giovedì 26 ottobre 2017

Presbiteri neocatecumenali: preti ridotti ai minimi termini.

Quest'estate l'arcivescovo Byrnes ha rimosso quattro presbiteri neocatecumenali insubordinati e impegnati a difendere le proprietà del Cammino a costo di scavalcare il loro ordinario. Questo ci invita a riflettere di più sul fatto che lo scopo principale della vita sacerdotale è di celebrare l'Eucarestia. Ogni giorno, come raccomandato vivamente persino dal Codice di Diritto Canonico (can. 904), anche se il sacerdote è da solo, senza i fedeli. Infatti il sacrificio eucaristico, in quanto tale, è gradito a Dio, è un'opera buona in sé. Un buon sacerdote ha perciò questa priorità assoluta.

Foto da un tipico seminario Redemkikos Mater:
tavolone infiorato, autoritratto di Kiko, niente di sacro
Quanto è lontano dalla formazione dei presbiteri R.M.!

Quanto da questo vengono allontanati, pian piano, tutti gli altri "sacerdoti" che, dopo essere stati ordinati in Seminari diocesani, oppure in quelli dipendenti da Ordini Religiosi, finiscono al "servizio stabile" del C.N.!

SACERDOTI: chi ha frequentato il cammino sa bene quanto sia in disuso questo termine "sacerdote". Si parla invece enfaticamente di "presbìtero".

E chi è il presbitero nel Cammino Neocatecumenale?
Non gli è riconosciuta alcuna "dignità" dipendente dal Sacramento dell'Ordine che ha ricevuto.
Anzi, questa "dignità", negli anni, viene demolita a picconate.

Farà bene qui ricordare ciò che Carmen Hernàndez, cofondatrice del Cammino, diceva ai sacerdoti neocatecumenali.

Carmen diceva che essi, in quanto svolgono un "ministero"
devono essere i più piccoli, da "minus".
Povera pecorella!
(nel mondo interiore di Kiko)
Ossia, non considerarsi nulla di più rispetto agli altri fratelli che fanno il percorso iniziatico neocatecumenale: piuttosto considerarsi "meno" di chiunque altro, poiché il loro "stato clericale" li avrebbe altrimenti condotti alla superbia... dunque il sottinteso è che l'amministrare l'assoluzione sacramentale e lo stesso celebrare l'eucarestia consacrando il pane e il vino sarebbero un puro e semplice SERVIZIO IN FUNZIONE DELLA COMUNITÀ. (traduco: qualcuno deve pur farlo! Lo fanno loro, punto. Chi credono di essere?!).
È INDISPENSABILE PER LA COMUNITÀ che qualcuno svolga questo servizio? Chi lo svolge non conta nulla, anzi, vale meno che niente.

Non so se riesco a rendere il disastro profondo, la "deformazione strutturale" a cui i neocatecumeni di lungo corso vengono condotti nel tempo.
È un'importante cosa da testimoniare, poiché sono tanti i presbiteri "formati" alla scuola di Kiko/Carmen, oppure formati altrove per poi venir "deformati" dai due spagnoli.
Si prova una gran pena al vedere come sono ridotti,  in uno stato penoso: preti, e ancor prima uomini, ridotti ai minimi termini.

La vita sacerdotale celebrando l'Eucarestia ogni giorno? macché! Di fatto la celebrazione quotidiana nel cammino neocatecumenale è da sempre bandita.

I presbìteri neocatecumenali, al di là delle liturgie del Cammino del sabato sera,
non si pongono il problema di celebrare ogni giorno, salvo quando non possono tirarsi indietro a causa di qualche incarico diocesano.

Non so dirvi come si arrivi a questo svilimento del sacerdozio, ma è sempre stato così, fin dagli inizi, e faceva una profonda, desolante impressione!
Nelle lunghe Convivenze di Itineranti i "presbiteri", essendo uno in ogni equipe composta da 4 persone, erano un quarto dell'assemblea e nessuno, come si è detto, aveva come priorità la celebrazione quotidiana della messa, NESSUNO.
A che stato di abbrutimento si arriva in tal modo!
Non riesco a spiegarmi meglio; pascolavano in giro, come tutti, aspettando che la mattina, finalmente, si cominciasse con le Lodi, sempre in ritardo, poi i lunghi incontri ascoltando e ammaestrando, equipe per equipe, con il famigerato metodo del "punisci uno per educarne cento".
Settimane intere così, senza celebrare.
Non riesco a immaginare che le cose andassero diversamente, per nessuno di loro, durante i tempi di evangelizzazione, salvo casi eccezionali.
Per quello che richiedeva il loro servizio nell'equipe di evangelizzazione celebravano l'eucarestia al sabato, a volte la domenica in alcune convivenze, ed era, ovviamente, l'«eucarestia del cammino», non quella cattolica.
Abitualmente, dunque, una sola eucarestia, per di più neocatecumenale, a settimana.
Non aggiungo altro.
Un buon sacerdote, cosciente della sua vocazione, certo del sacramento del sacerdozio, ha invece questa priorità assoluta: celebrazione quotidiana della Santa Messa.

Adòro te devòte, làtens Dèitas
Poveri presbiteri neocatecumenali!
Specie se hanno anche la qualifica neocatecumenale di "itineranti" a vita!

Sarebbero un pochino più fortunati quelli tra loro che hanno un incarico nelle Parrocchie, "costretti" dall'orario a celebrare Messa pressoché ogni giorno, ma la deformazione mentale resta tutta, e può portare fino al punto che, alcuni di loro, non appena hanno l'opportunità, non vedono l'ora di venir meno al loro sacerdozio! (1)

Da cui l'inevitabile, amara conclusione: lo scopo che il Cammino, ad opera dei suoi iniziatori, si prefigge è, ancora una volta, sempre lo stesso; quello che Lino identifica con il "disegnare una sua identità che lo distingua e salvaguardi da influenze culturali cattoliche" e la "identità" che Kiko e Carmen hanno inteso dare ai presbiteri - che volontariamente si mettono al completo servizio del loro "potente cammino" - risponde, come tutta la loro opera, a questo preciso intento: tenerli distinti, addirittura salvaguardarli "da influenze culturali cattoliche".

Che capolavoro! Complimenti!
È nata così una razza speciale di preti - che definiamo, per intenderci, "preti imbastarditi itineranti" - trasformata geneticamente e perfettamente funzionale al progetto kikiano/carmeniano di colonizzazione della Chiesa.
Don Mario Pezzi, ex comboniano
Preti ridotti all'obbedienza dal Tripode, cioè da colui che proclama "il messia presente in lui/noi", da colei che si autoproclama "benedetta tu tra le donne", e dall'addobbo ornamentale costituito da don Pezzi, fedelmente e docilmente al loro seguito da sempre e icona perfetta del prete neocatecumenale: modello a cui ogni presbitero di equipe itinerante deve ispirarsi... ossia il nulla.
Queste alcune linee generali, la punta dell'iceberg, ma sono bastate per risvegliare ricordi e suscitare alcune testimonianze.
Ognuno potrà trarre le sue conclusioni, qualcuno ritroverà, nella sua memoria, storie simili, che potrà condividere.
E' questo un "pozzo senza fondo" nel quale spero che molto presto più nessuno anneghi.
In esso, purtroppo, hanno perso la vita già troppi fratelli camminanti e diversi degli stessi "presbiteri" detti "del cammino".
Triste e dolorosa realtà!

Raccolte varie testimonianze, questa la sintesi, dolorosa anch'essa, ma assolutamente rigorosa.
Lasciando da parte i presbiteri ordinati nei Seminari R.M., le testimonianze riguardano preti che, un giorno, hanno avuto l'avventura di imbattersi nel Cammino, diocesani o religiosi di varie Congregazioni.
Alzatisi per andare itineranti, dopo la immancabile esperienza/addestramento-intensivo in Africa (talvolta includendo la malaria), venivano inseriti in una delle equipe itineranti responsabile di Regione o di Nazione e, da quel momento in poi - per potersi dare completamente all'evangelizzazione e nella più rigorosa obbedienza agli iniziatori del cammino neocatecumenale -, cominciavano le lunghe lotte coi loro Superiori per ottenere, infine, il permesso di lasciare l'Ordine di appartenenza e venire incardinati, con la complicità dei vertici del Cammino, nella diocesi di Roma; spesso addirittura raggiungendo l'intento senza mai essersi presentati al proprio Vescovo...

Inizia così, per i neofiti, un periodo tutto nuovo della loro vita: mentre servono nella equipe di evangelizzazione come "minus", hanno una loro comunità per fare essi stessi il cammino, come tutti gli altri fratelli, sottoposti agli scrutini, come tutti i fratelli, mettendo la propria vita nelle mani dei catechisti, davanti alla comunità, come tutti gli altri, raccontando anche le cose inconfessabili, i traumi, i complessi, le croci. (2)
Si frequenta pochissimo, ovviamente, essendo sempre in giro per convivenze, catechesi, ecc.

Altro elemento comune a tanti presbiteri itineranti è il conflitto costante, inevitabile, con il capo-equipe della coppia responsabile con cui, giorno dopo giorno, deve collaborare, in posizione subalterna, nel "lavoro" di evangelizzazione neocatecumenale.
Obiettivamente è molto difficile e penoso convivere, per un sacerdote, con un "laico" che gli oppone, in ogni occasione, la propria autorità indiscutibile, fondata su Kiko: egli, infatti, nelle rigide consegne, impone che, in ultima istanza, COMUNQUE e PER OGNI QUESTIONE l'ultima parola deve essere quella del capo-equipe, laico.

