venerdì 23 settembre 2011

Inquietanti simboli ebraici nell'uso e nella spiritualità del Cammino Neocatecumenale.

Il fatto che il cristianesimo abbia le sue radici nell'ebraismo non giustifica la smania (particolarmente forte nel Cammino Neocatecumenale) di far uso di simboli ebraici. Per venti secoli, anche nelle peggiori liturgie cattoliche, non si era mai visto tanto accanimento nel riproporli o scimmiottarli. E neppure negli ambienti protestanti più devoti dell'Antico Testamento. Si tratta di simboli che, presi isolatamente, restando sconcertanti e basta ma, messi insieme, hanno un filo conduttore e mettono in luce un disegno più ampio.
Raccogliamo e commentiamo, qui sotto, alcune considerazioni di Lino sul tema.

Sulla ipertrofica mensa neocatecumenale, che non è più un Altare, compare inesorabilmente, al posto della Croce di Cristo, la hanukkiàh ebraica, le cui luci vengono accese nella festa di Hannukkàh in cui si commemora la riconsacrazione del Tempio istituita da Giuda Maccabeo e dai suoi fratelli dopo la loro vittoria su Antioco IV Epifane.

In gioco, a ben leggere, c’è l’edificazione di un nuovo altare:
Tennero consiglio per decidere che cosa fare circa l'altare degli olocausti, che era stato profanato. Vennero nella felice determinazione di demolirlo, perché non fosse loro di vergogna, essendo stato profanato dai pagani. Demolirono dunque l'altare e riposero le pietre sul monte del tempio in luogo conveniente finché fosse comparso un profeta a decidere di esse. Poi presero pietre grezze secondo la legge e edificarono un altare nuovo come quello di prima; restaurarono il santuario e consacrarono l'interno del tempio e i cortili; rifecero gli arredi sacri e collocarono il candelabro e l'altare degli incensi e la tavola nel tempio. Poi bruciarono incenso sull'altare e accesero sul candelabro le lampade che splendettero nel tempio” (Maccabei 1, IV, 44-50).
Il tempio in questione è il Secondo Tempio, costruito al ritorno dall'esilio babilonese, e restaurato nel 164 a.C. da Giuda Maccabeo. Il Secondo Tempio è lo stesso della profezia di Cristo (citiamo qui quella di Mt 24):
Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata»”.
Il Secondo Tempio è lo stesso dell’equivoco dei Giudei descritto in Gv 2,18-21, dove Cristo per Tempio intendeva il proprio Corpo:
I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!» Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» Ma egli parlava del tempio del suo corpo”.
Ora c'è da chiedersi: è mai possibile porre invece dell’Altare dove si celebra il Sacramento del Corpo/Tempio di Cristo una tavola sulla quale si rievoca, con l’Hannukkiàh, “un altare nuovo come quello di prima” degli olocausti? Un altare dell'Antico Testamento, dell'Antica Alleanza...

Le cose sono due: o questi fondatori Neocat sono completamente stupidi e giocano con i simboli come si gioca al Mercante in Fiera, oppure hanno un progetto preciso col sostegno di chi conosce bene quei simboli e possiede una notevole finezza di comunicazione simbolica, mezzi adeguati e strategie secolari, nel senso che vengono da lontano.

L'uso della Hannukkiàh dà l'idea che costoro intendono elevare nella Chiesa Cattolica un qualche "nuovo altare del Secondo Tempio", quello la cui distruzione fu profetizzata da Cristo. Mettere un riferimento del Secondo Tempio nella Chiesa che celebra il Sacramento del Tempio/Corpo di Cristo è un'operazione blasfema.

Anche su questa immagine a lato c’è poco da ragionare: essa è sincretica il che fa rima con eretica. Troppi simboli veterotestamentari contornano la croce. Essi richiamano, piuttosto che i Vangeli inseriti nel titolo, la merkavàh di Ezechiele: sono ben riconoscibili, in basso, le ruote del "carro". Assolutamente inaccettabile la raffigurazione di Nostro Signore con la tunica... non è stato scritto in Gv 19,24 “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte”? Kiko pensa che quella tunica – tutta di un pezzo e priva di cuciture, sia nella lettera sia nella metafora assolutamente integra – sia stata forata e sbrindellata dalla lancia di un pretoriano? Alla lettera e simbolicamente il dipinto è intollerabile. Inoltre quella tunica messa addosso al Cristo in croce col volto sfigurato è in realtà la tunica del Sommo Sacerdote che l’ha condannato, poiché vi si riconosce l’ephod sul petto (simbolo delle dodici tribù). Sfrontata e blasfema, oltre che brutta e cupa: ecco cos'è quest'immagine neocatecumenale, sulla quale Kiko comanda ai suoi fedeli di pregare.


Cosa pensarne? Non possiamo escludere che sia una allusione alla già prefigurata ricostruzione del Terzo Tempio, che dal punto di vista cattolico è una bestemmia perché implica la negazione della Nuova ed Eterna Alleanza stabilita da Nostro Signore. L'immagine a lato è presa da un filmato che ne sviluppa gli intenti in corso di attuazione da parte degli ebrei in Israele mostrando - dal museo ivi allestito, nel quale sono raccolti tutti i simboli riferiti al Tempio e alle sue funzioni -, il manichino che riproduce il Sommo Sacerdote con l'ephod in bella mostra sul petto.

Che dire di fronte a questi simboli che - a differenza di altri più volutamente ambigui - presentano riferimenti espliciti ed inquietanti ad una specie di "Nuovo Israele" inteso non come la Chiesa Cattolica, ma come qualcos'altro? E' evidente che non intendono la Chiesa portatrice della Nuova ed Eterna Alleanza: hanno trasformato gli Altari sui quali si riattualizza il Santo Sacrificio di Cristo in mense-e-basta, per di più con i retro-significati che abbiamo evidenziato. Suscitano poi molte perplessità la Cittadella della Domus Galileae - aperta solo ai neocatecumenali (non a tutti i cattolici) e che per loro stessa ammissione è frequentata prevalentemente da rabbini e altri centri non troppo pubblicizzati (conmosciamo solo Gerusalemme-Mamre) che vanno sorgendo qua e là in Israele, paradossalmente in un momento in cui la Chiesa cattolica ha difficoltà col governo israeliano per il riconoscimento delle proprie proprietà in Terra Santa.

Riflettiamo ora sull'inquietante copri-leggìo kikiano cosiddetto dell'Annunciazione (sì, tra i neocatecumenali anche il copri-leggìo dev'essere "griffato" da Kiko), visibile a destra del Tabernacolo a due piazze contenente con pari dignità la Torah e le Sacre Specie e collocato significativamente nel cosiddetto Santuario de la Palabra (in spagnolo "Palabra" significa "Parola"). Esso rappresenta Maria con un filo rosso in mano, perchè secondo l'interpretazione kikiana (basata su una favoletta di un "apòcrifo" anziché sulla Parola di Dio) "era stata prescelta dal sommo sacerdote per tessere il velo purpureo del tempio". Nessun accenno, invece, alla persona di carne del Figlio di Dio che Maria sta tessendo dentro di sé ad opera dello Spirito Santo. Se mai potrebbe essere questo il significato del simbolo, se proprio gli se ne deve attribuire uno. Si tratta, quindi, di un'interpretazione che non ha nulla a che vedere con l'Annunciazione né con l'Incarnazione conseguente: un ulteriore inutile riferimento al giudaismo, completamente fuori luogo e sviante dal grande mistero della Madre e del Figlio...

I neocatecumenali amano chiamare "Yeshivà" la cosiddetta cappella della Parola, con tanto di Bimah che è il pulpito da cui viene letta la Torah (cfr. immagine a lato: la Bimah della Domus Galileae, presente in tutti i Seminari Redemptoris Mater), scimmiottando l'ebraismo (gli ebrei ortodossi chiamano Yeshivà i loro centri di studio della Torah e del Talmud).

Tutta questa fissazione nel richiamare l'ebraismo pare proprio dimenticare che Cristo Signore ha superato e compiuto definitivamente tutte le promesse e che perciò i simboli ebraici ci riguardano tutt'al più come reminiscenze storiche e non come simboli vivi della nostra Fede cristiana. Che in venti secoli di storia non ha mai avuto bisogno di fare ciò che fa Kiko.

