martedì 8 febbraio 2011

Il mio parroco mi invita alle catechesi neocatecumenali. Che faccio?

Continuano ad arrivarci via mail molti interrogativi, nell'essenziale condensati nel titolo, che sostanzialmente corrispondono al messaggio postato sul thread precedente, che riporto di seguito, per dare visibilità sia alle domande che alle riposte fornite dalla nostra Elisa, che mi sembra condensi in maniera efficace l'informazione essenziale ad un primo livello di conoscenza, basata sui fatti vissuti nella sua ventennale esperienza e senza esprimere alcun giudizio.

Cari amici
io abito in un piccolo paesino dove si vive una fede molto semplice. Da noi c'è una forte devozione a Gesù Eucarestico, una messa semplice e senza abusi ecc...
Da poco sono arrivati un gruppo di neocatecumenali. D'accordo con il parroco, che non sembra conoscerli bene, inizieranno una serie di catechesi nella nostra parrocchia. Essi si sono dati da fare per far conoscere a tutti l'iniziativa.
Le catechesi si terrano due volte a settimana ed inizieranno domani, non si sà fino a quando.
Di primo impatto sembrano soltato persone piene di fede che vogliono evangelizzare.
Volevo chiedervi: Quando tempo durano di solito le catechesi in parrocchia?
Io vorrei partecipare almeno alle prime catechesi per farmi un'idea dell'iniziativa. Voi cosa mi consigliate?


Caro Inconsapevole,
forse tu pensavi che avresti semplicemente partecipato a delle catechesi animate da un gruppo pieno di zelo, in questo caso da neocatecumenali. Sei già stato abbastanza ben informato, perché spesso si annuncia soltanto che ci saranno delle catechesi bisettimanali per adulti, senza parlare di cammino neocatecumenale.

Chi partecipa agli incontri spesso crede che le catechesi continueranno a tempo indeterminato. Nessuno dice loro che dopo pochi mesi saranno invitati a partecipare ad una convivenza della durata di un finesettimana in un albergo, e che al termine della convivenza nascerà una nuova comunità con un responsabile, un viceresponsabile e alcuni corresponsabili: persone incaricate di collaborare con i catechisti nella prima fase di vita della comunità. A partire da quel momento il gruppo inizierà a "camminare" da solo sotto la stretta sorveglianza dei catechisti. Ci saranno ancora incontri bisettimanali: a metà settimana per la celebrazione della Parola e il sabato sera per l'Eucarestia. A poco a poco i membri della comunità inizieranno a staccarsi dalle attività parrocchiali, a cominciare dalla Messa domenicale, perché molto coinvolti dal cammino. Ci saranno convivenze mensili di una domenica intera ed alcune altre di durata maggiore in occasioni particolari.

Le catechesi spesso infondono un grande entusiamo, che verrà esaltato dalla convivenza. Si verrà portati a credere di aver vissuto fino a quel momento come semplici "cristiani della domenica", e forse qualcuno nella neonata comunità comincerà a sentirsi un po' superiore a chi non ha ancora fatto un'esperienza di fede così forte.

A quel punto i catechisti cominceranno ad insistere su un punto essenziale: la comunità (ma loro diranno il Signore) va messa la primo posto. Prima della famiglia, del lavoro, del denaro, delle amicizie, dello sport, della cultura, di qualunque sano passatempo. In altre parole: se tuo figlio sta male, se tuo padre compie gli anni, se hai programmato una vacanza, se un amico ti invita al cinema e tu lo stesso giorno devi andare in comunità la scelta non può che cadere su quest'ultima.

Col passare del tempo gli impegni saranno sempre più pressanti ed i catechisti più incalzanti. Chi prosegue il cammino a poco a poco deve abbandonare tutto il resto, fosse solo per mancanza di tempo. Chi si ribella viene accusato di essere schiavo degli "idoli", soprattutto degli affetti e del denaro. A proposito di quest'ultimo, fin dall'inizio vengono fatte numerose collette, ma a partire da una certa tappa del cammino verrà chiesto a ciascuno di versare un decimo di tutte le proprie entrate alla comunità. Nessuno avrà il diritto di sapere dove finiranno esattamente quei soldi.

Nel frattempo i membri acquisiranno abitudini e linguaggio tipici del gruppo, verranno gradualmente privati della loro autonomia di pensiero e spesso non avranno una vita sociale al di fuori della comunità.

Non ti parlo del rischio di eresia, perché non mi ritengo all'altezza di farlo, ma ti incoraggio ad informarti bene anche in questo sito.

Sono stata nel cammino per vent'anni e parlo per esperienza diretta. Spero di averti dato qualche notizia utile; in ogni caso ti invito a ponderare bene le tue decisioni ed affrontare le catechesi con spirito critico.

60 commenti:

mic ha detto...

quoto qui un brano del messaggio di "ObscultaFili...", che stimola ulteriori riflessioni:

Questo Papa ha voluto il compendio ed ora questo "Youcat" perché il Catechismo fosse alla portata di tutti, ma gli operai della messe devono anche adoperarsi per insegnarlo, intero, compendio o youcat che sia. Il problema è l'abisso che intercorre tra gli operai di Kiko, che dietro l'alone di mistero che avvolge il cammino, diffondono capillarmente ciò che viene loro insegnato, e gli operai che dovrebbero occuparsi del gregge loro affidato.. non specifico altro perché veramente non voglio generalizzare.
Con amarezza....


i nostri lettori che ci hanno posto le domande che ci interpellano ora avranno a che fare con operai di "un'altra vigna": i CATECHISTI del Cammino infatti non sono catechisti diocesani, ma sono neocatecumenali, con una formazione NON diocesana, ma kikiana.

1. essi cominceranno ad impedirvi di aprire il Catechismo quando voi lo riterrete opportuno, o vi vieteranno (ovviamente non lo faranno a parole ma con i fatti) di leggere liberamente le vite dei Santi o altri testi QUANDO VOLETE VOI...

2) vi vieteranno di inginocchiarvi alla Consacrazione e di prendere l'Eucaristia IN GINOCCHIO E ALLA BOCCA, se lo fate già per vostra devozione... e vi OBBLIGHERANNO a riceverla da seduto fra i banchi perchè sarete serviti, dicendo anche che la Comunione completa è solo CON LE DUE SPECIE...

è allora che dovete cominciare ad aprire gli occhi... cercando di non indugiare, invischiati dalla dipendenza e dalle potenti suggestioni e martellamenti, perché non sia troppo tardi

Maranatha ha detto...

Domanda: Possibile che tutte le persone (vecchie e giovani) che ad esempio vanno alla GMG, siano tutte invasate di dottrine sbagliate e non si siano mai informati sul CNC, (compresi preti e seminaristi? Cioe' il Concilio Vaticano II ha fatto tutti questi bordelli, o e' stato interpreto male?

Anonimo ha detto...

Impressionante! Sono stato cresciuto nel cammino da "responsabili" riconosciuti in tutta la regione e sono uscito da circa un anno. La sintesi fatta da Elisa è sbalorditiva in quanto riporta al 100% esattamente quello che è il cammino neocatecumenale. Complimenti per il blog!
Ciao

Emma ha detto...

È vero la sintesi di Elisa è un modello del genere, precisa, descrittiva, senza giudizi, frutto evidente della sua esperienza.
Immagino che tutti coloro che sono usciti dal cammino potranno sottoscriverla.

Coloro che cominciano le catechesi avranno un`idea di ciò che li attende e avranno forse voglia di saperne di più anche per quel che riguarda l`insegnamento.

Coloro che sono a digiuno assoluto di informazioni sul cammino neocat e vedono arrivare i catechisti del cnc in parrocchia potranno meglio ponderare una loro eventuale partecipazione alle catechesi.

Senza dimenticare che chi, dopo aver ben ponderato "vantaggi e inconvenienti", vorrà cominciare le catechesi neocat, avrà a sua disposizione il direttorio pubblicato.

by Tripudio ha detto...

In molti ambienti ecclesiastici (in particolare seminari e conventi) c'è una scarsa conoscenza del Cammino Neocatecumenale.

La scarsa conoscenza è dovuta al fatto che chi non ha avuto a che fare direttamente col CNC, generalmente si fa un'idea solo sulla stampa.

