martedì 26 agosto 2014

Transustanziazione: brevi riflessioni

Il rito eucaristico «mette il Calvario sul nostro altare» [...]
(L'immagine a lato riproduce l'Altare del Calvario nella omonima Cappella all'interno della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme)

Non sarebbe possibile nulla di tutto ciò che il rito è in sé e comporta - dato lo scopo per il quale è stato istituito - senza il prodigio della transustanziazione. Gesù ha voluto rendere presente il Sacrificio della croce quanto al suo profondo nucleo di Mistero della salvezza, velando gli elementi empirici della propria natura umana dolorante. Elementi che poterono verificarsi una sola volta, quando costituirono il sacramento del Sacrificio per i testimoni della Passione.

Ora, perché il MISTERO fosse presente ai futuri credenti di tutti i luoghi e i tempi, era indispensabile un diverso sacramento, reperibile ovunque e sempre: quello degli accidenti del pane e del vino interamente trasformati nella sostanza del Corpo e del Sangue della Vittima.

Per conseguenza, senza questo prodigio - massimo di tutti i possibili -, non avremmo potuto avere la Messa quale SACRAMENTO DEL SACRIFICIO. Avremmo avuto il SACRIFICIO IN SÉ, raggiunto dalla fede alla luce della Rivelazione; non però il SACRIFICIO CELEBRATO sensibilmente come supremo atto pubblico di culto, comprendente la consumazione della Vittima offerta, quale parte integrante del rito eucaristico, simbolo più sublime dell'unità dei fedeli, membri del Corpo Mistico.

Logico perciò l'atteggiamento dei Protestanti, che:
- negano il Sacrificio della Messa;
- negano la transustanziazione;
- negano il sacramento dell'Ordine sacro;
- negano il sacerdozio ministeriale;
- negano la Chiesa Gerarchica;
- negano il suo Magistero infallibile.

Tutto, per loro, si risolve in un fatto di coscienza, quale atto di fede nella Parola di Dio, interpretata ciascuno secondo l'incontrollata e incontrollabile mozione interiore dello Spirito.

Ma a noi, più che altro, interessa riflettere sulla transustanziazione, decisamente respinta ed irrisa da quanti, negando la messa COME SACRIFICIO, la riducono ad un CONVITO ESCLUSIVAMENTE COMMEMORATIVO DEL SACRIFICIO..., spingendosi a ritenere pane e vino consacrati come un puro simbolo della mistica presenza di Cristo e dell'unione - in Lui - fra tutti i commensali.

Appunto l'eresia ripetutamente e solennemente condannata dalla Chiesa.

***
La vera, reale e sostanziale presenza di Cristo (Conc. di Trento, D-S 1636), indispensabile perché la Messa evidenzi l'unico e irripetibile Sacrificio della croce, esige necessariamente la transustanziazione.

La Chiesa, da quando all'inizio del secolo XIII, sotto Innocenzo III, ha cominciato a parlarne, l'ha sempre intesa come conversione di tutta la sostanza (= materia e forma) del pane e del vino nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo... La voce usata esprime la verità di fede così fedelmente, che impugnerebbe il dogma chi presumesse di sopprimerla (cf. Innocenzo III, D-S 782; Conc. Later. IV, iv. 802; Conc. Ecum. II di Lione, iv. 860; Conc. Ecum. di Firenze, iv. 1352).

Il Concilio di Trento ne conferma l'esattezza, contro la teologia protestante del tempo, osservando: «...Convenienter et proprie a sancta catholica Ecclesia "transustantiatio" est appellata» (iv. 1642). E ancora nel canone: «...Quam quidem conversionem catholica Ecclesia aptissime "transustantiationem" appellat» (iv. 1652).

Pio IV, nella sua Professio fidei Tridentina, conferma tutto (Iniunctum nobis, iv. 1866). E così pure Benedetto XIV (D-S 2535), Pio VI contro il Sinodo di Pistoia (iv. 2629), Pio XII nella provvidenziale enciclica Mediator Dei, 57 (iv. 3848).

Degna di particolare rilievo la sua avvertenza a proposito di quanti negano la transustanziazione, in base ai pregiudizi dell'empirismo, del fenomenismo, del positivismo, dell'agnosticismo antimetafisico...: «Né mancano coloro che sostengono che la dottrina della transustanziazione, in quanto fondata su di un concetto antiquato di sostanza, deve essere corretta in modo da ridurre la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia ad un simbolismo, per cui le specie consacrate non sarebbero altro che segni efficaci della presenza di Cristo e della sua intima unione nel Corpo mistico con i membri fedeli» (Humani generis, 16, iv. 3891).

Paoli VI torna sull'argomento contro le teorie che, invece di sostenere la transustanziazione, che indica il livello ontologico del prodigio, preferiscono limitarsi ad una transignificazione e transfinalizzazione che, pur essendo innegabili, la suppongono necessariamente (MF, 4).

«Cristo - spiega nella Professione di fede - non può essere presente in questo sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione».

***
Sembra che ciò non basti al pontefice, perché insiste sviluppando il pensiero: «Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad essere realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino, proprio come il Signore ha voluto, per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all'unità del suo Corpo mistico...» (iv.).

(p. Enrico Zoffoli, «Questa è la Messa, non altro!», edizioni Segno, 1994, ISBN 88-7282-143-6; la citazione è tratta dalle pagg. 66-69)

La messa è il sacrificio di Cristo, nel quale Lui si immola come Vittima Innocente [Hostiam puram, Hostiam sanctam, Hostiam immaculatam] sotto i segni sacramentali. Il Magistero della Chiesa ci insegna come dobbiamo partecipare a questo sublime sacrificio dell’altare: “... i fedeli devono unirsi a questo sacrificio offrendo se stessi come vittime”.
“Cristo, sommo sacerdote dei beni futuri [...] è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurar la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!” (Eb 9, 11-14)

Ogni altro sacerdote offre qualcosa fuori di sé, Cristo ha offerto se stesso; ogni altro sacerdote offre delle vittime, Cristo si è offerto vittima! Sant’Agostino ha racchiuso in una formula celebre questo nuovo genere di sacerdozio, in cui sacerdote e vittima sono la stessa cosa: “Ideo victor, quia victima, et ideo sacerdos, quia sacrificium”: vincitore perché vittima, sacerdote perché vittima” (Confessioni, 10,43)
Anche la nostra disposizione deve essere quella di vittime, offrendoci con tutto il nostro essere, con tutta la nostra anima, con tutta la vita, insieme a Lui, uniti a Cristo Vittima Innocente. Uniti a Lui, con Lui e in Lui, per mezzo dello Spirito Santo, in quanto membra del del Suo Corpo Mistico, ai piedi del suo stesso Altare. Se noi non abbiamo questa disposizione interiore, quella di unirci con tutto l’essere al sacrificio che Cristo realizza ogni volta hic et nunc sulla croce, la nostra offerta è solo esteriore, e quindi farisaica. Se ci uniamo al sacrificio eucaristico di Gesù, il fuoco dello Spirito Santo, che brucia il pane trasformandolo nella carne dell’Agnello, brucia tutto ciò che è in noi non è gradito a Dio e fa sì che quanto avviene presso l'Altare diventi anche nostra vita.

