sabato 16 agosto 2014

Per socializzare e per accasarsi

Neocatecumenali che fanno il
girotondo come all'asilo infantile
Una testimonianza di ieri dal blog Jungle Watch. La pubblico perché io ho visto esattamente le stesse cose qui in Italia.


A suo tempo ho fatto un po' del Cammino. L'ho fatto per un po' ma poi mi sono reso conto che è un club di giovani adulti che lo sfruttavano come occasione sociale e opportunità di viaggiare nel mondo: è stato effettivamente una cosa alquanto triste.

Sembravano essere quelle persone che cercano di recuperare la perduta gioventù. Molti di loro parevano avere un'eccessiva confidenza coi seminaristi che si preparano al sacerdozio. Questo mise me e mia moglie assai in imbarazzo. Molta gente non è contenta del Cammino a causa delle sue pratiche "arcane" e dei suoi metodi. Beh, questo non è stato il nostro caso perché noi non abbiamo mai potuto verificare se fosse stato così anche per noi, dato che eravamo invece soggetti a questi bizzarri raduni sociali di giovani adulti e al vedere quelle ragazze single con la loro ossessione per i seminaristi. Magari si trattava solo di infatuazioni da scolarette, ma onestamente non mi andava di ascoltare e leggere la Bibbia con quella gente sapendo che si ritrovano lì solo per socializzare e non per domandare veramente lo Spirito Santo nella propria vita.

Chissà cosa sarebbe stato della mia famiglia se avessi continuato il Cammino. Però sono felice che lo abbiamo abbandonato e che non abbiamo alcuna intenzione di rientrarvi.

23 commenti:

Michela ha detto...

in effetti il cammino pesca le persone facendo leva sui loro desideri più nascosti. Quindi c'è anche chi entra per trovare un senso alla sua vita, ovvero l'anima gemella, o un diversivo per rendere l'esistenza più intensa, o un'esperienza religiosa più coinvolgente.
Poi nei primi anni tutto sembra bello, le persone sembrano meravigliose, ci si innamora facilmente, ( è il love bombing tipico delle sette).
Sembra che l'autore stia descrivendo questa situazione.

Invece io resto perplessa davanti all'atteggiamento dei seminaristi e presbiteri RM.
Li vedo troppo disinvolti alle feste e durante le vacanze, come se loro non dovessero assoggettarsi al custodire il proprio corpo e i propri atteggiamenti, come fanno gli altri sacerdoti.

Ruben ha detto...

Riguardo ai "presbiteri", è proprio ciò che ho sempre riscontrato nelle mie osservazioni esterne: eccessiva familiarità che rasenta la mancanza di rispetto, compresa la pessima abitudine e cattiva educazione, di darsi sempre ed ostentatamente del "tu"
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Valentina Giusti ha detto...

La mia impressione è che ci sia stata un'evoluzione negli anni (o un'involuzione?) che abbia concentrato gli sforzi per costruire il futuro del cammino più all'interno delle comunità già avviate (dalle quali non si esce MAI: che quindi formano un POPOLO di famiglie) che all'esterno delle stesse, attraverso le catechesi e il richiamo di nuovi adepti.
Nel thread precedente C. lo spiega con chiarezza:
Dagli anni 2000 in poi il cammino, complice internet che ha reso globale l'accesso alle informazioni ed i dati, è stato praticamente azzoppato alla radice: chi li vede o ne sente parlare si comincia a documentare ed accede ad una serie di informazioni che fanno decidere se entrare o no nel Cammino.
Non esiste più il "fidarsi" di quanto detto...Le iniziative delle 100 piazze sono la testimonianza concreta, vengono fatte solo per umiliare i neocatecumeni, piuttosto che per vere speranze di moltiplicare gli adepti.Infatti oggi il Cammino fa leva sulle famiglie neocatecumenali, sono loro l'ambiente che permetterà di avere persone già educate ad accogliere quel messaggio, impossibile da recepire ormai nella attuale popolazione scolarizzata.
Per questo si spinge molto a far sposare i ragazzi giovani e a concepire molti figli.

