domenica 18 aprile 2021

Il cammino Neocatecumenale se non migliora la condizione iniziale di chi lo fa, non serve a nulla!

 

L’uomo ha qualcosa da offrire a Dio? 

Sì, la fede e l’amore. Questo Dio chiede all’uomo, è scritto: 

“Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo Dio,

se non che tu tema il Signore tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, 

che tu l’ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima” (Dt 10,12)

 

Cesario di Arles Vescovo e predicatore

da Veterano:  

 Il cammino neocatecumenale è solo una setta che vuole portare le persone a disinteressarsi di se stessi e della vita in genere.  

Se manca la voglia a migliorarsi e progredire continuamente è finita la vita!  

 Cesario di Arles ricorda: 

 “…...…purifichiamo l’anima da tutti i suoi errori. È grave rischio non mettere ogni cura nel correggerci dal peccato………”.  

 È risaputo anche in ambienti non cristiani che il volere migliorarsi è prerogativa dei saggi e che lo studio in genere se non migliora la condizione iniziale di chi lo persegue, non serve a nulla.  

Ma, come ben sappiamo, nelle comunità non si studia e la parola di Dio è sempre finalizzata al perseguimento degli scopi fissati dalla mente corrotta degli iniziatori.  

 

Incoronazione di spine (Caravaggio)
 
Mistificano la Corona di Spine ricevuta da Cristo come lo strumento che ha circonciso la ragione del “Messia” (circoncisione a cui deve tendere ogni fedele camminante), omettendo che Lui ha ricevuto quella corona da altri. Significa che era la classe dirigente di allora a voler annullare il modo di pensare di Cristo che disturbava notevolmente, ma Egli risorgendo ha fatto proprio capire che la sua “Ragione/Volontà” è ancora viva e lo resterà per sempre; la volontà nella denuncia del male, con il pieno uso dell'intelletto, che spetta a noi cristiani. 

Per questo non circoncidiamo la ragione. 

 Basta leggere l’Enciclica “Fides et Ratio” di S. Giovanni Paolo II. 

Chi è cristiano usa la sua intelligenza per svelare le insidie della società e soprattutto delle sette, affinché chi è più sprovveduto non si ritrovi turlupinato.   

 Altro insegnamento di un'altro Padre della Chiesa, Origene alessandrino, che prima di ogni cosa poneva se stesso a modello dei suoi allievi e che sapeva tanto di comunità che camminavano verso il battesimo poiché è stato "catechista" di innumerevoli catecumeni, senza menare ad ogni passo fama di santità: 

 “Ascoltando queste parole, devono arrossire coloro che negano che la salvezza dell’uomo dipende dalla sua volontà! Potrebbe Dio chiedere all’uomo qualcosa se non fosse capace di rispondere alla richiesta di Dio e di offrirgli ciò che gli deve? Poiché c’è il dono di Dio, ma c’è pure il contributo dell’uomo” (Origene: Omelie sul libro dei Numeri n. 12 § 3). 

Questo si che è puro catechismo. 

Proprio così, se manca la voglia a migliorarsi e progredire continuamente è finita la vita! 

Si fa riferimento continuo ai Padri e Dottori della Chiesa: Ambrogio, Agostino, Gregorio Magno... E più cerchi, più trovi. 

Se si approfondisce la dottrina della Chiesa e i suoi insegnamenti consolidati, Kiko ne esce sempre molto male. Egli - come fa con l'uso/abuso della Parola di Dio - anche tra i Padri della Chiesa spilucca di qua e di là, prendendo solo quanto gli fa comodo, tagliando frasi e copiando ragionamenti a metà. A lui serve solo procurarsi le famose "pezze d'appoggio"

Kiko non ha MAI ascoltato nessuno, non ha MAI ritenuto di dover imparare da altri. In tante occasioni abbiamo toccato con mano che nella sua superbia superlativa è una persona di una ignoranza abissale. Per questo ancor più pericoloso. Per questo è oltremodo ridicolo quando con leggerezza appioppa a destra e manca l'appellativo di ignorante "Borricos", come dice lui spagnoleggiando. 

Ha parlato lo scienziato! Egli, ad ascoltarlo, ha studiato filosofi esistenzialisti e tutti i Padri del Deserto, che predilige su tutti perchè, nel ginepraio dei "pensieri dal deserto" può fare meglio un gran minestrone nell'enorme pentolone del cammino nel quale mettere a cuocere a fuoco lento gli sprovveduti che gli hanno prestato ascolto, fino a portarli a fare la fine dalla "rana bollita". Anche noi abbiamo rischiato seriamente questa stessa fine ma, prima di perdere i sensi del tutto, abbiamo trovato la forza di saltar fuori dal pentolone immondo, malconci parecchio in verità. 

Ma oggi siamo qui, guariti e risanati del tutto... mentre questi occhi ne hanno viste tante, e queste orecchie sentite ancora di più. 

La nostra testimonianza non può e non deve mancare.

In conclusione:  

Un pensiero tratto dall'Enciclica "Fides et Ratio" del Santo Papa San Giovanni Paolo II:



"Spinto dal desiderio di scoprire la verità ultima dell'esistenza, l'uomo cerca di acquisire quelle conoscenze universali che gli consentono di comprendersi meglio e di progredire nella realizzazione di sé."  

Anche qui si parla di "progredire", alias "migliorare" se stessi con un atto preciso di volontà

Questo il famoso incipit dell'Enciclica:

 

"La Fede e la Ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità.

" 

Carissimi  "fratelli del cammino" o "fratelli della comunità", come amate chiamarvi, o camminanti o adepti che dir si voglia, voi non spiccherete mai il volo! 

Kiko un'ala ve l'ha recisa: quella della Ragione che vi ha chiesto di cedere a lui totalmente "circoncidendo la ragione(appunto)" in favore di una obbedienza cieca e incondizionata alla sua indiscussa autorità; mentre l'altra ala è marcia di per se stessa perchè Fede non è ma Eresia

 

Dio è il Dio della libertà. Egli che possiede tutti i poteri per costringermi, non mi costringe. Egli mi ha fatto partecipe della Sua libertà. Io lo tradisco, se mi lascio costringere” (Martin Buber).

 

Voi mai vi innalzerete su due ali... liberi!

 

E così state messi, dopo quarant'anni di cammino! 

Impantanati del tutto nel fondo della vasca (non battesimale) del disegnino kikiano in cui il vostro falso "maestro" vi ha fatti sprofondare, seppelliti dal fango.  

                                                                                          (Veterano e Pax)

71 commenti:

  1. Fango è l'acronimo di :

    Felicemente Arrivati Neocatecumenali Gongolano Ora

    RispondiElimina
  2. Lino Lista a suo tempo aveva messo in correlazione la corona di spine, simbolo per Kiko della circoncisione della ragione -cioè della rinuncia alla ragione per far spazio al fideismo e all'obbedienza ai catechisti- alla legatura di Isacco, quella fune che Kiko ritrae sul corpo di Gesù nella sua 'croce gloriosa'.
    Ambedue dimostrerebbero, per la teologia kikiana, sempre molto ambigua e contraddittoria, come Cristo stesso non abbia accettato volontariamente la Passione, ma ci sia stato costretto, legato come Isacco intorno di lombi e con la corona di spine che umilia e costringe proprio il capo, sede della ragione e dei sentimenti.
    Naturalmente questa visione contraddice il Vangelo e la stessa Preghiera eucaristica seconda quando indica l'offerta volontaria di Gesù: chi in qualche modo è costretto o forzato da altri o menomato nella ragione non può 'offrire volontariamente' proprio nulla. Questo vale anche per il credente, che, a imitazione di Gesù, offre liberamente la propria adesione e, se proprio deve circoncidere qualcosa, circoncide il cuore, come raccomandato in Geremia e nella lettera ai Romani, non il cervello. Grazie a Veterano e a Pax per questa riflessione.

