martedì 20 aprile 2021

Ancora sulla iniqua imposizione della decima

Riportiamo brani dell'articolo del liturgista Padre Henry Vargas Holguín - pubblicato su Aleteia, dal titolo originale "Quanto denaro devo dare alla Chiesa in base al concetto della decima?"

Per quanto ci riguarda, dovrebbe bastare il titolo, che già sconfessa che si debba in nessun modo dare la "decima" a chi non è  Chiesa, cioè all'organizzazione pseudo cattolica denominata Cammino Neocatecumenale.

Il Cammino Neocatecumenale, inoltre, nei propri Statuti, è autorizzato dalla Chiesa a raccogliere delle libere offerte, non a imporre delle tasse calcolate addirittura in percentuale.

Nessuno, nella Chiesa, né sacerdote, nè  parroco, né Vescovo, né  Conferenza Episcopale, nè Pontefice ha mai autorizzato il Cammino Neocatecumenale a chiedere, anzi, a pretendere, una tassa fissa così elevata dai propri aderenti.

Il Cammino Neocatecumenale, che ha dichiarato  d'essere una Fondazione di Beni Spirituali, si occupi appunto di spirito e non allunghi le sue adunche  mani sui risparmi delle famiglie.

Come sostiene Padre Holguín:

 "...ci sono persone che si ritengono cristiane ma in alcuni casi anche ebree per il fatto di chiedere la decima.
Se si desidera seguire la legge ebraica, bisogna fare tutto o niente: circoncidersi, non mangiare sangue, osservare il sabato, dare la decima e offrire olocausti…"

Eh sì, Neocatecumenali, un po' di coerenza!



 

In ambito civile, fin dall’epoca romana, la decima era un’imposta (del 10%) che si pagava in ragione di una controprestazione, per un’autorizzazione a svolgere un lavoro, per il diritto di usare un terreno, ecc. 

L’origine della decima è molto antica, perché in ambito religioso se ne parla già nell’Antico Testamento. 

 

Abramo offre liberamente la decima a Melkisedek

 

La decima era il 10% o i primi dieci frutti o la decima parte dei prodotti offerti a Dio, e forse è stata istituita evocando simbolicamente i dieci comandamenti. Secondo la legge mosaica, la decima era obbligatoria.

In base all’etimologia, la parola “decima” veniva intesa come la decima parte dei frutti che provenivano dalle campagne e dagli animali, ma attenzione perché si parla solo di prodotti (olio, grano, vino…) e non di denaro.

Biblicamente parlando, la decima non è quindi mai stata un’offerta a Dio in denaro, ma in beni (Levitico 27, 30-32; Malachia 3, 8-10), e ai tempi di Esra si parla solo delle decime di cereali e frutti.

Si sa che la prima decima che appare nella Bibbia è quella data da Abramo al sacerdote Mechisedech in segno di gratitudine (Genesi 14, 20).

In seguito è stata istituita la decima a favore dei sacerdoti leviti. Dio ha portato il suo popolo nella terra promessa, e lì ha suddiviso la terra tra le undici tribù. Visto che la ttrbù deiMaleviti avrebbe dovuto dedicarsi al servizio del culto a Yahvè, le altre tribù avrebbero dovuto dare la decima per sostenere il sacerdozio ebraico, che doveva sostentarsi fino all’arrivo del Messia.

La decima era quindi il modo di sostenere la tribù israelita di Levi che non poteva possedere terre. Visto che il suo compito era dedicarsi al servizio del tabernacolo, era rimasta senza terra quando era stata ripartita quella di Canaan (2 Cronache 31, 5-19). “Ai figli di Levi io dò in possesso tutte le decime in Israele per il servizio che fanno, il servizio della tenda del convegno” (Numeri 18, 21).

Quello che riceveva la tribù di Levi da parte del popolo ebraico era il 10% di quello che davano tutte le altre tribù di Israele. La decima doveva essere amministrata non solo per il servizio di culto, ma anche per le opere di carità (Deuteronomio 26, 12-13).

Per il libro del Levitico, quindi, la decima è un’imposta a beneficio del tempio, secondo il libro dei Numeri un’imposta a favore dei leviti, per il Deuteronomio un banchetto festoso davanti a Yahvè in cui la decima (in beni) viene consumata, e ogni tre anni un’opera a favore dei bisognosi.

In ogni caso, la decima era una cosa propria ed esclusiva dell’Antico Testamento, del popolo ebraico e legata al culto “ufficiale”. Per questo nel Nuovo Testamento i cristiani non parlano della decima, né tantomeno è stata imposta.

Comunità neocatecumenale
celebra la pasqua ebraica
Al giorno d’oggi c’è chi mescola le due alleanze come se fossero la stessa cosa. Ci sono persone che si ritengono cristiane ma in alcuni casi anche ebree per il fatto di chiedere la decima.

Se si desidera seguire la legge ebraica, bisogna fare tutto o niente: circoncidersi, non mangiare sangue, osservare il sabato, dare la decima e offrire olocausti…

A una persona non era permesso di scegliere quello che le piaceva dell’ebraismo e quello che non le piaceva, come se fosse una specie di menù religioso; non poteva scegliere cosa seguire e cosa rifiutare.

Una volta arrivato il Messia, nella persona divina di Gesù, Egli istituisce una nuova alleanza. Nel Nuovo Testamento c’è un Popolo Nuovo: la Chiesa cattolica, istituita da Gesù Cristo con i suoi apostoli e i loro successori (At 20, 28).

In questo nuovo patto non c’è più decima, perché non bisogna più sostenere il “sacerdozio” ebraico.

È per questo che, passando ora al Vangelo, la decima è un tema assente sia nella predicazione di Gesù che in quella apostolica. Né Gesù né gli apostoli hanno raccomandato, chiesto o fatto chiedere la decima.

Nella Chiesa non si vede più quest’ordine o obbligo di pagare la decima, chiedendo quello che esce dal cuore.

Di fatto, non esiste alcun riferimento biblico che dica a un cristiano che deve offrire la decima.

Nel libro degli Atti degli Apostoli (la storia dei primi anni della Chiesa) non si menziona la parola “decima” neanche una volta. Ci sono numerosi esempi di persone che hanno dato denaro di “cuore”, ma non si nomina mai la decima.

Paolo è molto chiaro, bisogna dare ciò che si può offrire e in modo spontaneo, perché Gesù stesso, istituendo la sua Chiesa, ha detto che quelli che vivevano per l’annuncio del Vangelo dovevano vivere del Vangelo (1 Co 9, 13-14; 1 Tim 5,18) e non del denaro dei fedeli.

Nel Nuovo Testamento si menziona la parola “decima” solo in tre occasioni, e in una triste relazione con i maestri della legge, molto criticati da Gesù (Lc 18, 12-14; Mt 23, 23; Lc 11, 42).

Sia chiaro: la comunità primitiva non si è finanziata con alcun tipo di decima.

Nella Chiesa cattolica non esiste la decima, né nel senso veterotestamentario né in quello di qualcosa di “imposto”; quello che la Chiesa chiedeva e chiede è una corresponsabilità.

Una corresponsabilità intesa come apporto libero e volontario, frutto della fede dei fedeli per far fronte alle necessità economiche di tutta la comunità ecclesiale.

Il quinto precetto della Chiesa indica il dovere di aiutarla nelle sue molteplici necessità materiali, ma ciascuno in base alle proprie possibilità. E “la Chiesa ha il diritto nativo di richiedere ai fedeli quanto le è necessario per le finalità sue proprie” (canone 1260).

In nessun documento ufficiale della Chiesa si menziona la possibilità della decima, e men che meno come una richiesta del 10% dello stipendio di nessuno. Non si chiede un contributo quotidiano né mensile, né si chiede di offrire un apporto con qualche regolarità o frequenza.

La Chiesa non esime dal dovere morale di contribuire a suo favore, perché è un dovere di giustizia (da non confondere con un dovere di carità, che è un’altra cosa); al contrario, ci insegna che il cristiano deve dare per amore di Cristo in base alle proprie capacità.

Quello che la Chiesa dice invece è che “i fedeli sono tenuti all’obbligo di sovvenire alle necessità della Chiesa, affinché essa possa disporre di quanto è necessario per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri” (canone 222).

La Chiesa, richiamando gli insegnamenti di San Paolo, ricorda il dovere dei fedeli di contribuire generosamente alle necessità della Chiesa in base alle proprie possibilità, ma il modo in cui si deve realizzare questo contributo non è definito da una legge uguale per tutta la Chiesa universale.

Le varie Conferenze Episcopali danno direttrici o la possibilità che i fedeli aiutino la Chiesa; ad esempio, in alcuni Paesi basta il consenso del cittadino perché lo Stato dia alla Chiesa una percentuale delle imposte del cittadino stesso.

Quello che la Chiesa non chiederà mai è il 10% obbligatorio dello stipendio di qualche fedele, e men che meno perché la decima esisteva nell’Antico Testamento.

Va ricordato che gli apporti dei fedeli, anche se rispettano sicuramente il quinto precetto della Chiesa, saranno sempre cifre simboliche, perché le necessità della Chiesa universale sono ingenti, urgenti e costanti.