Ovvio che tutte queste cose sono ben lontane dalla percezione dei neocatecumenali dello strato medio-basso. E sono ben lontane anche da quella della truppa ai livelli più avanzati, quelli che "fanno" il Cammino nel senso di "costruirne" l'ipostasi concreta, che si realizza con o senza la loro comprensione di ciò che stanno portando avanti.

60 commenti:

Anonimo ha detto...

Perchè in questo blog si parla molto degli errori neocatecumenali e non si parla mai delle altre eresie come quelel degli altri movimento e della FSPX?

mic ha detto...

"errori" neocatecumenali, mentre
"eresie" gli altri?

Intanto cominciamo con l'escludere la Fraternità di S. Pio X che con le eresie non ha niente a che vedere, non avendo fatto altro che custodire e diffondere la Tradizione cattolica integra e senza elementi spuri di alcun genere.

Poi perché quelli neocatecumenali sarebbero errori e quelle degli altri movimenti eresie?

Intanto non mi risulta che altri movimenti, molto più rispettosi soprattutto della Liturgia, possano essere definiti eretici. Il Cnc, invece, è l'unico che, oltre a non definirsi movimento, è portatore di insegnamenti di matrice luterana con fondamenti del giudaismo post-Talmudico, quindi 'spurio': quello 'retto' lo ha ereditato la Chiesa, perché è stato portato a compimento da Cristo Signore...

elena ha detto...

Perchè in questo blog si parla molto degli errori neocatecumenali e non si parla mai delle altre eresie come quelel degli altri movimento e della FSPX?

forse perchè questo si chiama "osservatorio sul cammino neocatecumenale" e non osservatorio su altri movimenti?"

non è che siccome anche altri sbagliano bisogna tacere su tutto, qua si parla dei nc perchè si ha esperienza del cammino nc, se chi ha fondato il forum avesse avuto problemi con ,che ne so, l'opus dei avrebbe fatto probabilmente la setssa cosa con l'opus dei

Giacomo70 ha detto...

Mi chiedo: quando il Vescovo entra in una parrocchia (me lo testimonia il mio parroco) è capace di dire "il posto del celebrante è qui e non lì"; quando entra nel suo seminario diocesano RM (così lo chiamano) come fa a star zitto di fronte a tutto quello che vede intorno a sè?

Anonimo ha detto...

"Errore" Gesù vestito con la tunica di un sacerdote del tempio, uno di quelli che lo fece crocifiggere?
E ditelo chiaro e tondo che volete riscrivere il NT, chiamandolo il Vangelo secondo Kiko!

ExNeocatSalvatoDaDio ha detto...

Neocatecumenli: discutete nel merito, please.

Perplesso ha detto...

Condivido il post di Elena, ma faccio notare che su questo blog intervengono anche molte persone che, come me, non hanno "fatto" il Cammino ma ne hanno conosciuto i devastanti effetti sulle persone e nelle parrocchie. E su queste pagine ho imparato e condiviso molto.

Credo anche che la motivazione dei gestori e dei collaboratori del blog, non sia solo mettere in risalto le eresie neocatecumenali, ma soprattutto salvaguardare la Chiesa e le anime dall'errore.

Guardando le icone di questo articolo, continuo a chiedermi dove sono le 'sentinelle' (quelle di Isaia, intendo). Vedo invece molti pastori dormienti e cani muti...

by Tripudio ha detto...

All'anonimo delle 11:05 rispondo:

In questo blog si parla degli errori neocatecumenali per due motivi:

primo motivo: questo blog è intitolato "osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità"

secondo motivo: se hai così tanto bisogno della propaganda neocatecumenale (che nasconde molto bene gli errori neocatecumenali), puoi sempre rivolgerti ai tuoi cosiddetti "catechisti", che certamente sapranno ripeterti a memoria il Verbo Kikiano Carmeniano.


Per Perplesso:

anch'io ho conosciuto il Cammino senza averlo fatto personalmente. Non immagini quale è stata la mia sorpresa nello scoprire a poco a poco che tutto ciò che vedevo nel CNC coincideva con ciò che ne diceva chi ha fatto diretta esperienza (pressoché sempre bruciante e dolorosa) dell'invenzione di Kiko e Carmen.

Guardandolo da "fuori" o da "dentro", il Cammino è veramente pieno di problemi e di errori, anche se tanti neocatecumenali del livello più basso sono mossi da buone intenzioni.


Segnalazione: una pagina da Fides et Forma mostra il Papa in preghiera e rivolto versus Deum, a confronto di alcune foto di "adeguamenti liturgici" voluti dalla CEI nel 1996 che vanno però in direzione opposta.

Nella super-mega-concelebrazione si vede un affollamento attorno all'altare che ricorda certe "celebrazioni" neocatecumenali.

Cosa sarà più adeguato di fronte al Signore? Un affollamento chiassoso o il silenzio sublime? Nel frattempo guardiamo quelle foto per capire papa Benedetto XVI cosa ne pensa...

Blas ha detto...

"Cosa sarà più adeguato di fronte al Signore? Un affollamento chiassoso o il silenzio sublime? "

Probabilmente tutti e due, se son fatti d´accordo a la Vera Fede, con Speranza é Caritá.
Purtroppo a NC e modernisti manca la Vera Fede, ai modernisti anche la Caritá di permettere ai tradizionalisti di celebrare secondo i loro gusti e ai tradizionalisti la caritá di accetare le nuove sesibilitá dei modernisti.

preoccupato ha detto...

Volevo ricordare altri due simboli/oggetti ebraici in uso tra i fratelli NC:
- il talit usato come copriambone
- la mezuzah affissa alla porta durante il periodo di Quaresima

mic ha detto...

Blas, con superficiale irenismo, parla di celebrare secondo i loro "gusti", come se il vero culto a Dio possa essere questione di 'gusti' o di estetica e non di una Santa e Divina Liturgia consegnataci dal Signore fino alla fine dei tempi.

Parla anche di "sensibilità" moderniste, come se la fede fosse una questione di 'sensazioni', di sentimento e non adesione del cuore e della volontà, che impegna anche l'intelletto, la ragione e l'intera vita...

mic ha detto...

- il talit usato come copriambone
- la mezuzah affissa alla porta durante il periodo di Quaresima


per chi non lo sapesse:
- il talit è lo scialle di preghiera che gli ebrei si pongono sulla testa quando pregano
- la mezuzah è un astuccio che contiene il rotolo dello shemàh (cioè l'"ascolta Israele..."), in varie fogge e dimensioni, che gli ebrei portano addosso e/o appendono agli stipiti delle porte...

Noi cristiani, al posto dello shemàh, abbiamo il Discorso della Montagna e il Signore in Persona...

Anonimo ha detto...

Chissà se qualcuno dei neocatecumenali
che frequenta questo sito risponderà mai alle contestazioni puntualmente mosse: sono d'accordo sul dipinto con la tunica, lo difendono oppure dicono che non è di Kiko, che non lo conoscono?

Anonimo ha detto...

Riporto un pensiero di un amico che condivido personalmente:

"durante il Pontificato di Paolo VI è stata elaborata una nuova liturgia della Messa che consente di ricevere l'Ostia sia in ginocchio, sia in piedi. Se ci hai fatto caso, alle Messe celebrate da Benedetto XVI, il Papa distribuisce la Comunione ai fedeli inginocchiati e direttamente sulla lingua. Insomma, le norme liturgiche consentono di ricevere la Comunione in questo pio modo, ma ci sono dei preti modernisti che invece costringono ingiustamente i fedeli a ricevere l'Ostia in piedi e sulla mano. Le norme liturgiche emanate dalla Santa Sede proibiscono ai preti di impedire ai fedeli di comunicarsi nel modo antico, ma si sa che i modernisti disobbediscono al Papa.

Io non ricevo mai la Comunione sulla mani, perché potrebbero essere sporche (ad esempio se hanno toccato soldi, fazzoletti, chiavi, ecc.), ma soprattutto perché temo che qualche frammento possa rimanere sulle mani e poi cadere per terra ed essere calpestato. Quando vado alla “Messa moderna” mi inginocchio al momento della Comunione solo quando sono certo che il sacerdote ha le mie stesse “simpatie liturgiche”, in caso contrario preferisco evitare inutili liti ai piedi dell'altare (come è avvenuto ad altre persone), e mi limito a fare un inchino reverenziale nei confronti di Gesù.