    RispondiElimina
  3. Tra le tante idiozie dette da Kiko, questa della corona di spine che è servita a circoncidere la ragione di Gesù, mi è nuova. E mi sembra una super idiozia.
    E' più un'idiozia che un'eresia.

    Ma è anche un'eresia in netto contrasto col Magistero della Chiesa e in modo particolare con l'enciclica Fides e ratio.

    La corona di spine può essere messa in relazione con la regalità di Gesù, mentre Kiko la mette in relazione con la ragione di Gesù solo perché è stata posta sulla sua testa!
    Come chi negli anni passati considerava Gesù il primo hippy solo perché portava i capelli lunghi!
    Ma come si fa a credere a uno spara idiozie in questo modo?

    Quale padre o dottore della Chiesa o santo ha parlato mai di crconcidere la ragione? O della corona di spine che ne è simbolo e forse anche strumento?
    E quale documento della Chiesa ne ha parlato?
    Questo concetto è estraneo alla Tradizione e ne camba il senso.
    E' un concetto inventato da Kiko. Un mediocre pittore, un mediocre musicista ma, quanto a inventore i idiozie, sa essere originale. Sarebbe stato un ottimo cabarettista se non si fosse messo in testa di fondare una nuova religione.
    Se il cabaret può essere considerata un'arte, allora ha rinunciato a una vera carriera da artista per fondare una setta. Non ne è valsa la pena.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E invece si Pietro, dal punto di vista di Kiko ne è valsa la pena.
      Senza il suo movimento pseudo religioso non avrebbe potuto dedicarsi ai suoi hobby, pittura, musica, dottrine religiose, costruzione di Domus e seminari.
      Senza il CN sarebbe stato un poveraccio qualsiasi.
      Sarebbe stato un semplice imbonitore da fiera.
      Oppure avrebbe dovuto rientrare in famiglia come un novello figliol prodigo e mettersi al servizio del padre benestante.
      Quindi, mettersi a capo di una setta, lo ha salvato dalla mediocrità,mediocrità che rifiuta ma che gli appartiene.
      Anzi è proprio la certezza della sua mediocrità a spingerlo sulla strada dell'egocentrismo,dell' ignoranza coatta , del rifiuto di essere corretto, del rifiuto dell'obbedienza alla Chiesa.
      È la sua mediocrità che lo spinge a circondarsi di ignoranti, di falsi amici, di gente squilibrata come lui, di semplici yes-men senza arte ne parte.
      Avere una corte di questo genere,fidelizzata alla sua persone,senza volontà propria, che pende dalle sue labbra lo esalta oltre ogni limite è lo fà sentire importante.
      Questo è il mondo di Kiko Arguello.
      Con il cabaret avrebbe avuto lo stesso successo mediatici che ha raccolto con il CN?
      Penso proprio di no.

      LUCA

      Elimina
    2. E non solo : come cabarettista non avrebbe fatto carriera perchè non fa ridere

      Elimina
  4. Anche questa della circoncisione della ragione. Pensavamo di aver sentito tutto sul Cammino, invece ogni giorno c'è n'è una nuova. a questo punto è inutile scrivere un libro sugli epiteti del Cammino, non serve, è meglio leggere direttamente il blog, interpretandolo però in modo capovolto, come diceva Umberto Eco su Cuore di De Amicis, cioè ogni cosa che scrive il blog va letta esattamente all'opposto. Bene, bene....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Veramente la circoncisione della ragione è predicata da Kiko. Quindi non la puoi classificare come un epiteto del Blog ma al massimo come un ennesimo insulto alla fede e alla dottrina da parte del pittorucolo madrileno.
      Ed Eco si sbagliava su Cuore, ma come Kiko si vede che ha voluto fare sensazione e far rimbalzare il proprio nome e non fare un servizio alla verità. Mia opinione personale (questa seconda parte del commento).

      Elimina
    2. @Anonimo
      Purtroppo una testimonianza a riguardo di questo c'è in un libro sul Cammino che è stato pubblicato davvero, in cui un giovane è stato sgridato e cacciato via dal catechismo per aver fatto domande, la trovi in "Neocatecumenali sul viale del tramonto" in cui sono riportate molte altre vicende scritte da un ex neocat

      Elimina
    3. ...torno a ripetere...usa le tue energie per difendere ciò che è difendibile...non perdere tempo su quelle indifendibili...peraltro molto ben documentate...
      ...stammi bene...o come si usa in questo tempo...stay safety

      Elimina
    4. Anonimo, ogni giorno di più ci dai conferma che stai proprio andando fuori di testa. Certo che questo Blog ti fa proprio un effetto strano!
      Non sai più che corbellerie inventare, visto che hai perso del tutto il bandolo della matassa.

      Pax

      Elimina
    5. @Bene, bene...

      Leggilo pure come ti pare il blog. C'è anche la possibilità di leggerlo da destra verso sinistra o dall'altro verso il basso, non si sa mai che la comprensione migliori. Puoi pensarla come vuoi, ma dentro di te sai che quello che è scritto nel post è vero. L'Arguello è di una ignoranza colossale, i suoi sottoposti capi e capetti lo sono quanto e più di lui. Ricordo ancora, diversi anni fa, una catechesi sulla "filosofia" in uno degli annunci, di Quaresima o di Avvento. Era talmente allucinante e incomprensibile che confesso di non ricordare praticamente nulla. Lo stesso catechista, già ignorante di suo (disse che lui la filosofia non l'aveva mai studiata, spesso scimmiottando il suo capo si vantava di non leggere libri da tempo immemorabile e il suo tempo "libero" lo trascorreva a guardare film su Netflix), non riusciva a raccapezzarsi. Leggeva e cercava di ripetere un "testo" del quale evidentemente non capiva nulla. Dopo decine e decine di minuti non lo ascoltava più nessuno. I "fratelli" o chiacchieravano, o sonnecchiavano o guardavano i loro telefoni. Ad un certo punto, sopraffatto dalla fatica, decise di terminare troncando bruscamente la "catechesi". Fra il pubblico si sentì forte e chiaro un "aaaahhhh" di soddisfazione. Uno spettacolo invero pietoso.

      Elimina
  5. Idiozia è l'acronimo di :

    Idea Demenziale Ignobile Orrida Zizzaniamente Indecente Adesso

    RispondiElimina
  6. Circoncisione è l'acronimo di :

    Catecumeni Indecenti Ridicolmente Cattivi Orrendamente Narcisisti Certissimamente Inverosimili Straordinariamente Inconcludenti Ormai Neanche Eretici

    RispondiElimina
  7. la circoncisione della ragione la trovate scritta mille volte negli annunci di quaresima associata al fatto che Gesù è l'unico che ha compiuto lo Shemà
    Amare Dio con tutta la mente ( corona di spine )
    Amare Dio con tutto il cuore ( la lancia nel costato )
    Amare Dio con tutte le forze ( i chiodi )
    C'è solo l'imbarazzo della scelta

    RispondiElimina
  8. 30anni Anche questa della circoncisione della ragione. Pensavamo di aver sentito tutto sul Cammino,

    Ehi ma ci sei o ci fai? Se c'è qualcosa che ci è stato ripetuto più volte in catechesi, monizioni ed annunci è questa genialità della necessità di circoncidere mente e cervello. Ergo piantala di scrivere queste idiozie pseudo ironiche e se vuoi controbattere gallo nel merito. Altrimenti ritirati

    RispondiElimina
    Risposte
    1. idiozie pseudo ironiche....

      Elimina
    2. Anonimo....


      Tomista EX nc

      Elimina
    3. Tomista EXnc......