L’importante, quindi, è che ciascuno dia con generosità: “Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor 9, 7). 

Fin dai tempi della Chiesa primitiva, noi cristiani cooperiamo al sostentamento dei fratelli. Come? Attraverso le collette.

San Paolo chiedeva ai cristiani di aiutare i fratelli di Gerusalemme che attraversavano una crisi: “Quanto poi alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare” (1 Cor 16, 1-2). 

La misura è l’amore e la capacità di ciascuno. È un modo per restituire al Signore una piccola parte del tanto che ci dà sempre. 

È importante sottolineare un aspetto: una cosa è il diritto della Chiesa di cercare forme appropriate di autofinanziamento per portare avanti il progetto salvifico di Dio, e un’altra molto diversa che bisogna respingere è l’affanno per il lucro a costo della buona fede della gente e la manipolazione biblica di alcuni per raggiungere i propri fini. 

Ciò vuol dire che una cosa è vedere quali erano l’uso e il senso della decima nell’Antico Testamento, e un’altra è usare passi biblici perché la gente creda nella vigenza della decima e consegni il 10% del suo stipendio. 

I leader delle confessioni protestanti sbagliano esigendo la decima, perché quel famoso 10% in denaro dello stipendio non viene mai menzionato nella Bibbia. La decima come viene indicata oggi dalla maggior parte delle sette, ovvero dare il 10% delle proprie entrate in denaro, non esiste nelle pagine della Bibbia. Questi leader sbagliano per tre motivi: 

  1. In primo luogo ricorrono a citazioni dell’Antica Alleanza, e di Malachia, per far credere alla gente che chiedere il 10% dello stipendio sia qualcosa di biblico.
  2. In secondo luogo, perché la decima dev’essere solo ed esclusivamente intesa come un’offerta in beni, in alimenti, frutta o animali.
  3. In terzo luogo, perché la decima è solo un’istituzione del popolo di Israele, una legge per gli israeliti dell’Antico Testamento. Noi siamo il popolo della Nuova Alleanza e non siamo ebrei, né apparteniamo ad alcuna tribù di Israele.

È per questo che quello che fanno i leader di qualsiasi gruppo cristiano esigendo la decima esercitando pressioni sui fratelli non viene da Dio. “Considerano la pietà come fonte di guadagno” (1 Tim 6, 5). 

73 commenti:

  1. L'iniqua imposizione della "Decima" è uno dei tratti fondamentali del Cammino.

    Ricordiamo che nella Chiesa cattolica le virtù teologali sono fede, speranza e carità.

    Nel Cammino Neocatecumenale, invece, le virtù teologali sono la Decima, lo Sfornare Figli Come Conigli, le Lodi Domestiche al Kiko Domestico.

    La Decima, facendo il parallelo con la virtù teologale della fede, "non basta mai". Bisogna sempre dare soldi al Cammino. Il Cammino è ossessionato dai soldi e dai beni, specialmente da quelli che sono ancora tuoi e che non hai ancora mollato ai capicosca. Bisogna pur garantire la bella vita ai capicosca della setta, e specialmente i grossi lussi del gran Kiko poverello, tutto impegnato a far erigere mausolei a sé stesso, a viaggiar gratis in aereo, yacht ed elicottero (non è ironia), e a lamentare che se non «mollate il malloppo» si fermerebbe la sua cosiddetta «evangelizzazione», a farvi comprare "icone" (cioè suoi autoritratti blandamente a tema "sacro") che dovrete usare per la "preghiera" (non sia mai che per un attimo non pensate a lui!).

    Per capire la "Decima" bisogna smettere di pagarla. Smettere di pagare la tangente al Cammino, per destinare invece quei soldi e quei beni ad opere caritative di tutta la Chiesa e soprattutto della propria famiglia: analisi mediche necessarie per conservare la salute, i libri di scuola comprati ai figli, una buona stufa per l'inverno, sono tutte spese che davanti a Dio valgono come vera Decima perché riguardano i doveri di stato del sacramento del matrimonio. Altro che i fogli Excel del «faremo passare di nuovo il sacco nero, stavolta contiamo di insaccare 1000 euro».

    Lo Sfornar Figli Come Conigli - che in gergo neocat vien detto pomposamente "apertura alla vita", mentre nella Chiesa Cattolica l'apertura alla vita non è mai irragionevole o irresponsabile - è un'attività sempre più necessaria al Cammino perché da ormai vent'anni il Cammino non cresce più se non per la quantità di "figli del Cammino" cooptati nella setta a suon di ricatti morali. E poi c'è sempre stata l'attitudine morbosa e pruriginosa dei due autonominati fondatori del Cammino, ossessionati dal sesso (e con parecchi scheletri nell'armadio, ben noti ai capicosca del "cerchio magico" kikiano) con la loro mentalità del "se quest'anno tua moglie non è incinta, significa che tu compi chissà che peccati sessuali vergognosissimi e schifosi".

    Mentre nella Chiesa cattolica la virtù teologale della speranza è quell'attesa e desiderio della felicità eterna, nel Cammino si spera che Kiko abbia più gloria mondana possibile e per fabbricargliela bisogna far crescere la setta a suon di gravidanze. Non importa esser buoni padri e madri, importa solo potersi vantare alle cosiddette "convivenze" di avere "20 figli di cui 12 in cielo". Nel Cammino vige infatti la paternità irresponsabile: al pari delle adunate fasciste, l'importante è solo esibirsi a favor di telecamere "oooh guardate, 12 figli, 15 figli, oooh, ma come sono bravi e credenti questi kikolatri".

    La pagliacciata delle Lodi "domestiche" della domenica mattina è il simbolo dell'attivismo neocat: far cose del tutto campate in aria, a scapito della normale vita cattolica, solo perché le hanno comandate Kiko e i suoi scagnozzi. Non sia mai che qualche kikos trovi tempo per andare alla Messa della parrocchia (come esige lo Statuto del Cammino) oppure - Kiko non voglia! - tempo di fare opere di carità destinate alla Chiesa cattolica o ai "cristiani della domenica" o semplicemente al prossimo. Così, la domenica mattina, con annesso armamentario di gadget griffati da Kiko (cero neocat "apposito", croce "apposita", eccetera), si mette in scena l'imbarazzante "preghiera" kikizzata. L'attivismo neocat, infatti, sostituisce la virtù della carità.

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    1. @by Tripudio 20 aprile 2021 09:46 Riporta giustamente questa frase NC :

      "Non importa esser buoni padri e madri, importa solo potersi vantare alle cosiddette "convivenze" di avere "20 figli di cui 12 in cielo".

      Questo medesimo asserire pubblicamente, l'ho udito decine di volte nelle varie "cento piazze NC".
      Ora mi chiedo: dove sta scritto che i figli abortiti, naturalmente o no, di conseguenza senza Battesimo, siano
      assunti automaticamente in Cielo?

      Ruben.

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    2. @Ruben
      Io sapevo che per i bambini mai nati si può fare il battesimo di intenzione, anche se il destino dei bambini mai nati è una questione teologicamente complessa

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    3. Infatti i sacramenti si applicano ai vivi (e "sub condicione" a quelli che non si sa per certo che siano vivi, cioè accettando l'idea che il sacramento non è tale se si tenta di amministrarlo ad un morto).

      Parecchie cose (come il battesimo "di intenzione", la sepoltura di feti abortiti, l'offrire la possibilità di redimersi a quelli che sono stati condannati a morte, ecc.) sono semplicemente specchio delle virtù teologali (della fede nell'Onnipotente che tutto può, della carità verso chi è più sfortunato di noi, della speranza di salvezza per le anime innocenti, ecc.).

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    4. Ruben, i bambini mai nati, mi baso sulla fede, hanno in se il peccato originale, ma sono anime pure, non hanno colpe fatte. Sono puri. Dio non ha bisogno del battesimo per salvare anime. E Dio, aggiungo, cioè Gesù, è il Sacerdote dei sacerdoti, cioè può impartire il battesimo come vuole e quando vuole. È Lui che dà alla Chiesa, è la Chiesa che riceve tutto da Lui, non il contrario.
      Ti saluto cordialmente Ruben, credo che il mio contributo aiuti alla discussione.

      Un Cristiano Della Domenica.

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    5. Lw risposte di Gloria e by Tripudio, sono per me, teologicamente molto soddisfacenti.

      Ciò che mi disturba è che i "figli in cielo" dei neocatecumenali, vengano dichiarati tali da loro con assoluta certezza.
      Secondo me potrebbero tranquillamente esimersi da una tale dichiarazione, tanto di figli vivi ne hanno a sufficienza.

      Ruben.

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    6. O.T. Al Parroco ed al Cammino Neocatecumenale di Santa Maria Goretti in Roma:

      Rimettete l'orologio della Parrocchia sincronizzato con le campane: mezzogiorno si suona alle 12,00 e non alle 12,06
      come fate voi abitualmente.

      Ruben.

      Fine O.T.

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    7. Per l'orologio gli ci vorrebbe Don Camillo, Ruben!
      E anche per la parrocchia, già che c'è.

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    8. Volendo esiste l'adozione nella preghiera delle anime dei bambini abortiti. Entro il lecito e il ragionevole, tutto sta alla creatività e alle buone intenzioni del fedele, visto che Dio è creatività suprema ed eccelsa.

