lunedì 28 febbraio 2011

Le «decisioni del Santo Padre»? Una vera catastrofe! Siamo persi! Qui finisce tutto!

Per capire l'atteggiamento di Kiko, Carmen e dei loro seguaci, rileggiamoci alcune ampie citazioni da un articolo di Stefano Caredda (notoriamente fin troppo favorevole ai neocatecumenali), pubblicato il 14 giugno 2008, all'indomani dell'approvazione dello Statuto del Cammino. Evidenziamo in neretto alcune parole kikiane ed aggiungiamo qualche titoletto redazionale.

[Guerra dei fondatori Kiko e Carmen contro le «decisioni del Santo Padre»]

«E’ lo stesso fondatore – in conferenza stampa - a raccontare nel dettaglio il percorso compiuto nel corso degli anni, la sorpresa negativa di fronte alle disposizioni intervenute nel dicembre 2006 con la lettera del cardinale Arinze, il braccio di ferro con la Congregazione del Culto Divino, fino all’incontro con il papa e alle concessioni ottenute. Si parte dall’aspetto più importante, quello della Comunione.

[Sempre comodamente "seduti". Chi si scusa si accusa]
[Bisogna assolutamente star seduti per comunicarsi sotto le due specie?]

“Noi l’abbiamo finora sempre fatta da seduti, e non per disprezzo, ma perché per noi è sempre stato molto importante comunicarsi anche con il Sangue.

[La liturgia di Kiko e Carmen ha "nuovi significati"]

Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa. Quando nelle cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando parlano della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi – continua Kiko spiegando i motivi dell’importanza della Comunione sotto la specie del vino – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino. Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati. Abbiamo scelto di fare la comunione seduti soprattutto per evitare che nei movimenti si versasse per terra il Sangue di Cristo. Il fedele, con tutta calma accoglie il Calice, lo porta alla bocca e si comunica con tranquillità e in modo solenne”. “Seduti come seduto era anche Gesù”, specifica Carmen.

[Guai se ci tolgono le nostre invenzioni liturgiche!]

“Nel 2005 fummo ricevuti dal papa – continua il racconto di Arguello – e abbiamo chiesto a lui aiuto per tutta la liturgia neocatecumenale”. Nel dettaglio, afferma Kiko, “abbiamo espresso al papa la necessità che nell’Eucaristia delle piccole comunità venisse anzitutto permesso che prima dell’omelia ogni fedele potesse fare una sua risonanza, una eco della Parola: è infatti importante che dei giovani, ragazzi moderni, (e il 70% di chi è in Cammino è giovane) condividano ciò che dice loro quella Parola. E’ coerente, tutto ciò, con il fatto che insegniamo loro che quella Parola è proclamata per lui, che quel Vangelo è per te, che Dio ti sta parlando, che lui debba applicare quella Parola alla sua vita. Se ci tolgono le risonanze, abbiamo detto al papa, ci fanno un gran male perché insegniamo alle persone a mettersi alla luce della Parola”. “Oltre a questo – continua il racconto di Kiko – abbiamo chiesto al papa le monizioni, le introduzioni alle Letture e lo scambio della pace, che nelle piccole comunità, dove tutti si conoscono, diventa molto importante e una cosa davvero seria. Anche la Conferenza episcopale americana e quella spagnola hanno chiesto la dispensa per anticipare il segno della pace, ma non l’hanno ottenuto: noi invece si. Sulla Comunione il papa ci disse: “Parleremo”, e non ci disse nulla. E poi arrivò la lettera di Arinze”.

[Le «decisioni del Santo Padre»: qui finisce tutto!]
[Le presunte "concessioni" verbali di Giovanni Paolo II]
[Le "richieste" fatte a Benedetto XVI presumendo che abbia acconsentito]

