mercoledì 14 aprile 2021

Ancora con questa Pasqua ebraica?

Diceva Kiko Argüello in una intervista all'indomani dell'approvazione degli Statuti: 
"Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”. “Quando nelle cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando si parla della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino. Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati”. 
 
Ascoltiamo invece Benedetto XVI come spiega l'istituzione della Eucarestia nell'ultima cena nell'Esortazione Sacramentum Charitatis
 
L'istituzione dell'Eucaristia 
In tal modo siamo portati a riflettere sull'istituzione dell'Eucaristia nell'Ultima Cena. Ciò accadde nel contesto di una cena rituale che costituiva il memoriale dell'avvenimento fondante del popolo di Israele: la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto. Questa cena rituale, legata all'immolazione degli agnelli (cfr Es 12,1-28.43-51), era memoria del passato ma, nello stesso tempo, anche memoria profetica, ossia annuncio di una liberazione futura. 
Infatti, il popolo aveva sperimentato che quella liberazione non era stata definitiva, poiché la sua storia era ancora troppo segnata dalla schiavitù e dal peccato. Il memoriale dell'antica liberazione si apriva così alla domanda e all'attesa di una salvezza più profonda, radicale, universale e definitiva. 
È in questo contesto che Gesù introduce la novità del suo dono. Nella preghiera di lode, la Berakah, Egli ringrazia il Padre non solo per i grandi eventi della storia passata, ma anche per la propria « esaltazione ». 
Istituendo il sacramento dell'Eucaristia, Gesù anticipa ed implica il Sacrificio della croce e la vittoria della risurrezione. Al tempo stesso, Egli si rivela come il vero agnello immolato, previsto nel disegno del Padre fin dalla fondazione del mondo, come si legge nella Prima Lettera di Pietro (cfr 1,18-20). 
Collocando in questo contesto il suo dono, Gesù manifesta il senso salvifico della sua morte e risurrezione, mistero che diviene realtà rinnovatrice della storia e del cosmo intero. L'istituzione dell'Eucaristia mostra, infatti, come quella morte, di per sé violenta ed assurda, sia diventata in Gesù supremo atto di amore e definitiva liberazione dell'umanità dal male. 
Figura transit in veritatem 
In questo modo Gesù inserisce il suo novum radicale all'interno dell'antica cena sacrificale ebraica. 
Quella cena per noi cristiani non è più necessario ripeterla. Come giustamente dicono i Padri, figura transit in veritatem: ciò che annunciava le realtà future ha ora lasciato il posto alla verità stessa. L'antico rito si è compiuto ed è stato superato definitivamente attraverso il dono d'amore del Figlio di Dio incarnato. Il cibo della verità, Cristo immolato per noi dat ... figuris terminum (20). 
Con il comando « Fate questo in memoria di me » (Lc 22,19; 1 Cor 11,25), Egli ci chiede di corrispondere al suo dono e di rappresentarlo sacramentalmente. Con queste parole, pertanto, il Signore esprime, per così dire, l'attesa che la sua Chiesa, nata dal suo sacrificio, accolga questo dono, sviluppando sotto la guida dello Spirito Santo la forma liturgica del Sacramento. Il memoriale del suo dono perfetto, infatti, non consiste nella semplice ripetizione dell'Ultima Cena, ma propriamente nell'Eucaristia, ossia nella novità radicale del culto cristiano. Gesù ci ha così lasciato il compito di entrare nella sua «ora»: «L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione». Egli « ci attira dentro di sé ».
La conversione sostanziale del pane e del vino nel suo corpo e nel suo sangue pone dentro la creazione il principio di un cambiamento radicale, come una sorta di «fissione nucleare», per usare un'immagine a noi oggi ben nota, portata nel più intimo dell'essere, un cambiamento destinato a suscitare un processo di trasformazione della realtà, il cui termine ultimo sarà la trasfigurazione del mondo intero, fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti (cfr 1 Cor 15,28). 
 
Nonostante l'insegnamento della Chiesa sul significato della Santa Eucarestia, che non è una cena ebraica, ma l'occasione in cui Cristo stesso anticipò ai suoi Apostoli il sacrificio che dà vita e salvezza, tra gli adepti di Kiko Argüello rimane ancor oggi la convinzione di dover ripetere la cena ebraica in ogni eucarestia e per ricordare la Pasqua di Nostro Signore Gesù. 
 
Per questo anche quest'anno, nelle parrocchie (là dove si poteva) o nelle case, c'è stato chi ha celebrato una finta cena ebraica convinto di rivivere così l'essenza dell'Ultima Cena di Gesù. 
 
È evidente che, chi lo ha fatto, ha celebrato questa cena come una delle loro Eucarestie: il vino nella coppa a cui tutti hanno accesso, il pane cosiddetto azzimo che sui loro tavoloni infiorati dovrebbero essere Corpo e Sangue di Cristo, sono per loro, in ambedue i casi, il simbolo della liberazione dalla schiavitù e la coppa della benedizione. Ed allo stesso modo, quest'anno e lo scorso anno -causa Covid- nelle case e in famiglia,  hanno vissuto ebraicamente il segno della lavanda dei piedi.
 









