sabato 8 novembre 2014

Il Cammino e la giudaizzazione del cristianesimo

Un nostro interlocutore neocatecumenale ci scriveva: "sono conscio che se si privilegia troppo l'aspetto della mensa rischia di venir meno la percezione del sacrificio sull'altare, l'ho sperimentato sulla mia pelle, anche se devo dire che ultimamente dai miei 'catechisti' è stato ripetuto più volte che la messa è un sacrificio"... Notare: lo dicono "ultimamente"; il che significa che prima non avveniva, ammesso che lo dicano effettivamente e, comunque, se anche lo dicono e poi non "si vive" né nella celebrazione né conseguentemente nella vita, non è la stessa cosa che dice e fa la Chiesa.

Riprendo in proposito il testo di un precedente confronto, che è un documento, per mettere in risalto cos'è che si vive nel cammino e alcuni dei numerosi elementi che provano la giudaizzazione e, quindi, la deformazione della nostra fede, proprio in rapporto all'Eucaristia.
Dice Emanuele:
Nei seminari di Kiko c'è
sempre una Bimah ebraica...
...e quando mai il cammino ha svilito la Nuova Alleanza? dai ragazzi ma credete davvero in quello che scrivete? Vorrei far riflettere su uno dei primi canti in uso nel cammino. Un canto che sciaguratamente usa un termine ebraico, e una modalità ebraica per ringraziare Dio nel giorno di Pasqua: enumerare i suoi prodigi. Vorrei far notare come finisce il canto. Ora se c'è del male in questo....

DAJENU
Di quanti beni ci ha colmato il Signore [3 volte]
Se Cristo ci avesse fatto uscire dall' Egitto
e non avesse fatto giustizia del faraone :
Rit.: Questo ci sarebbe bastato, ci sarebbe bastato
dajenù, dajenù, dajenù.

Se avesse fatto giustizia del Faraone
e non ci avesse liberato da tutti gli idoli:
Rit........


.......omissis...
Tanto più dobbiamo ringraziare il Signore![3 volte]
Che ci ha fatto uscire dall' Egitto
Che ha fatto giustizia del faraone
Che ci ha liberato da tutti i nemici
Che ci ha dato le loro ricchezze...
Che ha aperto il mare per noi...
Che vi ha affondato i nostri oppressori...
Che ci ha donato un cammino nel deserto...
Che ci ha nutrito con il pane della vita...
Che ci ha dato il giorno del Signore...
Che ci ha donato la Nuova Alleanza...
Che ci ha fatto entrare nella Chiesa...
Che ha costruito in noi il suo tempio...
e lo ha riempito del suo spirito Santo
nel perdono dei peccati.
Cristo nostra Pasqua
è risorto per noi!
Alleluia, alleluia, alleluia

ecco questo è il senso del patrimonio ebraico in questo canto: semplicemente un incipit in una lista di ringraziamenti..."

Caro Emanuele, vedi che avvalori il mio discorso? Il canto può essere bello e trascinare e svegliare l'emotività quanto ti pare e, ne convengo, è anche in tema con la Pasqua: ma con la Pasqua ebraica. 


Pagliacciate neocatecumenali:
celebrano una "cena ebraica"!
Ma che ci azzecca Daienu, con tutti i prodigi del Signore nella Pasqua degli Ebrei, quando abbiamo il Prodigio dei Prodigi, il nostro Signore Gesù Cristo Nato Morto e Risorto per noi?

Tra le cose che enumera sulla Nuova Alleanza il canto non dice "è salito sulla Croce ed è morto per noi". Non ti sembra una dimenticanza grave? Eppure è solo attraverso il Suo Sacrificio che accadono tutte le altre cose enumerate dalla Nuova Alleanza in poi, Risurrezione compresa.

Non dimenticare che nel Suo c'è anche il nostro sacrificio (implica l'offerta e la vittima in espiazione per il peccato, e sono parole dure ma VERE che danno fastidio ai modernisti e ai falsi cristiani), altrimenti non siamo cristiani, siamo rimasti "ebrei" nonostante tutte le parole cristiane usate come specchietti per le allodole!

E quando poi l'iniziatore del cammino dice alla stampa (13 giugno 2008):
"... Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa"
Capito? Questo non solo non è la Messa cattolica, non è nemmeno un rito cristiano: è un rito EBREO!!! La nostra Terra Promessa, la nostra Pasqua è Cristo. La nostra salvezza è il Suo Corpo Offerto, il Suo Sangue versato "in Sacrificio" per noi...
È vero che Gesù nella Cena pasquale con i suoi discepoli probabilmente ha pronunciato la benedizione finale sulla quarta coppa; ma ha dato a tutto un significato NUOVO, quello che hanno vissuto e vivono i cristiani da sempre... Il cosiddetto ritorno alle origini di Kiko non è un ritorno alle nostre origini ebraiche, è un ritorno all'ebraismo tout court!
La parodia di cena ebraica
la fanno ovviamente con i
calici della Santa Messa...
Se la Messa è un Sacrificio è un sacrificio, non è solo il memoriale della Cena... Kiko nega l'«espiazione» (è scritto nero su bianco nei "mamotreti" del Direttorio)... Ebbene, cosa viene detto nella formula di Consacrazione? «...versato in sacrificio per voi...». Sapete che parola usano gli ebrei cristiani per indicare questo termine? "kippur"... e allora? Agnus Dei qui tollit peccata mundi: ma in latino "tollit" non significa propriamente "togliere", bensì "prendere su di Sé"... dunque il capro espiatorio, quindi l'espiazione, il Kippur... ricorda niente?

Strano che la giudaizzazione, così spinta nel Cammino, non sia arrivata almeno ad ammettere questo... Addirittura la Carmen Hernàndez (nella Convivenza a Porto San Giorgio di settembre 2008) va blaterando che:
...Allora Gesù Cristo arriva a Cesarea di Filippo e lì celebra il giorno dello Yom Kippur. "E cosa succede lì? "Chi dice la gente che io sia?", chiede Cristo. E Pietro risponde: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivo", nomina Dio! Nello stesso momento in cui il sommo sacerdote Caifa - Caifa e Cefa sono lo stesso nome - sta pronunciando il nome di Dio nel tempio, sta celebrando Yom Kippur a Gerusalemme, ossia Cristo sta celebrando Yom Kippur fuori del tempio, e formerà la nuova Chiesa: "Tu sei Pietro - Cefa - e su questa pietra edificherò la mia Chiesa".

È la prima volta che nel Cammino si annuncia questo episodio (cioè l’istituzione della Chiesa), ma in maniera del tutto fuorviante, dal momento che la fondazione della Chiesa non può essere identificata con lo Yom Kippur: il vero Kippur, cioè la vera espiazione avviene ad opera di Cristo sulla Croce! E la fondazione della Chiesa avviene dopo il riconoscimento della Divinità di nostro Signore da parte di Pietro. Mentre l'istituzione del Sacerdozio e dell'Eucaristia avviene nell'Ultima Cena, completamente "reinterpretata" dagli iniziatori del Cammino...
Nella Domus di Kiko c'è
sempre simbolismo ebraico...

Se siete arrivati a riscrivere il Vangelo secondo la pseudo-teologia del Cammino, non è che si possa rimanere indifferenti allo scempio che viene fatto della vera Chiesa!

In questo esame siamo andati già un po' in profondità, attraverso insegnamenti, noti, degli iniziatori del Cammino. Proseguiremo poi con l'approfondimento delle altre incongruenze del rito anche in relazione allo Statuto, che è il documento ufficiale al momento maggiormente rivelatore di questa problematica realtà.

75 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma infatti, sembra di essere più ebrei che cristiani in cammino. A me avevano anche detto che il CNC ha creato strutture solo per ebrei dove dove si cucina solo cibo sacro sotto stretta supervisione dei rabbini.

ex-neocat

Lino ha detto...

"Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo»".

Così, solo per puntualizzare. Nell'episodio citato da Carmen, la risposta di Pietro «Tu sei il Cristo» ancora va interpretata nel senso ebraico. Il Cristo, cioè l'Unto, era il Messia atteso dei giudei e questo sta affermando Pietro. Infatti, da là a due pericopi, Pietro rimprovera Gesù per l'annuncio della passione, morte e resurrezione e si becca la ramanzina del vade retro Satana.

Ha perfettamente ragione l'articolista: Carmen Hernandez blatera, il vero Kippur, cioè la vera espiazione avviene ad opera di Cristo sulla Croce!

Commentiamo Carmen: Cristo avrebbe fondato la Chiesa nel momento nel quale ancora san Pietro rifiuta la Croce!

