martedì 24 ottobre 2017

Sapienza dell'Antico Testamento: Siracide o Kiko Argüello?

Gli insensati non conseguiranno mai la sapienza (Siracide 15, 7)

Gesù Cristo dalle occhiaie vuote
Affrescato da Kiko ad Avila
come invito alle sue "catechesi"
Già si è ampiamente dimostrato come la dottrina di Kiko sia incompatibile con gli ammaestramenti del Vangelo, a cominciare dall'interpretazione neocatecumenale della guarigione del cieco nato nelle catechesi iniziali,  per poi continuare con la parabola delle Vergini alla convivenza dello Shemà e culminare con la catechesi su Zaccheo alla GMG di Sidney del 2008.

[La Sapienza] sta lontana dalla superbia, i bugiardi non pensano ad essa. (Siracide 15, 8)

Oltre alle osservazioni più puntuali per le quali rimandiamo alla lettura dei link rileviamo che, in ciascuna di queste tre occasioni, Kiko ha interpretato parole e  atti di Gesù mistificandoli funzionalmente alle prassi della sua  creatura, il Cammino neocatecumenale:
  • l'argilla, mista a saliva, che Gesù spalma sugli occhi del cieco nato rendendogli la vista, da segno della creazione è mutato da Argüello in un fango/mota significativo dei peccati che il cieco deve necessariamente riconoscere al fine della guarigione e conversione;
  • l'olio delle vergini, la fede che è necessario alimentare attivamente con le opere matteane in attesa dello Sposo, per Kiko diviene simbolo della frequentazione assidua della comunità, al di fuori della quale c'è l'inferno del mondo;
  • il sicomoro, l'albero di Zaccheo, che consente al pubblicano di elevarsi per "vedere" Gesù, diventa per Argüello un simbolo di superbia, di isolamento, di avarizia, di peccato (e di rifiuto ad abbracciare le iniziative del Cammino).
Di seguito si proverà che la dottrina neocatecumenale non trova corrispondenza neppure nell'Antico Testamento in aspetti non secondari, quali il libero arbitrio da Dio donato all'uomo da Dio e le prescrizioni del Decalogo nelle due tavole della Legge date a Mosè.

Non dire: «Mi son ribellato per colpa del Signore», perché ciò che egli detesta, non devi farlo. (Siracide 15, 11)

È noto, da un'intervista di Kiko, il permesso di peccare che il fondatore del Cammino neocatecumenale avrebbe ricevuto  da Dio in persona.
«Bene, Dio permise che io facessi un'esperienza di ateismo, o, se volete, una kenosis, una profonda discesa nell'inferno della mia esistenza, un'esistenza senza Dio. Dio ha permesso che io tagliassi tutti i lacci con la trascendenza».  (da: camino-neocatecumenal.org
Non dire: «Egli mi ha sviato», perché egli non ha bisogno di un peccatore. (Siracide 15, 12)

Questa la concezione di Kiko: la kenosis neocatecumenale va intesa come una catabasi nell'inferno dei propri peccati, una discesa finalizzata alla conoscenza gnostica di se stessi mediante l'insozzamento con il fango/mota neocatecumenale.

Tale dottrina, ribadita numerose volte nel Direttorio neocatecumenale, viene assorbita e recepita dagli adepti, così come risulta dallo scrutinio del sedicente "maiale"  (esposto nel mamotreto tappa Traditio per la sua esemplarità):
«Il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. (...) Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. (...) Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato».
Il Signore odia ogni abominio, esso non è voluto da chi teme Dio. (Siracide 15, 13)

Perché Dio dovrebbe permettere di peccare? Proviamo a riflettere. Per Kiko e Carmen la risposta è semplice e si evince dallo scrutinio: un peccato che rimanga allo stato latente, soltanto in potenza, non è sufficiente ai fini della sua conoscenza; esso va commesso, va sperimentato, perché senza esperienza non c'è conoscenza ("questo non lo comprendevo", dice lo scrutinato, in relazione all'adulterio prima che lo commettesse). Pura "gnosi del peccato".

Quindi: per la dottrina neocatecumenale è necessario peccare per conoscersi davvero e convertirsi ed è Dio stesso a permetterlo.

Egli da principio creò l'uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere. (Siracide 15, 14)

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, invece, così descrive la dialettica fra libertà e responsabilità umane (CCC 1731-1733; cfr. anche 2846 etc):
"La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nell'uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. (...)
La libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venire meno e di peccare. (...)
Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato".
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare. (Siracide 15, 20)
Kiko: Sacra Famiglia in preda a sopore.


Mai in nessun caso la scelta di peccare, che sta nella libertà dell'uomo e non nella volontà o nel piano di Dio per noi, può essere positiva, mai peccando si può procedere nel cammino di perfezione o crescere nella bontà.

Come abbiamo visto dai passi  in rosso del Siracide che hanno accompagnato questo articolo, nell'Antico Testamento, e precisamente in uno dei suoi libri sapienziali, troviamo una confutazione della dottrina di Kiko, che nega il libero arbitrio umano ed afferma la funzione positiva che Dio assegnerebbe al peccato permettendo al fine di condurre l'uomo alla conoscenza di sé ed alla perfezione.
Se vuoi, osserverai i comandamenti;  l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.
Bastano questi due passaggi per dimostrare che Kiko Argüello è in disaccordo perfino con i libri sapienziali inseriti nella nostra Bibbia.
(da: Lino e Valentina)



Siracide 15,7-20. 


Gli insensati non conseguiranno mai la sapienza,
i peccatori non la contempleranno mai.
Essa sta lontana dalla superbia,
i bugiardi non pensano ad essa.
La sua lode non s'addice alla bocca del peccatore,
perché non gli è stata concessa dal Signore.
La lode infatti va celebrata con sapienza;
è il Signore che la dirigerà.
Non dire: «Mi son ribellato per colpa del Signore»,
perché ciò che egli detesta, non devi farlo.
Non dire: «Egli mi ha sviato»,
perché egli non ha bisogno di un peccatore.
Il Signore odia ogni abominio,
esso non è voluto da chi teme Dio.
Egli da principio creò l'uomo
e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
Se vuoi, osserverai i comandamenti;
l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio
e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.


1° febbraio 2014: Kiko indiavolato mentre protesta
lamentandosi col Papa che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale

70 commenti:

  1. Nel Cammino è TUTTO diverso dalla Chiesa, dalle prassi all'interpretazione della Parola di Dio.
    Come fanno i camminanti a dirsi cattolici?
    Ha, sì: perché lo dice KIKO.

    Quando in certe realtà ecclesiali vedo errori, io tendo sempre a pensare: corretti gli questi, almeno quelli gravi, tutto va a posto.
    Ma nel Cammino ogni correzione sembra non portare alcun frutto, comprese le correzioni del Papa.

    In passato pensavo che i camminati fossero come i tifosi "ultras", che giudicano tutto a favore della propria squadra.
    Per cui, come un tifoso nega un rigore evidente contro la propria squadra, io mi aspettavo che i camminanti negassero semplicemente l'evidenza delle loro storture. Ad esempio che negassero i casi di pedofilia accertati all'interno del Cammino.
    Sarebbe solo una cosa stupida, ma non ancora CORRUZIONE.

    E invece nel post precedente arriva uno che bolla la pedofilia nel Cammino con un: "Tutto qua?". Poi arriva un altro che dice che sono le "signorine" (cioè le RAGAZZINE!) a provocare!
    Cioè, non negano la pedofilia, ma la AMMETTONO!

    Non so quanto sia vasto questo fenomeno tra i camminati, ma due commenti in un post è un sintomo che non mi piace.
    Se il Cammino fosse corrotto fino al punto che i camminanti accettano la pedofila, allora il cancro non può essere tolto, perché è in metastasi. Allora è il Cammino che sta diventando un cancro!
    Ma spero non sia così

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  2. Nel Cammino la prassi non è l'interpretazione della Parola di Dio, bensì la mistificazione della Parola di Dio, il suo ribaltamento nel significato opposto. Tutto è rielaborato per accordarsi alla kenosis di Kiko, alla sua "gnosi del peccato".
    Inutile discuterne con i Kiko's: per essi la lettera, il testo dei Vangeli è un optional; l'eliminazione di pericopi fondamentali e l'aggiunta di nuove (partorite dalla mente di Arguello per motivare le sue elucubrazioni) è un'operazione lecita.
    Appena pochi giorni fa un ignorante saccente NC, in una pagina FB, mi accusava, a proposito del fango, di essere privo di "connessioni linguistiche" e dei rudimenti della lingua italiana. Inutile fargli notare che Gv 9 sta già tutto nel Prologo del Vangelo di Giovanni, perché il peccato dei tenebrosi nel IV Vangelo è quello di non aver voluto "vedere" Cristo, riconoscerlo, pur possendo la vista per farlo. E' la vera cecità, questa, è Gv 9:41 che Kiko omette nelle sue catechesi.
    Inutile evidenziare ai neocat che Gv 5,36 e ss., ancor prima di Gv 9, la spiega tutta: "Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato". E' la vera cecità ed è la vera sordità.
    Kiko non possiede il senso della Rivelazione che permea il Vangelo giovanneo, lui crede che le "opere del Padre", mostrate nei "segni della Creazione" compiuti da Cristo, siano consistite nel mostrare i peccati degli uomini, anche consentendone una ottimale comprensione mediante la sperimentazione. Il CNC non è un itinerario di riscoperta del Battesimo, è un itinerario di conoscenza gnostica dei peccati. Anche l'AT, però, anche il Siracide testimonia contro la dottrina del Cammino.

