sabato 7 ottobre 2017

L'inganno fatto persona

Giusto 75 anni fa nasceva un fagottino destinato, per proprio volere, ad una vita di contraddizioni, dal perenne viso compiaciuto e dal carisma dubbio.
Mi riferisco a don Mario Pezzi, l'uomo con indosso una maschera marmorea che nel bel mezzo del peregrinare alla ricerca della sua strada, ha infine deciso di attutire, grazie alla tunica sacerdotale conquistata nel tempo, l'impatto protestante degli iniziatori neocatecumenali Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, dei quali si dice collaboratore senza merito.

Ma facciamo un salto indietro, ricordando alcuni particolari sfuggiti alla curiosità di molti, vista l'identità inutile che ha acquisito Pezzi affiancando i due evangelizzatori itineranti prescelti dal divino (desidero ricordare che Kiko racconta di essere stato ispirato da una visione Mariana... permettetemi un attimo di silenzio in cui prego in riparazione delle esternazioni dell'egocentrico Argüello).
Quindi partiamo dalla sua fanciullezza, mettendo ordine affinchè si chiariscano alcuni punti. Pezzi, entrato in età precoce nel seminario dei padri Comboniani, viene ordinato presbitero nel 1969 per l'Istituto Maschile Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, ma dal quale fu in seguito espulso (nel 1992) a causa della forte disubbidienza subentrata in conseguenza all'incontro con il Cammino Neocatecumenale.

Ma non ci stupiamo, la disubbidienza è parte integrante del contesto neocatecumenale, nonostante vada a cozzare con ciò che in realtà dovrebbe animare un pastore del Signore, o comunque i cattolici in genere.
Nel 1970 conosce il cammino di Kiko, per poi donarsi completamente ad esso, sottomettendo la verità e generando una coltre di fumo. Infatti la sua presenza di presbitero lascia intendere che il cammino si identifica con il cattolicesimo, circostanza dubbia vista la disubbidienza manifesta al Magistero Petrino, le eterodossie liturgiche, le varie sfaccettature scismatiche, gli insegnamenti proposti discordanti con la Dottrina della Chiesa Cattolica e molto altro.

Ma come disse il valoroso mons. Schneider: «Il neocatecumenato è una comunità Protestante Ebraica all'interno della Chiesa, che di cattolico ha solo la decorazione».

Padre Mario trova la SUA REALIZZAZIONE nei meandri oscuri e stagnanti della comunità di Argüello, tradendo quella che sembrava essere una pulita e umile vocazione sacerdotale. Non mi lascio andare a giudizi sterili: mi appresto semplicemente a riportare una realtà vivida e chiara che può sfuggire solo agli occhi infangati di alcuni neocatecumeni, soprannominati da me "gli inconsapevoli". L'astuzia non conosce confini, ed ecco che Mario si vende alla bella vita, che come Kiko e company, lascia che trascorra sulle spalle di chi, inconsapevole, crede e... DONA! Ma ormai tutti siamo a conoscenza dell'inganno torbido e sudicio che rappresenta questo contesto deleterio (sì, proprio torbido), ma c'è chi corrisponde tale inganno ad una prova del Signore, che tramite i Suoi strani giochi da superare, decide infine chi è degno della Salvezza Eterna oppure no.

Nel 2005 Mario Pezzi candidamente ammette
che nel 1992 fu "allontanato" dai comboniani
per "decisione del capitolo" (dei suoi superiori)
Ma torniamo al nostro amico desideroso che si espanda sempre di più il kikokerigma. Nonostante la sua propensione alla conoscenza (ricordo benissimo la sua dedizione per la lettura), non si lasciava mai attraversare dallo spirito di saggezza. Allora desidero proporvi qualche scorcio di discorso di Pezzi avvenuto durante i funerali di Carmen Hernàndez:
«Sono molto grato al Signore per avermi chiamato anche senza merito a collaborare con Kiko e Carmen, quasi da 45 anni».
Mi soffermo giusto un secondo su questa frase iniziale del discorso di Pezzi, che già da principio sottomette il suo ruolo a queste due figure altisonanti. Questa sua espressione sminuente, diventata oramai un mantra, non è sintomo di umiltà ma di scellerato desiderio di inculcare, nelle menti dei neocatecumeni, la prevaricazione gerarchica. Detto ciò continuiamo a sondare le logiche scaturite da questa figura marginale.
«Prima di tutto, penso che gli storici approfondiranno questo fatto della fondazione di una realtà ecclesiale fatta da un uomo e una donna, che hanno collaborato costantemente insieme. Ci sono stati altri santi, ma non con questa convivenza, per tutti questi anni.»
Fiuuu... respiriamo un attimo! Che dire? Perdonate la mia scelta intraprendente di mettere in risalto queste parole a dir poco sconvenienti. Notiamo come la mancanza di umiltà primeggi prepotente, deridendo i veri santi quasi sminuendoli. Ma approfondiamo, Pezzi dice:
«...penso che gli storici approfondiranno questo fatto della fondazione di una realtà ecclesiale fatta da un uomo e una donna, che hanno collaborato costantemente insieme».
Innanzitutto ci auguriamo che questa realtà "ecclesiale" venga invece approfondita dal tribunale apposito, e che mentre qualcuno canta a suon di chitarra "Precipitò nel mareeee cavallo e cavaliereeee...", Kiko e Pezzi vengano giustamente scortati, con le manette ai polsi, in una saletta con le sbarre che potranno addobbare, a loro piacimento, con fiori e scarabocchi.
Fin troppi gli abusi perpetrati da questi falsi ispirati che esortano alla disubbidienza, che raggirano causando un traffico di soldi senza rendiconto, e che propagano un male psicologico e spirituale non indifferente negli inconsapevoli!

Mario presume che degli studi storici approfondiranno l'argomento neocatecumenale per elogiare e innalzare Kiko e Carmen. Ma ancor più preoccupante è il fatto che parla di una realtà ecclesiale che va approfondita, come se fosse un contesto a sè, mentre in realtà il cammino dovrebbe inserirsi nella realtà ecclesiale preesistente.

A tal proposito ricordiamo le parole, significative e fondamentali, del Papa Emerito Benedetto XVI, risalenti al 15 marzo del 2012, riferiti al Cammino Neocatecumenale.

Parlando dell'evangelizzazione dei neocatecumeni, il Padre ricorda, per ben due volte, che il tutto deve avvenire «In comunione con la Chiesa e con il successore di Pietro», cercando «sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari nelle quali siete inseriti»... «L'UNITA' E L'ARMONIA DEL CORPO ECCLESIALE SONO UNA IMPORTANTE TESTIMONIANZA A CRISTO E AL SUO VANGELO».

Ma cosa dire di questa frase: «Ci sono stati altri santi, ma non con questa convivenza, per tutti questi anni».
Li definisce santi, paragonandoli addirittura ai veri Santi, coloro che sono stati innalzati agli Onori degli Altari per volere divino, e soprattutto riconosciuti dalla Chiesa, sminuendo questi ultimi elevando i primi. Mario trasmette un'informazione errata durante un evento sacro, con il solo scopo di propagare una notizia che fa comodo al desiderio di potere, e di innalzamento di ego dell'Argüello. Quindi sovviene spontanea una domanda, l'aspirazione dei due, Kiko e Carmen, sostenuti dal desiderio subdolo di Pezzi, di essere canonizzati, da chi proviene? Poichè come tutti sappiamo, i santi che si sono succeduti nel tempo, e ripeto, riconosciuti dalla Chiesa, hanno provveduto a divulgare il divino tramite le loro gesta da martiri e amando l'offerta a Dio; mediante preghiere sommesse, sacrifici e ubbidienza, senza mai innalzare la propria figura per essere riconosciuti in terra con un titolo che li gratificasse. L'opposto di ciò che adempiono questi capi neocatecumenali.
Quindi don Mario Pezzi sostiene, in modo velato (ma non troppo!), che Kiko e Carmen rappresentano dei «santi di categoria superiore»! Un pò quello che ha espresso anche Kiko Argüello, con la differenza che Mario lo ha preceduto, quindi era una considerazione già posta in evidenza, anzi ben più grave essendo che manifesta la sua considerazione sulla santità, adattandola ad entrambi i fondatori di questo nuovo ordine religioso!

Quindi, ancora una volta, pongo la stessa domanda: essendo che tutto ciò che concerne il cammino va a schiantarsi contro il normale adempiersi cattolico (liturgia, insegnamento, vita familiare, ecc...), da chi proviene questa smania, mirata alla soddisfazione personale, di essere qualificati come santi? Tutto ciò concerne un peccato di superbia, egocentrico e prepotente, per l'appunto mi sovviene solo una risposta: da colui che il peccato lo ha generato con la sua ribellione.

Andiamo avanti con una piccola frase che Pezzi utilizza nuovamente per strategia, poichè l'umiltà si rispecchia ben poco in queste esternazioni, che se lette tutte d'un fiato, danno modo di scorgere il carisma neocatecumenale (se di carisma si può parlare), che mira al benessere del dio Argüello's.
«Io sono stato un testimone, accompagnando da spettatore questa opera del Signore.»
Beh, Mario, più che uno spettatore sei complice di questa organizzazione, che trae profitto dall'ingenuità di molti, e dalla voglia di prevalere di altri.

Poniamo infine in rilievo alcune contraddizioni che pericolosamente aleggiano nell' argenteo capo del presbitero. Ecco le sue stesse parole proferite durante incontro avvenuto a Filadelfia a margine della GMG 2015:
«Raccomando soprattutto ai giovani e soprattutto nell'età della adolescenza con il problema della sessualità, si sviluppano i ragazzi, le ragazze vanno in crisi, qualcuno lascia il cammino.Io dico coraggio, tutta questa lotta serve per maturare la fede. Io so che molti... che alcuni che escono dal cammino poi tornano più umili... dopo aver sperimentato L'INFERNO che dà il mondo. Tornano alla casa del padre come il figliol prodigo».
Constatiamo come per Mario e kikoskompany, l'ambiente neocatecumenale sia l'unico che garantisce la Salvezza, poiché al di fuori vige l' "inferno!" Quindi il mondo è l'inferno; la Chiesa è inferno! Solo il cammino assicura il Paradiso.

Non mi invento niente, eh, questo è ciò che proferisce don Mario Pezzi per incoraggiare (spaventare) i giovani a rimanere ancorati al cammino.

A questo proposito desidero riferire un piccolo scorcio che riguarda una mia vicissitudine personale, una circostanza che forse mai perdonerò e che spero arrivi sotto gli occhi annebbiati del "prete" in questione. Ho avuto modo di riferire a Mario una situazione personale molto complicata per la mia anima di ragazzina, che necessitava di un aiuto corretto e immediato. Si contatta un sacerdote di fiducia per avere aiuto proprio perché si ritiene che sia la persona più adatta. Invece Pezzi ha mantenuto fede al suo essere inutile, lasciando che la situazione, già definita complicata, si trascinasse. Mi sentii ingannata e ignorata, proprio dal sacerdote più importante nel cammino.

Come definisco Mario Pezzi? La maschera del cammino; l'inganno fatto persona.

