martedì 8 dicembre 2015

Contro la "comunione sulla mano"

COME SI RICEVE IL CORPO DI CRISTO

Fra tutti i ricchi aspetti della Fede e della pratica eucaristiche, è certamente fondamentale il modo in cui i fedeli ricevono il Corpo di Cristo nella santa Comunione. Al momento della santa Comunione, il fedele, ben consapevole della sua indegnità e pentendosi di tutti i suoi peccati, si presenta davanti al Signore che, nel suo amore senza fine e senza misura, offre il suo Corpo come alimento celeste affinché noi lo riceviamo.

Mi ricordo bene, nella mia infanzia, la diligenza di cui davano prova i miei genitori, così come i sacerdoti e le suore della scuola cattolica, per preparare i bambini a ricevere per la prima volta la santa Comunione. Mi sovvengono anche i frequenti richiami alla riverenza e all'amore che dovevamo dimostrare ricevendo la santa Comunione e facendo il ringraziamento subito dopo la ricezione del sacramento.

All'epoca della mia prima comunione, il 13 maggio 1956, la santa Ostia si riceveva alla balaustra, sulla lingua e in ginocchio, con le mani ricoperte da una tovaglia. Questo modo di ricevere la santa Comunione mi ha sempre colpito come la più alta espressione dell'infanzia spirituale insegnata da Nostro Signore (Mt 18,1-4), e di cui santa Teresa di Lisieux è una delle figure più notevoli. Proprio in quel periodo della mia vita, mio padre era gravemente malato ed era costretto a letto in casa. Morì nel mese di luglio 1956. Ricordo la grande preparazione e l'attenzione che egli manifestava ogni volta che il sacerdote veniva a portargli la santa Comunione. Si preparava una piccola tavola di fianco al suo letto, con un crocifisso, dei ceri e una tovaglia speciale. Si accoglieva il sacerdote in silenzio alla porta con un cero acceso e, anche se mio padre non poteva alzarsi, tutti restavano in ginocchio durante la cerimonia.

Anni più tardi, nel maggio 1969, è stata autorizzata la pratica di ricevere la Comunione in mano, a discrezione delle Conferenze episcopali, in parallelo con la pratica plurisecolare di ricevere la Comunione direttamente sulla lingua. Uno degli argomenti avanzati per introdurre la seconda opzione era l'esistenza di un uso antico di ricevere la santa Comunione in mano. Nello stesso tempo, l'istruzione della Congregazione per il Culto Divino, che permetteva la pratica della ricezione della santa Comunione in mano, sottolineava il fatto che la tradizione plurisecolare di ricevere la Comunione sulla lingua doveva essere preservata a motivo del rispetto dei fedeli verso la santa Eucaristia che questa pratica esprime. In questo senso, è interessante notare che il Papa Paolo VI (durante il cui pontificato è stato dato il permesso di ricevere la santa Comunione in mano), nella sua lettera enciclica Mysterium Fidei sulla dottrina e il culto del Santissimo Sacramento, promulgata quattro anni prima della concessione del permesso, si riferisce a un costume antico dei monaci che vivevano in solitudine, nonché dei cristiani perseguitati, secondo il quale essi prendevano la santa Comunione con le loro proprie mani. Tuttavia, il Papa aggiunge subito che questo riferimento ad un uso di altri tempi non rimette in questione la disciplina che si è diffusa in seguito circa il modo di ricevere la santa Comunione.

