sabato 2 maggio 2020

Il Cammino e la Madonna

«Fermati e ascolta la voce di Kiko»,
perfettamente ripetuta a pappagallo.
La "kikona" sullo sfondo è quella
pomposamente intitolata
"Madonna del Silenzio"
Verso la fine degli anni Ottanta partecipai a un incontro mariano animato da una comunità di consacrati di recente costituzione.

A un certo punto, mentre parlava il fondatore della comunità, un padre Passionista, dalla platea un uomo piccolo, ma dalla voce possente, iniziò a smaniare e a urlare sovrastando tutti.

Urlava, tra lo sbigottimento generale, che il Cammino neocatecumenale era necessario per l’evangelizzazione dei nostri tempi. Quel giorno, per la prima volta, notai come il Cammino non apprezza affatto la Madonna. Una sensazione che andò confermandosi lungo il corso degli anni.

Di fatto nel Cammino la Madonna “deve mantenere un profilo basso” e, soprattutto, stare zitta, perché nel Cammino nulla è veramente mariano e tutto è obbligatoriamente kikiano, anche la Madre di Dio.

Con la scusa tipicamente modernista che la Madonna sarebbe taciturna solo perché il Vangelo ne riporta poche parole (ma dal Vangelo di san Luca apprendiamo un po’ di buone cose), Kiko la vuole tacitare del tutto.

Se potesse la ricovererebbe all’ospizio, pur mantenendone l’immagine appesa in bella vista (mi chiedo che fine abbia fatto la madre di Kiko).

Perché la voce di Maria Vergine, cioè la devozione mariana, fatta di pellegrinaggi, rosari, processioni…, in cui non si può spiccare sugli altri perché il “cammino” mariano è quello, ed è uguale per TUTTI, senza nessuna iniziazione, offusca la gloria di Kiko e della sua creatura, il Cammino.

Eppure ogni tanto Kiko parla con trasporto della Madonna (e di se stesso): quando dice che gli è apparsa.

Cioè quando la strumentalizza come fa un ventriloquo con la sua “creatura”.
Infatti, se è vero che, come affidabili testimonianze riferiscono, PADRE PIO ha definito i neocatecumenali “i nuovi falsi profeti”, è da credere che a Kiko la Madonna non è affatto apparsa.

Tipico grattugiatore di chitarrella neocatecumenale
Del resto, se gli fosse veramente apparsa, non sarebbe forse stato Kiko a parlare, anzi, a predicare, e non sarebbe stata la Madonna a ricevere il “messaggio”?

Kiko la dipinge, ma spesso in modo così orrendo, che è da ritenere che il suo “rapporto” con lei sia più simile a quello tra il protagonista del film Psycho e il cadavere imbalsamato di sua madre che lui stesso ha ucciso, che non a quello tra la Madre di Dio e i suoi figli.

A questo punto viene da chiedersi: ma se il Cammino è contro la spiritualità mariana tradizionale, ecclesiale e popolare, perché ci tiene tanto a professarsi cattolico?

Il fatto è che il Cammino ha assoluto bisogno della Chiesa e perfino della Madonna e dei “cristiani della domenica”, tanto che senza di essi non potrebbe esistere. Non solo perché le strutture della Chiesa gli permettono di proliferare come fa un virus con le strutture cellulari, ma, più ancora, perché ha bisogno di RICONOSCIMENTO come dell’ossigeno.

Riconoscimento autoreferenziale e riconoscimento dovuto dagli altri, dal Papa in giù. Un riconoscimento ottenuto dal confronto con gli altri che li deve vedere “vincitori” attraverso lo sminuimento altrui.

Da qui gli innumerevoli impegni che li distolgono dalla vita ecclesiale, le palme giganti, i canti strillati e amplificati a tutto volume come gli Who, ecc. La CONSIDERAZIONE, per il Cammino, è tutto.

Non voglio dire che la ricerca del riconoscimento sia sempre negativa, perché è nell’istinto dell’essere. Un bambino, ad esempio, fa di tutto per farsi notare, ed è giusto così.
Poi però, crescendo, se si relaziona con Dio e rimane sotto l’insegnamento della Chiesa, comincia a capire che ci si realizza solo donandosi, cioè “espropriandosi” della propria stessa volontà per donarla a Dio, mettendosi così a servizio anche degli altri. Cosa impegnativa, in cui si fallisce spesso, ma è l’unica via.

Il “riconoscimento” non può che passare attraverso questa via. È in questa relazione con Dio che l’uomo si afferma anche come persona, come dimostrano i santi.

È vero, ci sono tanti santi sconosciuti, cioè non riconosciuti sulla Terra, ma che importa? Dio li conosce e li riconosce. Del resto anche i santi famosi non hanno ricercato il riconoscimento terreno, anche se Dio lo ha permesso. E in Paradiso, dove tutto sarà compiuto, Dio manifesterà tutti per quello che sono.

Il riconoscimento che vuole il Cammino, però, è l’esatto contrario: abbassare gli altri per innalzare se stesso.

Senza i cristiani della domenica i camminanti non saprebbero più chi sono.
La forza seducente del Cammino è quella di un’anti chiesa che, però, sembra realizzare la Chiesa, soprattutto attraverso l’unità.

Di fatto ogni camminante forma in se stesso come un’immagine di Kiko: si kikizza, in quanto tra Kiko e il Cammino sembra esserci una relazione che scimmiotta quella tra Cristo e la Chiesa, tanto che il Cammino può essere definito come il “corpo” di Kiko, unito non dalla carità, ma dalla superbia.
Una dinamica, questa, in cui è probabile che non sia estranea l’influenza del maligno.

