martedì 12 maggio 2020

«Il Signore "passa"»: eresia anti-eucaristica del Cammino

L'eretico Kiko nega l'esistenza di santi eremiti,
santi di clausura, santi bambini,
santi come il Buon Ladrone...
Nella parlantina neocat, «il Signore passa».

Lo dicono sempre, lo dicono specialmente riguardo alle celebrazioni kikiane-carmeniane, e ancor più riguardo a quella di Pasqua.

Il loro sottinteso è che "prima" della celebrazione il Signore era assente, in un dato momento della celebrazione "il Signore passa", e dopo la celebrazione il Signore è "già passato" e quindi non c'è più.

La prima ovvia implicazione è che secondo gli eretici neocatecumenali nel Santissimo Sacramento non permarrebbe la presenza reale di Nostro Signore. Per cui tutto il pane consacrato nella celebrazione va consumato tutto (come a dire: mangiate mentre il Signore sta ancora "passando" altrimenti una volta "passato" è inutile fare la Comunione), e una volta fatta la Comunione è frequente notare come i fratelli del Cammino si puliscano le dita dai residui, strofinandosele su gonne e pantaloni, come se i frammenti del Sacramento fossero sporcizia. Ed è sempre stata una tradizione tutta neocatecumenale quella di «non badare né a briciole, né a gocce», al punto che a suon di figuracce i kikos hanno dovuto fabbricarsi un alibi ufficiale dicendo: "ma noi badiamo sempre a non lasciare frammenti, ma io non ho mai visto nessuno che", che sono le solite scuse ipocrite perché nelle megaconvivenze succede sempre, e i cosiddetti "catechisti" a tutt'oggi non hanno mai fatto nulla per instillare un minimo di devozione eucaristica (giacché questa contraddice le frottole insegnate da Kiko e Carmen).

Da una "celebrazione eucaristica" del Cammino:
un tipico barman neocatecumenale,
col coppone kikiano per il "rito mistico"
dell'abbeverarsi tutti allo stesso calice
La seconda ovvia implicazione è che il Signore "passa" quando lo comandano i neocatecumenali. I quali, come in una specie di culto del cargo, si affannano a moltiplicare grattugiate di chitarrella, prodotti ortofrutticoli sul tavolinetto-mensa, sgorbi e drappeggi made in Kiko, girotondini imbarazzanti da ritardati certificati, omelie laicali a tutto spiano, illudendosi che lo spettacolino "ben riuscito" costringerebbe il Signore a "passare". Infatti, se si limitassero a pensare che il Signore "passa" in virtù della sola preghiera di consacrazione effettuata dal sacerdote celebrante, sarebbero perfettamente contenti anche con una celebrazione del tutto asciutta, senza canti, senza scenografie, senza chiassate, senza gadget designed by Kiko.

Addirittura, il kikodogma kikiano-carmeniano stabilisce che "non c'è Eucarestia senza comunità" (a lungo tempo i capicosca hanno tentato di cancellare dalla memoria quello sgorbietto kikiano rivelatore "no hay vida cristiana sin comunidad", «non c'è vita cristiana senza comunità», ma ormai la frittata era fatta). Col sottinteso che per i neocatecumenali la validità dell'Eucarestia richiede la presenza della piccola comunità. Dunque il Sacramento sarebbe solo un simboletto sacro di unità fraterna della comunità. Non è un caso che i kikos fanno la Comunione "seduti" (una comunità riunita si mette comoda, ovviamente) e "tutti insieme contemporaneamente al celebrante" (cioè la Comunione non sarebbe un gesto personale ma comunitario). Poi, una volta "passato" il Signore, si può anche lasciare che i frammenti di Eucarestia restino a terra fino al momento in cui "passerà" l'aspirapolvere...

Vescovo "neocatecumenalizzato"
proclama di aver avuto bisogno
della vacanza kikiana "tutto pagato" in Galilea
al fine di poter "rinnovare" il suo ministero...
Noi fedeli cattolici, invece, sappiamo che per opera del sacerdote avviene la transustanziazione e quindi il Signore non "passa" ma "resta" presente nel Santissimo Sacramento, finché permangono le specie del pane e del vino. Pertanto noi cattolici sappiamo che è del tutto valida la Messa celebrata dal solo sacerdote, e che è del tutto valida la Comunione fatta con ostie consacrate in una Messa precedente e conservate fino a quel momento nel tabernacolo, e non ci troviamo nulla da ridire a che un sacerdote celebri consacrando "poche ostie" perché ne ha già in abbondanza nel tabernacolo, e troviamo perfettamente ovvio che la Chiesa preveda anche un Rito della Comunione fuori della Messa: se il Signore "resta", se c'è la presenza reale, ha perfettamente senso.

Inoltre, siamo talmente convinti che sotto le specie del pane e del vino c'è realmente presente Nostro Signore, che ci genuflettiamo davanti al tabernacolo anche se in chiesa non c'è nessuno. Nostro Signore è lì presente, e questo ci basta: la lampada rossa ne ricorda la presenza nel tabernacolo, e noi cattolici sapendo che è presente abbiamo un moto del cuore, ci rivolgiamo a Lui che è lì nel Santissimo Sacramento, anche se il tabernacolo è chiuso. Il Signore non "passa", ma "resta", contrariamente a quanto i due ostinati eretici Kiko Argüello e Carmen Hernández hanno insegnato per una vita intera («se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì [nel tabernacolo], si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male», disse la perfida eretica SanCarmen SanHernández SantaSubito SantaDiCategoriaSuperiore e nemica giurata del Santissimo Sacramento).

