venerdì 18 gennaio 2013

Giudaismo o Cristianesimo? Cosa significa "ritorno alle radici"?

L'utente che si firma "Kikos" ci scrive:
Prima comunione neocatecumenale
comprensiva di "ritorno alle radici"
ricominciamo con i messaggi che si perdono nella rete, per confermare la vostra "pseudo verità".
dicevo a Stefano78 che il mentitore non sono io, ma chi scrive che Cristo è venuto a sostituire l'AT. Cristo è venuto a dare compimento, non a sostituire. in tutte le catechesi del cammino si parla di Cristo come compimento delle scritture (vd. Catechesi di Pasqua, Pentecoste, i Salmi....). mi dite voi dove il cammino ha letto l'AT fine a se stesso? Cristo ci ha reso liberi, ma voi volete costringere il cammino a seguire una vostra verità (che ripeto non è quella ufficiale della Chiesa, ma la vostra). Da dove noi Cristiani abbiamo attinto per celebrare la Pasqua, la Pentecoste. Gli apostoli, Maria, Cristo stesso erano romani o ebrei? da dove sarà nato allora il cristianesimo. quello che voi chiamate giudaicizzare il cristianesimo, noi lo chiamiamo ritorno alle radici, cosa auspicata dal Vaticano II (un concilio i cui documenti a voi non sono ancora giunti). Invece di pretendere i mamotreti al più presto possibile, leggetevi i documenti del Vaticano II. là troverete tutto quello che cercate!spero questa volta questo messaggio non si perda
"Ritorno alle radici"? Gli iniziatori
del Cammino e la "comunione seduti"
E' veramente grave quanto leggiamo. Ma è grave, allo stesso modo, ciò che insegna Kiko Arguello. Non possiamo pretendere che dai Nc non siano ripetuti i suoi gravissimi insegnamenti.

Questo messaggio mostra una grave lacuna nel "riconoscere" l'Identità propria del Nostro Signore Gesù Cristo e della sua missione, così come LUI l'ha rivelata. Infatti Gesù Cristo Signore ha "portato a compimento". Questo "portare a compimento", come più volte ricordato dal Santo Padre (sia nelle sue Catechesi, che nel suo Magistero Ordinario, cfr..), non significa "aggiungere un significato" a quanto praticato dagli Ebrei e a quanto prescritto dall'Antico Testamento. Significa istituire una Nuova ed Eterna Alleanza, nella quale le Antiche FIGURE, e gli antichi Sacramenti, vengono compiuti, ovvero SOSTITUITI da quelli NUOVI (vedere Questo Articolo). I vecchi Sacramenti CEDONO IL POSTO ai nuovi ed ETERNI. Questi Sacramenti sono chiamati NUOVI, perchè sono DIVERSI dai precedenti. Altrimenti si chiamerebbero sempre allo stesso MODO! Invece non si chiamano più come quelli di prima! Si chiamano: Sacro Battesimo; Sacra Confessione; Santa Cresima; Santissimo Sacrificio Eucaristico; Sacra Unzione degli Infermi; Sacro Ordine; Santo Matrimonio! Questi sono i Sacramenti NUOVI, Istituiti da Gesù Cristo Signore nel Sangue della NUOVA ED ETERNA ALLEANZA! Non sono i Sacramenti antichi, cambiati di significato! Sono NUOVI. Ovviamente, siccome COMPIONO le figure antiche, nel nuovo Sacramento si possono scorgere i semi dell'Antico. Così vale per il Santo Sacrificio dell'Eucaristia, che compie le figure della Pasqua Ebraica (nella quale è compresa sia la cena SACRIFICALE che IL TEMPIO)!

"Ritorno alle radici"?
Aula liturgica neocatecumenale
Come ribadito dal Papa nella Sacramentum Caritatis (ma anche nella Redemptionis Sacramentum), noi non stiamo celebrando "semplicemente" la Pasqua Ebraica CAMBIATA DI SIGNIFICATO, come ha dichiarato pubblicamente Kiko Arguello! Noi partecipiamo al Sacrificio stesso del Signore Nostro Gesù Cristo, quando partecipiamo alla Santa Messa! Essa è il Memoriale della SUA Pasqua (il Sacrificio della Croce, e la sua gloriosa Resurrezione)! Ma non SOLO! Il Santo Padre ha insegnato più volte che nei Santi Sacramenti, in special modo nella Santa Messa, si rende presente TUTTO IL MISTERO DI NOSTRO SIGNORE! Tutto! Dall'Incarnazione alla Resurrezione. Quindi: è impossibile considerare i nuovi Sacramenti come riproposizione degli stessi antichi, ma cambiati di significato! Le figure antiche avevano un velo potente che oscurava la Verità di Gesù Cristo, il quale è venuto nel mondo proprio per "dare compimento"! Altrimenti non sarebbe venuto nel mondo, se nulla doveva cambiare, o se doveva solo cambiare di significato (questa è la "Transignificazione" condannata da Paolo VI).
Il Cammino pratica una "pastorale sacramentale" sincretica col Giudaismo. E celebra i Sacramenti in modo "velato". Infatti, la Cena Pasquale Ebraica celebrata da Kiko (ipse dixit!), ri-vela il Mistero di Cristo! Perchè si celebra la CENA, nella quale la realtà di Cristo che si Sacrifica viene di nuovo velata. Infatti Cristo, quando Istituì il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia, non comandò di celebrare la CENA, ma solo quello che LUI HA ISTITUITO! E così l'unica sua Chiesa Cattolica, obbedendo, ha fatto nei secoli!

Il concilio Vaticano II, nonostante le criticità ricordate anche dal Santo Padre di recente, criticità determinate dal suo linguaggio e dalla ambiguità di certe asserzioni, NON HA MAI comandato di "ritornare alle radici", perchè i Cristiani devono attuare la volontà di Cristo, non quella di MOSE'! "Ritornare alle radici" sarebbe tradire lo stesso Signore Gesù, che ha comandato di credere SOLO IN LUI, e mettere in pratica ciò che ci ha comandato. Chi scrive questo messaggio non ha letto lui stesso i documenti del Vaticano II, che pure dice di conoscere.

Di seguito l'utente che si firma "Giona", scrive:
"Ritorno alle radici"?
Pubbliche pagliacciate con chitarrella,
coi canti di Kiko e le icone di Kiko
Oggi dovevano essere introdotte le modifiche alla liturgia del CN che voi state auspicando da tanto tempo, ma come sempre non è successo niente. Queste cose esistono solo nelle vostre menti Lefevbriane. Non avete ancora capito che tutta la liturgia del CN è stata approvata con il benestare di ben quattro Papi e che rappresenta una ricchezza per tutta la Chiesa ed è l'unica che possa attirare chi è lontano e non riesce più a capire un qualcosa che rappresenta solo una pastorale conservativa e non una missionaria. Lo scopo della Chiesa è portare a tutti la parola di Dio e il suo Messaggio di salvezza, mentre voi state propinando solo una serie di norme vuote forse siete un po' Pelagiani, non sapete che tutta la salvezza avviene per Grazia e non per una serie di riti vuoti. La domenica non è un tempo sacro ma un tempo santo cioè non qualcosa da dare al Signore ma un tempo che il Signore dà a noi, quindi la partecipazione all'Eucarestia diventa una cosa essenziale, perché è l'assemblea che fa l'Eucarestia e non il Sacerdote. Per questo la liturgia NC rappresenta qualcosa di nuovo e molto più alla portata di tutti i fedeli. Ma a voi non interessa che i lontani si convertano, a voi interessa solo la vostra celebrazione che nessuno più capisce. Ripensateci siete ancora in tempo.

"Ritorno alle radici"?
Balletto-girotondo neocatecumenale
E' un ritornello ormai ridondante e anche grave nella sua falsità. Molto ma molto preoccupante il neanche troppo velato ricorso al "sola fede" luterano. Molto triste leggere che la Sacra Liturgia, che ci viene direttamente da Gesù Cristo e dagli apostoli sia definita "vuoto rito"...
Non sarebbe nemmeno necessario confutare questo messaggio, alla luce del Magistero, tanto ne è distante. Giova rilevare la gravità di questi che ormai sono, pubblicamente, terribili colpi alla Fede Cattolica Apostolica Romana. Che la "Liturgia Nc" rappresenti qualcosa di "nuovo" è ormai assodato. Purtroppo questo "nuovo" è anche e soprattutto "altro" dalla Fede Cattolica, e non è stato approvato DA NESSUN PAPA, tanto meno 4!
La cosa grave è che questa propaganda si sia impiantata in modo assoluto.
Ma noi speriamo in Dio.. Solo Lui ci potrà aiutare, per mezzo della Madonna di Fatima.

99 commenti:

Anonimo ha detto...

Non è certamente vero che la "liturgia NC" è stata approvata da 4 Papi......è però vero che viene tollerata da troppi Vescovi.

contra camminantes ha detto...

"...è l'assemblea che fa l'Eucarestia e non il Sacerdote. Per questo la liturgia NC rappresenta qualcosa di nuovo e molto più alla portata di tutti i fedeli."

E' questo che vi insegna il capo-camminante? Vi ha convinti che esiste la "liturgia NC". Bestiale.

"278. Chi è il ministro della celebrazione dell'Eucaristia?

1348
1411

È il sacerdote (Vescovo o presbitero), validamente ordinato, che agisce nella Persona di Cristo Capo e a nome della Chiesa." (Catechismo della Chiesa Cattolica - Compendio)

Al Sant'Uffizio c'é una brutta gatta da pelare nell'Anno della Fede. Ma era ora...

Sebastian ha detto...

Kiko quelle cose sulla Pasqua Ebrea le ha dette in una conferenza pubblica, giusto?
Possibile che nessuno si sia preso la briga di dargli una lezioncina, in pubblico o in privato, e spiegargli che ha detto delle boiate?
Intendo qualche vescovo o cardinale (e perché no, anche il Papa...)?

P.S. Qualcuno mi spiegherebbe cosa sono queste famose tre lettere di cui si parla in questi giorni?

mic ha detto...

Possibile che nessuno si sia preso la briga di dargli una lezioncina, in pubblico o in privato, e spiegargli che ha detto delle boiate?

E' quello che ci siamo chiesti subito dopo l'accaduto. Anche youtube è pieno di video, dimostrazioni evidenti di catechesi sballate e 'alzate' improponibili; ma sembra che il 'vietato vietare' sia diventato un nuovo comandamento nella Chiesa di oggi, foriero di danni incalcolabili, ma inspiegabilmente perseguito...

FDF ha detto...

la "querelle" Antico-Nuovo mi sembra una questione di lana caprina trattata in un modo a causa del quale si perde alla fine il senso di quel che si dice. Gesù ha portato a compimento la Legge e i Profeti(e non l'AT come dice tal giona), il che significa molto semplicemente che Lui ha compiuto totalmente la Legge (Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.) obbedendo in tutto alla Legge ma in un modo completamente nuovo, perché la Legge alla maniera dei farisei era impossibile da sopportare, ma la Legge in sé, la Legge di Dio è perfetta e tutta la Legge e tutti i Profeti tendevano a Gesù Cristo come culmine, scritte in vista di Lui e per Lui. Cristo l'ha compiuta per noi fino alla fine, e nel Suo sangue certo ha stabilito la Nuova Alleanza nella quale non è che la Legge non ha più valore ma può essere adempiuta in Cristo in un modo totalmente nuovo, cioè nell'amore. E l'obbedienza ai comandamenti, in Cristo, non è più un fardello da sopportare con peso, non è una forma da assumere come fanno gli ebrei che semplicemente "osservano" la Legge alla lettera, ma un cammino di vita che ci preserva dalla morte, sostenuti ovviamente dalla Sua Grazia. E l'adempimento pieno della Legge, che sempre ci riguarda, grazie al sacrificio di Cristo viene da sé come atto di amore verso Dio e verso il prossimo:
Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole; perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge. Infatti(...)qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. e Gesù Cristo stesso dice una cosa mirabile:
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama
Perciò ciò che sta nella Legge e nei Profeti fa parte di noi, è Parola di Dio iscritta nel nostro cuore, ma noi cristiani la viviamo non da soli ma in Gesù Cristo.

Luisa ha detto...

