sabato 25 giugno 2016

L'antivangelo dei neocatecumenali

Ogni schizzo malriuscito, Kiko lo firma e lo
incornicia: peccato si tratti del Volto di Gesù...
Il 23 gennaio 2012 Sandro Magister ha pubblicato nel suo sito un articolo (“Diario Vaticano/Ai neocatecumenali il diploma. Ma non quello che si aspettavano”) nel quale racconta come l’approvazione definitiva e integrale delle liturgie del cammino neocatecumenale, attesa per il 20 gennaio 2012, in realtà non ci sia stata.

Come è noto il vaticanista de “la Repubblica” non è mai stato tenero con i neocatecumenali. Anche in questo articolo non perde occasione per criticare le bizzarrie liturgiche del cammino. 

Ora, le eucaristie personalizzate che i neocatecumenali celebrano il sabato sera, dopo i primi vespri della domenica, sono senz’altro un problema, ma non sono, a mio avviso, “il” problema del cammino. 

Il vero problema si trova su un altro livello, in profondità, e sta nel fraintendimento radicale del messaggio evangelico, nelle distorsioni dottrinali, negli errori teologici che hanno libero corso all’interno del cammino neocatecumenale.

Le cause di questi errori e di queste distorsioni sono diverse. 
Ne elenco solo alcune: 
  • l’impreparazione e l’indottrinamento dei catechisti laici, che all’interno del cammino dominano incontrastati; 
  • la connivenza dei presbiteri, che non hanno alcun potere sui catechisti e sono anzi da costoro trattati alla stregua di maggiordomi, di semplici distributori di sacramenti; 
  • la visione terribilmente pessimistica dell’uomo, di evidente derivazione luterana (l’uomo irrimediabilmente corrotto dal peccato originale, incapace di fare scelte, dotato non di libero arbitrio ma di “servo arbitrio”); 
  • l’approccio letteralista/fondamentalista alla sacra scrittura, anche questo niente affatto cattolico; 
  • infine il metodo con cui si preparano le celebrazioni, con gli adepti in stile dilettanti allo sbaraglio che si riuniscono nelle case per leggere la Bibbia senza alcuna guida o preparazione specifica, convinti come sono che “la Parola di Dio ti purifica e ti salva anche se tu non la capisci”. 
Chi incautamente si avventura nel cammino neocatecumenale non tarda a scoprire che questo movimento non è fatto per liberare l'uomo, per portarlo all’incontro con il Dio di Gesù Cristo, ma, al contrario, per condurlo inesorabilmente verso l’ottundimento spirituale e psicologico, la chiusura settaria, la perdita del discernimento, la disgregazione della volontà individuale. 

