giovedì 14 maggio 2020

Nel Cammino Neocatecumenale, per diretta concessione di Kiko, si PUÒ predicare bene e razzolare male.

Pubblichiamo di seguito un contributo di Veterano per mostrare, ancora una volta, che nel Cammino si utilizzano termini del lessico cattolico ma stravolgendone del tutto il significato. Parlano cattolico in modo da colpire l'uditorio ma infarciscono le loro espressioni di significati errati e del tutto fuorvianti. Insomma, dispensano mele avvelenate: l’aspetto è buono e "desiderabile per acquistare saggezza". L’adepto sprovveduto addenta tranquillo e ne assorbe il veleno, finendo così, suo malgrado, per assimilarne la pessima dottrina abilmente camuffata che ascolta ad ogni predicazione. Egli ne resta intriso, la incarna e con la sua stessa vita finisce per esplicitarne tutti gli effetti funesti, grandemente deleteri per sé e per gli altri. Al punto che non se ne possono calcolare le conseguenze.

Quanti articoli abbiamo dedicato agli stravolgimenti di intere pagine del Vangelo! Molto dobbiamo per questo lavoro al carissimo e mai dimenticato Lino Lista. Ma l’unico fango è quello che Kiko Argüello ha riversato sulla Santa Parola di Dio. Ha inquinato il Vecchio Testamento, ha piegato al servizio della sua predicazione i salmi reinterpretandoli a modo suo per strumentalizzarli al suo progetto e, facendone dei cosiddetti “canti neocatecumenali”, li ha adattati di volta in volta per meglio inculcare nel popolino adorante le sue balzane idee. Insomma, Kiko si muove e agisce nella Chiesa come fosse un suo terreno di gioco: fa, disfa e si appropria. Non tenendo nel debito conto che l’autorità profetica che egli millanta non vale nulla davanti a Dio, né davanti agli uomini. Kiko, infatti, non conosce il Santo Timore di Dio.
Come per i Testi Sacri, così per i ricorrenti richiami ai Padri della Chiesa. Quando Kiko riporta brani dai loro scritti lo fa sempre e solo in modo approssimativo, tanto che risulta impossibile, nella gran parte dei casi, risalire in modo puntuale alle citazioni di riferimento.

Da Veterano:
L’eresia più grossa del cammino neocatecumenale o, per chi vuole, la menzogna più assurda è quella che si può predicare bene e razzolare male, con la giustificazione che siamo in cammino proprio perché siamo peccatori ed aspettiamo che il Signore, in maniera gratuita, ci dia il Suo Spirito. Questa cosa poi in realtà non avverrà mai, neanche con il “Matrimonio spirituale”. Perché, ci chiediamo? Ma perché una cosa è “dire” un’altra è “desiderare” veramente nel profondo di avere questo regalo, poiché è sempre vero che, senza la nostra volontà, noi mai lo potremo ricevere perché Dio non violenta nessuno. Sant'Agostino diceva che veniamo al mondo senza la nostra volontà, ma senza di essa non potremo mai salvarci! Siamo stufi di parole pro e contro il cammino di Kiko e Carmen, di gente che ne è stata buttata fuori dopo trentacinque anni (come me e la mia famiglia) o di persone che si chiamano tra loro fratelli e sono ancora dentro. Se i “fratelli” del cammino non lo sanno, ci sono stati fior fiore di cristiani che si sono occupati dei Catecumeni dei primi secoli. Se si leggono le loro catechesi - nonostante vengano molto spesso arbitrariamente citate dal solito Kiko - esse non hanno niente in comune con ciò che predica colui che si vanta davanti al mondo intero di essere Iniziatore e Catechista di un "catecumenato per adulti-battezzati" che noi non stentiamo a definire setta infida e malefica. Basta leggere uno dei maggiori educatori di catecumeni nel loro percorso per entrare a far parte della Chiesa Cattolica. E, se ci documentiamo storicamente, scopriamo anche che il tempo di preparazione che precedeva il battesimo era di due o al massimo di quattro anni.