Siccome, e me ne scuso, la voglia di prender tempo per reagire ai contributi di certi blogger neocatecumenali sta venendo meno, riciclerò alcuni miei commenti.
Ad esempio questo:

Non dovremmo spendere migliaia di parole per dire che solo il caos che conosce la Chiesa negli ultimi decenni ha potuto permettere ad un uomo di stravolgere e mutilare la Liturgia della Chiesa.
La sua ribellione e la sua superbia avrebbero dovuto subito essere sanzionate.
Purtroppo non è stato il solo ad osare manipolare la liturgia, ma è stato il solo a farne uno degli elementi essenziali di quel che aveva e ha in mente per la Chiesa, il perno attorno alquale gira tutto il suo sistema, il collante delle sue comunità, fondato sulle sue catechesi.
La "liturgia" in uso nel cammino nc è finalizzata al progetto di Kiko Arguello (e di altri con lui) che non ha mai temuto di dire che solo la sua nueva estetica salverà la Chiesa nel terzo millenio.
E lo ha fatto anche davanti a chi avrebbe dovuto rimetterlo al suo posto e spegnere il suo ardore frutto della sua superbia.
Purtroppo ha potuto camminare e far camminare con l`aiuto di chi avrebbe dovuto intervenire.
E oggi siamo qui a dover descrivere quel che non avrebbe mai dovuto accadere, a domandare che quello scempio prenda fine, dobbiamo dire il nostro sgomento a chi a parole ci dice che la Liturgia è fonte e culmine della nostra fede, e non una qualsiasi liturgia ma quella disciplinata dalle norme della Chiesa, e nei fatti legittima chi ha ferito la nostra fede nel suo cuore.

Stefano78 ha detto...

Vedi Luisa. Non hai tutti i torti.

Ma oggi c'è una novità. Questa "teologia giudaica" viene pubblicamente e ufficialmente accreditata, anche fra i fedeli.

Prima era "ufficiosa", ora no. E' chiaro che l'abbiamo affrontata un milione di volte, ma quello che sta alla base del Cammino è proprio questa teologia. Per quisto tempo fa espressi l'opinione che il problema del CnC è un problema che si risovle con la Tradizione della Chiesa. Perorare la Tradizione, implica risolvere questo problema. O contribuire a farlo.

Sebbene il CnC abbia assunto un problema più grave, perchè è effettivamente una "chiesa nella Chiesa", ha la radice in comune al problema dell' "ermeneutica della rottura". E' confutando quella, che si confuta ANCHE la teologia del CnC.

Perchè il metodo di Kiko è quello di anatemizzare la "Teologia"... Ma non quella SUA! Infatti, la Teologia Cattolica, Tomistica, lo smentisce. Con la scusa del pericolo di "superbia", Kiko annulla la teologia Cattolica, e insegna la Sua!

Per questo, sullo stesso piano, come sullo stesso piano delle presunte "approvazioni", credo sia utile mostrare la realtà dei fatti.

Poi, certo, è tediante leggere le stesse cose sempre. Ma forse utile focalizzarle. Potrebbe essere utile fare dei topic in evidenza di tutti questi argomenti, in modo da renderli sempre accessibili.

Perchè le "giutificazioni" sono sempre le stesse:

1. il Vaticano II ha decretato il "riotrno alle radici";
2. noi attuiamo il Vaticano II per il neocatecumenato;
3. il CnC è approvato da 4 Papi;
4. la "liturgia nc" è un "nuovo rito" della Chiesa

mic ha detto...

Perciò ciò che sta nella Legge e nei Profeti fa parte di noi, è Parola di Dio iscritta nel nostro cuore, ma noi cristiani la viviamo non da soli ma in Gesù Cristo.

E' questo il cuore di tutto. Ed è proprio questo che non colgono né quindi accolgono, soffocato da troppe parole vane e superficiali.
Per questo motivo ci sono altri post che non passo, che dimostrano la totale impermeabilità a questo discorso. Essi ritornano con pertinace ostinazione ai mantra tipo la "madreterra dell'ebraismo" e altre baggianate simili, e dunque non fanno altro che diluire e sviare con inutili elucubrazioni - che ormai è perfettamente inutile confutare perché qualunque cosa diciamo scivola loro addosso - il succo di quanto, con la sua retta visione, ha detto anche qua su FDF.

Appena ho tempo, chiarirò alcuni punti, confutando la loro pretesa di essere in linea con i documenti conciliari, i quali tra l'altro, come Nostra Aetate, a questo riguardo sono quanto meno ambigui. Ma loro vanno addirittura oltre...

Chi avesse voglia di approfondire può intanto leggersi questa riflessione.

Mi pare di averla già proposta, ma repetita iuvant, magari per chi legge solo ora.

mic ha detto...

Ricordo anche che Nostra Aetate è una semplice dichiarazione, che non ha valore dogmatico, non potendo acquisirlo neppure con le reiterate citazioni del cardinal Koch, peraltro da tribune mediatiche convegni e compagnia bella, o da qualche frase del libro di Benedetto XVI, che scrive come dottore privato e quindi non impegna alcuna infallibilità.

Lino ha detto...

FDF ha detto: "Gesù ha portato a compimento la Legge e i Profeti (e non l'AT come dice tal giona)"
Infatti, FDF. E, assieme a:
"Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento" (Mt 5:17)
anche bisogna considerare il ripetuto concetto in Mt 5 "Avete inteso che fu detto agli antichi... Ma io vi dico". Non c'è negazione (e quindi abolizione) di quello che fu detto. C'è, però, "Ma io vi dico...", che è un innegabile superamento.

Luisa ha detto...

Il cnc è emblematico della ROTTURA la più radicale con la Tradizione, il suo fondatore se ne vanta, e nessuno lo ha fermato.
A Kiko Arguello della Chiesa non va bene niente, ha rigettato in blocco -Tradizione (salvo i primi 300 anni...),
-Dottrina( o la "riinterpreta" a modo suo),
-Liturgia( ne ha inventata una spacciandola per cattolica),
-spazio sacro che devasta con le sue elucubrazioni,
-insegnamento(e inventa un percorso SEGRETO a tappe di tipo esoterico, iniziatico, massonico),
-prassi, quella sacramentale è un vero fallimento, da gettare nella pattumiera, e viva quella della nuova evangelizzazione di conio kikiano, per diffonderla e imporla viaggia in continuità e invita generosamente in Galilea vescovi del mondo intero.

Il Concilio Vaticano II è in continuità con la Tradizione e come tale i suoi documenti devono essere letti, è l`ermeneutica della riforma nella continuità.



Il cnc rigetta la Tradizione, è il frutto dell`ermeneutica della rottura la più radicale.


Se il Vaticano è in continuità con la Tradizione, il cnc non può essere definito un suo frutto.
Se si afferma che il cnc è un frutto del Vaticano II allora il Vaticano II non è in continuità con la Tradizione.



O allora che venga detto in modo chiaro che il cnc non può essere che il frutto di quello falso spirito del Concilio che ha immerso la Chiesa nel caos e condotto allo scempio dottrinale e liturgico.



I nostri Pastori non possono dirci e martellare che il CVII deve essere letto in continuità con la Tradizione e nel contempo definire frutto di quel Concilio chi della rottura ne ha fatto un marchio di fabbrica.

Quel linguaggio ambiguo , contradditorio, non coerente, ha già portato fin troppa confusione nella Chiesa, confusione e ignoranza.

mic ha detto...

1. il Vaticano II ha decretato il "riotrno alle radici";

C'è qui un'egregia risposta:

"l'archeologismo è un errore condannato dal Magistero [Mediator Dei] ed oggi abbiamo validi strumenti critici per comprendere che, lungi dal ricercare una presunta purezza delle origini, esso è invece un pretesto per bypassare a pié pari il secondo Millennio della Chiesa. Il motivo di questo salto storico è evidente: lo svilupparsi di nuove eresie, in particolar modo del Luteranesimo e del Calvinismo, portarono la Chiesa alla definizione più esplicita dei dogmi che quelle eresie negavano, e fecero sì che questa chiarificazione teologica trovasse perfetta ed inequivocabile traduzione nella Liturgia, laddove nell'antichità remota cui attingono i novatori la lex credendi non necessitava di una esplicitazione nella lex orandi. Tornare ai primi secoli della Chiesa non vuol dire risalire alla originaria purezza della Fede: anzitutto perché la Sposa di Cristo ha mantenuto intatta la purezza delle origini, a differenza degli eretici; in secondo luogo, perché i modernisti sanno bene che la formulazione dottrinale del IV secolo, non dovendosi confrontare con errori ancora di là da venire, non aveva bisogno di specificare nei suoi riti concetti che all'epoca erano condivisi. Ritornare alla liturgia del IV secolo al posto di quella codificata dal Concilio di Trento significa disarmarla dinanzi agli errori sopravvenuti, in modo da creare una concordanza artefatta tra cattolici ed eretici, attenuando ciò che quelli credono e questi rifiutano di credere.

Non a caso il Concilio e la conseguente Riforma liturgica si appellano con tanta insistenza alle origini: i novatori sapevano benissimo che, col pretesto di un ritorno all'antico, sarebbe stato facile attenuare o tacitare del tutto concetti fondamentali della dottrina cattolica tridentina, a vantaggio del dialogo ecumenico. Similmente procedono citando, in materia liturgica, i testi della Sacra Scrittura, fingendo di non sapere che i testi liturgici, in quanto voce orante della Tradizione, non sono meno autorevoli di quella, dal momento che sono entrambe fonti della Rivelazione."

Luisa ha detto...

Il cnc è approvato da 4 Papi"

Altro mantra molto gettonato.
I numeri, i benedetti numeri, anche se son gonfiati, anche se son falsi, 4 Papi! Addirittura!

I dirigenti del cnc si comportano come se considerassero il Papa una pedina più che utile, necessaria, con Giovanni Paolo II, per vari motivi, tutto filava via liscio, con Benedetto XVI la musica è cambiata.
Malgrado la sua estrema pazienza e benevolenza, la sua mitezza e la sua bontà, ha subito (2005) fatto capire ai neocatecumenali che certe cose dovevano cambiare, in primis il loro modo di celebrare l`Eucaristia.
Consapevole anche dei problemi che portano nelle parrocchie, ha da subito insistito sull`importanza della collaborazione con le altre realtà ecclesiali, e il suo discorso si è fatto chiarissimo il 20 gennaio quando ha ricordato che la sola forma ordinaria della liturgia, che è un culto pubblico e non privato, è quella della parrocchia e che i neocatecumenali devono unirsi ai parrocchiani in ogni caso alla fine del "cammino" ma anche già durante il percorso.

Se dunque con Giovanni Paolo II tutto sembrava facile, con Papa Benedetto la situazione si è complicata.
Allora i dirigenti del cnc si sono preparati alla battaglia, hanno affilato le loro armi, varie e "redoutables", e son partiti all`attacco non poi così sicuri della vittoria finale, hanno suonato il richiamo degli amici, che non dubitiamo hanno risposto "presente", hanno gonfiato i loro ranghi, acquisito nuovi alleati.

E continua la deplorevole strumentalizzazione che i neocatecumenali fanno dei Papi e delle loro lodi al loro movimento ( fatte del resto negli stessi termini agli altri movimenti postconciliari); dei discorsi, dei richiami, e perfino delle prescrizioni del Successore di Pietro, prendono in considerazione e conservano solo le lodi fatte in preambolo, il resto, se entra in un orecchio, esce subito dall`altro.

Sebastian ha detto...

Qualcuno mi spiegherebbe cosa sono queste famose tre lettere di cui si parla in questi giorni?

Luisa ha detto...

Devo essere più giusta e precisa, se è vero che troppi neocatecumenali sono permeabili solo al verbo kikiano e ermeticamente impermeabili a tutto ciò che non è conforme a quel pensiero, sono sempre più numerosi coloro che ascoltano e guardano Papa Benedetto, che, consapevoli della sua bontà e della sua pazienza e benevolenza, desiderano sinceramente obbedirgli e meritare la fiducia che ha riposto in loro.
Purtroppo si rendono conto che non è possibile farlo restando nel "cammino", perchè li vige e impera solo la legge degli iniziatori.
Si rendono conto che se vogliono obbedire al Papa, e cioè alla Chiesa, la contraddizione interna dopo un certo tempo diventa insopportabile, lancinante.

Stefano78 ha detto...

Dice FDF

Perciò ciò che sta nella Legge e nei Profeti fa parte di noi, è Parola di Dio iscritta nel nostro cuore, ma noi cristiani la viviamo non da soli ma in Gesù Cristo

C'è da sottolineare un punto importante.
E' vero che gli "Ebrei sono padri nella fede". Ma NON GLI EBREI POST-CRISTIANI.
I nostri "padri", come Abramo, come Mosè, come i Santi Profeti, sono gli Ebrei PROTOCRISTIANI! Con quegli "ebrei" noi siamo legati. NON CON QUELLI POST-CRISTIANI. Con quelli post-cristiani ci legano i libri del vecchio testamento che non hanno abolito. Infatti, non è vero che il nostro vecchio testamento e il loro "talmud" condividono gli stessi libri!