82 commenti:

  1. Cammino Neocatacumenale, un percorso di iniziazione cristiana !?

    Ma che andate dicendo….. altro che cammino di iniziazione cristiana, le comunità non sono altro che il ricovero di prostitute, papponi, pedofili, alcolizzati, tossicodipendenti, ladri e chi più ne ha più ne metta.
    E’ quello che accade nelle comunità della Parrocchia Santa Maria delle Vergini a Scafati in provincia di Salerno. Da anni ormai nelle varie comunità più giovani e meno giovani, accadono fatti incresciosi sotto gli occhi di tutti e nessuno se ne cura o nessuno prende provvedimenti compreso il Vescovo della diocesi di appartenenza. Fratelli che abusano di sorelle minorenni che continuano a stare nella comunità invece di essere allontanati e andarsi a curare (testuali parole dei fantomatici catechisti, maestri di saputaggine ma che niente capiscono lasciando ledere le personalità dei malcapitati), fratelli che abusano di sorelle con qualche problema di ritardo mentale, fratelli e sorelle che vivono problemi di tossicodipendenza, alcolismo ecc. ecc. E questi dovrebbero essere coloro che in un futuro remoto dovrebbero EVANGELIZZARE…..
    Ma fatemi il piacere, abbiate il buon senso ti tacere e di andare ad incantare chi non vi conosce con il vostro perbenismo, tutti perfettivi, tutti bellini (specie quando c’è da fare qualche celebrazione), toglietevi le maschere ed uscite fuori, fatela finita di apparire quello che non siete, smettetela di essere la Chiesa nella Chiesa, allontaniamo questi individui dalla casa del Signore. Voi non siete altro che lo sterminio della Chiesa, gridiamolo tutti finché siamo in tempo, il Cristianesimo è in serio pericolo di estinzione, vittima di attacchi che arrivano da tutte le parti ed in particolare modo proprio dall’interno, proprio da quelli che si spacciano di essere dei cristiani modello vedi le comunità N.C.

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  2. Voglio approfittare di questo post per aprire una discussione.

    Avete mai fatto caso quando,nelle parrocchie,viene inviato un parroco di origine neocat?

    Che cosa accade?Che,mano a mano,tutte le varie attività,o gruppi parrocchiali,vanno,di fatto,morendo.

    In pratica,si arriva al punto che,oltre ai "cristiani della domenica",tanto detestati dai Neocat.,nella data parrocchia ci rimane solo il Cammino.

    E ciò con immaginabili conseguenze,che poi ricadono,a cascata,sulla pastorale parrocchiale,in tutte le sue sfaccettature.

    E,se non è il parroco ad essere di origine neocat.allora lo è il viceparroco,oppure lo può essere un collaboratore parrocchiale,sia esso diocesano o di altra diocesi.E le conseguenze sono le medesime.

    Io me ne accorgo nella Diocesi di Roma:Siccome mi capita di girare parecchio,e frequentare molte chese,mi accorgo subito delle palesi differenze che ci sono tra le parrocchie in cui è incistato il Cammino e quelle (pochissime) in cui il Cammino non c'è.

    Se ci fate caso,anche negli avvicendamenti dei parroci e dei viceparroci,(e questo a Roma accade)se in una data parrocchia c'è il Cammino,il parroco o il viceparroco che vi viene inviato è SEMPRE di estrazione neocat.Per non dire poi,come ho già detto,di eventuali collaboratori parrocchiali,siano essi diocesani o meno.D'altronde non è difficile capirlo:basta leggere le schede di ogni sacerdote,presenti nel sito diocesano:dalla data di ordinazione,si capisce subito se trattasi di sacerdoti (pardon,presbiteri) sfornati dai Seminari Redemptoris Mater o meno.

    Oh,naturalmente poi il "riflesso"di essere parroco,vicario o collaboratore neocat si riflette anche nelle celebrazioni eucaristiche "standard",quelle dei "cristiani della domenica":avete mai fatto caso alle omelie?Spesso vuote di contenuti,non attinenti alle letture del giorno,completamente prive di significato (liturgicamente parlando).

    Talvolta si vede lontano non un miglio,ma 10 miglia che un parroco,vicario o collaboratore neocat.all'omelia non crede manco lui in quello che dice......questo perchè ha la testa imbottita del sacro dogma kikiancarmeniano,e non degli insegnamenti della Chiesa,che è Madre e Maestra.

    Che cosa ne pensate di questa analisi?

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  3. Ricordo don Giuseppe, un parroco in comunità dal 1975, che ci ha comunicato di aver lasciato il cammino perché si era reso conto della sua logica settaria e della grande truffa dell'ispirazione divina ai catechisti e della conseguente richiesta di obbedienza assoluta alle loro direttive.

    Si chiede a un certo punto don Giuseppe:

    Ma io ero prete: come mai allora ho digerito tale logica?

    E così risponde:

    Sempre perché sopra di me c’era un altro “presbitero”, superiore a me come catechista, che garantiva che le cose così funzionavano.

    Ebbene, questo è il motivo per cui viene tollerato un sacerdote nelle équipe dei catechisti neocatecumenali: per mettere a tacere dubbi e placare insicurezze da parte di altri sacerdoti e fedeli che si chiedono: ma questa dottrina è cattolica?

    Don Mario è il capostipite di questi sacerdoti-camomilla che, come scrive giustamente Rebel, "con la sua presenza di presbitero lascia intendere che il cammino si identifica con il cattolicesimo".

    Naturalmente ci vogliono caratteristiche precise per essere adatto a questo ruolo, non basta saper tacere e ben figurare, ma anche ogni tanto bisogna saperci mettere la parolina giusta, affermare per esempio davanti a una enorme platea di giovani e di adolescenti: "tutto ciò che Kiko ha detto, ciò che ha programmato, si è compiuto nella mia vita e nella mia comunità".
    Parole pesanti come pietre, dette davanti a giovani in cerca di sicurezze e di modelli credibili di vita.

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  4. Anche per Pezzi si avvicina il momento in cui dovrà rendere conto a Dio del proprio operato, e non basteranno certo le scuse tipo "ma Signore, ero itinerante! ma Signore, ma cosa dici, io facevo parte della più alta Equipe! ma Signore, ma come ti permetti? io tacevo davanti a Kiko e Carmen perché loro hanno il carisma!"

    Una volta, fino a poco prima che i due spagnoli decidessero di essere fondatori di qualcosa, si insegnava che il sacerdote è l'intermediario tra l'uomo e Dio. Lo insegnava perfino l'architettura delle chiese: l'area del "presbiterio" è più in alto (uno o tre gradini) dall'area dell'assemblea, ed è anche separata con una "balaustra" (il cancelletto viene chiuso al momento della consacrazione). L'intermediario tra Dio e l'uomo opera il sacrificio sull'altare mentre è separato (anche visivamente) dagli uomini. Accoglie il Signore nel Santissimo Sacramento e lo porta agli uomini. (Tutte queste cose sono ancor oggi ben visibili nelle celebrazioni della Messa tradizionale in latino).

    Questo è il motivo per cui quando si tratta di questioni riguardanti la propria anima i cattolici hanno chiesto aiuto al sacerdote anche quando sul piano umano ne avevano scarsa fiducia. È l'uomo che si è impegnato a pregare ogni giorno. È l'uomo che consacra l'Eucarestia ogni giorno. È l'uomo che può assolvere dai peccati nel nome del Signore. È l'uomo che sa andare al di là delle parole umane (e perciò sa capire anche chi non sa esprimersi bene) perché non solo ha compiuto adeguatamente gli studi teologici ma li ha vissuti giorno per giorno nella propria esperienza.

    Figure come psichiatra, psicologo, ecc., sono un'invenzione alquanto recente, almeno ottocentesca. La figura del consigliere di tutti i secoli precedenti era solo quella di un tecnico assoldato da chi poteva permetterselo.

    Di fronte a Dio un sacerdote ha gravissime responsabilità riguardo a tutte le anime che hanno chiesto aiuto. Dal sacerdote che "non ha tempo" di ascoltare una confessione (ah, quanti ne ho visti anch'io!) al sacerdote che prima ascolta e poi sparisce e tace (ah, quanti donabbondio ho visto anch'io! e tutti avevano sempre pronto un patetico alibi). E nel peggiore dei casi poteva bastare come risposta: "per circostanze difficili non posso o non me la sento, però ti consiglio talaltro sacerdote che è un uomo di mia fiducia, va' da lui dicendogli che ti ho mandato io, poi fammi sapere". Nemmeno questo. Tant'è che vige il proverbio: «fa più presto un prete a trovare una scusa che un ratto a trovare un pertugio».

    Immagino che don Pezzi, al pari di tanti altri pretonzoli neocatecumenaloidi, non abbia mai veramente avuto tempo per i doveri del proprio stato sacerdotale (scaricando con estrema dimestichezza chiunque abbia chiesto aiuto), ma si sia risvegliato e attivato solo quando veniva contattato per lodare Kiko e Carmen (ma ve lo immaginate il diocesano Pezzi celebrare una Messa parrocchiale nella diocesi cui appartiene? mai visto...). Posso facilmente immaginarlo perché al pari dei neocatekikos più facinorosi è stato evidentemente soggiogato dai due autonominati "iniziatori".

    (p.s.: non si indica con "padre Pezzi" ma solo "don Pezzi" poiché dal 1992 non è più religioso, è stato espulso e -grazie ai potenti appoggi di Kiko- comodamente integrato come "vagabondo", oops, «itinerante», nel clero romano, e al clero diocesano si dà del "don", non "padre")

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  5. Grazie Tripudio per aver ricordato la gravissima responsabilità di un sacerdote quando officia un Sacramento.
    Non ci avevo mai pensato in modo approfondito, ma se un sacerdote o presbitero che dir si voglia, si presta a snaturare l'Eucaristia per seguire i dettami di un laico in palese contraddizione con quelli della Chiesa, se fa questo al suo Gesù anteponendoGli l'obbedienza a un uomo, come si comporterà con un altro Sacramento, la penitenza, nel momento tra le mani ha non più Gesù ma un'anima?
    Il racconto di Rebel in proposito non lascia dubbi: anche in quel caso, di fronte ai problemi di una ragazzina, hanno avuto la prevalenza altre valutazioni, immagino legate alla fedeltà al cammino.
    Purtroppo si tratta di una catena: se non ami Dio e sei in grado di tradirlo, se gli hai anteposto la fedeltà assoluta ad un altro, non potrai non tradire anche il fratello, e purtroppo per un sacerdote questo tradimento, a Dio e alle persone a lui affidate come Pastore, è ancor più grave e nefasto.
    Auguro a tutti questi sacerdoti di avvedersene in tempo e di riparare al male fatto.

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  6. Ringrazio l' autore del post che ci ricorda che esiste don Mario.
    ...Il prete ama il Signore, insieme a lui ama la gente che gli sta attorno, le persone che prima di ogni altra cosa, hanno bisogno di essere amate.
    ... Un prete deve avere la caratteristica del pastore, che cerca chi si smarrisce, che si sforza di conoscere e di ascoltare.
    ...il prete deve essere capace di farsi vicino alle gioie e alle sofferenze degli altri, vicini e lontani, il prete deve dire la verità ed essere pronto a distribuire il perdono e l' aiuto necessario a quella situazione.
    Don Mario Pezzi non è qualificabile come prete.

    Davide 1970

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  7. Nuovo aggiornamento sulla convivenza, con un interessante commento.
    http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2017/10/convivenza-di-inizio-corso-porto-san.html?m=1

    L'ultima frase del commento è da incorniciare 😂
    Un sito web, un social network, un giornale, non possono catechizzare. Fraternamente, un fratello qualsiasi.

    Frilù

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  8. In fondo don Mario è un simbolo: è simbolo di quegli ecclesiastici silenziosi (anzi, meglio, muti, perché nel silenzio s'incontra Dio, il Silenzio è un simbolo di Dio) che tacciono anche a fronte di lettere pastorali come quella dell'arc. Byrnes e del vescovo di Lancaster (che illustrano puntualmente le eterodossie liturgiche del CNC). Così come tacquero a fronte delle eresie denunciate da padre Zoffoli e altri.
    Perché tacciono, perché sono muti? Per viltà i più, per convenienza i filoneocat. Fare il sacerdote in una parrocchia è difficile, molto lavoro e pochi onori. Fare il presbitero lacché dei neocatecumenali li eleva (così credono!) in importanza e libera da impegni delegati ai neocat.