Visto che le parole sembrano non sortire alcun effetto, linkiamo due video che possono far comprendere in modo più diretto ed efficace quale sia il significato della Santa Messa.

43 commenti:

  1. Su questo punto centrale della predicazione neocatecumenale ho fatto una scoperta, grazie al video di don Voltaggio sul Seder pasquale: anche il teologo della signorina Carmen, Farnes, quello che la illuminò circa la catechesi del Seder, in ultimo ha fatto dietro front e ha ritrattato la teoria che l'istituzione dell'Eucarestia iniziasse con la benedizione della prima coppa (kiddush) e quindi implicasse tutto il rituale dell'Haggadà. Poi si convinse che si trattava della benedizione dell'ultima coppa (birkat hamazon) e quindi l'Eucarestia sarebbe stata istituita alla fine, dopo tutto il Seder pasquale, secondo i suoi nuovi convincimenti.
    Non è ammissione da poco. Annulla la catechesi di Carmen, in pratica.
    Inoltre, sempre stando a Voltaggio, esiste una tanta parte di teologi (compreso Ratzinger), che addirittura non ritengono nemmeno che l'Ultima Cena sia avvenuta a Pasqua, ma in un altro giorno della festa degli Azzimi (che dura 8 giorni), sulla base delle discrepanze tra il Vangelo di Giovanni e i sinottici.
    Questo dimostra che non c'è nulla di certo circa la celebrazione della Pasqua ebraica (Seder) e l'istituzione dell'Eucarestia. Solo teorie.
    Ma non si può, sulla base solo di una teoria, introdurre varianti alla liturgia della nostra Pasqua cristiana (dajenu, domande dei bambini, cene pseudo ebraiche, catechizzazioni come se certamente il Seder ebraico fosse interamente passato a noi, segni della Pasqua ebraica sulla mensa, coppone di vino che passa di bocca in bocca...).
    Una teoria non può diventare cambio di Liturgia, e questo anche Voltaggio lo sa, per questo si affanna a predicare (anche a Radio Maria), quanto importanti siano le fonti. Tenta di giustificare, da studioso qual è, tutta la pratica neocatecumenale di questi 50 anni che oggi da più parti viene contestata, evidentemente da personaggi qualificati e di un certo peso.
    Continuando a ricopiare la Pasqua ebraica i neocatecumenali, che non possono fare a meno di vantarsi sui social, contribuiranno solo a dare corpo e visibilità a ciò che ormai da molte parti viene contestato proprio dagli esperti.
    Ma questo non lo sanno.
    Forse è proprio grazie a internet, che ha svelato molti arcani anche da parte degli inconsapevoli neocatecumenali, che si sono attirati le critiche. Prima si sapeva poco.
    Eh... per il Cammino l'epoca senza social era senz'altro più proficua, almeno non lasciavano tracce come le briciole di Pollicino.

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    1. Quello di lasciare segni della Pasqua Ebraica nell'altare mi ricorda un episodio già raccontato tempo fa nella mia parrocchia, s. Bartolomeo a Cagliari, dove sono accolito, era il 2006 e il mio parroco di allora, che era ed è un neocat proveniente dalla comunità del Poetto, il Giovedi Santo durante la messa mise sull'altare un candelabro a 7 braccia, un vassoio con pane azzimo e un altro vassoio contenente erbe amare e un uovo. Disse che erano i simboli della pasqua ebraica, la messa avvenne con il rito normale, solo non capivo la necessità della presenza dei questi oggetti sull'altare, si poteva limitare a spiegare, nell'omelia, come avveniva la pasqua in quel tempo e le modifiche apportate dopo. Non si ripetè mai più quest'episodio, non ci furono proteste a proposito, anzi venne vista come una cosa estemporanea volendo forse anche simpatica che nulla toglieva poi al rito che stavamo facendo. Aldo

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  2. il significato della Santa Messa voi non sapete nemmeno dove sta di casa...

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    1. E invece sì: il significato l'ho letto in questo libro in cui viene spiegato benissimo (e ci sono anche le figure). Poi ho tirato una linea e fatto la differenza con la baldoria neocatecumenale.

      È così che ho visto che il Cammino non è cattolico.

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    2. Specialmente quando si decide di fare una veglia PAsquale IN CASA magari con l'Eucarestia presa precedentemente e magari messa nel tupperware. Hai ragione, non abbiamo niente da spartire.

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    3. L'importante che la sai tu e i tuoi compagni di merende,certo,a voi sembra strano che i cristiani della domenica possano capire il significato della messa,perchè loro si inginocchiano mentre voi no, e poi non fanno il balletto.

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    4. Tupperware è l'acronimo di :

      Tutti Uniti Possiamo Propagandare Eresie Ridicole Wiva Acclamiamo Rimanendo Ebeti

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    5. Anonimo 10:36
      il significato della Santa Messa voi non sapete nemmeno dove sta di casa...

      Eh già!!ma tu vedi da quale pulpito arriva la predica

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  3. Pasqua ebraica.....e non aggiungiamo altro

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    1. @Anonimo 14 aprile 2021 11:08
      Pasqua ebraica.....e non aggiungiamo altro
      -----
      No!
      Ultima Cena e Monte Calvario.

      Come puoi ben vedere, pensandola in maniera diametralmente opposta, non appartenete più alla nostra Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.