Ciò avviene mediante una sistematica destrutturazione dell’Io praticata nel corso dell’intera durata del cammino (almeno vent’anni, spesso molti di più) e culminante nel cosiddetto secondo scrutinio, o secondo passaggio. 
Si tratta di una discutibilissima pratica della durata di diversi mesi, con incontri di tre o più ore che possono raggiungere la frequenza di tre o quattro volte la settimana.
Durante questi incontri l’adepto viene fatto sedere, in una sala preparata per l’occasione, in mezzo a due opposti schieramenti: davanti ha i catechisti (in genere sei) e il presbitero della propria comunità, dietro i fratelli più un certo numero di allievi-catechisti, spesso mai visti e conosciuti, che sono lì in qualità di ospiti.
In una situazione del genere il malcapitato è costretto a rispondere a voce alta a imbarazzanti quanto incalzanti domande sul proprio passato, sulla propria condotta sessuale, sull’intimità della vita coniugale (“avete rapporti regolari?”, “utilizzate sistemi anticoncezionali, e quali?”) e via di questo passo. Il tutto avviene in un clima pacato e sereno, con i catechisti che pronunciano frasi del genere: “Quanto avviene qui deve rimanere nel più assoluto segreto. Guai a chi dice anche solo una parola: chi parla distrugge la chiesa, e Dio distruggerà lui”. 
Manca solo il "Vieni avanti cretino"!
Dal punto di vista psicologico ciò può avere, e di fatto spesso ha, effetti devastanti: l’Io dell’adepto, sottoposto all’azione di forze psichiche contrastanti, con i catechisti che fanno la parte del Super-Io e la comunità che rappresenta l’Es, può uscirne seriamente danneggiato. 
Non è infrequente, durante gli incontri del secondo passaggio, che lo scrutinato scoppi a piangere o cominci a balbettare e a pronunciare frasi sconnesse. Alcuni, usciti dal cammino, devono affrontare lunghi percorsi di psicoterapia per restaurare i disastri provocati da un simile trattamento.
Privato in tal modo di se stesso e della propria coscienza, il devoto sviluppa una dipendenza patologica dalla comunità. 
Nel cammino neocatecumenale c’è il più assoluto disprezzo per la volontà umana, vista come sorgente di ogni male. 
Il vero cristiano, per i neocatecumenali, non deve avere volontà propria: esiste solo la volontà di Dio. 
Ma in questo modo si distrugge il senso della sacra scrittura, che non è affatto un elenco di ordini e comandi che l’uomo deve bovinamente eseguire. La Bibbia, dal libro della Genesi all’Apocalisse di Giovanni, è attraversata da una costante tensione dialettica tra Dio e l’uomo. 
Basta leggere l’episodio della lotta tra Giacobbe e Dio allo Iabbok/Penuel, per rendersene conto. O, meglio ancora, i capitoli centrali del libro di Giobbe. Dio ama i lottatori, coloro che hanno il coraggio (e la fede) di discutere e persino di litigare con Lui. Dio non sa cosa farsene di un’obbedienza rassegnata e passiva, da schiavi. 

C’è poi il problema della soteriologia (che idea si ha della salvezza, ndr), uno degli aspetti più oscuri e problematici del cammino neocatecumenale. Una soteriologia rozza, primitiva, completamente sbagliata. 
Per i neocatecumenali non è l’amore a salvare l’uomo ma la sofferenza. 
Basta patire con riconoscente rassegnazione una sofferenza qualsivoglia, di certo mandata dal buon Dio, e si è salvi. Dio, sempre secondo i neocatecumenali, non salva l’umanità con l’amore ma con la croce, cioè con la tortura e la pena di morte. Ed è certamente Lui a voler vedere morto suo Figlio sul patibolo. 

Lo ha detto il presbitero della mia (ex)comunità, commentando i vangeli che descrivono l’angoscia di Gesù nel Getsemani con le seguenti, terrificanti parole: “Quando Gesù si rende conto del piattino che gli ha preparato il Padre...”. La croce, insomma, sarebbe lo scherzetto che il Padre ha preparato al Figlio, il che equivale a dire che Dio è l’assassino di Gesù Cristo! 

Teologia neocatecumenale di Kiko e Carmen:
«il Signore ti manda le disgrazie per convertirti»
Si tratta di un indigeribile minestrone di ebraismo veterotestamentario, di manicheismo, di paganesimo precristiano, di esoterismo gnosticheggiante e di chissà cos’altro. 

Per diversi mesi, nel corso dei nove anni in cui ho frequentato il cammino neocatecumenale presso la chiesa di S. Francesca Cabrini in Roma, i catechisti esortavano i fedeli a liberarsi dagli idoli utilizzando il seguente esempio, che nelle loro intenzioni voleva essere paradigmatico e edificante: “Non state attaccati ai vostri idoli. 
Se li abbracciate può accadere che Dio, decidendo di distruggerli, distrugga anche voi, come succede quando si è troppo vicini a un albero colpito dal fulmine”. Dio, secondo i neocatecumenali, sarebbe insomma una sorta di Zeus saettatore dotato per giunta di pessima mira. 

Ma i vangeli, se li si legge bene, dicono tutt’altro: Dio è l’unico che, attraverso il sacrificio libero e volontario di Gesù Cristo e la sua risurrezione, riesca a distruggere la colpa, la morte e il peccato senza colpire il peccatore. 

Esattamente il contrario di quello che credono i neocatecumenali

La teologia cattolica distingue tra un vangelo di Cristo (“Evangelium Christi”) e un vangelo su Cristo (“Evangelium de Christo”).

