giovedì 20 gennaio 2022

Nel Cammino nulla è cambiato, perciò nemmeno le osservazioni critiche cambiano

Ogni tanto è doveroso ricordare - specialmente ai fratelli del Cammino che ci leggono qui, ci scrivono qui, o addirittura ci scrivono in privato sperando di estenuarci e di farci perdere tempo prezioso - che i punti fondamentali delle discussioni su questo blog non sono passati di moda, non sono "superati", non sono "vecchi".

I punti problematici fondamentali del Cammino sono sempre gli stessi dagli inizi del Cammino lungo quasi 60 anni fino ad oggi proprio perché non sono mai stati veramente affrontati. Emblematica è la lettera che il tripode Kiko-Carmen-Pezzi scrisse a papa Benedetto XVI il 17 gennaio 2006, dicendo che avrebbero ripristinato Gloria, Credo, e altre parti della Messa che abusivamente sopprimevano nelle comunità che non avevano ancora effettuato determinati "passaggi"... ma che sulle questioni importanti - come l'aberrante "comunione seduti e tutti insieme contemporaneamente" - avrebbero continuato a disubbidire al Papa, alla Chiesa, alla liturgia (ed infatti disubbidiscono ancor oggi).

Quei punti fondamentali sono anzitutto lo scatafascio dottrinale e gli strafalcioni liturgici, che vanno a braccetto perché è inevitabile che un insegnamento che non è cattolico si accompagni ad una liturgia che non è cattolica. È il principio del lex orandi lex credendi: il modo in cui preghi è specchio del modo in cui credi.

Tutto lo scempio del neocatecumenalismo deriva da quell'inquinamento liturgico-dottrinale. Se è più importante ubbidire a Kiko che ubbidire al Papa (per esempio celebrando la liturkikia anziché ubbidire alle «decisioni del Santo Padre» messe nero su bianco nella lettera del 1° dicembre 2005, che terrorizzarono lo stesso Kiko), è inevitabile che la dottrina neocatecumenale sull'ubbidienza al Papa richieda tutta una serie di inganni e menzogne, ed una kikolatria vera e propria che sfocia nel dover per forza calpestare i fratelli di comunità che non si attengono rigidamente alle direttive dei kikizzatissimi mega-catechisti del Cammino. I peccati contro la carità commessi in nome del Cammino discendono direttamente dalla fede inquinata e dalla liturgia carnevalesca.

L'intero corpus di errori neocatecumenali sul peccato e sulla grazia (per esempio il pessimismo de "l'uomo non può non peccare") e a riguardo di Dio stesso (per esempio: "il Signore ti manda le disgrazie per convertirti", come se Dio fosse un sadico crudele) non può che sfociare nell'ipocrisia e nell'imborghesirsi (per esempio quei fratelli furbetti delle comunità del Cammino che comodamente danno a sé stessi l'autorizzazione a peccare, dopotutto: "quando il Signore mi toglie la mano dalla testa ne combino di ogni!").

Gli autonominati "iniziatori"
danno il pessimo esempio
riguardo alla Comunione...
I cosiddetti "catechisti" del Cammino - e specialmente quelli di livello più alto - sono letteralmente "non credenti ma praticanti", cioè "non veramente credenti [in Kiko] ma veramente praticanti [l'ipocrisia]": lo sanno bene che il Cammino è una catasta di menzogne ma fingono di credere (stanno al gioco) perché hanno molto da guadagnarci per saziare la propria avidità, la propria piccineria e sete di potere, la propria superbia. È spassoso girare per alberghi lussuosi e paesi lontani, tutto spesato dai fratelli delle comunità (clicca [qui] neocatekiko pigrone!), venendo serviti, riveriti, ascoltati, temuti, ubbiditi (e qualche volta ci esce anche la macchina nuova, sempre a spese della comunità). È proprio il sogno dei cafoni, quello dell'arricchirsi e di fare la "bella vita" a spese degli altri - è fin dagli inizi alle Palomeras proprio il sogno di Kiko e Carmen, "partecipato" ai loro fedelissimi scagnozzi.
Quando un Papa loda i camminanti, dobbiamo sempre ricordare che il Papa ne loda il buon cuore, la disposizione alla preghiera, eccetera, tutte virtù che quello stesso Papa avrà lodato anche in protestanti e persino dei non cattolici. La buona disposizione del cuore viene certamente da Dio, il desiderio di compiere atti di carità è sicuramente ispirato dallo Spirito, così come il voler raccogliersi in preghiera elevando canti al Signore, così pure il desiderio di far conoscere Dio ai "lontani"... Ma anche un protestante riceverebbe quelle stesse lodi, anche un non cattolico può essere elogiato per virtù che i cattolici apprezzano.

