lunedì 10 maggio 2021

"Ve la do io, la santità!!". Dalla "Catechesi sul Cammino" del secondo scrutinio neocatecumenale (II)

Proseguiamo con la lettura della Catechesi sul Cammino dagli Orientamenti alle équipes di catechisti per il secondo scrutinio battesimale del Cammino Neocatecumenale (1977)In questa catechesi Kiko tratteggia le modalità di proseguimento successive al secondo passaggio, in un lungo e contorto discorso dal quale abbiamo estrapolato sette aspetti salienti. Kiko presenta ai fratelli un Cammino di:

2) Opposizione agli sforzi verso la santità, considerati idolatrici. (Qui di seguito)
3) 
Sovversione della giustizia divina e del libero arbitrio.
4) 
Accettazione supina (salvo privilegi) dei peccati altrui, presentata come amore al nemico.
5) 
Inclusione di criminali impenitenti, perché nessuna vittima è migliore del suo carnefice.
6) Precarietà, spirituale e materiale, imposta come stile di vita. (Parte IParte II)
7) Liberazione dai Estorsione dei beni materiali, coperta dall'arcano.

Siamo alla seconda parte
: U
n cammino di opposizione agli sforzi verso la santità, considerati idolatrici.

Uno degli eretici insegnamenti che troviamo in questa catechesi è la denigrazione del cammino di santificazione, che comprende continui sforzi di perfezione, a cui il cristiano è tenuto, tramite l'esercizio delle virtùil rispetto dei comandamenti di Dio e gli insegnamenti della Chiesa.

Invertendo l'importanza di necessario ed accessorio, Kiko "pittura", sopra alla santità definita da Madre Chiesa, la sua immagine di santità: quella di un santo "puzzolente"(es. a pag. 19), pieno di difetti, repellente al senso comune, che però "ha lo Spirito". 

È vero che tutti i santi abbiano qualche difetto. Ma si tratta di macchioline su cristalli purissimi e rifulgenti di luce divina. Kiko invece ingigantisce le macchie dei Santi fino a far scomparire il cristallo purissimo, per poi, con inversione logica, comandare ai fratelli di trattare da santi delle persone dalle enormi mancanze e pochissima o nessuna purezza.

Dal Concorso Pittorico "Dipingi San Paolo Apostolo"
(Giovanni Battista Gaulli detto Baciccio - Francisco Argüello detto Kiko)

Alla radice di questa inversione si trova l'incapacità ed il rifiuto di riconoscere che l'impegno nella perfezione è conseguenza diretta dell'amore verso l'Altissimo, amore che spinge i cristiani a voler essere perfetti come Lui. 

Scrive Sant'Alfonso Maria de'Liguori nel suo trattato Uniformità alla Volontà di Dio:
"Il giusto invece, è come il sole, sempre uguale nella sua serenità, qualunque cosa succeda, perché la sua gioia sta nel uniformarsi alla volontà divina, e per questo gode una pace imperturbabile. Pace in terra agli uomini di buona volontà (Lc. 2,14), disse l’angelo ai Pastori. Gli uomini di buona volontà, sono coloro, che stanno sempre uniti alla volontà di Dio, che è sommamente buona, e perfetta: sì, perché Dio infatti vuole il bene e la perfezione.  
Nell’ uniformarsi alla volontà di Dio i santi han goduto in terra un Paradiso anticipato. San Doroteo scrive che gli antichi padri mantenevano una grande pace prendendo ogni cosa dalle mani di Dio. Santa Maddalena de' Pazzi al solo sentire pronunciare le parole: "Volontà di Dio", si sentiva così consolata, da uscire fuori di sé, in estasi d'amore.
Certamente le avversità non mancheranno di farsi sentire e di trafiggere il cuore. In questi momenti si soffre molto, ma nel profondo della nostra anima regnerà la pace e la tranquillità, essendo la volontà unita a quella di Dio. Il Redentore disse agli Apostoli: "Nessuno potrà togliervi la vostra gioia… La vostra gioia sia piena" (Gv. 16, 22)."

Nella visione di Kiko, invece, la spinta alla perfezione non può che essere dovuta alla vanità di volersi vedere a posto nello specchio. Leggiamo a pag. 141:

Prima di tutto voglio dirvi una cosa, dirvi che facciate bene attenzione a non credere che già non peccherete più, che mai più cadrete perché il demonio se n'è andato (il giorno prima, durante le rinunce, n.d.r.) ed ora avete lo Spirito SantoC'è molta gente che desidera che, in questo cammino, le venga lavato il cervello; perché siccome in definitiva non si accettano come sono, devono essere accettati e ciò che vogliono è essere cambiati loro, e strumentalizzano Dio e Gesù Cristo per non irritarsi più, per poter amare, per diventare dei santi da altare e questo titolo non si dà alla gente come loro. Il Signore ti cambierà, però non come credi tu, perché tu non sai che cosa è la santità.
Idea di uno zelante nella fede, secondo Kiko
(Narciso, di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio)

Kiko proietta la sua vanagloria giovanile (v. a pag. 142), mai sanata, su tutti i cristiani-della-domenica. Il lavaggio del cervello da cui Kiko prende falsamente ed ipocritamente le distanze, sarebbe, come emerge dalla catechesi, la massima -benché meschina- aspirazione di perfezionisti vanitosi e conformisti che, detestando essere liberi di scegliere e di peccare, insistono nel vacuo ed ossessivo rispetto della legge, restando tuttavia puntualmente delusi dei propri insuccessi ed arrabbiati con Dio perché non permette loro di essere perfetti. A pag. 141:

Tu ti basi magari su un perfezionismo umano, di tipo nietzscheano; ma questo magari non è il cristianesimo, non è la perfezione alla quale ti chiama Gesù Cristo. La perfezione alla quale ti chiama Gesù Cristo è il Vangelo di ieri: è l'amore al nemico*: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro dei Cieli". E quando dice "Com'è perfetto il Padre vostro dei Cieli" non dice, perché si alza alle cinque del mattino, fa tre ore di ginnastica, non fuma e non beve, perché lavora 18 ore, perché mai commette un peccato o ha mai un cattivo pensieroperché mai si irrita, perché è un uomo così... (* l'amore al nemico sarà oggetto di un prossimo post su questa catechesi.)

Del resto, a pag. 19 dello stesso mamotreto, parla così Kiko di San Paolo, deturpandone l'immagine per promuovere lo stereotipo neocatecumenale di quella "santità puzzolente" che il Cammino oppone, come più veritiera, al modello di santità della Chiesa, che Kiko considera impossibile o effimera:

Ricordati S. Paolo. Dicono che avesse l'angelo di satana. Ma forse aveva delle crisi colleriche. Pensate un cristiano con le crisi colleriche! E queste crisi gli facevano perdere la faccia. Tutti pensavano che fosse un santo e invece si trovavano davanti uno che perdeva le staffe. Questo demonio lo umiliava, lo faceva soffrire e siccome soffriva tanto si decise a chiedere al Signore che gliele togliesse. E quasi idolatricamente suppongo che sia stato in ginocchio nella sua stanza. E prega al Signore: "Signore, toglimi questa croce, non ne posso più". Ma il Signore non risponde quella notte, continua così la seconda notte, digiuno ecc. La terza volta che lui lo fa con difficoltà il Signore gli risponde e gli dice: "Ma non sai che io sono forte nella tua debolezza? E tu vuoi che io te lo tolga?" Tutti vedono che tu sei uno schifo e allora la gente pensa che le comunità non sono opera di S. Paolo perché noi ci siamo avvicinati a lui e puzza. Ma allora è Dio? Infatti, Egli appare nella tua debolezza. E questo ti sta molto bene perché sei un superbo tremendo e vorresti che tutti i frutti dell'evangelizzazione venissero a te.


Kiko e così i suoi cloni kikatechisti hanno sempre predicato volentieri contro i fantasmi di perfezionismo, moralismo, perbenismo, doverismo, manierismo et similia, intendendo sbeffeggiare od insultare, con l'aggiunta del suffisso "-ismo" il desiderio di perfezione, la morale, la costumatezza, il dovere e le buone maniere, e considerando queste qualità come tendenzialmente false ed ipocrite. 

Nel Cammino la presunta falsità intrinseca delle virtù e delle buone qualità viene combattuta esasperando la presunta genuinità dei vizi opposti : la peccaminosità, l'immoralità, la scostumatezza, l'irresponsabilità e la cafonaggine.

Se è vero che esiste per il cristiano il grande rischio di perseguire idolatricamente le virtù per vanagloria piuttosto che come strumento per tendere all'unione con Dio, è anche vero che il Cammino abitua a confondere, ipocritamente ed ingiustificatamente, il pericolo di fingere o di idolatrare tali virtù e la certezza che ciò avvenga regolarmente. 

(Nell'immagine: il Martirio di S. Stefano - Juan Vincente Macip vs. Francisco Argüello.)

Il centro della questione della perfezione, che Kiko manca di lunghezze, è che nessun Santo è mai voluto essere perfetto per vedersi perfetto. Non c'è quindi bisogno di imbruttire la santità dal momento che in essa non esiste una spinta indebita ad abbellire se stessi. 

I Santi (idealmente, ogni cristiano) tendono alla perfezione  in virtù dell'ardente amore che nutrono per Dio, che li fa sentire talmente inadatti di fronte a tanta Divina Maestà e pieni di gratitudine allo stesso tempo, da decuplicare gli sforzi di osservarne la volontà, pur continuando a sentirsi inadatti per tutta la vita e gestendo con grandissima umiltà ed altrettanta serietà le eventuali cadute. Ogni passo verso la perfezione invece è, per un Santo, non un merito personale ma grazia di misericordia divina. I Santi conservano nel cuore la nozione di Infinito e di Infinitamente Buono, da cui per confronto, l'umile consapevolezza della piccolezza dell'uomo.