La pratica tradizionale si comprende meglio alla luce dell'ermeneutica della riforma nella continuità, contrapposta all'ermeneutica della discontinuità e della rottura, di cui ha parlato il Papa Benedetto XVI nel suo discorso di Natale 2005 alla Curia romana. Nell'ermeneutica della continuità, l'unica Chiesa «cresce nel tempo e (…) si sviluppa, rimanendo però sempre la stessa». Così, la pratica tradizionale di ricevere la santa Comunione manifesta una crescita ed uno sviluppo tanto della Fede eucaristica, quanto delle espressioni di riverenza verso il Santissimo Sacramento. Si potrebbe dire a proposito del modo tradizionale di comunicarsi ciò che il Papa Benedetto XVI diceva a proposito dell'Adorazione eucaristica nell'Esortazione Apostolica postsinodale Sacramentum Caritatis: «l'Adorazione eucaristica non è che l'ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in se stessa il più grande atto d'adorazione della Chiesa».

ABUSI LITURGICI CONTRO IL SANTISSIMO SACRAMENTO

Sfortunatamente, l'iniziativa di ristabilire l'uso antico sopraggiunse proprio in un momento in cui numerosi abusi liturgici avevano gravemente sminuito la riverenza e la devozione dovute al Santissimo Sacramento. Inoltre, il periodo conosceva una secolarizzazione e un relativismo crescenti, i cui effetti furono devastanti nella Chiesa. Per di più, la "restaurazione" di questa pratica fu incompleta, perché si limitò alla ricezione della Comunione in mano, senza però includere gli altri ricchissimi dettagli dell'uso antico. In esito a tutto ciò, la ricezione della santa Comunione è diventata l'occasione di negligenze - anzi, addirittura di vere e proprie irriverenze - e, in qualche caso particolarmente deplorevole, il Santissimo Sacramento ricevuto in mano non viene consumato, ma, al contrario, assoggettato a varie forme d'abuso, fino al caso estremo in cui qualcuno porta via il Corpo di Cristo per profanarlo più tardi nel corso di una "messa nera". Nella mia personale esperienza pastorale, i casi in cui la santa Ostia era stata lasciata in un libro di canti o in qualche altro posto, o anche portata a casa per la devozione privata - mi spiace doverlo segnalare - non sono stati rari. È ugualmente triste aver visto abbastanza spesso alcuni comunicanti strapparmi letteralmente l'Ostia dalle mani piuttosto che ricevere il Corpo di Cristo in modo conveniente.

Mons. Athanasius Schneider, esemplare pastore d'anime, ha affrontato con amore coraggioso l'attuale situazione della ricezione della santa Comunione nel rito romano. Prendendo spunto dalla sua personale e ricca conoscenza della fede e della pratica eucaristiche nel periodo della persecuzione nel suo paese natale, è stato spinto a studiare in profondità l'antico uso di ricevere la santa Comunione in mano, così come il suo attuale ripristino. In modo chiaro ed accurato, Mons. Schneider spiega con che cura la pratica antica intendeva evitare tutto ciò che potesse suggerire l'auto-comunione, sottolineando l'aspetto infantile della Comunione; ed impedire che anche un solo frammento andasse perduto, e, così, fosse suscettibile di profanazione. Egli descrive anche brevemente le tappe dell'introduzione dell'uso attuale, che differisce in misura rilevante dalla vecchia pratica dell'antichità.
Mons. Schneider presenta poi, accuratamente, le conseguenze più gravi dell'attuale pratica di ricezione della Comunione in mano:

  • la riduzione o la scomparsa di ogni gesto di riverenza e di adorazione;
  • l'utilizzo, per ricevere la santa Comunione, di un gesto abitualmente adibito alla consumazione degli alimenti ordinari, dal che deriva una perdita di Fede nella Presenza Reale, soprattutto tra i bambini e i giovani;
  • l'abbondante perdita di frammenti della santa Ostia e la loro conseguente profanazione, soprattutto quando nella distribuzione della santa Comunione manchi il piattello;
  • un altro fenomeno che si diffonde sempre più: il furto delle Sacre Specie.

Prendendo in considerazione tutte queste conseguenze, Mons. Schneider dice a buon diritto che la giustizia – cioè il rispetto del diritto di Cristo di essere ricevuto nella santa Comunione con la riverenza e l'amore che Gli convengono, e di quello dei fedeli di ricevere la santa Comunione in un modo che esprima al meglio l'adorazione reverenziale – esige che la pratica attuale della ricezione della Comunione nel rito romano sia seriamente studiata in vista di una riforma il cui bisogno si fa pesantemente sentire.

