venerdì 8 maggio 2020

INTRALLAZZI NEOCATECUMENALI LONTANO DAI SACRI PALAZZI - seconda parte

Seconda parte (la prima parte è qui): continuiamo qui la traduzione di articoli pubblicati sui media e giornali nicaraguensi, chiedendoci chi siano i soggetti che appoggiano Kiko Argüello e il Cammino Neocatecumenale in Nicaragua. Per verificare le fonti, seguite i link indicati.

Abbiamo visto nella prima parte com'è che si è venuti a conclusione di due dei procedimenti economici tra i più rilevanti: l'acquisto del terreno sul Monte degli Ulivi e la costruzione del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Managua.

Figurano ricorrenti sempre le stesse persone: i pochi multimiliardari nicaraguensi, oltre all'appoggio del sempiterno card. Obando.
Per capire meglio però di quali intrallazzi e di quali personaggi si stia parlando, occorre conoscerli meglio, perché il Movimento Neocatecumenale vi è legato a doppio filo addirittura fin dagli inizi, che non appaiono per nulla chiari.

Riesaminando il seminario Redemptoris Mater, c’è da capire allora su quali basi sia avvenuta la scelta dei membri della "Commissione per la costruzione" e per volontà di chi sia stato autorizzato.

CARD. MIGUEL OBANDO BRAVO.

Come per tutti i seminari neocatecumenali, anche per quello di Managua si dice sempre che sarebbe stato “voluto” dal card. Obando.

La voce neocatecumenale (solo quella, non ne abbiamo trovate altre) dice che fu lo stesso Giovanni Paolo II a suggerire al vescovo Obando Bravo di erigere un nuovo seminario, durante la visita papale in Nicaragua del febbraio 1996.
In risposta a ciò, si dice che il Cardinale, dopo aver parlato con il catechista responsabile del Cammino Neocatecumenale in Nicaragua (P. Juan Buiges), nel settembre 1996 abbia richiesto un seminario Redemptoris Mater, appena 6 mesi dopo.

Mons. Obando Bravo
ed il futuro vescovo Leopoldo Brenes

in una foto del 1985
Mons. Obando Bravo
ed il vescovo Leopoldo Brenes

in una foto attuale
Allora Giovanni Paolo II avrebbe consigliato un seminario neocatecumenale?
O la scelta neocatecumenale deriva dal vescovo Obando?

Dicono che Padre Juan portò la lettera dell'arcivescovo di Managua a Kiko Argüello durante la Convivenza a Porto San Giorgio ed in questa stessa convivenza scelse con lotteria la reliquia di San Gerardo María Mayela come protettore del nascente seminario di Managua.

Quattro mesi dopo sarebbero arrivati i primi sei ragazzi nicaraguensi e sei stranieri che vivevano “a due a due” in famiglie cristiane (leggasi: “neocatecumenali”) e che avevano come formatori P. Agustín Ruíz e José García dal seminario di Roma.

Arrivano i seminaristi, ma il seminario non c’è e questi vivono “a due a due” nelle famiglie. Quanta fretta di fabbricare dei nuovi presbikikos!

Vivono in famiglia, hanno due formatori neocatecumenali e studiano alla già esistente università privata “Redemptoris Mater” (questo nome sarà un caso?).
Va beh…

Nel marzo 1997, per la costruzione del Seminario fu ricevuta la donazione del terreno a Las Lomas de San Judas nella città di Managua, come già ben sappiamo.

Il 3 agosto 1997 il card. Miguel Obando Bravo firmò il Decreto sull'erezione del Missionario Arcidiocesano Redemptoris Mater (Nostra Signora di Guadalupe), lasciando detto seminario sotto l'autorità dell'Arcivescovo di Managua. “Sotto l’autorità” non vuol dire “proprietà”. A chi sarà stato donata quindi la proprietà del terreno, dato che il Movimento Neocatecumenale non può detenere beni materiali?
«Nell'ottobre 1997 Kiko Argüello, Carmen Hernández e P. Mario Pezzi - responsabili del Cammino Neocatecumenale - arrivarono in Nicaragua. In questa occasione discussero con il Cardinale e con le massime autorità del clero su questa nuova realtà nella diocesi. Erano molto soddisfatti della meravigliosa terra donata per la costruzione del seminario e formarono la “Commissione di costruzione”».
Una volta terminata la costruzione, nel maggio 2004, gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale tornarono per la solenne inaugurazione del Seminario presieduta dal Cardinale Miguel Obando.
A questo evento parteciparono anche il Presidente della Repubblica, Enrique Bolaños, l'allora Sindaco di Managua, Herty Lewites, il Seminario Redemptoris Mater di El Salvador, equipes di catechisti dei paesi centroamericani e fratelli delle comunità neocatecumenali della regione.

Il pomposo seminario Redemptoris Mater di Managua
Praticamente questi poveri seminaristi senza seminario, sono stati sballottati nelle famiglie per 7 anni, quando avrebbero potuto benissimo alloggiare e studiare nel seminario diocesano La Purisima.