Perciò nella Messa, dove si rinnova la sua morte in croce, dobbiamo essere immolati con Lui, per essere presentati, con Lui e in Lui, al Trono dell'Altissimo come unico sacrificio santo e gradito a Dio. Questo è la Messa. Che è anche ringraziamento Lode e Adorazione nonché Santa Comunione proprio per quanto si compie ad Opera del Signore.

Ogni altra 'forma' non è altro che scimmiottatura e banalizzazione, quando non è profanazione.

42 commenti:

Anonimo ha detto...

vi ringrazio per la riflessione sulla Santa Messa.
Forse nel modo di celebrare Neoc. si da importanza ai segni esteriori.
Il pericolo è quello che corrono non poche persone nel dare più importanza a questi piuttosto che al Mistero che si compie.
Il problema serio è la negazione della possibilità di poter ricevere Gesù Eucarestia sulla lingua
Una volta addirittura si stava seduti come a tavola, al ristorante.
Ora almeno ci si alza un momentino.

Anonimo ha detto...

Ho deciso di salvare questa riflessione per rileggerla.

Penso anche al grave rischio/problema NC di far dipendere tutte le proprie scelte dai catechisti.
Non poche persone fanno le proprie scelte (matrimoniali, vocazionali, abitative, ecc) in base a come dicono i catechisti. Essi consigliano (non so si può parlare di consiglio o di imposizione in un certo senso) di sposarsi tra neocatecumenali, di seguire un'unica strada vocazionale (presbitero del Cammino), di abitare non lontano li dove c'è il Cammino nella Parrocchia, ecc.

by Tripudio ha detto...

Caro amico,

il problema non sono i "segni esteriori" ma i segni aggiunti dall'esterno, e di segni tolti (per decenni i neocat hanno eliminato il Gloria, il Credo e altri pezzi che non gradivano).

Mentre nel mondo vigeva ancora la liturgia tradizionale in latino, gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale si fabbricavano una propria spiritualità.

Mentre nel 1965 papa Paolo VI nell'enciclica Mysterium Fidei (sopra abbreviata con "MF") insisteva sul validissimo uso del termine "transustanziazione"... Kiko e Carmen in quegli stessi anni cosa fanno? insegnano a disprezzare la "parolina" transustanziazione...

Chi osa ritornare al legittimo e plurimillenario insegnamento della Chiesa, scopre una ricchezza spirituale incommensurabile. Ricchezza da cui hanno attinto decine e centinaia di generazioni di santi.

by Tripudio ha detto...

Mi è stato riferito di un parroco neocatecumenale "molto bravo e intelligente, molto aperto, segue sempre le indicazioni del vescovo, ecc."

Chi mi riferiva queste cose mi ha detto anche di aver ingenuamente domandato a tale parroco: "ma allora perché sei neocatecumenale?"

Ed il parroco in questione ha assunto la solita espressione rivelatrice: da cane bastonato, silenziosa, espressione muta, guardando un punto a caso del pavimento.

Insomma, anche il più volenteroso dei preti neocat, anche il più generoso dei preti kikiani, anche il più apparentemente "obbediente al vescovo", conserva in fondo al cuore una dipendenza ultima da Kiko e dai suoi scagnozzi (i cosiddetti "catechisti") che dimostra che quell'apparenza di obbedienza ed ortodossia è -fors'anche in buona fede- pura e triste "mimetizzazione".

Kiko, che già pubblicamente minacciava lo scisma, che già ha messo per iscritto al Papa che non intendeva obbedire, ha una gravissima responsabilità riguardo alle anime di queste persone.

Quanto più uno viene riconosciuto dai suoi seguaci come "capo carismatico", tanto più deve insegnare ad amare la Chiesa piuttosto che la sua persona. Proprio come ha fatto, tanto per esempio, padre Pio da Pietrelcina.

Altrimenti si rischiano casi come il parroco sopra citato: "obbediente al vescovo" (cosa buona) ma pronto a seguire un eventuale appello di Kiko anche quando quest'ultimo comandasse di andare contro il Papa e la Chiesa (quando Kiko minacciava lo scisma, nessuno osò replicare).

Michela ha detto...

Si dà immportanza solo ai segni esteriori, e solo ai gesti che BISOGNA fare tutti insieme.
Il termine sacrificio è stato bandito dal linguaggio neocat, ufficialmente perchè richiama il paganesimo,
ma probabilmente perchè il cammino vuole avere il controllo totale sulla mente dell' adepto.
Il sacrificio di Cristo è l'atto più libero della nostra storia, ed è inconciliabile con il cammino ncn che invece ti dice chi devi amare, in quale modo ecc. ecc.

Ecco perchè la Messa diventa Eucarestia
- l'altare diventa tavola : e difatti viene coperta da una tovaglia bianca molto lunga, c'è un'uso eccessivo di fiori, ma soprattutto è allo stesso livello dell'assemblea, la pedana, se c'è, è solo per il sacerdote.
- il sacrificio diventa festa

So che ripeto sempre le stesse cose,
ma il problema della transustanziazione non c'è nel cammino, perchè ufficialemnte nessuno la nega,
ma soprattutto perchè in una Eucarestia ncn il protagonista, l'agente principale, il centro di tutto, il vero liturgo
è la comunità stessa, non è Gesù Cristo.

jonathan ha detto...

in una Eucarestia ncn il protagonista, l'agente principale, il centro di tutto, il vero liturgo
è la comunità stessa, non è Gesù Cristo.