Cioè solo sugli slogan neocatecumenali, distribuiti a piene mani e con grande faccia di bronzo (cfr. ad esempio l'ineffabile Gennarini che sprezzante del ridicolo l'1/1/2006 affermava che la lettera di Arinze "conferma le variazioni liturgiche").

Potrei fare nome e cognome di diversi parroci della mia zona che pur essendo neutrali (o addirittura ostili) al CNC, lo accetterebbero volentieri in parrocchia in cambio di qualche concreto vantaggio (per esempio: economico). Non c'è molto da meravigliarsi: sono allergici alla genuflessione, amano vedere la "partecipazione" molto parolaia dei fedeli, banalizzano un po' i sacramenti dell'Eucarestia e della Riconciliazione, e perciò in fondo in fondo già condividono un po' delle storture del Cammino Neocatecumenale.

Conosco poi diversi seminaristi che pur giudicando "invasati" i neocatecumenali, accetterebbero (in
nome di un imprecisato "dialogare con tutti"
che tanto va di moda negli ambienti di formazione) la fastidiosa presenza dei neocat nelle loro parrocchie: dopotutto sono stati "approvati", no? dunque meritano spazio come "gli altri movimenti", no? e poi bisogna rimpolpare le parrocchie semideserte (accettando buoni e meno buoni), no?

Qualche suora di mia conoscenza, sebbene abbia scarse simpatie per il CNC, si entusiasmerebbe nel sentirli parlare di migliaia di vocazioni, di famiglie missionarie, di attenzione ai "lontani"... prendendo per buono il contenuto degli slogan (e forse chiedendosi come mai gli altri movimenti non producono altrettante vocazioni). Direbbe che sulla dottrina e sulla liturgia i neocatecumenali prima o poi "miglioreranno", e che è già tanto se partono per la missione o se si "alzano" per percorso vocazionale... Anche questa citata è una posizione di ingenuità e di ignoranza (nel senso di "mancata informazione").

Ecco perché è necessario informare con esattezza (specialmente la gerarchia ecclesiastica, il clero e i religiosi) quali sono le più verificabili macchie del CNC, affinché non cadano nella trappola degli slogan kikiani-carmeniani e finiscano, per ingenuità, pigrizia e ignoranza, a credere a Kiko quando urla che "il Papa ha detto che i vescovi devono ubbidire a un laico e una donna".

Ex Inconsapevole ha detto...

Cari amici, ho partecipato alla prima catechesi dei neocatecumenali.
Non s'ho perchè, ma qualcosa mi dice che voi avete ragione.
Nella prima catechesi si è fatto intuire che si vuole creare una nuova comunità.
Essi hanno subito detto che, pultroppo in internet si dicono tante cose brutte su di loro, che si sono fatti anche dei libri contro di loro, ma non è vero niente.
Essi affermano che "è il diavolo che ostacola i piani del Signore"
Al nostro parroco è stato detto che non deve arrendersi davanti ad eventuali opposizioni.
Cosa posso fare io? A tutti sembra che essi siano brave persone. Forse neanche loro si rendono conto dei loro stessi errori.
Cosa posso fare per la mia parrocchia?

Mentre essi dicevano che con il cammino ci si convertirà e ci si avvicinerà a Gesù,io pregavo la Vergine Santissima dicendole: "Maria solo tu puoi farmi convertire davvero. Solo tu sei il mio cammino verso Gesù."

by Tripudio ha detto...

Hai effettivamente scelto il metodo migliore, poiché la Beata Vergine è la debellatrice di tutte le eresie.

Purtroppo non si può fare molto, di fronte a quei lupi che già dal primo giorno tentano di sterilizzare la verità: "libri contro di noi", oh poveri agnellini, "critiche su internet", oh povere anime candide e immacolate... Macché! Quei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali sono ben collaudati nella missione di catturare anime con l'inganno e fagocitarle nel Cammino.

Per questo la migliore autodifesa è la sincera devozione alla Madre di Dio.

E la peggior maledizione è quando il Papa dice che il Cammino è un dono dello Spirito: dunque, ogni volta che Kiko e i suoi scagnozzi strazieranno con meschinità la dottrina e la liturgia, allora quella parola del Papa (che ha il potere di legare e sciogliere) risuonerà contro di loro.

elisa ha detto...

I catechisti neocatecumenali chiamano facilmente in causa il demonio quando qualcuno li contraddice. E' il demonio che ti tenta quando hai dei dubbi sul cammino, quando non hai voglia di andare in comunità perché la sera sei stanco morto, quando vorresti sapere dove vanno a finire i soldi della decima e così via.
Sono ben addestrati a farti sentire in colpa, per questo tante persone intelligenti, semplici e buone, finiscono nella rete.
Si servono della Parola per spaventare le persone, per raggiungere i loro scopi... o meglio quelli di Kiko, perché in fondo loro stessi sono degli strumenti.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, condivido pienamente ciò che ha scritto Elisa perchè all'inizio è tutto edulcorato e accattivante, ma poi la tela del ragno a poco a poco si stringe. Loro riescono ad attirare oi figli dei neocatecumenali oppure delle persone che sono in difficoltà nella vita perchè magari hanno avuto delle delusioni. A me è capitato di andare alle catechesi(invitato da una persona in cammino) dopo una delusione amorosa è sono rimasto fino al secondo passaggio. La cosa che più mi ha fatto scattare la scintilla è stato non sapere dove finivano i soldi della decima. Da lì sono iniziati i dubbiche poi mi hanno portato fuori.Devo ringraziare anche questo sito per avermi aiutato ad aprire gli occhi,spero che serva anche ad altri.
Ciao a tutti e grazie ancora.
Antonio

mic ha detto...

La cosa che più mi ha fatto scattare la scintilla è stato non sapere dove finivano i soldi della decima.

oddio, tutto serve per aprire gli occhi... vorrei sapere se è rimasto nella Chiesa :)

Alessio ha detto...

"La cosa che più mi ha fatto scattare la scintilla è stato non sapere dove finivano i soldi della decima."

E se venisse a sapere dove va la decima, tornerebbe indietro?
Spero non sia stata questa la reale motivazione, altrimenti...

Piuttosto Mic, parliamo di Liturgia.

E' recente l'annuncio di un Motu Proprio del Papa sulla liturgia a fine mese, per iniziare la "riforma della riforma".

Cosa conterrà? L'ha predisposto il Card. Canizares. Ci saranno chiarimenti in merito, e definitivi anche sulla prassi del CNC?

Qualunque cosa vi sia scritta, io ti preannuncio che la rispetterò, costi quel che costi, come ho deciso di non partecipare più alla "frazione del pane". Sono un laico, e non mi è concesso. Sabato probabilmente farò l'accolito, e quindi dirò al sacerdote (che me lo chiede lui, bada bene... non è mica una mia pretesa) che è bene che lo faccia solo lui, anche se ci mette un minutino di più.

Ma ad esempio, secondo te potrà il Card. Canizares dire che è un abuso liturgico, qualcosa che lui stesso ha fatto quando ha celebrato con le comunità?

Solo una cosa spero: che le cose siano chiamate per nome e cognome, che vi sia un documento preciso, senza la possibilità di interpretazioni, in un senso o in un altro. La Chiesa ha bisogno oggi più che mai di chiarezza in ciò che dice e che comanda (se in effetti vuol comandare, o solo consigliare).

Altrimenti per me sarà l'ennesima conferma di ciò che vado dicendo, e che molti di voi hanno compreso prima di me.....

mic ha detto...

Sulla cronaca di ieri e le novità sulla Congregazione del culto divino,
ti prego di leggere qui:
ho cercato di approfondire e ci sarà molto ancora di dire a da vedere.

quando ci saranno informazioni più precise, in base alle quali si possa parlare non per indizi, ne faremo un articolo anche qui

mic ha detto...

