venerdì 29 agosto 2014

La comunicazione "non verbale" dei cosiddetti "catechisti" del Cammino

Uno dei due iniziatori del Cammino,
Kiko Argüello Wirtz
Mi chiamo Giuseppe...

ogni agosto, da quel maledetto agosto (GMG Colonia 2005) non riesco più a dormire, sono uscito dal Cammino Neocatecumenale alcuni anni fa e mi porto dentro un rimorso senza confini, un dolore che non si può spiegare...

All'epoca ero responsabile di comunità, feci di tutto per convincere, due miei fratelli di comunità a partecipare alla GMG «perchè lì c'era il Signore ad attenderci»... pur sapendo che il loro figlio non stava bene, da molti giorni aveva un infezione virale... sempre febbre...

Andai a casa loro, usai le "minacce" tipiche del catechista NC: quelle subdole, nascoste... "stai mettendo gli idoli al primo posto"... "non state rispondendo ad una chiamata"... "chi non odia suo padre e sua madre..." Ha ragione Lino: avevamo una "comunicazione" verbale, non verbale, e para-verbale... ma era "solo finalizzata" ad un solo scopo... portare "sudditi a Kiko"... contavano i numeri...scusate se sono confuso nel raccontare... ma il mio cuore si porta e si porterà sempre questa "ferita"...

Per tornare a quella coppia di fratelli, soprattutto con Lei, la mamma, oserei dire che fui "violento"... violento con le parole: usai il fatto che come "catechisti" del Cammino non davano un buon esempio... Ormai ai pellegrinaggi bisognava "raccattare" gente, le comunità erano sempre più vuote e i ragazzi sempre meno, quindi si andava noi più adulti (per fare numero: infatti nel Cammino il far numero è fondamentale).

Questa coppia visse una GMG pessima, con il cuore rivolto verso il proprio figlio che sapevano non stare bene e che non migliorava, sempre al telefono ed in preghiera, molto isolati: e non vi nego che li deridevamo per questa loro "esagerata idolatria" dei figli.

Quando tornammo, il figlio era peggiorato, fu ricoverato in ospedale, il giorno dopo morì.

Da quel giorno maledico il Cammino Neocatecumenale, i suoi "catechisti", il mese di agosto... So che quel ragazzo che avevo visto crescere ora è in cielo e prega per i suoi genitori... Chiedo a Lino: mi aiuti, la prego, quale era "la simbologia"? perchè i neocatecumenali hanno deturpato così tanto la parola di Dio da convincermi a farmi commettere un'atto così indegno??

Io sono colpevole... non avete idea di quante e quali parole usai... mentre il loro posto era vicino al loro figlio... io non so se Dio avrebbe chiamato a sé quel ragazzo comunque... ma il posto di un genitore è al fianco del figlio malato: non c'era nessuna Parola per loro a Colonia... la Parola di Dio vivente era il figlio sofferente...

O.k., sarebbe morto comunque, ma la Carità, la Giustizia, La Verità gridavano una sola cosa... la Mamma e il Padre avevano il Diritto/Dovere di restare al fianco del loro figlio... per questo io mi vergogno...

Chiedo scusa, ma dovevo liberarmi.
Giuseppe


Giuseppe, ti leggo solo ora:

era la GMG di Toronto, io e mia moglie, responsabile e catechista. Mio suocero stava male ma il "dio cammino pretende i suoi sacrifici"... non potevamo dire di no, non si poteva! Restare a Foggia significa "idolatrare il Padre di mia moglie"... "lasciate che i morti seppelliscano i loro morti" - questo mi dissero, il Signore ci stava aspettando... e tutte le pressioni psicologiche che potevano usare... il Papà di mia moglie morì quando eravamo in Canada, non si poteva tornare indietro, mia moglie non era presente, non lo vide neanche seppellire, certo Lui non se ne accorse, non era più lucido, ma se ne accorse il fratello maggiore... "che razza di Dio è il tuo Dio??" Le urlò in faccia e non Le rivolse più la parola...per anni non gli ha più parlato, solo da poco grazie alla perseveranza di mia moglie, ogni tanto si sentono per telefono...

La cosa che più mi impressionò, fu che non un capo-catechesta venne nella stanza a consolare mia moglie, non una parola di conforto, duri come la pietra, come se quello che era accaduto fosse un bene, ed in effetti era un "bene per il Cammino"... poiché lo avrebbero utilizzato per dare gloria al "dio Cammino"... "vedete Patrizia? ha rinunciato a passare gli ultimi istanti con Suo Padre... così si fa!"... ecco una vera "camminante"... credo che mia moglie ancora oggi non se lo sia mai perdonato... che il Signore Gesù Cristo la possa aiutare... e possa rimarginare la Sua ferita...

Vedi, caro Giuseppe, non sei l'unico, potrei raccontarti centinaia di storie come queste, so con non servirebbe a molto, ma non sei colpevole... non potevamo sapere.
Aldo


L'esperienza di Giuseppe mi ha fatto piangere... io per andare ad una veglia di Pasqua neocatecumenale non sono andata in ospedale da mia nonna, che adoravo, e che è morta poco dopo...

Ho visto un amico di famiglia assistere al funerale della sua figlioletta di due anni e subito dopo andare alla celebrazione della Parola neocatecumenale, lasciando a casa da soli moglie e due figli piccoli... diventò un mito tra i "fratelli". Per me rimane un uomo disperato che non sapeva dove sbattere la testa e non si rendeva conto di niente... ora sia lui che sua moglie sono diventati "catechisti" neocatecumenali... non so davvero cosa dire e cosa pensare..so solo che il lavaggio del cervello è lento, subdolo e forte, fortissimo.
Giada



Parto dall'esperienza di Giuseppe alla Gmg di Colonia per dire alcune cose che penso e se ci legge, nel mio piccolo cercare di sollevare il suo animo.

Mi piacerebbe soffermarmi sull'uso dello stereotipo all'interno del cammino e su come le parole vengano unsate ad uso e consumo:

  • non credo assolutamente che debba sentirsi responsabile di quello che è accaduto. ho vissuto esperienze molto simili alla sua ed anche io provo una profonda vergogna per alcune cose dette, per aver messo delle persone, molte a me care, in una situazione "pesante di cuore", facendogli credere che in quello che dicevo io ci fosse il bene e che loro erano il male. Quanta presunzione!
  • nel cammino, SEMPRE si abusa delle parole e di una data terminologia che anche quanto ne sei fuori, fai fatica a ripulire il tuo lessico. Io, ancora oggi, mi rendo conto che mi viene spontaneo usare parole come fratello, iniziare le mie preghiere con la formula "Signore padre santo" tipica del cammino. A chi non è mai stato in comunità ovviamente queste parole non dicono niente ma tu che ci sei stato capisci perfettamente quanto ancora la tua forma mentale sia sotto quell'influenza.
  • l'uso dello stereotipo mi ha sempre innervosito. Se c'è una convivenza da fare o un pellegrinaggio o una qualunque altra cosa, ecco che l'amato marito o il fidanzato si trasformano nel demonio che ti vuole rubare la convivenza, la mamma da curare e l'esame da fare all'università sono cose delle quali si occuperà il Signore, tutto diventa un tuo "preferire mammona" ed invece molto più semplicemente sono solo piccoli inconvenienti che capitano a tutti e nei quali tutti provano a gestirsi, ma questa è una cosa che vedi e capisci soo quando ne sei fuori.