      Ruben.

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  4. Qualcuno scriva una cartolina a Kiko e gli faccia sapere che se vuole continuare a stare con noi Cattolici deve scaricare gli aggiornamenti!

    FungKu, WebMaster, Solo Virus Fate Entrare, Con Queste Parodie Obsolescenti!

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    1. FungKu è l'acronimo di :

      Fortemente Un Neocatecumenale Grandioso Kikianamente Ulula

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  5. Se la comprensione della fede orienta a vivere la carità in tutta la sua potenzialità (secondo quanto lo permette l'anima), la comprensione della Pasqua orienta a viverne in pienezza il mistero.

    Senza fare riferimento alle singole anime, di cui Dio conosce la buona fede e la generosità, è perciò evidente che una difettosa comprensione del Mistero della Pasqua CRISTIANA di per se si oppone alla sua efficacia nella vita dei fedeli.
    Poco importa l'emotività con cui i camminanti vivono la "loro" Pasqua, se è diversa dalla Pasqua di noi cattolici.

    Se ci si discosta dal "sentire" della Chiesa, si tende anche a cambiare il senso della fede e perciò il senso della Pasqua.
    Ogni approfondimento autentico deve seguire il SENSO che la Chiesa ha vissuto in 2000 anni: un senso diverso significa ERESIA.

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  6. In ambito neocatecumenale, ma anche in ambito modernista, non si guarda alla Chiesa primitiva reale, ma si fa riferimento a quella mitica, che si può ritrovare solo eliminado le "sovrastrutture" che si sono depositate lungo il corso dei secoli.

    Solo eliminando (arbitrariamente) le presunte sovrastrutture, che in realtà, nella maggior parte dei casi, altro non sono che autentiche manifestazioni di fede, si può arrivare alla sorgente autentica del vero Vangelo, che per i camminanti è stato affidato a Kiko e perciò al Cammino.
    La Chiesa cocreta, perciò, non serve, se non per il tornaconto del Cammino.

    Il Cammino pare tornare al passato, non per andare avanti (nella fede), ma, come scrive San Paolo ai galati, per "tornare indietro", all'ebraismo, quando la grazia di Cristo non era stata ancora effusa in pienezza.

    Penso che la mentalità odierna abbia favorito certe derive.
    Infatti, dopo gli orrori della II Guerra Mondiale, il passato è stato GIUSTAMENTE rievocato per non ricadere negli stessi errori, ma questo ha come impedito di parlare di TRADIZIONE, compresa quella cristiana.
    Ma è proprio la tradizione cristiana il motore del vero progresso!
    Anzi, il PROGRESSO (quello vero) è una manifestazione della TRADIZIONE cristiana (nessuna contraddizione tra i due termini).
    Si può andare avanti solo riagganciandosi alla GRAZIA di Cristo affidata aglia Apostoli, di cui la Chiesa STORICA, fatta anche da peccatori, è garante.
    Se non si va avanti secondo la TRADIZIONE di fede e di umanità della Chiesa, si torna indietro, sia nella fede che nell'umanità.
    E si ricade negli stessi errori del passato, rivisitati in modo nuovo e spesso più subdolo.

    Di fatto sembra che il Cammino, strumentalizzando la Chiesa primitiva attraverso il suo mito, voglia tornare, almeno in parte, all'ebraismo, cosa che, invece di comportare un progresso di fede, ripropone vecchie eresie in modo nuovo.
    Eresie in cui la grazia di Cristo è sostituita dagli arcani e dalle opere tipiche del Cammino.

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    1. Quindi, concludiamo che l'ebraismo è eresia?

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    2. è "solo" un'altra religione

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    3. ???
      Non capisco né le premesse né la logica a cui fai riferimento.
      Certamente se un cristiano battezzato considera la Pasqua più come la considerano gli ebrei che come i cristiani, è eretico.
      Allo stesso modo se un ebreo considerasse la Pasqua di Cristo come il compimento della Pasqua ebraica, credo sia considerato un eretico.
      Esistono gli "Ebrei per Gesù", che considerano Gesù come l'autentico Messia, ma non lo riconoscono come Dio.
      Non so se sono considerati eretici dagli ebrei ortodossi, penso di sì.

      Fatto sta che il Cammino potrebbe benissimo essere sia un'eresia rispetto alla Chiesa, sia un'eresia rispetto all'ebraismo

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    4. Credo che un ebreo non possa che essere disgustato da queste pessime imitazioni dei loro riti e della loro cultura. L'ebraismo non è una eresia, ma un'altra religione. Piuttosto sembra che Kiko voglia far passare il cristianesimo come un'eresia dell'ebraismo, o meglio una corrente esoterica e messianica dell'ebraismo.

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    5. Hai ragione Valentina, già prometteva male la parola "neo-catecumenato": in un vero "cammino" di riscoperta del Battesimo non c'è niente di nuovo da inventare, casomai si tratterebbe di un "ri-catecumenato", ed è ancora una definizione ambigua.

      Quel che Kiko aveva in mente e che poi ha attuato era un neo-cristianesimo, che andasse a migliorare e sovrascrivere il cattivo e falso, secondo lui (e chissà chi altro) cristianesimo della Chiesa Cattolica. E questo lo dice (almeno) sia nelle catechesi iniziali che in quelle del II scrutinio, mamotreti alla mano, cari fratelli in Cammino.