IL DIRITTO DI CRISTO

Un aspetto del tutto preminente della trattazione di Mons. Schneider riguarda il diritto di Cristo, lo ius Christi. Ricordandoci l'umiltà totale dell'amore di Cristo che si dona a noi nella piccola Ostia, fragile per natura, Mons. Schneider richiama la nostra attenzione sul grave obbligo di proteggere ed adorare Nostro Signore. Infatti, nella santa Comunione, Egli, a motivo del Suo amore incessante e incommensurabile per l'uomo, si fa il più piccolo, il più debole, il più delicato fra noi. Gli occhi della Fede riconoscono la Presenza Reale nei frammenti, anche nei più piccoli, della santa Ostia, e ci conducono, così, all'Adorazione amorosa.

Non mi resta che ringraziare Mons. Athanasius Schneider per il suo minuzioso studio della questione della ricezione della santa Comunione, espressione preminente della fede eucaristica. Il suo studio è pieno del più profondo amore di Gesù Eucaristia, amore nel quale egli è stato formato in un'epoca in cui la Chiesa era sotto i colpi della persecuzione nel suo paese. Spero che il contenuto di questo volume ispiri nel lettore una Fede eucaristica sempre più profonda e più ardente. Spero anche che questo libro fornisca l'occasione di rinnovare il modo di ricezione della santa Comunione, disciplina che dispone il comunicante a riconoscere pienamente il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Cristo e, così, a ricevere Gesù Eucaristia con una riverenza ed un'adorazione amorose. È in questa ricezione reverenziale e amorosa di Nostro Signore nella santa Comunione che dobbiamo attingere la forza di trasformare e rinnovare le nostre vite personali e la società, con la forza del vangelo, come facevano i primi cristiani.

Possa la lettura approfondita del libro di Mons. Schneider portare i fedeli, al momento della santa Comunione, a riconoscere la Presenza Reale del Signore risuscitato e a far loro le parole di San Giovanni Evangelista a San Pietro, quando il Signore risuscitato apparve ai discepoli sulle rive del lago di Tiberiade nel corso della pesca miracolosa: «È il Signore!» (Gv 21,7).
(card. Raymond Leo Burke [Fonte])

31 commenti:

Anonimo ha detto...

Messa in diretta a San Pietro, la Santa Comunione rigorosamente in bocca. A chi mette le mani gli viene fatto cenno di toglierle.

Xz

Anonimo ha detto...

Assolutamente d'accordo, la pratica di comunicarsi sulle mani e' diventata inutile e scellerata. Spesso, mentre comunico i fedeli, debbo redarguire in maniera anche poco velata chi si comunica mettendo male le mani o porgendo una mano sola. Da chierichetto litigavo per sorreggere il piattino. Ora mi manca ma a breve lo riprendero'. Ted.

sandavi ha detto...

E pensiamo ai neocatecumenali in giacca e cravatta che frazionano il Corpo di Gesù smanacciandolo in modo indegno in forma di multi fractio multi panis.... Non potrei più sopportarne la vista senza rabbrividire.

Anonimo ha detto...

Se si vuole stare alle regole della Liturgia (vi invito a studiarla perchè è bellissima) l'ambone è la mensa della parola l'altare è mensa di Cristo e non solo è anche la Sua tomba e la tovaglia sull'altare è il Sudario, il tutto deve essere fisso, mi domando come le Parrocchie (i sacerdoti) permettono che (questi celebrano nelle salette) assurdo è tutto contro ogni logica.
Perdonatemi (È UNA SETTA)
ne sono uscito dopo sette anni, e non permetto assolutamente a nessun NC di entrare in casa mia.
Pino

Anonimo ha detto...