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  3. Ringrazio chi ha scovato questa PERLA dai volumi degli scrutini della tappa della Traditio:

    «Il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. (...) Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. (...) Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato».
    ________________________________
    "Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare" (Sir.15,20)
    ______________________________________

    Il confronto con il Siracide è impietoso.

    Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra....
    questo è da mettere in evidenza per fare una domanda:
    "ORA LO CAPISCI, ORA LO COMPRENDI P E R C H E' UNO SPOSATO SE NE VA CON UN'ALTRA?"

    Certo hai fatto un bel progresso nella "CONOSCENZA" e....non solo, anche nella PRASSI (da quanto tristemente testimoni: hai proprio fatto esperienza,vero? Grazie al cammino hai FINALMENTE tradito tua moglie? Certo se no ti mancava una cosa fondamentale), ora, ti raccomando, custodisci questa esperienza come un tesoro prezioso!

    A cosa serve un'esperienza così significativa nel proprio percorso di fede?
    OVVIO
    Si mette al servizio della evangelizzazione per cui quello che IL SIGNORE HA PERMESSO SI CONOSCESSE DI SE STESSI LO SI APPLICA IN SEDE DI SCRUTINIO, se si è -sfortunatamente per i camminanti- anche catechista, PER D I S C E R N E R E le coscienze altrui NON ILLUMINATE SULLA GNOSI + PRATICA DEL PECCATO.

    La conclusione è sconvolgente:
    _______________
    Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato.
    _______________

    Sempre nel caso in cui un tale "esperimentatore PRIVILEGIATO" del peccato sia anche catechista....
    IPOTESI OLTREMODO TRAGICA PER LE SUE CONSEGUENZE
    ......ecco che
    trasfonderà negli scrutini QUESTA FULGIDA ESPERIENZA DELL'AMORE DI DIO che CI ama così come siamo, RIDOTTI AD ESSERE DEI DISGRAZIATI - ricordiamo sempre che, PER CHI PARLA, autore di questo capolavoro è sempre Dio (N.B. rileggi esperienza):

    Il Signore ha fatto sì...
    Il Signore ha permesso...(per ben due volte)

    Dio ama chi si è ridotto ad essere un disgraziato (facendo riferimento al precedente post mettiamo altri esempi):
    adultero
    pedofilo
    abusatore seriale
    violentatore
    maniaco sessuale

    che ha conosciuto l'abisso del cuore umano e diventa maestro dei NON ILLUMINATI che non sanno ANCORA che SONO CAPACI DI TUTTO
    PER QUESTO giudicano I PECCATORI
    PER QUESTO non riescono a PERDONARE, se sono stati/e vittime degli ORCHI, credendo di essere migliori.

    Il percorso iniziatico è completo per chi FINALMENTE ha tradito la moglie o ha insidiato una ragazzina.
    INVECE le vittime o i fratelli che si scandalizzano - dopo anni di cammino inutile - devono tornare a fare il II scrutinio, finchè non commetteranno qualche aberrazione, necessaria per arrivare alla "gnosi del peccato".

    "Cammino paradiso degli ORCHI e palestra di aspiranti schiavi del sesso".

    E fu così che, dopo un tempo di allontanamento, giusto per non far succedere un gran casino che danneggiasse irreparabilmente il C.N., l'ennesimo "esperimentatore" PER AMOR NOSTRO ritorna al suo posto, di responsabile di zona, per "educare le coscienze".

    Pax

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  4. @ Pax
    Io non so se lo scrutinio del sedicente "maiale" sia un caso-studio reale, uno scrutinio davvero effettuato nella realtà, oppure sia un caso-studio elaborato a tavolino. Da progettista di progetti formativi, l'assurdità dei contenuti mi fa propendere per la seconda ipotesi: non è uno scrutinio, quindi, bensì una catechesi proposta in forma di testimonianza di uno scrutinato. In ogni caso, essendo stato riportato da Kiko e da Carmen nel mamotreto della tappa Traditio per decenni, esso esprime la dottrina di Kiko; d'altra parte in esso si ritrova una totale coerenza con il permesso che Dio avrebbe dato ad Arguello - come da sua intervista linkata nel post - di tagliare "tutti i lacci con la trascendenza".
    Come hai ben colto, le conseguenze di una simile concezione sono aberranti: se è stato il Signore che "ha fatto sì", allora tutto è lecito, perfino l'adulterio è da benedirsi perché funzionale al percorso iniziatico.

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  5. Grazie x qsto articolo.

    Sarebbe importante lo leggessero certi Pastori che ritengono

    il Cammino neocatecumenale un innocuo movimento ecclesiale, come gli altri.

    Grazie x i brani della Scrittura che avete riportato.

    Innumerevoli esempi si potrebbero portare su fede e peccato.

    Per ora mi limito a questo:

    "Mi confesserò e comunicherò sovente;
    voglio santificare le feste;
    i miei amici saranno Gesù e Maria;
    la morte ma non peccati”.
    (San Domenico Savio)

    Grazie
    Roberta

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Ricordiamo che Kiko irrideva proprio San Domenico Savio nei suoi mamotreti, riferendosi con precisione alla massima riportata da Roberta "la morte ma non i peccati" (da lui reinventate come "meglio morire che peccare").

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  8. Caro Lino, potrà anche essere che quel preciso discorso riportato nel mamotreto sia stato rielaborato, ma posso dirti senza alcun dubbio che è come minimo la sintesi di due o tre scrutini perfettamente identici a quello. I termini sono esattamente quelli usati di norma dai neocat, gli argomenti pure, le domande lo stesso (anzi le domande sono state certamente censurate, perché a leggerla così sembra persino un tono conciliante da parte di Kiko, mentre ti posso assicurare che lui non lo è e nessuno dei suoi catechisti).

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  9. l'apostata24 ottobre 2017 12:33

    @ Lino

    Ti assicuro che negli scrutini esce proprio di tutto.

    Per me la faccenda del "maiale" è più che verosimile.

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    1. Apostata mi piace in questo contesto ci sta hai scelto un bel soprannome mi piace e non faccio ironia. Grazie

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  10. Ed è anche il motivo per cui Kiko e Carmen non si sono mai fatti "scrutinare" da nessuno.

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  11. Confermo quanto detto da l'Apostata: negli scrutini esce veramente di tutto!

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  12. @ Bps et altri
    Ho letto tutti gli scrutini dei mamotreti e non posso non concordare perfettamente con voi sulla questione del linguaggio. D'altra parte, se si ascolta o si legge per decenni sempre e solo il medesimo autore, si finisce con l'esprimersi come lui, sia nelle locuzioni sia nei concetti espressi. Rispetto agli altri scrutini della Traditio, però, in questo del sedicente maiale io trovo esposte troppe idee del Kiko pensiero: dall'attacco iniziale alla Chiesa allo svilimento dell'inferno, dal valore iniziatico della sperimentazione del peccato fino alla persecuzione (addirittura l'uomo sarebbe stato picchiato nell'impresa!) e al perdono per il nemico. Oltre che un maiale, lo scrutinato mi appare come uno studente geniale.
    Non mi dispiace l'ipotesi prospettata: potrebbe essere la rielaborazione di due o tre scrutini.
    In ogni caso, l'interrogativo sulla realtà o meno del caso-studio è solo una mia curiosità di esperto di problematiche formative: lo scrutinio del maiale sta nel mamotreto, è stato dato in lettura a generazioni di catechisti ed esprime, quindi, la dottrina di Kiko la quale non è una dottrina cattolica, reale o studiato a tavolino che sia.

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  13. Se la storia raccontata dal "maiale" è una rielaborazione e non un caso reale, allora è ancora peggio. E' indiscutibilmente dottrina ufficiale di Kiko!

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  14. A smentita del concetto neocatecumenale per cui solo commettendo gravi peccati si può sperimentare la grande Misericordia di Dio,

    segnalo il seguente articolo riguardante Santa Teresina di Lisieux

    http://www.iltimone.org/35186,News.html

    di cui riporto un passo:

    Allora Teresa riscrive la parabola
    [del figliol prodigo] con tre figli. È la parabola del dottore: torna a casa, vede che c’è sulla strada un sasso; viene un figlio, inciampa, cade, si fa male, e il padre lo cura; oppure il papà vede l’ostacolo, lo toglie di mezzo e il figlio non si fa male. Il figlio che non sa nulla di ciò che ha fatto il padre resterà indifferente, ma il figlio che lo sa lo amerà alla follia.

    Dagli scritti di Santa Teresina,
    ella scrive alla sorella Celina:

    “.. Gesù ha detto della Maddalena che ama di più colui al quale è stato perdonato di più, questo lo si può dire con ancora più di ragione, quando Gesù ha rimesso prima i peccati..
    A me ha perdonato più che a santa Maria Maddalena perché mi ha perdonato tutto, in anticipo».

    Roberta

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  15. l'apostata ha detto... "@ Lino Ti assicuro che negli scrutini esce proprio di tutto"

    Ne sono assolutamente convinto. Non si parlerebbe di violazione del foro interno.
    Bisogna che mi spieghi meglio: anche quando un caso-studio viene elaborato a tavolino, da questo deve uscire di tutto sulla questione proposta.
    Se un docente di Management aziendale espone un caso-studio elaborato a livello teorico e relativo a un'azienda di successo inventata, l'azienda è inventata ma il tutto deve avere una perfetta aderenza con la realtà.