Adolphe Tanquerey (1854 - 1932),
 Sacerdote, teologo e scrittore.
Confrontiamo la dottrina neocatecumenale con la nozione cattolica di perfezione, dal sintetico e chiarificatore Compendio di teologia ascetica e mistica di Adolphe Tanquerey. Il Cammino ha sempre insegnato a tenersi lontani da libri del genere. Benché il titolo sia altisonante, il trattato è molto istruttivo e semplice, oltre che liberatorio e guaritore per chi è stato intossicato dalla dottrina neocatecumenale. 

Al capitolo terzo della prima parte, intitolato 
Perfezione della vita cristiana leggiamo:

309. Sorge quindi la questione di sapere se, tra queste virtù, non ve ne sia una che riassuma e contenga tutte le altre, e costituisca, a così dire, l'essenza della perfezione. S. Tommaso, sintetizzando la dottrina della S. Scrittura e dei Padri, risponde affermativamente e c'insegna che la perfezione consiste essenzialmente nell'amor di Dio e del prossimo amato per Dio [...].

Ma, poiché nella vita presente l'amor di Dio non può praticarsi senza rinunziare all'amore disordinato di se stessi, ossia alla triplice concupiscenza, in pratica all'amore bisogna aggiungere il sacrificio. [...]

L'essenza della perfezione consiste nella carità.

310. [...] L'amore di Dio e del prossimo, di cui trattiamo, è soprannaturale nel suo oggetto come nel suo motivo e nel suo principio. Il Dio che noi amiamo è il Dio manifestatoci dalla rivelazione, il Dio della Trinità; e l'amiamo perchè la fede ce lo mostra infinitamente buono e infinitamente amabile; l'amiamo con la volontà perfezionata dalla virtù della carità e aiutata dalla grazia attuale. Non è dunque un amore di sensibilità; è vero che, essendo l'uomo composto d'anima e di corpo, spesso si mescola ai nostri più nobili affetti un elemento sensibile; ma un tal sentimento manca talora intieramente, e in ogni caso è del tutto accessorio. L'essenza stessa dell'amore è la dedizione, è la volontà ferma di darsi e, occorrendo, d'immolarsi intieramente per Dio e per la sua gloria, di preferire il suo beneplacito al nostro e a quello delle creature.

311. Conviene dire altrettanto, salve le proporzioni, dell'amor del prossimo. In lui amiamo Dio, un'immagine, un riflesso delle sue divine perfezioni; il motivo quindi che ce lo fa amare è la bontà divina in quanto è manifestata, espressa, irradiata nel prossimo; o, in parole più intelligibili, noi vediamo e amiamo nei nostri fratelli un'anima abitata dallo Spirito Santo, ornata della grazia divina, riscattata dal sangue di Gesù Cristo; e amandola, ne vogliamo il bene soprannaturale, lo spirituale perfezionamento, la salute eterna.

Non vi sono quindi due virtù di carità, l'una verso Dio e l'altra verso il prossimo; ve n'è una sola che abbraccia insieme Dio amato per se stesso e il prossimo amato per Dio.

[...]

641. Abbiamo detto, al n. 309. che la perfezione essenzialmente consiste nell'unione con Dio per mezzo della carità. Ma, essendo Dio la stessa santità, non possiamo essergli uniti se non possedendo la purità di cuore, che abbraccia un doppio elemento: l'espiazione del passato e il distacco dal peccato e dalle sue occasioni per l'avvenire. 

Purtroppo, Kiko, un sedicente ex-probando monaco che un frate Domenicano rimandò a casa a terminare gli studi (pag. 142) e Carmen, una ex-suora espulsa dall'ordine per disobbedienza, si sono incontrati subito dopo aver entrambi subito una grossa frustrazione nelle loro aspirazioni spirituali che, alla luce dei fatti che sono seguiti nei decenni successivi, sembra più una vanagloria di ascesi che un genuino desiderio di santità

Hanno quindi deciso di fondare una "creatura" in cui combattere, negli altri, il fantasma di quella perfezione che essi non avevano potuto contemplare nello specchio, per via del cattivo amore che, lo  diciamo alla luce di mezzo secolo di misfatti, avevano nutrito verso Dio.

Incamminatisi per questa via, non hanno mai insegnato né a parole né tantomeno con l'esempio la vera perfezione dei Santi, salvo poi pretendere di far parte della famiglia presentandosi al traguardo di un percorso non sudato e spingendo ed oliando per ottenere la canonizzazione di Carmen.



*anno di morte di Carmen Hernandez, co-fondatrice del Cammino.

92 commenti:

  1. Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.
    Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte. (2Corinzi 12,7-10)

    Leggendo proprio le parole di San Paolo, si evincono due cose:
    la prima è che la spina di cui parla è conficcata nella carne. Quindi molto probabilmente non si tratta di un problema spirituale, ma di un problema fisico.
    La seconda è che questa spina, come tale, è sempre presente, è un tormento continuo, come una malattia o un problema che costantemente fa sentire la propria presenza.
    Quindi, non si tratta degli accessi d'ira incontrollabili che ipotizza Kiko, per giustificare i propri, dovuti ad un carattere collerico e narcisista mai domato e corretto, la manifestazione esterna di un problema spirituale interno.
    La spina di San Paolo non è incompatibile con la grazia divina: il Signore gli dice infatti "ti basta la mia grazia" e poi "la mia potenza si manifesterà appieno nella debolezza".
    La debolezza nella quale Dio si manifesta non è il peccato, che invece è manifestazione satanica.
    Kiko ha invertito i poli, e non senza un preciso scopo che l'articolo spiega molto chiaramente.

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  2. Molto interessante il commento di Valentina che riesce sia ha falsificare l'interpretazione di Kiko con un'argomentazione inoppugnabile, sia a evidenziare come l'"ispirazione" di Kiko, più che essere dovuta allo Spirito Santo, sembra un tentativo di adattare il Vangelo alle proprie "esigenze".

    Il post di Jubilate Deo evidenzia molto bene la maternità della Chiesa in contrapposizione al Cammino che tratta i suoi figliastri come un patrigno malvagio. O come la matrigna tratta Cenerenntola, sfruttandola e impegnandola oltre le sue forze.

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  3. L'amore di Dio secondo la teologia tradizionale della Chiesa, che viene riportata nell'opera di Tanquerey, contrasta dall'amore di Dio secondo Kiko.
    Kiko cambia tutti i parametri di comprensione e lo pone in uno "spazio" con delle coordinate diverse.

    Nel Vangelo di ieri (Gv 15) Gesù dice:
    1) Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore..."
    2) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi".

    Di conseguenza:
    1) Per rimanere nell'amore di Gesù occorre osservare i Comandamenti o, almeno, non commettere peccato mortale. E se, per somma sventura, si dovesse peccare in modo grave, nulla è perduto se si fa un atto di contrizione. Naturalmente, PRIMA DI COMUNICARSI, occorre la CONFESSIONE sacramentale.
    2) L'amore che ci deve essere "tra noi" non solo viene da Dio, ma si configura su quello di Dio, cioè è un amore PERSONALE e perciò rispettoso nei nostri confronti, nella VERITA' e SOPRANNATURALE.

    L'amore dei santi "puzzolenti" (per dirla con Kiko) è un amore puzzolante anch'esso e nulla ha a che fare con l'amore di Dio

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    1. E nella prima lettura, san Pietro diceva: 'In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia'.

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    2. e siccome i camminanti temono Dio e praticano la giustizia, sono salvi

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    3. @Anonimo
      Fare il Cammino non garantisce automaticamente la salvezza, tanto che in Purgatorio o purtroppo perfino all'inferno ci sono anche anime consacrate; la salvezza la decide solo Dio

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    4. Temono Dio? O non piuttosto Kiko?
      Praticano la giustizia, beh, questa è bella. Se seguono l'esempio di Kiko no di certo.
      Egli soleva ripetere a chi imprudentemente gli chiedeva giustizia (a lui lì dentro, se no a chi?):
      "Dietro ogni richiesta di giustizia c'è il demonio!"
      E così pretendeva di chiudere a tutti la bocca. Di fatti la chiudeva, a meno che....

      Pax

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  4. Per continuare il debunking delle menzogne di Kiko, che tira in ballo San Paolo e San Francesco per dimostrare che la superbia è gradita a Dio.

    Dice Kiko:
    Sta là San Francesco d’Assisi prendendosi un caffettino e gli diciamo (questo lo sappiamo perché sta nella vita di tutti i santi): "Tu sei un superbo!" Sapete la risposta di San Francesco? Come risponderà San Francesco? "Hai visto benissimo. Guarda e non hai visto del tutto bene, di più, di più ecc…".

    La vicenda è raccontata nella Legenda maior (e naturalmente non si svolge al bar bevendo caffettini più o meno corretti), quando un fraticello raccontò al santo di aver sognato che Dio riservava il trono che era del superbo Lucifero all'umile Francesco e il santo così si schermiva:

    "L'umile servo di Cristo (Francesco) gli disse: “ Mi sembra di essere il più gran peccatore ”. Il frate gli replicò che, in tutta coscienza, non poteva né pensare né dire una cosa simile. Ma il Santo spiegò: “ Se Cristo avesse trattato il più scellerato degli uomini con la stessa misericordia e bontà con cui ha trattato me, sono sicuro che quello sarebbe molto più riconoscente di me a Dio ”.

    Quindi assolutamente la risposta di san Francesco non prevede l'esaltazione dei propri peccati che invece fa Kiko, tutt'altro! È invece la massima dimostrazione di umiltà.