      Elimina
    4. Come fosse Antani

      Tomista EX nc

      Elimina
    5. Siccome siamo ignoranti persi, abbiamo cercato sul web il significato di : come se fosse Antani. Indica una supercazzola tipo Amici Miei di Monicelli, è cosi? Una cosa l'abbiamo capita, però. Se le battute le fa Volo D'Aquila o FungKu non sono idiozie, sono cose intelligenti camuffate da idiozie. Per noi è il contrario, vero? Qui si fanno figli e figliastri. Direbbe Calimero dei Caroselli anni 60 : è un'ingiustizia, però.....

      Elimina
    6. Condivido la tua ignoranza caro Anonimo e in più essendo pure associata a pigrizia non ho neppure fatto la ricerca su web.
      A me pare che siano pubblicate anche le facezie dei neocatecumenali, se non si tratta di cose offensive, perché no? Certo, sarebbero più apprezzate se ci fosse una firma, ogni tanto.

      Elimina
    7. Non conoscere "Amici miei" è peccato mortale

      Tomista EX nc

      Elimina
    8. Nel caso di Valentina neanche veniale, per il semplice motivo che esistono figli e figliastri (neocatecumenali).
      Piuttosto guardardando la trilogia dopo una convivenza, avrete la possibilità di lucrare un'indulgenza plenaria, che potrete applicare anche a Carmen. "Non vede che stuzzica?" (Cit. Conte Mascetti)

      Tomista EX nc

      Elimina
  9. En passant
    “Ebbene, si può dire che, nonostante la ragione sia certamente superiore alla conoscenza empirica, essa pure, secondo Platone e la sua scuola, è originata dai sensi, mentre la conoscenza reale è al di sopra della ragione e, per arrivare a questi stati “sovrarazionali”, è quindi necessario, ubique et semper, procedere verso il centro motore di ogni “esperienza mistica” che è allocato nel cuore, a cui sempre si ritorna, e dove la coscienza dell’uomo dev’essere trasferita per renderlo capace di giungere alla conoscenza della Realtà “ultima”, attraverso un percorso dalla mente al cuore che è proprio dell’ordine dei misteri.”
    Lo dice Platone ma lo dice qualsiasi tradizione religiosa che il cuore è il CENTRO DELLA CONOSCENZA INTELLETTUALE e se Cristo, all’Ultima Cena ha fatto poggiare la testa di Giovanni, il discepolo AMATO, SUL SUO CUORE, se non siete collettivamente ottusi, ben ne capirete la ragione

    Ma voi cassate, cassate, cassate

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al cretin sapientone consiglio di leggersi l'enciclica Fides et ratio dell'amato San Giovanni Paolo II e la sua cretineria forse e dico forse guarirà.

      Elimina
    2. Già...penso che per tutti i NC sarebbe utile riflettere su questo passaggio della "Fides et Ratio" :

      "Non mancano neppure pericolosi ripiegamenti sul fideismo, che non riconosce l'importanza della conoscenza razionale e del discorso filosofico per l'intelligenza della fede, anzi per la stessa possibilità di credere in Dio. Un'espressione oggi diffusa di tale tendenza fideistica è il « biblicismo », che tende a fare della lettura della Sacra Scrittura o della sua esegesi l'unico punto di riferimento veritativo. Accade così che si identifichi la parola di Dio con la sola Sacra Scrittura"

      Tomista EX nc pantofolaio fissista imbottigliatore dello Spirito

      Elimina
    3. Che poi sono affetti da biblicismo alla maniera degli evangelici, che dicono che la Madonna non è la Madre di Dio perché la Bibbia non lo dice esplicitamente, però poi negano che Gesù Cristo ci abbia ordinato di mangiare il suo Corpo. Cioè sono letteralisti per alcuni aspetti, per altri elusivi al massimo e sfoderano interpretazioni allegoriche, simboliche o altro. Così Kiko sostiene di poter personalmente fare miracoli perché Cristo così ha promesso ai suoi discepoli ma nello stesso tempo svilisce i miracoli di Gesù fatti al cieco nato o al padre dell'epilettico.

      Elimina
    4. affetti da biblicismo, letteralisti, elusivi....Camminanti, ci capite qualcosa? complicato, eh?????

      Elimina
    5. Tomista EX come sempre ci offre ottimi spunti di approfondimento e conferma.
      Bellissima la citazione.

      Questo sminuire l'intelligenza nella sua capacità speculativa togliendo valore alla parte razionale dell'uomo, è propria di chi è inguaribilmente ignorante come Kiko.

      Che poi Kiko ha temuto da sempre come la peste nera il "libero pensiero" altrui perchè, se pure a livello inconscio, è ben consapevole dei suoi limiti. Egli conosce anche molto bene i suoi inganni e, giustamente, ha una paura nera di chi, avendo a che fare con lui da vicino, abbia anche il ben dell'intelletto allenato. Sa infatti di non avere scampo.
      A lui gli va bene solo con gli annichiliti e totalmente plagiati. Quelli che pendono dalle sue labbra in forma acritica.

      Per questo fa affidamento sull'obbedienza che ha instaurato nel regime neocatecumenale per chiudere la bocca a chi osi esprimersi: gli intima il silenzio e gli impone di non pensare. "Non sarà mica che tu credi di essere più intelligente di me?"
      In verità diceva, in forma affermativa: "Tu pensi di essere più intelligente di me!" credendo così di mettere l'interlocutore in difficoltà.
      Questa sua è piuttosto una strategia bell'e buona! Far vergognare l'altro accusandolo di essere succube della "superbia" e della "presunzione" (peccati che da lui sono distanti le mille miglia! Non è vero?)

      Pax

      Elimina
  10. È noi cassiamo.....

    RispondiElimina
  11. Giusto. Allora dovreste cassare la preghiera del cuore che prevede tecnicamente le modalità della discesa della mente nel cuore e l'apertura dell'occhio del cuore con altre modalità


    Tecniche ante scisma del 1054 e con esse cancellare tutte le testimonianze dell'apertura dell'occhio del cuore, ma gli ntrinsecamente babbani, o i diversamente cristiani, non si addentrano in questi impervi sentieri che altri cristiani hanno percorso da...sempre.

    E'scomodo e stabilizzante, una preghiera e op là la salvezza è magicamente assicurata

    Chi può dire il contrario? 

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chi ha capito il senso di questo post? Forse leggere Finnegan's Wake di Joyce è più semplice

      Elimina
    2. Scusa ma cosa c'è da capire? Mica abbiamo scritto in arabo! Oltretutto toccando temi già più volte affrontati qui.

      Poi all'Anonimo En passant... cassate, cassate, cassate... dico:

      Fai quella lunga digressione giusto per depistare?
      Sminuisci del tutto la conoscenza razionale come a voler banalizzare le richieste assurde di Kiko di non pensare quando si obbedisce a lui. Infondo, pare di sentirti argomentare, Kiko chiede un sacrificio da poco. La razionalità vale poco e non serve a nulla!

      Proclami il primato della conoscenza amorosa che ha sede nel cuore sull'altra che non giova a nulla e, quando fai riferimento al "percorso dalla mente al cuore", si sente l'eco della ben nota in mezzo a voi preghiera del Pellegrino russo.

      Beh, detto che il cuore è il CENTRO DELLA CONOSCENZA INTELLETTUALE ora noi, sempre se non siamo ottusi, cosa dovremmo capire?

      Che la soluzione è in che anche noi facciamo come voi: di dare il cuore interamente a Kiko?
      Ti prego! Dimmi che ho capito!

      Pax

      Elimina
    3. Non parlare per "arcani", tira fuori il coraggio e la dignità e parla CHIARO.
      Vuoi dire che, ad esempio, recitare il Rosario per il Cammino è un atto magico?
      SCRIVILO chiaro, il resto viene dal maligno.
      Lutero è stato più coraggioso di voi luterani che non ci mettete la faccia.

      Non si capisce se per te è la Chesa Cattolica ad aver creato lo scisma del 1054. Se così, scrivilo chiaro.

      Pensi che noi siamo contrari alla preghiera fatta col cuore? Cita una sola frase del blog in cui viene detto questo.