Questi davvero non conoscono i Vangeli, estrapolano brani a caso, andrebbero evangelizzati! Perciò rifiutano ogni confronto. Magari, se ci leggono, qualcosa imparano.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Mi era saltato saltato un pezzo.
In relazione a Mt, "Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo": anche qui c'è la confutazione del senso. Quando Gesù chiede il silenzio, sempre c'è qualcosa che non va nell'interpretazione degli Apostoli o un rischio di fraintendimento negli altri. In Mt 16 la fondazione è al futuro: "e su questa pietra edificherò la mia chiesa", non sto fondando la mia Chiesa nel giorno del Kippur.

Aggiungo: il "non dite niente a nessuno" sarà rimosso con la Croce e con la Resurrezione, quando l'equivoco messianico-giudaico sarà stato rimosso. Esso rimane nei neocatecumenali.

Valentina Giusti ha detto...

Può servire in proposito andare a rivedere le conclusioni dello studio di padre Poradowski :
"Il neocatecumenalismo è «un'accozzaglia di ogni genere di eresie... basato anche sulla gnosi e sulla Kabbalah... ed è principalmente la sintesi degli insegnamenti di diverse sette protestanti», oltre che essere radicato nella segreta convinzione che il sacerdozio (e dunque l'intera gerarchia ecclesiastica) sarebbe semplicemente«superfluo»."
e rivedere le sue contestazioni di eterodossia condensare in 20 punti:
1-L'uomo non può non peccare.
2-La conversione è solo il riconoscimento della propria miseria morale.
3-Il peccato non offende Dio, perché peccare è la normalità nella vita dell'uomo. 
4-Cristo Signore redense l'umanità non con la sua Passione e morte in Croce, ma con la sua resurrezione.
5-La Chiesa non è stata fondata da Cristo ma dalla prima Comunità dei credenti. Di conseguenza tutti sono uguali, anche nelle altre religioni, e possono essere salvati indipendentemente dalla fede che professano.
6-Il Sacerdozio non ha nulla a che fare con l'ordinazione perché ogni cristiano è sacerdote in virtù del Battesimo.
7-La Messa , chiamata Eucaristia, non è un sacrificio e quindi non c'è bisogno dell'altare, basta una tavola.
8-L'Eucaristia è solo una festa.Una festa, non un sacrificio.
9-La consacrazione del pane e del vino è solo un simbolo della resurrezione di Cristo.
10-La Santa Messa non è celebrata dal Sacerdote ma dall`Assemblea.
11-Non c'è presenza reale di Cristo nell'Eucaristia e quindi non sono giustificati atteggiamenti di adorazione come la genuflessione.
12-Il sacramento della penitenza è identificato con il Battesimo e la confessione dovrebbe essere pubblica, fatta all'Assemblea e non al sacerdote.
13-Tutti gli uomini sono peccatori e quindi non esiste lo "stato di grazia".
14-Cristo non può essere imitato.
15-Cristo richiede ad ogni cristiano di odiare i genitori, i fratelli e i parenti.
16-Per essere cristiano devi rinunciare ad ogni attività e seguire la comunità neocatecumenale.
17-Dei beni comuni si può usare ed abusare. Non è peccato non praticare ascesi o moderazione.
18-Ognuno sarà salvato dalla misericordia di Dio. Non esistono Purgatorio e Inferno. Inutili le preghiere per i defunti.
19-La storia della Chiesa si conclude con l'editto di Costantino e riprende con il Concilio Vaticano II.
20-La Bibbia si interpreta da sè, non dalla Chiesa.

Valentina Giusti ha detto...

Mi chiedo: può essere che il neocatecumenalismo sia stato studiato a tavolino? Per essere il punto di contatto fra protestantesimo, cattolicesimo ed ebraismo?
Sia cioè come una specie di "casa comune" dove ognuno può ritrovare un pezzetto di sè?

Valentina Giusti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Valentina Giusti ha detto...

Link al thread sul teologo Poradowski

Lino ha detto...

@ Valentina ha detto: "può essere che il neocatecumenalismo sia stato studiato a tavolino?..."

Ci puoi mettere la firma, Valentina. C'è coerenza simbolica nel Cammino. Essendo il Cammino un movimento rituale-simbolico, la coerenza è indice dello studio a tavolino. Mica li opponi casualmente tutti i simboli del peccato secondo Kiko (fango, sicomoro, ecc. eccetera) e dall'inizio alla fine scrutini gli idoli?

In relazione ai pezzetti di sé che ognuno può ritrovare, questo è tipico dello gnosticimo, che è sincretico per definizione ed è storicamente la fusione di sistemi religiosi e filosofici vari, non ultimo il lugubre esistenzialismo pessimista di Kiko, la sua profonda avversione per l'uomo quale si evince da tutti i suoi riferimenti alla signoria del demonio. Kiko e quelli che hanno lavorato con lui hanno solo modernizzato queste fusioni, nel loro gnosticismo.

Uomo Libero ha detto...

Su "Il venerdì di Repubblica" di questa settimana, c'è un interessante articolo sugli ebrei ultra-ortodossi (haredim). Nell'interessante articolo, c'è una foto che ritrae la loro danza religiosa per la Simchat Torah. Questa danza circolare, è uguale alla danza neocatecumenale intorno all'altare. Vi riporto uno stralcio dell'articolo "Gli haredim godono di alcuni vantaggi fin dalla fondazione dello Stato di Israele, si stabilì che questi potevano rimandare il servizio militare, ottenere sussidi per le famiglie e le loro scuole, per conservare la memoria della Torah. La conseguenza di questi aiuti economici, ha portato nel tempo ad una altissima percentuale di "mantenuti" che sopravvive grazie ai sussidi e che dedica tutto il tempo allo studio delle scritture e all'osservanza delle leggi sacre".
Aggiungo che , gli ebrei ultraortodossi, procreano in media 7 figli, le donne devono lavorare, mentre i mariti studiano solamente la Torah. Kiko ha copiato alcuni elementi degli ultra ortodossi, e li ha incollati al cammino.
Chissà cosa diranno le figlie di Israele e i loro mariti cateckikos, leggendo questo articolo? Alla base, c'è ignoranza assoluta, da parte di chi entra nel cammino, che è stato creato col copia-incolla di altre religioni....puah!

Malaparte ha detto...

Il canto dei bambini per Pasqua "Che cosa c'è di diverso in questa notte" è cantato sulla stessa melodia dell'inno israeliano.
Andate su youtube e confrontate.

Valentina Giusti ha detto...

Un commento sul canto Dajenu.
Noi non possiamo cantare "questo ci sarebbe bastato". Non siamo ebrei.
Se Gesù non si fosse incarnato e non fosse morto in Croce (piccoli particolari che il canto trascura!), noi, Popolo e Chiesa di Dio, noi, che eravamo pagani e non ebrei, non saremmo esisiti!
Quindi... questo NON ci sarebbe bastato. Il canto va cambiato...

Michela ha detto...

Uomo Libero ha detto...
... Vi riporto uno stralcio dell'articolo "Gli haredim godono di alcuni vantaggi fin dalla fondazione dello Stato di Israele, si stabilì che questi potevano rimandare il servizio militare, ottenere sussidi per le famiglie e le loro scuole, per conservare la memoria della Torah. La conseguenza di questi aiuti economici, ha portato nel tempo ad una altissima percentuale di "mantenuti" che sopravvive grazie ai sussidi e che dedica tutto il tempo allo studio delle scritture e all'osservanza delle leggi sacre".
Aggiungo che , gli ebrei ultraortodossi, procreano in media 7 figli, le donne devono lavorare, mentre i mariti studiano solamente la Torah. Kiko ha copiato alcuni elementi degli ultra ortodossi, e li ha incollati al cammino.
Chissà cosa diranno le figlie di Israele e i loro mariti cateckikos, leggendo questo articolo? Alla base, c'è ignoranza assoluta, da parte di chi entra nel cammino, che è stato creato col copia-incolla di altre religioni....puah!


le figlie di Israele qualcosa avranno capito dal momento che nel cammino ho conosciuto il film 'Kadosh', che parla proprio di questo.
Il film in realtà mette in evidenza l'impossibilità di una buona relazione matrimoniale e familiare, ed è un'accusa verso l'estremismo religioso, per cui non ho mai capito cosa ci trovassero di buono i neocat.
Vi consiglio di guardarlo, non è in italiano, ma lo si trova con i sottotitoli.

Ho visto degli ebrei ultraortodossi per caso a Gerusalemme e mi avevano colpito le contorsioni che hanno fatto per evitare di sfiorare alcune turiste che stavano passeggiando.

Poi ne ho incrociati altri del Nord Europa, in montagna. Nessuna donna portava i pantaloni e salivano sul sentiero con gonne lunghe e scarponcini.
Poi li ho rivisti a valle in un supermercato dove non sono riusciti a comprare nulla ( di kasher ovviamente!) ad eccezione di un pacco di uova.