    Kiko prosegue:

    "Allora possiamo domandarci: San Francesco sta mentendo? Allora San Francesco non è un santo o sta dicendo la verità? Allora è un superbo. Sì. È un superbo. Ma, allora, come fa San Francesco ad essere santo? Ha scoperto una cosa immensa: Dio è capace d’amare un superbo come lui e questo gli basta per ritornare a Lui".

    Ecco come in due battute Kiko trasforma il santo Francesco e la sua dimostrazione di umiltà in un'ammissione di inveterata superbia.

    Ben diverse le conclusioni a cui giunge il fraticello che interloquiva con san Francesco:

    "Ascoltando questi umili parole, il frate ebbe la conferma che la sua visione era veritiera, ben sapendo che, secondo la testimonianza del santo Vangelo, il vero umile verrà innalzato a quella gloria eccelsa, da cui il superbo viene respinto."

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  5. Riporta Valentina: "Ha scoperto una cosa immensa: Dio è capace d’amare un superbo come lui e questo gli basta per ritornare a Lui".

    Questo è infatti un punto centrale ed incrollabile del neocatecumenalesimo, che vale la pena sottolineare finché il Cammino esisterà ed intorno al quale ruota un po'tutto il resto:

    la santità neocatecumenale consiste nel praticare il peccato per anni ed anni ed anni, allo scopo di sperimentare se stessi fino al punto più basso, quello di "conoscere", fattualmente, nella propria storia, la misericordia di Dio, cioè la Sua accettazione verso di noi e verso il nostro peccato.

    Chi non sperimenta nei fatti della propria vita (anni di cammino di peccato e di "autoconsapevolezza") questo perdono di Dio non può neppure dirsi cristiano perché non è arriva a toccare con mano la misericordia di Dio. Chi non ha "sperimentato" rimane necessariamente in superficie, insieme ai cosiddetti religiosi naturali, persino se è investito di un Ministero Sacerdotale o ha la grazia di praticare le virtù cristiane in grado eroico. Fino a questo punto arriva il disprezzo del neocatecumenalesimo per i cattolici.

    Secondo il neocatecumenalesimo, sarebbe la constatazione pratica della misericordia divina nella storia personale dell'uomo, a cambiargli il cuore (purché sopravviva a questo satanico e pericolosissimo viaggio). Da lì dovrebbe, in teoria, scaturire spontanea e senza sforzo, dopo tanto rotolarsi nel proprio fango, la spinta a non peccare più e a preferire le vie di Dio.

    Evidentemente i risultati non sono "sempre" quelli promessi.

    Il cattolicesimo ovviamente va in direzioni opposte, in ciascuno di questi punti ma, per accreditare le sue eresie, il neocatecumenalesimo non esita a strumentalizzare personaggi biblici, Santi, ed ogni tanto persino Gesù Cristo ("Cristo si e fatto peccato"), benché con cautela: la patina di cattolicesimo è ancora utile. Sai com'è, le decime, le eredità, l'uso delle salette...

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    1. E questo dà senso alla frase "Il Signore ti cambierà, però non come credi tu, perché tu non sai che cosa è la santità." che Kiko rivolge ai fratelli durante il Secondo Passaggio (pag. 142)

      Come può dirlo? È direttore spirituale, teologo, confessore, conosce le anime di uno e ciascuno di questi fratelli? No, vuole semplicemente dire che non è possibile che essi sappiano cosa sia la santità, dal momento che non hanno camminato a sufficienza. Parole chiave: iniziazione e gnosticismo.

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    2. In parziale rettifica al commento delle 11:15: Secondo il neocatecumenalesimo, sarebbe esclusivamente la constatazione pratica della misericordia divina nella storia personale dell'uomo, a cambiargli il cuore ...

      Ovviamente ciò è possibile a Dio, come tutto è possibile a Dio.
      Ciò che contestiamo è l'appropriazione, da parte del Cammino, della misericordia divina come strumento unico di conversione, ad uso esclusivo di chi partecipa al grande viaggio ed unicamente secondo le adulterate modalità previste dagli iniziatori.

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    3. in parole povere, aderisci al Cammino e sei salvo. Tutti gli altri, invece......

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  6. Santità puzzolente...ma cosa dobbiamo sentire....

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    1. Anzi, ci stiamo andando leggeri!
      La verità e che Kiko si è fatto un Dio a suo uso e consumo e lo spaccia per il Dio che Santa Madre Chiesa ci insegna ad adorare.

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    2. leggeri....e meno male che ci state andando leggeri. Che cosa scrivereste se ci andaste giù pesanti?

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    3. Forse non hai letto il post, questo verbo è usato da Kiko per riferirsi a dei santi. Quindi dovresti dirlo a lui "cosa dobbiamo sentire..."

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  7. Finalmente abbiamo capito, dopo aver letto questo post, perchè p. Pio non vedeva di buon occhio il Cammino : p. Pio, santo, emanava profumo di fiori, quelli del Cammino puzzano quindi non sono santi. Padre Pio batte Cammino 50 a 0

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    1. Nella Novena a Nostra Signora di Fatima, nella preghiera alla ss.Trinità, offriamo in riparazione "degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze" con cui Nostro Signore è offeso.

      Cioè è come se stessimo pregando anche contro i neocatecumenali, che oltraggiano il Signore con le loro comunioni sacrileghe, che maltrattano il Santissimo riducendolo a una specie di "sacro snack", e che dinanzi al Santissimo restano indifferenti (e addirittura considerano "religioso naturale" chi riconosce Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento e si genuflette e prega).

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    2. Snack è l'acronimo di :

      Soltanto Neocatecumeni Asportano Comunione Kikiana

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  8. Uno dei motivi per cui la Chiesa "crea " un santo sono le virtù cristiane vissute in modo eroico.
    Kikone sai cosa significa? sicuramente tu non fai parte di questa categoria. Figuriamoci Carmen.
    Bey Bey

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  9. éer Kiko, perciò, se San Francesco crede davvero di essere il peggiore, allora mente, perché non lo è, e allora non è un santo.
    Se, invece, San Francesco sa di essere il migliore, allora è un superbo, ma poco importa perché Dio lo ama (che Kiko parli per se, il santo superbo?).

    Ma se ha ragione Kiko allora anche per la Madonna, che intona il Magnificat, vale lo stesso ragionamento: o è buguarda o è la più superba, cosa assurda.
    Kiko sembra più luterano di Lutero: il peccato per lui appare come un viatico verso la santità.

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  10. Questo post ci introduce ad un punto cruciale che inchioda il Cammino alle sue devianze. Forse non avevamo ancora, nelle analisi delle sue molteplici criticità, messo ben a fuoco questo aspetto, almeno parlo per me.

    Il sincero desiderio di santità, nutrito da tutte le anime che cercano la perfezione, è fondato sull'Amore di Dio e l'aspirazione a voler aderire perfettamente alla Sua volontà: È Dio che ci vuole santi!

    Questo "santo" desiderio, dunque, NON è - come dice Kiko - dettato da un'insana vanità di voler essere i migliori, superbamente, e disprezzare tutti gli altri: Ecco che la "santità", una volta passata per il "trasformatore" di Kiko, ne esce completamente stravolta, nella sostanza e nel suo stesso significato.

    Dio in persona vuole che noi viviamo da "perfetti" (Come Lui è Perfetto).

    Kiko insegna a disprezzare questo divino disegno (fondato in perfetta umiltà) poiché egli, di fatto, lo ritiene irrealizzabile (per sé e di conseguenza per tutti gli altri) in nome della superbia. Unica e incontrastata padrona della nostra esistenza, secondo la sua insensatezza.
    Contro di essa saremmo impotenti e non avremmo nessuna speranza di riscatto. Votati a priori al fallimento e alla disfatta.
    ........

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    1. ........

      È detto bene nel post:

      Il primo comandamento "Amerai Dio con tutto il cuore", sparisce dall'orizzonte. Quel Comandamento Nuovo che Gesù ha promesso solennemente di iscrivere Lui stesso nei nostri cuori. Gratuitamente.

      E proprio loro che si fanno paladini di un cammino che dovrebbe realizzare in noi il Battesimo GRATIS, dimostrano di non credere neanche un poco a questa loro "parola profetica"! Ad onta di tutto il loro kikiano predicare: Shemà - Shemà - Shemà, e cantarlo pure a squarciagola. Tutta e solo una sceneggiata penosa.

      Kiko, ancora una volta, toglie Dio dall'orizzonte e pone se stesso a metro e misura per i camminanti. Col suo narcisismo cronico, personalismo, mettersi al centro di tutto lui solo: il suo incurabile YO YO YO YO di cui Carmen a ragione lo accusava sempre.

      Com'è per lui - è ovvio! - così deve essere per i suoi adepti.

      Poiché Kiko non può tollerare che qualcuno lo sorpassi sulla strada da lui stesso tracciata rende, di fatto, i camminanti SUOI seguaci, non seguaci di Cristo.

      Qui risiede la radice della selvaggia invidia e gelosia di Kiko verso tutti quelli che, nonostante lui, hanno provato, facendo il Cammino, a percorrere una via di santificazione e di umiltà e di fedele obbedienza alla Chiesa .

      Tutti costoro, infatti, son stati cacciati via e in malo modo. Al grido di:
      "Tu pensi di essere più intelligente di me! Tu vuoi diventare santo!"
      (che risuona come un anatema o una maledizione).
      Oppure se ne sono dovuti andare coi loro piedi.
      ........

      Elimina
    2. ........

      Tutti i Santi (veri) si sono applicati al perfetto Amore di Dio (e Amore del Prossimo) secondo il Comandamento del Signore.
      Numerosi Trattati sull'Amore di Dio sono stati stesi da Santi, Padri e Dottori della Chiesa. Per questo solo Amore si sono spesi tutta la vita, offerti, immolati "in grado eroico". Che è possibile solo con la Divina Grazia operante efficacemente per la Fede.

