giovedì 15 febbraio 2018

Cammino neocatecumenale: "ideologia" inutile e dannosa, un dragone che invade le anime.

È indiscutibile che il cammino neocatecumenale si sia ridotto a un’ideologia [nota 1] che non ha mai realizzato le sue promesse, quelle che si ricevono con le "catechesi iniziali". Anche questo blog ha dimostrato che l'itinerario neocatecumenale, approvato bonariamente dal Vaticano che ancora ne aspetta i frutti di obbedienza, alla fine risulta non cattolico! Questo è confermato da testimonianze e dalla messa in evidenza dei gravi errori teologici, dottrinali e liturgici, che continuano ad accumularsi lungo gli anni di vita di questa creatura più settaria che religiosa; nasce, potremmo dire, un religioso settarismo che è quanto di più deleterio possa esistere nella Chiesa “Cattolica”!

Mega-grafico di Don Kikolone per istruire il Papa
su come si diventa cristiani riscopritori
del battesimo in... una trentina d'anni di Cammino
Una ideologia che naturalmente segue le disposizioni/imposizioni di Kiko e dei suoi fedeli seguaci che, alle volte, sono più intransigenti dell’iniziatore stesso, per intimorire la platea e far rispettare una struttura gerarchica basata sul ricatto e anche, strano a dirsi, su quell’affettività malata (stigmatizzata negli scrutini come disgustosa) che lega i neocatecumeni ai propri "catechisti": a costoro si confida la propria vita fin nei minimi particolari e si accetta, supinamente, ogni sorta di reprimenda, fino ad incarnare una vera e propria sindrome di Stoccolma.

Uomini adulti, tante volte esposti in assemblea, davanti ai loro stessi figli, ad ogni genere di umiliazioni e che, a testa china, subiscono tutto.
È sorprendente come questa struttura, con il passare del tempo, renda i suoi componenti degli psicolabili che non hanno più la forza di scrollarsi di dosso l'ingombrante presenza dei loro "catechisti" (essi dovevano svolgere un "servizio a termine", secondo la bugia primordiale delle prime "catechesi") che tante volte si trasformano in aguzzini, gente che ingrassa di potere e di arroganza, proprio come i loro fondatori.

Il cammino si appresta a celebrare i cinquant’anni di vita, ma se si interrogano le persone che ne fanno parte almeno da trent'anni, certamente diranno che la loro vita è cambiata "grazie al Cammino" e mai “grazie a Cristo”, se poi andiamo a vedere da vicino ciò che succede nella vita di costoro, ci accorgiamo che essi stessi non ne sono poi così tanto convinti. Basta essere presenti ad un "giro di esperienze", dove si fa a gara nel dire come abbiano la vita a pezzi e che, se non ci fosse il cammino, chissà loro cosa sarebbero! Certamente gente più sana commento io!
"Ultima cena post-resurrezione" di Kiko:
Lino Lista spiega l'«ideologia» sottesa
Pensavo poi alle infinite convivenze di inizio corso, agli annunci dei "momenti forti" (così denominati dai neocat) come Avvento e Quaresima. Oppure agli "scrutini" che sono interminabili, proprio per far credere che quello che si sta facendo è la cosa più importante, anche se a casa ci sono i genitori da accudire o i bambini che hai lasciato con una babysitter che, intanto, gli sta facendo vedere film alquanto spinti (accaduto realmente ai miei figli).

Tutto è diventato una ripetizione noiosa fino all’inverosimile ed un “mantra” da acquisire, che li marchia e li accompagna in qualsiasi posto essi si trovino. Appena aprono la bocca per dire un loro parere, si capisce subito la loro appartenenza. Tra l’altro, l’abbiamo visto anche nel blog, quando intervengono sono inconfondibili, tutti hanno lo stesso stile!

Ho fatto caso che il tema dei passi biblici che si scelgono nelle convivenze o negli annunci periodici, vanno sempre nella stessa direzione: confermare quello che Kiko dirà subito dopo, per presentare e rafforzare la sua ideologia e farla passare come una verità assoluta della Chiesa cattolica. Io mi chiedo come mai non vengono presi mai passi come, ad esempio, quelli che citavo in un mio precedente post, di San Paolo quando dice, in due momenti diversi e a due comunità diverse, la stessa cosa?
Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini! (1 Cor 7, 23)“Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri” (Gal 5, 13).
Ed invece no, perché potrebbe risvegliarsi quel senso di libertà vera che è iscritto nella coscienza di ogni uomo e che porterebbe a ribellioni non desiderate affatto nell'ambito di una struttura settaria, cristallizzata nel tempo, come il cammino. Ancora di più, Paolo invita a non accondiscendere alla libertà che diventa un pretesto per assecondare i desideri della carne, mentre nel cammino è inevitabile che ognuno si convinca che dei desideri della carne è schiavo e non può fare niente per liberarsene. Ed è così che il peccato, per questa gente malata di ignoranza, si trasforma in un’esperienza immancabile per capire la bontà di Dio e non una trappola da cui sfuggire immediatamente.
Insomma cattolicesimo e cammino sono due posizioni completamente opposte, che dovrebbero aprire la comprensione a cosa sia il Cristianesimo e cosa il Neocatecumenato, due realtà agli antipodi: chi sta nel cammino neocatecumenale non può assolutamente chiamarsi "un vero cristiano". Gli adepti, forti di sentirsi nella verità, vivono un incredibile, vuoto e scialbo lassismo e dicono, esplicitamente, che sono impossibilitati a fare opere di carità, cosa che invece Paolo richiede a quanti ammaestra quando dice: ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri, e non credo stia parlando di un servizio materiale soltanto, ma spirituale, come chiarirà espressamente in altre lettere: Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole (Rm 14, 19); Quindi anche voi, poiché desiderate i doni dello Spirito, cercate di averne in abbondanza, per l'edificazione della comunità” (1 Cor 14, 12); Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano” (Ef 4, 29), tutto tende al bene comune e al proprio miglioramento spirituale. (Al contrario di quelli che intervengono sul blog per attaccare con arroganza chi non va loro a genio.)
Perché nel cammino non si prende mai in considerazione l’altro brano paolino agli Efesini:
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità (Ef 4, 14-16).
Continuiamo qui a denunciare l'abuso, strumentale ai propri fini, della Parola di Dio, così come ci esorta a fare San Giovanni Crisostomo in una sua omelia, oggetto di un recente post; si è completamente fuori dalla unità di intenti su cui si rinsalda la chiesa cattolica.
I fanciulli possono essere sballottati da qualsiasi vento di dottrina, non certo chi si trova in un progetto per arrivare alla fede adulta, quella che si consegue in una continua crescita che edifica se stessi nella carità e non nell’obbedienza cieca a dei laici nominati catechisti da un tal Kiko, circoncidendo la ragione!