      Poi è andata a finire che Kiko ha copiato e distorto un po' da tutti, compresi i Testimoni di Geova, nella dottrina come anche nelle opere pittoriche e nei canti. Quindi il suo Cammino si potrebbe più precisamente chiamare xenocatecumenale o pseudocatecumenale o chimerocatecumenale, ...

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    6. xenocatecumenale, pseudocatecumenale, chimerocatecumenale, altri tre epiteti da aggiungere al nostro libro. Aspettiamo i prossimi....

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  7. Riporto per intero un'illuminante quaestio dalla Summa Theologiae:

    Iª-IIae q. 103 a. 4 arg. 1
    SEMBRA che dopo la passione di Cristo si possano osservare le cerimonie legali senza peccato mortale. Infatti:
    1. Non è da credere che gli Apostoli abbiano peccato mortalmente dopo aver ricevuto lo Spirito Santo: ché dalla sua pienezza essi, dice S. Luca, furono "rivestiti di virtù dall'alto". Ma gli Apostoli osservarono le cerimonie legali dopo la discesa dello Spirito Santo; S. Paolo infatti circoncise Timoteo; e dietro consiglio di S. Giacomo "presi con sé quegli uomini, e dopo essersi purificato con loro, entrò nel tempio, per annunziare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata offerta l'oblazione per ciascuno di essi". Perciò i precetti legali si possono osservare dopo la passione di Cristo, senza commettere peccato mortale.

    2. Evitare i contatti con i gentili rientrava nelle cerimonie della legge. Ora, il primo pastore della Chiesa si attenne a codesta norma, come racconta S. Paolo: "Essendo venute alcune persone ad Antiochia, Pietro si ritirò e se ne stette in disparte dai gentili". Dunque le cerimonie legali si possono osservare dopo la passione di Cristo, senza far peccato.

    3. I comandi degli Apostoli non portarono certo gli uomini al peccato. Ma proprio con un decreto degli Apostoli fu stabilito che i gentili osservassero certe cerimonie legali; infatti nella Scrittura si legge: "È parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose necessarie, che vi asteniate dalle cose immolate agli idoli, e dal sangue, e dagli animali soffocati, e dalla fornicazione". Dunque le cerimonie legali si possono osservare senza peccato dopo la passione di Cristo.

    Continua....

    Tomista EX nc

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  8. IN CONTRARIO: L'Apostolo ammonisce: "Se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla". Ora, soltanto il peccato mortale impedisce il giovamento del Cristo. Dunque la pratica della circoncisione e delle altre cerimonie è peccato mortale, dopo la passione di Cristo.


    RISPONDO: Tutte le cerimonie sono altrettante professioni di quella fede, che costituisce il culto interiore di Dio. Ora, l'uomo può professare la sua fede interiore con gli atti e con le parole: e in entrambi i casi, se professa della falsità, pecca mortalmente. E sebbene la fede che noi abbiamo del Cristo sia identica a quella che di lui avevano i Patriarchi, tuttavia poiché essi precedettero il Cristo, mentre noi siamo a lui posteriori, la medesima fede viene espressa con verbi differenti. Essi infatti dicevano: "Ecco la Vergine concepirà e partorirà un figlio", usavano cioè verbi al futuro: invece noi ci serviamo del passato nell'esprimere la stessa cosa, dicendo che "concepì e partorì". Allo stesso modo, le cerimonie dell'antica legge indicavano il Cristo che doveva ancora nascere e patire: mentre i nostri sacramenti lo indicano già nato e immolato. Perciò, come peccherebbe mortalmente chi adesso, nel professare la fede, dicesse che Cristo deve nascere, cosa che gli antichi invece dicevano con tutta pietà e verità; così peccherebbe mortalmente chi osservasse ancora le cerimonie che gli antichi osservavano con pietà e con fede. Ciò corrisponde a quanto scrive S. Agostino: "Ormai non c'è più la promessa che Cristo deve nascere, patire e risorgere, come quei sacramenti in qualche modo ricordavano; ma c'è l'annunzio che egli è nato, ha patito ed è risorto, come dichiarano apertamente i sacramenti usati dai cristiani".