Se si vuole stare alle regole della Liturgia (vi invito a studiarla perchè è bellissima) l'ambone è la mensa della parola l'altare è mensa di Cristo e non solo è anche la Sua tomba e la tovaglia sull'altare è il Sudario, il tutto deve essere fisso, mi domando come le Parrocchie (i sacerdoti) permettono che (questi celebrano nelle salette) assurdo è tutto contro ogni logica.
Perdonatemi (È UNA SETTA)
ne sono uscito dopo sette anni, e non permetto assolutamente a nessun NC di entrare in casa mia.
Pino

Anonimo ha detto...

Non esiste cosa piú bella che ricevere la Comunione in questa maniera.
https://www.youtube.com/watch?v=SP_7UmiipNo
Come il Papa ha fatto e gli altri Papi hanno approvato.
Quello che scrivete é fuorviante anche perché arriva da un gruppo di separatisti levevriani.
Pietro

aleCT ha detto...

@pietro
Innanzitutto "lefevriana" lo dici a tua sorella.
Detto questo nessuno vi ha autorizzato a fare come fate voi, tanto è vero che vi siete letteralmente inventati la differenza tra "ricezione" e "manducazione"

Queste libertà ve le siete prese perchè usate Gesù Cristo per la vostra autorealizzazione.
E questo non è "cosa bella"
E smettete di prendere Giovanni paolo II per giustificarvi.

Lui nel 1983 vi aveva chiesto in una udienza (esiste il testo sul sito del Vaticano..non c'è nulla di segreto) che i catechisti fossero formati adeguatamente.
Invece sono nè più e nè meno dei pappagalli di Kiko. Fatti i mamotreti e fatto tutto.

Come mai in quello non lo avete ascoltato? sarà che forse forse non conveniva?

Lino ha detto...

@pietro
Innanzitutto "lefevriano" lo dici a tuo fratello.
In secondo luogo, parlaci del memoriale che secondo voi sarebbe: "Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte". Dicci, Pietro: fu lo Spirito a resuscitare dalla morte? Lo Spirito muore? Il Sacrificio è pagano?
Facci sapere, magari essendo confortato da una catechesi in tal senso di GP II.

sandavi ha detto...

Ogni tanto resuscita il Pietro :D
Fatti una lettura degna Ufficio delle celebrazioni del sommo Pontefice.

Particolarmente interessante il passaggio:
«la pratica di inginocchiarsi per la santa Comunione ha a suo favore secoli di tradizione ed è un segno di adorazione particolarmente espressivo, del tutto appropriato alla luce della vera, reale e sostanziale presenza di Nostro Signore Gesù Cristo sotto le specie consacrate

Voi questo rispetto dov'è che lo dimostrate? Stando seduti a manducare? Smanacciando il Corpo del Signore? Per quale motivo ritieni il modo delle comunità nc il migliore in assoluto? Argomenta Grazie.

l'apostata ha detto...

@ Pietro

Qualche volta anche i Papi vengono strumentalizzati. Ti ricordi ad Assisi la faccenda della gallina sgozzata sull’altare di Santa Chiara il 27 ottobre 1986 davanti a Papa Wojtyla?

Ci dici quale documento ufficiale della Chiesa distingue tra comunione e manducazione?

Dì fatti concreti...

John ha detto...

La comunione sulla mano, che se fatta in modo ossequioso e ordinato é comunque permessa dalla Chiesa, non può comunque essere assimilata alla comunione neocatecumenale. Per il semplice motivo che in cammino la comunione è un rito che valorizza l'assemblea non il Cristo ricevuto personalmente dai fedeli.
È il momento della cena non della ricezione personale del Corpo di Cristo. Questo passa in cammino, consciamente o inconsciamente.
Questo è da rimarcare e condannare come eretico perché purtroppo la prioritá data al senso di convito dell'eucarestia mette in secondo piano, anzi offusca completamente, il significato del sacrificio offerto a ciascuno per la propria salvezza.
Da lì poi la trascuratezza con cui viene maneggiato il Corpo di Cristo, essendo l' "Alimento" considerato secondario rispetto a ciò che è invece il fine di kiko ovvero il convito celeste.
Lex orandi lex credendi.