Dunque: cosa ci legherebbe agli ebrei post-cristiani?

Lino ha detto...

Certamente non i precetti su ciò che è kashèr mangiare.
A buon intenditor poche parole (allegoriche).

MAX ha detto...

1. la Messa è la perpetuazione del sacrificio di Cristo sui nostri altari.
Allora sia che venga celebrata da un solo sacerdote oppure da molti, sia con nessun fedele oppure con la presenza di una moltitudine di gente, ogni Messa offre a Dio un’adorazione, una lode e ringraziamento, una supplica di perdono e di richiesta di grazia che ha un valore infinito.
E poiché il sacrificio di Cristo è unico, le celebrazioni che vengono fatte sugli altari non aggiungono nulla al sacrificio compiuto sulla Croce.
Nella Messa non si ripete il sacrificio di Cristo. Non è una copia del sacrificio di Cristo, ma è l’originale.
San Tommaso è categorico su questo punto: tanto è l’effetto prodotto dalla Messa quanto è l’effetto prodotto dal sacrificio di Cristo sulla croce.
L’unica diversità è nel modo di essere offerto: sulla croce il sacrificio è cruento (con spargimento di sangue), sull’altare è incruento (senza spargimento di sangue).
L’unica cosa che si ripete è il rito.

2. Nell’ultima cena Cristo ha comandato di perpetuare il suo sacrificio dicendo “Fate questo in memoria di me”.
Ci si può chiedere quale sia il senso di questo comando dal momento che il sacrificio di Cristo ha un valore infinito ed è stato celebrato una volta per sempre.
Ebbene, l’unico scopo è il seguente: che gli uomini di tutti i tempi e di ogni luogo abbiano la possibilità di prendere parte come protagonisti al suo sacrificio.
Prender parte al suo sacrificio non significa semplicemente presenziare, ma unirsi con un sacrificio personale
In questo ambito si situa l’azione e il merito della Chiesa.
Per quanto attiene a coloro che sono fisicamente presenti, bisogna dire che il merito è proporzionato al loro grado di devozione.
E così può capitare che il sacerdote che celebra da solo, ma con un grado di santità molto avanzato, dia più gloria a Dio che il sacerdote che celebra con apatia e circondato da una moltitudine di fedeli che partecipano con altrettanta apatia e freddezza.

3. Cristo in croce ha voluto associare al suo sacrificio anche il sacrificio della Chiesa.
Allora in ogni S. Messa è presente tutta la Chiesa, anche se il sacerdote celebra senza la presenza di fedeli.
La offre però con le mani e per le mani del sacerdote, la cui presenza è insostituibile, perché solo lui, agendo in persona Christi, ha il potere di perpetuare il sacrificio della croce attraverso le parole consacratorie.

mic ha detto...

qualche piccola precisazione qui:
Ebbene, l’unico scopo è il seguente: che gli uomini di tutti i tempi e di ogni luogo abbiano la possibilità di prendere parte come protagonisti al suo sacrificio.

L'unico scopo è il seguente: rispettare lo ius divinum di Dio al culto, che è la funzione primaria della Chiesa.

Il VERO culto a Dio è proprio il Sacrifico del Figlio, offertosi liberamente per riscattare l'umanità decaduta e riportarla al Padre.

Il vero Protagonista è sempre Lui e Sua l'Actio liturgica divino-umana che ricade su tutti coloro che partecipano e solo in Lui e una volta avvenuta la Consacrazione (cf. Mediator Dei), offrendo la vittima senza macchia, non soltanto per le mani del sacerdote, ma insieme con lui, imparino ad offrire se stessi, e di giorno in giorno, per la mediazione di Cristo, siano perfezionati nell'unità con Dio e tra di loro, di modo che Dio sia finalmente tutto in tutti (Sacrosanctum Concilium).

Prender parte al suo sacrificio non significa semplicemente presenziare, ma unirsi con un sacrificio personale
In questo ambito si situa l’azione e il merito della Chiesa.


Sì, ma nel senso detto sopra...
In ogni caso vedere questa riflessione.

...E così può capitare che il sacerdote che celebra da solo, ma con un grado di santità molto avanzato, dia più gloria a Dio che il sacerdote che celebra con apatia e circondato da una moltitudine di fedeli che partecipano con altrettanta apatia e freddezza.

La gloria a Dio dunque non cambia, chiunque sia il sacerdote che celebra e a prescindere dalla quantità e qualità dei fedeli, se partiamo dal presupposto che la Messa di per sé ha valore infinito in quanto è il Sacrificio di Cristo che è nello stesso tempo Altare Sacerdote Vittima e Sacrificio.
"Ecclesia De Eucharistia " (2003), al n. 31: ... "la quale è sempre un atto di Cristo e della Sua Chiesa, anche quando non è possibile che vi assistano fedeli".

Sono i frutti che cambiano in base alla maggiore o minore partecipazione di Sacerdote e fedeli

Ruben02 ha detto...

@Lino

"Certamente non i precetti su ciò che è kashèr mangiare."

Magari Kiko ancora non c'ha pensato:
un bel business di supermercati e macellerie "kashèr", tutti rigorosamente riconducibili al Cammino.

Anonimo ha detto...

Per provare la Pace del cuore (un segno della presenza di Dio nella propria vita) ci vuole una buona preparazione, un buona partecipazione e un buon ringraziamento alla S Messa.
Parlando con un padre francescano che distribuisce la Comunione in ginocchio e sulla lingua, ho chiesto perché alcuni, tra cui sacerdoti, dicono che prendere Gesù sulle mani "è la stessa cosa", "non cambia nulla".
Ha risposto che si tratta di poco amore.
Come si fa nel CN ad amare Gesù di più quando si è obbligati a riceverlo sulle mani e una persona vorrebbe riceverlo in ginocchio e sulla lingua per atto di umiltà e di riverenza?
Nella Certosa di Farneta i certosini si prostrano per terra quando il Sacerdote alza l'Ostia consacrata con le mani.
Nelle nostre chiese non si fa così, ma perchè togliere anche la possibilità di una semplice prostrazione come lo stare in ginocchio quando si riceve Gesù e prenderlo per le mani del sacerdote direttamente sulla lingua?
Fortunatamente, nella nostra Chiesa c'è chi lo fa.

Mario



Anonimo ha detto...

Tempo fa dicevate che cantare shemá Israel era un tradimento al Dio Trino. Provate a leggere questo articolo comparsosu Zenith di questo sabito:

L'autocomprensione del Gesù storico alla luce dello Shema' Yisra'el

Un contributo teologico-esegetico per ricostruire la figura del Nazareno

Di Robert Cheaib

ROMA, 19 Gennaio 2013 (Zenit.org) - Nella ormai lunga e travagliata vicenda della «Ricerca del Gesù Storico», la «Third Quest» si presenta come il paradigma con lo strumentario il più moderato. Lungi dalle posizioni a fondo anti-semitico che ricostruivano la figura di Gesù a partire dal criterio di dissimilitudine con il suo ambiente giudeo, la Third Quest colloca decisamente il Nazareno all’interno del giudaismo del suo tempo. J.P. Meier, nella sua celeberrima opera A Marginal Jew riassume così la prospettiva della Terza Ricerca: «Il Gesù storico è il Gesù halakhico, cioè il Gesù preoccupato e impegnato a discutere della Legge mosaica e delle questioni pratiche che ne scaturiscono».

Ma quale tipo di giudeo era il Gesù storico, più esattamente? In quale direzioni ha compreso e rivolto la sua missione? Le risposte dei ricercatori variano. Alcuni ne sottolineano la dimensione socio-politica, altri lo associano ai farisei della scuola moderata di Hillel, altri ancora evidenziano la sua affinità con gli elleni, etc.

La proposta di Daniele Fortuna entra nel solco di questi tentativi di risposta e ricostruzione della figura storica di Gesù. Nel suo libro pubblicato presso le Edizioni San Paolo, intitolato: Il figlio dell’ascolto. L’autocomprensione del Gesù storico alla luce dello Shema‘ Yisra’el, l’autore sviluppa un’ipotesi geniale già enunciata dall’esegeta B. Gerhardsson, secondo cui lo Shema‘ Yisra’el, cuore pulsante della spiritualità giudaica, era il fulcro della spiritualità del Nazareno e il centro attorno a cui si possono unificare i vari fili del tessuto evangelico.

L’autore argomenta che il Credo di Israele, lo Shema‘, recitato da Gesù quotidianamente due volte sin dall’infanzia, ha impresso in lui «un’autentica spiritualità dell’ascolto, lo ha accompagnato nel suo cammino vocazionale e lo ha preparato a compiere ogni giorno la volontà del Padre fino al dono estremo di sé nella morte di croce» (462).

L’opera, frutto di una tesi di dottorato presso la Pontificia Università Gregoriana, gira intorno all’intreccio di due fulcri ermeneutici: lo Shema‘ Yisra’el e l’autocomprensione di Gesù. Essa considera, alla luce del piccolo credo recitato da ogni ebreo osservante, l’evolversi e il dispiegarsi dell’autocomprensione di Gesù, ossia «ciò che lui stesso riteneva di essere (cristologia gesuana), alla luce della singolare conoscenza di Dio come suo abbà (teologia gesuana) e in funzione della missione di cui si credeva investito, quella, cioè, di inaugurare l’avvento del Regno di Dio (escatologia gesuana)» (3).

Continua su zenith

FDF ha detto...

@stefanos78
senza dubbio non abbiamo nulla a che fare con gli ebrei dopo Cristo, quanto a fede.
Ti devo correggere: il Talmud non è la Legge (che è la Torah) ma un compendio infinito di commentarii rabbinici ad essa. A noi non ci riguarda il Talmud, poiché non siamo ebrei e onestamente non mi pare che nel CN si sia mai esaltato il Talmud (ma potrebbe essere che ricordo male)

@Lino
Grazie per la precisazione :)

l'apostata ha detto...

a Sebastian
Le tre lettere di cui parlava il talebano kikos nella discussione precedente (... "i suoi fondatori, a vostro grande dispiacere, saranno preceduti da tre lettere" ...) sono S, A, N. Ovvero, sono convinti che i trettre verranno fatti santi, tipo san Kiko patrono della finanza occulta, San Mario patrono dei muti, santa Carmencita patrona dei confusi.
Questa balordaggine l'aveva già tirata fuori il patetico Baccalà. Quando contestai le sbandierate apparizioni da bar dell'illuminato e la risposta della signorina con il celebre "benedetta tu fra le donne", il patetico Baccalà, non avendo come sempre argomenti, se ne uscì dichiarandosi certo della loro santità, attuale e futura. Arrivò a livelli altissimi di comicità quando, dopo aver affermato di credere alle millantate apparizioni dell'illuminato, aggiunse che se le aveva avute lui, poteve averle avute anche la signorina "benedetta tu fra le donne".
Insomma, una farsa. Ricorda tanto il film "Ferdinando re di Napoli", dove De Sica, finto monsignore, per diventare vescovo convince il debosciato re Ferdinando (Peppino De Filippo) che lo avrebbe fatto fare santo subito dopo il trapasso. Gli aveva addirittura preparato il santino mentre era ancora in vita! Il santino preparato mentre era vivo ti ricorda qualcuno per caso?
Sarebbe tutto da ridere, se non fosse per il male che fanno alla Chiesa e alle persone.
Pastori sordi e ciechi, dove siete?

Stefano78 ha detto...

Essa considera, alla luce del piccolo credo recitato da ogni ebreo osservante,

Ripetere forse giova. L'ebreo "osservante" di OGGI, è un ebreo POST-CRISTIANO, che ha dato un' interpretazione alle Scritture Antiche (che per lui sono le uniche!) secondo quanto professato dalla scuola farisaica e secondo quanto stabilito dopo il Sinodo ANTICRISTIANO di YAVNE. Dopo quel Sinodo sono stati "espunti", tolti, dei libri alla versione Biblica comunemente riconosciuta come ispirata.

Gli ebrei che OGGI recitano lo "Shemà", lo recitano in funzione anticristiana e antitrinitaria. Gesù recitava lo Shemà come seconda Persona della Santissim Trinità. Infatti il Gesù-Uomo non è "separabile" dal Gesù-Figlio di Dio!

Il Gudeo-Gesù, lo è "perfettamente". Lo è secondo LA SUA LEGGE, non secondo la legge degli uomini, che mentre professavano lo Shemà, non attuavano la Legge e i Profeti.

Dunque: cantare o professare OGGI lo "Shemà" equivale confondere le acque della Fede in CRISTO! Poichè se io canto lo Shemà davanti agli ebrei, quelli GIUSTAMENTE pensano che io NON SIA CRISTIANO!