Come si deve essere più chiari di così: edificare se stesso nella carità, questa la parola che S.Paolo consegna a chi vuole crescere finalmente, cercare sempre di innalzarsi sul male a cui ci induce la tentazione che mai sarà al disopra delle nostre forze, se confidiamo in Dio! (1Cor 10, 13) Per cui, se veramente si vuole, è normale per un cristiano “Adulto” non peccare! Certo necessita una crescita continua, che aumenti la sensibilità spirituale che, a sua volta, conduce alla conoscenza di cosa sia la sapienza e l’intelligenza biblica e, finalmente, a possederla: Ecco, temere Dio, questo è sapienza e schivare il male, questo è intelligenza” (Gb 28, 28).
Preparando logo para 50 años
del Camino Neocatecumenal:
si ostinano a disegnare i gradini della risalita!

Cosa si vuol dire? Che si rifletta su come il cammino sia lontano da ogni aspirazione di crescita: nel suo progressivo sprofondare e perdersi nei meandri della conoscenza dei propri peccati, non resta spazio per l'ascesi, quel percorso di risalita dalle acque del nostro battesimo, che pure vediamo nel disegnino (scelto anche come logo per la cerimonia dei 50 anni, ormai alle porte) simbolico di Kiko. Ma dei gradini in salita KIKO NON PARLERÀ MAI.

Kiko continua, lungo tutto il cammino, con l'uomo insozzato dal fango, falsamente estrapolato dal Vangelo di Giovanni e messo al posto dell'unguento della ricreazione del cieco nato. L'uomo vecchio, sempre più consapevole della sua eterna condanna a peccare, scende nelle acque del battesimo kikiano e lì sprofonda, mai emergendo come "nuova creatura rigenerata" e mai intraprende il cammino di risalita, di crescita, di maturazione cristiana.
Tradimento assoluto delle più elementari promesse di un percorso che pretende di condurre alla riscoperta del Battesimo!
A partire proprio dal Battesimo, attraverso tutti i miracoli di Gesù accompagnati dal "Va’, e non peccare più!", appare, davanti all'uomo redento, una via nuova di luce e di vita perfettamente percorribile, inaugurazione di una vita di grazia che si può intraprendere, perché finalmente innamorati di Gesù, che ci ha salvati gratis!

Essere spinti dal desiderio di crescere, di grazia in grazia, "al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef.4, 12-13).
Queste Parole di vita, piene di speranza, che ci guidano di luce in luce, di grazia in grazia, parole che non ascolti mai dalla bocca di Kiko, parole che servano alla edificazione vicendevole sulla via della santità, alla quale finalmente si aspira con tutte le forze. Pieni di speranza.
Ma questo cammino di 30-40-50 anni, di tutta la vita, allo stato dei fatti, ti porta solo a regredire sempre più.
Che ognuno indaghi su se stesso, attraverso l'approfondimento della Parola di Dio, e misuri quanto sia adulta la propria fede e non se lo faccia dire da persone che neanche sanno cosa significa: né la perseguono loro, né la indicano agli altri.

Come si fa ad edificare se stessi nella carità? Certamente non con l’itinerario che pratica il cammino, che hanno prospettato a Giovanni Paolo II per ottenere la famosa letteraOgniqualvolta, fortemente voluta per consolidare la mentalità del “Siamo approvati!" e per avere mano libera e spadroneggiare sulle coscienze.
Preparazioni interminabili sulla Parola di Dio, celebrazioni anch’esse interminabili, catechesi chilometriche dove si ripetono le stesse cose proprio per inculcare - persuasione occulta - quei concetti base che devono supportare la vita del neocatecumeno; non sono ripetizioni a caso, ma quelle opportune che devono agire nell’inconscio, affinché si abbia il comportamento desiderato. Tecnica accentuata ed aggravata dal fatto che è impossibile instaurare un dialogo, come è impossibile controbattere. Promettono che ci sarà un tempo in cui si potrà parlare con i "catechisti", ma si fa riferimento agli scrutini previsti nelle varie tappe, in cui si deve rispondere ad un preciso questionario, che contempla sempre il prima e il dopo l’incontro con “il cammino” affinché, quando si parla in altri ambienti, la struttura del discorso viene portata alla stessa stregua per fare apparire la “Grande bontà e potenza” di questa iniziazione cristiana, fare apparire il genio degli iniziatori!

"Yeshivà", cappella della Parola
nei Seminari Redemkikos Mater
Anche la “Scrutatio”, che sembra la cosa più libera, dove si può spaziare senza limiti, anticipata e diretta da una catechesi, diventa un momento formidabile di indottrinamento. Si procede per passi paralleli, che si vanno a prendere in gran numero perché altrimenti non si saprebbe come procedere per occupare un tempo alquanto lungo in cui non si può neanche parlare con qualcuno, per chiarirsi o confrontarsi l’uno con l’altro, che sarebbe certo di grande arricchimento per chi non ha rinunciato a pensare e vuole imparare! Invece ci si addentra nella Scrittura, con al fondo la predicazione ricevuta, l'orecchio aperto in quella sola direzione, cosicchè si troveranno solo conferme, quelle precisamente attireranno l'attenzione e confermeranno l'autorità dell'unico e solo maestro: Kiko. Questo il suo scopo, che consegue brillantemente. [nota 2]
Ecco spiegata la richiesta di silenzio assoluto che va rispettato, in un ambiente di preghiera più che non all’Eucarestia, e voluto proprio per evitare la comunicazione tra i partecipanti.
Su tutti i fronti, l’esperienza del cammino neocatecumenale è devastante, si diventa come automi che vengono comandati con la carota e il bastone: se esci dai binari sei bastonato, se rimani in essi vieni premiato con qualche servizio nella comunità e puoi diventare addirittura catechista, se ti vedono abbastanza inquadrato.

(da: Veterano) 


[nota 1]
Dalla Treccani:
"il termine "ideologia" ha... conservato un significato più specifico e ristretto, che viene utilizzato per indicare dottrine e movimenti politici precisi (comunismo, nazismo, fascismo), accomunati da alcune caratteristiche: la presenza di un retroterra teorico più o meno elaborato, che pretende di fornire una spiegazione esaustiva (e definitiva) dei processi storici e sociali; il tentativo di trasformare totalmente la società e l’uomo, secondo un preciso modello; l’intensa partecipazione emotiva dei militanti, spesso simile alla ‘fede religiosa’; il ruolo-guida di un partito dotato di una ferrea e capillare organizzazione.

[nota 2]
Si segnala questo interessante articolo, dal quale si trae un assaggio prezioso:
Dice lo Statuto, art.11 al comma 4...
c.4. Per approfondire la Scrittura «con l’intelligenza ed il cuore della Chiesa», i neocatecumeni si avvalgono soprattutto della lettura degli scritti dei Padri, dei documenti del Magistero, in particolare del Catechismo della Chiesa Cattolica, e di opere di autori spirituali.
[Questa poi… Solo la mano benevola di chi sa il fatto suo ha potuto scrivere ciò. Chi l’ha scritto (vogliamo essere buoni) non è stato informato che per i neocatecumenali, dalla ‘nascita’ della comunità fino al ‘secondo passaggio’, passano a volte anche più di 7 anni e, durante questo tempo gli unici testi dei quali si avvalgono i neocatecumenali sono il dizionario di teologia biblica di Léon-Dufour ed un testo dalla copertina blu, ormai non più spacciato dai "catechisti", dal titolo “Le tappe della storia della salvezza”. Ambedue i testi traggono gli argomenti esclusivamente dalle pagine della Bibbia senza integrare e attualizzare in alcun modo la Tradizione bimillenaria della Chiesa cattolica, condizione essenziale per una corretta esegesi che attualizzi fondatamente le letture bibliche.]