Non dico che il Cammino sia una setta satanica, questo no, anche perché nel Cammino ci sono tante brave persone, ma penso che ci sia un’influenza malefica che ha portato alla superbia spirituale.

Fatto sta che nel Cammino la superbia sembra materializzarsi in un’ideologia, cioè in una struttura sociale capace potenziare e moltiplicare gli errori (in questo caso potenziare la superbia spirituale e moltiplicare gli atti di superbia).
I buoni diventano cattivi per influenza dell’ideologia, ma questa cattiveria indotta, che perciò viene dal di fuori, anche fosse incolpevole perché totalmante condizionata, alla fine può pervertire anche l’interno dell’uomo. A meno che non si esca da Cammino, cosa, grazie a Dio, molto frequente.
Di fatto non ho mai un camminante brillare per umiltà.

L’ho visto schernirsi, ma nel momento stesso che lo fa trasferisce il suo “io” nel Cammino e in Kiko (come fossero la Chiesa e Cristo) e si insuperbisce del Cammino e attraverso il Cammino.

Questo è quello che a ma sembra, ma i fatti sembrano confermare tale superbia che arriva fino a negare la verità, come pedofilia del Vescovo pedofilo del Cammino Apuron, nonostante il Papa lo abbia già condannato definitivamente.

38 commenti:

  1. Uomo Libero!!!2 maggio 2020 08:38

    KIKO È APPARSO ALLA MADONNA, POI È SPARITO..

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  2. Intanto, esattamente come temevamo, i nemici della Chiesa vorrebbero imporle la "comunione da asporto".

    Come sempre, ogni genialata neocatecumenale coincide sempre con le manovrine dei nemici giurati del Santissimo Sacramento.

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    1. E se il Papa approvasse questa cosa?

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    2. Prova a indovinare cosa succederebbe nel mondo cattolico se il Papa approvasse questa cosa.

      Quindi prova a indovinare cosa succederebbe nel Cammino Neocatecumenale. Magari venderanno le buste preconfezionate con l'effigie di Kiko e ccon le istruzioni stampate col font kikiano. Naturalmente solo nei kiko-shop ufficiali. Dopotutto, dopo che le alte sfere del kikismo-carmenismo hanno derubricato il Santissimo Sacramento a focaccia da asporto con tanto di istruzioni per il Padre di Famiglia, cosa ti aspetti?

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  3. Urlava, tra lo sbigottimento generale, che il Cammino neocatecumenale era necessario per l’evangelizzazione dei nostri tempi.
    Eh sì, il Cammino è necessario, non la Madonna, ma neppure Cristo, che diventa un tramite, come nel gruppo fb "Il Cammino attraverso Cristo salverà la famiglia e la Chiesa".
    Senza i cristiani della domenica i camminanti non saprebbero più chi sono.
    La forza seducente del Cammino è quella di un’anti chiesa che, però, sembra realizzare la Chiesa, soprattutto attraverso l’unità.

    Questa esistenza che si basa sempre sulla critica alla Chiesa, sulla sua sostanziale riforma, sulla affermazione della propria diversità, sul proprio "essere sale" e sulla insipidità altrui, è fondamentale per capire le dinamiche del Cammino.
    Lo è al punto tale che una delle attività principali è quella di andarsi a cercare le persecuzioni e addirittura di inventarle, nel caso non ci fossero. Solo la presenza dei nemici esterni assicura la coesione interna.
    Di fatto ogni camminante forma in se stesso come un’immagine di Kiko: si kikizza, in quanto tra Kiko e il Cammino sembra esserci una relazione che scimmiotta quella tra Cristo e la Chiesa, tanto che il Cammino può essere definito come il “corpo” di Kiko, unito non dalla carità, ma dalla superbia.
    Temo purtroppo che anche questo sia vero. Tutto sta a vedere se questa kikizzazione resisterà alla scomparsa del fondatore.
    Intanto ringrazio Pietro (NON del Cammino) per questo articolo, che va proprio al nucleo del problema di un Cammino che ha replicato in sé la Chiesa e che aspira a sostituirla.

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    1. Il cammino è un pericolo mondiale per la chiesa, altro che corona virus, è una pandemia che ormai si è diffusa a macchia d'olio, e secondo me il Santo Padre non sa come debellarla.

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  5. Come scrive don Elia, quando i sommi sacerdoti fecero di tutto per far condannare Gesù, arrivarono a dire persino: «Non abbiamo re se non Cesare» (Gv 19,15), cioè si autoproclamarono al servizio dell'autorità statale anziché della fede.

    Praticamente è la stesso madornale errore dei vescovi, che in occasione del virus hanno voluto "ubbidire all'autorità civile" ancor prima che venisse loro chiesto, per di più facendo molto più di quanto non fosse necessario e pur sapendo benissimo che in quel modo stavano praticamente dicendo: "la Chiesa non ha re se non il Decisore Politico, non abbiamo re se non Cesare" (non mi sto inventando niente, guardate il ridicolo azzerbinamento dei vescovi leccapiedisti pubblicato su Avvenire due settimane fa: vien voglia di parafrasare "vi ricordate di quel diciotto aprile quando vi prostraste al Decisore Politico senza pensare all'indomani?").

    Eppure lo hanno sempre saputo anche i più grulli che l'autorità civile storicamente non è mai stata un padrone buono e riconoscente - se non in casi sporadici e per brevi periodi e solo perché il potere era centrato nelle mani di un singolo governante di buon cuore.