Accolta ufficialmente con “gioia”, quella lettera fu per il Cammino un vero shock, e oggi lo dicono apertamente: “La lettera di Arinze, che concedeva le monizioni, le risonanze e lo scambio della pace, ma chiedeva di uniformarsi alla Comunione prevista dai libri liturgici – era per noi una vera catastrofe, dal momento che fare la comunione come tutti, senza le due specie e con le ostie, e in processione verso l’altare, significava annullare ogni segno della catechesi che si stava facendo, come pure annullare le concessioni ricevute da Giovanni Paolo II. Ci dicemmo: Signore siamo persi! – continua Kiko ricordando il momento della lettera di Arinze – Signore, qui finisce tutto!”. “Quando, nel maggio 2007, fummo nuovamente ricevuti da Benedetto XVI – continua Kiko – chiedemmo di poter ricevere la Comunione in piedi, ma restando al proprio posto, senza la processione. “Ottimo”, ci disse il papa. Ne fummo molto felici. In molti hanno provato poi a non fare approvare queste norme, ma il Signore ha voluto diversamente, e il papa ci ha concesso la Comunione in piedi senza processione”. “Ora è lui – dice sorridendo – che deve combattere con Arinze!”.

[Benedetto XVI dovrebbe "combattere" col cardinale Arinze "reo" di aver scritto ai neocatecumenali le «decisioni» di Benedetto XVI sulla liturgia? Vi pare forse che Benedetto XVI sia capace di rimangiarsi le sue stesse «decisioni» su un campo così delicato come quello liturgico?]

39 commenti:

mic ha detto...

L'articolo riguarda la storia (FATTI) del cammino nc e quindi purtroppo storia della Chiesa,

storia sconcertante perché nonostante questi FATTI, documentatissimi, tutto è rimasto sempre e tuttora inalterato...

by Tripudio ha detto...

Come al solito, anche quando lasciamo parlare fonti "neocatecumenalissime", otteniamo conferme di cosa sia veramente il Cammino.

Cosa possono pensare i neocatecumenali, di fronte al Papa che li incoraggia... e di fronte a Kiko che parla così del Papa?

Francesco ha detto...

Questa è solo una delle tantissime dimostrazioni del doppiogiochismo e della falsità con cui Kiko e i suoi adottano decisioni ed esprimono pareri sull'operato della Chiesa nei loro confronti.
Basterebbe peraltro questa semplice, ma rigorosa e documentata , ricostruzione dei fatti connessi all'applicazione della lettera Arinze ( vale a dire delle prescrizioni papali) per dare al Cammino Neocatecumenale una palese patente di antiecclesialità.

zufolo ha detto...

RIPETITORIO SUL CNC

magari sono io che mi sto rincoglionendo ma non l'avevamo gia' fatto questo thread?

in generale, mi sembra che qua si dicano ormai sempre le stesse cose, stancamente..


z

mic ha detto...

Questo, insieme ad altri commenti densi di una pesante ironia che ovviamente evito di prendere in considerazione, ci danno la misura di come il monitoraggio da parte dei NC sia continuo e persistente.
Questo thread è apparso per pochi minuti, sostituito da uno che riportava una testimonianza, alla quale si è voluto dare precedenza.
OK. Zufolo?

Noto che anche quei pochi minuti non sono sfuggiti...

Giacomo70 ha detto...