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  9. @ Frilù
    Sì, molto interessante, grazie per la segnalazione. Tra poco gli risponderò, "fratello qualsiasi" merita :-)

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  10. I preti tacciono, stanno zitti, non vogliono essere messi in discussione. Il silenzio per loro è un giaciglio dove si rintanano come i serpenti nelle tane. Padre Mario non ha aiutato una persona, lasciandola nel suo peccato(?) problema(?)Tutto coincide con la depressione che devono vivere le persone in comunità,li ignorano per non dargli il sostegno che invece devono avere dai kikatechisti. Per capire di più si può sapere cosa ha detto la persona a padre Mario? Serve per chiarezza.
    Nella parrocchia di Brescia una delle più infestate, il parroco p.G. ha fatto di tutto per farmi lasciare lo Spirito Santo, il mio peccato è stato avere abbandonato il cammino dopo essermi litigato con il suo collega,da noi molti anni addietro celebravano 2 presbiteri insieme. Ovviamente non vado più in quella parrocchia.Sono passati anni ma vedo che il problema è sempre attuale.

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  11. Parlando dell'evangelizzazione dei neocatecumeni, il Padre ricorda, per ben due volte, che il tutto deve avvenire «In comunione con la Chiesa e con il successore di Pietro», cercando «sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari nelle quali siete inseriti»... «L'UNITA' E L'ARMONIA DEL CORPO ECCLESIALE SONO UNA IMPORTANTE TESTIMONIANZA A CRISTO E AL SUO VANGELO».
    I catecumeni si sono appropriati della realtà ecclesiale. Per l' approvazione si fa esplicita richiesta che i catecumeni si amalgano alla realtà della chiesa. Non lo fanno, lo statuto è nullo!

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  12. Tra poco parteciperemo ad una sublime,inimitabile,splendida celebrazione eucaristica.Una Santa Eucaristia celebrata con devozione,fede,gioia pasquale.E si farà presente il Signore attraverso la sua Santa Parola e nelle sacre specie.Quando avrò il Signore,presente nel Pane azzimo,sul palmo delle mie mani,chiederò pietà per voi.Dirò a nostro Signore:"Abbi pietà di questi poveri disgraziati,questi miserabili,meschini di questo blog satanico,i quali,
    attraverso noi,ti perseguitano.Pietà per voi!!


    Achille

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  13. Una santa cena luterana ti appresti a celebrare con tanta deliziosa aspettativa, Achille!
    Perché Gesù non è presente nel pane ma è il Pane Vivo.
    Ripassati un po'di catechismo e cerca di renderti conto che in tutti questi anni il cammino è riuscito a farti diventare un perfetto protestante, che crede nella consustanziazione, cioè nella presenza di Cristo insieme alla sostanza del pane nelle Specie consacrate.
    Rifletti su questo mentre, in disobbedienza a quanto richiesto dalla Chiesa ma in perfetta obbedienza a Kiko, stai a scaldare la sedia con in mano il Corpo di Gesù.

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  14. Achille, mentre partecipi alla tua particolare Celebrazione Eucaristica che si tiene nei pressi di uno stanzino malcurato della parrocchia ( chissà perché non celebrate di fronte al Tabernacolo), chiedi piuttosto perdono per lo scempio che vi apprestate a svolgere! Poi ringrazia Dio per la Sua misericordia, perché dalle mani consacrate del sacerdote Cristo si rende vivo nonostante la filosofia contorta e scellerata che seguite nel vostro percorso parallelo.
    La teoria della PERSECUZIONE non attacca fratello! Nessuna pressione psicologica kikiana attacca, siamo immuni perché guidati dallo spirito di verità è giustizia. Vai amico al tuo incontro conviviale e saltellante, sarò io stasera a chiedere perdono a Dio per la presunzione che dirige l' animo di kiko e l'eterodossia che ha messo in piedi.

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  15. Complimenti per la fede adulta: "devozione! gioia! fede!" ...5,4,3,2,1... "miserabili! meschini! disgraziati! satanici!".

    Avete un potere ateizzante pari a quello dei talebani: in entrambe le sette, giustificate TUTTO quello che fanno gli adepti e odiate tutto il resto.
    In nome di quale "dio" autoinventato?

    Invece chiedere pietà per chi ne ha meno bisogno di te, Achille, ringrazia Dio perché il Papa non vi ha scomunicato a calci nel posteriore, e perché vi aspetta ancora in Chiesa pentiti e disposti a cambiar vita.

    E dire che il commento del pié veloce Achille ha passato il filtro del blog della minima leggibilità e civilità. I commenti delle tartarughe necatecumenali che vengono censurati cosa fanno, buttano serpenti che sputano fuoco?

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  16. Fammi un favore, Achille, durante la tua santa cena, prega un poco anche per me - a te Dio ti ascolta, sei un illuminato - che non faccia peccato di giudizio verso i poveretti mentecatti come te; io, per ricambiare, domani, durante l'eucarestia dei poveri cristiani della domenica, pregherò per i poveri mentecatti come te, affinché abbiate anche voi la grazia di sapere riconoscere nella Santa Chiesa Cattolica l'unica vera Santa Madre. Ti saluto, Achilluccio, quasi quasi che ti voglio bene, poverino. Ciao ciao
    M.i.B.

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  17. Il Sommo Pasqualone multinick, maestro di punteggiatura, ha detto: "Tra poco parteciperemo ad una sublime, inimitabile,splendida celebrazione eucaristica"

    "Inimitabile"! Ogni suo commento è una mazzata al Cammino.
    Dal vangelo (con la vi minuscola) secondo i pasqualoni di Kiko:
    «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me ma non sperate di farlo in modo imitabile, che il miracolo eucaristico avvenga ugualmente in ogni rito: quello del Cammino sarà inimitabile».

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  18. Leggete di seguito perché è interessante, altro che le elucubrazioni di Achille che scopre appena oggi che, grazie a Kiko, è più vicino a Lutero che a papa Francesco!

    Su Kairòs terzo millennio sono stati riportati alcuni brani di catechesi dalla convivenza di inizio corso.
    Subito, nello spazio commenti, interviene un neocatecumenale di quelli con la fissa dell'arcano scrivendo:

    Buongiorno, sono personalmente contrario alle anticipazioni sulle convivenze. Ogni convivenza, in particolare quelle di inizio corso, deve essere vissuta in modo personale, ogni convivenza deve essere una dolce sorpresa dello Spirito Santo per ogni partecipante, ognuno con la sua esperienza e la sua vita, per quanto incidentata possa essere. Ormai con questo web si è perso tutto e poi ci lamentiamo che gli operai sono pochi... Tutti i contenuti devono essere offerti dai catechisti. Un sito web, un social network, un giornale, non possono catechizzare. Fraternamente, un fratello qualsiasi.

    Risponde Lino Lista:

    Pessimo commento quello di "fratello qualsiasi". Un 88% della popolazione italiana "possiede almeno un dispositivo con accesso alla rete, arrivando a un totale di 26,4 milioni di utenti Internet" (dato Audioweb 2016). "Fratello qualsiasi", quindi, ritiene che la gran maggioranza degli italiani (non è diverso nei Paesi più avanzati) non debba essere informata. "Tutti i contenuti devono essere offerti dai catechisti" è una logica da esoterici, da settari che vogliono impedire l'accesso alle notizie a "quelli di fuori".
    Nella Chiesa Cattolica catechismi e contenuti delle evangelizzazioni sono pubblici, le catechesi dei Papi si ritrovano sul sito del Vaticano, le interpretazioni di esegeti come Ignace de la Potterie in Rete. Dove mai si è letto di questa segretazione che il fratello qualsiasi domanda domanda?
    kairosterzo millennio fa bene a pubblicare, fosse solo perché oramai i testi delle convivenze arrivano prima a "quelli di fuori", come sono arrivati i mamotreti (sia i tomi originali sia i corretti dalla CdF): "quelli di fuori", allora, anche possono sperare che lo Spirito Santo li aiuti a capire per quale motivo è stata citata la poesia di Montale con il passaggio: "La natura del genio è che se smette / di camminare ogni congegno è colto / da paralisi". Anche in assenza dell'ispirazione H24 dei catechisti NC, c'è da decifrare che il riferimento sia a un genio che "non parla di bocca sua", che non vuol farsi da parte altrimenti il congegno da lui inventato si bloccherà. I miei complimenti, qualora il riferimento sia al congegno del Cammino.

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  19. Continuo qui la mia riflessione sui parroci,vicari parrocchiali e collaboratori di estrazione neocat.Mi riferisco in particolare,alla celebrazione di 2 sacramenti.

    Come ricorderete,in un post di un po di tempo fa vi raccontai la (dis)grazia di essermi imbattuto in un confessore(era il vicario parrocchiale della parrocchia in cui mi trovavo) neocat.(riepilogo le frasi chiave di quella confessione, per chi non avesse letto quel post: "Dimmi","L'importante è che,quanno cadi,te rialzi","Ho capito,je dirai un'Ave Mmmmaria a la Madonna,Iddio te conceda er perdono de tutti i peccati")

    Dunque,come ben si vede,una completa e totale banalizzazione del sacramento della Penitenza.Una formalità da sbrigare con fastidio,un qualcosa da fare perchè va fatto,non perchè si è,in quella particolare circostanza,agenti "in persona Christi"

    Ma,e qui chiedo l'aiuto di qualcuno di voi più esperto:che voi sappiate,i neocat.prevedono per caso,la celebrazione del sacramento dell'unzione degli infermi in una certa maniera(naturalmente difforme da quella ufficiale della Chiesa?)

    Ve lo chiedo perchè,in una parrocchia romana,ho visto,nel tempo di Quaresima,la celebrazione di detto sacramento divisa in 3 parti:

    1 incontro:spiegazione del rito e liturgia penitenziale

    2 incontro:celebrazione della parola(sarà stata del tipo neocat,leggasi scrutatio e roba simile?)

    3 incontro:celebrazione del sacramento.

    E'normale celebrare detto sacramento in tale modo?Ah,naturalmente il parroco che lo celebrava,era rigorosamente di provenienza Neocat.E anche qui la domanda viene spontanea:sta celebrando un sacramento,oppure una pagliacciata kikiana?

    Che io sappia,il sacramento in questione lo si celebra o in casa dell'infermo,o in Chiesa,comunitariamente.

    Invece,tale modo di celebrarlo mi fa tanto pensare che sia stato fatto non comunitariamente,leggasi alla presenza della comunità parrocchiale,ma "comunitariamente neocat."

    Mi potreste illuminare a tal riguardo?Vi ringrazio.

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  20. Mi permetto di riportare un commento di un'amica ai deliri di Pasquale: 😌 "Achille, stando in piedi, pregava così tra se': O Dio, ti ringrazio che non sono come questi cristiani del blog, disgraziati, miserabili, meschini .
    Digiuno per ben tre giorni prima di Pasqua e pago le decime di quanto possiedo .."

    Ancora rido.
    A essere satanico è il cammino, e Kiko il vostro piccolo anticristo, che si oppone a tutto ciò che è Dio fino a sedere nel Suo tempio santo per esservi adorato.

    Ha dipinto icone con la sua faccia per costringervi ad adorarlo, vi costringe ad inchinarvi ad una fotografia di Carmen taroccata.
    Siete seguaci di un falso profeta e se non vi ravvedete rischiate di precipitare all'inferno con lui per tutto il male che avete procurato a migliaia di anime compresa la mia, che avete allontanato dalla vera Chiesa Cattolica, dalla vera fede.
    Bada a te Pasquale!


    Al deficiente che ha scritto su Kairos mi viene

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  21. Ahinoi, ormai da decenni nella Chiesa è di moda richiamare all'unità e all'armonia, ma l'unità è figlia della verità, e l'armonia e la pace non sono sinonimi della quiete.

    Sforzarsi di essere uniti non serve a niente se si professano dottrine sballate, e comunque la quiete possiamo solo sognarcela (Nostro Signore ha detto che a causa del Suo nome si metteranno figlia contro madre, nuora contro suocera, ecc., perché solo la verità unisce, e unire non significa appiattire).

    A quest'ora i fratelli delle comunità staranno facendo l'alzatina ipocrita nella carnevalata liturgica del sabato sera. La chiamano "liturgia" ma è un imbarazzante e patetico spettacolino che rappresenta perfettamente quell'espressione di Isaia secondo cui questa comunità neocatecumenale «mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me».

