domenica 5 giugno 2016

L'obbedienza ai cosiddetti "catechisti" non è dovuta e non è opportuna

Dio parla per bocca dell'equipe dei catechisti?
È nelle direttive del Cammino, tutti i fratelli lo sanno, non c'è possibilità di equivoco, è innegabile: il Cammino Neocatecumenale si fonda sull'obbedienza ai suoi cosiddetti "catechisti"!

Il tipico neocatecumeno è convinto (perché è la stessa struttura del CN ad affermarlo) che Dio parli per bocca dei cosiddetti "catechisti" quando questi sono riuniti insieme in equipe insieme ad almeno un sacerdote (o presbitero) e vanno a trovare le comunità per vedere come stanno. 

Il Cammino Neocatecumenale afferma che, in questa situazione (cioè quando l'equipe è completa con sacerdote e si è riuniti presso una comunità) che:
  • I "catechisti" del Cammino hanno un discernimento di natura divina; lo Spirito Santo ispira loro cosa dire in quel momento al singolo fedele.
  • "Catechisti" e sacerdoti non fanno errori (o comunque molto raramente) anche nella guida spirituale; è quasi infallibilmente vero e/o buono e/o adeguato al fedele, ciò che dicono. Lo Spirito Santo parla bene sempre attraverso di loro e chi non lo capisce bene è perché non ha l'orecchio pronto oppure ha il cuore indurito.
Kiko in Giappone (7-8 maggio 2016)
  • Gli eventuali errori dei "catechisti" e sacerdoti non rimangono tali; eventuali affermazioni o consigli falsi e cattivi sono trasformati dallo Spirito Santo in modo tale che il fedele li ascolti come veri e buoni.
Inoltre:
    Comitiva di catechistoni neocatecumenali
  • Se il "catechista" ti dà un ordine fuori ogni logica, vuol dire che Dio, pur sapendo quel che il "catechista" dice, ha un disegno buono sul fedele e sta usando anche quel consiglio cattivo per saggiare quanto tu ti fidi di lui oppure per chissà quale divino disegno di provvidenza (e comunque il fedele ci guadagna la vita eterna visto che ha obbedito fino ad annullare la propria ragione).
  • Gli errori dei "catechisti" non hanno conseguenze realmente negative, non possono essere per il prossimo occasione di rovina spirituale, scandalo, peccato. Il fedele, anche obbedendo ad un consiglio cattivo, ne trarrà, per ciò stesso, un bene spirituale.
  • Il fedele deve obbedire al catechista ciecamente, cioè anche quando le motivazioni di ciò che gli è chiesto sono ignote o contro ragione. Nell'obbedienza bisogna "sacrificare" cioè annullare la propria ragione. Nessuno ha il diritto di accertarsi della liceità di ogni atto che stia per compiere (significherebbe mettere in dubbio il divino discernimento dei "catechisti" - e quindi di Dio - ed essere tentato dal demonio); o meglio, può disobbedire, è libero; ma se lo fa disobbedisce a Dio.
  • "Catechisti" e sacerdoti hanno una grazia di stato tale da poter conoscere completamente e profondamente l'animo e le intenzioni del fedele a loro affidato. Hanno il discernimento per giudicare la moralità degli atti di qualcuno prima ancora di conoscere adeguatamente intenzioni, oggetti e circostanze di quegli atti.
  • Rifiuta Cristo o commette peccato chi non obbedisce al "catechista" per un motivo che reputa lecito ed è conforme alla Scrittura e al Magistero.
  • Il fedele è libero di disobbedire al "catechista" come è libero di disobbedire a Dio (ecco il libero arbitrio); ma chi disobbedisce al "catechista" disobbedisce a Dio; chi non segue il consiglio del catechista, non segue il consiglio di Dio (anche nei casi di coscienza, cioè anche dove non ci sia peccato).
    Messinscena catechetica
  • Nell'obbedienza al "catechista" il fedele è sempre affrancato dalla sua coscienza e dalla sua responsabilità (a meno che non ci sia un peccato esplicito).
  • L'interpretazione (o intendimento) esatta della Bibbia ce l'ha l'equipe dei "catechisti" (in quanto loro sono mandati dal parroco e dal vescovo, quindi da Dio) e quindi se un fedele cita un versetto della Bibbia che sembra contraddire quello che il catechista in quel momento sta dicendo, egli (il fedele) la sta interpretando male perché, in quel preciso contesto, è il catechista ad avere discernimento sul fedele e ad avere la vera interpretazione di quel passo; non il contrario. Anche il demonio può interpretare la Scrittura (in modo perverso ovviamente), ecco perché nel Cammino sono necessari i "catechisti": perché loro hanno sempre quella corretta.
  • Non è necessaria una particolare preparazione teologica e psicologica (se non quella data dal Cammino stesso) per poter fare il "catechista" nel Cammino; se è mandato da Dio, egli sarà guidato dallo Spirito Santo che gli suggerirà cosa dire di volta in volta; anche se sugli statuti del Cammino è scritto che comunque egli sarebbe tenuto ad integrare la propria preparazione su altri testi, di fatto, in realtà, non è considerato obbligatorio.
  • Lasciare il Cammino significa lasciare la Chiesa; si è marchiati a fuoco; una volta conosciuta la verità presentata dal Cammino, non si può più tornare indietro (questo è ufficiale in quanto si trova nelle catechesi dell'Iniziazione alla Preghiera) alienandosi nel mondo.
  • Se il catechista ha dei seri peccati e non è di esempio alle sue pecorelle, il fedele deve seguire l'ordine scritturale "fate come dicono, non fate come fanno"; il "catechista" non è tenuto a essere da esempio agli altri; Dio si serve dei peggiori e dei più peccatori per predicare; inoltre, solo chi ha davvero sperimentato seriamente il peccato può sperimentare la misericordia; Dio si serve di angeli (inviati in questo senso) per portare la sua Parola, ma non dice nulla riguardo alle qualità di costoro: non dice che devono essere alti o belli o con la barba o senza. Anzi, ci sono due tipi di fede: quella infantile (cioè quella in cui credi più al predicatore che a Dio perché credi che lui sia un santo o chissà che cosa) e quella adulta (cioè sai che il "catechista" è una persona fragile come te e quindi gli credi non per le sue qualità ma perché è mandato da Dio).
    Tutte queste direttive valgono solo se i "catechisti" sono in équipe e con almeno un sacerdote al loro fianco. È vero anche che, spesso, secondo la mia esperienza, questa obbedienza mi ha dato molto; molte volte loro sono stati illuminanti, spesso vedevano dove io non vedevo e sembrava davvero che c'era qualcosa di esterno al loro che li illuminava.
Questi sono, in sintesi, alcuni dei cardini fondamentali sui quali poggia il CN; credo che qualunque catecumeno si trovi almeno al Secondo Passaggio, possa tranquillamente confermare la veridicità di ciò che ho detto su come la pensa il cammino.


