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domenica 28 maggio 2023

Pentecoste 2023: pecore neocatecumenali a caccia di presbiteri

«La diocesi di Roma si prepara a vivere nella sera di sabato 27 maggio il compimento del Tempo di Pasqua attraverso le celebrazioni della Veglia di Pentecoste, che saranno diverse per favorire la partecipazione dei fedeli: Nella cattedrale di San Giovanni in Laterano alle ore 19;
Settore Centro presso la Basilica dei Santi Apostoli alle ore 21;
Settore Nord presso la parrocchia di Sant’Ugo alle ore 20.30;
Settore Sud presso il Santuario della Madonna del Divino Amore alle ore 21;
Settore Est presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio alle ore 21.

22 maggio 2023»


Queste le indicazioni al popolo cattolico di Roma per la Veglia di Pentecoste 2023; mentre altre diocesi si sono organizzate per un'unica veglia diocesana, ospitata in cattedrale o in una parrocchia prescelta. 

È una delle feste più importanti e significative per i cristiani la Pentecoste,  cioè la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo.  È l’inizio della predicazione dei discepoli di Gesù. Raccontano gli Atti degli Apostoli che “mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo”, il Cenacolo. Oggi quel ritrovarsi in tante città del mondo è come quel radunarsi “tutti assieme nello stesso luogo” per ascoltare la Parola di Dio e continuare a vivere assieme nella memoria del Signore Risorto.

L'intento che ispira queste celebrazioni diocesane riunite con il più  ampio possibile concorso di popolo, è  proprio quello di compiere nuovamente ciò  che narra il Vangelo, di ritornare cioè a quella riunione nel cenacolo degli apostoli che "si trovavano tutti insieme nello stesso luogo" con la Vergine Maria per celebrare il momento nel quale lo Spirito Santo come potenza dell'amore di Dio che viene a dare fiamma di energia nuova alla comunità del Cristo Risorto.

Quali sono, invece, in totale controtendenza, le disposizioni date da Kiko Argüello e dalla équipe internazionale del Cammino neocatecumenale per la Pentecoste 2023? Mentre le diocesi si riuniscono per formare un unico corpo, la lettera prescrittiva inviata dal Tripode neocatecumenale ai responsabili di Nazione, Regionali, Provinciali per essere diramate fino alla più  piccola comunità, ribatte l'ordine di scuderia di isolarsi dalla parrocchia e dalla diocesi, facendo la veglia del Cammino neocatecumenale  e per il Cammino neocatecumenale a parte, direttamente in albergo se possibile e separatamente comunità per comunità, con convivenza il giorno di Pentecoste; cosicché nessun "fratello" possa partecipare a veglie diocesane e neppure alla Messa della domenica in parrocchia o in cattedrale.

"Piccolo gregge" neocatecumenale a caccia
di presbiteri canonica per canonica
Le istruzioni specifiche giunte ai catechisti con la solita circolare dai massimi responsabili del Cammino, abbondando di caratteri in grassetto e di sottolineature, statuiscono infatti che
"è molto importante che ogni comunità celebri la Veglia di Pentecoste da sola".
Non interessa loro nulla della pastorale diocesana e parrocchiale, tirano in ballo infatti la "tradizione del Cammino"... come fosse il Magistero della Chiesa!
"La tradizione del Cammino è che ogni comunità possa vivere la Veglia di Pentecoste da sola e in convivenza".
Ma siccome la tradizione del Cammino non sembra loro sufficiente, citano anche l'Inno dell'Ascensione "Ascende il Buon Pastore" là dove dice:

"veglia il piccolo gregge con Maria nel cenacolo". 

E il piccolo gregge chi è,  per loro? Ma la piccola comunità  neocatecumenale, che riceve lo spirito neocatecumenale per portare al mondo l'annuncio neocatecumenale!

Per essere certi che nessuno possa partecipare a nussun altra iniziativa, nè religiosa, nè familiare nè ricreativa, prescrivono, sempre invocando la "tradizione del Cammino", che si  inizi  il sabato pomeriggio con la preparazione della Parola in gruppi, a cui segue la Veglia di Pentecoste con l'immancabile agape.
La domenica mattina poi si fanno le Lodi, si pranza e si sta ancora insieme, perché ormai la giornata non può prevedere altri programmi con familiari, con parenti o amici.
Se proprio non è possibile andare in convivenza da sabato, le inderogabili disposizioni stabiliscono comunque che  la Veglia si celebri "comunità per comunità", e che la domenica si vada in convivenza "come comunità".

E naturalmente questa frammentazione per comunità presuppone e richiede che ciascuna abbia il suo prete, motivo per cui le lettere arrivate a tutti i capo-responsabili di comunità li richiamano al compito (non facile) di "cercarsi dei presbiteri"  allo scopo di vivere la Pentecoste con una Eucaristia "più intima e non massiva".

E non viene detto, ma anche I battesimi verranno fatti in albergo, in una sala e non in una chiesa consacrata, utilizzando un fonte posticcio.


Ma perché – vien da chiedersi - si dà tanta importanza alla Pentecoste neocatecumenale? E’ chiaro! Perché costoro celebrano la nascita della kikiana chiesa sorta per rinnovare quella stessa Parrocchia da cui, come sempre, si tengono a debita distanza. E chi non l’accolga è condannato all’estinzione. Celebrano, in definitiva, l’avvento dello Spirito Santo sulle loro “piccole comunità”. 

Dice infatti Kiko: 
Avete visto di Pentecoste in Pentecoste Dio che sta benedicendo la vostra comunità.” 
“Questo amore... che prima non esisteva sul nostro pianeta, Dio lo ha voluto dare a noi. Questo amore è nel fondo il compimento della Torà...” 
“I Papi hanno detto che il Cammino Neocatecumenale viene dal cielo per la salvezza della Chiesa: hanno questo carisma di discernimento.”  (cit. tratte dalla Lettera per la Veglia di Pentecoste 2020

Insomma, per fare quella che a loro parere è la volontà dei Papi, dei Vescovi, della Chiesa, vanno contro alle disposizioni, valide per tutti i cattolici e per tutte le realtà e movimenti emanate proprio dai Pontefici, dai Vescovi e dalla Chiesa.

Usciranno mai da questa terribile confusione mentale e spirituale?

martedì 4 aprile 2023

Annuncio di Pasqua 2023. Consegne dei santi iniziatori, vivi e morti.

 

 

Arieccoli, puntuali.


 

Appunti tratti dalla registrazione per uso riservato alla trasmissione dell’annuncio. 

Da non pubblicare, in qualunque forma, sulla rete Internet. 


 

 

E’ evidente. Lo sanno. Uscire allo scoperto a loro non conviene, hanno tutto da perdere. Per questo amano le tenebre e le loro catacombe. Giusto possono imbambolare gli adepti avvezzi alle loro stranezze al punto da considerarle profezie divine dietro le quali giocarsi la vita senza l’ombra di un dubbio. Il più grande servizio alla verità e alla giustizia lo si rende mettendoli a nudo: che si mostrino per quelli che sono.
Nessuno li condanna. Le loro stesse parole li condannano. Basta leggerli di fila. 

“Buona sera a tutti, ragazzi!”

esordisce Kiko alla sua solita maniera (pag.3). 

Carino quel “ragazzi”, ridotti come sono, senza uno straccio di ricambio generazionale da oltre 50 anni (al netto di quello imposto da sorella morte!). 


E si presenta (pag.10): 

“Io sono qui oggi l’arcangelo Gabriele per prometterti una cosa da parte di Dio e tu puoi, senza guardare la tua stanchezza, la tua vecchiaia, la tua grossezza, tuo marito, i tuoi figli, il tuo lavoro…, puoi guardare chi ti parla e credere, credere che potente è Dio che ha mandato Kiko a perdere la vita per te! Ma tu credi che io sono inviato oggi da Dio per te? O sto facendo un rito che devo fare, che è annunziare la Pasqua, così, come ogni anno? Dio ha voluto che la nostra fede sia alimentata attraverso i sacramenti della Chiesa, ma la fede viene dall’ascolto, viene per la predicazione. Se Dio non ti apre l’orecchio tu non ascolti assolutamente nulla. Perché non entra nulla dentro di te? …” 

… e ovviamente continua con la consueta solfa del “tu offri tutto a te stesso” che nel cammino è un mantra. E “allora io ti devo dire da parte di Dio che... Tu non sei dio!”
Insomma, che tu stia nel cammino da un’ora o da 40 anni, sempre questo è il tuo problema, e Kiko te lo annuncia (sbatte in faccia) ogni volta. E tu stai sempre fermo lì (altro che cammino) forse solo perché - lo abbiamo capito - è Kiko a stare da una vita bloccato a quel punto.
Ma non basta!
La fede, sì, è alimentata dai sacramenti. Siamo tutti d’accordo. E Kiko lo ammette pure lui.

MA
senza la SUA predicazione – sia ben chiaro – non c’è proprio nessuna fede, ché “la fede viene per l’udito”.
E ci risiamo: è sempre lui dio. 