    L'ipocrisia neocatecumenale ha sempre l'alibi pronto per l'uso. Celebrano nelle salette, ma hanno una scusa pronta. Non si inginocchiano mai, ma hanno una scusa pronta. Disprezzano l'arte della Chiesa (pittorica, musicale, ecc.) ma hanno una scusa pronta. E siccome le loro celebrazioni sono tutte un parlatorio allora hanno una scusa pronta anche per le omelie dei laici, pomposamente chiamate "risonanze". E perciò insinuano che la Chiesa avrebbe sempre sbagliato a erigere grandi chiese, a promuovere l'arte cristiana, ad istituire forme liturgiche ben precise che nessuno è mai stato autorizzato a modificare. E soprattutto a celebrare la liturgia come culto a Dio, non come la recita di formulette e canzoncine intervallata da omelie dei presenti a mo' di fraterno intrattenimento reciproco.

    Kiko si affanna a moltiplicare le iniziative e i paroloni, ma il tramonto è vicino. L'invenzione di Kiko e Carmen è destinata ad essere dimenticata, le salette torneranno ad essere sgabuzzini e ambienti parrocchiali non liturgici, e la nueva estetica verrà coperta da intonaco o gettata alle fiamme, a seconda dei casi, e sostituita da arte cristiana che celebri Dio anziché un patetico eretico che per tutta una vita ha desiderato erigere un monumento a sé stesso.

    Immagino la faccia degli archeologi dell'anno tremila, quando ritroveranno sotto l'intonaco uno sgorbio kikiano e diranno: "ehi, guarda, qui si riuniva una setta satanica!" "ma no, è solo un dipinto di un eretico che nessuno ricordava più, e che fece fortuna solo grazie alla crisi della Chiesa a cavallo del XXI secolo..."

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  22. Quando ero nel CN, già allora avevo l'impressione che la figura di don Mario Pezzi fosse solo di "rappresentanza".

    Questo post lo conferma, infatti la mia impressione è che sia stato messo nell'equipe dei fondatori con il ruolo di "testimonial" per meglio vendere ai "consumatori" CATTOLICI il prodotto neocatecumenale.

    Per quanto detto nel post, mi pare quindi che a questo sacerdote ben si addicano (o NON si addicano) le parole pronunciate oggi dal Papa ad un congresso del Clero sulla formazione sacerdotale:

    “Se uno non si lascia ogni giorno formare dal Signore, diventa un prete spento, che si trascina nel ministero per inerzia, senza entusiasmo per il Vangelo né passione per il Popolo di Dio ..

    Il prete che giorno per giorno si affida alle mani sapienti del Vasaio con la “V” maiuscola, conserva nel tempo l’entusiasmo del cuore, accoglie con gioia la freschezza del Vangelo, parla con parole capaci di toccare la vita della gente ..

    Ogni sacerdote non è solo argilla. E’ anche aiutante del Vasaio, collaboratore della sua grazia..

    Il terzo protagonista è il Popolo di Dio. La gente è un “grande tornio che plasma l’argilla” del sacerdozio..

    Quando usciamo verso il Popolo di Dio, ci lasciamo plasmare dalle sue attese, toccando le sue ferite, ci accorgiamo che il Signore trasforma la nostra vita..

    Il prete deve stare tra Gesù e la gente: con il Signore, sul monte, con le persone a valle. Non si deve spaventare dei rischi né irrigidirsi nei giudizi..
    Il sacerdote si forma fuggendo sia da una spiritualità senza carne, sia da un impegno mondano senza Dio”.

    Roberta

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  23. @ Valentina
    Questi "fratelli qualsiasi" e i pasqualoni vari ancora non si sono resi conto di un aspetto: il Cammino, pressato da ogni parte, dall'interno e dall'esterno, sta cambiando e Kiko si sta pian piano ammorbidendo, anzi ammollando.
    "Noi cristiani non abbiamo altare, perchè l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo
    celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto" dicevano ambiguamente nel mamotreto. Ora nella convivenza si mette a parlare di Altari.
    Prima lo spagnolo si vantava di consegnare il Rosario dopo 12 anni. Oggi si mostra mentre lo consegna a ragazziini di dodici anni. Prima le immaginette della Prima Comunione erano svilite, ora si mostrano le immaginette di "santa Carmen". L'arcano, piano piano, sta andando a friggersi.
    Kiko ha 78 anni e pretende di restare in sella da solo (con un don Mario muto che gli fa da scudiero) a un movimento che dovrebbe essere interno alla Chiesa; il card Sepe a Napoli, a 75 anni, sarà pensionato (sostituito da mons. Galantino, si ipotizza). Nella Chiesa e nel Cammino c'è chi scalpita affinché Kiko si metta in pensione: ecco i motivi del suo ammollamento. Ecco la ragione di quella poesia di Montale, dove si riferisce che senza il genio che continua a camminare il congegno sarà soggetto a paralisi.
    E i pasqualoni ancora vanno in giro a ragionare di arcani e blog satanici. Mi fanno tenerezza, non so come finiranno nei prossimi tempi quando il congegno si rimetterà in moto dopo una sosta sosta presso riparatori esperti. Dallo psicologo finiranno, forse.

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  24. ACHILLE:

    vedo che non manchi di leggerci. Significa che qualche dubbio ti è venuto, anche se lo hai "ucciso". Mal per te, ma noi non disperiamo...

    Arrivo tardi: la celebrazione è già cominciata. Per sabato prossimo, però, ti chiedo di NON CALPESTARE I FRAMMENTI DEL PANE CONSACRATO.
    E' importante. Comincia almeno da questo.

    Non rispondo al tuo intervento perché non ci sono elementi. E' infatti troppo soggettivo.
    Dire infatti che la celebrazione del Cammino è INIMITABILE, o è sintomo che davvero vi credete una chiesa nella Chiesa, una superchiesa o, se non è così, è un'affermazione irrilevante: tutti i movimenti possono dire la stessa cosa.
    Anche per Dante Beatrice era "sublime,inimitabile,splendida" e chi più ne ha più ne metta. Ma lui, almeno, nel nome di Beatrice non CALPESTAVA L'EUCARISTIA, ma si limitava a scrivere capolavori

    Allora mi raccomando: sabato prossimo attento a Santi Frammenti...

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  25. Gentile Lino, non dimenticare che, molti di noi scacciati o allontanatisi propria sponte dal cn, sono finiti veramente dallo psicologo. Alcuni hanno scelto il suicidio come scorciatoia alla non sofferenza. Io ne sono uscito quasi indenne, ma con evidenti cicatrici, grazie alla pragmatica presenza di mia moglie, anche lei comunque segnata, grazie allo studio della letteratura - della poesia soprattutto - e, dopo alcuni anni, grazie all'accoglienza in parrocchia. Che si facciano anche loro un periodo di travaglio e un percorso di redenzione, vedrai che non gli farà male. Ne beneficeranno persino gli psicologi, terapeuti e amici del tango e della rumba :)
    Buona Domenica a tutti, nc compresi.
    M.i.B.

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  26. A me i continui riferimenti dei NC al demonio mettono una certa inquietudine.
    Hanno il nome di Satana sempre in bocca, le sue opere sempre in mente e la sua immagine sempre davanti agli occhi (tipcamente prende l'aspetto delle persone che li contraddicono).

    E non è prudenza, è proprio compagnia, se lo portano in giro per mano.
    Come dice il proverbio "gente trista nominata e vista", ascoltando le filippiche neocatecumenali è come se il demonio venga evocato materialmente in sala.
    Cattivo sì, ma con pari diritto e dignità di presenza di Nostro Signore, manco ce lo volesse Dio in persona, per fare da contrappeso a se stesso.

    Ora ditemi se queste "evocazioni covert" sono necessarie, se veramente ci si vuole concentrare su Nostro Signore.

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  27. Per pietro non del Cammino

    Puoi andare a letto tranquillo non mi è venuto alcun dubbio.Per il resto le solite cretinate a cui non ritengo di dare risposta.

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  28. Poverino ad Achille nel blog kairos sono venuti i fumini, come diceva un comico. Si è messo a scrivere ed ad autocensurarsi. Pensa di farla da padrone e chiede anche di non pubblicare i commenti di Lino.


    Frilù

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  29. @Frilù: ma la cosa più divertente è che alla fine scrive "Comunque anche io non condivido che si anticipi la convivenza di inizio corso.Grazie".
    Quest'uomo inimitabile riesce in pochi atti a censurare se stesso, censurare Lino e Osservatorio, censurare Kairòs.
    Speriamo che su Kairòs attiri tutti i Pasqualoni con i cartelli: "Non potete rovinarci la sorpresa di ciò che lo spirito ha ispirato a Kiko (e quindi anche a noi), e in particolare l'arcano della poesia di Montale e quello della reintroduzione degli altari. Forse san Kiko ci ordinerà anche di genufletterci, chissà."

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  30. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  31. ACHILLE:

    curioso che mi hai risposto proprio lì dove una risposta non era necessaria, in quanto la questione riguardava te e non il Cammino, mentre laddove ho parlato di questioni che toccano la sostanza della cattolicità o meno del Cammino, non hai reputato opportuno darmi risposta.

    Se io dovessi entrare in un blog protestante che attacca la Chiesa cattolica e decidessi di interagire nelle discussioni che propone, non farei interventi come hai fatto tu ultimamente, ma entrerei nel merito delle questioni.

    Ma a voi questo che importa? Tanto voi dite di essere cattolici e se la dottrina cattolica non corrisponde la Cammino, tanto peggio per la dottrina.
    Tranquillo tu...

    RispondiElimina
  32. Notizie dal bancariello del pisciaiuolo: il baccalà Achille è andato su tutte le furie (ha dovuto persino riscrivere il commento una quindicina di volte) e pertanto esige l'immediata, intransigente, irrevocabile censura dei commenti di Lino.

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  33. Mi chiedo se il baccalà Achille si scateni altrettanto furiosamente quando su internet e sugli altri media compaiono calunnie alla Chiesa o addirittura bestemmie.

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  34. Achille si spaccia per cattolico però difende solo il cammino, per lui la chiesa è marginale, non è interessato a difenderla. Tolto il cammino perde la fede adorano il dio kiko e idolatrano comunità, è pericoloso perché buttano la spiritualità nelle mani dei catechisti che non sanno quasi mai cosa dice il catechismo della chiesa cattolica, e dei preti che come dice questo post sono inutili.

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  35. Sono andato a leggere. Ha fuso le bielle. Ora gli rispondo: fa più danni al Cammino costui che cento post dell'Osservatorio.
    Dopo anni che legge il blog, nemmeno ha capito che io non sono un cogestore dell'Osservatorio, che semplicemente sono un utente che invia commenti e qualche articolo, che non posso bannare nessuno.
    Ho copiato la pagina dei commenti di Kairos: dovessero bannarmi, ne farò un ottimo post.

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  36. Risposta ad "Achille" in Kairos. Ringrazio per la segnalazione.

    "Lino8 ottobre 2017 02:14

    In primo luogo, Achille De Giorgi (che mia differenza nemmeno hai il coraggio di firmarti con il tuo nome, che è Pasquale, iniziali P.T.) questo è un blog a commento libero: le tue generalità sono note, il tuo nick è identificabile, quindi stai a posto tuo e "squallido figuro,questo infimo solone" vallo a dire davanti a uno specchio, possibilmente con una pausa dove andrebbero i segni d'interpunzione che ignori. Meriteresti una denuncia per diffamazione a mezzo WEB ma con te non vale la pena, piuttosto ti si deve commiserare: fai più danni tu al Cammino che mille critiche argomentate. In secondo luogo, io non sono cogestore di niente, quindi non ho facoltà di bannare nessuno: sei uno spudorato mentitore, incapace di argomentare se non ad hominem, contro le persone. In terzo luogo, io qui ho inviato un commento, non ho pubblicato un libro (ho l'impressione che tu sia ossessionato dai miei lavori, rivolgiti a un neurologo). In quarto luogo, io ho educatamente criticato non la persona di "fratello qualsiasi", bensì la segretezza con la quale si pretende di occultare un testo di un movimento della Chiesa diffuso da una agenzia informativa in Rete, certamente con il consenso dei vertici del Cammino. E ora arrivi tu, l'ultimo dei neocatecumenali, a confutarne la pubblicazione, con una arroganza da hater?
    Il contraddittorio l'ho accettato qui, dove non ho offeso né aggredito: sei capace di fare altrettanto, di dimostrare che nella Chiesa è d'obbligo, perlomeno accettata, la segretezza di una catechesi? Se non lo sei, taci: farai meno danni al CNC."