I neocatecumenali no

Loro hanno il vangelo contro Cristo, l’antivangelo.

(da: Marco)
Cristo Buon Pastore:
nel riquadro, la pessima scopiazzatura di Kiko


36 commenti:

Michela ha detto...

Tutto vero, ma così non si capisce come mai il movimento esista ancora e faccia ancora proseliti, anche se in numero minore rispetto un tempo.

Nel cammino si sta bene,
è un caldo nido dove si possono condividere ansie, aspettative con altre persone che ragionano tutte più o meno nella stessa maniera, cioè condividono i valori e il linguaggio del cammino.

si dà una lettura di ciò che avviene nel 'mondo' piuttosto semplicistica per le persone di bassa cultura che si contentano di sapere che il mondo è cattivo. Ma c'è anche la possibilità di approfondire meglio qualche aspetto riguardo la morale familiare, sempre però in modo molto semplicistico ; le lauree H.C. di Kiko e l'istituto GPII per la famiglia sono un incentivo per mettersi a studiare e soddisfare anche menti che non si accontentano di catechesi di troppo basso livello. Per adesso la scienza/filosofia e la dottrina sociale della chiesa sono ancora off limits per i neocat.

Gli scrutini sono terribili, è vero, ma dopo ci si sente come chi ha scalato l'Everest, ci si sente meglio, quasi vittoriosi, superiori a tutti gli altri che non hanno dovuto affrontare - e vincere - queste difficoltà.

Ci si affida a un catechista che si presenta più come Angelo che come apostolo, la cui parola quindi non va messa in discussione, e soprattutto non va messo in discussione il tipo di vita, la moralità, di chi porta la catechesi.
Essendo i catechisti anche mediatori tra il popolo neocat e la Chiesa, possono manipolare le informazioni e i neocat sono convinti di essere stati adeguatamente informati su documenti e parole dei papi.

Si soffre per la mancanza di libertà, ma si compensa con l'idea di essere chiamati alla missione speciale di salvare il mondo.

Anche se il il cammino, come dice il nome stesso, si ispira ad un andare e a lasciare le sicurezze sul modello di Abramo, in realtà è qualcosa di assolutamente statico, in cui si dicono e si fanno sempre le stesse cose, e dove tutto è rigidamente programmato. ( Non si può neanche leggere una lettura se non si è stati eletti per quel compito). Si ha l'illusione di stare camminando, ma in realtà si è fermi, esattamente come le catechesi che sono ripetitive e uguali a se stesse. Ma anche questo stare fermi, il ripetere sempre le stesse cose dà molta sicurezza nella caos della nostra società.

Sono dei musoni, si arrabbiano per niente, si esprimono volgarmente ( come tutte le persone arrabbiate), ma sono convinti di essere felici, di essere dei salvati e dei risorti.
E in questo mondo dove l'immagine conta più della sostanza, è facile illudersi di essere felici

Lino ha detto...

Presbitero neocatecumenale disse: “Quando Gesù si rende conto del piattino che gli ha preparato il Padre...”

Già, se ne rende conto solo nel Getsemani. Precedentemente pensava di dover fare il messia regale secondo la concezione messianica degli ebrei.
Grande "intuizione", questa dell'ennesimo ispirato! Ecco un altro che potrebbe citare Platone, data la propria conoscenza intuitiva e prediscorsiva nonché la personale esperienza diretta con il divino.
Ecco un altro che quando nel Vangelo di Giovanni legge "L'ora mia non è ancora venuta", magari pensa che Gesù intendeva aprire una enoteca e ancora non era giunta l'ora.

A Napoli si dice: "E' gghiuta 'a carta 'e musica 'nmane 'e cecate".

Lino ha detto...