  • se il cantore di turno dopo che ha messo soldi da parte un anno è finalmente riuscito a comprare la chitarra dei suoi sogni, quella che costava tantissimo, allora il cantore è un idolatra e il suo non è un servizio, ma ha l'idolo della chitarra... se poi invece la stessa chitarra ce l'ha il cosiddetto "catechista" NC, allora in quel caso è il Signore che ha provveduto e poi in fondo "solo cose belle per il Signore".


  • il fardello delle convivenze. Se non riesci perchè hai delle responsabilità sul tuo posto di lavoro, "tu non vuoi convertirti"... salvo poi scoprire che il c.d. "catechista" fa la spola tra la convivenza e il lavoro perche non può assentarsi.
  • se fai un incontro con i "catechisti", quegli incontri fatti "per vedere come sta la comunità" e dicendo "fatti concreti" parli di come qualcuno ti abbia oggettivamente fatto del male, sei sempre tu che hai un giudizio nei confronti di questo o quello, mai che i "catechisti" guardino all'oggettività delle cose.
  • lo dico a chi vive ancora questo cammino. Una cartina tornasole fondamentale per capire la veridicità del cammino che state facendo e la "buonafede" dei catechisti che avete davanti, è GUARDARE LE LORO FAMIGLIE!

Guardate la famiglia dei vostri "catechisti" e forse anche voi, come me, negli anni vi renderete conto che lo stesso "catechista" che condanna i rapporti prematrimoniali ha la figlia che convive, quello che ti dice che hai come idolo il denaro ha il macchinone e se provi a farglielo notare... quello non è macchinone ma "provvidenza".

La maggior parte dei catechisti che ho conosciuto non hanno nemmeno i figli in comunità e mi sono sempre chiesto come fosse possibile... poi crescendo capisci che la puzza delle bugie chi ti vive accanto la sente bene e ai suoi occhi appare forse molto più evidente che "non fai quello che dici".

Potrei continuare all'infinito, ma vorrei tranquillizzare Giuseppe su un punto...

Se ti fossi rivolto ai "catechisti regionali" NC ed avessi esposto la questione, magari dicendo anche che "il figlio di tizio e caio è in fin di vita...sta morendo...non verranno a Colonia per questo motivo..." ti saresti sentito rispondere che era "giusto" lasciare che i morti seppellissero i morti e che comunque per quella coppia a Colonia c'era una storia che Dio voleva fare con loro.

Perché?

Perché nel Cammino è sempre così: non contano le persone, il loro stato d'animo, le innumerevoli sfaccettature della vita e tutta quella sfera di situazioni e comportamenti che solo tu, nel profondo del tuo cuore sai se sono stati compiuti per amore o per ledere.

Quando parlasti, lo facesti per far del male? O eri convinto di fare il bene?

Ti accompagni questo pensiero e trova la pace fratello mio.

La macchina del cammino è qualcosa di mostruosamente piu grande di noi...si comprende solo da lontano.

Ti abbraccio.

Ioceroioso

49 commenti:

Valentina Giusti ha detto...

"Di sicuro un argomento continuamente ripetuto è che Dio deve essere anteposto alla famiglia. Per gli altri cristiani il concetto che la volontà di Dio debba venire per prima viene inteso nel senso che non si possono violare i comandamenti nell'interesse delle persone a cui si vuol bene, ma per loro tutte le norme e istruzioni sono da considerare "volontà di Dio", questo avalla certe aberrazioni come, per esempio, portare alla celebrazione un bambino con la febbre alta, perchè mancare a un incontro per assistere il figlio malato viene ritenuto una mancanza grave. Quest'ultimo non è un esempio teorico, ho letto qui nel forum diversi racconti di persone che sono state rimproverate dai catechisti per essere state assenti per assistere familiari malati, mentre quelli che si portavano appresso un bambino febbricitante venivano indicati come buoni esempi."

Questa testimonianza l'ho letta in un Forum.
Ho fatto delle piccole sostituzioni: "celebrazioni" al posto di "adunanze"
"catechisti" al posto di "anziani"
"Dio" al posto di "Geova".

Lascio a voi le conclusioni...

Anonimo ha detto...

Ragazzi, lo dico x il bene di tutti:
basterebbe una manifestazione pacifica per far saltare l'omertà sul CNC. Tripudio se ci stai ti do la mia e-mail. Conosco due figli di NC che hanno disertato. Non dico che cadrebbe ma almeno sarebbe palese. Conosco anche gente che lavora in TV. Se aspettiamo che succeda qualcosa non succederà mai.

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
"Ragazzi, lo dico x il bene di tutti:
basterebbe una manifestazione pacifica per far saltare l'omertà sul CNC. Tripudio se ci stai ti do la mia e-mail. Conosco due figli di NC che hanno disertato. Non dico che cadrebbe ma almeno sarebbe palese. Conosco anche gente che lavora in TV. Se aspettiamo che succeda qualcosa non succederà mai."
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Non sarei così pessimista; mi occupo del problema da 14 anni, e ti assicuro che da allora è stato fatto moltissimo!
Tra la fine dei '90 ed inizio 2000, pochissimi sapevano dell'esistenza della setta; poi con il consolidarsi e lo sviluppo di internet, la consapevolezza del problema, è stata fattivamente avvertita anche dai fedeli della Parrocchie non NC.
Inoltre, dalla seconda metà del primo decennio, questo, ed altri blog analoghi nel mondo, fanno e continueranno a fare quotidianamente, libera ed obbiettiva informazione in merito.

sandavi ha detto...

Valentina una standing ovation per il tuo commento!

Anonimo ha detto...

Concordo in pieno con Valentina Giusti: proprio in questi giorni sto approfondendo il tema dei disassociati dai TdG, setta alla quale Kiko pare strizzi l'occhio di tanto in tanto. Le analogie con il Cn sono moltissime. Veramente, come fa notare Valentina, basta cambiare tre termini per ritrovarsi catapultati in una realta' "altra" rispetto alla chiesa cattolica. Qualche tempo fa mi rivolsi direttamente a Baccala' accusandolo per tre volte di eresia senza avere alcuna risposta né il piacere di veder pubblicato il mio intervento sul suo blog. E tutto questo avviene con l'avallo, più o meno oliato, dei garanti dell'ortodossia...mala tempora currunt. Ted.

Anonimo ha detto...

Sarebbe ora che ci si decidesse a prendere una iniziativa importante. Troppa acqua è passata sotto i ponti, troppa gente che si lamenta e non agisce. Il consiglio di Anonimo a mio avviso non va tralasciato perché il tempo che passa lascia sempre ferite più profonde. Un bel tam tam ci vuole

@

strl ha detto...

Per i tdg portare appresso i figli febbricitanti pur di non perdere gli incontri equivale ad essere considerati buoni esempi.
Per i NC più esaltati e zombificati andare alla celebrazione della parola subito dopo il funerale della figlia lasciando a casa moglie e gli altri due figli equivale ad essere dei "miti".
Chi apparente subisce il lavaggio del cervello maggiore?

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

I tedeschi negli anni trenta erano tutti cattivi? Quella tedesca è una razza perversa? NO, sarebbe razzismo anche questo.
Semplicemente la propaganda nazista aveva lavato il cervello a un intero popolo.
Perciò, Giuseppe, NON HAI NESSUNA COLPA perché eri in buona fede e la prova è che dopo sei stato male.