47 commenti:

  1. Da "Preparazione evangelica" 12, 32: "Può essere lecito e opportuno utilizzare la falsità come medicina, per il beneficio di coloro che vogliono essere ingannati"
    Eusebio di Cesarea - vescovo

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    1. Scusa, ma quella citazione l'hai pescata da un editore «che pubblica libercoli new-age» (e i testi di un autore che ce l'ha a morte col cristianesimo) oppure hai consultato un libro cartaceo?
      Scritta così, infatti, contraddice venti secoli di cristianità e il comandamento di non dire falsa testimonianza. Ma nella vera fede non si dà mai il caso di adoperare il peccato come strumento di promozione di un'opera buona.

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    2. È in realtà la mentalità settaria - ed in particolare quella neocatecumenale - che contempla la possibilità di mentire qualora sia in ballo il prestigio della setta.

      Tant'è che la prima menzogna è nelle "catechesi iniziali", quando dicono che non chiederanno mai soldi (e se uno in quel momento consultasse lo Statuto, penserebbe che la "Decima" è solo una diceria inventata da degli improbabili "nemici del Cammino").

      Piccola nota di metodo: quando qualcuno ti spara una citazione, cercala su Google per capire chi è che la usa, in quali altri modi è stata tradotta, chi ne ha alterato il senso, chi

      Il tipico neocatecumenalone si riempie la bocca di Crisostomo, Eusebio, Atanasio, Mopsuestia, senza sapere neppure in che secolo sono vissuti. Per esempio ripetono a pappagallo che Teodoro di Mopsuestia autorizzava la Comunione sulle mani, senza capire neppure la differenza tra linguaggio figurato e indicazioni liturgiche. E senza neppure capire dov'è Mopsuestia. Anzi, senza neppure sapere come si scrive.

      Sarebbe bello poter dedicare un po' di tempo a leggere alcuni dei grandi classici dei padri della Chiesa e rendersi conto - ad esempio - di quanta attenzione e fede ci imettevano i cristiani nel vivere i sacramenti (altro che le carnevalate liturgiche del sabato sera).

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    3. Quello riportato da Fab è il pensiero di Eusebio di Cesarea, oppure è una citazione di qualcun altro fatta dallo stesso Eusebio? Potrebbe essere che Eusebio abbia citato questa frase per poi stigmtizzarla? E' possibile leggere tutta la pagina del libro da cui è tratta?

      Vorrei ricordare com'è stato facile ribaltare il significato del discorso di Ratisbona fatto da Benedetto XVI, solo estrapolando una parte da tutto il resto

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    4. No, Osservante.

      Quello è il pensiero di un autore contemporaneo che dall'alto dei suoi patetici studi biblici ha creduto di essere così furbo da poter costruire traduzioni tali da smentire venti secoli di cristianità.

      Il tutto va iscritto nella categoria di persone che odiano il cristianesimo dal profondo del loro cuore per motivi generalmente ridicoli (motivo per cui vengono ignorate, e traggono un insano piacere nel venir citate o almeno criticate: "ehi, finalmente qualcuno nel mondo si è accorto che io esisto!" - che è la stessa dinamica mentale del vandalismo dei ragazzini che vogliono sentirsi ribelli).

      La questione delle traduzioni è sempre un argomento delicato. Immagina che un traduttore del futuro legga la frase: "non sono andato mai..." e, ignorando la grammatica italiana, deduca che la negazione di "sono andato mai" deve per forza corrispondere a "sono andato sempre" (questo errore è tipico dei traduttori automatici come Google Translate, anche quando accompagnati dalla famosa Intelligenza Artificiale).

      Tantissime sètte sono state fondate su errori pacchiani di traduzione (si pensi ad esempio a quel Russell che "traduce la Bibbia" e fonda i testimoni di geova). Piccoli imperi personali vengono costruiti grazie a interpretazioni di comodo - anche molto meno di una setta, anche soltanto un circolino insignificante su Facebook dove piovono a stento tre Like all'anno. Sono dei novelli donchisciotte che non avendo nemici corrono a combattere i mulini a vento (estremo tentativo di dire: "ehi, deve per forza esistere un qualche nemico che mi odi, cioè che si accorga che esisto anch'io").

      La mentalità cattolica è esattamente all'opposto. Chi desidera essere cattolico, sceglie la via più sicura: fidarsi di quelli che dimostrabilmente hanno vissuto in modo limpido la fede e ancor più di quelli che per comando divino sono stati incaricati di insegnarla e di esserne gli interpreti ultimi. Questo è il motivo per cui invece di cimentarsi a leggere la Bibbia e i Padri, conviene infinitamente di più leggere il Catechismo e seguire la liturgia. Tantissimi santi degli scorsi secoli non leggevano mai la Bibbia e però avevano un'ottima conoscenza della Bibbia perché partecipavano quotidianamente alla Messa (e perché avevano sacerdoti che la spiegavano senza perdersi in troppi fronzoli).

      Dico questo perché uno dei guai del postconcilio è stato l'aver lasciato attecchire la moda "professorale", secondo cui occorre "leggere" la Bibbia, "familiarizzare" con la Bibbia, "studiare" la Bibbia, "approfondire", la Bibbia, "preparare" la lettura della Bibbia, e tutta la serqua di vaccate conseguenti, dimenticando l'esempio di tali santi che avevano una conoscenza qualitativa prima che quantitativa, che avevano una conoscenza personale prima ché culturale, che avevano una conoscenza del senso prima che dei contenuti...

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  2. Veterano ha detto: Come si fa ad edificare se stessi nella carità? Certamente non con l’itinerario che pratica il cammino, che hanno prospettato a Giovanni Paolo II per ottenere la famosa lettera “Ogniqualvolta”

    Sto affrontando la questione in un paragrafo del mio prossimo lavoro, che molta gioia susciterà nei neocat, più del precedente. Ne cito un passaggio:

    "Avendo preso visione della documentazione da Lei presentata" è la proposizione causale implicita che motiva il riconoscimento ed essa non è cosa da poco.
    È assolutamente da escludere che nella documentazione consegnata al Papa da monsignor Paul Josef Cordes, "incaricato «ad personam» per l'apostolato delle comunità neocatecumenali", siano stati inserito i tomi del catechismo di Kiko dell'epoca. È da respingersi questa idea. Il Pontefice, in quegli anni di muri caduti, nei mesi nei quali egli contribuiva a mutare il corso della Storia, non avrebbe avuto l'interesse e il tempo per leggere le molte centinaia di pagine dei volumi. È inconcepibile il pensiero che san Giovanni Paolo II abbia potuto condividere le eresie dei mamotreti originali, poi emendate nel direttorio corretto.
    Bastano solo pochi esempi per escludere ogni possibilità.
    Nel primo tomo della Fase di conversione, il Tabernacolo è ritenuto inutile perché "se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì [nel tabernacolo], si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male" [continuano gli esempi delle eresie :-)...]