OT
@ Sandavi e
p.c.
@ Antonio della νόησις 24 giugno 2016 11:14

Caro Sandavi, nel post http://neocatecumenali.blogspot.it/2016/06/furberie-trucchetti-mezze-verita-approvazioni-farlocche.html
ci siamo limitati alle lettere del PCpL concernenti il direttorio catechetico e la Congregazione per la dottrina della fede.
La lettera nella quale il PCpL riceve un'altra autorizzazione, questa volta dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sempre concernente il Direttorio che a sua volta involveva lo Statuto, l'abbiamo trascurata:
http://www.camminoneocatecumenale.it/public/file/2012-Decreto%20approvazione%20Celebrazioni%20dei%20Passaggi%2020%20Gennaio.pdf

La data? Otto gennaio 2012, antecedente la lettera del card. Leo Raymond Burke a BXVI. Mi pare la sequela della correzione di bozze successive di un libro. C'è lo Statuto? Accidenti, abbiamo dimenticato di approvare il direttorio catechetico che nello Statuto è fondamentale. Abbiamo approvato il direttorio catechetico? Accipicchia, ci siamo dimenticati di approvarne le celebrazioni ivi contenute! Per favore, congregazioni per la Dottrina della Fede e per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: siccome a fare le stronzate siamo stati noi, dateci perlomeno parere favorevole per ovviare, la responsabilità dei decreti è nostra.

Perché ho messo in indirizzo @ Antonio della νόησις? Perché, se proprio me lo chiede, o se mi fa incavolare dandomi dell'ignorante, sono disponibile a pubblicare "Il fango e il segreto 2: la vendetta", dedicandolo a lui. Non mi sarà difficile: la bozza originale era di 300 e passa pagine, ho tagliato molto :-)

Anonimo ha detto...

https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5412487075036443303&postID=823014792377112801&isPopup=true&bpli=1#form dateci un'occhiata e anche a questo http://morettosa.blogspot.it/2007_11_01_archive.html

Lino ha detto...

P.S.
E fu così che - con una incredibile e ridicola sequenza di approvazioni - fu ottemperato a quanto previsto nel decreto dello Statuto "AD EXPERIMENTUM" del 2002: "Il Cammino si attua secondo le linee contenute nel Direttorio catechetico Cammino Neocatecumenale. Orientamenti alle équipes di catechisti (cfr. Statuti, art. 2, 2°), soggetto all’approvazione congiunta della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti". Con una tempificazione all'inverso, però, nel corso di anni: prima lo statuto (che contiene il direttorio), poi il direttorio (che contiene le celebrazioni), infine le celebrazioni. Lo scrivo sempre: con il Cammino neocatecumenale tutto funziona al rovescio, come nella croce capovolta, come in tutti i suoi simbolismi.

Attendo dalla noesi di Antonio una intuitiva spiegazione dell'arcano delle approvazioni :-)

sandavi ha detto...

Non era mia intenzione trascurarla , ma per aggiungere anche quello ci sarebbe voluto un altro post ;-).

Lino ha detto...

Qui non post servirebbero, ma roghi. E non roghi "delle vanità", bensì roghi "delle scemità" :-)

Valentina Giusti ha detto...

Quella del 'piattino' preparato da Dio ad un Gesù inconsapevole è la conferma di una visione di un Gesù solo uomo e di un Dio capriccioso e sadico che nulla ha di cristiano.
Credo di averla già sentita in ambiente neocatecumenale, non mi giunge per nulla nuova.

by Tripudio ha detto...

Per i roghi delle scemità, c'è la cartella "spam" della moderazione commenti. A furia di mandare in spam gli insulti, i copiaincolla, i tentativi di sviare il discorso, le elucubrazioni del Pasqualone Antonio Saverione ormai ci finiscono automaticamente, a tutte le ore.

E naturalmente, anziché rendersi conto di essere stato silenziato da un software, il soggetto continua a gridare alla Censura Censura Censura.

Ogni tanto qualche neocatekiko su Facebook cita sdegnato qualche vecchia pagina del blog, e arriva una breve ma intensa pioggia di pasqualonate - "siamo approvati", "spesso sul CNC si dicono solo cattiverie", "Giovanni Paolo II Ogniqualvolta", "voi fate discorsi di odio", ecc.