E’ proprio così, Michela, ma finché ci stai dentro non lo ammetterai mai. La comunità nc è in fondo la risposta a tutte le paure, alla paura della morte, del dolore, delle proprie debolezze e dei fallimenti. E pur di difendere quel recinto sicuro si è disposti a rottamare la dottrina della Chiesa come cosa non più adatta ai tempi. Come appunto la ‘parolina’ transustanziazione’.

Credo che bisogna avere una coscienza accesa di zelo per la verità per poter farsi qualche domanda, magari di notte come Nicodemo, e provare a ‘rinascere’. Bisogna amare il Signore sopra ogni cosa per poterLo seguire nella Sua Chiesa, sulla via stretta che Lui ha percorso prima di noi. E allora vedi bene che nel cn non è Cristo che si adora, ma il vitello d’oro della comunità.

Anonimo ha detto...

hmm ....." ha minacciato lo scisma "... questo kiko? ...Magari. Allora dovrebbe essere lasciato andare, cari cristiani!

Via subito e togliete tutti i suoi privilegi (accesso alla parrocchia e chiesa) ... nemmeno sopravvivra 6 mesi e tornerà in Genocchi. Poi, perderà i suoi seguaci, perché molti di loro sono ancora lì perché la chiesa sostiene cnc.

Cari cristianni, apritei la porta e lo lasciatelo andare. Tornerà piangendo, abbandonato dei suo "fratelli".

Anonimo ha detto...

Cari cristiani: dobbiamo capire che fino a quando la chiesa e il Benedetto continuano a sostenere questo "ciarlatano psicologico", questo kiko proseguirà con il danno all agente e la chiesa.

I miei calcoli dicono che in meno di due anni, questa setta si disolve dal interno se non sara pui il sostenio della chiesa e Benedetto.

Anonimo ha detto...

Stasera sono stato a Messa dai domenicani, c'era un neocatecumenale (mi pare un catechista)che quando cantavamo il Tota Pulchra cominciava a cantare più forte di tutti sullo stile neocatecumenale. Dov'è il senso di Comunione se invece di cantare all'unisono si canta come se si gridasse?
Questo insegna il Cammino?

Anonimo ha detto...

"Stasera sono stato a Messa dai domenicani, c'era un neocatecumenale (mi pare un catechista)che quando cantavamo il Tota Pulchra cominciava a cantare più forte di tutti sullo stile neocatecumenale. Dov'è il senso di Comunione se invece di cantare all'unisono si canta come se si gridasse?
Questo insegna il Cammino?"

Caro cristiano: prossima volta che succede, diglielo. Tirarlo da un lato al termine della messa o anche solo fargli capire che lui sta disturbando e si deve integrare nella comunita 'e seguire le regole etiche.

Anonimo ha detto...

Diceva Giovanni Paolo II: "Non c'è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero, perché "in questo Sacramento si riassume tutto il mistero della nostra salvezza"

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2005

Anonimo ha detto...

Stasera sono stato a Messa dai francescani, c'era molta gente la quale quando il sacerdote pregava non rispondeva, sullo stile di molte parrocchie. Dov'è il senso di Comunione se invece di rispondere e pregare all'unisono si sta muti?
Questo insegna la parrocchia?

Anonimo ha detto...

(Anonimo GV)
Ciao a tutti ieri sera dopo un incontro di catechesi (non catechesi nc) ho pensato allo stile di Fede che promuove il cammino. Dagli scritti di kiko e da quel poco che ho seguito prima di allontanarmi si evince (al di la delle eresie) che la fede del cammino è una fede schiava del DEVI e non è una fede del VUOI libera nell'amore. Io lancio l'idea ai gestori del sito per un post dedicato a questo argomento dove approfondire proprio questo stile di essere Cristiani.
Spiego meglio il concetto di fondo sperando di non essere frainteso: Dio ti ama qualunque cosa tu faccia, non ti chiede sacrifici, la decima e non ti ordina di seguire una vita retta. Ti chiede solo di accettare il suo Amore e tramite la Chiesa ti indica la strada per viverlo meglio. Nello specifico il tuo avvicinarti al suo amore ti porta a voler seguire i precetti che impone la Chiesa non a doverli seguire per non cader in tentazione.
Secondo me è un tema che può chiarire a molti nc come lo stile di Chicco impostato sul dovere ti rende schiavo nel rapporto con Dio (n.b. schiavo è diverso da servo). A me sinceramente dispiace che questo stile impedisca loro di entrar in comunione profonda con Dio. Ribadisco a scanso di equivoci non sto dicendo che uno non deve sforzarsi di seguire i comandamenti o le messe. Dico che il VERO rapporto con Dio ti porta a Voler seguire ciò che la chiesa ti consiglia (e da qui abbiamo la prova che il rapporto di Kiko con la Dio è fallace).
E ai fratelli nc che leggono mi permetto di dare un consiglio: quando sentite che è pesante andar a messa il sabato sera, e so che per molti di voi lo è, rendetevi conto che è perché avete una relazione con Dio sbagliata (quale innamorato non freme di andar dal suo amore) e visto che è sbagliata chiedetevi se non è forse anche a causa del metodo adottato dal movimento e cercate le risposte nel intimo del vostro cuore in preghiera magari davanti al Santissimo (provando magari ad inginocchiarsi, fidatevi si prega anche con il corpo). Per il semplice fatto che il cristianesimo del devo se non accompagnato dal voglio ti porta inequivocabilmente ad un atteggiamento da fariseo. Cosa che mi spiace dirlo ma vedo in molti nc che dopo anni di cammino non hanno le basi della fede. Non ve lo dico con cattiveria o disprezzo del cammino, perché ritengo che con i dovuti cambiamenti abbia delle grossissime potenzialità ma mi dispiace veder cristiani volenterosi e con enormi potenzialità che invece di volare come aquile razzolano come galline.

Anonimo ha detto...

Ciao anonimo delle 09:52 che dici
Stasera sono stato a Messa dai francescani, c'era molta gente la quale quando il sacerdote pregava non rispondeva, sullo stile di molte parrocchie. Dov'è il senso di Comunione se invece di rispondere e pregare all'unisono si sta muti?
Questo insegna la parrocchia?
Sono quello che si firma anonimo Gv


Hai centrato in pieno. Questo è il senso della parrocchia AIUTARE TUTTI A CRESCERE NELLA FEDE ASSIEME!!! Anche nella mia parrocchia una volta era così. Poi con lo sforzo di pochi catechisti volenterosi e di un buon prete che ha fatto un bel lavoro siamo riusciti ad ottenere una bella messa partecipata. Andare a rifugiarsi in delle comunità di prediletti è da vigliacchi e insulta il lavoro di chi da anima e corpo per far crescere la parrocchia, di chi si sforza ad AIUTARE I FRATELLI che hanno maggior difficoltà. Se nella tua parrocchia non c'è una buona partecipazione IL PRIMO COLPEVOLE SEI TU caro miope. Che il Signore possa aprirti gli occhi.