 

Lavanda dei piedi in comunità,
nonostante le indicazioni: Non si svolgano celebrazioni
“in favore di piccoli gruppi particolari” (PCFP, 47)

Lasciamolo ora parlare liberamente e senza interferenze, alla sua maniera, e noi attentamente stiamolo ad ascoltare come egli stesso richiede, ma forse non a noi che siamo intrusi.
Ci soffermiamo sulle mitiche consegne del tempo pasquale - che non vengono scalfite da alcuna interferenza del parroco, del vescovo e della chiesa in generale, che non ascoltano e mai hanno ascoltato - di questo ennesimo annuncio, sempre lo stesso e sempre uguale. Eppure sono maestri di catecumeni che significa coloro che hanno l'orecchio aperto. Tanto per rimarcare che insegnano sempre quello che loro per primi non mettono in pratica (da pag.14 ): 

“Prima di finire vorrei dire che nel tempo pasquale andremo per tre domeniche ad annunciare il Vangelo. È importante cantare e ballare, un giovane dà la sua esperienza e un catechista, se possibile giovane, annunzia un Kerigma partendo della sua esperienza. Io sono veramente contento nel pensare a quanta gente, grazie a queste missioni, Dio potrà trasmettere la sua grazia. Quanto è difficile oggi per il Signore poter dare la sua grazia. Per questo è importantissimo mettere il nostro corpo non più a servizio dell’iniquità ma a servizio della salvezza degli uomini.” 

Scusate, ma rimarchiamo:

“Io sono veramente contento nel pensare a quanta gente, grazie a queste missioni, Dio potrà trasmettere la sua grazia. Quanto è difficile oggi per il Signore poter dare la sua grazia.”

A parte il “quanto è difficile” che è incommentabile. Kiko pretende di leggere il pensiero di Dio e se ne fa interprete.
Ma alle nostre orecchie suona proprio stonato che le autoreferenziali missioni per le strade del cammino, che ben conosciamo come funzionano, trasmettano la grazia di Dio e non siano piuttosto opera di adescamento di nuovi adepti per le catechesi neocatecumenali.

Leggiamo di seguito, mettendo già in evidenza qualche punto cruciale: 

 "vivere bene tutto il Triduo Pasquale:

vivere in comunità la lavanda dei piedi

Il Venerdì Santo, la Croce, vivendo il segno: la croce è gloriosa."

“A volte i preti non ci capiscono e vogliono che facciamo cose massive”

“Alcuni vogliono che andiamo alla Veglia Pasquale con tutta la parrocchia, anche se la fanno di due o tre ore soltanto”

La Chiesa ha bisogno di noi, per questo dobbiamo essere fedeli al nostro carisma. Il Cammino si distruggerà quando le liturgie cominceranno ad essere una routine, quando comincia ad essere tutto uguale”
(questo passaggio trasuda tutto della dottrina di Carmen/Farnes)


Ecco il passo completo (da pag.15):

“Prima della preghiera vorrei dire anche che è molto importante vivere la Veglia Pasquale bene, così come tutto il Triduo Pasquale: vivere in comunità la lavanda dei piedi. Il presbitero lava i piedi ai fratelli e dopo il responsabile, come segno di tutta la comunità, di desiderare di metterci con umiltà a servizio dei fratelli. Il Venerdì Santo, la Croce, vivendo il segno: la croce è gloriosa. A volte i preti non ci capiscono e vogliono che facciamo cose massive, con tutta la parrocchia; ma c’è una propedeutica sacramentale importantissima, perché la gente viva le cose profondamente. Alcuni vogliono che andiamo alla Veglia Pasquale con tutta la parrocchia, anche se la fanno di due o tre ore soltanto. Per noi è importante il senso che ha una notte intera di Veglia, attendendo l’alba, la risurrezione, il senso del digiuno dopo il pranzo del venerdì fino all’Eucaristia della Pasqua: è un digiuno sacramentale, si può bere, ma non mangiare. I fratelli che hanno finito il Cammino si mettono le tuniche bianche già nella Veglia. Siete chiamati a vivere 50 giorni di festa, fino alla Pentecoste! Il Cammino Neocatecumenale è un carisma, cioè un dono dello Spirito Santo per la Chiesa, come hanno detto i Papi. Lo stesso Papa Francesco ha detto ai vescovi di Santo Domingo: “La Chiesa deve al Cammino Neocatecumenale il ripristino della Notte Santa”. La Chiesa ha bisogno di noi, per questo dobbiamo essere fedeli al nostro carisma. Il Cammino si distruggerà quando le liturgie cominceranno ad essere una routine, quando comincia ad essere tutto uguale. Voglio dire con questo che è importante che viviamo queste cose con tutta la forza che il Signore ci ha ispirato. Dio ha dato a Carmen anche di capire il contenuto essenziale della rinnovazione del Concilio Vaticano II, l’importanza della liturgia per i figli, per passare la fede ai figli. I vostri bambini stanno aspettando questa notte, digiunano anche loro, è una notte particolare e meravigliosa, con quell’Alba che viene. Preparare la chiesa o la sala, preparare il banchetto per comunità. Bene, fratelli, che il Signore ci aiuti a vivere questo tempo pasquale con tutta la forza, in modo che il Signore, passando, ci permetta di morire con lui e di risuscitare con lui. Coraggio, fratelli. Siamo contenti di annunziarvi che viene la Pasqua del 2023. Prepariamoci a vivere questa Veglia del 2023 con forza, con attesa, con il desiderio che il Signore venga e metta la sua dimora dentro di noi, ci converta e la comunità si rafforzi nell’amore vicendevole.” 
  • Tutta la Notte fino all’alba
  • Digiunando dal pranzo del Venerdì Santo fino all’Eucarestia della Pasqua
  • E poi… le tuniche bianche
  • E passare in questa Notte la fede ai figli
  • E preparare la chiesa o la sala e preparare il banchetto per comunità (anche questi canoni sono rigidi e divisivi, non si transige)

  • VIVERE QUESTO TEMPO PASQUALE CON TUTTA LA FORZA (Wow! Perchè gli altri, i cristiani della domenica, lo vivono con la debolezza? Che ridere!)


Battesimi nel "bicchiere" in plexiglas kikiano
nonostante le indicazioni di battezzare
i bambini in parrocchia al fonte battesimale
senza usarne di posticci

E ora viene il più bello, in un crescendo inarrestabile di autoesaltazione. Kiko non conosce vergogna, frutto anche questo dell’aver vissuto lui per primo l’insano isolamento neocatecumenale. Se la canta e se la suona come gli pare; e se la crede pure!
Neanche si accorge di quanto è ridicolo.

Ma lasciamolo esprimere in pienezza: 

“Che gran cosa vi ha dato il Signore! Catechisti come me, Carmen, P. Mario e Ascensión. Catechisti! Vi ha dato dei catechisti ed una comunità. Quanta gente vive la propria fede senza una comunità e perché voi siete diversi? Perché vi ha dato catechisti così bravi come me, Carmen, P. Mario e Ascensión? Fantastico! Coraggio, viene la Pasqua del 2023! Viene la Pasqua che ci invita a passare dai nostri peccati alla grazia. A passare ad amare il Signore, a stare con Lui, ad amare i fratelli, a vivere la comunità con la forza che ha perché tanti cristiani non hanno alcuna comunità, hanno la parrocchia, hanno la liturgia nella parrocchia: voi avete una comunità cristiana e avete dei catechisti che vi vogliono bene. Catechisti che pregano per voi, fantastico, il Signore è grande, è buono ed eterna è la sua misericordia! Pregate per noi catechisti perché il Signore ci dia forza e coraggio e amore a Dio e a voi. Una cosa enorme che abbiate dei catechisti, lo dico sul serio, voi non lo capite. Credete che sia una cosa così: non è vero! Tantissimi cristiani non hanno catechisti, nulla, voi avete dei catechisti che sono qui con voi, in mezzo a voi, per parlarvi della Pasqua che viene per aiutarvi. Avete dei catechisti: una grazia enorme, una cosa meravigliosa. Ascensión deve dare degli avvisi. È peggio di Carmen. Sapete che Carmen era di Tudela e lei è di Tudela.” 

Quanto abbiamo appena riportato non si può sentire!

avete dei catechisti che vi vogliono bene? Ma per carità Kiko, amaci di meno. Meglio, scordati di noi, pietà!
tanti cristiani non hanno alcuna comunità? Beati loro.
hanno la parrocchia, hanno la liturgia nella parrocchia? Ecco la prova che Kiko è fuori dalla Chiesa.

Ma perché ripete e ripete questo dei catechisti tante volte?
E sono pure bravi come nessuno. E se lo dice da solo. Alla faccia della umiltà del “sono un peccatore, pregate per me” che tanto ostenta. 

Ma gli avvisi e le consegne non sono finiti.
Degnamente Ascensión ha preso il posto di Carmen, e Kiko a quanto pare l’ha promossa.
Pare che sia anche più petulante della titolare a cui è subentrata. Contento lui! Certo Ascen ha fatto bingo.
Chi doveva dirglielo che avrebbe raggiunto tanta notorietà? E poi, magari, anche lei può sperare che un giorno sarà fatta santa o beata o almeno serva di Dio.

Kiko con crocifero e candelieri a lato come fosse un sacerdote


Nota a margine: ogni anno è sempre la stessa storia, praticamente ogni anno ci ritroviamo ad osservare sempre le stesse cose. 

Per avere una breve carrellata da quest'anno agli anni precedenti, consultare i seguenti articoli:

Altri articoli non elencati sopra sulla Pasqua neocatecumenale si possono consultare a questo link.

venerdì 13 gennaio 2023

Cammino: quale grado di ubbidienza alla Chiesa?

Una volta il Cammino mi piaceva. Forse era perché non ne facevo parte e mi soffermavo solo su aspetti che ritenevo positivi.

Non che mi fossero simpatici i camminanti, a parte qualche amico con cui avevo rapporti alla pari, anzi, li giudicavo molesti, perché spesso rivelavano saccenza e arroganza. Semplicemente cercavo di guardare a ciò che consideravo essere la sostanza, trascurando ciò che consideravo solo dei difetti umani.