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  2. Ancora con questa Decima? Quante volte avete parlato di questo argomento?

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    1. Se ne parli invece:
      finché quelli la chiedono, perché la chiedono (da decenni).
      quando smetteranno di chiederla, perché l'hanno chiesta (per decenni).

      Piuttosto: a quanto ammonterà il capitale raggranellato dagli anni 60 ad oggi?
      Che ci hanno fatto con tutti questi soldi, le mani destre (nel senso di destrezza)?

      A. Non.

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    2. in altri termini: quanta polvere vorreste tenere nascosta sotto i tappeti?

      A. Non.

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    3. Polvere....quale polvere?

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    4. La polvere del fango quando si secca 😉

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    5. I neocat ne parlano tantissimo, lo stesso Kiko ne è ossessionato ("darete la decima", non è un consiglio, è proprio un ordine perentorio), dunque non si capisce perché non ne potremmo parlare anche noi.

      Soprattutto tenendo a mente quei padri di famiglia che già si barcamenano fra mutuo o affitto e spese familiari e crisi economiche dovute alla pandemia, o a quei pensionati minimi o a quei giovani tenuti a mollare la Decima della paghetta... Il Cammino è letteralmente un sanguisuga, nemico della libertà di donare secondo il cuore e secondo la fede.

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  3. Supponiamo, ma non accadrà, che il Cammino abolisca veramente la Decima, per quanto non contemplata nello Statuto, dove si parla di collette che di volta in volta vengono fatte per eventuali necessità del momento. Domanda : il Cammino, in pratica, come si dovrebbe sostenere? Perchè di aria non campa nessuno.

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    1. Esattamente cosa c'è da sostenere?
      I cristiani della domenica non versano nessuna decima alla Chiesa.
      Il cammino neocatecumenale è nella Chiesa, fa parte della Chiesa, è un semplice approfondimento della fede, è uno dei tantissimi movimenti ecclesiali approvati dalla Chiesa che propongono un percorso formativo.
      Servono soldi per fare un percorso formativo?
      Servono soldi per incontrarsi in parrocchia tra persone che vogliono approfondire la loro fede?
      Non servono soldi, infatti le nuove comunità neocatecumenali, si gestiscono egregiamente, fino al secondo passaggio, con le libere collette.
      A cosa servono tanti soldi in più imposti successivamente?
      A costruire le Domus, a costruire i seminari, a mandare catechisti laici neocatecumenali in giro per il mondo agli ordini di Kiko Arguello?
      A mandare famiglie impreparate, a fare i missionari "fai da te", per portare altra gente nel cammino neocatecumenale, pagati e spesati a carico del cammino?
      È chiaro che queste cose costano, ma non sono necessarie alla fede.
      Per queste cose c'è una organizzazione mondiale, che esiste da 2000 anni, che si chiama Chiesa Cristiana Cattolica Romana.
      Cosa significa introdurre una mera e pesante "tassa di appartenenza" per fare attività che fà da sempre la Chiesa?
      Se proprio uno vuole aiutare la propagazione della fede non potrebbe semplicemente dare alla Chiesa questi contributi in denaro?
      Perché istituire una nuova organizzazione parallela?
      Forse il CN non si fida della Chiesa?
      Eppure il CN afferma di essere parte integrante della Chiesa.
      Quindi allora perché serve questa doppia organizzazione per fare la stessa cosa?
      Oppure non fanno la stessa cosa o la fanno per motivi ed interessi "diversi"?
      Allora cari neocatecumenali che ci leggete e che ci rimproverate che NOI pensiamo sempre ai soldi, fatevela qualche semplice domandina e datevi qualche semplice rispostina, del perché
      il vostro " meraviglioso movimento neocatecumenale " non vi spiega MAI dove vanno a finire i SUOI , anzi i VOSTRI soldi.
      "La lingua batte dove il dente duole" ed il dente neocatecumenale del denaro duole tantissimo a tutta la gerarchia neocatecumenale.
      Chiedetevi PERCHÉ !!!!!

      LUCA

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    2. Avete il più grande musicista pittore scultore psicologo del mondo, di che vi preoccupate. E sennò ci penserà il Signore, al Cammino. Coraggio!

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    3. Semplicemente come si sostiene l'intero orbe cattolico. Con le LIBERE offerte e con il LAVORO. San PAolo lavorava...forse era stupido?

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  4. Anonimo 11:19
    il Cammino, in pratica, come si dovrebbe sostenere?

    Non vedo che bisogno c'è di mantenersi da solo,il cammino non fà parte della chiesa cattolica?
    Iniziasse allora a svuotare tutti redemptori Mater visto che ci sono i seminari diocesani,le messe fatele in chiesa con tutti gli altri parrocchiani,(in modo che si risparmia sui fiori invece di distribuirli a fine celebrazione,che è tutto uno spreco)ma soprattutto,gli itineranti che vivessero di vangelo,con le proprie forze e non con i soldi dei fratelli di comunità,è stata una loro scelta,NO!!.

    È troppo comodo evangelizzare in questo modo,soprattutto in questi tempi che il lavoro scarseggia,mantenere delle famiglie in missione,quando poi magari la tua di famiglia si muore di fame,non è assolutamente una bella cosa.

    Questa del cammino che si deve sostenere da solo è un altra prova che non c entra niente con la chiesa cattolica,anzi pecca di superbia.

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    1. questa volta condividiamo

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    2. @LILLY 20 aprile 2021 14:28 che ha detto:

      "Iniziasse allora a svuotare tutti redemptori Mater visto che ci sono i seminari diocesani,.."

      Infatti a sostegno di quanto dici, riporto, come riferito dai media on line, che quest'anno in data prossima,
      i Sacerdoti che consacrerà Sua Santità, provenienti dal mega-seminario Redemptoris Mater di Roma, saranno soltanto due(2); quanto spreco di denaro per mantenere quella struttura!
      Ovvero "la montagna che partorisce il topolino!"

      Ruben.

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  5. Che vuol dire che il cammino si deve sostenere? Celebra nelle sale parrocchiali a gratis usando corrente elettrica, riscaldamento, ecc. Notizia:le parrocchie non ricevono denaro dal Vaticano, sono i fedeli che le curano, il parroco è un amministratore. Il cammino usufruisce di tutto e si deve pure automantenere? A che pro? Ricordo lo scandalo che fece Kiko & co. Per i 50 anni del cammino, dei "fratelli", giovani di cammino, ma adulti d'età rimasero di stucco quando lo videro arrivare con una BMW serie 7 Ultimo modello. Di ritorno mi dissero:" che bella macchina ha Kiko", risposi che gli era stata "regalata". Molto francamente mi chiesero se stavo scherzando, poiché Kiko aveva affermato di non avere "nulla". E ribadiamo il fatto che non era vero, loro che vivevano del loro stipendio e che mai e poi mai potevano permettersi di avere una macchina del genere, il nulla Liviano era molto fiabesco e furbesco. Per non parlare di quando alla fine fu chiesto a tutti coloro che stavano li di contribuire alla spesa iperbolico del palco. Rimasero molto scandalizzati dal contro senso del cammino, non avere niente vuol dire non avere niente, e non avere cose costosissime e di lusso non intestate a loro. Fatto sta che non diedero niente e dopo altri fatti uscirono dalla comunità.
    Pinco

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  6. Continuiamo a parlare di decima perchè questo è un punto cruciale sul quale il Cammino si gioca la sua credibilità, o quello che di essa gli rimane.

    Fa sorridere la candida domanda di un Anonimo indottrinato che dice:
    "il Cammino, in pratica, come si dovrebbe sostenere? Perchè di aria non campa nessuno".
    ( e c'è bisogno di essere eletti di serie A per fare questa bella e pragmatica scoperta d'America?)dopo aver anche ammesso, risparmiando a noi la fatica di ripeterlo per la centesima volta, che nello Statuto essa decima NON è neppure lontanamente contemplata. Ma che farabutti matricolati che sono!

    Ecco, questa frase di Anonimo rispecchia in toto le angustie (tutte umane) di Kiko, suo maestro, espresse agli adepti tutte le volte che batte cassa, fa il preventivo di spesa e comunica pubblicamente a quanto dovrà ammontare la raccolta, perchè si metta finalmente tranquillo e la finisca di tampinarli in un modo davvero sconcio e scandaloso:

    "Se non raccogliamo un milione di euro l'Evangelizzazione si dovrà fermare".
    Alla faccia della confidenza nella Provvidenza divina!

    E' questo un modo di ragionare tutto umano o, per meglio dire, "pagano", a loro vergogna: Cristiani adulti dei miei stivali.
    (Guardate gli uccelli del cielo e i gigli del campo... questo a Kiko piace solo cantarlo nel primo scrutinio quando predica A TUTTI GLI ALTRI SALVO CHE A SE STESSO: "Và, vendi quello che hai e dallo ai poveri..." in un clima sempre più di esaltazione collettiva).

    Ne parliamo anche e a maggior ragione perchè essi non ne parlano mai.
    Stessimo zitti noi! Prenderebbero, come suol dirsi, un terno al lotto continuando a fare gli gnorri. Che cosa è meglio che poter fare le cose (i propri traffici) aum aum?