Anonimo ha detto...

NON DITELO A KIKO !!!!!!!!!

MAOMETTO nella SURA del BOTTINO (viii, 41) dice : "e sappiate che del bottino che voi prendete, un quinto spetta a Dio e al suo Messaggero"......

se la matematica non è un'opinione... UN QUINTO... equivale a una doppia DECIMA !!!!

Lino ha detto...

@ l'apostata
Magari, assieme con la gallina sgozzata, ci ricorderemo anche del bestiario medioevale proiettato oggi sulla facciata di San Pietro e dei versi animaleschi diffusi dagli altoparlanti nel giorno dell'Immacolata. Bah. Scusate l'OT, magari invece di rivolgersi alla Obscura Digital avrebbero potuto proiettare un po' di dipinti di Annunciazioni.
Bah, scusate l'OT.

l'apostata ha detto...

@ Lino

Mica hai tutti i torti, sai. E non è solo questione di bestiario, in effetti il tutto dà un'impressione di melassa new age, che non sembra per niente adatta al contesto religioso e penitenziale.

Aspetto poi le inevitabili critiche sulla stampa: il Vaticano scialacqua i soldi (tanti) degli sponsor per uno spettacolo simil-cinematografico, mentre a pochi passi ci sono i barboni che dormono sotto le mura del passetto di Borgo.

D'altra parte, con tutto il sudiciume che è uscito tra Curia e quant'altro, i detrattori avranno gioco facile.

@ Pietro

Allora, il documento ufficiale che istituisce la differenza tra comunione e manducazione esiste o fa parte delle rivelazioni a Sankiko pasticcione?

l'apostata ha detto...

@ Anonimo delle 23,19

Vuoi vedere che gli hai dato una dritta di quelle buone?

Mi aspetto che il signor trettre dottor (h.c.) Arguello, dopo aver detto che Dio ci sta parlando attraverso i Testimoni di Geova, ora ci aggiunga anche i musulmani e la Sura del Bottino.

Sankiko è capace di tutto, non per niente è il patrono degli affaristi.

psyco ha detto...

Si parla del libro IL FANGO E IL SEGRETO anche in Croazia!!!

http://www.paxtibi.net/?p=2650

Anonimo ha detto...

Magari, assieme con la gallina sgozzata, ci ricorderemo anche del bestiario medioevale proiettato oggi sulla facciata di San Pietro e dei versi animaleschi diffusi dagli altoparlanti nel giorno dell'Immacolata. Bah. Scusate l'OT, magari invece di rivolgersi alla Obscura Digital avrebbero potuto proiettare un po' di dipinti di Annunciazioni.

Concordo pienamente e sottoscrivo ogni singolo rigo.
Mi fa piacere di non essere stato l'unico ad essere inorridito.

Saluti
Jeff m.

Lino ha detto...

Le colombe anche potevano essere apprezzabili, Jeff m. Le farfalle pure (simbolo dell'anima e del soffio vitale, sin da Socrate). Il leone, però, potevano risparmiarselo, o magari utilizzare direttamente quello della Metro Goldwyn Mayer con il ruggito. Il lupo c'è con il leone, forse tra i felini non hanno messo la lince/lonza (o sì?). Con la Obscura Digital, la selva oscura dantesca sarebbe stata completa.
Sapete? Un p' di decenni fa tenni seminari di informatica alla Pontificia Università Gregoriana e all'Angelicum. Sbagliai: dovevo tenere lezioni sul corretto uso dei simbolismi.

Anonimo ha detto...