Parroco neocat furbacchione
fa trovare a sorpresa
al Papa in visita alla parrocchia
il quadretto "Maria Kiko"
da baciare e adorare
Il tipico neocatekiko, se nessuno lo vede, non perde tempo a genuflettersi (e quando proprio teme che qualche "cristiano della domenica" lo veda, tenta di limitarsi al cosiddetto "inchino profondo": il kikos, anche se sacerdote, si inginocchia soltanto davanti al laico Kiko). Al tipico kikos si scioglie il cuore non quando si ritrova davanti al Santissimo, ma quando si ritrova ad uno sgorbio dipinto da Kiko e ancor più quando si ritrova in presenza di Kiko, cioè colui che si è autonominato «il Vostro Catechista» e addirittura «Giovanni Battista in mezzo a voi». Il tipico fratello del Cammino è capace di raccontarti barzellette blasfeme e ridere sguaiatamente, e però si offende a morte se gli fai notare gli errori del Cammino, degli autonominati "iniziatori", e dei loro pretoriani. Magari cercherà di non darlo a vedere perché sa che un atteggiamento "talebano" gli costerà almeno una figuraccia.

Se "il Signore passa", allora la sua presenza non è "reale" ma effimera, passeggera, non è "sostanziale" ma accidentale, e venti secoli di Magistero sul tema dell'Eucarestia sarebbero da considerare ambigui.
Per cui, come scrisse padre Zoffoli nel suo libro Eucarestia o nulla: «...devo concludere che, se la presenza di Cristo non è reale e sostanziale, non si dà Sacrificio eucaristico..., non si dà sacerdozio..., non si dà Gerarchia..., non si dà neppure un Magistero oggettivo e infallibile...»

31 commenti:

  1. Certo che su questo "slang" (modo di dire) non ci avete mai capito niente e non sarò certo io a perdere il mio tempo a "lavarvi la testa".

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    1. Quando un neocatekiko sciampista va su tutte le furie già alle 7:52 del mattino su una pagina fresca pubblicata pochi minuti prima, significa che la pagina ha centrato nettamente il bersaglio, e che al kikolatra è venuto un tremendo travaso di bile.

      Purtroppo nel Cammino si viene educati a non credere nella Presenza Reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.

      Infatti "anche una sedia fa teologia", e se c'è stato bisogno di concili ecumenici per determinare letteralmente uno iota, figuratevi quanta (pessima) teologia fa l'uso di seggiole pieghevoli e l'assenza di inginocchiatoi, per non parlare di tabernacoli "a due piazze", dell'evitare accuratamente l'uso della chiesa e preferirvi le salette addobbate "alla Kiko", eccetera. (I kikolatri sono talmente infoiati da aver rifilato - come si vede nell'ultima foto - la kikona "Maria Kiko" a Bergoglio, per fargliela baciare. Che il Papa si inginocchi davanti a Kiko!)

      Insomma, lo slang in questione - "il Signore passa" - è (pessima) teologia. E, per chi ci avesse già fatto caso, è uno slang puramente kikista-carmenista: nella Chiesa Cattolica, infatti, quella Presenza Reale viene talmente riconosciuta che persino il sacerdote si genuflette subito dopo la consacrazione, così come prevede il Messale. Noi cattolici ci inginocchiamo solo davanti al Santissimo, i neocatecumenali si inginocchiano solo davanti a Kiko.

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    2. Anonimo non fare il superiore, lo sai benissimo che qui c'è gente che capisce meglio di te lo "slang" della neo-lingua neocatecumenale.
      Quindi non è che tu perdi il tuo tempo, la verità è che ti rode che qualcuno che non è e non è mai stato neocatecumenale (Tripudio) vi abbia capito così bene da usare il vostro stesso "slang".

      LUCA

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    3. Se c'è una cosa che accomuna TUTTI i cattolici è l'amore per Gesu' Sacramentato. Già solo il fatto che dobbiate trovarvi "slang" o modi di fare differenti dimostra quanto NEI FATTI non siate cattolici.

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  2. Uomo Libero!!!12 maggio 2020 10:35

    IL SIGNORE PASSA MA I SOLDI RESTANO NELLE TASCHE DI KIKO & COMPANY

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  3. "non sarò certo io a perdere il mio tempo a "lavarvi la testa"
    -----
    Perché no Anonimo?
    Non è tua specificità "evangelizzare"?
    Perché non rendi ragione della speranza che è in te ?
    Perché non spieghi, con parole tue, il significato che dai a questa frase "il Signore passa"? In tutti questi anni, 1 significato, dentro di te, glielo avrai pure dato .. io quando ero nel "Cammino" glielo davo un significato .. peccato non fosse (capito dopo) quello che gli davano Kiko e i "catechisti".

    Che brutta immagine!
    Il Signore che viene per poi andare .. come l'attimo fuggente, come la ruota della fortuna .. che tu ci sia o non ci sia o che al posto tuo ci sia un altro, per Lui è uguale .. ma questo NON è il Signore! Il Quale invece vuole l'incontro CON te e non solo l'incontro ma un rapporto DURATURO e perciò ti chiama per nome.

    Vorrei sottolineare, non tanto l'aspetto di eresia contenuto in qsta frase (cosa già ben spiegata nel post) ma anche l'aspetto di "arma PSICOLOGICA" con cui i "catechisti" usano qsta frase (che fa parte di uno slang, come lo chiama Anonimo, ricco di tante altre frasi adatte allo scopo) per legare sempre più a sé chi li ascolta.
    Infatti qsta frase crea 1 senso di attesa (che in sé non sarebbe 1 cosa negativa) ma che non è per niente interiore ed avulsa dal contesto (cioè 1 senso di attesa che uno potrebbe avere anche a casa sua per intenderci) ma strettamente legata all' EVENTO NC che si sta vivendo (Pasqua o scrutinio o "visita dei catechisti" ecc.) instillando, nell'inconscio, il convincimento che se tu non sei Lì, il Signore per te NON passa (cioè non viene, non ti vuole) e l'erronea convinzione che in ALTRO contesto e in ALTRO modo, il Signore non possa o voglia venire per te.
    Inoltre, se nonostante tu sei presente all'evento, non "SENTI" nulla di particolare a livello di emozione, questa stessa frase porta a sentirti "in colpa" per il fatto che il Signore è passato e per te "non è successo niente" .. sicuramente avrai fatto qualcosa di sbagliato! Ma cosa?
    Questo provvederanno i "catechisti" a spiegartelo al prox incontro: evidentemente "non fai bene il cammino" .. magari non sei obbediente a loro, vuoi fare di tua testa, ti
    "ribelli alla storia che Dio vuole fare con te" .. perciò non hai "sentito" o "visto" il Signore!