    Il cardinal Sarah, già randellato più volte da papa Francesco (ma in quei casi specifici, davanti a Dio, è un merito per Sarah e un demerito per Bergoglio), quel Sarah già odiato dai kikos per ovvi motivi liturgici, sta letteralmente tentando di correre ai ripari prima che l'episcopato italiota e internazionale acconsenta - con un altro picco di servilismo, perché ogni azione servile deve sempre essere più leccapiedi e azzerbinata della precedente altrimenti "non è credibile" per il padrone - alla riduzione del Santissimo Sacramento a prodotto da impacchettare e spedire e da servire "fai da te".

    Vengono i brividi a ripensare in quella tragica estate del 1989, quando scricchiolavano e crollavano muri e regimi comunisti - noti nemici della fede - mentre l'episcopato italiota approvava in fretta e furia una mozione non all'ordine del giorno, e proprio nel giorno in cui erano ammalati o assenti i principali oppositori, quella della nefanda "comunione sulle mani".

    Ebbene, dopo innumerevoli secoli in cui si è ricevuta "in ginocchio e alla bocca e anche durante la peste bubbonica", che succede in Italia? Dopo appena trent'anni di nefasta "comunione sulle mani", di cosa si parla oggi? Di "comunione imbustata e spedita", come quando compri un cellulare da Amazon, te lo impacchettano, spediscono, il corriere te lo porta a casa, apri la confezione e cominci a smanettarci.

    Ricordo tutte le volte che sono stato criticato - anche parecchio prima di conoscere questo blog - solo perché avevo osservato che era una brutta piega, quella presa con la "comunione sulle mani", era il modo più adatto per banalizzare il sacramento e ridurlo a un gadget, uno snack, un simboletto. Quante rampogne che mi sono beccato. E adesso già si profila all'orizzonte uno scenario tremendamente peggiore, e anche scansandolo, vedremo pioverci addosso ulteriori "scenari" (che non voglio nominare).

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    1. Fra parentesi, nella setta protestante-ebraica denominata "Cammino Neocatecumenale", la perfida pratica della "comunione sulle mani" (più i ridicoli annessi e connessi "seduti", "tutti insieme", "anche il coppone del rito mistico"...) era già fatta fin dagli anni '60, ed era già un pessimo sintomo, più che sufficiente per capire che quella era una setta, un "movimento" gradito esclusivamente al demonio (quello vero). Ricordo che un tardo pomeriggio di molti anni fa, tornando in autobus con un amico, gliene parlai e lui mi rispose: "ma no, ma dai, che esagerato, non puoi mica criticarli solo perché fanno la Comunione in una maniera che a te non piace".

      Costui, di tanta ostentata pietà in parrocchia, con tale affermazione aveva già dimostrato di essere uno di quelli che mentalmente hanno già ridotto il Santissimo Sacramento a un gadget, uno snack, un simboletto di unità fraterna. Suppongo che oggi si starà furiosamente domandando come diavolo sia possibile che qualcuno possa avanzare quella proposta che il cardinal Sarah si è affrettato a rendere pubblica e a contestare. Eppure non ci voleva molto a capirlo. Se la saggezza della Chiesa ha stabilito che ordinariamente e ovunque la Comunione fosse amministrata esclusivamente "in ginocchio e alla bocca", cosa che ha prodotto una vastissima quantità di santi e di devozione eucaristica popolare, chi è quel branco di emeriti deficienti che improvvisamente crede di far di meglio cancellando ciò che tradizionalmente aveva prodotto tanto frutto? Per di più con la ridicola scusa che cancellando ciò che aveva storicamente sempre contribuito ad alimentare la devozione eucaristica, avrebbe "ravvivato" la devozione eucaristica. Inutilmente Giovanni Paolo II lamentò abusi e raccomandò attenzione. Neanche dieci anni dopo la morte del Wojtyła vedevamo il Bergoglio distribuire la comunione "sulle mani". Ma tanto lo sapevamo già tutti che i buoni esempi vengono ignorati, i pessimi esempi vengono subito imitati, moltiplicati, esagerati.

      E sullo sfondo abbiamo il cretinismo totale e autocompiaciuto dei soloni che credono di pontificare blaterando sulla "modalità", come se il modo di ricevere la Comunione fosse irrilevante rispetto alla Comunione stessa. Come se la modalità non facesse teologia. Così, in tempi normali si introducono e diffondono pessime usanze, e in tempi di crisi quelle pessime usanze vengono consolidate. E a chi in tempi normali si lamentava, veniva risposto: "ma no, dai, Giovanni Paolo II non permetterà abusi, credi mica di saperne più del Papa?" E quindi in tempi di crisi gli abusi diventano istituzione (i perfidi vescovi italioti che appena scattato l'allarme crisi hanno vietato di dare la comunione "alla bocca": Nostro Signore non lo dimenticherà), e abusi mille volte peggiori vengono invocati e - speriamo di no - persino approvati e imposti (il Santissimo Sacramento "spedizione gratuita, venduto e spedito da Amazon").

      Il Cammino Neocatecumenale, che è ispirato dal demonio (quello vero, non il simpatico portasfortuna che ti fa trovare pioggia mentre vai alla convivenza), ovviamente era già in prima linea rispetto a tutti questi abusi. La "comunione sulle mani" già un quarto di secolo prima che le conferenze episcopali si piegassero ad approvare; la "comunione da asporto" prima che la conferenza episcopale si ritrovi (o finga di ritrovarsi) di fronte ad una necessità "causa pandemie".

