venerdì 1 agosto 2014

Il poliziotto vestito da carabiniere

Buongiorno a tutti.

Liturgia neocatecumenale
Faccio subito una premessa. Non voglio insegnare la vita a nessuno, non voglio evangelizzare nessuno e non voglio creare la più piccola polemica. Non tollererò attacchi e insulti, ma risponderò a chiunque con garbo mi farà domande.

Il motivo vero e proprio per il quale vi scrivo, molto probabilmente non è chiaro nemmeno a me che lo faccio. Forse è solo un modo per buttare fuori tutta una serie di pensieri che da anni mi ronzano in testa.

Ho frequentato il cammino per 15 anni, vivendo tutta una serie di esperienze che sarebbe troppo lungo raccontarvi, almeno adesso e concordo con tutti quelli che hanno sempre parlato di un profondo senso di svuotamento quando poi ne esci e non fai più parte di una "comunità".

In questi sei anni nei quali non sono più in comunità mi è capitato più di una volta di soffermarmi su tanti aspetti del cammino che da sempre, anche quando vi ero dentro, stridevano un po col mio modo di concepire determinate situazioni.

Per amore della verità, devo dire che negli anni del cammino ho fatto di tutto per essere "un buon cristiano", ho detto e fatto cose delle quali oggi mi vergogno e senza dubbio non rifarei più, mi sono fatto manipolare nella convizione che tutto fosse per il mio bene ed invece, cresciuto, mi sono reso conto che così non era.

Vi chiedo scusa se quello che vi scrivo vi sembra privo di senso, ma vi posso garatire che non è facile tenere le fila di ciò che è stato e sopratutto per me che le ho vissute, queste situazioni hanno tutte un filo logico incredibile.

Sono anche sicuro però, che qualcuno di voi coglierà pienamente quello che sto dicendo.

Dicevo che oggi tante cose mi sembrano lampanti:
  • il cammino oggi è anacronistico ed esclusivista. Vengo dal profondo sud, dalle mie parti non si lavora mai meno di 15/16 ore al giorno, è quasi impossibile riuscire a seguire le celebrazioni e questo negli anni mi ha fatto fare tante di quelle sciocchezze legate al mondo del lavoro come chiudere attività, litigare con datori di lavoro, mettere a rischio lavori o cambiarli. Per fortuna non avevo famiglia a differenza di oggi e non ho rischiato nulla che non fosse il mio cuore soltanto.

    "Se questo lavoro t'impedisce di seguire Dio, lascialo, Lui provvederà". In nome di questa sciocchezza ho visto tante famiglie passarsela davvero brutta. Tante volte il senso di colpa mi attanagliava così forte fino al punto di pensare che non ero un buon cristiano se non ero in grado di "liberarmi" dal lavoro per andare in comunità.
  • Avrei dovuto difendere di più e meglio la mia famiglia. Il vivere nella verità del Vangelo, non è il loro vivere nella verità. Avrei dovuto tacere se parlare significava umiliare mio padre, mia madre, la mia famiglia, esporli al giudizio di tutti, ferirli. Quando sei nel turbinio credi che ti attribuiranno del coraggio per un gesto simile, che ti stimeranno e che ti diranno... guarda un pò che coraggio, guarda un pò che fede, ed invece anni dopo capisci che sei stato solo stupido. Stupido ed esibizionista.
  • Non esiste mai il bianco e il nero. Ci sono una miriade di sfumature da cogliere nella vita ed ognuna di queste ti porta a Cristo. Un esempio su tutti. Oggi nella mia vita ci sono due amici carissimi. Lui era sposato, lasciato dalla moglie con tre figli, si è spaccato e si spacca ancora oggi la schiena per non far mancare loro nulla, ha incontrato l'amore, una ragazza con la quale convive e divide la sua vita.

    Io li vivo, e non somigliano per niente a tutto quello che nel cammino li descriverebbe.

    Non voglio aprire un dibattito su cosa la chiesa dica a proposito di convivenza o omosessualità, voglio parlare di me, di come per anni ho pensato, mi hanno indotto a pensare che questa gente sia il demonio e poi di fatto il demonio non è.
  • "Dai frutti vi riconosceranno come miei" o ancora "Guardate come si amano"... slogan solo slogan.

    Persone che divorano le carni di quelli che dovrebbero essere i loro "fratelli", invidie, tradimenti, maldicenze ed ogni forma di nefandezze. Agapi che si trasformavano in veri e propri sparlatoi pubblici... Dio solo sa quanto io debba chiedere perdono (a lui, non ad altri) per il male proferito verso chi mi era accanto.

    Ti dicono, ti fanno credere e mentono a se stessi palesando un amore fraterno che non esiste e alla prima occasione diventi il loro pasto. Mi sono sempre detto che se la comunità creava questo tipo di situazione era forse perchè qualcosa al suo interno era sbagliata.
  • Il perdono. Quante altre porcherie in nome di questo altissimo concetto.

Sono entrato insieme alla mia famiglia in comunità per una crisi coniugale che avevano avuto.
Perdono su perdono, perdoni sprint prima delle tappe, perdoni nei passaggi, perdoni nelle convivenze, perdoni durante le lodi e quasi 20 anni di ferite e ripicche, di rinfacci e di offese.
Oggi alla luce di tutto questo mi chiedo quanto di meno avremmo sofferto, TUTTI, se i miei si fossero lasciati?
Mi potete dire che non sono un buon cristiano a pensare queste cose.
Grazie, lo so da me di non essere un buon cristiano visto che diviene un'impresa per me seguire la messa alla domenica, non ci vado da mesi,ma converrete con me che il dubbio è lecito. Un figlio che per 20 anni ha visto e sentito cose come quelle che ho sentintito e visto io, una domanda del genere poi se la fa.
Ricordo ancora quando chiesi perdono a mio padre per il male che gli avevo fatto "ammazzandolo con tutti i miei giudizi"...poco prima del secondo passaggio solo per lo spauracchio di essere "rimandato indietro".
Non servì a nulla, non fu nulla e mi feci una violenza fuori dal comune, salvo poi dire in comunità che avevo sperimentato l'amore di Dio e scempiaggini simili.
Perchè? Perchè è quello che andava detto, andava fatto. Se vuoi essere parte di un corpo (volutamente corpo con la c minuscola) devi anche indossare la stessa divisa degli altri.
Lo avete mai visto un poliziotto vestito da carabiniere?

Qualche mese fa mio papà ha subito un intervento chirurgico, l'ultimo quasi 20 anni prima.
Durante il primo intervento, decisi per odio nei suoi confronti, di non essere presente in ospedale.
20 anni dopo, Dio mi ha permesso di chiudere un cerchio della mia vita. Dormiva ed io l'ho osservato tutta la notte.
Non lo saprà mai, ma in quel preciso momento, vedendolo in tutta la sua debolezza, l'ho amato profondamente e l'ho perdonato.
Si, l'ho perdonato PER TUTTO IL MALE CHE MI AVEVA FATTO e di colpo mi sono sentito vicino a Cristo in un modo che non so dirvi, lì, in una piccola saletta, di un piccolo ospedale di provincia.

Potrei scrivere davvero tanto altro ma cosi su due piedi non mi viene nulla. Se vi va di chiedere o interagire con me a me farebbe piacere, sempre mantenendo bassi i toni perchè non voglio in alcun modo entrare in contradditorio con nessuno.

Oggi che non sono in comunità mi rendo conto di quanto ancora la mia mente, in alcuni aspetti sia legata a quel modo di pensare, a quei lacci difficili da slegare e a quella forma mentis che è dura a morire.

Il mio rammarico?
Le persone, sempre le persone.
Quelle ferite, quelle alle quali ho fatto male, quelle che avrei dovuto difendere e proteggere meglio e quelle che, mio malgrado, ho perduto.

Iocero
dal profondo Sud
del suo cuore e di questa nazione

56 commenti:

Valentina Giusti ha detto...

Il mio rammarico?Le persone, sempre le persone.Quelle ferite, quelle alle quali ho fatto male, quelle che avrei dovuto difendere e proteggere meglio e quelle che, mio malgrado, ho perduto.