    Però .. vedi come "è buono il Cammino" ? Ti dà sempre "un'altra occasione"! Ci sarà 1 prox EVENTO ..
    magari la prox decima o colletta straordinaria o convivenza o scrutinio o visita dei catechisti o annuncio ... sta sicuro che le occasioni non mancheranno per OBBEDIRE di più, FARE meglio il Cammino e "cogliere al volo" il Signore "che passa" regolarmente sincronizzato con gli eventi del "Cammino"!

    In tal modo Kiko e i "catechisti" NC si sono sempre serviti di tutti i loro slang (come modernamente li definisce @Anonimo) per tenere soggiogate psicologicamente le persone ..
    di sicuro il Signore "passa oltre" e NON si sofferma nel Cammino Neocatecumenale!

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    1. A volte come in questa circostanza, cara Roberta, ti superi.
      Dovrò proprio rileggerti.
      Col tuo permesso potrei fare di questo commento anche un post.

      Grazie mille!
      "Attimo fuggente... ruota della fortuna"
      Teatralità ed effetti speciali....

      Azzeccatissimo.

      Pax

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  4. Bell'articolo, complimenti Tripudio!

    Purtroppo per l'Anonimo che già all'alba si sveglia con il pungolo di venire a sbirciare sul blog, non c'è proprio nulla che "potrebbero spiegare".
    Questo lo sappiamo benissimo noi ex catechisti ed ex catecumeni di lungo corso, che nel Movimento Neocatecumenale ci abbiamo passato la vita.
    Un tempo recriminavo di aver buttato via così tanti dei miei anni, dei miei soldi e del mio tempo in quella setta, ma oggi comprendo che invece ha un senso: a noi camminanti-catechisti pluridecennali, con tutti i "passaggi" conclusi, compreso l'ultimo a sorpresa, ormai non ci danno più ad intendere nulla, perché sappiamo, conosciamo. Fin troppo bene, magari anche meglio di qualche kikos in erba che scrive qui, forse un pivellino di qualche manciata d'anni di camminamento.
    Così noi ex con esperienza neocatecumenale capillare, possiamo fare un servizio alla Chiesa.

    Appunto sullo "slang" kikiano, per esempio.
    Ci abbiamo capito, ci abbiamo capito... e purtroppo l'abbiamo anche predicato...

    Nello slang le parole hanno un loro significato, è la "terminologia neocatecumenale", che attribuisce i propri significati a moltissime cose.
    E' vero: chi c'è stato dentro capisce meglio cosa vogliono dire.

    Non so le migliaia di volte che mi è stato detto, o ho detto io stessa "il Signore passa..."
    Ma per un neocatecumenale, il Signore che passa non è strettamente legato all'Eucarestia.
    Per un neocatecumenale il Signore "può passare" in ogni occasione il Cammino lo stabilisca, per esempio ad una convivenza, ad un passaggio, in una catechesi ispirata dell'illuminato di turno, in una Parola "al caso" (da molti detto "a caso"), nella Veglia di Pasqua "fai da te" senza Eucarestia...

    Il Signore "passa" ogni volta che c'è un evento neocatecumenale, come ben diceva anche Roberta.
    Allora, per esempio, non puoi mancare ad un passaggio, perché ai passaggi "il Signore passa" e, come spesso ha detto Kiko, "non sai se passerà un'altra volta..."
    Passaggio = "passaggio del Signore"...
    Peggio per te, se te lo perdi, perché come spesso si minaccia, potresti non vederlo passare più, perché magari si stanca di chiamarti ogni volta e tu "rifiuti", non ci sei quando passa.

    Questo è il vero significato dello "slang" neocatecumenale sul "passaggio del Signore", nei "tempi forti" (altro slang neocatecumenale), che non sono strettamente legati ai "tempi forti" della Chiesa, ma ad ogni loro evento.

    Il poveraccio quindi che non ha partecipato all'evento, per mille motivi suoi, è considerato come uno che non ha assistito al "passaggio del Signore", uno a cui manca qualcosa. Qualcosa che ormai è svanito e non potrà mai più ritornare in quella forma.
    Per un neocatecumenale, quindi, quando il Signore è "passato", ha già fatto il suo, gli ha già trasmesso quello che doveva trasmettergli e quindi non è rilevante che continui ad esserci oppure no. L'importante è che "sia passato".

    Caro Anonimo, come vedi, "la testa ce l'avevano già lavata", ma per grazia di Dio, alcuni di noi l'hanno riacquistata.

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  5. La cosa che più fa imbufalire i kikos è quando qualcuno getta un pochino di luce sulle loro eresie.

    Per i kikos il Signore "passa", per noi cattolici il Signore "resta presente".

    Mi viene fatta notare un'altra conseguenza dell'eresia-slang "il Signore passa": e cioè l'assegnare implicitamente alle liturgie neocatecumenali il "potere" di costringere il Signore a "passare" e addirittura a "passare per te". Se non fosse così, cioè se fosse solo uno slang innocuo, allora i neocatekikos insegnerebbero che il Signore "passa" anche durante le liturgie cattoliche, anche durante la Messa Tridentina, e che pertanto al tipico fratello di comunità conviene andare a Messa dovunque si trovi, anziché andare esclusivamente alla liturkikia del sabato sera. Ma sapete bene che non è così. Per far "passare" questo improbabile "Signore", bisogna per forza marcare presenza alla liturkikia comunitaria (a proposito, "ricordati che stasera si fa la Decima").

    In realtà il Signore è presente come creatore di tutte le cose visibili e invisibili, è esclusivamente Suo lo Spirito che dà vita, è innegabilmente Lui ad aver stabilito le leggi fisiche e le costanti fondamentali dell'universo. E Nostro Signore ci ha detto personalmente che sarebbe stato con noi «tutti i giorni fino alla fine del mondo». Dunque non c'è bisogno di alcun "passare", perché è sempre presente.