Ma allora non tenevo conto che, quando certi difetti sono generalizzati, significa che c’è qualche stortura o qualche errore che li ha generati.
Per questo, per riflettere sul Cammino con la massima obiettività possibile, occorre partire non tanto dai singoli episodi negativi, ma piuttosto dalla frequenza di alcune tipologie di difetti e di peccati che, se elevata, può sfociare in vere e proprie prassi negative, originate da vizi di forma che, come si diceva una volta, “stanno a monte”.

Tra i “vizi” che più mi hanno colpito del popolo di Kiko, è la riluttanza dei kikiani a mischiarsi con gli altri cattolici, un po’ come i giudei avevano riluttanza a mischiarsi coi gentili.

Infatti, nei ricordi che ho di incontri pubblici con la partecipazione di aderenti al Cammino, questi mi sono sempre apparsi come avessero un forte senso di superiorità.

Ricordo una giovane madre che per 3 o 4 volte venne a degli incontri che riguardavano l’accoglienza alla vita: qualunque cosa si dicesse non le andava bene ed aveva sempre un’aria disgustata o che sembrava tale.

E ricordo che a un incontro mariano, un camminante a un certo punto iniziò a urlare come un invasato che quello di cui la Chiesa aveva bisogno era un cammino di riscoperta del Battesimo: forse pensava che la Madonna potesse fare ombra al Cammino di Kiko e Carmen.

Col tempo, però, grazie soprattutto alla conoscenza di questo blog, ho cominciato a giudicare il Cammino non come una realtà buona in cui dei fratelli sbagliano, ma come una realtà viziata in cui i fratelli sono inclini a fare tutti gli stessi errori.

Ma è davvero così? Davvero i vizi gli errori dei camminanti non sono riconducibili a dei vizi ed errori teologici del Cammino?

Allo scopo mi piacerebbe condurre un “esperimento”, che è impossibile da attuarsi praticamente soprattutto perché i camminanti dovrebbero essere trasparenti e sinceri a cominciare da loro stessi, ma che ognuno, specie chi conosce il Cammino avendovi fatto parte, può, con un certo margine di errore, immaginare come potrebbe andare.

Vediamo.

Se davvero il Cammino è un percorso di fede cattolica, allora coloro che hanno iniziato il Cammino, cioè coloro che hanno partecipato alle catechesi iniziali e alla prima convivenza, si possono generalmente considerare più indietro nella fede e nell’amore verso la Chiesa di come lo saranno man mano che “avanzano”.

Per cui, se un giorno il Papa decidesse di chiude il Cammino, la percentuale di chi accetta la decisione papale dovrebbe aumentare man mano che si avanza nel percorso.

Perciò, in un eventuale diagramma, si dovrebbe notare come, più si avanza nel “cammino”, più la tendenza dei camminanti ad essere disposti a chiudere il Cammino ad un cenno del Papa, dovrebbe tendere al 100%.

Sarà così? Non lo so. Ma a volte, considerando casi specifici, come quello di don Rosini che fu cacciato dal Cammino, penso che più si avanza verso il vertice della piramide del potere neocatecumenale, più l’amore dei camminanti cresce per il Cammino, ma a discapito di quello per la Chiesa.

E l’atteggiamento di Kiko, il “faraone” di tutto il Cammino, verso la lettera di Arinze, e le sue parole in cui, ai tempi del pontificato di Benedetto XVI, diceva che se il Papa non fosse morto, per il Cammino sarebbe stata una catastrofe, mi fanno sospettare che il vertice più alto della piramide del potere del Cammino, che si riduce a una sola persona, cioè a Kiko, se messo alle strette, potrebbe facilmente scegliere di rompere la comunione ecclesiale piuttosto che rinunciare al “suo tesoro”.

In tal caso, il diagramma sulla tendenza ad essere disposti, se il Papa lo volesse, a chiudere il Cammino, al suo vertice, invece di raggiungere il 100%, risulterebbe ZERO.


venerdì 4 febbraio 2022

Ordini, contrordini ed obbedienza neocatecumenale

Nei commenti al recente post "Sfarfallaciamenti logici del Cammino Neocatecumenale" sono emersi interessanti ricordi e spunti di riflessione sull'argomento ordini e contrordini del Cammino Neocatecumenale. Riportiamo alcuni degli interventi in merito, fedelmente al testo dei commentatori salvo per le necessarie modifiche di formattazione e per l'omissione di parti riferite ad altro.



Da: A.


Una delle cose che ha catturato con forza la mia attenzione, per quanto riguarda i contro-ordini, è la seguente: Nella fase di Redditio l'enfasi è sul non avere nemici, nella fase del Padre Nostro l'enfasi è sull'avere nemici.

Devi avere nemici o no? [...]

La sensazione che ho ricevuto in quel momento [la tappa della Redditio, NDR], è semplicemente che un cristiano da quel momento in poi è una specie di personaggio pubblico e non può avere nemici. Non lo ricordo più molto bene perché sono passati anni, ma suppongo che una conseguenza di quanto sopra sia che se hai dei nemici chiedi loro scusa prima di fare la Redditio.

In ogni caso, quello che sto cercando di fare è evidenziare la contraddizione [...].

I passi del Cammino: a destra, a sinistra, indietro, avanti, indietro, indietro... Avere amici, non avere nemici. Amare le persone in modo nevrotico. Liberarsi dalla nevrosi. Non avere amici, avere nemici. Odiare i nemici. Odiare gli amici. Essere di fatto, gli uni per gli altri, dei falsi amici. La comunità va bene quando litiga. Non vi affezionate. L'amore umano uccide. Nessuno vi chiede di amare come Cristo. Vi daremo lo Spirito per amare come Cristo. Prima non potevate capire, poco importa se capivate. Ora potete capire, anche se credete di non capire. - In anni di Cammino se ne sentono e se ne vedono di tutti i colori, a seconda della tappa - e forse anche a seconda della fase del bioritmo dei fondatori. (Immagine: Chris Austin)
 

Da: Porto

Concordo con A. A quanto ricordo (probabilmente non tutto essendo passati parecchi anni), in una delle tappe (o "chiamate", come venivano pomposamente definite) del Padre Nostro, forse la terza, sostanzialmente veniva detto che dovevamo prendere le distanze dalle persone della nostra famiglia che non vivevano secondo la dottrina della Chiesa cattolica (ad es., non erano battezzati, oppure sposati solo civilmente, oppure conviventi more uxorio, e sim.). Nel mio caso, avrei dovuto tagliare i ponti con circa metà della mia famiglia di origine. Mia moglie, che allora non faceva il Cammino, era sbalordita. 

Credo che oltre a farti fare nuovi "nemici", l'obiettivo di questa istruzione sia quello di farti allontanare ancora di più e definitivamente dai tuoi legami familiari, di farti rompere del tutto anche quel poco di rapporti con familiari extra-Cammino che ti sono rimasti, e dunque di avvinghiarti definitivamente nelle spire del Cammino, in vista della successiva cosiddetta "elezione".


Da: L'Apostata

Florilegium antinomicum kikatekistorum:

Kikatekesi iniziali, sera, voce amabile: "nessuno vi chiederà mai nulla";
1^ tappa del Padre Nostro, notte fonda, urlando: "Voi ci dovete obbedienza assoluta!!!!"

Kikatekesi iniziali, sera, voce sommessa: "Gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente vi diamo";
2° scrutinio, notte, voce carica di minacce: "D'ora in poi verserete ogni mese la decima su tutti i vostri redditi. Se fate già beneficenza, prima viene la decima e poi il resto, non c'è alternativa".

Il signor Francesco Giuseppe Arguello Q.H.C. (Quadrupede Honoris Causa) quando compose (si fa per dire) il canto di Pentecoste: "...che io mi ricordi fra loro, non c'era neppure un dottore..."
Il signor Francesco Giuseppe Arguello Q.H.C. (Quadrupede Honoris Causa) oggi: "Tutti devono ammirare il filmato in cui mi viene assegnata la quarta laurea honoris causa!"

Kikatekesi iniziali, sera, voce amabile: "Siete piccoli, per questo vi consegneremo il Rosario fra 12 anni all'apposito passaggio, perché ora non sareste in grado e cadreste nella religiosità naturale";
All'avvio della nuova comunità, istruzioni per l'uso: "Nelle preparazioni dovete usare il Dufour", (noto e pesantissimo mattone per specialisti, che secondo loro a differenza del Rosario non suscita religiosità naturale ed è facilmente comprensibile da tutti). [...]


«Obbedienza cieca pronta assoluta. – Contrordine compagni! La frase pubblicata sull’Unità: “Bisogna che i compagni trovino in ogni sede rionale un asino accogliente che offra ad essi la possibilità di istruirsi a di divertirsi”, contiene un errore di stampa e pertanto va letta: “Bisogna che i compagni trovino in ogni sede rionale un asilo accogliente…”» (Immagine e didascalia di Giovannino Guareschi

Da: AleCT

[...] La Chiesa vi ha dato uno Statuto. Siete un dono dello Spirito Santo se rispettate lo Statuto e tutto quello che la Chiesa vi ha detto in questi anni. Non lo siete automaticamente. Nessuno lo è. E voi non fate eccezione. In questo siete uguali ai poveri cristianucci della domenica. [...]

Siccome siete i primi a mettere i vostri Statuti sotto i piedi in nome della "tradizione" del cammino (quella della Chiesa è religiosità naturale.. la vostra no. Bel ragionamento) e siccome siete i primi a non essere sinceri riguardo a chi siete e cosa siete perché "altrimenti la gente non rimane", automaticamente vi squalificate da soli.