Segnalo questo articolo uscito sul periodico della mia diocesi.
Prima parte
Il “Tempo” del 28-01-2011 riporta un lungo colloquio del giornalista Attilio Ievolella con Licio Gelli. Intervistato nella sua residenza di Castiglioni Fiboceli, in provincia di Arezzo, il “Maestro Venerabile” della P2, prossimo ai 92 anni, si schermisce: “Guardi, ormai dell’Italia non mi interessa nulla, alla mia età, si figuri. Sono vecchio, ormai”.
Poi aggiunge:”Però, se soltanto avessi venti anni di meno, rifarei il piano”. Si riferisce al “Piano di rinascita democratica” che comprendeva tre organizzazioni: la P2, Gladio e un terzo gruppo. Alla domanda di chiarire il rapporto della Massoneria con la Chiesa, Gelli risponde: “Tenga presente che era prevista la scomunica finanche per i laici iscritti alla Massoneria. Poi, ci fu un cambiamento: la scomunica poteva essere emessa solo nei confronti degli ecclesiastici. Ma sappia che i religiosi iscritti alla Massoneria erano molti all’epoca, anche di alto grado. E non venivano mai citati, perché appartenevano ad un altro elenco”.
Secondo Gelli, esisteva una terza organizzazione composta da ecclesiastici “anche di alto grado”, iscritti alla Massoneria, che dovevano attuare il “piano” all’interno della Chiesa.
Circa gli ecclesiastici massoni, cominciarono a circolare voci e sospetti. Tra i sospettati c’erano figure di primo piano nella Chiesa degli anni ’60 e ’70.
Il “piano” rimase un mistero fino alla fine degli anni novanta, quando un prete francese che abiurò la sua appartenenza alla Massoneria, lo rese noto.
Conteneva le disposizioni del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, effettive dal 1962 e rielaborate nell’ottobre del 1993.
Le direttive mirano prima a protestantizzare la Chiesa Cattolica poi a distruggerla, cominciando dall’eliminazione dell’Eucaristia, del culto della Madonna e dei Santi e del Papa.
Per quanto riguarda l’Eucaristia, si invitano i vescovi massoni ad eliminare i comportamenti e le pratiche liturgiche che favoriscono la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e tutto ciò che favorisce un sentimento di mistero e deferenza. Si insiste sulla necessità di eliminare il tabernacolo o, almeno, sistemarlo in un luogo nascosto o poco visibile. Si esorta a distogliere i fedeli dall’assumere in ginocchio la comunione, trovando delle motivazioni teologiche convincenti. Si invita a ridicolizzare le pratiche di devozione popolare, come puerili e superstiziose. Si danno suggerimenti circa la musica liturgica, consigliando di eliminare il suono dell’organo e la musica che favorisce la riflessione e la preghiera personale.
Nelle disposizioni che riguardano il Papa, i Vescovi massoni sono invitati ad “essere audaci” per contrastarne l’autorità, perché annientato il Papa, la Chiesa si disintegrerà.
Bisogna indebolire il Pontefice, introducendo sinodi vescovili che si impongano al Papa, il quale dovrebbe diventare soltanto una figura di rappresentanza come la Regina in Inghilterra dove la Camera Alta e quella Bassa regnano e da essi la Sovrana riceve ordini.

Giacomo70 ha detto...

Seconda parte
In seguito, bisogna indebolire l’autorità del Vescovo, dando vita ad una istituzione concorrente a livello di presbiteri.
Infine, si passerà ad indebolire l’autorità del sacerdote con la costituzione di gruppi di laici che dominino i preti.
In questo modo, si origineranno delle tensioni che porteranno ad una democratizzazione della Chiesa e alla sua distruzione.
Si consiglia di eliminare dalla predicazione i temi escatologici.
Vengono dati consigli per seminare dubbi sulla divinità di Cristo, sull’esistenza dei demoni e dell’inferno.
Si raccomanda di sostenere i teologi che chiedono l’abolizione del celibato sacerdotale e l’ordinazione delle donne e di fare in modo che i Vescovi non siano nominati dal Papa ma dal “popolo di Dio”.
Sull’autenticità del “piano”, che si compone di 33 paragrafi e riguarda gli aspetti dottrinali, morali e disciplinari della Chiesa, c’è chi avanza forti dubbi.
Bisogna, però, riconoscere che, almeno nel nord Europa, è stato, in buona parte, realizzato.
Del resto, una grande mistica, la Beata Anna Caterina Emmerick (1774-1824) prevedeva che una “sètta segreta” avrebbe sgretolato, con pazienza, le mura di S. Pietro dall’interno… finché la Madonna, ”Madre della Chiesa”, sarebbe intervenuta per preservarla dall’apostasia e mantenerla nella fede nel Suo Figlio. “Vidi che la Chiesa di Cristo era minata da un piano elaborato dalla sètta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine.
Vidi di nuovo la Beata Vergine scendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso fermo…
Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto in cielo ( da “Le profezie della Beata Anna Caterina Emmerick).
Don Paolo Sconocchini

by Tripudio ha detto...

Zufolo,

anziché chiederti quante volte viene ripetuta una cosa... chiediti quanto sia vera e quali conseguenze ha.

Per esempio: cosa puoi pensare di un leader di movimento che cambia significati all'Eucarestia?

Francesco ha detto...

Grazie, Giacomo.
Indicazioni molto eloquenti...!

Michela ha detto...