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  16. Secondo voi Kiko si è mai confessato in vita sua? (Confessione vera, non quelle davanti alla comunità) Elena

    RispondiElimina
  17. l'apostata24 ottobre 2017 14:10

    @ Lino

    Se ripenso, con disgusto, a quello che mi è toccato sentire negli anni, ti assicuro che la storia del "maiale" non è delle peggiori.

    Tu ti sei spiegato benissimo, ma per noi "reduci" scatta in automatico il ricordo di tutto quello a cui abbiamo assistito.

    Schifo totale.

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  18. "- Alcuni adorano questo Dio, la cui immensità non possono contenere il cielo e la terra, con una coscienza pura, come un Dio che regna nel loro cuore ....
    - Altri compaiono d'avanti a questo Dio così puro e così santo con un'anima tutta ricoperta di peccati; ma essi sono rientrati in sé stessi, hanno aperto gli occhi sul loro stato infelice, hanno provato il più vivo orrore della loro vita sregolata, e ben decisi a cambiare vita, vengono a Gesù Cristo pieni di fiducia, si gettano ai piedi del migliore di tutti i padri, facendogli il sacrificio di un cuore contrito e umiliato.
    Prima che essi escano dalla chiesa, il cielo sarà loro aperto e l'inferno chiuso.

    - Ma dopo queste due specie di adoratori, ce n'è una terza: cioè quei cristiani ricoperti del letame dei loro peccati e addormentati nel male,

    che non pensano affatto a uscirne, eppure fanno come gli altri, vengono per adorarlo e pregarlo, ma solo in apparenza.
    ....
    Mi voglio soffermare ... su quei peccatori che sembrano vivi ma che sono già morti.

    Fratelli miei quanto è strano questo comportamento!

    Non oserei dire ciò che penso su di essi, se lo Spirito Santo non avesse già detto che

    la preghiera di un peccatore che non vuole uscire dal suo peccato

    e non fa tutto ciò che dovrebbe fare per uscirne, è abominevole agli occhi del Signore.

    Vorrei mostrarvi come la preghiera di un peccatore che non vuole distaccarsi dal peccato,

    è una cosa davvero ridicola,

    piena di contraddizioni e di menzogne, sia se la consideriamo dal punto di vista delle disposizioni del peccatore, sia in rapporto a Gesù Cristo al quale questa preghiera si rivolge.

    Per essere più chiari, diremo che la preghiera di un peccatore che rimane nel peccato è l'azione più offensiva e più empia."

    (dalle omelie del Santo Curato D'Ars)

    Roberta

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  19. Cara Roberta,
    è davvero calzante questo brano che hai riportato: la figura del peccatore che non vuole distaccarsi dal peccato e perversamente continua a invocare Dio è l'essenza del neocatecumenale doc ed è davvero inquietante. Ed è pura dottrina dei fondatori, nuda e cruda.

    RispondiElimina
  20. @ Lino (13:33):

    "D'altra parte, se si ascolta o si legge per decenni sempre e solo il medesimo autore, si finisce con l'esprimersi come lui, sia nelle locuzioni sia nei concetti espressi."

    Accade proprio questo che descrivi.
    QUESTA LA TRAGEDIA NELLA TRAGEDIA.
    Ricordo si è sempre detto: "diffida dell'uomo che ha letto un sol libro".
    In questo caso aggiungerei: e che libro!, che esempi! e che scuola!

    Specie quando intorno al discepolo si fa, ad arte, terra bruciata, si elimina alla radice ogni approccio critico alla realtà, si estirpa - e questo fin dal primo giorno in cui ci si imbatte nella predicazione kikiana - la "tentazione" di sollevare critiche o semplici quesiti, qualche legittima domanda....
    da qui piano piano si scivola nel NON PENSARE AFFATTO, MAI PIU'!

    Certo, dici bene, che lo scrutinio del maiale, reale o studiato a tavolino che sia, esprime ALLA PERFEZIONE la dottrina di Kiko.

    Ne esce il perfetto "Frankenstein neocatecumenale",
    sintesi magistrale dello SCRUTINIO tipo - condotto dal "SEMPRE ISPIRATO" Kiko -
    in cui si compendiano le varie facce della stessa PUTRIDA esperienza.

    Pax

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  21. A proposito del Siracide, una notazione interessante. I versi "Egli da principio creò l'uomo / e lo lasciò in balìa del suo proprio volere. / Se vuoi, osserverai i comandamenti; / l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere" sono citati da Gianfranco Ravasi nel suo interessantissimo libro "La Bibbia in un frammento". E sono citati a proposito del furto dall'albero della Conoscenza del bene e del male, furto al quale furono indotti Adamo ed Eva dal tentatore.
    E' evidente, allora, che Kiko sta decidendo in proprio cosa è bene e cosa è male, che sta diffondendo una morale non cattolica, soppiantando i Comandamenti del Signore. E questo è satanico, altro che di un itinerario di formazione della Chiesa!

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  22. chiaramente Caro Lino hai perfettamente ragione sul "caso-studio"; una delle prime domande che feci quando venni in possesso dei mamotreti fu di chiedere da dove provenissero quelle testimonianze...si narrano leggende di tutti i tipi ma nessuno sa la verità;

    Ti ricordo che io parlo di più di vent'anni fa ed il cammino all'epoca era ancora giovane, eppure quei testi giravano già da 20 anni, sempre gli stessi, sempre uguali... era chiaro che dalla sommatoria di 2/3 o più testimonianze si era voluto dare "l'esempio" di come bisognava che il fratello dovesse "aprirsi".

    poi come giustamente ricorda l'apostata "ho ascoltato di tutto" a volte i fratelli erano "costretti" ad "inventare" storie per essere alla pari con i fratelli più peccatori... ricordo benissimo un mio ex fratello agricoltore non aveva fatto nulla nella sua vita solo coltivato la terra e badato alla mamma anziana; nella Sua semplicità affermò di non "aver mai fatto del male a nessuno" i super-catekiki rimasero scandalizzati "impossibile.. allora sei santo non hai bisogno del cammino" lo torturarono per ore con domande di tutti i tipi
    alla fine il poveraccio ammise: "una volta ho odiato mia Madre perchè mi chiamava in continuazione e mi chiedeva sempre cose"...
    ecco, finalmente era venuta e fuori la parola odio... "vai a chiedere perdono a Tua madre".

    RispondiElimina
  23. Invece che chiedergli se, quel peccato, l'avesse confessato! Penso a quella povera mamma, probabilmente anche lei semplicissima, quanto deve aver sofferto quando il figlio le ha detto di averla odiata! Spero che fosse però come la mia nonna che gli avrebbe risposto, dopo avergli fatto una bella risata: 'Ah sì? O bischero, vai a pigliattela in quel posto, va'!'

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  24. Vorrei tanto credere che Kiko abbia frainteso.
    Vorrei tanto credere che Kiko si sia espresso male.
    Vorrei tanto credere che, quando parla del peccato, Kiko intenda dire che dobbiamo riconoscere la nostra natura di esseri "fallibili", che possono sbagliare, al contrario del Signore, che non sbaglia.
    Vorrei tanto credere che tutto l'ambaradàn sul peccato messo su da Kiko servisse proprio, in origine, per far capire alla gente che nessuno può dirsi immune al peccato, e che nessuno è al sicuro delle tentazioni (anche i santi sono stati sottoposti alle tentazioni tante volte).
    Vorrei tanto credere che il messaggio che Kiko voleva trasmettere fosse "tutti POSSIAMO (non DOBBIAMO) peccare, nessuno è immune, ma possiamo essere migliori di così, se ci affidiamo al Signore".

    Vorrei, vorrei, vorrei.

    Vorrei, ma non posso.

    Non posso crederlo, perché vedo cos'è stata la creatura di Kiko fin dalla nascita.
    Non posso crederlo, perché vedo a cosa serve realmente la concezione Kikiana di "peccato": una sorta di macchia indelebile, una cosa che noi siamo costretti a fare, anzi, DOBBIAMO fare per conoscere Dio.
    Non posso crederlo, perché vedo che tutto l'impianto "peccatorio" Kikiano è servito ad uno scopo subdolo e meschino: a minare l'autostima dei camminanti, a far loro credere di essere dei maiali anche quando sono bravissime persone, a far sì che si considerino dei rifiuti umani senza speranza.
    Non posso crederlo, perché tutti gli obiettivi dell'impianto peccatorio di cui sopra servono ad uno scopo: tenere i camminanti agganciati al cammino, mantenerli in uno stato di eterna infanzia (spacciata per "fede adulta"), farli sentire sempre in colpa in modo che abbiano perennemente bisogno dell'approvazione dei capibastone neokat, in una sorta di dipendenza perenne.
    Non posso crederlo, perché se Kiko avesse errato accidentalmente, ormai dovrebbe essersene accorto: o lo ha fatto apposta, oppure se n'è accorto e ha deciso che in fondo era meglio così, perché così avrebbe avuto potere di vita e di morte sulle anime dei camminanti.