Anonimo ha detto...

Dov'è il senso di Comunione se invece di rispondere e pregare all'unisono si sta muti?


Che superficiale che sei ti rendi conto di quanto fragile sia la tua fede e la tua capacità di far comunione con il Signore e con i fratelli? Sei talmente limitato che ti fai influenzare da queste cose LA MESSA VIENE DA CRISTO CON I FRATELLI non da cristo con i fratelli che fan a gara a chi urla più forte. <> Medita nella preghiera. TU PONI NELLA CARNE IL TUO SOSTEGNO???

Anonimo ha detto...

Dov'è il senso di Comunione se invece di rispondere e pregare all'unisono si sta muti?

Rifletti su questi versi

Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore.

Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Lino ha detto...

"Dov'è il senso di Comunione se invece di rispondere e pregare all'unisono si sta muti?"
Il senso di Comunione con chi? Quale unisono?
I discepoli di Kiko hanno imparato da Kiko e non da Cristo a pregare. La comunità, per loro, è tutto.
Gesù si ritirava nella solitudine, spesso sulla montagna, per pregare. La mia risposta con la mente non vale di meno della risposta corale delle bocche accompagnate dal fracasso delle chitarre.
"Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Mt 6,6).
Lasciami pregare, anche in Chiesa, "nel segreto" del mio cuore, fratello. Grida tu "Signore, Signore" (Cfr. Mt 7,21).
Le vostre lezioni, adepti del Cammino, sono lezioni di uomini che non rispettano la spiritualità di altri uomini. Perfino sul modo di pregare pretendete d'incombere - e di fatto incombete - col vostro chiasso!

Vittorino ha detto...

Sono l'anonimo della "messa dei francescani"... e devo dire che siete proprio ridicoli.

1) quell'intervento è inventato solo per farvi capire che le cose che pubblicate sono inattendibili.

2) se è un neocatecumeno a cantare fuori dal coro allora è in discomunione se è un parraocchiano che non partecipa allora è un santo

3) se un catecumeno canta fuori dal coro è perchè è stato "maleducato" dal cammino

4) se un parrocchiano non risponde alla messa è segno che è stato educato dalla parrocchia al senso più alto della liturgia

5) se nel cammino si aiutano i fratelli a partecipare anche attraverso i segni esteriori del sacramento ciò è per voi a discapito della sua unione al sacrificio di Cristo

6) SI caro anonimo metto nella carne il mio sostegno... ma non nella mia, MA in quella di Cristo che si è fatto uomo è ci ha lasciato nei sacramenti tutto quello che Lui è. Perciò non mi vergogno di cantare forte. Chi l'ha detto che cantare forte è prova di poca intimità?

7) se un anonimo scrive che un catecumeno grida e perciò non è in comunione, allora va bene

8) se un anonimo (IO) scrivo che un parrocchiano non partecipa esternamente alla liturgia allora sono un fanatico della comunione, della comunità......

Mi sembra che manchiate di coerenza. Anzi siete coerenti solo in una cosa: attaccare a senso unico e con i paraocchi il cammino.

Spero di non cadere sotto la scure inesorabile della vostra censura che pubblica solo cose che potete strumentalizzare contro il cammino... e ripeto senza nessuna coerenza.

Ecco perché avevo inventato il mio intervento.

Anonimo ha detto...

Mi fa ridere come i nc vedano solo quello che vogliono vedere. Tutti pronti a chinare il capo alla recita del credo e nessuno che si inginocchia davanti alla maestà della presenza di Cristo in corpo e spirito durante l'eucarestia. Chiedo a questo nc, ma dopo tutti gli anni di cammino che hai fatto la tua spiritualità è così ridotta da fondarsi su ciò che ti accade attorno e su quello che fanno gli altri. Dopo tutti passaggi che hai fatto ancora non hai imparato a vedere con gli occhi del cuore? Sei la prova vivente di quanto il cammino sia fallace e fuorviante. Prego per te, che il Signore con il suo amore ti possa aiutare ad avvicinarti a Lui nella Verità con lo spirito e non solo con i gesti esteriori. Con tutto il rispetto dovuto anche i mussulmani fanno gesti esteriori più visibili dei nostri. Sono forse da reputare migliori o più nel giusto di noi in base a come rispondono coralmente? Se i tuoi bisogni sono questi forse stai sbagliando qualcosa.

Anonimo ha detto...

Il problema serio è la negazione della possibilità di poter ricevere Gesù Eucarestia sulla lingua
Una volta addirittura si stava seduti come a tavola, al ristorante.
Ora almeno ci si alza un momentino.


A proposito di questo mi risulta che ora durante le messe nc il pane viene ricevuto in piedi ma subito dopo ci si siede e si aspetta seduti con il pane nelle mani fino a che viene portato da tutti alla bocca. Avete avuto qualche notizia se i vescovi sono a conoscenza di questa variante e sulla reazione al riguardo?

Lino ha detto...

P.S.
E tu lascia che io possa scrivere in questo blog le mie "banalità e stupidaggini", fratello disertore che continui a non disertare. Non sei il né il mio catechista né il mio censore. Anzi, lascia che io pubblichi un'altra sciocchezza: siete tutti uguali, vi siete formati con la mentalità dello scrutinio, credete di essere il sale della terra e di aver ricevuto il potere di giudicare. Se io, alla fine di un corso, scoprissi che i miei allievi ragionano tutti come me, mi dichiarerei un fallito, un manipolatore di cervelli. Guardate piuttosto agli Apostoli, non a Kiko: essi avevano avuto addirittura Gesù per Maestro, eppure ragionavano, dialogavano, contendevano, sia pur nell'identica Fede erano così diversi l'uno dall'altro, così veri nelle loro individualità! Voi ripetete a memoria, recitate sempre lo stesso copione, cantate con con le medesime tonalità, conosciuto un catechista neocatecumenale si sono conosciuti quasi tutti.

Vittorino ha detto...