[...] Che strano... per anni e anni Kiko ha giurato e spergiurato che i mamotreti scritti non esistevano ed i catechisti erano TUTTI ispirati dallo Spirito Santo a dire le stesse cose... Ma una volta nella sua vita quest'uomo ha mai detto qualcosa di vero? [...]


Da: Anonimo Texas
Ricordo ancora quando confrontai il catechista di zona sulla decima.
Gli dissi di insegnarmi dove sugli statuti si parlasse di decima.

Nemmeno lui mi seppe rispondere a questo, quindi gli dissi che la Chiesa Madre non ha assolutamente approvato la decima negli statuti in quanto e' inesistente.

Poi lui cominciò con le sue logiche, "gli equivoci, i salti di soggetto, i salti di contesto, la negazione implicita delle premesse, l'inserimento clandestino della tesi nell'ipotesi, il cambiamento del significato di una parola nel corso di una stessa frase, gli ipsedixit" e cosi via...

Quindi come dice AleCT, il cammino è dello Spirito Santo se rispettano gli statuti, ma visto che non li rispettano ed invece operano nell'ombra della Chiesa sembra più un' opera del demonio.

Dal mamotreto ex-segreto del II Passaggio, a pag. 183: « Nessuno possa dire: “Un momento, io ti ho dato un milione e non mi hai dato cento milioni sulla terra”. Ti assicuro che il Signore ti darà cento milioni. Pensate una cosa: forse mai più il Signore ti dirà che tu venda i tuoi beni, e l’idiota che sei stato che, giunto il momento in cui il Signore ti offriva un affare al cento per uno, non l’hai fatto. »

Da: Gloria

[...] Se il Papa non vieta affatto l'uso di internet e Kiko invece lo vieta in ogni sua forma (tranne per riunirsi su zoom durante il lockdown) perchè non ascoltate il Papa ma obbedite a Kiko che è un semplice laico nella gerarchia della Chiesa? Non avete fatto nessun voto di obbedienza ai catechisti nè a Kiko, il voto di obbedienza è solo per i consacrati e il cammino non è un ordine religioso. 

Poi, mi sembra molto più grave il fatto che quando il Papa vi corregge e vi ordina di modificare alcune prassi del Cammino (come la liturgia eucaristica) voi non lo ascoltiate, ma vi indignate se una persona sceglie liberamente di scrivere quello che vuole dove vuole. 

Avrei preferito vedere tutta questa indignazione quando avete continuato a riunirvi anche in tempo di pandemia, con le tristi conseguenze che tutti conosciamo, mentre invece avete creato molti focolai, quando la Chiesa stessa aveva già adottato delle misure di sicurezza.


Da: LUCA

[...] Vogliamo parlare delle vostre catechesi iniziali?

Vi palesate alla gente o continuate a recitare la parte della catechesi per adulti di approfondimento parrocchiale?

Il CN delle catechesi iniziali, fa breccia nelle persone proprio con alcune frasette ad effetto, di cui una molto efficace è "Dio ti salva senza sforzo da parte tua". Oppure con l'altra frasetta tipica, ripetuta all'infinito e denominata come sacro kerigma kikiano : "Dio ti ama così come sei". O ancora meglio : "Noi siamo qui per liberarti dalla schiavitù del peccato, dai tuoi idoli e dai tuoi  faraoni che ti tengono schiavo e ti impediscono di amare e di essere amato da Dio."

Praticamente si afferma senza mezze misure e senza battito di ciglia del sacerdote presente alle catechesi, che impegnarsi per cercare la salvezza è mera religiosità naturale, che il vero cristiano NON DEVE fare sforzi, perché alla tua salvezza pensa il Signore. Gesù Cristo si è già sacrificato per te e per i tuoi peccati, non serve altro a salvarti, basta entrare nel CN, che gratuitamente e senza inutili sforzi umani, ti porta alla salvezza, alla vita eterna e fa ancora di più, ti porta alla felicità terrena qui, ora e subito.

Questo viene affermato tranquillamente alle catechesi iniziali del CN. E questo viene pienamente contraddetto, poco per volta, dopo qualche anno. Finisce il "gratuitamente", finisce il "NON DEVI fare sforzi", finisce l' "essere felici in terra qui e subito". Dopo il secondo passaggio si diventa automaticamente seguaci di quel "nuovo Pelagio" chiamato Kiko Arguello. Ed allora gli sforzi diventano indispensabili per la salvezza, bisogna adeguarsi a remare tutti insieme verso la salvezza a grappoli della comunità neocatecumenale.

Dal mamotreto ex-segreto del II Passaggio, a pag 91, portando, quale esempio valido in tutto l'universo creato, lo scrutinio di un fantomatico fratello milionario: « E gli abbiamo detto: "Lascia in pace i tuoi conti, vai a casa e vendi tutto quello che hai. Hai molti milioni? Bene, vai a casa e dona tutto ai poveri". Oggi è assolutamente trasformato. Tutti i suoi problemi erano lì. Aveva un problema di sentirsi potente, di potere, di essere di più ... ». Milioncioni che vanno, milioncioni che vengonoA pag. 152: « Questo seminario, per funzionare, ha bisogno di moltissimi milioni; ... Ed i seminaristi, che cosa mangiano? Visto che non lavorano! Chi ha dato loro da mangiare ogni giorno? Allora: chi paga tutto questo? La gente? Il popolo? Quale popolo? E da dove viene? Dalle elemosine che si danno nelle messe? ... Le elemosine date nelle messe risolvono solo in parte ... ci sono preti, in Spagna, che stanno veramente, autenticamente soffrendo la fame ... il miracolo più grande è che [questo sacerdote povero] sia capace di tirare fuori l'ultimo pezzo di salame per i suoi catechisti. Perché hanno fame. Ecco che per poter arrivare a questa comunione dovete esservi educati, dovrete avere un'altra educazione. » Notiamo che Kiko per introdurre la riprogrammazione della mentalità insiste su fame e mangiare, non certo su acquisizione di terreni e di immobili da parte del Cammino - CfrLa svolta delle opere(Immagine: Kate Greenaway)

Quindi, avanti con le rinunce in favore della setta: tempo, denaro, rispetto puntuale delle consegne ricevute, esaltazione e frequentazione sempre più stretta e puntuale della nuova famiglia allargata neocatecumenale, disprezzo e biasimo di chi non abbraccia la nuova fede neocatecumenale, isolamento degli ex ingannati e pericolosi ingannatori, chiusura mentale a tutti gli argomenti contrari alla nuova dottrina neocatecumenale.

Ad un certo punto fare il CN diventa una chiamata personale alla salvezza, una sorta di "predestinazione alla salvezza", decisa da Dio alla tua nascita, perché Lui sapeva che tu saresti diventato neocatecumenale. Quindi uscire dal recinto neocatecumenale vuol dire rinunciare alla salvezza, alla vita eterna, alla stessa appartenenza al popolo di Dio e magari togliere la possibilità della salvezza ai tuoi fratelli di comunità che tramite te, (concetto di salvezza a grappoli), magari si sarebbero salvati.

"La stoltezza della predicazione" intesa come la intende Gesù nel parlare fuori dagli schemi del mondo, diventa la stoltezza dei predicatori e la stoltezza di quelle falsità che ripetono a pappagallo, chiusi negli angusti schemini imposti da Kiko Arguello.

Ad un certo punto non è consigliabile mostrarsi felice quando vai agli incontri neocatecumenali. Si rischia di essere considerati ingannati dal demonio. Particolarmente nei giri di esperienza e particolarmente quando sono presenti i catechisti neocatecumenali. Nel CN tutto quello che succede di negativo è imputato all'opera del demonio che brama a togliere la fede al neocatecumenale perché è geloso del CN, ma anche l'essere felici oggi in terra qui e subito è pericoloso perché toglie potere al CN, lo rende inutile per guadagnare appunto quella felicità terrena promessa alle catechesi iniziali, felicità terrena che si allontana anno dopo anno perché é sempre più legata alla fine del CN

Quindi, per essere un buon neocatecumenale, bisogna sempre e dico sempre, diffidare della tristezza ma anche della felicità terrena, perché potrebbero entrambi essere armi del demonio, per distogliere il fedele, dal suo santo ed infinito percorso neocatecumenale. Quindi, anche l'ultima promessa neocatecumenale della felicità qui e subito, fatta alle catechesi iniziali del CN, viene contraddetta dopo qualche anno di cammino.

Dal mamotreto ex-segreto delle catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale, pag 220:  « Qui non vogliamo ingannare nessuno. Qui dovrà continuare questo catecumenato chi davvero abbia (alla fine) lo Spirito di Gesù, ami come Gesù. Ma questo non lo farete voi, perché non potete. Per questo il catecumenato è una gestazione. Noi vi consegneremo lo Spirito Santo, vi insegneremo ad avere fede, vi insegneremo a credere, vi condurremo nel cammino. »
Allora, dopo diversi anni di frequentazione neocatecumenale cosa resta delle promesse fatte dai catechisti neocatecumenali alle catechesi iniziali del CN? Ben poco, tanta speranza delusa, promesse non mantenute, un po' di socialità, chiusura mentale e sociale verso tutto ciò che è "diversamente neocatecumenale" e tanto fango sparato gratuitamente sulla Chiesa di Gesù Cristo.

Spesso mi chiedo: come è possibile che nessuno si rende conto di essere stato preso in giro?
Come è possibile accettare tutte queste falsità, senza farsi mai domande od avere mai dubbi?
Come si fa a togliere la consapevolezza della realtà a queste persone?
Come si riesce a tenere saldamente legata ad un ideale così nebuloso e falso, la vita spirituale e sociale di 600.000 anime?
Come si fa a dormire la notte dopo avere propinato pericolose sciocchezze ad interi gruppi familiari.
Sensi di colpa, paura, obbedienza, menzogne, ispirazione divina, il tutto mescolato insieme e propinato oralmente senza nessun testo pubblico e senza alcuna vergogna. 