      Il tuo modo di fare è particolarmente ipocrita.
      Non dico che tu sei ipocrita, questo non lo so, dico però che hai appreso molto bene i modi di fare ipocriti tipici delle sette, tanto da essere connaturati al tuo modo di esprimerti. O, almeno, così sembra.
      Ritengo perciò che sei un cosidetto "catechista".

      Elimina
    4. Da cosa deducete se uno è catechista o meno? Abbiamo capito una cosa : su questo blog state scrivendo in "difficile" per far scappare i camminanti che lo leggono. Se è cosi, ci riuscirete in pieno, e Kiko sarà contento perchè non vuole che si legga questo blog e altri affini. Due piccioni con una fava, però...e tutti contenti, poi. Mica è facile ottenere un risultato cosi. Detto questo andiamo a leggere qualche pagina della Fenomenologia dello Spirito di Hegel, è di semplice lettura. Hai visto mai....

      Elimina
  12. Ci sono tanti bastian contrari in giro, che neanche sanno cosa si sta leggendo e ne lo vogliono, a loro interessa, come alcuni fanatici religiosi, sapere di aver difeso ciò che si pensa di credere sia giusto. Come, faccio un paragone un po'accentuato, un kamikaze islamico che si fa esplodere per allah credendo di servire Dio. Il kamikaze non sa se sta uccidendo innocenti, non fa differenza, e ne si preoccupa. Quello che conta è farsi esplodere credendo di avere una ricompensa.
    Come alcuni che predicano ai cristiani l'amore al nemico, come se fossero arrivati loro a fare imparare finalmente questa comando, ma poi se un familiare non segue ciò che seguono loro, come convivenze e altro, lo iniziano a perseguitare e/o giudicare e/o allontanare e/o escluderlo.
    Un po'strana la vita.
    Ricordiamoci sempre che noi siamo figli della Resurrezione e che davanti a Dio ci inginocchiamo perché lo riconosciamo Nostro Dio.

    Un Cristiano Della Domenica.

    RispondiElimina
  13. Scriveva Pio XII:"Sempre, infatti, ci sono stati uomini sommamente a Dio devoti, i quali, ispirandosi agli esempi dell’eccelsa Madre di Dio, degli Apostoli e di illustri Padri della Chiesa, hanno tributato all’Umanità santissima di Cristo, e in modo speciale alle piaghe aperte del suo corpo dai tormenti della passione, il culto di adorazione, di ringraziamento e di amore...Il Cuore trafitto del Redentore ha sempre esercitato un potente stimolo al culto verso il suo amore infinito per il genere umano."
    Non si può dire che i neocatecumenali abbiano il culto del Sacro Cuore o delle piaghe di Cristo, visto che non riservano neppure al Santissimo un culto d'adorazione, neppure nel suo segno più semplice ed accessibile a tutti, oltre che liturgicamente previsto, dell'inginocchiarsi.
    Per questo motivo gli strumenti della crocefissione di Gesù e le sue piaghe addirittura vengono collegate piuttosto allo Shema veterotestamentario e ai tefilim legati alla fronte e al braccio per la preghiera rituale. E se i chiodi che trafiggono le mani si collegano alla dazione dei beni e della decima (identificate con l'amare Dio con tutte le forze), la corona di spine vuol dire trafiggere la ragione, come se amare Dio con tutta la propria mente richiedesse una rinuncia alla propria autonomia di pensiero, così come a quella dei beni. Stare in Cammino per loro vuol dire stare crocefissi alla comunità e non c'è sacrilegio più grande che utilizzare i segni della Passione di Cristo per legare i credenti alla devozione al Cammino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. PIO XII, il papa più grande del XX secolo

      Elimina
  14. perfetto..il centro è il cuore..e cosa c'entra con il circoncidere la ragione in particolare se ti ee imposto?

    interessante che "disturbi" platone, tra l'altro per spostare il discorso, ma non hai parole di Kiko per contraddire quanto qui sostenuto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Platone è l'acronimo di :

      Possiamo Lontanamente Augurare Troppe Orride Neocatecumenali Eresie

      Elimina
  15. Anonimo delle 17 e 24:
    questo non è un blog di filosofia, qui si parla delle eresie del Cammino rapportandole alla dottrina della Chiesa.
    Quello che è la verità, la giusta interpretazione della Bibbia, il senso della sapienza e della mistica cristiana, LO DICE LA CHIESA.

    Tutto ciò che è alternativo agli insegnamenti della dottrina della Chiesa, che provenga da Platone, da te o da Kiko, è sbagliato, tutto ciò che è conforme alla dottrina della Chiesa, va bene.

    Detto questo, ripeto il concetto: che la corona di spine di Gesù simboleggia che Gesù ha circonciso la sua ragione, è un'IDIOZIA e, anche, un'eresia.

    Prova a domandarlo a padre Bellon e vediamo cosa ti risponde.

    RispondiElimina
    Risposte


    1. Detto questo, ripeto il concetto: che la corona di spine di Gesù simboleggia che Gesù ha circonciso la sua ragione, è un'IDIOZIA e, anche, un'eresia.
      Guarda Kiko, nella sua anarchica - e affatto innocua – stravaganza, sicuramente questa cosa non se l’è inventata di sana pianta perché una fonte questa cosa ce l’ha ma non saprei dove riandarla a pescare, tuttavia sulle calotte di santo staccate dal cranio o sulle teste tagliate che continuano a parlare c'è abbondanza di documentazione iconografica (anche extra cattolica e l’ho già detto) e “necessariamente” agiografica, Per conseguenza in un percorso extra-devozionale è perfettamente coerente che la ragione, come una zattera, ti conduca ad attraversare la sponda del fiume, ma non altrettanto ragionevole che dopo averti condotto al tuo scopo te la continui a portare sulle spalle , Far scendere la mente al cuore non è un’espressione affettiva ma un consiglio tecnico! La mistica dei Vittorini non è nata così partorita dalla mente di Giove
      Però trovo strano che questo furore anti kikiano non sia parimenti seguito un furore antibergogliano, perchè la seconda persona della Trinità si sarebbe fatto serpente e diavolo come s’indignano i tradizionalisti necessariamente “fascisti” (vedi Socci secondo Spadaro) . Pontefice che così viene difeso dai suoi fans. “Oltretutto già un anno fa Papa Francesco citò le stesse parole di Paolo, spiegandole con le stesse espressioni usate oggi: «San Paolo dice che Gesù svuotò se stesso, umiliò se stesso, si annientò per salvarci. È più forte ancora: “Si è fatto peccato”. Usando questo simbolo si è fatto serpente. Questo è il messaggio profetico di queste Letture di oggi. Il Figlio dell’uomo, che come un serpente, “fatto peccato”, viene innalzato per salvarci». Anche il teologo padre Angelo Bellon, conferma: «Dio ha trattato Gesù Cristo come se fosse stato il più grande peccatore di questo mondo. Anzi come se avesse compiuto tutti i peccati degli uomini». Un diavolo, per l’appunto, o serpente, come ricordato dal card. Biffi. Sono ossimori usati da sempre per far percepire la sproporzione di un Dio che non si vergogna di immergersi nella limitatezza umana e, grazie a questo invischiarsi nei peccati dell’uomo, salva l’uomo dagli stessi. Per sempre”.
      Ecco se questo è Bellon siamo messi male, tra questi deliri c’è un waw di mezzo mi verrebbe da dire chi ha orecchie per intendere intenda ...ma non sta a me dirlo peccherei del peccato di superbia
      Non so che ne pensa il “moderatore” ma sembra una replica adeguata alle critiche

      Elimina
    2. Citi frasi fuori dal contesto che sono slegate fra di loro e le cuci insieme.
      Ne è scaturita una serie di mezzi concetti non portati a conclusione e affastellati fra loro senza né capo né coda.
      Per risponderti articolatamente dovrei impiegare un'ora e non ne ho voglia, anche perché sono consapevole che servirebbe a poco o nulla.