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  25. Nicola, il cammino è nato nelle baracche, io a questo credo.
    Di fronte all'adesione entusiasta e sincera ad una fede semplice, alla portata di mano, non bacchettona, di persone più genuine, rispetto alla società piccolo borghese franchista dell'epoca, che identificava la religione all'adesione politica, l'idea è stata quella di farne un "format" e quasi subito questo modello è stato esportato nelle parrocchie bene di Madrid.
    L'idea è quella di far scoprire ai cattolici benpensanti frequentatori di parrocchie il baraccato che è in loro, e far crescere una fede semplice su una personalità resa semplice.
    Naturalmente è un'utopia e, come tutte le utopie, ha avuto bisogno, per realizzarsi nella pratica, di una struttura autoritaria via via sempre più forte ed accentrata.
    A questo si aggiunga che i testi ai quali gli iniziatori si sono ispirati per le loro catechesi erano abbondantemente eretici, più le elaborazioni e le corruzioni e le invenzioni successive, oltre ai tentativi di aggiustamento per rendersi accettabili dalle gerarchie ecclesiastiche e dai vari pontefici, otteniamo questo bel risultato.
    Penso che il successo abbia dato alla testa ai suoi fondatori, così da non accorgersi del profondo tradimento agli ideali evangelici ai quali avrebbero dovuto ispirarsi.
    È successo a loro come a tante persone dello spettacolo o della politica che hanno avuto rapido e immeritato successo: si sono montati la testa e hanno ceduto al delirio d'onnipotenza che vediamo ormai emergere chiaramente in tutte le esternazioni di Kiko e del suo cerchio magico.
    Ciò che non avevo ancora capito era che potesse esserci, parallelamente a questo, anche una profonda e sistemica corruzione morale ai vertici, ma, pensandoci, è normale che sia così, ci sarebbe da stupirsi del contrario.

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  26. Valentina, credo che tu abbia ragione.
    Non sarebbe il primo "movimento" religioso che è nato con le migliori intenzioni, ma che poi si è perso per strada perché i fondatori sono stati corrotti dal potere: la storia ne è piena.
    Per questo ho aggiunto l'ultima frase, nel commento precedente: perché magari Kiko si è accorto di cosa è diventato il cammino, ma ha preferito mantenerlo così com'è, perché il potere fa gola.

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  27. Roberta: molto belle le citazioni che hai fatto.

    Dire che per conoscere il male occorre farlo, è pura IDIOZIA, oltre che ERESIA.
    Se, come dice Sant'Agostino, il male esiste solo come assenza di bene, occorre fare il bene per avere la giusta visione del suo negativo.
    Nessuno, infatti, tra le creature ha più orrore del male che la Madonna.
    Colei che non ha peccato ha la visione più perfetta dell'orrore del peccato.
    E' quando si sta nella luce che si può vedere una macchia nera sul vestito e non al buio. Al buio, al massimo, si può sperare in qualcosa...
    Chi pecca è schiavo del peccato e non può averne la giusta visione. Infatti i camminanti parlano dei peccati commessi quasi vantandosene.

    Del resto se Dio ha creato l'uomo a propria immagine e somiglianza, l'ha creato per non peccare. Se Dio detesta il male, anche noi dobbiamo detestarlo.
    Per Kiko invece è necessario.... Mi chiedo quali peccati ha fatto Kiko. L'importante però è che si confessi ma, come ha scritto qualcuno, è lecito dubitarne.

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  28. X Pietro (NON del Cammino):
    concordo in pieno.

    ci si accorge dell'idiozia della frase "per conoscere il male occorre farlo" anche semplicemente uscendo dal contesto del CNC: che forse i magistrati e i pubblici ministeri, per diventare tali, devono prima commettere ogni tipo di reato?

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  29. Forse è stato già detto ..
    scusate, avendo poco tempo ho letto un po’ affrettatamente i commenti ..
    Leggendo in un libro mi è venuta da fare la seguente riflessione.

    La concezione del peccato che Kiko sostiene e INSEGNA può anche essere una specie di metodo o strategia sia per mantenere coesa la struttura del CNC di cui lui è il “capo”, sia per assicurare la fedeltà degli aderenti alla sua PROPRIA persona.

    Infatti , questo suo INSEGNAMENTO (nel quale comprendo: presunte catechesi o predicazioni del cosidetto kerygma, riti dettagliatamente strutturati secondo un suo schema, “passaggi” in cui avvengono veri e propri interrogatori che violano l’intimità della coscienza attraverso domande ben pre-definite sia nel contenuto che nell’attuazione ..)

    Insinua un esagerato e NON sano “senso del peccato” che non porta al PENTIMENTO, cioè al DESIDERIO di LIBERARSENE per AMORE a Dio e quindi AVVICINANDOSI a LUI nel modo che Gesù ci ha insegnato, ma porta le persone

    così SOGGIOGATE ad AVVICINARSI sempre più al CNC, vedendo in esso come
    l’ ultima spiaggia per un “peccatore che non può fare a meno di peccare” , e

    al tempo stesso di trovare, nella persona di Kiko, o dei “catechisti” che (visivamente ed emotivamente) lo RAPPRESENTANO, qualcuno che le ASSOLVA dal senso di oppressione che il peccato inevitabilmente genera, purchè resti a lui (loro) attaccato ed obbediente;

    infatti non dice forse Kiko che basta ascoltare le sue parole per essere liberati dal peccato nell’istante esatto in cui le si ode? .. “poi, se vuoi, domani ti confesserai” (come dire.. quella è una cosa in più .. non c’entra niente col discorso sul peccato e col CNC).

    Ciò porta le persone a “darsi” al “Cammino” in maniera TOTALIZZANTE.
    Quindi , al di là del modo in cui lo vivono le singole persone, che può anche concernere un tipo di religiosità autentica e in buona fede, il CNC come associazione, sembra concernere di più l’IDOLATRIA, non solo come mentalità, ma anche come IDOLO nella persona fisica di Kiko.

    CONTINUA

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  30. CONTINUA

    Stavo appunto leggendo quanto segue.

    “.. Questo particolare nel quale la ragione identifica la spiegazione di tutto, la Bibbia lo chiama IDOLO.
    Qualcosa che SEMBRA Dio, ha la maschera di Dio, e NON lo è.
    La MENZOGNA dell’IDOLO è definita da san Paolo:
    ‘ Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti ..’ (Rm 1,22-31)
    Non solo viene descritta da San Paolo la genesi dell’idolo, ma anche la corruzione della verità umana conseguente.
    .. cioè gli idoli non mantengono le loro promesse e le loro pretese totalizzanti
    Nella misura in cui gli idoli sono esaltati l’UMANO viene meno. E’ l’ABOLIZIONE della PERSONA, della RESPONSABILITA’ dell’umano. Tutta la colpa sarebbe della struttura.

    Allora, come profeticamente scriveva Eliot:

    “Essi cercano sempre d’evadere
    Dal buio esterno e interiore
    Sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono.
    Ma l’uomo che è adombrerà
    L’ uomo che pretende di essere”.
    ( da T.S. Eliot, “Cori da – La Rocca-“)

    L’ideologia costruita sull’ idolo è per sua natura TOTALIZZANTE ..
    L’uomo realizzerà l’identificazione del Dio con l’idolo, scegliendo qualcosa .. che capisce lui: perché qui è il peccato originale, la pretesa di identificare il significato totale con qualcosa che l’uomo comprende ..
    In questa dinamica di identificazione dell’idolo, l’uomo sceglierà ciò che stima di più, o meglio ancora, ciò che gli fa più IMPRESSIONE. ..
    Perché l’uomo non può evitare questa alternativa: o è SCHIAVO di UOMINI o è SOGGETTO dipendente da Dio.”

    (da “Il Senso Religioso” – don Luigi Giussani)

    Grazie
    Roberta

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  31. "Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare. (Siracide 15, 20)"

    Nel rileggere il post, ieri, mi è sorto un dubbio: dirottare un aereo, terrorizzare l'equipaggio e i viaggiatori, rischiare l'infarto di qualcuno, determinare danni ingenti a una compagnia aerea, è peccato?
    E' noto il discorso di Carmen alla consegna dello Statuto: ""Per farla breve in un dirottamento aero che mi ha fatto il Signore, mi sono trovata in Barcellona invece che in India e il padre Farnes era in Barcellona".
    Quindi a fare il dirottamento aereo sarebbe stato direttamente il Signore. Pare che non sia stato l'unico dirottamento, a leggere il mamotreto inizio corso del 2016.
    Magari il 'Signore', invece di "fare il dirottamento aereo" causando paura in tante persone, avrebbe potuto inviarle un Angelo in sogno come a san Giuseppe e farle dire: "Carmen, non prendere l'areo per l'india, prendi quello per Barcellona e cerca il padre Farnes".
    Intendo dire, per farla breve: condivido che Kiko stia fondendo gli ultimi neuroni funzionanti, ma questi due tanto normali non sono mai stati. Il problema, forse, va ribaltato su chi ha dato credito alle loro assurdità, cardinali e vescovi in prima fila.

    RispondiElimina
  32. P.S.
    Giacché noi citiamo le fonti, non spariamo balle prive di riferimenti certi come Kiko Arguello:
    http://thoughtfulcatholic.com/wp-content/uploads/2016/10/CONVIVENZA-INIZIO-CORSO-2016-1.pdf
    cfr. p. 33 quarto capoverso: "E qui un altro dirottamento aereo, come dice Carmen, il Signore le fece dei dirottamenti aerei".

    RispondiElimina
  33. Dice il saggio: nella vita abbiamo tre strade che possiamo percorrere; la prima e la via della sapienza,la seconda è quella della conoscenza, la terza è quella dell'esperienza e questa è la più dolorosa. Quindi kiko a scelto la terza.

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  34. l'apostata25 ottobre 2017 12:44

    @ Lino

    Questa dei dirottatori è la versione ufficiale.

    Peccato che il buon Farnes si trovasse in una città fornita di aeroporto.

    Fosse stato in un paesino i dirottatori l'avrebbero buttata giù dall'aereo per fare prima.


    I fatti però si sarebbero svolti diversamente. Purtroppo non posso citare la fonte, che vuole restare anonima, ma sembra che il dirottamento sia stato imposto da tutti gli altri passeggeri: si sono rifiutati di volare addirittura fino in India in compagnia della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen).