Allora consta far luce sulla persona del card MIGUEL OBANDO BRAVO, che si è spento all'età di 92 anni nel 2018 ed è stato dipinto come ed eroe della riconciliazione, intermediario del dialogo e della pace tra politica e clero, anche dallo stesso Papa Francesco.

In realtà questo vescovo è risultato essere molto controverso e da parte di alcuni addirittura dubbio.

Si legge che ad Obando, avendo acquisito molti meriti negli anni ’80 per la sua opera di mediazione durante il conflitto, tutto ciò che chiedeva poteva essere concesso: chiese così una terra per un’Università cattolica della Chiesa, la futura Università Redemptoris Mater (UNICA).

L’allora presidente Violeta Barrios Chamorro promise così di consegnare alla Chiesa cattolica l’edificio in cui aveva operato la direzione generale della difesa del governo sandinista.
L’idea era che l’Università dovesse appartenere alla Chiesa, perché quello era stato lo spirito con cui era stato presentato il progetto.

Tuttavia l’Università non appartiene alla Chiesa né alla Conferenza Episcopale.

Il proprietario è un’associazione civile chiamata Fundacion Universidad Catolica Redemptoris Mater, secondo l’accordo presidenziale n° 51-93 del 26 febbraio 1993, attraverso il quale il governo di Violeta Barrios ha autorizzato l’avvocato Generale di giustizia dell’epoca, Guillermo Vargas Sandino, a donare l’edificio dell’attuale università.
La fondazione fu istituita dal cardinal Obando nel 1992.

Secondo fonti di Managua collegate al Vaticano, quest’ultimo ha respinto gli statuti dell’UNICA per irregolarità, non democratici e contrari alla legge canonica della Chiesa.
Infatti l’UNICA non è inclusa nella FIUC, Federazione Internazionale delle Università Cattoliche, che accetta solo università i cui statuti sono approvati dal Vaticano.

Il successore del card. Obando quindi, non potrà apportare modifiche, perché l’Università non appartiene alla Chiesa, anche se negli statuti c’è scritto che “In caso di scioglimento dell’Università Redemptoris Mater i suoi beni saranno assegnati dall’Arcidiocesi di Managua a cause o entità educative che a loro avviso lo meritano…”.

Il giornale LA PRENSA chiese al nunzio Jean Paul Gobel, ma non ottenne risposta, si doveva chiedere all’Università.
Sono state richieste per tre volte interviste al presidente dell’Università Michelle Rivas Reyes, ma non sono state ottenute.

Inoltre, il bilancio statale di Ortega ha assegnato ben 7 milioni a questa Università, che produce un reddito stimato di 2,3 milioni di dollari l’anno.

Produce un reddito di oltre 2 milioni di dollari all’anno ed ha immobilizzazioni per circa 25 milioni di cordobas e il patrimonio netto è stimato a circa 9 milioni di cordobas, tuttavia nel 2003 ha presentato un bilancio negativo per perdite di oltre 6 milioni di cordobas.

Già qui le cose sembrano non troppo pulite e le connessioni col potere politico appaiono visibili.
Obando istituì un'Università cattolica, che il Vaticano non riconobbe e che fu intestata ad una associazione civile facente capo alla FAMIGLIA RIVAS REYES.

Infatti Obando, detenendo la rappresentanza legale a vita dell’Università, nominò il Consiglio Superiore degli 11 membri, tutti appartenenti alla famiglia RIVAS REYES.
Il card. Obando festeggia i suoi 88 anni
nell'Università di Roberto Riva Reyes
Per un vescovo, non risulta essere un buon agire: attraverso la sua persona ha ottenuto una terra e la possibilità di istituire un'Università privata che poi ha intestato ad una famiglia, e che famiglia…

Ecco infatti il problema: la famiglia RIVAS REYES

Il 43,2% dei fondi pubblici del regime di Ortega è stato assegnato all'Università cattolica Redemptoris Máter, CHE NON APPARTIENE ALLA CHIESA, MA A ROBERTO RIVAS REYES, presidente del Consiglio Supremo Elettorale del Regime…

Come mai?

Questa Università fu fondata dal defunto cardinale Miguel Obando, ma è sotto il controllo della famiglia dell'ex presidente del Consiglio supremo elettorale, Roberto Rivas Reyes, che ricopre la carica di vicerettore accademico.
Il rettore è sua sorella Michelle Rivas Reyes e un'altra delle sue sorelle, Carol M. Rivas Reyes, è direttrice della registrazione accademica.

La relazione di Obando con i Rivas è emersa più di trenta anni fa. La madre di Rivas, Josefa Reyes Valenzuela, era l'assistente del cardinale e la sua famiglia intrattenne un'amicizia con i religiosi che durò per decenni. Poiché il bilancio dell'UNICA è paragonabile a tutto il resto delle chiese e dei templi del paese, Ortega ha potuto finanziare con fondi pubblici un'istituzione educativa a cui partecipa anche Rivas, indicata dall'opposizione per diventare il contatore del voto a favore del regime.