Caro Anonimo delle 22:16 chinarsi al credo è previsto dal messale e non un invenzione del cammino, inginocchiarsi anche , ma non è obbligatorio... un motivo ci sarà (e non voglio ritornare sulla questione del concilio di Nicea e sull'inginocchiarsi...)

Caro Anonimo delle 22:29 i Vescovi sono perfettamente a conoscenza. Ma vorrei dire di più (a parte la possibilità di citare le varie eucaristie presiedute da Giovanni Paolo II)... e cioè vorrei farvi notare che è, a mio modesto avviso, più adorante l'atteggiamento di contemplare Gesù Cristo nel pane consacrato, anche attraverso il canto di quei passaggi della Bibbia in cui si fa riferimento a Cristo sofferente, che andare in coda come al supermarket (scusate la banalità). Non sapere forse che nel cammino si comunica (cioè si compie l'atto di mangiare) al Corpo di Cristo in silenzio e non mentre si strimpellano canti di comunione nella "confusione" generale di gente che se ne sta in piedi e cammina mangiando il Corpo di Cristo andando su e giù per la chiesa? Tra l'altro, ma avete mai assistito ad una messa a San Pietro... vi sembra il modo più degno di comunicare?

Caro Lino tu dici: "cantate con le medesime tonalità"

ma perché il gregoriano non si canta tutti con la medesima tonalità? ed i canti del repertorio parrocchiale non vengono cantati tutti con la medesima tonalità... sì Lino sei banale

non fate che confermarmi nelle mie convinzioni. Vi ringrazio.

jonathan ha detto...

Il rito eucaristico «mette il Calvario sul nostro altare» [...]
Non sarebbe possibile nulla di tutto ciò che il rito è in sé e comporta - dato lo scopo per il quale è stato istituito - senza il prodigio della transustanziazione.
Per conseguenza, senza questo prodigio - massimo di tutti i possibili -, non avremmo potuto avere la Messa quale SACRAMENTO DEL SACRIFICIO. Avremmo avuto il SACRIFICIO IN SÉ, raggiunto dalla fede alla luce della Rivelazione; non però il SACRIFICIO CELEBRATO


E’ con questo che bisogna confrontarsi, cari anonimi neocat, con questa indiscutibile verità che è il cuore della nostra fede. Voi credete in questo? Credete che la Messa mette il Calvario sul nostro altare? Il Signore ha voluto che potessi anch’io, oggi e qui, unire la mia vita alla Sua, offerta in sacrificio anche per me; ha voluto che quel Sacrificio drammatico e cruentissimo potesse di nuovo ogni giorno ripetersi nel Sacramento dell’altare, per aprire il cielo anche alla più piccola e dimenticata delle Sue creature. E il Signore ha voluto che per questo potesse la sostanza del pane e del vino convertirsi interamente nel Suo Corpo e nel Suo Sangue offerti al Padre per me. Naufraga il pensiero in un tale oceano di misericordia.
Se il cammino e voi camminanti credeste in tutto questo, non potreste celebrare il vostro rito che racconta altro. Non potreste delegare alla comunità un’esperienza che più intima e personale non si può. Non potreste starvene seduti ad aspettare che vi venga servito il Corpo di Cristo. Non potreste indugiare in risonanze che raccontano di voi, mentre state al cospetto del fatto più straordinario che sia mai accaduto. Non potreste cantare e suonare come fate, non sopportereste nessun tipo di distrazione, tipo le effusioni della pace, perché il vostro cuore vorrebbe solo lasciarsi afferrare dalla Presenza del Signore lì a un soffio, velata, misteriosa, ma straordinariamente reale e viva Presenza, la sola necessaria, la sola che davvero salva, converte, irrora di Grazia ogni piega della nostra esistenza. Se credeste davvero nel significato e nel valore e nel mistero della Messa, non ne avreste cambiato neppure una virgola, non vi ostinereste come fate con tanto orgoglio e essere e a voler restare diversi.
E’ di questo che discutiamo, siamo qui a testimoniarvi quel che la Chiesa ci ha trasmesso.

Urgentissimo! ha detto...

Molto interessante il fatto che le parole di Paolo VI condannano duramente Kiko ancor prima che le catechesi segrete di quest'ultimo vengano fuori... Ah, se Paolo VI avesse saputo per tempo che Kiko degradava sprezzantemente a "parolina" il termine transustanziazione, se avesse saputo per tempo cos'era quella setta di quei due spagnoli incistata a Roma...

Ma al nostro caro fratello neocatecumenale "Vittorino" questo non interessa. Al contrario, gli interessa solo preservare il prestigio di Kiko e dei suoi adepti.

Vittorino ha detto...

Caro Jonathan io credo che ciò che veramente si realizza nell'eucaristia è il mistero pasquale della passione-morte-risurrezione di Cristo e non solo il suo sacrificio cruento. Vedi non c'è sacrifico valido se non quello gradito. E la prova che il sacrificio di Cristo è quello per eccellenza che vale la salvezza di tutti gli uomini è che il Padre lo ha gradito risuscitandolo dalla morte. Leggi meglio san Paolo e ti accorgerai che per lui il centro non è la morte di Cristo (soltanto) ma la sua resurrezione. E' chiaro che non c'è risurrezione senza il calvario... Ma vedi è questa unilateralità che non va. Informati meglio sulla riscoperta dell'importanza del MISTERO PASQUALE fatta prima e dopo il Concilio Vaticano II.

Inoltre dovresti sapere, tu che discerni la verità, che Cristo ha affidato alla Chiesa le norme liturgiche con cui esprimere il mistero, i sacramenti. Ora in essi come dice SC21 c'è qualcosa di immutabile e qualcosa che cambia nel tempo... non entro ora in questa disquisizione. Ma mi preme solo dire che se la Chiesa attraverso la Santa Sede concede al Cammino di celebrare in un certo modo non sarai certo tu a sindacare se questo modo di celebrare sia contrario alla fede della presenza reale di Cristo, al suo vero culto e alla sua vera adorazione...

un po' di formazione liturgica per favore, altrimenti buttiamo nel cesso tutta quella ricchezza liturgica che la Chiesa ha manifestato nella storia tra cui anche quella delle chiese orientali, dove non c'è quella che tu chiami adorazione, silenzio ... eppure sono VERA EUCARISTIA, così com'è VERA EUCARISTIA quella celebrata ogni domenica dalla comunità.