      Kiko con le sue predicacce ti strappa via dal Comandamento di Dio e ti spinge violentemente alla sua sequela. Falso pastore che trascina le pecore alla sua stessa rovina. Che si spaccia per agnello, ma è lupo travestito da agnello.
      Kiko non può consentire che altri arrivino dove lui non è mai riuscito ad arrivare, o più semplicemente non ha voluto.

      E conclude arrogantemente accusando gli adepti:
      "Tu non sai che cosa è la santità!"

      Mentre lui l'ha del tutto stravolta nel suo più intimo significato, facendola diventare sinonimo di una cosa ridicola, da donnicciole, deprecabile e disgustosa: "diventare dei santi da altare!".

      ... Ma ora 2021, a 5 anni dalla sua morte, la deprecabile "santità da altare" è divenuta quella a cui tentano in tutte le maniere di aprire la via a Carmen. Portarla agli onori degli altari (laterali) che hanno eliminati da tutte le Chiesa neocatecumenalizzate da loro.
      Pur di riuscirci hanno ridicolamente adeguata la Carmen a tutti i canoni classici della più becera (per loro) santificazione.

      Ma il vero obiettivo è un altro, come ben si intuisce: aprire un'autostrada per la beatificazione di Kiko.

      E così, mentre accusa gli altri di strumentalizzare Dio e Gesù Cristo per raggiungere quella santità a lui tanto invisa, è proprio Kiko stesso che strumentalizza oltre che il Signore pure i fratelli!
      ........

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    3. ........

      Nel Cammino non si insegna a fissare lo sguardo in Dio (la si fa passare per superbia) ma ostinatamente in se stessi (tra fango e gnosi). Si scava e si scovano i peggiori vizi e i più distorti pensieri.

      Ed ecco che:
      Voler farsi santi NON è più l'opera che Dio vuole compiere in noi, con il nostro consenso, ma siamo noi che nevroticamente inseguiamo la perfezione per puro amor proprio.
      In sintesi:
      Noi, dal momento che NON ci accettiamo difettosi e per poterci contemplare e ammirare allo specchio, novelli narcisi figli non di Dio ma del Kiko/narciso, vogliamo vederci perfetti.
      Per sentirci migliori, per giudicare gli altri, per noi stessi, in definitiva.

      Non per Dio, non per i fratelli. Per sé e solo per sé (N.B. riappare perversa la condanna del "dover fare tutto per sé stessi" sulla quale Kiko predica dal primo all'ultimo giorno: Ciarlatano!). Tutta e solo vanagloria, tutta arida e sterile presunzione!

      E dunque tutto lo Shemà - Shemà che si blatera nel Cammino tra il Primo e il Secondo Passaggio è l'ennesima mega/galattica fregatura, pantomima ad effetto per eccitare gli animi in modo insano ed alienante. Per portare ad una esaltazione fittizia fondata sulla superbia di pensare:
      "Solo noi! Solo noi... così!" "Shemà Shemà, abbiamo il canto dello Shemà..."
      ........

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    4. ........

      Ma poi??...

      Di Amore di Dio
      Di Amore del prossimo
      Zero spaccato.

      Il falso profeta e santo farlocco e bugiardo (possiamo già dirlo fin d'ora), Kiko da Leon conclude, sostituendosi luciferamente a Dio:

      "Il SIgnore ti cambierà, però non come credi tu.
      PERCHE' TU NON SAI CHE COSA E' LA SANTITA'!"

      Eh Certo! Perchè lo sa lui "COSA E' LA SANTITA'!". E andrà lui a spiegarla a quegli ignorantoni dei fratelli delle comunità "Cosa è la Santità!"

      Santità "di categoria superiore", Santità by Kiko. Quella che lui e Carmen hanno tanto ben incarnata!

      Sì, anche Carmen Hernandez! E' inutile, non può esimersi!
      Carmen, che era molto più kika - per sua natura - di quanto abbia mai voluto ammettere in vita!

      Altrimenti, ditemi voi, CHI poteva mai costringerla (una come lei poi, indomita e ribelle), per lunghi 60 anni, a condividere TUTTO con uno come Kiko, soprannominato il "YO YO YO" ??

      Pax

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  11. Ma davvero kiko è conciato così male? (spiritualmente parlando)

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    1. Assolutamente nooooo!!!!!!

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    2. Scusa, magari argomenta che è meglio. Così vincere è facile, dai!

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  12. 'Purtroppo, Kiko, un sedicente ex-probando monaco che un frate Domenicano rimandò a casa a terminare gli studi (pag. 142) e Carmen, una ex-suora espulsa dall'ordine per disobbedienza, si sono incontrati subito dopo aver entrambi subito una grossa frustrazione nelle loro aspirazioni spirituali che, alla luce dei fatti che sono seguiti nei decenni successivi, sembra più una vanagloria di ascesi che un genuino desiderio di santità'.

    Il desiderio di rivalsa nei confronti di una Chiesa dalla quale si sono sentiti scartati, perché non adatti, ha costituito quel nucleo di anti clericalismo e di rifiuto della dottrina cattolica molto comune, all'epoca, ma che in tutti gli animi di coloro che credevano sinceramente e non erano esacerbati come i due iniziatori, si è trasformato nel desiderio di contemperare la novità dei tempi senza alla tradizione della Chiesa.
    Invece Kiko e Carmen hanno continuato a coltivare segretamente la loro chiesa parallela, di cui sono sovrani assoluti.
    E nonostante lo sforzo di nascondere la loro acredine nei confronti della Chiesa, questa riemerge ogni volta con nuove disobbedienze e nuovi sacrilegi: pensiamo solo alla comunione per asporto, lanciata da Kiko Arguello in occasione della Pasqua 2020, ancora una volta per dimostrare d'essere 'diversi' e di essere padroni di Gesù Eucarestia.: un laico che insegna ai Vescovi, che li converte, che dà l'ordine ai sacerdoti di commettere sacrilegi, di alterare la liturgia e che viene obbedito. Immaginiamo come il suo ego, il loro ego, sia alle stelle.
    Ma chi troppo in alto sale, spesso scende...

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  13. Aggiungo le conclusioni di Padre Enrico Zoffoli sulla chiesa parallela neocatecumenale, dal documento molto chiarificatore Eresie del Movimento Neocatecumenale (M.N.) :


    "Ma cosa e qual ragione può convincere gente esaltata, presa dalla presunzione di re-inventare il Cristianesimo, di ripristinare pratiche che, in altri tempi e contesti socio-culturali, avevano un significato e risonanze profondamente diverse da quelle che possono avere oggi? Tutto però è spiegabile riflettendo che il M.N. è una CHIESA PARALLELA, SUPERIORE A QUELLA FONDATA DA CRISTO E CHE RISALE ALLA TRADIZIONE APOSTOLICA, come — a proposito della confessione segreta — ricordò S. Leone M. ai vescovi della Campania, che avevano presunto di comportarsi “contra apostolicam regulam» (D-S 323)"

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    1. Quando sentiamo parlare di padre Enrico Zoffoli ci vengono i brividi........

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    2. Buon per voi. Fosse la volta buona che a forza di brividi vi si scuote un po'anche la coscienza.

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  14. Quando agli "scrutini" dicevi: ho fatto questo gesto (di carità, di gentilezza, di servizio) per amore del Signore allo scrutinante (buon anima di Morfino) venivano le convulsioni per dimostrarti che nó, lo avevi fatto per "costruire te stesso" e non per servire. Quanta presunzione di conoscere i segreti del cuore degli altri. Quanta superbia nel pretendere di leggere nelle intenzioni di un fratello che conosci pochissimo.
    Discernere é altro: frutto donato dallo Spirito da non considerarsi mai scontato e mai disgiunto da grande pazienza, prudenza e umiltà e rispetto verso gli altri.

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    1. Il problema è che negli altri trasfondono se stessi e traggono grossolane conseguenze. Con grande arroganza, supponenza e presunzione. Inoltre non si mettono mai in discussione, non fanno mai un esame di coscienza e, soprattutto, mai riconoscono di aver sbagliato.
      Sono una calamità naturale!

      Pax

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    2. Mi par di capire che si sta parlando di questo personaggio.

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    3. Proprio lui. Scomparso un annetto fa. Mai una parola di ricordo da Kiko.

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    4. Ecco vedi, anche tu lo hai notato. Allora è proprio così.
      Kiko mai ricorda qualcuno. Gente che gli ha dato tutta la vita, ha vissuto in sua funzione. Facevano a gara tanti di loro per compiacerlo, per accontentarlo, per rispondere ad ogni suo desiderio prima ancora che lo formulasse. E lo stesso valeva per Carmen.
      Ora perfino Carmen qualche volta richiamava un fedelissimo che non c'era più. Ma Kiko mai, proprio mai.

      Pax

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  15. Sì, Cordatus, Kiko è proprio conciato male.

    Egli ci avvisa nella predicazione del secondo scrutinio:

    FATE "bene attenzione a non credere che già non peccherete più, che mai più cadrete perché il demonio se n'è andato (il giorno prima, durante le rinunce, n.d.r.) ed ora avete lo Spirito Santo. C'è molta gente che desidera che, in questo cammino, le venga lavato il cervello..."... per non peccare più!

    Vogliamo considerare questo?

    Ebbene Kiko, il giorno dopo la rinuncia ai beni SERIA e solenne in cui i fratelli si sono provati confidando nello Spirito Santo per intraprendere finalmente il vero cammino di fede, se ne esce con questa perentoria affermazione.
    Dunque, lo Spirito Santo, secondo Kiko, è potente e forte per far fare ai fratelli una rinuncia dei loro beni lacrime e sangue, ma per liberarli dal peccato, per farli santi NO.

    Ma non è la vendita dei beni cosa fine a se stessa! Che senso avrebbe se non quello di arricchire Kiko e il Cammino? Nessuno.