Se ci fate caso, nessun Papa ha lodato le liturgie carnevalesche del Cammino, nessun Papa ha mai apprezzato le fandonie delle cosiddette "catechesi" del Cammino  (e tanto meno le eresie). Quando un Papa ti loda perché vai "annunciando Cristo Risorto", devi chiederti: ma sto annunciando veramente Cristo Risorto, oppure i miei sforzi servono soprattutto a rimpinguare il Cammino? Quando il Papa parla di "evangelizzazione", sta parlando del diffondere il Cammino o sta parlando del Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo? Su, non è difficile rispondere.

E a chi vanta "approvazioni" e "Statuti", dobbiamo ricordare che né le prime né i secondi prevedono eresie o strafalcioni liturgici. Quelle "approvazioni", quelle "lodi", quegli "Statuti", sono sempre generici e non richiedono (né ammettono) eresie o carnevalate, tanto meno storture come ad esempio lo strapotere dei cosiddetti "catechisti" che scarnificano le anime con domande che nessun confessore farebbe.

Carmen, la complice di Kiko,
non proprio celestiale
poiché tutt'altro che santa
È facile parlare delle grosse storture del Cammino (la tangente della "Decima", lo "sfornare figli come conigli", gli impedimenti donabbondieschi come le Lodi Domestiche a Kiko la domenica mattina, ecc.) ma bisogna sempre ricordare che quelle storture hanno origine in una fede inquinata da eresie e di conseguenza una liturgia inquinata perché deve adattarsi alle eresie (per esempio i kikolatri non credono nella Presenza Reale e perciò le loro liturgie sono un guazzabuglio di parole umane che sovrastano e dissolvono la Parola di Dio a suon di ambientali, monizioni, risonanze, canzonette kikizzate, ecc., il tutto condito con scenografie come la "comunione seduti", il girotondino idiota alla conclusione, l'assalto al tavolinetto per accaparrarsi i prodotti ortofrutticoli lì esibiti, ecc.).

Non cadiamo nella trappola del credere che il Cammino "dopotutto aiuta a far conoscere il Signore". No: fa conoscere solo il signor Kiko. È facile riempirsi la bocca di "ilsignore-ilsignore" e poi tutto il contorno - arredi sacri, canzonette, modalità di celebrazione, drappeggi, suppellettili sacre, "kikone", gadget vari, ecc. - non fa che gloriare l'idolo Kiko, Vitello d'Oro di Categoria Superiore, solo Kiko, sempre Kiko, tutto Kiko, il Cammino inventato da Kiko, Carmen la supporter di Kiko, assolutamente Kiko, una fissazione assoluta per Kiko.

È vero che "il Signore sa scriver dritto anche su righe storte", ma è altrettanto vero che per farti incontrare il Signore è sbagliato e pericoloso usare deliberatamente righe storte. Nessun santo e nessun Papa ha mai detto che per incontrare il Signore si possono usare anche le eresie, le ambiguità, l'inquinamento della liturgia, la manipolazione delle coscienze. Non fatevi ingannare dal ragliare degli asini neocatecumenali: davanti a Dio non potrete giustificarvi dicendo che "avevate lo Statuto" e che sapevate che se un cosiddetto "catechista" fa qualcosa di male a voi o ad altri "è per il vostro bene".

Imbarazzante "liturkikia"
Infine ricordiamo che il neocatecumenalismo ha una convinzione fondamentale: che sarebbe lecito e addirittura sacrosanto mentire e ingannare qualora ciò torni utile al prestigio e ai soldi della setta eretica fondata da Kiko e Carmen. Perfino quando si tratta di calpestare le vittime di un pedofilo neocatecumenale.

Se un kikos si rifiuta di riconoscere l'evidenza, è inutile proseguire: qualsiasi tentativo di dialogo, qualsiasi ragionamento, è destinato a rimanere lettera morta perché per loro il tripode Kiko-Carmen-Cammino è più importante della verità, dei fatti, della santa fede cattolica. Lo sanno benissimo che se ammettono anche un singolo errore crollerebbe tutto il loro castello di favolette pseudoreligiose ("il Cammino mi ha salvato!" ma come fa a salvarti un Cammino che contiene ingiustizie ed eresie? come fa a "salvarti" un Cammino fondato da due arroganti che hanno speso tutta la loro vita a propalare eresie, inquinare la liturgia, disubbidire alla Chiesa?).
Per concludere: l'avere una regolare patente di guida non implica che si possa guidare l'auto come matti e commettere gravissime infrazioni. Se una strada ha un divieto di accesso, non puoi infischiartene e passare dicendo che la Motorizzazione Civile ti ha rilasciato una Patente di Guida.