Sì, proprio questo fa star male, sordamente finché stai ancora dentro quell'esperienza, acutamente quando ne sei uscito.
Il dispiacere per la mancanza di carità nei confronti degli altri, anche dei propri cari.
Proprio come ha detto Iocero in questa testimonianza: per poter appartenere a quel 'corpo' devi perdere te stesso, tradire persino i tuoi sentimenti.
Perché c'è il catechista che ti impone di 'perdonare' quando il tuo cuore non è pronto per farlo, o di 'lasciar cuocere nel proprio brodo' qualcuno a cui la carità cristiana ti imporrebbe di stare vicino.
Anch'io sono stata in comunità con i miei genitori e ho incredibilmente accettato di vederli umiliare da tronfi personaggi che non avevano un millesimo del loro valore, come cristiani e come persone.
Tutto in nome di questo 'cammino di elezione' che in nulla assomiglia all'insegnamento di Gesù!
Ora che i miei genitori e anche molti fratelli che ho amato sinceramente non ci sono più, continuo a soffrirne.
Questo credo sia l'aspetto peggiore del Cammino: il profondo tradimento della carità cristiana per un malinteso senso di appartenenza e di obbedienza a quella che tu in quel momento vivi come unica e irrinunciabile esperienza di fede.

sandavi ha detto...

Bellissima lettera nella quale tutto sommato mi ritrovo molto.

Solo, una piccola precisazione, per non indurre in errore chi legge: la separazione o il divorzio sono peccato mortale (a meno che non venga subito contro la propria volontà). La convivenza è un peccato mortale continuo, quindi molto grave. Non si tratta di condannare chi è in questa situazione ma di condannare la situazione stessa. La giusta carità, come sempre ricorda Tripudio, passa per la verità.
Del resto anche il Signore alla Samaritana ricordò i suoi cinque uomini, nessuno dei quali era stato suo marito. E alla peccatrice perdonata disse appunto "non peccare più".
La rottura di un sacramento, in certi casi, come quello del Matrimonio è peggiore del male, anche se sembra il contrario. Semplicemente due sposi devono imparare a perdonarsi a vicenda e a non inasprire i figli. A meno che uno dei due non sia un violento psicotico, c'è sempre un modo per tornare a stare bene insieme. Sciogliere un legame contratto davanti a Dio è un peccato grave, lo ripeto, scusatemi se sembro pedante, ma ci tengo. Il Signore lo ha detto, non certo io: "Non OSI l'uomo separare ciò che Dio unisce".
Coraggio, i tuoi non si sono lasciati, ciò è un merito davanti a Dio.

Ruben ha detto...

@sandavi
"La rottura di un sacramento, in certi casi, come quello del Matrimonio è peggiore del male, anche se sembra il contrario. Semplicemente due sposi devono imparare a perdonarsi a vicenda e a non inasprire i figli."
---
Un momento c'e rottura e rottura:
Divorzio, non ammesso dalla Chiesa;

separazione, ammessa dalla Chiesa;

annullamento, sancito dalla Chiesa.

by Tripudio ha detto...

Vorrei ricordare che il tema di questa pagina è il Cammino Neocatecumenale (che esige "il poliziotto vestito da carabiniere", cioè cose né utili, né naturali, né lecite), e non le attuali questioni personali dell'autore della testimonianza.

Fra parentesi conosciamo bene il "diritto matrimoniale secondo Kiko" fin dai tempi del caso di Augusto Faustini, che venne "divorziato" da un super-catechista dell'epoca.

Dunque, riepiloghiamo:

«...solo per lo spauracchio di essere "rimandato indietro"...»: quante volte, cari fratelli del Cammino, avete anche voi agito in quel modo?

«...mi feci una violenza fuori dal comune, salvo poi dire in comunità che avevo sperimentato l'amore di Dio e scempiaggini simili...»: quante volte, cari fratelli delle comunità neocatecumenali, avete agito anche voi in quel modo? perché lo avete fatto?

Valentina Giusti ha detto...

Alle domande di Tripudio ne aggiungo un altra:
come si spiegano i fratelli neocatecumenali che dopo 15 anni di Cammino, di continua e rigorosa formazione nella fede, un cristiano faccia fatica a frequentare la S.Messa domenicale, come ci ha detto l'autore della lettera odierna? A cosa sono serviti, quegli anni?
Come si spiegano il fatto che difficilmente chi non era già 'prossimo' alla parrocchia, dopo 5-10-15-20 (...) anni di 'itinerario per la riscoperta del proprio battesimo', quasi sempre se ne allontana?
Quando si frequenta una scuola, anche se non si riesce a conseguire il diploma, non ci si dimentica ciò che si è appreso. Perché invece la scuola del cammino non funziona così?

Iocero Ioso ha detto...

Credo sia doveroso fare alcune piccole precisazioni:

+ Ha ragione Sandavi in quello che dice ed è proprio per questo motivo che ho fatto una doverosa premessa. L'esempio citato non serviva ad aprire un dibattito su cosa fosse giusto e cosa no in materia di divorzio o separazione. Volevo, come sempre, indagare la mente umana. Mi interessa il coinvolgimento che una tale esperienza ti da.
Chi ha frequentato il cammino sa che non mento se dico che quando ai tuoi catechisti racconti di una situazione simile a quella che vi ho raccontato, sempre vi è una duplice risposta. La prima è quella di mettere nella verità chi hai davanti (e senza entrare nel merito della cosa, posso anche essere daccordo), l'altra, quella che m'interessa, quella che volevo portare alla vostra attenzione è quella che dice di "scuotersi la polvere dai calzari" e di non avere nulla a che fare con loro perchè alla lunga ti toglieranno la fede e ti porteranno fuori dalla chiesa.
Questo è quello che volevo dire, questo è quello che volevo condannare.
Etichettare le persone come se in virtù di un'esperienza vissuta non fossero all'altezza di essere brave persone o di poterti, nel loro piccolo, esserti d'aiuto.
Funziona un pò allo stesso modo quando ti consigliano di lasciare un fidanzato che nel cammino non vuole entrare. Ho visto tante ragazze non dare ascolto a questo dictat ed oggi vivere serenamente la loro vita cristiana col marito.

+ a Valentina Giusti volevo dire che non lo so se esiste un legame tra il cammino e il fatto di non riuscire poi ad andare a messa.
Certo, per molti accade che ci sia una forma di rigetto, quasi come se in un delirio di accomunanza tu arrivi al punto di pensare che sono "tutti cosi".
Non è il mio caso.
A volte, credo capiti una cosa molto più sottile. Andare in comunità non è mai solo incontrare Cristo. Intervengono una moltitudine di fattori che ti portano ad essere "sempre presente":

+ sono un cantore, un ostiario, un lettore ecc ecc non posso mancare, che diranno di me
+ se mi assento alla prossima convivenza che si voteranno i carismi nessuno voterà per me
+ un interesse per un fratello/sorella
+ vedere come va a finire quella storia
+ avere considerazione da parte dei catechisti

Lo so che vi sembrerà riduttivo e stupido, ma è così.

Quando poi ti ritrovi "solo", dovresti rifarti all'intimo rapporto che ognuno di noi dovrebbe avere con Cristo e trovare in quello la forza per non staccarti da un alimento come l'Eucarestia...solo che molto spesso capita che ti accorgi che per anni quel rapporto non lo hai alimentato, perchè hai alimentato tutt'altro...ed è così che ti trovi a dover ricominciare tutto daccapo. E non è mai semplice.

Iocero Ioso ha detto...