Quanti sono i presbiteri letteralmente consumati, per anni, dal disprezzo, o da un vero e proprio odio, nutrito nei confronti del responsabile dell'equipe, in una competizione eternamente irrisolta e irrisolvibile!
Supplicavano invano gli iniziatori inflessibili di essere spostati altrove - infatti le equipe itineranti, specie quelle portanti del "sistema cammino", composte dai catechisti di grosso calibro, sono strutturate e immodificabili da sempre (vedi Kiko, Carmen e don Mario) - contraddicendo quello che Kiko stesso solennemente dichiarava a chiacchiere in tutte le convivenze di itineranti; ALTRE PROMESSE NON MANTENUTE, parole dette a vuoto al solo scopo di impressionare l'uditorio attonito - ma anche per seminare il panico e, per dirla tutta, per mostrare il braccio forte del comando - ossia che "per salire sulla Merkaba' dell'evangelizzazione occorre avere un biglietto con su scritto "AD OGNI PARTE" che, tradotto, è la "disponibilità totale a cambiare, continuamente, senza mai istallarsi" per cui, chi è in Africa va in Europa, chi in America finisce in Asia, chi in Italia in Russia e, magari, in Siberia.

Tutte chiacchiere, inutili chiacchiere ed esclusivamente chiacchiere, perché non esiste nulla di più consolidato, nel Cammino, delle equipe degli itineranti responsabili, ormai nei decenni incartapecorite.

Quante convivenze sono iniziate con questa promessa: "Qui andiamo a cambiare tutte le equipe, nessuno resterà dove oggi è, perché vi siete istallati!
Avete costruito ognuno di voi il suo proprio regno, quando faremo la Merkaba andiamo a cambiare tutti!"
Il primo a cui Kiko spesso "profetizzava" il sicuro cambiamento e in più che, da buon Comboniano, lo avrebbe spedito in Africa, era il fedele padre Mario; egli, sbiancato in volto, una volta che pareva proprio che Kiko facesse sul serio, disse: «Kiko, spero tu stia scherzando!». Pensate un po'.

Preti addestrati alla scuola di Kiko/Carmen
Ma parlavamo dei presbiteri itineranti: con queste belle premesse è inevitabile che si sentano uomini eternamente frustrati, dopo anni e anni di militanza accanto alle "teste di cuoio" (definizione con la quale amavano contraddistinguersi orgogliosamente i big tra gli itineranti).
Per vincere il senso di inferiorità molti di loro cercavano di conquistare le comunità e le varie assemblee del momento, tante volte predicando con tono veemente, infarcendo le omelie di frasi ad effetto e perfino di parolacce e di battutine sessuali, che suscitavano grasse risate soprattutto tra i giovani! (un altro dei frutti del sacerdozio vissuto nel Cammino...).
Del resto, essendo ormai per tutti soltanto i cosiddetti "minus" della "ispirata" Carmen, a loro i vertici del Cammino non facevano fare altro; al massimo la cosiddetta "catechesi sul magistero" delle convivenze di inizio corso per la quale venivano chiamati anche in altre parrocchie.
In più, giusto per dare un ulteriore dettaglio, molti presbiteri neocatecumenali, forse sull'esempio degli iniziatori, fumano come turchi anche durante i giri di esperienze.

Dopo anni di questa vita e a questi ritmi micidiali i meno forti cominciano a star male, cadendo tante volte in depressione e finendo in cura presso il solito, famoso fratello neocatecumenale neurologo di Roma, che li accoglie tutti, tra presbiteri e itineranti, quando non reggono più la forte pressione di un'esperienza estrema, senza mai tempo per "riposare"... ma il mantra, alla scuola di Kiko (ripetuto ossessivamente dai suoi cloni, con tono imperioso) è:
"Caro, l'evangelizzazione non si può fermare"!
(ricordiamoci che loro chiamano abusivamente "evangelizzazione" le attività autoreferenziali del Cammino).

Anche di fronte a problemi seri di salute la Merkaba' non può fermarsi e si deve correre, correre, correre.
Alla fine della fiera, se non ce la fai più e crolli - amara conclusione di cui abbiamo diverse testimonianze vissute - resti solo come un cane; ogni tanto viene a farti visita solo qualche vecchio fratello di comunità.
E se arriva il crollo totale vieni scaricato completamente, in primis dai carissimi e tanto amati "fratelli dell'equipe"... che, con un altro presbitero, intanto continuano a correre.
Non è questo un parlare per sentito dire, c'è qui la sintesi di tante storie di presbiteri itineranti; alcuni di essi, costantemente sminuiti e ridotti a un ruolo marginale in tutto, si sono rifatti, oltre che con le predicazioni colorite e ad effetto, tante volte teatrali, anche coltivando, come meglio hanno potuto, un loro orticello, per esempio tentando di legare a sé "figli e figlie spirituali", persone che, in qualche modo, trovassero in loro un punto di riferimento.
Questo creava, inevitabilmente, il grave disappunto della "coppia responsabile dell'equipe", dalla quale i colpevoli presbiteri subivano, non correggendosi mai, aspri rimproveri...
(Breve parentesi. È opportuno precisare, a questo proposito, le consegne puntuali, impartite da Kiko e Carmen, e che tutti i presbiteri del Cammino "devono" rispettare: essi non possono mai dare indicazioni precise ai fratelli, che chiedano loro qualcosa, NEANCHE AL MOMENTO DELLE CONFESSIONI INDIVIDUALI che, come tutti sanno e secondo la prassi consolidata nel Cammino, vengono fatte - in piedi, al centro dell'assemblea - nelle cosiddette "Celebrazioni Penitenziali". A questo proposito, ed era detto espressamente, il presbitero, dopo aver ricevuto la confessione dei peccati, deve dare una penitenza e, subito, l'assoluzione. Laddove il fratello chieda qualcosa, va rimandato, molto semplicemente, al suo catechista o alla equipe dei suoi catechisti per le cose più gravi, che poi è la stessa cosa poichè, di fatto, la presenza del presbitero neanche quando l'equipe è al completo incide più di tanto, essendo la parola ultima e incontestabile, sempre quella del capo-equipe che, nella gran maggioranza dei casi, è un laico).
Ancora riguardo agli "aspri rimproveri": i fatti venivano riportati a Kiko e Carmen, per poi essere sbandierati in assemblea di itineranti, alla prima convivenza con gli iniziatori, ed etichettati davanti a tutti come "causati dai problemi affettivi irrisolti del prete"; anche se in alcuni casi, bisogna dire onestamente, non avevano proprio nulla a che vedere con forme di affettività malata.

La cura delle anime è parte del Ministero Sacerdotale, non di laici dotati del potere kikiano-carmeniano di calpestare il sacerdote che è stato inserito nella loro "equipe". Eppure in Cammino succede proprio così: non esiste - ad eccezione ovviamente del TUO CATECHISTA - la figura della "guida spirituale", sia esso presbitero itinerante o della tua comunità, sia esso il parroco della tua Parrocchia o qualunque altro Sacerdote, diocesano o religioso, fosse anche un Vescovo, perché il Cammino da solo basta, ut semper! Questo costantemente ti viene ripetuto. Esso stesso ti ammaestra in tutto - e poi ci sono appunto i cosiddetti "catechisti" inviati alla tua vita (questo non lo diciamo da noi ma è sintesi della predicazione kikiana-carmeniana di cui è testimone ogni camminante), e che solo essi «hanno per te una parola», a loro unicamente devi rivolgerti quando hai questioni da risolvere, specie quando devi capire "la volontà di Dio per te".

Una precisazione, a questo punto, è d'obbligo: dal momento che Kiko ripete in ogni occasione: "il Signore mi ha detto"... "il Signore mi ha ispirato" e cose simili, appare molto chiaro - da sempre - che egli stesso, il quale evidentemente mai ha avuto uno straccio di "catechista" inviato alla sua vita, non ha neanche fatto mai ricorso ad una "guida spirituale". Lo stesso vale per la compianta Carmen, che mai ha dato ad intendere avesse qualcuno a cui obbedire, tranne che a se stessa!
Tra i tanti ricordi, un'altra storia particolare, che è perfetta sintesi delle considerazioni svolte e che sottolineo, a chiusura delle nostre riflessioni: la fine di un povero sacerdote e religioso, divenuto "presbìtero neocatecumenale per sempre" ridotto, dopo anni di cosiddetta "evangelizzazione" con una equipe di itineranti particolarmente talebani, in uno stato tale che non riesce nemmeno più quasi a parlare né a dire messa.
Alla conclusione di tutto, fortunatamente per lui, è stato riaccolto nella sua famiglia di origine, che da sola se ne prende cura, ormai.
Ogni tanto qualcuno va a trovarlo.
Questo sacerdote non ha ancora compiuto 70 anni!
Il Cammino Neocatecumenale, ora che egli è inutilizzabile, lo ha completamente abbandonato.
Storie significative perché tutte simili, quante ne potremmo raccontare!
Chi ha frequentato con assiduità il Cammino per più di qualche anno può, da solo, dare nomi e volti a queste storie.
Ridotti a burattini in mano ai pezzi da novanta del cammino, i cosiddetti "presbiteri del cammino" vengono svuotati del loro essere sacerdoti, "usati" per poi, quando non ce la fanno più, essere gettati via.
Vivono una profonda solitudine!
Vittime sacrificate - come tanti altri innocenti - all'insaziabile Moloch del potente, implacabile, Cammino Neocatecumenale.
Fanno davvero una gran pena!
D'altra parte come loro tanti fratelli anziani delle comunità, ma di questo parleremo la prossima volta.