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  6. Piccolo O.T. (se mi si concede).

    Basta che ne legga i primi due o tre concetti ed ecco che riconosco subito LUCA dallo stile deciso, indignato e incisivo. Apprezzo infinitamente la capacità di scansione temporale e di analisi di Pax (che aggiunge spesso una personale verve d'insofferenza sull'apparente inamovibilità dello status-quo) e di Libera Mens Semper, lucida testimone del vero. Leggo sempre volentieri gli interventi di Valentina Giusti, Roberta Salerno che per un po' ci ha privato della sua presenza e della Alessandra che, presumo, viva all'ombra del Mongibello (AleCT). Per non dire della compostezza dei dialoghi di Porto, della lucida ed esauriente esposizione di Tomista ex nc, della pacata completezza di Pietro Non del cammino che, assieme a Tripudio, mi stupiscono perché, pur non essendo mai stati in cammino, riescono ad con precisione eviscerarne le incongruenze. Simpatiche le puntate di UOMO LIBERO, vere le espressioni di LILLY, completi ed esaurienti anche Beati Pauperes Spiritu, ex fratello e tanti che, come me, leggono molto ma scrivono poco e le cui testimonianze sono sempre molto importanti. Scusate se ho dimenticato qualcuno che, all'ombra dell'anonimato, svolge opere importanti per la conoscenza delle verità nascoste all'interno del cammino.
    Tutti io ringrazio per il bene che stanno facendo alla Chiesa e ai fratelli.
    M.i.B.

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    1. Grazie a te M.i.B., importante voce "dall'interno" che spesso mi conforta sulla necessità e sulla grande utilità di questo blog, e dà degli importanti riscontri a ciò che qui si dice.

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    2. Grazie M.i.B.
      Ti leggo sempre con piacere per la tua saggezza,pacatezza, cultura e per la tua personale sofferenza che trasuda sincera dalle tue parole.
      Scriverai anche poco, ma è la qualità di quello che si scrive che fa la differenza.

      LUCA

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    3. Interrompo il mio lungo silenzio ascetico per ringraziarti di cuore.
      Che Dio ci conceda di assistere alla morte del Cammino.

      Tomista ex NC

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    4. M.i.B.
      mi rincuora questo sguardo umano con cui leggi le cose, mostrando che nelle parole uno ci può mettere la sua persona e ciò fa sempre del bene, al contrario dell'usare le parole con calcolo per manipolare gli altri, come purtroppo conosciamo ..
      ancora di più perché nonostante tanto tempo in quella trappola, questo sguardo umano non sono riusciti a togliertelo ..

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    5. Grazie di cuore M.I.B,dopo aver subito tante delusioni anche se per poco tempo,non si può fare altro che esprimersi in verità,quello che tra l' altro fanno tutti i commentatori di questo blog,anche se i signori camminanti affermano il contrario.
      Anche Io mi appassiono nel leggere i commenti di chi ha subito e sopportato per tanti anni le ingiustizie del cammino e quando li leggo penso che ho avuto fortuna a capire quasi subito che era tutto un imbroglio,ma allo stesso tempo sono dispiaciuta per Loro che hanno dato buona parte della Loro vita al servizio di questa setta.
      Purtroppo però quei pochi anni mi hanno segnata caratterialmente,non ho più fiducia di nessuno,dato che avevo dato tutta me stessa a persone che mi hanno voltato la faccia dopo aver mangiato dallo stesso piatto.

      PS.GUARDATE COME È BELLO STARE CON I FRATELLI FARISEI.

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    6. Grazie M.i.B. anche da parte mia. Anche io ringrazio tutti i partecipanti che scrivono con spirito di servizio, al servizio, appunto, della verità. Per me leggere questo blog, come mi sembra abbia scritto una volta Luca, è stato come un balsamo, soprattutto nel primo periodo dopo la fuoriuscita dal Cammino, in cui mi sentivo svuotato, anche se sicuro della decisione presa e della sua irreversibilità. Il Cammino è come una piovra, più a lungo ci stai, più ti avvinghia con i suoi tentacoli in una morsa che si fa sempre più stretta e soffocante. Quando ho capito fino in fondo che il rimanere nel Cammino stava portando alla rovina la mia vita e quella della mia famiglia, perché il Cammino, nella figura dei catechisti, non voleva il nostro bene, ma la nostra dipendenza, la nostra vita per servire l'idolo Cammino e poi buttarci via quando non fossimo serviti più, ho/abbiamo trovato il coraggio di troncare. Ringrazio Dio per aver messo sulla nostra strada un catechista mafioso come pochi, la cui cattiveria si è palesata a più riprese e in modo sempre più chiaro e ringrazio Dio per avermi dato la forza e il coraggio di andarmene senza guardarmi indietro. Ringrazio Dio per avermi aiutato a lasciare la setta neocatecumenale prima che i miei figli fossero in età da entrarci e prego Dio per chi invece ha ancora figli e parenti dentro, che il Signore possa illuminare queste persone e far vedere loro sempre più chiaramente quale enorme inganno è il Cammino neocatecumenale, quali catene sempre più strette e con anelli sempre più grossi forgia per i suoi adepti. Non vi conosco di persona, ma non è quesato l'importante. L'importante è che ci siate. Buone cose a tutti.

