venerdì 5 febbraio 2021

La fine del Cammino senza fine.

  • Introduzione da un commento di Porto:
Questo è quello che cercano di inculcarti nel Movimento Neocatecumenale per farti credere che da solo (cioè senza la comunità neocatecumenale) non potrai salvarti né coltivare la tua fede. Lo scopo, ovviamente, è quello di tenerti dentro la comunità anche se ci stai male e di spaventare (e "incatenare" definitivamente) le anime più fragili circa la vita fuori dal Cammino. Se fosse vero, ciò significherebbe che tutti i santi o anche i semplici credenti senza comunità da due millenni a questa parte non hanno avuto fede, o non hanno vissuto la fede…: che poi mi spiegheresti cosa significa vivere la fede? Compiere atti conseguenti alla propria fede e coerenti con essa? E mi spieghi perché non si potrebbe senza una comunità?    (da Porto)

 

 

Tutto inizia con una promessa di felicità. Soluzione pronta ed immediata a tutti i tuoi problemi.

Ciò che non comprendi acquista un senso. Ciò che di te disprezzi o la tua storia concreta che non accetti fanno sì che l’”annuncio di salvezza”, di cui si fanno portatori, ti arrivi dritto al cuore e ti riempia di speranza. Dal “Dio ti ama come sei” al “la morte è vinta, non ha più potere su di te”. Dal “in te nascerà una creatura nuova” al “Dio ti ha pensato e amato. Tu sei unico e prezioso ai suoi occhi”. Tutto concorre a farti sentire al centro. Gli stessi messaggeri si presentano come angeli inviati alla tua vita: “Dio ha sconvolto la nostra esistenza per farti giungere questo annuncio!”.

Come avviene poi che inesorabilmente, da questo stadio iniziale di grazia, si passi allo stato di soggezione e cattività che inevitabilmente il Cammino Neocatecumenale genera? Vi si scivola pian piano, impercettibilmente e resta la patina soltanto di un annuncio che, col tempo, si dissolve. Un pallido ricordo dell’approccio iniziale con cui ti hanno adescato e attirato dentro mentre ti convincevano che agivi in piena libertà con tutti quei loro “Accetti di continuare?” rivolti ad uno ad uno. E il quesito, negli anni, si ripete ogni volta. Una farsa il cui esito è sempre più scontato, man mano che si va avanti.

La prima convivenza, di nascita della comunità, non a caso si chiama “convivenza dell’AMEN”. Devi scrivere tu il tuo nome sul “Libro della Vita”. In ogni caso sei schedato. Ma giunti alla fine, dopo 30/40 anni, il tuo nome sulla Bibbia della tua Comunità lo scriveranno loro e non tu. E al tempo del “Matrimonio Spirituale” - quando si stipula con il Cammino l’atto solenne di imperituro e inscindibile impegno modellato sull’ebraica Ketubah nuziale - mentre tu sei ormai obnubilato e ridotto ad uno stato di semi incoscienza, i contraenti saranno, da un lato, il responsabile della tua comunità (fantoccio simbolico), dall’altro, i kikatekisti di tutta una vita e per tutta la vita. Sempre loro! Mentre del Parroco o di un altro Sacerdote nessuna traccia. Tanto meno del Vescovo.

Oramai la deriva autoreferenziale del Cammino è conclamata e non necessita di ulteriori dimostrazioni.

La favola dell’itinerario al servizio dei Vescovi e dei Parroci secondo Statuto è andato in malora, insieme alle sue false promesse che tutti hanno dimenticato.

Accidenti, non aveva altro scopo il Cammino se non di “formare piccole comunità” nelle parrocchie che fossero “sale, luce e lievito”. Questa la “missione del cammino” per la Chiesa, per il mondo; argomento trattato nella quarta catechesi del ciclo di catechesi iniziali. Programma ufficiale del Neocatecumenato, frutto del Concilio Vaticano II:

- per il mondo (cfr. Mt, 5, 13.14: Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo).

- per la Chiesa (cfr. La predicazione di Kiko che profetizza ispirato - prima ai Parroci a cui propone il Cammino e poi ai fratelli che accettano di seguire le catechesi - che le sue piccole comunità alla fine del percorso “si scioglieranno” nella Parrocchia).

Perché il Cammino Neocatecumenale non è un’associazione, non è un movimento e neanche una congregazione.

Cosa siamo noi? Il grido disperato di Kiko, l’angustia esistenziale di Carmen, quando costernati ripetevano: “La Chiesa vuole sapere da noi: Noi chi siamo?”. E chi può dirlo?

Ma alcuni concetti chiari Kiko li ha dati nelle sue catechesi, li riportiamo in sintesi:

Un tempo di formazione, questo siamo, con un inizio e una fine. Il Cammino è un’impalcatura. Costruito l’edificio (la Vita Cristiana) l’impalcatura si smonta perché non serve più. Come si fa a definire una cosa che in sé non è, ma è in funzione di…? Sappiamo solo che alla fine non c’è più catechista e che tutti siamo uguali. Tutti fedeli e fratelli in Cristo. Il catechista nel cammino è un servizio. Come uno straccio che usi per pulire il vetro sporco che ti impedisce di vedere. Quando il vetro è pulito e tu vedi attraverso, lo straccio non serve più e… lo getti via. (Kiko dixit)

All’inizio ponti d’oro, promesse di felicità, amore gratuito, nessuno sforzo, nessun impegno da assumere. Tu sei l’importante. L’uomo è al centro del cammino. “Il cammino è per l’uomo, non l’uomo per il cammino” ti ripetono e “la comunità va con il passo dell’ultimo”.

L’abilità sta nel trasformare, pian piano, tutto questo nel suo esatto contrario senza colpo ferire. Ma per chi è entrato in comunità con animo retto, di anno in anno, le contraddizioni si moltiplicano e il disagio si fa sempre più grande.

Resta il fatto che la sensazione che ti porti, una volta fuori, è un senso di libertà assoluta, come di uno a cui sono state tagliate le catene.

La verità è che nel cammino la tua stessa dignità viene calpestata. Ad onta della grazia e della libertà che non albergano nelle salette, si vivono mille e uno condizionamenti e sei sempre additato e di tutto devi render conto. Non solo ai catechisti ma agli stessi adorabili fratelli di comunità che, in barba al non giudicare, stanno di continuo col dito puntato pronti sempre a giudicarsi gli uni gli altri secondo i rigidi parametri dati.

E così il controllo orizzontale è ancora più penoso di quello verticale. Perché è costante, incessante e ininterrotto. Tutti si vestono da maestri e stanno pronti a ricordarti tutte le regole imposte. Quasi ad esorcizzare il fastidio costante e inconfessato che genera in primis in loro un simile pesante fardello.

 

 

  • In conclusione, alcune riflessioni di Porto:

Il controllo orizzontale per certi aspetti è ancor più efficace di quello verticale. Perché i catechisti li vedi una volta ogni tanto, mentre i fratelli stanno sempre lì e osservano ogni tua mossa.

E proprio perché troppo gravosi sono i fardelli neocatecumenali, succede che quei "fratelli" che li scansano e si fanno continui sconti provino insofferenza per chi invece si sforza ogni giorno di adempiere a tutti i precetti. Magari anche costoro vorrebbero, in cuor loro, fare come i primi; ma non osano sempre per paura del giudizio dei fratelli e dei catechisti (soprattutto se sprovvisti di pedigree neocat.).

Ricordo perfettamente lo sguardo di riprovazione dei fratelli quando alla convivenza domenicale c'era chi si alzava per andare via prima, mentre coloro che rimanevano dovevano continuare a sorbirsi le lunghe e spesso ripetitive ed estenuanti esperienze dei fratelli…

Soprattutto con chi si faceva gli sconti un po' troppo spesso, i fratelli se la legavano al dito e alla prima occasione facevano la spia ai catechisti I quali poi a loro volta, come è d’uso dappertutto, minimizzavano o aggravavano la colpa a seconda di chi era il presunto colpevole posto di volta in volta sul banco degli imputati: se un loro protetto (magari figlio di catechisti, o amico dei loro figli, o altro), oppure un camminante semplice e indifeso sul quale si poteva tranquillamente infierire, perché servisse di esempio agli altri. Dalla famosa locuzione latina: Unum castigabis, centum emendabis colpirne uno per educarne cento” (non a caso divenuto lo slogan di Mao Tse Tung e adottato in seguito dalle Brigate Rosse).

Più ci penso e più mi convinco che solo una mente diabolica e malvagia può aver architettato un sistema così perfetto di graduale erosione della libertà e soggiogamento della volontà, in cui la calunnia e la delazione reciproca sono il pane quotidiano. Del resto, quando si invitano i fratelli a litigare, li si istiga ad odiarsi e non ad amarsi nonostante le differenze….