(Nota 1) Il Magistero. (12 agosto 2013)
Nei documenti della Chiesa non si comanda la stretta obbligatorietà, per il sacerdote, della celebrazione quotidiana della Santa Messa; ma è altrettanto evidente che essa viene non solo suggerita, ma persino raccomandata. Offriamo alcuni esempi. Il Codice di Diritto Canonico del 1983, nel contesto di un canone che indica il dovere dei sacerdoti di tendere alla santità, indica: «I sacerdoti sono caldamente invitati ad offrire ogni giorno il Sacrificio eucaristico» (can. 276, § 2 n. 2 CIC). Alla cadenza quotidiana della celebrazione essi vanno preparati sin dagli anni di formazione: «La Celebrazione eucaristica sia il centro di tutta la vita del seminario, in modo che ogni giorno gli alunni [...] attingano soprattutto a questa fonte ricchissima forza d’animo per il lavoro apostolico e per la propria vita spirituale» (can. 246 § 1 CIC).
Sulla scorta di quest’ultimo canone, Giovanni Paolo II ha sottolineato: «Converrà pertanto che i seminaristi partecipino ogni giorno alla Celebrazione eucaristica, di modo che, in seguito, assumano come regola della loro vita sacerdotale questa celebrazione quotidiana. Essi saranno inoltre educati a considerare la Celebrazione eucaristica come il momento essenziale della loro giornata» (Angelus, 1.7.1990, n. 3).
Nell’Esortazione apostolica post-Sinodale Sacramentum Caritatis del 2007, Benedetto XVI ha innanzitutto ricordato che «Vescovi, sacerdoti e diaconi, ciascuno secondo il proprio grado, devono considerare la celebrazione come loro principale dovere» (n. 39). In ragione di ciò, il Sommo Pontefice ha tratto la naturale conseguenza:
«La spiritualità sacerdotale è intrinsecamente eucaristica. [...] Raccomando ai sacerdoti “la celebrazione quotidiana della santa Messa, anche quando non ci fosse partecipazione di fedeli” (Propositio 38 del Sinodo dei Vescovi). Tale raccomandazione si accorda innanzitutto con il valore oggettivamente infinito di ogni Celebrazione eucaristica; e trae poi motivo dalla sua singolare efficacia spirituale, perché, se vissuta con attenzione e fede, la Santa Messa è formativa nel senso più profondo del termine, in quanto promuove la conformazione a Cristo e rinsalda il sacerdote nella sua vocazione» (n. 80).
Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore.
Erede di questi ed altri insegnamenti, il Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri, curato dalla Congregazione per il Clero in una recentissima nuova edizione (2013), al n. 50 – dedicato ai «Mezzi per la vita spirituale» dei sacerdoti – ricorda: «È necessario che nella vita di preghiera del presbitero non manchi[...] mai la Celebrazione eucaristica quotidiana, con adeguata preparazione e successivo ringraziamento».
Questi ed altri insegnamenti del Magistero recente radicano, come è naturale, nelle indicazioni del Concilio Vaticano II, che al n. 13 del Decreto Presbyterorum Ordinis dice:
«Nel mistero del Sacrificio eucaristico, in cui i sacerdoti svolgono la loro funzione principale, viene esercitata ininterrottamente l’opera della nostra redenzione e quindi se ne raccomanda caldamente la celebrazione quotidiana, la quale è sempre un atto di Cristo e della sua Chiesa, anche quando non è possibile che vi assistano i fedeli».

(2)Altra esperienza da un commento sul blog a firma "Elvio":
Per amore della verità Padre Enzo è sempre stato francescano anche quando frequentava la comunità neocatecumenale in quanto celebrava l'Eucaristia da già Sacerdote. Quando in seguito ha capito dove era finito perché i catekiki gli dicevano che doveva ubbidienza a loro e che era un semplice fratello della comunità, li ha lasciati e non ha più presenziato alle Eucarestie. Subito circolò la voce* metropolitana che "era in crisi" come se la crisi fosse di vocazione: in realtà li aveva bellamente mandati a quel paese credo anche soffrendo per il legame affettivo che inevitabilmente si era creato con molti dei cd. fratelli.
*altro classico neocatecumenale: la calunnia.

49 commenti:

  1. Cattolico Apostolico Romano26 ottobre 2017 09:20

    Io sto sapettando che l'Italia si allinei a tutta l'Europa e non finanzi più i preti che operano nello Stato Italiano.
    In questo modo tutti i preti "solitari" nella Parrocchia potranno fare la fame, e sarete voi a doverli sostenere, mentre tutti i preti che hanno una comunità (non solo Neocatecumenale) non avranno problemi

    RispondiElimina
  2. È stato liberato ieri sera intorno alle 22 don Maurizio Pallù, il sacerdote italiano itinerante del Cammino neocatecumenale rapito venerdì scorso nel sud della Nigeria. Una notizia che tanti attendevano e che giunge proprio nel giorno in cui il missionario compie il suo 63esimo compleanno.
    Dio sia lodato.

    RispondiElimina
    Risposte

    1. La tua "notizia" arriva con 1 ritardo di 8gg

      ...anche x esprimere il tuo rallegramento hai dovuto aspettare

      di compiere un determinato"passaggio"?

      Oppure ci hai messo del tempo x ottenere il permesso dei tuoi PADRONI x scrivere il commento?

      A proposito, ora che ormai siamo nell'era tecnologica..

      sai se Kiko inventera' una nuova tappa del cammino, superata la quale si avrà accesso agli arcani di internet?

      Magari limitatamente a YouTube .. perché si sa che la FEDE la si può acquisire solo tramite l'UDITO ..

      eh .. mi sa che tu nn sei mica tanto in regola con le disposizioni del PADRONE ...

      .. ma non ti preoccupare, se la tua lode (o qualsiasi preghiera) è sincera,

      a Dio gli arriva lo stesso ..

      Ti do' anch'io 1 notizia fresca fresca:

      Gesù NON ha bisogno del PERMESSO di Kiko x fare qualunque cosa Egli voglia.

      Roberta

      Elimina
  3. Perbacco, quante volte viene rapito e liberato Pallù? Ha un abbonamento coi rapitori?

    RispondiElimina
  4. Il pasqualone sedicente Cattolico Apostolico Romano, da oggi allineatosi coi laicisti, propugna l'abolizione dell'ottopermille (dalla quale discende lo "stipendio" dei sacerdoti italiani, che impegna circa il 38% della quota dell'ottopermille).

    Fra parentesi i cosiddetti "presbiteri" sfornati dai seminari Redemkikos Mater sono ugualmente beneficiari di tale "stipendio" e nei primissimi anni fingono di essere ubbidienti al vescovo perché l'iscrizione al Sostentamento Clero è una faccenda piuttosto lunghetta e se partissero subito in missione kikiana il vescovo potrebbe lasciarla arenare e lavarsene le mani dicendo che il pretino in questione non ha mai operato in diocesi. A quegli ottocento euro al mese (a tanto consiste, pressappoco, lo stipendio del Sostentamento Clero) dovrà sopperire la comunità (e già sento i dolori di pancia dei fratelli: «ma come! questo broccolone mensilmente celebra a stento quattro liturgie del sabato sera, non fa praticamente nient'altro per tutto il mese, e dobbiamo pure pagarlo noi?»).

    Sarebbe bello, invece, se si avverasse il desiderio di Rino Cammilleri: la "tassa sulle eresie", cioè decurtare dallo stipendio dei preti e dei vescovi una quantità di soldi proporzionale alle vaccate che insegnano ai fedeli.

    RispondiElimina
  5. Vedo che questo post sta facendo andare un poco fuori di testa.

    Non mi meraviglio. Quando il demonio si vede esposto alla luce, non lo sopporta, e si dimena. Voi trafficate bene nelle tenebre, dove pensate di poter continuare a fare solo e sempre i porci comodi vostri, fuori ogni controllo, cani sciolti.

    Che razza di "Cattolico Apostolico Romano" sei?
    Cambia almeno nome e sii coerente.

    Neocatecumeno cieco e sordo e dal cervello circonciso.

    Le tue minacce non servono. Noi non temiamo di mantenere i nostri Sacerdoti, se fossero ridotti alla fame, dopo essere stati spremuti come limoni per 20/30 anni dalle collette di Kiko, decime, mutui sostenuti dalle comunità di appartenenza, convivenze da pagare dando il doppio della quota, pietre per la Domus, ecc. ecc. Poi, i voli su Jet privato per Kiko, le cene ad aragoste, i sigari cubani, le macchine fuori serie, le vacanze extralusso e ancora.....centinaia di fogli di oro zecchino per le croste orribili kikiane, la tomba/cappella all'aperto e vetrata, imponente tipo sarcofago egizio, per i due santi di categoria superiore, dove ci si recherà in pellegrinaggio...e infine MANTENIMENTO delle famiglie in missione, dei seminaristi nei R.M. E soprattutto DEGLI ITINERANTI E LA LORO VITA AD ALTO LIVELLO. Cosa volete che sia, per i fedeli di una Parrocchia, mantenere il proprio Parroco per una vita dignitosa?

    Sentite, è ora che la smettete con le minacce, non fate paura a nessuno e sortite l'effetto contrario.
    Comunque visto l'alto e insostenibile tenore di vita del Moloch cammino famelico prevedo che ben presto voi avrete grossi problemi di sopravvivenza. Tanti auguri.
    Poi lasciamo in pace il Maurizio Palu', non è lui la notizia del giorno. Pensate a ciò che avete letto nel post di oggi è
    Meditate gente, meditate!

    Pax

    RispondiElimina
  6. l'apostata26 ottobre 2017 10:41

    @ Cattolico Apostolico Romano

    Te lo ha detto nessuno che i presbiteri RM vengono appositamente incardinati in Diocesi, che così deve stipendiarli, per poi essere spediti in tutto il mondo al servizio di Sankiko sanguisuga?

    In altre parole, i presbiteri RM vengono retribuiti con i soldi versati dai disprezzati cristiani della domenica, non dal cosiddetto Cammino, che sfrutta la Chiesa per i propri fini.

    Lo vedi che era meglio se tenevi il becco chiuso?

    RispondiElimina

  7. @Cattolico Apostolico Romano

    [(?) chissà se 1 giorno chiarirai il motivo di qsto pseudonimo]

    Mi risulta che in tante nazioni, come la Francia ad es., non esiste l'8xmille..

    significa che tutti i sacerdoti di queste nazioni sono NC?