La "Vergine del Silenzio" di Kiko
(infatti, se leggete i loro cartelloni,
notate che non dicono mai di essere
il Cammino Neocatecumenale)
Alla luce di quello che insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, sono invece arrivato alla conclusione (credo ovvia e naturale) che:
  • Per essere un Cristiano adulto nella Fede e fare la volontà di Dio, non è necessario obbedire ciecamente ad un'équipe di "catechisti" del Cammino Neocatecumenale (o di qualunque altro ordine religioso).
  • Disobbedire ad un "catechista" non significa disobbedire a Dio.
  • La mia coscienza ha un'autorità (solo su di me ovviamente) superiore a quella del cosiddetto "catechista" (la retta coscienza è il primo vicario di Dio).
  • È un dovere seguire la mia coscienza; se la mia coscienza mi dice una cosa ed un "catechista" e/o sacerdote me ne dice un'altra, io DEVO seguire (dove non ci sia peccato ovviamente) la mia coscienza (e quindi, la mia, non è una presa di comodo giusto per non obbedire al catechista).
Se è vero che devo seguire la coscienza, ne consegue che:
  • "Catechisti" e sacerdoti del Cammino possono fare errori anche nella guida spirituale, non è infallibilmente vero e/o buono e/o adeguato al fedele, ciò che dicono. Lo Spirito Santo parla bene sempre, ma non è vero che gli uomini lo ascoltano bene sempre.
  • Gli errori sono e rimangono tali, affermazioni o consigli falsi e cattivi non sono trasformati dallo Spirito Santo in modo tale che il fedele li ascolti come veri e buoni.
  • Gli errori hanno conseguenze realmente negative, possono essere per il prossimo occasione di rovina spirituale, scandalo, peccato. Non è vero che il fedele obbedendo ad un consiglio cattivo ne trarrà, per ciò stesso, un bene spirituale.
  • Non è vero che il fedele deve obbedire al "catechista" ciecamente, cioè anche quando le motivazioni di ciò che gli è chiesto sono ignote o contro ragione. Non è vero che nell'obbedienza bisogna "sacrificare" cioè annullare la propria ragione. Al contrario ciascuno ha il diritto e dovere di accertarsi della liceità di ogni atto che stia per compiere, prima di ogni azione è bene riflettere.
  • "Catechisti" e sacerdoti ordinariamente non hanno una grazia di stato tale da poter conoscere completamente e profondamente l'animo e le intenzioni del fedele a loro affidato. Né hanno il discernimento per giudicare la moralità degli atti di qualcuno prima ancora di conoscere adeguatamente intenzioni, oggetti e circostanze di quegli atti.
  • Non è vero che rifiuta Cristo o commette peccato chi non obbedisce al "catechista" per un motivo che reputa lecito ed è conforme alla Scrittura e al Magistero.
    La "catechesi" della laica dall'ambone...
    ...con addobbo di paramenti sacri!
  • Non è vero che nell'obbedienza al "catechista" neocatecumenale il fedele è affrancato dalla sua coscienza e dalla sua responsabilità. La retta coscienza è il primo di tutti i vicari di Cristo. Ogni atto voluto direttamente è da imputarsi a chi lo compie.
  • Non è necessariamente vero che chi esce dal Cammino, lascia la Chiesa Cattolica!
  • Non è necessariamente vero che chi lascia il Cammino è uno "ingannato dal demonio"!
Un'altra cosa; sarà anche vero che esistono degli ordini religiosi dove vige il voto di obbedienza e quindi il Cammino potrebbe rientrarvi; vi sono però delle cose da considerare:
  • nelle loro costituzioni è scritto chiaramente che c'è quel tipo di pastorale e spiritualità; la Chiesa Cattolica lo conosce e lo ha approvato; ma nel Cammino ancora non è stata approvata questa "particolarità";
  • in quegli ordini, c'è un voto di obbedienza che si fa; mi dite quando mai nel Cammino c'è stato questo voto?
Ora, se sono convinto di tutto questo (che sia vero o no), mi dite perché mai dovrei tornare in Cammino?

È ovvio che, se ti permette di avvicinarti a Dio, credo sia meglio starci comunque; ma non io; si vive una realtà molto profondamente, verissimo. Ma non è giusto dirmi che se esco è perchè non accetto la verità!

Kiko usurpa il ruolo sacerdotale e diaconale,
cantando il Preconio alla Veglia di Pasqua
Ora voi potete dirmi che il cammino non dice questo? che mi sono inventato tutto?

Emblematici sono questi due esempi.

Primo esempio: mi capitò su internet quando chiesi ad un catecumeno:
IO: "ma se il catechista ti dice (o consiglia) di lasciare la ragazza tu che fai?
LUI: "non farmi domande infantili!"
IO: "OK, è una domanda infantile; ma rispondimi! se tu non la lasci, disobbedisci a Dio?"
LUI: "Beh... se me lo chiede, vuol dire che un disegno c'è."
Secondo esempio: quando annunciai a tutta la comunità ed i miei catechisti che mi sarei allontanato per riflettere; forse sarei tornato, ma solo se avessi condiviso questo livello di obbedienza ai "catechisti".

Il "catechista" (itinerante) mi rispose: «dici bene; non puoi fare il Cammino se non hai estrema fiducia in noi; e se il tuo problema non è con noi in particolare, ma con il Cammino in quanto struttura, non serve neanche cambiare parrocchia; a volte diamo consigli; ma noi abbiamo visto i frutti dell'obbedienza; e dici che chi disobbedisce a noi, disobbedisce a Dio; è vero; hai ragione».