Quindi è naturale che i pochi che ancora entrano in comunità per effetto del 'Vieni e Vedi', come l'estensore del thread odierno, si trovino a contatto con i figli nc, che, volenti o nolenti, debbono seguire la catechesi e iniziare il cammino e che, per la spinta naturale dell'età ed 'innaturale' di catechisti e genitori nc, sono alla ricerca del compagno per formare una nuova famiglia (neocatecumenale).
Sui giovani presbiteri e seminaristi nc non posso dire molto perché non ne conosco molti personalmente.
Una cosa che mi ha colpito però è stato vedere in Twitter uno di questi mettere la sua foto (presumibilmente del giorno della sua ordinazione sacerdotale, in modo che non ci fossero dubbi sulla sua condizione!) per poi condurre informalissime conversazioni con amici (rigorosamente del cammino).
Rituittando ogni tanto i messaggi del papa (Deo gratias).
Confermo quindi quanto asserito in proposito da Ruben e Michela.

Anonimo ha detto...

Verissimo. Vige il ''tu'' anche se è la priva volta che ci si incontra. E se non ci si adegua, non fai parte del gruppo, anzi sembra una mancanza di rispetto nei confronti del sacerdote. Un TU che mette tutti sullo stesso piano.

Lino ha detto...

Io non la penso come i Baccalà: non giudico il prossimo fondato e costituito interamente da comunità di "cretinetti". Sarebbe da stupidi immaginare che un mostro come quello fondato da Kiko & C. & porporati vari - un drago multinazionale che genera e divora enormi risorse finanziarie, tra decime, donazioni e vendita di oggettistica varia - non abbia proprie strategie di sopravvivenza. Strategie che, oltre il Cammino, devono far campare (bene) la generazione dei Gennarini e la piramide gerarchica discendente.
Il Cammino non può immaginare di proseguire con il "vieni e vedi": alla fine la maggioranza è fatta di esseri pensanti che al catechista NC dicono: "Prima mi fai vedere, poi vengo. Mica sei Filippo, tu?".

by Tripudio ha detto...

Continua l'estate bollente di Guam: ecco un interessante esempio di omelia mirata contro di te:

durante la Messa il vescovo inveisce contro «quella gente che commette calunnia e mente sul Seminario [Redemptoris Mater di Guam]».

Ce l'aveva contro l'autore del blog Jungle Watch, che ha fatto capire a tutti le magagne relative a quel seminario neocatecumenale e al parassitismo delle comunità NC.

Ma la cosa più interessante è uno dei primi commenti di tale pagina, dove uno dice: «sono ancora dispiaciuto di aver innocentemente donato nel corso degli anni migliaia di dollari al seminario perché l'arcivescovo lo definiva splendido e perché don Ivan enfaticamente diceva alla gente che lo visitava: "questo è il Vostro Seminario!" - Ora io sono diventato totalmente sospettoso sul contribuire alla Cattedrale [di Guam] perché non sono sicuro che le offerte vadano alle legittime spese parrocchiali piuttosto che al Cammino e al suo distruggere le autentiche chiese cattoliche di Guam».

Valentina Giusti ha detto...

Lino: continuo a pensare che il mostro sia nato da un'idea, semplice e, forse, pura: far rinascere una comunità delle origini. Un'utopia. Che infatti ha fatto diffondere un'esperienza che per nulla somiglia al disegno originale.
Ora Kiko mi fa pensare ad un animatore turistico in un club mediterranee che vuole trattenere a tutti i costi i suoi turisti.
I giochi che aveva pensato potevano andar bene per una settimana, un mese. Poi, ha dovuto idearne altri: altri trenini, altro gioco della bottiglia, qualche numero di prestigio in più.
Anche perché nel frattempo gli animatori (suoi cloni) da mantenere sono aumentati, la struttura si è amplificata, come pure il suo ego smisurato.
Che, credo, in questa fase sia più un ostacolo che un incentivo all'espansione del cammino, il quale certo sarebbe condotto in modo molto più 'intelligente' dai Gennarini e da altri personaggi di potere che, dentro e fuori la Chiesa, hanno interesse ad utilizzarlo per i propri scopi.