    Cmnq non cambierebbe niente: i preti che tu def. "solitari" nelle Parrocchie continueranno a ricevere sostentamento grazie alla

    vera Provvidenza di Dio, come ora

    quelli NC continueranno a sostenersi con le tangenti chiamate "collette" ..che però devono spartire coi "catechisti" e forse qsto causerà qlche litigio causa il "bottino" ridotto dal mancato 8xmille.

    Ma soprattutto ricordati la cosa più IMPORTANTE:

    Un "prete", cioè un sacerdote ,

    non HA una COMUNITÀ ..

    è AL SERVIZIO di una comunità (parrocchiale) , non come SCHIAVO
    in obbedienza a UOMINI, ma rappresentando Gesù ,

    quindi è il più GRANDE perché:

    "chi è il più grande tra voi sia SERVO di TUTTI".

    Es. Papa: "servo dei servi di Dio"

    Roberta

    PS parlando di tasse poi, sarebbe giusto la pagassero i gruppi NC ogni volta che occupano suolo pubblico e disturbano la quiete con le loro "missioni" in piazza.

    RispondiElimina
  8. Pasqualone sedicente cattolico ha detto: "mentre tutti i preti che hanno una comunità (non solo Neocatecumenale) non avranno problemi"

    Sì, sì. Già Kiko piange miseria in ogni convivenza, dichiara debiti milionari e chiede collette e donazioni di ogni tipo. Figurati se dovesse accadere quanto auspichi. La decima sarebbe mutata in cinquantesima.

    Ritornando al post: Il Cammino è un itinerario di iniziazione cristiana per la riscoperta del Battesimo. Il presbitero neocat, che officia il Battesimo, facendo il Cammino... riscopre il proprio.
    Il presbitero neocatecumenale, in quanto sacerdote, è in possesso del munus docendi della Chiesa, cioè il dono di insegnare. Facendo il Cammino, impara dagli ignorantissimi catechisti kikiani.

    Affogherete nella pozzanghera delle vostre contraddizioni, pasqualone!

    RispondiElimina
  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  10. Io ne ho conosciuti tanti e diversi, alcuni anche persone intelligenti, ma quando dovevano scegliere tra: difendere un debole, la chiesa, o la verità oppure difendere a qualunque titolo il CNC, questi (statene certi) sceglievano e sceglieranno sempre di difendere il CNC, costi quel che costi.

    RispondiElimina
  11. @ l'apostata ha detto: "in altre parole, i presbiteri RM vengono retribuiti con i soldi versati dai disprezzati cristiani della domenica, non dal cosiddetto Cammino, che sfrutta la Chiesa per i propri fini"

    Sì, ma a ben pensarci, a rileggere attentamente il mamotreto della convivenza di inizio corso, dobbiamo entrambi rivedere la nostra opinione. Già nel Cammino hanno previsto la possibilità di poter fare a meno degli stipendi delle diocesi per i presbiteri neocat.
    Kiko li sta formando allo scopo: si manterranno come docenti universitari, giacché saranno tutti assunti nelle cattedre di Astronomia, Statistica Sociale, Storia e critica dell'arte :-)

    RispondiElimina
    Risposte

    1. Lino,

      :) :) :)

      inoltre, se il Signore gli dà vita, il prox anno Kiko, per la sua rivoluzionaria teoria cosmo-planetaria, vincerà sicuramente il premio Nobel .. Così 1 volta tanto si spera sarà lui a mettere qlcsa nel sacco nero!

      Elimina
  12. Brava Roberta, li conosci proprio bene i tuoi "polli"...è proprio il caso di dire:

    Scrivi:
    "quelli NC continueranno a sostenersi con le tangenti chiamate "collette" ..che però devono spartire coi "catechisti" e forse qsto causerà qlche litigio causa il "bottino" ridotto dal mancato 8xmille" (aggiungo io, ridotto ancor più dal calo oramai inarrestabile dei regolari pagatori della decima)

    Ho visto la scena davanti ai miei occhi, ossia la scena del "DOVER SPARTIRE".

    Gli itineranti soffrono molto nella spartizione del bottino, perchè sono abituati a tenere tutto per sè, anche loro insaziabili alla scuola di Kiko (metto in evidenza che i poveri ragazzi che fanno i cantori nelle equipe itineranti, anche loro hanno sempre stentato la vita!).
    Cosa fanno gli itineranti, davanti al fatidico sacco nero? Essi, in genere, "scaricano" tutti gli altri senza tante cerimonie.

    Domandina...
    Dove li scaricano?

    Ma sulle rispettive comunità di appartenenza, ovviamente.
    Ora, però, con tutte le fusioni in atto e la inarrestabile riduzione del numero delle comunità, con le catechesi iniziali a cui oramai vanno solo i "figli del cammino" per obbedienza ai genitori, tutti ragazzini ovviamente, fra poco saranno risate!

    Pax

    RispondiElimina
  13. l'apostata26 ottobre 2017 12:34

    @ Lino

    Nel frattempo continuano a beccarsi lo stipendio diocesano...

    RispondiElimina
  14. Tempo fa un sacerdote, che non sapevo appartenesse al Cammino, mi ha ordinato di seguire le "catechesi per adulti", come penitenza al termine della confessione, presentandole come panacea necessaria per la mia salute spirituale.
    Sapendo ormai cosa fossero le "catechesi per adulti", io ho disobbedito, anzi, ho proprio disertato e, per un certo tempo a seguire, mi ha amareggiato il pensiero che, per essere considerati cristiani, bisognasse ormai sottostare a delle vere e proprie molestie spirituali e morali, da parte di altri cristiani.
    Mi ha ricordato questo fatto la recente intervista di Tim Rohr su The Buzz TV, quando ha detto che i presbiteri RM di Guam prescrivono le catechesi introduttive al cammino come penitenza della confessione.

    Sempre dai Neocatecumenali, ho imparato, insieme ad un discreto numero di miei coetanei da essi catechizzati, che non bisogna badare alle qualità umane o filosofiche (per sintetizzare) di un sacerdote ma al fatto che amministra i sacramenti. Chi rimane deluso nel trovare un confessore volgarotto, è lui stesso stolto, colpevole di aver cercato uno psicologo o una voce amica, e non il Sacramento, cioè Dio. Chi si scandalizza del comportamento di certi preti invece è un illuso perché nessuno può pretendere che chi "ha la vocazione" o è ordinato sia migliore degli altri. I presbiteri non debbono essere necessariamente completamente convertiti, perché la conversione dura tutta una vita.

    Con queste premesse non resta che scegliere tra il cavallo di Caligola e quello di Troia. Tutto al motto di "Se consideri i peccati, Signore, chi si salverà?", che diventa "Ma che, per davvero, Signore vuoi metterti a considerare i peccati? Ma non dire ***, dai, ma non lo vedi come stiamo messi?"

    RispondiElimina

  15. Cara Pax,

    non riesco a condividere la tua PENA, che emerge in vari punti del post, per questi

    "poveri presbiteri neocatecumenali",

    neanche qndo usati e abbandonati perché anziani o altro.

    Certo, acquisterebbero immediatamente tutto il mio rispetto se, almeno in tale situazione, riconoscessero apertamente, con tutte le forze che gli sono rimaste, che il CNC è una realtà NON cristiana e come tale la condannassero.

    Ma quanti lo fanno?
    Non danno invece "la colpa" a la tal circostanza o alle tali persone ecc.ecc. Senza voler ammettere che
    nel CNC il male è alla RADICE?

    Capisco che ci sono tutte le giustificazioni possibili x dei giovani, come tu hai spiegato, praticamente "obbligati" ad entrare in seminario,

    soprattutto qndo è seminario RM, magari SENZA vera vocazione, dopo aver trascorso l'intera infanzia e adolescenza nel PLAGIO neocatecumenale, col solo "sostegno" di 1 famiglia a sua volta plagiata e "direzione spirituale" di sacerdoti (ma anche laici) a loro volta plagiati.

    Capisco che questa più che formazione è 1 specie di ipnosi che li porta a dire, con intima convinzione,
    "Kiko è il mio signore" ..
    anche se quando parlano hanno imparato a sostituire il nome Kiko col nome Gesù Cristo.

    Quindi, dal punto di vista psicologico comprendo ci siano tantissimi attenuanti ..

    ma con questo non si può giustificare tutto!

    Come spiegavi nel post a proposito di celebrare la Messa quotidiana ecc.
    e come ha detto anche @C.
    nel commento di poco fa
    (anche se lui forse si riferiva ai sacerdoti in generale, nn formati nei RM)
    costoro, una volta diventati sacerdoti non si comportano bene, come sarebbe lecito aspettarsi.

    Il problema per me è che NON si può dire che essi non siano veri sacerdoti, perché (purtroppo) lo sono!
    Se sono stati regolarmente ordinati da un vescovo, lo sono! Purtroppo!
    Purtroppo x loro stessi e purtroppo x noi (tanto più nel caso siano assegnati a 1 parrocchia).

    Questo paradosso (sacerdoti di Cristo che invece che a Cristo obbediscono a 1 uomo) per me personalmente è DESTABILIZZANTE..

    Mi viene da gridare "Signore da chi andremo?"
    finora la risposta è sempre stata x me qlla di Pietro "Tu solo [cioè la tua Chiesa, i TUOI sacerdoti] hai parole di vita eterna"..

    .. ma se tutti i sacerdoti diventassero come quelli NC?
    Da CHI mi chiedo veramente potrei andare?