I Cristiani HANNO uno "Shemà": quello che proclama Cristo Figlio di Dio, a Gloria di Dio Padre! Poichè Cristo non si è limitato a "pregare" lo Shemà, ma lo ha messo in pratica, Morendo in Croce!

Infatti la "mezzuzà" dei Cristiani, E' IL CROCIFISSO!

Dovremmo mettere quello, E NON LA MEZZUZA', sugli stipiti delle porte!

mic ha detto...

La proposta di Daniele Fortuna entra nel solco di questi tentativi di risposta e ricostruzione della figura storica di Gesù. Nel suo libro pubblicato presso le Edizioni San Paolo, intitolato: Il figlio dell’ascolto. L’autocomprensione del Gesù storico alla luce dello Shema‘ Yisra’el, l’autore sviluppa un’ipotesi geniale già enunciata dall’esegeta B. Gerhardsson, secondo cui lo Shema‘ Yisra’el, cuore pulsante della spiritualità giudaica, era il fulcro della spiritualità del Nazareno e il centro attorno a cui si possono unificare i vari fili del tessuto evangelico....
L’opera, frutto di una tesi di dottorato presso la Pontificia Università Gregoriana, gira intorno all’intreccio di due fulcri ermeneutici: lo Shema‘ Yisra’el e l’autocomprensione di Gesù. Essa considera, alla luce del piccolo credo recitato da ogni ebreo osservante, l’evolversi e il dispiegarsi dell’autocomprensione di Gesù, ossia «ciò che lui stesso riteneva di essere (cristologia gesuana), alla luce della singolare conoscenza di Dio come suo abbà (teologia gesuana) e in funzione della missione di cui si credeva investito, quella, cioè, di inaugurare l’avvento del Regno di Dio (escatologia gesuana)»


Come al solito, invece di rispondere nel merito alle nostre osservazioni e riflessioni, tornate alla carica con citazioni da autori-vari (in questo caso Zenit)...

Ebbene, non abbiamo nulla da dire su questa visione dello shemà=ascolta Israele, che tutti conosciamo.
Le nostre puntualizzazioni vengono fuori quando assolutizzate un elemento come lo shemah, facendone un punto-chiave della vostra esperienza (lo mettete nella mezuzah (il famoso astuccio) secondo il costume ebraico che in qualche modo sostituisce persino il Crocifisso! E' questo che non ha senso in un contesto cristiano, la cui forma di ascolto più profonda e significativa si trova nell'Adorazione di Cristo (e della Trinità che è in Lui) sia durante la Messa che nelle Sacre Specie nelle quali la sua Presenza perdura... o no?

alla luce della singolare conoscenza di Dio come suo abbà (teologia gesuana) e in funzione della missione di cui si credeva investito, quella, cioè, di inaugurare l’avvento del Regno di Dio (escatologia gesuana)»

In quest'ultimo punto si nota un'ambiguità ed uno stridore che voi certo non cogliete, nella vostra infatuazione per tutto ciò che sa di ebraico. Che significa la conoscenza di Dio come suo Abbà? Gesù non conosceva Dio come suo Abbà con una conoscenza acquisita era il Figlio di Dio e come tale agiva ed insegnava, come tale era Dio Lui stesso, il Verbo Incarnato che ha in Sé sia il Padre che lo Spirito Santo, e ci ha insegnato a conoscerlo come il Padre nostro!

E della sua missione, non si credeva investivo nel senso che ne avesse acquisito la consapevolezza (alcuni modernisti arrivano a dire al momento del Battesimo al Giordano), lo era fin da prima del concepimento, fin dal momento dell'annuncio dell'Angelo alla Vergine!

E' un linguaggio ambiguo che non ha la limpida chiarezza delle proposizioni veramente cattoliche...

Stefano78 ha detto...

Ti devo correggere: il Talmud non è la Legge (che è la Torah) ma un compendio infinito di commentarii rabbinici ad essa. A noi non ci riguarda il Talmud, poiché non siamo ebrei e onestamente non mi pare che nel CN si sia mai esaltato il Talmud (ma potrebbe essere che ricordo male)


Carissimo. Certamente non mi sono ben spiegato.

Gli ebrei hanno "due fonti" della Legge (ma in realtà è una sola). La Torah "Scritta" e la Torah "orale" (Talmud). Ques'ultima contiene precisamente l'interpretazione e gli insegnamenti dei quella "Scritta". La "Torah scritta" è composta come segue:

1. Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio)
2 Profeti (Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, Amos, Gioele, Abadia, Giona, MIchea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia)
3. Gli "Scritti" (Salmi e Libri dei proverbi, di Giobbe, il Cantico dei Cantici, Rut, le Lamentazioni, il Qoelet, Ester, Daniele, Esdra, Neemia, Le cronache)

La "Bibbia ebraica" manca di Libri importanti presenti nell'Antico Testamento ereditato dai Cristiani. E il Talmud interpreta questi Libri antichi "epurati", in modo anticristiano e antitrinitario.

Questo era quello che volevo dire.

Lino ha detto...

Su zenith c'è scritto:
"Ma quale tipo di giudeo era il Gesù storico, più esattamente?.."
Tanto divagano, poi, che mi stanno inducendo un'avversità ogni qualvolta che, in materia di cristianesimo, leggo il vocabolo "storico".
Per fortuna, un altro autore ha scritto di aver voluto "giungere alla certezza della figura veramente storica di Gesù" a partire da "uno sguardo sul Gesù dei Vangeli". Questo autore si chiama Joseph Ratzinger.

"E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». (Gv 2,9-10).

Kiko vi ha spiegato, cari neocatecumenali, chi simboleggia il "maestro di tavola"?
A quello che ha detto Stefano ("Dunque: cantare o professare OGGI lo 'Shemà' equivale confondere le acque della Fede in CRISTO!")io aggiungo che nemmeno in quel tempo gli ebrei erano molto attenti all'acqua.

Già l'ho suggerito una volta: il "passaggio" che dovreste fissare nelle vostre catechesi è quello della transizione dei segni nelle Nozze di Cana, dall'acqua al Vino/Sangue, dalla Torah ai Vangeli. Invece confondete le idee ai "lontani", annacquate "il vino buono".

by Tripudio ha detto...

Mi vien che ridere quando qualche autore comincia a elucubrare su cose come «l'escatologia gesuana»...

Anonimo ha detto...

C'era un monaco benedettino liturgista che disse, in tv, che tutti dovrebbero adeguarsi alla Liturgia della Chiesa, e non solo Eucaristica. Lui diceva che l'ideale sarebbe che in tutte le Chiese si facessero i vari momenti di liturgia a cui tutti potessero. Se Kiko ha doti creative è un bene, se ha il carisma dell'evangelizzazione, bene...ma non poteva rimanere, liturgicamente parlando, vicino alle ricchezze e alla tradizione della nostra Chiesa?
Ho partecipato alla Messa di un sacerdote neocatecumenale che distribuiva il Corpo di Cristo intingendolo nel Calice e dando sulla lingua del fedele. Mi è sembrata una buona idea che potrebbero benissimo adottare tutti i neocatecumenali.
Non si può dire che c'è un problema di tempo. Infatti, nel modo attuale di distribuire la Comunione nel CN, i laici vanno presso tutti i fedeli e solo quando ritornano nei pressi dell'Altare il Sacerdote pronunzia della Parole e tutti, contemporaneamente, si nutrono del Corpo di Cristo. In quel momento, qualcuno inconsapevolmente si pulisce le mani dalle "Sante Briciole" strofinandosi i palmi, altri invece (non pochi) avvicinano la loro lingua o la bocca al palmo perchè non sanno come afferrare la briciola del Corpo Sacratissimo di Cristo. Dopo di ciò, si ripete l'operazione con il Sangue di Cristo: i laici vanno verso ogni fedele e ognuno bene dallo stesso Calice grande con molti spigoli. Quando rimane poco nel Calice, il laico dice: "bevilo tutto!" allora l'ultimo beve di più.
Quindi, il tempo per tutta questa operazione è maggiore se ci fosse stato un sacerdote a dare la Comunione direttamente sulla lingua intingendola nel Calice del Sangue di Cristo. In questo modo, i laici continuavano a cantare canti (però opportunamente indicati e non a caso come spesso succede).

Mario

Anonimo ha detto...

Ecco cosa dice la mistica Simma che intercedeva per le anime del Purgatorio:
"L'anima di un sacerdote venne da me e mi disse di pregare per lui, perché doveva soffrire molto. Di più non poté dire; poi sparì. Un'altra anima del Purgatorio mi spiegò in seguito: "Egli deve soffrire mol­to, poiché ha seguito l'uso di distribuire la Comunione nelle mani dei fedeli e perché ha fatto rimuovere i banchi che servivano per ricevere la Comunione in ginocchio. Si potrebbe aiutarlo rimettendo i banchi al loro posto, là dove egli li fece togliere, ed esortando coloro che furono abituati da lui a ricevere la Comunione nelle mani a non farla più così". Parlai con il Decano del posto, che ebbe molta comprensione. Disse: "Non sono stato io ad introdurre l'uso della Comunio­ne in mano. Per quanto riguarda i banchi, posso tentare di soddisfare questo deside­rio, ma devo lasciare che decidano i sacer­doti del luogo". Parecchie volte venne l'anima di un altro sacerdote, lamentandosi che soffriva moltissimo, poiché aveva rimosso i banchi in chiesa, costringendo il popolo a riceve­re la Comunione in piedi. Da ciò si capisce che qualcosa qui non funziona. È vero: il Papa ha permesso di ricevere la Comunio­ne anche in piedi. Chi però desidera ingi­nocchiarsi, deve avere la possibilità di farlo. Così vuole il Papa, e noi possiamo pretendere ciò da ogni sacerdote. Se un sacerdote, o un vescovo, sapesse qual è la sua grande responsabilità nell'in­trodurre l'uso della comunione in mano, non lo farebbe certamente, e non lo per­metterebbe..."

Mario

Anonimo ha detto...

https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:pmZhzel0qf4J:www.mariamadremia.net/index/Comunione%2520sulla%2520mano%2520new.pdf+&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShyeokijkYvE2He98C7ocNFccOycUxHoa7Okyi5z50UYcgsxFI_2iJcebEG9xn5oRXXRUX50moBqRINfFgASQWmL3zVFq7z7t1vHoinPOzZzMFaSkJtp8AeJ5V_nABckOObywJu&sig=AHIEtbRYj8fCshVBMDVyt_xGCjB-R_hJJA

Mario

mic ha detto...

Ho partecipato alla Messa di un sacerdote neocatecumenale che distribuiva il Corpo di Cristo intingendolo nel Calice e dando sulla lingua del fedele. Mi è sembrata una buona idea che potrebbero benissimo adottare tutti i neocatecumenali.

Evidentemente era un NO normale, non era una messa nelle comunità, altrimenti non si sarebbe sognato minimamente di farlo. Ha trovato il modo di dare la comunione sotto le due specie ed è quello giusto.

Il problema, poi, quanto ai neocat, è che oltre ad adottare il modo, dovrebbero recuperare il retto significato...

Anonimo ha detto...

si il sacerdote neocatecumenale celebra la Messa della Parrocchia, non neocatecumenale, in quel modo giusto.
Dovrebbe essere fatto così anche nel Cammino.
Un padre francescano dell'Immacolata, ha messo un bellissimo crocifisso al centro dell'Altare a muro dove celebra. Il crocifisso sopra l'Altare e non al lato rende meglio l'idea che sull'Altare Gesù è crocifisso per noi.


Mario

contra camminantes ha detto...

Se si vuole, il problema liturgico dei camminanti si risolve di punto in bianco, anche facendo salvo il particolare stile del loro apostolato.

Basterebbe che per le celebrazioni eucaristiche si aggregassero agli altri fedeli della parrocchia la Domenica, senza separarsene e accettando il Rito Romano della Santa Messa. Nelle sale parrocchiali o altrove, di sabato o in altri giorni, potrebbero fare tutte le riunioni conviviali o incontri di catechesi, di lettura etc.

Ma lo vorranno?

Ruben02 ha detto...

"contra camminantes ha detto...
Se si vuole, il problema liturgico dei camminanti si risolve di punto in bianco, anche facendo salvo il particolare stile del loro apostolato."

Non dimentichiamo che oltre al problema liturgico c'è anche un enorme problema dottrinale.
Capisco però, che è praticamente impossibile,per come è impostata la Chiesa al momento,ottenere tutto e subito.

by Tripudio ha detto...

Oltre al documento segnalato da Mario vorrei segnalare l'agevole libretto che nel 1989 un gruppo di laici diffuse a proprie spese contro l'introduzione in Italia della "comunione sulla mano".