Un'altra volta ne ho visti tanti in albergo, sempre in montagna, gli uomini sempre in vestito nero e camicia bianca e quando sono partiti un cameriere mi ha confidato che in quell'albergo erano venute persone di tante religioni, anche buddhisti, ma nessuno era così esigente e difficile da accontentare come gli ebrei.

Del resto le stesse donne ebree che vivono in Israele, e che conoscono il mondo islamico, sono le prime a dire che la condizione della donna nella religione ebraica è in assoluto la peggiore.

Michela ha detto...

Non capisco quindi tutta questa enfasi sulla religione ebraica,
però è un fatto che nel cammino si insegna che il cristianesimo è una continuazione, un completamento del giudaismo.
I sacerdoti RM hanno ben interiorizzato questo concetto, in modo che quando celebrano l'Eucarestia, sanno di celebrare un memoriale dell'ultima cena con l'aggiunta della resurrezione.

Massimiano ha detto...

Mi spiace ma i seguenti punti di Padre Poradowski:

4-Cristo Signore redense l'umanità non con la sua Passione e morte in Croce, ma con la sua resurrezione
8-L'Eucaristia è solo una festa.Una festa, non un sacrificio
11-Non c'è presenza reale di Cristo nell'Eucaristia e quindi non sono giustificati atteggiamenti di adorazione come la genuflessione

non trovano assolutamente riscontro nel cn. Non ho mai sentito che nel cn si affermino, direttamente o indirettamente tali concetti.
Punto 4: la passione-croce-risurrezione di Cristo sono inscindibili e costantemente al centro di qualsiasi catechesi/passaggio/ammonizione/risonanza!
Punto 8: il fare o far sembrare una festa una messa non vuol dire che se ne snaturi il sacrificio in essa insito, peraltro ribadito nella liturgia eucaristica durante la lettura della preghiera eucaristica da parte del sacerdote.
Punto 11: la genuflessione credo sia impedita da 2 cause, una tecnica (le sedie appiccicate e la mancanza di spazio), una concettuale (invece di chinare il capo si contempla Cristo fattosi pane e vino innalzato da terra e attraente a sé tutti gli uomini).

Anche altri punti contengono falsità o mezze verità, ma questi tre mi sembravano più degni di nota.

by Tripudio ha detto...

Il fatto è che il giudaismo successivo alla distruzione del Tempio è una cosa radicalmente diversa dal giudaismo dei tempi di Gesù.

Dunque l'affermazione esatta è che il cristianesimo è una continuazione del giudaismo dei tempi di Gesù, non della piega che ha preso successivamente (ed è una piega abbastanza netta che solo certi due ignoranti spagnoli sono incapaci di vedere): non più centrato sul Tempio ma su sé stesso, non più centrato sulle Scritture ma sulle interpretazioni del Talmùd, ecc.

Perciò il cristiano che vuole legarsi all'ebraismo, oggi, lo fa solo per propaganda, per sudditanza, per interessi poco limpidi. La gigantesca operazione kikiana del Suffering of the Innocents ha provocato zero conversioni dall'ebraismo e nessun concreto "avvicinamento" del mondo ebraico a quello cattolico. In compenso ha provocato un'infinità di sbadigli dei fratelli del Cammino, costretti a sorbirsi la proiezione di quella Corazzata Potiemkin ogni anno ad ogni convivenza.

Michela ha detto...

by Tripudio ha detto...
Dunque l'affermazione esatta è che il cristianesimo è una continuazione del giudaismo dei tempi di Gesù,...

allora è su questo che stanno lavorando i neocat, è questo che stanno insegnando nei seminari.

Non so nulla del giudaismo, ma mi sembrava che a leggere S.Paolo si potesse intuire una separazione piuttosto netta con la religione dei padri. Ma mi fermo qui.

Michela ha detto...

Massimiano ha detto...
Mi spiace ma i seguenti punti di Padre Poradowski:

4-Cristo Signore redense l'umanità non con la sua Passione e morte in Croce, ma con la sua resurrezione
8-L'Eucaristia è solo una festa.Una festa, non un sacrificio
11-Non c'è presenza reale di Cristo nell'Eucaristia e quindi non sono giustificati atteggiamenti di adorazione come la genuflessione

non trovano assolutamente riscontro nel cn. Non ho mai sentito che nel cn si affermino, direttamente o indirettamente tali concetti.


hai ragione, Massimiano, Kiko non è così stupido da contraddire palesemente la dottrina.
Allora lo fa con un altro linguaggio forse ancora più efficace: il linguaggio del corpo per esempio mi dice che non mi inginocchio, non perchè non c'è spazio ( questa spiegazione è oggettivamente stupida), ma perchè non c'è niente davanti a cui mi devo inginocchiare.
Ti hanno detto che è Cristo che passa e viene a servirti nel momento della Comunione. Ecco perchè non c'è bisogno che ci si inginocchi prima della distribuzione e quando questa avviene si deve restare seduti per farsi servire come se si fosse a tavola.

Ti dò assolutamente ragione quando scrivi che
Punto 4: la passione-croce-risurrezione di Cristo sono inscindibili e costantemente al centro di qualsiasi catechesi/passaggio/ammonizione/risonanza!

difatti se ne parla in tutte le catechesi ma non nell'Eucarestia, dove il tavolo è una mensa che va coperta con una 'tovaglia' e con i fiori della festa.
Però anche negli annunci/catechesi si manipola il significato della croce di Cristo che diventa la mia croce con la quale IO posso salvare chi mi sta accanto e mi vede.

Massimiano ha detto...

@Michela
Però anche negli annunci/catechesi si manipola il significato della croce di Cristo che diventa la mia croce con la quale IO posso salvare chi mi sta accanto e mi vede.

Michela, per favore, mi puoi spiegare meglio questo passaggio? Cosa intendi esattamente? Io non posso salvare nessuno, ovvio! Però, non resistendo al male, rispondendo con l'amore di Cristo al mio nemico che mi vuole "uccidere", posso offrire il mio "morire all'altro" quale espiazione per la sua salvezza! O no? Ripeto, forse sono io che non comprendo ciò che volevi dire. Grazie!

Lino ha detto...

@ Massimiliano
A proposito di Eucarestia, dovresti essere tu, magari, a spiegare questa a Michela (e a me, che continuo a non capirla):

"Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione, fatto vita per portare al Padre tutti quelli che celebrano la Pasqua, tutti quelli che celebrano la cena con Lui. La Chiesa primitiva non ha problemi a proposito di questa presenza” (Cfr. Or. Fase di Conversione, pag. 326)

Mi sono sforzato anche con l'aiuto di una illuminante icona di Kiko, ma proprio non riesco a vedere altro, oltre lo "Spirito resuscitato dalla morte". Ce la spieghi, questa catechesi NC? Con una semplice analisi del testo, intendo.

by Tripudio ha detto...

Massimiano, i tre punti citati di padre Poradowski sono incomprensibili solo a chi non sa vedere al di là del proprio naso.

Se un ragazzetto con una bomboletta spray (e col dito già sul tappetto) si avvicina furtivo alla parete del tuo muro appena imbiancato, tu a cosa pensi? Riesci mica a fingere che tutto vada bene?

Allo stesso modo, nelle cosiddette "catechesi" neocatecumenali, c'è un gravissimo distacco fra Passione e Resurrezione: c'è una visione cupa delle cose della vita (e quindi si nomina continuamente - e spesso a sproposito - la Passione), alla quale viene contrapposta l'«allegria» (sì, Kiko dice proprio «allegria»), che non è la felicità, non è la santità, ma è solo la cagnara di chi ha avuto l'ordine di ostentare una felicità che non c'è.

Se il presidente della repubblica viene a far visita al vostro club di ferromodellisti, come minimo tenete gli ambienti puliti e vi vestite in maniera sobria, come minimo evitate di far ressa e di alzare la voce, come minimo gli date lo spazio migliore e restate tutti in piedi mentre entra...

Bene, ben più di Abramo c'è qui - e se di fronte al Santissimo Sacramento, cioè al Re dei Re, al Figlio di Dio realmente presente, voi state seduti come tanti perdigiorno in attesa del segnale manducatorio, facendo magari solo l'alzatina ipocrita tanto per fare scena quando vi arriva lo "snack", beh, è già un grossissimo indizio che voi neocatecumenali non credete alla Presenza Reale.

A parole potete anche professare qualcosa di diverso, ma sono i fatti concreti che vi smentiscono.