C'è un aneddoto ricorrente in Cammino: c'erano due che volevano diventare frati ed andarono in un convento; il frate superiore disse: "se lo volete diventare dovete obbedire a tutto"; e loro: "ok, cosa dobbiamo fare" e lui: "andate nel campo e piantate le carote a testa in giù"; uno obbedì alla lettera e l'altro invece, pensando che il frate si fosse spiegato male, le pianto dalla parte giusta; alla fine fu preso il primo dei due (quello che le piantò a testa in giù).


(da: Alenis)

53 commenti:

sandavi ha detto...

La seconda parte decade secondo i neocatecumenali perché i catechisti non 'ascoltano' lo Spirito Santo... lo Spirito Santo 'parla attraverso', 'mette in bocca le parole' ai catechisti. C'è una bella differenza. Se uno dà per vero questo e ci crede, disobbedire è gravissimo.
Il fatto è che i catechisti NON PARLANO per ispirazione ma secondo il momento e la propria sensibilità, purtroppo facendo riferimento esclusivo a Kiko.
Anche a me é capitato di ricevere del buono ascoltando un consiglio, ma perché Dio si è servito di quel consiglio per compiere il suo disegno.
Questo non può essere vero sempre.
Per i neocatecumenali invece è sempre vero.
È innegabile che per loro il catechista ha una dignità infinitamente superiore a quella del Sacerdote.

Anonimo ha detto...

Per la vostra gioia...
Vediamo se vi va di traverso...
Pietro
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/06/04/0403/00935.html

Lino ha detto...

Si tratta di esperienze, di testimonianze di persone che hanno vissuto a lungo nel Cammino, alle quali si può credere o no. "Da me non succede", potrebbe sostenere qualche neocatecumenale (oramai qui di raro passaggio, negli ultimi giorni).
Il problema è che queste esperienze di ex sono perfettamente coerenti con il catechismo di Kiko, le testimonianze di chi nega no. Riferisce Kiko a un presbitero - anche lui sottoposto a scrutinio - nel mamotreto del II Scrutinio Battesimale:
"Kiko: Vediamo. Io vorrei dirti una cosa, non solo a te ma anche a tutti gli altri. In questo momento la Chiesa esercita attraverso i catechisti un potere di discernimento, di aiuto, di esorcismo, attraverso la vostra realtà; e io credo in questo potere, e che è una grazia di Dio che dà al catechista, come la darà a voi quando sarete catechisti di altri fratelli per poter aiutare, e che ci è dato nella buona intenzione che ha la Chiesa, attraverso questo catechista, di aiutare il fratello".
Le affermazioni nell'articolo di Alenis hanno tutte un perfetto riscontro nel catechismo di Kiko, basta studiarlo; se qualcuno le nega, le ipotesi sono solo due: la sua è una pessima comunità neocatecumenale, oppure lui è un mentitore.

Lino ha detto...

P.S.
L'ho evocato ed è venuto :-)
Ti dispiace, Pietro, andare nel post precedente, commenti 4 giugno 2016 21:03 e 23:53?
Per la tua gioia: forse non hai capito bene, ma non mi meraviglio.

Valentina Giusti ha detto...

' Il Cammino si fonda sull'obbedienza ai catechisti'.
Se siamo d'accordo su questo assunto, possiamo incartarci il pesce con lo Statuto neocatecumenale, che non prevede questa basilare direttiva.
Ed anche tutte le approvazioni decadono, insieme alla conferma da parte dei papi del 'carisma' neocatecumenale.
Lo sanno infatti i pontefici che il 'carisma' nc si basa sull'obbedienza agli autonominati e laici sempre ispirati cosiddetti catechisti?
I pontefici, non lo sanno.
E siccome non godono della prerogativa nc dell'infallibilità h24, la loro approvazione può valere solo per ciò di cui vengono esplicitamente portati a conoscenza, non copre tutto il pacchetto.

Valentina Giusti ha detto...

A proposito, questa è un'altra materia su cui 'i Testimoni di Geova ci dicono qualcosa' perché i loro anziani godono dello stesso supporto dei catechisti neocatecumenali da parte di Geova.
Quando infatti si riunisce il comitato disciplinare per decidere la dissociazione di qualche adepto, viene invocato prima di tutto lo Spirito che garantirà l'origine divina' della decisione finale degli anziani.
Chi è passato attraverso certe 'riunioni disciplinari' con i catechisti nc, coglie di certo le assonanze.

Lino ha detto...

@ Valentina
Sì e no, Valentina. L'assunto che i catechisti siano rappresentanti del Vescovo è spesso ripetuto nei mamotreti, con il concetto (a volte esplicito, altre implicito) che a essi è dovuta l'obbedienza che si deve ai vescovi. Lo Statuto neocatecumenale, prevedendo che il Cammino si attua secondo gli Orientamenti alle Equipes di catechisti, prevede allora indirettamente anche questa direttiva. Questo il problema serio, il problema dell'approvazione dello Statuto ancor prima dell'approvazione del Direttorio, e della discussa, affrettata, approvazione postuma del Direttorio medesimo. Oggi - ed è questa l'assurdità - dobbiamo accettare che tutto ciò che sta scritto negli Orientamenti, quelli ancor prima dell'approvazione, è statutariamente lecito. Perlomeno lo è stato dal 2008 al 2010, ammesso che qualche correzione (segreta) sia stata poi effettuata.

Valentina Giusti ha detto...

Sì Lino, come sono inviati dal Vescovo i catechisti dei bambini della prima comunione. Quello è il loro mandato, non possono allargarsi ad altro (fermo restando comunque che il cristiano non deve obbedienza canonica al Vescovo).
Nello Statuto (che vale quel che vale come hai ben spiegato) si attribuisce loro il compito di valutare se il neocatecumenale può essere ammesso alla tappa successiva (con rispetto del foro interno).
Null'altro.
Quindi, per la Chiesa, la loro pretesa di obbedienza è un abuso.

Valentina Giusti ha detto...

Sull'argomento, è interessante rileggere questo post.