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    1. E.C. Non "del mio": "del nostro" ;-)

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  3. @ Lino e a tutti gli altri autori del prossimo libro sul Cammino

    Non ne conosco ancora il contenuto, ma per il momento posso soltanto dirvi grazie!
    Vi sono veramente grata per tutto il vostro impegno. Non vedo l'ora di leggerlo e di regalarlo a Vescovi e a Presbiteri, ed ovviamente anche a tanti miei ex-fratelli di comunità. Grazie!!!

    Annalisa

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  4. Non voglio uscire dall'argomento del post.
    Copio ed incollo da Wikipedia:
    I limiti
    Modifica
    I limiti di Eusebio come fonte derivano dal fatto che fu il primo teologo cristiano al servizio della corte dell'imperatore romano Costantino I. Nonostante la grande influenza dei suoi lavori sugli altri, Eusebio non può essere considerato un grande storico[3]. Il suo trattato sulla eresia, ad esempio, è inadeguato: Eusebio conosce molto poco della chiesa occidentale.
    I suoi lavori storici sono principalmente apologetici, ma, seguendo un costume piuttosto diffuso, fu spesso incline ad alterare la realtà ("tradendo" l'apologetica propriamente detta e passando così all'apologia). Nella sua Storia ecclesiastica (Volume 8, capitolo 2) afferma ad esempio:
    « Vi introdurremo a questa storia solo quegli eventi che potranno essere utili in primo luogo per voi in secondo luogo per i posteri »
    nella sua Praeparatio evangelica (xii, 31), Eusebio tratta in una sezione dell'uso delle menzogne (pseudos) come una "medicina" che sarebbe stato "legale ed appropriato" utilizzare[4]. Tenendo a mente tutto ciò, risulta difficile accertare le conclusioni e la veridicità di Eusebio confrontandolo con i suoi predecessori e contemporanei. I testi degli scrittori precedenti di cronache, soprattutto Papia, che lui denigrava, ed Egesippo, sul quale invece si basava, non ci sono infatti giunti, e sopravvivono principalmente sotto forma di citazioni del loro lavoro scelte da Eusebio stesso, che può benissimo avere selezionato le parti adatte per supportare le sue tesi. Di Egesippo (in realtà l'opera è attribuibile ad un certo Ambrogio milanese) cita tra l'altro una versione in lingua latina del Bellum Iudaicum dove la figura di Gesù ha una rilevanza molto maggiore di quella della versione originale: non si sa se l'interpolazione è stata aggiunta da Eusebio stesso, oppure sia stata da lui trovata e accolta acriticamente. Per molti i suoi testi sono basati su tradizioni provenienti da cronache tardive di Egesippo in libri che sono stati perduti, citati a sua volta da Eusebio nella sua storia ecclesiastica, (Hist Heccl. 3,11,1) che in questi ambiti non è attendibile: "Nelle narrazioni di Egesippo si notano frequenti incongruenze: è un racconto leggendario con qualche nucleo di verità storica" (Storia ecclesiastica e i martiri della Palestina, Eusebio di Cesarea; testo greco con trad. e note di Giuseppe Del Ton. - Roma ecc. : Desclee & C.i, 1964. con imprimatur cattolico - XXXVIII, pagina 135). Pensiamo al fatto che, secondo Egesippo (citato da Eusebio in Hist. Heccl 2,23,6), a Giacomo, fratello di Gesù, era permesso entrare nel santuario del tempio in cui secondo la legge di Mosè poteva entrare solo il sommo sacerdote una volta l'anno. Questo è storicamente impossibile.

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  5. Ho fatto un copia incolla da Wikipedia ed ho firmato come anonimo, in realtà sono fab

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    1. Sì, Fab, ma la domanda resta aperta: quella citazione è frutto delle fantasie traduttrici pubblicate in un singolo posto del web da un buontempone che disprezza la fede cattolica (non se l'è cagato finora neppure il ridicolo UAAR, il che è tutto dire), oppure viene da un testo che in qualche modo è stato sottoposto al vaglio di esperti sull'argomento?

      E quanto è stato storicamente rappresentativo Eusebio? Non è che un nome famoso dell'antichità è automaticamente da considerare affidabile o inaffidabile. Altrimenti finiamo per fare la fine dei neocatecumenali, che esalano paroloni e nomi altisonanti solo per dare aria alla lingua e gloria al sommo Kiko. "Midrash! Mopsuestia! Shekinà! Grisostomo! Bimah!"

      Quanto alla presunta affidabilità di Wikipedia, basti vedere le voci relative al Cammino, accuratamente ripulite da tutte le critiche (le edit war sono state risolte dai moderatori concedendo pubblicazione solo alle notizie ufficiali...), oppure su qualche santo, o ancora sui sacramenti, oppure su temi come l'aborto, l'omosessualità, ecc. Il metodo di Wikipedia si basa sul consenso, per i wikipediani "la verità è data dal consenso", cosicché si presta bene per articoli relativi alla matematica, ai videogiochi, alla trama delle delle fiction televisive, ma è irrimediabilmente inquinata riguardo a temi che tocchino anche solo di striscio la fede, la morale, la storia della Chiesa.

      Questo è il motivo per cui qui la citiamo assai raramente: non intendiamo cadere nella trappola del dover rispondere ad ogni imbecillissima vaccata detta dall'ultimo degli ignoranti bramoso di guadagnare il suo minutino di notorietà su Facebook. È il motivo per cui ciò che diciamo rinvia sempre al Magistero, alla Traduzione, agli strumenti che la Chiesa ci ha garantito (dai sacramenti al Catechismo, dal ministero sacerdotale alle formule della preghiera, dalla gerarchia ecclesiale alle giaculatorie, dalle canonizzazioni al digiuno quaresimale, ecc.)

      Una volta uno dei peggiori insulti che si potevano lanciare a un cattolico era "innovatore". Sei uno che cerca la novità, cioè il pelo nell'uovo, sei uno che cerca di sentirsi più speciale degli altri cattolici, sei uno che credere di poter correggere o addirittura mettere da parte la Tradizione (ciò che universalmente la Chiesa ha sempre fatto) e il Magistero (ciò che gli Apostoli e i loro successori hanno sempre insegnato)... In tempi di fede meno tiepida, un Kiko sarebbe stato accolto da una sinfonia di pernacchi e uova marce anziché da intere comunità di idolatri paganti Decima.

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  6. OT
    Papa Francesco vede spesso le vittime degli abusi. Greg Burke: "sono incontri riservati"

    http://www.farodiroma.it/papa-francesco-vede-spesso-le-vittime-degli-abusi-greg-burke-incontri-riservati/

    Annalisa

    Fine OT

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    1. Grazie Annalisa.