La realtà del CN andrebbe studiata da sociologi, psicologi e psichiatri perché rappresenta un raro esempio di perfetta organizzazione settaria parassita della Chiesa, con la complicità di parte della gerarchia della stessa Chiesa Cattolica. Un controsenso pericoloso che porta i fedeli fuori dalla Chiesa, ingannandoli e levandogli la libertà, ma nello stesso tempo illudendoli di essere migliori della Chiesa, anzi ancora meglio di essere LORO la VERA Chiesa.

LUCA


Da: Pietro


Di che tipo di cammino si tratta ? Girare in tondo per un po' e, 
quando anche la testa gira troppo forte, appena possibile scappare via.

Nel Cammino, come in qualunque ideologia, si passa dal "vieni e vedi" all' ubbidienza cieca. Il Cammino sembra essere mosso, più che dallo zelo della salvezza delle anime, dall' interesse, tanto che usa la stessa tattica di chi mira a un matrimonio di interesse a prescindere dall'amore.

Prima cerca di fare innamorare, poi presenta il conto.Come le ideologie, anche per il Cammino c'è un errore iniziale, un bruscolino che si è messo di traverso e che fa mal funzionare il meccanismo, tolto il quale, la giostra del carillon riprende a girare perfettamente, con tanto di musica suadente. Così almeno il Cammino si presenta all'inizio.

Per il Comunismo, con la lotta di classe si risolvono tutti i problemi e tutto funziona perfettamente, per il liberismo basta lasciare senza regole i mercati (quasi esistessero in natura) e ognuno, spontaneamente, avrebbe secondo il merito e secondo le sue esigenze, così come per il Cammino per risolvere tutti i problemi esistenziali basta seguire il Cammino.

Per il Cammino è tutta colpa di Costantino. Basta perciò eliminare 1700 anni di storia della Chiesa, di santi e di grandi Concili... e la Chiesa primitiva, ormai rappresentata dal Cammino, torna alla sua originalità. Kiko come il nuovo Messia e il Papa come un nuovo Pietro che, però, non ha ancora bene imparato la lezione del messia Kiko, proprio come Pietro nei tre anni di ministero al seguito di Gesù.

Ma, una volta che si è arrivati e si è veduto, ci si accorge che il carillon in realtà non funziona e che le luci della giostra sono fulminate. Ci si accorge che il Cammino è esattamente come il "mondo", e spesso manifesta il lato peggiore del "mondo". 

Ma la tattica è ormai cambiata: tutto fa leva sull'ubbidienza e per di più CIECA. 

Da "vieni e vedi" a "rimani e non vedere". [...]

Al centro: un adepto di Kiko e Carmen ha appena occupato il posto appositamente preparato per lui, nella Chiesa, dai suoi falsi profeti. A chi si trovasse in questa situazione si consiglia di rivolgersi unicamente ad angeli custodi affidabili e mai a quelli "di regime".

giovedì 20 gennaio 2022

Nel Cammino nulla è cambiato, perciò nemmeno le osservazioni critiche cambiano

Ogni tanto è doveroso ricordare - specialmente ai fratelli del Cammino che ci leggono qui, ci scrivono qui, o addirittura ci scrivono in privato sperando di estenuarci e di farci perdere tempo prezioso - che i punti fondamentali delle discussioni su questo blog non sono passati di moda, non sono "superati", non sono "vecchi".

I punti problematici fondamentali del Cammino sono sempre gli stessi dagli inizi del Cammino lungo quasi 60 anni fino ad oggi proprio perché non sono mai stati veramente affrontati. Emblematica è la lettera che il tripode Kiko-Carmen-Pezzi scrisse a papa Benedetto XVI il 17 gennaio 2006, dicendo che avrebbero ripristinato Gloria, Credo, e altre parti della Messa che abusivamente sopprimevano nelle comunità che non avevano ancora effettuato determinati "passaggi"... ma che sulle questioni importanti - come l'aberrante "comunione seduti e tutti insieme contemporaneamente" - avrebbero continuato a disubbidire al Papa, alla Chiesa, alla liturgia (ed infatti disubbidiscono ancor oggi).

Quei punti fondamentali sono anzitutto lo scatafascio dottrinale e gli strafalcioni liturgici, che vanno a braccetto perché è inevitabile che un insegnamento che non è cattolico si accompagni ad una liturgia che non è cattolica. È il principio del lex orandi lex credendi: il modo in cui preghi è specchio del modo in cui credi.

Tutto lo scempio del neocatecumenalismo deriva da quell'inquinamento liturgico-dottrinale. Se è più importante ubbidire a Kiko che ubbidire al Papa (per esempio celebrando la liturkikia anziché ubbidire alle «decisioni del Santo Padre» messe nero su bianco nella lettera del 1° dicembre 2005, che terrorizzarono lo stesso Kiko), è inevitabile che la dottrina neocatecumenale sull'ubbidienza al Papa richieda tutta una serie di inganni e menzogne, ed una kikolatria vera e propria che sfocia nel dover per forza calpestare i fratelli di comunità che non si attengono rigidamente alle direttive dei kikizzatissimi mega-catechisti del Cammino. I peccati contro la carità commessi in nome del Cammino discendono direttamente dalla fede inquinata e dalla liturgia carnevalesca.

L'intero corpus di errori neocatecumenali sul peccato e sulla grazia (per esempio il pessimismo de "l'uomo non può non peccare") e a riguardo di Dio stesso (per esempio: "il Signore ti manda le disgrazie per convertirti", come se Dio fosse un sadico crudele) non può che sfociare nell'ipocrisia e nell'imborghesirsi (per esempio quei fratelli furbetti delle comunità del Cammino che comodamente danno a sé stessi l'autorizzazione a peccare, dopotutto: "quando il Signore mi toglie la mano dalla testa ne combino di ogni!").

Gli autonominati "iniziatori"
danno il pessimo esempio
riguardo alla Comunione...
I cosiddetti "catechisti" del Cammino - e specialmente quelli di livello più alto - sono letteralmente "non credenti ma praticanti", cioè "non veramente credenti [in Kiko] ma veramente praticanti [l'ipocrisia]": lo sanno bene che il Cammino è una catasta di menzogne ma fingono di credere (stanno al gioco) perché hanno molto da guadagnarci per saziare la propria avidità, la propria piccineria e sete di potere, la propria superbia. È spassoso girare per alberghi lussuosi e paesi lontani, tutto spesato dai fratelli delle comunità (clicca [qui] neocatekiko pigrone!), venendo serviti, riveriti, ascoltati, temuti, ubbiditi (e qualche volta ci esce anche la macchina nuova, sempre a spese della comunità). È proprio il sogno dei cafoni, quello dell'arricchirsi e di fare la "bella vita" a spese degli altri - è fin dagli inizi alle Palomeras proprio il sogno di Kiko e Carmen, "partecipato" ai loro fedelissimi scagnozzi.
Quando un Papa loda i camminanti, dobbiamo sempre ricordare che il Papa ne loda il buon cuore, la disposizione alla preghiera, eccetera, tutte virtù che quello stesso Papa avrà lodato anche in protestanti e persino dei non cattolici. La buona disposizione del cuore viene certamente da Dio, il desiderio di compiere atti di carità è sicuramente ispirato dallo Spirito, così come il voler raccogliersi in preghiera elevando canti al Signore, così pure il desiderio di far conoscere Dio ai "lontani"... Ma anche un protestante riceverebbe quelle stesse lodi, anche un non cattolico può essere elogiato per virtù che i cattolici apprezzano.

Se ci fate caso, nessun Papa ha lodato le liturgie carnevalesche del Cammino, nessun Papa ha mai apprezzato le fandonie delle cosiddette "catechesi" del Cammino  (e tanto meno le eresie). Quando un Papa ti loda perché vai "annunciando Cristo Risorto", devi chiederti: ma sto annunciando veramente Cristo Risorto, oppure i miei sforzi servono soprattutto a rimpinguare il Cammino? Quando il Papa parla di "evangelizzazione", sta parlando del diffondere il Cammino o sta parlando del Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo? Su, non è difficile rispondere.

E a chi vanta "approvazioni" e "Statuti", dobbiamo ricordare che né le prime né i secondi prevedono eresie o strafalcioni liturgici. Quelle "approvazioni", quelle "lodi", quegli "Statuti", sono sempre generici e non richiedono (né ammettono) eresie o carnevalate, tanto meno storture come ad esempio lo strapotere dei cosiddetti "catechisti" che scarnificano le anime con domande che nessun confessore farebbe.

Carmen, la complice di Kiko,
non proprio celestiale
poiché tutt'altro che santa
È facile parlare delle grosse storture del Cammino (la tangente della "Decima", lo "sfornare figli come conigli", gli impedimenti donabbondieschi come le Lodi Domestiche a Kiko la domenica mattina, ecc.) ma bisogna sempre ricordare che quelle storture hanno origine in una fede inquinata da eresie e di conseguenza una liturgia inquinata perché deve adattarsi alle eresie (per esempio i kikolatri non credono nella Presenza Reale e perciò le loro liturgie sono un guazzabuglio di parole umane che sovrastano e dissolvono la Parola di Dio a suon di ambientali, monizioni, risonanze, canzonette kikizzate, ecc., il tutto condito con scenografie come la "comunione seduti", il girotondino idiota alla conclusione, l'assalto al tavolinetto per accaparrarsi i prodotti ortofrutticoli lì esibiti, ecc.).