      Solo due precisazioni: 1) questo blog non è dedicato al Magistero di Papa Francesco, ma al Cammino.
      2) Nessun furore anti kikiano. Il furose è esclusivamente anti idiozie e anti eresie. Se Kiko viene tirato in ballo, non è per la sua persona, ma per le sue idiozie.

      Elimina
  16. A quel signore che parla di CONOSCENZA, vorrei dire che non è che manipolando le parole si riesce sempre a confondere le persone.
    Qui non si parlava di conoscenza, ma di RAGIONE. E non è la stessa cosa.
    Kiko non dice di circoncidere la conoscenza, ma la ragione. Perché?
    Perché la ragione è quell'attributo del tutto umano che distingue l'uomo dagli animali e gli permette di elaborare concetti.
    È la ragione che conduce alla conoscenza, non viceversa.
    Che poi nella fede, oltre che all'intelligenza e alla ragione, vi sia anche la componente della Rivelazione divina, è vero.
    Ma si parte dalla ragione.
    Un animale, un cane, conoscerà che il padrone è quello che gli dà il cibo, ma avendo solo istinto e non ragione ed intelligenza non potrà mai imparare a conoscere il padrone per quello che è, gli è fedele perché da lui ottiene qualcosa, ma non conosce il padrone nel suo essere.

    Partendo infatti da Tertulliano, visto che vi piace risalire alle origini, si legge che: "L'uomo è il SOLO tra tutti gli esseri animati che possa gloriarsi d'essere stato degno di ricevere una Legge da Dio; animale dotato di RAGIONE, capace di COMPRENDERE e di DISCERNERE, egli regolerà la propria condotta valendosi della sua LIBERTÀ e della sua RAGIONE, nella docile obbedienza a colui che tutto gli ha affidato".

    Così anche nella Costituzione Apostolica Fidei Depositum, postconcialiare, sempre come piace a voi, si trova: "L'uomo ha FACOLTÀ che lo rendono capace di CONOSCERE l'esistenza di un Dio personale. Ma perché l'uomo possa entrare nella sua intimità, Dio ha voluto rivelarsi a lui e donargli la grazia di poter accogliere questa Rivelazione nella fede. Tuttavia, le "prove" dell'esistenza di Dio possono disporre alla fede ed aiutare a constatare che questa NON SI OPPONE ALLA RAGIONE UMANA".

    Quindi ci hai provato, a confondere la ragione con la conoscenza, ma ti è andata male.
    Non tutti si fanno confondere dal maneggiamento delle parole e dalle improprie citazioni di Platone.

    RAGIONE ed INTELLIGENZA, caro amico, di questo si parlava, non di CONOSCENZA.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. IL "signore" si permette di risponderle con lo stesso tono fermo ed educato con il quale è stato interpellato


      Quello he lei sostiene è una mera tautologia. E' evidente che Kiko sta parlando di un percorso di iniziazione che richiede mezzi diversi per poter essere adeguatamente affrontato rispetto  a quelli ordinari


      Allora se lo scopo è INDIARSI  "e non salvarsi" che come lei m'insegna sono cose assolutamente differenti lo strumento della RAGIONE è INSUFFICIENTE perchè per indiarsi è necessario che il "conoscente il conosciuto e l'atto di conoscere" siano un tutt'uno e quindi si sta FUORI DELLA DUALITà IO,TU. La tal cosa è possibile solo attraverso l'intelletto del cuore.

      Se lo ricorda Dante uno che sostiene di essersi indiato che parla della secreta camera del cuore in cui gli compare Amore ( amemoria). Sa Dante, ancorchè neoplatonico (Edy Minguzzi), cabalista in quanto influenzato dal cabalismo PRATICO di Abufalia (Umberto Eco), dal paganesimo di Marziano Capella de Le nozze di Filologia con Mercurio (LMA Viola), nonchè pure "gnostico" (Apocalisse di Paolo), e ispirato dall'Islam (Miguel Asìn Palacios prete cattolico e grande arabista), nonchè per non farci mancare nulla grande amico dei Catari  (Maria Soresina) EBBENE MALGRADO TUTTO CIo' VENIvA LETTO E COMMENTATO IN CHIESA

      Per non farla idignare oltre misura le confido che oggi come ieri l'affabulatore oggetto delle vostre attenzioni (Arguello) non mi genera alcun sentimento di rispetto, piuttosto  un sincero conato di rigetto, Ciò non toglie che costui,  secondo il noto teotema che l'orologio rotto due volte al giorno ci azzecca, allo stesso modo il Vate potrebbe averci tangenzialmente preso. Il mondo non ha bisogno di Kiko per raggiungere la conoscenza del cuore, come dimostra il brano che qua sotto può sotto leggere di una è autrice prematuramente scomparsa, studiosa cattolica (tratto da: Il centro cuore)


      Il cuore è uno dei punti più delicati, controversi e misteriosi che coinvolge tutte le esperienze ascetiche ed iniziatiche “operative”. “Centro cuore” nell’esicasmo, “Anahata” dell’induismo, “Tiphereth” nella cabala: ineffabile caverna misterica dove avvengono le trasformazioni alchemiche più importanti e assai spesso, più trascurate. (da Elisabetta Moroni)



      Elimina
    2. Ma qui mai nessuno ha detto che Kiko sbaglia sempre!
      Come tutti gli eretici dice tante cose giuste, me ne dice di sbagliate.

      E poco male se fosse disposto a correggersi: capita a tutti dire e fare idiozie, te lo dico per esperienza diretta.
      Forse, chissà, una volta o due nella vita è capitato anche a te (scusa se ardico fare questa ipotesi).
      L'importante è che quando poi ti confronti con gli insegnamenti della Chiesa e ti accorgi che sbagli, lo ammetti.
      Non bastano le idiozie per fare un eretico, l'eresia è dovuta a idiozie cocciutamente fatte passare come verità nonostante l'evidenza del Magistero della Chesa.
      Parlo di evidenza del Magistero perché può essere considerato eretico solo chi, da cattolico, passa a proclamare almeno una verità diversa da quelle credute dalla Chiesa (che poi non è mai una sola).

      Se Kiko fosse come un'orologio rotto, due volte al giorno direbbe una cosa esatta, ma non è questo il problema.
      Il problema è che altre 1438 volte direbbe una cosa sbagliata(un giorno conta 1440 minuti).

      Elimina
  17. Il cretin sapientone delle 17:24 fa il sapientone agitando una presunta citazione di Platone che non c'entra nulla, ma è cretino perché il suo evidente scopo è quello di gettare scompiglio e discredito dovunque il Cammino venga rivelato per quel che è.

    Il Cammino è un guazzabuglio di eresie, carnevalate liturgiche, sfruttamento (non solo economico) dei suoi adepti... e si spaccia per cattolico. Ecco: è proprio quest'ultimo punto il motivo per cui sono stati pubblicati fior di libri e articoli da parte di gente molto più affidabile di noi (e del sullodato cretin sapientone) e, nel nostro piccolo, è anche il motivo per cui esiste questo blog.

    I cretin sapientoni hanno il terrore della fede e della ragione, perché entrambe sono più che sufficienti a mostrare che il Cammino viene dal demonio.

    Intanto vorrei segnalare un articolo di don Stefano a proposito dell'Intrinseca malizia della Comunione sacrilega, ricordando che il Cammino Neocatecumenale s'inscrive perfettamente in quella "rivoluzione" ecclesiale il cui bubbone è scoppiato col Concilio Vaticano II, il bubbone dell'annacquamento, dell'affievolimento, della banalizzazione, dell'esasperazione dell'aspetto di banchetto e del sottile ma invincibile disprezzo dell'aspetto di sacrificio, del lassismo morale su certi fronti e del puritanesimo moralista su certi altri...