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  9. SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Sull'argomento S. Girolamo e S. Agostino ebbero opinioni differenti. Infatti S. Girolamo distingue due sole epoche. L'epoca anteriore alla passione di Cristo, in cui le norme legali non erano né morte, perché conservavano la loro obbligatorietà e il loro potere espiatorio, né mortifere, perché non peccavano coloro che vi erano fedeli. Però subito dopo la passione di Cristo esse cominciarono ad essere non solo morte, cioè prive di valore e di obbligatorietà, ma anche mortifere; cosicché peccava mortalmente chiunque le osservava. Perciò egli affermava che gli Apostoli non osservarono mai realmente le cerimonie legali dopo la passione; ma vi si attennero solo per una pia simulazione, per non scandalizzare i giudei e per non impedire la loro conversione. Simulazione da non intendersi nel senso che essi non compivano realmente codesti atti: ma nel senso che non li compivano quali cerimonie legali; come se uno, p. es., si facesse togliere il prepuzio, non per adempiere l'obbligo della circoncisione, bensì per igiene.
    Essendo però poco conveniente che gli Apostoli nascondessero, per paura di scandalizzare, cose riguardanti la verità della morale e del dogma, e che usassero la simulazione in cose attinenti alla salvezza dei fedeli, con più ragione S. Agostino distinse tre epoche. La prima, precedente alla passione di Cristo, in cui le cerimonie legali non erano né mortifere, né morte. La seconda, posteriore alla promulgazione del Vangelo, in cui le cerimonie legali sono morte e mortifere. La terza è un'epoca intermedia, che va dalla passione di Cristo alla divulgazione del Vangelo, nella quale le cerimonie legali erano morte, poiché non avevano più alcun valore, e nessuno era più tenuto a osservarle; ma non erano mortifere, poiché i cristiani convertiti dal giudaismo potevano osservarle lecitamente, purché non ponessero in esse la loro speranza, al punto da reputarle necessarie alla salvezza, come se la fede cristiana fosse stata incapace di giustificare senza di esse. Per quelli poi che si convertivano dal paganesimo non c'era nessun motivo di osservarle. Ecco perché S. Paolo circoncise Timoteo, che era nato da un'ebrea; mentre non volle circoncidere Tito, che era nato da genitori pagani.
    Lo Spirito Santo non volle, in tal modo, che agli ebrei fosse proibita subito l'osservanza delle cerimonie legali, come invece erano interdetti ai convertiti dal paganesimo i loro riti, per mostrare la differenza esistente tra l'uno e l'altro rito. Infatti i riti pagani venivano ripudiati come assolutamente illeciti; mentre i riti della legge antica, istituiti da Dio a prefigurare il Cristo, venivano a cessare, perché adempiuti nella passione di Cristo.

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  10. 2. Secondo S. Girolamo, Pietro si sarebbe sottratto ai gentili per una finzione, onde evitare lo scandalo dei giudei, di cui era l'Apostolo. Perciò in questo non avrebbe peccato in nessun modo. E Paolo lo avrebbe ripreso allo stesso modo per una finzione, onde evitare lo scandalo dei gentili, di cui era l'Apostolo. - Ma S. Agostino riprova questa spiegazione: poiché S. Paolo in una Scrittura canonica, cioè nella lettera ai Galati, in cui sarebbe peccato credere vi sia qualche cosa di falso, afferma che Pietro "era reprensibile". Perciò realmente Pietro ha peccato: e S. Paolo lo ha realmente ripreso e non per una finzione. Però Pietro non peccò per il fatto che osservava in codesta epoca le cerimonie legali: poiché ciò era lecito a lui che era convertito dal giudaismo. Ma peccò nell'osservarle con troppa diligenza, per non scandalizzare i giudei, provocando così lo scandalo dei gentili.

    3. Alcuni ritengono che codesta proibizione degli Apostoli non sia da prendersi alla lettera, ma in senso spirituale; cosicché nella proibizione del sangue si dovrebbe intendere quella dell'omicidio; nella proibizione degli animali soffocati la violenza e la rapina; nella proibizione delle carni immolate sarebbe sottintesa la condanna dell'idolatria; mentre la fornicazione sarebbe proibita come un male per se stessa. Essi ricavano questa opinione da alcune glosse, che espongono in senso mistico tali precetti. - Ma poiché l'omicidio e la rapina erano ritenuti peccaminosi anche presso i gentili, non sarebbe stato necessario rivolgere un precetto particolare su codeste cose a coloro che si erano convertiti a Cristo dal paganesimo.
    Perciò altri ritengono che codesti cibi furono proibiti in senso letterale, non per favorire l'osservanza dei precetti legali, ma per mortificare la gola. Infatti S. Girolamo, commentando quel passo di Ezechiele, "Qualsiasi animale morto, ecc.", scrive: "Condanna quei sacerdoti che, attratti dalla gola, non rispettano queste norme riguardanti tordi ed altri uccelli consimili". - Siccome però ci sono ben altri cibi più delicati e più atti ad attrarre la gola, non sembra che questo sia un motivo sufficiente per proibire codesti cibi piuttosto che altri.
    Perciò si deve rispondere, secondo la terza opinione, che codeste cose furono proibite in senso letterale, non per inculcare l'osservanza delle cerimonie legali, ma per favorire l'unione dei gentili e dei giudei che dovevano convivere. Infatti per gli ebrei il sangue e gli animali soffocati erano abominevoli per l'antica loro consuetudine: mentre l'uso delle carni immolate poteva in essi destare il sospetto che i gentili tornassero così all'idolatria. Perciò queste cose furono proibite per quell'epoca in cui s'iniziava la convivenza dei gentili con i giudei. Ma col passare del tempo, cessata la causa, cessò anche l'effetto; una volta chiarita, cioè, la verità della dottrina evangelica, in cui il Signore insegna che "niente di quanto entra nella bocca contamina l'uomo"; e che "nessuna cosa è da rigettare, se presa con azioni di grazie", come dice S. Paolo. - Invece la fornicazione era proibita in modo speciale, perché i gentili non la consideravano peccato.