Perdonate l'O.T. Sicuramente scomodo tematiche da voi già considerate, ma faccio seguire quel poco che ho percepito dopo breve esperienza nel CN.
Con le mie orecchie ho varie volte - e da vari neocatecumeni, ascoltato quanto segue: "Cristo ha adempiuto la Legge, quindi io non sono tenuto a fare nulla. Fa tutto Lui".
Non solo. Ma tali espressioni - palesemente antitetiche al dovere di cooperazione che Dio pretende dalla sua creatura [si veda il CCC] - vengono utilizzate per criticare intenzionalmente la religiosità predicata dalla Chiesa.
Come a dire che quanto da loro sostenuto é il giusto insegnamento.
Diceva bene il Padre Zoffoli. Un tale credo può - al massimo - generare un fervore che non condurrà mai alla via ascetico-mistica.
Nonostante ciò, i nc si sentono religiosi di serie A.
Riporto anche un elenco di ulteriori aspetti nefasti da me intuiti nel contesto neocatecumenale:
- clima settario, sia di chiusura verso i terzi che di superiorità contro la Chiesa Cattolica e verso la religiosità altrui;
- assenza di comprensione della presenza di Dio nell'Eucarestia (con le altre implicazioni che non menziono);
- divinizzazione del cammino, di kiko, ma anche di tutti gli altri catechisti, la cui impreparazione - associata a deficit madornale di vita soprannaturale, é clamorosa;
- plagi - anche da me subiti, con cui si spaventano coloro che vogliono uscire dal cn, dicendo loro che é il cn la volontà di Dio;
- false vocazioni di persone che si fanno preti ma la cui mondanità é plasticamente evidente;
- libertà esegetica avulsa dalla cultura del Magistero.
Credo di poter continuare, ma avrei bisogno di più tempo.
Scusate.
A presto
Maurizio

Anonimo ha detto...

OT
@ Lino
che ha detto:
"Il leone, però, potevano risparmiarselo, ..."

-------------

Io invece ho apprezzato proprio il leone perché mi ricordava il simbolo di uno dei 4 evangelisti che onestamente speravo proiettassero insieme (Matteo=uomo alato=angelo; Marco =leone; Luca=bue alato=vitello; Giovanni=aquila; cfr. Apocalisse 4,7).
Purtroppo le mie aspettative sono rimaste deluse, e neanche a me è piaciuto quello spettacolo che non aveva alcuna attinenza con l'Immacolata Concezione oppure con l'Anno della Misericordia.
Annalisa

fine OT

C. ha detto...

Concordo con il pensiero di John di ieri sul tema della comunione.

La comunione cattolica può essere anche ricevuta nella mano, ovviamente deve essere consumata "istantaneamente" davanti il sacerdote, non portata via e neppure tenuta come fanno i nc aspettando il segnale convenuto.

Credo che in San Pietro non sia stato permesso per paura di un eventuale "furto" delle ostie consacrate, data la dimensione della messa.

Io, personalmente, preferisco prendere l'ostia consacrata nelle mani e poi consumarla istantaneamente. Tanti anni fa, da ragazzo, rischiai di far cadere l'ostia nel momento di prenderla con la bocca e da quel momento mi sento più sereno prendendo io stesso l'ostia e mettendomela in bocca direttamente.

Lino ha detto...

@ Annalisa
E questo è il problema, Annalisa: un leone, associato alle immagini che hai citato, disegna un'allegoria simbolica cristiana. Un leone, invece, associato ad animali diversi, disegna scenari panteisti, che proseguiranno a Roma con la mostra della National Geographic "Sorella Terra: la nostra casa comune".
E questo è il problema, Annalisa: in tutta onestà, con scenari da National Geographic personalmente non ho alcuna casa in comune.
Fine OT, boccaccia mia statti zitta.

Anonimo ha detto...