Allo stesso modo il disporre di uno "Statuto approvato" non implica il poter sputare sulle leggi della Chiesa (anche liturgiche). Come disse Giovanni Paolo II ai fratelli del Cammino quasi quarant'anni fa«Le leggi sono munifico dono di Dio e la loro osservanza è vera sapienza. Il diritto della Chiesa è un mezzo, un ausilio e anche un presidio per mantenersi in comunione col Signore. Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni». 

38 commenti:

  1. https://it.aleteia.org/2022/01/19/perche-molti-cattolici-si-sono-rivolti-al-pentecostalismo/

    Sostituite "pentecostalismo" con "cammino NC" e vedrete che non cambia nulla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti il Cammino è protestante.
      Ma una differenza tra pentecostali e camminati c'è: i primi sono protestanti dichiarati, e mai si direbbero cattolici, mentre i secondi si dicono cattolici

      Elimina
  2. L'errore principale del Cammino non è quello di propugnare eresie, ma di credere e far credere che quelle stesse eresie siano salvifiche. Vorrei che molti neocatecumenali in buona fede si chiedessero come mai la Messa neocatecumenale continua tutt'oggi a far masticare da seduti il Corpo di Cristo, sacerdote insieme a fedeli, quando in più occasioni questa pratica è stata stigmatizzata come un abuso eucaristico. L'unica risposta possibile è che si creda che la Chiesa abbia sempre sbagliato e che il Cammino contribuisca a riportarla a quella che viene ritenuta (a torto) una prassi apostolica.
    Quando leggo del dispiacere di molti ex adepti di movimenti cattolici approvati sul fatto che la Chiesa non li abbia preavvisati o addirittura abbia appunto approvato o lodato quel movimento, ebbene, penso che l'ex neocatecumenale non può in totale buona fede fare lo stesso ragionamento perché nei fatti 'sa' che il Cammino neocatecumenale non è davvero obbediente nei confronti della Chiesa ed anzi, questo fa parte di un certo orgoglio personale, della convinzione di essere eletti in modo misterioso a riformare la Chiesa. Probabilmente questo meccanismo è proprio anche di altri movimenti, ma non conoscendoli in modo profondo e soprattutto non avendoli provati, mi esimo dal giudicarli: diciamo che alcuni dubbi li ho.
    Soprattutto quando leggo che agli adepti viene chiesto di tagliarsi la testa, un parallelo inquietante alla circoncisione della ragione richiesta da Kiko.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Acuta osservazione.

      Non nego che tra i movimenti laicali degli ultimi decenni si siano manifestate delle autentiche esigenze spirituali. Purtroppo, però, la Gerarchia della Chiesa ha spesso lasciato fare, evitando di guidare e governare ciò che accadeva.

      La Gerarchia esiste per guidare la Chiesa.
      Non deve spegnere le ispirazioni divine, ma deve discernere le presunte ispirazioni e, se hanno un fondo di verità, le deve correggere, purificare e guidare.
      Ma con la scusa di lasciar fare perché altrimenti ci si può ritrovare a combattere contro Dio, si è spesso lasciato fare contro Dio.

      C'è un grosso equivoco sull'apertura e sul costruire ponti e abbattere muri.
      L'apertura è lecita solo se entra lo Spirito Santo, ma di fronte all'errore ci deve essere CHIUSURA.

      Costruire ponti sì, ma solo per portare il Vangelo.
      I romani costruivano i ponti per conquistare, non per essere conquistati, mentre oggi molti ponti che sono stati costruiti sperando di integrare i laicisti, si sono rivelati un boomerang.

      Infatti, se è vero che ci sono laicisti che stimano, o dicono di stimare, la Chiesa, putroppo è anche vero che i laicisti odiano i principi stessi sui quali la Chiesa Cattolica si basa, a cominciare dall'idea di Dio inteso come Padre, fino a tutta la storia della Chiesa.
      E questo è un controsenso perché, seguendo la logica di Gesù, se odiano il Padre, odiano lui, e se odiano lui, allora odiano anche i suoi discepoli.
      Se non li odiano è perché sono essi a essersi integrati coi nemici della Chiesa.
      E' inutile parlare dei poveri se, invece di guidare la contestazione contro le politiche buoniste mondiali, i Pastori le assecondano supinamente ed entusiasticamente, sebbene, come riportato dai TG stessi, nell'ultimo anno hanno aumentato a dismisura le differenze tra ricchi e poveri.

      Abbattre muri? Il principio è giusto, ma ci dovrebbero essere delle premesse.
      Anche i troiani abbatterono le mura come degli ebeti entusiasti per far entrare il cavallo di legno di Ulisse, che pensavano fosse un regalo degli dei...
      Ma gli dei non erano intervenuti affatto, ma era solo un INGANNO.