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  37. Due cose fondamentali
    1 Per Rebel se l'esperienza è la tua ti sono vicino. Nella convivenza di riporto del 2004, io e mio moglie ci siamo rivolti a un presbitero del Congo che affiancava i responsabili regionali in quel periodo, per confessare la nostra preoccupazione per mio figlio maggiore. Ci ha detto che alla fine della convivenza avremo avuto pace. Non è successo niente, però siamo andati a casa con un pensiero in più, quel prete non ci ha detto che pregava per noi.....non ci ha dato un consiglio, non ci ha detto una parola su Dio.....non ci ha chiamato nemmeno al telefono per chiedere come andava.
    2 Padre Mario va approfondito pochi lo considerano ma è fondamentale. Fate altre discussioni su di lui. Satana lo vuole nascondere voi portatelo alla luce.

    Biella

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  38. Lino, hai fatto bene a salvare i commenti perché Kairòs prevedibilmente, prima che arrivasse la carica dei pasqualoni e il cammino ci facesse una figura barbina con le loro proteste di "non voler sapere", ha svuotato lo spazio commenti.
    Comunque, non è la prima volta mi pare che le catechesi nodali di Kiko vengono "spoilerate" prima dell'effettivo completamente della loro trasmissione, motivo del rammarico di fratello qualsiasi.
    A mio parere, alla prossima occasione, i peones neocatecumenali verranno informati che, nelle anticipazioni alla stampa, non c'è alcun arcano del cammino, quindi nessuna sorpresa succosa viene anticipata, come l'invito a uscire dalla Chiesa-sinagoga a far celebrazione nelle case private, oppure anche l'arcano nesso fra Montale e Kiko (immagino però, come dice Lino, che, così come Tagore addirittura prefigurò Carmen che se ne andava da ogni parte, così Montale avrà prefigurato il genio di Kiko senza il quale si inceppa il meccanismo neocatecumenale).
    Così come rispose un amministratore di un blog spagnolo a chi si lamentava della pubblicazione di un libro sul cammino: non preoccuparti sono le solite cose -quelle che vengono dette al papa- nessun arcano viene svelato, stai tranquillo!
    Tranquilli, cari fratelli, è tutto sotto controllo, avrete la vostra sorpresa (almeno fino a quando non pubblicheremo il testo completo, per chi non avesse ascoltato bene o avesse preferito, ancora una volta, andare a trovare la cognata malata).

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  39. Oops: la pagina di Kairos con tutti i commenti del Troisi era già stata archiviata a questo [link]...

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  40. Bravo Tripudio. Ora altro che fumini, sta distruggendo il PC con l'illusione che così sparisca la pagina salvata da tutti i PC.
    Povero, che pena.

    Frilù

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  41. È un piacere sapere che qualcuno degli amministratori di Kairos:

    1) condivide le corbellerie del Pasqualone sul nascondere gli arcani segreti del Cammino;

    2) ha pensato bene cancellare il commento di Lino;

    3) contestualmente ha pensato bene di cancellare i patetici commenti del Pasqualone (due piccioni con una fava: far sparire l'invito a censurare, e dar l'impressione che Lino non è l'unica vittima della censura);

    4) legge questo nostro blog perfino nello spazio commenti.

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  42. Che pena, davvero! Non hanno compreso che non sarà la censura sui blog legati al Cammino a fermare le voci che mettono a nudo eterodossie, scrutini infami, catechesi sballate, aberrazioni liturgiche, smargiassate del fondatore, messaggi esoterici
    A distanza di due anni dalla pubblicazione il mio saggio è immediatamente disponibile presso i principali venditori; solo Amazon ne è sprovvisto fino alla prossima settimana. A cosa è servita la cancellazione dal catalogo delle Paoline? Chi vuole informarsi sul Cammino s'informa, non necessariamente dalle Paoline e tantomeno da Kairos.

    Messaggi esoterici: spero che il mamotreto della Convivenza esca fuori presto, sono curioso di vedere in quale contesto è stata ficcata la lirica di Montale, anche se la sua collocazione in incipit al post di Kairos già ne rivela l'importanza. Certo non è stato il giornalista-censore a metterla lì.

    Non amo il simbolismo di Montale, che si rifà ai simbolisti francesi, perché Pavel Florenskij non amava gli inventori di simboli. Nessuno può inventare un simbolo, che pre-esiste all'opera. Kiko è un inventore di simboli, un devastatore di quelli dei Vangeli, universali, naturali o segni della creazione che siano. A mio avviso Kiko ha commesso un altro sbaglio: il "correlativo oggettivo" di Montale (meglio: di Eliot) non evoca emozioni, bensì comunica informazioni quando letto con i recenti eventi del Cammino. Il genio, che crede di lasciare solo qualche traccia di zampetta di lepre sulla neve, traccia che il mondo non può leggere, non ha compreso che il mondo oramai ha ben tracciato lui: quindi può stare certo che prima o poi dovrà fermare il proprio Cammino. Il genio presuntuoso pensa che senza di lui il congegno sarà colto da paralisi: ebbene, allora quel congegno non è opera dello Spirito Santo e il sedicente genio ha sempre parlato per propria bocca, non ha mai ricevuto alcuna ispirazione.

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  43. Perfetta e tempestiva l'archiviazione della pagina di Kairòs.
    Mi sarebbe dispiaciuto perdere non tanto i commenti di Lino che comunque sono in salvo qui da noi, e neppure quelli di Achille che lasciano il tempo che trovano come sempre (tranne quando rivelano la protestantizzazione compiuta a danno degli adepti del cammino, che si credono super-cattolici e professano Lutero);
    mi sarebbe dispiaciuto perdere il commento di Fratello qualsiasi, voce di tutti i poveri cristi che si sacrificano per essere gli eletti e vedono dare le proprie perle a cani e porci sulla world wide satanic web.

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  44. E' stato svuotato, ma commentano ancora. Lorenzo si è lamentato:
    Lorenzo8 ottobre 2017 03:21

    Perché il mio intervento è stato censurato?
    Riportavo un passaggio di un discorso di Papa Benedetto durante la Giornata mondiale della comunicazione in cui diceva che anche i nuovi media e i social network, se usati bene, sono un ottimo strumento di evangelizzazione e possono aiutare ad annunciare il Vangelo a chi non ha modo di ascoltarlo in diretta.

    Il Pontefice ha detto una cavolata e quindi va censurato?
    Gradirei una spiegazione.
    Rispondi
    Risposte

    E "Achille" insiste con l'arcano, attaccando anche Kairos. Magari lo censurano :-)
    Ah Pasqualone, ma l'hai capito o no che oramai i testi completi delle Convivenze, così come i mamotreti sono usciti fuori, diventano di dominio pubblico dopo pochi giorni? E ancora stai a parlare di arcano? Il segreto di Pulcinella oramai devi definire il vostro arcano :-)

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  45. Ecco l'ultimo sigificativo commento di Achille

    http://kairosterzomillennio.blogspot.fr/2017/10/convivenza-di-inizio-corso-porto-san.html?m=1
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    Achille De Giorgi8 ottobre 2017 04:33

    Oltretutto queste catechesi non sono pubbliche,non vengono tenute pubblicamente su giornali,televisione,internet o in teleconferenza ma avvengono all'interno di un contesto circoscritto e ben definito.Sono catechesi indirizzate e specifiche per catechisti e responsabili delle Comunità neocatecumenali,quindi non sono catechesi per tutti.Vengono trasmesse oralmente ai catechisti poi gli si da un plico,non perché venga reso pubblico,ma perché i catechisti che hanno partecipato alla convivenza di inizio corso trasmettano alle comunità che dipendono da loro.I plichi non vengono fatti per essere diffusi attraverso i mass media.Pertanto chi fa questo agisce in modo scorretto perché non rispetta il volere di Kiko Arguello.
    RispondiElimina

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    "Il voleredi-KikoArguello" scrivetelo sui cartelloni pubblicitari delle catechesi sotto la linea "vuoi conoscere qualcuno che ti ama così come sei?"

    Certo che vogliamo conoscerlo, vogliamo conoscerlo PRIMA di "andare e vedere"!

    eccolo qua il volere di Kiko Arguello:

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    http://kairosterzomillennio.blogspot.fr/2015/09/kiko-arguello-i-giovani-del-cammino-che.html


    "I cristiani leggono tutti i giorni la Scrittura. E se non leggete la Scrittura, siete disobbedienti. E se prendete quegli orrori dei tablet, dei computer... guardate quante coppie distrutte!
    Mentre il marito lavora, la moglie sta chattando con un signore e un giorno dice al marito: "Ti lascio" e lo lascia lì. Come potremo difenderci, come potremo difendere i nostri figli da tutte queste manovre del demonio che stanno distruggendo la società?

    I giovani del Cammino chattano tra di loro, fanno un gruppettino, dopo si radunano e quando ti sei reso conto già finiscono fornicando, anche quelli del Cammino! Perchè hanno cominciato a chattare. Questo è proibito, lo abbiamo detto chiaramente, come youtube e tutte queste cose, tutto proibito: chiudete tutti questi orrori dei computer e mandateli a quel paese, se volete essere salvati dal mondo, dal demonio, perchè sono finestre attraverso le quali entra il mondo dentro e ti ottenebra l'anima e ti genera un vizio".

    Kiko Arguello, dalla Convivenza di Inizio Corso
    Porto san Giorgio, 17-20 settembre 2015

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  46. Achille ti verrà un malanno. Torna alla vera fede, prima che sia tardi. Abbadona l'anticristo Kiko e il suo fedele profeta Padre Mario

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  47. Ah ah ah!
    Ha copiato dalla Treccani, senza nemmeno capire quello che c'è scritto, considerato che la Treccani sull'arcano del cristianesimo primitivo usa il condizionale e molte riserve sulle prassi successive tra il III e il V secolo, comunque limitate alla partecipazione alla Messa tra i catecumeni e i battezzati. Che c'entra con l'arcano della convivenza rimane il vero arcano :-)
    Nemmeno ha letto tutto, perché ha pubblicato anche una pubblicità e il vocabolo arcanista:
    Pubblicità
    "Vocabolario
    furbetto dello scontrino
    loc. s.le m. (iron.) Chi commette irregolarità nella gestione di scontrini e ricevute fiscali. ◆ Nel 2011, infatti, i controlli totali delle fiamme gialle furono 6
    arcanista
    arcanista s. m. [der. di arcano] (pl. -i). – Antica designazione di chi, nelle manifatture di porcellana, preparava rimpasti e vernici"


    Torniamo a don Mario, per favore: questo davvero non merita che perdiamo tempo appresso a lui, per danneggiare il Cammino fa benissimo da solo.

    RispondiElimina
  48. Il divertimento continua sullo spazio commenti di Kairòs!
    Achille copia-incolla veloce, ha incollato una pagina della Treccani sulla disciplina dell'arcano (l'ultimo caso attestato, la reticenza di un papa, nel 416, a trattare per lettera in modo esplicito aspetti dell'Eucaristia) per giustificare l'arcano sulle esternazioni kikiane.
    Solo, gli deve essere sfuggito il cursore, perché ha incollato pure "furbetto dello scontrino
    loc. s.le m. (iron.) Chi commette irregolarità nella gestione di scontrini e ricevute fiscali."
    con tanto di visite delle Fiamme Gialle nel 2016.
    Ma forse non è casuale e c'è un collegamento fra arcano neocatecumenale, genio senza il quale si ferma l'ingranaggio ed evasione fiscale?
    Lo scopriremo alla prossima puntata!