Tutto questo viene solo dal diavolo, non da Dio.     (da Porto)

60 commenti:

  1. Due cose volevo dire:
    Il Libro della Vita, sul quale si scrive il nome al I° passaggio, è impropriamente e malamente definito.
    Nelle Scritture infatti, i nomi nel Libro della Vita non li scrivono gli uomini, ma Dio "L'adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto FIN DALLA FONDAZIONE DEL MONDO nel libro della vita dell'Agnello immolato" (Ap. 13,8), per dirne una.
    Nell'OICA, giustamente, si parla di Libro degli Eletti, quando la Chiesa ammette i catecumeni all'"elezione" prima di ricevere il Battesimo e ciò non avviene nemmeno all'inizio, come nel Cammino, ma alla fine del catecumenato.
    Definirlo Libro della Vita, nel Cammino Neocatecumenale, significa sostituire il soggetto che agisce: è Dio che, fin dalla fondazione del mondo, ha scritto i nomi nel Libro della Vita e se ne può venire cancellati. Non sono gli uomini che si auto iscrivono nel Libro della Vita. Ci mancherebbe altro.
    La definizione neoatecumenale quindi è già sbagliata e non cattolica in partenza: sembra che abbiano mescolato il Libro degli Eletti con l'Albero della Vita sefirotico della Cabala ebraica.

    La seconda cosa che volevo dire è che chi ha scritto l'articolo magari manca dal Cammino da tanto tempo: una volta era come viene descritto nell'articolo, da tanti anni però non è più così.
    Ad oggi, anche se è sempre attuale la disparità di trattamento tra "nobili" e "popolo", si accetta di tutto. Impera il permissivismo per tenere dentro quanta più gente possibile.
    Anche questo decreta il fallimento del Cammino Neocatecumenale: si è persa la rigidità di una volta non perché si è diventati più aperti, ma perché altrimenti si perdono le persone.
    Oggi si può non dare la decima, non andare alle celebrazioni, andare dopo e venire via prima dalla convivenze e dai passaggi, non preparare... basta che si ossequino i catechisti. La critica non è ancora ammessa. Ma se si è disobbedienti senza criticare va benissimo, al massimo ti becchi un lieve rimprovero e finisce lì.
    Non esistono più i gli estremisti, tranne che nelle vecchie leve ormai al tramonto. La massa fa come gli pare.
    Questo, al di là delle basi dottrinali, li fa simili esattamente alla Chiesa impoverita che tanto deprecano.

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    1. Più volte su questo blog si è detto che negli ultimi anni la rigidità delle prescrizioni del Cammino si è alquanto allentata, per non far scappare gli ultimi "fratelli" rimasti. Ricordo che all'inizio degli anni '90 se saltavi un passaggio particolarmente importante e i successivi incontri e volevi continuare a frequentare il Cammino, dovevi obbligatoriamente retrocedere alla comunità successiva alla tua. Invece, nei miei ultimi anni di Cammino i catechisti in occasione di convivenze di passaggi, addirittura ci chiedevano di chiamare fratelli che non si erano più visti da anni e magari avevano saltato il passaggio precedente... una cosa inaudita. A quanto mi consta, però, il sistema della delazione è ancora in uso, come anche l'usare due pesi e due misure a seconda di chi si ha davanti. Basta vedere il diverso trattamento che si usa verso gi uomini e verso le donne. Poi è chiaro che in ogni parrocchia, in ogni comunità e con diversi catechisti, le situazioni possono variare.

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    2. Interessante conclusione.
      Ancora più ridicolo fare un cammino di fede così finto.
      Ci credo a quello che dici, insomma il CN è diventato un circolo privato , un gruppettino sociale, un posto dove ci si incontra quando si ha voglia.
      Un club esclusivo, dove si paga una retta costosa per illudersi di essere migliori.
      Si, risulta anche a me che oggi potrebbe essere così.
      Quindi la fine è già arrivata, senza fare rumore, semplice morte naturale di un finto "sogno" finito nel nulla.

      Gente spenta che sta' insieme per abitudine o per convenienza.
      Immagine deprimente quanto reale.
      Una armata Brancaleone ridotta al lumicino.
      Un si salvi chi può e chi non può si arrangi.
      La fine di un epoca.
      Chissà se lo hanno detto a Kiko.
      Poveraccio, 50 anni finiti nella spazzatura.
      Non vorrei essere nei suoi panni, dalle stelle alle stalle.
      Dopo tutti questi anni spesi per il "movimento", chissà se gli daranno la buonuscita e la pensione di "primo catechista".
      L'ultimo "fondatore" di un movimento ancora al timone della sua creatura.
      Chissà se sopravvive alla morte naturale del suo CN.
      Immagino che qualcuno dei suoi luogotenenti tenterà di rianimare il movimento agonizzante.
      Magari gli cambiano pelle come è avvenuto con Scientology.
      Penso che qualcuno proverà a fare qualcosa, hanno ancora un portafoglio di clienti più o meno affezionati al "brand" anche solo per abitudine.
      Non partono dal nulla.
      Vediamo cosa si inventano per salvare il salvabile.
      Magari qualcuno proporrà una riscoperta del "cammino delle origini".
      Spesso ho sentito questa storia che il cammino di oggi non è il cammino reale, non è il cammino "vero-vero".
      Spero di no.

      Anche i neocatecumenali meritano qualcosa di meglio.

      LUCA

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  2. Post molto interessante.

    Per cui, quando vai alle prime catechesi ti dicono: “Tu sei unico e prezioso”.
    Ma se sei unico e prezioso il Cammino ti dovrebbe valorizzare anche come individuo.

    Ciò che colpisce dei bambini è , da una parte, l’assoluto bisogno, in tutto, della propria “comunità”, cioè della famiglia, e dall’altra l’incredibile bisogno di approvazione per quello che sono (per questo anche se un bambino sbaglia non si deve mai dire che è stupido).
    Crescere infatti significa formarsi come individui in relazione alla comunità e soprattutto a Dio, principio di tutto.

    Nel Cammino, invece, il processo psicologico sembra essere l’esatto contrario. Un cammino all’indietro.
    Di fatto, il Cammino prende degli adulti, per quanto feriti dalla vita, e sembra strumentalizzare la fede per destrutturarli attraverso un’ubbidienza cieca e assoluta che tende non a far crescere, ma ad appiattire (e come potrebbe essere diversamente se è vero che il fondatore ha detto che lui non ubbidisce alla Chiesa perché non gli piace essere comandato? Se è lui per primo a ridurre l’ubbidienza solo a un rapporto di forze o solo a una questione averne voglia o meno, sottraendola così da ogni contesto di fede?).

    Un cammino così infantilizza (non quanto a innocenza, ma a intelligenza). Altro che fede matura!
    E' un cammino in cui gli adulti arrivano a ricercare l’approvazione dei loro “tutori nella fede” (cioè Kiko e i suoi rappresentanti, i “catechisti”) come dei bambini ricercano l’approvazione dei genitori, anche se spesso i “catechisti” sembrano piuttosto la matrigna di Cenerentola.

    Così un itinerario di “formazione permanente” può formare degli adulti insicuri e alienati, bisognosi della “comunità” (non della Chiesa, ma del Cammino) come dell’aria, anche a costo delle angherie dei propri tutori (o forse proprio per queste)

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    1. Per la precisione e la correttezza della tua analisi sembra che tu, Pietro, conosca il Cammino molto meglio di tanti che ancora sono dentro! Complimenti! Volevo anche ringraziare Pax del post di oggi perché mette in luce una delle numerose menzogne dell'iniziatore kiko, e cioè la bugia della fine del Cammino. Come ormai sappiamo, il Cammino neocatecumenale non dura 7, 15, 20 o 30 anni. No!! Il Cammino neocatecumenale non finisce mai, se non con la morte! E i catechisti te li tieni vita natural durante. Altro che tutti siamo uguali, caro kiko. Qualcuno, e kiko lo sa bene, è più uguale degli altri! E continua ad esserlo sempre! Ennesima testimonianza è il rito del cosiddetto "matrimonio spirituale". Come ricorda Pax, i "contraenti" non sono più i singoli fratelli camminanti, come al primo passaggio, no, loro ormai non contano più nulla, solo il responsabile e i catechisti. In realtà, nel Cammino non si è mai uguali e man mano che si va avanti lo si è sempre meno. Davvero: quante bugie!

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  3. Ho letto con interesse questo articolo è ringrazio Porto e Pax.
    I meccanismi sono sempre quelli: viene promessa, alla famosa convivenza iniziale, una libertà ed una auto determinazione che poi si trasforma in un vero carcere. Si tratta di una galera di cui poi neppure più ti accorgi: fa parte della tua vita, lo confondi con il necessario rigore richiesto da una vita di fede e il controllo verticale dei catechisti più quello orizzontale dei fratelli si sostituisce a quello che dovrebbe esercitare la guida interiore di una coscienza ben formata.
    Per questo, il cammino neocatecumenale ti entra sotto pelle e, oltre a diventare un esoscheletro, una corazza di protezione esterna, diventa anche un endoscheletro, una spina dorsale senza la quale non ci si regge più in piedi.
    D'altronde, è la strategia migliore per rendersi indispensabili, quella di pervadere la personalità, cosicché sia Kiko a vivere in ciascuno dei suoi.
    Basta leggere ciò che alcuni neocatecumenali scrivono qui delle loro parrocchie: si sentono perduti, senza il proprio ruolo e senza un supervisore che lo faccia rispettare. Si sentono perduti, perché per loro le Scritture continuano a parlare ancora e sempre solo di quattro cose, quelle che in Cammino vengono ripetute ossessivamente, e non altro. Si sentono traditi a volte dai propri stessi preti che, presbiteri kikiani in comunità, in parrocchia devono (a volte fingendo) essere comprensivi verso tutti.
    Ricordo una carissima sorella di comunità che, quando si trovava ad avere a che fare con parrocchiani o sacerdoti non neocatecumenali, ripeteva sconsolata: "non hanno capito niente".
    Non so se avesse mai avuto il dubbio che potesse essere il contrario.
    I neocatecumenali sono dei disadattati nella parrocchia e nella Chiesa: dei disadattati che guardano con stupore tutti gli altri e pensano che nessuno, oltre a loro, sia nel giusto.