      Elimina
    2. INGANNO è l'acronimo di :

      Ignobili Neocatecumenali Grandemente Abnormi Non Nascondono Oscenità

      Elimina
  3. Repetita juvant e asini ragliant, perché la verità fa sempre male a chi considera inganni e menzogne strumenti necessari per difendere il prestigio e i soldi del Cammino (e dei suoi autoeletti "iniziatori", e dei loro scagnozzi cosiddetti "catechisti").

    Per i cattolici non molto ben informati, dobbiamo ricordare un fatto piuttosto notevole perché ancor oggi oggetto di furbate propagandistiche neocatecumenali.

    Come già ricordato [qui], Giovanni Paolo II firmò la lettera Ogniqualvolta il 30 agosto 1990, lettera che fu scritta - lo si nota fin dagli errori di grammatica e dal pesante gergo kikiano - dai capicosca del Cammino e data a Cordes affinché vi facesse comparire la firma del Papa. Firma che avvenne dopo un lauto pranzo dove il vino scorreva a fiumi e pertanto l'Osservatore Romano si rifiutò di pubblicarla, non ritenendola una libera espressione del Papa.

    La firma era autentica e perciò la lettera fu pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis, sia pure con una rettifica che ne annullava la portata pro-Cammino: «La Mente del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti agli Ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le Comunità Neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi Ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi».

    Chiaro? La lettera non dà un riconoscimento al Cammino "vincolante per i vescovi" ma, al contrario, incoraggia solo "a considerare con attenzione" lasciando tuttavia i vescovi liberi di decidere se accettare il Cammino o no.

    Purtroppo non bastò. I fratelli del Cammino - era questo il loro piano fin dagli inizi - affissero la lettera in tutte le parrocchie che avevano infestato, mettendo furbescamente a tacere i parroci (che nulla sapevano del paragrafo di chiarimento sull'AAS) e comprando il consenso di clero e vescovi, solito metodo del bastone e della carota e soprattutto delle false notizie ("il Papa ha approvato il Cammino! riconosce il Cammino come valido!"), e vescovi e clero caddero nel tranello perché notoriamente il Papa guardava di buon occhio i movimenti.

    Giovanni Paolo II, da una nazione infestata dal comunismo, fatto il seminario in clandestinità e diventato prete superando mille ostacoli, divenuto vescovo e poi Papa vedendo ridursi drammaticamente la pratica della fede e il popolo di Dio, non poteva non guardare con buon occhio i nuovi movimenti che non mettevano brutali limiti al numero dei figli, che partecipavano sempre alla liturgia, eccetera, pur avendo visto che il Cammino aveva difettacci sgradevoli (Carmen lo interruppe mentre parlava, e quando celebrò a Porto San Giorgio i kikos tennero fuori tutti gli altri cattolici e gli spensero il microfono al Padre Nostro per consentire la sgrattugiata di chitarrelle di Kiko, la Comunione fu distribuita "alla neocatecumenale", ecc.).

    Era purtroppo il Papa che in diretta televisiva baciò il Corano, e che lasciò che i monsignorini della curia romana avvelenassero il caso Lefebvre, e che aveva acconsentito al raduno pagano-sincretino di Assisi nel 1986... Il suo pontificato non è esente da macchie, la prima delle quali è stata proprio il fidarsi troppo (e acriticamente) dei nuovi movimenti e specialmente del Cammino, pur avendo visto che porcherie il Cammino era stato capace di fare (l'ultima delle quali nel 2002 con l'autoapprovazione dello Statuto ad experimentum: al Cammino piace far le cose sempre all'insaputa del Papa).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Ricordo un'intervista a Jessica de Gregori, la presunta veggente di Civitavecchia a cui, personalmente, dò fiducia (che però sono pronto a ritirare se la Chiesa dovesse prendere una posizione di chiusura), avvenuta circa sei mesi prima della notizia delle dimissioni di Papa Benedetto XVI.
      Disse che la Madonna era dispiaciuta perché al posto del Papa comandavano i monsignori che gli stavano intorno e che era il Papa che doveva COMANDARE.
      Chissà che non sia stato proprio così.
      Molti hanno una idea sbagliata di gerarchia e di ordine: l'ordine, come i ruoli, in se stessi non hanno nulla di sbagliato.
      Anzi, se sono secondo la volontà di Dio sono una garanzia perché tutti abbiano il loro "posto al sole".

      Spesso certi ruoli sono stati attribuiti a causa di pregiudizi: questi ruoli non sono quelli compatibili l'ordine stabilito da Dio.
      L'ordine (di Dio) non indebolisce la personalità delle persone, ma le evidenzia e le protegge grazie anche al ruolo che ognuno è chiamato a svolgere.