Nessuno di loro si rende conto che a dar contro il Cammino non sono invidie e antipatie, ma i discorsi dei Sommi Pontefici, i testi dei documenti liturgici, i capitoli del Catechismo, il puro e semplice buon senso (e sensus fìdei) di ogni cristiano. Dovrebbe essere allarmante, per un neocatekiko onesto, sentire che il Cammino viene "denigrato" in quel modo.

Ma siccome il Cammino è un superdogma intoccabile e Kiko è il novello redentore, allora sentono di dover respingere in ogni modo - anche il più ingannevole e menzognero - tutte le accuse.

È qualcosa di più di uno stato d'animo. È qualcosa che somiglia alla possessione diabolica. La pacata e puntuale Pellicciari, durante una conferenza in cui demoliva con accademica perizia i miti del liberalismo anticattolico ottocentesco, subì una trasformazione istantanea in Hulk e cominciò a urlare come un'ossessa che il Signore l'ha salvata e che tale salvezza è stata il Cammino Neocatecumenale.

Fu una scena preoccupante, uno di quei casi in cui più che il manicomio chiami l'esorcista, una scena che non si dimentica - soprattutto per chi assisteva dalle prime file, magari seduto accanto a qualche cosiddetto "catechista", e ancor più se ci sono state altre occasioni in cui hai visto neocatecumenali "testimoniare" il Cammino con aria e movenze da indemoniati. Viene in mente per esempio il neocatecumenale sfruttatore sessuale che in questura diede in escandescenze allo stesso modo.

aleCT ha detto...

Ho letto questa frase di un monaco benedettino

"Non aver paura di essere buono, la misericordia ti aiuterà ad essere te stesso"

Come si concilia una frase come questa, autenticamente cattolica, con il mortale pessimismo di Kiko per cui "se ti sforzi di fare il bene sarai solo il più grande ipocrita"?

Sarebbe bello che qualche nc in buona fede (gli altri no...fatelo per voi stessi) prendesse in considerazione questo argomento e magari ne discutesse.

Anonimo ha detto...

Leggendo il Vangelo di Matteo 23 quando Gesù si scaglia contro gli scribi e i farisei mi vengono in mente i neocatecumenali e quanti come loro dato che(ahinoi)i neocatecumenali non sono l'unica setta all'interno della Chiesa!

psyco ha detto...

notizie da GUAM !!!!i

l primo atto del nuovo portavoce della diocesi ( il neocat fr. BIBI ) è stato annunciare che......la diocesi sta ASCOLTANDO LA GENTE.....
ma veramente fai?
ih che FIGUREMMERDA !!!

http://www.junglewatch.info/2016/06/arroyo-major-fail.html

HON comanda di pregare nella messa domenicale per....quelli che stanno soffrendo a causa delle.... ''ESPERIENZE DOLOROSE'' che hanno creato ''DIVISIONI''...... cioè sta dicendoche le divisioni non le hanno create i kikos.... oppure dicendo che le divisioni le hanno fatte le vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale.....??????
MA VERAMENTE FAI?????? HON TAI FAI???????

http://www.junglewatch.info/2016/06/another-huge-huh.html

Valentina Giusti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Valentina Giusti ha detto...

OT - notizie su Carmen da Fb:

"Cari fratelli e sorelle:
La Pace.
Visto il cumulo di notizie contraddittorie sullo stato di Carmen, la iniziatrice del Cammino, vi comunichiamo che questa mattina (domenica) le abbiamo fatto visita e abbiamo cenato con lei a casa sua, con lei, Nancy, Griselda e padre Mario.
L'abbiamo trovata abbastanza indebolita, ma in netto miglioramento dalla forte influenza che l'ha colpita dieci giorni fa.
Ha mangiato un bel piatto di gazpacho, un bel pezzo di carne ed una lacrima di vino.
Sembra che sia fuori pericolo.
Si alza e fa qualche passo e ha ancora senso dello humor...
Crediamo che, per merito della sua struttura forte e delle nostre preghiere, stia facendo un miglioramento.
Abbiamo parlato con lei e persino si è dimostrata speranzosa quando le abbiamo detto che ci incontreremo a Cracovia.
Continuiamo a pregare perchè continui a migliorare e Dio ce la conservi il tempo che ritiene opportuno.
Sono Sue le entrate e le uscite.
Siamo stati testimoni dell'immensa gentilezza con cui la trattano Nancy e Griselda, le due sorelle consacrate che la accudiscono.
Inviamo alcune foto della cena, ma siate discreti nel pubblicarle in rete.
Non è bene che vadano a nessun periodico.
Siamo a Madrid e domani andremo alle nostre destinazioni: Carmen a Valencia, Bruno a Trieste ed io a Sevilla.
Un abbraccio
P. Alonso, Carmen, Bruno"

Ruben ha detto...