      Questo argomento e' trattato anche nel bellissimo articolo su Avvenire, insieme ad altre tematiche.
      L'articolo si conclude con questa frase del Papa, che mi ricorda quello che e' successo a Guam:
      "...Ci sono tre livelli di abuso che vanno insieme: abuso di autorità, sessuale, e pasticci economici. Il denaro c’è sempre di mezzo: il diavolo entra dal portafoglio."

      https://www.avvenire.it/papa/pagine/mi-accusano-di-eresia-prego-per-loro

      EX-NC-???

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  7. OT
    Una mia critica al titolo: "ideologia" inutile e dannosa, un dragone che invade le anime.

    Nemmeno con il virgolettato "ideologia" sta bene. Per avere una ideologia bisogna avere delle idee, dei pensieri, un cervello non circonciso ;-)

    Mi segnalano una critica del Sommo Pasqualone a un mio commento precedente: "Ora pretende di sapere quale era la documentazione che Mons.Cordes nel lontano 1990 aveva dato a G.P.II.Quindi conclude questo Signore che non tutta la documentazione era stata data.Ma lui che ne sa?Se forse nemmeno Kiko Arguello lo sapeva,come fa a dire con tanta sicumera quello che 'cera e non c'era?"

    Certo, nemmeno Kiko lo sapeva :-)
    Certo che c'era :-) Si sa che GP II aveva tempo per leggere migliaia di sproloqui di Kiko e che, leggendo la storia del Tabernacolo inutile e della pietra, si sarebbe "arricriato".

    Continua il Pasqualone, citandomi: "Nel primo tomo della Fase di conversione, il Tabernacolo è ritenuto inutile perché "se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì [nel tabernacolo], si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male" [continuano gli esempi delle eresie ]".Ma quale eresia Lino!!Parla di quello che sai!"

    Noo, io non lo so: https://i.imgur.com/OXbE6oN.jpg oppure questa per i Pasqualoni non è una eresia e ritengono che san Giovanni Paolo II, avendola letta, li ha definiti "un itinerario di formazione..."

    Ah Pasqualò, perché non vai a fare un esorciccio, a scacciare due demòni da San Giorgio a Cremano che secondo te ne è ripiena? E ringrazia il Cielo che io non argomento ad hominem, sennò farei sbellicare un centinaio di persone con i tuoi esorcicci :-) Tu, però, sii più prudente con l'arcano: ora i tuoi (pochissimi) lettori andranno a ricercare notizie sul Tabernacolo inutile.

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    1. Togline almeno uno: il titolare della pagina e Pasqualone sono la stessa persona. Togline altri 3 o 4 non NC, tra i quali Eliseo. Raddoppia o triplica i cloni neocat e sono al massimo una quindicina. Solo tre intervengono :-) Io, invece, spero che s'incrementi e di molto, anche con catechistoni :-)

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    2. E infatti Lino, San Giorgio a Cremano, almeno fino a pochi anni fa, risultava sprovvisto di comunità neocatecumenali: quindi, perbacco, è proprio terra di missione, zeppa di demoni fitti così da esorciccizzare! E tu fai ironia su un martire della fede che è andato in quella terra senza Dio ad evangelizzare con i mamotreti kikiani stampati nel cuore e con le stesse mutande per una settimana? Mi stupisco di te! Questa sì che è vera fede! Non mi meraviglia che le buone suore, vedendo questo soggetto (e forse annusandolo) abbiano alzato le vecchie braccia e profetizzato l'imminente fine dei tempi. 😉

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    3. Hai ragione, Valentina, sono andato a verificare su un elenco del CNC: a San Giorgio a Cremano non risultano parrocchie kikizzate. Ecco perché il Pasqualone va (a due a due e senza telefonino) a fare l'esorciccio in un Comune pieno di demòni :-)

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  8. Le analisi di Veterano mi richiedono sempre almeno due giorni per digerirle.... Una mente come la tua un'anima come la tua era incompatibile col cammino. Così come Pax, Valentina, Fides.... Ecc. Ecc.

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    1. Meno male che anche loro si sono resi conto che il mio modo di pensare era incompatibile con il cammino e mi hanno cacciato fuori, altrimenti, con la testa dura che mi ritrovo sarei ancora al di dentro per continuare a togliere persone da questa setta, non sai quanti se ne sono andati vedendo solo il mio comportamento.
      Veterano.

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  9. @ OT di Lino

    Il Neocatecumenato non sarà un'ideologia, secondo i canoni più stretti, ma dell'ideologismo riproduce sorprendentemente gli aspetti più estremi, le degenerazioni.
    Perciò "ideologia" che va intesa nella sua accezione più ristretta, quella - per intenderci - che fa riferimento a esperienze come il fascismo, al quale già abbiamo paragonato, con successo, il cammino neocatecumenale quando abbiamo parlato dei "giovani balilla del duce Kiko"
    Poi chi ha ideato il cammino "non a tavolino", di fatto, impone la circoncisione del cervello agli adepti, non certo circoncide il proprio: al contrario, mantiene fermo il suo progetto contro tutto e tutti, non immola - DIVERSAMENTE DA QUANTO IMPONE AGLI ADEPTI COME SEGNO DI VERA FEDE - nessun Isacco MAI - Isacco inteso come la sua creatura, il suo idolo - né se glielo chiede Dio dal cielo, né se glielo chiede la Chiesa in terra.
    Dunque un pensiero c'è l'ha, eccome, anche una idea, pensiero perverso, idea deviata, questo il suo male, ma c'è l'ha.
    Poi struttura gerarchica molto rigida e organizzata capillarmente con ben delimitate ed elitarie le posizioni di comando, visione unilaterale e assolutizzante della realtà, progetto di trasformazione dell'uomo e della società secondo un modello unico, forte coinvolgimento emotivo degli aderenti.... Cosa si vuole di più?
    Merito di Veterano, per mio conto, aver messo in evidenza, rispetto a varie storture e aberrazioni del cammino che sono sotto gli occhi di tutti, il ruolo preponderante e centrale della Parola.
    L'abuso della Parola.
    Così come esiste un abuso della Liturgia (Eucarestia).
    Così come esiste un abuso della Comunità.
    Distorsione della Bibbia.
    Sacrilegi continui contro le Sacre Specie del Pane e del Vino.
    Abusi sui fratelli delle comunità che si affidano a loro.
    (Abusi, soprusi, violazioni della coscienza, violenze di ogni genere, spadroneggiando sulla vita altrui con arroganza smisurata.)

    Questo è il Tripode su cui il "potente cammino" si fonda.

    Pax

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    1. Grazie di essere tornata!
      Veterano

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    2. Era una battuta, carissima: ho messo l'occhiolino ;-)
      Condivido che il Cammino sia una ideologia, nei termini nei quali lo avete espresso.

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  10. Avviso importante

    Dal cammino non si esce.

    Dal cammino si evade.

    Saluti ex ......