Consideriamo la catechesi di Origene sacerdote (tratta dalla Seconda Lettura - dedicata ai Padri - dell'Ufficio Divino); a conferma dell'autorevolezza dell'autore riportiamo quanto dice di lui Papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale - Mercoledì, 25 aprile 2007:
Icona ortodossa di Origene
"Origene alessandrino Fu un vero «maestro», e così lo ricordavano con nostalgia e commozione i suoi allievi: non soltanto un brillante teologo, ma un testimone esemplare della dottrina che trasmetteva. «Egli insegnò», scrive Eusebio di Cesarea, suo biografo entusiasta, «che la condotta deve corrispondere esattamente alla parola, e fu soprattutto per questo che, aiutato dalla grazia di Dio, indusse molti a imitarlo» (Storia Eccl. 6,3,7)" . ndr. non è certo questo il ricordo che molti di noi conservano dell'incontro con Kiko e Carmen.]
"- Chi ha in sé qualcosa di ingiusto non può essere considerato giusto, anche se crede in colui che ha risuscitato il Signore Gesù dai morti, poiché l’ingiustizia non può avere niente in comune con la giustizia, né la luce con le tenebre o la vita con la morte. Così, anche a coloro che credono in Cristo, la fede non può essere ascritta a giustizia se non depongono il vecchio uomo con le sue azioni ingiuste. Ugualmente, come la giustizia non può essere attribuita all’ingiusto, così neppure il pudore può essere attribuito all’impudico, l’equità all’iniquo, la generosità all’avaro, la pietà all’empio fino a che costoro non getteranno via i vecchi abiti dei vizi e non si avvicineranno all’uomo nuovo, creato secondo Dio, che si rinnova, per una piena coscienza, a immagine del suo creatore” (Col 3, 10). Gesù “è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione” (Rm 4, 25), per mostrarci che anche noi dobbiamo aborrire e respingere tutto quello che è stato motivo della Sua morte. Se infatti crediamo che egli è morto per i nostri peccati, come non considerare estraneo e avverso ogni peccato, a causa del quale sappiamo che il nostro Redentore è stato messo a morte? Se ancora manteniamo qualche legame o amicizia col peccato, dimostriamo di non tenere in nessun conto la morte di Gesù Cristo, abbracciando e seguendo proprio quello che egli ha combattuto e vinto. È stato messo a morte per i nostri peccati, ed è risorto per la nostra giustificazione. Se siamo risorti con Cristo, che è la giustizia, e camminiamo in novità di vita, cioè viviamo secondo giustizia, Cristo è risorto in noi, per la nostra giustificazione. Se invece non abbiamo ancora deposto l’uomo vecchio con le sue azioni, ma viviamo nell’ingiustizia, oso dire che Cristo non è ancora risorto per la nostra giustificazione, né è morto per i peccati nostri. Se credo questo, come posso amare quello per cui subì la morte? Se credo che egli è risorto per la mia giustificazione, come può piacermi l’ingiustizia? Cristo dunque giustifica soltanto coloro che, sull’esempio della Sua resurrezione, si sono rivestiti di una vita nuova, gettando via come causa di morte i vecchi indumenti dell’ingiustizia e dell’iniquità. -
Dopo una breve disquisizione su cosa sia la Pace, conclude:
-Se uno dunque è in pace con Dio ed è riconciliato con il sangue di Cristo, non abbia più niente in comune con ciò che è nemico di Dio.-"

Conclusione:
Nel Cammino Neocatecumenale è considerata Superbia Spirituale il desiderio di diventare santi. Questa legittima ispirazione è dunque del tutto bandita. Qualcuno a questo punto dovrebbe spiegarci per cos’altro mai uno entra in un percorso di iniziazione cristiana! Forse per arrivare ad essere, dopo un lungo itinerario, addirittura peggiore di com’era all’inizio? Ma che bel risultato! E con quello che dura il cammino! Non abbiamo forse scoperto che il neocatecumenato di Kiko e Carmen non ha MAI fine? Stando così le cose Kiko avrebbe dovuto essere chiaro fin dall’inizio per consentire a ciascuno di far bene i suoi conti. E dunque questo era quanto stava dietro il famoso Non DOVETE fare niente con sforzo”? Ma non basta. Se qualcuno prova scandalo per il male che viene fatto a sé o ad un altro in comunità da uno della comunità si ritrova a subire il “discernimento” del suo kikatechista:Forse tu pensi che non saresti capace di fare altrettanto? Ma Dio permetterà che tu pecchi peggio di lui, così non giudicherai più!" (nel cammino neocatecumenale “giudicare” è considerato il peggiore peccato di tutti, forse l’unico!); lo stesso kikatechista che dirà subito dopo a chi ha subito che DEVE perdonare, anzi meglio che DEVE chiedere perdono lui a chi gli ha fatto del male (qua il “senza sforzo” non conta?); poiché è certo che tu (vittima) sei un superbo se non riesci a perdonare, dal momento che non riesci a perdonare perché ti senti migliore tu. [vedi nota 1]

San Gregorio di Nissa:
affresco nella chiesa di Chora ad Istanbul
Nel Cammino Neocatecumenale è considerata Santa Umiltà il sapere che tu sei il più grande peccatore capace delle peggio cose (il famoso porco del famoso scrutinio simbolo) se Dio ti toglie la mano dalla testa. Ma la cosa tragica è che non devi pretendere mai di essere altro. In sostanza in questo sta il tuo “riposo”. Nel cammino è azzerata ogni tensione al bene. Essa è fatta ritenere soltanto indebita pretesa e superbia grande. Nessuna aspirazione dunque, ché è solo moralismo volerti sentire bravo tu più degli altri.

Nella stessa direzione di Origene San Gregorio di Nissa con un linguaggio ancor più drastico.