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    1. A questo proposito ricordo che, ormai innumerevoli anni fa, un mio amico che stava facendo il Cammino, mi chiese: "Chi è per te Gesù?".
      Quel "per te", che mi coinvolgeva in un rapporto personale, mi ha fatto dare risposte tipo: "Il Signore!... Dio... un amico...".
      Il mio amico storceva sempre un po' la bocca e diceva: "Sì, vabbé, ma...". Non era mai la "risposta esatta".

      Alla fine mi ha svelato l'ARCANO. Gesù è l'Unto. Cioè il Cristo.
      Ma io, non avendo una formazione ebraica, per sapendo che era l'Unto degli ebrei, non l'ho mai atteso come Messia come può attenderlo un ebreo, per cui non ho pensato a dire quello che lui si attendeva o, più probabilmente, sperava non dicessi per confermare la bontà del Cammino degli arcani, che danno la vera sapienza.

      Così probabilmente anche lui ha potuto pensare che anche io non ci avevo capito nulla. E certamente è così, ma non nel senso che intendeva lui.

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    2. È la vecchia storia di sempre.
      Usare parole cristiane dandogli un significato diverso.
      Magari esportandolo di sana pianta da altre religioni, ma comunque un significato diverso, che vuole o pretende di essere migliore, più profondo, più antico.
      Ho sentito tanta gente, anche ex neocatecumenali, dire spesso che la preparazione che ti dà il cammino è un'altra cosa, in senso positivo.
      Ed è vero, è proprio un'altra cosa, nel senso che per i neocatecumenali ha un significato diverso e spesso contrapposto al significato della Chiesa.
      Loro la chiamano preparazione, per me è mistificazione e presa in giro.
      Da quando sono uscito dal CN ho capito la grande ignoranza che avevo di dottrina della Chiesa.
      È vero che conoscevo molto bene la struttura della Bibbia, è vero che sapevo trovare un brano in pochi secondi, ma ero completamente digiuno delle più elementari nozioni del cristianesimo.
      Avevo solo una conoscenza superficiale, una "memoria istintiva" costruita dopo anni di ripetizioni degli stessi concetti semplici e fasulli riportati da quei "pappagalli" chiamati "catechisti neocatecumenali."
      Fuori dal CN ho scoperto un mondo.
      Mondo che era davanti a me, ma era coperto da una coltre di stronzate pazzesche.
      Eppure me le sono bevute, anche se mi stavano strette, un po' per pigrizia un po' per paura di scoprire qualcosa che mi mettesse in contraddizione, un po' per stanchezza mentale.
      Il ritmo del CN è frenetico, brucia il tuo tempo, quindi quando non hai impegni comunitari fai tutto meno che informarti di cose di Chiesa.
      Vivi già un "full immersion" di religiosità che ti spacciano per "alta dottrina cristiana", quindi nel tuo scarso tempo libero ti occupi di tutto meno che di religione.
      Questo è stato il mio errore, altrimenti avrei capito molto prima che i dubbi che avevo erano reali e motivati.
      Ho dato fiducia al "sistema cammino", spacciato per "perfetta dottrina cristiana".
      Vagonate di inutile e puzzolente immondizia.
      Dicono che sbagliare è umano e che sbagliando si impara.
      Penso sia vero, perché per cercare di smascherare le falsità della dottrina neocatecumenale ho scoperto la bellezza e la verità della dottrina cristiana.
      Oggi forse sono una persona migliore, che dite, devo ringraziare il CN?

      LUCA

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    3. "Non capiscono niente" è la traduzione in linguaggio neocatecumenalese di "qua sono IO, quello che sa e che capisce".

      Il neocatecumenale non discute con gli altri, il neocatecumenale emette delle parole con l'intento di spingere l'interlocutore verso LAVERITA, quella cosa che il neocatecumenale possiede da lungi e conserva gelosamente in tasca sua ma senza dichiararlo apertamente, si capisce.
      Chi prova a discutere con un neocatecumenale si accorge presto di star giocando a palla contro il muro.

      Il neocatecumenale si sente più competente dell'interlocutore a prescindere da chi ha di fronte, anche quando l'interlocutore del neocatecumenale è più competente ed intelligente di lui.
      Una cosa che è non solo imbarazzante ma anche pericolosa, come la falsa sicurezza di chi guida ubriaco:
      un vero pericolo per sé e per gli altri.
      Per fortuna il Cammino è in declino e le loro scempiaggini esoteriche non abbindolano più nessuno.

      A.Non.

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  4. Questo thread è assolutamente inconsistente. Chi loha scritto non ha capito nulla. Dimentica una cosa, il fedele che va in parrocchia, cosa fa? Dove porta andare in parrocchia? A parte che sono sempre meno quelli che ci vanno, ma poi la conclusione quale e'? Voi vi siete fissati con il cammino ma l'alternativa sarebbe la parrocchia!? Che alternativa e'? Mettiamo il caso che il Cammino finisse domani, l'alternativa sarebbe la parrocchia? Beh poveri quelli che dovrebbero prendere questa via. Non riuscite a capire che se il cammino esiste e io credo continuerà ad esistere ancora per molto, e' perché la parrocchia è in disarmo, e' un espressione pastorale assolutamente fallimentare, inconsistente, in crisi profonda. Richiede una alternativa perché i problemi che ha sono profondi e numerosi e il cammino e' una risposta. Non ha senso tornare dal problema da cui si è cercato di uscire. La parrocchia vecchio stampo non ha ragione di esistere, non è più idonea.

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    1. ma il cn viene da DIO?

      dom

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    2. Quindi, il Cammino, nato sotto il giuramento di creare dei cristiani adulti che dopo sette anni di cammino usciranno dal Cammino e ritorneranno alle parrocchie per "salarle" o farle lievitare... genera cristiani adulti che dopo cinquant'anni di cammino non escono dal Cammino per salare le parrocchie, perché tanto per le parrocchie non ci sta più niente da fare?

      Quindi le parrocchie sono allo stesso tempo la terra promessa e l'oggetto da distruggere?
      Vedete un po'.

      A.Non.

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    3. Questo intervento dimostra che molti camminanti non sanno neanche comprendere le premesse di un discorso.

      "La parrocchia" non è un movimento, ma i camminanti la considerano come tale.

      La parrocchia innanzi tutto è un'espressione riconosciuta della Chiesa. Più riconosciuta del Cammino e di qualunque altro movimento.
      E' parte della Diocesi, che è la Chiesa che si rende presente in un territorio.

      Se la parrocchia non funziona non dipende dalla sua struttura, e infatti ci sono parrocchie che funzionano benissimo.
      Invece se il Cammino non funziona dipende dal Cammino.

      Il Cammino è strutturato allo stesso modo in ogni parte del mondo. Si dicono le stesse parole, addirittura gli uomini imitano Kiko!
      Nessuna inculturazione della fede, nessuna libertà di espressione.
      Le parrocchie invece hanno una concezione del tutto diversa.
      Il funzionamento dipende dai parroci e dai parrocchiani, esattamente come la Chiesa, di cui è parte. Più si è santi, più la parrocchia funzione.
      Nel Cammino più si è santi, più ci si distacca dai suoi errori strutturali.

      Inoltre è concettualmente sbagliato parlare di parrocchie "del Cammino", perché le parrocchie non possono appartenere a un movimento, mentre non è sbagliato a parlare di Cammino che appartiene a una parrocchia (anche se in realtà il Cammino non ha nessuna intenzione di servire parrocchie e diocesi).

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    4. @anonimo
      il tuo commento riflette proprio la mentalità del cammino, secondo cui la frequentazione della parrocchia non è un mezzo sufficiente per giungere alla salvezza dell'anima; ti vorrei ricordare che c'è una lista infinita di Santi che sono diventati tali senza fare il Cammino ma solo frequentando la parrocchia assiduamente e allo stesso tempo coltivando la vita spirituale nel contesto in cui vivevano, inoltre sembri non ricordare che appena si entra in parrocchia puoi trovare il Santissimo Sacramento continuamente esposto e questo non mi sembra affatto una cosa da poco.

      Inoltre non capisco questa abitudine di generalizzare sulla situazione delle parrocchie; la mia parrocchia è una realtà vitale, ad ogni Messa ci sono i posti quasi tutti occupati, e ci sono molte realtà per i giovani, per le famiglie e per le persone di ogni età, e tutto questo senza che il Cammino sia entrato lì.