    Al grido "non un minuto di più con questa!" hanno obbligato il pilota ad atterrare al più vicino aeroporto.

    Come si dice, vox populi, vox Dei. Ecco perché la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) e Sankiko ciarlatano possono affermare che Dio ha voluto il dirottamento.

    kikArMEN…

    RispondiElimina

  35. Delle volte mi sento davvero 1 ingenua ..

    io credevo che "un dirottamento aereo che mi ha fatto il Signore"

    fosse come .. un modo di dire .. del tipo "io avevo 1 mio progetto ma ho sentito che il Signore voleva altro .. cioè mi ha dirottato verso 1 altro progetto"!

    Invece lei era proprio convinta che Dio avesse messo in atto, cioè VOLUTO veramente quella specifica azione criminale.

    Cmnq che sia Dio a "volere" che l'uomo passi necessariamente attraverso il peccato x essere Salvato è proprio smentito ovunque nella Scrittura .. Oltre ai brani del post,

    ad es. anche la 1^ lettura di oggi lo dice:

    Da (Rm 6,12-18)

    "Il peccato dunque non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri.

    Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia,

    ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.

    Il peccato infatti non dominerà su di voi, perché non siete sotto la Legge, ma sotto la grazia.

    Che dunque? Ci metteremo a peccare perché non siamo sotto la Legge, ma sotto la grazia?

    È assurdo!"

    La Parola di Dio stessa dice
    che il Cammino neocatecumenale
    è ASSURDO!

    grazie
    Roberta

    RispondiElimina
  36. l'apostata25 ottobre 2017 14:50

    @ Cordatus

    "Dice il saggio: nella vita abbiamo tre strade che possiamo percorrere; la prima e la via della sapienza,la seconda è quella della conoscenza, la terza è quella dell'esperienza e questa è la più dolorosa. Quindi kiko a scelto la terza.

    Eccome!

    Sankiko sufridor ha fatto e fa esperienza di vita a scrocco, di aragoste e sigari cubani, di viaggi e soggiorni a cinque stelle gratis.

    Uomo coerente, non ha mai lavorato un giorno in vita sua per fare l'esperienza del mantenuto.

    Que sufrimiento, pobrecito!

    RispondiElimina
  37. Vorrei far presente che, comunque, Dio permette il peccato, perché altrimenti saremmo già morti fulminati tutti, il mondo sarebbe finito da un pezzo!
    E' altresì ovvio che Dio NON PUO' ESSERE ISTIGATORE del peccato ma, eventualmente, colui che riesce a raccogliere i cocci di un vaso rotto e farne un altro, con lo stesso materiale... Ma sarebbe sempre auspicabile che il vaso non si rompa!
    Scusatemi ma credo che questa precisazione sia necessaria, perché altrimenti si rischia di cadere nel delirio contrario e complementare di quello dell'Arguello: dire che Dio non permette può apparire un pò come dire che Dio forza la mano sempre

    RispondiElimina
  38. Roberta:
    penso anch'io che il dirottamento aereo fosse un modo di dire, anche perché Carmen non fu mai inviata in India dal suo ordine di suore missionarie, se ne guardarono bene, anzi, la cacciarono.
    Su quell'aereo non ci salì mai, dopo la cacciata dall'ordine, di cui venne a conoscenza a Barcellona, se ne andò in Israele via mare e poi se ne tornò a Madrid, dove, nelle baracche di Vallecas incontrò Kiko Argüello, giovane bigotto cursillista, come lei ebbe a definirlo.

    RispondiElimina
  39. Citando don Fabio Rosini:

    "Per saper riconoscere se un vino è buono, NON bisogna assaggiare molti vini, sia cattivi che buoni, ma solo molti vini buoni!"

    Se si assaggiano anche molti vini cattivi, il gusto si imbastardisce e poi non riesce più a distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo

    RispondiElimina
  40. @ Osservante che Osserva
    Caro Osservante, precisazione per precisazione: la questione sta tutta nel verbo "permettere". Nell'accezione "lasciare che qualcosa accada senza fare opposizione, non impedire", il verbo sarebbe accettabile: il non impedimento del peccato da parte di Dio è una logica conseguenza del dono del libero arbitrio.
    Non è questa, però, l'accezione nell'intervista di Kiko e nello scrutinio citato. E' evidentissimo che con "permettere" Kiko intende "dare il permesso, concedere qualche cosa..." (vedi Treccani). Dio non concede nulla, nei Comandamenti vieta, punto e basta.
    E' chiarissimo che questo permesso dato da Dio, secondo Kiko e la sua kenosis, sarebbe finalizzato a uno scopo ("ha permesso che io peccassi PERCHE' VEDESSI COME ERO", dice il sedicente maiale nello scrutinio). E nemmeno l'istigazione alla quale hai fatto riferimento c'entra: il discorso è più sottile.
    In tutta onestà, non vedo rischio di "delirio contrario e complementare a quello di Kiko" nelle nostre argomentazioni.

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  41. Correggo ciò che ho scritto
    25 ottobre 2017 15:27

    Scusatemi ma credo che questa precisazione sia necessaria, perché altrimenti si rischia di INTERPRETARE quello che qui viene scritto come delirio contrario e complementare di quello dell'Arguello: dire che Dio non permette può apparire un pò come dire che Dio forza la mano sempre

    Devo dire la verità, pur comprendendo bene le intenzioni di chi ha scritto, mi sono messo nei panni di qualcuno abbastanza ignaro, sia di cristianesimo che di neocatecumenesimo e... leggendo ho avuto le impressioni che ho scritto. Ripeto, sono impressioni, sensazioni, nulla di razionale

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  42. @Osservante 15:16

    Visto che io sono sempre 1 po' lenta a capire vorrei, se nn ti spiace, ti spiegassi 1 po' meglio:

    chi è che avrebbe detto la frase "complementare a qlla di Kiko"

    che "Dio non permette il peccato"?

    Una cosa è certa: Dio NON "forza mai la mano"! ..

    il Suo stile è la DISCREZIONE.. Lui "sta alla porta e BUSSA" non la sfonda con la forza.

    Addirittura il mio parroco ha detto che dovrebbe essere cambiato un noto proverbio in:

    "Dio PROPONE e l'uomo dispone"

    nel senso che DECIDE, cioè SCEGLIE se vuole dire di SÌ a Dio e NO al peccato o viceversa.

    Dio ci vuole LIBERI .. è così difficile da accettare?

    Certo che, essendo Padre, se noi, da figli, chiediamo il Suo aiuto x qualsiasi cosa, anche per non commettere il peccato perché (pur non volendolo) ci sentiamo deboli nella prova .. Lui ce la dà la Sua Grazia e, in questo senso, "non permette" che ci facciamo del male peccando ....

    ma perche' siamo stati NOI a chiederglielo, cioè a DESIDERARE SPONTANEAMENTE di VOLERE il bene e non il male.

    La SCELTA è ciò che caratterizza la persona LIBERA e il fatto che Dio ci lasci liberi anche di peccare e di dirgli di no è la prova che Egli ama sopra ogni cosa la nostra LIBERTÀ.

    Ma non come un padrone che si disinteressa e dice "fate come volete" bensì come un Padre che ci AMA, CIASCUNO di noi, e

    mentre ci lascia liberi

    ci INDICA la strada giusta,

    ci dà la FORZA per percorrerla

    sta CON NOI nella via che percorriamo

    se ci allontaniamo ci ATTENDE "SPERANDO" e DESIDERANDO anche LUI che noi scegliamo la VITA e nn la morte.

    E poi Dio, non rimette insieme i cocci rotti con la colla ..

    Lui FA NUOVE TUTTE LE COSE.

    Inoltre, Osservante.. Non ho capito a chi intendi applicare il paragone di "assaggiare troppi vini cattivi".

    Grazie
    Roberta

    RispondiElimina
  43. Osservante, potresti aver ragione, i commenti spesso sono stringati e non riprendono il ragionamento dall'inizio. Diamo per scontato che l'utente medio arrivi a leggere i commenti dopo aver letto l'articolo, in particolare lo scrutinio del maiale, in cui chiaramente lo scrutinato (non uno qualsiasi, un catechista delle primissime Comunità in Spagna di Kiko, forse ancor oggi uno dei suoi fedelissimi) dichiara che Dio ha permesso che peccasse in modo così grave contro la fedeltà perché riconoscesse la sua vera natura di persona capace di qualsiasi nefandezza, allo stesso modo in cui Kiko dichiara che Dio ha permesso la sua discesa profonda nell'ateismo perché solo così ha potuto avere un'esperienza di incontro con il Signore. Questo verbo permettere Argüello la usa spesso e sempre nella stessa accezione: per esempio dice in un'altra catechesi "Dios ha permitido que 50.000 jóvenes acompañasen a Pedro en Palestina, una cosa fantástica".
    La traduzione è sempre Dio ha concesso, Dio ha voluto, questo era nel piano di Dio.

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  44. scusate ma in caso di violenza fisica come si spiega il "Dio ha permesso" che accadesse questa violenza?

    Non è una domanda campata in aria ma esperienza di quasi 40 anni di comunità.
    Qui non c'è peccato commesso da chi "confessa" la sua storia o la croce gloriosa che dir si voglia.
    Come la mettiamo con il libero arbitrio se una persona non puo' sottrarsi ad una violenza?
    Accettare la violenza o ancor peggio, la non denuncia della violenza è, secondo Kiko, già un atto di perdono (senza che ti venga domandato)

    Credo che il "Dio ha permesso " che venga commesso un peccato o ancor peggio che tu subisca un peccato commesso da un altro è un modo come un altro di lavarsene le mani.
    I catechisti devono andare avanti senza spiegazioni e senza consolazioni di sorta.
    Mai sentito da parte dei catechisti il "vai e denuncia" quella persona.