Il demonio è più contento di una liturgia ridotta a pagliacciata, che dell'assenza della liturgia. Perciò è contento delle vostre celebrazioni: avete eliminato tutto ciò che era sacralità e compostezza e tradizione, per sostituirlo con un "festeggiamento" sproporzionato (perfino rispetto ai più rosei suggerimenti postconciliari), con una caciara profana, con ogni deiezione (canora, pittorica, gadgettistica) dell'idolo Kiko. Diabolus simia Dei: al demonio piace scimmiottare Dio, e percià gradisce molto le vostre celebrazioni e le vostre cosiddette "catechesi".

Riepilogando:

Punto 4: «...al centro di qualsiasi catechesi/passaggio/ammonizione/risonanza!» Tutte fatte da laici ignoranti per i quali è importantissimo ripetere la pappardella dell'idolo Kiko, anche quando questa contraddice il Catechismo e il Magistero.

Punto 8: il fare o far sembrare una festa una messa vuol dire esattamente che se ne snatura il sacrificio, anche quando viene ribadito nella liturgia eucaristica.

Punto 11: la genuflessione nel Cammino viene appositamente impedita da due stratagemmi, uno tecnico (le sedie vengono appiccicate mettendo il tavolone al centro per far mancare lo spazio), e uno farisaico (invece di genuflettersi ci si limita a chinare il capo: chissà cosa ne penserebbe padre Pio dei seguaci dei «nuovi falsi profeti»...).

Lino ha detto...

P.S.
Aggiungo: mi sono anche sforzato di capire qual è la differenza tra il concetto "Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione, fatto vita per portare al Padre tutti quelli che celebrano la Pasqua..." e la dottrina della presenza spirituale di Calvino. Me la spieghi Massimiliano? Sempre ragionando con il testo della catechesi di Kiko, con la testa tua.

mic ha detto...

In un vecchio thread del 2008 qui:
http://neocatecumenali.blogspot.it/2008/07/cammino-neocatecumenale-e-giudaismi.html

avevo risposto così, proprio su Dajenu:

Il canto può essere bello e trascinare e svegliare l'emotività (non ho detto lo spirito, perché non è la stessa cosa) quanto ti pare e ne convengo, è anche in tema con la Pasqua: ma con la Pasqua ebraica.

Mi dici che c'azzecca Daienu, vero e sacrosanto per i prodigi del Signore nella Pasqua degli Ebrei, quando abbiamo il Prodigio dei Prodigi, il nostro Signore Gesù Cristo Nato Morto e Risorto per noi?

Hai notato che tra le tante cose enumerate, di Gesù non dice:
è salito sulla Croce per noi?
Non è una dimenticanza un po' grave e svinate, se pensi bene che è solo attraverso il Suo Sacrificio che accadono tutte le altre cose enumerate?


E, guarda e non ti dimenticare, che nel Suo c'è anche il nostro sacrificio (implica l'offerta e la vittima, e sono parole dure ma VERE che danno fastidio ai vaticansecondisti o agli ebrei mascherati da cristiani), altrimenti non siamo cristiani, siamo rimasti ebrei nonostante tutte le parole cristiane usate come specchietti per le allodole!

mic ha detto...

... E al solito neocat che scrive:
se nn si capiscono le radici del cristianesimo ke derivano dall'ebraismo nn si puo comprendere il cristianesimo stesso...
negare il passato e dire "gesu ha portato una novita e bisogna guardare al futuro" è sminuire l'opera di Dio...


e chi è che nega il passato?
I cattolici non studiano e non frequentano e non pregano con l'antico Testamento?
nessuno qui ha detto che Gesù ha portato una novità e bisogna guardare al futuro: mi sembra che avete facoltà percettive parecchio distorte.

Si è detto che Gesù ha portato a compimento, che significa non rinnegare il passato ma rileggerlo e ricapitolarlo in Lui, e ripartire con Lui, cosa che Kiko non fa

e nemmeno si dice di "guardare al futuro", perché i cristiani sono gli uomini del presente, ma l'ETERNO PRESENTE, quello in cui c'è il passato e il futuro insieme contemporaneamente, come il Nome (Io sono Colui che era, che è, che viene) che si è rivelato a Mosè ma che E' VENUTO con GESU'...

essere uomini del presente significa

ESSERE INCARNATI, come il Signore si è incarnato, quindi ben piantati e presenti nella propria vita nella propria storia e in quella del proprio tempo

ESSERE OFFERTI, "eccomi, un corpo tu mi hai dato, manda me" come ha detto e fatto il Signore

ESSERE IN CROCE, con Lui abbracciare la nostra croce personale e collettiva (pensiamo a tutte le tenebre nel mondo spirituale e conseguentemente anche in quello materiale del nostro tempo) e camminare con Lui lasciando che momento per momento faccia nuove in noi tutte le cose, non per noi stessi, ma per renderne partecipi gli altri, a partire dai più prossimi

ESSERE RISORTI, perché Lui ha già vinto il mondo la morte il peccato, ma noi abbiamo bisogno di aderire di affidarci a Lui di accogliere la Salvezza che Lui ha portato - e proprio dalla Croce senza la quale non poteva esserci neppure la Resurrezione - che non agisce in automatico... non è che dobbiamo accampare dei meriti, ma gli dobbiamo accoglienza e risposta con la nostra vita e prima ancora della profondo del nostro essere, dal nostro cuore, il 'luogo' delle decisioni ultime... e in questo non c'è nessun cammino o nessun uomo, neppure il Papa che possa farci da intermediario... Il vero intermediario con il Padre è il Signore e anche la Sua Madre che sotto QUELLA CROCE ha vissuto anche la sua e nel silenzio adorante offre anche la nostra se lo vogliamo!

"a chi lo ha accolto, ha dato il potere di diventare Figli di Dio" (Gv) ma per accogliere la Sua risurrezione non possiamo non accogliere anche la sua croce

Perchè sulle vostre 'mense' che non sono altari c'è la channukkià e non c'è la croce?
Perché sulla strana croce astile di Kiko c'è un Cristo con il simbolo della legatura di Isacco (il figlio mai sacrificato)? E' 'figura' di Gesù, ma se abbiamo Lui, che bisogno c'è di usare il riferimento ad una sua 'prefigurazione'?

Ignoranza? Pressapochismo? Giudeomania? Altro (non lo so, ma si potrebbe anche ipotizzare)?
ma c'è tanta gente che va dietro a queste cose

questo non toglie il significato ESAGERATO, perché è IMMENSO, di questo aspetto del rito, che implica che c'è una Offerta, perché c'è una Vittima (Hostia) e c'è un Sacrificio di espiazione (kippur) ne abbiamo parlato è anche propiziatorio ma non si riferisce al propiziatorio dell'Arca...

E quello di Cristo è kippur (Uno solo) perché unica la vittima uno il sacrificio unica l'espiazione mentre kippurim erano i sacrifici nel tempio da ripetersi ogni anno nel giorno del kippur ormai superatissimo... Invece il Sacrificio di Cristo è uno e unico, accaduto una volta per tutte, ma che si ripete ad ogni Messa sui nostri altari. E' questo che ci ha consegnato fino alla fine dei tempi...

e questo è un aspetto molto ma molto, diciamo bypassato, nel Cammino...

Anonimo ha detto...

I seguaci del CN hanno mai ''letto'' la Lettera agli Ebrei? Sembra di no...
Lettera agli Ebrei - 8

1Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, 2ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito.
3Ogni sommo sacerdote, infatti, viene costituito per offrire doni e sacrifici: di qui la necessità che anche Gesù abbia qualcosa da offrire. 4Se egli fosse sulla terra, non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi sono quelli che offrono i doni secondo la Legge. 5Questi offrono un culto che è immagine e ombra delle realtà celesti, secondo quanto fu dichiarato da Dio a Mosè, quando stava per costruire la tenda: «Guarda – disse – di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte.
6Ora invece egli ha avuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, perché è fondata su migliori promesse. 7Se la prima alleanza infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un’altra. 8Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice:
Ecco: vengono giorni, dice il Signore,
quando io concluderò un’alleanza nuova
con la casa d’Israele e con la casa di Giuda.
9Non sarà come l’alleanza che feci con i loro padri,
nel giorno in cui li presi per mano
per farli uscire dalla terra d’Egitto;
poiché essi non rimasero fedeli alla mia alleanza,
anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore.
10E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele
dopo quei giorni, dice il Signore:
porrò le mie leggi nella loro mente
e le imprimerò nei loro cuori;
sarò il loro Dio
ed essi saranno il mio popolo.
11Né alcuno avrà più da istruire il suo concittadino,
né alcuno il proprio fratello, dicendo:
«Conosci il Signore!».
Tutti infatti mi conosceranno,
dal più piccolo al più grande di loro.
12Perché io perdonerò le loro iniquità
e non mi ricorderò più dei loro peccati.
13Dicendo alleanza nuova, Dio ha dichiarato antica la prima: ma, ciò che diventa antico e invecchia, è prossimo a scomparire.