Roberto Rivas Reyes ai tempi delle incriminazioni
e delle dimissioni dai poteri di Stato
Ma finalmente, a dicembre del 2018, Rivas è stato accusato di “corruzione significativa” dal Dipartimento di Stato:
In qualità di presidente del Consiglio Elettorale Supremo del Nicaragua, con uno stipendio del governo di $ 60.000 all'anno, Roberto José Rivas Reyes (Rivas) è stato accusato dalla stampa di accumulare considerevoli ricchezze personali, che includono molteplici proprietà, aerei privati, veicoli di lusso e uno yacht. Rivas è stato descritto da un controllore del Nicaragua come "al di sopra della legge" e le indagini sulla sua corruzione sono state bloccate da funzionari del governo nicaraguense. Ha anche perpetrato una frode elettorale che mina le istituzioni elettorali del Nicaragua", afferma la risoluzione del dipartimento del tesoro degli Stati Uniti.”
Un tentativo del governo di comprare il consenso dei sacerdoti è stato denunciato dalla fine di dicembre 2012 dal vescovo ausiliare di Managua, Silvio José Báez, oggi a Roma su richiesta di Papa Francesco.
Báez ha denunciato pubblicamente che il governo Ortega ha offerto denaro e vantaggi per evitare critiche da parte dei pulpiti.
"Ho avuto, e posso riferirlo, informazioni di alcuni sacerdoti che il governo ha offerto loro soldi puliti da usare, senza dare conti, in cambio di dimenticare la loro coscienza e questo ci preoccupa", ha detto il prelato al quotidiano La Prensa a quel tempo.

Ecco perché probabilmente il vescovo Báez è stato richiamato a Roma nel 2019, come spiega nel dettaglio anche il nostro caro amico neocatecumenale Cernuzio: era sgradito al regime.

Comunque, già nel 2010 si leggeva:
Recentemente, alcuni social media nicaraguensi hanno pubblicato un inventario sintetico delle risorse più rilevanti e più grandi di uno dei personaggi che l'opinione pubblica considera UNO DEI PIÙ CORROTTI in Nicaragua, completamente privo di principi etici e morali, nonostante sia il protetto dello screditato cardinale Obando y Bravo. Si tratta di Roberto Rivas Reyes, attuale presidente de facto del Consiglio supremo elettorale, un personaggio sinistro che ha venduto la sua anima al diavolo per qualche dollaro in più.”
Gli intrighi, infatti, erano avviati già sotto la dittatura di Somoza.
Ma fu il crollo del regime somocista, la prima dittatura di Ortega e la vittoria elettorale nel febbraio 1990 di Violeta Barrios de Chamorro, che permise a un personaggio grigio e mediocre di poche capacità intellettuali, Roberto Rivas Reyes, di mostrare i suoi appetiti da gangster, che si è raffinato e perfezionato nel tempo.
Nemmeno i beni della Chiesa cattolica sono stati salvati dalla voracità e dall'avidità di Roberto Rivas Reyes. Il suo sospetto protettore, il cardinale screditato Obando y Bravo, trasferì 15 ettari di preziosi terreni sulla Carretera a Masaya, donata dalla vedova di Julio Lalinde alla Chiesa cattolica. Lo stesso vale per la terra dell'Università Cattolica (UNICA), valutata in diversi milioni di dollari.
Le sue rapine e le sue malversazioni non si limitano al nostro paese, perché ha lussuose dimore a San José, in Costa Rica, nonché una flotta di auto di marca, Mercedes Benz, Porsche, Ferrari, Bentley, ecc. A questo dobbiamo aggiungere lussuose case estive nelle principali località del Pacifico nicaraguense, uno yacht di lusso e un'isola nel lago Cocibolca. Né possiamo dimenticare il jet esecutivo che viaggia in Costa Rica. A tutto quanto sopra, dobbiamo aggiungere tutto ciò che è stato rubato dalle risorse di bilancio assegnate al Consiglio elettorale supremo, compreso il recente taglio di 37 milioni di córdobas attraverso un prestito con una banca privata e che l'Assemblea nazionale, a seguito di ordini di Ortega Saavedra, trasformato in debito pubblico.
MICHELLE RIVAS REYES, che appare come la massima autorità amministrativa dell'Università UNICA, riceve tangenti succose per ottenere contratti annuali per la presunta professionalizzazione degli insegnanti normali dal Ministero della Pubblica Istruzione” .
Quindi già all’epoca (2010), come in una profezia, già si denunciava che:
Con la frode (elettorale) pronta per novembre 2011, il corrotto Roberto Rivas Reyes, associato ai militari di Ortega che hanno sequestrato tutte le strutture del Consiglio elettorale supremo, condurrà il paese a una vera guerra civile, con morti reali e non di propaganda. Nessuno di questi corrotti correrà la vera giustizia popolare.
Ed è quello che poi è successo con la crisi del 2018, ancora in atto…
Questi sono, in linea di massima, gli attributi più rilevanti della sacra famiglia dei Rivas Reyes. Godono dell'eccessiva protezione dell'Orteguismo e anche delle benedizioni poco meno che sataniche dello screditato cardinale Obando y Bravo. È inaudito che, a questo punto, il Nunzio Apostolico a Sua Santità, Benedetto XVI, in Nicaragua, non abbia suggerito l'opportunità di trasferirsi in un convento di clausura che provoca un'irrefrenabile perdita di prestigio emorragico nella Chiesa cattolica nicaraguense.
Il "business jet per voli a lungo raggio" Gulfstream V
(allestimento VIP, con marche OE-IIS)

con cui Rivas ha compiuto l'ultimo volo VIP da Managua a Madrid
per le vacanze natalizie 2018, con passaporto diplomatico per tutta la famiglia.
Sembra che i figli di Rivas si siano rifugiati in Spagna nel palazzo di proprietà
Palazzo di Roberto Rivas a MadridPerché proprio a Madrid?
Le figlie di Rivas, Stephanie e Indira,
sono amministratrici della società di Rivas,
incluse a dicembre 2017 nella lista nera di OFAC, che elenca i nomi di
trafficanti di droga, criminali internazionali o terroristi.