A dir la verità vado spesso alla Messa nel rito antico in latino (quello che era in vigore fino agli agli sessanta), la quale prevede che i comunicandi siano inginocchiati e ricevano l'Ostia solo sulla lingua. La Messa in rito antico (detta anche “Messa tridentina” o “Messa di san Pio V”) mi piace assai, perché percepisco tanta sacralità e un forte aumento di devozione. Non è solo una questione di latino, sono anche i gesti e le preghiere ad essere diversi. Non bisogna pensare che la Messa tridentina sia roba per “cattolici ribelli”, ricordo infatti che nel 2007 il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha “liberalizzato” l'uso di questa venerabile e antica forma liturgica con il Motu Proprio “Summorum Pontificum”. Purtroppo, in giro c'è tanto odio nei confronti di quei cattolici che amano la Messa tridentina".

Anonimo ha detto...

Dico la mia sul presente post.
Quando, nei primi giorni di settembre, sul sito dei cattoliciromani, espressi le mie perplessità sulla "croce capovolta" di Kiko ragionando di ambiguità dell’immagine, ero soltanto dubbioso e incuriosito. Un simbolo, due simboli, un artista illuminato li può anche personalizzare, magari sbagliando. Il terzo errore vuol dire che questi è un artista assonnato, sordo al canto del gallo.
Oggi, dopo un mese di attenzione al fenomeno, sostengo che non si tratta più di uno o due simboli isolati, bensì di una potente allegoria simbolica che fonda su numerosissimi richiami a codici iconografici noti. Il mosaico che ne emerge è chiaro e inquietante, avrebbero detto Quintiliano, Wind, Florenskij (li studino i giovani neocatecumenali – ho l’impressione che siano in maggioranza ragazzini quelli che intervengono in Internet – prima di darmi del ciarlatano sul loro blog). Una croce capovolta sulla sedia del successore di Pietro (che pessimo augurio, quante evocazioni lugubri!) poteva essere capitata per l’estro di un artista imprudente e di un cerimoniale distratto, comunque una distrazione assolutamente scusabile. Non è così. Quest’allegoria simbolica di molteplici immagini, che rinvia a un neotempio sincretico ebraico-cristiano, nel contesto di cammini che evocano pratiche gnostiche, può essere incompresa soltanto da ciechi che non hanno avuto il dono della Parola/Saliva di Cristo cosparsa sugli occhi. Oppure a ragazzini con chitarre e tamburelli brilli per il troppo danzare nel cammino. Quando sette, dieci, dodici, quaranta simboli si accoppiano fornendo un quadro d’insieme allegorico come quello di Kiko, allora anche il calcolo delle probabilità suggerisce che c’è un disegno. Mi meraviglio - sono stupito per davvero - di quei Vescovi che non discernono.
Lino

Anonimo ha detto...

"Chissà se qualcuno dei neocatecumenali
che frequenta questo sito risponderà mai alle contestazioni puntualmente mosse"

Secondo me chiedete alle persone sbagliate. Non sta ai membri di una realta' ecclesiale giustificare, rispondere ad obiezioni ecc sulla realta' in cui sono immersi. Che valore potrebbe mai avere questa risposta, che sarebbe sicuramente di parte?

Se c'e' qualcosa che vi turba (simboli ebraici, liturgia, teologia...) penso che dovreste cercare risposte presso chi e' titolato a darvele e che e' terzo rispetto al Cammino: avete provato presso la Santa Sede, la Curia locale, etc?

Conosco una persona che si e' rivolta alla propria Curia per sapere se era lecito fare il battesimo per immersione, e questi sono stati gentili e gli hanno risposto con una lettera.

mic ha detto...

Se c'e' qualcosa che vi turba (simboli ebraici, liturgia, teologia...) penso che dovreste cercare risposte presso chi e' titolato a darvele e che e' terzo rispetto al Cammino: avete provato presso la Santa Sede, la Curia locale, etc?

Credi che non lo abbiamo fatto? La Dottrina della Fede ha tutti i nostri documenti, compresa una relazione documentata sulla "nuova estetica" e relative implicazioni teologiche "altre". Ma le decisioni sono state e sono prese altrove, evidentemente...

Molti vescovi, interpellati da persone della diocesi hanno alzato le braccia, altri sono rimasti anch'essi muti. Ne conosco uno che ha cacciato in malo modo la persona che educatamente chiedeva notizie del suo parroco, in qualche modo coartato da catechisti NC. Ci sono molti sacerdoti, che conoscono il Cnc solo attraverso il battage propagandistico, che dicono che "fa molto bene alla Chiesa" e non ti vogliono neppure ascoltare... potrei continuare, ma mi pare sufficiente.

mic ha detto...

Conosco una persona che si e' rivolta alla propria Curia per sapere se era lecito fare il battesimo per immersione, e questi sono stati gentili e gli hanno risposto con una lettera.

E allora? E' cambiato qualcosa?

Anonimo ha detto...

E allora? E' cambiato qualcosa?

No, in quel caso gli hanno semplicemente detto che era una pratica ammessa.

Pero' forse, al di la' dei risultati, sarebbe interessante condividere le risposte che vi sono arrivate dagli organismi a cui avete scritto, a meno che non vi abbiano semplicemente ignorato. (Magari avete gia' riportato queste risposte in qualche altro punto del sito, nel qual caso mi scuso e me le vado a cercare.)

Anonimo ha detto...

Quando chiesi ad un catechista del Cammino, che era anche un musicista, se gli piacevano i canti di Kiko, lui rispose di no.

A molta gente del cammino non piacciono né i quadri né i canti del Cammino eppure deve per forza cantarli o ornare le Chiese con le cose create da Kiko.

mic ha detto...

Pero' forse, al di la' dei risultati, sarebbe interessante condividere le risposte che vi sono arrivate dagli organismi a cui avete scritto,

Gli organismi ai quali abbiamo scritto hanno sempre preso contatti informali, peraltro di loro iniziativa, anche se hanno preteso -e giustamente- generalità, curriculum e quant'altro poteva servire ad assumersi la responsabilità di quel che si affermava e, nel momento dell'approvazione degli statuti, ci hanno espresso il loro rammarico (che quindi non era solo il nostro), ma sempre informalmente, cioè a voce.

La relazione documentata era stata inoltrata ufficialmente al card Levada, ma è stata totalmente ignorata.

Alcuni di noi hanno scritto anche al Papa, ma forse all'epoca il filtro della Segreteria di Stato era ancor più potente e mirato.

Icabod ha detto...

Non è facile da commentare il contenuto di questo articolo, mi pare... e sembra non interessare i neocat.

mic ha detto...

A molta gente del cammino non piacciono né i quadri né i canti del Cammino eppure deve per forza cantarli o ornare le Chiese con le cose create da Kiko.

in realtà si trovano coinvolti "per forza", anche se convinti di essere liberi, in prassi e in un ambiente 'estraneo' al cattolicesimo: basta guardare le poche icone di questa pagina e alcuni dei simboli che abbiamo evidenziato.
Tuttavia, penso che non si rendano conto né delle difformità né della loro gravità, anche perché la mitridatizzazione (lento avvelenamento) avviene a dosi successive e sempre più coinvolgenti...

Aldo ha detto...

Vogliamo parlare della "palma" esposta fuori dalla parta di casa di tutti quei "fratelli" che hanno fatto la "professione di fede" e l hanno superata? (c'è usanza ultimamente di metterla anche sulle tombe dei fratelli morti che l avevano conesguita)

by Tripudio ha detto...

Per Icabod:

qui l'importante non è riempire queste pagine di commenti, ma dare spunti di riflessione partendo da fatti concreti e verificabili. Come lo sono quelle immagini che abbiamo presentato.

La domanda è: perché dei cristiani dovrebbero mai aver bisogno di ripescare addirittura nella liturgia cose che riguardano l'ebraismo?

Anche se siamo "spiritualmente ebrei", il cristianesimo non è banalmente riducibile ad un giudaismo riformato, non è una particolare continuazione dell'ebraismo.