    Grazie a Dio per ora la realtà NON è questa e prego nn lo sia mai.
    Quando si fanno le preghiere comunitarie x le vocazioni .. io dentro di me la modifico 1 po' .. anziché "Signore mandaci tanti sacerdoti" .. dico "no, non mandarne tanti, mandane pochi .. ma che siano buoni, cioè secondo il TUO CUORE".

    grazie
    Roberta





    RispondiElimina
  16. Abbiamo spesso pubblicato commenti totalmente anonimi perché erano in qualche modo interessanti, nel senso che testimoniavano (nel bene e soprattutto nel male) i tipici "frutti" del neocatecumenalismo (e in particolare del suo profondo disprezzo per il sacerdozio ordinato, disprezzo che emerge dalle pratiche tipiche del Cammino e dall'atteggiamento sia del clero neocatecumenalizzato sia del rapporto che i fratelli delle comunità e i cosiddetti "catechisti" hanno col "presbitero").

    Tanti neocatecumenali credono che il gridare qualcosa (tipo: "vi sbagliate") senza dare né motivazioni né contesto e spesso senza neppure firmarsi, meriterebbe la pubblicazione. Come se questo «spazio commenti» fosse solo un muro a loro disposizione da imbrattare secondo la propria stupidità da idolatri.

    Ora, osservate la pagina pubblicata oggi. Elenca fatti precisi (Carmen che sbraita contro i poveri presbiteronzoli neocatecumenali - dunque riflettete: nessuno lo sapeva? nessuno in Cammino ci aveva mai fatto caso? nessun neocatecumenale crede che sia stata possibile una cosa del genere?), cita fonti precise (i documenti della Chiesa e lo stesso Diritto Canonico che raccomandano caldamente la celebrazione quotidiana: quanti neocatekikos conoscono almeno qualche presbikiko che non celebra quotidianamente? orsù, non nascondete la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi!), trae le sue conclusioni (cosa pensare dei presbikiki che in comunità devono pubblicamente raccontare le proprie cose oscene? cosa pensare del fatto che nelle equipe itineranti il presbikiko dipende sempre dal cosiddetto "catechista"? cosa pensare della cosiddetta "evangelizzazione" neocatecumenale che «non si può "fermare"»?)...

    L'idolatria dei neocatecumenali consiste anzitutto nel pensare che il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori" sarebbero al di sopra di ogni critica. Non si è mai visto nel Cammino un minimo di sano dibattito interno. L'unica cosa che i kikos (pretonzoli inclusi) sono autorizzati a fare, è "dare la testimonianza", cioè profondersi in elogi sperticati per il Cammino.

    Come ci ricordava Elvio, quando un pretino neocatecumenale si ritrova in difficoltà «subito circolò la leggenda metropolitana che il pretino fosse "in crisi", come se la crisi fosse di vocazione...»

    RispondiElimina


  17. Il Papa, in varie occasioni si è pronunciato sul sacerdozio e sulla formazione sacerdotale, usando parole chiare, profonde, portatrici di bellezza e di speranza.

    Le ho confrontate con la descrizione fatta nel post dei sacerdoti NC e ciò mi ha fatto rabbrividire .. sembrano l'ESATTO OPPOSTO di quanto dice il Papa.

    Riporto come es. un
    discorso del Papa ad un Convegno della Congregazione per il Clero
    del 20 novembre 2015

    "Il cammino di santità di un prete inizia in seminario!
    ..
    Dal momento che la vocazione al sacerdozio è un dono che Dio
    fa ad ALCUNI per il bene di TUTTI, vorrei condividere con voi alcuni pensieri, proprio a partire dal rapporto tra i preti e le altre persone ..

    Lettera agli Ebrei: "I presbiteri sono stati presi fra gli uomini e costituiti in favore degli uomini stessi nelle cose che si riferiscono a Dio, per offrire doni e sacrifici in remissione dei peccati, vivono quindi in mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli"...

    Il sacerdote è un uomo che nasce in un certo contesto UMANO;
    lì apprende i primi VALORI, assorbe la spiritualità del POPOLO, si abitua alle relazioni.
    Anche i preti hanno una storia, non sono “funghi” che spuntano improvvisamente in Cattedrale nel giorno della loro ordinazione.

    È importante che i FORMATORI e i preti stessi ricordino questo e sappiano tenere conto di tale storia personale lungo il cammino della formazione...

    Questo lo diceva Paolo a Timoteo, e lo dico anch’io oggi.

    Questo vuol dire che non si può fare il prete credendo che uno è stato formato in laboratorio, no; incomincia in famiglia con la “tradizione” della fede ...

    Occorre che essa sia PERSONALIZZATA, perché è la persona concreta ad essere chiamata al discepolato e al sacerdozio,

    tenendo in ogni caso conto che è SOLO Cristo il Maestro da seguire e a cui CONFIGURARSI.
    ...
    CONTINUA

    RispondiElimina

  18. CONTINUA
    ...
    Un buon prete, dunque, è prima di tutto un uomo con la sua propria umanità, che conosce la propria storia, con le sue ricchezze e le sue ferite, e che

    ha imparato a fare PACE con essa, raggiungendo la SERENITÀ di fondo, propria di un discepolo del Signore.

    La formazione umana è quindi una necessità per i preti, perché imparino a NON farsi dominare dai loro LIMITI, ma piuttosto a mettere a frutto i loro TALENTI.

    Un prete che sia un uomo pacificato saprà DIFFONDERE SERENITÀ intorno a sé, anche nei momenti faticosi,
    trasmettendo la BELLEZZA del RAPPORTO col SIGNORE.

    NON è NORMALE invece che un prete sia spesso TRISTE, NERVOSO o DURO di CARATTERE;

    non va bene e non fa bene, né al prete, né al suo popolo. Ma se tu hai una malattia, sei nevrotico, vai dal medico! Dal medico SPIRITUALE e dal medico clinico: ti daranno pastiglie che ti faranno bene, ambedue!

    Ma per favore che i FEDELI NON PAGHINO la NEVROSI dei PRETI! Non bastonare i fedeli; vicinanza di CUORE con loro.

    CONTINUA

    CONTINUA

    Noi sacerdoti siamo apostoli della GIOIA, annunciamo il Vangelo, cioè la “buona notizia” per eccellenza;

    NON SIAMO certo NOI a DARE FORZA al VANGELO

    – ALCUNI lo CREDONO -, ma possiamo
    FAVORIRE o OSTACOLARE
    L’INCONTRO tra il Vangelo e le persone. La nostra umanità è il “vaso di creta” in cui custodiamo il tesoro di Dio, un vaso di cui dobbiamo avere cura, per trasmettere bene il suo prezioso contenuto.

    Noi sacerdoti non caliamo dall’alto, ma siamo chiamati, chiamati da Dio, che ci prende “fra gli uomini”, per costituirci “in favore degli uomini”. ...

    Qui c’è un punto fondamentale della vita e del ministero dei presbiteri.

    Rispondendo alla VOCAZIONE di Dio, si diventa preti per SERVIRE i fratelli e le sorelle.
    Le immagini di Cristo che prendiamo come riferimento per il ministero dei preti sono chiare:

    Egli è il “Sommo Sacerdote”, allo stesso modo VICINO a DIO e VICINO agli UOMINI; è il “Servo”, che lava i piedi e si fa prossimo ai più deboli; è il “Buon Pastore”, che sempre ha COME FINE la CURA del gregge..

    CONTINUA

    RispondiElimina

  19. CONTINUA
    ...
    Il bene che i preti possono fare nasce soprattutto dalla loro vicinanza e da un TENERO amore per le PERSONE.
    Non sono filantropi o funzionari, i preti sono PADRI e fratelli.
    La PATERNITÀ di un sacerdote fa tanto bene.

    Vicinanza, viscere di misericordia, GUARDO AMOREVOLE:

    far SPERIMENTARE la BELLEZZA di una vita vissuta secondo il Vangelo e l’amore di Dio che si fa CONCRETO anche ATTRAVERSO i suoi ministri.

    Dio che non rifiuta mai.
    E qui penso al CONFESSIONALE.

    Sempre si possono trovare strade per dare l’assoluzione. Accogliere bene. Ma alcune volte non si può assolvere. Ci sono preti che dicono: “No, da questo non ti posso assolvere, vattene via”. Questa non è la strada. Se tu non puoi dare l’assoluzione, SPIEGA e dì: “Dio ti ama tanto, Dio ti vuole bene. Per arrivare a Dio ci sono tante vie. Io non ti posso dare l’assoluzione, ti do la BENEDIZIONE. Ma torna, torna sempre qui, che ogni volta che tu torni ti darò la benedizione come segno che Dio ti ama”. E quell’uomo o quella donna se ne va pieno di gioia perché ha trovato l’icona del Padre, che NON RIFIUTA mai; in una maniera o nell’altra lo ha ABBRACCIATO.

    Un buon esame di coscienza per un prete è anche questo; se il Signore tornasse oggi, dove mi troverebbe?

    «Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore» (Mt 6,21).
    E il mio cuore dov’è? In mezzo alla gente, pregando con e per la gente, COINVOLTO con le loro GIOIE e SOFFERENZE, o piuttosto

    in mezzo alle cose del mondo, agli affari terreni, ai miei “spazi” privati?

    Un prete non può avere uno spazio privato, perché è sempre o col Signore o col popolo.
    Io penso a quei preti che ho conosciuto nella mia città, quando non c’era la segreteria telefonica, ma dormivano con il telefono sul comodino, e a QUALUNQUE ORA CHIAMASSE la GENTE, loro si alzavano a dare l’unzione: non moriva nessuno senza i sacramenti!

    Neppure nel riposo avevano uno spazio privato.

    Questo è zelo apostolico.

    La risposta a questa domanda: il mio cuore dov’è?, può aiutare ogni prete a orientare la sua vita e il suo ministero verso il Signore.

    CONTINUA

    RispondiElimina

  20. CONTINUA

    Una cosa che vorrei aggiungere al testo – scusatemi! – è il DISCERNIMENTO VOCAZIONALE, l’ammissione al seminario.

    Cercare la SALUTE di quel ragazzo, salute SPIRITUALE, salute MATERIALE, fisica, PSICHICA.