Nel 2015 si chiedeva di indagare su Roberto Rivas, per acclarare da dove provenisse tutta la sua fortuna.

In tutto questo, nel 2016, all’Università UNICA il card. Obando viene dichiarato protettore della pace e della riconciliazione.

Il card Obando viene proclamato
"eminenza nazionale della pace e della riconciliazione"

all'Università UNICA di Roberto Rivas
A gennaio del 2018 le indagini su Rivas si aprono anche in Costa Rica:
Il Costa Rica indaga su Roberto Rivas del Nicaragua per riciclaggio di denaro.
In Costa Rica, Rivas, attraverso una società a responsabilità limitata, ha diverse proprietà, tra cui un terreno del valore di US $ 193.000.
L'ufficio del procuratore generale costaricano ha informato martedì di aver aperto un'indagine contro il presidente del Consiglio elettorale supremo (CSE) del Nicaragua, Roberto Rivas, per quello che considera il possibile crimine di riciclaggio di denaro in quel paese, dove Rivas - recentemente sanzionato dal governo degli Stati Uniti - ha diverse proprietà.
L'altra faccia del Nicaragua
Rivas, l'architetto delle frodi elettorali che hanno mantenuto al potere il presidente Daniel Ortega, è stato sanzionato il 21 dicembre 2017 dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, che lo accusa di corruzione e frode elettorale.
La decisione della Procura della Costa Rica estende la pressione su Rivas e sul governo del Nicaragua, che secondo gli esperti legali dovrebbero aprire un'indagine indipendente sul magistrato, che conduce una vita sontuosa, proprietario di molte case e beni di lusso.
La procura ha informato il quotidiano La Nacion di San Jose che “il caso 18-000038-058-PE è stato aperto dopo aver analizzato le pubblicazioni condivise dall'Istituto costaricano sulla droga (ICD), in relazione alle informazioni diffuse negli Stati Uniti su presunti atti criminali apparentemente commessi da Rivas in Costa Rica.
A maggio del 2018 finalmente Rivas si dimette dal Consiglio Elettorale Supremo:
il suo nome è stato collegato agli scandali di corruzione durante la sua vita pubblica, che si è sviluppata all’ombra del card. emerito Obando, arcivescovo di Managua fino al 2005.”

Questo dovrebbe bastare per evidenziare come il card. Obando, fondatore nel 1992 di un’”Università cattolica non appartenente alla Chiesa”, ma a una famiglia di delinquenti e truffatori (ci ricorda in qualcosa Mendoza e la sua UCAM?) e sostenitore nel 1996 del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater, abbia appoggiato e difeso una famiglia criminale e di conseguenza anche il regime orteguista, allo stesso modo in cui ha appoggiato e parrebbe "voluto" il Movimento Neocatecumenale.

Ma, come dicevamo, nella Commissione “per la costruzione del seminario”, figuravano anche altre persone.
Chi erano?

Vediamo.

SILVIO PELLAS CHAMORRO

È il General Manager “Grupo Casa Pellas” nel commercio di autoveicoli di pregio, con 17 filiali in Nicaragua.
Di questo gruppo, Silvio F. Pellas Chamorro è Presidente e segretario.

Consuelo e Silvio Pellas
ad un ballo in maschera
Suo fratello, Carlos Pellas, è il primo multimilionario nicaraguense.

L’ambasciatore italiano l’ha insignito col massimo Grado di Grande Ufficiale dell'Ordine della Stella della Solidarietà ITALIANA, ma c’è chi è decisamente contrario a questo riconoscimento:

C’è chi non comprende, e afferma che questo gesto della Repubblica Italiana è difficilmente accettabile. non riusciamo a capire come il governo italiano abbia potuto concedere questa alta onorificenza a Carlos Pellas e crediamo che a livello di istituzioni italiane non si conosca cosa stia succedendo nella parte occidentale del Nicaragua. L'uso indiscriminato di pesticidi nella produzione agroindustriale di zucchero e dei suoi derivati, come rum, alcool, melassa ed etanolo, ha provocato quasi tre mila morti negli ultimi anni e migliaia di ammalati di IRC, vedove ed orfani. Non posso davvero credere che sia stato dato questo titolo a chi dirige un gruppo economico che riteniamo responsabile di questo fenomeno di morte silenziosa.” Ha detto la presidentessa di ANAIRC, Carmen Ríos.
“Invitiamo - ha concluso Ríos - l'ambasciata italiana e il popolo italiano a venirci a visitare a Chichigalpa, per ascoltare la nostra voce e la storia di migliaia di persone ammalate e in fin di vita, che hanno lavorato nell'Ingenio San Antonio con stipendi miseri, facendo ricchi i loro proprietari".
Carlos Pellas, l'uomo più ricco del Nicaragua
col presidente Ortega
Addirittura si è proposto Carlos Pellas Chamorro come Console onorario d’Italia a Granada, Nicaragua, suscitando decise reazioni contrarie: l' Associazione Italia-Nicaragua ha inviato una lettera al signor ambasciatore d’Italia in Nicaragua, con copia al Presidente della Repubblica italiana ed al Ministro degli Esteri, per rifiutare la nomina del presidente del Grupo Pellas, signor Carlos Pellas Chamorro, come Console Onorario della Repubblica D’ITALIA a Granada in Nicaragua.
Silvio e consorte ad una raccolta fondi
per la American Nicaraguan Foundation
con sede a Miami, fondata nel 1992.
Dopo quasi 30 anni, il Nicaragua
è ancora il paese più povero
del Centro America,
tranne le famiglie multimiliardarie,
s’intende…
La lettera ha avuto il sostegno immediato di organizzazioni internazionali, come la Regional Latinoamericana de la Unión Internacional de Trabajadores de la Alimentación (Rel-UITA), Nicaragua Network degli Stati Uniti, FIAN Honduras, e nicaraguensi come la Federación de Trabajadores de la Alimentación de Nicaragua (FUTATSCON), il Movimiento Social Nicaraguense "Otro Mundo es Posible" (MSN) e la Red de Solidaridad y Desarrollo Comunitario (RESDCOM). A queste associazioni se ne sono aggiunte altre nel tempo.

Le persone si chiedono:
Chi erano i Pellas prima del 1980? Carlos Francisco Pellas Chamorro, il PRIMO MILIARDARIO DEL NICARAGUA. Secondo le storie di esilio degli anni '80, nessuno lo sapeva allora come è diventato miliardario? Che rapporto hanno avuto con la FSLN (il partito di Ortega)? Siamo preoccupati.
Ma anche di più, si prospettano legami dei Pellas con l’Italia:
Saluti, grazie per l'informazione. Ma cosa è successo negli anni '80 quando la FSLN ha preso il potere? Le compagnie private scomparvero … Che rapporto avevano con i comandanti? CHI ERANO I PELLAS IN ITALIA? Questi e altri nel calamaio della storia.
Pellas e consorte partecipano all’ordinazione
celebrata dal card Brenes
di 10 diaconi e ne sponsorizzano uno

FELIPE MANTICA ABAUNZA

È proprietario, insieme al fratello Carlos, della catena di supermercati "Colonia Mántica", 24 in tutto il paese, rilevati dal padre che li aveva creati, Felipe Mantica Berio. L'origine della famiglia è italiana: arrivarono in Nicaragua nel 1895. Nel 1956, fu aperto il primo supermercato. Molto più bravi dei nicaraguensi…

Felipe Mantica e la moglie Violeta partecipano all’ordinazione
e sponsorizzano il diacono Jorge Rache, colombiano
Il padre Felipe Mantica, era pure banchiere della BANAMER.

Il fratello di Felipe, Carlos, deceduto quest'anno e di cui abbiamo già parlato, era membro dell’Accademia di lingue nicaraguense, Consigliere Nazionale del Movimento dei Cursillos, uomo d’affari di successo, consulente personale su questioni religiose e civili di molti personaggi di spicco nicaraguensi (incluso l’ex presidente Enrique Bolanos), leader mondiale dei movimenti laici.
E fedele membro della comunità della Città di Dio.
Una comunità cattolica, il cui predicatore laico Salvador Gomez cita anche il Cammino Neocatecumenale su youtube.

Di Felipe Mantica Cuadra abbiamo già parlato nella prima parte di questo articolo, essendo coinvolto in molteplici atti di sostegno economico al Movimento Neocatecumenale nel corso dei decenni.

Il seminario Redemptoris Mater “Nuestra Senora de Guadalupe” fu terminato nel 2004, ma l’ingordo Kiko Argüello:
ha informato che la prossima fase del piano generale del Seminario Redemptoris Mater Nuestra Señora de Guadalupe DEVE ESSERE CONTINUATA e che la costruzione della chiesa nel nuovo Seminario procederà, che sarà il PROTOTIPO DI TUTTA L'AMERICA LATINA.
Quindi:
Don Kiko Argüello formò il nuovo COMITATO DI COSTRUZIONE, formando così: Presidente - Silvio Pellas, Vice Presidente - Felipe Mantica Abaunza, Segretario Felipe Mantica Cuadra, Membri: Padre Fermin Muro, Consuelo de Pellas, Violeta de Mántica, Lucía de Mántica e il Rettore del Seminario, e anche Padre Gianpaolo Pronzato è integrato come consigliere."

L’invincibile avidità di Kiko Argüello, sorretto da soggetti molto discussi e molto potenti.