L'uomo è un essere sociale e come tale, volente o no, è aperto verso gli altri, di cui ha bisogno. E può così essere manipolato. E questo vale per tutti, anche per chi crede di non essere condizionabile. Per questo Gesù ci ha dato la Chiesa, che sta sopra a tutti i cammini e le comunità.

E' vero che la Chiesa è fatta di uomini, ma è pure vero che Dio la illumina e la guida per cui a livello dottrinale è infallibile e se le si ubbidisce non si va fuori strada.

Ma se delle realtà ecclesiali si propongono come il prototipo della vera Chiesa, i danni sono devastanti. Del resto, se Kiko fosse infallibile, sarebbe Papa.
La più grande idolatria non è quella, pur tremenda, che mette al centro della propria vita il denaro, il sesso o altro. L'idolatria più grande è chi mette al centro la caricatura di Dio dicendo che quella è il vero volto di Dio.
La Bibbia in questo non scherza e già nell'Antico Testamento i profeti se la prendevano con chi, in Sion, faceva sacrifici (nel vero Tempio e al vero Dio) che, però, Dio considerava come un abominio.

Ti saluto e prego perché tu possa ritrovare la pace del tuo cuore, che è sincero e perciò piace a Dio.

by Tripudio ha detto...

Personalmente non credo che basti una manifestazione. Il Cammino è nemico della verità. Per questo gli attivisti NC hanno il bisogno assoluto della segretezza.

Al Cammino fa più danno la diffusione di una foto di una "prima Comunione seduti" che una manifestazione pubblica. I neocatecumenali temono più la diffusione di un video dove Kiko nega la confessione, che decine di lettere ai vescovi sulle malefatte neocat.

E comunque hanno odiato a morte (e tuttora odiano) il padre passionista Enrico Zoffoli, che pur non essendo il primo a scoperchiare il calderone delle nefandezze neocatecumenali, lo fece più estesamente di altri, pubblicando libri e articoli che sono attualissimi ancor oggi perché l'eresia neocatecumenale è sempre la stessa dal 1964 ad oggi.

Lino ha detto...

Condivido l'opinione di Tripudio. S'immagini pure che io organizzi a Napoli un incontro, in quanti potrebbero intervenire in sala? Cinquanta, cento? Sarebbe un successone incredibile, un centinaio di persone! Il tutto finirebbe lì.

Soltanto il mio scritto sull'icona eretica della Cena pasquale kikiana (cena post-resurrezione con Giuda presente) ha ottenuto - e soltanto in sito, Katholikos, non so nell'Osservatorio - seimila contatti. Al minimo seicento letture, quindi, considerando un rapporto 1/10, rapporto molto prudente perché i link si raggiungono con ricerche mirate (parole-chiave Kiko, Cammino, NC, icona, eresia, eccetera).

Internet fa paura a chi intende segretare le proprie cose. Scommetto che la maggior diffusione delle confutazioni di padre Zoffoli è avvenuta attraverso la rete. E nella rete restano ancora oggi, a differenza di un libro esaurito o di un incontro dal vivo tra poche persone.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM :

un parrocchiano si è lamentato del fatto che al termine della messa delle 7:30 del mattino un tizio laico si è posto dietro l'altare a parlare dei suoi fatti personali ( sopratutto sessuali!!!!! parlando in presenza di bambini !! ) dicendo che è tornato alla chiesa grazie al cammino.... ha invitato i parrocchiani a partecipare alle catechesi NC che faranno ogni lunedì e venerdì a partire dal 1 settebre con servizio di babysitter gratuito !!!

i parrocchiani già parlano di : petizioni contro il cammino - registrare le catechesi - lettere di protesta !!

RIFIUTATE IL CAMMINO !!!

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
by Tripudio ha detto...

Come ricordato anche qui sopra, i commenti totalmente anonimi verranno cestinati.

Ricordo inoltre che lo Statuto del Cammino Neocatecumenale all'articolo 13 fa sue le «decisioni del Santo Padre» sulle modalità di ricevere e consumare la Comunione: nel Cammino si deve fare come si fa in tutta la Chiesa, senza furberie.

Ma i fratelli delle comunità del Cammino sono convinti di essere superiori alla Chiesa, ai suoi santi e ai suoi pontefici...

Mi pare comunque molto interessante il clamoroso silenzio di gran parte dei fratelli del Cammino (salvo i soliti due troll qua e là) per tutta la seconda metà di agosto. Sono in arrivo brutte sorprese per il Cammino a settembre? State preparando il grosso spiegone per sembrare di essere stati premiati piuttosto che puniti?

Michela ha detto...

Contrariamente a quanto scritto da Ioceroioso, se i catechisti di settore fossero stati informati delle malattie raccontate in queste testimonianze io credo che non avrebbero detto niente. Se ne sarebbero lavati le mani.

Certo vengono dette delle cose alle catechesi: Cristo passa, ti aspetta in Galilea ( cioè nella GMG), ma si lascia che siano i responsabili delle comunità a tradurle nella pratica. In questo sta la pericolosità del cammino, e probabilmente la differenza dai TdG: i neocat devono sapere che in caso di difficoltà saranno abbandonati dai catechisti e che da nessuna parte risulterà che qualcuno ha detto che bisogna andare alla convivenza e non a trovare i malati.

Anche il predicozzo di Kiko su chi va a trovare la cognata e trova la porta chiusa del 2° passaggio, viene visto come un esempio iperbolico, a nessuno viene chiesto veramente questo, dicono i catechisti.
L'iperbole, la richiesta paradossale serve, secondo loro, per vedere dove sta il tuo cuore: se uno si scandalizza davanti a queste parole vuol dire che in lui c'è un attaccamento idolatrico agli affetti familiari, ma se uno le ascolta senza 'giudicarle', senza valutarne la portata catastrofica nella vita delle persone, allora è adatto a far il cammino.

Però queste parole si sono insinuate dentro, e allora succede quello che è stato raccontato nel thread.

Praticamente Kiko ha dato una pistola carica ai suoi, ma lui non la usa, non è responsabile di quello che si farà con quella pistola, ed ecco che ci sarà gente che abbandonerà emotivamente i figli, che darà via tutti i suoi beni, che si ammalerà per le gravidanze ravvicinate, gente sensibile che avrà crolli nervosi e depressioni,
ma su tutto questo c'è il silenzio perchè queste persone lasceranno il cammino deluse e schiacciate dai sensi di colpa, e non troveranno una chiesa disposta ad ascoltarle.

Michela ha detto...

Comunque non sono d'accordo neanche con chi vuole rendere pubblico tutto questo.
Molti di noi sono stati travolti da un enorme dolore causato più o meno direttamente dal cammino.
Anche se sembrerà azzardato a molti di voi non neocat, io paragono l'esperienza del cammino a quella dei campi di concentramento, in cui si viveva una situazione di non-senso e in cui diventa difficile restare indenni dal male, anche se causato da altri. Si è vittime, ma in qualche modo si è anche carnefici, perchè per sopravvivere si diventa insensibili.
Inoltre, come è successo ai sopravvissuti dei lager, non è facile raccontare a nessuno quello che avevano subito, perchè nessuno poteva capire. C'è voluto molto tempo perchè le persone mettessero una certa distanza da quanto avevano subito e cominciassero a scriverne.

per questo penso che i nostri amici che hanno raccontato la loro sofferenza stiano facendo un buon percorso di rinascita, utile a loro ma anche a tutti noi che li leggiamo.