E poi ricordati che la parola comunità che tanto vi disturba è sinonimo di chiesa. Mi rendo conto che il VAT II non è stato ancora recepito e siete rimasti in una visione di chiesa individualista. Beh la rivelazione dà molta importanza alla chiesa-comunità-corpo dove le individualità non si fondono o disperdono ma si valorizzano.

- aspetto ancora che pubblichiate il mio post precedetene-

Anonimo ha detto...

(Anonimo Gv)
Rispondiamo per ordine.
1) Tu fondi i tuoi discorsi sulla menzogna. Noi sulla nostra vita. Mi rincresce perché io con sincerità di cuore vorrei condividere la mia esperienza per crescere.

2)Vedi che non hai capito. Non è il fatto di cantare forte o meno ma è come ci si approccia alla messa. Se con esibizionismo e rispetto nessuno ha detto che il parrocchiano è un santo. Io personalmente non so che relazione ha questa persona con Dio e non la giudico semplicemente perché non risponde. Reputo che far gara a chi grida SEMPRE reputo sia indice di incomprensione. Gli amanti si sussurrano non gridano.

3) Il canto è in funzione della liturgia non è la liturgia in funzione del cantore. Cantare SOPRA gli altri di solito è indice di esibizionismo, perché sottolinea la mancanza di sintonia con il resto dell'assemblea.

4) Non mi risulta che sia stato detto che non rispondere è il senso più alto della liturgia, credo tu abbia frainteso le parole utilizzate.

5) Il problema dei segni è il significato ad essi associato. Ho sperimentato il cambiamento della mia vecchia abitudine e ora non ricevo più la comunione in mano e questo mi aiuta ad entrare in comunione più profonda con Dio percependo più forte la sacralità di una cosa così grande che per rispetto ed umiltà non mi reputo degno di maneggiare. Il raccoglimento in ginocchio quando Gesù si fa anima e corpo ti permette di esser a tu per tu con lui nel raccoglimento. Nel cammino non si può fare sei sotto l'osservazione di tutti. Inoltre i simboli della messa della Chiesa sono frutto di concili e confronti tra vescovi e persone che hanno passato anni a ragionarci. Non sono frutto del gusto di un pittore.

6)Hai preso fischi per fiaschi purtroppo questa frase era riferita all'esempio. Essendo una tua menzogna non lo puoi capire. Nel falso post dicevi come non riuscissi a vivere bene la messa detta dal francescano per la scarsa partecipazione della parrocchia (problema non raro tra i nc). In questo senso era inteso nella carne non certo nella carne di Cristo, se il vivere la messa dipende dalle persone e da come si comportano gli altri e non dall'eucarestia caro fratello allora come fai a dire che la tua fede è fondata in Cristo? Cantare forte non è detto sia prova di poca intimità può esser frutto di un momento di passione. La necessità di cantare forte e sovrastare gli altri è pericolosa inoltre se posso citare la Bibbia Elia ha trovato Dio nella leggera brezza. I canti del cammino spesso sono carichi di entusiasmo e poca spiritualità. Non dico che sia giusto solo uno e non l'altro ma è necessario un bilanciamento tra i due.

7) Forse mi viene data ragione e fiducia perché al di la dei fraintendimenti quello che scrivo è scritto con cuore e amore di verità. E se una cosa è giusta che io sia il Papa o un analfabeta che differenza fa? la verità è indipendente dall'anonimato.

8) No il problema è che il sentire la messa dipenda dalla comunità. Più volte ho sentito dopo periodi in cui la comunità era magari in pausa estiva per fortuna che c'è la messa della comunità perché quelle della parrocchia non è la stessa cosa. La messa nc crea dipendenza da messa nc non è universale e rende il fedele incapace di vivere veramente la messa cristiana. A me spiace perché io ho abbandonato il movimento proprio perché gli abusi liturgici evidenziavano qualcosa di altro e sentivo la soggezione psicologica di quelle messe.

mic ha detto...

Ma vedi è questa unilateralità che non va.A

aridaje con questa unilateralità!
ma che hai capito?
Perché travisi come al solito?

mic ha detto...

Mi rendo conto che il VAT II non è stato ancora recepito e siete rimasti in una visione di chiesa individualista.

Vaticano II o meno, non c'entra un tubo!
La Chiesa non è mai individualista (facci caso, anche le preghiere sono sempre formulate da un "noi") ma il rapporto col Signore è personale, com'è individuale la Salvezza, prima ancora che comunitaria... Invece, nel cammino la comunità ingloba e massifica la persona, mentre il Signore la edifica nella sua grande libertà da conquistare sempre ulteriormente, in Lui e, certo, nella Sua Chiesa!

Anonimo ha detto...

Mi rendo conto che il VAT II non è stato ancora recepito e siete rimasti in una visione di chiesa individualista.


A parte la c******a di questa affermazione. A me sembra invece che siano i nc a non aver capito il Concilio e mi rendo conto che molti nel movimento hanno rinunciato all'individualismo (non mi pare che la concezione del foro interno sia minimamente messa in discussione dal concilio ma correggimi se sbaglio inoltre per quel che mi riguarda io il concetto di comunità ce l'ho non come ristretta comunità nc ma come comunità parrocchiale) per il Kikkismo tutti pronti a non discutere le sue affermazioni, ad usar tutti e solo i suoi canti ed ad accettare tutta e sola la sua dottrina senza far domande ne ricerche approfondite su ciò che dice e scrive Kiko, all'inizio io ero convinto di esser nel torto a giudicar certe affermazioni del prete nc sbagliate, poi mi son documentato studiando i testi di riferimento. devo dire che aver esperienze di fede profonde alle spalle mi ha aiutato molto son solo preoccupato per i fedeli che non avendo un identità forte rischiano di far fagocitare la loro personalità dal cammino diventando organismi non in grado di pensare autonomamente.

P.S. so che il chinare la testa non è un invenzione del cammino mi sbalordisce sottolineare la spasmodica attenzione ad alcuni particolari e la totale non curanza di altri. Insomma si prende solo ciò che piace.

jonathan ha detto...

un po' di formazione liturgica per favore, altrimenti buttiamo nel cesso tutta quella ricchezza liturgica che la Chiesa(…) Inoltre dovresti sapere, tu che discerni la verità, che Cristo ha affidato alla Chiesa le norme liturgiche con cui esprimere il mistero, i sacramenti…

Direi che mi hai rubato le parole di bocca. Parli poi della SC, ma ti fermi a quel che ti pare, come al solito. Difendi il cammino e questo conta per te, come al solito. Va bè.