Credo sia doveroso fare alcune piccole precisazioni:

+ Ha ragione Sandavi in quello che dice ed è proprio per questo motivo che ho fatto una doverosa premessa. L'esempio citato non serviva ad aprire un dibattito su cosa fosse giusto e cosa no in materia di divorzio o separazione. Volevo, come sempre, indagare la mente umana. Mi interessa il coinvolgimento che una tale esperienza ti da.
Chi ha frequentato il cammino sa che non mento se dico che quando ai tuoi catechisti racconti di una situazione simile a quella che vi ho raccontato, sempre vi è una duplice risposta. La prima è quella di mettere nella verità chi hai davanti (e senza entrare nel merito della cosa, posso anche essere daccordo), l'altra, quella che m'interessa, quella che volevo portare alla vostra attenzione è quella che dice di "scuotersi la polvere dai calzari" e di non avere nulla a che fare con loro perchè alla lunga ti toglieranno la fede e ti porteranno fuori dalla chiesa.
Questo è quello che volevo dire, questo è quello che volevo condannare.
Etichettare le persone come se in virtù di un'esperienza vissuta non fossero all'altezza di essere brave persone o di poterti, nel loro piccolo, esserti d'aiuto.
Funziona un pò allo stesso modo quando ti consigliano di lasciare un fidanzato che nel cammino non vuole entrare. Ho visto tante ragazze non dare ascolto a questo dictat ed oggi vivere serenamente la loro vita cristiana col marito.

+ a Valentina Giusti volevo dire che non lo so se esiste un legame tra il cammino e il fatto di non riuscire poi ad andare a messa.
Certo, per molti accade che ci sia una forma di rigetto, quasi come se in un delirio di accomunanza tu arrivi al punto di pensare che sono "tutti cosi".
Non è il mio caso.
A volte, credo capiti una cosa molto più sottile. Andare in comunità non è mai solo incontrare Cristo. Intervengono una moltitudine di fattori che ti portano ad essere "sempre presente":

+ sono un cantore, un ostiario, un lettore ecc ecc non posso mancare, che diranno di me
+ se mi assento alla prossima convivenza che si voteranno i carismi nessuno voterà per me
+ un interesse per un fratello/sorella
+ vedere come va a finire quella storia
+ avere considerazione da parte dei catechisti

Lo so che vi sembrerà riduttivo e stupido, ma è così.

Quando poi ti ritrovi "solo", dovresti rifarti all'intimo rapporto che ognuno di noi dovrebbe avere con Cristo e trovare in quello la forza per non staccarti da un alimento come l'Eucarestia...solo che molto spesso capita che ti accorgi che per anni quel rapporto non lo hai alimentato, perchè hai alimentato tutt'altro...ed è così che ti trovi a dover ricominciare tutto daccapo. E non è mai semplice.

Anonimo ha detto...

caro Ruben non siste un annullamento della Chiesa ma solo una dichiarazione di nullità,cioè che quel matrimonio non è mai esistito(per varie ragioni che la Chiesa valuta).Annullare invece significherebbe sciogliere qualcosa che è stato dichiarato valido.La differenza no è da poco.Impariamo ad usare i termini in maniera corretta altrimenti facciamo un pessimo servizio

sandavi ha detto...

Ruben, ok sulla separazione, ma ci sono tanti distinguo, va valutata caso per caso. Non è che uno per capriccio se ne va di casa... :) prima rispondiamo davanti a Dio in coscienza.

Iocero, so cosa volevi dire, non era un critica ma una precisazione. Piuttosto trovo questo tuo secondo post molto illuminante, anche sulla mia situazione spirituale attuale. E' vero che si fa fatica i primi tempi, purtroppo. Ecco questo è un segnale di una spiritualità debole, che è rimasta debole nonostante anni di cammino. Questo significa che nella maggioranza dei casi il CN non educa alla fede vera.

BACCALA' ha detto...

http://www.religionconfidencial.com/catolicos/Kiko-Arguello-Francisco-Asia-audiencia_0_2306169369.html

Aggiornamento per sarah

Sebastian ha detto...

Non è facile ricominciare quando ti rendi conto che hai sacrificato i migliori anni della giovinezza per il CN, privandosi di esperienze positive per la maturazione personale, allontanandosi da vecchie amicizie, limitando i rapporti solo ai fratelli NC... Finché un giorno ti accorgi che negli ultimi 10 anni di "cammino" non hai camminato affatto. Il mondo è andato avanti, i tuoi vecchi amici abbandonati se ne sono fatti una ragione e sono andati avanti con la propria vita... E tu lì fermo sempre al solito punto, ogni volta a sperare che al prossimo passaggio o al prossimo incontro il Signore finalmente passerà.

Ma una volta che ti accorgi dell'abbaglio e dell'inganno, è difficile continuare a fidarsi di qualcuno. Una volta che ti accorgi che gli anni passati non ti verranno restituiti, rimane solo tanta amarezza. Riuscire comunque a darci un taglio e ad uscirne è un grande passo avanti.

E se, come ha detto Valentina, una volta fuori si fa fatica a praticare la fede cattolica, è la prova che qualche cosa non ha funzionato.

E come ha detto Iorice nell'ultimo intervento, è la prova che prima si andava all'Eucaristia e a tutti gli incontri per tutt'altri motivi che la fede: la costrizione, la solitudine, il senso di sicurezza dato dalla comunità, gli amici, un(a) fidanzato/a, il ruolo di capo-cantore o responsabile che ti fa sentire importante, la fede nella parole dei catechisti che prima o poi il Signore passa....

Ruben ha detto...

BACCALA' ha detto...

http://www.religionconfidencial.com/catolicos/Kiko-Arguello-Francisco-Asia-audiencia_0_2306169369.html

Aggiornamento per sarah
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Sempre con notevole ritardo!
Altro non è infatti, che la notizia di un'agenzia spagnola,alla quale Cammino info, s'è ispirato per confezionare la bufala sull'udienza del 9 luglio.

Vedi:

http://www.cammino.info/2014/07/papa-francesco-e-kiko-arguello-e-lurgenza-di-evangelizzare-lasia/

Ruben ha detto...

@Anonimo Anonimo ha detto...
caro Ruben non siste un annullamento della Chiesa ma solo una dichiarazione di nullità,cioè che quel matrimonio non è mai esistito(per varie ragioni che la Chiesa valuta).Annullare invece significherebbe sciogliere qualcosa che è stato dichiarato valido.La differenza no è da poco.Impariamo ad usare i termini in maniera corretta altrimenti facciamo un pessimo servizio.
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Caro anonimo, chiamiamola pure impropriamente, come fai tu, "dichiarazione di nullità".
Il concetto non cambia, e sufficiente controllare sullo Zingarelli il termine "annullamento"; e quest'ultimo è stabilito o meglio "sancito" dai Tribunali Rotali attraverso apposita sentenza.
E' chiaro e lampante,che se il matrimonio è nullo, non è mai esistito!



Ruben ha detto...

P.S per Anonimo:

E' da tener conto, che la gran parte dei matrimoni Neocatecumenali sono nulli, in quanto il "consenso", la maggior parte delle volte, è stato viziato.

Valentina Giusti ha detto...

Iocero: Quando poi ti ritrovi "solo", dovresti rifarti all'intimo rapporto che ognuno di noi dovrebbe avere con Cristo e trovare in quello la forza per non staccarti da un alimento come l'Eucarestia...solo che molto spesso capita che ti accorgi che per anni quel rapporto non lo hai alimentato, perchè hai alimentato tutt'altro...ed è così che ti trovi a dover ricominciare tutto daccapo. E non è mai semplice.

Sebastian: è la prova che prima si andava all'Eucaristia e a tutti gli incontri per tutt'altri motivi che la fede: la costrizione, la solitudine, il senso di sicurezza dato dalla comunità, gli amici, un(a) fidanzato/a, il ruolo di capo-cantore o responsabile che ti fa sentire importante, la fede nella parole dei catechisti che prima o poi il Signore passa....

Avete descritto benissimo il motivo per cui, una volta fuori dalla comunità, si rischia l'allontanamento dalla Chiesa!

Tito ha detto...