San Gregorio di Nissa, Discorso Sul battesimo di Cristo:
"-Tutti voi che siete stati ornati con il dono della rigenerazione e vi gloriate del rinnovamento salutare, fatemi vedere dopo la grazia sacramentale il cambiamento di costumi e, la trasformazione in meglio, fatela conoscere con la purezza della vita. Certo niente si muta di quel che accade sotto gli occhi, le caratteristiche del corpo restano tali e quali e la conformazione naturale non cambia. Eppure c’è bisogno di una dimostrazione evidente che faccia riconoscere l’uomo novello, affinché distinguiamo con segni evidenti l’uomo nuovo da quello vecchio. Penso che questi siano i moti deliberati dell’anima, per cui essa si stacca dalla vecchia consuetudine, si mette in una via nuova, fa vedere chiaramente ai suoi conoscenti d’essere diventata tutt’altra e non conserva più segno di quel che era prima. La trasformazione sarà quindi così, se vorrete seguire come norma le mie parole. Prima del battesimo c’era un uomo scostumato, avaro, rapace, oltraggiatore, bugiardo, calunniatore e con altri simili vizi. Adesso diventi modesto, sobrio, contento della sua roba, anzi generoso a soccorrere i poveri, sincero, rispettoso, gentile nel parlare ed esercitato in ogni lodevole attività. Perché come con la luce scompare il buio e non si vede il nero se viene dipinto in bianco, così l’uomo vecchio scompare quando si adorna delle opere di giustizia… Tale deve essere la rinascita: troncare la consuetudine del peccato e vivere da figli di Dio, poiché tali siamo diventati con la grazia del battesimo-"
Tornando all’inizio, è ormai chiaro che nel perfido cammino si utilizzano espressioni cattoliche per inculcare una dottrina corrotta mai in linea con la vera tradizione della Chiesa cattolica. Dopo aver stravolto le parole di Gesù si stravolge tutto il depositum fidei, con la devastante conseguenza di portare esattamente all’opposto coloro che, a loro disgrazia, si lasciano istruire, per tutta la vita, da questi falsi profeti e maestri. [vedi nota 2]






(nota 1)
Ci illumina questa citazione di Paolo: “Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini” (2Cor 8, 21; cfr. Mt 5, 16; At 24, 16; Rm 14, 18).

Quando mai i fratelli si preoccupano di comportarsi bene? Quando mai a questo sono stati educati?Hanno sempre e solo ridacchiato alle spalle dei buonini finché anche loro, per sentirsi accettati, imparavano come si fa a peggiorare.
(nota 2)
Insegna Sant'Agostino: “Non riponete in noi la vostra speranza, non riponetela negli uomini” (Discorso nell'ordinazione di un vescovo, 3,9; Guelferbytanus n°32, PLS 2, 637).
Esattamente il contrario è alla base dell'ubbidienza cieca che si predica e si pretende nel cammino ai catechisti laici, ma certo Kiko è più santo di Agostino!
(nota 3)
Alcuni brani sono citati da B. Duverly Goma, Veritas sicut ius, GAEditori, 2019.

27 commenti:

  1. Uomo Libero!!!14 maggio 2020 09:23

    SECONDO IL DECRETO RILANCIO, DAL 18 MAGGIO ANCHE KIKO POTRÀ RIAPRIRE LA BOCCA PER DELIRARE...

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  2. Domenico Savio chiese a don Bosco: "Mi aiuti a farmi santo".
    Disse e scrisse anche:"La morte, ma non peccati".

    Entrambi sono due grandi santi della Chiesa Cattolica.

    Se Domenico fosse stato in comunità e avesse detto ai kikatekisti quelle due frasi, sarebbe stato sommerso da urla e insulti, accusato di essere un superbo, un religioso naturale e imbecillità associate.

    Quando si dice il kikarisma illuminato e discernente...

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  3. Nel cammino è azzerata ogni tensione al bene, si legge nell'attimo articolo di oggi di Pax e Veterano.
    Naturalmente con "bene" si intende un bene assoluto, valido per tutti, sostituito da ciò che altri hanno definito bene per te: i catechisti e, in ultima istanza, Kiko stesso.
    La "filosofia" di Kiko pone come principio fondamentale di riferimento l'autocoscienza, attingendo ad un certo modernismo che negli anni 60 ha cercato in tutti i modi di infiltrarsi nelle proposizioni conciliari (motivo per il quale Kiko e Carmen ritenevano di essere figli del Concilio e così credono anche i neocatecumenali senza aver mai letto nulla in proposito).
    Se il punto di riferimento non è più fuori di noi (la legge divina ed immutabile) ma è dentro di noi, allora anche ciò che è intrinsecamente male può diventare relativamente un bene, come nello scrutinio il "maiale" afferma che è stato Dio a permettere che adulterasse per dimostrargli quanto fosse peccatore.
    A differenza però del relativismo che oggi purtroppo è penetrato nella Chiesa, quello neocatecumenale ha avuto una specie di blocco nello sviluppo. Cioè il riferimento non è l'autocoscienza del credente ma l'autocoscienza di Kiko, il laicismo si è irrigidito nel clericalismo della gerarchia del Cammino, i peccati capitali si sono relativizzati, ma sono stati sostituiti da altri peccati capaci di portarti a perdizione già su questa terra, come l'apostasia da Kiko, l'uscita dal Cammino e l'uso della propria libera ragione e del diritto di critica.
    Ricordo la famosa frase di Pezzi per cui il Purgatorio consiste nel completare il Cammino per chi lo abbandona o lo fa "male" su questa terra: cioè all'interno del Cammino non si insegna piùche esiste il Purgatorio, in sintonia con certa teologia oggi molto diffusa, però poi lo si reintroduce cone luogo di espiazione per chi non ha creduto in Kiko.
    Cosi va a finire che il Cammino viene visto come tradizionalista e contrapposto al relativismo odierno, difensore dei valori della fede, quando invece è un progressismo abortito.
    È come una bistecca semi scongelata dal freezer e poi ricongelata. O come un comunismo alla Fidel Castro. O semplicemente è una deviazione di un falso profeta, una dottrina all'apparenza cristiana che però ha sostituito il Cammino a Cristo. Ad ogni modo, è una deformazione ad alto grado di tossicità e di torbidità.