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
Per la vostra gioia...
Vediamo se vi va di traverso...
Pietro
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/06/04/0403/00935.html
---
Pietro. i documenti leggili bene:

"Il presente Statuto è approvato ad experimentum. Ordino che esso sia promulgato tramite pubblicazione su L’Osservatore Romano e quindi pubblicato anche sugli Acta Apostolicae Sedis, entrando in vigore il 1° settembre 2016. A partire da tale data cesseranno dalle proprie funzioni il Pontificio Consiglio per i Laici e il Pontificio Consiglio per la Famiglia, i quali verranno soppressi essendo parimenti abrogati gli articoli 131-134 e 139-141 della Cost. ap. Pastor Bonus."

ovvero, dal 1° settembre p.v., Kiko e Rylko, se ne vanno a casa!...

Lino ha detto...

Mi sono spiegato male, forse, Valentina. E' nei mamotreti che si dà ai catechisti giusto l'importanza che dite, che diciamo, che è ben descritta nel post. Lo Statuto non definisce l'importanza né le virtù celestiali dei catechisti in questi termini, ma per esempio, nell'art. 28, recita che essi operano "come esplicitato nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti". Il loro mandato generale, quindi, è esplicitato negli Orientamenti i quali sono parte integrante e sostanziale dello Statuto, essendo stati citati e sicuramente depositati. I catechisti hanno tutto il diritto - anzi l'obbligo - di pensare e comportarsi secondo i mamotreti, e quindi di allargarsi ad altro. Questa fu la grande oscenità del blitz del PCpL del 26 dicembre 2010.

Ruben ha detto...

Tra le altre cose, caro Pietro, mi sono anche andato a leggere gli articoli abrogati della Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" soprattutto il 134, che così recita:

Articolo 134.

"Nell'ambito della propria competenza il Consiglio tratta tutto quanto concerne le associazioni laicali dei fedeli; erige poi quelle che hanno un carattere internazionale e ne approva o riconosce gli statuti, salva la competenza della Segreteria di Stato; per quanto riguarda i Terzi Ordini secolari, cura soltanto ciò che si riferisce alla loro attività apostolica."

Come vedi, il Pontificio Consiglio per i Laici, può solo approvare o riconoscere Statuti, quindi, non essendo prevista sul succitato art. 134, alcuna approvazione in materia di Dottrina e di Fede, l'approvazione del vostro Direttorio Catechetico è legalmente e moralmente nulla.


Valentina Giusti ha detto...

Ho capito Lino il bisticcio tra Statuti e Orientamenti (poi detti Direttorio).
Ci tenevo però a sottolineare che il catechismo neocatecumenale non potrà mai esporre una dottrina che contraddice quella della Chiesa.
Il Vescovo non può trasmettere ai catechisti neocatecumenali un'autorevolezza che non gli è propria.
Leggo dai Codex Iuris canonici:

«L’adesione dei fedeli al proprio Vescovo quando insegna come dottore e autentico maestro della fede richiede solo un atteggiamento di «ossequio religioso dell’animo» (can. 753), per il minor grado di certezza di verità che reca in sé.

La stessa adesione «con religioso ossequio dell’animo» (can. 753) richiesta ai fedeli, è rivolta alle dichiarazioni dottrinali del Magistero autentico delle Conferenze Episcopali (can. 455).»

Quindi, è dovuto il religioso ossequio dell'animo (non la fede) al Vescovo e al Magistero episcopale quando insegna come dottore e autentico maestro della fede.
Non si fa cenno ad altro, né a pareri personali del vescovo, né a direzione spirituale dello stesso.
Né si dice che si possa dovere un pari religioso ossequio dell'animo (non fede, né obbedienza) ad un laico che afferma di parlare a nome del vescovo.

Lino ha detto...

Potremmo chiamarla "delega della delega delle proprie competenze", Sandavi: una invenzione di Kiko, sicuramente.
La competenza era della CDF. La quale, però, disse al PCpL una cosa del genere: "Dite pure che l'abbiamo guardata, che abbiamo emendato qualcosina negli ultimi sei mesi, che ci abbiamo messo le note, che abbiamo cambiato il nome... ma visto che tanto vi sta a cuore e fate pressioni approvatevela voi, 'sta roba qui. E correggete lo Statuto, non citate più gli Orientamenti alle Equipes, che sin dai tempi di padre Zoffoli tutti sanno quali eresie e scempiaggini contengono" :-)

by Tripudio ha detto...

Lo scopo del fratello Pietro non è la verità (non sia mai che la verità lo faccia libero!), ma solo il tentare di far andare "di traverso" qualcosa a chi non loda l'idolo Kiko.

Naturalmente lo stesso fratello Pietro alle 9:24 della domenica mattina è impegnato ad aggredire, mica ad andare a Messa (aggredire il prossimo serve per prepararsi meglio a fare le Lodi Domestiche a Kiko). Lo Statuto del Cammino (cfr. art.13, nota 49) esige che «almeno una domenica al mese» i kikos vadano alla Messa della parrocchia (aspetta e spera che già l'ora s'avvicina...).

Quando a breve verrà destituito il vescovo neocatecumenale Apuron (pardon, presenterà "spontaneamente" le dimissioni per "motivi di salute", con la scusa che nel 2010 ebbe un infarto), Kiko per la rabbia darà un morso al sigaro. Figurarsi quando comincerà il processo civile per la restituzione del seminario kikiano di Guam all'arcidiocesi (i kikos hanno sempre detto che è dell'arcidiocesi, e all'improvviso diranno "contrordine, compagni! dobbiamo difendere il seminario perché è Roba Nostra!").

Così, a Dio piacendo, il seminario neocatecumenale verrà sradicato da Guam (pardon, "trasferito a Roma"), con enorme travaso di bile di Kiko e ancor più del suo fido Gennarini. E qui potremo pubblicare una pagina intitolata: il Cammino arretra anche a Guam: continua la discesa dalle stelle alle stalle.

E i fratelli come Pietro, ai quali non importa la verità ma solo il gloriare Kiko e il Cammino, se ne inventeranno di tutti i colori: raddoppiare le Decime per dare più regalìe ai vescovi, Famiglie in Missione (no, c'è già), Laici in Missione, Babysitter in Missione, Didascali in Missione, Cento Viali, Cento Vicoletti, Cento Strade Senza Uscita (no, altrimenti i polli capiscono subito che è il Cammino), il nuovo Concerto del Sufrimiento, il Piano Bar del Sufrimiento, la Serenata del Sufrimiento, e poi le Alzate Saltellanti, e poi una nuovissima Domus a Tel Aviv...