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    5. @anonimo
      Innanzitutto tu, cattolico adulto, perchè non ti metti un nick? Ah no scusa, poi come fai a scomparire senza prenderti la responsabilità di quello che dici? VIGLIACCO.

      Ti rispondo con un fatto incontrovertibile: l'alternativa al cammino è LA CHIESA CATTOLICA la quale ha innumerevoli carismi. Voi, e questi sono FATTI CONCRETI, non siete cattolici perchè DISPREZZATE ogni cosa che non sia il cammino, quindi disprezzate l'opera dello Spirito Santo che, incredibile ma vero, alimenta la Chiesa Cattolica.
      Voi disprezzate la chiesa cattolica..quindi non siete cattolici. Punto.

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    6. per Anonimo delle 21.49

      Dalle tue parole sembrerebbe implicito che nelle comunità neocat. si vedano a ogni pie' sospinto frutti di conversione, amore fra i fratelli e condivisione dei propri beni. Da queste tue affermazioni apodittiche si vede proprio che sei in malafede. Per quanto riguarda l'amore fra i fratelli, io sinceramente nel CN ne ho visto davvero poco. Se quello che ho visto e sperimentato nei poco più di due decenni e mezzo di Cammino è amore (fatto di litigi, accuse, calunnie, delazioni, ripicche, ecc. ecc.), ti assicuro che è molto meglio la mancanza di siffatto amore (e infatti da quando ne sono fuori non mi è mai mancato, nemmeno una volta!). Riguardo al condividere le proprie sostanze anche avrei molto da obiettare. Essendo la gestione dei soldi (collette e decime) affidata al solo responsabile, che è l’unico che gestisce i soldi della cassa, non si può parlare di vera condivisione. Chi può dire che li gestisca in maniera imparziale e non secondo le sue simpatie? Conosco una persona che per anni ha sempre e solo dato e l’unica volta che ha chiesto un contributo per mandare i figli alla GMG, inizialmente le è stato negato e poi le è stato dato la metà di quanto le serviva e le è stato fatto pesare non poco. Nella stessa comunità c’era una famiglia di marito, moglie e tre figli. La moglie era casalinga, il marito perdeva spesso il lavoro, non si capiva il perché, probabilmente a causa del suo pessimo carattere, i figli non lavoravano e non studiavano, però andavano sempre vestiti di tutto punto, avevano motorini, andavano in discoteca, non si facevano mancare nulla. Questo “fratello” era pappa e ciccia con il responsabile e sinceramente in molti si chiedevano come facesse a mantenere la famiglia visto che sia i suoi genitori che i suoceri erano pensionati al minimo e non potevano certo aiutarli…. E in molti si davano la stessa risposta.

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  5. Caro anonimo,
    Se dovesse mai finire il Cammino, c'è la Chiesa, altri 57 movimenti ecclesiali, gli ordini religiosi, gli ordini mendicanti .....fortunatamente non esiste solo il Cammino Neocatecumenale

    Giuseppe fratello del Cammino

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  6. Ringrazio Giuseppe che ha dato già una prima risposta di buon senso.
    L'Anonimo delle 17:27 è proprio l'esempio classico del neocatecumenale che non alza la testa dal suo tavolino delle agapi. Prima vampirizzate le parrocchie, distraete i fedeli più validi, li fate scomparire per decenni, li fate riemergere solo per andare alla conquista degli spazi parrocchiali imponendo il vostro modo di vedere kikianamente deformato e poi vi lamentate che la parrocchia non è vitale? Voi siete il cancro delle parrocchie! Allego di seguito alcuni esempi riportati qui sul blog.
    Parrocchia a zero stelle
    La tecnica del cuculo
    Parrocchia trasformata in caserma
    Parrocchia di Trieste
    Dopo 30 anni di Cammino si deve ricominciare da zero





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  7. Quali sarebbero questi 57 movimenti alternativi al Cammino sentiamo? E gli ordini religiosi?

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    1. Attenzione a non commettere sempre errori numerici sul Cammino.

      I cattolici nel mondo, a seconda di come vengono fatte le statistiche, sono attorno al miliardo.

      Il Cammino, se vogliamo credere alla sua panzana propagandistica del Milione di Aderenti (che sarà almeno il quadruplo gonfiato della più ottimistica realtà e già inclusivo di infanti, parenti defunti e animali domestici), rappresenta un milione su un miliardo, cioè lo zero virgola uno per cento rispetto al popolo di Dio (più esattamente: separato dal popolo di Dio a causa dell'idolatria e dell'eresia).

      Dunque il Cammino è una goccia nel mare, non un colosso. L'aver addomesticato certi cardinali non implica essere dalla parte di Dio e della Chiesa, ma dalla parte del nemico.

      Comunque i movimenti non sono solo quelli "istituzionalizzati" da Giovanni Paolo II e dintorni, non sono solo quelli che fanno notizia nei giornali importanti. Esistono altri movimenti meno noti alle cronache e non piccolissimi, che non aspirano ai titoloni di Avvenire e dell'Osservatore Romano, ma solo a vivere la fede. Ne ho conosciuto qualcuno. Ricordo ad esempio un caso di un gruppo di fedeli (praticamente un movimento) che a stento raggiungeva il centinaio di membri sparpagliati in piccoli comuni di una provincia italiana, ma piuttosto ben messo e desideroso di un riconoscimento ecclesiastico (riconoscimento che significa non "quanto siete bravi quanto siete belli", ma significa "la Chiesa riconosce la vostra esistenza, corregge ciò che non va, incoraggia ciò che va bene, e vi assegna un sacerdote come assistente diocesano"). Se l'autorità della Chiesa li avesse sciolti, sarebbero tornati nelle rispettive parrocchie e basta: il loro scopo era di vivere di più la fede, non l'ergersi come Polifemo e vantarsi di essere una parte importante della Chiesa.

      Sorgono movimenti e associazioni (e gruppi di preghiera, e congreghe, eccetera) anche attorno agli ordini religiosi.

      Insomma, i fedeli cattolici ai quali la vita di parrocchia non basta o non è sufficiente a sostenere il proprio percorso personale, hanno l'imbarazzo della scelta. È vero che nelle parrocchie c'è crisi di fede. È vero che tanti movimenti sono stati (più o meno giustamente) commissariati o assegnati ad un visitatore apostolico. Ma è anche vero che l'appartenenza ad un preciso movimento, o la frequentazione della propria parrocchia più vicina a casa, non sono elementi fondamentali per la salvezza. La Chiesa non è una federazione di club in cui vanno esibite tessere.

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  8. Illustratemi I frutti della parrocchia per cortesia. Vedete nella parrocchia i segni della fede? Vedete nella parrocchia una comunità di fratelli che si ama? Che condivide, anche le proprie sostanze?

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    1. Il solito asino non smette mai di ragliare. Ebbene sì, gli rispondiamo anche stavolta, sicuri che non ci ascolterà - ed infatti lo diciamo per gli altri lettori, i lettori casuali del blog, gente che capita per caso su queste pagine mentre magari cercava tutt'altro e scopre le magagne del Cammino.

      Dunque, l'aspirante illustratore esige di vedere "i segni della fede" in parrocchia. Esige di vedere una "comunità di fratelli che si amano" e che condivide anche le "sostanze". In pratica confonde la vita di fede con un elenco di cose da fare, cose che esige di verificare. (Ovviamente le cose che vuol vedere in parrocchia sono esattamente quelle descritte dalla propaganda kikiana)

      Ma quel suo modo di parlare è esattamente la definizione di moralismo. I perbenisti puritani - di matrice strettamente protestante - letteralmente sostituiscono lo stupore dell'evento di Cristo con delle regole. Per loro il cristianesimo consisterebbe nei 613 precetti kikiani-carmeniani (di cui dal numero 1 al numero 611 si legge: "pagherai la decima e tutte le collette senza far domande e senza chiedere rendicontazione").

      Quello che certuni definiscono "lo stupore dell'evento di Cristo" (come il cardinal Biffi, se non ricordo male) spiega molto bene la questione. Per noi cattolici il "fare" discende dal "credere"; invece per i falsi cristiani - come i kikos - il "credere" è un risultato del "fare". Per noi cattolici l'andare a Messa non è un "obbligo", ma la possibilità concreta di stare davanti al Signore presente nel Santissimo Sacramento - e magari di mangiare quel Pane di Vita Eterna. Dunque, anche se piove o fa freddo, uno si sforza di andarci. Lo chiamiamo "precetto domenicale", però ci andiamo volentieri. Stiamo ubbidendo non ad una regola, ma al fatto che non possiamo fare a meno di accostarci a Nostro Signore almeno una volta a settimana.

      Per uno che crede nella Presenza Reale, la possibilità di passare qualche minuto in presenza del Santissimo Sacramento è accolta con gioia nel cuore. Perché ci crede. Dunque il fare qualche minuto di adorazione non è per esibirsi davanti agli altri "ehi guardate come credo". Non è per darsi un certificato di bontà. Non è un bollino da apporre sulla patente di evangelizzatore. Uno si inginocchia davanti al Santissimo per gratitudine al Signore, lì presente.