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  4. Mentre tanti altri iniziatori e fondatori di realtà ecclesiali si propongono sempre come interpreti del Vangelo attraverso una spiritualità originale, che poi la Chiesa eventualmente approva, Kiko si propone, e viene chiaramente percepito, come fosse lui il custode della vera Tradizione.

    Nessuna spiritualità originale: il Cammino non è un movimento, non ha una spiritualità propria, è solo IL Cammino. Quello cristiano.

    Per Kiko la Chiesa da Costantino in poi ha fallito. Allora Dio ha fatto sorgere Kiko. Dopo ben 1700 anni, più o meno il tempo che è intercorso tra Abramo e Gesù.

    La cosa sorprendente è che Kiko non si rifà a nessuno prima di lui e a nessuna tradizione. Nemmeno al Concilio Vaticano II.
    Sfido chiunque a trovare qualcosa nel Vaticano II che possa aver avuto come conseguenza LOGICA il Cammino.
    Kiko interpreta a modo suo il Vaticano II esattamente come fa con la Parola di Dio. Il vaticano II è stato però utilissimo, grazie alla sete di novità che è sorta in tanti subito dopo, a mimetizzare il Cammino.

    Di fatto Kiko predica interpretando la Parola di Dio senza essersi confrontato con nessuno, con una certezza tale che fa paura, che agghiaccerebbe chiunque, come fosse perfettamente cosciente di essere depositario del Vangelo.
    Infatti le sue catechesi, pur di non farle stravolgere dalla Chiesa, sono tenute nascoste e i mamotreti non sono pubblicati.

    Ricordo una volta che ad un incontro ecumenico organizzato da un monsignore in cui era intervenuto un pastore pentecostale, al momento della discussione feci una domanda forse un po' provocatoria ma sincera: come pensava si fosse trasmesso fino ai pentecostali ciò che di differente essi credevano rispetto ai cattolici, visto che, a un certo punto della storia, sono stati loro a staccarsi dalla Chiesa che già c'era fin dai tempi di Cristo e che, bravi o cattivi che fossero stati i cristiani fino ad allora, la fede si era trasmessa in virtù della successione apostolica e non di ispirazioni o opinioni teologiche personali.

    E' la stessa domanda che mi piacerebbe porre a Kiko.
    Come è che ha maturato le sue convinzioni? Dove ne ha letto i fondamenti?

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    1. Preciso una cosa, anche in riferimento al camminante che commentando il post precedente ha definito le espressioni che si usano nel Cammino come uno "slang". Come se il Cammino si limitasse a parlare un dialetto, invece che una lingua diversa.

      Qui non si contesta che ci possono essere modi diversi di esprimersi e che non si possa mai cambiare in nulla nel modo di esprimersi, ma poiché la DOTTRINA rimane immutabile, e la dottrina è stata affidata alla Chiesa, occorre che i modi di dire significhino esattamente quello che la Chiesa dice, specie nella LITURGIA, che DEVE essere approvata dalla Chiesa.

      Kiko assomiglia a Benigni che interpreta Dante. E' bravo, ma lo fa liberamente.
      Ma se Dante fosse vivo, Benigni potrebbe sì spiegarlo con le sue parole, ma dovrebbe avere l'approvazione del sommo poeta per affermare che la sua interpretazione è conforme al pensiero di Dante.

      Ma a differenza di Benigni, Kiko vuole interpretare la Chiesa, che è VIVA!
      E la Chiesa di fatto ha DISAPPROVATO la liturgia del Cammino, nel senso che disapprova tutto ciò che in acmpo liturgico non è approvato espressamente, come, ad esempio, la Comunione TUTTI INSIEME.

      La Chiesa ha concesso al Cammino SOLO 2 cose: di posticipare lo scambio della pace e di ricevere la Comunione al proprio posto, ma NULLA di più.
      Tutto quello che si fa di diverso nelle Messe che abitualmente vengono celebrate nel Cammino, è proibito ed esprime necessariamente degli errori teologici.

      C'è bisogno dell'approvazione della Chiesa non solo perché la Liturgia esprime la dottrina della Chiesa, ma anche perché, esprimendola, ne manifesta la GRAZIA che le è stata affidata!

      L'approvazione della Chiesa perciò, a un certo livello, viene a incidere anche sulla grazia.
      Faccio un esempio limite: perché nella Messa il pane sia consacrato occorrono delle parole precise dette dal sacerdote, che non sono quelle esatte che ha detto Gesù, che ha parlato in aramaico, ma quelle che la Chiesa ha proclamato conformi a quelle di Gesù. Cioè sono di fatto le stesse parole che ha detto e in un certo senso continua a dire Gesù.

      Altre parole, anche dovessero dare lo stesso senso, ma non sono quelle approvate dalla Chiesa, non causerebbero la transustanziazione.
      Se è vero che le espressioni liturgiche devono essere conformi alla retta fede, è anche vero che, a sua volta, è la Chiesa che le rende conformi.

      Solo in questo "spazio" si possono ammettere novità nella Chiesa, perché sono novità che cambiano perché, rispetto alla fede, nulla sia cambiato.

      In questo caso, cambiare per non cambiare, non è come in politica, ma è una cosa positiva.