      Elimina
    3. Dio va adorato in spirito e VERITA'.
      In questo senso l'adorazione piena sussiste solo nella Chiesa e attraverso la Chiesa.
      Meno è conosciuta la verità, meno l'adorazione è nella pienezza della verità, e più c'è l'errore, più l'adorazione si configura come una vera e propria forma di idolatria.

      Viva sempre il dialogo, ma il vero dialogo non può prescinedere dalla verità, altrimenti prescinde pure lo Spirito Santo.

      Elimina
    4. @Pietro
      io sono della stessa città di Jessica, la conosco personalmente e ho conosciuto anche la famiglia, sono delle persone molto semplici e molto accoglienti con tutti quelli che bussano alla loro porta e chiedono consigli spirituali o semplicemente vogliono visitare il luogo dove sono avvenuti i fatti. Sono state fatte molte indagini, anche dal punto di vista giuridico, sono persone che hanno dovuto subire anche delle calunnie ingiustificate; il Vescovo all'inizio era molto scettico ma poi è stato testimone oculare di uno dei fatti ed è diventato un loro sostenitore (e non è una cosa scontata in casi come questi). Anche il Papa spesso si recava al Santuario in incognito vestito da cacciatore ed era informato dei fatti e anche devoto, quindi anche io ho molta fede nell'autenticità di questi fenomeni. Tra l'altro la statuina ha pianto lacrime vere proprio nel momento in cui il Papa stava morendo. Ricordo quell'intervista, Jessica disse che la Vergine Maria era dispiaciuta perchè in Vaticano le decisioni le prendevano più i cardinali che il Papa, anche a me è rimasta molto impressa questa cosa

      Elimina
    5. Gloria: sono convinto di quello che mi dici.

      A Civitavecchia ci sono stato 5 volte e al bar ho avuto anche modo di conoscere Fabio Gregori, che è stato molto gentile. Ho seguito delle interviste di Mons. Grillo e ho letto un libretto sulle apparizioni.
      So che Papa Giovanni Paolo II era convinto dell'autenticità delle lacrimazioni.

      Elimina
    6. @Pietro
      mi fa piacere, sì è un uomo molto simpatico, loro mi hanno sempre colpito perchè hanno avuto delle esperienze mistiche eccezionali ma rimangono persone molto semplici e alla mano

      Elimina
  4. Consiglio la sana lettura dell'ultimo articolo a firma di don Ariel sul blog "L'isola di Patmos", all'interno del quale c'è un'altra bottarella alla setta neokatekika. Di seguito il link:

    https://isoladipatmos.com/il-vero-problema-sono-i-no-vax-o-anti-vax-oppure-i-nostri-vescovi-che-hanno-perduto-il-senso-della-aequitas-in-nome-della-piacioneria-politicamente-corretta/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alla larghissima da don Ariel.............................................................................

      Elimina
    2. Eh già: chiunque abbia da ridire sul Cammino va bocciato su qualsiasi altra cosa abbia detto o scritto, nevvero?

      Ennesima conferma che il neocatecumenalismo è idolatria.

      Elimina
  5. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. il più femminile

    Mancano pochi giorni all'elezione del Presidente della Repubblica e qualcuno sta proponendo una donna come presidente. Le donne eleggibili hanno ognuna un difetto : la Cartabia è ciellina, la Boldrini è comunista, la Meloni è fascista, la Bonino è abortista e ha un orrido cappello a forma di turbante, la Murgia è grassa, la Gruber è faziosa, la Moratti è petrolifera, la Raggi è del 5 stelle, la Aspesi è troppo vecchia, la Gabanelli è de La7, insomma non c'è n'è una che chiuda la porta. Graziano Delrio, deputato PD e neocatecumenale, ha proposto di eleggere Maria Ascension Romero, dell'Equipe Internazionale del Cammino Neocatecumenale, in quanto sponsorizzata, da lassù, dalla futura santa Carmen, e tutti parrebbero propensia votarla, perchè Maria è giovane, bellina, sorridente, modesta, poco appariscente e in più appartenente al movimento ecclesiale più bello della Chiesa. Delrio ha avvisato Kiko che ha avvisato semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, se Maria diventa presidente, faccio santa Carmensita senza colpo ferire". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre, inviandogli un saggio del famoso gesuita Pedro De Santamaria, docente di Ecclesiologia alla Facoltà Teologica di Coimbra, dal titolo : "come eleggere un presidente della repubblica sponsorizzato da un futuro santo".

    e la causa continua.......................

    RispondiElimina
  6. Cambiato è l'acronimo di :

    Catecumeno Annuncia Mamotretiche Baggianate Incredibilmente Assurde Troppo Oscene

    RispondiElimina
  7. Un interessante articolo di Luisella Scrosati per "Il Timone", riproposto ieri dal blog "Cooperatores Veritatis".