Per me, i primi mesi del 2006 sono stati quelli in cui mi è risultato evidente che il cammino mentiva.
Tutti quelli che hanno potuto seeguire la vicenda via internet ( dall'articolo di Tornielli fino all'intervista a radio Vaticana) hanno capito che Kiko MENTIVA.
Poi alcuni hanno preferito continuare a tenere gli occhi chiusi, per non perdere i vantaggi che comporta restare nel cammino.

mi chiedevo se ancora oggi il fatto di fare la Comunione seduti sia ancora qualcosa di imprenscindibile per Kiko.
E' quasi l'unica cosa su cui non è disposto a fare marcia indietro.

Se un vescovo volesse mettere alla prova l'obbedienza dei neocat,
potrebbe chiedere la Comunione in piedi. Sarebbe la vera prova che il cammino sta cambiando.

mardunolbo ha detto...

Grazie don Paolo, "giacomo70",in due soli commenti ha espresso mille obiezioni al cammino neocatecum., ricordando le parole di una beata che ebbe visioni molto nitide sui tempi nostri !Tra l'altro gli obiettivi massonici ricordati sono, (stranamente?) tutto ciò che persegue il "cammino"eretico.

by Tripudio ha detto...

Il problema del "chiedere qualcosa al Cammino" è che resta lettera morta.

Ora, laddove passa l'idea del Cammino "approvato", si finisce per chiudere un occhio.

Laddove viene invece a galla la verità sul Cammino, le anime sinceramente affezionate a Cristo e alla Sua Chiesa cominciano a interrogarsi.

Dal blog spagnolo "La verdad sobre los kikos" leggo che intere famiglie stanno abbandonando il CNC. Intere famiglie. Non sono più i singoli che trovano insopportabile il Cammino.

Michela ha detto...

E' vero, ma quando il card. Arinze ha chiesto la reintroduzione delle parti mancanti della Messa,
il cammino ha accettato in tutto meno che nella parte riguardante il modo di ricevere la Comunione.
Ha aspettato i due anni che la lettera gli concedeva, e nel frattempo ha fatto pressioni perchè in Vaticano si approvassero gli Statuti con la comunione al posto.

Comunione e scrutinii non si toccano!

iris ha detto...

Mi è stato detto che monizioni e risonanze continuano come prima.
Sembra che anche questo punto della lettera di Arinze non sia rispettato.
Vi risulta?

Michela ha detto...

Sembra anche che si continui a ricevere la Comunione seduti,
mentre quando ci sono estranei si fa una specie di "ola": ci si alza solo davanti al sacerdote/responsabile quando passa per distribuire il pane e il vino, e subito dopo ci si siede.

mic ha detto...

Sì, Iris, ci risulta, come pure ci risulta che si continui a fare la comunione da seduti. Ci sono foto di pochi mesi fa.
Ma il problema non è tanto il dato formale, quanto la teologia 'diversa' che c'è dietro...

Maranatha ha detto...

Confermo in toto quanto detto da Michela.

Con affetto.
Il vostro Maranatha.

mic ha detto...

Maranatha,
grazie perché ti senti dei nostri; vuol dire che non diciamo falsità. Tu sei ancora dentro e lo puoi testimoniare!

elisa ha detto...

Anch'io confermo quanto detto da Michela e Maranatha. Fino all'ultimo si continuò a ricevere la Comunione da seduti. Quando si era ormai al limite del tempo stabilito per adeguarsi, ci venne detto che dovevamo alzarci davanti al presbitero/responsabile e poi subito sederci. Questo avveniva in modo un po' goffo, perché non sempre si intuiva dove stava andando il presbitero e a volte si alzavano le persone sbagliate, creando un certo disordine che non favoriva certo il raccoglimento. Questo accadeva oltre un anno fa, può darsi che le cose siano cambiate e che si sia ripreso a fare la Comunione da seduti. Il compromesso adottato agli inizi era in effetti molto scomodo.
Mi piacerebbe sapere anche che fine ha fatto un'altra indicazione della lettera di Arinze: i membri delle comunità partecipano alla Messa in parrocchia almeno una volta al mese? Per quanto ne so io, no.

zufolo ha detto...

non so se vi interessa come avviene *davvero* la comunione in cammino o se preferite continuare con le vostre congetture, ma attualmente le cose funzionano cosi':

