Dopo aver visto il video dell'incontro dei neocatecumenali alla GMG di Lisbona con gli iniziatori Kiko Arguello e Mario Pezzi e la badante di Kiko, Ascension, non sono sicuro di essere in grado di descrivere la pena che mi ha suscitato la sceneggiata imbastita con l'intento di celebrare per l'ennesima volta la gloria del cammino.
Il cerimoniale è sempre lo stesso, ormai da anni: il canto, le presentazioni interminabili, la processione di una statua della Vergine, l'orchestra che segue Kiko, la lettura di un brano della Scrittura e il commento/catechesi di Kiko e in ordine dei soprammobili Mario e Ascension.
Ma l'enorme differenza rispetto alle precedenti edizioni è nello stato di salute di Kiko, vecchio, quasi consumato e decisamente ottenebrato. Che ne è della "forza" quasi rabbiosa della sua predicazione? Della incontinenza verbale, delle battute, della direzione in certo modo violenta del raduno, degli ordini sbraitati a destra e a sinistra? Nulla, solo polvere.
Kiko viene "badato" da Ascension che lo segue passo passo. La si vede persino girargli i fogli di un discorso (un tempo noto come "il kerygma") scritto prima, inaudito per l'uomo dell'ispirazione dello "spirito", un predicatore che fino a pochi anni fa intercalava nei suoi discorsi affermazioni come "Lo spirito sento che in questo momento me suscita" o "me sotolinea" lasciando intendere che lui fosse il destinatario di messaggi privilegiati consegnati direttamente da Dio.
Il profeta Kiko, nel triste tramonto della sua epopea, necessita che gli si indichi dove si trova l'enorme crocifisso posto sul palco, che gli si ripeta più volte di parlare lentamente per dare modo agli interpreti di tradurre le sue parole, appare confuso, piegato. Insiste a voler cantare e suonare nonostante azzecchi svariate "stecche", non riesca a tenere la tonalità tipicamente sguaiata dei suoi canti. Biascica le parole e viene assistito dal nuovo cantore dell'équipe persino nel tenere il ritmo.
Veniamo al discorso. Volutamente non uso il termine catechesi per rispetto ai grandi Santi che ci hanno regalato perle autentiche di spiritualità, teologia, esegetica, perché di catechesi non si tratta. E' curioso che Kiko citi a un certo punto l'evoluzione dell'intelligenza artificiale: ebbene se avessimo chiesto a ChatGPT di scrivere un discorso di Kiko probabilmente il risultato sarebbe stato senza dubbio il testo anonimo, scialbo e deprimente che ha letto ai giovani accorsi per ascoltarlo. Un pietoso copia-incolla di concetti ripetuti da sempre, e in quel poco di cattolico che dice, per un'ora di un lentissimo biascicare, esprime concetti da catechismo della Prima Comunione che anche un bambino di 8 anni potrebbe ripetere.
E' chiaro che il messaggio cristiano nel fondo non cambia, ed è il medesimo dai tempi degli Apostoli, ma nelle varie epoche la Chiesa ha sempre cercato di parlare ai propri contemporanei, leggendo gli eventi, interpretando i segni dei tempi, perché noi "siamo nel mondo" anche se non apparteniamo ad esso: la forma di trasmettere il messaggio è cambiata molte volte mantenendo intatta la verità. Non così nel cammino, dove da 60 anni non si fa che ripetere, ripetere, ripetere le medesime fesserie, o anche quando si tratta di concetti vagamente corretti sono espressi miseramente e in modo basico e confuso; chiunque con un minimo di educazione cattolica sarebbe in grado di dire lo stesso, eppure la folla plaudente neocatecumenale osanna quest'uomo come se fosse un genio.
Per una volta ci ha risparmiato le solite espressioni "non proprio ortodosse", come "domani, se vuoi, lo sigillerai nella confessione", tuttavia si capisce che le idee sono le stesse, solo più annacquate in un linguaggio scialbo.