    Ecco come celebravano i primi cristiani

    C’è chi prova a negarlo, ma l’Eucaristia e stata da subito il rito sacro, svolto in uno spazio sacro e non su una tavola per banchetti, bensì su di un altare. E il sacerdote era rivolto a Oriente. Luisella Scrosati per il mensile Il Timone intervista mons. Stefan Heid, rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto interessante l'articolo.
      Praticamente l'idea di Chiesa primitiva di Kiko e Carmen è totalmente infondata.

      Nella risposta di oggi Padre Bellon, nella rubrica "Un sacerdote risponde", dimostra come non è afftto vero che nel Medio Evo fosse proibito leggere le Sacre Scritture, indipendentemente dal fatto che allora la maggior parte della gente fosse analfabeta.

      Il Cammino si fonda su presupposti storici sbagliati, dimostrando così che non è affatto vero che si riallaccia alla Chiesa apostolica. Anzi, a quanto dice l'articolo del Timone, è piuttosto figlio della proiezione di un'idea moderna, derivante dall'illuminismo, applicata alla Chiesa primitiva

      Elimina
    2. Segnalazione preziosa e molto interessante, grazie D.D.

      Riporto qui ultima domanda conclusiva dell'intervista e ultima risposta.
      (Sarebbe opportuno comunque dedicare un post ad un più compiuto approfondimento):

      _______________

      "La Norma Patrum e la Chiesa primitiva sono stati i riferimenti di molte riforme avvenute dopo il Vaticano II. Ha prevalso la storia o l’ideologia?


      In effetti, molta ideologia e oggi ancora in atto, purtroppo. Ognuno sceglie ciò che gli piace dalla Chiesa primitiva. C’è un ampio spazio per la manipolazione, specialmente quando si tratta della nostra odierna comprensione della liturgia, dell’Eucaristia e della Chiesa. Molto di ciò che oggi viene giustificato con la Chiesa primitiva e solo una proiezione moderna. Un piccolo chiarimento storico in più sarebbe molto utile a riguardo."

      Pax

      Elimina
    3. Non è spazio di "manipolazione" è spazio di interpretazione perhè la manipolazione l'hanno fatta gli "ortodossi" secondo un costume consolidato nei secoli

      Elimina
    4. manipolazione è l'acronimo di :

      Mamotreti Abnormi Neocatecumenalmente Indecenti Possono Ora Largamente Agire Zelantemente Innescando Ogni Neocatecumenale Eresia

      Elimina
  8. Tutte le volte che qualcuno blatera a proposito dell'«aspetto conviviale» dell'Eucarestia: bisognerebbe ricordargli che l'unico fondamento è la severità dell'apostolo Paolo che scrive ai Corinti, che - pare - in certi casi avessero consacrato tanto di quel vino da ubriacarsi (le specie del pane e del vino rimangono anche dopo la consacrazione: perciò i sensi percepiscono qualcosa di nutriente e di inebriante, per cui abbiamo il paradosso che ci si potrebbe letteralmente ubriacare facendo la Comunione, ma questa discussione la lasciamo ai teologi che hanno tempo da perdere).

    In realtà i primi cristiani non facevano una gazzarra da osteria campagnola, come riepiloga un articolo riproposto stamattina su Chiesa e postconcilio; al contrario, il senso del sacro era tale da richiedere qualcosa che fosse usato esclusivamente per il Signore. Quando non c'erano ancora gli altari cristiani, si usava sì una tavola, ma nel senso di "tavola sacra", un calice "del Signore", non un oggetto che nel resto della settimana si usava per abbeverarsi; e le tovaglie erano un segno di dignità.

    Nel neocatecumenalismo invece, per dare arbitrariamente l'aspetto di "banchetto festoso" (e confondendo la serenità del cristiano con l'allegria caciarona), si fa un guazzabuglio di robe che devono essere costose, griffate da Kiko, e anti-tradizionali. E non parliamo della corsa furiosa che avviene al termine della liturkikia per agguantare e saccheggiare i prodotti ortofruttticoli esibiti fino a coprire gran parte del tavolinetto kikiano smontabile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Questa della corsa ad accaparrarsi la frutta dopo la Messa non la sapevo. Scena tragica ma, anche, esilarante.
      Come al buffet.

      Elimina
    3. Solo alla veglia di pentecoste

      Elimina
  9. Vero. Nulla è cambiato. Non di certo sulla dottrina, la liturgia e le prassi neocatecumenali.

    Qualcosa invece sembra essere cambiato sul business.