Chuck White ha detto...

OT: Ascolta il Super-Catechista-In-Formazione, Francesco Gennarini! "Il cancro è inviato da Dio." http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=45385

sandavi ha detto...

http://neocatecumenali.blogspot.it/2016/06/furberie-trucchetti-mezze-verita-approvazioni-farlocche.html

Leggi Pietro magari apprendi qualcosa.

Vincenzo ha detto...

Mi sorprendo sempre del fatto di come il sig. Pietro, il sig. Saverio/Antonio, il sig. Pasquale/e vari altri, e così via dicendo, riescano sempre a ribaltare il senso delle cose (scritte e/o orali, fa poca differenza) al solo ed esclusivo fine di difendere l'idolo Kiko/CNC. Eppure, non dovrei più sorprendermene, ma ancora è così... Io l'ho già chiesto altre volte: cosa faranno se il CNC un domani venisse dichiarato fuori dalla Chiesa (come Luterani, Protestanti, Valdesi, TdG ed altri)?

Lino ha detto...

@ Sandavi
Pietro ha detto... "Per la vostra gioia... Vediamo se vi va di traverso..."

In fondo, quando i neogatti non pubblicano mi dispiace. Lo scrivo sempre: è da sbellicarsi.
Mi chiedo: ma cosa aveva capito, Pietro? Ha letto "laici" e ha pensato che il PCpL era stato investito di altre competenze, famiglia e vita, gli interessi propagandistici del CNC?

Ah Pietro, il PCpL - quello degli amici di Kiko - dal 1° settembre p.v. è soppresso! Leggi meglio, lo so che se somministrassero i test INVALSI di comprensione testuale nelle comunità NC i valutatori delle prove si suiciderebbero, ma tu sforzati di leggere perlomeno le spiegazioni nostre: "Kiko e Rylko se ne vanno a casa!".

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Valentina ha detto: "Il Vescovo non può trasmettere ai catechisti neocatecumenali un'autorevolezza che non gli è propria"

Sì, Valentina, ma ancora non riesco a esprimere bene il mio pensiero, che sto immedesimando nel neocatecumenale DOC: il catechista del Cammino dei Codex Iuris canoni e di ogni altro codice se ne frega! Il catechista del Cammino e il neocat fanatizzato dicono: "Siamo approvati! Abbiamo lo Statuto, il Direttorio è approvato!". E tutti i torti non hanno, perché l'approvazione gli è giunta tramite due Dicasteri vaticani, il PCpL e - in modo raffazzonato e forzato - dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che proprio non sono il pizzicagnolo all'angolo del mio palazzo. Secondo la "Pastor bonus" citata da Sandavi, «compito proprio della Congregazione per la dottrina della fede è di promuovere e di tutelare la dottrina della fede e i costumi in tutto l’orbe cattolico: è pertanto di sua competenza tutto ciò che in qualunque modo tocca tale materia». Più che nel PCpL degli amici di Kiko che in quanto amici gozzovigliano con aragoste, vino e sigari, qui sta il problema: La CDF, che "esamina sotto l’aspetto dottrinale i documenti degli altri Dicasteri", non ha esaminato un bel tubo. E ha delegato ciò che non poteva delegare. E i neocat se ne fanno forti. E noi li sbugiardiamo.

sandavi ha detto...

Il fatto è che solo nel cammino neocatecumenale il catechista assume un valore cosi elevato. Sembra la trasposizione cattolica del rabbino ebraico. Consigliere, interpreta le scritture, insegna la Legge...
Il catechista cattolico ha l'unico compito di insegnare il catechismo. Tutto il resto non esiste.
Una importante catechista neocatecumenale mi disse piccata che per lei era sbagliato che un certo prete guidasse catechesi per coppie adulte...testualmente si chiedeva: 'a lui chi lo prepara?'

Lino ha detto...

Si ritrova, Sandavi, si ritrova. Devi andare nel cristianesimo primitivo, tra gli gnostici, tra gli "illuminati". Tra le "Maddalene" baciate sulla bocca dal Signore. Il catechista NC - oltre ogni approvazione - è presentato (qualcuno davvero pensa di esserlo, nella sua religiosità individuale ed elementare, alimentata dai soli mamotreti) come un illuminato. E un illuminato è una guida in ogni campo.

l'apostata ha detto...

ai catechisti neocatecumenali

Sankiko profeta ha categoricamente affermato: "... In questo momento la Chiesa esercita attraverso i catechisti un potere di discernimento, di aiuto, di esorcismo, attraverso la vostra realtà; e io credo in questo potere, e che è una grazia di Dio che dà al catechista, come la darà a voi quando sarete catechisti di altri fratelli..."

Almeno uno di voi è in grado di confermare che è tutto vero?

Almeno uno di voi ha il coraggio di dire che "ha il discernimento"?

Almeno uno di voi è certo di avere ricevuto una "grazia di stato"?

Almeno uno di voi può attestare di aver esorcizzato?

Almeno uno di voi ci spiega se i "superpoteri neocat" si acquistano tutti insieme all'atto dell'elezione a catechista oppure aumentano con i passaggi successivi?

Dite fatti concreti.


Ai piccoli neocat in buona fede

Un leit-motiv dei neocat duri e puri è "nella mia comunità non succede".

In questo caso stiamo cercando qualcuno che possa affermare "nella mia comunità succede".

Qualcuno di voi può testimoniare che i propri catechisti sono ispirati e discernenti?

Qualcuno di voi può testimoniare se hanno acquisito i "superpoteri neocat" appena eletti o un po' alla volta?

Qualcuno di voi può testimoniare che esorcizzano davvero?
In quest'ultimo caso vi rammento però che la Chiesa proibisce ai laici di compiere esorcismi.
E allora come fanno?

Dite fatti concreti.

Lino ha detto...

@l'apostata
Kiko ha detto: "e che è una grazia di Dio che dà al catechista, come la darà a voi quando sarete catechisti di altri fratelli..."
L'aspetto non meno grave di questa lezione degli Orientamenti alle equipe di catechisti neocatecumenali - sì, proprio quelli che nello Statuto approvato dal PCpL sono di indirizzo per i catechisti medesimi - sta nel fatto che Kiko si sta rivolgendo a un... presbitero! Al quale sacerdote Kiko dice anche: "Tu credi che qui arriverai veramente ad essere cristiano?".