Anonimo ha detto...

Svelato ultimo canto del cantorcompositorkiko per la Pasqua 2015:

TRALLALLEROLLEROLA'*
La_ Re_

C. Mercavi' "Merkava'
Mi. La_ A.Trallallerollerola'
La_ Re_

C. Shekinhi' Shekinha'
Mi La_
A. Trallallerollerola'
La_ Re_
C. Menorih menorah'
Mi. La_
A. Trallallerollerolla'
La_ Re_
C. La Torih. La Torah'
Mi. La_
A. Trallallerollerolla,
La~_ Re_
C. Viva i kikos e i Baccalà
Mi. La_
A. Trallallerollerolla





* Dall'itagnolo:{Allelluija allelluija}


















l'apostata ha detto...

@ Massimiano
che ha scritto: "...Punto 11: la genuflessione credo sia impedita da 2 cause, una tecnica (le sedie appiccicate e la mancanza di spazio), una concettuale (invece di chinare il capo si contempla Cristo fattosi pane e vino innalzato da terra e attraente a sé tutti gli uomini).".

Falso.

Mai visto un neocat inginocchiarsi quando si celebra tutti in chiesa e si usano i normali banchi con inginocchiatoio.

Succede lo stesso quando un gruppetto di neocat si degna di "animare" la Messa dei cristiani della domenica": sono gli unici che restano in piedi durante la consacrazione.

Quanto alla presunta "contemplazione", che vuoi dire? Che tutti quelli che si inginocchiano, dal Papa in giù fino ai poveri cristiani della domenica, non contemplano ma sonnecchiano?

Sempre a proposito di Eucarestia, perché continuate a disobbedire al Papa e alla Chiesa? Ve lo hanno detto in tutte le salse che l'unica concessione è restare in piedi al proprio posto, ma voi niente!
Bella la trovatina di distinguere comunione e manducazione! Liturgia creativa, insomma.

Spiegami anche perché per voi, che dovreste essere cattolici, la Liturgia della Chiesa è adattabile a piacimento, la liturkikia invece un obbligo imprescindibile.

Perché?

Ai piccoli neocat in buona fede.
Avete letto quel che ha scritto Massimiano per giustificare il restare in piedi durante la consacrazione.

Vero? Falso?

Potete scoprirlo facilmente da voi stessi.

Alla prossima celebrazione a comunità riunite in chiesa utilizzerete i banchi.

Bene.

Al momento della consacrazione inginocchiatevi e adorate Nostro Signore che si fa presente materialmente in mezzo a noi.

Al momento di comunicarvi, poi, fate come dice il Papa e la Chiesa dispone, subito cioè.

Fatelo, e vedrete che al più presto sarete convocati dai vostri catechisti.

Saranno lodi o minacce?

all'Anonimo del nuovo canto

Manca l'ultimma parte:

A. Trallallerollerolla,
La~_ Re_
C. la decima hai da pagà
guai a chi non lo farà!
A. Trallallerollerolla

Michela ha detto...

Massimiano ha detto...

Michela, per favore, mi puoi spiegare meglio questo passaggio? Cosa intendi esattamente? Io non posso salvare nessuno, ovvio! Però, non resistendo al male, rispondendo con l'amore di Cristo al mio nemico che mi vuole "uccidere", posso offrire il mio "morire all'altro" quale espiazione per la sua salvezza! O no? Ripeto, forse sono io che non comprendo ciò che volevi dire. Grazie!


Purtroppo come ex-neocat non ho le idee chiare su Gesù Cristo e la croce, perchè la confusione che ci hanno messo in testa è difficile da sciogliere. Quindi non ti posso dare risposte teologicamente salde, posso dirti quello che sento e quello che ho capito per cercare di uscire dall'errore.

L'unica croce che salva è quella di Cristo
Questa croce è per la nostra salvezza sempre, non solo nei momenti di difficoltà. Cioè non devo associare sempre la croce di Cristo alle mie sofferenze personali. Il sacrificio di Cristo è per me anche quando non sono nella sofferenza.
Inoltre il sacrificio di Cristo ha un valore talmente grande ed universale che non posso associarlo alle mie difficoltà personali perchè nel cammino si associano al concetto di croce anche le incomprensioni familiari, le normali difficoltà domestiche e lavorative banalizzando quindi la sofferenza e soprattutto facendoti credere che il tuo familiare sia un nemico che ti vuole 'uccidere', quando sappiamo bene che il nemico è un altro.
Nel cammino ti chiedono di salire sulla croce suggerendoti di essere come Cristo; certo potranno usare i termini migliori, le parole più suggestive ma quello che resta in chi ascolta è che ognuno deve diventare una sorta di Cristo in croce per gli altri, prendendo su di sè i peccati degli altri, soffrendo per loro e così via.
Sarebbe stato diverso se ci avessero detto che siamo noi che dobbiamo guardare a Cristo sulla croce, contemplare questo mistero di amore.
A me sembra blasfemo paragonare l'Amore di Cristo e del Padre per gli uomini al mio piccolissimo amore.
Poi non credo proprio che Cristo sulla croce ci abbia visto come dei 'nemici' a cui dare la vita. Per me Cristo sulla croce ha condiviso la nostra povertà, la nostra sofferenza più profonda che deriva dalla lontananza da Dio, ci ha visto come degli amici - non nemici!- a cui dare la salvezza, ha avuto pietà di noi.

Nella mia vita la croce è stata un'esperienza di 'notte oscura', un procedere in una nebbia densa e nera, non è stata un'esaltante esperienza in cui mi sono assunta i peccati dell'altro. Anzi, quando ho ritrovato le parole, ho chiesto a Dio di togliermela.
Questo per dirti che mi sono trovata riflettere molto sulla croce, non posso dire di più perchè - come abbiamo detto ieri- non si può portare tutto alla luce, però ho compreso qualcosa di più sull'Amore, e ho cancellato la parola 'nemico' dal mio vocabolario.
E 'rimasto solo il nemico con la N maiuscola, ma quello è un'altra cosa.

Lino ha detto...

Io, invece, comprendo ciò che dice Massimiliano, che si esprime in perfetto neocatecumenalese.
La filosofia di partenza (Or. fase di conversione) è la seguente:
"L'UOMO, A CAUSA DEL PECCATO, E' RIMASTO ACCERCHIATO DALLA PAURA DELLA MORTE E ORMAI NON PUO' PASSARE ALL'ALTRO, NON PUO' AMARE. La legge dice che ci realizziamo amando l'altro, passando
all'altro. Ma noi siamo accerchiati dalla paura della morte e non possiamo amare nessuno, perché passando all'altro ci
scontriamo con la barriera della morte che ci minaccia. L'altro ci distrugge e ci uccide e non possiamo amarlo perché non vogliamo morire"
.

Il punto di arrivo di Massimo è questo, dallo stesso mamotreto:

"QUAL E' LA BUONA NOTIZIA? GESU' CRISTO HA SPEZZATO QUESTO CERCHIO DI MORTE E DI
PECCATO CHE CI SCHIAVIZZA; HA VINTO IL SIGNORE DELLA MORTE AFFINCHF' POSSIAMO PASSARE LA BARRIERA CHE CI SEPARA DALL'ALTRO ED AMARLO; LA MORTE E' STATA VINTA NELLA MORTE E RESURREZIONE DI GESU CRISTO. ORA POSSIAMO AMARCI IN UNA NUOVA DIMENSIONE".

Purtroppo per Massimiliano, essendo sbagliata la premessa filosofica, non può essere corretta la conclusione. La premessa, infatti, riferisce che il peccato schiavizza l'uomo impedendogli di amare. La quale premessa esclude il libero arbitrio. Come nella catechesi sui Giuda ("Ma non perché siano cattivi e ne abbiano colpa, ma forse perché è toccato loro, per un qualsiasi motivo, su cui noi non indagheremo").

"...L'unico modo che hanno questi fratelli di essere salvati è che la Chiesa dia il suo sangue per loro, il sangue dei cristiani, che è il sangue di Gesù Cristo", dice Kiko.

Inutile aggiungere che tutto questo non è cattolicesimo.

Massimiano ha detto...

Siete troppi, non ce la faccio da solo a rispondere a tutti! Intanto:

@apostata
Io sono nato e cresciuto nella Chiesa e successivamente ho conosciuto il CN. Ti posso assicurare che IO ad ogni messa parrocchiale mi inginocchio alla consacrazione, come ho fatto fin da piccolo. E come me, tanti altri. Non far di tutta l'erba un fascio!

@Michela
Grazie per le tue spiegazioni.