    E chiediamocelo una buona volta: ma perché negli Statuti non è neanche menzionata una delle consegna più stringenti dell'intero percorso?
    Questo della decima è un obbligo vero e proprio che va adempiuto dal secondo scrutinio in poi per sempre, anche dopo aver finito il cammino, per tutta la vita del camminante, come una condanna.

    "E' importantissima la decima, per valutare il grado di conversione dei singoli" dice e ripete Kiko: "Se non dai la decima è evidente che non ti sei convertito neanche un pochino".
    Non solo, ma chi non la vuol dare oppure, dopo un periodo che l'ha data, ad un certo punto ritiene di non poter più darla, questa diventa una causa ostativa insormontabile al proseguimento del cammino stesso. Ad ogni tappa, nei famosi scrutini, dal secondo passaggio in poi si viene interrogati uno ad uno (anche marito e moglie) perchè la decima è PERSONALE, "Tu la dai la decima?" e alla risposta negativa , ipotesi rarissima, viene interdetto il cammino.
    Senza la decima non si può proseguire in alcun modo. Al massimo vieni fermato "per un tempo" nella comunità successiva, giusto per darti il tempo di far mente locale o scendere a più miti consigli.
    Ma poi vieni messo fuori se persisti senza sconti, perchè di fatto nessuno scrutinio potrai superare.

    Anche se, ad onor del vero, bisogna registrare che negli ultimi anni ci riferiscono di una sempre più marcata indulgenza nei confronti dei riottosi. Pensiamo noi, a causa dell'emorragia iarrestabile che li ha colti. Pochissimi entrano con le nuove catechesi, molti più lasciano il cammino. Tanti passano a miglior vita delle comunità più antiche e quindi.... ci manca solo la loro rigorosa severità, come ai tempi antichi, e lì dentro non resta più nessuno.
    L'acqua è poca e la papera non galleggia.
    Non c'è più trippa per gatti.
    Chi troppo vuole nulla stringe.
    Chi si accontenta gode... ecc. ecc.

    Della serie, se tra costoro non si compie più la PAROLA, si compiono sempre più e meglio i detti e proverbi della saggezza popolare. A riprova che non son nulla di diverso, ma comuni mortali proprio uguali agli altri abitanti della terra.

    Pax

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  7. Can. 1287 - §1. Riprovata la consuetudine contraria, gli amministratori sia chierici sia laici di beni ecclesiastici qualsiasi, che non siano legittimamente sottratti alla potestà di governo del Vescovo diocesano, hanno il dovere di presentare ogni anno il rendiconto all'Ordinario del luogo, che lo farà esaminare dal consiglio per gli affari economici.


    Avete mai visto un bilancio delle decime? Eppure il diritto canonico lo prevederebbe.

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  8. Dall'orrendo mamotreto del secondo scrutinio pseudobattesimale (scaricato da internet):
    __________________________________________

    A PAG 143 - Kiko parla di peccato:

    Il cristianesimo significa che qui, fratelli, non vi si laverà mai il cervello fino al punto da non lasciarvi liberi di peccare quando lo vorrete.


    A PAG 152 Kiko parla di soldi:

    Questo fatto della decima è poi passato alla Chiesa: è un comandamento della Santa Madre Chiesa. "Pagare decime e primizie alla Chiesa di Dio"; è un comandamento della Chiesa che si studia nel catechismo. Anche se poi nessuno paga mai nessuna decima, nessuna primizia di nessun tipo.
    __________________________________________

    Comandamenti e catechismi sul peccato invece la Chiesa non ne ha mai rilasciati, parrebbe.

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  9. Ricordo un episodio accaduto nella mia parrocchia, s.Bartolomeo a Cagliari, dove c'era un gruppetto di ex camminanti del Poetto, fuoriusciti per vari motivi. Uno di loro, che era diacono da noi e ora è in un'altra chiesa, avvicinò una catechista anziana, ora deceduta, che insegnava lettere in una scuola media, e le chiese se voleva entrare nel Cammino e lei rispose di no proprio per il motivo della decima, non si poteva privare del 10% dello stipendio, che non era certo altissimo. Aldo

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  10. Eh... anche questa della decima verrà fuori e sarà ben indagata nel processo di canonizzazione della già santa Carmen...
    Scusate se vado un po' fuori tema, ma proprio oggi mi è capitato di leggere sulla causa di canonizzazione di Chiara Lubich e mi è partito subito il confronto.
    Tra l'altro, dal dettaglio del procedimento, si capisce bene quali siano i tempi e quali le indagini fatte in concreto.

    https://www.focolare.org/news/2019/11/10/chiara-lubich-chiusa-la-fase-diocesana-di-beatificazione/

    Là dove dice che è d'obbligo valutare tutto il materiale inedito e che 3 Teologi hanno esaminato gli scritti EDITI, ci sarà molto da lavorare riguardo alla signorina Carmen: decima, Pasqua ebraica, visione della donna...

    Poi però, pur augurando lunga vita al re, non è per nulla scontato che Kiko possa arrivare anche solo lontanamente a vederne la conclusione.
    Solo per arrivare alla chiusura della fase diocesana (poi c'è la Santa Sede) ci sono voluti 6 anni.
    E si trattava di Chiara Lubich, non di un personaggio controverso e con una montagna di testimoni contrari.
    Per la signorina Carmen, visti i tempi lunghissimi per tutte le altre approvazioni del Cammino, ce ne vorranno almeno il doppio.

    Sarà davvero la volta buona che si farà luce anche sulla decima, come su tutto il resto, compreso lo stile di vita dei due soci fondatori.

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    1. Come focolarino, dico che anche per Chiara Lubich ci sono problemi sulla sua beatificazione, se è vero quanto scrivono i siti critici del web sul movimento dei focolari. Ricordo che Frilù rispose a un mio intervento sul blog inviandomi un link su un articolo del Corriere della Sera on line dove si parlava dei fuoriusciti del movimento dei focolari, in particolare di Renata Patti, della quale c'è un libro scritto da lei che troverete sul web più un suo filmato su youtube. Se quello che dice è vero, la beatificazione di Chiara non sarà brevissima. C'è da considerare anche il caso del card. Becciu che è nel mio movimento e che era nella Congregazione della causa dei Santi. Si pensava che lui accellerasse la pratica su Chiara, ma ora che è sotto inchiesta e non è più nella congregazione dei santi, è tutto in salita. Aldo

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  11. "Pagare decime e primizie alla Chiesa di Dio"; è un comandamento della Chiesa che si studia nel catechismo."

    Una volta ho chiesto la spiegazione di questa frase ad un catechista neocatecumenale.
    Cioè, gli ho chiesto su quale catechismo fosse riportata questa frase che mi è stata detta "esattamente uguale" per spiegare la richiesta della "decima".

    Aspetto ancora la risposta......

    Ad un altro, più importante del primo, ho richiesto la stessa cosa.
    Lui mi ha risposto.
    Riporto le sue testuali parole :" La decima si dà per obbedienza al tuo catechista".

    Chiaro no????

    Due piccioni con una fava, denaro ed obbedienza, manca il terzo Tripode del CN : la circoncisione della ragione.

    Troppo facile.

    Penso che messa in questo modo sono capaci tutti,ma veramente tutti, a gestire un " movimento laico ecclesiale ".
    Un gruppo di persone, asservite e ridotte in questo modo sono la "manna dal cielo" per la peggiore razza di truffatori della terra.

    Come dice il buon Don Ariel, un branco di "utili idioti".

    Lo so che non è rispettoso, ma non trovo altro modo più delicato per dirlo.

    Scusatemi miei ex amici neocatecumenali.

    LUCA

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  12. Riporto la mia esperienza che può essere utile a far capire l'approccio alla decima. Una volta vennero i catechisti a trovarci e quando mi chiesero se davo la decima, spiegai che alcune volte, non essendo stato presente alle convivenze, avevo dato la decima a un convento di suore o a qualche bisognoso che avevo incontrato.
    Fui sonoramente ripreso perchè non era giusto quello che facevo e la decima andava data esclusivamente in comunità perchè serviva per i bisogni dei fratelli e della comunità. Nel caso in cui non fossi stato presente alla convivenza, dovevo portarla in una busta al responsabile.

    Questo fa capire che dare la decima non serve alla persona che la dà (altrimenti che importanza aveva a chi l'avessi data?) ma serve per accrescere il potere economico del cammino.

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    1. Giustissimo. La decima non serve alla persona, no, ma alla cosca. Lapalissiano.