Lino ha detto...

Dunque, Valentina: mettiamola così. Una persona inizia un cammino, essendo impedita da idoli (una lupa-avidità, una lonza-lussuria, un leone-superbia ecc. ecc. eccetera, per esempio poetico). La persona viene condotta in una stanza di meditazione, dove gli è mostrata la sua cecità, una benda di fango/peccato (che con la guarigione del cieco nato evangelico c'entra come il cavolo a merenda) che gli impedisce la vista e dal quale sarà lavato, dopo una discesa di sette scalini fino a una piscina sotterranea. In questo cammino rituale-simbolico la persona dovrà conoscere/riconoscere (potenza dell’olio degli scrutini!) i propri vizi, dai quali dovrà emendarsi per poter conseguire il battesimo gnostico e indossare la tunica bianca. Gli eletti a questa iniziazione – “inventata” da un illuminato ispirato e guidato dalla Divinità, naturalmente – costituiranno il popolo dei “salvati”, coloro che si presenteranno dicendo: “Io ho fatto il Cammino”.
A me, cara Valentina, questa roba qui non pare né originale né pura: iniziazioni di questo genere (con rituali più o meno simili) sono praticati nelle conventicole più disparate. Il cattolicesimo è un’altra cosa e un modo di conduzione più intelligente di Gennarini non cambierebbe la natura gnostica del Cammino.

Valentina Giusti ha detto...

Lino: sbaglierò. Lo dirò per giustificare a me stessa di aver aderito con entusiasmo al cammino ed esserci restata per tanti anni. Ma, secondo me, l'idea è buona. La comunità ristretta aiuta a vivere la fede. Cercare di riscoprire dentro di sé i motivi del proprio battesimo contribuisce a rendere più consapevole, aiuta a scegliere di nuovo di aderire nuovamente al Signore con la propria vita.
L'aspetto gnostico del percorso nc invece a mio parere è stato accentuato per rafforzare il 'copyright' del cammino: Kiko era preoccupatissimo del sorgere di altre esperienze sulla base del format neocatecumenale ed ha voluto firmare e caratterizzare in modo inequivocabile il 'suo' cammino.
Perché, come afferma nel mamotreto del secondo scrutinio, nella Chiesa può esistere un solo catecumenato, il suo (!)
E basterebbe questo per avvelenare la bontà dell'idea. Per non parlare di tutto il resto!

Anonimo ha detto...

È uscito un nuovo libro sul Summorum Pontificum
"Le forme del sacro. La performance nel rito romano" di Luigi Martinelli, Cavinato Editore.

Sosteniamo la buona stampa cattolica.


Micus

Anonimo ha detto...

@ Valentina Giusti
La comunità ristretta non aiuta a vivere la fede. E' solo un mezzo per far vivere la fede in un certo modo. Nel modo che serve a Kiko & C.
La fede non si vive meglio perché sei in tanti o in pochi. Perché sei in una comunità o perché sei da solo.
Quello che ha costruito l'arguello è un modo per controllare la fede (del catechismo arguellano) attraverso piccoli gruppi di persone.
forse è proprio il piccolo numero di persone che ha portato al successo la sua fede(di kiko/a kiko).
Il Credo in Dio non ha bisogno di avere piccoli o grandi gruppi di persone..la fede in Dio e il Suo Credo stravolge il concetto di comunità o gruppo e se non lo stravolge sicuramente non si ferma a quello...

Lino ha detto...