@Lino
Poniamo che effettivamente sia sbagliata la premessa NC; allora ti chiedo: cosa vuol dire "Non resistete al male", "Dare la vita per propri amici" "Amate i vostri nemici", "a chi ti chiede il mantello dai anche la tunica", "come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri", "Amerete come vi ho amato io e allora vi riconosceranno come miei discepoli"?
Il cristiano in quale altro modo può essere sale nel e per il mondo, se non spezzando, interrompendo la catena dell'egoismo che impone l'occhio per occhio e il dente per dente? E come si spezza questa catena? Con l'amore di Gesù Cristo, che ha preso il mio peccato su di sé! Quando, grazie allo Spirito Santo, non mi ribello ad una ingiustizia, quando perdono chi mi ha fatto un torto, quando non mi difendo anche se ho ragione, tanto per fare esempi spiccioli e semplici, e lo faccio non sulle mie forze, ma perché io per primo ho sperimentato che non "muoio" se mi lascio "uccidere" per Cristo, non sto dando la vita per l'altro? Non lo sto amando? Costui mica si deve convertire, vedendo questo comportamento strano; anzi, mi prenderà per debole o per vigliacco o per matto. Ma questo gesto d'amore non potrà dimostrare che è possibile amare l'altro? Il sangue dei martiri non è stato ed non è tuttora il "fertilizzante" della Chiesa? Abbiamo una missione da compiere o no? Cosa vuol dire concretamente vivere da cristiani ogni giorno? Come può il nostro prossimo conoscere l'amore gratuito di Dio se non glielo mostriamo con i fatti, oltre ad annunciarglielo a parole? Dove sbaglio, Lino? PS: MASSIMIANO, non Massimiliano! :-)

l'apostata ha detto...

@ Massimiano

che ha scritto: ...Io sono nato e cresciuto nella Chiesa e successivamente ho conosciuto il CN. Ti posso assicurare che IO ad ogni messa parrocchiale mi inginocchio alla consacrazione, come ho fatto fin da piccolo. E come me, tanti altri. Non far di tutta l'erba un fascio!....

1: Il punto è che invece di neocat inginocchiati alle Messe della domenica non se ne sono mai visti. Bene per te se lo fai, quando ci vai, ma nel caso sei l'eccezione, perciò sei tu che fai di tutta l'erba un fascio..

2: Dici di essere "nato e cresciuto nella Chiesa".
Va bene, ma sull'Eucaristia non mi hai detto nulla.
Fai come pretende il signor dottor (h.c.) Arguello o come vuole la Chiesa e il Papa?

Se sei cattolico, spiegami perché la Liturgia della Chiesa è adattabile a piacimento, mentre la liturkikia invece è un obbligo imprescindibile.

Tu cattolico nato e cresciuto, allora, ti comunichi subito al tuo posto o segui solo la liturkikia?

Già che ci sei, mi dici se nella tua parrocchia le celebrazioni neocat sono inserite nell'orario delle Messe e aperte a tutti?

Aspetto fiducioso...

Lino ha detto...

Innanzitutto, Massiminiano, "l'occhio per occhio e dente per dente" nelle Legge ebraica non aveva lo scopo di alimentare la catena d'odio, anzi! "L'occhio per occhio dente per dente" già costituiva un limite alla catena d'odio, un confine per la violenza, perché in cambio di un dente avrebbero potuto richiedere la vita, in quei tempi! Così, soltanto per precisare.

Cristo va oltre, perfeziona la Legge, che mi pare non conoscete abbastanza nelle sue intenzioni. Cristo proibisce l'ira, l'odio, la vendetta, che comunque permanevano nella Legge.

Dove sbagli, Massiminiano? Nella premessa: si può vivere una vita da cristiani senza predicare, come Kiko, che non possediamo il libero arbitrio, che prima di Cristo - e dopo, per chi non segue il Cammino - l'uomo è schiavo del "signore della morte", del demonio.

E' schiavo "del signore della morte", del demonio, il buon samaritano? No, e la parabola è insegnata da Cristo ancor prima della Croce.

Negare che l'amore per il prossimo non sia stato inculcato nel cuore dell'uomo sin dalla creazione e che il cuore dell'uomo sia stato invaso soltanto da Satana è un'eresia. Anche perché necessariamente ne fa seguire altre: l'assenza di colpa, prima tra tutte. L'inferno vuoto di Giuda, per logica conseguenza.

Siete cultori dell'AT, o no? Mi dici cosa fece Giuseppe, venduto dai fratelli? Si vendicò, forse? Oppure cercò nel cuore dei fratelli quel briciolo di amore che voi negate?

Sarebbe lungo, Massiminiano, spiegarti il senso delle pericopi del mantello e delle due miglia. Non perché sia oggettivamente difficile, soltanto perché voi partite dalla premessa sbagliata.

by Tripudio ha detto...

Massimiano,

in questione non è il fatto che qui siamo "troppi", ma la fatica che ti occorre per inventare controargomentazioni.

Alla Messa parrocchiale tu ti inginocchi alla consacrazione: ma nel Cammino non lo fai.
Dunque o sei ipocrita in parrocchia, oppure sei irrispettoso nel Cammino.

Quanto all'«interrompere la catena dell'egoismo», dovresti spiegarci com'è possibile che il Cammino si è fatto sgridare perfino dal Papa per aver emarginato i fratelli non fedelissimi a Kiko...

L'egoismo dei neocatecumenali, la prepotenza, l'arroganza, la tracotanza dei cosiddetti "catechisti", è l'esempio principale sul fatto che avete dei pessimi maestri e una pessima dottrina.

Infatti voi - come i farisei - in fondo in fondo credete che basti "annunciare l'amore di Dio" piuttosto che praticarlo (dopotutto Kiko e Carmen insinuano in modo martellante che non potete non peccare, svilendo così la Grazia di cui tanto vanno cianciando).

E quel che succede nelle comunità lo conferma: voi credete di essere ascoltati da Dio a suon di parole, mentre lo disonorate nella liturgia e nelle vostre opere (e anche nel vostro parlare, visto che lo dipingete come un sadico che vi manda le disgrazie).

by Tripudio ha detto...

Un altro grande articolo di Chuck White: Kiko, il profeta del nostro tempo.

Anonimo ha detto...

Massimiano, non ti sentire solo, ci sono io e ti capisco perchè altre dottrine diverse da quelle di Kiko non ne conosco. Allora riflettiamo: perchè durante la penitenziale quando recitiamo il "confesso", tutti quanti,persino gli anziani e il presbitero, ci inginocchiamo sul pavimento per mostrare a tutti che siamo peccatori mentre durante la Celabrazione Eucaristica questo non avviene? Tu dici che è questione di spazio di sedie appiccicate, eppure la sala durante la penitenziale e l'Eucarestia è sempre la stessa. Annamaria

Michela ha detto...

a Massimiano
Il sangue dei martiri non è stato ed non è tuttora il "fertilizzante" della Chiesa?
parto da questa frase che riassume anche le tue precedenti.
le frasi che citi e che i catechisti ripetono agli annunci sono prese dal vangelo e sono quindi vere. Il problema è come il cammino le manipola.
Nel cammino ti dicono che devi fare quelle cose : trovarti un nemico ed amarlo, prendere i suoi peccati su di te ecc. ecc.
Nella religione cattolica invece non sono io che amo il 'nemico' o che prendo i suoi peccati su di me, ma è Cristo che agisce anche attraverso di me.
E questo può accadere solo dopo aver accolto il mistero della croce di Cristo, dopo averlo contemplato, averlo amato, per quanto ci è possibile. A questo punto può accadere il miracolo dell'amore fino alla consegna di sè e fino al martirio, e il miracolo del perdono.
Senza questa premessa si resta nel pelagianesimo, nel voler salvarsi con le proprie forze amando qualcuno che tu decidi essere il tuo 'nemico'.

Tu come tutti i neocat vi sforzate di amare il nemico, perchè così è scritto nel vangelo, e il risultato qual è?
è che la gente si allontana da voi,
è che siete distanti e che siete gentili solo con gli altri neocat,
è che maltrattate i vostri figli, che ve la prendete con il coniuge,
è mio fratello che non mi chiama neanche per farmi gli auguri, e tanto meno per comunicarmi qualcosa di importante, e che quando lo cerco è sempre impegnato.

Tu lo sai, vero, che l'amore che manifestate tra di voi è un amore a tempo, che dura finchè la persona resta nel cammino?
Se questi sono i frutti ci deve essere qualcosa di sbagliato nella predicazione, come ti ha spiegato Lino.

Michela ha detto...

Brava Annamaria

volevo scriverlo anch'io ma poi ho lasciato perdere.
Ma è bene che si sappia che c'è un momento in cui i neocat si inginocchiano: alle penitenziali in comunità e in convivenza quando si recita il Confesso.
Ci si riconosce peccatori davanti alla comunità ed è come chiedere perdono proprio alla comunità stessa.