E' una delle cose che più mi interroga e nel contempo mi rattistra: i neocat che vanno alla Messa domenicale nel luogo dove passano le vacanze, come se andassero al calvario, costretti o per non dare cattivo esempio ai figli o per evitare critiche da altri vacanzieri conoscenti... che tristezza uscire di domenica pomeriggio per andare alla Messa Vespertina e sentirsi bollare dai fratelli "parrocchioso". E' inutile girarci intorno, per i neocat la Messa parrocchiale è un'eucaristia di serie B. Purtroppo, dopo tanti anni di cammino, come si è detto sopra, non regge più la scusa di aver gustato ed essersi abituati a un qualcosa di "meglio", di "elevato", cioè all'eucaristia celebrata con "fratelli concreti con cui si condividono anni di cammino ed esperienze di vita, di perdono, di AMORE NELLA DIMENSIONE DELLA CROCE" (sic!). E l'amore a Cristo, la voglia di alimentarsi al Corpo di Cristo, dov'è???

Anonimo ha detto...

Salve,
forse vi ricordate di me.
Vivo in Sicilia e sono uscito dal cammino ormai da qualche mese.

All'inizio di questa scelta ho combattuto con tutte le mie forze contro il cammino, giudicando Kiko, Carmen, i catechisti, le liturgie e quant'altro.

Sono perfino uscito dalla chat di gruppo della mia comunità, perchè non sono stato all'altezza di contenere l'accusa che facevo a Kiko di essere uno che domanda i soldi ai camminanti per soddisfare il suo ego.

Ad oggi, di certo non voglio tornare nel cammino, perché vivo felicemente il mio percorso di fede e di maturazione e devo dire che mi sono confrontato con diversi preti che mi hanno detto che uscire dal cammino non significa rifiutare Dio (dubbio che viene a tutti i camminanti), perché come mi disse un parroco che stimo molto, nella chiesa c'è tanto posto, ovvero l'errore sta nell'identificare la chiesa con un movimento, qualunque esso sia.

Oggi sono qui per dire che alla fine io credo di essere giunto ad una conclusione, il cammino sarà forse anti-liturgico, sarà forse di origine massonica (come io stesso penso e non lo nego), ma, c'è un ma...
Bisogna vagliare l'intenzione delle persone che portano avanti il cammino, dei fondatori, dei catechisti e di quelli che frequentano.

Infatti, se tutti questi sono in buona fede, chi siamo noi per condannare in modo così categorico la loro buona fede?

Cioè, è il concetto del peccato mortale secondo me, diviene veramente mortale quando c'è la materia, la consapevolezza e il deliberato consenso.

Alla fine non sappiamo nemmeno di Kiko con quali reali intensioni porta avanti il cammino.

Poi, un'altra cosa che non mi piace che vedo sia qui che nel blog a favore del cammino, è il reciproco scambio di aggettivi, tipo baccalà, cretinetti, ecc.

Cioè alla fine siamo cristiani non dovremmo scendere a tanto.

E' bello che ogniuno di noi difenda la verità, ma secondo me non dobbiamo mai dimenticare l'intenzione con cui si fanno le cose.

Tutto quello che ho scritto è opinione strettamente personale.

Per la testimonianza in questa pagina, non mi sento di dire nulla se non che mi spiace della lontananza assoluta di questa persona dalla chiesa.

Ciao, Carmelo G.

Iocero Ioso ha detto...

Altra precisazione, questa volta per Carmelo.

La mia non è una lontananza assoluta dalla Chiesa.

Vivo cristianamente la mia vita e il mio matrimonio, pago le tasse, prego al mattino, ringrazio sempre Dio per quello che mi dona e lotto quotidianamente con i miei peccati. Cado e quando il mio animo è a pezzi la confessione e qualche amico prete e pronto a rialzarlo.

Il discorso è di altra natura: se per anni hai creduto malamente di essere un super eroe perchè tra preparazioni e celebrazioni passavi praticamente 4 giorni a settimana "nella pasta", convivenze, evangelizzazioni, pellegrinaggi, catechesi (sono passato per tutte le esperienze del cammino, 15 anni fatti, uscito poco prima della professione di fede, quando sei fuori...tutto quello che fai ti sembra poco, inutile, che a Dio non possa piacere perchè per anni non sei stato abituato al piccolo, al semplice. Per anni ti hanno fatto, velatamente o meno, credere che se alla veglia di Pasqua non ci sono i canti del cammino, veglia non è, che se ad animare la veglia di Natale è l'AC e non il cammino, il bambinello quasi quasi non nasce. Nessuno ti ha mai detto che anche in quelle chiese sperdute d'Italia dove un parroco celebra la veglia pasquale con otto fedeli, Cristoè risorto!
Il punto è molto semplice. Hai giocato per anni a fare Supermen che senza costume addosso non ti ritrovi più.
E come già ho detto ricominciare tutto non è mai semplice.
E' tutto di una chiarezza disarmante.

Valentina Giusti ha detto...

Caro Carmelo,
io sono uscita dal cammino quasi trent'anni fa. Sarò sicuramente una persona poco perspicace, ma posso dirti che ci sono voluti tutti questi anni per farmi un'idea abbastanza compiuta della mia esperienza in particolare e della realtà del cammino in sé. In particolare, per molto tempo ho sospeso il giudizio, un po' come stai facendo tu. Neppure ora comunque mi azzarderei a pensare che fondatori o adepti siano in peccato mortale! Anzi! Tanti fratelli che ancora conosco in cammino sono a mio parere delle sante persone. Ma lo erano già prima di iniziarlo! Questa è la mia convinzione. Che il cammino non porti quasi nessuno alla Chiesa. Che anzi, metta in pericolo più di un'anima non già in precedenza ben orientata nella fede.
Per quanto riguarda lo scambio di epiteti ... non mi pare che i collaboratori di questo blog vi si siano abbassati. Ogni tanto hanno risposto ma mi è parso con ironia. Non leggo altri blog e ciò che succede fuori di qui non mi interessa.

Uomo Libero ha detto...

@ locero loso

"Funziona un pò allo stesso modo quando ti consigliano di lasciare un fidanzato che nel cammino non vuole entrare. Ho visto tante ragazze non dare ascolto a questo dictat ed oggi vivere serenamente la loro vita cristiana col marito".

Nel mio caso, l'ex fidanzata ha ascoltato ed eseguito il dictat, ma è evidente che ha una personalità manipolata e fanatica.

psyco ha detto...

Notizie da Guam : intervistato dalla Pacific News Center l'autore del blog Jungle Watch, Tim Rohr.... Nell'intervista parla delle ingiustizie del vescovo neocatecumenale citando proprio il CN... ora in tutta l'area del Pacifico orientale le ingiustizie del Cammino vengono commentate in televisione... prevedo ribellioni di fedeli e clero quando ci saranno altre "100 piazze" e altre "catechesi iniziali"... e siamo solo agli inizi!

youtu.be/KORTh6Bt4_M?t=14s

Anonimo ha detto...

CHE DIRE DOPO 21 ANNI DI CAMMINO IO ASPETTO DI VIVERE TUTTE LE COSE TORBIDE CHE DESCRIVETE ,INVECE PERSONALMENTE ORA CON IL FORO INTERNO ECC ECC E DIVENTATO TUTTA UNA MERINGA STOMACHEVOLE STUCCHEVOLE ED INSIPITA . UN ALTRO GRUPPO DI BORGHESI IPOCRITI SIAMO DIVENTATI STATE SERENI come si usa dire oggi |

aleCT ha detto...

Qualcuno ha litigato con il CAPS LOCK per caso?

Detto questo ora, mi raccomando, prendiamo in giro l'ex fratello "iocero" accusiamolo di non essere stato abbastanza forte, di non avercela fatta (a far cosa?), di sputare nel piatto in cui ha mangiato...

Io dico solo una cosa: la mia esperienza di Chiesa e di Dio mi dice questo...essa è LIBERANTE.

Qualsiasi realtà ecclesiale, ribadisco QUALSIASI, inizi a mettere lacce, laccetti e lacciuoli magari facendo terrorismo psicologico (Dio non passa nella tua vita) smette di essere realtà ecclesiale cattolica e diventa qualcos'altro.

Avere difficoltà ad andare ad una messa CATTOLICA "normale" dopo aver mollato il cammino è indice che nel cammino la messa non viene vista come dono di Dio, ma come incontro con la comunità.