    C'è poi una presenza tutta speciale, che è quella del Santissimo Sacramento. Nostro Signore ne parlò a costo di scandalizzare: «[Gv 6,54] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno». Quello che ai nostri sensi risulta avere le specie del pane e del vino (al punto che può essere problematico per i celiaci o quando se ne beve con abbondanza e a digiuno), nella sua sostanza (termine teologico, sub-stantia, cioè la realtà ultima che sta sotto le apparenze) è il Corpo e Sangue di Nostro Signore.

    Quel Corpo e Sangue "restano" (permangono finché ne permangono le specie, cioè anche molto a lungo), non sono passeggeri. Alla consacrazione avviene la transustanziazione (notare l'etimologia di transustanziazione: "cambiamento di sostanza", miracolo possibile solo a Dio creatore: le specie del pane e del vino restano ma non è più sostanza del pane e del vino), e quindi da quel momento vi è il Signore realmente presente.

    I nemici giurati dell'Eucarestia hanno sempre escogitato tanti trucchetti ("transignificazione", "transfinalizzazione", "il Signore passa", eccetera) per negare quella verità di fede. Come nelle truffe del multilevel marketing, Kiko e Carmen dovevano tassativamente "fidelizzare" i loro adepti: non sia mai che qualche fratello di comunità, nel fare un'elemosina «che ti fa sanguinare il cuore», donasse a un monastero di clausura che non c'entra niente con Kiko; non sia mai che qualche sorella di comunità con ricco stipendio, anziché versare la "Decima" alle casse del Cammino, decidesse di impiegarla per pagare le spese scolastiche ai propri figli o le spese mediche alla cognata malata.

    C'è un nesso fortissimo fra l'avidità dei perfidi Kiko e Carmen, e le eresie anti-eucaristiche del Cammino. È davvero arduo "fidelizzare" gli adepti senza la diabolica trovata de "il Signore «passa»". Il demonio - quello vero - ha fatto un lavoro molto accurato, grazie all'incrollabile ambizione di Kiko e Carmen di diventare capi rispettati, temuti, lodati e soprattutto pagati.

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  6. Quanto ci ha attratto, a noi poveretti imbrigliati nel Cammino, questa storiella de "il Signore che passa"!
    Quante volte ci è stato ripetuto che il kairòs, il momento favorevole, sarebbe stato quello scrutinio, quella convivenza... Che se non lo avessimo colto, forse (o piuttosto, probabilmente) per noi non sarebbe passato più!
    E, giustamente, il kairòs era sempre e solamente un "evento neocatecumenale".
    Così succede che un poveretto, dopo dieci o vent'anni di Cammino, uscitone fortunosamente per qualche bisticcio troppo grave, continua a ripetere che Dio lo ha chiamato, gli ha fatto sperimentare il suo peccato, scoprire la sua croce, gli ha rivelato che non sa amare il nemico, che è schiavo dell'affettività...
    Passano gli anni e il povero disgraziato è ancora un neocatecumenale nella mente, che non versa la decima, che va alla messa delle 12, ma che spiritualmente non è cresciuto più per nulla, è rimasto un troglodita della fede.
    Meglio sarebbe stato, per lui, diventare ateo o protestante o islamico e prendere il nome di Muhammad: almeno avrebbe saputo di essersi allontanato e di avere una casa a cui poter tornare.

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  7. Anonimo delle 7 e 52:

    il problema non è che ci siano camminanti in buona fede che credono nella Presenza reale di Gesù nell'Eucaristia, il problema è che Kiko non ci crede (e Carmen ci ha creduto meno di lui).
    Di conseguenza voi vi comportate come chi non ci crede.
    E infatti il Cammino non solo non brilla per pietà eucaristica, ma è famoso per la sua poca devozione nell'Eucaristia che sfocia in una forma di disprezzo.
    Sprezzanti verso il Capo come verso il suo Corpo mistico. E perciò nei riguardi degli altri cattolici.

    Molti di voi credono ancora alla presenza reale, ma le pratiche che fate vi allontanano dall'amore verso il Corpo del Signore e perciò dall'amore verso la Chiesa. E se allentate i legami d'amore con la Chiesa, diventerete tutti eretici come Kiko.
    Molti di voi darebbero la vita per il Cammino, ma per la Chiesa? Per la Chiesa? Per quella Chiesa com'era prima del Cammino?

    Anni fa una persona mi raccontò di un incontro ecumenico di una settimana organizzato da protestanti, a cui era stato invitato.
    Era rimasto male perché, proprio di venerdì, a prenzo fu preparata un'abbondante grigliata di carne.
    Non voglio dire che fu fatto apposta, fu fatto come fanno i protestanti. Ma di fatto i protestanti hanno "costretto" (si fa per dire perché ognuno è libero di non aderire) i cattolici a comportarsi come i protestanti (con le regole di oggi, i Vescovi italiani nei venerdì non di quaresima permettono di sostituire l'astinenza dalla carne con qualche altra rinuncia o opera di carità o preghiera, ma non è questo il punto).
    Ma almeno i protestanti si dichiaravano tali e, anzi, non avevano nessuna intenzione di confondersi coi cattolici.
    Il Cammino invece si dice cattolico e qui sta la sua pericolosità.

    Il protestanti lassisti hanno un certo senso di superiorità riguardo ai cattolici che considerano religiosi naturali, i protestanti duri e puri, che vedono il diavolo dappertutto, li considerano idolatri.
    Ma oggi come oggi non c'è un vero disprezzo. Il disprezzo dei protestanti si riduce al non apprezzamento.
    Quello del Cammino nei riguardi dei cattolici, invece, a volte raggiunge punte di vero disprezzo, che è la forma di odio più ripugnante, perché mentre l'odio "normale" (che è negativo, sia chiaro) è motivato da qualche torto, il disprezzo si dà agli altri per brillare di luce propria, per pura superbia.

    Voi non disprezzate direttamente l'Eucaristia, sareste da inquisizione, ma calpestandone per noncuranza i frammenti, lo disprezzate di fatto.
    Disprezzare i modi della Chiesa di venerare e adorare il Corpo di Cristo, che sono lo specchio della sua fede nell'Eucaristia, è disprezzare Cristo, la Chiesa e i cristiani della domenica.