Parli di San Paolo dicendo che per lui il centro non è la morte di Cristo (soltanto) ma la sua resurrezione. .
Ti invito a questa catechesi di Benedetto XVI il quale dice fra l’altro che per san Paolo la Croce ha un primato fondamentale nella storia dell’umanità; essa rappresenta il punto focale della sua teologia.

Lino ha detto...

@ Vittorino
Ah Vittorì, io sarò banale, ma tu sei stonato. Il canto gregoriano è monodico, quello di Kiko (dov'è la melodia?) è monotono. La conosci la differenza? Mica anche l'apprezzamento della musica di un pittore tuttologo deve essere comunitario :-)
P.S.
A proposito: quando t'inventi una balla, non inventarla verosimile. Altrimenti è una possibile mimesi della realtà, non una creazione, e gli altri ti rispondono sulla verosimiglianza, non sulla invenzione.
P.P.S.
Questa tua banalità del supermarket
(come in San Pietro) la conservo.
P.P.P.S.
Hanno ragione Kiko e i tuoi amici disertori: ritirati dalle discussioni in rete. Ragionamenti come i tuoi (i neocatecumenali in un tuo commento contrapposti ai parrocchiani - per cui la comunità non è sinonimo di chiesa, la gente che "cammina avanti e indietro mangiando il Corpo di Cristo" - sì, ma poi s'inginocchiano), la non dignità della Messa in San Pietro non sono proprio il meglio per comunicare una buona immagine del Cammino.

Anonimo ha detto...

i Vescovi sono perfettamente a conoscenza.

Di che cosa? Che nonostante negli statuti sia scritto che l'eucarestia è ricevuta in piedi (intendendo chiaramente il comunicarsi), si è ricorsi al tucchetto di intendere "ricevere" come il prendere in mano?. Sinceramente ne dubito molto.

Ma vorrei dire di più (a parte la possibilità di citare le varie eucaristie presiedute da Giovanni Paolo II)

le direttive da parte del Papa attuale e *lo statuto* sono posteriori quindi ....

... e cioè vorrei farvi notare che è, a mio modesto avviso, più adorante l'atteggiamento di contemplare Gesù Cristo nel pane consacrato, ... che andare in coda come al supermarket (scusate la banalità).

Occhio amico che questa è la forma prevista dai libri liturgici

Anonimo ha detto...

... e cioè vorrei farvi notare che è, a mio modesto avviso, più adorante l'atteggiamento di contemplare Gesù Cristo nel pane consacrato, ... che andare in coda come al supermarket (scusate la banalità).

(Anonimo Gv)

Per me è esattamente l'opposto. Trovo insopportabile stare in piedi in cerchio aspettando che passi il presbitero a portarmelo intanto che sento canti fastidiosi che mi impediscono il raccoglimento. Invece andare camminare verso lui è tutta un altra cosa, un canto dolce che aiuta il raccoglimento, camminare con i fratelli verso di Lui, e più ti avvicini più cresce la voglia di stare con lui e tutto il resto scompare, fin che arrivi da Lui, che ti accoglie con tutto il Suo amore nonostante io non sia degno di riceverlo (e non prenderlo nelle mani mi aiuta ad entrare nell'atteggiamento che ha ispirato le parole "io non sono degno di partecipare alla tua mensa ma di soltanto un parola e io sarà salvato".

Vedi il cammino verso la comunione per me è denso di significato. Stare ad aspettarlo mi sembra brutto, come se fosse solo lui a dover venir da me e non fossi anche io a dover andar da lui. Per me sui gradini della mia Chiesa si compie l'incontro di due amanti che corrono l'uno verso l'altro. Egli scende dal celo per venir nel mio cuore e io vado da Lui indegno e bisognoso riconoscendo che il Suo Amore è così grande che non oso neanche toccarlo con le mie mani indegne.

Io do questo significato a quella ce tu banalizzi come coda del supermarket. E questo rito che mi aiuta a vivere bene il rapporto con lui e mi ricorda che sono in cammino con i miei fratelli verso di lui mi viene negato nelle comunità.

L'unico mio vero problema nel seguire il movimento è la messa. Dov'è finita la Sacralità? invece di andare noi nella sua casa deve venire lui nel nostro oratorio sconsacrato dove dentro si fa di tutto e di più? Lo ritieni un luogo degno per ospitare il Signore? E' ovvio che se non ci sono alternative la Chiesa lo permette ma lo permette solo in casi eccezionali, come il fare la messa il Sabato sera. Se tutta la chiesa decide delle regole per il bene dei fedeli perché il movimento deve fare orecchie da mercante? Non si accorge che così facendo rischia di nuocere ai suoi membri? Quanti dentro il movimento sono convinti che sia l'unica via per raggiungere la Salvezza? Se è così negli scorsi 2000 anni prima di kiko come hanno fatto tutti gli altri? Mi dispiace che il movimento fatichi così tanto ad unirsi nella messa con i fratelli e si ostini ad essere diviso (la separazione pdi solito viene dal diavolo non da Cristo che unisce o sbaglio?) Persino le comunità stesse sono divise che celebrano in stanze separate dove si da più importanza alla comunità nc che al nucleo famigliare (dividere le famiglie nella celebrazione della Sacra messa? Ma non c'era una festa della Sacra Famiglia che ricordava l'importanza dell'unità familiare?).

Anonimo ha detto...

i Vescovi sono perfettamente a conoscenza.


(anonimo Gv)
Si è vero e sanno che sono abusi che sperano di correggere col tempo, sanno che il potere economico del movimento e il potere carismatico del fondatore sono forti e c'è il rischio di uno scisma se si accusa apertamente il movimento di eresia. La Chiesa ha deciso di utilizzar una tattica più sui lunghi tempi nella speranza che con tutto quello che pregano i nc il Signore li porti alla ragione (e hanno tutta la mia ammirazione per la loro costanza).

Si può essere più o meno d'accordo su questo, ma cari fratelli nc non pensiate che i vescovi non sappiano che nonostante la vostra buona volontà nel cuore del movimento c'è un pericoloso principio di eresia che con il tempo verrà, spero, debellato. E' un po come quando uno è malato, prima si usano le medicine più leggere e in caso di necessità si aumentano fino ad arrivare al caso estremo in cui c'è bisogno di esportare l'organo.

Io personalmente confido nel buon senso dei neocatecumenali e confido che un giorno si renderanno conto dei pericoli insiti nel movimento così com'è adesso e lo cambino in modo che dia frutti più buoni.