Chuck White ha detto...

Ho scoperto che l'idea di "famiglia è un idolo" è presentata nel Primo Scrutinio, in particolare a Lodi il Sabato e la Domenica mattina, e nel Questionario sul Idols. Vedere Scrutando un Scrutinio, Parte II (in inglese).

Lino ha detto...

Michela ha detto: "Anche il predicozzo di Kiko su chi va a trovare la cognata e trova la porta chiusa del 2° passaggio, viene visto come un esempio iperbolico, a nessuno viene chiesto veramente questo, dicono i catechisti".

Spiacente di ribadirlo, ma i catechisti che affermano tanto sono ignorantissimi "lontani" dalla letteratura, nemmeno distinguono tra le figure retoriche.
"Questa convivenza ti dice 'Svegliati perché viene lo
sposo'. E se non prendesti olio nel primo scrutinio approfitta
per prenderlo ora, non accada che tardi ancora un poco e torni
a spegnersi e allora è la fine... Te lo voglio dire: capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla. Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta".

Non si tratta di un'iperbole, la figura kikiana segue la logica della parabola, non a caso s'innesta su quella evangelica delle dieci vergini e ne usa i simboli. E una parabola - pur se frutto di un'invenzione - è etimologicamente "gettata nei pressi", in modo semplice, per produrre la verità insegnata da chi la racconta, alla quale il discepolo deve adeguare i propri comportamenti. Tutt'altro è l'iperbole, nella quale l'esagerazione o il paradosso sono evidenti al lettore e normalmente esposti in forma breve, non di racconto.

Michela ha detto...

Lino
questa è la spiegazione che viene data a chi resta perplesso.
E' ovvio che come neo-parabola questa parola ha un'impatto fortissimo sulla persona, tanto da cambiarne i codici di comportamento e la priorità dei valori morali. ( è la 'pistola carica' che Kiko consegna ai suoi).
Quando però se ne chiede una spiegazione razionale, viene negata la portata della catechesi, dicendo che il paradosso serve per mettere in luce l'idolatria dell'adepto.
Chi non comprende questa catechesi è idolatra degli affetti,
come chi si scandalizza all'idea di chiudere i conti correnti è idolatra del denaro.
Cioè quando si chiede ragione di una 'parabola' kikiana, rispondono che è iperbole e non parabola e quindi la responsabilità degli atti concreti suscitati dalla catechesi sta nella errata interpretazione dell'adepto e non nella catechesi stessa.

Lino ha detto...

Qui, cara Michela, se c'è un'iperbole sta nelle balle sparate dai catechisti, le quali arrivano fino alla luna.
1) La cognata, assieme a un "affetto", è una malata. Ad essere messa in discussione è un'opera di misericordia di Mt 25, guarda caso lo stesso capitolo della parabola delle vergini. Se Kiko fosse un "illuminato", starebbe bene attento a questi "particolari".
2) Un'iperbole ingigantisce la verità: cosa fa Kiko, ingigantisce la verità di una parabola evangelica? Ingigantire è come sminuire, quindi è mistificare.
3) Un paradosso si oppone all'opinione comune: chi è Kiko per aggiungere un proprio paradosso a una parabola di Cristo, stravolgendone il senso tradizionale e i simboli? Mica Kiko crede di commentare "La vispa Teresa"? Ai Vangeli non si aggiunge né si toglie.

Da qualunque punto di vista la critichi, quella catechesi è una vergogna, come altre NC.

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

OT

"En la Iglesia no hacemos proselitismo."

Nella Chiesa, non si fa proselitismo
(*)Mons.Carlos Osoro(ABC, 31/08)

(*)Nuovo Arcivescovo di Madrid, in sostituzione del ultra-neocatecumenale Rouco Varela.

Valentina Giusti ha detto...

Giustamente Chuck White fa notare che è nel primo scrutinio che vengono poste le basi per allontanare il catecumeno dalla famiglia.
In particolare nelle catechesi consultabili nel mamotreto (e che costituiscono un tormentone costante, chi è stato in cammino lo sa) l'affettività viene bollata come 'egoismo', senza alcuna eccezione, così come si afferma che il desiderio di essere amati dagli altri è una debolezza dovuta alla natura di peccato dell'uomo.
Numerosi sono i punti in cui ciò viene detto, e l'unica possibilità di riscatto che viene data è proseguire nel neocatecumenato e imparare ad amare i familiari come fossero dei nemici.
E dal momento che, si pontifica, il neocatecumenato è l'unica porta per accedere alla Chiesa, viene fatto capire che chi rifiuta si mette fuori non tanto dal cammino quanto dalla Chiesa stessa.
Insomma, il primo passaggio è la prima 'tagliola' che scatta al piede di chi ha intrapreso questo percorso, magari pensando di approfondire la propria conoscenza della parola di Dio e di rinvogorire la propria fede.
E succede proprio quello che ricordava Annamaria un paio di thread fa: i catechisti -rigorosamente dal leggio da cui è stata proclamata la Parola di Dio- impugnano con una mano l'asta della Croce (di Kiko) ed affermano di rappresentare la Chiesa.
Questa è in definitiva LA GRANDE BUGIA. Che continuamente viene ripetuta, fino a convincere l'adepto che, se non sacrifica davanti a quel Cristo dai lineamenti barbarici famiglia e denaro, rifiuta Dio e commette apostasia.

Anonimo ha detto...

Si apre una nuova era nella storia della Chiesa spagnola: Papa Francesco ha accettato le dimissioni per raggiunti limiti d'età del settantottenne cardinale Antonio Maria Rouco Varela e ha nominato nuovo arcivescovo di Madrid Carlos Osoro, attuale pastore di Valencia. Al posto di quest'ultimo è destinato il cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto del Culto divino, che fa così ritorno nel suo Paese dopo aver trascorso cinque anni e mezzo nella Curia romana occupandosi di liturgia. Canizares (spagnolo) Stimava molto il cammino tanto da dire che il rapporto tra catechesi e liturgia nel cammino neocatecumenale era esemplare. Ora si cambia.

Alessandro

Lino ha detto...

@ Chuck White ha detto... "Ho scoperto che l'idea di 'famiglia è un idolo' è presentata nel Primo Scrutinio"

In realtà il modello catechetico a tappe del Cammino non introduce mai all'improvviso un concetto, specialmente quelli più forti oggetto di scrutini: esso prepara gli adepti gradualmente; per esempio, già tra le catechesi per la prima fase, quella di conversione, si legge:
"Tutti voi siete qui siete stati segnalati a dito da Dio,
siete stati chiamati da Dio, il quale vi darà la Vita Eterna.
Andrete a vincere la morte perché vi si darà Gesù Risuscitato.
Morirete nella vostra stessa famiglia, per la moglie, per gli
amici, per i figli..." (Cfr. p. 359). Il processo di sostituzione dell'individuo e della famiglia con la comunità NC è gestito con molta cautela e gradualità, a differenza di altre questioni (quella dell'idolo denaro, per esempio, nella quale Kiko è
aggressivo e martellante).

by Tripudio ha detto...

A suo tempo Cañizares era definito "il piccolo Ratzinger" per le sue "idee" sulla liturgia (celebrò persino la Messa tridentina in pubblico). Poi, gratta gratta, si scopre che fu uno dei principali "potenti appoggi" che successivamente tentarono di "approvare" la liturgia neocatecumenale degli strafalcioni kikiani tutto all'insaputa del Papa, e allora si capisce che i cardinali sono così voltagabbana che le etichette sono generalmente una pia illusione.