Questa roba - ammesso che sia stata emendata dal CDF in qualche parte nel 2010 - ha costituito l'indirizzo catechetico del Cammino per quarant'anni, su essa si sono formate generazioni di catechisti kikiani.
Ma di cosa stiamo parlando, Pietro?

l'apostata ha detto...

@ Lino

Già. E quello che non riesco proprio ad accettare è il silenzio delle gerarchie sulla sottomissione di un sacerdote (ordinato!) a dei laici qualunque.

Vedo l'arroganza di Sankiko e penso a san Francesco quando gli portarono davanti un sacerdote indegno.
La folla si aspettava chissà quali rampogne, e invece san Francesco gli baciò le mani, perché erano consacrate.
Esempio di umiltà lui, e per la plebe che si aspettava chissà che cosa, e per il sacerdote che con quel gesto si era vista rammentare la dignità del suo ministero.

L'opposto di Sankiko, che trincia giudizi su tutto e tutti, se ne infischia dei richiami papali e fa quel che gli pare sempre e comunque.

sandavi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Il meccanismo diabolico all'origine del silenzio della gerarchia è che il sacerdozio sarebbe tutto sommato un mestiere. Un sacerdote viene sottomesso a dei laici? finché non scoppiano scandali, finché non ci sono rogne, non ci sono problemi.

Per questo abbiamo scene paradossali di sacerdoti sgridati dalla curia perché in parrocchia, in occasione di un matrimonio, i fiori erano disposti diversamente da come prevedeva il regolamento diocesano in materia... e nessun problema, invece, quando dal pulpito il prete proclama corbellerie e vere e proprie eresie, o quando si inginocchia davanti a Kiko per farsi "benedire".

L'avanzata del neocatecumenalismo è stata favorita infatti dall'affievolirsi della fede. Un cattolico normale - che sa che la liturgia è culto a Dio, non spettacolino riorganizzabile dagli uomini - non casca nei tranelli posti nelle cosiddette "catechesi".

l'apostata ha detto...

@ Pietro che si rallegra se gli altri stanno male

Tu sei catechista.

Da' la tua testimonianza di fede in Sankiko.

Dichiara che è vero che hai il discernimento e cacci i demoni, racconta fatti concreti, dicci in quale comunità eserciti i tuoi superpoteri neocat.

Parla, Pietro, gridala dai tetti la verità.

Se sei un cristiano adulto nella fede, se è vero, hai il dovere di testimoniarlo.

Se è vero quel che Sankiko profetizza, quale occasione migliore di questa per chiuderci la bocca!

E' ancora meglio di quando fate le 100 piazze: pensa quanti lettori ha questo Blog, pensa quanti leggeranno la tua testimonianza e verranno evangelizzati da te!

Ma se taci o ricorri agli insulti, allora significa che è tutto un imbroglio, e che ne sei consapevole.

A te, Pietro.

p.s. "...Vediamo se vi va di traverso..."
Non mi sembra una espressione da cristiani, o sbaglio?

sandavi ha detto...

"altare", "sacrificio", "mani del sacerdote" come il grembo di Maria, Salvezza annunciata dal sacerdote..

Ahi, ahi Pietro, Saverio, Pasquale... ecc. ecc. Brutta faccenda sentirsi sgridare da San Francesco! Ah, ma forse non era un cristiano adulto nella fede lui, forse non aveva fatto i passaggi, non conosceva gli arcani, non conosceva il cristianesimo primitivo dei cristiani primitivi, lui non aveva mai assaporato il latte e miele della terra promessa!

Povero Francesco che non aveva capito bene cosa fosse il cristianesimo!

Anonimo ha detto...

http://m.vatican.va/content/francescomobile/it.html#salastampabollettino

Nomina amministratore apostolico a Guam.

Xz

sandavi ha detto...

Nomina dell’Amministratore Apostolico “sede plena” dell’Arcidiocesi di Agaña
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 6 giugno 2016, ha nominato S.E. Mons. Savio Hon Tai-Fai, S.D.B., Amministratore Apostolico “sede plena” dell’Arcidiocesi di Agaña, in Guam.

fonte: News.va

Ed ecco che, appena due giorni dopo la promulgazione del Motu Proprio per la rimozione dei Vescovi colpevoli di scandali e cattiva amministrazione, la Santa Sede (nella persona del Papa) rimuove temporaneamente il vescovo Neocatecumenale Apuron e nomina Savio Hon Tai-Fai Amministratore Apostolico dell'arcidiocesi di Agana.

E adesso sono guai...

Vincenzo ha detto...

@ sandavi

E vorrei aggiungere che San Francesco era pronto a rinunciare alla sua "regola", se questo fosse stato l'intendimento della Chiesa e del Papa. Esattamente come i NC: "non lo riconosco". Ma proprio uguale! Delle due, qual è l'obbedienza?

Vincenzo ha detto...

@ sandavi ore 12:40

E' proprio questa la cosa che più mi lascia sbalordito (in negativo, ovviamente)... Come se prima del CNC la Chiesa abbia sempre sbagliato, e come se prima di Kiko e dei NC non esistessero i cristiani sulla faccia della terra!

Anonimo ha detto...

Finalmente qualcuno che potrà fare un po' di ordine. Comunque sembra che le cause per le molestie sono solamente una scusa per esonerare il Vescovo di Guam.
DI IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO
Papa Francesco ha nominato monsignor Savio Hon Tai-Fai amministratore apostolico «sede plena» dell’arcidiocesi di Agana, in Guam, isola nell’oceano Pacifico occidentale. Guam è territorio indipendente degli Stati Uniti.

L’Arcivescovo salesiano, nato nel 1950 a Hong Kong, nel 2010 fu nominato da Benedetto XVI Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda fide), consacrato dallo stesso pontefice e dai cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone. Appartiene alla provincia salesiana della Cina, che comprende Cina, Hong Kong, Macao, Taiwan. In Vaticano è stato membro della Commissione teologica internazionale. In passato ha avuto a criticare l’incoerenza fra i proclami liberali del governo cinese e le azioni dell’Associazione patriottica in merito alle ordinazioni episcopali.