      Pax

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  13. Tempo fa vi ho accennato alla chiesa del Poetto a Cagliari, il cui assetto è stato modificato dall'architetto del Cammino Mattia del Prete, che certo conoscete perchè tutte le chiese che ha costruito o modificato sono tutte uguali, quasi dei cloni. Per fare tutto ciò è stata fatta qualche anno fa una raccolta in più riprese con i famosi sacchi neri e sono stati raccolti ben 500000 euro, un miliardo delle vecchie lire. Ho sempre ritenuto che questa spesa fosse inutile, e la pensava cosi anche il primo parroco, p. Passi, morto il mese scorso, che ha portato il Cammino al Poetto nel 1975 e l'ha diretto per ben 40 anni. Se anche lui, che era un neocatecumenale doc, era contrario, vuol dure che erano proprio soldi sprecati, con 500000 euro si possono fare un mucchio di ben altre cose. Questo l'ho raccontato solo per dire : ma questi neocatecumenali quanti soldi hanno, ricollegandoci al discorso della decima? Vabbè che al Poetto cui sono ben 24 comunità ognuna di 25-30 persone circa per cui sono una marea di persone, però una cifra cosi....e non credo siano tutti benestanti che nuotano nell'oro. Aldo

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    1. Questa è una vera mania: caratterizzare fortemente di sè tutto. Ora una Parrocchia che si imposta sul Cammino non ha scampo, dovrà rinnovarsi anche nell'architettura e nelle immagini. Hanno cittadinanza solo le icone, affreschi, simboli del kikianesimo.
      Questo dei catecumenium per ospitare le comunità (le salette costruite secondo il pensiero di Kiko) delle Chiese "rifatte" (come il santino di Carmen) è una vera mania. I responsabili fanno a gara a chi più ha la Chiesa neocatecumenalizzata.
      Poi, per i progetti più vasti e devastanti, piomba puntualmente il Del Prete che si è arricchito a furia di progettare neocatecumenalmente (molti aneddoti a proposito confermano). il che è una ulteriore vergogna. Poi, come tu confermi Aldo, non è che faccia chi sa che: il progetto è sempre lo stesso, tutti cloni, pagati come fossero ex novo ogni volta. Come confermi con la cifra stratosferica impegnata per una sola parrocchia il quel di Cagliari.
      Che spreco! Quando poi è anche uno scempio, cancellando tutto quello che ha caratterizzato per secoli la Parrocchia. Togliendo ogni vestigia di cattolicità.
      Certo. La domanda è legittima: ma quanti soldi hanno? Ma dove li prendono?
      A riprova che la decima è solo una parte di quanto estorcono agli adepti che riducono, i più polli, letteralmente in braghe di tela.

      Pax

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    2. Sulla decima vorrei fare un inciso, che forse in altri momenti è già stato fatto, ma credo che valga la pena ritornarci.

      L'uso della decima da consegna iniziale era ad uso esclusivo dei fratelli della comunità, al massimo se ne restava la si dava al parroco, o ai catechisti ITINERANTI ( più avanti capirete il perché dell'enfasi ).
      Infatti nel mamotreto del II scrutinio si fa riferimento al fatto che non ci può più essere il ricco ed il povero nella comunità. Tent'è che se non davi la decima ti dicevano che stavi rubando ai poveri della comunità. Non solo era proibito fornire un fisso a chiunque, ma andava diviso secondo le necessità del momento e bisognava liberarsi il prima possibile della cassa. Questa era la consegna ( Pax aiutami se sbaglio ).

      Da qui in poi nascono le prime "eccezioni":
      - Nasce la quota fissa da destinare ai catechisti ITINERANTI ( contro la consegna del se ce ne la dai altrimenti pace )

      - Nasce l'uso di utilizzare la decima per non fare collette aggiuntive ( fiori e quant'altro )

      Poi arriva la svolta epocale ( i primissimi anni 2000 ) sui lavori della Domus che apre a tutto quello che voi avete già detto:
      Di punto in bianco si convocano TUTTI i responsabili delle comunità di TUTTO il mondo che abbiano passato il secondo scrutinio ( e quindi dotati di decima ) per impegnare la decima a copertura di un prestito che doveva richiedere il responsabile per pagare dei lavori urgentissimi e non rimandabili.

      Da qui in poi le richieste simili non si possono più contare

      In un botto sono stati sconfessati un paio di "dogmi" : "non fare debiti", "usare la decima solo per i frateli", "non dare quote fisse"

      La radice di tutte queste eccezioni è "la svolta delle opere"

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    3. Alla fine mi ero dimenticato di spiegare l'enfasi sulla parola ITINERANTI.
      E' presto detto, col tempo alcuni catechisti hanno preteso dalle "loro" comunità gli stessi privilegi degli itineranti senza averne titolo.

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    4. Trattasi di annidamento delle truffe.
      Primo step: Catechesi iniziale - è tutto gratis, vieni e vedi!
      Secondo step - Convivenza dell'Amen: l'albergo va pagato, ma se non hai soldi non importa: ci pensa la Provvidenza (a forza di giri del sacco nero, qualcuno pagherà il doppio della propria quota, già opportunamente maggiorata; ma non la chiamano generosità né esasperazione nè ricatto, la chiamano appunto Provvidenza).
      Terzo step: già fin dall'inizio si fanno collette per fiori, bollette, arredi della saletta, eventuali GMG
      Quarto step: allo Shema - devi fare un 'segno' di rinuncia al danaro di cui ti viene chiesto conto
      Quinto step: al secondo scrutinio - ti fanno vendere i beni e ti impongono la decima ogni mese oltre a tutte le collette ma ti dicono che è una specie di comunione dei beni in comunità
      Sesto step: "la svolta delle opere" - la decima è un plafond che i catechisti usano per ogni tipo di spesa.
      Da tutto gratis a diventare lo sponsor obbligato di ogni iniziativa del guru spagnolo e di tutti i suoi gurini, è proprio un attimo!

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    5. A quanto detto aggiungo la mia esperienza personale.

      Da noi non si utilizzava la decima per "le opere", ma erano vere e proprie tassazioni extra.
      Per la Domus, utilizzammo un prestito che importò una quota mensile per poter essere restituito, spesa a parte rispetto alla decima.
      Nei mesi che durò la restituzione del prestito quindi, pagavamo doppia tassa. Ma siccome i mesi erano troppi, alcuni smisero e si sottrassero al pagamento, lasciando gli altri paganti nelle difficoltà.
      Mors tua vita mea, altro che comunione...

      Da allora in poi ogni spesa per gemellaggi, seminari e quant'altro è sempre stata aggiuntiva nella forma di collette. Mai si è intaccata la decima, si pagava sempre in più.

      Per quello che riguarda la decima da versare agli itineranti, invece, non ho risultanze.
      Sarà perchè non avanzava mai nulla, ma nemmeno mi ricordo che ci fosse la consegna di farlo.
      Da noi, quando ce n'era preciso bisogno, per gli itineranti si faceva una colletta a parte.

      Viste le differenze, magari le modalità non erano proprio uguali ovunque, ma in un modo o nell'altro i soldi riuscivano comunque a chiederli ed ottenerli.

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    6. gurini.....

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    7. Ringrazio Valentina per la sua lucidità nell'esporre la situazione e per la chiarezza.
      Grazie.

      Cristiano Della Domenica.

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  14. I responsabili regionali vivono agiatamente grazie alla decima e non hanno rimorso se i catecumeni fanno la fame.

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  15. Poi, per i progetti più vasti e devastanti, piomba puntualmente il Del Prete che si è arricchito a furia di progettare neocatecumenalmente (molti aneddoti a proposito confermano).

    Conobbi (solo di vista, fortunatamente) il personaggio in uno dei megaraduni inter-regionali organizzati alcuni anni fa. Pareteciparono alcune migliaia di persone ma la cosa che m sembrò subito strana è che, nonostante il raduno fosse limitato a poche regione, fossero arrivati parecchi pullman provenienti da Roma (tra cui SM Goretti) e da altre regioni. Proprio i "romani" negli interventi a leggio ebbero un atteggiamento alquanto di superiorità rispetto ai poveri "indigeni" locali che non avevano fari di evangelizzazione come a Roma ... Un'impressione penosa.

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    1. Il mio ex parroco, p. Remo Morelli, che è ancora a s. Bartolomeo come vice, conosce molto bene Del Prete perchè, lo accennai tempo fa, quando era a Roma nella borgata di Monte Spaccato come parroco aveva una comunità di neocat, ma lui, che li aveva già conosciuti a la Palma a Cagliari, è riuscito a tenerli a bada. Poi andò dieci anni a Praia di Mare, in Calabria, e anche li c'era una comunità neocat, e in quella occasione Del Prete si presentò, come aveva già fatto a Roma, per modificare la chiesa, ricevendo un niet. Se l'è ritrovato al Poetto il giorno che Kiko venne per inaugurare la "nuova" chiesa, e li ci fu l'episodio di Kiko che fumava in chiesa davanti al vescovo mentre spiegava i dipinti della parete dietro l'altare. Ci fu poi un pranzo per pochi, con Kiko, il vescovo, i parroci delle tre parrocchie e appunto Del Prete, che era seduto proprio di fronte al mio parroco e lo guardava con occhio torvo, ma il mio parroco non si è lasciato impressionare e pensava : guarda, guarda...Queste cose ce le ha raccontate per farci capire che bell'ambientino c'era in certe comunità. Aldo

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  16. Bisogna ricordare la regola d’oro: “Ciò che la Bibbia non autorizza, in realtà proibisce.” Certamente la decima non ha valore obbligante per il fedele, ed ogni tentativo di introdurre 
    questa norma tra quelle ritenute imprescindibili per una pura sottomissione a Dio, deve essere valutato del tutto illecito e disonesto. Dunque non concedere la decima al cammino, non significa “derubare Dio”! Poiché è questo il timore che Kiko ha insinuato nei fedeli assieme alla tragica superstizione.
    La regola cristiana del “donare”, dovrebbe essere quella proposta da Paolo in 2Cor. 9:7 “Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso".
    Che strano contesto il cammino, dove si asserisce una cosa ma nella concretezza si attua tutt'altro. L'illegittima decima viene presentata come una realtà libera priva d'obbligo, ma in verità è un sistema ben congeniato che sopprime la volontà e mette sotto pressione l'adepto, il quale dispensa i suoi averi a prescindere dalla propria condizione economica; anche se essa dovesse essere precaria.
    Quando diamo la nostra vita a Dio, tutto ciò che possediamo è Suo comunque, non appartiene più a noi. Dovremmo essere dei donatori e usare le nostre risorse nel modo in cui Lui vuole, non nella maniera in cui vuole l'idolo Kiko!