    Dov'è allora il libero arbitrio dello scrutinato?

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  45. Dio permette, infatti, che ci siano i mali per trarre da essi un bene più grande. Da qui il detto di san Paolo: "Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia" (Rm 5,20). Perciò nella benedizione del cero pasquale si dice: "O felice colpa, che ha meritato un tale e così grande Redentore!" ».

    Catechismo Chiesa Cattolica

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  46. Mostriamo tutta l'incongruenza di questo spagnolo, che si è giocato e ha perso tutti i neuroni a briscola. Diciamolo con la famosa parabola delle vergini stolte secondo il mamotreto, di cui copio e incollo la chiusa.
    "Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti viene il secondo scrutinio e sai dove sei? Te lo voglio dire: capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla. Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta. Ed è già un mese che non vieni in comunità. Da tempo le cose non andavano bene. Si chiuse la porta, i più entrarono e la loro vita cambiò realmente, riempiendosi di allegria e tu ti trovi nei guai, come tanta gente".

    Cosa rispondergli, mettendosi nei panni di chi Kiko fa finire nei guai (nel linguaggio evangelico i "guai" sono contrapposti alle beatitudini) fuori la porta chiusa, rigettata dallo "sposo"?
    "Ah Kiko...", gli direi io, "non ho capito: a te il Signore ha permesso di tagliare i legami con la trascendenza al fine di incontrarlo, al sedicente maiale ha permesso di commettere adulterio per consentirgli la conoscenza di quanto è porco e mostrargli il Suo amore per come è, ridotto a un disgraziato, e a me il Signore chiude la porta in faccia perché mi sono assentato a una convivenza per andare a visitare un'ammalata?".

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  47. @Anonimo 17:52

    Condivido che dire

    "Dio ha permesso"

    è un modo dei CATECHISTI x lavarsene le mani

    Infatti il LIBERO ARBRITRIO

    è Dio che lo lascia,

    non gli IDOLI, gli idoli creano solo degli SCHIAVI,

    Il libero arbitrio dello "scrutinato" in questo caso sta nel

    NON OBBEDIRE a questi catechisti/idoli

    e uscirsene fuori da questa SETTA.

    Roberta

    PS Capisco che in qsti casi l'enorme sofferenza è quasi paralizzante .. ma bisogna farsi aiutare da qualcuno di ESTERNO e fare la cosa "giusta": denunciare, perché altri nn abbiano a soffrire ancora.

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  48. Al pollo delle 19,07
    Vorrei sapere quale bene superiore può trarre Dio da uno stupro! Vuoi dire che Dio "permette" gli stupri, gli omicidi, e i peggiori peccati per poi "mostrare" la sua Misericordia? Dio è misericordioso con chi si pente, chiede perdono e desidera non peccare più! Ti sei firmato bene "un pollo"!

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  49. https://en.m.wikipedia.org/wiki/List_of_aircraft_hijackings

    Anche il dirottamento è l'ennesima balla di Kiko. Non ci sono dirottamento in Spagna, a parte uno partito dalla Svezia che è stato fatto atterrare a Barcellona.
    Come sempre ci vuole poco a sbugiardare Kiko

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  50. Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male. (Compendio 57).

    Il male non è affatto una parte del tutto di cui abbiamo bisogno, bensì la distruzione dell'essere. Non lo si può rappresentare, come fa il Mefistofele del Faust con le parole: una parte di quella forza che vuole sempre il male ed opera sempre il bene.
    Fede verità tolleranza J. Ratzinger

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  51. Caro Lino

    Hai dimostrato qui una cosa enorme:

    Le opere matteane, le cosiddette "opere di misericordia" corporali o spirituali, PER KIKO ARGUELLO sono controproducenti ai fini della salvezza eterna, non vengono considerate affatto nel Giudizio finale, cosa messa plasticamente in evidenza dal fatto che la scelta per il neocatecumeno è precisamente tra l'ingresso al Catecumenato e la visita alla cognata malata.

    La famosa porta che si chiude in faccia alle vergini stolte - POSTA DA KIKO COME ENTRATA AL TEMPO DEL CATECUMENATO - indica anche come sarà alla fine della vita l'entrata nel regno e chi resta fuori andrà dove è pianto e stridore di denti.
    Ora, che le vergini sagge (tra cui quella famosa che ha lasciato sola la cognata malata e si è messa impalata con la lampada accesa) ENTRINO, mentre le vergini stole (tra cui quella che ha scelto imprudentemente la cognata) RESTINO FUORI e non ci sarà più nulla da fare, significa che optare per una "opera di bene" VISITARE GLI AMMALATI diventa causa della propria eterna condanna.
    Qua è tutto capovolto!

    Riprendo impietosamente la chiusa del secondo scrutinio che riporti dal mamotreto:

    1. Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti viene il secondo scrutinio ......
    Immagine del giudizio finale poiché lo sposo viene quando meno te lo aspetti...

    2. capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla. Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta.

    3. Si chiuse la porta, i più entrarono e la loro vita cambiò realmente, riempiendosi di allegria e tu ti trovi nei guai, come tanta gente

    Paradosso finale: chi ha chiuso occhi e orecchie per andare incontro allo SCRUTINIO KIKIANO... entra e la porta fu chiusa.

    Tutte queste vergini, cieche e sorde alle istanze del prossimo, ma sagge, perché hanno messo il cammino al primo posto, vedranno cambiare la loro vita.

    Questo ovviamente avverrà, grazie agli scrutini, dove scopriranno che presumere di fare opere di bene è un inganno, una illusione, un moralismo per sentirsi santi, mentre capiranno che Dio permette tutto nella loro vita perché si convincano che sono inguaribili peccatori, adulteri, egoisti, superbi, violenti.

    Questa conoscenza cambia definitivamente la vita è lì riempie di allegria.
    Chi, invece, ha scelto "la cognata malata" viene abbandonato ai suoi guai che ha scelto, come tanta inutile plebaglia ignorante, la gente!

    Scusate la confusione.

    Pax

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  52. Buonasera a tutti! Ho scoperto da poco questo blog e credo sia il posto giusto per raccontare la mia esperienza in merito al Cammino Neocatecumenale. Soprattutto per quanto concerne il libero arbitrio, di come si sia tentato di distruggere la mia volontà e di come il Signore, con amore infinito, mi abbia tratto dal profondo buio in cui ero finito nel corso della mia vita. Sono "figlio del cammino", i miei genitori sono stati catechisti per molti anni e io stesso ne ho fatto parte per 17 circa. Sono frutto dell'obbedienza a qualche passaggio. Credo che questo mi abbia fatto soffrire nella mia infanzia, poichè non mi sono mai sentito veramente voluto e amato. I miei genitori non erano a casa quasi mai: tutti i fine settimana in convivenza, le sere impegnate... In buona sostanza ho idea che la comunità mirasse a prenderne il posto, ma non si può sostituire l'affetto di una madre e così sono cresciuto in un vuoto affettivo devastante. Neanche l'amore di Dio poteva riempire il mio vuoto poichè esso veniva mascherato dall'immagine distorta che il cammino mi propinava. Nel cammino ho conosciuto un dio mostro, un dio che voleva cose da me (!): andare a tutte le celebrazioni, le convivenze, i canti, le missioni... Ma come potevo io soddisfare le esigenze di quello che credevo essere Dio? E così vivevo nei sensi di colpa e nella convinzione profonda di non valere niente, non sapevo che Dio mi ama esattamente per ciò che sono e non per ciò che faccio! Il cammino mi aveva messo in una terribile legge farisaica di cose da fare. Sebbene provavo a parlare di questo ai miei catechisti e ai miei genitori, ricevevo come risposta soltanto fredde catechesi, con una disumanità e depersonalizzazione che mi ferivano ancor di più. Ho tentato di riempire il vuoto che avevo dentro attraverso l'affetto di altre persone. Ma la ragazza che frequentavo da qualche anno, a mia insaputa, cominciò a chiamare i maghi e dopo poco tempo dovette ricorrere ad un bravo esorcista. Per me iniziò un periodo che evito accuratamente di descrivere, ma si può immaginare quello che ho visto e dovuto passare. In tutto questo due differenti equipe di catechisti mi sentenziarono che: "Il Signore mi faceva andare tutto male perchè VOLEVA che io entrassi in seminario". Da quel momento la mia vita poteva essere finita, c'erano momenti in cui io non volevo vivere più. Io desideravo sposarmi, ma Dio no, voleva altro da me! Per anni ogni mattina mi svegliavo con un'angoscia indescrivibile e spesso pensavo di farla finita. Al secondo scrutinio il sacerdote mi disse che io ero nientemeno che... l'anticristo, poichè non volevo fare la volontà di Dio. Certo, a pensarlo ora fa ridere. Presi a frequentare un'altra ragazza, ma dopo poche settimane lei mi confessò che... c'era qualcosa con il suo catechista, peraltro padre di famiglia numerosa. Due anni fa, esasperato, decisi di chiedere aiuto ad altri che non fossero del cammino. I miei fratelli me ne dissero di tutti i colori, ma finalmente il Signore mi mostrò la sua Chiesa e il suo amore. Oggi sono fidanzato con una ragazza fantastica e la mia vita è totalmente cambiata. Sento il bisogno di fare un percorso di fede vero, che mi aiuti a superare le ferite che ho addosso, e di recuperare il tempo perduto. Sento il bisogno di aiutare gli altri e di immergermi nell'amore di Dio, quello vero.