Il che è anche logico, tra risonanze, monizioni, INVENZIONI LITURGICHE (perchè queste sono)...

Dopo che ti ripetono continuamente in tutte le salse che "certe cose non le puoi capire", che curare la liturgia è da farisei, che "Dio guarda il cuore" (ma quale Dio? Quello che poi ti manda le disgrazie per convertirti? Non è il Dio che conosco io)..

Questo è il risultato.
Ora faccio una domanda scomoda.
COSI' COME E' ORA il cammino è uno strumento per la santificazione?

Eggià, perchè è per quello che siamo stati creati e lo stesso CVII ha ribadito "la chiamata universale alla SANTITA'"

Iocero Ioso ha detto...

Anonimo ha detto...

CHE DIRE DOPO 21 ANNI DI CAMMINO IO ASPETTO DI VIVERE TUTTE LE COSE TORBIDE CHE DESCRIVETE...


Non puoi capire Anonimo, non perchè ti manchino le categorie per farlo, molto più semplicemente perchè tutto quello descritto in questo post sono stati d'animo e situazioni che ti trovi a metabolizzare solo una volta fuori. Alcuni ti appaiono chiari solo dopo molti anni.
Vivendo l'esperienza del cammino tutto sembra fatto per il tuo bene, la tua conversione, la conversione di chi ti è accanto.
Solo dopo capisci che il confine era molto labile, che quando credevi di mettere nella verità stavi in fondo giudicando e di certo ferendo, solo dopo capisci che lasciare a casa con la febbre alta un figlio per una convivenza è stata una stronzata e che non è vero che in quella febbre c'era il demonio che ti voleva impedire Cristo. Capisci che era vero il contrario, che in quel momento il tuo posto era quello. Stare accanto a quel figlio, a quella moglie, a quel padre.
Solo dopo tutto appare chiaro, e nemmeno tutto..credimi!

Iocero Ioso ha detto...

Alect...il cammino è una chiamate per l'ESPIAZIONE!

Sei un peccatore. Sono un peccatore. Siamo peccatori.

Ho sentito questa frase milioni di volte!!!

Non c'è spazio in comunità per la gioia vera, quella che ti scaturisce dal tuo REALE incontro con Cristo.

Non c'è spazio per sentimenti che non sono quelli prestabiliti.

Dopo 15 anni di cammino con la mia comunità, ne ho fatti 2 da sposato con mia moglie.
Ricordo ancora l'imbarazzo di tutti quando, al primo passaggio, alla domanda QUALE E' LA TUA CROCE? e al tentativo del catechista di far rispondere a mia moglie "MIO MARITO"...lei rispose con pacatezza..."non dirò mai che mio marito è la mia croce e di certo non lo è adesso, siamo appena sposati, lo abbiamo fatto per volontà e ci amiamo".
Inutile dire che lei è diventata poi quella che "ancora non aveva luce per vedere"...

Vi ripeto...ho vissuto cosi tanti anni in comunità che tutto ciò che mi chiedete o obiettate ha una spiegazione e una stortura.

Sempre senza voler litigare con nessuno, sempre e solo per spiegare e quel che più importante...spiegare a se stessi.

Valentina Giusti ha detto...

Interessante ciò che dice Anonimo.
Cioè INVECE PERSONALMENTE ORA CON IL FORO INTERNO ECC ECC E DIVENTATO TUTTA UNA MERINGA STOMACHEVOLE STUCCHEVOLE ED INSIPITA . UN ALTRO GRUPPO DI BORGHESI IPOCRITI SIAMO DIVENTATI STATE SERENI
Che il cammino si sia imborghesito, è verissimo. Soo che non è una novità degli ultimi anni.
Il cammino è sempre stato borghese!
Dalle Palomeras in poi...dal momento in cui Kiko Argüello e Carmen andavano alle convivenze a bordo di macchinoni a quei tempi inusuali (si parla del 1963-4, cinquant'anni fa).
Per il resto, il gergo -anacronistico- rimane quello di una volta: preti, borghesi, parrocchie e pie donne, tutti definiti con disprezzo come fossero i portati di un vecchiume religioso che il nuovo slancio riformatore deve superare annullandoli.
Tutti noi che abbiamo frequentato il cammino abbiamo avuto l'errata convinzione che in qualche modo ci sia stata un' età dell'oro poi corrotta ed imborghesita.
Ma non è così. Gli inizi gloriosi stanno tutti nella catechesi iniziale e nel Kerigma, condito di anacronismi e falsità. A questo noi abbiamo creduto. Ad un'utopia. Di poter essere l'autentica Chiesa delle Origini. Un falso d'autore. Firmato Kiko.

Anonimo ha detto...

cara valentina esiste ancora quella utopia come la chiami tu, e più difficile distinguerla , la sostanza e la stessa la forma si e dovuta adeguare al 2014 non + al 1964 ti pare?

by Tripudio ha detto...

Infatti nel 2014 Kiko va girando in elicottero (vedi articolo: Vita da nababbi).

C. ha detto...

Spesso le critiche nc a questo blog inseriscono la solita frase relativista "a me non è mai successo questo...", oppure riducono ad episodi le sofferenze raccontate, a meri "casi eccezionali".

Invece a me preme dire che le critiche al cammino sono (almeno dai più) sempre precise, puntuali e circostanziate!

Quando io dico che la decima è una "tassa" occulta ma puntuale, che se non la paghi esci dal cammino, in barba a quanto detto dallo statuto e dal buon senso, non sto dicendo un mio personale giudizio, una mia "opinione".

Dico un fatto concreto, inquivocabile.

Quando Lino cita i mamotreti non sta raccontando una sua "opinione", sta facendo una critica con testo a fronte di quello che sostiene il cammino.

Quando Tripudio racconta gli innumerevoli fatti del cammino alla luce della liturgia della Chiesa Cattolica sta dando un immagine al di fuori delle interpretazioni.

I nc non accettano la verità, debbono mistificare per poter accettare che un laico progetti ed organizzi la loro intera esistenza con l'appoggio dei c.d. "catechisti".

Capito la differenza?

Lino ha detto...

Carmelo ha detto: "Infatti, se tutti questi sono in buona fede, chi siamo noi per condannare in modo così categorico la loro buona fede?"
Il principio che tu affermi, carissimo, vale per tutte le eresie e per tutte le ideologie nefaste. Perciò occorre separare "l'errore dall'errante" (come disse GP II); la "buona fede" non giustifica l'errore. Poi, se la “buona fede” è conseguenza del rifiuto a guardare una verità che è sotto gli occhi di tutti, nemmeno essa è giustificabile, Quella dei farisei, che rifiutarono Cristo nonostante le opere, magari fu “buona fede”, o no?

Lino ha detto...

@ C.
Infatti, C. E il problema sta già tutto lì, nei mamotreti.
Se un Karl Marx s’inventa un Capitale e insegna che c’è una lotta di classe, che occorre abbattere la borghesia, nelle parti del mondo nelle quali il marxismo si diffonde ci saranno dittature del proletariato (si fa per dire: saranno dittature dei burocrati del partito).
Se un Kiko s’inventa una “catechesi kerigmatica” e insegna una liberazione dagli idoli operata da ignorantissimi individui che non hanno mai letto un solo rigo di un esegeta serio – se lo avessero fatto si sarebbero disgustati e rivoltati dopo le prime dieci pagine della massima schifezza mai approvata, e subito secretata per la vergogna, da ecclesiastici – nelle parti del mondo nelle quali il kikianismo si diffonde ci sarà la dittatura dei catechisti. Quanto ha scritto Locero a proposito del figlio malato è assolutamente riconducibile alla catechesi della cognata ammalata nella parabola delle vergini secondo Kiko, che spesso cito, con il testo a fronte.
Ecco perché, ovunque nelle terre emerse si è insediato il Cammino, riscontriamo le medesime tragedie individuali, familiari, parrocchiali, diocesane. Il vaso di Pandora è in quei mamotreti, così come nel passato fu in altre opere. Sconvolge, in tutto questo, che le somme schifezze scritte nei mamotreti siano considerate “ispirate”. E che i NC non vogliano osservare questa verità, che emerge in tutto il mondo, e correggersi.