Non lo diciamo solo noi cattolici ma lo dicono anche autorevoli ebrei (qui sto citando il rabbino Neusner, che parla di «autonomia del cristianesimo e della sua unicità e assolutezza... Ebraismo e cristianesimo sono due religioni del tutto diverse»).

Dopotutto, stringi stringi, il cristianesimo si occupa della salvezza, che riguarda l’intera umanità, mentre il giudaismo della santificazione della nazione di Israele.

San Giovanni Crisostomo condannava la «regressione cristiana al giudaismo» di quei cristiani che frequentavano ancora le sinagoghe e i culti ebraici ad Antiochia tra il 386-387, parlando di «ritorno all’infedeltà giudaico-talmudica».

Ora, i neocatecumenali stanno praticamente commettendo quello stesso errore condannato da san Giovanni Crisostomo. Tutte le varie Bimah, Hanukkiah, eccetera, tutte quelle interpretazioni kikiane-carmeniane, dimostrano che c'è una strana e forte voglia di "giudaizzare" la fede.

Ci domandiamo dunque: perché?

Domandiamo ai neocatecumenali: come fate a fidarvi di Kiko mentre contraddice il Papa?

by Tripudio ha detto...

Rivedendo quel che dice l'anonimo delle 23:38... raccomando a tutti di fare attenzione alle menzogne neocatecumenali.

Il problema non è la Comunione sotto le due specie: il problema è la Comunione "seduti", con "cameriere liturgico", con "dispersione di frammenti", con "attesa che gli altri siano pronti a manducare", con "insalatiere-abbeveratoio"... insomma, è un banalizzare il Sacramento, è un ridurlo a cenetta in trattoria.

I neocatecumenali prima fanno un sacco di abusi sull'Eucarestia e poi dicono che stanno facendo "soltanto" la Comunione sotto le due specie.


Stesso discorso per il battesimo "per immersione": formalmente entro certe condizioni può essere permesso. Quello che non va bene è il modo in cui lo fanno i neocat, con tutto il corredo di gesti (anche brutali), significati (anche quelli impropriamente attribuiti), abusi liturgici di ogni genere.

E i neocat cosa rispondono? Che il battesimo per immersione "non è proibito"...

aleCT ha detto...

"Ci domandiamo dunque: perché?"

A chi lo dici! Personalmente ancora mi chiedo perchè fare una veglia pasquale isolati dal resto della parrocchia, farla durare tutta la notte e aggiungerle tutta una serie di elementi (come il famoso canto dei bambini) che non c'entrano assolutamente nulla.

L'unica risposta che ho ottenuto è che così la facevano primi cristiani e "gli altri" non sono sufficientemente catechizzati.

Bene, tralasciando tutto il resto, domando: Ma allora la Veglia "normale" non ha tutti gli elementi per poter favorire una comprensione ? Gli manca qlc?

Ancora aspetto risposte, ma non le avrò dato che mi hanno detto che "faccio polemica"

Anonimo ha detto...

Ho notato come alcune persone nel loro blog "chisinasconde" attaccano e giudacano le persone di questo blog. Questo fa emergere lo spirito che c'è in tante comunità neocat. = chiusura e intolleranza verso chi non la pensa come loro, ottusità per cui ciò che è del Cammino è tutto giusto e perfetto, il giudizio verso gli altri come una strana forma di correzione, molte parole e poca preghiera, chiusura verso tutto ciò che la Chiesa offre in alternativa al Cammino, astuzia nel giustificare gli errori più evidenti, ecc.

Questo è il cammino.

aleCT ha detto...

Poi, per quanto riguarda le "opere" kikiane, se ne dicono di tutti i colori (nel vero senso della parola)

Il loro significato nessuno lo sa veramente (ti dicono : chiedilo a Kiko), ma se è arte sacra qlc ti dovrà pure dire e non può essere qlc a caso!

Eppure sembra che nessuno si faccia domande. l'ha fatta Kiko e va bene così, anche se non i piace, anche se non ci capisco niente e se lo chiedo (SE lo chiedo) non mi rispondono ("arcano" anche quello?)

Ma la cosa a mio avviso più terribile è quando poi senti un sacerdote che ti dice (di una chiesa decorata da Kiko): è una chiesa secondo il CVII!!

ALESSIO ha detto...

Ho notato come alcune persone nel loro blog "chisinasconde" attaccano e giudacano le persone di questo blog. Questo fa emergere lo spirito che c'è in tante comunità neocat. = chiusura e intolleranza verso chi non la pensa come loro, ottusità per cui ciò che è del Cammino è tutto giusto e perfetto, il giudizio verso gli altri come una strana forma di correzione, molte parole e poca preghiera, chiusura verso tutto ciò che la Chiesa offre in alternativa al Cammino, astuzia nel giustificare gli errori più evidenti, ecc.

Questo è il cammino.
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No, questo non è il cammino neocatecumenale.

Chi gestisce quel blog, almeno da me riceve ogni volta l'invito a non rivolgersi a persone, a non usare toni sclerotici e a raccogliere invece i temi che ponete, eventualmente dando la sua opinione, senza fare ping-pong.

Il CNC è altro, anche da quello che descrivete, perchè estremizzato.
Addirittura la questione del Terzo tempio. siete così fuori strada da dover fantasticare su cose di questo tipo.

Per un buon modo per dare una svolta liturgica al CNC sarebbe infatti quello di sotituire il candelabro con una Croce, ma nonb vorrei che anche questa poi fosse intesa come opera di mimetizzazione, vero Mic?

Alessio

mic ha detto...

Per un buon modo per dare una svolta liturgica al CNC sarebbe infatti quello di sotituire il candelabro con una Croce, ma nonb vorrei che anche questa poi fosse intesa come opera di mimetizzazione, vero Mic?

se non è mimetizzazione è 'minimizzazione'!
Come si può pensare infatti che per rendere cattolico il rito NC basti sostituire la hannukkiàh con la Croce?

E dove metti tutti gli altri abomini ed i significati e risvolti reconditi al di là di quei barlumi di coscienza ancora cattolica che tu e qualche altro possono ancora conservare?

Non riesci proprio a dire una parola nemmeno sul crocifisso doppiamente blasfemo?

Mi chiedo dove sono e di che si occupano i cosiddetti 'pastori'. Mi pare strano che nessun sacerdote legga queste pagine e non abbia nulla da dire. Certo, se è NC, non può farlo senza consultare i catechisti, se è formato in un seminario modernista forse non riesce a fare nessun 'distinguo', perché è stato abituato a digerire tutto e il contrario di tutto.
Questa è la nostra Chiesa (quella visibile), oggi...

mic ha detto...

No, questo non è il cammino neocatecumenale.
Chi gestisce quel blog, almeno da me riceve ogni volta l'invito a non rivolgersi a persone, a non usare toni sclerotici


chi gestisce quel blog è la prova evidente di cosa provoca il Cnc in certe personalità e, purtroppo, il personaggio in questione non è una mosca bianca, quindi un'eccezione. E' uno dei tanti che hanno raggiunto un grado di fanatizzazione ormai non più reversibile, temo per lui.
Sarà il Signore, che conosce ogni cuore, ad aver misericordia dei suoi piccoli...

aleCT ha detto...

Caro Alessio,
sai qual è il problema? Che il 100% delle persone con anni e anni di cammino (catechisti o meno) che ho conosciuto e con cui ho parlato sono esattamente come il gestore del blog su cui tu scrivi (chiedendo il permesso al tuo catechista).

Sono persone che si arrogano il diritto di dirti che sei una persona instabile, che perderai la fede se fai questi "grandi discorsi", che ti fanno un cazziatone via web dicendo che fai confusione e non hai capito nulla e tutto questo senza sapere magari neanche che faccia hai.

Il 100% di delle persone con anni e anni di cammino ti diranno di "ascoltare lo Spirito Santo" perchè tu NON PUOI capire.

E' questo il problema. Lo capisci?

Anonimo ha detto...