Il titolare dell’arcidiocesi di Agana, il francescano minore Anthony Sablan Apuron, 70 anni, è stato accusato di recente di avere compiuto molestie sessuali su minori quando era un semplice sacerdote. In seguito a queste accuse, nei giorni scorsi, alcuni membri della diocesi hanno rassegnato le proprie dimissioni. In passato lo stesso Prelato paragonò l’attivismo per i diritti gay al terrorismo islamico. Ora il Papa ha affidato pieni poteri in diocesi a Savio Hon Tai-Fai.

by Tripudio ha detto...

Secondo me non pare un'ottima notizia, anzitutto perché la qualifica di amministratore apostolico non significa che il vescovo è stato licenziato dalla Santa Sede (l'amministratore apostolico interviene quando il vescovo locale è gravemente malato o altrimenti impossibilitato a svolgere il suo ministero), e poi perché non mi piace Hon Tai-Fai.

È ben possibile che se le accuse di abusi sessuali fossero state trattate in modo diverso (per esempio nominando una commissione di indagine esterna alla curia, anziché chiamare immediatamente bugiardi gli accusatori), la Santa Sede non avrebbe nominato un amministratore apostolico.

L'amministratore apostolico ha tutti i poteri del vescovo; decadono anche le cariche istituzionali (vicario generale neocat, ecc.), e cesserà le sue funzioni solo alla nomina di un nuovo vescovo; dubito fortemente che Apuron tornerà in carica, non solo per motivi di età e di salute (nel 2011 ebbe pur sempre un infarto, cosa che convinse la cerchia del Gennarini a mettere rapidamente le mani sulla property del Saminario), ma anche per motivi di opportunità (poiché con l'aria che tira, i giornalisti ci andrebbero a nozze a dire che il Vaticano "protegge i furboni").

Comunque, se ci limitiamo ai fatti:

- la Santa Sede è intervenuta contro l'arcivescovo neocatecumenale: i kikos non sono più intoccabili;

- l'intervento, in qualche modo, tocca anche le ordinazioni dei seminaristi del seminario kikiano di Guam (lo scorso sabato 4 giugno 2016 Apuron era ancora regolarmente "in carica" e poteva ordinare quei quattro diaconi neocatecumenali del R.M., ma non lo ha fatto).

Non è che uno rinvia le ordinazioni neocatecumenali solo per cautela, solo perché sta per arrivare un provvedimento: nel caso dei kikos, nella loro tipica arroganza, le avrebbe piuttosto accelerate (per evitare che un futuro vescovo le blocchi).

Ma magari dalla Santa Sede gli avranno detto: se ti azzardi a fare quelle ordinazioni, anziché un amministratore apostolico ti mandiamo un sostituto.

Quindi, nonostante lo Scaramuzzi si sia limitato a citare la notizia da wikipedia sul terrorismo islamico (tutto qui quel che ha trovato su Google da un giornalista competente?) significa che c'è davvero altro che bolle in pentola - non solo l'indagine sui passati abusi sessuali.

Nei prossimi giorni altri giornalisti cercheranno su Google qualche notizia in più rispetto a Wikipedia. E magari si accorgeranno che un anno e mezzo fa su Jungle Watch già si riportava la notizia che Hon Tai-Fai era stato messo al corrente [clic qui] delle porcate neocatecumenali di Apuron e della sua collaborazione alla mega-truffa della proprietà del Seminario Neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam.

p.s.: anche la neocatecumenalissima Zenit riporta la notizia di Scaramuzzi: credete più all'incompetenza e alla pigrizia di quest'ultimo, oppure all'ipotesi che le alte sfere neocat abbiano comandato ai loro scagnozzi di tutte le redazioni di tenere un basso profilo sulla faccenda?

Anonimo ha detto...

http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2016/06/sos-dalla-missione.html?m=1

Mi sbaglio, o sento puzza di presbitero neocatecumenale. Solite frasi di Matrimoni salvati e il Signore vi ricompenserà con il centuplo qua giù e così via.

Xz

fratello salvato ha detto...

A proposito dell'arroganza dei katechisti voglio raccontare un fatto di alcuni anni fà
Il tutto si svolse in una diocesi di secondo piano (rispetto al CN) ma catechizzata da una "equipe" proveniente da una vicina diocesi di primissimo piano,i membri infatti erano stati catechzzati da Kiko in persona proprio all'inizio del cammino in italia.
Una sera fu organizzata una serata di presentazione delle comunità al Vescovo.
Dopo che il capo katekista aveva fatto una introduzione lunghissima e oltremodo ripetitiva,furono sorteggiati per dare la propria testimonianza alcuni camminanti delle varie comunità presenti.
Fù sorteggiato un giovane che probabilmente timido disse di non se la sentire di parlare difronte atutti.
Non vi dico la reazione del capo katekista.
Cominciò ad infierire sul ragazzo prendendolo a male parole davanti a tutti,accusandolo di non dare lode a Dio con il suo rifiuto a parlare.
Il tutto davanti a u vescovo che non intervenne in nessun modo (forse per non perdere le oliature ).
La cosa più brutta però fù l'atteggiamento dei cosiddetti fratelli del giovane che
invece di stigmatizzare il katekista (fra l'altro era risaputo da tutti che fosse una persona
molto "imbecille" e il fatto di essere katekista non lo aveva reso intelligente)
se la presero con il ragazzo che non aveva obbedito.
Questo la dice lunga sull'obedienza ai Katekisti e aquali persone sono chiamati ad obbedire i camminanti.

Lino ha detto...

@ Xz
Certamente, Xz, leggi come si firma: pbtr (presbitero). E' don Antonello I., il presbitero dal quale appresi la fenomenale catechesi kikiana del sicomoro/idolo: "Io non quanti di voi qua siete sul vostro sicomoro, innamorati dei soldi, attaccati al denaro e al mondo". Sempre la lingua batte dove il dente duole.

Lino ha detto...

P.S.
L'ho ritrovata: qui
http://liturgiadomenicale.blogspot.it/2010/10/kiko-arguello-sydney-zaccheo-scendi.html

by Tripudio ha detto...

Iapicca era anche quello che dal Giappone bussava a denari in Italia per permettere a dei giovani giapponesi di andare alla GMG di Kiko (qualche "alzata" in programma).