    La neocatecumenanizzazione delle parrocchie, anche a costo di guerre contro gli altri cattolici, dimostra che voi non accettate gli altri, perché per voi sono eretici.
    Siete come i musulmani: dove sono in minoranza, allora vengono a compromessi, ma se hanno il potere, allora si impongono. Sempre e dovunque senza eccezioni.

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  8. Il bello è che dicono sempre di amare gli altri così come sono ed accettarli per quello che sono perché l'ispirazione kikiana disse che ”l'altro é Cristo". Ma appena uno non accetta la conversione catecumena allora questo prossimo diventa schiavo de diavolo, non più Cristo così come professano.

    L'altro giorno commentai a un fratello di comunità come fu bello ascoltare la vigilia di Pascua del vescovo (certo non bello come andare in chiesa) e lui rispose che la sua vigilia familiare fu bellissima, perché canto il pregon Pasquale e il resto dei canti. Poi disse per ultimo: ho sentito che Dio é passato!!! Io dissi come può passare Dio se non ci fu l'ostia consacrata e poi non hai ascoltato la messa normale? Io gli dissi che lui ha vissuto una esperienza di forti emozioni con i canti e che si é comportato come catecumeno naturale. Ostinato ad osservare le tradizioni insegnate dal sommo Kiko e rifiutare di ascoltare la messa cattolica normale.
    Per fortuna adesso hanno smesso con la Ostia da asporto!!!

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  9. @ Anonimo12 maggio 2020 07:52

    Certo che su questo "slang" (modo di dire) non ci avete mai capito niente e non sarò certo io a perdere il mio tempo a "lavarvi la testa".

    Tipico commento di chi non ha niente da dire.
    Falsa supponenza di chi non ha argomenti da opporre.
    Tanto che simili commenti diventano per noi sorprendenti e inaspettate conferme.
    Inaspettate perché che ci confermino kikos incalliti è proprio una gran bella soddisfazione.

    Pax


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  10. @ Uomo Libero!!!12 maggio 2020 10:35

    IL SIGNORE PASSA MA I SOLDI RESTANO NELLE TASCHE DI KIKO & COMPANY


    Grazie, hai il dono della sintesi estrema e questa volta hai creato un mitico aforisma.

    È tutto un programma.
    Da' il senso profondo delle cose e svela il vero "spirito del cammino".
    Mi hai donato una risata salutare.

    Pax

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    1. Uomo Libbbbero!!!13 maggio 2020 17:15

      GRAZIE PAX,MA IL MIO SOGNO È UN'APPARIZIONE DI KIKO,MENTRE SONO SUL W.C...

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  11. Il Signore parla anche attraverso la sua parola. Sfido chiunque di voi a chiedere a tanti cattolici i serie "b" se VERAMENTE credono nella presenza reale di Cristo nell'Eucarestia. Non a chiacchiere pero'. Gino

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    1. Il problema sta proprio nel fatto che in Cammino si svaluta la presenza reale di Gesù nell'Eucarestia, presenza che si espande a tutti gli altri Sacramenti che sono azione di Dio realmente presente.
      I Sacramenti sono proprio fatti di azione e parola, in quanto realizzano ciò che predicano. Infatti noi sperimentiamo la funzione creatrice della Parola di Dio proprio nel contesto sacramentale.
      In questo senso, il "cristiano di serie b" ha più probabilità di vivere l'azione di Dio così come la Chiesa insegna rispetto a un "cristiano di serie a" a cui hanno instillato la superbia spirituale di percepire la presenza di Dio "che passa" nella propria libera interpretazione della Scrittura così come insegnata da Kiko e nella messinscena a copertura dell'effettuale azione dei sacramenti.
      Consiglio la lettura di "Con i Sacramenti non si scherza" di don Nicola Bux.

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    2. Concordo totalmente con Valentina.
      Il cristiano di serie b si rifà alla mediazione della Chiesa e, se crede, quello crede.
      Il cristiano di serie A, invece, si rifà alla mediazione di Kiko che fa da mediatore tra la Chiesa e il popolo di Dio, per cui il Signore non rimane in mezzo a noi, ma passa e va via.

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  12. @ Pax e Roberta

    Pax devi assolutamente fare un post di quello che scrive Roberta, il "signore passa".
    Come ha spiegato meravigliosamente Roberta, è l'immagine più forte che usano Kiko e soci per legarti mani e piede al Cn e a tutta la loro inutile teatralità.
    Perfetta sintesi di Roberta sui sensi di colpa e sul fatto che se non partecipi "non fai bene il cammino", ecco perché Dio ha bisogno di mandarti le disgrazie per convertirti.
    Il cammino è la tua ricetta per avere una vita perfetta, è il tuo parafulmine per evitare le disgrazie ed è la certezza della salvezza a grappoli, tua e di tutti quelli che per merito tuo fanno bene il cammino.
    Esatto, se tu induci gli altri a fare "bene il cammino" diventi lo strumento di Dio per salvare i tuoi fratelli neocatecumenali.
    Quindi il mezzo,cioè la coercizione degli altri a favore del cammino, diventa il tuo fine per salvarli e per salvarti.
    Tu, in pratica, stai usando i tuoi fratelli per salvarti, dicendo a te stesso che gli stai facendo un favore.
    Anzi sei convinto di fargli un favore, quando li costringi a lasciare a casa il figlio malato, il genitore bisognoso, la cognata malata,per andare alla convivenza del cammino ad intercettare il "signore che passa".
    Ipocrisia allo stato puro, abbandonare il Signore che è nell'altro e che ha bisogno di te, per andare a salvare il fratello di setta egoista, che ti usa per sacrificarti alla sua idea bislacca di un "Dio che passa".
    Ecco la spiegazione dell'altro "slang neocatecumenale della " salvezza a grappoli" : pensare di conquistare la salvezza , la vita eterna e la felicità sulla terra, contribuendo a convincere e se necessario costringere, il "fratello di setta", a partecipare agli eventi neocatecumenali dove il "signore passa" (cioè TUTTI).
    Ricordo ancora una catechesi in cui l'ispirato catechista di turno giustificava il mare di parole dette da lui e dal suo idolo Kiko Arguello con lo spiegone che: "più ascolti e più hai la possibilità di essere salvato" e faceva sempre l'esempio di un tale che ad un incontro interminabile di Kiko ( sono TUTTI interminabili), ad un intercalare del fondatore " andiamo avanti " si è bloccato e ha ripetuto "andiamo avanti, ecco questa parola mi ha salvato".
    È proprio vero che più le spari grosse e più rischi di convincere qualcuno che pensa come pensavo io :"sembrano caz...te allucinanti e sono talmente assurde che forse c'è un fondo di verità,altrimenti non vedo il senso di spararle così grosse".
    Non c'era alcun senso, ero io che avevo disperatamente bisogno di trovarne uno.