Stavolta il “Comitato di costruzione” si amplia.
Nel frattempo padre Buigues e Ariel López sono deceduti, quindi i preti saranno Padre Fermin Muro e Giampaolo Pronzato, il rettore.
Ma entrano nel novero del Comitato anche le donne delle famiglie Pellas e Mantica.

PADRE FERMIN MURO è un sacerdote, guarda caso spagnolo, coinvolto nel Consiglio anche di quella che vedremo essere la Fundacion Familia de Nazaret DE NICARAGUA.
Credevamo ci fosse solo la fondazione spagnola sotto questo nome, invece ce ne sono più di una. Poi vedremo.

Giampaolo Pronzato, detto "Padre Pino"
Rettore del Redemptoris Mater di Managua
PADRE GIAMPAOLO PRONZATO è sulla scena fin dal 1998, quando per organizzare i diversi comitati di aiuto al Seminario, sono state effettuate le visite agli uomini d'affari del Nicaragua per ottenere fondi per la costruzione.
In realtà gli uomini d'affari esistevano già da molto prima, ma evidentemente l'ingordigia della HOLDING ARGÜELLO ne cercava sempre di più.
Poi, Giampaolo Pronzato è diventato il rettore del seminario e lo è tuttora.
Prima era vice-rettore del Redemptoris Mater di Medellin, Colombia. Rettore: don Rino Rossi.
Immancabile…

Questo per dare "pennellate" come fa l'Argüello, in modo da poter entrare un pochino dentro al sistema, che ben lontano dall'essere ecclesiale, si nutre e si alimenta di potere, soldi e intrallazzi ai più alti vertici, spesso molto poco puliti.
Lo dicevamo noi che il Movimento Neocatecumenale è una HOLDING, altro che "fratellini e fratellini"…

Questo popolino ignaro serve solo a giustificare l'esistenza della Holding, senza di esso non ci sarebbe alcuna giustificazione al flusso di MAMMONA e CESARE che si cela dietro al Movimento Neocatecumenale.

Ci chiediamo inoltre perché questi multimilionari abbiano deciso di sovvenzionare proprio il Movimento Neocatecumenale, tra le tante possibilità religiose, cattoliche e non.

Come l'hanno individuato? Chi glielo ha garantito e proposto? Perché non sovvenzionano la Chiesa tradizionale, che molto spesso in quei paesi stenta a sopravvivere ed è estremamente povera?

Perché il card. Obando ha permesso il Movimento Neocatecumenale, come ha permesso e protetto le fortune del Roberto Rivas? Perché le Università legate in qualche modo al Movimento Neocatecumenale sono un pozzo di delinquenti? Perché il Nicaragua è il paese più povero del Centro America, quando anche solo la metà delle sovvenzioni che hanno ricevuto i neocatecumenali (milionate di dollari) avrebbero risollevato la sorte di molti?
L'altra faccia del Nicaragua

Il sacerdote che abbraccia il vescovo Baez
nell'altra foto, nel mezzo della mischia
nell'attacco alla Chiesa di Diriamba (VIDEO)
Ci sono anche vescovi e preti che soffrono.
Il vescovo Baez ed altri aggrediti dai paramilitari (VIDEO).

Se lo chieda Papa Francesco, che sempre parla dei poveri e dei migranti.
Ci sarebbero ancora molte domande…

Niente a che vedere con l'Hotel Intercontinental a Metrocentro, luxury hotel, dove si è riunita la Commissione "per la costruzione della chiesa del seminario". Partecipanti Kiko Argüello, Carmen Hernández, Padre Mario Pezzi, Padre Pino (Gianpaolo Pronzato), Padre Kiko Vitta , il team di persone responsabili dell'evangelizzazione in Nicaragua e Honduras (Fermín, Gorka e Marinú) e parte del comitato di costruzione: Silvio e Consuelo Pellas, Felipe e Violeta Mántica e Felipe e Lucía Mántica.



12 commenti:

  1. Cosa Nostra.
    Anzi, Cosa Loro, dei neocatecumenali.
    Neanche nelle peggiori sette americane.
    Non solo dovrebbe intervenire la Chiesa, ma anche gli stati!

    RispondiElimina
  2. Uomo Libero!!!8 maggio 2020 09:31

    KIKO SANTO DEI PARADISI FISCALI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel leggere questa seconda parte sul Nicaragua ho avuto la netta impressione che la setta neocatecumenale è solo la copertura di un intreccio di loschi affari. (speculazioni ultramilionarie, ferrovia sotterranea per i pedofili, commistioni con politici e soggetti un po' troppo noti alle forze dell'ordine...)

      È quello che emerge dalle notizie pubblicate sui giornali del Nicaragua, che in questa pagina (e nella prima parte) sono stati tradotti e sottolineati.

      Tante volte mi veniva il dubbio che le mastodontiche costruzioni kikiane servissero non solo come monumento a sé stesso, ma anche per alimentare un assurdo giro di soldi sotterraneo - un giro di soldi alimentato dalle "Decime" e dalle collette del Cammino, tutte senza rendicontazioni e quasi totalmente in contanti, cioè denaro "pulito" (nel senso di lavato, di non tracciato da indagini della magistratura, perché proveniente da gente normale - i fratelli delle comunità).