@ALESSIO
Sono andato a leggerli, Alessio. Non nutro alcun risentimento per la definizione di "dottor Stranamore" anche perché, almeno credo, si tratta di persone di giovanissima età, comunque di non eccelsa cultura (senza offesa, avranno tempo per ricercarla, se vorranno).
Anche ho notato che hanno pubblicato immagini di Cristo in croce in abiti regali e sacerdotali (immagini tratte da Internet, naturalmente). Bisognerebbe spiegare loro che quelle immagini di sacerdozio regale sono accettabili in quanto evocazioni della scritta "INRI". L'ephod è un'altra cosa.
Ancora una volta i nostri fratelli del sito dei disertori non hanno colto la differenza tra un simbolo e un segno, sebbene mi abbiano letto qui e altrove (nemmeno gliene voglio per l'incomprensione, perché il concetto non è da "giovani"). Tento di nuovamente di illustrarlo, in parole povere: il segno ambiguo è l’ephod sul petto, che agli occhi della maggioranza degli osservatori qualifica non il sacerdozio e la regalità di Cristo, bensì il sommo sacerdote del tempio ebraico. Avesse Kiko scritto David sull'ephod (mica mancano le scritte nei dipinti di Kiko :-) avremmo potuto pensare alla discendenza da re David che lo indossò
nel trasferimento dell'Arca. Così, isolatamente, appare come un puro e semplice riferimento alla casta sacerdotale ebraica. Ma, anche se avesse scritto "David" sopra, siamo certi che l'ephod (che significa "vestito") di Davide non sia stata una pura e semplice veste di lino bianco, simbolo di purezza?
Riferisci ai tuoi giovani fratelli che, se vogliono criticare il "dottor Stranamore" in materia di simbolismo, dovranno invocare l'aiuto dei loro educatori catechisti, i neocatecumenali del 33° grado.
Lino
P.S.
Mostrate a Mic e a me, per favore, un'immagine di Cristo in croce con l'ephod sul petto. E mostrate anche un'icona di Cristo Pantocratore, con gli occhi tenebrosi, che benedice con la mano sinistra. Altrimenti tacete, farete più bella figura di quanto la fate adesso scrivendo: "A me fano ridere!! CHE SCEMI!!!".

Anonimo ha detto...

Dopo aver letto questo blog ho capito che i problemi del CN non sono rilegati solo ad una Parrocchia o due, ma sono generali.

Oggi viviamo in tempi in cui non basta solo la Messa domenicale e qualche preghiera giornaliera.
Chi vuole vivere pienamente la Fede e conservarla intatta è chiamato a viverla più intensamente.
Ma come?
Non certamente come il CN offre poichè di cattive testimonianze e di sbandamenti ce ne sono a bizzeffe.
A livello secolare le cose vanno meglio nell'Opus Dei,
dove ogni laico ha il suo padre spirituale che lo guida e lo aiuta a crescere nella Fede, nella Speranza e nella Carità.
Nell'Opus Dei, il laico viene condotto, in meno tempo rispetto al Cammino, a vivere una fede intensa fatta di partecipazione Eucaristica e Adorazione quotidiana, di santificazione del lavoro, di confessione settimanale e colloquio spirituale, di incontri, ritiri e lezioni varie, ecc.
Nel Cn ci sono invece solo i catechisti che non hanno ricevuto una formazione in seminario a dettare ordini persino ai sacerdoti.
Ho fatto l'esempio dell'Opus Dei, ma mi hanno detto che anche Comunione e Liberazione è un'ottima alternativa.
Ci sono anche altre realtà validissime.

CI sono laici e sacerdoti che vanno a fare la missione ad gentes e fanno bene, essi sicuramente si impegnano di più e mostrano più zelo per Cristo.
Ma che cosa vanno a portare?
Il CN?
Se poi si creano tutti questi problemi?

Penso che Kiko e i suoi amici devono rivedere molte cose del CN, così come si è cercato di indicare su questo blog.

Anonimo ha detto...

Le parole del Papa sono un monito molto duro:

(ANSA) - FRIBURGO (GERMANIA), 24 SET - ''La vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale e' una crisi di fede''. Lo ha affermato Benedetto XVI parlando questo pomeriggio a Friburgo ai vertici del Comitato centrale dei Cattolici tedeschi, che coordina le attivita' dell'apostolato laico. ''Se non arriveremo ad un vero rinnovamento nella fede, tutta la riforma strutturale resterà inefficace'', ha aggiunto il Papa.

Gabriele Francesco ha detto...

Per l'ANONIMO del 24 settembre, 2011 16:30

Carissimo,
desidero risponderti all'ultima parte del tuo commento.
Abbiamo testimonianze di famiglie in "missione nc" che ci dicono che le cose non vanno comunque bene.

Queste famiglie vengono mandate in posti scristianizzati o male-educati alla fede Cristiana.

Ma c'è da farsi una domanda: chi manda queste famiglie in "missione nc"??

Risposta. I CATECHISTI! I catechisti, sono un pò come i professori di scuola, che vedono, sperimentano, scrutano e verificano l'"allievo", in questo caso, il singolo nc. Il catechista va a "gusti" nel scegliere le persone, di solito si scelgono famiglie numerose, con 7-8-9-10 figli. E ora ti dico il perchè:

Queste famiglie vengono inviate per esempio dall'Italia e le mandano per esempio in Inghilterra. Prima di tutto iniziano la loro vita, il papà va e si cerca un lavoro, la madre anche, e i figli? Vanno a scuola! I figli vengono "istruiti" (anche se non ESPLICITAMENTE), a farsi degli amici, quindi avendo tanti figli, di conseguenza si avranno tanti "amici". I genitori "convincono" i figli a invitare i propri amichetti. Questi bambini vanno a casa di queste famiglie in "missione nc" e li inizia l'"attacco", nel senso che un pò si gioca, un pò si scerza, un pò si fanno i compiti, e poi gli chiedono di tornare anche domani ecc..
Insomma, iniziano a frequentarli. Dopo poco iniziano a fargli domande sulle famiglie di questi bambini, e di li a poco si inizia a parlare del CAMMINO NC! Non di Cristo! Non di Dio! Non della Chiesa! Diciamo che la nominano, ma la cosa più importante per loro è il cn!

In questo modo fanno una "pressione psicologia" a questi bambini, che di conseguenza questi andranno dai loro genitori ecc.. Stessa cosa per il papà e la mamma della famiglia in "missione nc", nel senso che magari i compagni di lavoro li invitano al bar, a fare colazione, insomma sempre iniziano a frequentarli. Quando iniziano a farsi un "gruppetto" di persone BEN PLAGIATE E INCULCATE, ecco che iniziano anche le catechesi nc!

Notiamo che le famiglie in "missione nc" contribuiscono alla Chiesa, ma iniziando una "chiesa neocatecumenale"! Non contribuiscono di certo a portare fedeli nella S. Chiesa di Cristo!

Un ultima cosa, anche se NON HO DATI CERTI E/O DIMOSTRABILI, dicono che queste famiglie in "missione nc" vengono "finanziate" dalle comunità neocatecumenali, ad esempio con le decime o le collette (che DOVREBBERO ESSERE DI UTILITà DI OGNI SINGOLA COMUNITà), e questi soldi li utilizzano per "fare bella figura" con gli amici o con i colleghi di lavoro. Ad esempio ai bambini danno vestiti belli, per non dire firmati, danno sempre "qualche" soldo per offrire un gelato o qualche caramella agli amici!

Spero di aver reso l'idea, anche se, ripeto, NON sono sicuro di questo ultimo punto, ma mi pare di averlo sentito da qualche parte attendibile!

Un saluto e un abbraccio!

-Gabriele

Anonimo ha detto...

Il Papa ha detto queste parole oggi a Friburgo:

“Torniamo alle persone alle quali manca l’esperienza della bontà di Dio. Hanno bisogno di luoghi, dove possano parlare della loro nostalgia interiore. Qui siamo chiamati a cercare nuove vie dell’evangelizzazione. Una di queste vie potrebbe essere costituita dalle piccole comunità, dove si vivono amicizie, che sono approfondite nella frequente adorazione comunitaria di Dio. Qui ci sono persone che raccontano le loro piccole esperienze di fede nel posto di lavoro e nell’ambito della famiglia e dei conoscenti, testimoniando, in tal modo, una nuova vicinanza della Chiesa alla società. A quelle persone appare poi in modo sempre più chiaro che tutti hanno bisogno di questo cibo dell’amore, dell’amicizia concreta l’uno con l’altro e con il Signore. Resta importane il collegamento con la linfa vitale dell’Eucaristia, perché senza Cristo non possiamo far nulla”.