    E' molto grave quello che afferma Kiko. Dopo aver disilluso i camminanti avvertendoli che se scorgono in loro desideri di santità questi sono dettati solo dalla loro superbia (dalla padella alla brace insomma) li convince che conviene accettarsi "peccatori che non possono non peccare" supinamente. Si fanno meno danni, par di capire.

    Ma, oltre questa squallida asserzione, c'è ancora un altro aspetto che si impone.
    Kiko parla di "cervello lavato" e dice: "c'è chi vorrebbe che qui gli venga lavato il cervello, in modo da non correre più il rischio di peccare". Eh NO! Questo il Cammino non lo farà mai! I fratelli sappiano che durante tutto il cammino e anche dopo averlo finito saranno sempre liberi di peccare, di fare di testa propria (senza dimenticare che il peccato ha un valore pedagogico impareggiabile, il fango del cieco nato docet).

    E noi a questo punto ci chiediamo: Come mai, dopo tutto questo rispetto per la libertà di peccare dei fratelli poi non li si lascia liberi di obbedire o meno a Kiko e ai propri catechisti? Seguendo il proprio discernimento e la propria coscienza?
    Non dimentichiamo che nel Cammino oltretutto non c'è alcun voto di obbedienza, come non ci sono voti di povertà e castità, come nelle congregazioni e negli ordini religiosi.

    Eppure Kiko pretende obbedienza ferrea e per ottenerla mette in campo i mezzi più duri.
    Altro che lavarti il cervello! La testa Kiko te la taglia proprio. Perchè ti dice chiaro e tondo che tu non devi pensare! Se poi tu non comprendi questo "Devi obbedire senza pensare, senza capire" allora la testa la devi prendere e portare al Moria. Perchè il tuo cervello è il tuo Isacco che Dio ti chiede di immolare.

    Una cosa così orribile Dio te la chiederebbe esclusivamente per obbedire a Kiko. Per diventare santo, invece, non devi fare - SEMPRE SE FAI IL CAMMINO - il minimo sforzo, il minimo sacrificio. O ti viene de plano o niente. E neanche devi fartene più di tanto un problema.

    Proprio un tipo strano questo Kiko!

    Pax

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  16. Bellissimo meraviglioso il quadro del BacicciA...purtroppo però di dubbia consistenza teologica: dove stanno i puttini-amorini nelle Scritture? Io non li ho mai visti, forse mi sono sfuggiti! Gli angeli so’ terribili guerrieri altro che neonati volanti. Allora? licenza d’artista? Beh allora licenza d’artista uno, licenza d’artista l’altro,
    O, no?

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    1. Nella mentalità moderna, l'artista deve poter esprimere qualsiasi vaccata e pretendere che gli venga riconosciuta come arte.

      Prima della modernità, invece, l'artista era convinto di avere come scopo quello di trasmettere la bellezza, non quello di trasmettere sé stesso - perfino qualora stesse dipingendo un autoritratto.

      Così, certe rappresentazioni - le ali degli angeli, i puttini, le nuvolette, ecc., talvolta perfino l'architettura del tempo inserita in scene relative alla vita di Nostro Signore - intendevano far capire meglio il contesto del dipinto. Il dipinto non pretendeva di essere una fotografia, né pretendeva di essere incontestabile dai raglianti asini moderni autonominatisi esperti d'arte e che credono di aver qualcosa da insegnare a Giotto, a Raffaello, al Beato Angelico, a Michelangelo...

      Il risultato è che per innumerevoli secoli le opere antiche le comprendono anche i semplici, mentre le opere moderne hanno bisogno di uno stuolo di esperti critici d'arte incaricati di spiegare le ridicole vaccate dell'autore.

      Kiko è un autore moderno, quantomeno nel senso che considera bellezza solo i propri lugubri scarabocchi, e li imbruttisce deliberatamente di robette funzionali alla propria superbia e alla propria eresia. Un critico d'arte che non appartenga al Cammino e non ne venga "oliato" considererà l'imbianchino spagnolo peggio di un dilettante arrogante.

      Le opere di arte sacra hanno aiutato i cristiani per interi secoli a capire di più le cose della fede. Gli sgorbi moderni servono solo ad essere venduti a prezzi assurdi ai ricconi che non capiscono una fava dell'arte, e ad essere esibiti senza alcuna ironia nei musei di "arte" contemporanea che son vere e proprie mostre del kitsch e della cafoneria.

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    2. Ovviamente avere un commento quantomeno inerente sul post è chiedere troppo, vero? Quindi parla di "licenze" su dettagli insignificanti. Qui si sta parlando delle BASI della fede! Kiko si è fatto un Dio a suo uso e consumo. La Santità è confidenza con Dio e questa la puoi avere solo conformandoti a Lui. E Dio ti aiuta in questo perché non ne né cattivo né sadico,ma ha bisogno della TUA decisione perché LUI ti ha creato conuna cosa chiamata LIBERO ARBITRIO. L'amore vero non può prescindere dalla tua volontà di amare.. altrimenti si chiama stupro.

      Kiko invece ti dice che se provi a conformarti al tuo Creatore sei un superbo e che Dio agisce su di te facendoti del male. In pratica Kiko giustifica i suoi modi dicendo che anche Dio fa così. Se non è blasfemia questa io non so come si possa chiamare

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    3. Discorso solo parzialmente vero (e anche un poco banalotto) per l’arte sacra, perché l’arte sacra è sostanzialmente forma e l’esempio sottostante evidenzierà che cosa significhi “forma” ( i puttini non servono)
      Aldo Tavolaro scrive: ”C'è però una coincidenza che può averlo fatto prediligere dalla religione cattolica che alla funzione armonica ed estetica ha unito quella sacra e cioè l'allegoria di Gerusalemme. Infatti 1,618 è la cotangente dell'angolo di 31° 43' che è pure la latitudine della Città Santa. In altre parole se immaginiamo una chiesa tracciata in un rettangolo in rapporto aureo (cosa frequentissima) ed in tale rettangolo tracciamo una diagonale, essa dividerà l'angolo retto in due angoli, uno di 31° 43', la latitudine di Gerusalemme, l'altro di 58° 17' che è la culminazione del Sole agli equinozi in quella città. Tracciare quindi una chiesa in modo tale che le sue proporzioni richiamino la latitudine di Gerusalemme è come consentire al credente, varcata la soglia, di porre il piede simbolicamente nella Città Santa, nella terra del Cristo. Sugli atlanti moderni la latitudine di Gerusalemme è in effetti indicata in 31° 46' con uno scarto, rispetto a 31° 43', di 3', ma a prescindere dal fatto che tale differenza si traduce sul terreno in soli 5 chilometri non va trascurato che il punto geodetico scelto dai misuratori moderni possa essere diverso dal cuore della Gerusalemme antica”. (da Aldo Tavolaro: Rivista Zenit: Le favole del cielo, La simbologia astronomica nell’architettura sacra,1 gennaio ’98 )

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    4. Concordo con by Tripudio e con aleCT.
      Di per sé gli sgorbi di Kiko non ci farebbero né caldo né fresco se non fossero l'icona inquietante della sua visione oscura della fede. In particolare nel martirio di Santo Stefano tutti gli occhi dei cattivi (persino di quel mascherone -scudo) sono puntati su chi guarda, con la malevolenza di chi cerca solo un'altra vittima. Mentre noi sappiamo che, fra i persecutori, c'è lo stesso San Paolo che poi diventerà il primo tra gli Apostoli. Inoltre il martire non è dipinto nell'atteggiamento che ci viene riportato negli Atti, con gli occhi puntati verso i Cieli aperti.

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    5. L'altra Simonetta11 maggio 2021 10:58

      Zeneixe ti ascì? Sei genovese anche tu? Baciccio o Baciccia sono entrambi accettati (guarda wikipedia se non ci credi).
      Se poi vuoi una conversione di San Paolo senza angeli fai una passeggiata a Santa Maria del Popolo a Roma. Un certo Angelo Merisi, detto Caravaggio (pluriomicida, giusto per non farci mancare nulla) ne ha dato una splendida, inarrivabile direi, interpretazione.
      Io non disdegno l'arte moderna, anzi, e sono sicura che anche voi non degnereste le "opere" di Kiko di uno sguardo se le vedeste anonime in un mercatino dell'usato.
      Ringrazio chi ha spiegato che si trattava del martirio di Santo Stefano. Scusate io non lo avrei mai detto. Mi pare però che il senso dell'opera (con tutto il rispetto per il martire) si trovi in basso a destra, dove si vede un bel... deretano. Insomma Kiko vi sta a pija per il cu... e ve lo dice anche! Un Maurizio Cattalan ante litteram?