Ho dei seri dubbi che il testo lo abbia scritto lui, di sicuro gli è stato preparato da altri, i quali, probabilmente non osando concepire qualcosa di originale, non hanno fatto altro che riprendere le medesime ovvietà già dette in mille altre occasioni. L'unico passaggio che mi ha lasciato davvero perplesso (e che probabilmente è farina del suo sacco) è il seguente (al tempo 01:12:05):
"yo? que puedo décir de mi amor a Cristo? El, el unico que no se escandalizo nunca de mis pecados. He conocido Su amor que es humildisimo con migo. Cristo jamas me riñe, me quiere siempre, me perdona siempre, si caigo me dice "Ánimo Kiko, levantate". Le pregunto cuando yo no puedo mas: "Señor me amas?", "Pero Kiko como no te voy amar? Ánimo que yo estoy contigo, no caies, ánimo, piensa un momento: podrias ser santo? [applauso della folla] piensa un momento: podrias ser santo? Créelo, que Cristo te va a dar su Espiritu que su Espiritu te va a conducir, porque Cristo ha resuscitado,"
Trad.:
"Cosa posso dire del mio amore per Cristo? Lui, l'unico che non si è mai scandalizzato dei miei peccati. Ho conosciuto il suo amore più umile verso di me. Cristo non mi rimprovera mai, mi ama sempre, mi perdona sempre, se cado mi dice "Coraggio Kiko, rialzati". Gli chiedo quando non ce la faccio più: "Signore, mi ami?", "Ma Kiko, come faccio a non amarti? Coraggio, sono con te, non cadere, coraggio, pensa un attimo: potresti essere un santo? [applauso della folla] pensa un attimo: potresti essere un santo? Credetelo, che Cristo vi darà il suo Spirito, che il suo Spirito vi guiderà, perché Cristo è risorto"
In proposito mi preme spendere due parole. Si, è vero che Gesù perdona qualsiasi peccato, il valore del Suo sacrificio è infinito perciò nessuna distanza sarà mai così grande da non poter essere comata dai Suoi meriti, ma il perdono è solo per chi di cuore si pente del peccato commesso e custodisce il proposito di riparare al male. "Un cuore affranto e umiliato, tu, o Dio, non disprezzi", dicono i Salmi, mentre altrove a più riprese nella Scrittura è detto che il cuore impenitente non può ricevere perdono da Dio. Kiko, invece, non solo quando parla del peccato non associa mai la dottrina sulla Riconciliazione, ma più volte afferma che basta un generico "credere" per ricevere lo Spirito Santo. Ma la Fede è un dono di Dio, elargito in tempi e modi a noi sconosciuti e sempre differenti, è la Sua manifestazione alla nostra vita e non basta "credere fortemente" per averla.
Non mi è chiaro cosa voglia dire "potresti essere un santo", ma temo che si riferisca a se stesso, e lasci intendere che sia Gesù in persona a considerare Kiko santo, come a prepararsi a ricevere "l'onore degli altari".
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GMG 2023: "Cercasi fidanzata/ragazza" (..."evitare commenti legalistici...")
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La sceneggiata delle "alzate", poi, risulta ancora più patetica del solito. Nella turba di gente che al comando di Kiko si mette in piedi si vedono svariati ragazzini che avranno si e no 12 anni e parecchi signori attempati. Così anche per la chiamata al convento di clausura. Se anche fossero vere vocazioni (e non lo sono nel 95% dei casi) comunque non andrebbero a ingrandire l'esercito di Gesù ma le fila del Cammino Neocatecumenale, il quale ha i propri seminari specifici (i Redemptoris Mater) e conventi kikizzati a dovere (Kiko li sceglieva appositamente dove ci fossero pochissime anziane suore, e specificamente nell'ordine benedettino per la sua peculiare organizzazione gerarchica(1), almeno in Europa).
Non so se provare pietà per quest'uomo, ridotto alla statua di cera di se stesso, ormai letteralmente un povero vecchio, che non ha niente più da dire, ridotto uno straccio e che si rifiuta di lasciare il governo del Cammino. Oggi più che in altre occasioni, davanti a questo spettacolo triste, ho avuto la sensazione che il Cammino morirà con Kiko, in un cupio dissolvi da fine regime.
Ascoltandolo parlare nella sua lingua nativa, curvo sul microfono, mi ha fatto pensare all'istante alle ultime apparizioni di Fidel Castro: Kiko, come il lider maximo, svuotato di se stesso, diafano, un misero simulacro, esposto solo per rassicurare i fedeli della "revolución", in questo caso del Cammino, in attesa che si spenga, cercando di evitare che la fine sia rovinosa.
Fratelli del Cammino, aprite gli occhi, il gigante dai piedi di argilla sta per crollare al suolo!
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(1): Non è curioso che non siano mai uscite vocazioni significative dal Cammino per ordini monastici o religiosi? Francescani, Domenicani, Salesiani.... Kiko sa che il rispetto delle regole può essere molto rigido in certi ordini e si è guardato bene dal lasciarsi sfuggire gli adepti. Dimostrazione logica che Kiko non ha cuore il bene e la crescita della Chiesa ma solo del suo movimento.