Il Papa ha detto chiaramente:
"frequente adorazione comunitaria di Dio"

Questo nel CN si fa?

Non mi risulta che si faccia Adorazione Eucaristica.
................................................................................

Oggi è stata celebrata una Messa solenne con un Cardinale di Roma. Ho notato che quando la celebrazione Eucaristica è ben fatta, il celebrante la celebra bene, allora la Fede dei credenti viene facilmente risvegliata. Questo non succede se la Messa non è celebrata bene, con canti, modi non appropriati.

Anonimo ha detto...

Avete visto la bellezza di questa Messa:

http://www.youtube.com/watch?v=4PjNxv_R4P8

Anonimo ha detto...

Ho scoperto questo sito da poco tempo e lo trovo illuminante. Allo stesso tempo,tuttavia, genera in me molte domande. Ho avuto in passato un'esperienza NC durata 5 anni, poi sono fuggita perché ho "compreso" le subdole intenzioni dei catechisti e della loro cricca costituita da decine di figli che poi si sposano tra loro e generano altri figli...ma non è questo il punto. E' l'invasione senza rispetto con cui ti obbligano a rendere pubbliche le tue esperienze più intime, anche attraverso la scrutatio, che è, di fatto, un perverso strumento nelle mani dei catechisti con il fine di manipolare le menti degli adepti.Ricordo ancora quando mi un catechista (in tono perentorio e usando un linguaggio "finto", già sentito e sempre uguale fatto di frasi "fatte" come quello dei promotori di marketing)mi fece sentire in colpa perché anziché andare in convivenza per tre giorni con la mia comunità, preferissi presentarmi all'appello dell'ultimo esame universitario che precedeva la tesi di laurea!In quel caso era il demonio dello studio che mi guidava lontano dalla vera luce, il mio idolo era la laurea invece di Cristo!Senza poi raccontare dei "segreti" del cammino che ogni tanto qualche sorella più anziana si faceva "scappare"....come la "decima" a cui erano obbligati tutti i fratelli e sorelle dopo un certo passaggio. E poi questa ipervenerazione di Kiko, non si parla d'altro, Cristo, la Chiesa, i sacramenti....tutto era dopo Kiko. Anche il tono con cui bisognava cantare certe frasi senza senso e sconfortanti per l'anima. Non è vero che le celebrazioni liturgiche NC siano aperte a tutti, provai a rendere partecipe un'amica non NC: i catechisti non me lo permisero. Dedussi, così, che il cammino in realtà è una setta e la Chiesa di Cristo non prevede chiusure, anzi.
Però una domanda in fondo al cuore ce l'ho ormai da diversi anni (ne sono passati 10 da quando ho abbandonato il cerchio NC): perché il Santo Padre, la Chiesa tutta non frena questo cammino che si sta insinuando come una serpe nelle comunità parrocchiali?Come si è potuto procedere all'accettazione, al riconoscimento del percorso di un esaltato come Kiko? C'è qualcuno che mi sa dare una risposta? Vorrei capire se si può fare concretamente qualcosa per bloccare questo "cancro" oppure ci dobbiamo accontentare di scriverne male su un blog? Possibile che non ci siano sacerdoti che di fronte a questo scempio della liturgia cristiana alterata da tutto questo improbabile, confuso e inidoneo minestrone di simboli ebraici (con tutto il rispetto nei confronti della religione ebraica)? Attendo una risposta da chi ne sa più di me al riguardo.

by Tripudio ha detto...

Vorrei aggiungere un breve commento a margine di quell'espressione: "non ho dati certi e dimostrabili".

La Verità non è soltanto quella che si può dimostrare in un tribunale.

Esiste un livello di certezze che non si possono dimostrare in tribunale (come il fatto di dire "mia madre mi vuole bene"), oppure che possono essere dimostrate ma con una fatica incredibile (come l'espressione "il cielo è blu": devi sempre precisare che non ci sono nuvole, che il blu è di 470 nanometri, eccetera, e la pubblica accusa che tenta di smentirti avrà sempre a disposizione un'enormità di obiezioni).

Nessuno di noi si presenta alle scrutatio con fotocamere e registratori: solo per questo non si può dire che certe testimonianze siano "dimostrabili".

Ma anche se qualcuno lo facesse, troveremmo sempre qualche neocatecumenale che obietterebbe "dopotutto è solo un fratello catechista che sbaglia".

In realtà sono parecchi decenni che sistematicamente tutti i fratelli cosiddetti catechisti stanno sbagliando.

L'ipotesi che Kiko stesso insegni quegli errori è infinitamente più ragionevole della combinazione di tutti fratelli "sbaglianti".


Comunque il punto più importante resta sempre lo stesso: manifestare la verità sul Cammino.

Non in tribunale, non sui giornali, ma alle persone semplici, ai neocatecumenali che ancora non hanno deciso che Kiko vale di più del Papa.

Verso costoro il miglior gesto di carità è dare la possibilità di confrontare ciò che ricevono da Kiko con ciò che ricevono dalla Chiesa, la cui vita è stata costellata di santi, di insegnamenti sicuri (accessibili a chiunque, come il Catechismo), di sacramenti e liturgia che veramente portano al Signore anziché a un idolo.

by Tripudio ha detto...

Rispondo al commento inserito alle 22:44.

Per chi legge le notizie solo sui giornali, "sembra" che il Papa non si muova.

Ma la verità non sta nei titoli dei giornali.

La verità è che il Papa è sotto un fuoco di fila da parte di tanti ecclesiastici.

Potrei fare per esempio il nome di un vescovo che aveva ricevuto per iscritto dal Papa rassicurazioni riguardanti la chiusura di un ente ecclesiastico: il Papa, a chiare lettere, non voleva.

Poi, qualche tempo dopo, la chiusura è avvenuta, con il permesso scritto del Papa.

Com'è possibile? Possibile che il Papa possa rimangiarsi una promessa fatta?

La realtà è che un cardinale è andato a puntare i piedi dal Papa, minacciando chissà cosa. Il Papa, giocoforza, ha accettato il male minore, contraddicendo ciò che aveva promesso per iscritto in precedenza. Ma questo significa forse che ha cambiato idea? Significa forse che la mens del Papa sarebbe come una banderuola? No: impossibile. Erano le circostanze determinate dai lupi che continuamente assediano questo Papa.


Questo episodio è avvenuto anche a riguardo del Cammino Neocatecumenale.

Il Papa non aveva alcuna intenzione di farlo approvare. Aveva rassicurato un'intera conferenza episcopale, su questo. Sul sito web ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese venne regolarmente riportato l'episodio.

Ma a maggio 2008, neanche venti giorni dopo tale rassicurazione fatta dal Papa, il cardinale Rylko annuncia che il Cammino Neocatecumenale è stato riconosciuto e telefona a Kiko, che in quel momento era in Israele, per avvisarlo di preparare i festeggiamenti.

E ci fu infatti una grande cerimonia in cui Rylko consegnò gli Statuti definitivi a Kiko e Carmen, Statuti firmati da Rylko a nome di un Pontificio Consiglio. Sei anni prima, a Rylko ed al Pontificio Consiglio, era stato profetizzato (promesso?) un "futuro immenso" qualora avesse appoggiato il Cammino Neocatecumenale. Profetizzato dalla stessa Carmen, cofondatrice del Cammino.

Sugli Statuti papa Benedetto tacque per interi mesi. C'è forse da meravigliarsene?


Dunque, come giudicheresti una situazione in cui al livello giuridico i neocat sono riconosciuti, ma la mens del Santo Padre era sfavorevole?

Abbiamo visto anche il Santo Padre incoraggiare nuovamente i neocatecumenali. Ha detto loro persino: "sono con voi", ed è evidente che lo diceva di cuore.

Allora, che ve ne pare?

Non c'è altra spiegazione: o si pensa che il Papa sia un pazzo incoerente (ma per pensarlo bisognerebbe fingere di non vedere cos'è stato Papa Benedetto fino ad oggi)... oppure si ammette che è veramente circondato dai lupi così come affermò all'inizio del suo pontificato.