Anonimo ha detto...

Sono arrivato alla fine del Cammino per poi abbandonarlo. Pur non condividendo quasi niente del cnc ti dico che tanti punti da te enucleati non corrispondono a verità.

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
sono Daniele, di professione avvocato. Non capisco perchè non volete che scriva il cognome, se queste conversazioni vogliono essere limpide.
Quello che noto sicuramente è la cattiva fede e il giudizio che traspare da questo blog, che di cristiano non ha proprio niente.
Sicuramente quello che si può avvisare è il reato di calunnia.
Cordiali saluti

Anonimo ha detto...

Anonimo
Massimiano, lascia perdere: rispondere su questo blog è come sparare sulla croce rossa! Non gli va giù proprio, non ci vivono, si svegliano la mattina con l'angoscia. Fosse anche che un giorno a queste persone dovesse apparire Gesù per dirgli: " Guardate, anche questo cammino come tanti altri movimenti che sono nella Chiesa è frutto dello Spirito Santo"...niente non ci crederebbero e urlerebbero "Anche Gesù è stato plagiato!"
Si narra tra l'altro che esista un vangelo aprocrifo in cui Pilato chiede a Gesù: "cosa è la verità" e Gesù risponde:"Io non lo so più chiedi a Lino". Come si racconta che il giovane San Giovanni dipinto nell'ultima cena di Leonardo in realtà sia Mic e che Michelangelo si sia ispirato a Tripudio per dipingere la creazione dell'uomo.
Massimiano, il Signore è misericordioso, è buono e ci ama tantissimo e con me e con te si è fatto conoscere tramite questo Cammino...che ci vuoi fare? Per loro non è possibile. Ti dirò di più ci provano in tutti i modi a convincere gli altri, fanno appelli al papa, ai vescovi, si stracciano le vesti. Per fortuna che Dio ha messo a guida della sua Santa Chiesa sempre persone Sagge, sante e guidate dallo Spirito Santo...Un abbraccio

Lino ha detto...

@ Avvocato
Sicuramente, avvocato, si può ravvisare in lei l'ignoranza assoluta degli artt. 595 e 368 del Codice Penale.

Mi denunci per il reato di lesa maestà alla premessa del catechismo di Kiko. Magari, con un po' di sforzo, potrebbe anche identificare il reato di critica indebita alla nuova estetica.

Sono tutti uguali, questi!

by Tripudio ha detto...

Mi meraviglia che un avvocato faccia simili domande. Tanto più che nessuno ci garantisce che si chiami davvero "Daniele" -- e comunque qui non abbiamo alcun bisogno di identificare gli autori degli interventi. Chi volesse metterci la faccia e il proprio nome e cognome, può farlo benissimo scrivendo alle autorità ecclesiastiche affinché prendano provvedimenti contro gli errori liturgici e dottrinali del Cammino Neocatecumenale.

Infatti qui è necessario firmarsi solo per correttezza nei confronti degli altri lettori, che non possono stare sempre a citare «l'anonimo delle 11:21 e delle 11:45, l'anonimo delle 10:33...».

Di sicuro Daniele è un fratello delle comunità del Cammino, poiché crede che l'evidenziare gli errori neocatecumenali vada classificato automaticamente come "calunnia" in senso biblico ma anche in senso penale. Come se il Cammino fosse non solo un nuovo dogma di fede che surclassa tutti gli altri dogmi, ma anche la nuova opinione universalmente obbligatoria da professare (pena la denuncia).

Magari in cuor suo già pensava di estrarre qualche nome e cognome da apporre su una querela. Eppure nel Cammino si insegna ad accettare il male e a non denunciare... come mai Daniele ha tanta foga? Avete paura che grazie ad un blog diminuiscano le "decime"? Ma non erano "libere" e "anonime"? Oppure avete davvero qualcosa da nascondere? Oppure credete che grazie ad un blog il cammino improvvisamente cominci a decrescere?

Sta' tranquillo, Daniele, che la decrescita del Cammino non è merito nostro. Intere famiglie abbandonano le comunità neocatecumenali (per i motivi descritti da questo blog, anche se loro non lo conoscono), comunità che si assottigliano sempre di più e diventano sempre più un club di figli di altri neocatecumenali.

A far diminuire le "decime" sono sia le ossessive richieste di denaro da parte di responsabili e "catechisti" (ad esempio leggi qui: «vediamo di insaccare mille euro») sia la crisi economica.

E a svergognare il Cammino ci pensano anzitutto i Pontefici, quando vi sgridano dicendo:

- Giovanni Paolo II: «Celebrate l'Eucaristia... con esatta osservanza delle norme... Non chiudetevi in voi stessi, isolandovi dalla vita della Comunità parrocchiale o diocesana... Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni...»

- Benedetto XVI: «il Cammino Neocatecumenale, nella celebrazione della Santa Messa, segua i libri liturgici approvati...» «Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate...»

- Francesco: «A volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte... La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana...»

Allora, caro fratello Daniele, vuoi querelare per calunnia anche gli ultimi Papi? Di loro ti possiamo dare subito i loro nomi e cognomi...

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...
Sono arrivato alla fine del Cammino per poi abbandonarlo. Pur non condividendo quasi niente del cnc ti dico che tanti punti da te enucleati non corrispondono a verità.

Chiedo, all'anonimo che ha postato questo messaggio in cui si contraddice nelle poche parole scritte, come ha fatto ad ''arrivare alla fine del Cammino'' pur non condividendo ''quasi niente del Cammino'', volendo poi parlare di verità. Mi fa pensare alla frase divertente che dice: ''son contento di morire, ma mi dispiace,..mi dispiace di morire ma son contento!'' DECIDITI (ovvio che non credo a niente di questo messaggio)

Lino ha detto...

Anonimo ha detto: "Si narra tra l'altro che esista un vangelo aprocrifo in cui Pilato chiede a Gesù: "cosa è la verità" e Gesù risponde: 'Io non lo so più chiedi a Lino'."

Questo vangelo apocrifo non lo conosco
:-)

Conosco invece quello gnostico di Giuda, nel quale Giuda è il più intelligente degli apostoli (l'illuminato) ed è necessario per il Mistero pasquale. Perciò si salva. Guarda caso, come negli Orientamenti.

Immagino, anche, che ne esista uno apocrifo nel quale Pilato chiede a Kiko: "cosa è la verità?". E Kiko risponde come suo solito: "Alla gente non dite nulla di tutte queste cose... "Non imbarcatevi per nulla in questo discorso parlando con la gente perché creereste un mucchio di problemi... . Oltretutto non servirebbe a nulla e la gente penserebbe che sono cose ridicole".

E si permettono pure di citare la corda dei vangeli gnostici, questi con l'impiccato in casa!

l'apostata ha detto...

@ Daniele

hai scritto:... Buongiorno,
sono Daniele, di professione avvocato...Sicuramente quello che si può avvisare è il reato di calunnia
".

Ecco un altro ignorantello neocat che si finge avvocato cercando di intimidirci.

Caro mentitore, se fossi avvocato sapresti che la calunnia presuppone una denuncia mendace.
Nel nostro caso avresti dovuto parlare di diffamazione.

Il solito cristiano adulto nella fede, il cui linguaggio è si si, no no, che ama il prossimo e dà la vita per il nemico.

Complimenti, sei il tipico prodotto del cammino: ignorante, bugiardo e, incapace di dialogo, tenti di ricorrere all'intimidazione.

Ai piccoli neocat in buona fede

Secondo voi, perché per difendere il cammino si ricorre alla menzogna?

Perché nessuno risponde mai, tipo Massimiano e l'Eucaristia?

Rifletteteci su.

Anonimo ha detto...

Signor avvocato Daniele, vada a leggere la carta fondamentale del nostro paese la quale riconosce espressamente il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero. Annamaria

Valentina Giusti ha detto...

Fosse anche che un giorno a queste persone dovesse apparire Gesù per dirgli: "Guardate, anche questo cammino come tanti altri movimenti che sono nella Chiesa è frutto dello Spirito Santo"...niente non ci crederebbero e urlerebbero "Anche Gesù è stato plagiato!"

Anonimo, tu che parli di frutti dello Spirito Santo, pensa:

i frutti dello Spirito Santo sono Carità, Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Longanimità, Mitezza, Fede, Modestia, Continenza, Castità.

Ci hai pensato?

Bene, ora pensa a Kiko.

Lino ha detto...