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    1. Questa mi è piaciuta sei un grande massima stima per te! sapere che eri un catechista e sei "evaso" da questa setta mi mette un sacco di gioia speriamo che tanti catechisti prendano questa decisione soprattutto i famosi 72 così se crollano loro crolla anche il sistema...Ex catechista sei un eroe...Chiara

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  11. L'articolo è un condensato formidabile di risposte cattoliche alle false risposte del cammino, che tutti i pastori dovrebbero leggere e di cui dovrebbero far tesoro quando affermano che il cammino, in fin dei conti, fa "del bene" alle persone, riconducendole nell'alveo della retta dottrina.
    Il fatto che si possa "scrutare" la Parola di Dio per decenni senza accorgersene, leggere San Paolo (“Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini!” 1 Cor 7, 23. “Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri” Gal 5, 13) e non capire che è proprio dalle falsificazioni come quelle operate nel cammino che mette in guardia, sembra impossibile, ma questi sono gli effetti delle chilometriche catechesi in cui si martellano pochi concetti e se ne eliminano moltissimi altri, dei brani evangelici tagliati e cuciti con grande abilità (fateci caso, agli "spezzatini" che fanno!), dei canti in cui, guarda caso, si eliminano i versetti "meno eufonici" (è il caso dei catechisti del canto di "come condannati a morte"; a decadere sono stati i versetti in cui si raccomanda di mantenersi con il lavoro delle proprie mani o di onorare i fratelli).
    Ebbene, a mio parere una piccola responsabilità in tutto ciò ha avuto anche l'uso sconsiderato dell'edizione della Bibbia di Gerusalemme con i passi paralleli, che, facendo saltabeccare lo "scrutante" da qui a lì, gli impedisce di fermarsi sul contesto di ciò che legge e di farsi alcune necessarie domande che esulano dalla "road map" Kikiana.
    Questo per far capire quanto le "cose buone" come l'approccio alla Parola di Dio, siano nella realtà delle trappole fenomenali per il povero neocatecumeno di buona volontà. Ma questo già avremmo dovuto capirlo dall'esperienza degli evangelici d'assalto e TdG.

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    1. Di questo tuo commento ne farei un post, Valentina. La questione dei riferimenti incrociati a margine è molto seria: specialmente in un scrutatio come quella del CNC, dove lo sforzo principale è quello di capire "Cosa mi dice il Signore con questa Parola", nel suo "saltabeccare" il neocat trova sempre qualcosa nel quale riconosce un mantra del Cammino. E la lettera del Vangelo diventa un optional.

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  12. OT Ho appena trovato questo articolo:

    http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/dieci-figli-e-un-lavoro-precario-professore-lancia-un-appello-a-papa-francesco-1.3727866

    No comment.
    Mi fanno solo dispiacere i figli ridotti a voce di curriculum, "bravi e disciplinati", come i figli-soldatini di tante famiglie neocat. esibiti in televisione.

    Ritorno al mio silenzio.
    Cordiali saluti,

    Simonetta

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    1. Mi fa un po pena sinceramente...poi il papa che tempo fa aveva espressamente detto non fate figli come conigli cosa vuoi che ti risponda...ovvio che bisogna essere aperti alla vita ma giustamente...però io penso anche che uno della provvidenza non è che se ne deve approfittare se fai il professore e inoltre non hai un posto fisso non puoi pensare di mantenere 10 figli...quello che voglio dire è che secondo me Dio da ad ognuno il suo nella misura che ritiene lui...quanti sacrifici dovranno fare questi figli?....non so forse mi sbaglio però non credo che bisogna farne una legge come fanno loro è sbagliato secondo me...Tanto per intenderci va bene che siamo figli di Dio e che lui ci aiuterà nella difficoltà ma ripeto non è che me ne posso approfittare tanto per fare un esempio estremo se io mi butto da un ponte non è che posso dire tanto sono figlio di Dio se lui non vuole che io muoia mi salverà...tanto per spiegare il concetto molto estremizzato non so se sono stato chiaro...grazie dell'articolo...Carlo

      Elimina
    2. Carlo, ti sei spiegato bene: Non tenterai il Signore Dio tuo.

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    3. Il posto fisso, lo chieda a Kiko, che gli ha insegnato la paternità irresponsabile, non al papa, che ha raccomandato di non fare figli come i conigli.
      Sono tanti gli insegnanti precari, che devono rinunciare al posto perché magari sono donne sole, separate, con figli a carico e senza i quattro nonni-servetti al seguito. Papa Francesco dovrebbe pensare prima a loro, volesse e potesse distribuire posti fissi a chi gliene fa richiesta.

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    4. In breve perche' sono sul cell.:
      1. Il valore di um insegnante si giudica da come insegna e non dal numero dei figli (altrimenti il mio allucinante insegnante neocat. nom vi sarebbe stato ammesso, dato che non ne aveva, un po' di coerenza).
      2. Far valere i figli come "punti di invalidita'" mi sembra squallido e irrispettoso, soprattutto verso i figli stessi.
      3. Nelle sette niente, ma proprio niente, e' spontaneo. A me sembra una mossa propagandistica per poi esibire una foto col papa che benedice la bella famiglia neocatecumenale. Insomma, spero che il Papa, che con le graduatorie di insegnamento nulla ha giustamente a che fare, non ci caschi.

      Saluti cari ancora, Simonetta

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    5. Questa notizia mi ha rattristato.

      Questa persona e' stata ingannata ed ora viene strumentalizzata per tirare la giacca al Papa. Per poi poter dire il Papa approva, benedice, o che so io, l'apertura alla vita del cammino.

      Dice bene Valentina: Il posto fisso lo chieda a Kiko!

      Quella persona sarei potuta essere io, e questo mi da sia tristezza che paura.

      Mai spengere il senso critico! E soprattutto non chiudersi in un solo ambiente ma cercare continue conferme nella Chiesa con l'aiuto di padri spirituali.

      Questa storia mi fa venire in mente tante donne depresse o isteriche perché non ce la facevano a gestire una famiglia numerosa.

      E queste persone sono doppiamente sole: Se dicono che non ce la fanno, che non mi riconosco più perche' sono isteriche dalla mattina alla sera, si sentono dire che lo sono perché non hanno fede, vogliono essere il Dio della loro vita, non accettano la storia che il Signore vuole fare con loro, e se il Signore le ha dato quel numero di figli vuol dire che è giusto così.

      Poi il cammino, per propaganda, ti fa vedere solo quelle famiglie felici, che ce ne sono, ma infinitamente poche rispetto a quelle che sono distrutte psicologicamente.

      Per non parlare dei figli, che ovviamente risentono di tutto questo.

      Allego questo link per far vedere cosa dicono e come ragionano i NC:
      https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1773983892903239&id=1768652926769669

      In comunità viene detto :"noi non diciamo di fare figli come conigli, ma solo di non fare i calcoli e di affidarsi a Dio."
      Nei fatti quelle due frasi si contraddicono a vicenda, nei fatti i metodi naturali ammessi nella Chiesa, nel cammino non sono ammessi, infatti non se ne parla mai.

      EX-NC-???

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    6. Metto il link del sor Pasquale che commenta i nostri commenti su questo episodio:

      https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1776513172650311&id=1768652926769669&comment_id=1776637639304531&reply_comment_id=1776638799304415&comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22R%22%7D


      Conoscendo la strumentalizzazione dei NC quando ho detto quella persona sarei potuta essere io, non è per esprimere un giudizio sulla persona dell'articolo.