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    1. La cosa subdola, almeno per me, è che la decima non è contemplata nello statuto del Cammino, per cui di fronte a ogni critica loro possono sempre rispondere : ma noi non l'abbiamo contemplata nello Statuto, di quale decima state parlando? E farla passare come una colletta richiesta per le necessità del momento, come invece è contemplato nello Statuto.

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    2. Ho assistito alle risse con i catechisti al riguardo...esilaranti ..non sapevano dive appigliarsi...ma andavano dritti come se niente fosse la decima e decima punto.
      Poi ha ragione Pax la linea si è ammorbidita ( non troppo ) perché lo statuto li limita...ma molti non lo conoscono o l'hanno letto una volta ( due palle di convivenze sull'argomento ) ma poi lo hanno scordato.
      Se non obbietti si procede come prima se obbietti tanto allo scrutinio te lo chiedo e ti faccio un cazziatone...rimani solo, tutti gli altri la fanno e tu passi per quello in crisi

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    3. Le risse tra i catechisti non sono esilaranti, fanno piangere

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  17. La condotta dei neocatecumenali nei confronti del denaro e degli averi dei propri affiliati ha ripercussioni gravi anche per i nuclei familiari:

    - una donna ha versato somme ingenti di denaro al cammino riducendo la propria famiglia ad uno stato ingiusto di difficoltà. Oggi questa donna è un'ex dal cuore scontento che si rimprovera di aver gettato nel sacco dell'immondizia somme cospicue sottratte al proprio coniuge e ai propri figli.

    - Il membro disoccupato di una famiglia è esortato a 'far la cresta' al coniuge o ai genitori per poter provvedere alla decima. Una circostanza avversa che deteriora l'armonia familiare (eppure osano affermare, facendo leva su uno dei classici detti ncn che prescindono la verità, la sciocchezzuola: il cammino ha salvato il mio matrimonio).

    - Quando un membro si rifiuta di consegnare la decima al catechista viene retrocesso, e se lo stesso riferisce di voler destinare quella somma ad un bisognoso viene addirittura espulso.

    Bizzarro però che lo stato di 'volontaria' povertà non sia condivisa dagli zelanti catechisti e dalla loro numerosa prole. Essi infatti, anche dopo anni di cammino, sfoggiano più d'un mezzo di trasporto, più appartamenti, abiti di marca, oggetti di valore etc.

    Tutti i sottoposti del movimento, nessuno escluso, ad un certo momento del percorso debbono versare la decima. Essa è parte integrante del cammino e per tale è inevitabile nonostante non venga menzionata nello Statuto (un'ulteriore dimostrazione di quanto lo Statuto venga disatteso).
    È interessante rilevare che il denaro raccolto non viene gestito in maniera cristallina. Infatti non viene rendicontato adducendo la misera giustificazione che (frutto della loro ennesima mistificazione della Parola di Dio): 'non deve sapere la tua destra cosa fa la tua sinistra’. Nessuno può osare chiedere che uso venga fatto dei propri soldi, solo i responsabili possono gestirli e avere conoscenza della loro destinazione. A tal proposito riporto nuovamente un fatto che un buon numero di anni fa scandalizzò le comunità. Un sacerdote e dei catechisti conservarono per sè il malloppo ricavato dalle molteplici decime, giungendo ad una cifra considerevole da utilizzare a piacimento. Una persona informata dei fatti, per amor della verità (ma ne dubito) o per invidia (è più probabile), rivelò la questione che divenne in un batter d'occhio di dominio pubblico.

    Durante le convivenze, grandi o piccole che siano, e nei consueti momenti comunitari, viene effettuata una raccolta per badare all'evangelizzazione, ai seminari prettamente kikiani, alle costruzioni atte ad ampliare l'impero argüelliano e chi più ne ha più ne metta - ma sempre a favore delle tasche e del potere di Kiko -, sino ad ottenere il raggiungimento di cifre stratosferiche. Le persone subiscono una forte pressione psicologica. Secondo i catechisti, infatti, per rimanere in seno al cammino e avanzare nelle tappe previste bisogna disfarsi dei beni dimostrando - secondo il criterio kikiano - di essersi liberati di satana. Ed i malcapitati, intimiditi da queste figure autoritarie, si ritrovano a devolvere tutto ciò che di prezioso posseggono: appartamenti, gioielli, terreni...
    Ho visto gente - in quel dato momento di raccolta sprovvisti di ingenti somme di denaro - compilare dei biglietti in cui promettevano di donare dei beni di elevato valore. Beni materiali di già sollecitati il giorno successivo: "perché non si dissolva l'attimo propizio della conversione che ha ispirato a liberarsi dei beni materiali".

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    1. Lo avevo scritto dei post fa a Pax ma lo ripeto. Io ho dato più del 10% del mio stipendio tutti i mesi per quasi 15 anni e mio marito con quei bigliettini che dici ha dato un oggetto di valore della MIA famiglia. Il valore piu grande era affettivo.

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  18. Terminologia moderna: si definisce «astroturfing» la tecnica di intrufolarsi in una discussone on-line (forum, blog, chat, ecc.) fingendo di essere d'accordo con la maggioranza, per poi sottilmente e insistentemente sviare la discussione in modo da mettere in cattiva luce i partecipanti, farli sembrare "odiatori", "complottisti", eccetera.

    Riflessione semi-comica: il club dei pasqualoni ha tentato più volte di adoperare quella tecnica ma in quindici anni di esistenza di questo blog non sono mai riusciti a sembrare almeno un pochino "non neocatecumenali". È più forte di loro: non riescono proprio a parlare degli errori del tripode Kiko-Carmen-Cammino: sono talmente idolatri e kikotalebani che non riescono a fingere di non esserlo. Il massimo che sono riusciti a simulare è stato qualcosa del tipo: "non sono del Cammino, il Cammino ha anche dei difetti [senza mai dire quali], però voi attaccate ingiustamente il santissimo Tripode".

    Non ci riescono nemmeno i furbetti criptoneocatecumenali (come quel movimento cristiano femminile delle donne cristiane in movimento femminile che mise come proprio manifesto la foto di Carmen Hernández photoshoppata con le mani giunte, per far credere ai cattolici e soprattutto ai dicasteri romani che fuori dal Cammino esisterebbe nientemeno che una devozione popolare alla laica "laureata in chimica" eretica e nemica della fede, della gerarchia cattolica e della liturgia): è più forte di loro, quando parlano dei loro idoli non riescono a trattenersi.

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  19. Il mio amico iglesiente ormai ex cnc tempo fa, parlando della decima, mi diceva che i catechisti, nelle riunioni, dicevano, con tono autoritario : se non dai la decima vuol dire che sei attaccato al denaro, a mammona. Un mio parrocchiano, ministro accolito come me, veniva dal Poetto dove aveva fatto i primi due passaggi. Quando gli dissero che doveva pagare la decima, andò via. In parrocchia lo prendevano in giro perchè è di Carloforte che ,è noto, è un'isola in Sardegna i cui abitanti sono originari di Genova e hanno fama di essere avari, e quindi lui non voleva pagare la decima per avarizia. In realtà confessò che aveva saputo che il responsabile regionale sardo del Cammino si era licenziaato e si faceva mantebere dalla comunità in tutto e per tutto e questo non poteva accettarlo. L'amico di Iglesias mi ha confermato il fatto. Aldo

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  20. Astroturfing è l'acronimo di

    Ancora Straordinari Terribili Ridicoli Orribili Terrificanti Umani Restano Fortemente Irriverenti Neocatecumenalmente Gagliardi

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  21. Potreste pubblicare i mamotreti che avete ancora, visto che erano segreti e riservati solo ai catechisti, cosi anche noi una buona volta li leggiamo e ne veniamo a conoscenza?

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    1. perché invece non vi sbattete un po per renderli pubblici una volta per tutte
      Oppure li compri tutti...uno alla volta in via del mascherino a Roma

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    2. perchè questa risposta? Se i catechisti non li propagano, lo potreste fare voi

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    3. Anonimo, potremmo farlo e lo faremo. Ma il fatto è che tutti i mamotreti sono contenuti in nuce negli Orientamenti per la Catechesi iniziale. Va letta quella, intanto, con grande attenzione.
      Poi Anonimo non so chi tu sia (perché appunto non ti firmi neppure con uno pseudonimo), ma a me pare chiaro che pochissimi fra coloro che intervengono,abbiano letto i mamotreti che sono disponibili in rete. Cominciate a leggere quelli e avrete un'idea molto chiara. Poi abbiamo preannunciato la pubblicazione della Traditio e poi, a seguire, di tutti i mamotreti.
      Ma, ripeto, se non leggete quelli che sono già disponibili on line, sono certa che tanto meno leggerete i successivi.
      E il nostro lavoro sarà stato inutile.