    La Domus Galilaeae si è definitivamente svelata per un bel business ed un grosso centro di incontro dei potenti.
    Adesso, oltre alle centinaia di recensioni su Tripadvisor, ospita anche Conferenze lontanamente imparentate con la fede, al costo di quasi 800 euro pro capite per 4 giorni, con la dicitura che la struttura appartiene alla Chiesa Cattolica Romana (non al Cammino Neocatecumenale).
    Già nel 2010 vi si tenevano convegni del Consiglio dei Capi delle Religioni e delle Denominazioni Religiose in Israele, tra sceicchi e grandi capi religiosi, direttamente comunicati dall'Ufficio del Ministero degli Affari Esteri Israeliano.
    La fermata alla Domus è ricompresa negli Israele Tours di diverse agenzie di viaggio.

    Ma non tutti gli ebrei sono contenti di questa Domus e di Kiko Argüello. Il punto di vista degli ebrei comuni non è mai stato diffuso, solo quello dei capi.
    Mi ha colpito come vedono la presenza della Domus in Israele, soprattutto la frase: "olocausto silenzioso dell'amore del Cammino Neocatecumenale, con sede in Israele presso la Domus Galilaeae, il centro cattolico di studio e preghiera in la Galilea"

    https://menashedovid1.wordpress.com/tag/domus-galilaeae/

    RispondiElimina
  10. Piccola notizia che rovinerà molto il fegato degli asini raglianti.

    Secondo le analisi del sito Alexa ranking questo blog ha un'elevata audience overlap con divesi siti web neocatecumenali. Cioè chi va su camminoneocatecumenale.it e su kairosterzomillennio e su neocatechumenaleiter.org legge frequentemente anche questo blog.

    (Il più elevato overlap è con internetica.it che ospita una quantità di pagine; nel 2006 il progetto originale era di avere i testi più importanti su internetica.it/neocatecumenali e le discussioni su questo blog).

    RispondiElimina
  11. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. il più fruttifero

    Kiko ha ricevuto da poco una segnalazione che, nelle messe del Cammino, l'altare sia pieno di frutta che poi viene prelevata a fine messa dai camminanti che se la mangiano. Ne ha parlato con Carmen, e lei, da Lassù, gli ha detto che la frutta a fine messa venga raccolta e donata ai poveri. Kiko ha disposto, e cosi è stato fatto. Kiko ha poi avvvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "ottimo, hermano cardenal, es claro que Carmensita ha in sorte los poveros, esto es un signo de magna sanctitad, perciò procedemos con la causa di beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko,che ha ringraziato il Santo Padre, spedendogli un pacco contenente frutta di stagione dell'orto di Porto San Giorgio, con un biglietto "Alla sua salute, Santo Padre. Kiko"

    e la causa continua..................

    RispondiElimina
  12. Spiego meglio il concetto che il Papa deve comandare, non solo seguire il gregge, per non dare adito a equivoci.

    La sua autorità è conseguenza della verità che gli è stata affidata, e non viceversa.
    La sua autorità, perciò, è a servizio della verità, per cui deve prendere decisioni che procedono dalla verità.

    Se prendesse decisioni dovute all’arbitrio, ad esempio all’ideologia, o al tornaconto personale, alla simpatia o all’antipatia verso qualcuno o qualcosa, allora fa capolino l’autoritarismo, come se la verità dipendesse da lui e dal suo capriccio, come fosse la sua autorità ad essere principio della verità.
    Allora il Papa si comporterebbe come Kiko col Cammino.

    Essendo però Papa, andrebbe sempre rispettato e obbedito, purché l’obbedire non significhi peccare, e tanto meno peccare mortalmente, come chi, per piaggeria, ha venerato la Pachamama.

    L’autorità, perciò, si può imporre ma solo a difesa del bene comune e sociale, come lo stato deve fare nella difesa dei deboli dall’arbitrio dei più forti.

    Se al Papa venisse tolto lo Stato e ogni mezzo materiale, manterrebbe tutta la forza obbligante del potere della verità e quello che deciderebbe sarebbe ratificato da Dio stesso.

    RispondiElimina
  13. Preciso anche il concetto di "ruolo" che ognuno deve avere, che non vuole essere limitativo per nessuno.
    Parlare di ordine e di ruoli, infatti, oggi è difficile e si rischia di non essere capiti.

    Nella Chiesa, ma anche nella società, il ruolo che ognuno ha dovrebbe essere sinonimo di ordine e non di determinismo.
    Un po’ come nel mondo sub atomico, che, sebbene intrinsecamente impossibile da determinare in tutti i suoi aspetti, risponde però alle ferree leggi della matematica.
    I ruoli secondo l’ordine di Dio non limitano nessuno, ma ordinano a un fine, per cui portano a compimento quello che siamo, realizzandoci.