-- per il pane, ci si alza in piedi quando passa il presbitero (se c'e' poco spazio, DOPO che passa il presbitero), si riceve la comunione in piedi, e si resta in piedi finche' il presbitero non ha finito di distribuire la comunione, dopodiche' il presbitero dice "questo e' l'agnello di Dio ecc" e tutti insieme si mangia il pane;

-- per il vino, ci si alza in piedi al passaggio del presbitero e dopo avere bevuto ci si siede.

per la cronaca, questo non e' quello che succede nella mia parrocchia ma dappertutto, a parte dove il vescovo o il parroco hanno insistito che si facesse la processione.

mi dispiace un po' darvi queste informazioni perche' tecnicamente il mio ruolo qua e' canzonatorio e non informativo, ma a volte mi dispiace vedervi dibattere di cose che tutti sanno come se fosse conoscenza esoterica...

z

Emma ha detto...

Elisa, nella sua conferenza stampa del 14 giugno 2008, Arguello ha detto che quella prescizione era caduta, perchè la "messa" neocat era diventata parte integrante della pastorale della parrocchia.
"UNA BOMBA"!
Ecco come aveva definito quella "novità".
Evidentemente è lui ad averlo detto, non abbiamo nessun comunicato ufficiale.
La lettera di Arinze, dunque le decisioni del Papa, essendo tuttora valide, i neocat dovrebbero normalmente partecipare ALMENO una volta al mese alla Messa della parrocchia la domenica.
Ma che cosa c`è di normale nell`iter del cnc? Che cosa nell`iter della "liturgia"?
Non c`è niente di normale nell`iter della "liturgia" neocat, è un susseguirsi di anomalie assolutamente incomprensibili e scioccanti.
Abbiamo le DECISIONI di Benedetto XVI, questo è poco ma sicuro, sono chiare e precise eppure continuano ad essere ignorate.
La logica scompare quando si parla del cnc, noi conosciamo tutte le storture, conosciamo tutte le gravi violazioni del foro interno, ma quanti cattolici le conoscono?
Quanti cattolici sono informati sul cnc?
In quanti sanno che dietro la facciata dei megastriscioni, dei viva il Papa, dei numeri sventolati, degli incontri trionfanti, c`è tutto quello che è documentato sul blog e sul sito?

Michela ha detto...

Però Zufolo, se vogliamo essere precisi,
alla convivenza di Garda ad inizio anno, in una sala d'albergo, avete fatto la Comunione tutti seduti, come si faceva una volta.

Quindi: se ci sono presbiteri neocat, se si è in convivenza, senza estranei, si fa come una volta, cioè ve ne fregate delle norme.

se si è in parrocchia, e se il parroco vuole rispettare gli statuti ,allora si fa come hai detto tu.
Ma tutto questo non ti sembra ridicolo? Non ti accorgi che stai descrivendo degli atteggiamenti che sono solo esteriori?
Non ti accorgi che i neocat sono gli unici a parlare di pane e vino( al max calice), mentre il resto del popolo di Dio parla di Corpo di Cristo, S.Comunione, ecc.

Non ti accorgi che questo linguaggio che stai sentendo da anni, e che usi anche tu, piano piano ti sta allontando dal vero significato dell'Eucarestia.
Avete trasformato l'Eucarestia in una specie di balletto, mi alzo-mi siedo, tanto passa 'quasi' solo un pane e un calice, e se oggi sono stato 'disattento', alla prossima Eucarestia, starò più attento, e così Gesù 'passerà' -forse- anche per me.

Francesco ha detto...

...tecnicamente il mio ruolo qua e' canzonatorio e non informativo,

Si, hai ragione,sai solo fare conzonette...

Maranatha ha detto...

Caro zufolo,

ti debbo smentire alla grande. Io che sono neocatecumenale nella mia parrocchia, prima facevo come tu avevi descritto, recentemente il nostro vice-parroco ci fa alzare in piedi per prendere il corpo di cristo ma a differenza di prima che lo prendevamo in piedi, ora ci mettiamo seduti con il corpo di cristo in mano e dopo che il sacerdote dice: "questo e' l'agnello di dio" possiamo prenderlo. Per il vino lo prendiamo in piedi e poi ci risediamo.

mic ha detto...

Ringrazio Giacomo70 per il suo ultimo messaggio.
Penso che potremmo farne oggetto di uno dei prossimo thread

elisa ha detto...