    RispondiElimina
  49. Per tornare a don Mario Pezzi, come giustamente siamo stati richiamati a fare, vorrei comunicare una mia impressione, non però suffragata da elementi esterno alla mia esperienza, e cioè che, nonostante il sacerdote facesse parte dell'équipe di Kiko e Carmen già in precedenza, non avesse alcun rilievo e non venisse neppure nominato prima che si imponesse la necessità di compilare gli Statuti del cammino, di dargli cioè una qualche forma giuridica compatibile con quella di realtà all'interno della Chiesa.
    Allora la presenza del prete accanto ai due laici di punta, ha cominciato ad essere valorizzata, dentro e fuori il cammino.
    Anche se sappiamo come abbia continuato ad essere un "figlio di un dio minore", vedi persino la sepoltura ai piedi del sepolcro a doppia piazza dei due iniziatori iberici.
    Inoltre sappiamo bene che, anche negli Statuti, il sacerdote nel Tripode è la figura più debole, l'unica, fra le tre, che può essere sostituita.

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  50. In un branetto della catechesi di don Pezzi riportata su Kairòs viene citato un versetto dalla prima lettera di Giovanni (2,27)

    "E quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna".
    (1Gv 2, 27)

    Ebbene, è interessantissimo che citi proprio questo versetto, perché fa parte di un paragrafo intitolato:

    "Quarta condizione: guardarsi dagli anticristi"


    L'apostolo Giovanni infatti si riferisce ad alcuni falsi profeti che "sono usciti da noi, ma non erano dei nostri: se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi" e li definisce anticristi.

    Esattamente la riga precedente a quanto citato da don Pezzi, cioè il versetto 26, dice: "Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi".

    Per questo poi dice: "non avete più bisogno che alcuni vi ammaestri", si riferiva a questi anticristi che si accreditavano come maestri e davano ad intendere che si sarebbero salvati solo gli eletti che avessero dato loro ascolto.

    Per questo Giovanni li richiama all'unzione già ricevuta, agli insegnamenti autentici degli apostoli avuti all'inizio.

    Don Pezzi invece, appoggiandosi ad una nota della Bibbia di Gerusalemme cosa dice?

    "E' quanto avviene nell'annuncio del Kerygma: il suono dell'Annuncio da parte del catechista entra attraverso l'udito nel nostro cuore..."

    L'Annuncio è il Kerigma e chi lo trasmette è il catechista, quindi dà ad esso una connotazione neocatecumenale.

    Ma soprattutto "dimentica" i falsi profeti, responsabili della divisione del popolo di Dio e della creazione di gruppetti di "eletti" dimentichi dell'unzione ricevuta nella Chiesa dai suoi ministri.

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  51. Lorenzo risponde a baccalasino

    Senza leggermi tutto quello che mi hai copia-incollato (se volevo leggermi la Treccani, sapevo dove andare a cercarla) ti faccio una domanda molto semplice: come è conciliabile che ci siano santi che sono morti da bambini o da adolescenti (un esempio per tutti San Gabriele dell'Addolorata) e che quindi non hanno avuto l'accesso agli "arcani" e ai passaggi iniziatici?

    Vedo che lei non è neanche ben informato sulla Messa attuale: se invece che frequentare l'Eucaristia del sabato, partecipasse alla Messa parrocchiale della Domenica saprebbe che anche lì c'è una parte detta sottovoce (durante l'abluzione). Ma non c'entra nulla con l'arcano, infatti tale parte (così come quella della Messa Tridentina) è riportata per intero in ogni messale acquistabile in una libreria cattolica.
    Capisco che la diffusione delle informazioni sia molto temuta dai NC: provi a chiedere ai suoi catechisti un bilancio della "Fondazione Famiglia di Nazareth per l'evangelizzazione itinerante".
    Io l'ho fatto, se vuole le faccio sapere la risposta.
    Un saluto

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  52. Volevo fare una digressione sulla poesia di Montale. Posto che trovo spocchioso citarla perché è evidente la citazione per se stesso, in fondo per rispondere alle sempre più mirate critiche anche interne tira fuori il dogma: "io non mi posso fermare altrimenti si ferma tutto "
    Ed ecco la digressione, tempo addietro era balzato agli onori della cronaca un ammanco clamoroso dentro una stanza di compensazione di una banca. Questo era stato scoperto perché era stato lasciato solo colui che operava dentro la stanza, il quale aveva smesso per paura. Peccato che per come era stata organizzata l'operazione proprio il fermarsi avrebbe immediatamente messo in luce l'ammanco. Morale....non può fermarsi altrimenti i conti devono tornare all'istante. Saranno problemi di altri....purtroppo.

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  53. "Per essere protagonista della propria formazione, il seminarista o il prete dovrà dire dei 'sì' e dei 'no' - ha sottolineato il Pontefice - Più che il rumore delle ambizioni umane, preferirà il silenzio e la preghiera; più che la fiducia nelle proprie opere, saprà abbandonarsi nelle mani del vasaio e alla sua provvidente creatività; più che da schemi precostituiti, si lascerà guidare da una salutare inquietudine del cuore, così da orientare la propria incompiutezza verso la gioia dell'incontro con Dio e con i fratelli. Più che l'isolamento, cercherà l'amicizia con i fratelli nel sacerdozio e con la propria gente, sapendo che la sua vocazione nasce da un incontro d'amore: quello con Gesù e quello con il Popolo di Dio".
    Papa Francesco, 7 ottobre 2017

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  54. Commenti eliminati sul sito Kairos (e quindi non più leggibili). Chissà come mai, ma me lo aspettavo. Del resto, con i NC finisce sempre così! Di domande non se ne possono porre (si sa, vige l'arcano...), di risposte men che meno se ne ricevono (a meno che non siano sempre le stesse, a mo' di fotocopia)!

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  55. Certo che ora come ora sembra un po' sardonico è un po' irridente l'invito sulla pagina di Kairòs "Posta un commento".
    Sembra quasi dire: "E dai, provaci, scrivi qualcosa, tanto poi te lo cancelliamo!"
    L'unico a non scoraggiarsi è Achille, tanto la Treccani è sempre lì, nulla è perduto.😉

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  56. ACHILLE:

    grazie. Il tuo intervento ha avuto il merito di ricevere risposte grazie alle quali il Cammino ne è uscito maciullato e a me hanno fatto divertire molto.

    Sembrate talmente gonzi che quasi mi fate pena. Lino, Tripudio, Valentina e gli altri vi rigirano e vi strizzano come un panno per pavimenti. Siete come dei pupazzi nelle mani di bravi ventriloqui.
    Raramente mi sono divertito come stasera.

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  57. Don Mario Pezzi si è preso gioco di me che non sono più in comunità,di te che invece lo sei e di tutto il clero. Mi lego a Valentina Giusti che riporta un pezzo del discordo di don Mario sul vangelo di Giovanni, aggiungo solo che è un ipocrita, tutte le mancanzè da prete indegno gli andranno di traverso.

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  58. Per dire la verità Pietro, Lorenzo è stato molto puntuale ed efficace su Kairòs. Peccato che sia stato cancellato per ben due volte.

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  59. ACHILLE:

    a proposito di arcani: se siete cattolici e se gli arcani sono già contenuti nella Chiesa, perché non vi limitate a quello che fa la Chiesa? Perché questa fissa? Perché tante regolette strane INVENTATE da Kiko?
    Se il vostro carisma è evangelizzare, allora prendete i mamometri CORRETTI (e non quelli eretici di Kiko), e girate il mondo a proclamarli, ma non rompete le scatole con liturgie sacrileghe.
    Imparate a memoria i mamometri CORRETTI dalla Chiesa, che non contengono eresie come quelli di Kiko, e ripeteteli a pappagallo, e non rompete le scatole a dei poveracci assillandoli coi soldi.

    Un modo sicuro per riconoscere le sette: la fissa del sesso e dei soldi.
    Nella seconda lettera ai Corinzi san Paolo afferma che lui non ha mai cercato i loro soldi (come facevano spesso quelli che lui ironicamente chiama i superapostoli). Che differenza tra Paolo e Kiko!
    E quando Paolo ha chiesto i soldi, li ha chiesti per i POVERI e non ha mandato Timoteo a chiederli per lui! Bella differenza con Kiko!

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  60. Citare la Treccani nella storia dell'arcano è da gonzi. La Treccani davvero merita di essere letta: http://www.treccani.it/enciclopedia/disciplina-dell-arcano_%28Enciclopedia-Italiana%29/
    Un passo per tutti: "Si può concludere che la Chiesa, nei primi tre secoli, non conobbe la 'disciplina dell'arcano', per quanto, a causa delle persecuzioni, vivesse talora clandestinamente".
    Nel seguito, tra il III e il V secolo, "comparve una distinzione nella predicazione e nella partecipazione alla Messa tra i catecumeni e i battezzati. Ai primi si parlava del battesimo e dei principali dommi soltanto, riserbando l'istruzione completa, specialmente circa l'Eucarestia, a dopo che avessero ricevuto il battesimo". Il tutto, in ogni caso, è illustrato come "sembra che ciò sia più misura di prudenza che legge stabilita".
    Cosa cavolo c'entri la disciplina dell'arcano con il segreto neocatecumenale che involve migliaia di pagine di mamotreti, plichi delle convivenze, scrutini e catechesi di Kiko, trent'anni di Cammino proprio non si capisce. Anzi si capisce: è fumo negli occhi, balordaggine per i gonzi come il nostro Pasqualone che nemmeno si è reso conto di aver citato una enciclopedia che gli dà torto.

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  61. Padre Mario si è formato al servizio presbiteriale da quando aveva 10 anni, affianca kiko da quando era un ragazzo, sa quale è la sua missione, è sicuro che ritiene di essere sulla corsia di Dio. Chi sono io per metterlo in dubbio? I presbiteri hanno un carico di lavoro faticoso, dico a Rebel di non giudicarlo, era stanco e preoccupato per qualcosa. Dovevi andare di nuovo da lui dopo un paio di giorni. E'un uomo,lo avevi idealizzato.

    Anonimo

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  62. Anonimo delle 6,49
    Don Mario un carico di lavoro faticoso? Ma stai scherzando vero? Lui ha scelto la strada larga e comoda!

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  63. Hai ragione anonimo delle 6,45 viaggi, hotel,aperitivi e lauti pasti impegnano, non ha tempo di ascoltare i fedeli, la ragazza doveva riprovare.
    La regola è ritenta e sarai più fortunato.

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  64. Padre Mario si è formato alla vita religiosa da quando aveva 10 anni, nei Padri Comboniani, a quello l'aveva chiamato Dio. In quella missione aveva ricevuto il Sacerdozio, ma lui l'ha rigettata per seguire Kiko e Carmen, e fare la bella vita e i suoi viaggi apostolici.
    Da decenni Mario soffre di depressione e ansie ed è in cura presso un famoso psicologo di Roma.
    Non fa il presbitero, visto che non insegna e non guida, e santifica solo quando Kiko glielo ordina.
    A me Mario mi sembra al massimo il cane da compagnia di Kiko.

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  65. @anonimo 6.49

    "...Dovevi andare di nuovo da lui dopo un paio di giorni. E'un uomo,lo avevi idealizzato...."

    Eh no, era p. Mario che avrebbe dovuto ricercare Rebel, come ogni buon pastore che va alla ricerca della pecora perduta, che si prende cura del proprio gregge.

    Voi scaricate sempre sugli altri le vostre responsabilità!

    E aggiungo avrebbe anche chiederle scusa.

    Noi dovevamo chiedere scusa a chi ci aveva trattato male e loro invece non devono chiedere scusa per i loro errori?