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    1. Se qualche camminante ha capito anche l' 1% di quanto scritto ora, avrà uno sconto nella decima del 4%, ma siccome non lo capirà, tutta la decima pagherà (abbiamo anche fatto la rima).

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  11. Dice Kiko:

    "Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”.
    "Più tardi i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino. Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati”.


    Qui la chiave di tutto a mio avviso.

    Kiko ogni volta che ha bisogno di una scusa per giustificarsi, ricorre al fatto che il cammino è una pedagogia progressiva.
    Alla luce di questo ha preteso dalla Chiesa di tutto e di più:
    Dalla piccola comunità che deve celebrare da sola.
    In ogni parrocchia ciascuna comunità che sia nata deve fare il percorso da sola.
    Il criterio è che ogni "piccola comunità" sia composta dai fratelli che INSIEME hanno ascoltato il Kerigma.

    Ora Kiko, con questa stessa scusa (motivi pedagogici), ha preteso (con discreto successo) che ogni comunità celebri DA SOLA l'eucarestia del sabato; con conseguente duplicazione infinita delle eucarestie stesse che si svolgeranno in contemporanea, in salette diverse della stessa Parrocchia.

    In parrocchie dove le comunità sono molte e i presbiteri pochi, a volte, si procede, per causa di forza maggiore, al gemellaggio tra loro. Ossia celebrano due o tre comunità insieme che siano alla stessa tappa di cammino o tappe vicine.
    Ma che eucarestie distinte debbano essere celebrate contemporaneamente, resta - compatibilmente con la realtà - sempre la regola fondamentale.

    ........

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    1. ........

      Ritornando all'affermazione riportata di Kiko, egli, ancora una volta, fa la stessa identica cosa.

      Egli dice che, dal momento che le comunità del cammino sono formate in gran parte da lontani/non catechizzati E' NECESSARIO evidenziare nei SEGNI del Pane e del Vino preminentemente il significato che essi rivestono nella Pasqua ebraica:
      di PASSAGGIO dalla schiavitù alla libertà.

      Perchè questa esigenza?

      Ma perchè sono piccolini e bisogna portarli alla verità pian pianino. Gradualmente.

      Cosa si evince da questa affermazione proferita così candidamente?

      In primo luogo si evince che

      la interpretazione del Pane e Vino visti eminentemente come SEGNI è quanto meno riduttiva se non fuorviante. Molto parziale in ogni caso. E questo per ammissione di Kiko stesso.

      Se così non fosse egli avrebbe difeso la giustezza della loro interpretazione (di Carmen e sua: Pane=Schiavitù - Vino=Liberazione) non avrebbe affermato che se insistono su questo aspetto nella LORO eucarestia lo fanno perchè essi hanno a che fare con "gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata" che quindi va educata e condotta pian piano.

      ........

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    2. ........

      La tragedia, di fatto, è un'altra.
      Che questa fase, che dovrebbe essere solo iniziale, di fatto, non verrà mai superata.

      Ossia nel C.N. alle scuole elementari non seguiranno mai le medie, il liceo... ecc. ecc.

      La catechesi eucaristica by Carmen, essenzialmente, tra un padre Farnes e l'altro e il Seder Pasquale, non verrà mai superata. Nè di detto nè di fatto... Questa la realtà.

      In questo, ad onta dell'Eucarestia, Pasqua = "passaggio" vige una staticità assoluta.

      Pur si promette, di tempo in tempo, una catechesi mistagogica dopo il neofitato e la veste bianca. Questa cosa l'ho ricordata altre volte.

      Accidenti, si aspetta con pazienza anni e anni! Poichè per i famosi "lontani dalla Chiesa, non catechizzati" per raggiungere questo traguardo della veste bianca occorrono all'incirca 30 anni di cammino per poi, udite udite, non ricevere MAI nessuna catechesi mistagogica, MAI.

      Ennesima promessa disattesa, ennesima favola con cui imbambolare il prossimo, ennesima bubbola da propinare per conseguire cosa?

      Di fare sempre e solo il cavolo che vogliono loro. Punto e basta.

      Inoltre, cosa che andrebbe considerata prima ancora e a prescindere da ogni altra pur valida considerazione è la seguente.

      Questa frase topica è in se stessa ammissione indiretta, riflessa del fatto che Kiko sa molto bene di aver torto. Che quella che propina non è la Eucarestia Cattolica di Santa Madre Chiesa Romana.

      Se così non fosse l'avrebbe difesa a prescindere la sua Eucarestia, rivelazione per tutta la Chiesa e NON si sarebbe giusitificato dietro al fatto che se nel Cammino si privilegia il SEGNO è perchè il Cammino è formativo, è un'educazione. Dal momento che i SEGNI sono CATECHETICI i suoi adepti - che vanno per l'appunto istruiti - non possono farne a meno.

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      Ma allora Kiko dovrebbe sempre spiegare come sia possibile che la Chiesa conti tanti Santi "piccoli", in ogni senso. Sia perchè proprio bambini o anche analfabeti o umili e ignoranti, i quali nessun corso d'istruzione pluridecennale hanno mai fatto; ma che si sono santificati entrando in quello che Papa Ratzinger tanto bene descrive come LA VERA partecipazione alla Santa Messa:

      "Gesù ci ha così lasciato il compito di entrare nella sua «ora»: «L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione». Egli « ci attira dentro di sé »."