Qualunque cosa vi sia scritta, io ti preannuncio che la rispetterò, costi quel che costi,

il mio atteggiamento è diverso: qualunque cosa vi sia scritta io la rispetterò SOLO SE non mi allontanerà ulteriormente, come accade da oltre 40 anni, dalla Tradizione= Chiesa di Cristo Signore

il "costi quel che costi" riesco a riferirlo solo direttamente al Signore. Come? Attraverso la Rivelazione Apostolica e la Fede che ho ricevuto, che me lo fa ri-conoscere SEMPRE...

come ho deciso di non partecipare più alla "frazione del pane". Sono un laico, e non mi è concesso. Sabato probabilmente farò l'accolito, e quindi dirò al sacerdote (che me lo chiede lui, bada bene... non è mica una mia pretesa) che è bene che lo faccia solo lui, anche se ci mette un minutino di più.

questo mi sembra un indizio di "buona volontà", che spero non ti crei problemi

Alessio ha detto...

"questo mi sembra un indizio di "buona volontà", che spero non ti crei problemi"

Il rispetto per la Verità, come per la Sacra Liturgia, se crea problemi, allora non può essere che a fin di bene.
Semmai sono i problemi e i contrasti con Lui, l'Altissimo, che mi devono preoccupare.

;)

mic ha detto...

dirò al sacerdote (che me lo chiede lui, bada bene... non è mica una mia pretesa)

è proprio questo fatto che il sacerdote lo chieda, perché gli è stato insegnato che 'è normale', a rendere la cosa ancora più grave perché si tratta di una profanazione neppure ipotizzata né riconosciuta...

ed è molto probabile, che se ti sottrai tu con le tue motivazioni cattoliche, il sacerdote incaricherà un altro e nessuno dei due recepirà i motivi della tua 'sensibilità' cattolica, prevalendo le direttive e le motivazioni kikiane... e l'elemento 'estraneo' del contesto sarai tu, come estraneo è tutto ciò che di più sacro esiste nel cattolicesimo, tranne in alcune esternazioni alle quali non fanno riscontro le prassi, cioè i fatti.

Ho detto "è molto probabile", basandomi sulla logica e sull'esperienza, ma non l'ho dato per scontato. Sarai tu a verificare, se vorrai...

elisa ha detto...

"La cosa che più mi ha fatto scattare la scintilla è stato non sapere dove finivano i soldi della decima."

Mi pare di capire che Antonio sarebbe stato ben disposto a versare la decima, ma che si sia preoccupato nello scoprire un ulteriore "arcano" del cammino.
Che cosa c'è di male nel porsi questo tipo di domande? Il mio parroco (non neocatecumenale) ci fornisce dei resoconti dettagliati di come vengono spese le somme raccolte. Non credo che nessuno dei parrocchiani chieda di visionare estratti conto o ricevute.
I motivi che mi hanno fatto decidere di lasciare il cammino non hanno nulla a che fare con il denaro, ma chi è stato nc abbastanza a lungo per fare il secondo passaggio sa bene che molti se ne vanno proprio in quell'occasione. Tanto per fare un esempio, le persone sposate vengono invitate a versare il denaro senza informarne il coniuge (non sappia la destra che cosa fa la sinistra...)
Chi vuole discuta pure di Liturgia, ma non dimentichiamo che nel cammino esistono dei deboli che vanno protetti.

Anonimo ha detto...

E se le nuove prassi liturgiche spingesserò verso la liturgia di Kiko?

Anonimo ha detto...

""La cosa che più mi ha fatto scattare la scintilla è stato non sapere dove finivano i soldi della decima."

E se venisse a sapere dove va la decima, tornerebbe indietro?
Spero non sia stata questa la reale motivazione, altrimenti..."

a mio avviso Alessio, sottovaluti molto il fattore economico. All'anonimo che ha scritto quella frase potrebbe dar fastidio (come del resto lo da a me) sapere che le collette effettuate vengono (in gran parte) intascate dai catechisti regionali. Servono per il sostegno ai "PROFETI". Praticamente, per fartela breve, i catechisti regionali, essendo "itineranti", non possono lavorare e devono vivere delle offerte delle comunità. Tenete conto che il 99% delle persone che superano il secondo scrutinio versano la decima
e se parliamo di un minimo 20 persone a comunità per un minimo di 5/6 comunità ed uno stipendio base (ma sto mantenendo volutamente cifre basse) di € 1.000,00 a persona, queste "PROFETI" si portano a casa almeno € 10,000 al mese.
Ovviamente l'ipotesi da me formulata tiene conto di una singola parrocchia, quante ce ne sono in ogni regione?

Per i Neocat che invece volessero controbattere che le decime prima soddisfano le spese interne, poi il residuo vada alla parrocchia, e solo successivamente il resto vada ai catechisti regionali, vi comunico che di solito, il tutto viene spartito in terzi (1/3 spese, 1/3 parrocchia, 1/3 catechisti).
Se questo non ti scandalizza Alessio, fai pure, ma evita di catalogare come superfluo un commento come quello dato dall'Anonimo in questione.
Saluti

Anonimo ha detto...

Scusate, se ho scritto di quella scintilla non è perchè sono attaccato ai soldi, ma perchè se dono "liberamente" il 10% del mio stipendio gradirei che venisse usato per aiutare chi ne ha bisogno veramente. Se dopo scopro che invece una buona parte serve per alimentare le cosiddette famiglie in missione o ad esempio per pagare parroci che altrimenti allontanerebbero i catecumeni dalla parrocchia, capirete bene che la cosa dia un po' fastidio.
Sono convinto che se si riuscisse ad intervenire e a tagliare quell'immenso giro di denaro che mensilmente viene versato, questa setta imploderebbe nel giro di poco.
P.S. Per Mic: ero nella chiesa prima di entrare in cammino e lo sono ancora, grazie a Dio, ora che ne sono uscito.
Un caro saluto.
Antonio

Stefano78 ha detto...

BRAVO ALESSIO! DIO TI BENEDICA E TI GUIDI ALLA VERITA'!

Giacomo70 ha detto...

Alcuni anni fa, non molti, durante la celebrazione della S. Messa, al momento della Comunione, il sacerdote che si stava recando al tabernacolo (c'era molta gente in chiesa) mi chiede se me la sentivo di distribuire la S. Comunione. Io gli ho detto di no (mi occupo di pastorale familiare e non avevo partecipato a nessun corso specifico per ministri straordinari). Oggi, dopo alcuni richiami del nostro Vescovo affinchè la Comunione sia distribuita soltanto da persone preparate e che hanno ricevuto specifico mandato, noto che non succede più che vengano chiamate persone "impreparate" a distribuire la S. Comunione.
Questo per dire che è necessario che i Pastori usino della loro autorità. Oltre al fatto che noi laici dobbiamo conoscere il nostro posto nella Chiesa.

mic ha detto...

Se dopo scopro che invece una buona parte serve per alimentare le cosiddette famiglie in missione o ad esempio per pagare parroci che altrimenti allontanerebbero i catecumeni dalla parrocchia, capirete bene che la cosa dia un po' fastidio.

più che comprensibile...
sono felice che sei rimasto comunque nella Chiesa. Che il Signore ti benedica!

Freedom ha detto...

x i 2 anonimi.
Concordo pienamente con il vostro punto di vista sulla decima. Lo "sterco di satana" è il propulsore e il volano del cammino (io sono un ex cantore). L'ho sempre sostenuto e sono dell'opinione che chi ha fatto il cammino come me, non puo' non essersi posto il problema di dove vanno a finire i soldi della decima. Da precisare che negli statuti definitivi la decima non viene menzionata (si parla solo di collette). Esorto quindi tutti coloro che si avvicinano o ancora militano nel cammino a chiedere conto di questa anomalia ai loro catechisti. Non vi meravigliate se sarete aggrediti verbalmente e psicologicamente e vi sarà detto che siete indemoniati....

Freedom ha detto...

A proposito della DECIMA consiglio agli interessati il seguente link:

http://freedom-nonpraevalebunt-freedom.blogspot.com/2010/05/facciamo-un-calcolo-ipotetico-e-solo.html

Alessio ha detto...

Chiedo scusa ad Antonio se ha percepito un mio giudizio sulla sua scelta di vita. chiedo venia.

All'anonimo che me lo ha "segnalato", vorrei ricordare che però fare conti come i suoi è alquanto inopportuno. Mi spiego. Forse che questi "itineranti" si arricchiscono? Ne è sicuro?