Non cadiamo nella trappola del credere che il Cammino "dopotutto aiuta a far conoscere il Signore". No: fa conoscere solo il signor Kiko. È facile riempirsi la bocca di "ilsignore-ilsignore" e poi tutto il contorno - arredi sacri, canzonette, modalità di celebrazione, drappeggi, suppellettili sacre, "kikone", gadget vari, ecc. - non fa che gloriare l'idolo Kiko, Vitello d'Oro di Categoria Superiore, solo Kiko, sempre Kiko, tutto Kiko, il Cammino inventato da Kiko, Carmen la supporter di Kiko, assolutamente Kiko, una fissazione assoluta per Kiko.

È vero che "il Signore sa scriver dritto anche su righe storte", ma è altrettanto vero che per farti incontrare il Signore è sbagliato e pericoloso usare deliberatamente righe storte. Nessun santo e nessun Papa ha mai detto che per incontrare il Signore si possono usare anche le eresie, le ambiguità, l'inquinamento della liturgia, la manipolazione delle coscienze. Non fatevi ingannare dal ragliare degli asini neocatecumenali: davanti a Dio non potrete giustificarvi dicendo che "avevate lo Statuto" e che sapevate che se un cosiddetto "catechista" fa qualcosa di male a voi o ad altri "è per il vostro bene".

Imbarazzante "liturkikia"
Infine ricordiamo che il neocatecumenalismo ha una convinzione fondamentale: che sarebbe lecito e addirittura sacrosanto mentire e ingannare qualora ciò torni utile al prestigio e ai soldi della setta eretica fondata da Kiko e Carmen. Perfino quando si tratta di calpestare le vittime di un pedofilo neocatecumenale.

Se un kikos si rifiuta di riconoscere l'evidenza, è inutile proseguire: qualsiasi tentativo di dialogo, qualsiasi ragionamento, è destinato a rimanere lettera morta perché per loro il tripode Kiko-Carmen-Cammino è più importante della verità, dei fatti, della santa fede cattolica. Lo sanno benissimo che se ammettono anche un singolo errore crollerebbe tutto il loro castello di favolette pseudoreligiose ("il Cammino mi ha salvato!" ma come fa a salvarti un Cammino che contiene ingiustizie ed eresie? come fa a "salvarti" un Cammino fondato da due arroganti che hanno speso tutta la loro vita a propalare eresie, inquinare la liturgia, disubbidire alla Chiesa?).
Per concludere: l'avere una regolare patente di guida non implica che si possa guidare l'auto come matti e commettere gravissime infrazioni. Se una strada ha un divieto di accesso, non puoi infischiartene e passare dicendo che la Motorizzazione Civile ti ha rilasciato una Patente di Guida.

Allo stesso modo il disporre di uno "Statuto approvato" non implica il poter sputare sulle leggi della Chiesa (anche liturgiche). Come disse Giovanni Paolo II ai fratelli del Cammino quasi quarant'anni fa«Le leggi sono munifico dono di Dio e la loro osservanza è vera sapienza. Il diritto della Chiesa è un mezzo, un ausilio e anche un presidio per mantenersi in comunione col Signore. Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni». 

giovedì 23 settembre 2021

Disobbedienza neocatecumenale e "Dai loro frutti li riconoscerete" (Matteo 7,16).

 

Qualche preziosa precisazione va messa bene in evidenza. 

Lo facciamo pubblicando un commento di Rebel in un  recente post sui soliti abusi neocatecumenali - formalmente confermati - della Preghiera Eucaristica II musicata da Kiko e diramata, nell’ultima versione, a tutte le comunità neocatecumenali contestualmente all' Annuncio di Quaresima 2021.

 

Anche il Preconio si canta liturgicamente da sè.

Per chi si erge a difesa del Cammino Neocatecumenale in nome dei frutti, con presunzione grande. (cfr. Mt. 7, 16-20)

Per chi ci accusa che abbiamo rotto con il nostro cercare sempre "il pelo nell'uovo".

"Quello che conta è EVANGELIZZARE" urlano costoro, mentre sventolano i loro di vessilli: convertire i lontani e annunziare il Kerigma alla Chiesa preesistente. Dai Vescovi ai Parroci ai "cristianucci della domenica" piccoli piccoli, tutti hanno bisogno del cammino neocatecumenale!

Che, se non si convertono pure loro al sacro verbo kikiano, sono destinati:

alla rovina presente:  con la devastazione totale e definitiva delle Parrocchie (cfr. il Profeta Volo d'Aquila); 

e alla rovina eterna:  quando saranno costretti a contemplare gli eletti/adepti di Kiko e Carmen che si salveranno a grappoli (perchè nel cammino ci si salva a grappoli -Kiko dixit) tutti felici e contenti in Paradiso (tanto il C.N. è il loro Purgatorio già fatto -padre Mario Pezzi dixit), mentre loro saranno condannati ai tormenti! Magari, se gli è andata bene, son anche in Purgatorio o addirittura in Paradiso, ma in un angolino però, e nell'ombra. Erano "cristianucci della domenica" in terra; saranno santerellini "di categoria inferiore" in cielo, nulla di più. Che neanche gli angeli li guardano, meschini! La gelosia e l'invidia che, pieni di giudizio, hanno da sempre nutrito per i neocatecumenali e che li rode ancora, impedirà loro - saecula saeculorum - di godere in pienezza Dio! 

Che triste e terribile condanna, meritata però!

Costoro, dunque, in nome dei frutti del cammino e del fatto che non possono perder tempo con stupidaggini - poichè loro devono EVANGELIZZARE -, banalizzano i comandi della Chiesa che non considerano mai indirizzati a loro (della serie: Non possiamo perder tempo dietro ai comandi! Noi facciamo le cose sul serio!). Mentre danno grande importanza alle consegne neocatecumenali (che altro non sono che comandi inventati da loro di sana pianta) tipo la decima, che non è prevista da nessuna parte. Della decima, non scherziamo! Della decima nelle comunità non se ne può fare a meno!

Disattendere alla decima è peccato grave, come disertare la comunità in presenza in tempo di pandemia. 

Oltre che essere assurdi questi sono molto, ma molto pericolosi!

 

da Rebel:

Si crede come si prega; si crede come si celebra; la Liturgia esprime e determina la Fede della Chiesa.

Mutamenti radicali nella Liturgia, e nel come si celebra, comportano inevitabilmente conseguenze sul piano della Fede. Pertanto, non solamente non si può mutare il divino contenuto della Sacra Liturgia, ma neppure si possono toccare le forme esterne che provengono dalla Rivelazione, da Cristo e dalla Tradizione Apostolica, e che quindi sono inscindibilmente connesse, per divina volontà, col contenuto stesso della Liturgia, col contenuto stesso dell’Opera Divina dell’Incarnazione e della Redenzione. - 


Da un'intervista a Mons. Schneider, i passi citati riguardano il cammino:

Mr. Fülep: quanto alla dottrina, quale è la pietra d'inciampo?

Mons. Schneider: è la dottrina sull'Eucarestia. È quella il cuore. È un errore guardare prima ai frutti e poi non preoccuparsi della dottrina e della liturgia. Sono sicuro che verrà il tempo in cui la Chiesa oggettivamente esaminerà questa organizzazione in profondità, senza la pressione delle lobby del Cammino Neocatecumenale, e i loro errori dottrinali e liturgici verranno davvero alla luce".

Come diceva Lino Lista, riferendosi a Kiko e Carmen: "Ognuno co’ ‘a farina sua ce fa li gnocchi che je pare". Purtroppo i due spagnoli con la loro farina hanno fatto una Eucarestia come è parso loro. (Rebel)

 

Sorge legittima una domanda: Com'è possibile il permanere tanto a lungo nella Chiesa di un simile scempio? Al netto delle lobby, che avranno il loro peso senza dubbio (dal momento che il Cardinale ne parla apertamente, senza tema di smentita!)?

Ribadiamo la grande, terribile responsabilità degli uomini di Chiesa. In special modo di coloro che sono in prima linea: Parroci, Sacerdoti, Preti, Presbiteri o Presbikiki, che dir si voglia.

“L’Uomo deve tremare, il Mondo deve fremere, 

il Cielo intero deve essere commosso, 

quando sull’Altare, tra le mani del Sacerdote

appare il Figlio di Dio” (San Francesco d'Assisi)

 

 

 

da Rebel:

La qualità delle Celebrazioni Liturgiche deriva per la massima parte da come il sacerdote celebra e si prepara a celebrare; pertanto i sacerdoti neocatecumenali, i quali si chinano alle pretese kikiane che tolgono validità alle disposizioni insindacabili della Chiesa Cattolica, posseggono, ahimè, un'ingente responsabilità. D'altronde, per la maggior parte si tratta di sacerdoti dalla formazione insoddisfacente e alterata, provenienti dai seminari kikiani dove, come sappiamo, non è garantita una sana preparazione liturgica e pastorale. 

Il presbitero è una figura chiave, è colui che dà credibilità al movimento e che gli consente una data autonomia, la sacra figura che lega il contesto alla Santa Madre Chiesa; quel filo robusto che permette concretezza alla parola dei due meschini. (Rebel)

 

Roba da " far tremar le vene e i polsi!".

venerdì 14 maggio 2021

Istituzione del ministero laicale di Catechista. Solo noi kikatekisti abbiamo le carte in regola. “Chi come noi?”. Da Motu Proprio a Motu Loro.

Il giorno 10 maggio dell’anno 2021 «MOTU PROPRIO» di Papa Francesco "ANTIQUUM MINISTERIUM" di Istituzione del ministero laicale di Catechista.