      Quanti esempi luminosi di questa testimonianza di amore nella storia della Chiesa in duemila anni!

      Quante volte sono entrati perfettamente in questa dinamica "oblativa" bambini, fanciulli e giovani, sol perchè inondati dalla Grazia e introdotti appropriatamente ai Misteri della Fede o correttamente preparati alla Prima Comunione, senza alcun percorso "gnostico" da completare!

      Capolavoro dell'essere UNO in Cristo ("Voi in me e Io in voi, come Io sono nel Padre e il Padre è in me") che tanti Santi hanno relizzato pienamente. Penetrando il Mistero Eucaristico nel suo senso più profondo. Conoscendo, di conseguenza, il farsi UNO con i propri fratelli.

      Cosa che Kiko insegue invano da una vita evidentemente!

      Non a caso Kiko sproloquia a vuoto negli ultimi tempi, ogni volta che predica ai suoi:

      "Chiedetevi se siete UNO!"
      "Siete UNO?"
      "Perchè non siete UNO?"
      "Cosa dovete fare per diventare UNO?"

      Una palla, una sconclusionatezza che non si può sentire più.

      Perchè nulla ha conseguito alla fine. Eppure sono 50 anni che un Cammino CHE DOVEVA FINIRE MAI FINISCE.

      E Kiko gira in tondo, senza una meta. E fa girare in tondo i suoi adepti oramai annichiliti.
      50 Anni: per non arrivare da nessuna parte.
      50 Anni: per non comprendere ancora il senso più profondo e vero della Santa Eucarestia.
      Il Sacrificio d'Amore di Cristo.

      Pax

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  12. Già quindici anni fa ci interrogavamo sulle manie di ebraismo dei neocatecumenali - quantomeno a partire dal fatto che la Chiesa Cattolica non ha mai avuto neanche un centesimo della loro foga nello scimmiottare e idolartare l'ebraismo.

    La Chiesa ha preso pienamente atto della "storia che Dio ha voluto fare con gli uomini", ha già valorizzato tutto ciò che c'era da valorizzare, e ha sempre chiarito il nesso che c'era tra ciò che nell'Antico Testamento veniva "prefigurato" e ciò che abbiamo sempre creduto. In altre parole, non c'è bisogno di ravanare nell'ebraismo (antico e moderno) illudendosi di trovare cose che la Chiesa non aveva già trovato, spiegato, valorizzato: tale illusione è tipica degli idolatri e di quelli che sotto sotto hanno qualcosa da nascondervi.

    È Nostro Signore Gesù Cristo ad essere risorto, non la tradizione ebraica (precristiana e postcristiana).

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    1. Ravanare = rovistare in modo tale da creare disordine, confusione (Enciclopedia Treccani). Quindi i camminanti sono ravanatori che hanno sotto sotto qualcosa da nascondere. Facciamo 30 e 31 : che cosa abbiamo da nascondere? Non lasciamo le cose a meta. Spiegazione, please....

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    2. Cosa c'è da spiegare? Nel cammino è tutto un ARCANO: le tappe, i canti, gli "annunci", i mamotreti.
      Per anni vi nascondete nelle salette ed in chiesa non ci passate manco per sbaglio (tranne se dovete mettere in mostra quanto "siete fighi"...in quello diventate dei pavoni)

      Poi possiamo parlare di tutte le magagne che Kiko e company hanno nascosto sotto il tappeto per "il buon nome del cammino" se vuoi.

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  13. Dopo tre giorni di silenzio hanno comunicato le prossime dimissioni dall'ospedale anche del padre Mario.

    Poi ieri - 13 aprile - la notizia:

    Cari fratelli CRISTO È RISORTO! Vi comunichiamo che P. Mario é stato dimesso dall’ospedale e si sta riprendendo a casa. Vi ringraziamo di cuore per le vostre preghiere in questo tempo di malattia e vi chiediamo di continuare a pregare per Kiko e P. Mario fino al loro completo recupero. La pace del Signore risorto! Kiko, P. mario e Ascensión

    Dopo una serie di comunicati a firma padre Mario e Ascension, sono seguiti quelli a firma Kiko e Ascension.
    Ora finalmente firmano nuovamente tutti e tre.
    Uno si è già ripreso, l'altro si sta riprendendo. Ora si tende al completo recupero di entrambi.

    Dopo di che sarà confermato che sulla Triade veglia dall'alto un angelo: Carmen la "santa di categoria superiore".

    Pax

    A loro tutto procede bene.
    Sia ben chiaro, questa è pura constatazione. Noi non auguriamo il male a nessuno, mai. Ogni guarigione è una grazia. E ale anche per gli iniziatori.
    Bene per Kiko e padre Mario l'essere guariti del tutto. Lunga vita ad entrambi!
    Ora manca solo l'ultimo dettaglio:
    Manca solo che tirino in ballo Carmen che ha fatto il miracolo.