Una delle prime volte che distribuii la Comunione fu in occasione di una celebrazione in piazza. Mi cadde un'ostia a terra sui sampietrini. Mi si gela il sangue ancor oggi a ripensare a quel momento. Non sapevo cosa fare, nessuno me lo aveva mai insegnato. Di sicuro non potevo darla al fedele che avevo davanti. Istintivamente mi abbassai a prendere l'ostia, caduta lì dove ci camminavano cani e automobili e chissà quanta altra sporcizia, e la mangiai subito. Il corpo di Cristo non può farmi male, pensai. Meglio una malattia che un sacrilegio. Dopo la distribuzione ricontrollai per scrupolo che non ci fossero briciole sui sampietrini. Da allora imparai che nel distribuire la Comunione non c'è e non ci deve essere alcuna fretta, mai e poi mai. Un fedele può avere l'anima sporca di peccato, solo il Signore può porre rimedio. Ma guai a noi se per negligenza o per distrazione si disperdesse anche una sola briciola del corpo di Cristo.

by Tripudio ha detto...

La differenza è tutta lì:

- Maometto esigeva "un quinto" del bottino, dunque la cosa si applicava solo ai prodi guerrieri che nelle razzie conquistavano il bottino;

- Kiko invece esige che tutti diano "la decima" (ma proprio tutti: inclusi pensionati minimi, casalinghe, studenti che vivono della paghetta...).

C. ha detto...

Tripudio, che io sappia ogni mussulmano è chiamato a devolvere il 2,5% dei propri soldi a favore della propria comunità (poveri, bisognosi, etc.): la cosidetta Zakat.

C'è da dire che tale pratica è più intelligente rispetto alla decima catekika sia per la minore entità, sia perché si applica alle somme di capitale che uno ha, non tanto al reddito per vivere; solo chi possiede oltre certe disponibilità la paga, chi è povero o guadagna appena per vivere è esentato da questo pagamento.

Paradossalmente (non voglio scrivendo questo assolutamente essere blasfemo!), Maometto era più intelligente di Kiko nel fondare la nuova religione...

Lino ha detto...

@ C.
Non so. Da quello che scrivi mi pare che la Zakat, più che relativa al "bottino", sia da intendersi come un balzello patrimoniale e non reddituale, da versarsi indipendentemente dalle razzie.
Mi spiace, ma ritengo Kiko più "intelligente di Maometto": in assenza di razzie nel mondo moderno, Arguello spinge a cedere l'intero patrimonio (vedi parabola dell'industriale prodigo, ma anche la parabola secondo Kiko di Zaccheo) senza rinunciare al balzello sul reddito.

C. ha detto...

@Lino, si la zakat è una specie di "elemosina" (obbligatoria), è uno dei pilastri su cui si fonda l'islam assieme alla preghiera quotidiana e il pellegrinaggio alla Mecca. Non conosco bene, invece, il quinto del "bottino".

Sul fatto dell'intelligenza mi riferivo alla capacità di accettazione del balzello. Quello islamico ha meno "resistenze" rispetto a quello catecumeno (v. numero incredibile di fuoriusciti dalla setta kika).

Diciamo che Kiko è sicuramente più "ingordo" di tanti altri...

Lino ha detto...

@ C.
Diciamo che Kiko è sicuramente più "astuto come i serpenti" di tanti altri... :-)

by Tripudio ha detto...

Vediamo alcune condizioni necessarie per capire se un itinerario spirituale è ragionevolmente genuino:

1) deve avere come riferimento ultimo il Magistero e la Tradizione, non le elucubrazioni del fondatore.

Per quanto possa apparire "ortodosso" e in buona fede, per quanto possa sembrare virtuoso e santo, per quanto possa essere consacrato e stimato dalla gerarchia ecclesiastica, il fondatore è pur sempre un uomo, e potrebbe insegnare qualcosa di sbagliato oppure i suoi seguaci potrebbero capir male qualcosa "detto bene" ma detto in modo anche leggermente diverso da come lo dice la Chiesa.