Un'altra riflessione viene dal canonista Guido Ferro Canale: il "provvedimento Apuron" del 4 giugno scorso si può purtroppo applicare per aumentare la discrezionalità negli interventi contro i vescovi.

Valentina Giusti ha detto...

È anche quello che ha paragonato il temporale che ha funestato il Family Day del 20 giugno 2015 ad un segno del cielo, come un nuovo Diluvio Universale.
"Quel temporale doveva riversarsi su di loro, per mostrare a tutti che chi vive per rendere testimonianza alla Verità non scappa dalla storia ma la affronta per arginare il male prendendo su di sé i peccati degli altri. Sono restati tutti al loro posto, con i loro bambini fradici ma felici" scrisse il presbitero sul quotidiano La Croce.
Don Iapicca evidentemente ama i voli lirici e non la triste, prosaica realtà...fu una vera e propria bomba d'acqua che svuotò la piazza in men che non si dica.

psyco ha detto...

AHAHAHAHAHA!!!!!

....è arrivata la SPIEGAZIONE dei NEOKIKUMENALI ......... che dice che la presenza di TAI FAI HON è stato richiesto da APURON ..........

AHAHAHAHAHAHA!!!!!!

Lino ha detto...

@Valentina
Eccezionale! Analizziamo l'allegoria simbolica o volo pindarico che dir si voglia.
1) Evento di un temporale nel corso di una manifestazione = storia che Dio ha fatto con i manifestanti
2) Acqua del temporale = peccato, male
3) Non andare ripararsi da qualche parte = non fuggire dalla propria storia
4) Beccarsi l'acqua addosso = prendere su di sé i peccati del prossimo
Mi manca, per chiudere l'allegoria, la conoscenza di cosa rappresentano i "bambini fradici ma felici". Gradirei suggerimenti.

Certo che 'sti neocatecumenali dovrebbero farsi visitare da uno psicologo, preferibilmente junghiano.

Psicologo [mostra un disegno con dell'argilla] e domanda al paziente NC cosa vede.
Neocatecumenale risponde: "Vedo il peccato".

Psicologo [mostra un disegno con una forte pioggia] e domanda al paziente NC cosa vede.
Neocatecumenale risponde: "Vedo il peccato".

Psicologo [mostra un disegno con un sicomoro] e domanda al paziente NC cosa vede.
Neocatecumenale risponde: "Vedo il peccato".

Ricoveratelo.

Lino ha detto...

@ psyco
Ricoverate anche i neocatecumenali di Guam :-)

Valentina Giusti ha detto...

Psico: forse hanno fatto confusione tra Fai Hon e Hai Fon (ultimo modello)!

Anonimo ha detto...

@ Valentina Giusti delle 00.45

Ahahahahah... davvero molto divertente! :-)
Giulia

sandavi ha detto...

Lino e Valentina... muoro. :)

l'apostata ha detto...

@ Valentina

"Psico: forse hanno fatto confusione tra Fai Hon e Hai Fon (ultimo modello)!

:-) :-) :-)

@ Lino
Manca anche un'altra cosa:

5- gli immancabili venditori ambulanti di ombrelli: i faraoni che vogliono farti rifiutare la tua storia evitando di inzupparti...

Lino ha detto...

@ l'apostata
:-)
Ieri sera, poi, subito dopo aver commentato, ho decodificato anche l'immagine dei "bambini fradici ma felici". Siccome questi bambini sono inzuppati di acqua/peccato/male, ma nonostante ciò sono felici, siamo autorizzati a considerarli i figlioletti del demonio che non possono non inzupparsi di male, in accordo alla dottrina della figliolanza da Satana secondo Kiko :-)

l'apostata ha detto...

@ Lino

:-)

Insomma, ammazza ammazza, è tutta 'na razza...

anna dossi ha detto...

Concordo con tutto quello detto! Bell articolo. Il cammino neocatecenale è una religione a parte! Non ha nulla a che vedere con la religione cristiana cattolica !!!! Ne parla una che c è rimasta 10 anni ed è uscita da poco .. Grazie a Dio. Il cammino è il cancro della chiesa cattolica. Dio lascia liberi liberi liberi cosa che in cammino non c'è! Libertà di pensare, agire, decidere con la grazia di Dio non dei catechisti !!!!!!!!!!!

aleCT ha detto...

Giovanni Paolo II già negli anni '80 disse CHIARAMENTE durante una udienza con i catechisti del cammino che DOVEVANO ESSERE PREPARATI e che i mamotreti NON BASTAVANO. Nel cammino si è mai fatto qualcosa in questo senso. NO. NISBA. NADA. Perchè loro i Papi li ascoltano quando gli conviene.

E Giovanni Paolo II parlava di una preparazione DOTTRINALE. (E infatti i catechisti NC spesso sono ignoranti come le capre)

Ora i catechisti nc PRETENDONO obbedienza ASSOLUTA. Cosa che NON E' CATTOLICA. Persino i monaci che hanno IL VOTO di obbedienza non son tenuti ad averla. Perchè se l'abate o il superiore ti dice "buttati dalla finestra" tu monaco o religioso non sei certo tenuto a farlo!

Figuriamoci se può averla un laico nei confronti di un altro laico!

Cari NC IN BUONA FEDE, vi voglio dire una cosa, dettata dalla mia esperienza: Gesù non è venuto per darci il libretto delle istruzioni della vita (per cui ad ogni problema c'è una risposta specifica tipo manuale della lavatrice), ma è venuto per mostrarci il Vero Volto del Padre e insegnarci a SCEGLIERLO.

Perchè sì, cari Nc , voi POTETE scegliere Dio, POTETE scegliere di NON fare il male (checchè ne dica Kiko Arguello) e Dio Padre non è quello che vi racconta Kiko. Non è uno che manda un cancro ad un bambino per "dare un stop" al padre, non è quello che vi condanna alla perdizione se decidete che il cammino non fa più per voi o se andate a messa la domenica piuttosto che il sabato

Dio è Padre amorevole che non vede l'ora di stare con voi in un rapporto vero ed autentico che si basa sull'amore. E l'amore di Dio è per definizine un atto di LIBERTA'.

Un amore COSTRETTO non si chiama amore. Si chiama STUPRO. Anche al punto di vista spirituale.