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  14. Erano anni che non leggevo più i vostri messaggi. Vedo che ancora avete tutto questo tempo da perdere; contenti voi...
    Un abbraccio a tutti. Sono stato molto dispiaciuto della scomparsa del caro amico Lino con il quale si era sviluppato uno scambio di carteggi e di messaggi amichevoli e rispettosi. Abbiamo molto da imparare dalla spiritualità ebraica che sono sempre (vostro malgrado) i nostri " fratelli maggiori". Dalla loro adesione a Cristo dipende la seconda venuta di Cristo.
    Cristo è risorto.
    A fra qualche anno.

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    1. Agli ebrei darebbe molto fastidio confondere il Seder con la Pasqua cristiana. Anche il rabbino Di Segni lo ha detto. Poi che dalla loro adesione dipenda la Seconda Venuta di Cristo non è certo un dogma di fede. Cristo tornerà quando sarà il momento e non PERCHE' tizio o caio si converte.

      PS. Eppure un ebreo convertito Kiko lo aveva...poi lo ha buttato via con tanto di damnatio memoriae, ma "dettagli"

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    2. Katartiko è l'acronimo di :

      Kiko Annuncia Tante Anacronistiche Ridicole Turpitudini Ignobili Kerigmaticamente Orripilanti

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  15. Vedi, Katartiko, a mio parere i primi ad essere infastiditi dalle imitazioni neocatecumenali sarebbero proprio i nostri fratelli ebrei. Quanto si considerino poi nostri fratelli nella fede, lo dimostra secondo me la prefazione alla propria versione tradotta della Torah del presidente della Comunità ebraica di Torino:
    "(La Bibbia è una) raccolta di libri che gli ebrei considerano sacri e che anche altre ideologie a base monoteistica considerano fondamentali".
    Poi la conversione degli ebrei precederà la fine dei tempi, non la causerà. Avverti Kiko e tutti gli evangelici che vanno in israele a cercare di convertire a Cristo gli ebrei fingendosi loro correligionari.

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    1. Lo avvertiamo subito. Riusciremo a convincerlo? Difficile, ma ci proviamo...

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  16. Finché c'è ancora qualcuno in Cammino, troviamo tempo anche noi. Poi si chiuderà la porta e si spegneranno le luci.

    Però i fratelli maggiori arrivano fino a Simeone e persone come lui che hanno riconosciuto il Messia. Gli altri e soprattutto la stirpe di Erode sono fratelli di chi vogliono loro, evidentemente.

    A.Non.

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    1. No, si spengono le luci nooooo..... Se sparisce il Bammino, sparisce anche il blog. E noi come facciamo? Se non lo leggiamo tutti i giorni tre volte al giorno almeno non sitamo, bene, ormai siamo blog dipendenti, e non c'è una cura per disintossicarsi. Quindi che qualcuno rimanga nel Cammino, magari pochi, ma che rimangano, please....

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  17. Niente in contrario a considerare gli ebrei come nostri fratelli maggiori.
    Però è come accade in una famiglia: non tutti i fratelli sono identici, ci sono delle diversità.
    Nessuno disprezza nessuno, si sottolineano solo le diversità.
    I fratelli maggiori, benché più anziani e con più storia alle spalle, ad un certo punto hanno determinato di fermarsi, ad un certo punto della storia.
    I fratelli minori invece hanno determinato di continuare una storia che ancora accade.
    I fratelli maggiori hanno più "passato".
    I fratelli minori hanno più "futuro". 2000 anni di "futuro".
    Intesi come tempi precedenti e successivi alla venuta di Gesù Cristo.
    Quindi è proprio come accade ai fratelli di una stessa famiglia: i minori impareranno dai maggiori, ma poi la loro strada proseguirà oltre ed indipendentemente da essi.
    In Cristo "le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove".
    Noi cristiani, "di" e "in" Cristo, apparteniamo alle cose nuove. Che non vuol dire solo rinnovamento interiore individuale, ma anche notizia nuova, evento nuovo.
    Tutto l'Antico Testamento per noi è da leggersi in ordine a Gesù Cristo e poi, dopo Gesù Cristo, è a Lui che si fa riferimento. All'accadimento nuovo e a ciò che comporta per l'uomo, per la nostra salvezza.
    In questo credono i fratelli minori.
    Per cui a Pasqua celebrano la resurrezione di Gesù, preceduta dal suo sacrificio volontario, pur nella memoria degli eventi che il Dio di Gesù Cristo ha fatto in precedenza coi fratelli maggiori. Memoria che però non è prevalente. Prevalente è il memoriale di Gesù.
    Invece i fratelli maggiori continuano a celebrare il Seder pasquale.

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  18. CRISTO È RISORTO! ALLELUIA!

    Fratelli, vi comunichiamo la buona notizia del miglioramento di Don Bruno Chiavacci. I medici ci hanno detto che domani o posdomani e potrà uscire dall’ospedale, o è già uscito. Nel frattempo continuiamo a pregare per Don Bruno Chiavacci, chiedendo al Signore il ristabilimento di tutti i nostri fratelli colpiti.

    JRISTÓS VASKRIÉS! VAÍSTINA VASKRIÉS!

    Cristiano Della Domenica.

    https://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2021/04/06/news/contagiato-nella-rsa-e-guarito-dal-covid-la-sua-prima-messa-del-parroco-di-riparbella-e-tra-gli-applausi-1.40116520

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