Valentina ha detto: "Perché, come afferma nel mamotreto del secondo scrutinio, nella Chiesa può esistere un solo catecumenato, il suo (!)"
Questa tua considerazione, Valentina, deve orientare il tuo stesso ragionamento. I mamotreti sono sin dalle prime diffusioni del Cammino. E' roba complessa e ben "architettata", in particolar modo nelle invenzioni simboliche, confutabili sì, errate, ma complesse e coerenti con le finalità catechetiche. E' un grosso studio a tavolino.
In relazione alle comunità, "le vie del Signore sono infinite".

Anonimo ha detto...

Non posso che confermare l'atteggiamento dei seminaristi RM (o di almeno di una parte di essi) specialmente durante le "itineranze" (o meglio dire le vacanze) estive.

Valentina Giusti ha detto...

Riprendo quanto hai detto tu, Lino.
Non credo che tutti i neocatecumenali siano Baccalà.
E non voglio credere che lo siano i nostri Pastori.
Quindi, qualcosa di buono c'è.
Che ci sia perché in nuce l'intenzione era buona e pura oppure perché ci sia stato messo dopo per artificio e per coprire ben altri disegni, forse può non essere dirimente.
Lo è per le anime dei due fondatori e per chi ha contribuito al loro progetto in modo perfettamente consapevole, ma non per noi o per chi, in perfetta buona fede, ne è coinvolto o lo è stato, magari per decenni.
Noi dovremmo solo cercare di portare alla luce le contraddizioni (come già voi collaboratori del blog, ognuno con la propria specifica sensibilità, fate egregiamente, come ben sanno anche i vostri detrattori!) utilizzando gli strumenti della ragione e della dottrina.
Ad Anonimo che dice che stare nella piccola comunità non aiuta a crescere nella fede rispondo: puoi aver ragione nel caso del cammino, ma non generalizzerei, perché altrimenti dovremmo buttare alle ortiche un bel po' di associazionismo cattolico che si organizza proprio in piccoli gruppi! Però forse tu intendi dire che la crescita spirituale è qualcosa che riguarda il singolo e che non può essere indotta e 'formattata' come nelle comunità nc. Nel qual caso, d'accordissimo con te! La comunità diventa quasi una 'prigione', un treno in corsa dal quale diventa molto difficile scendere...senza farsi male:-(

Michela ha detto...

a Valentina
che dice che qualcosa di buono c'è nel cammino.
le uniche cose buone nel cammino sono le persone e la Chiesa.
le persone, cioè la risorsa umana, che portano il loro vissuto religioso nel cammino, e difatti si è visto che chi aveva già una formazione religiosa antecedente al cammino, l'ha mantenuta, gli altri, 'i lontani', sono rimasti 'lontani' quando sono usciti dalla comunità.

La Chiesa, perchè il cammino è un parassita per cui quando ti fa fare le cose che la Chiesa insegna da sempre, come pregare o leggere i salmi o pregare in piccoli gruppi, ne derivano indubbie grazie ai partecipanti. Ovvero il cammino fa del bene spirituale quando fa le cose che fa la Chiesa. Poi però distrugge tutto quando altera la dottrina, e alterando la figura del Figlio di Dio, distrugge l'uomo con tutte le conseguenze spirituali e psicologiche che conosciamo.

Anonimo ha detto...

Per mia esperienza personale con i sacerdoti red mat nn mi sono mai imbattuto in sacerdoti con atteggiamenti ambigui anzi sono gli unici che ho incontrato che mi hanno insegnato e fatto capire il valore autentico della castità. Federico

Lino ha detto...

"E alterando la figura del Figlio..."
E' il punto cruciale di tutta la questione neocatecumenale, a mio modesto avviso, che emerge da ogni catechesi NC che riprende episodi evangelici. Immediatamente dopo viene l'alterazione dei Sacramenti, Eucarestia e Confessione in primis.

Michela ha detto...