Questo discorso io lo sento tutti i giorni, quando i miei colleghi di lavoro criticano l'8x1000 alla Chiesa. Qui si sta parlando di 10x100 (quindi più significativa), ma la critica è la stessa: perchè finanziare con il mio denaro, qualcosa che non condivido?

Quindi legittimo assolutamnete pensare di non finanziare qualcosa che non si condivide. Giusto.
Ma se lo condividi, perchè no?

Ecco qui che ha ragione Elisa, che non ho il piacere di conoscere.
Importante è proteggere i deboli, che in questo caso sono coloro che sono inconsapevoli di finanziare una cosa, rispetto ad un'altra. Giusto anche questo.

Importante è la trasparenza e la consapevolezza su ciò che si fa.

Anche in questo cercherò nel mio piccolo di fare in modo che ci sia trasparenza e consapevolezza. Io, se mai dovessi raccogliere la decima, ne farò consapevoli i miei fratelli su dove indirizzare quella parte della decima che non serve direttamente per i fratelli di comunità (ma non chiedete resoconti in carta bollata...).

Al.

mic ha detto...

Anche in questo cercherò nel mio piccolo di fare in modo che ci sia trasparenza e consapevolezza. Io, se mai dovessi raccogliere la decima, ne farò consapevoli i miei fratelli su dove indirizzare quella parte della decima che non serve direttamente per i fratelli di comunità (ma non chiedete resoconti in carta bollata...).

Alessio, se sei un 'responsabile' come hai detto, questa è un'incombenza che già hai...
Di persone trasparenti e di buona volontà come sei tu penso che ce ne siano molte. Quello che è stonato e che guasta è il sistema che rende possibili rastrellamenti di fondi e beni (che non avviene solo attraverso la decima) e la loro gestione incontrollata.

Penso che ad un 'responsabile' sia affidata solo la quota parte che riguarda la sua comunità e la relativa gestione; ma l'entità-cammino nc non rende conto a nessuno della gestione dell'ingente flusso di fondi e beni che rastrella e che fanno capo alla "Fondazione Famiglia di Nazaret per l'evangelizzazione itinerante", che ora figura tra le aggregazioni ecclesiali

jonathan ha detto...

Alessio, visto che è tornato a galla il tema decima, desidero scusarmi per averti posto nell’altro thread una domanda su questo, pensavo fossi più avanti nel cammino.

Comunque, una volta chiuso il II pass., ti verrà chiesto di raccogliere una volta al mese la decima. Dovrai mantenere un assoluto segreto sia sull’ammontare della cifra che sulla destinazione che in parte dovrai decidere tu. Il segreto vale anche verso tua moglie. E sarà inevitabile che qualcuno te ne chieda conto, e non necessariamente per avidità. La decima è un buco nero, che passa sotto il nome di provvidenza, ma che resta oscuro anche e non solo per la segretezza che l’accompagna. Ma poiché su di essa conta la enorme struttura del cammino, la trasparenza è il minimo che si possa chiedere. E la trasparenza esclude il segreto.

Anonimo ha detto...

A chi si lamenta il parroco, inconsapevole, dice che il cammino è stato approvato dalla chiesa quindi non è giusto giudicarli e condannarli.

Alessio ha detto...

"Alessio, se sei un 'responsabile' come hai detto, questa è un'incombenza che già hai..."

Fino al secondo passaggio, il responsabile raccoglie solo qualche contributo per l'acquisto dei fiori, ed altro, come nelle convivenze per pagare babysitter ed il posto. e la "cassa è sempre vuota", non sai che fatica...

Sulla Fondazione, ti dico che sono sempre a "pianger miseria", ma perchè non riescono a pagere le convivenze, o ad aiutare in effetti gli itineranti. Attenzione, qui nessuno si arricchisce; non crederai mica questo? Si può discutere di tutto, ma non che ci sia qualcuno che ci guadagna in quel senso.

rendiconto ufficiale? non guasterebbe, ma qui mi fermo, perchè davvero non mi compete affatto.

A chi compete chiederlo? Ai soci? Non ci sono, non è un'associazione. Alla Chiesa? forse, ma a che titolo. Allo Stato? al più le donazioni si "scaricano", mica si "tassano".

La cosa importante è gestire le cose in buoba fede, e per uno scopo nobile.

E' sulla nobiltà della cosa che è bene discutere, cioè se è per amore della Verità, cioè Cristo. e lo state facendo, con il vostro stile.

Al.

Ex inconsapevole ha detto...

Cari amici, il parroco ha detto che non c'è motivo di non accettare il cammino in quando è stato approvato dal papa e dal nostro vescovo.
Come fargli capire che le cose non sono cosi semplici come sembrano?
Io vorrei distribuire dei foglietti con la testimonianza di Elisa per far capire come funziona il cammino ma vorrei aggiungervi anche qualcosa riguardo all'approvazione da parte della chiesa.
Cosa potrei scrivere per far capire il tutto anche alla gente più semplice?
Potete aiutarmi?

mic ha detto...

caro Anonimo,
il parroco di cui lei parla applica la logica, ma non il senso di responsabilità.
Inoltre, se è un po' più attento a ciò che lo circonda e riceve lamentele, dovrebbe essere in grado di giudicare obiettivamente, raccogliendo elementi, e non 'scaricando' tutto sull'approvazione, come sono soliti fare proprio i neocat

'giudicare' = discernere
condannare, non spetta al parroco né a noi, ma a Dio.

Ma una volta che si sia fatto discernimento occorre scegliere da che parte stare... Bisogna tuttavia dimenticare che per un parroco, oltre all'appetibilità economica, di sostegno e quant'altro, c'è anche lo sgradevolissimo caso del 'ricatto'... non è facile essere parroco -come pure essere un fedele- in una tela di ragno, per niente

Freedom ha detto...

L'onesta' e la buona volonta' da parte di chi fa il cammino implicano l'obbedienza alle norme statutarie del medesimo. Se la decima non e' prevista negli statuti dove si parla solo di collette, questa è una pratica da riprovare e condannare e non la si deve esigere come presupposto per superare il secondo passaggio. Inoltre il modo con cui la si esige (parlo soprattutto del "segreto", ma non solo) fa chiaramente riferimento ai metodi di una SETTA. Si vuole emendare il cnc ? Si abbandonino dunque gli atteggiamenti settari!
Che i soldi vengano dati agli itineranti è cosa stra-nota, a tale proposito basta leggere il libro autobiografico di Daniel Lifscitz , ex-itinerante del cnc.....

Freedom ha detto...

Come ho gia' avuto modo di dire altre "chiese" protestanti anabattiste ,operanti anche in Italia, praticano la decima ma tutto è gestito da terze organizzazioni con un meccanismo assai trasparente. Ciò non avviene nel cnc che da questo punto di vista (e anche da tanti altri) ha mentito per anni. Sta di fatto che la decima (così com'e' concepita e praticata nel cnc) non è menzionata nei suoi statuti. Tutti i neocat anche i piu' aperti e sinceri glissano sistematicamente su tale importantissima stortura (salvo poi dire che applicano alla lettera gli statuti).

Freedom ha detto...

LVVFL vai a dormire....

by Tripudio ha detto...

Sì,

il fatto è che nella Chiesa certe cose (come l'accolitato, come il "consiglio per gli affari economici" della parrocchia, etc) sono state istituite proprio per fare ordine ed evitare abusi.

In caso di fallimenti (come gli accoliti autoeletti tali e come i preti che "accolitizzano" il primo che trovano) la ragione è da ricercare in un affievolirsi della fede.
Meno credi nel sacrificio eucaristico, e più avverti il bisogno di "spettacolarizzarlo". Più il sacramento ti sembra "senz'anima" e più cercherai di "animarlo".

Siamo in un'epoca di grandi disobbedienze: basta guardare come vengono disattese le più chiare indicazioni del Papa (cfr. "lettera di Arinze") e dello stesso Concilio Vaticano II (più la gente si gloria del CV2 e più ti fa capire che sta bellamente ignorando la Sacrosanctum Concilium).

Siamo anche nell'epoca della grande confusione, dove non tutti possono immediatamente capire come mai "il Papa del motu proprio" abbia finito per "approvare" le stramberie neocatecumenali.