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  5. Questo articolo rappresenta molto bene il punto marcio nodale del Movimento Neocatecumenale.

    Al di là di tutto, infatti, la cosa che a me sembra inaccettabile, fuorviante e totalmente malefica è la questione del peccato.

    Un conto è infatti considerarsi peccatori ed avere ben presenti i peccati attuali, un conto è "doversi considerare PEGGIORI, ultimi".

    Gesù non l'ha mai detto a nessuno di "doversi considerare peggiore", nemmeno a quelli che volevano lapidare l'adultera. Ha solo detto che "anche loro erano peccatori".

    Invece nel Movimento Neocatecumenale sembra che l'uomo sia stato creato senza né ragione né volontà: una marionetta.
    Perché contro il peccato non può combattere, essendone schiavo (anche se cristiano battezzato), essendo figlio del demonio che "costringe" a peccare ingannando di inganni "invincibili", in cui uno necessariamente cade.
    E poi, quando si dice che arriva "l'uomo nuovo", fa tutto lo Spirito Santo, perché ti cambia la natura e quindi ti induce alla santità.

    L'uomo quindi non ha da fare niente, né contro il demonio, né insieme allo Spirito Santo: praticamente un animale.

    Come un cane che, "ingannato" dalla polpetta avvelenata non può che mangiarla, così come mangia la polpetta buona provveduta dal padrone. Non sceglie: mangia quello che altri gli danno. Non ragiona, sa solo che si tratta di polpette che qualcuno, buono o cattivo, gli mette davanti servite e pronte.

    Ma l'uomo è altro, è "di più": Dio l'ha dotato di ragione ed intelligenza, proprio perché, conoscendo, potesse scegliere con quale "padrone" stare (permettetemi l'infelice similitudine).

    E' vero che la vittoria sul peccato avviene per grazia, ma con questa grazia occorre collaborare desiderandola, scegliendola, invocandola...

    Sempre l'ho detto (da quando ho riattivato la ragione) e sempre lo dirò: la malvagità del Movimento Neocatecumenale sta proprio nella questione del peccato, perché al demonio piacciono gli uomini peccatori che non si pentono dal profondo, credendo di non poter fare diversamente che peccare.

    Poi sì, qua e là si trovano riferimenti alla "morte che procura il peccato", ma non sono supportati da una sana dottrina, così che rimangono lettera vuota, finché di botto non arriva lo Spirito Santo che poi fa tutto da solo.

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    1. Giusto!
      Ma quello che vado riflettendo è che ora, dopo tanti anni, appare sempre più evidente che la loro stessa predicazione gli si ritorce contro.
      Grazie a intelligenze mai inquinate dal cammino e grazie anche a quelli come noi che hanno ricevuto la grazia immensa di sviluppare gli anticorpi necessari dopo aver contratto la malattia e non esserne stati ammazzati del tutto.
      Liberati completamente, meglio direi graziati!
      Kiko ha messo il Breviario, con l'Ufficio Divino Biennale, nelle mani dei fratelli e oggi sono le stesse letture dei Padri che di volta in volta si offrono alla meditazione a smascherare le magagne del cammino e a dimostrare fallace la parola che Kiko dà ai suoi.
      Questo post di Veterano, come vari altri che ci ha proposto sulla stessa linea, dimostra e prova ampiamente.
      Insomma, alcuni mantra del cammino o cavalli di battaglia si stanno dimostrando un autentico boomerang che, ritornandogli addosso, li stende KO.
      Così "il Signore passa", del precedente illuminante post.

      Pax

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  6. Fin dall'inizio del Cammino mi colpì l'insistenza costante e direi ossessiva sull'importanza del "non giudicare". Il "giudicare" sostanzialmente nel Cammino equivale ad avere un'opinione negativa. Cioè se qualcuno senza una ragione apparente mi fa un torto, un'ingiustizia o simili, ed io per questo ho un'opinione negativa di quella persona o anche solo di quel singolo comportamento, di fatto nel Cammino mi viene detto che io giudico quella persona e che con il fare questo commetto peccato. Non solo, mi viene detto che per riparare al mio supposto "peccato" di giudizio devo andare da quella persona e chiederle perdono perché l'ho giudicata. Meglio ancora se nel fare questo le porto un regalo. Spesso per poter passare ad uno scrutinio, al camminante che si trovi in siffatta situazione viene chiesto di fare questo. E' abbastanza chiaro che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un falso pentimento (ovvio, mi devo pentire di avere un'opinione? Con lo stesso ragionamento, mi dovrei pentire di avere un cervello, una ragione, un intelletto!!! Allora Dio sarebbe cattivo che dona agli uomini la ragione per far sì' che essi "giudichino"!). Diciamo che è tutta una farsa. Le divisioni restano e anzi non chiarendole spesso si approfondiscono. NEgli anni di Cammino più volte ho tentato un ravvicinamento con persone che a mio parere mi avevano fatto dei torti. Al di là del perdono, che non è mai semplice e scontato e implica un pentimento, un desiderio di non commettere più il peccato, ho cercato di comprendere il punto di vista dell'altra persona, le sue reazioni, il suo modo di porsi, quanto meno per cercare dei punti in comune con persone da me molto distanti, per cercare appunto, come viene ripetuto più e più volte, quela comunione e quell'unità che ci dovrebbe essere fra "fratelli", nonostante la diversità. Mi sono sempre scontrato con dei muri, forse perché invece di fare falsi regali preferivo cercare il dialogo con le persone. Muri da parte di camminanti "duri e puri" che sanno solo ripetere formule kikiane trite e ritrite, che non riuscivano a vedere oltre le grate della gabbia kikiana in cui il loro piccolo intelletto era imprigionato. Muri da parte dei catechisti che non hanno mai risposto alla mia domanda sulla differenza fra opinione e giudizio e mi hanno spesso (diciamo quasi sempre) guardato con sufficienza e talvolta con malcelato disprezzo. Alla fine ho capito che nel Cammino io ero assolutamentre un pesce fuor d'acqua, che per trovarsi bene nel Cammino bisognava rientrare nella catgorie "peccatori che cercano una giustificazione per perseverare nei loro peccati". E che nel Cammino, come ben dimostrsto dal post odierno, si trovano benissimo, hanno il loro ambiente ideale! Come dice Pax, Dio mi ha fatto una grazia consentendomi di non farmi fagocitare l'intelletto e la volontà dai catehisti, come purtroppo hanno fatto molti, e aprendomi definitivamente gli occhi sulla realtà malsana del Cammino neocatecumenale.