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    6. Gentili signore
      Non fate le ingenue con gli occhioni sgranati e il ditino in bocca. Non è il caso, perché il principio di ogni discussione e confronto è la buona fede
      I Musei vaticani ospitano una sezione molto ampia di “arte religiosa moderna” fateci una visita virtuale poi esponete il vostro punto di vista e soffermatevi pure, in concentrata meditazione, sui crocefissi.
      Veramente un bello spettacolo
      Il problema sta nel fatto che il soggetto rappresentato è il prodotto del “tormento interiore dell’artista” che ha ampia licenza emotiva di trasferire sulla tela (se di dipinti parliamo) il proprio bpaesaggio interiore alle ore 10.30 (che pè un’opera vera e non d’arte sacra) e siccome l’anima è sempre mutevole come il cielo in primavera questi quadri di presenta arte religiosa (non certo d’arte sacra) dovrebbero più interessare la psicologia o la sociologia che l’uomo di fede perchè a immagini distorte non può che conseguire giustamente che una fede distorta
      Ma tant’è
      Il mondo delle icone è fatto di copiati, copiati, copiati da un’unica fonte. Meglio copi e più sei “bravo”, più sei “vicino al centro” (direi all’animo all’uomo interiore agostiniano) perché ti sei totalmente privato del ogni elemento egoico
      E’ (in parte) un mio pensiero

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    7. Sul Baciccio hai ragione ma io l’ho “sempre” chiamato Baciccia, faccio ammenda e mi cospargo il capo di cenere, Sugli angeli “aggiunti” non credo. Sono vezzose aggiunte di esseri “incorporei” che non trovano riscontro nelle Scritture. Per conseguenza non è quello che voglio “io” che conta, ma quello che riscontra una verità teologica.
      Il punto è che un confronto del genere tra Baciccio/a e Kiko è capzioso. Kiko va confrontato con le forme d’arte religiosa contemporanea e non con quelle del passato altrimenti si può maliziosamente affermare: vi piace vincere facile!
      Kiko è un contemporaeo e ai contemporanei che va confrontato , poi su vedrà chi desta maggiore repellenza (nell'arte religiosa intendo)

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    8. Kiko non può essere confrontato con un contemporaneo per il semplice fatto che nessun artista sacro contemporaneo ha mai considerato la propria "arte" come parte integrante ed imprescindibile di un percorso ecclesiale. È lo stesso Kiko che non si confronta mai con i suoi contemporanei, ma solo con la ”tradizione” (dicendone ovviamente peste e corna). Vogliamo prendere un contemporaneo? Bene. Faccio un nome:RUPNIK. Confrontatelo con Kiko e vediamo se suscita lo stesso suo senso di permanente angoscia

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    9. L'altra Simonetta11 maggio 2021 14:02

      Penso invece che Kiko e il suo Don Chisciotte seminudo che lui chiama Saulo apostolo possano essere confrontati con chi ci pare, senza limiti.
      Questo è il bello dell'arte, aprire mondi nuovi e superare le barriere del tempo. Il resto è solo sintomo di chiusura mentale e estremo filologismo.
      Probabilmente, anzi sicuramente, ai tempi di Baciccia/o e Caravaggio vi saranno stati autori di croste, e chi lo nega.
      A me personalmente non interessa se altri autori moderni destino maggiore repellenza (possibilissimo), in quanto altri autori, che io sappia, contemporanei non hanno la presunzione di porsi come iniziatori di cammini religiosi.

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    10. I 'graziosi esseri incorperei che non trovano riscontro nelle Scritture' invece sono addirittura considerati nel Credo, nella creazione delle cose 'invisibili' e popolano la Bibbia dalla Genesi all'Apocalisse. Oltre a costituire un dogma di fede per i cattolici (concilio Lateranense IV, 1215).
      Anonimo, non te ne va una dritta, direi!
      Finché basi la tua preparazione religiosa sul mamotreto, sarai soggetto sempre a queste figuracce. Eppure ve lo fanno pure studiare il Credo, ma assai malamente.

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    11. Se poi intendevi dire che gli angeli non sono 'graziosi', ma brutti come gli arcangeli dipinti da Kiko o come il suo personale 'Angel de la guardia', anche qui è un po' difficile essere d'accordo, visto che le creature angeliche sono dotate di perfezione, grazia e di bellezza soprannaturale, non sono certo degli sgorbi.

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    12. Sto parlando di puttini ma non di Angeli. Gli angeli so terribili. bellicosi sono l’ARMATA DI DIO che c’entrano gli amorini “pagani”?. Tra l’altro c’è stato un depauperamento ingiustificato dell’angelologia nel secoli. Guarda i libri di Marcello Stanzone e Carmine Alvino ed Segno essi sono un eccellente e unica rassegna di questo depauperamento a comunciare da Uriele (quello con la “spada de foco”)

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    13. La sua musica è inascoltabile, la sua pittura è inguardabile, i suoi scritti sono illeggibili. Il cammino è l'unico modo che ha Kiko per far prosperare la propria produzione "artistica ". Se non ci fossero i camminanti sotto coercizione mentale a foraggiare la sua "arte", Kiko dovrebbe rivolgersi a quelli che riciclano denaro sporco acquistando opere d'arte contemporanea di dubbia bellezza.
      E i suoi pigmenti su legno proprio non si possono chiamare icone, se non altro per non offendere i nostri fratelli ortodossi e tutti gli iconografi presenti e passati che hanno impiegato sforzi e studio per creare delle vere icone.

      Irene

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    14. Kiko non può essere confrontato con un contemporaneo per il semplice fatto che nessun artista sacro contemporaneo ha mai considerato la propria "arte" come parte integrante ed imprescindibile di un percorso ecclesiale.
      E' vero ma nessun "artista" s'è fatto promotore di un "itinerario di riscoperta battesimale" e quindi se ci pensi bene la tua affermazione è un poco tautologica inoltre nessuna archistar s'è tirato indietro affermando di non essere degno di progettare una chiesa anzi..


      Comunque basta fare un confronto tra Chatres e Sn Gaspare el Bufalo a Roma per cogliere la lievissima differenza di "sapienza". Come è stato acutamente osservato da numerosi studiosi, molti elementi di questo edificio, a partire dalla facciata principale, fino alla pianta vista dall'alto, richiamano una derivazione massonica dell'opera, e conseguentemente del progettista stesso che è di Pier Luigi Nervi. 


      Lascio a te le conclusioni


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    15. Amico mio, smettila di girarci intorno e cercare scuse. UN CONTO è costruire una chiesa che DOPO SECOLI qlc dirà che FORSE ci sono influenze massoniche e bla bla bla. UN ALTRO è fare come Kiko Arguello. Il quale, da grandissimo superbo ed eretico che è, si è creato tutto un SUO linguaggio che spaccia per essere quello della CHIESA VERA. Punto. Cercare presunti appigli per giustificarlo in qualche modo fa solo perdere tempo

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  17. Come si diventa "santi" nel Cammino Neocatecumenale

    Ecco la direzione spirituale di Kiko in quattro fasi:

    1) Colonizzazione da parte di kiko e kikloni dell'autocoscienza altrui.
    2) Picchiare.
    3) Promettere mete lontane (senza avere l'intenzione di mantenere).
    4) Dire ai fratelli "No. Ancora non sei santo ma resisti, cammina ancora, tra un po'lo sarai!"
    4 bis) Passare a riscuotere.
    5) Ricominciare dal punto 1)

    pag.110 del mamotreto dei secondi scrutini

    1) Colonizzazione dell'autocoscienza altrui
    "Tutta la vita ti sei appoggiato in te. Secondo te Dio non faceva bene le cose perché tuo figlio non voleva studiare, secondo te. Tutta la vita hai creduto di essere più intelligente di Dio. Sempre credi di essere più furbo di Dio, vero?
    Adesso, fratello, hai scoperto una cosa importante: che tu non ti puoi appoggiare in te stesso. Hai scoperto che Dio è il forte. E appoggiandoti, afferrandoti a Dio tu sarai invincibile contro tutti i tuoi nemici. "D'ora in poi ti chiamerai Israele, che vuol dire forte con Dio". E gli cambiò il nome. Questo scrutinio è anche per cambiarvi il nome. "

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    1. 2) Picchiare
      "Per questo io spero, fratelli, che in questi giorni stiate tutti lottando a braccio di ferro con il Signore. Con alcuni Dio non ha potuto far nulla, avete fatto resistenza come Giacobbe e Dio non ha voluto rompervi una gamba. Bene, avrete un poco più di tempo. Se continuate a resistere a Dio io spero che il Signore, in questa lotta, vi rompa una gamba o un braccio. Il fatto è che vi rendiate conto, che usciate da questa lotta zoppicando, zoppicando. Che vi rendiate conto che siete deboli. Che vi rendiate conto che non potete appoggiarvi nel vostro orgoglio, e neppure nella vostra intelligenza."

      3) Promettere mete lontane (ma senza avere l'intenzione di mantenere)
      "Cosicché, uniti a Gesù Cristo, possiate vincere tutti i vostri nemici che sono dentro di voi e che sono i sette peccati capitali: l’ira, la lussuria, l'invidia, ecc. Che sono le sette nazioni che dominano la terra, che circondano la Terra promessa e che non ti lasciano entrare. Perché nessun adultero, né fornicatore, né avaro entrerà nel Regno dei Cieli. Per superare queste barriere devi essere Israele."

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    2. Pag. 211

      4) Menare il can per l'aia
      "In questi momenti il Signore ti sta chiamando: tu sei Giacobbe ed il Signore ti sta chiamando. Ti sta scegliendo perché da Giacobbe tu passi ad essere Israele. Israele vuol di re che tu hai sperimentato. Dio ha molta pazienza: se hai bisogno di 5 anni saranno 5 anni, se c'è bisogno di dieci saranno dieci, venti, trenta, cinquanta se c'è bisogno. Dio ha una pazienza immensa con noi ed il silenzio di Dio continua: ci sono momenti eni quali non interviene perché ha pazienza con noi. Ma tu resisti. Qui entra in gioco la libertà dell’uomo."

      Pag 152 :Segue una RARITÀ: l'unico brano di questo mamotreto in cui Kiko nomina il CATECHISMO della Chiesa (a modo suo, ma lo nomina). Da non perdere.

      4bis) Passare a riscuotere
      "Pagare decime e primizie alla Chiesa di Dio"; è un comandamento della Chiesa che si studia nel catechismo. Anche se poi nessuno paga mai nessuna decima, nessuna primizia di nessun tipo. Nella Didaché, che è la prima catechesi„ sta scritto che le primizie e la decima parte dei tuoi beni le darai ai profeti. Se non hai profeti nella tua comunità la darai, dice la Didaché, ai poveri che sono Cristo. "

      5) vai al punto 1)

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    3. Questo ultimo passaggio sulla decima dimostra che, nonostante in altri punti dello stesso mamotreto abbia riformulato il concetto, la decima nel Cammino è stata introdotta da Kiko principalmente per foraggiare i catechisti, cioè i 'profeti' (cioè in ultima analisi lui stesso e il proselitismo che fa a sè)
      Lo dimostra anche la malafede di Kiko che non cita esattamente la Didachè, la quale spiega che le primizie vanno date ai profeti 'perché essi sono i vostri Sommi Sacerdoti' Quindi in realtà andrebbero portate ai presbiteri, ai preti, cioè alla Chiesa.