La prima e più grande confusione è stata far scomparire la liturgia tradizionale nel 1970. Ci sono voluti 37 anni di attesa prima di sentire dire, ufficialmente, da un Papa, per iscritto, che quella liturgia non era mai stata abolita.

Noi non siamo ostili alle novità; siamo ostili invece all'innovazione calata dall'alto su di noi e sulla povera gente, cioè siamo ostili al sopruso, siamo ostili a chi ci vuole programmare come robot. Pensate ai "misteri della Luce" del Rosario (e, ancor peggio, alla "clausola cristologica" che spezza a metà l'Ave Maria): saranno pure una cosa santa, ma sono stati "calati dall'alto", addosso ai fedeli, come una cartella delle tasse senza preavviso. Non è stata una normalizzazione di ciò che la pietà popolare umilmente chiedeva, non è stata la riproposizione di una devozione diffusa, ma è stato solo un gesto deciso ad una scrivania di qualche ufficio di qualche "esperto" (di quelli che magari si son sempre guardati bene dal recitare il rosario nel segreto della loro camera).

Quante volte, specialmente gli anziani, si saranno chiesti: "ma se abbiamo sempre pregato così, perché ora dobbiamo cambiare?"

In questa domanda c'è tutta la saggezza cattolica accumulata da venti secoli, che san Vincenzo di Lerino riassumeva consigliando di attenersi a «ciò che è stato creduto ovunque, sempre e da tutti».

Se comandassero di andare a Messa esclusivamente in giacca e cravatta, la Messa non ne sarebbe sminuita. Ma se comandassero di "aggiungere le monizioni", qualche dubbio finisce per venire: non è che poi tante parole finiscono per annacquare la Parola di Dio? Guardate per esempio come si è drammaticamente trasformata la cosiddetta "preghiera dei fedeli"...

Non proseguo, poiché spero di aver reso l'idea.

Francesco ha detto...

Mi sono permesso di cancellare totalmente il post di minaccia postato da "Anonimo" per un duplice ordine di motivi:
1) tutto ciò che è anonimo è da cestinare inesorabilmente, in linea generale;
2)i posts di minqaccia e, in genere, tutti quelli contenenti falsità e offese, non hanno cittadinanza in questo blog.
Prego gli altri moderatori di scusarmi.

Emma ha detto...

Scusate, stamattina vado un pò di fretta:

"Il mio parroco mi invita alle catechesi neocatecumenali. Che faccio?"

Scappa!

miciomacio ha detto...

Ecco forse dovremmo affrontare un certo tema: la comunità.
Voglio dire che per me la comunità è la parrocchia, devo per forza essere in un gruppo ? Soprattutto se questo gruppo ha una liturgia diversa.
Quando un cristiano prega, prende i sacramenti, pratica la cristianità e se ha delle mansioni di insegnamento, si forma secondo la tradizione ha veramente bisogno di esere inserito in un gruppo più piccolo nella parrocchia ?
Io penso se uno può avere 1000 fratelli perchè accontentarsi di una ventina ?

Stephan ha detto...

Sono nel CNC da anni, e non ho mai lasciato i miei impegni in parrocchia. Anzi, li ho vissuti meglio e con molto più zelo. Quindi finitela di generalizzare. E basta con questo discorso delle eresie. Se a voi piace soltanto un certo tipo di Messa siete liberi. Ma non vogliate assolutizzare questo vostro gusto. Come io non mi sognerei mai di assolutizzare la mia esperienza nel CNC.

Caterina63 ha detto...

Avevo risposto a "inconsapevole" nel thread sotto....

qui vorrei aggiungere che è fondamentale per noi TUTTI (TUTTI anche per i NC) che si comprenda l'attuale crisi non solamente della Chiesa ma anche del mondo, degli uomini nel mondo....

scrive padre Perdon Lino:

In una società come la nostra, anche il cristiano che ha accolto l’annuncio è rimesso continuamente in crisi e ha bisogno continuo di rigenerarsi.

Da qui l’esigenza di un "catecumenato permanente", cioè di una catechesi che dura tutta la vita. Di fronte a questa esigenza indiscutibile sta un fatto: l’interruzione, quasi generale, della catechesi dopo l’età dell’iniziazione cristiana. Ne consegue che la catechesi per adulti, al di fuori delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi impegnati, è quasi totalmente trascurata.

Nelle molteplici esperienze della Chiesa in questi duemila anni viene espressa un’esigenza di fondo: il cammino della fede deve durare tutta la vita. Il mistero cristiano è così grande che non

abbiamo mai finito di scoprirlo.



Da qui nasce l’esigenza di mettere in atto una serie molto varia di "cammini" che aiutino i cristiani a progredire nell’itinerario di fede. Ma nessuno inizia un cammino se prima non ha un’esigenza da soddisfare e un traguardo da raggiungere.



Nessuno s’incammina sulla strada di Cristo se prima non ha incontrato Cristo. "Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato" (Pascal).

"La catechesi suppone sia avvenuto un incontro tra Gesù e la libertà dell’uomo. La novità del vangelo splende davanti alla libertà e ne accoglie l’assenso responsabile e operoso.

A questo punto interviene la catechesi per dare decisione, chiarezza riflessa, organicità, attualità, forza operativa al rapporto che si è instaurato tra la verità del vangelo e la ricerca di verità da parte della libertà.

Se manca l’evento iniziale dell’annuncio del vangelo, della provocazione e dell’assenso della libertà, la catechesi rimane senza punto di aggancio...

Si trasforma allora in ammaestramento, indottrinamento, trasmissione di abitudini e di comportamenti cristiani, senza riferimento vitale al fatto che li fonda e li giustifica come comportamenti cristiani".

(C.M.Martini, Partenza da Emmaus, 1983, p. 77).


continua.....

Caterina63 ha detto...

continua da sopra...


L’adulto accetta Cristo solo se coglie il fascino della sua persona e il suo vangelo come la somma di tutti i valori umani e divini. L’unico metodo che "riesce" è quello che interpella la persona, rispettando la sua natura, facendo cioè appello alla sua intelligenza e alla sua libertà.

Questa, d’altra parte, è anche la natura della fede, che non può essere imposta, ma proposta e liberamente accettata.



Non avremo mai comunità vive senza adulti nella fede. L’identikit di tale adulto ha questi tratti:

1. Egli ha una fede motivata, capace di dar conto di se stessa, di "dar ragione della speranza che c’è in lui" (cfr 1 Pt 3, 15).

2. Per nutrire questa fede si rapporta costantemente alla Parola. Di lì attinge i criteri di discernimento, le motivazioni del suo essere e del suo agire cristiano.

3. Perciò sa investire la sua fede nella vita e la testimonia tra gli uomini là dove il Signore lo manda. La coerenza è la sua costante aspirazione perché l’essere è per l’agire.

4. Ha coscienza di essere Chiesa e di avere in essa un ruolo preciso. Partecipa perciò alla vita della comunità sentendosi responsabile dei suoi impegni e delle sue scelte.

Assume le sue responsabilità nella famiglia, nella comunità cristiana, nella società. La sua vita è un servizio.

5. È capace di dialogo e di comunione. Non si chiude in se stesso, ma si apre allo scambio con gli altri, nella gioia di progettare insieme per il bene di tutti.

6. È animato dall’inquietudine apostolica. Sente che la fede è una cosa troppo bella perché possa tenersela per sé, e comunica agli altri il Cristo che lo ha reso felice.

7. Non si lascia fagocitare dall’azione, ma è capace di contemplazione e di preghiera, e di Iì attinge energie per il suo impegno quotidiano.

II documento della CEI "Rinnovamento della catechesi" afferma in modo sintetico:



"Gli adulti sono in senso più pieno i destinatari del messaggio cristiano perché essi possono conoscere meglio la ricchezza della fede, rimasta implicita o non approfondita nell’insegnamento anteriore.

Essi poi sono gli educatori e i catechisti delle nuove generazioni cristiane. Nel mondo cristiano pluralista e secolarizzato la Chiesa può dar ragione della sua speranza, in proporzione della maturità di fede degli adulti" (n. 124).