"Ha mangiato un bel piatto di gazpacho, un bel pezzo di carne ed una lacrima di vino."
---
Insomma, na' cosetta leggera!...

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sandavi ha detto...

Ma non stava per morire?

Lino ha detto...

"Si alza e fa qualche passo e ha ancora senso dello humor"

E perché mai una persona "in netto miglioramento dalla forte influenza che l'ha colpita dieci giorni fa" dovrebbe aver perso il senso dello humor? A volte un avverbio temporale, un aggettivo, un verbo inopportuni sono sufficienti, da soli, a esplicitare la disinformazione insita un un comunicato.
Si sa, però, che i neocatecumenali con la parola hanno scarsissima dimestichezza.

Lino ha detto...

P.S. Mi spiego meglio. Purtroppo la perdita del senso dell'umorismo è un sintomo del declino cognitivo. Quell'idiota di comunicato - involontariamente, mediante l'avverbio "ancora" - ha fornito una diagnosi dello stato della cofondatrice del Cammino. Lo dico da tempo: meno i neocat parlano e scrivono, meglio è per il Cammino.

Valentina Giusti ha detto...

La mia impressione, dato il tenore degli ultimi interventi pubblici di Carmen, è che soffra di Alzheimer.
Per questo viene lodata la paziente gentilezza delle due laiche consacrate e non viene riportata neppure una frase con un qualsiasi senso da parte della iniziatrice.
Certo che se fosse così, il fatto che non si possa ammettere che Carmen sia stata colpita da un male ormai purtroppo tanto diffuso, dimostra ancora una volta quanto il cammino sia poco trasparente quando non mistificatorio.

Lino ha detto...

I firmatari della comunicazione, Valentina, hanno sottolineato un aspetto che nessuno si sognerebbe di sottolineare in una paziente in fase di guarigione da un'influenza: la persistenza dello humor. Avranno ascoltato il riporto di qualche diagnosi medica, nella visita a Carmen. Alzheimer non so, ma certamente la perdita o la modificazione dello humor è generalmente sintomo di demenza senile.
Perché non lo dicono, e hanno insistito fino a poco tempo fa a portare una debilitata Carmen su una sedia a rotelle in qualche udienza, una scena deprimente? A proposito di spagnoli, rammento la storia del dittatore Francisco Franco, ricordo come finì.

Una capacità intellettuale ridotta di Carmen porrebbe anticipatamente un serio problema, quello della successione nella Equipe Responsabile internazionale del Cammino composta, secondo Statuto vita natural durante, da Kiko, Carmen e don Pezzi.
In un tempo nel quale BXVI si è dimesso (essendo pervenuto alla certezza che le sue forze residue per l'età avanzata non gli consentivano di guidare la Chiesa), sarebbe difficile spiegare che nel Cammino una Carmen rimane responsabile in condizioni incompatibili con la funzione. Ecco, allora, che le fanno mangiare "un bel pezzo di carne" e la mostrano con un residuo di humor.
Non so chi considerare ammalati di demenza senile, la paziente o i suoi visitatori.

Anonimo ha detto...

quos Deus vult perdere, dementat prius

by Tripudio ha detto...

Non credo che si possa applicare quel proverbio alla possibile demenza della Carmen.

Nostro Signore ha detto ai suoi Apostoli «fate questo in memoria di me», e perciò chi si è arrogato per tutta la vita il diritto di alterare la liturgia trasformandola in una squallida carnevalata, non sarà certo premiato.