      I neocatecumenali, infognati nel moralismo kikista-carmenista, parlano sempre come se la fede fosse un elenco di attività da svolgere e da discorsetti da infliggere (e inflitti). Si vanno vantando di "fare evangelizzazione" in modo da poter dire a sé stessi: "io sono migliore degli altri perché io evangelizzo, ed evangelizzo anche bene, perché appartengo a Kiko". Si sforza di andare alle celebrazioni kikiane, si sforza magari pure di essere puntuale, si sforza di eseguire tutte le attività perché altrimenti... gli diranno che non ha fede (e bravi questi scrutatori di coscienze, più bravi del Signore stesso, subito prontissimi a giudicare temerariamente - ah, no, i cosiddetti "catechisti" neocat non giudicano ma consigliano; come quel vecchio sketch "il capo non dorme, riposa; il capo non mangia, si nutre...").

      Per questo il tipico neocatecumenale non si rallegra mai alla notizia che una persona qualsiasi è tornata alla fede, si rallegra solo se qualcuno aderisce al Cammino; non si rallegra mai per la presenza di nuove vocazioni, a meno che non siano entrate nel Cammino; non si rallegra mai per l'onore tributato al Santissimo Sacramento, ma solo per l'onore tributato al Consultore Kiko alla sua Terza Laurea Honoris Causa. In altre parole, il tipico neocatecumenale è un idolatra.

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    2. @anonimo
      Sì, io li vedo. Quello che non vedo sono i frutti delle vostre celebrazioni nelle salette...anche perchè vi nascondete come i topi.

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    3. @anonimo
      Se frequentassi la Messa in parrocchia ti accorgeresti di come ci si aiuta anche nelle sostanze, basta pensare alle Caritas e alle altre opere caritative; nella mia parrocchia dei ragazzi che frequentavano l'oratorio da piccoli ora sono sposati con figli, oppure fidanzati, senza essere in comunità, lo stesso vale per due persone di un'altra parrocchia che frequento che si sono sposati da adulti e che ora condividono la fede insieme, lui è anche diacono, anche loro senza fare il Cammino; i miei parenti senza fare il Cammino hanno trovato amicizie sincere in parrocchia, come vedi la dimensione fraterna non è prerogativa del Cammino

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    4. I frutti delle parrocchie sono quelli di tutta la Chiesa Cattolica, per esempio i circa 15.000 tra Santi e Beati, tutti diventati Santi senza aver mai fatto il cammino. Quindi si può con certezza dichiarare che senza il cammino ci può essere salvezza, mentre non è ancora certo se nel cammino ci si salvi visto che in 50 anni non esiste nessun Santo o beato che abbia fatto il cammino. Tornando ai numeri possiamo dichiarare che la Chiesa abbia dichiarato una media di 7 tra santi e baeati ogni anno nei suoi 2000 anni; Solo citando Giovanni Paolo II ne ha proclamati 482, e nei 50 anni in cui esistete ne sono stati proclamati più di 700.
      Nessuno era dei vostri, erano tutti PARROCCHIANI
      Può bastare come Frutto delle parrocchie?

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    5. Quella che i neocatecumenali nel segreto delle salette chiuse chiamano "condivisione",
      nel mondo reale si chiama

      1) molestie morali o stupro psicologico, per quel che concerne la condivisione dei fatti propri.

      2) plagio a scopo di estorsione, per quanto riguarda la parte materiale.

      Anche quello che chiamate cammino, gli psicologi che ascoltano chi ne esce con le ossa rotte lo chiamano setta.

      Poi vi stupite quando "quelli di fuori" non vi capiscono. E grazie tante, vi hanno insegnato un linguaggio a parte, che inverte il senso delle parole, che vi incasina le idee e vi porta fuori pista, e lo hanno fatto solo per tenervi schiavi.
      Mandateli al diavolo!

      A.Non.

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  9. Segreti del Cammino Neocatecumenale

    Le salette sono l'acronimo di :

    Solo Adesso Le Evidenti Trame Trasudano Esplicite

    Le convivenze sono l'acronimo di :

    Consideriamo Ora Nuove Verità Ignorate Verso Eventi Non Zonali Espliciti

    I catechisti sono l'acronimo di :

    Cari Amici Testardi E Codardi Hurrà Invochiamo Se Tutti Inneggiano

    Le ambientali sono l'acronimo di :

    Adesso Meditiamo Buoni Ideali E Non Troviamo Ancora Lamentele Inconsulte

    .

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  10. Per Anonimo che fa domande.
    Anche io chiedo a lui:
    Vedi tu nel Cammino fratelli, non che "si amano" tra loro e basta, ma che amano il prossimo in generale, l'uomo, il povero, il parrocchiano, il senzatetto, l'ubriacone?
    Vedi tu nel Cammino persone che condividono le proprie sostanze, non tra loro, ma con chiunque ne abbia bisogno, anche se non lo conoscono personalmente?
    Sono davvero i segni della fede solo l'amore e l'unità tra voi, "comunità di 25 persone che si ama", oppure un segno di fede è il samaritano che soccorse l'uomo sconosciuto preda dei ladroni?
    Nella parrocchia cresce l'amore a tutti, a chi ha bisogno, a chi ti è estraneo, a chi non ti può rendere nulla, perché per primo nasce l'amore a Dio e solo dopo l'amore al prossimo, chiunque esso sia. Non un amore ristretto ai soli fratelli di comunità.
    Madre Teresa amava l'uomo, non solo le sue sorelle Missionarie della Carità e per questo dava tutta la sua vita.
    Questo nasce in parrocchia, ma tu non lo potrai mai vedere, finché te ne stai rinchiuso in una sala o in un albergo con le solite 25 persone per tutta la vita. Ti toglie il fiato e l'amore ad ampio respiro.

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  11. ANONIMO delle 21 e 49:

    ce la sto mettendo tutta per presupporre la buona fede di chi, mentre si sta parlando di anomalie gravissime e del fatto, ad esempio, che Kiko ha AMMESSO che lui non ubbidisce alle ragole della Chiesa perché non gli piace essere comandato, ritorna per l'ennesima volta a parlare delle parrocchie che, secondo lui, non funzionerebbero.

    Comunque ti rspondo: i segni della fede nella parrocchia ci sono. Non tutti li vivono, ma questo perché la fede della Chiesa è un proposta. A meno che tu non consideri che quella che propone la parrocchia sia fede.
    Parlane col tuo Vescovo e facci sapere cosa ne pensa.

    Condividere le proprie sostanze: nelle parrocchie generalmente c'é la caritas. E non solo. Come mia parrocchia.

    Il problema sta nel Cammino.
    Sei proprio sicuro che le tue sostanze servano per la CONDIVISIONE? E tu sai se i benefciari delle tue sostanze sono i poveri? Quelli veri?
    E lo sai che la condivisione, sebbene inizi con il prossimo, di per se è universale come la carità? Per cui per principio non può esaurirsi nella propria cerchia chiusa?

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  12. Ci tengo a precisare che frequento la Messa in parrocchia, nonostante qualcuno pensi il contrario e vivo la mia parrocchia, parlo quindi con cognizione di causa. I santi canonizzati sono frutti del passato, ma adesso, in questo momento quali segni la parrocchia da al mondo? La Caritas? Beh qualche pacco alimentare lo da ma ci sono associazioni laiche che fanno molto meglio, qualcuno aiuta? Beh tutti fanno del bene nella vita, ma la vivere il Vangelo non è fare qualche opera di bene, ma voi in parrocchia vedete una comunità di fratelli e sorelle che si amano e sono un cuor solo e un anima sola? Onestamente ditemi di sì o no?

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    1. Ci teniamo a precisare che:

      - l'organizzazione "diocesi e parrocchie" è una scelta che la Chiesa ha compiuto fin dai tempi dell'editto di Costantino del 313, quello in cui essere cristiani divenne finalmente legale; pertanto a noi cattolici questa scelta sta bene;

      - tale organizzazione serve a garantire che ogni porzione di popolo di Dio abbia la possibilità di accedere alla dottrina e ai sacramenti regolarmente, con la minor fatica possibile. In Italia e negli altri paesi con una lunga storia di cristianità siamo quasi tutti in grado di andare alla Messa domenicale in pochi minuti a piedi - laddove in paesi più sfortunati toccherebbe viaggiare per decine o centinaia di chilometri e magari senza comodi mezzi pubblici...

      - la Caritas, così come tante altre opere caritative della Chiesa (dei vescovi o degli ordini religiosi o organizzazioni laiche), è solo un'espressione dei frutti della fede; nei secoli è stato sempre così - chi credete che abbia inventato gli ospedali, le università, l'educazione di massa? i soliti cristiani cattolici, quelli sempre convinti di non aver fatto abbastanza per il regno dei Cieli;

      - che oggi nelle parrocchie ci sia una crisi di fede, è abbastanza facile da verificare. Ma da qui a pretendere che le parrocchie esibiscano "una comunità bla bla che si amano bla bla pagano la decima delle loro sostanze bla bla", scusate, ma è un moralismo perbenista protestante, tipico del neocatecumenalismo;

      - infine precisiamo che se un kikos dice di frequentare la parrocchia, potete star certi che lo fa solo per guadagnar punteggio agli occhi di Kiko, cioè con lo scopo di attirare altri adepti nel Cammino. Non ci va perché sente che è giusto; ci va perché sente che può essere utile al prestigio del Cammino, all'espansione del Cammino, ai soldi del Cammino. Continui pure a ragliare alla Luna: non la trasformerà nel Sole.