Anonimo ha detto...

rispondo a C.:
la mia critica infatti è costantemente suffragata da testimonianze di persone, e anche preti, che hanno avuto la disavventura di incrociare il CN e, pur non avendo letto mai una pagina di questo blog, rendono vero, con le loro parole, quanto compare su queste pagine. E questo li fa letteralmente sbroccare: perchè' ci sono altri, al di fuori dal giro dei blog, e quindi meno monitorabili, che non la loro testimonianza ogni giorno fanno luce sulle brutture del CN. E tutti testimoniano l'enorme senso di solitudine che si portano dietro dopo che hanno ricevuto nel cammino le stesse risposte: a me non è mai capitato; sarà stato un episodio marginale, è una tua impressione. Tutto ciò accresce il senso di colpa e l'isolamento che impedisce di far emergere tutta la verità intorno al CN e ai suoi metodi. Noi ci scagliamo contro i mamotreti denunciandone le storture e, dall'altra parte, si dichiarano gli stessi "ispirati". Come ti senti dopo questa affermazione? Continui a combattere a costo di andare contro qualcosa che probabilmente viene direttamente da Dio (una nuova Rivelazione secondo loro) o ti ritiri nei sensi di colpa pensando, in cuor tuo, che forse loro hanno ragione? Ted.

psyco ha detto...

Notizie da Guam: Un donatore anonimo regala soldi alla diocesi per costruire un seminario diocesano....e arrivano i kikos e lo fanno diventare seminario neocatecumanale! Con la board dei guarantors che fa capo ai coniugi Gennarini che vivono nel New Jersey.... (da Guam a Roma sono meno ore di volo che da Guam al New Jersey!!)

Infatti poi a dicembre 2013 viene eretto il seminario diocesano di Guam per accogliere.....un singolo seminarista non neocatecumenale! (cmq il vescovo vuole che le vocazioni entrino tutte nel Cammino: perciò l'istituzione è solo temporanea.....)

Vergogna, fratelli del cammino, fate sempre le stesse furbate in tutto il mondo!!!

E domenica 20 luglio i coniugi Gennarini,laici alti papaveri del Cammino Neocatecumenale, erano a Guam per SCRUTINARE le vocazioni che devono entrare nel LORO seminario di Guam!

ileana ha detto...

Cari fratelli,anche io ho sperimentato che nel cammino,purtroppo le persone vengono manovrate come pedine in un gioco di scacchi.Forse alcune volte lo fanno a fin di bene,comunque non è così che opera la Divina Misericordia.

Anonimo ha detto...

E secondo loro i coniugi gennarini farebbero tutto questo "gratis et amore Dei". Magari aspettando i fratelli e le sorelle di comunita' li rifocillino una volta tornati a casa. Ecco perche' il sig. Kiko ha diviso sapientemente i rami d'azienda e evita accuratamente di rendere pubblici i bilanci della o delle fondazioni che fanno capo al CN. Ted.

Pietro Soave ha detto...

Chiariamo alcune cose: il sito jungle watch e' pieno zeppo di espressioni irriverenti verso le autorita' ecclesiastiche e questo e' sbagliato. Intitolare un thread "il vescovo e' un bugiardo" e' inammissibile anche se fosse vero e incontrovertibile. Solo le autorita' costituite (tribunali ecclesiastici e santa sede) possono eventualmente esprimersi in quei termini. Nella Chiesa non c'e' posto per l'irriverenza anche se si ha ragione.
I termini della donazione non sono chiari ma riferiti per sentito dire: una donazione per un seminario o per la formazione di sacerdoti non e' incompatibile con una scelta da parte di un vescovo di stabilire un tipo particolare di seminario.
Nei seminari redemptoris mater la consultazione dei catechisti e' considerata essenziale. In realta' e' piu' che consultazione, e' quasi ultima parola su tutto. Dico quasi perche' la figura del rettore fa la differenza: il rettore puo' essere totalmente sottomesso, quasi completamente sottomesso oppure ambizioso e ribelle. Nei primi due casi bene, nell'ultimo male. Di per se' non ci sarebbe niente da dire nell'avvalersi di collaboratori laici per consultazioni. Si sa invece che i catechisti vanno in seminario a esercitare il loro ruolo di profeti e anche a chiarire che saranno ordinati coloro che continueranno a credere nei profeti dopo l'ordinazione.
A mio avviso I problemi dei seminari neocat non sta tanto nelle finanze o decisioni di vescovi, ma in quei delicati equilibri che si impongono e sviluppano distaccando gradualmente i futuri sacerdoti dalla Chiesa universale sotto la guida del vescovo per creare una chiesa parellela guidata da catechisti dove il clero conta solo se compiacente. La tanto sbandierata universalita' neocat (siamo dappertutto, andiamo dappertutto non ci sedentarizziamo) si limita alle cose di kiko. Molte di queste cose I vescovi non hanno neanche l'occasione di vederle.
Detto questo, chi di dovere ha visitato la diocesi di guam. Aspettiamo e vediamo.

Valentina Giusti ha detto...

Entro un momento nell'argomento 'fatti concreti': quelli citati nel blog, quelli che vantano nel cammino.
Credo che i fatti non siano nulla se non sorretti dalle motivazioni.
Che ci sia un nuovo sacerdote è un fatto buono; che questi possa essere già in partenza succube e ricattabile, non lo è.
Che una famiglia sia numerosa è un fatto buono; che i figli siano poi educati non alla libertà ma ad una doppia morale ed all'ipocrisia, non lo è.
Donare i propri soldi è un bene; che un capofamiglia non possa responsabilmente utilizzare le proprie risorse ma debba stare al traino di altri, non lo è.
Superare insieme le crisi coniugali alla luce della parola di Dio è un fatto buono. Trascinare un rapporto incrinato colpevolizzandosi e nascondendo odio e livore sotto il sudario di un perdono forzato, non lo è.
Mi fermo qui. I fatti, di per sé, possono essere letti in mille modi. Ciò che però non può essere soggetto a interpretazioni è il criterio della libertà dell'uomo. Dio desidera la nostra felicità, che mai potrà essere compiuta tra costrizioni, lacci e ipocrisie.
Di cui il cammino è pieno.

by Tripudio ha detto...

Chiariamo alcune cose:

1- quando le ingiustizie sono davvero troppe, mi pare statisticamente normale che qualcuno metta da parte il politically correct e chiami "bugiardo" uno che ha ripetutamente e pubblicamente e verificabilmente mentito. Anche se si tratta del proprio vescovo (cioè dell'autorità ecclesiale più alta dell'isola: quella che deve proteggere clero e fedeli anziché turlupinarli). Tanto più di fronte a numerose menzogne (non una ma numerose menzogne) e calunnie (il vescovo ha gratuitamente e pubblicamente insinuato cose gravissime su un sacerdote diocesano: non sono "inammissibili" queste?).

È facile essere d'accordo contro le "espressioni irriverenti" poiché qui in Italia siamo malati di ipersuscettibilità: qui siamo al punto in cui un bugiardo conclamato e certificato può querelare chi lo chiama bugiardo e averla vinta in tribunale (succede spesso contro i giornalisti). Per questo siamo così ossessionati dal politically correct.

2- i termini della donazione sono chiari ed è proprio lì il problema: una donazione per "un seminario" è diventata per mano dei kikos la donazione per "il loro seminario". Conoscendo quanto sono rapaci i neocatecumenali, non c'è da meravigliarsi.

Ma anche se vogliamo considerare secondario questo punto, ci sono i contorni poco felici: il vescovo che comanda alle vocazioni di entrare nel Cammino altrimenti l'ordinazione se la possono sognare, il fatto che il seminario sia nelle mani di due laici e un presbitero neocatecumenali italiani che abitano nel New Jersey, il fatto che in quel seminario si celebri la liturgia degli strafalcioni, ecc. Quindi, anche nel migliore dei casi, anche se la donazione fosse neocat per costruire un seminario neocat, accettarla significa rendersi complici di abusi e strafalcioni.