Nostro Signore ha detto «le mie parole non passeranno», e perciò chi si è arrogato per tutta la vita il diritto di alterarle e di insegnare emerite fandonie spacciandole per cristiane, non sarà certo premiato.

Certe volte, a sentir parlare dei sedicenti cristiani pieni di bontà, parrebbe quasi che l'inferno sia vuoto, e che sia sufficiente "morire" per essere portati automaticamente «nel seno di Abramo» (Lc 16,22): e chi osa anche soltanto accennare al giudizio, viene catalogato come un anti-misericordioso che "manda la gente all'inferno".

Ma anche Nostro Signore, nel parlare di Lazzaro, "manda all'inferno" il ricco epulone (che tenta di emendarsi quando è ormai troppo tardi). Cioè ci ricorda che l'infinita giustizia di Dio non corrisponde ad una semplicioneria.

Se qualcuno commette delle opere malvage - anche e specialmente nel campo spirituale: insegnare eresie, inquinare i sacramenti... - sarebbe un'ingiustizia terribile premiarlo col Paradiso, come se dovesse avere la stessa ricompensa delle sue vittime.

Lino ha detto...

"Non credo che si possa applicare quel proverbio alla possibile demenza della Carmen"

Nemmeno io. Dio non manda la demenza, così come non manda il cancro, non vorrei sintonizzarmi sulla medesima frequenza delle trasmittenti di Kiko. D'altra parte, nel motto originale per Deus s'intende Giove, che per i pagani ne mandava di ogni tipo. Per Cristo, mi rifaccio al Vangelo odierno, sul fuoco dal cielo che - si richiedeva - avrebbe dovuto consumare i samaritani che lo respinsero. Chissà se F. Gennarini ha meditato oggi il passo di Lc 9. http://neocatecumenali.blogspot.it/2016/06/francesco-gennarini-il-cancro-che-dio.html

Invertirei, cristianamente, il proverbio: chi non vuol perdersi, lo faccia quando ancora non è divenuto demente.

psyco ha detto...

...... e finalmente PONZIO HON PILATO dopo 20 gg. a GUAM finalmente parla delle accuse al vescovo pedofilo neocat..... accuse che finalmente sono state trasmesse in Vaticano.... FINALMENTE........

http://www.junglewatch.info/2016/06/how-do-you-spell-r-o-l-n-d.html

però ci tiene , uà , ci tiene a precisare che lui prega SNENZA PREGIUDIZI e che lui prega pure x apuron , ehhhhhh........mica come le vittime del pedofilo , che pregano PIENE PIENE DI ''''PREGIUDIZI'''''.....

sandavi ha detto...

A commento del Vangelo di oggi il parroco ha testualmente detto che è da condannare l'atteggiamento di chi vuole imporre la conversione agli altri magari augurandosi le disgrazie peggiori per chi non ascolta. E nel caso dei neocatecumenali ciò è particolarmente odioso, con la loro visione di Dio. Essi in fondo augurano il fuoco dal cielo a chi esce dal cammino e giustamente si meritano il rimprovero del Signore.
Ha detto anche che il messaggio evangelico presume l'accoglienza, e non può essere imposto a chiacchiere. Il Vangelo si fonda sulla predicazione accompagnata dall'esempio. ESEMPIO cioè opere.

psyco ha detto...

.....il debole vescovo hon.....che parla un inglese maccheronico........NON SI ACCORGE che vicino a lui ci sta una vittima del vescovo pedoilo neocat....

http://www.junglewatch.info/2016/06/pacific-daily-news-klitzkie-hon-turned.html

by Tripudio ha detto...

Un caso di auto-assoluzione neocatecumenale: il vescovo Ballin («si vergogni!») dichiara che Lickin' Louie è miracolosamente innocente.

Anonimo ha detto...

...si, Ballin ribadisce che per la vicenda Camacho vi é solo "fumus"...
...e se lo dice lui.
Basta notare la frase che é riportata sul suo stemma e si capisce che quando parla lo fa con le parole dell'Altissimo: i fedeli hanno la garanzia che Ballin é infallibile.

Antonius

Lino ha detto...