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    8. Grazie di cuore M.i.B. per le tue parole per tutti noi. E grazie a te e tutti voi, perché grazie a questo blog ho capito che tutti i miei dubbi, incertezze e critiche al cammino non erano dovute ad una mia malafede, ma era realtà, confrondandomi con voi e leggendo tutte le vostre testimonianze.Lo stesso dolore, le stesse sofferenze, esperienze comuni, mi hanno aiutato a non colpevolizzarmi e nonostante l'anima è ancora segnata da tanto dolore, questo blog e voi tutti siete una manna dal cielo.
      Oggi, all'angelus, il papa ha fatto una chiarissima differenza tra il vero pastore, Gesù ed i falsi profeti, e nel fare l'esempio dei falsi profeti, ho rivisto i catecumeni.
      Un abbraccio a tutti.
      ex fratello.

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  7. Il rapporto malato tra il Cammino e la Chiesa, di cui il rapporto con la Madonna è un aspetto importante, si manifesta sotto tanti aspetti.
    Uno dei più chiari è quello che riguarda l'arte sacra.
    Quando Kiko parla di "nuova estetica", di cui naturalmente è il capostipite e fondatore (senza discepoli perché nessuno è degno di accostarsi alla sua arte), Kiko presenta dei concetti così assurdi che stupisce il fatto che ne parli senza rendersi conto delle idiozie che dice. Ci sarebbe da farci un film tragicomico e grottesco.

    Questo della nuova estetica, che si stacca completamente dall'arte sacra precedente, che per Kiko è tutta sbagliata, manifesta con chiarezza l'eresia di Kiko.
    E' lo stesso processo usato con la dottrina: tutto ciò che credeva la Chiesa prima di Kiko e religiosità naturale.
    Così con l'arte sacra, ma in modo più accentuato, perché a livello di dottrina Kiko qualche forma di prudenza la usa.
    Ad esempio non può dire dire che il Magistero prima di lui è tutto sbagliato, si scoprirebbe troppo.
    Ugualmente con la Madonna: non può dire che non la vede di buon occhio, visto che nella Chiesa è ancora più considerata di lui. Allora Kiko ha preferito seguire il proverbio per cui, se il tuo nemico è troppo forte, vedi di fartelo amico. Da qui il Cammino voluto dalla Madonna (ma, come visto, Padre Pio non era d'accordo con questa interpretazione di Kiko).

    Riguardo all'arte Kiko non ha remore. Quello che pensa lo dice chiaro: l'arte sacra di 1700 anni di storia della Chiesa è spazzatura.
    Peccato per lui che la Chiesa considera l'arte sacra come una testimonianza della stessa Tradizione.
    Certi concetti espressi dall'arte sacra non sono altro che concetti di fede, che, sebbene non è un concetto, ma si esprime anche attraverso il concetti, come negli articoli del Catechismo.

    La Madonna dipinta da Kiko coi dischi neri al posto degli occhi o con altre inquietanti simbologie, che concetti esprime?
    Concetti assolutamente nuovi, assolutamente nuovi, inventati da Kiko stesso. Non vedo altra spiegazione

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  8. Il vero problema di tutto questo e'che molti di quelli al vertice della Chiesa continuano a sostenere e incoraggiare questa setta ebraica protestanta.

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  9. Grazie MiB.
    I tuoi sentimenti sono anche i miei.
    Anche io, fin da quando ho cominciato a consultare questo blog, non ho solo trovato notizie e testimonianze riguardo al Cammino, che era il motivo della mia ricerca, ma anche nutrimento spirituale.
    Alcune cose lette mi hanno permesso di sviluppare certi argomenti per me molto utili.
    E tutto ciò realizza un'unione.

    Ciò che ci accomuna non è, come dicono i camminanti che intervengono, il nostro odio verso il Cammino, ma l'amore per la verità.
    A volte la verità può emergere come necessità di contrastare la menzogna, come quando si accende una pila di notte.
    Da quando l'uomo ha commesso il peccato originale la luce si contrappone alle tenebre, mentre prima non c'era l'esigenza di combattere le tenebre e la luce si poteva ammirare per se stessa.

    Per questo a volte le Scritture sembrano evidenziare più l'azione di Cristo nel combattere il peccato che non quella di donare la vita eterna, che è opera della grazia: perché dopo il peccato originale la salvezza si realizza solo in relazione alla sconfitta del peccato.
    Dio ha pensato che la natura umana dovesse essere in comunione con la sua natura divina fin dall'inizio e così ha creato Adamo ed Eva.
    Per questo testimoniando la verità si combattono le tenebre e combattendo il male si manifesta la luce.
    E per questo, come spesso (non sempre) avviene anche nel Cammino, le tenebre chiamano bene il male e il male bene.

    E' questo il vero scopo del blog: la verità.
    E la verità ci rende LIBERI e pensare che qualcuno possa ritrovare le gioia di essere libero in Cristo, o confermato in questo, a sua volta ci rende più liberi tutti.

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  10. @ M.i.B. 2 maggio 2020 14:11

    Ringrazio anche io M.i.B..

    Insieme a lui ringrazio ciascuno dei collaboratori a questo Blog che ritengono doveroso mettere a disposizione di tutti i loro convincimenti maturati. Spesso mi ripeto che non siamo un caso.
    Per avventura un giorno ci siamo imbattuti nel c.n., ne abbiamo fatto dura esperienza, dunque saremmo solo un errore.
    Abbiamo sbagliato tutto, ce ne siamo accorti tardi? È solo questo?
    Abbiamo buttato gli anni migliori della nostra vita e siamo condannati a vivere i restanti raccogliendo macerie e tentando di mettere assieme dei cocci che mai più possono essere ricomposti insieme?
    No, se quanto abbiamo vissuto ha un senso, se Dio stesso lo ha permesso con tanto dolore di sicuro è perché possiamo dare la nostra testimonianza, doverosa testimonianza, per tentare di salvare dall'errore chi ancora è invischiato, come un giorno lo eravamo noi, di aiutare nel discernimento quanti sono ancora dubbiosi, nel desiderio che gli siano risparmiate almeno in parte le lunghe e penose sofferenze che abbiamo patito noi per primi.