^__^

Caterina63 ha detto...

dice ancora padre Pedron Lino

L’evangelizzazione non è una dottrina da propagandare ma l’annuncio di una Persona: Gesù Cristo che è morto e che il Padre ha risuscitato.

Cristo Parola definitiva del Padre e Salvatore unico del mondo. Una bella notizia che cambia tutto il senso della storia e della vita umana.

II cristianesimo non consiste in "cose da fare", o in un egocentrismo di un gruppo, ma è una "Persona da incontrare" per stabilire una condivisione di vita e di amore che confluisce nella comunione ecclesiale per ricevere dalla Chiesa, in qualità di Maestra e Madre, i Sacramenti per la propria santificazione.

Il cristianesimo è lo stile di vita di Cristo Signore, che il cristiano assume liberamente, per maturazione della fede in un costante cammino di rinnovamento soprattutto sacramentale, non è invece l'impostazione all'interno di gruppi tendenti a chiudersi in se stessi.

Evangelizzare dunque significa celebrare una Parola che è Cristo, che si incarna nel Sacramento sia della Confessione, indispensabile per questo incontro, sia con l'Eucarestia, fondamentale per il completamento di questo incontro, gesto personale di Cristo, il quale a sua volta tende a trasformare tutta l’esistenza che diventa "sequela di Cristo".



L’annuncio deve nascere dalla scoperta personale di chi lo reca. Se infatti è "bella notizia", deve risuonare come qualcosa di nuovo, suscitare sorpresa, riempire il cuore di gioia, scuotere l’uditore dalla sua abitudine, rendendolo veramente libero.

È notizia antica e sempre nuova che va riscoperta nella preghiera con infinito stupore. Deve toccare il nostro cuore prima di toccare quello degli altri. Se parte da una sincera vibrazione interiore, prenderà sul nostro labbro sapore di novità. Le novità non consistono nel modificare le dottrine o i riti della Chiesa, ma nel modificare il nostro atteggiamento e la nostra libertà di adesione a ciò che la Chiesa ha già trasmesso e continuerà a trasmettere rinnovandosi.
Non si rinnova la Chiesa modificandola, bensì è la Chiesa che continuamente reformanda, rinnova, riforma e trasforma l'uomo dal suo interno.


Allora si che l'evangelizzazione del nostro tempo avrà una forza d’urto: sarà un annuncio che scuote e converte per davvero, imprimendo cioè, un orientamento nuovo a tutta l’esistenza.


navinternetica@gmail.com ha detto...

Vi consiglio di non sottovalutare
le mie diffide.Ascoltate i miei inviti alla moderazione.non titare una corda già molto tesa.
Ascoltate i miei inviti amichevoli
non mettevi nella condizione di diver rispondere alla giustizia.


pubblico solo l'ultima delle 'diffide', unite a minacce, che ci stanno inondando.

Nel sottolineare che comunicazioni del genere hanno valore solo se sono accompagnate dal nome e cognome dell'Avvocato e/o del denunciante che se ne fa carico pubblicamente, ribadisco che nessuna azione persecutoria può scalfire la nostra ineludibile consapevolezza, e che l'unica ragione che ci farebbe desistere dal nostro impegno potrebbe essere l'ennesimo discernimento che ci porti a verificarne l'inutilità o la dannosità davanti al Signore. Esso, tra l'altro, non viola alcuna legge ecclesiastica o civile (si smetta di richiamare in continuazione il PCL perché tra l'altro la nostra non è neppure una "Aggregazione laicale" organizzata) perché ancora , sia nella Chiesa che nello Stato, esiste il diritto all'informazione e il diritto di parola, purché lo si eserciti nei canoni del rispetto delle persone e della verità dei fatti.

Poiché sono canoni che, a differenza dei nostri interlocutori, non abbiamo mai oltrepassato, non abbiamo nulla da temere. Semmai fossimo chiamati in giudizio, avremmo una maggiore platea per far valere le cose che affermiamo da qui.

mic ha detto...

Vi consiglio di non sottovalutare
le mie diffide.Ascoltate i miei inviti alla moderazione.non titare una corda già molto tesa.
Ascoltate i miei inviti amichevoli
non mettevi nella condizione di diver rispondere alla giustizia.


pubblico solo l'ultima delle 'diffide', unite a minacce, che ci stanno inondando.

Nel sottolineare che comunicazioni del genere -tutte rigorosamente anonime- hanno valore solo se sono accompagnate dal nome e cognome dell'Avvocato e/o del denunciante che se ne fa carico pubblicamente,

ribadisco che nessuna azione persecutoria può scalfire la nostra ineludibile consapevolezza,

e che l'unica ragione che ci farebbe desistere dal nostro impegno potrebbe essere l'ennesimo discernimento che ci porti a verificarne l'inutilità o la dannosità davanti al Signore. Esso, tra l'altro, non viola alcuna legge ecclesiastica o civile o tanto meno penale (si smetta di richiamare in continuazione il PCL perché tra l'altro la nostra non è neppure una "Aggregazione laicale" organizzata).

Ancora , sia nella Chiesa che nello Stato, esiste il diritto all'informazione e il diritto di parola, purché lo si eserciti nei canoni del rispetto delle persone e della verità dei fatti.

Poiché sono canoni che, a differenza dei nostri interlocutori, non abbiamo mai oltrepassato, non abbiamo nulla da temere. Semmai fossimo chiamati in giudizio, avremmo una maggiore platea per far valere le cose che affermiamo da qui.

Emma ha detto...

Amici carissimi, sappiamo chi è l`autore di quelle minaccie, ne conosciamo nome e cognome, non diamogli spazio.
Il signor ** sa benissimo che il nostro blog è inattaccabile e, se non lo sa, ma i suoi superiori lo sanno, gli faccio notare che i responsbili del cammino nc non hanno nessun interesse a vedere portate sulla piazza pubblica, le informazioni e testimonianze, che troviamo su questo spazio.
Alora che si metta il cuore in pace, il cnc non è ancora diventato un dogma di fede, è una componente ecclesiale, come tale può e deve essere osservata, non è e non sarà mai al di sopra di critiche e osservazioni.
Mi sembra che l`ineludiblie PUBBLICAZIONE del direttorio catechetico stia molto agitando le acque neocatecumenali e rendendo ancora più nervoso il nostro affezionato lvvfl.
Una camomilla, potrebbe aiutarlo, ma temo che non basti.

Francesco ha detto...

Mi auguro vivamente cher il tizio "minacciante"(non certo minaccioso)riesca veramente a portarci davanti a un giudice o ad "oscurare" questo blog: avremo modo - comne bene osserva Mic - di dichiarare (e documentare) i danni enormi causati dal Cammino Neocatecumenale sia sotto l'aspetto ecclesiale sia sotto l'aspetto psicosociale a una platea molto più vasta...

Intanto ci accontentiamo del migliaio e passa di contatti giornalieri registrati da questo blog.

Nelle ultime 24 ore, ad esempio:

Italia 806
Svizzera 20
Regno Unito 13
Germania 11
Brasile 9
Croazia 6
Perùù 5
Stati Uniti 5
Francia 4
Malta 3.

by Tripudio ha detto...

Avevo proposto di riabilitare i commenti "anonimi" solo per dar voce a coloro che capitano su questo blog sporadicamente e vorrebbero testimoniare qualcosa ma non hanno il tempo di fare l'iscrizione e creare l'account.

Come previsto, ne hanno approfittato anche coloro che pensano di essere buoni neocatecumenali solo insultando e minacciando chiunque dica la verità sul Cammino.

Evidentemente è con quei mezzucci meschini che vogliono difendere il "dono dello Spirito"...

Maranatha ha detto...

http://sursumcorda-dominum.blogspot.com/2011/02/arriva-il-motu-proprio-di-b-xvi-che.html

che ne pensate? :)

by Tripudio ha detto...

L'intervento di Stephan potrebbe essere considerato in buona fede... se non fosse lui stesso a generalizzare.

Stephan suppone (per malizia o per ingenuità) che le numerosissime testimonianze contro il Cammino Neocatecumenale raccolte e documentate da tanti decenni siano tutte una sfortunatissima coincidenza, un fattore del tutto trascurabile.