Per questo, per combattere certi brutti mali, non può affrontarli d'autorità (abbiamo visto per esempio con che dimestichezza gli ha disobbedito Kiko), ma deve affrontarli contando solo sulla grazia divina.

Nel caso dei neocatecumenali, il Papa fa leva sul buon cuore di coloro che ancora intendono il Cammino come percorso spirituale, ancora sono disposti a seguire il successore di Pietro, ancora pensano che il Papa valga più di Kiko.

È a loro che il Papa dice "sono con voi".

Anonimo ha detto...

"Credi che non lo abbiamo fatto? La Dottrina della Fede ha tutti i nostri documenti, compresa una relazione documentata sulla "nuova estetica" e relative implicazioni teologiche "altre". Ma le decisioni sono state e sono prese altrove, evidentemente...

Molti vescovi, interpellati da persone della diocesi hanno alzato le braccia, altri sono rimasti anch'essi muti. Ne conosco uno che ha cacciato in malo modo la persona che educatamente chiedeva notizie del suo parroco, in qualche modo coartato da catechisti NC. Ci sono molti sacerdoti, che conoscono il Cnc solo attraverso il battage propagandistico, che dicono che "fa molto bene alla Chiesa" e non ti vogliono neppure ascoltare... potrei continuare, ma mi pare sufficiente."

se non vi caaga nessuno fatevi una domanda

Uno che osserva ha detto...

se non vi caaga nessuno fatevi una domanda

sorvolo sulla maleducazione e trovo che la domanda e la risposta sono già in tutto quanto ho letto da giorni su questo blog: l'apostasia presente nella chiesa.

by Tripudio ha detto...

Il guaio è che dire "eretici" oppure "apostasia nella Chiesa", anche se è esatto, si scontra con gli slogan neocatecumenali (urlati talmente forte e talmente tante volte da aver convinto, purtroppo, tanti ecclesiastici che il Cammino sarebbe tutto sommato una cosa da non toccare).

Anonimo ha detto...

Intervengo nuovamente ai fini di una precisazione sulla storia della tunica. Ribadisco quanto ho discusso con Mic ed è sotto gli occhi di ogni lettore rispettoso della Verità: gli Evangelisti non nascosero niente della Passione di Cristo; secondo i Vangeli - naturalmente prima della Deposizione, non ricordo una Deposizione con Cristo in una tunica, con la tunica non c’è discussione sulla Sacra Sindone - i soldati si divisero le vesti di Cristo in quattro parti. Il che simbolicamente significa che il Suo prestigio, la Sua vita, il Suo insegnamento si sarebbero diffusi nei quattro punti cardinali, cioè ovunque. La tunica, invece, integra e priva di cuciture, fu tirata a sorte: è un altro simbolismo – i Vangeli sono simbolicamente perfetti - che evita ambigue possibili interpretazioni della suddivisione delle vesti. A partire dal V secolo, cioè dalle prime iconografie nelle quali fu mostrato il Corpo in croce, Cristo è raffigurato nudo, coperto soltanto di un subligaculum, una specie di perizoma. Quando, e solo per per qualche tempo, invalse l’abitudine di qualche artista di rivestirlo con una tunica, questo avvenne soltanto per pudicizia, per il timore di mostrare la nudità del Signore: nessun simbolismo vollero gli artisti aggiungere o sostituire a quello evangelico, lo fecero soltanto per pudicizia. I dottori della Chiesa, però, sempre insistettero sulla questione. Disse sant'Ambrogio: “Il Salvatore si apprestò a salire sulla croce, lasciandosi spogliare di tutto, e nudo ascese il trono del suo dolore”. Oggi, che non c’è problema di pudicizia perché l’iconografia cristiana l’ha superato, dipingere Gesù con una tunica addosso significa mistificare sia la realtà storica delle crocifissioni (nelle quali i condannati erano spogliati, al fine di mostrarli nell’ignominia della nudità), sia la narrazione evangelica e i suoi simbolismi. Certamente, nelle centinaia di Deposizioni e Crocifissioni che ho osservato, non ho mai visto Gesù con l’ephod di Esodo 28 sopra la tunica, lo stesso ephod che indossava il sommo sacerdote che volle la condanna di Gesù. Davvero i neocatecumenali dovrebbero farsi spiegare da Kiko che cosa significa, e poi rendere la spiegazione pubblica - come pubblico è oramai il personaggio - per non farne un mistero di setta: il candelabro, se di vera luce è foriero, non va messo sotto il moggio. Nel caso contrario, è lecito pensare che Gesù sia stato raffigurato da Kiko come il sommo sacerdote del ri-costruendo tempio di Gerusalemme. E di nuovo ri-caschiamo nel tempio, salvo che non vogliamo censurare il pensiero, dandogli dello scemo. Chiedo scusa se mi sono dilungato, ma trovo l’argomento molto serio, non roba da dottor Stranamore.

preoccupato ha detto...

avevo una domanda un po' ot.....
perchè i NC non recitano mai il Credo Niceno ma solo quello Apostolico?
Qual'è il motivo?

mic ha detto...

Grazie Lino,
sto per andare a Messa.
Ne riparliamo. Io lo trovo una cosa fin troppo seria!

mic ha detto...

per Preoccupato:

forse perché dovrebbero dire: Credo LA Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica....

Anonimo ha detto...

Ciao, Mic, ne riparliamo.
Non dimenticare, nei prossimi giorni, di dare uno sguardo al dipinto icocena-pesce-calice. Io, per quanto lo osservi, trovo che manca un Apostolo alla scena di Gv 13,21-30. Chissà chi è che manca, in questa nuova libera interpretazione del pittore creativo. E chissà perché mai manca, rispetto agli innumerevoli Cenacoli dipinti. Io un'idea ce l'ho :-)
Lino

Uno che osserva ha detto...

Il guaio è che dire "eretici" oppure "apostasia nella Chiesa", anche se è esatto, si scontra con gli slogan neocatecumenali

non ci sarebbero eretici nella chiesa se non ci fosse l'apostasia da parte di chi dovrebbe vigilare e non li ferma nè li corregge.

Anonimo ha detto...

"se non vi caaga nessuno fatevi una domanda

sorvolo sulla maleducazione e trovo che la domanda e la risposta sono già in tutto quanto ho letto da giorni su questo blog: l'apostasia presente nella chiesa."

quindi se la Chiesa vi desse ragione sarebbe giusta, non dandovi ragione invece sta apostatando... non vi sembra di peccare un po di presunzione?!

mic ha detto...

quindi se la Chiesa vi desse ragione sarebbe giusta, non dandovi ragione invece sta apostatando... non vi sembra di peccare un po di presunzione?!

non le sembra di metterla troppo sul pressappochismo ed ignorante superficialità, riducendo ad una questione di 'torto' o 'ragione', il peso di argomenti con cui si mettono a confronto questioni di fede e le si approfondiscono a suon di Magistero cattolico e non di opinioni personali?

Se ci sono in questo momento dei cosiddetti pastori che sorvolano o latitano o peggio ancora sono conniventi con l'errore, questo come si chiama? Ortodossia o apostasia?

mic ha detto...

E chissà perché mai manca, rispetto agli innumerevoli Cenacoli dipinti.

a ben guardare, Lino, forse non è l'icona dell'"ultima cena", ma di una cena del Risorto con i suoi discepoli, tra i quali manca, ovviamente, Giuda.
Solo così posso spiegarmi la presenza del pesce (anche se nel Vangelo il Signore, apparendo Risorto, i pesci li aveva preparati sulla spiaggia). Ed è 'strano' il gesto di colui che chissà perché lo depone nel calice...

La deduzione mi viene perché si nota sulla mano del Cristo il foro del chiodo (rosso, come fosse ancora sanguinante: in realtà dovrebbe essere una cicatrice) ed una macchia rossa all'altezza del costato.

Che dire? Sempre di libera interpretazione si tratta e certamente il suo simbolismo, cattolicamente comunque ambiguo, è solo per gli adepti da un certo grado in su...

Anonimo ha detto...