      Fra parentesi, la costruzione di ogni monumento a Kiko è autorizzatissima a sforare tutti i preventivi e tutti i capitolati di spesa: basterà che Kiko dica che se non pagate "si ferma l'evangelizzazione" e voi sadomasochisti neocatecumenali mettete nuovamente mano al portafoglio per fare un'elemosina a Kiko "che vi faccia sanguinare il cuore" (poiché erano soldi che secondo buon cuore avreste volentieri destinato al bene della vostra famiglia e ad altre opere di bene).

      Riguardo al vescovo Obando y Bravo, è triste l'idea che abbia "monetizzato" il bene che aveva compiuto decenni prima (sto assumendo che il suo ruolo di pacificatore era meno discutibile del suo operato successivo).

      Facciamo qui notare che a dare scandalo non è la ricchezza di determinati soggetti (che poi per qualche misterioso motivo affiorano puntualmente nelle cronache per malversazioni e ingiustizie di ogni genere...), ma le strane commistioni con entità notoriamente poco pulite - come il Cammino. Un uomo ricco può donare a occhi chiusi solo quando non si tratta di cifre considerevoli: dal momento che tutti gli chiedono soldi, quando si tratta di cifre considerevoli indagherà per bene, e capirà facilmente quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell'investire in una setta come il Cammino anziché in una qualsiasi altra opera religiosa e sociale. Figuratevi la faccia di un qualsiasi tipico milionario quando gli si prospetta la comoda possibilità di riciclare denaro sporco...

      Una nota che non emerge dall'articolo, è che Redemptoris Mater era il titolo di un'enciclica di Giovanni Paolo II del 25 marzo 1987. Quel Papa, di notoria spiritualità mariana («il rosario è la mia preghiera preferita»), contrariamente alle panzane raccontate su wikipedia, non "invitò" ad aprire alcun seminario kikiano. Fu il sommo Kikolone coi suoi potenti appoggi - ivi incluso quello non troppo entusiasta del cardinal Poletti - ad inventarsi il "seminario" neocatecumenale a Roma ed appiopparvi come nome il primo titolone a portata di mano, quello dell'enciclica di poco tempo prima.

      Elimina
  3. Mi rendo conto che articoli di questo genere possano "sembrare" poco inerenti allo spirito del blog.

    In realtà, se non si va mai a guardare come il Movimento Neocatecumenale è cresciuto e si è alimentato fin dall'inizio nel "mondo delle bandierine dell'Arguello", non ci si rende bene conto dell'origine del fiume di soldi e di poteri che lo hanno sempre sostenuto.
    Potrebbe sembrare che il Movimento Neocatecumenale abbia potuto espandersi "per la bontà dei suoi contenuti", e sicuramente molti kikos crederanno questo.

    Se però ci si addentra anche solo un poco nei trascorsi dell'ascesa al "potere neocatecumenale" (già all'epoca di Zoffoli qualche incauto diceva "Siamo potenti!"), risulta più facile comprendere che l'espansione del Movimento Neocatecumenale non è dovuta alla sua "bontà", ma a MAMMONA e a tanti intrallazzi locali.

    Laddove non ci si è piegati agli intrallazzi economici e di potere, il Movimento Neocatecumenale ha avuto cattiva sorte, vedi Guam ed il Giappone.

    RispondiElimina
  4. Complimenti Libera per l'ottimo articolo. E' vero, ci sono cose molto più importanti del denaro ma purtroppo costano tutte un sacco di soldi! Il Cammino neocatecumenale è un itinerario verso l'IPOCRISIA ADULTA.

    RispondiElimina
  5. Mi accorgo adesso che la signorina Stephanie Rivas Reyes, figlia di Roberto e nella lista nera dell'OFAC, ha una pagina twitter in cui scrive "Signore, Signore..."

    Ma noi sappiamo che non tutti quelli che dicono "Signore, Signore" saranno graditi a Dio.
    Le parole non servono, anzi, confondono.

    Fra l'altro, un post di un suo amico sacerdote dice che la sorella è diventata ambasciatrice del Nicaragua presso la Santa Sede. E lo è stata davvero, dal 2017 al 2019. Adesso è deceduta.

    Per l'amor del cielo, sicuramente era una persona a posto, ma il fratello sacerdote non aveva amicizie tanto buone...

    https://twitter.com/stephanierivasd

    RispondiElimina
  6. Ti do un consiglio amichevole,fai i thread più corti sono prolissi e noiosi,non li leggerà nessuno.Poi volevo dire a Tripudio che ora gli rode perché Don Ariel ha criticato i tradizionalisti, il Messale di Pio V e il Summorum Pontificum?Ma non avevate detto che questo Don Ariel era un pozzo di scienza?Che la sapeva lunga?Bravi e avete pure fatto pubblicità al suo libro?Complimenti ma che bravi.Vi avevamo avvisati però che questo Don Ariel vuole solo visibilità,il tempo ci ha dato ragione.E' uno che vuole vendere i suoi libri,un mestierante che vuole mettersi in evidenza è sempre in televisione,somiglia a tutti i suoi omologhi,Don Zoffoli,Don Elio Marighetto, Don Marcello Stanzione,Don Gino Conti e via discorrendo, i quali invece di fare i preti,pensano a vendere libri.Sul Summmorum Pontificum e sul Messale di Pio V comunque ha perfettamente ragione,questa volta l'ha indovinata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione sulla lunghezza degli articoli, ma ci sono argomenti che purtroppo non sono liquidabili con poche parole.