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    4. Beh, se per diventare santi nel Cammino bisogna fare come dice l'intervento di sopra, mi sa che nel Cammino santi non ce ne sono. ma forse è questo che Kiko vuole.....

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    5. SESSIONE XXV
      Decreto di riforma generale.
      Capitolo XII

      Non si devono sopportare quelli che, con varie arti, cercano di sottrarre le decime spettanti alle chiese, o quelli che si impadroniscono temerariamente di quelle dovute dagli altri; il pagamento delle decime, infatti, è dovuto a Dio; quelli che non intendono pagarle, o impediscono agli altri di farlo, si appropriano di cose altrui.
      Il santo sinodo, quindi, comanda a tutti quelli che hanno il dovere di pagar le decime, di qualunque grado o condizione essi siano, che in futuro paghino completamente le decime, a cui per diritto sono tenuti, alla cattedrale o a qualsiasi altra chiesa o persona, alla quale sono legittimamente dovute. E quelli che le sottraggono o ne impediscono il pagamento, siano scomunicati, senza che possano essere assolti da questa colpa, se non a completa restituzione avvenuta.
      Il santo sinodo esorta quindi tutti e ciascuno affinché, per carità cristiana e per il dovere che hanno verso i loro pastori, non trovino pesante venire largamente incontro con i beni loro dati da Dio a quei vescovi e parroci che sono a capo di chiese meno provvedute, a lode di Dio e a salvaguardia della dignità dei loro pastori, che vegliano per essi.

      -----

      I catechisti si appropriano dunque delle decime che vanno al Vescovo ( il sommo sacerdote è solo lui, non i presbiteri ) e sono da ritenersi scomunicati ma risulta evidente che, come storia dimostra, la santa Chiesa le ha variamente pretese.

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    6. Fra l'altro, da nessuna parte si dice che la decima va data al responsabile, o sbaglio. Leggo "Se non hai profeti nella tua comunità la darai, dice la Didaché, ai poveri che sono Cristo.": pertanto si dovrebbe essere perfettamente legittimati a darla ai poveri, che non stanno solo in comunità, anzi spesso non stanno affatto nella comunità.

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    7. Qua si è sostenuto che:
      a) la decima la Chiesa non l'abbia imposta
      b) non sia stata comunque sia un'usanza storica e dimostrabile

      Questo solo per dare addosso ai neocatecumenali che avrebbero dedotto ed invntato tale richiesta.
      ORa è evidente che siano die ladri, ma mentire per attaccarli è un poco indecente.

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    8. Infatti la "decima" non è né necessaria, né automaticamente fruttuosa sul piano spirituale. La Chiesa non l'ha mai impoasta ai propri fedeli. Al contrario, ha invitato a donare con libertà e con gioia.

      In alcuni momenti storici c'è stato qualche equivalente della "decima" che però va contestualizzato. Per esempio, quando il potere politico era di fatto inglobato in quello ecclesiastico (il fenomeno dei "vescovi-conti" un millennio fa: la politica si era eclissata, e gli unici uomini competenti e non dispotici erano i vescovi), per cui il dare alla Chiesa al livello contabile equivaleva praticamente a pagare le tasse.

      Nel Cammino c'è praticamente una specie di dogma sulle "decime". Col sottinteso che loro sono "fortunati" a mollare il malloppo a Kiko, mentre noialtri "cristiani della domenica", facendo come ha sempre consigliato la Chiesa - cioè donando con libertà e con gioia, "quanto" e "quando" personalmente lo riteniamo opportuno, alle opere che in coscienza riteniamo meritevoli - saremmo "schiavi di mammona" e addirittura "in braccio al demonio".

      L'esazione delle "decime" nel Cammino corrisponde all'attitudine di ogni setta di tassare a sangue i propri membri, "altrimenti si ferma l'evangelizzazione" - come disse Kiko, o come direbbe qualsiasi santone.

      Quando i kikos ti parlano di "decima", stanno facendo dello squallido moralismo, inteso anzitutto a dire a sé stessi di aver "fatto bene" a mollare il malloppo a Kiko e sempre senza fiatare. Se non accampassero scuse inventandosi neocatecumenalissime "usanze della Decima", non saprebbero più come giustificarla.

      Lo sanno benissimo che di fatto sono stati truffati dal Cammino, ma non vogliono ammetterlo, né in pubblico, né davanti a sé stessi.

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    9. Tripudio Trento non mi pare più in periodo feudale, come non mi sembra periodo feudale l'alto medioevo.
      L'imposizione della decima c'è stata, checché se ne dica.

      Tutto quel che dici sul cammino figurati se non trova il mio appoggio, d'altronde è una costatazione fattuale.

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    10. Le decime erano una tassazione feudale e gravavano sui terreni. In epoca medievale venivano riscosse da signorie, famiglie di feudatari oppure anche dalle strutture ecclesiastiche, che però a loro volta dovevano versare le loro quote ai municipi. Addirittura il diritto all'esazione delle decime veniva venduto ed acquistato. Naturalmente, quando noi parliamo di decime, non intendiamo riferirci al sistema di tassazione fondiaria medioevale e rinascimentale, ma all'iniquo contributo richiesto dal Cammino neocatecumenale ai propri aderenti con il pretesto che esso avrebbe una origine biblica e sarebbe addirittura un comandamento divino.

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    11. Avete già “scismatizzato” la chiesa tedesca o per pudore evitate di parlarne? Alla fine i sacramento Kiko non li da. Mentre la chiesa teutonica ne fa commercio
      La differenza non è da poco

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    12. Anonimo 17:05,
      questa è un' accusa mal diretta, dovresti rivolgerla ai blog che parlano della Chiesa Cattolica IN Germania (non "la chiesa tedesca"), nel caso in cui però essi si rifiutino di parlare della Chiesa Cattolica in Germania.

      Da questo blog invece puoi andare scuriosare nel sito del Cammino Neocatecumenale in Germania.

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  18. Lettura del giorno della Santa Messa.
    Dagli Atti degli Apostoli.

    Capitolo 16, 25-34

    " Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese con sé, a quell'ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. "
    _________

    Premessa:
    Che splendido racconto! Tutto è circonfuso della potenza dello Spirito Santo.

    Quello che secondo Kiko opera efficacemente per FAR vendere i loro averi ai fratelli/eterni/camminanti/a/vuoto, e portare il ricavato ai piedi degli apostoli... kikiani! Ma che non avrebbe alcun potere "santificante". Poiché Kiko dice ai fratelli/eterni/camminanti/a/vuoto di NON FARSI illusioni, poiché loro SANTI NON DIVENTERANNO MAI (anche camminassero dietro a lui per 50, dicasi 50 anni. Peggio del cammino nel deserto del popolo ebraico!). (cfr. mio commento precedente dell'11 maggio 2021 01:21).
    ________

    Questo passo mostra San Paolo zelante per la vita eterna di ogni uomo, finanche del suo stesso carceriere. Egli grida a gran voce per imprdirgli di suicidarsi a causa della loro liberazione.
    Tutto si svolge con rapidità, tutto è ritmato dall'intervento potente della Divina Grazia che opera miracoli nel cuore degli uomini di buona volontà. A qualunque popolo essi appartengano.

    E così colui che era carceriere dei discepoli del Signore, divente in un battibaleno loro fratello nella Fede.

    Semplice la domanda: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?»

    Più ancora la risposta di San Paolo: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia»

    ....e subito fu battezzato lui con tutti i suoi.

    (Altro che percorsi iniziatici infiniti ed estenuanti, senza una direzione perché ripetiamo sempre che nel C.N. si gira solo in tondo e alla fine sei sempre al punto di partenza. Altro che migliaia e migliaia di pagine di illeggibili mamotreti spettrali e infarciti di arcani oscuri e ambigui.)

    Ma la cosa bella è che, a questo punto, il neoconvertito e neo battezzato passa subito alle "opere di bene". Egli subito mette in pratica l'ospitalità:

    ... li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

    Ospita gli Apostoli, veri annunziatori della Buona Novella e suoi angeli, li rifocilla e subito fu PIENO DI GIOIA PER AVER CREDUTO IN DIO!

    Ecco la "gioia" cristiana vera!

    Non l'esaltazione malsana, passeggera ed effimera, di chi invece che in Dio e nella Chiesa ha creduto nella Triade Kiko/Carmen/Cammino.

    Pax

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  19. Quindi, riepilogando come si fa a essere santi? Perchè nel Cammino non lo si diventa, nella Chiesa idem, quindi????

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    1. Una cosa più scema di questa non potevi dirla.
      La Chiesa ha stuoli di santi che hanno costellato tutte le epoche.
      Il C.N. pretende di introdurre una santità nuova, di categoria superiore, affatto diversa, tutta loro. Noi stiamo tentando di delineare che razza di "santità" è mai questa.

      La loro santità è una sorta di santità diffusa. Ad essa partecipano tutti quelli che fanno parte della comunità. Ci si salva a grappoli e nessuno deve osare di aspirare ad una santità personale, che poi è alla base di tutto che gli piaccia o no, poichè "il Regno di Dio passa per il cuore di ogni uomo".
      Non esiste una società, un'aggregazione santa. Dio chiama ciascuno per nome.

      Nel Cammino non è così.