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  7. Personalmente ho una sorta di risentimento verso il CN: avrei voluto due genitori, ho avuto due catechisti, il cui unico obiettivo era solo e soltanto quello di distruggere qualsivoglia autostima (anzi, nel mio caso specifico, impedendone proprio lo sviluppo). Ancora oggi, a 45 anni suonati, non sanno fare altro che ripetermi "tu non sai cosa è bene per te" e "la felicità non esiste, tu non sarai mai felice". Quando penso che con queste parole, e molte altre, sono cresciuto da quando avevo 3 anni, mi viene da piangere; e quando poi rifletto su fatto che, nel frattempo, ho avuto pure modo di laurearmi in storia e filosofia e studiare pure le Sacre Scritture, e che tutto ciò non è mai servito neanche lontanamente ad avere la loro benché minima approvazione (perché loro ne sapranno sempre e comunque più di chiunque)... beh, mi viene da piangere ancora di più. 😥

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    1. Alessio,
      vorrei dirti qualcosa che smetta di farti piangere ma l'unica che mi viene .. è che non è necessario avere genitori NC per vivere 1 infanzia così.. che pregiudica tutta la vita futura .. spero che nel tuo caso ciò non sia avvenuto e che tu abbia vicino delle persone che ti stimano.
      Di sicuro, dei genitori già predisposti al "possesso" nei confronti dei figli, trovano nel CN la scuola di perfezionamento ideale, che li conferma nel loro "diseducare" e nel pensare che comportarsi così sia d'obbligo per il bene dei figli .. anzi, non credo si pongano il problema di chiedersi qual'è il bene dei figli, sono solo aggrappati con tutte le loro forze a quella che pensano l'unica strada di realizzazione per loro e ci trascinano dentro tutti quelli che a loro sono legati.
      Se non fossero stati dentro la setta, di sicuro il loro bene, che senz'altro ti vogliono a modo loro, si sarebbe sviluppato in modo più umano, semplice, compassionevole.
      Il CN induce a credere che tutte queste caratteristiche siano da contrastare ed inoltre RUBA ai genitori la grazia di sapere da SOLI come agire verso i figli .. hai avuto dei "catechisti" perché la setta ha impedito loro di essere veri genitori .. sei stato come, ai tempi della schiavitù, un figlio di schiavi che prima che ai suoi genitori, appartiene al loro padrone.
      Sono state vittime anche loro .. che hanno però scelto di esserlo, mentre tu non hai avuto scelta. Perciò mi rallegro che tu abbia avuto modo di fare gli studi che preferivi anche se so, per esperienza, che questo non è sufficiente a creare 1 autostima che andava coltivata all'età giusta .. e ora non si può più recuperare.
      Lo so che ti sto dicendo cose non confortanti ma penso che il primo conforto sia rendersi conto della verità e tu sei molto lucido in questo, hai identificato la causa del tuo malessere nel CN .. penso che non sia stato semplice né immediato, per ciò stesso dimostri le tue qualità.. ma niente riuscirà a guarire quella mancanza di "approvazione" che doveva essere data all'età giusta. Scusa Alessio, questa è solo la mia opinione, basata sulla mia esperienza .. forse per alcuni non è così.
      Ma ti dico che non è necessario nascerci dentro per essere distrutti dal CN .. basta arrivarci al momento "giusto" al momento in cui, già dopo molta sofferenza fin dall'infanzia e in situazione di estrema fragilità hai 1 moto di speranza e di fiducia in seguito al bisogno che ti senti dentro e credi che il CN sia la risposta alle tue preghiere .. per il solo fatto che LO TROVI NELLA CHIESA, per cui dici "sarà cosa buona no?" e il tuo bisogno e il tuo desiderio che lo sia fanno il resto .. e così resti ingannata .. INGANNATA DALLA CHIESA.
      Io sono più vecchia di te e non mi viene da piangere .. ma proprio piango, tutti i giorni, per quello che poteva essere e non è stato, per lo spreco di 1 vita, che in primis è certamente colpa mia .. ma una grande mano in questo me lo ha dato il CN , cioè la CHIESA .