Il libretto Comunione sulla mano? NO! elenca con semplicità i principali problemi pratici e teologici di una siffatta pratica.

Desidero anche segnalare una pagina del blog Opportune importune sul problema che pone la legge ecclesiastica attualmente in vigore, che comanda che il modo di ricevere la Comunione deve essere "alla bocca" ma che fumosamente permette una pratica (quella della comunione "sulla mano") che però esplicitamente sconsiglia.

Nel Cammino inventato da Kiko e Carmen vige un'esasperazione della già problematica "comunione sulla mano", come avevamo evidenziato già più volte.

Anonimo ha detto...

Purtroppo, ci sono sacerdoti anche bravi che dicono che "non importa ricevere Gesù sulla mano o sulla lingua, basta riceverlo in un cuore puro". Altri, tra cui tutti i francescani dell'Immacolata, i tradizionalisti e altre pii sacerdoti che avvalorano le ragioni riportate in questo blog della Comunione sulla lingua per le mani del Sacerdote. In questa situazione, moltissimi fedeli possono rimanere confusi e incerti.
Il mio consiglio è quello di vedere il Capo della Chiesa, il Sommo Pontefice che sta al di sopra di tutti, come fa.
Inoltre, bisogna anche ascoltare la voce di Santi e Dottori della Chiesa, come San Tommaso D'Aquino, San Gregorio I, San Leone I, San Girolamo, Sant'Innocenzo I, per arrivare anche ai santi più recenti come San pio da Pietrelcina, la beata Madre Teresa di Calcutta e il suo padre spirituale John Hardon (http://www.santiebeati.it/dettaglio/95163)
e numerosi altri santi e mistici

Ai laici non costa nulla ricevere Gesù sulla lingua, senza alzare la mano
Questo è il primo passo che possiamo fare tutti.

Mario

Stefano78 ha detto...

"non importa ricevere Gesù sulla mano o sulla lingua, basta riceverlo in un cuore puro".

Già. Frase veramente fastidiosa ripetuta come un "mantra".

Ma mostra una cosa terribile: il "razionalismo". Il "filosofismo". Il Cristianesimo è diventato non più la religione "Incarnata", ma un buddismo riveduto e corretto!

Questo vulnus terribile di un "idealismo" razionalista del Cristianesimo è al fondamento della distruzione dell'Architettura Sacra e dei GESTI Sacri.

Tra cui quello di ricevere il Santissimo devotamente.

Anonimo ha detto...

Dal 6 febbraio Famiglia Cristiana mette in vendita la biografia dell'"eretico" Kiko con prefazioni di due cardinali. Tutti eretici anche loro? Saluti, e pace, Elio.

Anonimo ha detto...

Salve,
avete notizie delle decisioni della CDF sul modo di clelebrare la Santa Messa nel CN?

Voci di palazzo dicono che siano state date già alcune direttive per cui dovranno celebrare la messa tutte le comunità riunite.

Altre info?

Anonimo ha detto...

P.A.

Cari tutti,
potete stare tranquilli. La novità che esce dalla convivenza di Porto san Giorgio e che ora verrà riportata a tutte le comunità è che verrà rivisto lo Statuto e le comunità non potranno più celebrare da sole, ma la domenica mattina insieme con la comunità parrocchiale. Resta invariata la celebrazione infrasettimanale.
Tempo 3 anni per chiudere i seminari redemptoris mater e tutte le vocazioni nate nel cammino dovranno comfluire nei vari seminari diocesani.
Kiko dixit: Faremo così perché ce lo chiede il Santo Padre, a lui obbediamo come abbiamo sempre fatto.

FDF ha detto...

@Stefanos78
Vero, se però dietro, oltre al gesto, c'è il cuore puro, l'intenzione retta.

by Tripudio ha detto...

Quando uno ha davvero il "cuore puro" comincia a moltiplicare i gesti di devozione e di rispetto.

Quella vergognosa bugia del "cuore puro ma comunione con le mani" è la negazione della spiritualità cattolica.

I neocatecumenali che intervengono su queste pagine non sanno neppure immaginare con quanta devozione immense schiere di santi lungo venti secoli si sono "umiliate" di fronte a Cristo presente nel Santissimo Sacramento - dove il termine "umiliati" non significa autoinsultarsi e autodistruggersi (come avviene nel Cammino), ma significa rendersi piccoli (col silenzio, con l'inginocchiarsi, col cuore traboccante di gratitudine e di desiderio) per meglio vedere la grandezza e la sublimità del Signore realmente presente.


Detto tra parentesi, la liturgia "nasce" proprio dal rendersi conto della presenza reale di Nostro Signore - non è un'iniziativa umana organizzata con seggiole e chitarrelle (come avviene nel Cammino), ma è il risultato di quel rendersi conto.

Un caso su cui vale la pena riflettere parecchio (specialmenet i neocatecumenali dovrebbero molto riflettere!) è quella storia vera di quelle donne educate alla sciatteria del "Novus Ordo", che ripulendo gli arredi sacri cominciano a rendersi conto a poco a poco che in quel calice c'è stato davvero il Signore, su quel corporale c'è stato davvero Gesù Cristo, quella patèna è stata come la culla del Bambinello (non solo simbolicamente, ma "sacramentalmente")...

E così cominciano a comportarsi di conseguenza, a riverire in ogni modo quelle suppellettili sacre, più di quanto non abbia mai insegnato il loro stesso parroco, sciatto come tanti altri.

Quel "rendersi conto" della presenza reale di Nostro Signore ha portato quelle donne a gesti "liturgici" di rispetto e di devozione.

Si tratta esattamente della stessa dinamica per cui i santi fanno gesti di devozione e di rispetto non perché "decidono" di farli, non perché li abbiano "programmati", non per "eseguire" qualcosa di spirituale, non per "portare avanti" un qualche progetto o itinerario, ma perché si rendono conto della presenza del Signore.

Di fronte al Signore realmente presente non si mettono a grattugiare la chitarrella ndrùng-ndrùng-ndrùng, non si mettono seduti sulla poltroncina con il deretano ben comodo, non tracimano sguaiati e chilometrici fiumi di parole, non usano le mani.

Madre Teresa di Calcutta - tanto per nominarne una non sospettabile di "lefebvrismo" o di "tridentinismo" - baciava la pìsside che avrebbe contenuto le particole consacrate (gesto estremo di semplicità e affettuosità, inconcepibile agli elucubratori professionisti di "cena escatologica dell'escatologia gesuana"), madre Teresa faceva ore e ore di adorazione silenziosa, e diceva che il peccato più grande della Chiesa moderna è la comunione sulla mano.

by Tripudio ha detto...

Attenzione: i santi non "portano avanti" progetti. Non portano avanti una loro idea, una loro devozione, un loro "carisma specifico", un loro "itinerario di formazione". Niente di tutto questo. I santi agiscono come agiscono perché ci credono sul serio, non perché "portano avanti" un programma. Siamo noi che per brevità e per pigrizia pensiamo che portino avanti un "progetto" o un "itinerario". I santi vivono la fede (fino all'ultimo dettaglio: si inginocchiano davanti al Santissimo anche quando nessuno li vede, perché credono sul serio).

Anche quando ai nostri occhi sembra che abbiano un "progetto", i santi sanno che non appartiene a loro ma al Signore, e pertanto quando la Chiesa pone limiti e vincoli (o addirittura divieti), i santi si fanno subito da parte perché essendo convinti che quel "progetto" appartiene al Signore, sanno bene che non sono loro ad essere danneggiati.


L'atteggiamento dei santi è sempre stato all'estremo opposto di quello che Kiko e Carmen ci hanno abituato da mezzo secolo a questa parte.

Coloro che idolatrano Kiko lo descrivono come «uno che porta avanti una catechesi [cioè un insegnamento inventato da lui], porta avanti una liturgia [cioè gli strafalcioni inventati da lui e dalla Carmen], porta avanti...».

Vi prego, notate bene tutte le volte che si dice che Kiko porta avanti.

A muso duro, infischiandosene dei divieti della Chiesa ed anzi facendosene addirittura beffe («ora è il Papa a dover combattere con Arinze!» disse Kiko il 13 giugno 2008), lottando furiosamente persino contro il retrocedere di un passo (vent'anni di lotte del Cammino in Giappone per evitare di chiudere il seminario kikiano RM di Takamatsu... e alla fine lo hanno semplicemente traslocato a Roma, in modo che si veda che il Cammino la spunta sempre, anche dopo aver combattuto un'intera conferenza episcopale per un intero ventennio).

E quando Kiko grida di portare avanti un bislacco «ritorno alle radici», beh, cari fratelli neocatecumenali, ma come fate a farvi prendere così per il sedere? Nell'Ultima Cena c'erano forse poltroncine e chitarrelle? Si cantavano forse le canzoncine di Kiko? Sì, quelle canzoncine ndrùng-ndrùng-ndrùng dove vengono affastellati paroloni ebraici e versetti biblici mentre si esibiscono "icone" di Kiko, drappeggi di Kiko, copri-leggio di Kiko, copri-Bibbia di Kiko, portachiavi "designed by Kiko"...

Più che un "ritorno alle origini", sembra un ritorno ai neocatecumenal-shop (come il gran CA'AL)...

by Tripudio ha detto...

L'agiografia edificante di Kiko sull'autorevole e prestigiosa Famiglia Cristiana: ah, davvero, solo questo ci mancava... Chissà se pubblicheranno le foto di Kiko che si trovano liberamente su internet e (di conseguenza) anche su questo blog.

Lino ha detto...

Anonimo ha detto... "Dal 6 febbraio Famiglia Cristiana mette in vendita la biografia dell'"eretico" Kiko con prefazioni di due cardinali. Tutti eretici anche loro? Saluti, e pace, Elio."
E qual è il problema? Anche "Famiglia Cristiana" ha bisogno di vendere, mica soltanto il CAAL - Centro per Arte e Arredo Liturgico. Saluti, e verità, Lino.

Sebastian ha detto...

P.A.

Cari tutti,
potete stare tranquilli. La novità che esce dalla convivenza di Porto san Giorgio e che ora verrà riportata a tutte le comunità è che verrà rivisto lo Statuto e le comunità non potranno più celebrare da sole, ma la domenica mattina insieme con la comunità parrocchiale. Resta invariata la celebrazione infrasettimanale.
Tempo 3 anni per chiudere i seminari redemptoris mater e tutte le vocazioni nate nel cammino dovranno comfluire nei vari seminari diocesani.
Kiko dixit: Faremo così perché ce lo chiede il Santo Padre, a lui obbediamo come abbiamo sempre fatto.


Per ora non confermo e non smentisco, ma a breve da me ci sarà una celebrazione della parola a comunità riunite...
Quella dei RM mi sembra una balla, anche se me lo auguro, visto che ho degli amici in seminario RM...

Anonimo ha detto...

Il CN fa perdere moltissimo tempo ai suoi fedeli con l'offrire loro la lettura degli Statuto con l'offerta di almeno 10 euro. Uno Statuto che è stato cambiato già diverse volte e, quindi, quello di prima non andava bene. Dunque i fedeli hanno perso tempo nella lettura.
Quel tempo potevano spenderlo in altri modi: Adorazione Eucaristica, opere di bene presso gli ospedali, ecc.


Mario


Anonimo ha detto...

Se è vero che la prima condizione nell'accostarsi a ricevere Gesù con amore e purezza di cuore, quindi lo stare in grazia di Dio mediante la confessione fatta tempo prima, è anche vero che ogni fedele può e deve scegliere il gesto esteriore che più ritiene essere un atto di riverenza e omaggio a Nostro Signore. Se i monaci certosini che curano la Liturgia (è una cosa straordinaria, una liturgia tradizionale vissuta in modo intenso con un momento di silenzio e di adorazione non inferiore a 5 minuti) si prostrano a terra quando il sacerdote alza Gesù Ostia, allora cosa potrà essere a confronto un semplice inginocchiarsi e ricevere Gesù sulla lingua con l'umiltà del gesto, oltre che del cuore?
Mentre il riceverLo sulle mani, anche se si ha la purezza di intenzioni non esprime esteriormente lo stesso gesto di riverenza che si ha nel cuore.

Mario

Anonimo ha detto...

Una santa diceva che il protestantesimo è molto triste.
Si può dire lo stesso in altro senso, più c'è mancanza di Sacralità nel Cattolicesimo e più c'è tristezza nei fedeli, o magari una falsa gioia che è quella di cantare tutti insieme e battere le mani.

Mario

Sebastian ha detto...