Sicuramente è post-Resurrezione, Mic: la figura a fianco di Gesù, però, sta nello stesso atteggiamento del “discepolo che Lui amava”, sul seno di Cristo, quando c’è il riferimento a tradimento: “Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?»”.
Non è strano, nell'esoterismo gnostico, che accanto a un calice si ritrovi un pesce. Il rito iniziatico si chiama "servizio del Graal" e compare nel romanzo di Robert de Boron "Joseph d'Arimathie". Nel "Giuseppe d'Arimatea" intorno alla tavola (la tavola del Graal è rotonda, guarda caso come quella del dipinto di Kiko) ci sono dodici persone, col posto del traditore Giuda lasciato vuoto. Considera il servizio del pesce del romanzo – ma non è corretto chiamare romanzo il "Giuseppe d'Arimatea”, è piuttosto un testo simbolico-gnostico, con Giuseppe che è l’iniziato e ha un ruolo di gran lunga superiore a quello di Pietro – come un rito della Chiesa primitiva, con il pesce che sta in luogo dell’Ostia Santa. Il posto di Cristo, nel "Joseph d'Arimathie", è occupato da Giuseppe medesimo e dagli “eletti” che gli subentreranno.
Come vedi, quando c’è ambiguità in un’opera, oltre anche l’intenzione dell’autore, gli adepti dell’arte simbolica, da un certo grado in su, possono equivocare, trovando inquietanti corrispondenze. Perciò io dico: non scherzate con l’iconografia della Tradizione, non fatevi inventori di simboli e scene evangeliche; se poi proprio non riuscite a farne a meno, andate a esporre nei musei di arte contemporanea, non nelle chiese.
Lino

by Tripudio ha detto...

Attenzione al solito trucchetto neocatecumenale: "giuridicizzare" le cose umane e viceversa.

Dico questo perché certe volte (quando si parla di Statuto, per esempio) i neocat starnazzano dicendo che bisogna obbedire alla Chiesa, sottintendendo che le personalità ecclesiastiche siano infallibili (infatti, sapete, hanno dato lo Statuto...)

In tutte le altre occasioni (quando si parla di lettera di Arinze, per esempio) i neocat tacciono oppure mistificano in un altro modo.


Ora, il fatto è che la gerarchia ecclesiale può sbagliare, può perfino apostatare (ricordiamo ad esempio l'eresia ariana, che aveva infettato la maggioranza assoluta dei vescovi della Chiesa).

Persino il primo Papa, Simon Pietro, per riguardo ai giudei teneva un comportamento che meritò le invettive di Paolo apostolo (proprio Paolo che formalmente apparteneva alla Chiesa il cui capo è Pietro).

Quindi, facciamo sempre attenzione al trucchetto neocatecumenale: proprio loro che obbediscono soltanto a Kiko vengono qui a dire che bisogna obbedire ciecamente e acriticamente a qualsiasi ecclesiastico? Da qual pulpito vien la predica!

Anonimo ha detto...

ESTRATTO DEL DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI° ALL'INCONTRO CON IL CONSIGLIO DEL COMITATO CENTRALE DEI CATTOLICI TEDESCHI (ZDK) - sabato 24 settembre 2011

"Ma torniamo alle persone alle quali manca l’esperienza della bontà di Dio. Hanno bisogno di luoghi, dove possano parlare della loro nostalgia interiore. E qui siamo chiamati a cercare nuove vie dell’evangelizzazione. Una di queste vie potrebbe essere costituita dalle piccole comunità, dove si vivono amicizie, che sono approfondite nella frequente adorazione comunitaria di Dio. Qui ci sono persone che raccontano le loro piccole esperienze di fede nel posto di lavoro e nell’ambito della famiglia e dei conoscenti, testimoniando, in tal modo, una nuova vicinanza della Chiesa alla società. A quelle persone appare poi in modo sempre più chiaro che tutti hanno bisogno di questo cibo dell’amore, dell’amicizia concreta l’uno con l’altro e con il Signore. Resta importane il collegamento con la linfa vitale dell’Eucaristia, perché senza Cristo non possiamo far nulla (cfr Gv 15,5)".

Non si riferirà mica ad esperienze come il Cammino Neocatecumenale che già stanno facendo questo in Germania?
Pace a voi

mic ha detto...

Perché le "piccole comunità" sono solo quelle NC?

Dov'è la "frequente adorazione"?

Dov'è la "linfa vitale" della vostra sedicente eucaristia?

Nello stesso discorso, qualche riga più su il Papa dice anche:
Ma, dietro le strutture, vi si trova anche la relativa forza spirituale, la forza della fede nel Dio vivente? Sinceramente dobbiamo però dire che c’è un’eccedenza delle strutture rispetto allo Spirito.

Ovviamente si riferisce alla Chiesa tutta, ma siamo sicuri che dietro la struttura-cammino ci sia la forza della fede del Dio vivente, il Dio Trinità rivelatosi in Cristo Signore e non ancora il Dio del vecchio testamento, alla cui terra promessa vi stanno traghettando i nuovi Mosè (i catechisti) che in realtà sono uno, cioè il nuovo Mosè Kiko, che rappresentano, riproducono e seguono pedissequamente disobbedendo
persino al Papa?

e quando dice ancora:
impegnarsi con decisione per la fedeltà e la veracità, e di cercare con sincerità le soluzioni dei problemi.

non richiama forse il Papa la responsabilità individuale illuminata dal rapporto personale col Signore e non la libertà delegata ai catechisti, arbitri e domini delle vite e dei matrimoni e di quanto si muove nella vita di ogni adepto, il cui rapporto col Signore è sostituito dal Dio-cammino?

Emma ha detto...

"Non si riferirà mica ad esperienze come il Cammino Neocatecumenale che già stanno facendo questo in Germania?"

Lo so che vorreste introdurre un certo numero di equazioni, come:

-cammino = cammino nc
-comunità = comunità nc
-iniziazione cristiana = quella che si pratica nel cammino nc
-nuova evangelizzazione = cammino nc

-Ma,il solo CAMMINO è quello di Colui che ha detto, io sono la Via, la Verità e la Vita.

-Il Papa, citando le comunità per la nuova evangelizzazione, ha parlato di centralità dell`adorazione, ma sappiamo che l`adorazione NON è affatto al centro della vita di un nc, ci sono tante altre forme di comunità che lavorano con discrezione e umiltà.

-l`iniziazione cristiana è quella che trasmette e testimonia il Vangelo di Cristo e non quello di Kiko, che forma con il Magistero della Chiesa, e non con quello di un laico ancora secretato, che forma con la sacra Liturgia della Chiesa e non con un rituale sincretista.

-La nuova evangelizzazione non è un`evangelizzazione talmente nuova da essere altra, non porta la chiesa voluta da un pittore spagnolo, ma la Chiesa di Cristo.

Insomma, oramai siamo abituati alla strumentalizzazione dei messaggi del Papa e della sua persona, ad usum cammini, non dovremmo più stupirci.

Anonimo ha detto...

Io avro' la tendenza ad essere pessimista, ma insisto a dire che questo Papa porta con se' una grande responsabilita' incoraggiando movimenti come il cammino. Se e' vero che qua ovviamente si parla di tante realta' ecclesiali di cui il cammino e' una, e' pur vero che il grosso del discorso sembra perfettamente modellato ad usum cammini, perche' il cammino ne usi e ne abusi.

Il Papa NON PUO' non sapere che il CNC fa la parte del leone in questa cosiddetta nuova evangelizzazione e che quindi sembra il destinatario naturale dell'80% di questo messaggio. Non puo' non immaginare che i NC lo prenderanno come l'ennesimo incoraggiamento da sventolare orgogliosamente come sostegno pontificio. Se veramente vuole fare la sua opera lenta e oscura di cesello e con il CNC fa buon viso a cattivo gioco, non sarebbe stato meglio (lo dico con rispetto) a formulare il discorso diversamente, e sostenendo il discorso con esempi di comunita' altre, che l'adorazione la fanno davvero?

Per questo non credo a qeusta idea del pontefice circondato dai lupi che lo costringono a sostenere il cammino. Io non dico certo che sia un lupo, per carita', ma troppe cose mi fanno pensare che lui corregga il Cammino ma in fondo non solo lo tollera ma lo aiuta!

G.