Con questo atto Papa Francesco ha istituito il ministero laicale di Catechista:

- A breve la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti provvederà a pubblicarne il Rito.  

- Alle Conferenze Episcopali il compito di “rendere fattivo il ministero di Catechista, stabilendo l’iter formativo necessario e i criteri normativi per potervi accedere, trovando le forme più coerenti per il servizio che costoro saranno chiamati a svolgere conformemente a quanto espresso da questa Lettera apostolica”.

 - I Pastori riconoscano ai fedeli “i ministeri e i carismi propri, in maniera tale che tutti concordemente cooperino, nella loro misura, al bene comune ”.

- “Il discernimento dei doni che lo Spirito Santo non fa mai mancare alla sua Chiesa sia per loro il sostegno dovuto per rendere fattivo il ministero di Catechista per la crescita della propria comunità”.

 

La Chiesa invia, i katekisti hanno fatto discernimento



Si palesano vari elementi che potrebbero aprirci alla speranza.

Alcune semplici considerazioni si impongono: Il Papa ha lasciato, potremmo dire, la patata bollente ai Vescovi, ma ha anche dato un'arma a chi la voglia usare.

“Invito, dunque, le Conferenze Episcopali a rendere fattivo il ministero di Catechista stabilendo l’iter formativo necessario ”

Il termine "iter formativo" fa capire che la gerarchia ecclesiale si è accorta che troppi catechisti sono ignoranti o addirittura eretici e pertanto, per "potervi accedere" (sottinteso: non si diventerà catechisti di propria volontà, non è mica un passatempo per chi ha tempo da perdere) occorrerà una formazione.

Formazione che i cosiddetti "catechisti" del Cammino non hanno: infatti, non appena un cosiddetto "catechista" kikiano comincia a prendere coscienza di qualche verità di fede, a volte anche soltanto l'eco di un versetto biblico, ha già un piede fuori dal Cammino. I cosiddetti "catechisti" che abbandonano il Cammino sono proprio quelli che erano convinti di dover compiere l'opera di Dio e perciò, quando il Cammino cozza contro l'opera di Dio, abbandonano il primo pur di poter continuare a promuovere la seconda. (by Tripudio)

Queste le parole del Papa:

“Questo ministero possiede una forte valenza vocazionale che richiede il dovuto discernimento da parte del Vescovo e si evidenzia con il Rito di istituzione. Esso, infatti, è un servizio stabile reso alla Chiesa locale secondo le esigenze pastorali individuate dall’Ordinario del luogo, ma svolto in maniera laicale come richiesto dalla natura stessa del ministero.”


In un certo senso questa chiara investitura papale potrebbe inchiodare i Vescovi alle loro responsabilità. 

Fino ad ora la Chiesa è intervenuta ben poco sulle “dinamiche” del Cammino, non avendo potere gerarchico sui laici. Invece ministerializzando i laici, i Vescovi possono avere il reale controllo sulla loro attività. 

Se non lo faranno ancora una volta, sarà un'occasione persa. L’ennesima!

Già fissare delle regole comuni per tutti i Catechisti Laici della Chiesa Cattolica è di per sé un argine a libere interpretazioni e autoinvestiture. Le varie Conferenze dei Vescovi devono stabilire corsi di formazione adeguati e fissare norme che regolino l’accesso al ministero neoistituito.

Kiko designa, il Vescovo invia

Molte volte abbiamo parlato dell’ampio margine di arbitrio di cui godono i catechisti del Cammino che vengono inviati (e dunque legittimati) unicamente dagli Iniziatori (acronimo: Kiko/Carmen/Cammino) nel rispetto della scala gerarchica da essi stabilita, che contempla gli Itineranti di Regioni e di Nazioni, i Responsabili di zona (una o più Diocesi, Città, sezioni di Città, N numero di Parrocchie). Questa la “successione (o catena...) apostolica neocatecumenale”.
Il Catechista del Cammino è inviato da Kiko, risponde del suo operato a Kiko, deve fedeltà a Kiko e obbedienza cieca a Kiko. Questo l’assioma non contestabile. (1)

In costanza di questa prassi tollerata, metabolizzata e digerita dalla Chiesa ormai da decenni di che “corsi” vogliamo parlare? Di quali regole o norme? E i neocatecumenali lo sanno meglio di noi. E ne approfittano.

Ad onta degli spiragli di speranza profilati e per essere onesti fino in fondo è più facile prevedere che, come sempre fino ad oggi, i neocatecumenali se la rideranno alla grande anche questa volta.

Voglio fare una simulazione, mettendomi dalla loro parte, avendo frequentato per 30 anni il C.N.. Mi par di vederli e sentirli. Sono abbastanza scontati. E’ facile leggere con i loro occhi. Basta riprodurre quello che hanno sempre fatto mettendosi a confronto con la parola della Chiesa. Quando la parola della Chiesa riguarda in particolare il loro “carisma”. E cosa li tocca di più che la decisione di promuovere, accanto ai ministeri del Lettore e dell’Accolito anche quello di Catechista?

Mi par di vederli! Di certo faranno come sempre hanno fatto anche con questo Motu Proprio. Rassicurati dai loro trascorsi, fiduciosi nel presente e speranzosi in un radioso futuro.

Essi ripeteranno a loro discolpa: “Ci ha sempre inviato il Vescovo!”. E anche questo è vero. Kiko è stato attento sempre a organizzare una “Eucarestia di invio” ogni anno sociale di evangelizzazione, ogni partenza di famiglia in missione, ogni missio ad gentes o nelle piazze. Perfino singole equipe di catechisti, ogni volta che si recano ad “aprire il Cammino" in una nuova Parrocchia, vanno ad inginocchiarsi davanti al Vescovo per essere “inviati”.

Ma l’equipe chi le compone? Chi fa “discernimento” sulla idoneità dei singoli catechisti che le compongono? Quali sono gli “esami” che devono superare a dimostrazione di aver seguito quali “iter di formazione”? Ed ora i Vescovi, di punto in bianco, metterebbero il becco nelle loro faccende? Metterebbero un punto a tutto questo per esaminarli loro stessi? Per prendere in mano – cosa che avrebbero dovuto fare da tempo - una volta per tutte la situazione? Si preoccuperebbero personalmente della loro formazione? Per esaminarli ben bene, alla luce del Catechismo e della Dottrina della Chiesa Cattolica? E valutare cosa e come predicano?
Ma se le Congregazioni in venti anni non sono venute a capo neanche dei testi (mamotreti) prodotti dal Cammino!

Certo, se il Papa nel Motu Proprio avesse fatto esplicito riferimento al Catechismo della Chiesa Cattolica come base del percorso di formazione sarebbe stata cosa buona. 

Ma anche su questo la banda kikiana ha la risposta bell’e pronta: “il Direttorio catechetico del Cammino è tutto corredato dagli articoli del Catechismo”. È vero che sul blog abbiamo dimostrato che gli articoli del Catechismo sono stati inseriti nei mamotreti non a corredo degli stessi, ma piuttosto a correzione e rettifica di un testo così aggrovigliato ed esperienziale da risultare non emendabile.

Così i loro mamotreti sono rimasti nella buona sostanza inalterati, le note non le legge nessuno e loro mai hanno invogliato i catechisti a leggerle per prepararsi a riportare la predicazione di Kiko e Carmen secondo Direttorio secretato in Vaticano. Non rinunciano certo alla loro “ispirazione”!

Nel Motu Proprio tutto questo c’è, ci sarebbe eccome. 

Ma aspettiamo di vedere quale Vescovo avrà la forza di riappropriarsi del suo ruolo, piuttosto che continuare a fare il figurante di un copione scritto da altri. Un arredo liturgico di pregio, sì, ma pur sempre un puro, innocuo arredo. E intanto questi vanno in giro col suo beneplacito, finti “catechisti della Chiesa Cattolica” che vanno fondando solo la chiesuola di Kiko, distorcendo la Dottrina, stravolgendo la Parola, corrompendo la Liturgia.

Il Papa dice che i Vescovi sono tenuti a fare “discernimento dei doni che lo Spirito Santo non fa mai mancare alla sua Chiesa”, lo chiama “sostegno dovuto per rendere fattivo il ministero di Catechista per la crescita della propria comunità”. Parole impegnative! Ma come applicarle al Cammino e ai kikatekisti?

La fa da padrone in Casa degli altri e ostenta

Patron del discernimento è Kiko e Kiko soltanto. Questa una delle cose che più profondamente vengono inculcate nei camminanti ancora in fasce! Egli non ha disdegnato di asserire che a lui compete discernere su tutto: sulla storia, sul mondo e sulla Chiesa. Sui suoi catecumeni, su tutti gli itineranti, sui presbiteri che sono del Cammino (1). E per finire anche sui Parroci e sui Vescovi. Criterio di quest’ultimo risolutivo “discernimento” è questo:
Se i Pastori riconoscono il Cammino hanno lo Spirito Santo, se non lo riconoscono sono Faraone o Giuda; in entrambi i casi strumento del demonio “per distruggere il Cammino”.
Dei Cardinali e del Papa che dire a proposito di kikiano discernimento? Facile immaginare, senza margini di errore. Di alcuni si è augurata la morte.

E dunque il Papa lascia tutto in mano ai Vescovi e adesso loro brigheranno coi Vescovi. Che è il loro sport preferito. Le basi le hanno già, perché la cura dei Vescovi è una priorità per i kikatechisti. Li coltivano da sempre e passeranno ora a raccogliere i frutti. Almeno lo tenteranno, anche in questa circostanza che atrimenti potrebbe rivelarsi altamente pericolosa per loro.