Se nel tuo movimento ecclesiale ogni tanto c'è bisogno di dire «ma noi invece facciamo così», significa che ti hanno già bidonato, ti hanno già inserito in un gruppo che crede di saper fare meglio della Chiesa Cattolica, della sua Tradizione, del suo Magistero, del suo innumerevole stuolo di santi.


2) non deve richiedere percorsi "segreti".

Chi è convinto della verità del proprio messaggio, sfida chiunque altro a verificare autonomamente. La verità è infatti più grande di tutti noi: se c'è bisogno di nascondere qualcosa, significa che proprio lì casca l'asino.

Tutto l'insegnamento della Chiesa è pubblico - da «gridare sui tetti», come comandò Nostro Signore - e se qualcosa non è adatto ad un certo uditorio, non significa che vada nascosto. Ai bambini si dà il Catechismo dei Fanciulli e agli adulti si dà il Catechismo completo (che non è segreto, e non è vietato, e non è posticipato a chissà quale "tappa" di "iniziazione"): ma quest'ultimo non è segreto, non è da nascondere, non è vietato parlarne, al contrario!


3) deve sempre fidarsi della libertà dei singoli.

Altrimenti è un mettere pesanti fardelli sulle spalle della gente.

Diciamocelo chiaramente: perfino i bambini possono accedere alla santità senza aver bisogno di compiere particolari operazioni e preghiere. Le devozioni, le preghiere, l'ascetica, le giaculatorie, digiuni, fioretti, opere di carità, ecc., vanno compiute nella piena libertà, non dietro presentazione di un menù di qualche autonominato "iniziatore" che crede di aver scoperto la ricetta magica per essere "più adulti" dei cristiani "della domenica".

Una spiritualità può essere proposta, non imposta a suon di ricatti morali, mezze paroline, sguardi furbetti che sottintendono che "chi non fa come diciamo noi, è meno cristiano degli altri".


4) non deve richiedere denaro, ed anzi deve promuovere chi dona ad altre opere della Chiesa.

Chi ti chiede soldi, sta implicitamente dichiarandoti che sa spenderli meglio di te. Cioè molto probabilmente ti sta mentendo.

Mentre è legittimo contribuire spontaneamente alle spese "comunitarie", è ingiusto esigere il tuo contributo economico al fine di pagare certe spese che non hai deciso tu e che non sei profondamente e liberamente convinto che siano necessarie a far crescere la tua fede. Non fatevi ricattare: per una "convivenza" non c'è bisogno di andare in albergo (poteva bastare anche la saletta parrocchiale), e per onorare il Santissimo Sacramento vale - oltre alle debite disposizioni dell'anima - vale più l'altare consacrato che un tavolone smontabile ricoperto di fiori e prodotti ortofrutticoli.

E se proprio non ci credete, cari fratelli del Cammino, provate questo piccolo esperimento: dichiarate ai vostri responsabili e cosiddetti "catechisti" che la vostra Decima la verserete ad un imprecisato convento di clausura che non c'entra niente col Cammino.

Se a loro interessa solo la gloria di Dio, ne proveranno grande gioia. Altrimenti...

by Tripudio ha detto...

Chuck White ha tradotto in inglese il pazzoide "Vangelo del Miserabile Kiko" scritto dal Dottore Honoris Causa, Esorcista, Compositore Sinfonico e Futuro Martire dell'Islam, Francisco Kiko Argüello Wirtz y Dinero y Diezmo y Bottino, nel 1967.

Il fragore delle risate ha scavalcato gli oceani.

È proprio vero: Something is terribly wrong with Kiko Arguello e col "Cammino Neocatecumenale".

Lino ha detto...

"Something is terribly wrong with Kiko Arguello"

Superbia fetor horribilis est, horribilis est locus iste!
Se qualcuno qui conosce il latino ben oltre le mie rimembranze scolastiche, mi corregga :-)