Insomma, assai raramente c'è da rallegrarsi per lo spostamento di un ecclesiastico sgradito. Per i "potenti appoggi" è sempre pronta una ricetta coi soliti ingredienti - lusinghe, oliature, ostacoli e minacce, dosate su misura di ogni possibile candidato.

Ricordiamoci anche che certe bizzarre affermazioni di tanti ecclesiastici (dall'ultimo laico aiutante dell'ultimo viceparroco di periferia, e su a salire, fino al Papa) molto spesso sono espressioni della classe "parlo a nuora perché suocera intenda", cioè sono dette non in virtù della propria salvezza e a onore da Dio, ma solo per compiacere (o seccare) alcuni particolari soggetti. Ho personalmente visto di persona la scaltrezza di chi ha proferito vaccate al solo scopo di essere trasferito altrove.

Per questo non mi meraviglierei troppo di fronte alle stranezze. Per esempio, anche il dottore Honoris Causa Kiko Argüello, per compiacere un ipotetico papa Gherardini, sarebbe stato capace di dire che la liturgia tridentina è una cosa eccellente sebbene il Cammino preferisca una celebrazione "diversamente partecipata". In quel momento i giornali dimenticherebbero che Kiko è lo stesso bislacco soggetto che blaterava che "il Signore attraverso i testimoni di geova ci sta dicendo qualcosa".

Luca ha detto...

A proposito di "idolo della famiglia", volevo sapere cosa ne pensavate del fatto che i catechisti dicano a chi ha fratelli o figli che stanno con separati o divorziati, di non accogliere il compagno/a del proprio familiare dentro casa, o di non instaurarci relazioni. Cosa dice a riguardo il magistero? E poi volevo chiedervi, secondo voi, qual è la differenza fra Provvidenza in Cammino e quella del magistero. Bye grazie
Luca

by Tripudio ha detto...

Per tantissime cose della vita la Chiesa si limita a consigliare blandamente il buon senso e - soprattutto - il confronto serrato con un buon direttore spirituale. Che nella discrezione e nel segreto della confessione è un aiuto grandissimo (ma per verificarlo occorre -appunto- avere un direttore spirituale intelligente e fidato da cui farsi aiutare e guidare nelle situazioni difficili).

Nel Cammino la delicatissima arte della direzione spirituale viene di fatto spazzata via: i cosiddetti "catechisti", al pari dei colonnelli sovietici, si arrogano il diritto di decidere delle vite di persone di cui non sanno nulla e pertanto sparano le solite frasette preconfezionate, le solite ricette kikiane, i soliti slogan a effetto che non tengono conto della realtà. Come se la vita morale cristiana fosse uno manuale tecnico di un'apparecchiatura elettronica: "in caso di divorziato in casa, applicare la regola 57-bis: troncare ogni relazione!"

Mentre il direttore spirituale è normalmente cosciente di dover rendere conto a Dio di tutto ciò che consiglia e sconsiglia, il "catekiko" è preoccupato solo di far aumentare il prestigio del Cammino (e magari di lucrare qualche guadagno personale, che siano vendettine trasversali o altro). Tutto questo ha provocato un'enormità di sofferenze a tantissimi che hanno preso sul serio il Cammino.

La verità vi farà liberi. ha detto...

Ho avuto modo, questo w.e. , di conoscere molto bene le famiglie di due coppie di catechisti del cammino. Prima che mi metta a scrivere: possono interessare quattro righe sull'argomento? Nel caso mando per email?

Michela ha detto...

Luca ha detto...

A proposito di "idolo della famiglia", volevo sapere cosa ne pensavate del fatto che i catechisti dicano a chi ha fratelli o figli che stanno con separati o divorziati, di non accogliere il compagno/a del proprio familiare dentro casa, o di non instaurarci relazioni.

Nel cammino che ho conosciuto io questa cosa era un po' nell'aria, ma non è mai stata detta apertamente. E difatti conosco parenti di neocat in situazioni irregolari, perchè li incontravo alle feste, battesimi ecc.

Nel cammino che ho conosciuto non si facevano mai affermazioni assolute, e soprattutto negli scrutinii il catechista mirava a metterti in difficoltà, per cui gli 'insegnamenti' potevano variare a seconda della persona.
Vi ricordate di mauri54 che era stato rimproverato perchè aveva avuto tanti figli?

Quello che conta è rendere le persone dipendenti dai catechisti e dal cammino, e farle sentire sempre nell'errore.

by Tripudio ha detto...

Qui o in email è la stessa cosa.

Luca ha detto...

Ciao Michela, io invece ho assistito a invettive, da parte del catechista capo equipe, sotto suggerimento degli altri catechisti, nei confronti di una sorella(di comunità), la quale aveva suo fratello che conviveva con una persona separata: non devi accogliere la sua compagna, tuo fratello sì, compagna no.E' adulterio, sta distruggendo la Chiesa, è un peccato gravissimo. So che questa sorella si lamentava, perché diceva, che il fratello si era "ribellato" e arrabbiato per questo suo rifiuto. "Manco fosse un appestata, la mia compagna, che non posso fartela conoscere, manco per un caffè", le diceva il fratello. Non so. Parlando con alcuni sacerdoti, ho visto un atteggiamento molto più tranquillo, mi hanno detto che in realtà, mantenendo la propria integrità morale, si può parlare o accogliere in casa, questi "compagni" separati. Quando serve, si dice quello che si pensa in merito al divorzio, nel rispetto della persona o si prega per loro se si vuole. Comunque ho cercato anche nel Catechismo, nel merito di questi "casi"( come comportarsi in queste situazioni ecc), come comportarsi, non c'è scritto niente. Comunque posso dire che è una predisposizione comune, almeno qua da me, quella di consigliare il "rifiuto" del compagno separato. Penso che sia una vera predisposizione del Cammino, per ogni caso del genere. Si arriva a dire, in alcuni casi, di cacciare via di casa il proprio figlio( tipo testimoni di Geova), se frequenta una persona separata. Sì hai ragione Tripudio, agiscono come se la vita morale cristiana fosse uno manuale tecnico, e serve invece un buon direttore spirituale. Non penso comunque che la Chiesa dia una netta regola da seguire in questi casi, "come comportarti con compagni/e separati di un tuo familiare"
Luca

Luca ha detto...

Ah poi volevo chiedervi, che differenza c'è tra l'idea che ha il cammino di Provvidenza e quella che ha la Chiesa. Cosa dice il Catechismo in merito? Scusate ma ho in questa argomento, un po' di confusione mentale. Ho letto qua e là, in qualche vostro articolo, che il cammino ha una concezione di "Dio che provvede per te", nel lavoro, con i figli... nella vita, un po' distorta rispetto a quello che dice la Chiesa in merito alla Provvidenza. Che significa che "Dio provvede per te" ? In cammino sembra che ci sia un affidamento incondizionato e cieco nei confronti di Dio. Mi fido e basta. Provvede a tutto lui. Invece il Catechismo cosa dice? C'è una sorta di compartecipazione di dio alla libertà dell'uomo? Dio aiuta l'uomo che agisce con il suo libero arbitrio? Poi non voglio entrare in merito al discorso "volontà d dio", che mi sembra un po' calvinista,annichilendo quella del singolo. Aiutatemi a capire.
Luca

Anonimo ha detto...