    LUCA




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  13. @ Anonimo 15:19

    Il Signore parla anche attraverso la sua parola.

    Con i vostri “anche” fate sempre tutto un unico calderone.
    Dimostrate da soli quelli che siete. Ma che c’entra?

    Che il Signore parla ANCHE con la sua parola cosa toglie al valore unico dell’Adorazione Eucaristica?
    Ma certo. Appare chiaro quello che sempre ripete Tripudio a proposito del vostro Tabernacolo “a due piazze”. Perchè mai dovete distinguervi sempre? Ve lo chiedete ogni tanto?
    Cosicchè quando entrate in una Chiesa vera non vi sentite mai a vostro agio come quando state negli ambienti neocatecumenalizzati?
    La verità è che voi dovete fare sempre di più e di meglio di quanto fanno gli altri cattolici. Siete stati educati – non a parole, certo, sapete far bene i finti umili, ma nei fatti – a disprezzare tutto l’esistente e a sentirvi i veri “cristiani delle origini”.

    Ma dietro a tutto questo c’è presente, in modo inconfutabile, il vostro falso indottrinamento:
    Mettere sullo stesso piano l’adorazione della Bibbia e l’adorazione della Presenza Eucaristica di Gesù.

    Non servono tante spiegazioni. La verità è che nulla fate a caso. Il vostro è un linguaggio subliminale o persuasione occulta, che dir si voglia ben impastato con una predicazione ambigua e fuorviante.

    Traggo ora le mie conclusioni. Ti prego di confutarle, se puoi.

    Kiko e la Bibbia sono inseparabili. Dovunque egli va con la Bibbia sotto il braccio. Dice che è la sua fidanzata e la sua sposa.
    Come lui tutti i kikatechisti degni di questo nome, specie gli itineranti quelli di stampo originale.

    Voglio ricordare qualcosa che, credo, sia nella memoria di tutti.
    Quando si recano a recuperare una pecora perduta, essi vanno a casa sua in equipe. Parla il capo equipe ovviamente, il prete, se c’è fa solo da tappezzeria. Alla fine dell’incontro il catechista responsabile (sempre lui, non il prete) apre la Bibbia a caso… perché il Signore TRAMITE LORO va a dare una parola per lui. E il responsabile la spezza con il solito pistolotto di circostanza in puro stile cammino.

    Cosa voglio dire?
    Voglio dire che nell’immaginario dei camminanti (immaginario forgiato da loro!) la Bibbia e il catechista sono una cosa sola, ancor più questo vale per Kiko.
    (Quante volte abbiamo sentito ripetere da chi non si decide a lasciare il cammino e cerca di giustificarsi: grazie al cammino ho scoperto la parola di Dio… vado in comunità per ascoltare la parola… il cammino mi ha dato la parola...)

    Il Tabernacolo neocatecumenale a due piazze ha questo senso profondo.
    Quando nelle varie Domus o Seminari R.M. si fa adorazione eucaristica nelle loro Cappelline viene aperta la tenda di velluto azzurro, aperto lo sportello prezioso e … appare la Bibbia d’argento con pietre preziose – tipica del C.N. - e l’Edicola con le Sacre Specie, il Tabernacolo vero e proprio.

    Allora io traggo le mie conclusioni:
    Nel cammino quella che per i cattolici è Adorazione della Eucarista diventa occasione e in contemporanea adorazione della Bibbia/Kiko/tuo/unico/dio.



    Non sembri eccessivo. Questo è perfettamente il linea con la kikizzazione forzata delle parrocchie, dei locali in uso alle comunità, dei catecumenium… di tutto quello che il cammino nella Chiesa riesce a gestire.

    Per un confronto plastico metto due link.

    https://neocatecumenali.blogspot.com/2016/10/i-tabernacoli-di-kiko.html

    https://gpcentofanti.wordpress.com/2016/06/13/pensiero-notturno-il-miracolo-del-tabernacolo/

    Una cosa semplice semplice. Ma altamente istruttiva.

    Gino caro, hai fatto un clamoroso autogol.

    Pax

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  14. @ Anonimo 15:19

    Seconda parte del tuo commento:

    Sfido chiunque di voi a chiedere a tanti cattolici i serie "b" se VERAMENTE credono nella presenza reale di Cristo nell'Eucarestia. Non a chiacchiere pero'.

    Penso che, essendo tu umile come Kiko tuo maestro, mi consenta di enumerarti tra i TANTI cattolici di serie "b".

    Dunque...ti domando:
    Tu credi, ma non a chiacchiere (per favore mi spieghi anche cosa significa questo "non a chiacchiere"?), VERAMENTE nella presenza reale di Cristo nell'Eucarestia?
    Dì fatti concreti.

    A parte questo. La domanda per te resta seria.
    Ma a me rimane un dubbio ancora. Da come ti poni desumo che secondo il tuo convincimento è cosa altamente improbabile che nella normalità dei casi si possa credere una cosa simile.
    Il che la dice lunga sullo gnosticismo cronico a cui state inchiodati, messi al palo.

    Studiate e studiate. Scrutate le Scritture e cercate i paralleli dei paralleli. Costruite alberi frondosi con citazioni e citazioni meglio dei rabbini per riposare all'ombra delle loro fronde e avete raggiunto una vetta così alta dell'umano e divino sapere per scoprire, alla fine, che per credere nella Presenza Reale di Gesù nelle Specie Eucaristiche Consacrate bisogna raggiungere una forma di conoscenza tanto elevata che non a tutti è data. Insomma, dalla serie "b" in giù più no che sì!