@Mario
Da quello che scrivi, fatico a immaginarti in mezzo a una celebrazione neocat, ma anche in qualsiasi messa di una tipica parrocchia di città, dove comunione con la mano, gente che non si inginocchia e canzonette con le chitarre sono la norma :D
Non so tu di che città sei, ma dalle mie parti, nelle parrocchie di periferia, non si trovano celebrazioni liturgiche anche minimamente vicine a ciò che ci racconti (che poi dovrebbe essere la norma).

Anonimo ha detto...

Domenica mattina in parrocchia? come faranno le parrocchie che hanno tante comunità ad ospitarle 200 o 300 persone in più? In più addio per sempre alle celebrazione del sabato? La vedo dura...

by Tripudio ha detto...

Beh, i neocatecumenali possono benissimo andare nelle rispettive parrocchie di appartenenza... Così anziché 200 in una singola parrocchia, ne vedrai 3 da una parte, 4 nell'altra, 2 nella parrocchietta in fondo al paese...

In questo caso i "progressisti" ecclesiastici sarebbero ben contenti di rimpolpare le singole parrocchie.

Ricordiamoci infine che il problema principale del Cammino è costituito dagli strafalcioni liturgici che gli "iniziatori" considerano assolutamente irrinunciabili (al punto che dal 2005 ad oggi stanno ancora disubbidendo al Papa che li ha esplicitamente vietati).

Dato che una nuova "lettera" sortirebbe lo stesso effetto (cioè disubbidienza corredata dai soliti inutili paroloni ipocriti), allora nei sacri palazzi avranno probabilmente pensato che il problema del Cammino va affrontato "lateralmente".

Senza dubbio i neocatecumenali faranno buon viso a cattivo gioco, tentando (spesso con successo) di imporre gli strafalcioni kikiani-carmeniani nelle parrocchie (tanto più se vi sono obbligati ad andare, tanto più se trovano l'humus adatto, quello fatto di canzonette sciatte e di approssimazioni liturgiche).

Per questo è necessario ricordare sempre che il problema non è "imporre" qualcosa al Cammino e inventarsi modi per costringere i neocatecumenali ad ubbidire alla Chiesa.

Occorre invece continuare a ricordare quale è la liturgia della Chiesa (attenzione: liturgia, non il "fai-da-te" degli autoeletti "portatori di itinerari") e quale è l'insegnamento della Chiesa (attenzione: il Catechismo della Chiesa, non un autonominato "ritorno alle origini" autonominato "carisma" autonominato "catechesi adatta ai tempi odierni"...).


Ricordiamoci che i neocatecumenali hanno in odio la Tradizione, hanno in odio l'ubbidienza, hanno in odio la liturgia della Chiesa, poiché per loro Kiko è più importante del Papa. Anche quando mentono dicendo il contrario. Che lo facciano in buona fede, torna ugualmente a loro danno.

Depurare il Cammino dai numerosissimi errori di Kiko e Carmen significherà fare del bene a tutte le anime che in sincerità hanno accettato di iniziarlo per ravvivare la propria fede. La verità può essere una medicina indigesta, ma è sempre efficace.

Anonimo ha detto...

avete notizia della pubblicazione imminente diun catechismo kikiano con nihil obstat del cardinale schonborn e di un altro cardinael?

by Tripudio ha detto...

Si tratta probabilmente del libro di catechesi kikiana-carmeniana "per i giovani" da distribuire nelle parrocchie romane (ormai colonizzate dai "presbìteri" neocatecumenali grazie all'opera del card. Vallini) con tanto di imprimatur del card. Cañizares Llovera... esatto: proprio il Cañizares, proprio quello col quale Kiko si vanta di fare la "comunione seduti", proprio lo stesso cardinale che poche settimane fa tuonava contro gli abusi liturgici.

I neocatecumenali non si rendono conto di essere una pedina di un progetto più grande di loro, ed il tronfio Kiko non si rende conto di essere pedina di un progetto più grande di lui.

Le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa, ma è altrettanto vero che un gran numero di anime ha ricevuto e continua a ricevere "miele avvelenato" dal Cammino.

Stefano78 ha detto...

Il fatto che si imponga al CnC di partecipare alla Messa DOMENICALE della Parrocchia, sarebbe sicuramente benvenuto.

Lo sarebbe meno se la "nuova estetica" si trasferisse dalle Sale alla Parrocchia! Come lo sarebbe meno se la struttura litrugica dell'Eucaristia Nc venisse applicata in Parrocchia!

Se il CnC dovesse partecipare alla Messa Domenicale, dovrebbe farlo secondo i canoni della Chiesa..

E credo che, se dovessero chiedere al CNC di partecipare la Domenica, dovrebbero chiedere anche che la lettera del Papa fosse applicata..

Anonimo ha detto...

"Anonimo ha detto...
Domenica mattina in parrocchia? come faranno le parrocchie che hanno tante comunità ad ospitarle 200 o 300 persone in più? In più addio per sempre alle celebrazione del sabato? La vedo dura.."
----

Considerando che in italia i "praticanti" sono poco più del 10% e le chiese sono capienti,200 o 300 persone in più non costituiscono un problema.

Sebastian ha detto...

@Tripudio

Mi risulta che Vallini non abbia molta simpatia per il cammino...

Anonimo ha detto...

sempre dite che voi non siete vicini alla S.Pio X.
quindi perchè non prendete le distanze anche da loro..... visto che Mons. Di Noia a nome della commissione Vaticana, la definisce "inaffidabile".
non mi risulta, (provate il contrario) che una qualsiasi commissione vaticana, abbia definito il cammino "inaffidabile".
a questo punto, presa coscienza di ciò, prese le debite distanze anche dalla S.P.X mettete in guardia dal loro modo invalso di celebrare Eucarestia, così tanto per Cristiana correttezza che non vi contraddistingue.

certo della non pubblicazione, ringrazio per la vostra lettura

Anonimo ha detto...

Ogni buon cattolico dovrebbe pregare e offrire sacrifici a Dio per il Papa e per le sue intenzioni. Almeno questa dev'essere una delle intenzioni principali. Sicuramente una delle intenzioni del Nostro Santo Padre è che la Liturgia Eucaristica si celebri senza abusi, proprio come fa lui, quindi anche distribuendo la Comunione in ginocchio e sulla Lingua.

Chi vuole trovare le Chiese dove si celebra in questo modo potrebbe vedere dove si trovano i francescani dell'Immacolata, chiedere loro, o dove si celebrano le Messe Tradizionali o ci sono anche alcuni Parroci che danno la Comunione così.


Mario

Anonimo ha detto...

Quando Gesù distribuì il suo Corpo direttamente sulla lingua degli Apostoli e poi fece bere dal Calice, "Giuda parti’ senza preghiera e senza ringraziamento, dal che’ puo’ farsi giudizio quanto male sia se si abbandoni, senza rendimento di grazie, la mensa del pane quotidiano ed eterno. Per tutto il tempo del pasto, io avevo visto ai piedi di Giuda, sedere la figura di un piccolo mostro rosso spolpato. Quando Giuda era li’ per uscire dalla porta, gli vidi tre demoni intorno: il primo gli entrava in bocca, un altro lo incalzava da tergo e l’ultimo correva dinanzi a lui. Era notte e sembrava gli facesse lume. Egli correva, correva come un fuoribondo".

Rivelazione beata Emmerick

Anonimo ha detto...

Da Facebook:

Berardo Ferretti(NC)

"...Nel mondo neocatecumenale le dottrine sono segrete, ci sono gli "arcani" che vengono rivelati a tappe successive (neppure i cosiddetti "catechisti" sanno quali saranno le cose che compariranno ai passaggi successivi), e il Direttorio che ufficialmente sarebbe approvato è segretissimo (guai ai neocatecumenali che osano curiosare su "cosa ci sarà dopo": gli viene gridato in faccia "non ti fidi? non hai fede!")."







Luisa ha detto...

Caro Sebastian, temo che le tue fonti di informazione si sbagliano o ti inducano volutamente in errore, non sono romana...ma chi è romano può facilmente testimoniare come Vallini stia neocatecumenizzando la Diocesi del Papa, affida le parrocchie al cnc, le catechesi idem, e perfino la pastorale vocazionale adotta il linguaggio tipicamente neocatecumenale.

Anonimo ha detto...

San Giovanni Crisostomo sicuramente avrebbe preferito la pressi della Comunione sulla lingua se fosse data questa scelta.

Anonimo ha detto...

Altro ipermercato NC con articoli ebraici in grandissima copia:


http://www.zikaron.it/Ebraica.htm

aleCT ha detto...

"La novità che esce dalla convivenza di Porto san Giorgio e che ora verrà riportata a tutte le comunità è che verrà rivisto lo Statuto e le comunità non potranno più celebrare da sole, ma la domenica mattina insieme con la comunità parrocchiale."

Mettiamo che sia vero...come farà il fratello giona? Lui che ha chiamato la messa uscita dal CVII un "vuoto rito"?

A parte gli scherzi mi permetto solo di linkare degli estratti dal direttorio pastorale liturgico della mia diocesi

http://www.diocesi.catania.it/sites/default/files/Direttorio%20Liturgico%20Pastorale.pdf


Sull'Eucarestia

"è riprovato ogni forma di improvvisazione, di invenzioni arbitrarie, di aggiunte
al rito o sostituzione parziali di esso e strumentalizzazioni della celebrazione per occasioni
particolari. Si educhino, inoltre, i fedeli al valore universale della celebrazione eucaristica"

"Ribadendo il prescritto del documento CEI „I1 giorno del Signore" (nn. 32-33)
non sono consentite contemporaneamente molteplici celebrazioni eucaristiche nella stessa
chiesa e nei locali adiacenti nei giorni festivi e pre-festivi. In tali giorni è proibita, inoltre, la
privatizzazione della celebrazione eucaristica riservata" abitualmente a gruppi, movimenti,
associazioni"

"Per rispetto del mistero che si celebra e dei fedeli che vi partecipano, la
celebrazione dell'Eucarestia, fonte e culmine della vita della Chiesa (SC 10), sia
debitamente curata, in modo tale che esprima chiaramente la sua natura ecclesiale, e l'omelia
sia fondata sui testi scritturistici e sulle formule eucologiche proclamate."

(e non sulle risonanze di chi partecipa, magari)

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha notizie certe su quanto é accaduto nella convivenza? Una notizia del genere credo sia talmente importante che merita conferma uffuciale, io ho forti dubbi che i catecumeni rinuncino al sabato.....

by Tripudio ha detto...

Il sopracitato Ferretti non è un neocatecumenale... a meno che ai neocatecumenali non piaccia copiare pezzi dalle pagine di questo sito.

Il brano citato l'ho scritto io proprio su questo blog nell'ottobre 2012.


I neocatecumenali non "rinunciano", semmai "conquistano". Kiko potrebbe benissimo presentare la rinuncia al sabato come conquista delle parrocchie.

Quando è evidente una "ritirata" che non si può presentare come "conquista", i neocatecumenali non cedono di un millimetro. Si veda ad esempio il caso del Giappone: dopo vent'anni di lotte contro la Conferenza episcopale Giapponese, alla fine il risultato è che il seminario RM di Takamatsu viene semplicemente traslocato a Roma con il nome di seminario RM "per il Giappone".

No, i neocatecumenali non "rinunciano". Sono convinti che le proprie disobbedienze, i propri strafalcioni e soprattutto la superbia di Kiko siano un irrinunciabile dono dello Spirito.

by Tripudio ha detto...

Il commento delle 19:38 anzitutto comincia con la menzogna, perché presuppone falsamente che i collaboratori di questo blog siano lefebvriani e tenta l'astuzia del deviare altrove il discorso.

Il motivo principale per cui in questo blog emergono talvolta riferimenti alla FSSPX è l'assurdità per cui certe alte sfere vaticane pretendono la firma di un "preambolo dottrinale" dai lefebvriani che hanno conservate intatte la liturgia e la dottrina cattolica, mentre si guardano bene dall'esigere lo stesso al Cammino Neocatecumenale (che ha invece notoriamente straziato la liturgia e la dottrina).

Per la cinquecentesima volta desidero confermare pubblicamente di essere sempre stato molto critico verso i lefebvriani. Ma tanto tu non ti accorgerai di queste tre righe dove te lo dico, e continuerai ad usare la menzogna per attaccarci: dopotutto Kiko e Carmen vi hanno insegnato che il Cammino va difeso mediante la menzogna e la calunnia, in modo che i cattolici capiscano bene da chi scaturisce veramente.

aleCT ha detto...

Che lagna con questa storia!

Oramai hanno trovato l'ennesimo modo per chiudersi nel loro bunker...qua siamo tutti lefevriani.

Tutte balle. Io non ho mai partecipato ad una messa in forma straordinaria

(ammesso e non concesso che andarci SIGNIFICHI automaticamente essere levefriano...altrimenti anche il Papa lo sarebbe dato che ha "sdoganato" il rito).

semplicemente mi basta una messa ordinaria celebrata IN MANIERA CORRETTA E CON FEDE.