Suppone inoltre (più per malizia che per ingenuità) che le accuse di eresia vengano soltanto da noi... mentre in realtà è fin troppo evidente che noi non facciamo altro che ricordarle, dimostrarle, motivarle.

Forse Stephan vive in qualche improbabile "isola felice" del Cammino? Chissà. Purtroppo, dato il suo atteggiamento, sembra più probabile il contrario: che cioè il Cammino ha fagocitato la sua parrocchia e pertanto la sua personale attività neocatecumenale può essere descritta come "impegno in parrocchia".

Oppure magari non è ancora riuscito ad adempiere al suo sottinteso incarico di neocatecumenalizzare la parrocchia. Chissà.

elisa ha detto...

Vorrei dire ad Alessio che apprezzo quanto ha detto sull'onestà e la trasparenza. Anch'io avevo dato per scontato che sapesse quanto avviene dopo il secondo passaggio. Non so se è un caso, ma ben due responsabili della mia comunità hanno lasciato il cammino in occasione di quello scrutinio.
Per quanto riguarda gli itineranti, ne ho conosciuti personalmente e non mi risulta che si siano arricchiti granché. Però per mandare delle persone all'estero, spesso con famiglie numerose da mantenere, serve parecchio denaro.
Capisco perfettamente chi difende il cammino, se lo fa in modo civile. Io stessa l'ho fatto per molto tempo, convinta che tutte le critiche fossero frutto di ignoranza e di pregiudizi... forse addirittura di invidia.
Eppure ho visto che per quasi tutti coloro che fanno il cammino ci sono momenti di crisi a volte anche profonda: è quello che i catechisti chiamano "il tempo della prova, della tentazione". Più volte mi sono sforzata di superare quei momenti e di restare in cammino, per dimostrare al Signore che lo amavo. Infine, però, ho accettato la mia crisi e tutti i miei dubbi, cercando aiuto nella Chiesa. Ho lasciato il cammino ma amo il Signore quanto prima se non di più. Come si spiega tutto questo, secondo la logica dei catechisti?

Caterina63 ha detto...

...al neocatecumenale ricattatore o, se preferisce, da "INTIMARE..."
^__^ suggerisco la riflessione di questo passo dell'allora giovane Ratzinger...

Nella traduzione tedesca del Suscipiat si dice: il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio "per il bene nostro e di tutta la Sua santa Chiesa".

A me veniva sempre spontaneo dire: "E di tutta la nostra santa Chiesa".

In questa difficoltà linguistica viene alla luce tutta la problematica che stiamo trattando e diventa chiaro il fatto che siamo incorsi in una deviazione di prospettiva.

Al posto della Sua Chiesa è subentrata la nostra e con essa le molte chiese: ognuno ha la propria.
Le chiese sono diventate nostre imprese, di cui siamo orgogliosi o ci vergogniamo, tante piccole proprietà private che stanno una accanto all’altra, chiese soltanto "nostre, che noi stessi costruiamo, che sono opera e proprietà nostra, e che noi vogliamo trasformare o conservare come tali.

Dietro alla "nostra Chiesa" o anche alla "vostra Chiesa" è scomparsa la "sua Chiesa".
Ma solo quest’ultima interessa e se non esiste più anche la "nostra" Chiesa deve abdicare.
Se fosse soltanto nostra, la Chiesa sarebbe solo un inutile gioco da bambini.

Da Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI "Perchè siamo ancora nella Chiesa", Rizzoli
Conferenza del 4 giugno 1970

mic ha detto...

Per Maranatha

ti risponderò con il nuovo thread, credo domani

Per Caterina:

continuo a leggere tante stupende parole e ad assistere a fatti contrari e sconcertanti
è doloroso dirlo, ma è così. Non mi permetto di attribuire responsabilità al Papa, perché credo che la situazione sia semplicemente PAUROSA (è realismo, non certo pessimismo: vedi secca smentita di Lombardi, portavoce del potere dominante, a Tornielli!)

Caterina63 ha detto...

Mic... ho postato le parole dell'allora giovane teologo Ratzinger per dimostrare al nostro ricattatore che egli stesso ammise MOLTI ERRORI... ^__^

notare che nelle parole Ratzinger ammette, RICONOSCE che:

A me veniva sempre spontaneo dire: "E di tutta la nostra santa Chiesa".

In questa difficoltà linguistica viene alla luce tutta la problematica che stiamo trattando e diventa chiaro il fatto che siamo incorsi in una deviazione di prospettiva.

Al posto della Sua Chiesa è subentrata la nostra e con essa le molte chiese: ognuno ha la propria.


;-)
questo da una parte ci consola, dall'altra parte dovrebbe far azionare i neuroni di questi NEGATORI ^__^ ed anche ci rammentano, tali parole, che il problema continua a persistere...
ma a differenza di questi neucatecumenali che s'intrufulano negando, minacciando e farneticando... l'allora giovane Ratzinger come l'attuale Benedetto XVI, NON SI TIRA INDIETRO nel riconoscere gli errori e i problemi, ma sta tentando di affrontarli e di portarvi RIMEDIO...

;-)

Caterina63 ha detto...

P.S.
a riguardo della Nota "stonata" di padre Lombardi.... non è tuttavia la prima volta che critico certe uscite "scoop" di Tornielli, dovresti ricordarlo ^__^
ricordiamo bene quando Tornielli se ne uscì nel giugno 2007 farneticando una sorta di ULTIMATUM della Santa Sede contro la FSSPX che poi si rivelò un nulla di fatto... diceva che c'era un ULTIMATUM altrimenti niente revoca della scomunica.... e invece il Papa a sorpresa, 8 mesi dopo, la tolse... E SENZA ULTIMATUM, SENZA RICATTI...
^__^

Ora, sto seguendo la questione, a me sembra che padre Lombardi abbia messo solo le mani davanti per evitare che si possa pensare che il Papa voglia imporre la Messa antica o che voglia BLOCCARE la Riforma del Concilio...
da come è stata posta la questione da Tornielli e dal Rodari, si andrebbe invece in questa direzione... non mi stupisce quindi l'uscita di padre Lombardi, mi meraviglia invece che si usi la LITURGIA ancora come scoop...
e questo sia da parte di certi Vaticanisti, sia da parte di padre Lombardi e si assiste così a un dialogo fra sordi, a un muro contro muro dove, mi auguro, a sorpresa il Papa farà questo MP azzittendo tutte le correnti ^__^

mardunolbo ha detto...

Cita Caterina63: "L’annuncio deve nascere dalla scoperta personale di chi lo reca. Se infatti è "bella notizia", deve risuonare come qualcosa di nuovo, suscitare sorpresa, riempire il cuore di gioia, scuotere l’uditore dalla sua abitudine, rendendolo veramente libero....Da qui l’esigenza di un "catecumenato permanente", cioè di una catechesi che dura tutta la vita....A questo punto interviene la catechesi per dare decisione, chiarezza riflessa, organicità, attualità, forza operativa al rapporto che si è instaurato tra la verità del vangelo e la ricerca di verità da parte della libertà....L’adulto accetta Cristo solo se coglie il fascino della sua persona e il suo vangelo come la somma di tutti i valori umani e divini. L’unico metodo che "riesce" è quello che interpella la persona, rispettando la sua natura,..." E VIA ALTRI CONCETTI DELLA STESSA LINEA. Domani, convinto di ciò, andrò a cercare la comunità di Bose, di cattolici-adulti, e se non troveranno il tempo per me, cercherò un gruppo neocatecumenale"per scuotere l'uditore dalla sua abitudine" con suon di tamburelli festanti. Poi andrò ad implorare il card.Martini così ben citato da Caterina, di ritornare sul trono di Milano per riprendere le sue catechesi adorabili. :-)))))

mic ha detto...

a me pare che il Papa anche se volesse, non sia in grado -non ne conosco TUTTI i motivi e non mi va di fare illazioni di nessun genere- né di imporre né di bloccare nulla...

Emma ha detto...