    Cari NC cs lo potete spiegare questo arcano?

    EX-NC-???

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  66. Sì, è vero!
    Noi li idealizziamo troppo questi poveri presbiteri, in fondo sono soltanto uomini.
    Li idealizziamo quando li cerchiamo per una guida spirituale e loro ti invitano a parlarne con i catechisti;
    li idealizziamo quando li vai a trovare per sottolineare un problema di équipe che distrugge la comunione e loro ti invitano a parlarne con i catechisti;
    li idealizziamo quando esponi in confessione i tuoi peccati e loro ti assolvono in fretta e se insisti a chiedere un consiglio loro ti invitano a parlarne con i catechisti;
    li idealizziamo troppo quando cerchiamo in loro un punto di equilibrio nelle tensioni comunitarie e se chiedi espressamente un loro parere o meglio una guida, loro ti invitano a parlarne con i catechisti.
    Insomma, essere diocesani, religiosi, r.m., poco importa: nei dubbi e nelle lotte dei momenti cruciali del tuo cammino nella vita comunitaria o nelle tue crisi spirituali, la risposta già la conosci: parlane con i catechisti. È così comodo! A loro basta mangiare abbondantemente nei pranzo Delle convivenze dove hanno e i posti d'onore (accanto ai catechisti), dormicchiare durante e le lunghe e noiose catechesi e avere un popolo davanti al quale esibirsi nel loro patetico "Padre... Padre...", tutto il resto è noiaaaa!
    M.i.B.

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  67. Tipico mezzuccio neocat quello dell'Anonimo delle 06.49. La miglior difesa è l'attacco, e qualche contorsione mentale per accusare l'accusatore si trova sempre. Rebel è stata poco paziente, Rebel l'aveva idealizzato (nientemeno). Tutto pur di non mettere in discussione il modus operandi degli alti in grado nel cammino, vero? La menata che forse Dio voleva che andasse proprio così te la stai tenendo in caldo per dopo?

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  68. Ah, dimenticavo: se ti capita di incrociare li sguardo del tuo presbitero di riferimento che indugia sulle qualità del lato B di tua moglie, abbi pazienza, non lo giudicare con acredine e controlla il tuo piede che avrebbe voluto indugiare con veemenza sul sacro lato B del presbitero in oggetto: non li idealizziamo troppo, sono uomini. Sì, castrati nella psiche, impoveriti nella vocazione, indeboliti dalla conduzione catechistica... Sono uomini e poi... molto poi, anche presbiteri.
    Naturalmente non generalizzo, c'è pure qualche santo prete.
    M.i.B.

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  69. Mi permetto solo di aggiungere che papa Francesco ha tutto il suo bagaglio di formazione gesuita e perciò usa i termini di quel lessico. Nel quale "inquietudine del cuore" non è un fattore propriamente negativo (lo sottolinea lui stesso precisando "una salutare inquietudine"), mentre "schemi precostituiti" lo è perché riguarda gli schemi mentali di coloro che si illudono che il proprio rapporto col Signore una volta incasellato in un'abitudine (gesti e parole) non abbia più altro da dire alla propria vita.

    Ciò non toglie nulla a quei gesti e parole che sono sempre stati raccomandati dalla Chiesa come salutari, e dei quali abbiamo visto infiniti esempi nella vita dei santi. Spesso e volentieri accade che una pallida e sterile imitazione dei gesti dei santi faccia scoccare una scintilla che fino a quel momento era sempre stata soppressa. Mi viene in mente ad esempio una moda scoppiata all'improvviso fra i pretini giovani delle mie parti, partita un po' di anni fa, di prolungare l'elevazione per parecchi secondi, come faceva padre Pio. Solo che padre Pio celebrava in maniera particolarmente solenne, ogni centimetro di movimento e ogni più piccola sillaba erano nella massima tensione verso Dio. I pretini in questione, invece, dopo aver celebrato sciattamente tutta la parte precedente della Messa, allungavano a dismisura l'elevazione.

    Beh, il risultato positivo (e tutto sommato inatteso) di quell'imitazione idiota fu che dopo un po' furono meno pacchiani nella celebrazione della liturgia, e un filino più rispettosi del Santissimo. Non un enorme risultato, certo, ma fu dovuto praticamente al solo fatto di aver malamente imitato padre Pio.

    L'autore del commento «...dovevi andare di nuovo da lui dopo un paio di giorni...» deve ringraziare il Signore che il proprio deretano è lontano dai miei rudi, robusti e massicci stivali. Il sottoscritto, in diversi momenti difficili della propria vita, ha chiesto brevissima udienza a qualche pretino ottenendo come risposta un invito a tornare "dopo un paio di giorni", e negli attimi successivi il pretino si è amorevolmente intrattenuto in sterile e chilometrica conversazione con gente che aveva tempo da perdere.

    È comprensibile che il sacerdote stanco non abbia voglia di ascoltare "per un minutino" un fedele che potrebbe magari trattenerlo per ore intere. Ma è il suo compito. Davanti a Dio, lui è tenuto a porgere orecchio al fedele che gli chiede aiuto, allontanandolo solo quando maturasse la ragionevole certezza che tale fedele ha non l'intenzione di domandare aiuto ma quella di far perdere tempo. In un caso particolare - ero assai giovincello e meno diplomatico di oggi - restai lì imbambolato a due metri di distanza ad aspettare che il pretino terminasse di disquisire del più e del meno col fedele perditempo, illudendomi che una volta terminate le loro facezie mi onorasse di quei pochi attimi che gli avevo chiesto. Il pretino in questione - uno molto quotato nel borsino clericale - mi vide più volte, ma sembrava prolungare di proposito la patetica conversazione, e addirittura invitò un altro fedele a disquisire del più e del meno, tra la rava e la fava, finché si fece troppo tardi e un terzo fedele corse a dirgli che il passaggio in macchina era pronto e la macchina fuori posto per cui bisognava andar via presto, e poi il pranzo era quasi in tavola.

    Da allora ad oggi ho sempre avuto un sano disprezzo per i preti "di mestiere", come costui che aveva pianificato che dopo la Messa domenicale è orario non lavorativo sino al mattino successivo. Un prete è prete per sempre, in ogni momento, anche quando dorme. Ha sicuramente diritto al suo riposo, ha sicuramente diritto a non essere seccato per questioni ridicole, ha sicuramente diritto di scegliere di non dare udienza ai perditempo, ma dovrà rendere conto a Dio di tutte le occasioni in cui ha abbandonato un'anima a sé stessa magari mandandole il messaggio "il tuo problema non vale un singolo secondo del mio tempo".

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  70. In gnenerale, mentre i giovani di altri movimenti ecclesiali fanno a gara di vanto a chi ha i sacerdoti più saggi, più introspettivi, più sapienti, più intelligenti più istruiti, più .... solo i neocatecumenali hanno delle aspettative molto basse dalla missione sacerdotale. Questo è dovuto al fatto che, nelle comunità, il ruolo pastorale del presbitero viene buttato sotto i tappeti, per fare spazio a quello dei catechisti, che sono i mandatari di "Kiko tra noi".

    All'esterno questo atteggiamento si vede al momento in cui un presbitero combina qualche pasticcio (non contro il cammino o i suoi dettami, ovviamente, nel qual caso, fanno fuoco e fiamme).
    In quel caso ecco che i neocatecumenali si tirano su come tanti scudi umani e non c'è argomento o ragione che passi attraverso la scorza delle loro teste.
    Ai neocatecumenali infatti viene martellato bene in testa che il presbitero è "uno come te", che "deve finire il suo cammino di conversione", che "se il Signore considera i peccati non si salva nessuno", che la particolarità del presbitero è quella di amministrare i sacramenti e, quindi, sei TU, fedele della domenica, che hai il dovere di NON pretendere da lui particolari qualità. E se ne resti deluso, sei tu che hai sbagliato.

    E va bene.

    Pretendete per i vostri presbiteri RM il diritto di essere somari da molti punti di vista? E, allo stesso tempo, pretendete che i fedeli abbiano il dovere di non idealizzarli?

    Allora, fate indossare ai suddetti presbiteri un paramento con su scritto RM nel momento di esercitare le loro mansioni sacerdotali, così che i fedeli sappiano con chi hanno a che fare PRIMA di parlare con loro, e possano decidere da sé, se hanno davvero bisogno di una direzione catastrofica e di sacramenti malamente amministrati.

    E vedrete che avrete la botte piena e la moglie ubriaca, chi deve ragliare raglia e nessuno idealizza nessuno.

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  71. Ricordo distintamente una testimonianza di qualche tempo fa di un presbitero d'alto lignaggio neocatecumenale che disse in confessione: "Non ti posso assolvere, di questo devi parlare con i catechisti".
    Allora mi sembrò quasi un'esagerazione, ora, leggendo altre esperienze consimili con presbiteri nc, non più tanto.

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  72. Il caro anonimo fa riferimento ad una delle esplicite regole che vigono nel cammino, di cui c'è solo da vergognarsi e coprirsi viso, corpo e anima con uno spesso VELO PIETOSO! La regola è: "SHHHHHH....". Il silenzio! Se l'argomento proposto può logorare il cammino, anche se grave non viene ascoltato; si rimanda la conversazione a tempi inesistenti, con la scusa che la fretta di qualche circostanza più importante della tua vige. Oppure, come nel caso di Pezzi, il presbitero alza la mano, gira il viso dall'altra parte e dà ad intendere che non è argomento di cui discutere, nè con lui nè con nessuno. La sostanza è una, e contraddice alla grande questo anonimo che si espone con supponenza; i preti provenienti dal cammino (con le dovute rare eccezioni), possiedono una formazione parallela che si determina nella dottrina e modalità kikiana, il che fa bene intendere la prepotenza e la noncuranza verso i fedeli che ne scaturiscono, perchè il principio e la fine del cammino è unico e non modificabile, la persona di kiko e i suoi fini al centro dell'universo neocatecumenale. E i fedeli? Beh anche loro hanno la loro importanza, i tre folli vi si dedicano, ma non nell'ascolto amorevole volto all'aiuto, bensì nell'esortazione a...ELARGIRE I SOLDI necessari a far girare questo meccanismo logoro e stantìo. Non penserete sul serio di aleggiare su quella strana e superstiziosa provvidenza che vi inculcano sin dalle catechesi iniziali!
    Idolatria? Come ti permetti? Idolatra sei tu che difendi l'atto degenere di Mario a discapito della mancanza da me subita! Dovresti lavorare sulla tua autostima in modo da distaccarti da queste concezioni che saltano a piè pari le problematiche, per poter salvaguardare a prescindere le figure disturbanti di Mario, Kiko e Carmen! Sei un tipico neocatecumeno affannato.

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  73. Ho trovato il commento a cui facevo riferimento:

    albamagica17 febbraio 2016 20:12
    Sottoscrivo, in piena coscienza per aver fatto quasi le stesse esperienze di chi ha parlato prima di me e potrei raccontarne ancora di più, ma voglio raggiungere solo questa: durante una convivenza mi ero confessato con Padre Mario Pezzi di alcuni miei peccati in ordine alla convivenza matrimoniale, che in quel tempo era difficoltosa ed il prete mi dice: non posso darti l'assoluzione perché dobbiamo prima riferirlo a Kiko. Così fece, fanti a Kiko, Carmen ed altre anziani catechisti (i suoi 12 apostoli)!!! Continuerò appena avrò il tempo, molto, per farlo, affinché termini questo autentico scandalo nella Chiesa di Roma. Michele

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  74. @Anonimo 09/10;06:49

    “E’ un uomo , lo avevi idealizzato” - Vuoi dire come tu fai con Kiko?