Anonimo ha detto...

"...Io personalmente confido nel buon senso dei neocatecumenali e confido che un giorno si renderanno conto dei pericoli insiti nel movimento così com'è adesso..."

Siamo noi( la chiesa) che dobbiamo insegniare a tutti neocatecumenali e aiutarli rendersi conto dei pericoli insisti nel movimento.

Da soli non capiscono e continuano a sequire e camminare la via della perdizione.

Non conoscono la verita, la giusta via, sono come dei bambini.Per questo motivo sono ingannati dai fondatori del movimento CNC.

La chiesa deve intervenire e mostrare la giusta via. Soltano le nostre preghere non bastano.

Anonimo ha detto...

"...Io personalmente confido nel buon senso dei neocatecumenali e confido che un giorno si renderanno conto dei pericoli insiti nel movimento così com'è adesso..."

Siamo noi( la chiesa) che dobbiamo insegniare a tutti neocatecumenali e aiutarli rendersi conto dei pericoli insisti nel movimento.

Da soli non capiscono e continuano a sequire e camminare la via della perdizione.

Non conoscono la verita, la giusta via, sono come dei bambini.Per questo motivo sono ingannati dai fondatori del movimento CNC.

La chiesa deve intervenire e mostrare la giusta via. Soltano le nostre preghere non bastano. Dobbiamo anche agire.

Matteo ha detto...

Ciao a tutti.
Sono un ciellino (Comunione e Liberazione) e come è noto, è una delle branche più tradizionaliste della chiesa di oggi dopo l' Opus Dei. Premesso ciò e premettendo anche che personalmente non stimo il cammino neocatecumenale, vorrei farvi osservare una cosa: vi state scannando tutti per delle semplici questioni di forma e null' altro.
I carismi all' interno della Chiesa sono tanti perchè tante sono le esigenze delle persone e tante le sensibilità. Ma ciò che dovrebbe interessarci non è tanto il come lo mostriamo ma come dice don Giussani, "ciò che abbiamo di più caro" che è anche il titolo di un libro da lui scritto.
Chi siamo noi per giudicare il cuore di un altro cristiano sia esso ciellino neocatecumenale parrocchiano etc...? non fu detto forse << siate una cosa sola perchè il mondo creda!>> e San paolo scrive << [10]Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti. [11]Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. [12]Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!».

[13]Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? [14]Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio, [15]perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome.>>
Allora facciamocela finita con tutte queste passatemi il termine "cazzate", se sull altare ci sono i fiori o no, se i canti sono gregoriani o no, e la Santissima eucarestia si fa in piedi o no ...
guardiamo a ciò che spinge una persona ad entrare li in chiesa e a pregare a mettersi avanti a Dio.
Poi ci sono neocat bravi e meno , Ciellini bravi e meno e parrocchiani bravi e meno.
Rifletteteci, perchè quello che ci accomuna è l' essere cattolici.

mic ha detto...

Sarai un ciellino, ma non ha capito che qui non si giudica il cuore degli altri cristiani.
Qui non si criticano i neocatecumenali, la maggior parte dei quali ritengo siano ottime persone in buona fede irretiti in un contesto che sa presentarsi molto bene.

Qui si denunciano gli errori dottrinali e le storture pragmatiche. Forse se non ti fossi fermato alla superficie qualcosa ne avresti colto.
Quando si ingabbia la verità e la si strumentalizza come avviene in quel contesto, essa perde tutta la sua portata e diventa un dovere denunciarlo se lo si riscontra. e lo si documenta.

E' vero che Cristo non è diviso. Le divisioni vengono dall'elitarismo e dalla blindatura nonché dall'Arcano del Cnc... strana concessione di stampo settario in ambito cattolico!

by Tripudio ha detto...

Mi meraviglia vedere un sedicente ciellino che a margine di un articolo di sana dottrina cristiana si mette a fare discorsi del genere, dipingendoci come tifoserie opposte (ossia dando un giudizio tanto drastico quanto banale su ciò che ha incontrato su questo blog). Dunque vuol dire che gli interessava giudicarci piuttosto che verificare le cose che presentiamo?

Pure fa meraviglia che il ciellino parta autodefinendosi "branca tradizionalista della Chiesa", come se lui di C.L. non avesse capito nient'altro che gli slogan denigratori dei modernisti. Comico, no?

Ancora più comico è l'intervento autolesionista sui fiori e sul gregoriano. Ma come? Parli proprio tu, ciellino, che non fai mai pasticci con l'altare, che canti il gregoriano persino in ogni Messa, che alla consacrazione ti inginocchi sempre... Proprio tu banalizzi lo stile di C.L.?

Dici che i neocatecumenali «non ti vanno a genio»: quale è il motivo? Un buon ciellino dovrebbe tener conto della realtà "secondo la totalità dei suoi fattori", come ti ha insegnato don Giussani. Non ti pare ti aver trascurato almeno il novantanove per cento dei fattori della realtà?

Hai detto che non stimi il Cammino Neocatecumenale: perché? Sei in grado di dare le ragioni? Ti sarà semplicemente antipatico, oppure hai scoperto anche tu che colpisce "ciò che abbiamo di più caro"?

sandavi ha detto...

BALLE:
...inginocchiarsi anche , ma non è obbligatorio... un motivo ci sarà (e non voglio ritornare sulla questione del concilio di Nicea e sull'inginocchiarsi...)

Inginocchiarsi è obbligatorio:

S’inginocchino poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi.

Il Concilio di Nicea, al canone 20 che voi continuate a violentare impunemente usando la Rivelazione contro il resto della Chiesa Cattolica, dice di non inginocchiarsi durante le preghiere di Domenica e di Pentecoste e nel periodo pasquale. DOVE E' SCRITTO CHE IL CONCILIO DI NICEA PRESCRIVE DI NON INGINOCCHIARSI ALLA CONSACRAZIONE DEL CORPO E SANGUE DI CRISTO SIGNORE???????????????????????

SIETE UNA MASSA DI BUGIARDI IGNORANTI!

VERGOGNA!

sandavi ha detto...

CeL sarebbe tradizionalista?
Invitare la Bonino convinta abortista al meeting di Rimini a parlare come se fosse una specie di autorità sarebbe l'equivalente di stare nel solco della tradizione?

Mah....

Chuck White ha detto...

Ho scritto (in inglese) su Tabernacoli di Kiko, che sono problematici e sembrano negare la presenza reale di Cristo.