La stessa messa che è uscita dal CVII...la stessa messa che il Cammino rifiuta, dato che si è dovuto inventare un rito che non c'entra assolutamente nulla...tanto è vero che fanno fatica a fare qualcosa di diverso.

E QUESTI SONO I FATTI.

"nessuna commissione ha definito il cammino inaffidabile"

Intanto è inaffidabile NEI FATTI, tanto è vero che c'è una commissione al riguardo.

Commissione che fino all'ultimo avete negato che esistesse, per la quale vi siete fatti anche "difendere"dall'arcivescovo Leonard trattando chi ne aveva parlato per primo (ovvero Magister) come un "tradizionalista" che fa "pettegolezzi"

La frase sta ancora nel rullo del sito cammino.info.

giona ha detto...

Quello che state sbandierando della convivenza di Porto S.Giorgio si stà rivelando una grossa bufala.Infatti non è successo niente di quanto state dicendo,è successo solo che Kiko ha inviato centinaia di famiglie a evangelizzare il mondo:Questo vi fà molto arrabbiare ma è il frutto del CN che voi state denigrando in maniera subdola e anche molto maldestra,infatti di quello che state dicendo(da svariati anni)non si realizza mai niente.Smettetela di postare notizie che non hanno nessun fondamento e traggono in inganno i fratelli in buona fede.

jp ha detto...

Non trovate che se fosse vera la notiziona delle messe vietate sabato sera si sarebbe già risaputa?
Non ho né conferme né smentite, per cui credo sia la solita bufala. se non altro il blog cruxsancta l'avrebbe già detto.

Anonimo ha detto...

Che lagna questa storia?!?

Finitela. Più volte ho postato commenti che puntualmente non avete pubblicato che vi prendevano in castagna per le vostre prese di posizione contro il Vaticano II e a favore della FSSPX.

Ho usato toni soavi e toni severi. La misura è colma.

Userò le vostre strategie. E pubblicherò tutto. Statistiche dei vostri interventi, le parole più usate, l'uso, studiato a tavolino, per il dileggio e la calunnia con argomentazioni dialettiche tali da incantare molti, etc.

Non pubblicatemi, ma la vostra malafede sarà provata con dovizia di particolari. Attenti perché non è una minaccia, è quello che farò. Vergogna mefistofelici tripudianti!

by Tripudio ha detto...

Comprensibile l'ira dei fratelli jp e giona e del Baccalà delle 12:10 (che accontento subito!), ma sanno meglio di noi che Kiko e Carmen sono campioni del cambiare le carte in tavola anche "dopo" le decisioni.

Sanno meglio di noi che la guerra del Cammino contro la Santa Sede è tuttora in corso, e che le notizie trapelate potrebbero anche non essere definitive (grazie ai "potenti appoggi").

Sono già pronti a disubbidire ad un "divieto del sabato sera", magari hanno già stabilito come riunirsi privatamente in modo da santificare il sabato sera kikiano-carmeniano piuttosto che ubbidire alla Santa Sede.

Sanno benissimo che quando si parla di "catecumenato" non si parla di Kiko, ma continuano a fingere il contrario.

Dev'essere deprimente il poter difendere il Cammino solo mediante menzogne, minacce, calunnie, astuzie... Chissà quanto tempo ci vorrà per trarre la conseguenza più elementare di ciò.


Rispondo poi a Sebastian facendo notare che il Cammino viene utilizzato come testa d'ariete da soggetti che non lo apprezzano. Sono dell'opinione che il card. Vallini sia uno di questi.

I neocatecumenali onesti potrebbero riflettere su quali siano i possibili scopi dei "potenti appoggi" del Cammino.

Il Cammino infatti porta avanti errori liturgici e dottrinali: su questo non c'è dubbio.

Ovunque nel mondo, chi critica il Cammino, lo fa perché si oppone anzitutto agli errori liturgici e dottrinali. L'oppressione dei fratelli più piccoli, le disubbidienze, le ingiustizie perpetrate dai cosiddetti "catechisti", la bislacca gestione dei soldi, eccetera, sono frutto degli errori liturgici e dottrinali.

Chi conosce le bizzarrie liturgiche-dottrinali del Cammino ma ugualmente appoggia il Cammino, vuol dire che o condivide tali errori, oppure considera il Cammino uno strumento temporaneamente utile alla propria "agenda".

Dev'essere qualcosa che dilania il cuore, il sapere che il proprio beneamato "itinerario adatto ai tempi odierni" va difeso con le menzogne ed è utile strumento di "strategie" ben più alte ed "arcane" di quelle che ha in cuore Kiko...

aleCT ha detto...

" Più volte ho postato commenti che puntualmente non avete pubblicato che vi prendevano in castagna "

Personalmente non ho il potere di decidere cosa venga pubblicato e cosa no (l'ho avuto per meno di 24 ore e mi è bastato)

"contro il Vaticano II e a favore della FSSPX."

Personalmente ho sempre detto che siete VOI ad avere problemi con il CVII dato che NON C'E' UN SOLO RIGO che vi permetta di fare quello che fate...

" La misura è colma."

Sto tremando dalla paura...

"Userò le vostre strategie. E pubblicherò tutto. Statistiche dei vostri interventi, le parole più usate, l'uso, studiato a tavolino, per il dileggio e la calunnia con argomentazioni dialettiche tali da incantare molti, etc"

Fai, fai...così si vedrà ancora meglio cosa dico e cosa non dico..
anche se basterebbe solo essere un minimo di onestà intellettuale per capirlo..

"Non pubblicatemi, ma la vostra malafede sarà provata con dovizia di particolari. Attenti perché non è una minaccia, è quello che farò. Vergogna mefistofelici tripudianti!"

Io mi vergognerei a pensare ch PER UN ANNO INTERO SI E' MENTITO DICENDO CHE LA LITURGIA ERA APPROVATA...

giona ha detto...

Nessuno riporta la notizia del divieto di celebrare il sabato sera per il CN.Neanche i vostri amici giornalisti vedi Magister e i soliti siti anticammino es cruxsanta ne danno notizia.Ma non vi vergognate neanche un po' a diffondere queste voci così incontrollate che vi fanno fare delle figure così meschine da non uscire più di casa.Ma per voi l'importante è parlare male del CN.Smettetela

Luisa ha detto...


I commenti delle 19:38 di ieri e quello delle 12:10 di oggi sono di una rara insulsaggine, patetici e disperati tentativi di screditare questo blog, perché pubblicarli? Basta che scrivino "son certo che non mi pubblicherete" per pubblicarli? Lasciateli perdere.
Hanno giocato sporco, e purtroppo hanno passato la moderazione, lanciando bufale sulle misure che avrebbe preso la Commissione ed ora continuano, senza dubbio si divertono, come se fossimo stati noi a dare quelle anticipazioni menzognere!

PER FAVORE!
La sacra Liturgia, la retta Dottrina, il rispetto della persona, del sacrario della sua coscienza, sono temi troppo importanti per permettere a delle persone in malafede, totalmente asservite alla causa del loro maestro-guru-idolo, santificato in vita, di venire qui a inquinare le discussioni.
Grazie!

by Tripudio ha detto...

Il fratello Giona delle comunità del Cammino Neocatecumenale finge di non accorgersi che la "notizia" del "divieto del sabato sera" non l'abbiamo data noi, ma l'ha data un anonimo commentatore del blog.

Pertanto potrebbe anche considerarla del tutto infondata e farsi due risate e non sprecare neppure un secondo per commentarla.

Invece la sua ira funesta sembra confermare che qualcosa contro il Cammino c'è. Sembra voler conoscere il nome del Giuda Faraone che ha fatto trapelare qualcosa che doveva rimanere super-arcano super-segreto. Sembra soprattutto manifestare quella inquietudine neocatecumenale tipica di chi in fondo al cuore sa di essere nel torto (torto marcio, contro la Chiesa e contro il Signore) e cerca di prendersela con noi che non c'entriamo niente.

aleCT ha detto...

"Neanche i vostri amici giornalisti vedi Magister e i soliti siti anticammino es cruxsanta ne danno notizia."

Rispondimi sinceramente:se per caso ci fossero state scritti tu cosa avresti detto?

Che, SICCOME ERANO "nostri amici", SICURAMENTE non era vero..

Personalmente aspetterei notizie ufficiali, ma una cosa è sicura: che la liturgia NON E' APPROVATA...E VOI AVETE DETTO IL CONTRARIO.

La domanda sorge spontanea: perchè lo avete fatto?

"Ma per voi l'importante è parlare male del CN.Smettetela"

Allora ti consiglio di smettere di scrivere.

Perchè sei tu con i tuoi interventi (il cammino "unica salvezza per i lontani" o la messa USCITA DAL CVII come "vuoto rito") a SCREDITARE IL CAMMINO.

giona ha detto...

E tutto approvato e voi lo sapete bene,ma dovete tenre una linea che si è rivelata un boomerang contro di voi.Diffondere notizie false non porta mai niente di buono.

FDF ha detto...

Bah... ci credo poco. Dai miei amici non ho saputo nulla, penso che se fosse vero che non si celebra più l'Eucarestia il sabato in qualche modo ne sarei venuto a conoscenza. Non è che per l'ennesima volta dall'altro blog arriva qualcuno a sparare panzane? Se pure è vero, credo si otterrebbe solamente di catecumenizzare una delle celebrazioni eucaristiche domenicali. Nella mia parrocchia non ci sono 200 persone del CN, ma 800-1000 (secondo stime). Spesso popolano anche la Messa domenicale, ma solo una frazione di essi. Non so se sarebbe possibile ospitarli tutti insieme... e il gran numero comunque darebbe modo di apportare correzioni al modo di celebrare, per esempio adottando i canti, o introducendo le monizioni.
Infine non credo affatto che ci sia un simile stravolgimento senza che il CN dia battaglia: se hanno fatto vent'anni di casino per un seminario a Takamatsu, che potrebbero fare per impedire il ritorno alla forma normale della liturgia? Per me è solo una benedizione, magari accadesse! Dovremmo pregare tutti insieme per questo, per amore di tutte le persone di buona volontà e di fede che ci sono anche nel CN.
Che bella la liturgia semplice e ordinaria della Domenica! Me la sono goduta in piena libertà, col cuore leggero, fra l'altro presenziata da un vescovo africano, che ha pronunciato un'omelia meravigliosa sulle Nozze di Cana. Tutto dono di Dio! Spero davvero che succeda una cosa simile, ma non ci credo molto.

by Tripudio ha detto...

Anche il fratello Giona delle comunità neocatecumenali conferma che per difendere il Cammino occorre la menzogna.

Caro Giona, ti prego di non scrivere più quelle cose, altrimenti i lettori casuali di questo blog penseranno che sono io a scriverle firmandomi "Giona" per poi darmi ragione da solo.

Nel frattempo, grazie anche per i minuti di buonumore che ci stai donando.

Luisa ha detto...

Devono proprio essere sui carboni ardenti in attesa di decisioni che sanno arriveranno prima o poi, immersi nel solito segreto, non devono sapere, non devono porre domande, allora vengono qui a lanciare bufale e poi accusano il blog, comportamento immaturo, patetico e molto, scusatemi ma è così, imbecille.

L`ignoranza crassa fa anche dire ai soliti fanatici che dovremmo prendere le "debite distanze anche dalla S.P.X mettete in guardia dal loro modo invalso di celebrare Eucarestia"
!!
A parte che è inutile ripetere che non siamo membri della FSSPX, è il loro ultimo e inutile refrain, dobbiamo forse ricordare a quelle persone che la Messa celebrata nella FSSPX è quella che oggi viene chiamata forma straordinaria dell`unico Rito Romano?
Dobbiamo ricordare loro che quella forma ha santificato la vita di innumerevoli generazioni fino al Vaticano II e continua ancora oggi a farlo?
Tacete se parlando o scrivendo non fate che mostrare la vostra ignoranza e l`asservimento della vostra mente e coscienza.

Luisa ha detto...

Fanatismo, menzogne per difendere l`indifendibile, manovre subdole, arroganza, e tanta, tanta ignoranza, un miscuglio indigesto e malsano.
Sicome raccontare bufale e poi accusare altri, mentire mettendo in bocca ad altri parole mai dette, non fa paura ad alcuni blogger neocatecumenali che sono abbastanza arroganti da far dire a Papi e vescovi parole mai dette, devo ricordare, per ristabilire la verità, che Mons. Di Noia ha scritto( in una lettera di otto pagine) a Mons. Fellay:

"Il carisma autentico della fraternità consiste nel formare preti per il servizio al popolo di Dio, ....perché essi possano predicare la parola di Cristo e agire come strumenti della grazia di Dio nel mondo, in particolare attraverso la celebrazione solenne del santo Sacrificio della Messa."