      Dire "esistono intrallazzi nel Movimento Neocatecumenale", come viene detto tante volte, non è sufficiente a spiegare di "quali intrallazzi si parla".

      Questi articoli, tra l'altro condensati al massimo per la mole esistente di informazioni al riguardo, non sono letture facili, ma sono "memorie".

      Così, quando in futuro verranno nominati gli intrallazzi neocatecumenali, ci saranno pagine che spiegheranno più in dettaglio "a cosa ci si riferisce", per chi desidera approfondire.

      Altrimenti sono solo slogan con poco fondamento...

      Elimina
    2. Altrettanto amichevolmente ti dico che non è questione di lunghezza. Infatti un neocatecumenale doc come te non leggerà nemmeno due righe che non siano favorevoli in toto a Kiko, mentre magari si leggerà papelli interi se si stratta di screditare qualcuno qui.

      Però stavolta, carissimo, il 71 ti è venuto 17 (come si dice dalle mie parti) e, tradizionalismo a parte, ci sei cascato con tutte le scarpe. Fate tenerezza, sul serio.

      Elimina
    3. Tranquillo, che la pagina di oggi con la terza e ultima parte è più corta, così hai più tempo libero.

      Comico poi questo esigere che le pagine abbiano tutte la stessa lunghezza: per caso credi che questo blog sia una specie di impegno obbligatorio che deve impegnarti un tempo preciso ogni giorno?

      Ti svelo un segreto: questo è un blog, leggi quel che ti pare, leggi quando ti pare, segui se vuoi seguire, sfogli se vuoi sfogliare, e se proprio vuoi scrivere un commento ed essere sicuro che altri lo leggano lo scrivi sulla pagina più recente - tutto qui, e non c'è nemmeno bisogno di essere strettamente "in tema", visto che l'intero blog è dedicato al Cammino e al suo (pessimo) rapporto con la Chiesa e con la fede.

      Come avrai notato da questa corposa "seconda parte", non era il caso di separare in più pezzi il testo, perché si rischiava di non capire la linea generale. E cioè l'ennesima conferma che i vertici del Cammino sono appoggiati da loschi figuri con poco limpidi interessi, che a voi basso popolino neocatecumenale non è lecito nemmeno di sapere: zitti e pagate Decima, che altrimenti "l'evangelizzazione si ferma".

      Per quanto riguarda il padre Ariel, nello stesso video di cui parli nel tuo commento delle 00:00, si è espresso più volte anche contro il Cammino Neocatecumenale in qualità di movimento con le sue bislacche particolarità liturgiche non approvate. Il Cammino viene menzionato in diversi punti del video, non per tributargli onore e gloria - quelli glieli tributano solo gli agenti del demonio - ma come pessimo frutto dello «spirito del Concilio», per usare un'espressione sprezzante adoperata dallo stesso Ratzinger per qualificare coloro che con la scusa del Concilio volevano promuovere le proprie paturnie.

      Benché da un diverso punto di vista per quanto riguarda la Messa tridentina e il Summorumn Pontificum, la stima per padre Ariel resta immutata, così come resta immutata l'autorevolezza del suo libro su La setta neocatecumenale, che invitiamo a leggere e a far leggere, e soprattutto a donare ai parroci e ai sacerdoti, perché la lettura di quel libro è più utile dello sfogliare questo stesso blog. Il fatto che in altra sede padre Ariel parli contro il Summorum Pontificum non cambia di uno iota l'importanza di quel libro (su cui "ci ha messo la faccia, il nome e la firma"), né cambia il valore delle aggressioni neocatecumenali che lui ha ricevuto in seguito al fatto che i kikolatri hanno letto solo il titolo (e nemmeno il sottotitolo, figurarsi il resto) del libro.

      Chi critica le eresie del Cammino, e le sue carnevalate liturgiche, sta compiendo vera evangelizzazione: per criticare un'eresia è necessario affermare la verità, per criticare gli strafalcioni liturgici è necessario promuovere la liturgia valida per tutta la Chiesa, liturgia che per definizione è culto a Dio e non spettacolino autogestito. Per questo, chi critica il Cammino, con ciò stesso sta evangelizzando. Altro che la presunta "nueva evangelizzazione" dei kikos che serve solo a costituire nuove comunità del Cammino (e a fornire occasioni di peccati finanziari a certi loschi figuri)...

      Elimina
  7. Non riuscendo à raggiungere la spett. Direzione di questo Blog, continuo à proporre un mio contributo con illustrazioni, del titolo: LA SATANICA ICONA: "MARIA, MADRE DEL CAMMINO", ad opera di(?) KIKO ARGUELLO, servo del demonio. Pregate per lui!
    Per Maria à Jesù,
    Daniel Lifschitz, lifschitzdaniel6@gmail.com Tel: 0041 91 630 6910

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.