@ Tripudio
Qualcosa bolle in pentola, sono diminuiti i commenti dei nc in questo blog e dopo la sospensione temporanea del blog dei disertori dice che riaprira' senza commenti.
Siamo arrivati ormai a settembre enon mi sono dimenticata dell' intervento di Sarah, che secondo me non e' il nome di donna ma in questo caso e' un cognome. La speranza e' l' ultima a morire.
Tabata

Luca ha detto...

sì poi di relazioni irregolari ce ne sono state anche da me, solo che ad un certo punto nel cammino, non so se al primo scrutinio o secondo scrutinio, gli viene detto dai catechisti di tagliare quel rapporto adulterino. Molto persone di questo tipo, conviventi con separati, separati,divorziati o risposati quindi escono.
Luca

by Tripudio ha detto...

Ti rispondo più estesamente in tarda mattinata, ma in breve il Cammino chiama "Provvidenza" i colpi di fortuna e chiama "demonio" quelli di sfortuna. È una mentalità pagana nascosta dietro parole cristiane.

In particolare i neocatecumenali credono di avere la bacchetta magica (che loro chiamano "Dio provvede"). Ti invitano a rinunciare al buon senso, tanto "Dio provvede". Ti dicono: dacci dentro, sforna un sacco di figli, rinuncia al lavoro che ti impedisce di partecipare alle pagliacciate del sabato sera, ecc., tanto poi "Dio provvede". Credono di poter costringere Dio a rimediare ai guai che loro stessi deliberatamente fanno. Chiamano "Dio" un'entità che può riempirti di fortune oppure può "mandarti le disgrazie" (un sadico cattivone, insomma). Non è un Dio cattolico, chiaramente.

Michela ha detto...

Sulla Provvidenza ti risponderanno in modo corretto, io posso dire solo come si vive la Provvidenza nel cammino.

Non so se hai fatto il 2 passaggio, in cui si tenta il Signore ( esattamente come nel vangelo delle tentazioni) e si dice che si tratta di Provvidenza.
Se uno non ha niente da dare per fare il segno di separarsi dai beni, allora i catechisti gli dicono di mettere tutto lo stipendio del mese in modo da sperimentare la provvidenza di Dio che si manifesterà con denaro, con aiuti vari. Dopo si dirà che Dio ha provveduto, che qualcuno ti ha invitato a pranzo, che hai trovato soldi in un cassetto e qualsiasi altra scemenza per dire a se stessi e alla comunità che Dio ha provveduto.

Adesso si tenta Dio quando si dice ai giovani di fissare a data del matrimonio anche senza soldi e senza casa, e poi salta fuori che un fratello ha una casa libera e l'affitta. Chiamano provvidenza quello che invece è statisticamente possibile ( su 100 persone ce ne sarà una che ha una casa libera, ereditata da un nonno!).

Cioè nel cammino Dio non è l'essere libero che dà ai suoi le sue grazie, anche attraverso beni materiali, e che in quanto libero dà come e quando vuole,
ma è il garante che i catechisti dicono la verità, è il garante del cammino.
tu decidi egoisticamente ( di sposarti senza lavorare, di avere 10 figli, di lasciare il lavoro per l'itineranza...) e poi Dio ti DEVE aiutare. E siccome spesso l'aiuto arriva perchè la nonna accetta di fare la baby sitter, oppure qualche parente ti regala dei soldi, o ti offre la vacanza, allora si dice che Dio ha provveduto.
Invece di riconoscere il buon cuore dei parenti si attribuisce tutto il merito a Dio e quindi al fatto di fare il cammino.

Un ultimo aspetto della provvidenza: tu dai 100 euro in comunità e Dio te ne ridarà il centuplo perchè così è scritto, intendendo il centuplo di beni materiali, non di beni spirituali.
Ed è per questo che nessuno si scandalizza dei lussi che si concede Kiko, perchè sta solo ricevendo il centuplo di quanto ha dato e fatto per il cammino.

Luca ha detto...

Sì ho fatto il II passaggio, io l'ho interpretato in maniera personale, nel senso di non attaccarsi nel proprio cuore ai beni materiali, ma di esserne libero e padrone: non riporre lì la propria felicità ma in Cristo. La storia del centuplo l'ho trovata assurda, anche perché facendo un calcolo, se uno dà 1000 euro, dovrebbe ritornargli indietro 100.000 euro. Va contro il buonsenso. Per i matrimoni, almeno da me, ma credo un po' ovunque, i giovani si sposano in giovanissima età, anche 20-22 anni, comunque la maggior parte prima dei 30 anni. Non capisco il perché. Non sono contro i matrimoni da giovani, assolutamente, ma la vedo una moda e un conformismo nel cammino, non una cosa spontanea, per cui bisognerebbe essere felici. D'altronde di vocazione durante l'anno non se ne parla mai, il "pressing" c'è soltanto magari durante le GMG. Non ne capisco il motivo, bah.
Luca

Michela ha detto...

a Luca,
se, come dici, il cammino aiuta ad avere un giusto rapporto con i beni, perchè tirare in ballo la provvidenza che risarcisce le perdite?
Se bisogna distaccarsi dai beni, perchè sottilmente ti dicono che li riavrai sottoforma di Provvidenza?
Tu hai recepito la parte buona del messaggio neocat, cioè il distacco dai beni, ma a livello non verbale ( tramite il questionario) ti è stato detto che anche gli affetti e il lavoro vanno buttati nel sacco nero, perchè sono idoli come il denaro e che devi scegliere tra Dio e mammona così come devi scegliere tra il cammino e la tua vita( affetti, studio e lavoro.
Questo è il problema, la confusione che il cammino opera a livello di significati e di simboli( come direbbe Lino!)

Tu, giustamente, hai cercato di prendere il buono, ma non sai cosa esattamente hai recepito a livello inconscio, finchè un contrasto, una prova, una difficoltà non faranno venire alla luce quello che i catechisti hanno seminato.

sandavi ha detto...

Caro Luca,
in attesa che ti risponda Tripudio che è certamente più preciso di me, ti dirò che la Provvidenza di Dio esiste, ovviamente, e si manifesta in mille modi misteriosi per qualsiasi Suo figlio che Lo cerchi onestamente.
Cristo ne parla estesamente nei Vangeli, che ti invito caldamente a leggere, perché sono un vero balsamo per l'anima, in varie occasioni.
Quello di Dio e mammona è solo uno dei passi, ma ce ne sono altri, per esempio il giudice e la vedova importuna, l'amico insistente, i passeri che si vendono per due soldi, l'obolo della vedova, ecc.
Nel vangelo dei beni il richiamo è a dire: non riponete le sicurezze nel danaro, perché il denaro (o altri beni) sono insicuri, si corrompono, si esauriscono e generalmente finiscono con la nostra vita.
Non c'è scritto in quel Vangelo: abbandonate i vostri beni, ma non fate dei vostri beni un dio da servire, perché servendo le proprie cose non si serve Dio, che viene prima.
Cristo dice: cercate e servite prima Dio e la Sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta, cioè lo avrete ugualmente senza affannarvi per accumulare, assillati da preoccupazioni mondane, che sono anche normali, ma distolgono da Dio. Il cristiano sa che Dio interviene e anche se permette talvolta delle prove (una crisi economica) darà anche la forza per superarle.
Tutto è Provvidenza: un lavoro inaspettato, una promozione, una somma sotto alla porta, un lascito, una guarigione, tutto ciò che concorre al bene tuo e della tua famiglia viene certamente da Dio, se ti mantiene in Lui.