    A cosa mai vi serve tutta la vostra scienza e tutta la fatica per cui vi affannate sotto il cielo (Qoelet) se poi non vi è dato di penetrare i Misteri della vostra Fede? Tanto che ogni giorno di più li scoprite irraggiungibili?

    Mt. 11,25-26
    In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te....

    Penso al santo Curato D'Ars, a tanti bambini e fanciulli santi devotissimi dell'Eucarestia, San Domenico Savio, la umile e innamorata dell'Eucarestia Santa Chiara d'Assisi (fece miracoli con l'Ostensorio nelle mani, salvando il suo Monastero), Santa Caterina da Siena, lo stesso Don Bosco.

    Maria canta che il Signore, che innalza gli umili e abbatte i potenti dai troni (per cui abbiamo grande fiducia anche per Kiko) confonde i superbi NEI PENSIERI DEL LORO CUORE!

    Buona meditazione, Gino.

    Pax

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    1. Grazie, cara Pax, mi hai commosso. Com'è vero che il buon Dio permette che avvengano i mali per trarne un bene maggiore!
      "Grazie" alla tua lunghissima esperienza all'interno del Cammino, sei capace come pochi di analizzarne ogni singolo aspetto, persino quelli apparentemente meno rilevanti, alla luce della Fede Cattolica, smascherando il veleno dell'eresia anche quando risulta ben celato.
      Sono convinto che tutto ciò che scrivi edifichi le anime di buona volontà, aiuti e fortifichi i fuoriusciti a trovare ogni giorno nuovi spunti e nuove ragioni per rinnovare l'abiura al kikianesimo.
      Condivido in toto la tua disamina sulla pratica irrazionale della Scrutatio, quanti ricordi sono riaffiorati alla mente! Quante volte ho pensato che il Signore non avesse nulla da dirmi a causa di questa pratica pseudo-cabbalistica.
      Il Cammino mi aveva reso una scimmia, un pusillanime. Avevo abdicato alla mia dignità e umanità, sin da bambino, quando subivo atti di bullismo perché mi era proibito difendermi, in nome della "non resistenza al male".
      Scusatemi se non scrivo da parecchio, ma preferisco rinunciare temporaneamente al combattimento attivo, per ritrovare la pace dell'anima.
      Vi leggo sempre con interesse ed ammirazione.
      In Cristo.

      Tomista EX nc

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    2. Io ringrazio te di cuore.
      Ho sempre apprezzato molto i tuoi commenti che dimostrano una Fede salda che l'uscita dal cammino non ha potuto scalfire.
      Questo è puro dono di Dio e totalmente gratuito. Per mezzo di Maria, sempre. Mi permetto di affermare questo perché è precisamente la mia esperienza.
      Comprendo che, mi pare di aver capito da quanto racconti da bambino, che tu sei "figlio del cammino". Se così la grazia che hai ricevuto è ancor più grande e preziosa.
      Hai ragione. Io stessa negli ultimi tempi specialmente ho pensato spesso di farmi da parte e donarmi un poco di silenzio e di pace. Tit comprendo. Questa la scelta improrogabile e definitiva di mio marito. A volte mi confronto con lui che ha una santa pazienza. Non ama neanche parlare di loro, ma mai si tira indietro. Perché ha una memoria storica più precisa della mia su fatti eventi e persone. Io vado per categorie generali e elaborazioni conclusive.
      Non importa se preferisci non scrivere spesso. Importante è sapere che ci sei. Come per altri che da tempo non leggo nei commenti, ma immagino che stiano lì a seguire le nostre pagine.
      Quanto hai detto mi incoraggia per il pensiero che la mia vita non è stata solo tutto un errore - 30 anni dietro a Kiko e Carmen, i migliori anni della mia vita, la mia vita alla fine - ma che in tutto questo c'è alla fine sempre un disegno misterioso di Dio, una chiamata Sua, una missione precisa da svolgere per il bene.
      Mica solo Kiko.... Dio MI ha pensato PER VOI fin dalla fondazione del mondo.
      Anche NOI Dio ci ha pensato PER LUI fin dalla notte dei tempi.
      Amen

      Pax

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  15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  16. Per il Cammino il Signore "passa".
    Un Dio per tutti, in mezzo a tutti, sembra dare fastidio a Kiko.
    Allora Kiko ha "rielaborato" il Signore: sì, il Signore ama tutti, ma solo i "veri" cristiani, che sono veri perché SPECIALI, lo conoscono, mentre gli altri, quelli NORMALI, non ne sanno nulla.
    Chissà le risate e le battute sui religiosi naturali tra camminanti nelle salette parrocchiali!

    Il problema è che, qualunque "rielaborazione" si fa del Signore a proprio uso e consumo, quanto meno lo "riduce".
    Così Kiko "riduce" il Signore nel tempo e nello "spazio".
    Gesù, per Kiko, non è più Colui che RIMANE in mezzo a TUTTI, ma PASSA il sabato sera, nel CAMMINO.

    Il Cammino salva come la "circolare sinistra" porta alla stazione: devi prendere proprio quel pullman, altrimenti vai da un'altra parte, e devi attenerti all'orario.

    E' ovvio che la maggioranza del popolo dei cammina cammina (neanche i viaggi di Marco Polo sono durati tanto) creda nella Presenza reale di Cristo nel Pane consacrato (almeno lo spero), ma è anche ovvio che certi concetti (il Signore che PASSA) che sono tipiche di chi non ci crede, o di chi ci crede solo per il tempo in cui è radunata la comunità, incidono sul modo di vivere la devozione eucaristica e, di conseguenza, su modo di credere, e affinano il senso di elite e la superbia spirituale, creando DIVISIONE nella Chiesa.

