immorale. Io cammino è una elite di prescelti, tutti gli altri sono esseri inferiori che non meritano considerazione, non capiscono, ci perseguitano.