Giorni fa parlavo con un ragazzo angustiato perché ha ottenuto un buonissimo lavoro che lo porterà ad espatriare in Norvegia.
La sua preoccupazione sai qual era? parlare coi catechisti.
Questa è follia per me.
La chiesa cattolica è ovunque, ma la preoccupazione dei neocat è se c'è il cammino, perché se no "ti perdi". C'è gente che invocando il "Dio provvede" ha rinunciato... alla Provvidenza!
La Provvidenza non è la soluzione ai nostri guai: proviamoci e poi Dio provvede. La Provvidenza esige che prima di scegliere si preghi, si faccia discernimento sulla propria vita, si parli con il proprio direttore spirituale e capita la volontà di Dio, la si compia senza timore proprio perché il Signore provvede, anche in situazioni assurde.
La provvidenza non è il tappabuchi delle tue o mie scelte avventate.
Per lasciare un lavoro ci vuole discernimento, per sposarsi ci vuole discernimento, e così via. La provvidenza ti sostiene e ti aiuta a portare avanti la tua vita.
Non si tratta solo di un fatto economico!
Ci vuole discernimento per capire cosa Dio vuole, ma se tutto il rapporto con Dio è filtrato attraverso i catechisti come si fa ad allenare il discernimento?
Dopo decenni di cammino Luca io faccio una fatica enorme a liberarmi di questo fardello e ancora non ci riesco.
Chiedo a Dio che mi aiuti in questo processo di purificazione....

Valentina Giusti ha detto...


Credo Luca tu abbia già capito, il motivo. Durante l'anno si parla continuamente di vocazione! Sì, ma al cammino.
L'unico 'richiamo' che si riconosce venire da Dio: quello che ti fa entrare e rimanere tutta la vita nel neocatecumenato.
La vocazione al sacerdozio o al matrimonio non sono altro che due sottoprodotti di questa unica chiamata, per questo ci si sposa tra catecumeni e il seminario è kikiano.

Luca ha detto...

Nel vangelo dei beni il richiamo è a dire: non riponete le sicurezze nel danaro, perché il denaro (o altri beni) sono insicuri, si corrompono, si esauriscono e generalmente finiscono con la nostra vita.
Non c'è scritto in quel Vangelo: abbandonate i vostri beni, ma non fate dei vostri beni un dio da servire, perché servendo le proprie cose non si serve Dio, che viene prima(Sandavi)

Parole magnifiche. Non avrei trovato parole migliori.E' esattamente ciò che ho pensato e penso, i beni sono buoni e necessari, sono delle "felicità", ma non bisogna riporre la propria Felicità in senso assoluto, e la propria sicurezza in essi, perché "passa lo scenario di questo mondo", ma in Cristo, vera sorgente di acqua viva e di vera felicità. E' l'attaccamento alle ricchezze insomma, non i beni in sé e per sé, ad essere negativo. Visto così il vangelo è davvero liberante. E' questo il "lato buono" che ho colto nel II passaggio, se poi c'è il lato buono, o forse, è meglio dire, il messaggio che ho colto nei Vangeli, messo a confronto col tema "beni". Le altre baggianate sull'abbandono totale, il centuplo(in senso materiale) ecc le ho reputate baggianate, ma non ho avuto il coraggio di dirlo in faccia ai catechisti. Grazie sandavi per i vari chiarimenti, soprattutto per quello sulla Provvidenza e volontà di Dio. Grazie anche a Michela, Tripudio e Valentina
Luca.

sandavi ha detto...

Il che Luca ovviamente non vuol dire che abbandonare i beni, e anche fare grandi rinunce sia sbagliato, anzi, è meritevole ancora di più, proprio perché... è un di più! :)
Grandissimi santi hanno rinunciato a tutto pur di seguire Cristo, anche a possibili ricchezze, perché erano di ostacolo alla propria vocazione. San Francesco è l'esempio più facile che mi viene in mente.
Nota tuttavia come San Francesco non avesse moglie o figli e scelse appunto il celibato per vivere di sola Provvidenza.
Un imprenditore cristiano che ha sulla coscienza magari decine di famiglie, per seguire il Vangelo potrà vendere ogni cosa e dare tutto ai poveri?
E le famiglie che da lui dipendono dove andranno a finire?
Conosco un imprenditore che chiuse la sua società di telecomunicazioni (circa trenta dipendenti) per andare come famiglia in missione in Danimarca. A te sembra giusto? Fra quelle persone tra l'altro c'era pure mia sorella....

sandavi ha detto...

P.S. dimenticavo: l'episodio del giovane ricco si riferisce ad una chiamata alla vocazione sacerdotale (ad abbandonare tutto per seguire Cristo ed essere perfetto). Nel cammino viene usata per rafforzare la parola dei beni

noa ha detto...

Sia lodato Gesù Cristo!
Torno su questo blog dopo diversi mesi. Considero una fortuna aver trovato il blog. Mi ha consentito di avere una visione lucida dei neocatecumeni e delle storture del movimento. E' grazie agli interventi attenti e caritatevoli pur nella loro durezza di molti se oggi non mi sento in colpa. Perchè l'amico catechista che mi aveva invitato tanto ad entrare nel movimento oggi non mi parla più. Le sue attenzioni nei miei confronti, la sua spalla che mi era sembrata così pronta all'appoggio si sono rivelate nient'altro che un perverso sistema di "adescamento". Sono stato più forte. Il Signore mi ha fornito l'àncora perchè non cadessi nella colpevolizzazione, perchè non mi pentissi di aver parlato chiaro, di aver detto al mio amico e a tutto il gruppo che no, questo movimento neocatecumenale travisa, falsifica, unisce cose giuste ad altre negative, la Fede è prima di tutto personale,pretendere di imporre la dimensione comunitaria nuoce all'anima. Per un po' ho avuto quasi l'impressione di aver sbagliato, di aver giudicato dei bravi cristiani. Oggi sono qui a dirvi che se dai frutti si vede la pianta allora quella pianta non è buona e fa molto bene chi lo dice, perchè non sta perseguitando la Chiesa, ma sta agendo con la verità, che è una forma di carità.
La conversione è un cammino interiore, un percorso di Grazia delicatissimo, in cui Dio stesso parla a un'anima, certo anche attraverso chi ti sta vicino, ma non nel modo arrogante ed errato che intendono i neocatecumeni. Chi pretende di forzare, di parlare al posto di Dio, di anteporre la sua verità al discernimento si sbaglia.
Io chiedo a tutti voi qui di pregare. A questi nostri fratelli neocatecumeni qualcuno ha impedito di capire la solennità della liturgia, di gustare la bellezza autentica dei sacramenti. Qualcuno li ha privati di ciò che la Chiesa dice da secoli, non conoscono la spiritualità dei Santi, le devozioni e altre cose bellissime, esiste solo kiko e un'impronta decisamente anticotestamentaria, nonchè una catechesi sterile, che non porta frutti veri perchè non può parlare all'anima come fanno invece gli esercizi spirituali. Chi era un lontano identifica così la sua Fede con il cammino. In attesa che questa setta venga smantellata io propongo proprio una cordata spirituale perchè chi era ateo e si fosse allontanato da loro non si perda, non si allontani deluso da Dio, ma trovi la Vera Chiesa, capisca, scopra e gusti l'importanza del catechismo vero, dell'Adorazione, dell'Eucarestia PRESA IN BOCCA!!!!
A chi legge questo blog per la prima volta vorrei dire NON ABBIATE PAURA DI CIO' CHE VIENE DETTO! nessuno è qui dentro per condannare la Chiesa, anzi!! Qui si condannano gli errori dei NC e io spero davvero tanto che per il bene delle anime qualcuno nella Chiesa intervenga. Grazie ai moderatori e a quanti illuminano gli altri fornendo questo spazio di confronto di esperienze, perchè anche se vengono insultati stanno facendo un'opera buona e io ne sono sicuro. La verità vince e trionfa sempre!