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    2. @anonimo,
      i Santi canonizzati non sono affatto frutto del passato, al contario si stanno beatificando anche santi vissuti negli anni 2000 e morti da pochi anni, uno su tutti è Carlo Acutis, che è morto a 15 anni nel 2006 e che frequentava la Parrocchia attivamente aiutando nelle varie iniziative parrocchiali ed andando a Messa tutti i giorni, oppure Chiara Corbella, che è morta nel 2012 e per cui la causa di beatificazione è in corso (anche se lei faceva parte del Rinnovamento, ma comunque aveva conosciuto varie realtà di Chiesa, tra cui anche i frati di Assisi e le loro iniziative); sul fatto che nel Cammino ci siano persone buone che muoiano santamente lo dimostra anche la storia di un ragazzo romano morto di recente, segno che Dio può fare del bene in ogni contesto, ma ciò non toglie che si possa essere critici verso gli aspetti più controversi del Cammino o di Kiko

      Onestamente ti dico di sì, nella mia esperienza vedo persone che si vogliono bene in parrocchia, io stesso ho conosciuto carissimi amici a cui voglio molto bene proprio frequentando la parrocchia e che ora rivedo tutte le settimane in chiesa; ma voglio farti notare che l'idea che ci si salvi solo facendo parte di un gruppo è tipica delle sette, come sostengono molti psicologi...

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    3. Dimenticavo,
      ci sono associazioni laiche che aiutano, ed ho fatto parte di due di queste associazioni, che non avevano niente a che vedere nè con la parrocchia nè con il Cammino

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    4. Ma che vuol dire esattamente "essere un cuor solo ed un'anima sola", quando si parla non di sposi o di amici del cuore, ma di centinaia di persone?

      Dico centinaia, pensando ad una parrocchia che conosco e che fila benissimo sotto tutti gli aspetti, una parrocchia in cui non sanno più dove mettere la gente, per quanta gliene arriva.

      Come è realizzabile questa unità di cuore e di anima per un pubblico così vasto?

      E davvero nel Cammino esistono comunità dove la suddetta unità, forzata fino al foro interno degli individui, non si risolve nell'accanimento imbarazzante ed illecito sull'intimità altrui, avendo di molto superato tutti i limiti della decenza, ed in cui solamente un ripetuto e delirante indottrinamento fa anestetizzare l'orrore, tanto da chiamare questo matrimonio forzato "unione dei cuori"?

      L'amore non è necessariamente fusionale, anzi, nella maggior parte dei casi, non lo è.
      Diciamo piuttosto che il Cammino abbindola gente metaforicamente orfana o scappata di casa, con la falsa promessa di una tutela genitoriale che non arriverà mai, per il semplice fatto che non esiste. E non esiste perché è spiritualmente e moralmente illecita.

      A.Non.

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    5. @A.Non.
      hai ragione, infatti nella mia esperienza nel Cammino ho visto come concretamente sono stata aiutata in due momenti difficili della mia vita, e di questo sarò sampre grata, ma ho visto anche che alcuni invece in questi momenti non hanno mandato neanche un messaggio per sapere come stavo ma poi dopo hanno fatto molti commenti e battute poco carine su di me e sulla mia situazione; e poi vorrei chiedere all'anonimo che parla tanto di comunità e di fratellanza come mai una volta che qualcuno esce o viene allontanato dalla comunità nessuno dei fratelli si fa più sentire..se questa è l'unità dei cuori del Cammino allora c'è qualcosa che non va

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    6. Ho risposto più su, ma vorrei ribadire che in comunità "un cuor solo e un'anima sola" è un miraggio, un'utopia. Al massimo può nascere qualche amicizia fra singole persone che trovano qualche affinità. Ma per il resto, è tutta un patina, un rivestimento superficiale di amore fra i fratelli. Molto superficiale. Per mia natura sono schivo e non ho mai chiesto aiuto alla comunità, né morale né materiale, ma negli anni ho visto una gran disparità di trattamento. I fratelli più simpatici, quelli "in", diciamo così, erano sempre circondati e adulati da tutti. Quelli più modesti, poco appariscenti e spesso soli venivano generalmente ignorati, al più compatiti con fare di superiorità. Per questo non ho mai creduto alla millantata "unità", quando oltretutto non viene fatto nulla per crearla o anche solo favorirla, come ho scritto in altri commenti (vedi: obbligo di litigio con tutti, imposizione del perdono per peccato di opinione, impropriamente chiamata "giudizio", tolleranza verso il peccato altrui che sarebbe per le vittime occasione di conversione). Ma qualcuno mi può spiegare che razza di amore può produrre una siffatta contro-catechesi? Come è ststo detto da altri, può produrre solo mostri.

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    7. Liquidare "il passato", velocemente e a bocca storta, è un atteggiamento ricorrente nella mentalità neocatecumenale, selettivamente modernista, visto che salvano solo l'Antico Testamento.

      Usano il pretesto di voler valorizzare il presente ma poi i fatti danno loro torto regolarmente, perché alla fine disprezzano entrambi: il passato e il presente.
      (L'importante è disprezzare!)

      - "Ma questo appartiene al passato!"
      Col sottinteso: "butta via quella robaccia, ora ci siamo NOI!!",
      va ad aggiungersi agli altri mantra bugiardissimi, che la dicono altrettanto lunga sulla malafede del Cammino:

      - E allora, le parrocchie??!!
      - Solo nel Cammino ci si ama senza moralismi e doverismi!!
      - Il Cammino non è per tutti!!
      - Vieni e vedi!!
      - Tu giudichi!!
      eccetera...

      Invece, i Santi Canonizzati del cosiddetto passato ci hanno lasciato in eredità delle opere tuttora freschissime, che fruttificano ogni volta che chi le legge è sospinto alla santificazione a sua volta.

      Si pensi alla Filotea di San Francesco di Sales (consigliata a chi vuole ricominciare ad essere Cattolico dal principio) e alle altre sue opere. Agli scritti di Sant'Alfonso Maria de'Liguori, di San Luigi di Montfort, di Sant'Ignazio, di Sant'Agostino, di Santa Teresa (la grande e la piccola) di Santa Caterina da Siena, di San Leonardo da Porto Maurizio, per citarne alcuni. Tutti insegnano a conoscere ed amare Dio e, di conseguenza, anche se stessi ed il prossimo.

      Purtroppo non tutti i parroci hanno cura di far conoscere la vita e le opere dei Santi ma si trova molto materiale anche su Internet e Dio benedica sempre chi si occupa di questo particolare apostolato.

      D.D.

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  13. Anche i nostri gentili commentatori neocat sanno che la Chiesa è il popolo di Dio che si raduna intorno al suo Pontefice e ai suoi Vescovi. La parrocchia non è altro che una porzione del popolo di Dio. Bisogna che vi rendiate conto, fratelli neocatecumenali che state commentando sul nostro blog, che la vostra parrocchia siete anche voi e che ogni lamentela che le rivolgete si riversa sulla vostra fondazione-associazione che, oltre a non essere stata in grado di servire alle parrocchie, le ha stressate, monopolizzare, frantumate (laddove purtroppo è stato permesso di farlo).
    Leggete i mamotreti, e constatate come il vostro guru Kiko predicava di come il Cammino avrebbe rivitalizzato le parrocchie e i cristiani adulti neocat si sarebbero sciolti in esse!
    Se i cristiani adulti siete voi, comprendo il motivo per cui le vostre parrocchie siano così debilitate...
    Per il resto, per valutare la vostra incoerenza e il fatto che sull'argomento vi converrebbe tacere, vi riporto l'illuminante commento di A.Non.:

    Quindi, il Cammino, nato sotto il giuramento di creare dei cristiani adulti che dopo sette anni di cammino usciranno dal Cammino e ritorneranno alle parrocchie per "salarle" o farle lievitare... genera cristiani adulti che dopo cinquant'anni di cammino non escono dal Cammino per salare le parrocchie, perché tanto per le parrocchie non ci sta più niente da fare?
    Quindi le parrocchie sono allo stesso tempo la terra promessa e l'oggetto da distruggere?
    Vedete un po'.
    A.Non.