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  53. @Pollo 19:07

    Continua il CCC al punto
    successivo a quello da te citato (413) riferendosi al seguente brano del libro della Sapienza:

    "12 Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,
    non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani,
    13 perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi.
    14 Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza;

    le creature del mondo sono sane,
    in esse non c'è veleno di morte,
    né gli inferi regnano sulla terra,

    15 perché la giustizia è immortale.
    16 Gli empi invocano su di sé la morte
    con gesti e con parole,
    ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza,perché son degni di appartenerle."
    (Sap 1,12-16)

    Ed anche:

    " 23Sì, Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità,
    lo ha fatto immagine della propria natura.
    24Ma per l'invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
    e ne fanno esperienza coloro che le appartengono." (Sap 2, 23-24)

    Quindi,

    Dio ha creato tutte le cose "BUONE" e l'uomo addirittura "MOLTO BUONO" ... Questo è lo SGUARDO di Dio sul mondo: uno sguardo e un PROGETTO di BENE.

    Il MALE non lo ha voluto Dio ma la LIBERTÀ di cui Egli aveva dotato Satana

    e il male che (ci) facciamo
    ORA noi UOMINI, lo vogliamo noi stessi quando , con la NOSTRA LIBERTÀ accettiamo le proposte del demonio.
    Un anziano sacerdote ripeteva spesso: "il demonio ci accoltella con il coltello di cui NOI stessi gli mettiamo il manico in MANO"

    CONTINUA

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  54. Pax ha citato: "Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti viene il secondo scrutinio"

    E' l'imbroglio ricorrente nel Cammino: la creazione di una assimilazione tra Cristo e le sue opere con i catechisti e le pratiche del Cammino. Il catechista/inviato, come Cristo, mette il fango (di Kiko) sulle persone nelle missioni della Traditio. Il catechista/Cristo, nel viaggio finale in Terra Promessa, chiama l'eletto dalla tomba di Lazzaro. E' sempre così: una recita.

    RispondiElimina
  55. CONTINUA

    Inoltre
    (da 1 omelia del Papa del 13/05/2013)

    "Con la sua morte e resurrezione Gesù ci ha riscattati dal potere del mondo, dal potere del diavolo, dal potere del principe di questo mondo...

    Al diavolo BISOGNA REAGIRE come ha fatto Gesù, che ha risposto con la parola di Dio.

    Con il principe di questo mondo NON si può DIALOGARE.

    Il dialogo è necessario fra noi, è necessario per la pace, è un atteggiamento che dobbiamo avere tra noi per sentirci, per capirci. E deve mantenersi sempre. Il dialogo nasce dalla carità, dall’amore.

    Ma con quel principe non si può dialogare; si può soltanto rispondere con la PAROLA di DIO che ci DIFENDE".

    Così .. tanto per commentare il fatto che Kiko fa gli "ESORCISMI"

    senza AUTORIZZAZIONE della Chiesa

    ed INSEGNA ai suoi seguaci a fare altrettanto.

    Roberta

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  56. Pax ha detto: "Caro Lino Hai dimostrato qui una cosa enorme:"Le opere matteane, le cosiddette "opere di misericordia" corporali o spirituali, PER KIKO ARGUELLO sono controproducenti ai fini della salvezza eterna"

    E' l'unica lettura possibile per la parabola delle vergini nella mistificazione di Kiko. La salvezza sta nelle pratiche del Cammino.
    Sì, sono convinto che questa è una notevole dimostrazione.
    "Il vero olio della misericordia di Cristo, l'olio che si riceve per grazia e si alimenta con le opere matteane, è totalmente svanito nella catechesi del Cammino; addirittura, in antitesi, le porte si chiudono davanti alla persona che si assenta per andare a trovare una cognata ammalata. Una lezione di tal genere è di per sé bastevole a inculcare nella mente dei più semplici e fragili che la salvezza sta, esclusivamente, nelle prescrizioni neocatecumenali". Questo scrissi nel mio saggio. Se sono stati tanto solerti a farlo cancellare (dopo pochi giorni!) dal catalogo delle Paoline, qualche buon motivo debbono averlo avuto :-)

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  57. @Pax

    Ma quale confusione, sei stata chiarissima!

    Mi hai fatto riflettere
    (come poi anche Lino)
    che la "scelta delle vergini" nell'es. di Kiko..

    NON è tra andare alla convivenza o andare a DIVERTIRSI ma

    tra andare alla convivenza o andare a compiere un'OPERA di CARITA'

    dove, andare alla convivenza NON è cosa COMANDATA da Nostro Signore,

    mentre l'opera di carità LO È.

    Quindi in pratica la scelta è tra

    fare la VOLONTÀ di Kiko oppure

    fare la VOLONTÀ di GESÙ.

    Nella parabola così
    re-interpretata .. Quali sono le più STOLTE? ...quelle che restano fuori o quelle che ENTRANO?

    Grazie
    Roberta

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  58. Rispondo al Pollo (il nome è tutto un programma) solo per ricordargli cose già dette e ripetute un milione di volte, anche autorevolmente da Ratzinger (sia da cardinale che da Papa).

    La «volontà permissiva» di Dio non può essere confusa con il "volere il male" (che sarebbe se non cattiveria almeno crudeltà, e questi non sono attributi di Dio), e non può essere confusa nemmeno con l'accondiscendenza (che sarebbe una debolezza, ma la debolezza non è un attributo di Dio). Perciò i neocatecumenali sbagliano in modo grave quando dicono che "il Signore ti manda le disgrazie".

    Per capire l'espressione "Dio permette il male" occorre partire dalla realtà della grazia e della libertà. L'uomo liberamente ha scelto il peccato, assumendosene tutte le conseguenze (come ad esempio l'inimicizia del creato, le malattie, la morte). Dunque dire "Dio permette il male" significa in realtà dire che Dio non cancella la libertà umana (altrimenti equivarrebbe ad un negare la grazia).

    Gli eretici come i protestanti e i neocatecumenali, non credendo realmente nella libertà umana (nonostante a parole dicano il contrario), hanno una visione distorta anche del peccato e della grazia, il che sfocia in un'idea sbagliata di Dio (lo proclamano misericordioso ma quando parlano del peccato lo considerano un crudele vendicativo).

    La sopracitata espressione di san Paolo (Rm 5,20), quando parla di «abbondato il peccato», sta parlando di un abbondante "libero rifiuto della grazia", di fronte al quale Dio fa "sovrabbondare" la grazia (il che è frutto dell'infinita misericordia). Ma questo non significa che il peccatore sia automaticamente assolto poiché il peccatore può comunque rifiutare quel "sovrabbondare" di grazia... e perciò condannarsi ancora più duramente alle conseguenze dell'aver "abbondato" nel peccato.

    Solo per il peccatore veramente pentito (che dunque ha intenzione di non cadere più nel peccato) vale dunque l'espressione "felice colpa". I neocatecumenali, nella loro eresia, inquinano anche la propria vita morale presumendo che occorre "conoscere" il proprio peccato (cioè, di fatto, crogiolarsi in esso: se uno non ha peccatoni importanti da raccontare, viene giudicato uno che non si è convertito).

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  59. Salvo,

    grazie per la tua bella testimonianza,
    bella, non perchè racconti di fatti belli, soprattutto nella prima parte, ma

    perchè è lucida ed equilibrata, è una lode al Signore, perchè mette in luce come Lui si lascia incontrare da chi lo cerca con desiderio sincero del cuore.

    Sarai anche "figlio del cammino" ma ora hai acquisito la consapevolezza di essere
    soprattutto "figlio di Dio";

    mi ha dato tristezza quando hai detto di essere "frutto dell'obbedienza a qualche passaggio" perchè, anche se certamente lo hai pensato da più giovane ..

    NON E' VERO! Una cosa sono le scelte dei tuoi genitori ed altra cosa è la TUA PERSONA ... voluta, pensata e amata da Dio ..

    mi sento e mi permetto di dirti una cosa che è stata detta a me da un sacerdote, quando stavo sottolineando l' "inutilità", ai miei occhi, della mia vita in questo mondo proprio come dici tu per il "vuoto affettivo" .. ecco mi disse:

    "Tu sei la GIOIA del Padre tuo che è nei Cieli!".

    Per me è 1 aiuto grande, in certi momenti estremamente difficili, pensare a questa verità, che non solo Gesù è la gioia per me, ma anche io, pur così enormemente limitata nella capacità di amare.. sono "gioia" per Lui.

    Sono tanto contenta per te e per tutti coloro che, anche grazie alla tua testimonianza, troveranno il coraggio di fare come te, seguire il desiderio del loro cuore, gridare AIUTO a Dio fino ad incontrarlo in rapporti autentici con le persone animate dallo stesso desiderio nella VERA Chiesa.

    Un augurio di ogni bene, a te e anche alla tua ragazza.

    Grazie!