    Per noi - parlo almeno per me - questa è la "buona battaglia" nella quale il Signore stesso ci chiama a perseverare per il restante della nostra vita. Un dovere prima di tutto. Per salvare ad ogni costo almeno qualcuno dall'errore, anche uno solo, con la propria testimonianza. Il c.n. - senza mezzi termini - è eretico, semina morte, mi sono convinta da tempo che non è neanche una esperienza buona degenerata nel tempo. No! Il seme seminato per produrre il c.n. da Kiko e Carmen è proprio un seme cattivo. E dunque, non il buon seminatore lo ha sparso, ma il nemico di Dio. Ossia il diavolo. Non è Dio il Pade di tutto questo. Impossibile. Un albero buono NON può dare frutti cattivi. Troppo imbevuto di idolatria, culto della persona. Le sue aspirazioni - intendo del Cammino (creatura) e di Kiko (creatore) - consolidate e oramai neanche tanto tenute nascoste o malamente celate e camuffate agli occhi degli adepti, ma sbandierate e ostentate con vergognosa sfacciataggine sono
    POTERE
    - DENARO
    - insieme a una violenza e un'arroganza e un disprezzo pieno di disgusto per il prossimo che viene calpestato sotto i piedi, ridotto in schiavitù e angariato, specie nei più indifesi e piccoli di cui nel Cammino si fa strage, ancora oggi come sempre. Questo sangue grida dalla terra contro di loro.

    Non è questo per me affatto un buon periodo.

    L' O.T. di M.i.B. mi ha rincuorata e anche leggere le risposte di tanti che, anche quando non commentano, ci sono sempre come hanno scritto. Tutti mi sono ben presenti, per me è incoraggiante.
    Che il Signore ci sostenga tutti e la Vergine Maria, in modo speciale, in questo mese a lei dedicato.

    Pax

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    1. qUESTA PREGHIERA PER KIKO ARGUELLO: "PER MARIA à JESU2

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  11. Avendo fatto dichiarazioni abbastanza nette, non avendo forza ora di argomentare oltre, mi pare molto opportuno ricopiare qui un passaggio del post di Pietro (NON del Cammino):

    Questo:

    Di fatto ogni camminante forma in se stesso come un’immagine di Kiko: si kikizza, in quanto tra Kiko e il Cammino sembra esserci una relazione che scimmiotta quella tra Cristo e la Chiesa, tanto che il Cammino può essere definito come il “corpo” di Kiko, unito non dalla carità, ma dalla superbia.
    Una dinamica, questa, in cui è probabile che non sia estranea l’influenza del maligno.

    Bellissima sintesi.
    Certo io mi spingo oltre. Io azzardo che il c.n. sia proprio un capolavoro contemporaneo del demonio. Ho visto tali e tante schifezze che altrimenti non riesco a giustificare. Me ne assumo la responsabilità. Ritengo che sia mio dovere fare questa denuncia. Un uomo che venga da Dio non può comportarsi come Kiko si comporta, non può parlare come Kiko parla. Non può mentire e istruire i suoi alla menzogna come Kiko fa. Imponendo ai suoi seguaci - per la "giusta causa" di tutelare ad ogni costo il BUON NOME DEL CAMMINO - il perpetrare delle peggiori nefandezze. Ha tolto loro la capacità di discernere il bene dal male. Dal momento che sommo bene è IL CAMMINO tutto è machiavellicamente giustificato e giustificabile. Uomo senza coscienza né pietà ha generato figli spietati e incapaci di contrizione e pentimento peggio di lui. Perché non conoscono cosa sia il peccato e chiamano i delitti che commettono in gran numero opere meritorie che testificano la loro santità.

    Pax

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    1. ANCH'IO SONO CERTO CHE kIKO AGISCE SOTTO IL POTERE DEL DEMONIO.
      CIO' CHE MI CONSOLA è CHE DIO SA TRARRE DAL MALE IL BENE. E NON SOLO SA TRATTARE, MA CAMBIA DOVE VUOLE, LA MALVAGITà DI sATANA IN bENE. "iL SIGNORE SI BEFFA DI LORO (SALMO 2)
      IL SITO FAREBBE BENE DI ORGANIZZARE UNA PREGHIERA, PER CHI SE LA SENTE, UNA PREGHIERA PER LA PERSONA DI KIKO ARGUELLO, PERCHè RINUNCI A SATANA, SI PENTA PUBBLICAMENTE E SI SALVA.

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  12. Ieri sera,in un programma su rete 4,hanno detto che probabilmente le chiese apriranno per fine maggio,le messe su prenotazioni non più di 50 persone e si sta decidendo per l ostia confezionata in un sacchetto di plastica per poterla prendere e portarla a casa.
    Sarà vero?La chiesa ha preso spunto dal cammino?
    Se così fosse sarebbe uno scandalo per la chiesa cattolica.

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    2. La Santa Chiesa non puo permrtterlo mai: l'ostia potrebbere essere usata per riti satanici!

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    3. Rete 4 di solito mischia mezze verità con assurdità epocali. Aspettiamo notizie ufficiali per favore

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    4. e che potere decisionale ha "l' accorata risposta del card. Sarah" in questa come in altre questioni della Chiesa?