Mentire è una gran brutta cosa!

aleCT ha detto...

"E tutto approvato e voi lo sapete bene"

Ah sì? Veramente? E il decreto della Congregazione del Culto Divino dove sta?

Lo sai che SONO LORO che se ne occupano...e non il PCL?

Lo sai cosa vi hanno approvato il 20 gennaio scorso? Le celebrazioni NON LITURGICHE...

Quindi di che cosa stai parlando?

Non renderti ridicolo per favore...

DG ha detto...

scusate fratelli NC vi preoccupate per la capienza della Chiesa nell'ospitare tutte le "numerose"comunità NC la Domenica mattina?
Io non vedo dov'è il problema in genere, e se voi non lo sapete ve lo annuncio io, le Messe della domenica mattina sono 3 (nella mia Chiesa alle h 9.OO 10.30 12.OO) e c'è la Messa del Sabato sera (in genere alle 18.30) che è aperta a tutti i fedeli che per un motivo o per un altr non possono recarsi a Messa la Domenica.
Secondo me le comunità NC c'entrano eccome. :D
E' solo una questione di volontà.

Anonimo ha detto...

@ Lino "Kiko vi ha spiegato, cari neocatecumenali, chi simboleggia il "maestro di tavola"?"


Chiedi troppo sarebbe già tanto se gli avesse spiegato cosa simboleggiano le sei giare di acqua in cui continua ad intingersi il cammino nel suo matrimonio infelice.


Gv

Anonimo ha detto...

Facendo una ricerca apro il sito di una parrocchia e che cosa trovo?
Trovo delle domande fatte da alcuni parrocchiani al loro parroco dopo aver assistito alle catechesi fatte da catechisti del cammino nc e, sopratutto, trovo le risposte del parroco.

Domanda:

"Sembra che i catechisti ti ignorino completamente come parroco; perché non sei tu ad iniziare e concludere la preghiera come fai sempre quando ci riuniamo?"

- "La realtà presentata dai catechisti non è quella che viviamo. Molti di noi hanno un rapporto serio, bello e profondo con Dio e vivono il Battesimo nella gioia e nella carità."


Risposte del parroco_:

2. In realtà il parroco ha affidato a fedeli laici preparati l’incarico di svolgere le catechesi già collaudate del Cammino neocatecumenale.
Ai contenuti deve essere dato il valore di testimonianza di fede, anche se contengono imprecisioni storiche, bibliche e dottrinali esse hanno la sola funzione di condurre i fedeli a comprendere meglio il senso del Battesimo ricevuto e alla personale adesione al Credo della Chiesa Cattolica.

3. Ognuno arriva da esperienze diverse, è chiaro che si parla in generale. Lo Spirito Santo suggerirà a ciascuno che cosa estrarre dal tesoro delle parole che vengono dette.

Insomma i catechisti neocatecumenali possono essere imprecisi sulla dottrina cattolica, ma lo Spirito Santo aiuterà ognuno a estrarre le verità di fede da quel "tesoro" impreciso.



Luisa ha detto...


"Insomma i catechisti neocatecumenali possono essere imprecisi sulla dottrina cattolica, ma lo Spirito Santo aiuterà ognuno a estrarre le verità di fede da quel "tesoro" impreciso."

Assurdo, demenziale, ma non sorprendente, i vescovi e parroci che fan fare le catechesi a catechisti del cnc devono pur trovare una "spiegazione", per scioccante possa essere, al fatto che affidano delle anime a persone di cui non conoscono la formazione, sanno solo che son "formati" nel cnc, a persone che useranno dei testi ai quali non avranno accesso perchè sono ancora secretati, e lo fanno pur sapendo che quelle anime saranno poi arruolate dal cnc per formare altre comunità che andranno a gonfiare i numeri del cnc ma non quelli dei fedeli della parrocchia visto che faranno tutto per conto loro con dei ritmi, una struttura e delle prassi diverse da quelle dei parrocchiani.
Le domande di quei parrocchiani erano pertinenti, le risposte del parroco riflettono la sua confusione e, ahinoi, la sua ignoranza.

Lino ha detto...

"Ai contenuti deve essere dato il valore di testimonianza di fede, anche se contengono imprecisioni storiche, bibliche e dottrinali..."
Allucinante. Il link di cui alla segnalazione è il seguente, meglio mostrarlo per evitare la solita accusa di pubblicare menzogne:
http://www.santagianna.it/lista_archivio_news.html?
DESTINAZIONE=beatagianna&cercointabella=news&tipologia=news&avanzata=avanzata&order=datacreazione&limitstart=250&cercointabella=news&parola=&DBdatabase=&avanzata=avanzata&order=datamodifica&DESTINAZIONE=beatagianna&datacreazione=&datamodifica=&titolo=&descrizione_breve=&descrizione_estesa=&commento=&tipologia=news&path_immagine=&data_creazione_da=&data_creazione_a=

Cose da pazzi! E questo nonostante l'incarico sia stato dato a "laici preparati"? Se non fossero stati preparati cosa avrebbero fatto, insegnato la Teogonia di Esiodo?

DG ha detto...

se è per questo c'è anche la descrizione (firmata da nome e cognome) di una parrocchiana che ha partecipato al primo incontro delle "catechesi per adulti"
dice:

"E' stato l'ascolto attento di un annuncio, senza spazio a domande e risposte: i catechisti hanno proclamato e noi abbiamo ascoltato.
Un accenno al Battesimo, ai primordi del Cristianesimo, una lenta discesa attraverso la nostra vita di peccatori sino al fondo di questa piramide capovolta dove sta l'acqua purificatrice
(l'hanno chiamata acqua della morte)
per poi altrettanto lentamente risalire la china verso la felicità in Cristo.

Se debbo essere sincera ed obiettiva, IO AVEVO DAVANTI A ME DEI VOLTI CHE TUTTO ESPRIMEVANO MENO CHE GIOIA E FELICITA'
E il Cristo dalla Sua Croce era lì in mezzo a noi!"

Poche semplici parole spiegano in fondo tutto il cammino NC ....

Kikarmezzi ha detto...

Sempre dal sito segnalato dall'anonimo, si legge:

Domanda:
- Nelle catechesi ci è stato detto più volte che i cristiani commettono sempre peccati, come se non si potesse più non peccare. Ma la nostra esperienza non è questa. Abbiamo capito male?

Risposta:
1. Non tutto può essere detto in pochi incontri. I catechisti intendevano invitarci ad una riflessione sul fatto che siamo tutti peccatori. Tranne il Figlio di Dio Nostro Signore Gesù Cristo e la sua Madre Santissima Maria, tutti siamo nati con il peccato originale e con una debolezza costitutiva che ci inclina a cadere. La Grazia ricevuta nel santo Battesimo non solo ci toglie il peccato e la pena meritata, ma ci conferisce la forza per vincere il male ed evitare il peccato. I Battezzati si chiamano “santi” proprio perché in grazia di Dio e senza peccato.
E’ possibile e auspicabile per un cristiano vivere sempre senza mai commettere peccati. Ricordiamo la promessa di san Domenico Savio nel giorno della prima Comunione: La morte ma non peccati!


Ineccepibile la risposta del parroco, ma dubito che sarebbe d'accordo Arguello, secondo cui l'uomo è schiavo del demonio. Altro che capire male, i parrocchiani avevano capito proprio bene!

aleCT ha detto...

Torno a casa e mi trovo di fronte a questa affermazione

"Ai contenuti deve essere dato il valore di testimonianza di fede, anche se contengono imprecisioni storiche, bibliche e dottrinali..."

La domanda mi sorge spontanea:

Ma come si fa a "a comprendere meglio il senso del Battesimo ricevuto" e facilitare la "personale adesione al Credo della Chiesa Cattolica" se non si parte dalla VERITA' DOTTRINALE, STORICA E BIBLICA?

Mi pare quantomeno un controsenso.

Avrei voluto fare questa domanda direttamente al parroco in questione, ma ora è in tutt'altre faccende affaccendato.

Infatti dal primo gennaio del 2010 (le risposte citate sono datate 2007) don Ilario Rolle (è così che si chiama) ha lasciato la parrocchia.

Questo perchè il mese prima era stato condannato a 3anni e 8mesi per PEDOFILIA.

Ho cercato in lungo e in largo nel web notizie sull'APPELLO, ma non ne ho trovate.

La notizia più recente su di lui è questa

http://www.ilrisveglio-online.it/cronaca-bianca/2012/03/28/dall%E2%80%99abito-talare-ai-fornelli-lavventura-di-don-ilario-rolle-ex-parroco-de

Sia chiara una cosa: IO SPERO VERAMENTE CHE SIA INNOCENTE.

Luisa ha detto...

Cara Ale, quell`uomo è stato condannato ma continua tranquillamente ad avere contatti con giovani davanti ai fornelli del suo ristorante e continua ad essere chiamato "don".

Ma se per quell`uomo possiamo eventualmente dirci che il suo squilibrio e il suo disordine interiore hanno contribuito a motivare in quel modo allucinante la sua scelta di affidare le catechesi al cnc come riportato qui sopra, che cosa possiamo e DOBBIAMO dire di tutte quelle persone, di tutti quei vescovi CUSTODI DELLA DOTTRINA E DELLA LITURGIA che affidano le catechesi a persone di cui non conoscono la formazione?

I nostri vescovi non sanno come sono formati i catechisti del cnc, non sanno da chi sono stati formati, non conoscono i contenuti della loro formazione e non sanno come saranno formate le anime che affidano a quelle persone .
I vescovi sanno che i testi che useranno quei catechisti sono segreti e che i catechizzandi non potranno averli e non potranno porre domande ma solo ascoltare.

Una sorta di assegno in bianco dato a persone che NON SONO STATE FORMATE DALLA CHIESA MA DA UN LAICO, che non obbediscono alla Chiesa e alle sue norme ma ad un laico e alle sue norme, che non obbddiranno al Papa ma ad un laico.
È scioccante ma questa è la realtà, volere occultarla, volere tacerla non la fa sparire.

Anonimo ha detto...

L'eucarestia del cammino neocatecumenale non è una CENA. I nc non celebrano nessuna cena. E' un'eucarestia normale che segue il messale romano. Essa è sotto le due specie e si celebra in piccole comunità. Non c'è nulla di dottrinalmente sbagliato o impreciso.
GVNN89

by Tripudio ha detto...

Ah, interessantissimo.

Allora spiegaci a che pagina del Messale Romano si parla del balletto finale.

Spiegaci dov'è che il Messale Romano concede la "comunione seduti" vantata da Kiko e proibita dal Papa. Forse il Papa non capisce niente di Messale?

Spiegaci poi dove c'è scritto che "sotto le due specie" significa con le pagnottone sbriciolose e i boccali-insalatiera.

Spiegaci come mai il Messale vieta di allestire altri altari, e voi invece mettete un tavolone al centro zeppo di fiori e con una bislacca menorà a nove fuochi...


La disubbidienza del Cammino alle norme liturgiche (ripetutamente confermate dal Papa) è qualcosa di proverbiale.

montmirail ha detto...

"Un accenno al Battesimo, ai primordi del Cristianesimo, una lenta discesa attraverso la nostra vita di peccatori sino al fondo di questa piramide capovolta dove sta l'acqua purificatrice
(l'hanno chiamata acqua della morte)
per poi altrettanto lentamente risalire la china verso la felicità in Cristo".

E' la versione "potabilizzata" della dottrina frankista che il cammino imbelletta col "kerigma" ed altri sfondoni teologico-linguistici per renderla accettabile in ambito cattolico

Luisa ha detto...

"E' un'eucarestia normale che segue il messale romano."

Se hai letto il Messale romano stai mentendo, vergognati.
Se non lo conosci, ma ripeti quel che ti hanno detto, allora sii autonomo, riprendi la tua libertà e responsabilità e va a leggere ciò che la Chiesa comanda per la Liturgia.
Vedrai quanti e quali sono gli elementi, non autorizzati=gli abusi liturgici.
Vedrai che restare al proprio posto, al momento della Comunione, stare seduti e comunicarsi tutti insieme con il sacerdote, fare risonanze e abituali monizioni, NON sono autorizzati dai libri liturgici.
Per non parlare dei segni e simboli non cattolici(ebrei), la danza ebraica finale attorno alla tavola-mensa.
Non è il Messale Romano che deve piegarsi alla superbia di un laico spagnolo ma è quest`ultimo, con tutti i suoi seguaci, a dover OBBEDIRE alla Chiesa.