    Una volta, appena nominato maestro dei novizi, anno ’72, sono andato a portare alla psicologa gli esiti del test di personalità, un test semplice che si faceva come uno degli elementi del discernimento. Era una brava donna, e anche brava medico. Mi diceva: “Questo ha questo problema ma può andare se va così…”. Era anche una buona cristiana, ma in alcuni casi era inflessibile: “Questo non può” – “Ma dottoressa, è tanto buono questo ragazzo” - “Adesso è buono, ma sappia che ci sono giovani che sanno inconsciamente, non ne sono consapevoli, ma sentono inconsciamente di essere psichicamente ammalati e CERCANO per la loro vita STRUTTURE FORTI che li difendano, così da poter andare avanti. E vanno bene, fino al momento in cui si sentono bene stabiliti e lì incominciano i PROBLEMI” – “Mi sembra un po’ strano…”. E la risposta non la dimentico mai, la stessa del Signore a Ezechiele:
    “Padre, Lei non ha mai pensato perché ci sono tanti poliziotti torturatori? Entrano giovani, sembrano sani ma quando si sentono sicuri, la malattia incomincia ad uscire. Quelle sono le ISTITUZIONI FORTI che cercano questi ammalati incoscienti: la polizia, l’esercito, il clero… E poi tante malattie che tutti noi conosciamo che vengono fuori”.

    E’ curioso. Quando mi accorgo che un giovane è troppo RIGIDO, è troppo FONDAMENTALISTA, io non ho fiducia; dietro c’è qualcosa che lui stesso non sa..

    Ezechiele 16, non ricordo il versetto, ma è quando il Signore dice al suo popolo tutto quello che ha fatto per lui: l’ha trovato appena nato, e poi l’ha vestito, l’ha sposato… “E poi, quando tu ti sei sentita sicura, ti sei prostituita”.
    E’ una regola, una regola di vita. Occhi aperti sulla missione nei seminari. OCCHI APERTI.
    ...
    Confido che il frutto dei lavori... potrà essere offerto alla Chiesa ... portando un contributo alla formazione dei sacerdoti, quelli che ci sono e quelli che il Signore vorrà donarci, perché,
    CONFIGURATI sempre più a LUI, siano buoni preti SECONDO il CUORE del SIGNORE, non FUNZIONARI! ".

    grazie
    Roberta


    RispondiElimina
  21. A proposito delle basse pretese neocat sulla figura del sacerdote, non ricordo se l'ho già riportato, comunque, un prete neocatecumenale riferiva, quale caso esemplare a scopo didattico, la vicenda di una ragazza che non aveva perso la fede pur avendo subito abusi sessuali da parte del suo parroco.

    Di questa ragazza veniva esaltata la capacità, datale dalla fede, di andare oltre la figura del parroco, senza pretendere da lui la perfezione di Dio. Più che sulla fede della ragazza, e sulla grazia divina che l'aveva sostenuta, l'accento cadeva sinistramente sul fatto che non dovevamo commettere l'errore di farci fuorviare dalle incapacità dei ministri di Dio. I quali, sottointeso, avevano tutti i diritti di essere peccatori e non virtuosi, come chiunque altro.

    Ora, in un crescendo di dubbi:

    questa vicenda, sarà una leggenda metropolitana creata ad hoc? O da dove lo ha preso il presbitero questo esempio, dagli scrutini? O magari da qualche confessione? E con il permesso di chi, ne parlava in pubblico?

    E perché, contestualmente alle lodi per la virtù di questa ragazza, il suddetto prete neocatecumenale non ha anche dichiarato, con la stessa forza di voce, che un parroco accertatamente vizioso deve essere: non ordinato, sparrocato, spretato, processato e condannato?

    E, unitamente al fatto che ad altre ragazze vittime di abuso, vengono prospettate le gioie del "perdono" (leggi: farsi dell'altra violenza nello sforzarsi di lasciar perdere), mi spieghino i signori presbiteri: dove sarebbe il valore della "fede" che testimoniano, e che dovremmo anche stare attenti a non perdere per colpa loro?

    RispondiElimina
  22. Cattolico Apostolico Romano:

    ti comunico che la vera Chiesa Cattolica non desidera che i suoi sacerdoti facciano la fame, come lo desideri tu.
    Tu stai disubbidendo alla Chiesa!

    Comunque grazie: nonostante la sua IDIOZIA, il tuo commento è molto interessante perché, in un momento di rabbia animalesca incontrollata, c'è da supporre che hai scritto quello che c'è nel tuo cuore: il desiderio, cioè, che i presbiteri del Cammino sostituiscano quelli che non sono del Cammino.

    E' vero che hai parlato anche di preti con dietro altre comunità, ma con quelle regolerete i conti in un secondo tempo. Voi mirate a conquistare tutta la Chiesa. Ogni tanto vi "scappa" qualcosa.
    Per noi la vostra incontinenza verbale è la conferma di ciò che scriviamo.

    Le tue espressioni sembrano manifestare un disprezzo verso la Chiesa "normale" che rasenta l'odio. Vuoi conquistare la Chiesa prendendola per fame, a costo di ridurla in macerie. Impressionanti le tue parole.
    Non riesci nemmeno a concepire che una parrocchia può essere una comunità e che "dietro" tanti preti comuni ci può essere una comunità parrocchiale capace di sostenerli.
    Ma voi vi credete l'elite della Chiesa, le teste di cuoio. Ditelo a Papa Francesco, se avete il coraggio.

    Comunque vorrei tornare al nocciolo della questione:
    anche se voi camminanti fate miracoli, offrite il vostro corpo come cibo, parlate le lingue degli uomini e degli angeli: DISUBBIDITE.

    Questo è incontestabile.

    RispondiElimina
  23. Cattolico Apostolico:

    io non credo che nel Cammino avvengano i miracoli.
    Un mio amico camminante da 40 anni mi ha detto che una volta, mi pare in Africa, Kiko stava per farne uno perché la gente non gli credeva. Poi non è stato più necessario.
    Da quel che ne so Kiko non apprezza molto i miracoli. Forse perché lui ci prova ma non gli riescono.

    Comunque anche spostasse una montagna, se disubbidisce alla Chiesa (come fa ogni volta che parla col demonio in un presunto esorcismo), non mi impressiona. Perché la prima cosa che Dio richiede a chi si professa cattolico, è l'ubbidienza alla Chiesa.

    RispondiElimina
  24. O.T.mi ha parlato dell'amore di Cristo più il libro "quo vadisx che 20 anni di cammino e di "omelie" di psudi sacerdoti catecumenali...
    Scusate la piccola parentesi che non è collegata con l'ottimo articolo di Pax
    Ex fratello

    RispondiElimina

  25. O.T.
    Ex fratello,

    capisco quello che vuoi dire, le omelie dovrebbero aiutare a favorire l'incontro con Gesù nella vita di tutti i giorni ...(pensare qsto delle omelie NC fa proprio piangere .. ma è meglio ridere!)

    Ci sono invece libri che davvero aiutano in questo.
    Quello che hai citato nn l'ho letto ma dico la stessa cosa che dici tu di altri romanzi ..
    Ad es. l'ultimo romanzo che ho letto di qsto tipo è "La spada di Longino" autore Louis de Wohl, che vede la Passione di Gesù dal punto di vista di "personaggi minori", attraverso le loro gioie, dolori, amori, aspirazioni .. insomma la vita di persone comuni .. come noi tutti, che si imbattono in qsto Incontro nella lotta del loro quotidiano.

    Lo stesso autore ha scritto riguardo anche alla vita di vari santi .. sempre con lo stesso stile: romanzo però con fedeltà storica.

    Grazie :)
    Roberta

    RispondiElimina
  26. OT
    Ieri sera a RAI 3 hanno trasmesso un interessantissimo film-documentario su Scientology. Un incredibile numero di corrispondenze. In particolare due mi hanno colpito: la venerazione del capo/idolo e come l'adepto tenda a diventare una immagine del capo idolatratao, divenendo uguale a lui nei pensieri e nei comportamenti.

    Divertentissima l'intervista a un fuoriuscito che, dopo una barca di tempo e denari spesi, era riuscito a guadagnarsi il testo segreto (diciamolo pure"mamotreto") al grado OT III: egli confessa che nella lettura si fece tante risate da sganasciarsi, tali erano le balordaggini spaziali ivi raccontate. Da ciò la sua uscita dalla setta di Ron Hubbard.
    Con i neocat nemmeno la lettura dell'ultimo mamotreto di inizio corso riesce a conseguire un simile risultato.

    RispondiElimina
  27. Altro O.T.
    (continuo sulla strada aperta da Ex fratello. :) :) :) )

    Scusate, ma in realtà a me sembra tutto pertinente perché spesso ciò che è sbagliato, si evidenzia meglio essere sbagliato mettendolo a confronto con ciò che è corretto.

    La mentalità NC (che 'produce' sacerdoti NC) secondo me emerge nella sua ASSURDITÀ proprio nel confronto con la mentalità cristiana SANA che può esprimersi in tanti modi ... ma che ti accorgi che è "sana", cioè autenticamente cristiana, perché inevitabilmente ti attira ad avvicinarti a Dio attraverso la Chiesa.

    Allora
    (dopo la giustificazione :) ),

    ieri sera sono andata ad 1 convegno di 1 circolo culturale intitolato a John Henry Newman (morto alla fine dell'800), ex sacerdote anglicano convertitosi al cattolicesimo, divenuto cardinale (e Beatificato nel 2010).

    All'apertura è stato letto un suo brano ..ero con un'amica anche lei ex NC .. ci siamo guardate con le lacrime agli occhi e quasi contemporaneamente abbiamo detto:
    "là" nn ci insegnavano questo.

    - Il mio si -

    "Io sono creato per agire

    e per essere qualcuno

    per cui nessun altro è creato.

    Io occupo un posto mio

    nei consigli di Dio, nel mondo di Dio:

    un posto da nessun altro occupato.

    Poco importa che io sia ricco, povero,

    disprezzato o stimato dagli uomini:

    Dio mi conosce e mi chiama per nome.