3- trovo particolarmente umoristica l'espressione: «nei seminari R.M. la consultazione dei catechisti è considerata essenziale... è quasi ultima parola su tutto».

È come se nel reparto ostetricia accogliessero una donna "quasi incinta" o in obitorio un uomo "un po' morto".

Vedi, Pietro, magari dopo tanti anni ancora hai l'idea che la "prassi invalsa" nel Cammino, benché ingiusta, sarebbe da rispettare. Oh, cielo: la «consultazione» (può portare a delle conseguenze?) che viene «considerata» (da chi? perché?) addirittura «essenziale» (e dove sta scritto?)...

Anzitutto chiariamo che i cosiddetti "catechisti" del Cammino non hanno alcun titolo per mettere becco nella formazione al sacerdozio. E invece l'ineffabile Gennarini lo scorso 20 luglio era a Guam a decidere quali vocazioni possono entrare nel "suo" seminario (giacché lui e sua moglie sono nel collegio dei Garanti del seminario, con diritto su tutto, perfino diritto di veto). Questa è una scandalosa assurdità, di fronte a Dio e di fronte alla Chiesa.

La prassi invalsa nei seminari RM è sbagliata anche se ci fosse qualche caso in cui "il rettore fa la differenza": con tante ingerenze esterne, il rettore dovrebbe essere più feroce dell'incredibile Hulk...

Lino ha detto...

Ted ha detto: “Noi ci scagliamo contro i mamotreti denunciandone le storture e, dall'altra parte, si dichiarano gli stessi "ispirati". Come ti senti dopo questa affermazione? Continui a combattere a costo di andare contro qualcosa che probabilmente viene direttamente da Dio (una nuova Rivelazione secondo loro) o ti ritiri nei sensi di colpa pensando, in cuor tuo, che forse loro hanno ragione?”
È un nodo critico della questione questo che affronti, caro Ted. La risposta è una: non devi “circoncidere la ragione”, come chiedono i NC, occorre fare uso di quel dono che si chiama intelligenza. Devi chiederti se 1 Cor 15,2 (che altrove citano fuori luogo) sia rispettato, se il Vangelo è mantenuto nella forma in cui è stato annunciato. Confidando nello Spirito Santo, con l’aiuto della tradizione esegetica, vai a verificare dove, nei testi evangelici, Cristo ha domandato l’esercizio del “conosci te stesso” gnostico prima di guarire dalla cecità, di dare l’acqua viva, di salvare dalla lapidazione, di entrare in casa di Zaccheo. Non troverai niente di tutto ciò. Poi, con il beneficio del dubbio, con dimostrazione per assurdo, potrai assumere per vere le tesi kikiane: la ragione, però, come nel caso del cieco nato, si renderà conto che se il fango significa il peccato e non l’argilla della creazione il testo – addirittura privato della “saliva” - diventa illogico e contradditorio con le parti e con l’insieme. Così per il sicomoro, per le vergini stolte ecc. ecc. eccetera. Questa “catechesi kerigmatica”, allora, si dimostrerà per quello che è: l’invenzione di un modesto pittore, coadiuvato da teologi gnostici, che non regge la prova della ratio.

Lino ha detto...

P.S.
Aggiungo un link per l'esercizio del "conosci te stesso", che tra i NC è attuato mediante gli scrutini, grazie ai quali neocat possono affermare: "Il Cammino mi ha fatto conoscere come io sono veramente": http://movimentognostico.org/morte-mistica/

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Questo tal "Gesù all'umanità" è un "profilo Blogger" creato a maggio scorso e utilizzato per la prima volta oggi su questo blog. Chissà perché...

Passiamo ad argomenti più seri per farci due risate: mettiamo mano alla calcolatrice e chiediamoci chi ha pagato viaggio andata e ritorno a Guam dal New Jersey per l'ineffabile Gennarini e relativo seguito, tenendo presente che in versione economy, il solo volo (di circa 15 ore con scalo a Houston o a Tokyo) costa fra i 1200 e i 1400 euro a persona (sola andata)...

Quante "decime" sono state salassate? Quanti poveri fratelli del Cammino, che già faticano ad arrivare a fine mese, vengono spennati dei loro ultimi centesimi per sostenere lo "scrutinamento" delle vocazioni da parte di un manipolo di laici? Quanti responsabili di comunità fanno ripetere il giro del sacco nero (con ulteriore canto kikiano e dolore per i fratelli che si illudevano che la torchia fosse finita) perché non hanno ancora «insaccato» la cifra tonda prestabilita?

E voi ancora credete che collette e "decime" vengano versate "per i poveri" e per il parroco? Sveglia, ragazzi!

Lino ha detto...

OT
Nella giornata di oggi - non lo scrivo a caso - la Caritas di Napoli ha distribuito circa 1.500 pasti a persone bisognose. Magari questa è "evangelizzazione", più di un viaggio andata e ritorno a Guam dal New Jersey pagato dal Cammino, o no? Anche significa "uscire dalla parrocchia", sbaglio? E c'è in giro chi rivendica tutta l'evangelizzazione per il Cammino!
Comunque li analizzi, nella teoria e nelle prassi, ti fanno indignare.

Ruben ha detto...

@Lino
"E c'è in giro chi rivendica tutta l'evangelizzazione per il Cammino!"
---
Secondo il mio modestissimo parere,
il Cammino confonde(appositamente?),
l'evangelizzazione con il proselitismo.
Mai vista, nelle 100 piazze una catechesi avulsa dal contesto delle testimonianze-fotocopia, tipo "tot figli di cui uno in cielo, le disgrazie che mi ha mandato Dio, mi hanno aperto gli occhi" ed altro; dico una catechesi, presa dal Vangelo, destinata a rimanere su quella piazza, magari toccando il cuore di qualcuno,e lì finiva.

Valentina Giusti ha detto...

@Ruben: certo, hai ragione, evangelizzazione non è! Non sono sicura però che che si tratti di mero proselitismo. Se lo è (così pare, visto che i pochi che si fermano ad ascoltare vengono invitati a seguire il cammino) non è per nulla efficace: i risultati sono così deludenti! Qualcuno qui sul blog a suo tempo ipotizzava fosse un'altra, raffinata forma di umiliazione degli adepti.
A me sembra piuttosto un happening, uno spot pubblicitario. E, perché no?, un modo per occupare le domeniche in cui non si fanno convivenze.
D'altra parte una delle caratteristiche delle sette è l'occupare il più possibile il tempo dei loro aderenti per impedire loro di dedicarsi ad altre attività, a conoscere altre persone o ad approfondire e a pensare autonomamente.

Anonimo ha detto...

Io continuo a sostenere che se non facciamo video su you tube o non organizziamo una manifestazione dei fuoriusciti del cammino è tutto inutile. Il CNC è una loggia massonica all'interno della chiesa che si vuole sostituire ad essa: è Kiko l'anticristo se no perché farebbe tutti quei dipinti di Gesù che in verità rappresentano la sua faccia? Recentemente ho saputo di un'altra ragazza figlia di neocat che conoscevo che ha lasciato il cammino profondamente scandalizzata. Dobbiamo metter fine alla violenza neocat se no siamo noi i criminali. Se facciamo vedere le nostre facce avranno paura di noi.

Ruben ha detto...

@Valentina
D'altra parte una delle caratteristiche delle sette è l'occupare il più possibile il tempo dei loro aderenti per impedire loro di dedicarsi ad altre attività, a conoscere altre persone o ad approfondire e a pensare autonomamente.
---
Caratteristica mutuata dai totalitarismi di ogni colore; in italia nel ventennio si chiamava "dopolavoro", ovvero, come tu dici, ti organizzo anche il tempo libero, così non pensi.

Lino ha detto...

@ Ruben
L'anno scorso a Bari ci fu una catechista che espose - peggiorandola, facendo addirittura gridare il cieco - la prima catechesi NC. Quest'anno, hai ragione, non ho riscontrato niente di simile, probabilmente è stato proibito diffondere in pubblico il Kiko-verbo segretato.