Sandavi ha detto... "è da condannare l'atteggiamento di chi vuole imporre la conversione agli altri magari augurandosi le disgrazie peggiori per chi non ascolta"

Anche in questo, purtroppo, dobbiamo considerare che l'approccio neocatecumenale è da fondamentalismo veterotestamentario. Nel Vangelo di ieri, d'altra parte, Gesù si sta recando a Gerusalemme ("stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo") e gli apostoli Giacomo e Giovanni - che intendevano invocare il fuoco dal cielo - ancora pensavano che Cristo dovesse farsi messia regale.
Sul piano allegorico, per coerenza con l'intero capitolo, anche in tal modo vanno interpretate le pericopi della sepoltura del morto e dell'aratro: c'è il compimento della Legge, l'AT è alle spalle, il NT e la fede in Cristo crocifisso e risorto davanti. E' analoga la lezione dello stesso Luca nel cap. 12 ("padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera"): da notarsi bene che la "divisione" è generazionale, non c'è un "figlia contro figlio", anche qui la separazione è tra il vecchio e il nuovo.

sandavi ha detto...

Lino, l'omelia di Domenica ci ha colpito molto, me e mia moglie, mentre l'ascoltavamo. Semplice, asciutta, veritiera. Francamente non mi manca il Cammino nemmeno un minuto.

sandavi ha detto...

La lettera di Ballin è importante. Mi fa presumere che inizialmente Don Luis fosse stato inviato alla Domus Galileae e poi passato al Qatar. Se fosse così sarebbe molto significativo: è noto in tutto il mondo neocat che la Domus e Don Rino sono utilizzati come centro di recupero per neocatecumenali giovani e problematici. Se l'hanno mandato là sarebbe come ammetterne la colpevolezza. Di fatto non si viene mandati alla Domus se i catechisti non sono certi che uno abbia dei problemi gravi.

Anonimo ha detto...

Che bello, sono uscito dal Cammino da 6 mesi dopo 17 anni di tribolazioni e di alti e bassi umorali del tipo:
hanno ragione o non hanno ragione?
Sono esagerati loro o sono esagerato io a non seguirli a pieno e ad andare con i piedi di piombo?
Questa cosa la devo fare o no?
Provo a dargli retta o faccio a modo mio?
Ma son grulli loro o son grullo io a dargli retta?
Insomma, tribolazioni mischiate anche a momenti di gioia ma di forti riflessioni.
Dopo 17 anni ho deciso di mettere davvero il punto.... lì per lì riflettevo se avessi più o meno se avessi fatto bene e a volte soffrivo di sensi di colpa.
Adesso, più passa il tempo e più ne sono strafelice.
Libero finalmente...dato che ho conosciuto un altro tipo di chiesa molto più bella.
Dove vengono dette le stesse cose ma in maniera molto diversa....dove Dio è amore e non uno che ti fa sentire una cacca per farsi conoscere.
FINAMENTE LIBERO

Anonimo ha detto...

Piccolo appunto di Papa Francesco che cita anche SAn Giovanni PaoloII...chissà se mi pubblicherete questo commento....

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/march/documents/papa-francesco_20150306_cammino-neocatecumenale.html

Stefano.

aleCT ha detto...

@Stefano

Come vedi te lo hanno pubblicato. Così si è dimostrata la tua malafede.

Per il resto prchè quando SAN Giovanni Paolo II, nel 1983, vi diceva che i catechisti dovevano essere formati, voi ve ne siete altamente infischiati?

Cosa è: ubbidienza fino a quando vi conviene?

E come mai quando Francesco vi parlava di "rispettare le culture" ve ne siete fregati e lo avete tacitamente censurato?

E come mai quando Benedetto XVI vi ha detto A CHIARE LETTERE che la messa E' UNA SOLA e che dovevate tornare a quella vi siete incacchiate come delle bestie fino a quando Kiko vi ha rassicurati dicendo: "tranquilli, quelle cose le doveva dire"?

Caro Stefano, mettiti l'anima in pace: NON SIETE CREDIBILI.

psyco ha detto...

.....ma perchè.....prima erano stati credibili? almeno una volta????