    Roberta

    RispondiElimina
  60. Caro Salvo, la tua è una storia difficile, e la parte che più mi fa male sentire è quella del vuoto affettivo della tua infanzia, perché alla fin fine eri un figlio del cammino e non della libera volontà dei tuoi genitori.
    Anche nei momenti di crisi erano sempre i catechisti e i presbiteri del cammino a "profetizzare" su di te, per esempio la chiamata al Seminario, perché naturalmente Dio "permetteva" tutti quegli eventi negativi per indurti ad abbracciare il sacerdozio di servizio a Kiko, oppure se non ti prestavi alle loro richieste eri addirittura un anticristo! Ma appunto tutto questo è successo perché i tuoi genitori hanno creduto che altri avrebbero potuto essere dei migliori punti di riferimento per te di quanto fossero loro, abdicando così al ruolo che Dio stesso ha affidato loro, ai propri doveri di stato.
    Che Dio esiste è dimostrato dal fatto che, nonostante tutte le migliori premesse perché la tua esistenza divenisse il giocattolo di qualcun altro, da solo hai ritrovato la tua strada. Il Signore ti ha aiutato, ma tu sei stato bravo e coraggioso!
    Grazie per aver condiviso con noi la tua storia, spero sia d'esempio ad altri.

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  61. @ Paolo
    Parla chiaro, Paolo. Nell'ossimoro felix culpa tu ci leggi un permesso dato da Dio a Adamo di mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male?
    In Rm 5,20 "Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia" tu ritieni che alfine di far sovrabbondare la grazia occorra abbondare con il peccato?
    Te lo chiedo perché la questione Kiko sta tutta qui.
    Fammi sapere, con risposte chiare: sì sì no no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 1) No
      2) No
      Dove Kiko afferma il contrario sbaglia.

      Elimina
  62. Giusto come complemento a quanto detto da Tripudio, aggiungo (più che altro per Fides, che rispetto e a cui voglio bene) che Dio essendo Se Stesso ha il potere di trarre il bene da qualsiasi male, anche il più spaventoso. È inevitabile che sia così perché se non lo fosse Dio sarebbe debole, non sarebbe il Signore di tutte le cose, principio e fine.
    Anche da uno stupro, Dio può ricavare il bene (penso a Santa Maria Goretti, che guadagnò il Cielo e l'anima di Serenelli).
    Dio però non può usare il male, che è alieno da Lui, perché ci sia un bene. Rivolgere il male in bene è il metodo divino di combattere il male. La croce vita dalla Resurrezione, il martirio che ha vinto le persecuzioni... E così via. Dio può trasformare il male in bene ma non vuole che gli uomini lo compiano.

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    1. Grazie, non mi sono saputa spiegare ma è quello che intendevo dire.

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  63. @ Lino e Roberta

    Sapete che vi dico?
    Riflettendo e confrontandoci, abbiamo tirato fuori una bella e inconfutabile sintesi, che ha anche il pregio di essere esempio preclaro del trattamento che Kiko ha riservato alla Parola di Dio in mille altre occasioni, piegandola ai suoi fini, strumentalizzandola vergognosamente.

    Noi stessi, qui sul blog, abbiamo smascherato varie kikonate bestiali, tutte le volte che siamo riusciti ad ascoltare o leggere la "predicazione del novello Giovanni Battista in mezzo a noi", così come esce dalla sua bocca.

    Quello che viene fuori TUTTE LE VOLTE è il totale stravolgimento del millenario insegnamento della Santa Madre Chiesa.
    Kiko ha inquinato tutto, perché la sua creatura, frutto di anni di cammino, non ha NULLA a che vedere con la creatura nuova che rinasce nel Fonte Battesimale. È bene dire questo in modo chiaro.

    I più vicini a lui, poi, anche senza generalizzare semplicisticamente (non vogliamo escludere qualche eccezione che conferma la regola!) sono, in se stessi, un campionario completo del "prodotto finito" del Cammino Neocatecuenale, insuperabile nel generare "mostri".

    (Tengo a precisare che questo termine: "il Cammino in questi anni ha generato MOSTRI" fu coniato, tanti anni fa, da un vecchio catechista della prima ora che si ritrovò, impotente e avvilito, di fronte alle lotte di potere dei capibastone nati dalla sua pluridecennale predicazione).

    Ora concludo riprendendo quanto riferisce Lino sul destino del suo saggio sulla parabola delle vergini:
    "Se sono stati tanto solerti a farlo cancellare (dopo pochi giorni!) dal catalogo delle Paoline, qualche buon motivo debbono averlo avuto".

    E domando:
    Chi? E perché?
    La cosa è inquietante, davvero!

    Mi domando ancora:
    Ma la C.D.F. ha letto con attenzione questa predicazione?

    Bello sarebbe sottoporre alla attenzione quanto qui stiamo argomentando.
    Lo dico, anche se so che ora salteranno tutti gli Anonimi pasqualoni, più o meno Polli, adirati che mettiamo in discussione i sacri testi approvati e depositati alla Santa Sede.
    Ma io domando ancora: PERCHÉ NON CI CONSENTITE DI CONSULTARLI, di abbeverarci alla sublime dottrina che vi è stata ispirata?

    Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date! O no?

    Di cosa avete paura? Di non essere capiti?
    Siete proprio assurdi, da qualunque parte vi si osservi!

    Pax

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  64. A Salvo, solo un grande abbraccio. Ti capisco. Da figlio del cammino della prima ora ho ancora un enorme quantità di ferite aperte. Forza, la Chiesa è grande, Dio è buono, e hai una Madre purissima che ti ama e ti guarda con

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  66. Proporrei di dedicare une pagina alla testimonianza di Salvo identica alla mia storia nel cnc.
    ai katekistoni interesse arruolare quanti più giovani nelle brigate dei R.M. l'importante sono i numeroni alla Kiko anche nelle piccole comunità,ed ecco che i Kikokatekisti cambiano la tua vita,te la fanno vedere con i loro occhi a immagine e somiglianza del c.nc.
    Nella mia esperienza da giovane promessa dell'esercito di Kk, ricordo che smisi di chiedere consigli ai Kikatekisti, chiunque essi fossero e quali problemi portare a loro nella speranza di una buona parola,essi avevano una sola medicina (come l'aspirina dataci sotto il servizio militare per qualsiasi malore tu accusassi).
    "sono in crisi" = entra in seminario
    "sono contento" = entra in seminario
    "non mi accetto" = entra in seminario
    "mi sono fidanzato" = entra in seminario
    "la mia ragazza mi ha lasciato" = entra in seminario
    "ho dolori di pancia" entra in seminario ..............
    sempre la stessa medicina e quando vedi che la medicina è inefficiente e tu sei impotente e debole(questo è quello che vogliono i Kikatekisti per poterti manipolare
    e portarti per vie che tu mai immagineresti di percorrere(ad esempio il seminario),
    allora cadi nel vuoto più assoluto dove non c'è nessuno che ti aiuta a rialzarti(anzi i Kikaktekisti ne godono a farti cuocere nel tuo brodo sanno che se sei arrivato a quello stadio sei ormai nelle loro mani).
    Loro pensano ad opprimerti con i loro mantra e tu pensi che non c'è via di scampo e come dice Salvo pensi anche al suicidio.

    Coraggio Salvo io ce l'ho fatta con tanti dolori ho combattuto quella voce che ogni mattina appena mi svegliavo mi diceva di farla finita.
    Ti assicura che è stata una dura lotta ma ce l'ho fatta.
    Coraggio a tutti quelli che non hanno il coraggio di uscire di fuggire,coraggio siete ancora in tempo a ricostruire la vostra vita che questi pezzi di M....a hanno distrutto o giocato a Risiko.
    Ci son voluti 10 anni ma ce l'ho fatta

    P,s,
    Sono felicemente sposato con figli.

    P.s dello p.s

    Tutte le volte che mi opprimevano con l'offerta del seminario e io dovevo combatterli per dire loro che io mi volevo sposare e avere figli,era come parlare ad un sordo per loro l'unica medicina era ed è il seminario
    Ma andate a quel paese cari i miei Kikokatekisti, che poi nell'arco della loro vita si sono separati dato scandali sessuali (Tradimenti, corna, all'interno della loro sacra comunità) e sempre li a rompere "Entra in seminario"
    Un abbraccio Salvo ti auguro di vivere fino in fondo la tua vocazione (Auguri e figli maschi)

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  67. Grazie a Salvo e grazie all' ultimo Anonimo che con le loro testimonianze confermano quanto vissuto da tanti ragazzi, finiti nella "tela di ragno" del cammino.

    Alla luce di questo mi domando quanti ne sono rimasti invischiati senza riuscire a venirne fuori? E oggi sono preti frustrati, manipolati, ricattati con i loro stessi sensi di colpa.
    Che grande responsabilità portano sulle loro spalle e nella loro anima i Kikokatekisti, come Anonimo disgustato li chiama, questi mostri!

    E' terribile ancor più perchè, una volta "preti per caso" dovrebbero a loro volta essere pastori di anime, con che retroterra? Mi domando.

    Poi ricordo che, tanto, nelle comunità i preti non devono fare NIENTE DI NIENTE solo consacrare il pane e il vino e dare l'assoluzione a chi, il giorno dopo l'ascolto del Kerigma, in forma assolutamente facoltativa decida di accostarsi alla confessione.

    Che gran casino, perdonatemi il termine, anche perchè ricordo, a volo, alcune famiglie di camminnanti di lungo corso che hanno arricchito i R.M. di tutto il mondo anche con due o tre vocazioni sacerdotali....figli che messi alle strette hanno ceduto, figli che non vedevano l'ora di affrancarsi dalla opprimente famiglia, finendo in una cattività più grande.
    Incapaci di vivere, scegliere, decidere, hanno pagato il caro prezzo della libertà, alla fin fine, anche di buon grado!

    Pax

    P.S. Sì, carissimi, ne abbiamo parlato molte volte già, ma non è mai abbastanza, sarà importante scrivere nuovi post sull'argomento grazie alle vostre preziose testimonianze.

    RispondiElimina

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