    La Comunione sacrilega, cioè fatta in stato di peccato mortale, è prassi abituale in tutti quegli ambienti - come il Cammino - dove "pare brutto se non ti comunichi", cioè vige una specie di ricatto morale nei confronti dei partecipanti alla liturgia, ricatto che descriveremmo così: "qui è prassi che si devono comunicare TUTTI; se proprio non ti va, puoi rifiutarti, ma TUTTI noteranno che sei troppo scrupoloso, penseranno che hai chissà che peccati sulla coscienza, capiranno che non sai vivere la liturgia, che vai al banchetto ma con lo scopo di non pranzare, eccetera".

    Il paradosso è che il Cammino fa la pagliacciata della "comunione seduti" con lo slogan che il "Signore" (cioè il cameriere liturgico magari in giacchetta e papillon) "passerà a servirli" (sottinteso: se non ti fai servire, "TUTTI noteranno ecc."), con la foglia di fico del proclamar di fare come i "primi cristiani" o di avvicinare la gente all'Eucarestia. È proprio diabolico "avvicinare" i fratelli delle comunità al sacrilegio abituale, e comunque i primi cristiani rischiavano persecuzioni e morte per qualcosa di immenso, non certo per il solo gusto di partecipare a una pagliacciata cerimoniosa e parolaia con grattugiatina di chitarrelle.

    Nella Chiesa cattolica si va "processionalmente" a fare la Comunione proprio perché non c'è un "ricatto morale" ma solo la libertà del singolo fedele, che se davvero vuole può alzarsi ed andare a fare la Comunione. Chi di noi ha più di vent'anni ricorda certamente con gratitudine le catechiste parrocchiali ("catechiste" in senso cattolico, non neocatecumenale) che insegnavano che la Comunione non va fatta per abitudine, ma va scelta ogni volta, in libertà e con la coscienza pulita. E don Bosco, una volta, si accorse che nessuno dei ragazzi presenti a Messa si era alzato per andare a fare la Comunione, e ne fu molto rattristato perché significava che tutti avevano qualche peccato mortale sulla coscienza. Erano altri tempi, erano i tempi in cui il peccato veniva riconosciuto come peccato, e non c'era nulla di strano a che in tanti (o magari addirittura tutti) non scegliessero di alzarsi per andare a ricevere l'Eucarestia. Oggi, invece, vale troppo spesso quell'"altrimenti TUTTI noteranno...".

    RispondiElimina
  18. Ottimo post.
    Interessantissimo spunto sui "discorsi del deserto".
    Questo citare dei pseudo "padri del deserto" per trovare delle pezze d'appoggio alle strampalate dottrine Kikiane.
    Mi ha sempre dato fastidio questo attingere a delle fonti non consultabili per suffragare dottrine religiose inventate di sana pianta.
    Kiko ed il suo CN già tendono a manipolare, estrapolare dal contesto, tutto quello che contraddice Il loro pensiero, con i padri del deserto, Kiko, ha la possibilità di affermare quello che vuole, trasformando in dottrina cristiana quello che è solo e solamente dottrina Kikiana, partorita dalla sua piccola mente.
    Una specie di pagina bianca dove riscrivere il "Vangelo secondo Kiko".
    I "padri del deserto" rappresentano la perfetta pezza d'appoggio a tutte le castronerie Kikiane bevute come verità assoluta dai suoi adepti.
    Bravo Kiko, inventore di dottrine strampalate e cabarettista d'eccezione.

    LUCA

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella questa del cabarettista, LUCA, e gli hai dato una bella raddrizzata a Kiko.
      Avesse fatto il cabarettista con le sue capacità sceniche. Avrebbe gestito meno denaro e meno notorietà, ma almeno sarebbe stato coerente con i suoi talenti e noi avremmo fatto una vita più tranquilla.

      Pax

      Elimina
    2. Cabarettista.....

      Elimina
  19. C’era da aspettarsi, dopo queste parole, che Flambeau si lanciasse come una tigre; invece sembrava come incantato, stordito oltremodo da grande curiosità e meraviglia.
    «E poi», continuò Padre Brown con pacata lucidità, «siccome voi avevate cura di non lasciare tracce per la polizia, naturalmente bisognava pure che ci fosse qualcuno a prepararle. Perciò, in tutti i luoghi dove andammo, ebbi cura di compiere degli atti che avrebbero fatto parlare di voi per il resto della giornata. Non feci grandi danni: lasciai un muro macchiato, delle mele rovesciate, un vetro rotto; ma ho salvato la croce: la croce sarà
    sempre salva. Ormai è a Westminster. Mi meraviglio che non l’abbiate fermata con il “fischio dell’asino”».
    «Come?», chiese Flambeau.
    «Sono lieto che non ne abbiate sentito parlare», disse il prete, facendo una smorfia. «È una brutta cosa.
    vi credo ancora troppo buono per essere un cosiddetto “fischiatore”».
    «Ma di che cosa parlate?», domandò l’altro.
    «Non importa, non importa che ve lo dica. Sono contento che non siete ancora sceso proprio in fondo alla china del male, perché altrimenti sapreste di che parlo».
    «Ma come fate a sapere tante cose?», chiese ancora Flambeau. L’ombra di un sorriso passò sul volto rotondo del piccolo prete. «Oh! Sono cose che solo uno stupido celibe qualunque può sapere, naturalmente», disse. «Non avete mai pensato che un uomo, che non fa quasi mai altro che ascoltare i peccati commessi dagli uomini, non ha la probabilità di rimanere ignaro del male umano?
    Ma, in verità, è stata un’altra parte della mia esperienza professionale ad assicurarmi che non eravate un prete».
    «Quale?», domandò il ladro quasi a bocca aperta.
    «voi attaccaste la ragione», rispose Padre Brown.
    «Questa è cattiva teologia»
    .

    Chi non conoscesse o volesse rileggere il racconto di Chesterton 'La croce azzurra' da cui è tratto questo brano (fra l'altro interpretato da Renato Rascel e Arnoldo Foà in un episodio de 'I racconti di Padre Brown') può leggerlo qui.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benissimo leggere il racconto. Ma perché non gustare direttamente la grande interpretazione da parte di Rascel e Foà? Il racconto (insieme con gli altri è su RAI Play:

      https://www.raiplay.it/video/2017/04/I-racconti-di-Padre-Brown-S1E1-0a9b64ca-662c-4830-a0a4-d6b27d45224b.html

      Elimina
  20. “Dio è il Dio della libertà. Egli che possiede tutti i poteri per costringermi, non mi costringe. Egli mi ha fatto partecipe della Sua libertà. Io lo tradisco, se mi lascio costringere” (Martin Buber).

    Questa citazione, tratta da una meditazione di Gianfranco Ravasi, mi è parsa più che appropriata, a conclusione della riflessione che ci ha offerto Veterano.
    Mons. Ravasi cita contestualmente il grande Dostoevskij il quale "ricordava che Cristo non era sceso dalla croce quando gli astanti gli chiedevano di farlo con un miracolo così da credere in
    lui: egli, infatti, voleva un'adesione libera e non un'attrazione basata sulla costrizione del prodigio e del clamore".

    Ricorre il verbo COSTRINGERE. Questo è interessante e ci fa comprendere il modo in cui Dio si relaziona all'uomo; il rispetto immenso che Egli porta alla libertà profonda di ciascuno. Dio stesso ce ne ha fatto dono (un dono impegnativo e che contiene in se stesso i suoi bei rischi). Di questo dono è ancora Dio il garante.