      E dopo essermi messa contro tutti i CATTOLICI veri di questo blog, forse te compreso, ti ringrazio Alessio per il tuo intervento a cui non sono riuscita a restare indifferente.
      Auguri a te.

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    2. Roberta i cattolici "veri" non esistono, esistono le persone umane, con tutte le loro paure, angosce, debolezze, ferite e la loro umanità che qualche volta si rivela e li rende degni di vivere questa vita complicata.
      Quello che hanno scritto Porto e Alessio mi colpisce nel profondo e mi aiuta a trovare un equilibrio che qualcuno ha tentato di distruggere.
      Grazie a tutti voi ed in particolare a Roberta che malgrado le sue ferite profonde riesce a non essere indifferente al dolore degli altri.
      LUCA



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  8. https://www.vaticannews.va/it/papa-francesco/messa-santa-marta.html

    Leggete questa pagina,soprattutto Voi del cammino.
    Il cristiano è libero dice il Papa....
    Il cammino neocatecumenale invece ti rende schiavo,chissà se il Papa non si riferiva a Loro.

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    1. avevo i brividi ascoltandolo stamattina...veramente mancava solo che nominasse il cnc

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    2. Sì anche io ho notato, come nell'omelia di settimana scorsa. Questa volta attacca gli osservanti dei precetti rigidi che impongono leggi che opprimono e intristiscono e tolgono la gioia Cristiana. Il problema è sempre quello, così è tutto condivisibile ma resta astratto e nessuno si sente chiamato in causa. Perché non denunciare apertamente? Almeno da far capire a chi è a cosa si riferisce? Il coraggio non gli manca, quando ha voluto farlo è andato giù duro senza tante cerimonie!
      E le stelle stanno a guardare!!!!

      Pax

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    3. "Perché non denunciare apertamente? Almeno da far capire a chi è a cosa si riferisce?"
      ----
      Infatti .. ad es. io ho capito tutt'altro di ciò che hanno detto Lilly e Mav
      ..
      ma se fosse proprio della gerarchia ecclesiastica parlare chiaro, non esisterebbe più il CN.

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    4. però in questo tempo di assenza del Guru queste bordate possono comunque avere il loro scopo....
      ...se si svuota il cnc non c'è bisogno di azioni eclatanti...e queste omelie, in questo tempo dove molti, se non tutti, di quei precetti sono in disuso può servire a evitare che ci si riallinei più avanti...non sarebbe una cattiva strategia....oggi il popolo cnc ascolta il Papa senza filtri..è un momento favorevole.

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    5. "dove molti, se non tutti, di quei precetti sono in disuso può servire a evitare che ci si riallinei più avanti."
      ---
      Siamo sicuri che i "precetti negativi" cui si riferisce il Papa, siano quelli dei NC?
      Per quanto farebbe piacere crederlo .. penso che la "strategia" sia volta in ben altro senso.

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    6. L'unica cosa che so è che Papa Francesco, quando ha voluto riferire le proprie critiche ai movimenti laicali, lo ha fatto esplicitamente. Forse dire "esplicitamente" nel suo caso è dire troppo...ma più volte ha corredato le sue critiche con indicazioni esplicita. Così è stato per i figli come conigli, per il proselitismo in Mozambico e ultimamente per il peccato mortale commesso andando sabato ad una messa che non fosse quella festiva.
      In tutti questi casi ha chiarito che stigmatizzava idee e comportamenti di aderenti a movimenti laicali.
      Condivido l'impressione di Roberta che invece stamattina il suo obbiettivo fosse diverso e, purtroppo, più generalizzato.

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  9. MAV "però in questo tempo di assenza del Guru"

    Si in tutto questo tempo il suo silenzio e ASSORDANTE. In compenso oggi è arrivato il passaparola che lunedì sera Kiko farà un intervento di TV 2000 in occasione del centenario di nascita di Giovanni Paolo II. Per rincuorare e stare vicino alle comunità non ha tempo per farsi vedere e sentire ma ce l'ha per fare questo inutile intervento !! Che pena ...

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    1. Dunque è vivo, se l'è solo fatta sotto dalla paura.

      Frilù

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    2. Il suo contributo potrebbe essere stato registrato tempo fa, però.

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    3. Infatti il sito “testa del serpente” annuncia l’intervento di K.A. all interno di un documentario di Monica Mondo che sarà trasmesso in seconda serata. Anonimo che ben sa

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  10. Alessio:
    come Libera sono rimasto colpito dalla tua testimonianza.

    Ha ragione Libera: è normale (nel senso che è una cosa comune) che i genitori vedano i figli dalla loro prospettiva limitata che, non essendo una visuale a tutto tondo, li limita.
    Ed è vero che questo limitare i figli si accentua ancora di più in quanto i genitori cercano di influire, sebbene a fin di bene, sulla loro vita fino a invaderne la libertà.
    Ed è anche vero che la supponenza, la rigidità, e il non rispetto della libertà altrui è LA prerogativa del Cammino, che ingigantisce e corrompe ancora di più i difetti comuni a tutti.
    E' un po' come per le palme benedette: si trovano in ogni casa, ma nelle case degli aderenti del Cammino sono giganti.