      Per il fatto che dice la verità?
      Non è questo che interessa a "chi" decide .. a chi fa politica ..

      Meno male che sulla mia coscienza decido solo io.

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    5. Sulla ricezione dell'Eucarestia vale sempre la Redemptionis Sacramentum promulgata da Giovanni Paolo II e contro la quale i vescovi (e tanto meno i preti, e ancor meno lo Stato) non hanno alcun potere.

      Come per qualsiasi normativa civile ed ecclesiastica, occorre una normativa di "pari valore" (cioè almeno dalla stessa autorità che aveva emanato la vecchia) per annullare anche solo temporaneamente la vecchia normativa.

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  13. Per tornare al tema, riguardo alla devozione mariana, come anche su altre cose, nel Cammino non sono ammesse sensibilità diverse da quelle di Kiko.

    La Chiesa ha fatto suo il detto di Sant'Agostino: "Nelle cose CERTE unità, nelle incerte LIBERTA', sempre carità".
    Naturalmente la figura Maria nella Chiesa è di fede, è perciò una certezza e il Cammino non può permettersi di mostrare dubbi al riguardo.
    Come, relativamente al Cammino, sono cose certe le pratiche che lo contraddistinguono (non entro nel merito degli abusi e delle eresie).
    Ma il modo di relazionarsi, ad esempio, con la Madonna, che dovrebbe essere libero, non deve coinvolgere i sentimenti e la sensibilità.

    Questo dimostra che il Cammino si prende tutti gli spazi. Un camminate potrebbe in teoria vivere immerso totalmente dentro il Cammino senza mai avere contatti con la Chiesa che non siano mediati dal Cammino, e stare benissimo. Anzi, questo è l'ideale.

    Non solo: questo dimostra che il Cammino è una fabbrica di androidi progettati da Kiko su se stesso e su Carmen. Per cui devono vivere la devozione mariana come Kiko e Carmen, senza coinvolgimento e, perciò, senza devozione.

    Chi ha un rapporto personale con Maria, non mediato necessariamente dal Cammino, è malvisto.
    Non che lo si manda via esplicitamente per questo, ma viene definito come un "strano", un immaturo e viene emarginato.
    Allora o esce o si adegua.

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    1. Dici bene. Così come con tutto il tuo post cogli proprio nel segno.

      Condivido tutto quello che hai scritto. Chi è nel Cammino farebbe bene a meditare e, se solo riflettesse un poco, troverebbe nella sua esperienza ogni conferma.

      Forse l'ho già detto in altre occasioni. Io sono convinta che è stata proprio la Madonna a salvarmi, a tirarmi fuori definitivamente dal Cammino. Non era nè facile nè scontato, visto il coinvolgimento che ho avuto; e non è solo questione di tempo ma proprio del come!

      Quanto dici sul fatto che anche il rapporto personale con Maria viene mediato NECESSARIAMENTE dal Cammino è profondamente vero.
      Come tutto il resto d'altronde.

      Allora appare una verità agghiacciante:

      il Cammino, che dovrebbe essere un mezzo, uno strumento per riportare alla Chiesa i lontani, in sostanza ti allontana da essa sempre più;

      il Cammino, che dovrebbe essere una via per condurti a Cristo alla fine ti preclude l'incontro vero con Lui e ti porta a kikizzarti del tutto, se no sono dolori;

      il Cammino che dovrebbe, come si dice nella Tappa di Loreto, "consegnarti" Maria come Madre, ti impone di fatto un rapporto con la Santa Madre di Dio che non sarà mai tuo, come di un figlio con la sua madre, personale vitale e profondo, perchè di mezzo ci saranno sempre e solo loro.

      Su questo Blog sono stati pubblicati vari post con esperienze in merito significative e illuminanti. Io stessa ho riportato la mia esperienza.
      La violenza di Carmen in particolare contro chi mostrava una speciale devozione alla Madonna. Magari perchè portava indosso, anzicchè la classica spilla con icona orientale mariana in uso tra tutte le itineranti (notare nelle foto della triade degli iniziatori l'attuale Carmencita alias Ascension con la solita spilla, chiaramente ereditata dalla Carmen, sulla giacca o camicetta) la cattolicissima e approvata dalla Chiesa Medaglia Miracolosa, oppure si mostrava anche nel parlare molto legata alla Madonna e al Santo Rosario.

      Ricordo sempre la sua reazione quando una itinerante, moglie del responsabile dell'Inghilterra, raccontò in convivenza di aver vissuto un tempo molto duro l'ultima estate e di esserne uscita grazie ad un pellegrinaggio fatto a Medjugorje. Carmen era beffarda, mentre Kiko stesso le disse (quasi dandole ad intendere "ok, faccio finta che per questa volta non ho sentito!"):

      "Senti, cara, se lo fai un'altra volta, ti tolgo da itinerante!".

      Per completare il quadro aggiungo che per gli itineranti non c'è altro modo di superare i momenti di crisi se non telefonando a Kiko, esponendo la situazione e poi FACENDO TUTTO QUANTO EGLI DICA.
      Il classico era poi in convivenza raccontare la propria esperienza davanti a tutti gli altri itineranti; con la solita scontata conclusione preconfezionata per questa specifica circostanza e ascoltando la quale Kiko, puntualmente, gongolava tutto giulivo come un tacchino vanitoso.
      Questa era la solita frase che veniva pronunciata:

      "Kiko, ti ho chiamato... ero disperato/a e tu mi hai dato una parola, io ho obbedito e oggi sto benissimo...".