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    4. Si, sappiamo che alcuni mamotreti li avete pubblicati, però sono in caratteri troppo piccoli e quasi illegibili. D'altronde riscriverli sarebbe un'improba fatica. A questo punto è meglio lasciare perdere

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    5. Perdonami la domanda: visto che usi il plurale, a nome di chi stai parlando?

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    6. Dovremmo ripetere cento volte sulla testata del blog un paio di importanti cosette:

      1) i mamotreti li abbiamo presi sul serio perché gli stessi kikos erano interessatissimi a sminuirne l'importanza e, fino agli inizi degli anni 2000, negarne addirittura l'esistenza nonostante fossero stati commentati e pubblicati in più occasioni da diversi autori;

      2) sebbene il corpus dottrinale kikista-carmenista sia un blocco unico e pressoché immodificabile, non è detto che i mamotreti "trapelati" di recente lo ricalchino alla perfezione; Kiko stesso rifiutò di riconoscere il valore dei quattordici volumi che i capicosca della setta dovettero consegnare ai dicasteri romani (ovviamente quando fa comodo dicono che sono stati letti e analizzati e approvati, e quando invece non fa comodo dicono che disconoscono la paternità di quei testi e che sono stati troppo modificati rispetto alla predicazione kikista-carmenista, eccetera); tutto questo si capisce ricordando che quando Kiko e Carmen si inventarono le "catechesi ispirate dallo Spirito" fra il '69 e il '72, pretesero di essere presi sul serio anche quando dicevano vaccate, insinuando che chi li correggeva stava osando correggere lo Spirito Santo; sapevano infatti che se una sola virgola fosse stata ufficialmente corretta, chiunque avrebbe potuto appellarsi a ciò per chiedere ulteriori correzioni, sradicando così le panzane dei due spagnoli;

      3) questo è un blog, non una tipografia; se i caratteri sembrano "illeggibili" (dei mamotreti, del blog, dei file PDF che di tanto in tanto segnaliamo), per quanto vogliamo aiutare non possiamo farci molto;

      4) non ci interessa "trascrivere i mamotreti"; è un enorme guazzabuglio di vaccate e di eresie, che se non fosse per l'enorme danno fatto alle anime che si sono fidate dei due eretici spagnoli, lascerebbe il tempo che trova; qui ci limitiamo a denunciare gli svarioni, a ricordare come stanno le cose, a togliere l'alibi a coloro che fingeranno di non aver saputo che il Cammino conteneva tanto marciume e tanta eresia; sarà poi il Signore a riconoscere chi nel Cammino ha subìto nonostante il proprio buon cuore e chi invece ha attivamente partecipato all'eresia e allo scempio senza mai pentirsene sinceramente.

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  22. Cari tutti, spero di non urtare nessuno, lo scrivo senza giudizi verso qualcuno, ma sento di scriverlo.
    È questo:
    Spesso sento nominare i marmotreti come punto base. Cioè leggo " nel marmotreti è scritto" ecc,ecc.
    So che vengono presi per evidenziare anche le bufalate scritte, e per cui dette sappiamo da chi.
    Ok!
    Ma questi marmotreti sono la Bibbia? Sono la Sacra Scrittura?
    No! Proprio per nulla!
    Kiko neanche è stato proclamato santo.
    E ho letto, verso Carmen, che sarà molto difficile l'essere proclamata, perché vi è documentazione scritta delle ambiguità dette e professate. Lo stesso sarà per Kiko.
    Io continuo a credere ad una Chiesa guidata dal Signore. Infatti la CDF ha emanato quel documento sui gay, di cui padre Ariel ha scritto molto bene sull' Isola di Patmos. Aggiungo: ricordate Report sulla causa dei santi?
    Andate su Korazim è vedete cosa è riportato.

    Cristiano Della Domenica.

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    1. http://www.korazym.org/59414/per-la-congregazione-delle-cause-dei-santi-nicola-giampaolo-non-possiede-i-requisiti-richiesti-dalle-norme-canoniche-per-essere-postulatore/

      CDD.

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    2. Fin dagli inizi i due eretici spagnoli Kiko e Carmen, essendo ben coscienti che la loro strampalata dottrina avrebbe attirato condanne ecclesiastiche (lo stesso Kiko si lamentava che Morcillo aveva rapidamente cambiato idea su di loro), fecero di tutto per non lasciare documenti scritti, di modo che gli scagnozzi avessero sempre pronto l'alibi del "non avete capito, non è così, magari era solo uno che si è espresso male".

      Si può essere piuttosto sicuri che la dottrina eretica kikiana-carmeniana sia stata elaborata da un soggetto esterno al Cammino che ben sapeva quel che faceva, e consegnata ai due "a puntate" solo per smussar più accuratamente qualche spigolo per calibrarla bene sulle loro paturnie, sicché fossero convinti di averla inventata loro. (Ricordiamoci che agli inizi il Cammino doveva durare un 3-5 anni, per poi a Roma divenire 7, per poi allungarsi a dismisura a "oltre 30"; "qualcuno o qualcosa" convinse a poco a poco Kiko e Carmen di esser veramente "fondatori" da rendere necessario l'obbligo di seguirli a vita)

      La Carmen aveva un'ammirazione sconfinata per sé stessa e per le cose che credeva di aver capito durante il suo variopinto periodo anarchico tra le suore Misioneras; a Kiko andava bene qualsiasi idiozia che gli saziasse narcisismo, manie di grandezza e gli squilibri interiori (anche e soprattutto sessuali), e ai kikos della prima ora non poteva non suonare ghiotta l'opportunità di una dottrina sedicente "cristiana" dotata di sotterfugi morali e liturgici e grazie alla quale sentirsi migliori degli altri cristiani. Una volta raggiunta la "massa critica", il fenomeno poté proseguire da sé (sempre venendo teleguidato dall'esterno, a suon di Note Laudatorie e di Le Regalini, ed infatti ancora nel 2002 la tirchia e avida Sora Carmen si lamentava che certi soggetti ecclesiastici non aveva ricevuto nemmeno un soldo, come se da altri avesse ricevuto fior di "Le Regalini").

      Questo "soggetto esterno" è probabilmente un gruppetto di ecclesiastici massoni (stranamente Kiko nel '67 ficcava nei suoi orribili scarabocchi simboletti massonici, come se volesse farsi benvolere da qualche massone, e stranamente in meno di due anni già veniva "invitato" a Roma); l'accozzaglia di fandonie "teologiche" kikiste-carmeniste ha una sua logica di fondo, che sembra costruita proprio per costituire una setta paracattolica da usare, se non come arpione per colpire la Chiesa, almeno come un ennesimo elemento di disturbo per aprire una "finestra di Overton" (quanti altri gruppi che stabilmente facevano la "comunione sulle mani" nell'immediato postconcilio? a parte il cammino e certi seminari e conventi guidati da ecclesiastici super modernisti). È un'accozzaglia troppo ben "costruita" per essere tutta farina del sacco dei due spagnoli "ispirati", sia pure conosciuta oggi solo nella forma dei "mamotreti", cioè di come la riportarono loro. (Devo queste considerazioni a Lino Lista, che aveva scovato tutta una selva di tratti gnostici nel kikismo-carmenismo, troppo ben costruita per essere frutto di sole elucubrazioni personali di quei due). Per questo consideriamo così importanti i testi dei "mamotreti".

      Si è sempre detto che le persone più ambiziose sono le più corruttibili e teleguidabili. Kiko e Carmen, che per anni "non erano stati cagati da nessuno" mentre giocavano a sentirsi profeti fra i baraccati e venendo scacciati da numerose diocesi spagnole (e mentre Kiko si vedeva rifiutare il titolo nobiliare di "diacono permanente", a cui ambiva, poiché il sacerdozio sarebbe stato troppo difficile da ottenere e forse poco utile al suo sfarzoso stile di vita), all'improvviso ottengono un imprevisto successo e subito dopo l'invito ad installarsi a Roma, invito a cui stranamente non vollero (o non poterono) dire di no.

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    3. DIco puzzolente perchè nef film Matrix l'arconte dice a Neo che non sopporta la puzza di questo mondo

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    4. A proposito dei contenuti dei mamotreti io li ho sentiti enunciare pari pari da altre realtà ecclesiali come se lo stesso "regista" avesse distribuito il copione a più soggetti. Ed è possibile "sgamarlo" solo se li si comosce ( i mamotreti intendo ) perché tutti gli "attori" pensano di avere un copione originale. Questo spiega l'ossessione di non mischiarsi mai con altri, immaginatevi il brusco risveglio alla Matrix che ne conseguirebbe.

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    5. Condivido in pieno quanto affermato da by Tripudio che costituisce il "Nadir" di tutta la questione CNC, se le cose stanno effettivamente così state tranquilli che del "potente cammino" non ne rimarrà pietra su pietra.