Alcune risposte scontate a quesiti che potrebbero sorgere dal Motu Proprio:

Iter formativo? Non ci riguarda! Più iter formativo del nostro che è riconosciuto come “Itinerario Cattolico” da sempre?

Criteri normativi? Noi già siamo approvati! Normati e approvati. Catechisti ed Equipe (sul modello apostolico) sono previsti già negli Statuti! Noi consideriamo ”Il ministero laicale di Catechista” un quid in più.
Ora siamo anche un ministero: “Ministero Laicale”. L’“Apostolato laicale” riconosciuto in forza del battesimo l’abbiamo sempre rivendicato. Scusate, voi che criticate il C.N., l’abbiamo detto sempre “in forza del nostro battesimo” siamo legittimati a predicare...

E giù ad evidenziare frasi come questa tratta dal Motu Proprio:

“Ne consegue che ricevere un ministero laicale come quello di Catechista imprime un’accentuazione maggiore all’impegno missionario tipico di ciascun battezzato che si deve svolgere comunque in forma pienamente secolare senza cadere in alcuna espressione di clericalizzazione." … E vai!!!


Kiko ha impresso anche sulla croce la sua impronta

 

 

 

Vedete come funziona? Basta solo che le ripetano loro queste parole e, come per incanto, dalla loro bocca usciranno già strumentalizzate, saldamente agganciate ai loro stereotipi.

E sarà tutto un dire: Lo dicevamo noi! La Chiesa finalmente ha capito, la Chiesa è arrivata al nostro punto.

Nel delineare la peculiarità della “funzione” catechetica in premessa si legge:

“Il Catechista è chiamato in primo luogo a esprimere la sua competenza nel servizio pastorale della trasmissione della fede che si sviluppa nelle sue diverse tappe: dal primo annuncio che introduce al kerygma, all’istruzione che rende consapevoli della vita nuova in Cristo e prepara in particolare ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, fino alla formazione permanente…”

- Ma queste cose stavano scritte anche nel Direttorio generale della catechesi.

“Il Catechista è nello stesso tempo testimone della fede, maestro e mistagogo, accompagnatore e pedagogo che istruisce a nome della Chiesa.”

- Il ritratto del katekista!

“Un’identità che solo mediante la preghiera, lo studio e la partecipazione diretta alla vita della comunità può svilupparsi con coerenza e responsabilità.”

- Eccoli che gridano: comunità, comunità, la nostra piccola comunità!

Ma che fede trasmettono? Che kerigma annunciano? A cosa riducono i Sacramenti dell’iniziazione cristiana?
Istruiscono a nome di... Kiko (non della Chiesa), fanno parte della sua conventicola (nessuna partecipazione diretta alla vita della comunità ecclesiale e parrocchiale, da entrambe rifuggono), coerenza e responsabilità, ma verso chi?

Il ritratto del katekista, così, sembrerebbe perfetto.

Non lo faranno da soli il lavoro di appropriarsi del Motu Proprio interpretandolo a modo loro, ma si faranno supportare da qualche amicone storico del Cammino, qualche grosso Cardinale dei loro o più d'uno, e strombazzeranno ai quattro venti.
Lo trasformeranno in Motu Loro?

Il Papa, la Chiesa, ha fatto la loro fotografia. Perché solo loro sono “Catechisti”!

 

Il Papa ai catechisti:
"Per favore, nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia concorde al magistero della Chiesa"

Ma, nello stesso tempo, la Chiesa che, con questo documento di Papa Francesco, si riappropria fortemente del controllo delle attività di formazione svolte dai laici in affiancamento e, a volte, in sostituzione al compito precipuo di Vescovi e sacerdoti, può finalmente interferire con la nomina e la formazione  dei Catechisti (2) e, perché  no, con la sospensione o la revoca del ministero a chi se ne fosse dimostrato indegno (3). 

                          (da Valentina Giusti e Pax)

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(1) Ancor più se si considera che questa sorta di dipendenza/obbedienza e fedeltà è richiesta in egual misura a tutti gli “ex” sacerdoti diocesani o religiosi di qualsivoglia congregazione trasmigrati nel C.N., così come ai presbiteri ordinati nei R.M..
Parliamo di “ex” perché il termine sacerdote nel Cammino non significa niente. Di fatto non sono più “sacerdoti” nel vero senso della parola. Scarnificando colui che definiamo “ex” sarà solo e soltanto un “presbitero” (ministro = minus, ossia che nella comunità vale meno degli altri fratelli. Carmen dixit).
Abbiamo due categorie: il presbitero “di nascita” se R.M. e quello “imbastardito” presbitero se già in precedenza Sacerdote di Santa Madre Chiesa. Tutt'e due hanno rinnegato il sacerdozio quando hanno posto l’obbedienza al Vescovo - assunta come obbligo il giorno della loro ordinazione (N.B. I Seminari R.M. sono anch'essi, per Statuto, Seminari Diocesani!) - in secondo piano rispetto all’obbedienza a Kiko (“Tu obbedisci a me o al Vescovo?”; Kiko dixit). Nel 90% dei casi esclaustrati dal loro Ordine, quando i preti trasfughi siano anche religiosi, per poter donare la vita a Kiko e a lui giurare obbedienza.
Si sa che su questo non si transige. Chi ha opposto resistenza è dovuto andare via o è stato cacciato dal Cammino.

 (2) da Pinco:  A Roma per essere un Accolito laico si deve fare il corso di studi di Filosofia due anni e tre di Teologia nelle Università Pontificie per lo più la PUL pontificia università lateranense. Sostenendo esami, come fanno i seminaristi, non solo devono fare delle riunioni settimanali, con moglie seguiti da dei sacerdoti responsabili di valutare nel tempo l'idoneità dei candidati. A Roma sono Sua Eccellenza Palmieri (che non ama il cammino), e Don Fabio Rosini. Se li conoscete o questi nomi vi dicono qualche cosa, secondo voi verranno scelti kikatechisti? Ma proprio no. Non solo, per essere lettori, accoliti, diaconi permanenti laici o preti diocesani, è necessario, in tutte le diocesi, lasciare il percorso spirituale che si stava facendo, appunto per far presente l' universalità della Chiesa. Infatti fu per questo che nacquero i seminari RM, solo per far continuare il cammino, altro che missione. Staremo a vedere, come ogni vescovo attuerà la cosa ma non credo che i kikatechisti avranno vita facile, né nelle Università teologiche, né nei percorsi diocesani anche perché non sarà un percorso breve essere catechista vero. Ma staremo a vedere.

(3) da Frilù

Mons.Fisichella in conferenza stampa

"Non ci si improvvisa catechisti, perché l’impegno di trasmettere la fede, oltre alla conoscenza dei contenuti, richiede il prioritario incontro personale con il Signore. Chi svolge il ministero di catechista sa che parla a nome della Chiesa e trasmette la fede della Chiesa."

Capito anonimi? Trasmettere la fede della Chiesa, non quella di Kiko

"È ovvio che non tutti coloro che oggi sono catechisti e catechiste potranno accedere al ministero di catechista. Questo ministero è riservato a quanti corrisponderanno ad alcuni requisiti che il Motu proprio elenca."

Altro problema. Non è automatico che i catechisti del Cammino continuino a essere catechisti, ma bisognerà avere i requisiti indicati nel Motu proprio.
 "Le Diocesi dovranno provvedere, perché i futuri catechisti e catechiste abbiano una solida preparazione “biblica, teologica, pastorale e pedagogica per essere comunicatori attenti della verità della fede."

Capito? Preparazione, studio e non il vostro direttorio ma il Catechismo della Chiesa Cattolica

"È auspicabile, pertanto, che l’istituzione del ministero porti anche alla formazione di una comunità di catechisti che cresce con la comunità cristiana nel servizio a tutta la Chiesa locale senza tentazione alcuna di restringersi negli stretti confini della propria realtà ecclesiale, e scevra da ogni forma autoreferenziale."

 Altro punto dolente. Catechisti a disposizione di tutta la Chiesa e non solo del Cammino. Tanto una volta che avete studiato l'unico Catechismo magari riuscite pure a non fare danni.


Infine, ecco come Rebel immagina la reazione dei fratelli neocatecumenali e dei loro leader ed iniziatori alla lettura del Motu Proprio di Papa Francesco:


Chiacchiere neocatecumenali:

- Gioacchina: oh, ma davvero gli illuminati nostri catechisti dovranno frequentare un corso istruttivo per poter catechizzare? Non è concepibile! La Chiesa va a rotoli!

- Misaele: che eresia! Un affronto!

- Nabucodonosor: Ahahah volete scommettere che saranno i nostri sapienti e fulgidi catechisti a salire In cattedra? Mica siamo gli ultimi arrivati, noi siamo la vera chiesa!

- Efraim: siamo perseguitati!

- Corinzio: aspè, che sta a dì? I nostri catechisti sono già istituzionalizzati da Kiko. Ma il Papà s'è bevuto il cervello? Che gli dice la capoccia?

- Tiberiade: "venghino signori, venghino!", vi sfidiamo! Noi non temiamo l'occhio scrutatore della Chiesa. Chi credete di essere? Noi abbiamo dalla nostra uno spirito santo piegato al servigio dei catechisti!

- Ascensión: la notizia mi turba alquanto, mi ritiro nelle mie stanze a compiere della salubre bibliomanzia con i libri di Carmen, sicuramente mi suggerirà il da farsi.

- Mario il presbitero: ....

- Kiko il guru: mi tocca augurare la morte anche a Papa Francesco, proprio come la richiesi per Benedetto XVI che, modestamente, abdicò grazie a me.