    Egli mi ha affidato un lavoro

    che non ha affidato a nessun altro.

    Io ho la mia missione.

    In qualche modo sono necessario

    ai suoi intenti,

    tanto necessario al posto mio

    quanto un arcangelo al suo.

    Egli non ha creato me inutilmente.

    Io farò del bene, farò il suo lavoro.

    Sarò un angelo di pace,

    un predicatore della verità

    nel posto che Egli mi ha assegnato

    anche senza che io lo sappia

    pur ch'io segua i suoi comandamenti

    e lo serva nella mia vocazione".

    (Beato card.J.H.Newman)

    RispondiElimina
  28. @Lino
    Ho visto il documentario, sconvolgenti e inquietanti le analogie. Mi sono venuti i brividi e le lacrime quando hanno parlato della "disconnessione" con chiunque era fuori e non approvava, compresi coniugi e figli. Al Cammino manca ancora una cosa :"il buco". Ma mai mettere limiti alla provvidenza (ovviamente p minuscola) c'è ancora tempo, visto che in Vaticano non dormono ma girano la testa.

    Frilù

    RispondiElimina
  29. Cosa è "il buco"?

    RispondiElimina
  30. "Dio mi conosce e mi chiama per nome. / Egli mi ha affidato un lavoro"

    Bellissimo distico, Roberta.
    Il secondo verso è una reiterazione del primo: biblicamente assegnare un nome significa affidare una missione, essere chiamati per nome da Dio significa che Dio ti conosce personalmente e conosce la tua missione, il tuo lavoro. E anche è un segno di salvezza: "Al vincitore io darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi lo riceve»" (Cfr. Ap 2).
    Il cognome del Beato è Newman, uomo nuovo! Quando si dicono lo coincidenze. O non sono coincidenze? Con i poeti non si sa mai :-)

    RispondiElimina


  31. Dio mi conosce e mi chiama per nome.

    Egli mi ha affidato un lavoro

    che non ha affidato a nessun altro.

    Io ho la mia missione.

    In qualche modo sono necessario

    ai suoi intenti,
    _________________
    Roberta cara, mi hai fatto ricordare una cosa.
    Carmen ripeteva che Dio ci ha creati unici e ci chiama per nome, la sua frase era "Dio non ci fa in serie, ma fa sul serio"
    Oggi capisco che questo, nel corso degli anni, lo hanno usato per colpevolizzare maggiormente quando uno era tentato di andare via, oppure di non dare la disponibilità per evangelizzare, oramai lo sappiano, hanno inculcato profondamente nei fratelli che dire di no al Cammino significa dire di no alla volontà di Dio, UNICA per te.

    Dunque, il singolo, che per loro non vale nulla, qui vale, i riflettori sono tutti puntati su di lui.

    Alla fine è solo un modo come un altro per tenerti "SCHEDATO".
    Non si scappa!

    Per evitare confutazioni, della serie: "Ma non vi sta bene niente? Avete sempre da ridire?"
    Ricordo appena la faccenda, tante volte affrontata anche sul blog, della "santificazione personale" bandita nel cammino....perché tu da SOLO non ti salvi, non ti santifichi, ci salviamo a grappoli, o tutti o nessuno, solo la COMUNITÀ è SANTA, .....



    Pax

    RispondiElimina

  32. Lino,

    mi hai fatto ricordare 1 trasmissione ascoltata anni fa, in cui un ex TdG raccontava come era arrivato ad abbandonare la setta.
    Lui all'inizio ci credeva davvero molto,
    tanto che fece anche carriera all'interno della setta ..

    Ed era così appassionato che conservava accuratamente tutti i numeri della "Torre di guardia" e se li rileggeva spesso, anche qlli più vecchi ..

    Così facendo scoprì che nel corso del tempo i contenuti venivano cambiati e tante volte in 1 giornale trovava scritto il contrario di quanto detto in uno di pochi anni prima.

    Cominciò a chiedere spiegazioni in buona fede e venne a poco a poco emarginato, poi apertamente "perseguitato" .. fino a che ne è felicemente uscito.

    Come hai detto anche tu, penso che per i NC sia più difficile fare qsto perché nn "leggono"

    e nn collegano il presente al "passato" .. ricevere 1 ordine e poi 1 contrordine x loro è uguale .. l'importante è obbedire.

    La via d'uscita possono trovarla solo cominciando a porsi delle DOMANDE .. mentre Kiko è specialista solo in RISPOSTE (sbagliate e NON richieste)..

    infatti secondo me, è vero qnto ho letto una volta:
    "non c'è niente di più inutile della risposta a una domanda che nn si pone".

    È vero che tutte le persone hanno nel cuore alla fin fine le stesse domande, che sono il bisogno di trovare la FELICITÀ, di trovare Dio .. ma se non vengono fatte affiorare, se nn si arriva alla consapevolezza di averle .. andando fino in fondo al disagio interiore che esse creano, si rischia di cadere in soluzioni semplicistiche, a buon mercato x "liberarsi" da questo disagio (o sana inquietudine, come l'ha chiamata il Papa).
    Così o si sceglie il puro materialismo o la superstizione (andando dai maghi) o si sceglie 1 religione "alternativa" a quella che qua da noi è la "tradizione" in cui siamo nati (x lo meno i non più giovani come me), le varie filosofie orientali o sette come Scientology ..

    opp. NON volendo scegliere di dirsi non CATTOLICI (nn ne capisco il perché ..) si entra nella setta "ufficializzata" del Cammino neocatecumenale.

    Delle volte mi chiedo se nn sia più facile arrivare a trovare la vera fede conducendo 1 normale
    "vita di mondo"!

    grazie
    Roberta

    RispondiElimina
  33. Roberta ha detto: Delle volte mi chiedo se nn sia più facile arrivare a trovare la vera fede conducendo 1 normale "vita di mondo"!

    La risposta è particolarente chiara nel Vangelo di Luca. Nella loro diversità di approccio all'evento "Cristo", ciascuno dei Vangeli ha risposte specifiche.
    Il Vangelo di Luca è popolato di persone normali; le parabole di Cristo, d'altra parte - escluse quelle poche che anche hanno una valenza allegorica - possiedono un significato chiaro, esclusivo e recepibile da chi faceve una vita normale e riusciva perciò a comprendere un linguaggio normale: la moneta persa, amministratori corrotti, giudici insensibili, servi fedeli e infedeli, pastori, vignaioli ecc. eccetera.
    La vita e il linguaggio dei neocat, come quello dei Scientology, non sono normali.

    RispondiElimina
  34. @anonimo 12:39
    "Il Buco" è una specie di prigione dove gli adepti venivano sottoposti ad una serie di abusi fisici e psicologici.

    Frilù

    RispondiElimina
  35. http://www.corriere.it/moda/news/17_ottobre_26/michelle-hunziker-per-cinque-anni-prigioniera-una-setta-cosi-mi-allontanarono-miei-affetti-11f2d574-ba54-11e7-b70e-7d75d3b9777f.shtml

    H.

    visto che si parla di sette

    RispondiElimina
  36. IL BUCO.

    Le salette con i catechisti a battaglione, di fronte alla Croce e gli occhi dei fratelli seduti intorno addosso. Che tortura. Quasi mai il parroco presente e quando con i catechisti c'è un presbitero non parla mai.

    RispondiElimina
  37. Cattolico Apostolico Romano ottobre 2017 09:20
    "Io sto sapettando che l'Italia si allinei a tutta l'Europa e non finanzi più i preti che operano nello Stato Italiano.
    In questo modo tutti i preti "solitari" nella Parrocchia potranno fare la fame, e sarete voi a doverli sostenere, mentre tutti i preti che hanno una comunità (non solo Neocatecumenale) non avranno problemi"
    ---
    Non mi sembra che esista una direttiva europea in tal senso; nel caso ci fosse, per la nostra nazione, sarebbe incostituzionale.

    CAR,
    cosa vuoi fare,
    privatizzare il Clero?

    RispondiElimina
  38. Ieri, come prefazione al film documentario, un esperto ha esposto le principali caratteristiche di Scientology
    Ne ho appuntate più di una dozzina
    1) Venerazione del capo, considerato alla stregua di un idolo
    2) Partecipazione alla setta nella convinzione di acquisire in essa una conocenza che dà superpoteri
    3) Cambiamento radicale della vita degli adepti
    4) Intolleranza a ogni critica
    5) Chi critica è un traditore (diciamo pure che chi mormora è un Giuda)
    6) Discredito dei transfughi, considerati reietti
    7) Difendere la causa della setta a ogni costo e con ogni mezzo, anche operando il male
    8) Scientology è un "viaggio nella mente del fondatore", più ci si addentra nella sua mente e più si diventa simile a lui
    9) E' lecito punire e umiliare per rieducare i dubbiosi e i disobbedienti (il "buco)
    10) Gli adepti si ritengono perseguitati dal mondo
    11) Scientology si pone il fine di salvare il mondo
    12 Da Scientology è quasi impossibile uscire, gli adepti non riescono a pensare di poter fare senza, di poter condurre una vita diversa
    13) Gli auditor acquisiscono mediante la prattica dell'auditing informazioni sulla vita pre-clear (definiamo "clear" lo stato finale al quale si tende", una sorta di elezione). L'auditing consiste in domande (una sorta di scrutinio); le risposte sono analizzate grazie a un poligrafo, una specie di macchina della verità, e saranno usate qualora l'adepto diventi una minaccia. Speriamo che Kiko non abbia visto il film altrimenti progetta un proprio poligrafo.
    14) Tranfughi e dubbiosi vanno "disconnessi" (già nel mio saggio ho paragonato la disconnessione di Scientology al taglio del fico sterile di Kiko).

    Meditate, pasqualoni, meditate.

    RispondiElimina
  39. ...e se Kiko fosse uno che è stato in Scientology e che fuoriuscito si fosse messo in proprio?