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  23. @ Mav 21 aprile 2021 12:16

    Sì Mav, confermo quanto dici.
    C'è stata una evoluzione nel tempo, che tu ben descrivi.
    Parecchie svolte o giravolte.
    Che tutto avessero già programmato nella testa e che poi pian piano, perchè così si fa, avessero astutamente condotto i fratelli dove avevano progettato, oppure che ci fossero arrivati loro per primi solo col tempo, invaghiti dei loro stessi successi e del gran seguito di persone che ha caratterizzato i primi anni di evangelizzazione in Italia e Spagna, non è dato saperlo. Certamente l'appetito vien mangiando e, in ogni caso, la loro ingordigia è diventata sempre più grande con gli anni. Hanno pensato, simil Torre di Babele, NULLA CI SARA' IMPOSSIBILE!

    Anche per questo sono convinta che il kikimpero crollerà d'un colpo, in maniere rovinosa.

    Uno dei passaggi più squallidi è stato senza dubbio quando, per raccogliere le montagne di soldi di cui avevano bisogno per la faraonica Domus, hanno addirittura concepito e messo in campo l'indebitamento a tappeto di tutte le "piccole comunità" nate per vivere in "umiltà-semplicità-lode" Quindi non per soccorrere i bisognosi, per fare comunione vera, per essere un cuor solo e un'anima sola dentro la comunità, poichè per ciascun fratello l'alro è Cristo - che per far questo neanche ci sarebbe stato bisogno di indebitarsi in quel modo - ma per soddisfare la megalomania di Kiko che mai è sazia!

    Ricordo, come squallore nello squallore, che all'epoca nella mia zona per l'incontro con gli itineranti per annunciare e concretizzare questo dell'indebitamento di ciascuna comunità tramite mutuo, fu scelta una sala dentro l'edificio di una banca dove uno dei capo-responsabili locali rivestiva un ruolo importante. Provai vergogna. La mia uscita era vicina. Mentre loro erano perfettamente a loro agio e a supporto della folle trovata annunziarono con vigore anche (come sempre) il Kerigma chiamando, ovviamente, GLI ALTRI a conversione.

    Pax

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  24. D. D. 20 aprile 2021 16:59

    Riporta per noi dal mamotreto del secondo scrutinio:

    A PAG 143 - Kiko parla di peccato:

    Il cristianesimo significa che qui, fratelli, non vi si laverà mai il cervello fino al punto da non lasciarvi liberi di peccare quando lo vorrete.

    ----------

    Fa bene rileggere, dopo anni di disintossicazione, gli orrori kikiani. In primo luogo perchè ci si rende conto in che pozzo nero si era caduti.

    E questa andrebbe proprio incorniciata.

    Incorniciata e messa a fianco del "tu mi devi obbedire senza pensare".

    Questo per mettere in evidenza uno stridente contrasto.

    E' evidente che quello stesso "lavaggio del cervello" che, non si capisce come, ci impedirebbe di peccare ed è assolutamente da rifuggire, diventa poi IL TOP per chi, cristiano dalla fede adulta, debba invece adempiere alla perfetta obbedienza a Kiko.

    Un cervello che non serva a niente, nè a pensare nè a ragionare, è più che lavato, annichilito, vanificato. Come se Dio lo avesse creato per nulla, solo per riempire la testa di qualcosa.

    "tu mi devi obbedire senza pensare"

    Magari uno entra in comunità non perchè gli si lavi il cervello a intermittenza, sì e no, a seconda dell'uso telecomandato che del cervello devi fare nel contesto neocatecumenale.
    Uno in comunità forse si aspettava piuttosto di imparare a santificare la propria vita, a impegnarsi per diventare migliore, a non peccare più non perchè avesse lavato di cervello (come se il non peccare fosse roba da decerebrati) ma perchè sta iniziando ad amare Dio e ciò che Dio ama, e a disprezzare ciò che Dio disprezza.

    Ma nel secondo passaggio dobbiamo ascoltare che non va "lavato" più il cervello, perchè bene da tutelare è la libertà a garanzia che non ti sia precluso di peccare liberamente, quando lo vorrai.

    Ora sconcerta assai questa cosa. Il cervello se ti impedisce di obbedire a Kiko va nullificato, ma se annichilito ti riduce a uno che NON può più peccare, allora bisogna farlo tornare attivo.
    Tutto questo perchè altrimenti è Kiko che non si trova più coi conti.

    Pax

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  25. A PAG 152 Kiko parla di soldi:

    Questo fatto della decima è poi passato alla Chiesa: è un comandamento della Santa Madre Chiesa. "Pagare decime e primizie alla Chiesa di Dio"; è un comandamento della Chiesa che si studia nel catechismo. Anche se poi nessuno paga mai nessuna decima, nessuna primizia di nessun tipo.

    Qui, invece, a parte le menzogne che dice e le pure invenzioni che spaccia per verità rivelate, Kiko condisce il tutto, come sempre, con gratuiti e pretenziosi giudizi sugli altri, su tutti gli altri che non sono neocatecumenali.
    E’ pura menzogna che esista un comandamento di Santa Madre Chiesa che preveda la dazione della decima obbligatoria addirittura “che si studia nel catechismo”. Lui che il Catechismo non lo ha mai neanche aperto una mezza volta. Ma poi aggiunge che nessuno mai ha dato adempimento nella Chiesa a questo comando (inventato) ovviamente perché sono tutti tirchi!
    Roba da eletti! Roba da kiki!

    Direi io: roba da matti!

    Pax

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    1. Non vorrei sbagliarmi ma mi sa che si appoggiano sul fatto che "neanche uno iota..." da cui ne deriverebbe che la decima non è mai stata abolita, dimenticando quanto a questo riguardo dice il CCC 2053 "la Legge non è abolita, ma l’uomo è invitato a ritrovarla nella persona del suo Maestro, che ne è il compimento perfetto"

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    2. Più che giusto Mav.

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    3. Questa di Morcillo che si è rimangiata la parola con grande ira di Kiko ci giunge nuova...

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    4. Non c'è da stupirsi che qualche ecclesiastico abbia cambiato idea su Kiko. Magari o in seguito a una buona "oliatura", oppure in seguito all'aver scoperto che era esattamente il contrario di ciò che gli avevano detto i suoi fidati (ma "interessati") collaboratori.

      Moarcillo González, arcivescovo di Madrid, si "interessò" al Cammino perché qualcuno gli aveva detto di farlo. Un vescovo, pur di buon cuore, che ha una diocesi di tre milioni di anime, e diverse migliaia di sacerdoti (col risultato di essere impresa impossibile anche ricordarne nomi e volti), che va nei baraccati a vedere un'opera condotta da due squinternati laici? Ma sul serio? Che poi abbia cambiato idea non è affatto impossibile. Kiko stesso ammise che Morcillo voleva scomdunicarli. Morcillo, molto opportunamente, morì poco dopo che i due spagnoli si erano incistati a Roma, e così pure il cardinal Dell'Acqua, pertanto molte porcate iniziali del Cammino sono rimaste sepolte per sempre nelle loro rispettive tombe.

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  26. Tutta la storia spagnola degli inizi fa acqua da tutte le parti.
    Perché Torreggiani?
    Si diede un gran daffare per portare Kiko in Italia e poi, dopo pochi mesi, nessuno l'ha più sentito rammentare.
    Mai nemmeno un piccolo accenno ad un suo legame col Cammino. Sparito per sempre dalla compagine neocatecumenale. Come mai? Si accorse che qualcosa non gli andava a genio?
    Piazzò Cuppini per un paio d'anni di accompagnamento dei fondatori e poi basta, poi arriva Pezzi, l'inquieto e problematico comboniano convertito al kikianesimo.

    A Morcillo chiesero una lettera di presentazione e penso che per lui fu proprio l'occasione buona per levarseli dai piedi: in Spagna stavano combinando diversi casini in quelle tre o quattro comunità che erano riusciti a raccapezzare. Non voleva responsabilità, il vescovo Morcillo: presentò il suonatore di chitarra (diversi dischi incisi con i 4 o 5 amici di Palomeras) e poi iniziò a prendere il distacco. Episodi che lo dimostrano ce ne sono.

    Ah, forse pochi lo sanno, ma quando Kiko arrivò in Italia, non aveva fondato quasi nulla in Spagna. Non aveva alcuna credenziale. E a Roma i preti nemmeno lo volevano, lo dice lui stesso.

    Che è successo poi di diverso affinché l'abbiano incominciato a gradire?
    Un po' di sana storia degli albori del nostro conquistador non farebbe male ricordarla. Le nuove generazioni non sanno nulla, non hanno nemmeno memorie. Credono che Kiko fosse già chissà chi quando arrivò a Roma.
    Invece non era nessuno e nemmeno aveva un passato nella Chiesa, come tutti gli altri fondatori di movimenti.
    Dove gettò l'eskimo col quale si presentava a predicare?
    Che fine ha fatto la "prima comunità" di Palomeras dopo che fu "fusa" coi borghesi, una trentina di persone in tutto nella grande Spagna?
    Meditate gente, meditate...

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