      Se ripenso oggi a queste cose, e a tante altre, sempre mi domando PERCHE' MAI non sono fuggita via prima!!!

      Pax

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    2. Hai ragione Pax.
      Ogni volta che avevo dei dubbi ed ogni volta che trovavo, faticosamente, il coraggio di esprimerli, mi venivano ribbuttati in faccia.
      Mi si davano spiegazioni sommarie o ordini espliciti che non avevano niente a che fare con gli argomenti esposti dai miei dubbi.
      Ma non erano mai e ripeto MAI le parole a fornire risposte ma erano proprio gli atteggiamenti, il modo di guardarti e di guardarsi tra i catechisti che ti facevano capire che nel cammino neocatecumenale non si espongono dubbi.
      Il CN è fatto di certezze che vanno accettate, fatte proprie e ripetute agli altri fuori e dentro al CN.
      È un gioco sottile e devastante che ti toglie la voglia di avere dubbi e soprattutto di esporli.
      Nel CN c'è un forma di "pensiero unico" a cui è impossibile sottrarsi perché fà parte integrante del cammino.
      Non te lo dice espressamente nessuno, ma, specialmente dopo tanti anni , si dà per scontato che tu ti adegui senza pensare.
      Diventa automatico adattarsi alle circostanze, lo senti a pelle quando devi stare zitto, cioè quasi sempre, per il tuo bene e per quello delle persone che ti stanno vicino.
      Non so se sono riuscito a spiegarmi.
      Esporre dubbi è considerato già contestare le certezze, con tutte le conseguenze del caso.

      LUCA

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    3. Sottoscrivo completamente quello che ha detto Pax: ti sei spiegato benissimo. Anche io mi sono ritrovato al 100% nella tua espressione "il modo di guardarti e di guardarsi tra i catechisti": si vede che è un modo che hanno appreso dai loro maestri, identico in tutto il mondo, come le salette, come le kikone, come tutti i kikogadgets e come tutto del Cammino. I miei catechisti, e soprattutto il catechista capo, mi guardavano generalmente con aria di sufficienza, perché non odiavo mia moglie e i miei figli, perché non sparavo a zero su mia moglie davanti a loro e a tutta la comunità, perché non ero il catecumeno falso e ossequiente che loro avrebb ero voluto, perché forse provavano invidia per me, perché ero una persona libera. E lo sguardo che si scambiavano fra loro quando parlavamo io o mia moglie era eloquente e sempre lo stesso, tipo "Adesso cosa dobbiamo fare con questi qua" e l'espressione con la quale guardavano noi stava a dire "guarda, stiamo davvero perdendo la pazienza con voi". Una volta parlai degli statuti e il catechista capo la prese come un'offesa personale, dicendo che gli statuti non avevano nessuna importanza (vero, gli statuti sono stati un "contentino" dato alla Santa Sede e sono ampiamente disattesi dal Cammino e i catechisti non ne parlano MAI), che lui, ad esempio, non sapeva nemmeno dove aveva messo i suoi e che il cammino ce lo insegnavano i catechisti.

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  14. @ LUCA

    Riprendo questo dal tuo commento

    "non erano mai e ripeto MAI le parole a fornire risposte ma erano proprio gli atteggiamenti, il modo di guardarti e di guardarsi tra i catechisti che ti facevano capire che nel cammino neocatecumenale non si espongono dubbi."

    E questo

    "lo senti a pelle quando devi stare zitto, cioè quasi sempre,"
    ______________

    Luca, ti sei spiegato benissimo!

    E' successo tante volte di ritrovarsi in pieno nell'esperienza raccontata da altri ex su questo Blog, eppure resto basita ogni volta.

    Possibile che tutto è così ben strutturato nel Cammino che neanche per sbaglio ci sia la minima sfumatura diversa, ogni tanto.

    Inoltre per me è stata questa stessa cosa che tu descrivi tanto bene a crearmi i più grandi problemi.
    La cosa che ogni volta esponevo i miei dubbi, portavo i problemi, cercavo chiarimenti. Che grande sciocca e tonta!

    Fino al punto, oggi mi viene da ridere, che quando si avvicinava il momento di dover dare noi l'esperienza i miei diretti catechisti si premuravano di avvisarci espressamente da parte di Kiko "Mi raccomando, Kiko ha detto che non vuole problemi!". Ma sono stata dura di comprendonio!

    Un'altra volta, della serie a buon intenditor poche parole, la mia catechista mi disse "Sai, Kiko ci ha detto: "Ma quella ragazza ha sempre problemi?".

    Quanti anni sprecati invano. Testarda, ogni volta non mi capacitavo e pensavo piuttosto che forse non avevano capito, non mi ero ben spiegata, e giù a ricominciare ogno volta da capo...

    Penso che con la mia cocciutaggine innata almeno qualche mal di testa l'ho procurato anche io a loro.

    Poca cosa certo; a questi, si dice dalle nostre parti, non c'è chi li uccida!

    Ma sempre meglio che niente!

    Pax

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  15. Vi ho scritto per e-mail su neocatecumenali.blogspot.com; ma il vostro sito non è raggiungibile.
    Vi propongo un mio contributo con foto à colori con il titolo: "L'Icona della "Madonna del Cammino", l'opera blasfema e demoniaca di Kiko Arguello"

    In questo contributo, da me firmato, dò le prove della mia affermazione.

    Se mi volete rispondere, cliccate : lifschitzdaniel6@gmail.com

    Per Maria a Gesù, Daniel Lifschitz Tel 004191 630 6910

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