    La società oggi non crede più a valori e principi oggettivi perché ha paura che possano limitare, e si preferisce pensare la realtà come una cosa liquida.
    In realtà a essere “liquida” è la vita proprio perché è vita, e perciò movimento, ma i principi della verità sono eterni.
    L’uomo è a immagine di Dio, che è il Motore immobile, ma, come dice la teologia, è sempre in atto.
    Al contrario di Kiko che è un motore che corre come all'impazzata, ma sta sempre fermo nei suoi errori.

    Così chi nella Chiesa si richiama di continuo al realismo o all’esperienza CONCREATA, come fanno i camminanti, in realtà non tiene conto di una bella fetta di realtà: i principi eterni, attraverso cui la vita si realizza nella Vita di Dio.
    I principi della verità, espressi dalla sana dottrina, sono dei paletti inamovibili a cui la vita si deve ancorare. Senza questi principi, la vita è una non-vita il cui “verme non muore”.

    L'ordine, perciò, non limita, ma collooca al giusto posto.
    L'uomo di per sé è nulla, perciò non si deve pensare come Kiko si esprime su se stesso.
    E' un essere FINITO, ma è anche chiamato a “contenere” l’Infinito di Dio (per come può la sua finitezza).
    L'uomo è chiamato ad assomigliare a un segmento: un finito “contenente” una serie infinita di punti, cioè la grazia inesauribile di Dio.
    Ma questo non dipende da nessun cammino.

    RispondiElimina
  14. No, i temi affrontati non sono superati perché il Cammino non ascolta, perché il Cammino è sempre lo stesso. Non ha mai preso sul serio le critiche, le correzioni. Maestro di ascolto non sa e non vuole ascoltare a sua volta. L'incoerenza strutturale è la sua cifra.
    Un titolo adatto al Neocatecumenato potrebbe essere:
    "Armiamoci e andate!", proprio.
    Quel che insegna, dall'obbedienza cieca, al mettere al macero il cervello (imprescindibile per poter obbedire senza capire), all'ascoltare, appunto, "con l'orecchio aperto", niente di tutto questo vale per il Cammino e i suoi capi/responsabili, esenti da ogni dovere.
    Stanno nella Chiesa! Ma come ci stanno questo merita davvero grande attenzione e analisi accurata.
    La lex orandi lex credendi. Già solo questa reciprocità necessaria li stigmatizza.
    Non potevano predicare svarioni e vere e proprie eresie che allontanano dalla cattolicità lasciando invariata la liturgia. Troppi "perché" sarebbero nati nel cervello - pur assoggettato degli adepti - Carmen lo sapeva e ripeteva esasperata: "Se ci toccano l'eucarestia, distruggono il cammino...".
    Certo. Messo di fronte ad una Eucarestia celebrata come da Messale Romano tante affermazioni delle catechesi restano incomprensibili e insensate.

    Pax

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Se devo immaginare il camminante modello, mi vedo davanti Diego Abbatantuono in uno dei suoi indimenticabili personaggi giovanili, come Attila o il capo ultrà Donato Cavallo.
      Vedere un camminante duro e puro oggi è come rivedere un film già visto del giovane Abbatantuono, di cui si possono ripetere certe battute a memoria.

      Elimina
  15. By Tripudio? L'uomo che non risponde mai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rispondo quando ho la possibilità e il tempo per rispondere.

      Comunque, con o senza le mie risposte, i madornali errori del Cammino restano tali, e le eresie di Kiko e Carmen restano eresie.

      Elimina
  16. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. il più rinunciatario

    Apprendiamo in questo momento che Silvio Berlusconi rinuncia alla candidatura alla Presidenza della Repubblica. Kiko ha letto nei giorni precedenti sui giornali che una candidatura di Berlusconi avrebbe scatenato un casino, perciò si è consultato con Carmen, e lei, da Lassù, gli ha detto che era apparsa in sogno a Berlusconi convincendolo a desistere, favorendo quindi la candidatura, per gli uomini, di Delrio, e per le donne di Maria Ascension Romero, entrambi neocatecumenali. Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, Carmensita es como Zorro, quando colpisce lassia el segno. Que voler de più como testimoniansa de sanctitad? Dunque procedamos con la causa de beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko che, per ringraziare il Santo Padre, gli ha inviato un pacco con una spada del XVIII secolo, pezzo rarissimo appartenuto a un torero del periodo, Miguel Fernandez de Cordoba, stimata da Vittorio Sgarbi del valore di 95000 di euro. La spada è stata messa nella Pinacoteca Vaticana, protetta da una teca di plexiglass spessa tre metri, con un cartello : "chi di spada ferisce, di spada perisce".

    e la causa continua...............

    RispondiElimina
  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.