    Quando io cominciai il CN, anche l’ignaro e mite (già un po’ anziano) nuovo parroco, trovandosi le comunità già presenti da decenni , “entrò nella comunità dove ero io” (che espressione RIDICOLA da applicare al Pastore che deve essere guida dell’intera Comunità Parrocchiale) dove lui cominciò a fare come aveva sempre fatto e come aveva imparato in anni di SERIA formazione (non come quella che fanno nei seminari RM): ascoltava, esortava, correggeva, incoraggiava … ma ben presto questo fu costretto a farlo solo “in privato” perché i catechisti gli dissero davanti alla comunità (NC) che lui lì era

    “un fratello come gli altri” e solo di se’ doveva parlare.

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  75. Non è così nella Chiesa Cattolica: il sacerdote, è un uomo sì, ma NON è “come gli altri”.

    Ti consiglio di ascoltare le parole che il Papa ha pronunciato il 7 ottobre al congresso sulla formazione sacerdotale, (ne trovi alcune parti citate nel mio commento 07/10;22:55 e in quello di Lino 08/10; 20:28) dove dice cosa è richiesto e NECESSARIO per un sacerdote .. certamente tutte cose non richieste agli “altri uomini”.

    Voglio rimarcare il concetto con quest’altra citazione:

    (rivolto ai sacerdoti) – “ Ogni giorno avete Dio tra le vostre mani .. Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. Voi obbligate Dio a scendere in Terra! Siete grandi! Siete creatura immense! Le più potenti che possano esistere. …
    Sacerdoti, vi scongiuriamo: siate santi! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti! Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. ….. a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci solo voi! … Andate a tenere compagnia al Signore. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. ..
    Sacerdoti, parlateci di Dio! Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina. ..
    Scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!
    Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani centomila km. La vicinanza è nel cuore di Dio, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.”
    (Enrico Medi – Servo di Dio)

    Che dire allora di un sacerdote come don Mario Pezzi che ha barattato questo tesoro prezioso che Dio ha messo in lui con la soddisfazione umana e meschina di stare APPICCICATO a Kiko e Carmen “per 45 anni” ?

    E i giovani sacerdoti che escono dai seminari RM forse sono ancora peggio … il tal don W.A. che era in equipe con gli itineranti che “si sono portati via mio marito”, sacerdote che se “isolato dal cammino” avrebbe potuto essere un ottimo sacerdote (quindi forse è un caso di vocazione autentica) , ma lì era completamente succube (al punto che era la catechista a gestirgli le medicine di cui necessitava..) …… NON si è mai degnato di rispondermi al telefono, ne’ di rispondere ai miei messaggi quando, facendo lo sciopero della fame, chiedevo ogni giorno a loro catechisti che parlassero a mio marito perché restasse con me.

    Grazie a Dio di ottimi sacerdoti ce ne sono. Il mio attuale parroco è disponibile H24, il suo cellulare è sempre acceso e non sono state poche le volte che (purtroppo per incidenti o gravi fatti) si è precipitato anche nel cuore della notte là dove c’era bisogno di lui. E’ rimasto da solo a gestire una Parrocchia grande (e molto viva come impegno dei laici) ma ha anche l’umiltà di chiedere aiuto ai confratelli delle altre parrocchie quando ha bisogno , ad es. per le confessioni, si scambiano la disponibilità a seconda dei rispettivi orari di Messe e Catechismo.
    Quando c’erano i NC in Parrocchia e lui era cappellano, lo tolleravano a fatica e infatti, quando è diventato parroco, se ne sono scappati a gambe levate … perché, secondo loro : “era un prete che NON aveva lo Spirito” (!)

    C’è la crisi delle vocazioni? I preti sono pochi?
    Mi permetto di dire la mia opinione: meglio pochi ma buoni, meglio pochi che neocatecumenali!

    Roberta

    RispondiElimina
  76. Roberta dice giustamente "meglio pochi che neocatecumenali".

    Concordo. E quando dico di taggare i presbiteri RM in modo che chi sa dove hanno studiato li eviti, voglio significare che una cattiva formazione sacerdotale rovina l'anima dei fedeli, le loro vite e tutta la Chiesa alla base.

    Gli effetti di una cattiva formazione sacerdotale vanno evitati in tutti i modi, con la correzione fraterna, dove ancora si può, ma (parere personale) anche disertando le chiese dove la fede viene inquinata.

    Inoltre, diventare presbitero RM rovina anche l'anima di questi ragazzi che avrebbero potuto fare qualcosa di meglio nella vita che ragliare kikate.
    È una mia opinione: i seminari RM andrebbero chiusi e, chi è già presbitero RM, ri-vagliato. Kiko non dovrebbe avere il permesso di sfornare sacerdoti.
    Tanto più che, come osservava L'Apostata qualche tempo fa, tale permesso gli è stato elargito in modo discutibile.

    E quindi mi mandano in bestia (e per bestia anche io intendo gli anfibi con la punta d'acciaio che prude) sia le porcherie dei preti che l'attitudine di chi le giustifica con la scusa che sono uomini. Tanto più quando si tratta di porcherie gravi, considerate immorali ed illegali anche dal "viziosissimo mondo".

    Perché mai un sacerdote ci si dovrebbe allineare?
    E perché mai un cristiano dovrebbe giustificare l'allineamento di questo sacerdote?
    E allora: che si consacrano a fare?!
    Per maneggiare qua e là, essendo giustificati da noi, che dovremmo essere guidati nella Fede da loro?! E finire tutti e due in una buca? (cit.)

    Esempi classici: se la compagnia dei bus della vostra città, per risparmiare, non insegna percorsi, orari e norme di sicurezza ai suoi autisti. Cosa fate, dite che l'autista è solo un uomo e vi accontentate di finire in aperta campagna con tutte le vostre valigie, invece che alla stazione?
    Se nella scuola dei vostri figli il preside mette in cattedra non insegnanti ma volontari a cui piace parlare in pubblico di varie materie. Cosa dite, che "non è che perché stanno in cattedra sono tenuti ad un programma rigido"?!

    "Non resistete al male! Neppure quando vi meno io tramite i miei presbiteri!"
    "È la volontà-dì-dìo-per-la-vostra-salvezza!", come ricorda Donna Carson.
    Bella roba.

    RispondiElimina
  77. Padre Mario ha un carico di lavoro molto pesante. Voi vedete cene, hotel, ma fermatevi e pensateci, quanta responsabilità si è preso in carico questo presbitero per me, per te per tutti quelli che oggi dicono si e camminano? Ci lamentiamo troppo, ci devono sopportare e noi non possiamo accettare se una volta non hanno tempo?
    Prima di sputare veleno pensate

    RispondiElimina
    Risposte

    1. @Anonimo 15:16

      Il mio parroco ha 1 carico di lavoro molto pesante!.. (e lo svolge in letizia) ..

      non un prete NC senza fissa dimora che se ne va vagabondando per il mondo seguendo
      "schemi precostituiti" (espressione del Papa) da personaggi ambigui come Kiko Arguello..

      Ma le hai lette le testimonianze ? Anche qlle riguardo alla Confessione?

      Pensi che la cosa più grave da rimproverare a 'presbiteri' come don Pezzi sia il "non avere tempo"?
      È stata fortunata qlla persona con cui nn ha voluto parlare,

      magari questi non avessero tempo di parlare mai con nessuno .. eviterebbero di fare danni!

      È la "incompetenza" spirituale e pastorale la cosa più grave che va messa in evidenza ..

      l'"incompetenza" di CUORE, che non lo smuove (attraverso la "sana inquietudine") ad uscire a toccare le ferite del popolo di Dio e così lasciarsi a sua volta plasmare e TRASFORMARE nella sua vita di fede. Perché vivere la fede presuppone sempre "evoluzione", mai "immobilismo" anche x 1 sacerdote.

      Che cosa è cambiato in questo sacerdote che si vanta di aver collaborato x 45 anni coi due ambigui personaggi?
      Appare sempre uguale .. 1 maschera di cera!

      Ma con quale "coraggio" un sacerdote mentre amministra il Sacramento della Riconciliazione dice: prima di decidere x l'assoluzione o no devo PARLARNE CON KIKO? Parlare di cose coperte dal SEGRETO confessionale CON UN LAICO ESTRANEO?

      Ma con quale "coraggio" può stare davanti al Signore dopo aver fatto 1 cosa del genere?

      Ma vergognati tu per lui!

      E vergognati anche tu a difenderlo.

      Roberta

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  78. «Prima di tutto, penso che gli storici approfondiranno questo fatto della fondazione di una realtà ecclesiale fatta da un uomo e una donna, che hanno collaborato costantemente insieme. Ci sono stati altri santi, ma non con questa convivenza, per tutti questi anni.»

    Vediamo un pò.... altri santi, uomo e donna che hanno collaborato strettamente creando una realtà ecclesiale... mumble mumble... è difficile... ha ragione don Mario Pezzi! Mumble mumble....

    Ecco! Ci sono! Due tipi... ricordo a malapena due tipi un pò di tempo fa... forse Francesco e Chiara di Assisi? mi confermate? Ma sicuramente ciò che hanno fatto, le realtà ecclesiali che sono nate da loro e la venerazione di cui sono oggetto non è nulla al confronto di Kiko e Carmen... E' quasi ovvio che al buon don Mario Pezzi siano sfuggiti, è un uomo anche lui... con i suoi limiti...

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  79. Anonimo del 9 ottobre 2017 15:16

    E' vero, hai ragione, dovremmo riflettere di più prima di crocifiggere don Mario Pezzi, sicuramente ha molti impegni di cui la maggior parte di noi non è a conoscenza e di cui non ha alcun diritto di esserne a conoscenza e quindi... Dovremmo moderare il linguaggio.

    Però... Però... qualcuno di voi dovrebbe riuscire a dirgli di sparare meno ca***te quando è stanco, è meglio che quando è stanco se ne stia zitto piuttosto che dire che non riesce a trovare, nella storia della Chiesa, un uomo e una donna che hanno collaborato così come hanno fatto Kiko e Carmen... Diteglielo, perchè se spara 'ste st****ate poi chi ci rimette è lui! Poi come si fa a credere alle altre cose che dice se le infarcisce di fesserie come queste? Ci rimette lui e voi!
    Vi prego, siate misericordiosi, se quando è stanco dal troppo lavoro straparla, convincetelo a riposarsi bene prima di parlare, altrimenti si rende ridicolo lui e sparge il ridicolo su tutto il cammino

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  80. A quanto mi risulta:

    basta l'accusa mossa ad un sacerdote, fatta nelle opportune sedi ecclesiastiche, di aver rivelato qualcosa detto in confessionale, per far scattare AUTOMATICAMENTE la sospensione ad divinis; poi, dopo che un tribunale ha concluso le indagini e dalle indagini è emerso che le accuse erano false, la sospensione viene abrogata ed il sacerdote può tornare ad esercitare.

    Vi rendete conto di cosa significa se don Mario Pezzi avesse detto veramente di dover parlare con Kiko di cose ascoltate in confessione? Basterebbe questo per farlo sospendere... basterebbe questo...

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  81. Ad Anonimo delle 15:16 che scrive "pensateci, quanta responsabilità si è preso in carico questo presbitero per me, per te per tutti quelli che oggi dicono si e camminano":
    ma se è dall'inizio di questo articolo che diciamo e ripetiamo quale grave responsabilità ha questo presbitero soprattutto di fronte a chi ha detto sì a Kiko e cammina!
    Qui ci rendiamo benissimo conto del peso che deve portare chi, con la sua presenza, ratifica lo spregio ai sacramenti, al Battesimo con tuffo pirotecnico, all'Eucaristia seduta e alla Confessione come piace a Kiko.
    Ma volessimo dimenticare tutto ciò, basterebbe ricordare che ripete ad ogni GMG a platee di giovani "tutto ciò che ha detto Kiko si è compiuto nella mia vita e in quella della mia comunità".
    Ah sì? E la famosa promessa della comunità che, una volta adulta, si scioglie nella parrocchia, fatta nelle catechesi iniziali? E il famoso impegno a "non chiedere nulla", vanificato fin da subito? Proprio gravi responsabilità, si porta addosso, senza alcun dubbio! E questo non è veleno, sono fatti: prova a sconfessarli, se ci riesci!

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