    Stride tutto questo con il modo usuale che ha Kiko di relazionarsi con tutte le persone che gli capitano a tiro. Purtroppo per loro.
    Il sistema messo in piedi insieme a Carmen è basato non sulla libertà e sul rispetto, ma sulla costrizione.
    Kiko è abile convincerti che sei tu stesso a scegliere di incatenarti. Assumendo progressivamente su di te tutte le "consegne" di cui il C.N. è disseminato. Ad ogni tappa si stringe e si rinnova una "Alleanza", che comporta impegni sempre più onerosi e che si sommano, col passare del tempo, gli uni agli altri. Sul loro puntuale adempimento verrai anche vagliato, di tempo in tempo, e promosso, oppure bocciato, o anche rimandato.

    Anche per questo il C.N. non ha nulla di divino, di soprannaturale, di spirituale. E' costruzione puramente umana, fondata sulla idolatria di una persona che assurge a super-uomo, se non a dio. Ma un dio piccino, che teme il confronto con gli altri, per cui preferisce sottometterli a sè.
    Come può consentire che si impegnino nel "migliorarsi"? Nel "santificarsi"?
    Per tenerli sotto di sè fino alla fine, ha bisogno di far leva sui loro difetti e debolezze, sui loro stessi peccati, che diventano strumento di ricatto.

    La Ragione stroncata da una Obbedienza cieca e acritica, completamente "irrazionale".
    La Fede bandita per dare spazio ad uno spropositato culto della persona, totalmente anticristiano e inumano (poichè sottomette uomini a un loro simile che si innalza a re), che poi è sempre lui: il nostro Kiko da Leon. Predicato, cantato, dipinto e idolatrato.

    Pax

    RispondiElimina
  21. Grazie Veterano per averci offerto questo tema così...saporito. Il fattore che ha avviato ed emancipato il cammino è proprio la schiavitù dell'intelletto, senza il quale nulla sarebbe stato fattibile. L'uomo poco prudente a contatto con l'ambiente kikiano si spegne, divenendo una marionetta priva di autonomia nel teatrino dei due sciagurati fondatori.

    Fede e ragione sono complementari, rimandano l'una all'altra, e anche se la fede in definitiva ha il primato, bisogna evitare di cascare nel fideismo irrazionale. Ma Kiko si è inserito nel solco di Lutero, ritenendo la ragione «la prostituta del diavolo». Questo poiché la ragione lo contraddice in pieno.

    Kiko afferma che se un cristiano (kikos) osasse pensare diversamente da lui - che si ritiene"rischiarato dall'alto" e quindi dispensatore di verità assolute - cadrebbe nell'idolatria della ragione, attuando in tal modo l'inganno più effimero che irrompe violento nella coscienza dei fedeli. Un raggiro in grado di annientare la facoltà di pensare.

    Ma il kikismo è in contrasto con il pensiero fermo della Chiesa che, fin dalla prima lettera di Pietro (3,15), ha affermato: «adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione».

    L'imbroglio parte dal principio all'insegna di «Vieni e vedi» (l'invito dell'apostolo Filippo a Natanaele) delle prime catechesi. La forma kikianica dell'accoglimento del kerigma induce a deformare lo stesso contenuto della fede. Tu vai e nulla vedi se non Kiko nella sua egocentrica vocazione anticristiana.
    «Vieni e vedi» presuppone che qualcuno ti porti al cammino che san Josemaria descrive così: Cercare Cristo; incontrare Cristo, amare Cristo; e non certamente a cercare Kiko, incontrare Kiko e idolatrare Kiko. Invece ci si ritrova con una corona di spilli velenosi impiantata in una testa lacerata dalle incomprensibili chiacchiere dei due fondatori, che vanno ritenute dai kikos forzatamente lecite perché, beh, ragionar non si può.

    RispondiElimina
  22. Questo thread florido di spunti, mi induce a riflettere sull'ostilita dei fondatori verso il Rosario.

    - Il Rosario è una difesa potentissima contro l'inferno; distrugge i vizi, libera dal peccato, dissipa le eresie. Fa fiorire le virtù e le buone opere e ottiene alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituisce nei cuori l'amore di Dio all'amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quindi si intende bene che il Rosario vien visto come un pericolo incommensurabile per il cammino.

    Il Rosario mette in fuga il demonio e proibisce alla lingua del kikos di aderire alle tappe luride del movimento e a pronunciare quelle parole luciferine: "satana è padre mio"

    Il Rosario è uno scudo infrangibile e sicuro contro gli ostacoli che crea satana. Esso difende dal male; difende dal cammino!

    Un Rosario pregato con fede incoraggia la consapevolezza, quindi la ragione. Chi conosce il Rosario conosce il Vangelo, conosce la vita di Gesù e di Maria, conosce il proprio cammino e destino eterno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da poco ero in una chiesa dov'è il Cammino e si stava recitando il Rosario, E allora, come la mettiamo?????

      Elimina
    2. Certo, certo il rosario in onore di Don Kikolone e Sora Carmen, magari con i gadget neocatecumenali in bella vista, le rumorose grattugiate di chitarrella, e qualsiasi altra cosa per far capire che si tratta di un'iniziativa del Cammino.

      Non sia mai che un kikos invochi la Beatissima Vergine senza mettere il tripode Kiko-Carmen-Cammino al centro.

      Elimina
    3. @anonimo delle 22:12
      Ma chi stava recitando il rosario? I neocatecumenali o i cattolici della domenica?

      Frilù

      Elimina
    4. Nossignore, era un Rosario classico, Don Kikolone e Sora Carmen non c'entravano niente.

      Elimina
    5. Anonimo delle 22:15,anche nella parrocchia del mio paese ci sono i neocatecumenali e tutti i giorni si recita il rosario,ma non sono certo i fratelli camminanti a recitarlo,sono i cristianucci della domenica,quindi sono certa che anche nella chiesa da te citata è così.

      Elimina


  23. Quando il Concilio Vaticano Secondo
    si diffuse nell'universo mondo
    si può affermare di sicuro
    che il suo frutto invero più maturo
    è stato il Cammino Neocatecumenale
    che è di diffusione internazionale
    il loro fondatore Kiko Arguello
    che dei figli di Adam è il più bello
    con Carmen che a lui si è affiancata
    la Chiesa si è rigenerata
    e su un miliardo della Chiesa addetti
    i camminanti sono quelli più eletti
    perchè sono arrivati a un milione
    insomma una autentica esplosione
    è vero, sono alquanto criticati
    ma loro per niente preoccupati
    continuano la loro attività
    o che gioia o che felicità



    RispondiElimina
  24. Questo aspetto, che ci sottopone Veterano, della Corona di Spine mai lo avevo riflettuto così bene.
    La Corona, circondando il capo "circoncide" la ragione, afferma Kiko. Poteva apparire cosa ovvia. Quasi un rinunciare alla razionalità. Per entrare nella Volontà del Padre, per attuare l'Amore fino al totale sacrificio di sé.

    Risolutiva è l'osservazione acuta di Veterano: la Corona di Spine Gesù non se l'è messa da Sé ( questa sarebbe stata di sicuro una somiglianza forte coi neocatecumenali) come i fratelli che devono da soli impedire a se stessi di pensare!
    La logica nel cammino non va seguita. Né i convincimenti devono essere fondati. Nel Cammino si deve solo "obbedire".

    Che anzi spesso Kiko diceva, quando obbedisci
    "Se comprendi, bene. Se non comprendi, meglio".
    Quasi a dire che così l'obbedienza ha un valore più grande.

    Kiko indicava l'obbedienza, adempiuta come un "assurdo", il top della "fede adulta", acquisita per aver ben fatto bene il percorso di iniziazione "cristiana" ideato da lui insieme a Carmen. Questa la forma più perfetta.
    In una dissociazione totale dalla "Volontà del Padre" che resta inevitabilmente incomprensibile e alla quale si può aderire solo come se si facesse un salto nel buio.
    ........