Grazie, Emma. Ma se la messa nc è parte integrante della pastorale della parrocchia, allora tutti i fedeli vi possono liberamente partecipare. O forse si fanno ancora le presentazioni prima che inizi la celebrazione, specificando da dove provengono gli "ospiti" e a quale comunità appartengono, tanto per chiarire che non si tratta di intrusi venuti a curiosare?
Certo che se vi fosse libero accesso alle celebrazioni nc forse si farebbe un po' più di attenzione almeno alla forma.

by Tripudio ha detto...

Elisa,

il Santo Padre decideva che "entro due anni" bisognava cambiare... e Kiko disse "il Papa ci dà due anni".

Cioè trasformò quella che era una cosa urgente e da completare nel peggiore dei casi entro due anni... in una concessione di due anni.

Inoltre, il fatto di aver inventato un modo scomodo di dare la parvenza di ubbidienza, significa che non si aveva alcuna intenzione di ubbidire. Le procedure scomode, infatti, cadono presto in disuso.

by Tripudio ha detto...

Il solito Zufolo ripete per la milionesima volta la propaganda neocatecumenale.

Per chi capitasse per la primissima volta su queste pagine ricordiamo che:


1) di fronte al Signore non si sta seduti. Nella liturgia della Parola si può star seduti, ma nella liturgia eucaristica (in particolare dalla Consacrazione alla Comunione) si sta o in piedi o in ginocchio.

Anche se fosse vero ciò che ha detto "Zufolo", l'atteggiamento dei neocatecumenali è quantomeno ipocrita: si alzerebbero solo in quel preciso istante e solo per lo stretto tempo necessario...

Quella mini-alzata è un gesto ipocrita perché riduce tutto ad una parvenza di obbedienza.

Ora, quando Nostro Signore parlava di adorare Dio in spirito e verità, intendeva forse una cenetta da osteria parolaia e ballerina, in cui a denti stretti si compie un gesto come quello?

Oppure hanno ragione venti secoli di tradizione cristiana, con l'atteggiamento di umiltà e di adorazione?


2) quando "Zufolo" dice che quell'alzarsi avverrebbe dappertutto, anzitutto nega ciò di cui abbiamo testimonianza diretta... e in secondo luogo conferma che soltanto la drastica imposizione di parroci e vescovi fa "andare in processione" come fa tutto il resto della Chiesa.

Ora, sarei curioso di sapere quanti neocatecumenali fanno la cosiddetta "processione" quando non sono controllati a vista da chi potrebbe punirli...


3) il signor "Zufolo", infine, contribuisce a dimostrare che nessun "neocatecumenale convinto" oserebbe mai difendere ciò che fa la Chiesa piuttosto che ciò che fa il Cammino.

Negli altri movimenti ecclesiali questi problemi non si pongono.


Infine, come ti è stato già fatto notare, tu parli con irriverenza di pane e vino (proprio come in osteria), ma questo non mi meraviglia molto: è l'ennesima conferma che voi dite "Signore, Signore" ma non intendete certo il Sacramento su cui si fonda la Chiesa...

by Tripudio ha detto...

Cito da un articolo di Sandro Magister:


Anche ai molti che sono già battezzati, dunque, Benedetto XVI propone di fare della prossima Quaresima un periodo di nuovo catecumenato, culminante nella Veglia di Pasqua con il rinnovo delle promesse battesimali.

Un nuovo catecumenato che sia per tutti, su quella strada maestra che è la liturgia della Quaresima e della Settimana Santa. E che è altra cosa rispetto al "Cammino" molto particolare del movimento che si avvale di questo nome.

Questo è il messaggio di papa Benedetto per la Quaresima di quest'anno.



Ora, cari fratelli neocatecumenali, quante volte vi è stato detto che il Papa vuole che si diffonda il "neocatecumenato kikiano" piuttosto che la liturgia della Chiesa ?

preoccupato ha detto...

Per Zufolo....
Nelle Comunità bolognesi il Corpo di Cristo viene distribuito ai fedeli in piedi(uno per volta) e lo si riceve dentro di sè da seduti.

Emma ha detto...