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    1. La mia ex comunità quest'anno festeggia 40 di cammino(nel deserto),40 anni nella speranza del viaggio alla domus Kikoralemme quando avverrà il miracoloso viaggio molti miei ex fratelli non potranno intraprendere il sospirato viaggio perché anziani,i figli non li lasciano andare,molti non potranno completare il loro album di figurine edizioni Panini
      PS
      In molti sono già nella Gerusalemme celeste ingannati dalla kikoralemme terrena

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  14. Curiosità sul Cammino Neocatecumenale

    Blog Osservatorio è l'acronimo di :

    Bello Leggere Ogni Giorno Ossessionanti Strazianti Sospetti Eventi Raccontati Validamente Anche Torvamente O Ragionevolmente In Ostracismo

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  15. Quello di Cammino Neocatecumenale è:

    Come Acchiappare Menti Manipolabili Individuali Non Operanti
    Nulla Esiste Oppure Cammina Autonomamente Tutti Esemplari Condizionati Ugualmente Manovrati Esistenzialmente Nelle Assemblee Liturgiche Eretiche.

    Può iniziare il certame

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    1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  16. Ricordiamo ai gentili commentatori che commentare in modalità completamente "Anonimo" (senza neppure scegliersi uno pseudonimo) aumenta la probabilità di far finire in cartella "Spam" (commenti non pubblicati) il proprio intervento.

    Ricordiamo poi all'esimio pasqualone che i suoi cosiddetti "catechisti regionali" che qualche tempo fa gli fecerio un cazzietone mega-galattico, lo sanno che lui continua a abazzicare sulle pagine di questo blog e a spifferare su intewrnet gli arcani del Cammino.

    Ricordo infine che il sottoscritto è solo un collaboratore di questo blog; con o senza i commenti del sottoscritto, il Cammino resta imbottito di eresie, strafalcioni liturgici, iniquità di ogni genere e che gridano vendetta al cospetto di Dio. La verità è incontrovertibile - e perciò i neocatekikos aggrediscono chi la dice, come se bastasse martellare la spia della riserva per ritrovarsi il serbatoio automaticamente pieno.

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  18. Anonimo delle 10 e 02.

    Ti devo rispondere "onestamente"? OK.

    Onestamente non vedo "una comunità di fratelli e sorelle che si amano e sono un cuor solo e un anima sola" tra i camminanti.
    Se è difficile trovare una comunità di credenti "perfetta" nelle parrocchie, meno che mai la si trova nel Cammino.
    Non faccio parte del Cammino, ma ultimamente ho raccolto qualche sfogo da parte di un mio amico che ne fa parte. E si sfoga con me!

    Ci sono associazioni laiche che fanno meglio della Caritas? Probabile. Significa che ci sono persone in gamba. Perché allora non collaborano con la Caritas, che è l'organizzazione ufficiale della Chiesa?
    Che forse le associazioni, se "laiche", cioè, se non espressione ufficiale della Chiesa (penso che intendi dire questo) funzionano "meglio" proprio perché non sono espressione della Chiesa? Assurdo!

    "Vivere il Vangelo non è fare qualche opera di bene"?
    Certo, ma "qualche opera di bene" la dovrai pur fare, perché mentre se la fai può essere che non vivi il Vangelo, ma può anche essere che lo vivi, mentre se non la fai, certamente il Vangelo NON lo vivi.

    O solo nel Cammino è possibile fare qualche opera di bene?
    Che forse il Cammino cambia la sostanza delle opere di bene, cosicché nella parrocchia "qualche opera di bene" è solo religiosità uamna, mentre nel Cammino è espressione di fede.

    Semmai è l'esatto contrario: le opere di bene sono quelle che sono espressione della carità del Corpo di Cristo che è la Chiesa, che vive territorialmente nelle parrocchie.
    Mentre quelle del Cammino che vuole distinguersi fino a rischiare di rompere la comunione, essendo opere in nome del Cammino, sono espressione di religiosità naturale.

    Può essere invece vero, a determinate condizioni, che un gruppo ristretto di persone che si frequenta in nome di Cristo ed è INSERITO nella Chiesa CONCRETA (la parrocchia è una sua espressione anche concreta) possa aiutare a vivere la comunione ecclesiale.
    Ma tu NON hai detto questo.

    Tu DISTINGUI, separi, NON riconosci come santa un'espressione della Chiesa!

    Creare un'alternativa alle parrocchie, è separarsi. E Kiko, che lo sa, nello Statuto ha fatto mettere che il Cammino è al servizio dei Vescovi, altrimenti lo statuto non sarebbe MAI stato approvato.
    E se la realtà ci dice che accade l'esatto contrario, cioè che il Cammino non serve i Vescovi, ma pretende che i Vescovi servano al Cammino, vuol dire solo che lo statuto approvato non è espressione del Cammino reale.

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  19. Sono un po' stanca di sentire dei cattolici (nominali) fare dei discorsi in voga tra protestanti e Testimoni di Geova. Il cavallo di battaglia dei neocat è esattamente il loro: frequentavo la parrocchia, andavo a Messa, dicevo le preghiere ma 'non conoscevo le Scritture' (e i neocat accusano gli altri cattolici di non conoscerle), 'non avevo incontrato Gesù Cristo' (e i neocat sostengono di essere gli unici ad aver fatto questo incontro), 'in chiesa non ci si conosceva e non c'era amore tra fratelli' (ed infatti ecco qui i neocatecumenali che ripetono la stessa tiritera). Che pena, sentirli incespicare negli stessi mantra dei cristiani che hanno apostatato dalla Chiesa!
    E purtroppo certi argomenti sono diffusi, tra i neocat anzi, dirò di più: come è per gli evangelici, avventisti o TdG, la critica nei confronti della Chiesa cattolica costituisce l'argomento più saldo della loro fede.
    Non se ne rendono conto, ma le loro stesse proteste di diversità dalla Chiesa e dalla parrocchia, li identificano come degli apostati di fatto: manca loro solo la dichiarazione ufficiale, lo Statuto quello vero, non come quello finto del 2008, che chiarisca che il Cammino Neocatecumenale si vuole sostituire alla Chiesa cattolica, in disobbedienza a parroci, vescovi e pontefici.

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  20. Quest'anno veglia pasquale in duomo con le vesti bianche!

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    1. Una piccola nota di metodo, per far capire ai lettori casuali come mai questi piccoli dettagli sono significativi.

      Le costosissime vestine bianche griffate da Kiko sono il modo in cui i kikos si vantano di aver fatto decenni di Cammino e di aver versato una quantità abominevole di soldi nelle tasche dei capicosca della setta. Non sono previste da alcuna liturgia. Non hanno alcun altro significato ad eccezione dell'esibirsi con somma superbia. Non sono state richieste da nessun parroco, vescovo, cardinale, Papa. Sono un'invenzione prettamente neocatecumenale.

      La Chiesa non contempla quell'esibizione di vesti bianche da parte di sedicenti cristiani che hanno fatto soltanto un "itinerario di iniziazione alla fede". Si usano in certe particolari liturgie - ingressi in noviziato, battesimi, matrimoni, ecc. - vesti bianche o segno simile, generalmente per indicare la purezza.

      Invece i kikos, arbitrariamente, fanno la pubblica carnevalata davanti ai cattolici. "Ehi, guardate, noi siamo quelli che abbiamo fatto le kikate-carmenate per tutta una vita!" (Ma sì, ricordiamoci pure che gli ordini religiosi con formazione più lunga, come ad esempio salesiani e gesuiti, ritengono nove anni sufficienti a formare un candidato per la vita religiosa e il sacerdozio, mentre i kikos pensano che interi decenni non bastino a raggiungere lo status di "fede adulta" per gente che la fede ce l'aveva già - infatti i nuovi adepti di Kiko vengono reclutati nelle parrocchie, non dall'ateismo o dalle altre religioni).

      Il fatto è che il metodo kikiano-carmeniano è quello del misurare continuamente i propri "successi", per vantarsene. È il motivo per cui nell'Antico Testamento leggiamo che "satana spinse Davide a censire gli israeliti" (cfr. 1Cr 21,1-7). La superbia - frutto dell'appartenenza al Cammino, e invogliata dalle vanterie di Don Kikolone - è il motivo per cui i facinorosi adepti della setta neocat guardano con disprezzo le strutture della Chiesa ("le parrocchie si svuotano! i seminari sono vuoti! solo il Cammino vince lo scudetto nel campionato dell'evangelizzazione!...") ed esigono che queste "producano" risultati compatibili con la propaganda kikiana ("l'amore fraterno della comunità! il condividere le proprie sostanze!..."). Qui nessuno nega che le parrocchie siano in crisi (con qualche rasserenante eccezione) e che i seminari siano allo sfacelo (con qualche rasserenante eccezione), anzi, siamo i primi a denunciare l'andazzo. Però sappiamo bene che l'emicrania non si cura con la ghigliottina.

      A lavare la testa all'asino, si spreca l'acqua e pure il sapone: è generalmente inutile far notare ai kikos che quel loro metodo è sommamente sbagliato, che Nostro Signore non sta certo con un foglio Excel a smarcare caselline e a confrontare numeretti di attività svolte e discorsetti esalati qua e là. Però è bene ricordare che il problema fondamentale di ogni credente è salvarsi e che la salvezza non è una sommatoria di attività eseguite e di paroloni proclamati (infatti il primo santo, canonizzato da Nostro Signore personalmente, fu il Buon Ladrone, che dopo una vita da malfattore si convertì in punto di morte; ma è un santo proprio perché non è affatto facile convertirsi sinceramente). Nostro Signore scruta il cuore del singolo, perché è solo lì che si gioca la questione della salvezza (ed è il motivo per cui sono giunte alla santità persone di tutte le età, di tutte le estrazioni sociali, di tutti i tempi e i luoghi, di tutte le culture... altro che trentacinque-quarant'anni di "iniziazione dell'itinerario di riscoperta dell'iniziazione" al kikismo-carmenismo: i poveri adepti sono come gli ebrei erranti per quarant'anni nel deserto).