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, attribuire questo pensiero a Gesù che spesso ripeteva ai suoi, quando parlava loro dei "disegni" del Padre: "Ancora non capite?" "Neanche voi capite?" è abbastanza surreale.
      Gesù conosceva i piani di Dio, li condivideva e voleva realizzarli e, per far questo, ha intentato la più aspra battaglia con la debolezza umana che aveva assunto da noi perfettamente.
      Ma lo ha fatto nella piena consapevolezza e in armonia perfetta con Dio Padre, poiché Egli Stesso è Dio.

      "Egli offrendosi LIBERAMENTE alla sua passione".

      Gesù "Si è offerto", non "è stato portato" al sacrificio, con quella libertà di cui si parlava anche nel precedente commento; senza alcuna "costrizione".

      ........
      Egli che non ha fatto il miracolo - che pur gli chiedevano a gran voce gli astanti e gli stessi ladroni crocifissi con Lui - di scendere dalla Croce, perché non voleva una sequela fondata sull'imposizione della Sua assoluta e indiscussa autorità, ma sull'irresistibile attrazione del Suo Amore e dell'Amore del Padre.
      ........

      Elimina
    2. ........
      All'Amore si può aderire soltanto, mai sottostare. L'Amore ti fa uguale a Sè, non ti riduce in schiavitù (come gli schiavetti, maggiordomi, yes-men, esecutori, decerebrati di cui Kiko e Carmen hanno amato circondarsi per tutta la vita, scartando puntualmente TUTTI quelli che non rispondevano ai loro canoni).

      Gesù proprio nell'Ultima Cena, alla Vigilia della Sua Passione, disse ai suoi:

      "Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi" (Gv.15,15)

      Ora, se Gesù dice questo ai suoi discepoli, che erano semplici uomini, quanto più Egli , che era Dio, il Figlio di Dio, non "conosceva" perfettamente e "condivideva" pienamente i pensieri e la Volontà del Padre Suo?

      Pax

      Elimina
  25. Carissimi, vorrei dire una cosa.
    So che ci sono degli ordini dove non si parla, è quasi vietato, se non erro uno è quello dei Certosini. Perché si è scelto questo?
    È un mio pensiero: forse perché a forza di parlare, ecco che si inizia a vaneggiare.
    Alcuni credono che se mettono un leggio in una stanza e poi parlano, come dicono loro stessi : annunciano il kerigma; credono di diffondere verità pure, tant'è che credono che ciò che dicono sia opera di Dio.
    Vi è un passo nella Bibbia dove è scritto di frenare la lingua.
    Da qui capite come si può andare oltre.
    Credo che qualcuno a forza di parlare, perché ne aveva voglia, sia andato un po'oltre.
    Secondo me è meglio parlare il meno possibile, e ascoltare molto, ma ascoltare ciò che Dio dice dentro di te, dentro al tuo cuore ❤️. Così si può parlare con Lui e s'impara a ragionare correttamente.
    Un Cristiano Della Domenica.

    RispondiElimina
  26. I consacrati, preti o frati che siano, fanno i tre voti famosi di castità, povertà e obbedienza. Dei tre l'ultimo è quello che la Chiesa ritiene più importante. E' inutile avere un prete casto e anche povero se poi non è obbediente, non obbedisce al Vescovo o ai suoi superiori se è in un ordine religioso, vedi Carmen quando era dalle suore o don Pezzi dai Comboniani. Questo non vuol dire però portare il cervello all'ammasso.

    RispondiElimina
  27. Sull'argomento corona di spine, condivido questo interessante commento che fece Donna Carson, che colgo l'occasione per salutare.

    Nel Cammino Neocatecumenale, l’interpretazione che si dà della corona di spine è un tassello fondamentale. In pratica è l’asso nella manica da tirare fuori quando non si sa più cosa rispondere a qualcuno che osi mettere in azione il cervello, mettere in discussione qualcosa e osservarlo criticamente. Non è che poi in Cammino non si mormori e non si giudichino le nefandezze che si vedono, le ingiustizie o cose del genere, ma sei portato a pensare che comunque sei nel torto per il solo fatto di stare usando la tua testa in opposizione all’obbedienza cieca e senza riserve. Ne derivano sensi di colpa, sottili e non, devastanti. «Non circoncidere la ragione» è la colpa più grave in Cammino, e può capitare che la pena più alta si finisce per infliggersela da soli. Io mi sono massacrata per anni, prima di arrivare alla libertà di giudizio e di espressione sul cammino che ho oggi. In passato non me la perdonavo. Mi avevano indotto a credere che fosse un ostacolo alla mia conversione. Come se Dio si divertisse a crearci in un certo modo (con indoli, ispirazioni, approcci mentali) per poi chiederci di annullare tutto. È la stessa logica che applicano alla “storia”, alla “vocazione” e a qualsiasi cosa. Se qualcosa ti sta bene nella tua vita, è sicuramente sbagliata e comunque Dio ti chiede di rinunciarci. Alla faccia della scoperta della paternità e dell’amore di Dio. Checchè ne dicano, l’immagine del Dio che si impara a conoscere, amare e servire in Cammino, è quella di un Dio terribile, esigente, e sadico.
    E il paradosso con cui la baracca continua a funzionare è proprio quella di ripetere all’infinito che in Cammino si viva ciò che in realtà proprio il Cammino nega. Credo sia un modo per confondere gli adepti e annullare possibili critiche.

    Nelle catechesi del Cammino non si parla d’altro che di libertà. Ma in realtà il concetto è talmente distorto che di fatto è proprio la negazione della libertà, quella che viene predicata. Ma quando sei dentro non riesci a rendertene conto, si crea una sorta di cortocircuito mentale («noi siamo PROPRIO quelli della libertà, quindi sto sbagliando io se sto vivendo le cose come un’imposizione»). Nel Cammino teoricamente si fa tutto seguendo un’ispirazione dello Spirito Santo, ma in realtà la stessa possibilità di ispirazione è negata a chiunque altro. In Cammino teoricamente ci si affranca dal formalismo vuoto di un certo modo di vivere la fede, il tanto disprezzato devozionismo cattolico, ma in realtà si ha l’ossessione maniacale su dettagli e forme, solo che devono essere quelle del Cammino e non quelle della Chiesa.

    Altro mantra: «tutto gratis, tutto gratuito», ma in realtà sappiamo quanto il Cammino sia esigente in termini economici, di impegno, di tempo, di sacrificio dei propri affetti. Ma è il solito cortocircuito: «ma no, queste richieste servono per me, per la mia conversione, ma in realtà a me il cammino sta dando molto non chiedendomi niente»... IL CAVOLO! chiedilo ai figli che vedono più la baby sitter che i genitori, se il cammino non gli sta chiedendo niente, chiedilo ai parenti non neocatecumenali se il Cammino non sta chiedendo niente…

    Terzo tormentone, quello che dicevo prima: «in Cammino scopri la paternità di Dio, il suo amore, e la dignità di essere suo figlio». Ma in realtà quello che ti viene rovesciato addosso è un senso di schifo per il proprio essere, Dio è presentato come uno che ti corregge facendoti del male, e i suoi doni sono sempre incartati male e dulcis in fundo, il tuo vero padre è il demonio. Facciamo un cammino di riscoperta del Battesimo, quando a mente fredda è chiarissimo che non si crede nel Dono del Battesimo, altrimenti bisognerebbe credere nella Grazia ricevuta e non sognarsi di dire che «non possiamo non fare il male» e che «siamo figli del Demonio».
    Si predica una cosa, ma si induce a tuttaltro. In qualche modo perverso, questo riesce a creare i legami di dipendenza più solidi in Cammino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Valentina per aver riportato questo commento che non conoscevo. Sarebbe da ricopiare a mano. È praticamente perfetto.

      Tomista EX nc

      Elimina
    2. Concordo con Tomista.
      Grazie di averlo riproposto.
      Donna Carson sempre con le sue analisi riusciva a portare alla luce la vera essenza del Cammino, al di là di quello che fingono di essere.
      Approfitto anche io per mandare un saluto a Donna Carson e un grande grazie.

      Pax

      Elimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.