      La mia è solo una preoccupazione, spero in questo caso specifico infondata, per cui molte persone si aprano alla vita non per scelta ma per condizionamento.

      Se e' una scelta consapevole, fatta con discernimento e con amore, non ci sono problemi. E questa scelta si vede perché sono persone serene.

      Ma molto spesso nel cammino per sentirsi accettati dal groppo, senza neanche rendersene conto, si fanno delle scelte non dettate dal discernimento e dalla sapienza. Anche perché questo discernimento, non è richiesto ti viene detto "non pensare fidati di Dio".
      Nel cammino c'é molto condizionamento.

      EX-NC-???

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  13. Tutto interessante.

    Mi rivolgo ai CAMMINANTI:
    Avete mai sentito Kiko parlare di un qualunque tema senza fare riferimento al Cammino? Ad esempio di un tema spirituale?
    No? Proprio come i fondatori di sette.

    Se solo camminando raggiungi la vera fede, dove sta la GRAZIA?
    Bastasse "camminare" per raggiungere le vette della sapienza e, anche con ripugnanza, entrerei nel Cammino. Ma non è così: gli sforzi umani per ottenere la sapienza sono come una pratica magica.

    Il cammino di ascesi deve venire DOPO (non parlo di un dopo unicamente temporale ma di una risposta alla grazia). Se DOPO aver conosciuto Cristo non ti impegni, con l'aiuto della GRAZIA, in un cammino di ASCESI, dove sta la risposta dell'uomo alla fede?
    Rileggere le epistole è molto istruttivo in proposito.

    E poi: giustamente Simonetta e anonimo delle 15 e 39 mettono in risalto il poco discernimento di tanti camminanti nel fare figli.
    Essi dicono: "E' questione di fede" e "I figli sono una benedizione".
    Tutto vero. Ma anche le croci sono una benedizione, ma non per questo devi correre a 180 per avere un incidente cercando di rimanere paralizzato. Questo è TENTARE DIO.
    Non voglio paragonare i figli a certe croci, ma solo evidenziare cosa è il discernimento e cosa è il fanatismo.

    Una volta che hai tanti figli, o una croce che ti sei cercato, Gesù certo adopera anche tali cose per salvarti e ti vuole benedire attraverso di esse, ma l'imprudenza, invece di fare "camminare" speditamente verso la santità, ti rallenta.
    Occorre sempre affidarsi all'EQUILIBRIO della Chiesa e non allo squilibrio di Kiko.

    Camminanti, andate a rileggere l'Angelus del 17 luglio 1994 e imparate

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  14. @ Lino
    @ Valentina

    Continuando nel mio commento della scorsa notte volevo approfondire proprio l'aspetto della Scrutatio nel Cammino neocatecumenale (ma ero troppo stanca) per evidenziare quanto sia importante la riflessione che Veterano sta portando avanti sull'uso/abuso deprecabile che nel neocatecumenato si fa della "PAROLA": una vera dissacrazione in linea con quanto perpetrato - dall'ormai conclamato falso profeta, Kiko Arguello nel suo devastante connubio con l'estinta "insostituibile" Carmen Hernandez - ai danni degli altri due "piedi" del Tripode (ovviamente non quello della Vita Cristiana, come blaterano) che tiene in piedi il loro insidioso kiko/carmeniano percorso: "LITURGIA" e "COMUNITÀ".

    Si è anche segnalato nel post, a tal proposito, uno splendido articolo di Mic, di cui consiglio la lettura integrale, riporto nuovamente il link:

    https://neocatecumenali.blogspot.fr/2010/10/uso-della-scrittura-nel-cammino.html

    --------------
    dall'Articolo di Mic:

    "La Parola non viene accostata per cercare la Verità, essi non cercano la verità, ma piegano alla loro formazione tutto quello che ascoltano, compresa la Parola, che non è più "lampada per i passi" ma arma da brandire

    e non è più nemmeno il cesello del Vasaio, quello vero, ma la frusta e lo scalpello del padrone delle loro anime

    Omne quod recipitur ad modus recipientis recipitur

    questo significa che, se il recipiente è deformato, quello che entra risulta deformato ed ecco perché non riusciamo ad intenderci."
    -------

    Questo per capire bene che non basta dire, perché sia legittimato, che il Cammino si fonda sulla Parola di Dio.

    Riporto questo passaggio di Veterano:

    "Invece ci si addentra nella Scrittura, con al fondo la predicazione ricevuta, l'orecchio aperto in quella sola direzione, cosicchè si troveranno solo conferme, quelle precisamente attireranno l'attenzione e confermeranno l'autorità dell'unico e solo maestro: Kiko. Questo il suo scopo, che consegue brillantemente. [nota 2 importante, riprende sempre l'articolo di Mic]

    Tutto questo per dire cosa?
    Per smascherare ancora una volta il cammino, la sua perversione nel riuscire a trasformare una cosa buona, come l'approccio alla Parola di Dio, in una trappola, come dice bene Valentina, in quell'opera di taglia e cuci in cui sono veri maestri.

    Continua.....

    Pax

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  15. Continuazione....

    Quanti esempi!
    Si saltano a piè pari i versetti troppo scomodi.
    Lo fanno sempre, poi martellano su quelli a loro "utili",
    poi inventano di essere "figli di Re", non per dire che il loro Re ha trionfato sulla Croce, trionfo dell'Amore che si dona totalmente, vera Gloria di cui Cristo ha voluto fregiarsi, e che risplende di luce nel Vangelo di Giovanni.
    No, non certo per somigliarGli si autocelebrano "Figli di Re"!....
    ....ma per dire che.....avendo l'operaio diritto al suo salario (N.B. operaio, non il loro farlocco "figlio di Re!") Kiko e itineranti al seguito, tutta la corte celeste insomma, hanno DIRITTO a vivere nel lusso, nello spreco, utilizzando senza freni le collette dei poveri camminanti che devono mettere nel famoso sacco nero TUTTA LA LORO VITA perché, nello stesso sacco nero, attingendo a piene mani, i super-catechisti la trovino LA VITA, e VITA PIENA! ....
    ...la trovino in abbondanza.
    Alla faccia nostra, mi ci metto anche io purtroppo, che li abbiamo foraggiati, con tanti sacrifici, una vita intera.
    Meglio non fare conti, altrimenti si rischia, sì, il lettino dello psichiatra!

    Icona di tutta questa schifezza, vera nuova estetica horror del c.n., è Kiko stesso e i suoi emuli - tutti pappagalli non solo "in parole", ma anche "in opere e omissioni" - , con la Bibbia incollata sotto il braccio sempre e dovunque, quasi a ostentare una totale immedesimazione con la Parola, di più, un tenerla saldamente in proprio possesso, esserne padroni, come nessuno.

    Solo loro sanno interpretare, sanno concretizzare la Parola oggi nella storia, per gli altri tutte teorie....che non incidono nella vita, bla, bla bla.....