    Tutti dovremmo imparare dal padre misericordioso della parabola evangelica, che pur avendo dato tutto il suo amore al figlio minore, e con esso ogni cosa (Tutto quello che è mio è tuo, dirà al maggiore), quando questi gli chiese la sua parte di eredità, non ha opposto nessuna obiezione.
    Tutto si può dire del padre della parabola, tranne che fosse un catechista coi figli, o un moralista.

    Fai bene a distinguere tra le persone dei suoi genitori, di cui parli con rammarico ma senza giudizio, e perciò ne parli con una sorta di compatimento, e il Cammino, verso cui invece dici di nutrire risentimento. Il Cammino infatti è come il macchinario dello scienziato pazzo di certi film: fa danni finché non lo si distrugge.
    Il Cammino riprogramma i genitori in catechisti e kikizza le personalità dei camminanti

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    1. Grazie, Roberta, per le tue parole. Ti ringrazio davvero; sei intelligente e onesta. Grazie ancora, ti abbraccio forte.

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    2. Ringrazio anche te,Pietro, per le tue parole; e posso dirti che l'esempio evangelico che hai citato è perfettamente calzante. Grazie.

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  11. Mi piace ritornare a quanto Veterano ha portato alla nostra attenzione.

    Faccio una premessa. Leggere con attenzione l'insegnamento dei Padri senza il filtro della logorroica predicazione di Kiko che impapocchia tutto a modo suo ci porta a comprendere perfettamente quanto essi vogliono trasmetterci. Non vengono a noi infatti con astrusi discorsi di sapienza, ma con la semplicità e limpidezza della verità.
    Ora che sono lontana da anni dal cammino, mi chiedo seriamente come ho fatto per tanti anni a subire, prima di aprire gli occhi, le incrostazioni apportate dal neocatecumenalismo senza battere ciglio. Davvero assurdo, considerata la limpidezza della retta dottrina.

    Ma vediamo qualche esempio dal post di oggi.

    Dice Origene:
    - l’ingiustizia non può avere niente in comune con la giustizia, .... Così, anche a coloro che credono in Cristo, la fede non può essere ascritta a giustizia se non depongono il vecchio uomo con le sue azioni ingiuste. -
    E DUNQUE LA FEDE NON È L'ASCOLTO PASSIVO DELLE KIKONATE IN UN ASTRATTO CREDERE (??) "ascoltami... ti vado ad annunciare... ascoltami!" MA UN AGIRE DI CONSEGUENZA, METTENDO IN ATTO LA PAROLA.

    ContinuanOrigene:
    - Se invece non abbiamo ancora deposto l’uomo vecchio con le sue azioni, ma viviamo nell’ingiustizia, oso dire che Cristo non è ancora risorto per la nostra giustificazione, né è morto per i peccati nostri. -
    ALIAS: ALTRO CHE "ora di pronto sono perdonati i tuoi peccati e inizia la creatura nuova in te come la Vergine Maria"

    Kiko bugiardo e blasfemo pure. Quanto annuncia è menzognero.
    Perdono, giustificazione e salvezza legate a un ascolto asinino di gente ridotta a uno stato vegetativo (tutto aspettano di ricevere, intanto vietato ogni sforzo, ogni moto della volontà o dell'anima, ogni anelito di santità)

    Se non diventi "giusto" Cristo per te non è morto, né è risorto!
    Origene premette un "oso dire" ossia fa notare: vedi che per farti capire bene quanto voglio trasmetterti col mio insegnamento parlo anche all'eccesso, lo dico io a te, ma perché tu capisca il valore di quanto voglio trasmetterti in modo certo!

    Pax

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  12. Ancor più tagliente, lama a doppio taglio come la Parola di Dio, l'insegnamento di San Gragorio di Nissa:

    Perno centrale, egli parla di

    moti deliberati dell’anima, per cui essa si stacca dalla vecchia consuetudine, ...

    VOGLIAMO CHIAMARLA BUONA VOLONTÀ??? tanto invisa nel cammino

    (Piccola parentesi: ma guarda? Se metti accanto Origene e San Gregorio parlano la stessa lingua! Una bella esecuzione a quattro mani... FUORI DAL CORO COME SEMPRE È KIKO, poiché egli non è né santo né padre, appare evidente. Va per conto suo.)

    L'anima...
    non conserva più segno di quel che era prima.

    Ma non si accontenta di questo, proprio per sgomberare il campo da ogni possibile confusione.
    Ti spiega per benino sia il prima che il dopo.

    Prima del battesimo c’era un uomo scostumato, avaro, rapace, oltraggiatore, bugiardo, calunniatore e con altri simili vizi. Adesso diventi modesto, sobrio, contento della sua roba, anzi generoso a soccorrere i poveri, sincero, rispettoso, gentile nel parlare ed esercitato in ogni lodevole attività.

    Che meraviglia! L'intento del vero maestro è illuminare la verità agli occhi dei suoi allievi di modo che se ne innamorino e si risolvano risolutamente per il bene che hanno davanti.

    Ho ricopiato perché fa un gran bene leggere la descrizione del prima e dopo battesimo perché appaia chiaramente che non è qui descritto il neocatecumeno tipo che ha finito il cammino.

    Ohibò....! Ora che ci penso!
    Potremmo dire, al contrario, poiché nel cammino al massimo si ragiona a parti invertite.
    Il post battesimo diventa il prima, e viceversa.

    Pax.








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