Per mia esperienza personale con i sacerdoti red mat nn mi sono mai imbattuto in sacerdoti con atteggiamenti ambigui anzi sono gli unici che ho incontrato che mi hanno insegnato e fatto capire il valore autentico della castità. Federico

siamo sempre allo stesso punto, Federico, e cioè il materialismo neocatecumenale.
Mi sai dire che valore autentico della castità c'è nell'insegnamento di un rettore RM che dice che dopo il matrimonio bisogna 'darci dentro' ( testualmente!).
Allora i sacerdoti RM, come pure i loro amici neocat, vivono la castità, come pure l'apertura alla vita solo come ubbbidienza esteriore, ma senza aver interiorizzato il loro valore reale.

Quindi chi vive nell'Amore di Dio, chi vive la fede autentica lo dimostra non semplicemente seguendo alcune regole di vita, ma con tutto il suo essere, e non beve, non sta fuori fino a tardi, mantiene un linguaggio decoroso e tante altre cose che non sono descrivibili e non si limitano ad un semplice atteggiamento esteriore ( perchè la castità non è solo fisica!)
In qualche modo la fede, l'autentica vocazione traspare e devi accettare il fatto che moltissimi cristiani della domenica non la vedono nei vostri presbiteri, perchè non basta dire di aver incontrato Gesù Cristo, se anche la persona non cambia in meglio, non cresce e non matura.... e la castità non è l'unico indicatore di una fede vera e vissuta.

Lino ha detto...

@ Federico
Non ne dubito, Federico. Al primo posto viene la liberazione dai vizi, dal fango che il presbitero ti mostra. E' come nei misteri orfici ripresi dai Catari.

Parlaci della Grazia, Federico, della gratuità delle guarigioni di Cristo.

Valentina Giusti ha detto...

Sulla castità e in generale la condotta di vita: l'amore verso il coniuge e verso Dio ti ispira comportamenti rispettosi. Non sei tale solo in certi momenti della giornata, sfrenandoti poi con gli amici o quando sei 'libero'.
L'atteggiamento che si impara in cammino invece è proprio quello.
Assomiglia un po' al comportamento dei ragazzini maleducati. Ecco, direi che manca il 'timor di Dio'. Ai miei tempi, il solo nominare questa bella virtù, avrebbe suscitato una reprimenda dei catechisti. È ancora così o sì sono inventati un nuovo arcano in proposito? :-))

Sebastian ha detto...

Qualcuno mi sa dire com'è la situazione della Chiesa Cattolica a Ninjiang (Nanchino), in Cina? So che qui c'è una missione Neocatecumenale.

Ho trovato che è sede di diocesi, con tanto di cattedrale, ma non mi è chiaro se sia la chiesa patriottica o quella clandestina.

Pietro NON del Cammino ha detto...

Oggi ho incontrato un amico ex del Cammino e abbiamo parlato un po'.
Uomo semplice, terza media, artigiano, ma dotato del sano buon senso della tradizione cattolica, lo ricordo quando, contento nel Cammino, riuscendo a rimanere critico, mi parlava delle esagerazioni che c'erano. Così come oggi mi parla del bene che lui vi ha ricevuto. Un uomo, perciò, equilibrato.

Ebbene, lui mi ha detto che nel Cammino NON si ubbidisce MAI alla Chiesa, e si è detto certo che prima o poi il Cammino uscirà dalla Chiesa.

Io penso che con Papa Giovanni Paolo II il Cammino abbia avuto una grande opportunità per inserirsi pienamente nella comunione ecclesiale e fare grandi cose, ma credo che le sue guide, forse insuperbite, abbiano sprecato questa opportunità forse per sempre.

Michela ha detto...

a Sebastian
parlando con una coppia in partenza per la Cina, ma non so per quale città, mi è sembrato di capire che mettessero sullo stesso piano la chiesa cattolica e quella cinese, dicendo che le cose stano cambiando.

Ti riporto, quindi, solo la mia impressione che gli accordi siano stati presi con la chiesa ufficiale e non con quella clandestina.