    Cosa ci sia poi nella pregiata "kikocustodia" non è dato sapere!....una Bibbia o non, piuttosto, un registratore, ad esempio!....[e, visto che nessuno tra gli itineranti si inventa niente, temo che il compianto Giovanni Gucci non sia stato neanche il primo né l'unico]....oppure un buon whiskino, come abbiamo osato ipotizzare per Kiko (il suo amore per l'alcool "puro spirito", d'altronde, è cosa rinomata!), prendendoci le ingiurie del caso, ma VISTI I COPIOSI FRUTTI DI MORTE, siamo certi di non essere, in ogni caso, molto lontani dalla realtà dei fatti.

    Pax

    RispondiElimina
  16. Tutto vero, Pax, gli occhiali deformanti del CNC... Ripenso a quante volte ho fatto quelle scrutatio cercando il senso a quello che volevo io!

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  17. @ Ex chatechista e Chiara.

    Anche io con Chiara elogio il tuo efficace epitaffio:

    Dal cammino non si esce....SI EVADE.

    Proprio così, perché quando i capibastone si rendono conto che stai prendendo la via, tentano di sbarrare tutte le strade in tutti i modi possibili.
    Aguzzini e secondini, questo sono.
    Ma la divisa la indossano solo se strettamente necessario, altrimenti ti fanno credere che tu sei il più importante e loro al tuo servizio.

    Sono molto meno ottimista di Chiara, spero anche io che molti escano/evadano prima di soccombere, ma non mi illudo che tra loro ci sia qualcuno dei cosiddetti 72.
    Prima di potersi candidare a questa prestigiosa e ambita nomina si devono superare selezioni rigorose e spietate che mettano alla prova fedeltà, dedizione e piena condivisione, fino a compromettersi del tutto, agli iniziatori, in primis, e poi alla "causa".

    I 72 e ovviamente i 12, insieme a Kiko, sono carcerieri, mai detenuti.

    Pax

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  18. Questo post mi ha fatto ricordare una frase di Sandavi, che è quasi un anno che non scrive più e le sue riflessioni mi mancano tanto:

    "UNO INIZIA A CAMMINARE VERAMENTE SOLO QUANDO ESCE DAL CAMMINO"

    Perché dove manca libertà, dove giustamente non si esce ma si evade, non ci può essere crescita ne umana ne spirituale.
    Di questo post mi ha colpito questa frase:
    "...Ma dei gradini in salita KIKO NON NE PARLA MAI.."

    E' vero ma non ci avevo mai pensato. E non si chiede neanche il motivo, come se fosse ormai diventato normale il SOLO scendere.

    Per questo situazioni di depressione nel cammino non si risolvano mai.

    Non è un ambiente che porta ad una crescita umana e spirituale, perché si guarda sempre verso il basso, si guarda sempre quel fondo, quindi si porta le persone ad essere sempre ripiegate su se stesse, e questo porta inevitabilmente alla chiusura. Non si invitano mai le persone ad alzare lo sguardo, a vedere le cose belle anche nelle difficoltà e sofferenze, non si fa mai vedere che ci sono degli scalini di risalita.

    Come può esserci vera speranza in un clima del genere.

    E la parola speranza diventa una parola vuota che si dice in comunità, ma che nei fatti poche persone ci credono.

    Il ripiegarsi su se stessi, l'obbedienza assoluta ai catechisti, l'impossibilità di proporre cose nuove (si fa solo quello che dIce Kiko) porta le persone ad essere apatiche e passive.

    EX-NC-???

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. C'è un vero e proprio popolo di ex neocatecumenali che dopo essere usciti dal Cammino hanno rimarginato faticosamente e lentamente le ferite, e - per grazia di Dio - sono ritornati in comunione con la Chiesa Cattolica.

      Noi qui non possiamo che essere felici per costoro che hanno voltato pagina nella propria vita, anche se dopo aver collaborato attivamente a questo blog avessero deciso di non scrivere più. Come si può notare da vecchie pagine di questo blog, ci sono tantissimi nomi che non compaiono più da anni.

      Per costoro che hanno voltato pagina - e che spesso non vogliono più sentir nominare il Cammino nemmeno per sbaglio - non possiamo che essere grati al Signore. Il carattere di questo blog è puramente informativo, per aiutare a chi è nella gabbia neocatecumenale a trovare la forza e i mezzi per uscirne col minor danno possibile: per questo non c'è nulla da dire a chi per qualunque motivo decide di smettere di collaborarvi.

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  20. Approfitto di questo tuo ultimo commento per dirti
    Grazie EX-NC-???

    Mi ritrovo molto in tutto quello che scrivi.

    È Vero! è impossibile proporre cose nuove, diverse, nel cammino. L'iniziativa dei singoli è stroncata sul nascere, tutto si svolge in una inarrestabile involuzione scandita dall'unica e sola legge "obbedire ai propri catechisti" .
    Dici bene che i camminanti vengono ridotti ad esseri inconsistenti, persone apatiche e passive, rese incapaci, dopo anni e anni di annichilamento, a portare avanti la propria vita fuori da quel contesto, come chi, ingessato a lungo, non è in grado di muoversi da solo, senza adeguata fisioterapia.
    Si spiega la grossa difficoltà ad uscire anche quando uno si rende conto che dentro la comunità non riceve più nulla di nulla. Molti che hanno tentato, sono ritornati sui loro passi alla prima occasione, altri che sono rimasti fuori più a lungo, sono tornati, anche dopo molti anni, a rifare le catechesi. Cosa che lascia una infinita amarezza in chi, essendo uscito come loro, ha le chiavi di lettura per capire che ha ricevuto una grazia, malgrado tutte le sofferenze della disintossicazione. Non è una regola, ma questi casi fanno molto riflettere.
    A Roma, in un recente convegno di operatori nel campo della igiene mentale, è stato rilevato il numero SEMPRE CRESCENTE di persone che, uscite dal cammino neocatecumenale, si rivolgono a psicologi e neurologi in cerca d'aiuto. Il dato è stato considerato allarmante e ci si chiedeva se la Chiesa fosse ben informata e perché la Santa Sede non prendesse provvedimenti.

    Anche questo è il dragone che invade le anime e devasta le menti.

    Pax

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  21. Leggendo il vostro blog, ho conferma di tutto ciò che penso sul cammino. E non avendo deciso di lasciarlo dopo un po', ma finalmente avendo trovato una provvidenziale via di evasione durante l'Elezione. È purtroppo vero, il cammino è una setta che soffoca la libertà, l'intelligenza e la creatività delle persone. E ringrazio il Padre che me ne ha tratto fuori.

    RispondiElimina
  22. Ma Sandavi come sta? e' tanto che non scrive, manca anche a me.

    Romano Apostolico

    RispondiElimina
  23. A Roma, in un recente convegno di operatori nel campo della igiene mentale, è stato rilevato il numero SEMPRE CRESCENTE di persone che, uscite dal cammino neocatecumenale, si rivolgono a psicologi e neurologi in cerca d'aiuto. Il dato è stato considerato allarmante e ci si chiedeva se la Chiesa fosse ben informata e perché la Santa Sede non prendesse provvedimenti.
    Infatti il medico condotto del mio paese romagnolo ha in cura tutto il comvento di monache a psicofarmaci
    Ma di che parlare!?. Siete uccelli, anzi uccellacci dello stessi nido

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