Talvolta vorrei avere l`ottimismo di Caterina che vede il bicchiere mezzo pieno, che in una situazione vede la parola, la frase, che potrebbero farci interpretare in un senso positivo ciò che i nostri occhi vedono.
Purtroppo,e per quel che mi riguarda, i miei occhi e la mia ragione in modo realistico e lucido, osservano una realtà fatta di incoerenza, di parole non seguite da atti che le concretizzano, di risultati visibili di oscuri giochi di potere, di alleanze che a prima vista sembrerebbero impossibili.
Troppi sono gli elementi che vanno nello stesso senso, che confermano che chi ha devastato la Chiesa, con la sua violenza distruttrice,non ha nessun intenzione di cambiare rotta, e badate che non sto pensando solo al cammino neocatecumenale.
Troppi sono gli elementi che ci suggeriscono che il Papa non ha più il potere di imporre la su autorità.
Non può o non vuole,
non può e non vuole,
Io questo di certo non lo so, vorrei tanto sbagliarmi, ma il bicchiere mezzo pieno non riesco sempre a vederlo.
Quale sia poi il ruolo di certi vaticanisti, se sono lo strumento usato da chi resta nell`ombra per ritardare, ostacolare se non annullare la volontà del Papa, questo non lo so.

Anonimo ha detto...

Faccio una semplice domanda, il blog si chiama "Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità", chiedo quindi, ma la "verità" di chi? Ovviamente di chi gestisce il Blog che è palesemente contro il CNC. Non sarebbe quindi più giusto chiamarlo "Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo un modo di vedere".
Mi sembra che qui ci siano tante persone che commettono gli stessi errori di cui accusano il CNC.
I miei vicini sono neocatecumenali e sono persone normalissime per nulla invasate.
Certo in CNC non è per tutti, come essere di CL (Anche i ciellini fanno la decima), o focalarini, di un altro movimento.
La chiesa è bella per questo!

Carlo (Focolarino)

by Tripudio ha detto...

Carlo,

permettimi di risponderti estesamente a nome dei collaboratori di questo blog.

Se sei cattolico, sai già che la verità è una sola, e che l'espressione «la tua verità» è un furbo gioco di parole per intendere «la tua opinione».

Questo blog non è fondato sulle opinioni ma su quattro fonti che sfidiamo tutti a verificare:

1) sulle esternazioni dei due fondatori del Cammino, Kiko Argüello e Carmen Hernàndez

2) sui documenti ufficiali della Chiesa (il Catechismo, il Vaticano II, le encicliche, eccetera)

3) sulle parole dei Papi e dei Vescovi

4) sulle testimonianze di chi ha avuto a che fare col Cammino (in particolare con chi ha fatto il Cammino per interi decenni).


Ti faccio un esempio di questi quattro punti:

1) il laico Kiko si vanta di aver «esorcizzato la Cina». Lo puoi ascoltare tu stesso su diversi video su Youtube nel link che ti ho appena segnalato. Sul sito ufficiale del Cammino Neocatecumenale puoi leggere il discorso della Carmen Hernàndez nel quale osa promettere un «futuro immenso» ad un Pontificio Consiglio che avesse appoggiato il Cammino.

2) il Concilio Vaticano II esorta a dare al canto gregoriano un posto preminente (cfr. Sacrosanctum Concilium n.116) e di curare e incrementare il patrimonio della musica sacra (n.114). Nelle liturgie del Cammino Neocatecumenale gli unici canti ammessi sono quelli composti dal fondatore Kiko.

3) Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, pur avendo paternamente incoraggiato il Cammino in ogni modo, ne hanno criticato le liturgie e hanno comandato di correggerle tornando al Messale Romano senza aggiunte né omissioni. Ancor oggi i neocatecumenali non hanno ubbidito. Anzi: Kiko, nella "convivenza" a Madrid coi caporioni del Cammino, si vantava di aver detto ad un cardinale: «guardate come facciamo la Comunione seduti».

4) da decenni arrivano tantissime testimonianze negative sul Cammino. Tra le tante ti voglio segnalare quella di uno che è stato "catechista itinerante" (figura importante e a contatto con Kiko stesso), e che dopo 22 anni di Cammino ha deciso di lasciare. In un libro autobiografico esprime la triste realtà del Cammino e l'idolatria di Kiko e Carmen che vige ancor oggi.


Ti invito dunque a non confondere la verità con le opinioni.

Qui non presentiamo un "modo di vedere": qui ti presentiamo dei fatti concreti e ti invitiamo a verificarli.

Quello del video dove Kiko manda le ragazze "cefale" in Cina ad attirare i cinesi "cefali" alle catechesi neocatecumenali, è Kiko o non è Kiko? Si tratta di un video inviato da un fratello neocatecumenale (che si firmava Terebinto).


Ora, è vero che ci sono tante persone che commettono gli stessi errori del Cammino Neocatecumenale.

Ma quelle persone di cui parli sono "sparpagliate", non sono organizzate in un movimento.

Il Cammino è fondato proprio su quegli errori e noi che li conosciamo bene non possiamo tacere.

Abbiamo presentato molte volte denunce alle autorità ecclesiastiche, soprattutto con materiale non pubblicabile su un blog per ovvi motivi di privacy.

Il blog è solo uno strumento di discussione staccato dai meccanismi della propaganda neocatecumenale.

by Tripudio ha detto...

Dire che il CNC non sia "per tutti" non significa niente.

Il Cammino Neocatecumenale è fondato su strafalcioni liturgici (condannati dal Papa e dallo stesso Statuto del Cammino) e su emerite corbellerie dottrinali.

Affermando che il Cammino "non è per tutti", cosa vuoi intendere? Che ci sarebbero alcuni per i quali sarebbero adatti gli errori e gli strafalcioni?

Vedi, lo scopo di un qualsiasi percorso di fede (CL, focolare, Regnum Christi, eccetera) è di portare le anime alla fede della Chiesa. Con i loro limiti e i loro problemi, i movimenti ecclesiali tendono tutti a questo. Il Cammino no. Il Cammino è fondato sulle ambiguità di quei due spagnoli. Seguire il Cammino, anche in buona fede, non porta alla fede della Chiesa: altrimenti i neocatecumenali non avrebbero bisogno di imporre il kikismo-carmenismo dovunque vanno.

Il Cammino, con le sue storture dottrinali, con le sue aberrazioni liturgiche, con l'«orgoglio e l'arroganza dei suoi leader», come può mai essere un dono dello Spirito?

Come può mai essere messo sullo stesso piano degli altri movimenti ecclesiali?

Infine, un piccolo esempio per aprirti gli occhi: hai parlato della "decima", che c'è anche in CL.

Ma forse non sapevi che:

- nel Cammino è prestabilita: il dieci per cento di tutto ciò che guadagni (escluse le altre offerte e raccolte fondi)

- invece in CL la stabilisce il singolo a sua discrezione e senza neppure farlo sapere agli altri

- nel Cammino è obbligatorio versarla mese per mese, con un pubblico rituale del mettere il "malloppo" nel "sacco nero"

- invece in CL non è obbligatoria (chi non è iscritto alla Fraternità di CL non la versa)

- nel Cammino la "decima" è obbligatoria nonostante non sia menzionata nello Statuto

- invece in CL lo Statuto della Fraternità prevede ufficialmente la "decima" (che chiama "fondo comune")

- nel Cammino la "decima" è un elemento fondamentale (a costo di tenere all'oscuro il coniuge dei soldi versati)

- invece in CL invece è solo simbolica (in CL ti dicono che non è importante quanti soldi mandi, ma solo la puntuale "fedeltà al gesto" simbolico; tanto più che si può cambiare a piacere - anche diminuendo - la quota personalmente scelta)

- nel Cammino si viene controllati se la si paga o no

- invece in CL il massimo che si viene a sapere è che una certa zona d'Italia il trenta-quaranta per cento degli iscritti alla Fraternità non ha versato niente per interi anni.


Ti sfido a verificare tutto questo.

E a chiederti quale dei due atteggiamenti sia il più equilibrato e rispettoso della libertà dei singoli.

Si potrebbe continuare a lungo, dimostrando in modo ancora più incontrovertibile che mentre nei movimenti ecclesiali (con tutti i loro possibili limiti) si fa appello alla sensibilità e alla libertà dei singoli, nel Cammino si calpesta la sensibilità, si opprimono i singoli, si obbliga a idolatrare i fondatori.