Le piazzate hanno un loro senso: dimostrare che i neocat escono fuori dal chiuso delle salette ed evangelizzano. I risultati, poi, non contano.

Winston Julia ha detto...

Ciao Iocero,
lodevole che tu riconosca il male fatto. C'è che chi con il tritacarne neocatecumenale si è rovinato la vita e ha portato SCEMPIO nella vita altrui, ma ancora parla di strada giusta. Le vere vittime di questa galera del cuore non sono gli adepti, che comunque hanno voluto farsi stritolare. Le vere vittime sono quelli che hanno consumato corde vocali, anima, TEMPO, VITA per tirar fuori la persona che credevano cara da quel covo di malfattori. A chi si è ravveduto ed è uscito peserà forse un pochino il male fatto, ma chi lo ha subito ingiustamente, solo spellandosi per salvare qualcuno che in fondo VOLEVA FARSI TRUCIDARE DAL CAMMINO, non passerà mai. Mai potranno essere sanate quelle ferite, perché non si deve mai giocare sulla pelle di altri.

Winston Julia ha detto...

Scusa Iocero, nel precedente messaggio inviato c'erano alcuni errori di ortografia. Spero si sia compreso il senso. Comunque onore a te per aver fatto pubblica ammenda. Tutto quello che hai scritto è perfettamente chiaro. Dunque, nessun timore di sembrare irreale o illogico. Il rischio che si corre a rompersi la testa contro i neocat è proprio di sembrare noi dei pazzi o degli eretici (nella loro artefatta confusione, Chiesa e cammino li vogliono far passare per sinonimi e non è questa, purtroppo, la peggiore aberrazione da loro perpetrata). Importante poter parlare con chi esce e ha il coraggio di togliersi le fette di prosciutto dagli occhi: serve a rincuorarci, noi trucidati paladini degli adepti da salvare (che hanno non farsi salvare preferito rimetterci tutto e ci hanno calpestato in modo veramente abominevole), a non farci sentire noi stupidi o, peggio, gente che vaneggia ... Grazie, dunque.

Valentina Giusti ha detto...

Cara Julia, chi ha voluto farsi stritolare come dici tu, l'ha fatto per sentirsi diverso e migliore degli altri, ha peccato di orgoglio, tant'è che, una volta uscito, ha ancora il coraggio di parlarne come di una bella esperienza o di una 'strada giusta'.
È vero anche che chi ha sofferto davvero è chi, da fuori, si è sgolato per convincere, è stato umiliato e trattato da demonio.
Però, dal momento che anch'io ho vissuto, nei confronti di una sorella (di carne) la stessa esperienza, posso dire che mi ha arricchito e resa più forte.
Per avere la soddisfazione poi di sentirla dire 'avevo sbagliato' ho dovuto attendere decenni.
Ciò che ti fa aderire ad un'esperienza da setta è una debolezza dell'animo e del carattere. Che non si supera tanto facilmente, neppure dopo essersene affrancati.

Winston Julia ha detto...

Ciao Valentina, sto cercando ancora di capire come sia possibile demandare a dei perfetti sconosciuti malintenzionati il dominio sulla propria vita interiore, sentimentale, esteriore e quant'altro. Dominio assoluto, disconoscendo tutti gli altri esseri umani della propria esistenza, anche i più vicini. E non parliamo di giovani minorenni, ma di quarantenni o anche più! Si spiega con la debolezza, dici. Lo penso anch'io, ma chi non è debole? Non per questo andiamo a distruggere letteralmente il prossimo! E come si fa, preso un giusto distacco, a continuare a negare che si tratti di una setta violenta alla quale si è immolato tutto? Come si fa non cercare di vivere per quel che si è, accettando, nelle debolezza, il sostegno di esseri umani NORMALI, anziché farsi montare la testa e partire in Crociata per annientare chi ha la sola colpa di aver teso la mano? Io questo dico: non dovrebbe arrivare per tutti il momento della verità? Non è facendosi SEMPRE un esame di coscienza che si diventa migliori?
Non è ammettendo le proprie colpe che si cresce? Possibile che alla gente coinvolta in questo percorso mortale non venga in mente mai che NON PUO' ESSERE sempre colpa degli altri e che il cammino non è la Verità, ma una DERIVA, un DELIRIO? Sto cercando di capire, ma è talmente aberrante quello che il cammino è capace di fare ed allucinante ciò che i seguaci si lasciano indurre a commettere, così come niente fosse, che resta lo sconcerto !

Lino ha detto...

Sai, caro/a W & J, se Winston al di fuori delle informazioni fornite dal Ministero dell'Abbondanza non ha amici con i quali confrontarsi, se nel suo giro si ragiona con il bispensiero e si parla in neolingua - poche sono le possibilità d'interazione, quindi - perché mai egli dovrebbe intendere che bispensiero e neolingua sono deliri, ancor prima d'incontrare Julia? A questo aggiungi l'amore profondo per il GF praticato nella saletta 101 e hai le risposte alle domande che mi sono apparse pleonastiche, per il tuo nick :-)

Valentina Giusti ha detto...

E come si fa, preso un giusto distacco, a continuare a negare che si tratti di una setta violenta alla quale si è immolato tutto?

La manipolazione mentale non è un fenomeno poi così raro.
C'è chi si fa plagiare dalla moglie o dal marito. Chi da un partito politico. Chi dai genitori. Non sono situazioni così diverse!
In tutti i casi, anche quando ci si è affrancati, ancora per molto tempo si soffre, ci si sente in colpa.
Ci vuole molto tempo, per esserne davvero liberi. E non tutti hanno il coraggio di ammettere di essersi fatti soggiogare. Di aver perso anni di vita. Di aver fatto soffrire inutilmente i propri cari.
Qualcuno addirittura passa da una dipendenza all'altra, senza soluzione di continuità.
Può succedere anche che qualcuno, pur essendone uscito in modo traumatico, continui a difendere l'esperienza fatta e magari la consigli anche ad altri!
In generale, chi non conosce se stesso, può essere un pericolo anche per gli altri.



Anonimo ha detto...

Sono commosso da quanto letto. Sono in Cammino ma mi sto accorgendo di quanti slogan hanno gettato lì, quante volte ho dovuto fare cose per non sentirmi diverso dagli altri...forzando il mio carattere non per amore a Cristo ma per legge ai catechisti, quando il Signore avrebbe disposto (e lo ha fatto) momenti più sinceri di perdono successivamente e non "due giorni prima del Rito del passaggio altrimenti torni indietro".
Mi ritrovo oggi fratelli di comunità che alzano le mani, sparlano, ingiuriano ma...sono famiglia numerosa, bisogna comprenderli, sono fatti così, e vanno in giro a chiedere perdono per poi rinfacciartelo...a senso questo? A me spaventa che a queste persone i catechisti e il parroco (del Cammino) non dicano niente.
Non so se continuerò, ma mi rendo conto che si perde il senso di quello che si fa ed è pesante questo, perché rende tutto alla fine un teatrino.
Il Cammino ha molte cose buone e può condurre a Cristo, ma se conduce solo al Cammino...non è buono
Mario

Valentina Giusti ha detto...

Mi ritrovo oggi fratelli di comunità che alzano le mani, sparlano, ingiuriano ma...sono famiglia numerosa, bisogna comprenderli, sono fatti così, e vanno in giro a chiedere perdono per poi rinfacciartelo.(...)
Il Cammino ha molte cose buone e può condurre a Cristo, ma se conduce solo al Cammino...non è buono


Hai ragione Mario, condivido.
Purtroppo prepotenza e narcisismo sono frutti del cammino, inscindibili da esso.
Non sono delle deviazioni, come pensavo un tempo, ma modi d'essere incoraggiati e premiati.
Ciò che di buono c'è nel cammino serve solo a promuovere questo nuovo modello di 'cristiano', molto diverso da Gesù, che 'patì per noi lasciandoci un esempio perché ne seguiamo le orme'.