Luca ha detto...

lo trovo scandalosamente sbagliato quello che è capitato a tua sorella.. sì esatto, il lasciare tutti i beni è un di più, come è accaduto a s francesco, è un esempio calzante; fare delle rinunce anche è giustissimo, tutto quello che dici è quello che ho sempre pensato.
La vera libertà è quella del cuore, lasciare tutti i beni è solo una strada descritta nel vangelo, uno specifico modo di seguire cristo, fra tanti, ma alla base c' la libertà del cuore. Mi viene in mente una scena del film di Zeffirelli, in cui s francesco, ad un certo punto del film, torna a chiedere perdono al padre, non per la scelta della sua vocazione, ma per il fatto che i beni venduti erano anche quelli paterni, non solo suoi, e che tale scelta radicale non era stata compresa, aveva creato sofferenze nel padre, volva sicuramente chiarirsi. Ogni scelta,volevo dire, è buona senza nuocere al fratello e creargli alcun danno, poiché ricordiamoci che l'altro è prezioso e nell'altro c'è Cristo.
Luca

Anonimo ha detto...

non voglio scrivere anonimamente, quindi mi chiamo Pecorella Stanca, da una preghiera di S. Ambrogio.
Caro Giuseppe, tutti noi cadiamo nel peccato a causa della nostra debolezza fisica o dei nostri limiti razionali che ci impediscono una vera conoscenza delle cose o della nostra imperfezione ad amare. Gesù Cristo si incarna proprio per trasfigurare queste nostre imperfezioni e limiti così da renderle luogo in cui incontriamo la Misericordia di Dio, mentre prima i nostri limiti erano luoghi in cui Satana entrava nella nostra vita: questo è lo scopo della "vita in Cristo", che Egli passa dai nostri peccati e NELLA CHIESA noi siamo Corpo di Cristo, non nei movimenti-cammini-associazioni che invece sono una "chiesa nella Chiesa", essi sono una vera idolatria, quindi Dio ti ha rivelato dove Egli è proprio mentre eri nel peccato, come dice S. Paolo Romani 5,8: "Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi."
Un uomo di preghiera e fede come don Divo Barsotti insegnava che "amare Dio è una grande presunzione, Dio al contrario ci chiede di permettergli di amarlo".

Anonimo ha detto...

PECORELLA STANCA CONTINUA DICENDO:
I Padri della Chiesa insegnano che il peccato è una malattia dell'anima e la Medicina sono i Sacramenti: permetti a Dio di amarti, confessati e fai la Comunione, e vivi NELLA CHIESA la tua vita in Cristo.
MA NON CADERE NELLA PIU' GRANDE DELLE TENTAZIONI: CHE DIO NON TI HA PERDONATO. NO!! EGLI E' VENUTO PER QUESTO, PER SALVARCI DALLA MORTE DEI NOSTRI PECCATI, QUINDI NIENTE PIU' RIMORSI: sono una trappola che il Nemico mette sulla nostra strada, perchè i rimorsi mettono al centro noi stessi, mentre i cristiani permettono a Dio di essere amati da Lui.

Anonimo ha detto...

PECORELLA STANCA CONTINUA DICENDO:
Luca 15: (lo scopo dell'Incarnazione)
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 3 Allora egli disse loro questa parabola:
4 «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? 5 Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, 6 va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. 7 Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
8 O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? 9 E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. 10 Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Odiando il tuo peccato, tu ti sei convertito! RALLEGRATI!!
Infine la preghiera di S.Amrogio:
CERCA, O SIGNORE, LA TUA PECORA STANCA

Vieni dunque, Signore Gesù, cerca il tuo servo[Sal 118,176]
cerca la tua pecora stanca.
Vieni, pastore,
cerca, come Giuseppe cercava le pecore[Gn 37,14].
Ha errato la tua pecora,
mentre tu indugi, mentre ti aggiri sui monti.
Lascia andare le tue novantanove pecore
e vieni a cercare la sola pecora che ha errato[Mt 18,12 ss; Lc 15,4].
Vieni senza cani, vieni senza cattivi operai,
vieni senza il servo mercenario,
che non sa passare per la porta[Gv 10,1-7].
Vieni senza aiutante, senza messaggero.
Già da tempo aspetto la tua venuta.
Infatti so che verrai,
«poiché non ho dimenticato i tuoi comandamenti»[Sal 118,176].
Vieni non «con la verga,
ma con carità e in spirito di mansuetudine»[lCor 4,21].
Non esitare a lasciare sui monti le tue novantanove pecore,
poiché i lupi rapaci[Mt 7,15; At 20,29] non possono attaccarle finché stanno sui monti.
Nel paradiso il serpente è riuscito a nuocere solo una volta,
ma dopo che Adamo ne è stato scacciato
ha perduto l’esca e là non potrà più nuocere.
Vieni da me, che sono tormentato dall’attacco di lupi pericolosi.
Vieni da me, che sono stato scacciato dal paradiso
e le cui piaghe sono da tempo penetrate dai veleni del serpente,
da me che ho errato lontano dalle tue greggi su quei monti.
Anche me tu avevi collocato qui,
ma il lupo notturno mi ha allontanato dai tuoi ovili.
Cercami, poiché io ti cerco,
cercami, trovami, prendimi, portami.
Tu puoi trovare colui che cerchi,
ti degni di prendere colui che hai trovato,
ti porti sulle spalle colui che hai preso.
Non ti infastidisce un peso che ti ispira pietà,
non ti pesa un trasporto di giustizia.
Vieni dunque, Signore, poiché anche se ho errato,
tuttavia «non ho dimenticato i tuoi comandamenti»
e conservo la speranza della medicina.
Vieni, Signore, perché tu solo sei in grado
di far tornare indietro la pecora errante
e non rattristerai quelli da cui ti sei allontanato.
E anche loro si rallegreranno del ritorno del peccatore.
Vieni ad attuare la salvezza sulla terra, la gioia nel cielo.
Vieni, dunque, e cerca la tua pecora
non per mezzo dei servitori,
non per mezzo dei mercenari,
ma tu in persona.
Accoglimi nella carne che è caduta in Adamo.
Accoglimi non da Sara[Gn 17,15], ma da Maria,
perché sia non soltanto una vergine inviolata,
ma una vergine immune, per effetto della grazia,
da ogni macchia di peccato.
Portami sulla croce che da la salvezza agli erranti,
soltanto nella quale c’è riposo per gli affaticati,
soltanto nella quale vivranno tutti quelli che muoiono.

http://www.cantualeantonianum.com

"sii forte spera nel Signore"(Salmo 26) Ciao amico!

letizia ha detto...

che confusione...in profonda crisi con il cammino....confido in gesu........via verita e vita...leti