      Poi le cose si sono ulteriormente complicate quando hanno intrapreso il percorso di canonizzazione di Carmen Hernandez. Qui tutti i canoni neocatecumenali sono stati stravolti.
      Come scrivevamo tornano i "santi d'altare" che hanno sempre disprezzato, i miracoli per intercessione che hanno sempre schifato, rivolgersi ai santi nella preghiera per ottenere guarigioni e uscire dalla croce nella quale, fino a ieri, per essere promossi agli scrutini dovevi entrare.
      Insomma, un gran pasticciaccio.
      Vuoi che continuo?

      Pax

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    2. La Chiesa ti dà tutti gli strumenti che ti sono necessari per crescere nella santità. In primis i Sacramenti così come gli apostoli tramite la Chiesa nel corso dei secoli li hanno ricevuti da Gesù Cristo. Sacramenti che il cammino SISTEMATICAMENTE snatura fin dalle fondamenta. Quindi la tua affermazione che nella Chiesa non si può diventare Santi è fallata in partenza.

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  20. IO credo che ogni volta che i malcapitati rimasti nelle C.N., dalla decima a tutte le varie uscite di denaro penseranno: ma chi me l'ha fatto fa. In Parrocchia davo i soldi secondo uno dei cinque precetti generali della Chiesa: sovvenire ai bisogni della ciesa secondo le leggi e le usanze. Nessuno pativa la fame e la parrocchia è ancora là. Ma soprattutto io non sono ridotto/a alla fame.
    La Chiesa vi attende sempre come figlioli prodighi, basta mangiare ghiande come i porci, tornate all'ovile, dove è certo c'è la salvezza eterna.

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  21. Nelle catechesi del passo della preghiera hanno detto di non peccare piu, di cambiare vita e superare le tenebre non commettendo piu peccato. Tutto suona bene, finche ci hanno detto che non siamo degni di chiamare Dio nostro Padre quando preghiamo il Padre Nostro, ma che nel passo del Padre Nostro ci spiegheranno il perche in catechesi piu "serie". Staranno forse alludendo al fatto che i camminanti si dovranno riteneri figli di Satana in un passo successivo???

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    1. Credo proprio di sì. Praticamente più si va avanti, più si torna indietro. Se ricordo bene, è al primo passaggio del Padre Nostro (o alla prima chiamata, come dicono altrimenti) che viene detto ai camminanti che non sono degni di chiamare Dio "nostro Padre" perché sono spesso figli del demonio, quando peccano. O una cosa del genere. A me sembra una cosa molto grave, anche un'accusa scagliata verso persone che si conoscono superficialmente, seppure...

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    2. E' la solita catechesi ad effetto di Kiko.
      Della serie "vai per trovar grazia e trovi giustizia". Vai per ricevere il Padre Nostro che, come ti spiegano, è oggetto di una delle "consegne" delle tappe del catecumenato antico.
      La consegna della Preghiera che Gesù stesso ha insegnato. Ed ecco che ti mettono in guardi: tu pensavi che era normale per te chiamare Dio Padre, Gesù stesso ti dice di pregare così....
      No, perchè tu hai per padre il demonio.
      Per convincerti si appoggiano sul brano tratto dal Vangelo di Giovanni... "voi che avete per padre il diavolo e volete compiere il volere del padre vostro..."

      ... ma forse qui Kiko parla di sè...

      Pax

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  22. Quando uno finisce il Cammino, gli viene rilasciato qualcosa, per es. una pergamena?

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    1. no, però se lo inizi ed hai sufficienti appoggi, puoi ricevere 3 lauree hc, che ti va di lusso, perché non devi mai discutere la tesi.
      non devi neppure scriverla.
      anzi, non devi scrivere proprio niente.
      di più! non devi neppure saper scrivere.

      insomma, ci se la sbriga meglio ad essere iniziatori del cammino, che a finirlo.

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  23. Anonimo 11 maggio 2021 19:29
    Quando uno finisce il Cammino, gli viene rilasciato qualcosa, per es. una pergamena?
    -----
    No, perchè il Cammino non finendo mai, di fatto viene meno con la morte; non mi sembra che ci siano certificati a riguardo "post mortem".

    Ruben.

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    1. Nessuna pergamena.

      Una pergamena l'avevano promessa ai polli che mollavano per la Domus "una pietra" (così la chiamavano) che era l'offerta fissata sui 3 milioni a capoccia (questa la cd. PIETRA, che chiamerei meglio "il palo che hanno tirato" agli adepti... in fronte...). L'avevano promessa - che poi per farne che? - ma non l'hanno mai data.... era troppo costoso fare una pergamena ciascuno. Ahahahahah (riso amaro).

      A fine cammino sono i catechisti a scrivere il tuo nome sul Libro della Vita (la Bibbia d'argento della tua comunità).
      Un documento si stila, dopo altri 5/10 anni, al Marimonio Spirituale. La cd. Ketubah. Il contratto di matrimonio ebraico che ti sposa definitivamente col cammino, tra i fratelli e con i tuoi kikatekisti a vita.

      Pax

      P.S. Ma quante ne hanno inventate per tirare a campare per 50 anni e passa....

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  24. Come si diventa santi? Non trascorrendo intere giornate su questo blog. Infatti passando la vita su questo blog si diventa scemi non santi.

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    1. La pastorale sacramentale indica la strada giusta, poi dipende dalla volontà.
      La santità è dovuta dalla grazia e la grazia non è data dal "camminare", ma è gratuita. Il vero cammino di santità è quello che è conseguenza della grazia, mentre per voi la grazia è conseguenza del Cammino.

      La differenza tra "quelli del blog" e i camminanti, e che nel blog uno ci passa il tempo che ritiene opportuno, liberamente, nel Cammiuno no, pena sensi di colpa e minaccie di dannazione eterna.
      Nel blog un giorno ci puoi passare 5 minuti o non visitarlo affatto e un giorno più tempo. Quando ti pare.
      Il Cammino ti progetta tutta la vita a scapito dei doveri di stato e dei figli.
      Inoltre frequentando il blog impari molte cose e puoi dare il tuo contributo come servizio alla verità.

      La differenza tra il frequentare il Cammino e frequentare il blog non è una questione di essere scemi o meno, come dici tu: ammetto che anche nel Cammino ci possono essere persone intelligentissime (a parte Kiko, che voi è un genio categoria superiore).

      La vera differenza è il masochismo: voi siete masochisti, chi frequenta il blog è semplicemente normale.
      Una persona normale, pur con i suoi difetti e le sue manie, e un cristiano normale, cioè che crede la Chiesa (non il Cammino) come dispensatrice della grazia.

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    2. Vedi, caro anonimo giudicante, il comportamento come il tuo è l'esatto esempio dei frutti del cammino. Siete bravi solo a dire questo. Mai un commento costruttivo, mai un commento dove non ci sia una offesa più o meno celata. D'altronde, con i maestri che avete avuto, non c'era da aspettarsi diversamente. FATE DANNO e quel che è peggio poi le conseguenze le paga TUTTA la Chiesa. Chiesa della quale voi NON VI SENTITE PARTE e di cui auspicate la fine. Sareste più coerenti se ve ne andaste per i fatti vostri. Forse i protestanti vi accoglierebbero, mannò, loro sono più coerenti di voi. Anche gli ebrei vi schiferebbero perchè loro non amano le buffonate. Sono gente seria che ha un senso dell'umorismo così profondo che voi non ne capireste un'unghia. Affidatevi alla MAdonna (quella vera)...

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    3. Scemi diventate voi (anzi già lo siete diventati e in forma irreversibile a quanto pare, ma si accettano dimostraziioni a contrario), a furia di fare un Cammino che doveva durare al massimo 7 anni (G.P.II imposuit) ma oggi sono 50 anni E ANCORA NON FINISCE.

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    4. Più scemi di così!

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  25. Maria
    In risposta l'anonimo delle 19:29
    Alla fine del cammino....se non continui a essere quello ché vogliono i capi...a essere presente tutta la settimana per fare ke preparazioni...e a fare esperienza in qualche altro gruppo...
    Hai finito...sei escluso...
    La pergamena che ti danno è toglierti il saluto...dopo 30 anni nn sono più tuoi fratelli!!!
    Lo saranno mai stati?

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  26. Mi chiedo ogni tanto, leggendo il blog: ma questi nc che scrivono contro lo fanno per fede o per denaro? O entrambi?
    La sapete la risposta?
    CDD.

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  27. Lo fanno per raccontare di essere stati perseguitati alla prossima risonanza. Oppure, molto più semplicemente, perchè è difficile anche solo pensare di aver perso anni, energie, denaro che avrebbe potuto e DOVUTO essere utilizzato molto meglio. Perchè è difficile anche solo pensare che gli innumerevoli sacrifici che hanno fatto sono stati perfettamente inutili perchè hanno nutrito l'ego e la superbia di Kiko, Carmen e dei loro sottoposti (pardon..maggiordomi)

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    Risposte
    1. Eppure Kiko non vuole che si scriva, non solo su questo blog ma in altri simili, non vuole che si legga internet, ecc....Quindi chi scrive gli sta disubbidendo, ma si trincera sull'anonimato per cui pensa di non essere scoperto. I catechisti quasi certamente sanno chi sono quelli che scrivono. Ma se lo scoprono, lo cacciano dal Cammino? Non credo...

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  28. Lo dico sottovoce perché non mi sentano, ma ogni neocatecumenale che legge o scrive qui è un prossimo ex.

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  29. [Traduzione automatica]
    Citare il Talmud come se fosse una fonte di verità è una vera aberrazione molto kikiana. Quello che molti non sanno è che questo libro è già stato condannato, eliminato, bruciato dalla Chiesa in passato. E per una buona ragione: le brutalità che dice contro Cristo, la Vergine e i cristiani sono terribili.

    A.

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