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  21. Ringrazio Pax e Porto per questo articolo ricco di spunti rilevanti.

    "La fine del cammino senza fine"

    Un'intestazione che comunica all'impatto il nucleo del thread, che identifica quella ricerca di eternità effimera e terrena generatrice d'ogni guaio (per usare un eufemismo) che il cammino, guarda un pò, persegue.

    La problematica descritta esordisce da un punto ben preciso, la meschina avarizia del fondatore che in mezzo secolo di attività ha intessuto orditi di inganni e trame di abusi volti a costituire un'ampia coperta deputata a nascondere l'eresia ("Il Cammino è un cavallo di Troia nella Chiesa" Mons. Schneider).

    Kiko è riuscito ad aggregare nel suo movimento i due vizi distinti e opposti, avarizia e prodigalitá, collocati da Dante nel medesimo Cerchio infernale. Da un lato l'ingorda fame d'avere di Kiko, trasmessa ai piccoli sé che nel gergo della setta vengono definiti katechisti, che ha condotto alla realizzazione di uno schema dannato preposto ad ingannare le anime sottoposte inducendole, dopo un primo tempo in cui le menti vengono plasmate e sedotte dalle promesse iniziali ottimamente descritte da Pax, alla prodigalità; lo sperpero del proprio denaro con conseguenti gravi pregiudizi per sé e la famiglia. Quante persone, per paura d'essere considerate schiave di mammona, hanno posato in quel maledetto cestino le chiavi dei propri mezzi di trasporto e di abitazioni; oggetti di valore materiale e affettivo e quant'altro? Tempo fa giunse il commento di un'ex camminante distrutta per aver infilato in quel contenitore un bracciale (o forse una collana, non ricordo con precisione) regalatole da una persona cara oramai defunta. Un ricordo inestimabile da cui si è separata per timore di venire investita dalla vendetta divina descritta dal cammino, credendo in tal modo di poter comprare la benevolenza di Dio. Il saccone nero della decima viene colmato puntualmente da gente che dona con larghezza eccessiva senza riflettere, per cosa in realtà? Arricchire ulteriormente l'avaro.

    L'illusione disperata e folle di Kiko di potersi appropriare dell'immortalitá tramite il denaro, un museo ad esso dedicato, la sottomissione degli idolàtri, un cammino senza fine devoto alla sua immagine...risulta penoso ed estremamente pericoloso anche per i kikos.

    San Gregorio include l'avarizia fra i vizi capitali e la fa diretta responsabile dell'indurimento del cuore, dell'inquietudine della mente, della violenza, della fallacia, dello spergiuro, della frode e del tradimento. Porto: "Più ci penso e più mi convinco che solo una mente diabolica e malvagia può aver architettato un sistema così perfetto digraduale erosione della libertà e soggiogamento della volontà, in cui lacalunnia e la delazione reciproca sono il pane quotidiano. Del resto, quando si invitano i fratelli a litigare, li si istiga ad odiarsi e non ad amarsi nonostante le differenze…."

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    1. Con una mossa sleale mio fratello ha passato la casa di proprietà di mio padre al cammino per essere occupata dai catechisti. Quando ci siamo ammazzati in famiglia per questo ci è stata raccontata la cazzata che siccome questi catechisti sono al servizio delle comunità i fratelli devono dargli il sostegno economico. Non ci parliamo da 10 anni.
      Pietro

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    2. Mio fratello con il cammino è prodigo e con la famiglia è avaro.
      Pietro

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    3. Io nel sacco nero ci infilai una collana. Unico ricordo di mio padre defunto. Per timore dell' ira di Dio....

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  22. Uomo Libero!!!6 febbraio 2021 17:09

    IL CAMMINO TERMINA AL CIMITERO

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  23. Cose da pazziiiiiii! E quando venivano a trovare la comunità i grandi catechisti internazionali...che dicevano che se non si litigava, se tutto andava bene, anche tra moglie e marito,allora niente andava bene. Non si camminava.. Venivamo invitati a giudicare la Persona,il fratello..!!! Poi era diventata una comunità demoniaca dove tutti si scagliavano contro tutti anche per futili motivi... E questo era diventare Cristiani per loro... Siamo scappati via appena abbiamo potuto.. purtroppo molti altri non c'è l'hanno fatta,anche perché avevano ormai tutte le loro famiglie dentro questo girone infernale... Possa Maria nostra Madre provvedere alla liberazione di queste povere anime!
    🙏

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    1. Dici bene "i grandi catechisti internazionali" che bella roba!

      Nel cammino è tutto così: all'inizio ti fanno sentire il centro dell'universo, tu sei tutto e loro al tuo servizio. E poi ti fanno schiavo che neanche te ne accorgi. Non puoi più fare niente di niente, neanche puoi più pensare con la tua testa, oltre che non puoi muovere un passo da solo e senza rispettare la miriade di regole con cui disseminano tutto il tuo percorso.

      Rispetto a questo aspetto che metti in evidenza, riflettevo che è davvero singolare: prima istigarti ad andare a briglia sciolta dicendo in faccia al fratello tutto quello che pensi di lui se no sei un ipocrita-non convertito, uno che non ascolta veramente la parola e la predicazione dei catechisti e poi, pian piano, tappa dopo tappa, ti tappano il cervello e il cuore. Non devi più pensare nè provare emozioni, non puoi più farti una tua idea di niente, una valutazione o giudizio (come lo vuoi chiamare lo chiami) e non solo questo. Non devi più dire ciò che pensi a nessuno. Anzi non devi pensare più niente di nessuno: tu semplicemente NON DEVI GIUDICARE. A costo di prenderti una gastrite o un'ulcera. Ma questi son proprio dei pazzi, una specie di tortura cinese.
      Poichè tutto è giudizio, secondo il loro insindacabile discernimento del piffero.

      Importante è stare in comunità calmi calmini, senza creare problemi (la loro astuzia sta nel dirti che se no sei TU il problema, e ti convincono pure!), senza dare fastidio, OBBEDIENTI, SOTTOMESSI ai kikatekisti e PAGANTI.

      Pax

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  24. @anonimo
    21,49 del 5 febbraio , scusa anonimo ma negli statuti è previsto anche che nel secondo passaggio il bottino consista anche nel consegnare cose di valore tipo collanine braccialetti orologi anelli , ricordi della prima Comunione perché cosi è successo , i catechisti avevano detto che quei oggetti andavano bene . Io non credo che Dio mi avessi chiesto i ricordi di quando ero piccolo , ma i catechisti si . Vorrei una risposta , grazie

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    1. Come tante altre cose pessime che si fanno nel cammino coartando le coscienze e mettendo pressioni psicologiche insostenibili di questa cosa che tu riferisci negli Statuti non è previsto un bel niente.
      Tu la riferisci e io la confermo. Era tutto un insistere: mettete tutto! Questo all'insegna di una liberazione profonda dagli idoli. E dato che le ricchezze, i beni e le affettività vanno unite, allora più il segno che facevi era anche un taglio con gli affetti più cari, meglio era. (Come quando ai tempi del fascismo tutte le donne furono invitate a dare perfino la fede nuziale per la patria). Una cosa allucinante. E tanti di noi ci portiamo il doloroso ricordo di aver dato tanto, tutto per quella che poi abbiamo scoperto essere una setta. Fino a strapparci i ricordi famigliari dall'ultima fibbra del cuore. Ancor oggi ci sto male. Almeno io.

      Pax

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  25. Non è accaduto dentro i neocat ma può essere uno spunto di riflessione. Sull'Ansa c'è un articolo su un neonato morto perché è stato immerso per tre volte in acqua durante il battesimo.

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  26. Chiarimenti sul Cammino Neocatecumenale

    Equipe internazionale è l'acronimo di :

    E Quando Un Itinerario Per Esperti Immenso Non Trova Entusiasmo Relativo Non Ancora Zizzanioso In Ogni Nostro Avvertito Legale Elemento

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  27. Aspetti del Cammino Neocatecumenale

    Redemptoris Mater è l'acronimo di :

    Restiamo Enormemente Divini e Mai Potremo Trovare Ora Ragioni Inopportune Soddisfacenti Ma Anche Trovare Eventi Ridicoli

    Presbitero è l'acronimo di :

    Povero Reverendo Encomiabile Soprattutto Buon Iniziatore Travolgente E Robustamente Organico

    Eretico è l'acronimo di :

    Era Ragionevole Enunciare Tante Idee Criticabili Ognora

    Statuto approvato è l'acronimo di :

    Statuto Troppo Audace Troppo Unico Troppo Organico Anche Per Piacere Recentemente O Validamente Ancora Tanto Originale

    Sotto, ragazzi, a voi la prossima

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