    E' un fatto che nel Cammino sovrabbonda l'arroganza, la mancanza di ascolto, e il voler sempre insegnare a tutti, di qualunque cosa si parli.
    Se i figli del Cammino credono ancora all'Eucaristia, i nipoti del Cammino, se mai ci saranno, probabilmente non crederanno più

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  17. Nella lettera ai Corinzi 6,1-2 san Paolo scrive: Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
    Al momento favorevole ti ho esaudito
    e nel giorno della salvezza ti ho soccorso.
    Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

    Questo momento favorevole, questa occasione di salvezza è "ora", scrive San Paolo, un tempo cioè che è cominciato con la resurrezione di Cristo e, da allora, ogni attimo della nostra esistenza è un'occasione favorevole per la salvezza che Dio ha in mente di donare a ciascuno di noi.
    Invece, quale esempio usano i catechisti neocatecumenali per visualizzare questo concetto di tempo favorevole all'incontro con Dio?
    Usano il kairòs greco, la divinità con le ali ai piedi e il cranio pelato con un lungo ciuffo, che può essere colto solo di fronte, mai quando ormai è passato volgendoci le spalle.
    Per complicare ancora più l'impresa, i catechisti trasformano il ciuffo in un unico capello, che va afferrato protendendo una mano da una finestrella al momento del passaggio del dio pelato.
    Insomma, sostituiscono all'idea cristiana di un Dio di amore che sta alla porta e bussa, aspettando che l'uomo gli apra il suo cuore, la concezione pagana di una divinità deforme e capricciosa, che premia chi è al posto giusto e al momento giusto, quello che il catechista indica, senza nessun merito, e gode del fallimento dell'uomo.
    Mi pare che, più che tornare ai tempi dei primi cristiani, i neocatecumenali abbiano messo le lancette un po' troppo indietro e siano caduti a testa in giù nel paganesimo.

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  18. https://youtu.be/X2hiwrK3Lg4

    Questi non hanno mai smesso di disobbedire alle regole della chiesa!

    In questo video al momento del calice per una frazione di secondo si vede che bevono dalla stessa coppa dopo essersi leccati le mani. Chiesa dove sei???

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    1. Certo, si vede benissimo che don Rossi si rivolge col calice a quello vicino a lui.
      Ma il calice è piccolo, quindi berranno in pochi. Ma berranno.

      In Israele, il 5 maggio, quindi il giorno DOPO la celebrazione di quella messa, un giornale riporta:

      "Per quanto riguarda la preghiera rimane permessa in gruppo solo all'aperto e con un massimo di 19 persone, numero non casuale perché il quorum minimo per determinate preghiere è di dieci uomini.
      Per matrimoni e funerali, rigorosamente all'aperto, si può arrivare fino a 50 persone. Per tutte le altre riunioni, sempre all'aperto, il massimo è 20 persone, ma verrà esteso a 50 il 17 maggio. Psichiatri e psicologi possono ricevere pazienti senza mascherina, ma a tre metri di distanza."

      https://www.shalom.it/blog/news-in-israele-bc241/coronavirus-israele-allenta-misure-successo-nella-lotta-al-covid-19-b845281

      Nel video si vedono più di 19 persone, tutte senza mascherina e senza il rispetto delle distanze.
      Più la bevutina al calice.

      Certo, si dirà che la Domus è considerata una "grande famiglia" che convive insieme, ma sappiamo benissimo che quando le persone sono tante vanno prese comunque le precauzioni, a meno che non si voglia dire che nessuno dei residenti alla Domus è mai uscito dall'inizio delle restrizioni.

      In sostanza, per il Movimento Neocatecumenale è già "bomba libero tutti".

      So di certe comunità, qui in Italia, che già si stanno riorganizzando per gli incontri dopo il 18 maggio, ma so anche che ciò solleva all'interno diverse polemiche tra chi vuol rimanere prudente e chi già crede di poter vivere come prima...

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  19. Con il fatto che ti inculcano il Signore passa!!!!hanno fatto sì che durante i passaggi,persone che per paura di fare poi il passaggio con altre comunità!!!si sono presentate alle convivenze con la febbre a 40 e qualcuno anche il giorno dopo aver fatto la chemio,mettendo a rischio la propria salute.
    Ovviamente i catechisti erano super contenti di vederli accasciati sulla sedia più morti che vivi,l importante per loro era che si faceva numero.
    Quindi la gente non è che si presenta alle celebrazioni,convivenze e quant' altro,perchè convinta che il Signore passa,ma per paura di retrocedere di comunità,e di perdere la vicinanza di quei fratelli che hanno conosciuto da anni.
    Per tanto si capisce benissimo che è tutto studiato a tavolino,qualcuno che molto competente della psicologia,ha messo in risalto delle cose in modo che la gente ci cascasse come una pera cotta.
    Ovviamente non pensate che possa essere farina del sacco di Kiko,NOOO!!!lui è solo un burattino manovrato,non avrebbe mai potuto escogitare delle cose che avevano a che fare con la psicologia umana,perchè è un ignorante con la I maiuscola.

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  20. La parola che il Signore passa l ho sentita tante volte nel cammino e ha contribuito a farmi sentire in colpa ogni qual volta per vari motivi per riuscivo a essere presente a incontri del cnc. La stessa frase ha contribuito a far sentire migliori, eletti fortunati, quelli che non mancavano mai. Alla fine il cnc é veramente distorto...e crea confusione ma sopra tutto fa sentire chi vi partecipa migliore degli altri cristiani. Pessimo!

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  21. Grazie per questo post, in cui mi ritrovo pienamente. Sapeste quante volte mi hanno ripetuto questa frase...
    Quando poi ho iniziato a farmi diverse domande, quando sentivo che non c'era sintonia tra le loro catechesi e quanto mi era stato insegnato, il catechista di turno non faceva altro che dirmi: "Continua a venire alle catechesi, all'agape. Il Signore sta passando per te!".
    E io, memore del catechismo e degli insegnamenti della Chiesa (perchè ho continuato ad andare alla Messa di serie B) rispondevo che lo Spirito Santo soffia dove e quando vuole, non solo in comunità, mi veniva risposto... quanto sopra! Cadono in un loop, frasi stereotipate inculcate in anni di cammino. Nulla che non abbiate sentito anche voi milioni di volte.
    P.s. Sono uscita dal cammino per vari motivi, uno è stato perchè avevo iniziato a frequentare i corsi per diventare catechista parrocchiale. Corsi formativi istituiti dal Vicariato, con benedizione finale del Vescovo, non il ciclostilato e gnostico insegnamento nc.

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