    RispondiElimina
  40. @Lino
    15) Non informarsi su internet su ciò che dicono di loro.

    Frilù

    RispondiElimina
  41. Mi ha impressionato quello che riportava Roberta in merito al discernimento vocazionale, che applicato ai cnc ne fornisce una spiegazione. Intendo tutto il discorso legato alle strutture forti. Senza parlare dell'accenno al discorso sui "talebani" di cui non fidarsi perché c'è in loro qualcosa che non va.

    RispondiElimina
  42. Frilu' ho scritto cosa è "il buco" per il cammino secondo me ma non trovo il mio commento pubblicato.

    RispondiElimina
  43. @ Roberta (26 ottobre - 14,42)

    non riesco a condividere la tua PENA, che emerge in vari punti del post, per questi

    "poveri presbiteri neocatecumenali",

    neanche qndo usati e abbandonati perché anziani o altro.

    Certo, acquisterebbero immediatamente tutto il mio rispetto se, almeno in tale situazione, riconoscessero apertamente, con tutte le forze che gli sono rimaste, che il CNC è una realtà NON cristiana e come tale la condannassero.

    Ma quanti lo fanno?
    Non danno invece "la colpa" a la tal circostanza o alle tali persone ecc.ecc. Senza voler ammettere che
    nel CNC il male è alla RADICE?
    _____________________________

    Comprendo quello che dici, ma ti assicuro che tanti, che erano già sacerdoti prima di incontrare il cammino, e per quanto possa sembrare assurdo, non riescono proprio a raggiungere la consapevolezza di quello che il c.n. realmente è.
    Ho parlato tante volte con loro.
    Resto sgomenta, come davanti a tanti fratelli che non hanno alcun senso critico, hanno il cervello circonciso, sono plagiati e basta.
    Poi solo il Signore sa cosa c'è nel cuore di ognuno, questo indubbiamente.

    C'è chi nel "sistema" cammino ha trovato una sua collocazione, anche di potere, che gli fa comodo e ne approfitta, sicuramente, soprattutto nella categoria dei catechisti itineranti e non, responsabili di zona a vari livelli.
    Questo più tra i laici che tra i preti.
    (Come descritto nel post i cosiddetti presbiteri neocatecumenali vengono tenuti, piuttosto, in cattività)

    Dico solo che, ferma restando la responsabilità personale, essendo appunto "il sistema" corrotto, COLORO CHE LO HANNO MESSO IN PIEDI....Kiko e Carmen (e chi sta dietro e accanto a loro) HANNO UNA RESPONSABILITÀ PIÙ GRANDE!

    Pax

    RispondiElimina

  44. Sì Pax, è vero che il CNC è 1 realtà "cristiana" avariata e nociva e senza dubbio, come in tutti i sistemi corrotti il MALE sta nelle RADICI che sono Kiko è Carmen ..

    ma io proprio non ci riesco a ritenere che i PASTORI (di qualunque livello) abbiano

    MINORE responsabilità .. x me ne hanno di più !

    Per fare 1 es., scusa se forse un po' idiota:
    se un ladro fa il ladro, fa, da un certo punto di vista, il suo "lavoro" .. ma se il poliziotto vede il ladro che ruba e non lo ferma .. non è tanto il ladro che sbaglia (cioè, moralmente certo che sbaglia ma è coerente col suo essere ladro) è invece il poliziotto che viene meno al suo dovere!

    Ripeto, scusami x la banalità dell'es. ma voglio dire che Kiko non ha mai fatto nessun VOTO con cui si impegna davanti a Dio e alla Chiesa.

    "A CHI è stato DATO MOLTO, MOLTO sarà RICHIESTO"
    (sto andando a memoria nn ricordo rif.Vangelo)

    Ai Sacerdoti è stato dato lo Spirito Santo nel Sacramento dell'Ordine, hanno ricevuto la Grazia a cui attingere x svolgere il loro Ministero (se ne vogliono attingere) , hanno CONSEGNATO la loro vita a Gesù per SEMPRE; si sono IMPEGNATI, hanno PROMESSO fedeltà alla CHIESA.

    A Kiko, in questo senso, NON è stato dato un bel niente!

    Kiko NON ha ricevuto una "particolare Grazia di stato",
    nessun Vescovo gli ha imposto le mani perché ricevesse lo Spirito Santo ..

    -Kiko è "autorizzato" a vivere nel lusso perché NON ha fatto VOTO di POVERTÀ;

    -Kiko è "autorizzato" ad avere tutti i rapporti che vuole perché NON ha fatto VOTO di CASTITÀ ..

    -Kiko è "autorizzato" a predicare tutte le assurdità che più gli piacciono (mescolando cattolicesimo, ebraismo e protestantesimo) a "interpretare" la Bibbia nel modo più personalizzato e fantasioso che preferisce .. perché NON ha fatto VOTO di OBBEDIENZA alla CHIESA CATTOLICA.

    Insomma, Kiko si può "permettere" di essere un "ladro di verità",

    un SACERDOTE, NO!

    Roberta

    RispondiElimina

  45. P.S.

    Cmnq Pax, concordo con te sul fatto che alcuni (o molti .. nn saprei dire) NON hanno la percezione di cosa sia il CNC veramente.. Mi riferisco ai sacerdoti già tali prima che lo incontrassero.

    Posso riferire, nel mio piccolo, la mia exp. nel dialogo con alcuni di essi.

    Alcuni NON amano x niente il CNC, non CONDIVIDONO x niente la sua spiritualità (dicendo io ho 1 altro tipo di spiritualità); non lo ACCETTERREBBERO mai in Parrocchia; se una persona, in dubbio di entrare nel CN, si rivolge loro, la SCONSIGLIANO di farlo; se sentono affermazioni errate da parte di persone NC le CORREGGONO; se assistono a scene in cui "catechisti" NC mancano di carità nel trattare qualcuno, li RIMPROVERANO..

    EPPURE

    Non si sentono di fare AFFERMAZIONI di NON Cristianità del "movimento" Neocatecumenale ,

    perché dicono che spetta alla GERARCHIA della Chiesa fare affermazioni di questo tipo .. che ci sono gli appositi dicasteri ..
    che è la "Chiesa" (?) nella sua millenaria sapienza a doversi pronunciare..

    Insomma, non se la sentono di affermare che
    il Cammino neocatecumenale NON viene dallo Spirito Santo.

    Grazie a Dio, qua ci sono anche sacerdoti che invece lo dicono .. alcuni più "in privato", altri più pubblicamente ..

    ..addirittura c'è 1 sacerdote (esorcista) che non si è fatto problema di dire durante una riunione che in questo "cammino" c'è il demonio!

    Chissà perché qndo è tempo di "catechesi", nella sua Parrocchia non vanno mai a chiedere di poter fare gli "annunci"! ... :)

    Grazie Pax di aver voluto approfondire qsto argomento.

    Roberta

    RispondiElimina
  46. Sì, Roberta
    L'argomento è spinoso!
    Ricordo bene un fratello che ha tentato innumerevoli volte, prima di uscire dal cammino e anche per un lungo tempo dopo, di parlare con il cuore in mano ad un presbitero di equipe itinerante - PROPRIO PERCHÉ ERA UN SACERDOTE e in questo caso non del R.M., ma di una congregazione che poi aveva lasciato, come tutto il resto per diventare itinerante - appellandosi al suo Ministero, non ricevendone NIENTE DI NIENTE, se non la solita solfa che a Kiko si obbedisce senza pensare......
    Amara conclusione che, dopo le prime volte, questo sacerdote di Santa Romana Chiesa non gli ha proprio più risposto.

    Questo è!
    Ma è noto che Kiko è Carmen hanno saputo sempre tenere bene allineati i loro "presbiteri", che venivano sottoposti al pubblico ludibrio se osavano uscire dalle righe!
    Costretti ad andare via, riprovati, calunniati, come è accaduto per chiunque, catechista o semplice camminante, non volesse cedere il proprio cervello, completamente.

    La dignità sacerdotale sicuramente è un'altra cosa. Padre Pio diceva che l'Angelo Custode il quale normalmente sta alla destra dell'uomo la cede ai Sacerdoti, in segno di rispetto, mettendosi alla loro sinistra. Il Santo Padre Pio, infatti, li riconosceva così, prima che si presentassero.
    Grande mistero!
    Quello che volevo sottolineare è l'amara sorte che tocca loro se si gettano anima, corpo e dignità sacerdotale nel cammino neocatecumenale che, essendo una macchina infernale, infierisce maggiormente su ciò che è più prezioso!

    Pax

    RispondiElimina
  47. Questo articolo è così completo e così ben documentato, da essere incontestabile.

    Il cammino Neocatecumenale, nella sua opera di distruzione dei sacramenti, ha infierito in particolare sul sacerdozio, ed il motivo è abbastanza evidente: nel Catechismo della Chiesa Cattolica si fa derivare primariamente la necessità del conferimento dei ministeri ecclesiali da queste parole di San Paolo:

    «E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? » (Rm 10,14-15).

    Nessuno, né individuo né comunità, può annunziare a se stesso il Vangelo.

    « La fede dipende [...] dalla predicazione » (Rm 10,17).

    Capiamo benissimo che questo compito, per Kiko, sono i laici a doverlo espletare, quindi al sacerdote non rimane che un generico compito di servizio alla comunità e di dare i Sacramenti, che però, come la propria ordinazione, non provengono più da Dio, sono svuotati dall'interno, vedi l'Eucaristia e la Confessione, per divenire anch'essi azione comunitaria.

    I sacerdoti, privati della linfa vitale del rapporto con Dio e avendo abdicato al proprio munus docendi, perdono completamente le proprie caratteristiche e divengono solamente dei presbiteri, soprammobili a cui si chiede opportuno silenzio, fedeltà a Kiko, e capacità di indossare bei vestitini in celebrazione.

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.