Cara Elisa, al §2 dell`articolo 13 dello statuto si legge "....sono aperte anche ad altri fedeli".
Dunque pubbliche, dunque non celebrazioni private.
Chi può dirci che cosa avviene in realtà?

Anonimo ha detto...

a emma: in realtà succede che se viene qualche esterno, prima della messa ( pardon : celebrazione) il responsabile presenta il nuovo arrivato e tutti applaudono per accoglierlo. quindi sono aperte si ma gli esterni vengono accolti come ospiti e non trattati come semplici fedeli che vanno a messa.

Anonimo ha detto...

sono l'autrice della mail del trhed precedente ( grazie delle parole che mi avete scritto)
nella comunità dove andavo io, inizialmente ci era stato detto di fare la comunione in piedi. e così si è fatto per un poò. poi i catechisti una sera hanno spiegato che da allora in poi ci si sarebbe alzati per riceverla, e poi ci si sarebbe seduti. senza spiegare i motivi di tale cambiamento. quando ho fatto notare al marito che si stava disobbedendo al papa mi ha risposto che non mi ricordo quale cardinale ha detto che si può fare la comunione come si fa in comunità. E così fare la comunione è diventata una specie di esercizio ginnico: in piedi, seduti, in piedi seduti. ho visto anche mamme che avevano i bimbi da accudire, ricevere la comunione sulla mano, passarla al marito per avere le mani libere e riprenderla quando era il momento di consumarla.
per quanto riguarda risonanze e monizioni inizialmente si cercava di non fare più di tre risonanze, poi anche lì è tornato tutto come prima....

Francesco ha detto...

gli esterni vengono accolti come ospiti e non trattati come semplici fedeli che vanno a messa.

E' verissimo e documentatissimo: accade in molte comunità ogni qual volta qualcuno si presenta alla celebrazione del sabato sera.

Gravissimo quanto osserva l'anonimo: considerare ospite ( in imbarazzo anche a casua degli inutili applausi) l'intervenuto e non un fratello, una persona che si reca a messa, ci dice quanto nella considerazione dei ncn sia "altra" "siversa" la loro celebrazione.

Emma ha detto...

Ringrazio la persona che ha risposto alla mia domanda.
Amici, è semplicemente allucinante!
Si applaude l`ospite!
Ma forse che arriva in un`altra Chiesa?
Non siamo tutti cattolici?
Tutti fratelli?
Non è forse la stessa Messa?
No, non lo è, dovrebbe esserlo ma non lo è.

Maranatha ha detto...

@ Anonimo: vabbè se e' per questo anche a me hanno fatto la presentazione ad un'altra Eucarestia NC, diversa nella mia parrocchia. E' la prassi. Ti fanno alzare in piedi e ti presentano.

by Tripudio ha detto...

Il problema degli applausi non è tanto la cafonaggine del gesto, e nemmeno l'imbarazzo di chi viene applaudito.

Il problema è che i neocatecumenali devono fare quel gesto, che implica che la loro celebrazione è una cosa talmente più importante della Messa di tutta la Chiesa, che sarebbe un atto eroico partecipare alle celebrazioni NC.

I neocatecumenali criticano i cristiani della domenica e le loro messe parrocchiali.

Ora, a parte il fatto che le pagliacciate di parrocchia non rappresentano tutta la Chiesa (giacché una minoranza non piccolissima celebra comunque la liturgia in modo abbastanza degno)... c'è il fatto che i neocatecumenali commettono lo stesso errore dei "parroci della domenica": cioè abusi liturgici ed eccesso di parole.

Nel partecipare ai quali bisogna necessariamente applaudire chi ha avuto il fegato di accettare di parteciparvi una volta.

Emma ha detto...

@ Anonimo: vabbè se e' per questo anche a me hanno fatto la presentazione ad un'altra Eucarestia NC, diversa nella mia parrocchia. E' la prassi. Ti fanno alzare in piedi e ti presentano.


Il problema,caro maranatha, è che
non siamo in un seminario o in un gruppo di terapia o un gruppo qualsiasi dove i nuovi arrivati sono accolti e si presentano, siamo alla Santa Messa che è aperta, che è pubblica,che non si celebra a porte chiuse per un gruppo ristretto, che non appartiene ad una comunità.
Nessun bisogno di presentazioni!

Maranatha ha detto...

Hai perfettamente ragione.