@ Valentina
Mi fanno sbellicare dalle risate. Scrivono di vangeli apocrifi e io non sono riuscito a trovare una traduzione del "vangelo dei miserabili" di Kiko Arguello. Sarò costretto a imparare la lingua spagnola:-)

Scrivono di vangeli apocrifi mentre fanno di Giuda il più intelligente, il co-autore della salvezza stante la sua necessità secondo Kiko.

Scrivono ironicamente di apparizioni di Gesù Cristo alle persone dell'Osservatorio ma della famosa apparizione della Madonna a Kiko, propagandata e mai sottoposta al vaglio delle competenti autorità ecclesiastiche, non dicono una parola.

Alla fine, bisogna concludere: questo è Baccalà :-)

Anonimo ha detto...

Anonimo
Il Tonno ha sentenziato..è arrivato a conclusione...O mio Dio...sei sicuro Tonno? Sei proprio sicuro che chi sta scrivendo è questo fantomatico Baccalà? Pensaci bene Tonno...pensa se hai toppato e pensa un solo attimo se quello che state infangando sia una delle tante opere di Dio...non dico l'unica attenzione dico una delle tante...Sai cosa spero Tonno, spero che prima o poi cresci. E sai anche cosa penso Tonno,che dobbiamo chiedere entrambi al Signore il dono della Mitezza, della Pazienza, della Carità della modestia. Fare più silenzio e accettare tutti i doni che mette a disposizione la Chiesa. Forse qua dentro tutti lo dovremmo chiedere a Dio i doni dello Spirito, ciascuno per se stesso, senza stare a guardare gli altri. Lasciamo tutto nelle mani di Dio. Alla fine tutto ciò che non è ispirato da Lui ha vita breve, ciò che lo è invece cresce e porta frutto.

Per la cronaca non sono Baccalà ergo la tua conclusione è errata e anche tu non sei infallibile e quello che scrivi non è secondo verità ma una mera opinione...ma tanto so che riscriverai che ritirerai fuori le solite sentenze secondo teologiche visioni a tuo dire veritiere (al momento non sono ne caritatevole ne mite).Caro Tonno che dirti: io mi fermo qui. Non vado oltre e non scriverò più. Ci conosceremo solamente quando entrambi saremo difronte a Gesù che ci mostrerà sicuramente la Verità...e speriamo di cavarcela entrambi
Buona serata

Anonimo

Lino ha detto...

Tu, Baccalà nemmeno hai capito che il fantomatico Baccalà è un simbolo, una metafora. Come potevi capire il fango che insozza, il sicomoro della sozzura, la pietruzza dell'apocalisse che fate diventare un cristallo di sale, il sale che diviene "la separazione dai tuoi beni", se nemmeno capite il simbolo del Baccalà?

L'unico frutto che state portando è un'ignoranza abissale. Oltre i beni e le decime a Kiko, naturalmente.

Citate un po' meno i nomi trinitari del Santissimo: ci farete più bella figura, con le idiozie che andate raccontando.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Alla fine tutto ciò che non è ispirato da Lui ha vita breve", ha scritto il Baccalà. Il Baccalà misura con il metro del tempo nel Cammino, le poche decine di anni di vita.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Valentina Giusti ha detto...

Sempre ad Anonimo: premetto che neppure io sono una grande esperta di Catechismo e che ho dovuto riguardarmelo per ricordarmeli tutti.
Però una cosa sono i doni dello Spirito Santo (Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio): questi sì, li chiediamo al Signore.
I frutti invece (Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Longanimità, Mitezza, Fede, Modestia, Continenza, Castità e, primo fra tutti, la Carità) scaturiscono da chi quei doni li chiede, li accoglie e li mette in pratica.
Ora, non voglio fare giudizi temerari -ma il Signore mi avrà pur dato per qualcosa intelligenza e raziocinio! - se una persona non risplende per nessuno di questi frutti, non la sceglierò certo come mia guida spirituale.
Allo stesso modo, potrò definire frutto dello Spirito Santo un cammino che porta questi frutti, e non altri.

Michela ha detto...

Sicuramente quello che si può avvisare è il reato di calunnia.
Cordiali saluti


Carissimo avvocato Daniele sarò felicissima quando mi 'avviserà'.
Nel frattempo mi stia bene
Cordiali saluti anche a lei

Lino ha detto...

Stavo discutendo con Massiminiano in relazione alla norma "occhio per occhio e dente per dente" della legge ebraica. E stavamo discutendo dell'errata premessa del Cammino, dell'uomo che non può fare il bene perché ha il demonio per signore. E dei giuda di Kiko, quelli la cui "missione è molto importante, perché senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù". Quei giuda che - come Giuda - "Sono quelli in cui Satana agisce con una forza reale. Ma non perché siano cattivi e ne abbiano colpa, ma forse perché è toccato loro, per un qualsiasi motivo, su cui noi non indagheremo".

Chi ti arriva, a contribuire alla discussione? Un falso avvocato, che non conosce la differenza tra calunnia e diffamazione. E un anonimo, che la butta sulla caciara inventandosi vangeli apocrifi, che attende di essere al cospetto di Gesù per farsi spiegare se l'uomo possieda o no il libero arbitrio.

Questi sono i troll neocatecumenali: incapaci della minima argomentazione. Tu... tu... tu... saremo... saremo saremo...

Perciò, sin dal ciclo iniziale, non puoi far loro nemmeno una domanda: "Lo capirai quando farai il secondo passaggio", si sfottono anche tra loro

L'anonimo ha rinviato la questione all'ultimo passaggio :-)

Lino ha detto...

E:C.
si sfottono anche tra loro

by Tripudio ha detto...

Se mi apparisse Gesù e dicesse che il Cammino «è frutto dello Spirito Santo» capirei subito che si tratta del demonio sotto mentite spoglie.

Gli strafalcioni liturgici, le corbellerie dottrinali, le vere e proprie eresie, l'oppressione delle vite dei fratelli più piccoli, tanto per nominare solo alcune caratteristiche fondamentali del Cammino, non sono frutto dello Spirito Santo ma del demonio -- quello vero, non l'etichetta che i kikos adoperano per indicare circostanze sfortunate.

Piuttosto, siete voialtri che rifiutereste il Signore nel momento in cui Egli vi dicesse: «avevano ragione padre Zoffoli, don Conti, don Marighetto e gli altri che, Catechismo alla mano, vi hanno mostrato i vostri errori. O forse pensate che Io abbia insegnato solo per perdere tempo? O forse credete che Io abbia lasciato ognuno libero di modificare la liturgia a suo piacimento?».

Valentina Giusti ha detto...

Veramente i punti sono una sintesi dello studio di un teologo polacco, padre Poradowski.
Mi chiedo, se non trovi corrispondenze, cosa sia ciò che non ti è piaciuto del cammino e che ti ha indotto ad abbandonarlo nonostante l'avessi quasi ultimato.

sandavi ha detto...

Alla fine tutto ciò che non è ispirato da Lui ha vita breve, ciò che lo è invece cresce e porta frutto

l'Islam acquisisce consensi e recluta persone ogni giorno.
I Mormoni, gli Avventisti e altre denominazioni protestanti sono in crescita.
Gli atei e i razionalisti aumentano.
L'unica grande emorragia di fedeli ce l'ha la Chiesa Cattolica.

Seguendo il tuo ragionamento infantile, la Chiesa Cattolica non è ispirata da Dio.

Massimiano ha detto...

Michela ha detto:
Nella religione cattolica invece non sono io che amo il 'nemico' o che prendo i suoi peccati su di me, ma è Cristo che agisce anche attraverso di me.
E questo può accadere solo dopo aver accolto il mistero della croce di Cristo, dopo averlo contemplato, averlo amato, per quanto ci è possibile. A questo punto può accadere il miracolo dell'amore fino alla consegna di sè e fino al martirio, e il miracolo del perdono.

Michela, stiamo dicendo la stessa cosa. Non ho mai detto di dover amare/perdonare il prossimo sulle mie forze, ma solo dopo aver per primo sperimentato quanto Cristo mi ha amato e perdonato con la sua passione e risurrezione. Se uno ha la natura di Cristo in sè, se è tempio dello Spirito Santo, se la Grazia di Dio abita in lui, allora può non resistere al male, perdonare, morire all'altro.

@Lino
Caro Lino, sai bene che storpiare volutamente il nome di una persona davanti ad altri, equivale a mostrare la scarsa considerazione che si ha di questa persona, oppure, in ambito lavorativo, a denigrarlo, umiliarlo o far sottilmente capire che quella persona è caduta in digrazia. Vista la tua persistenza nella difficoltà a digitare correttamente le 10 lettere del mio nome, sono costretto pensar male, salvo smentita!

La citazione della legge ebraica "occhio per occhio, dente per dente" è stata da me usata quale metafora per descrivere l'egoismo, il male che facciamo, pur volendo fare il bene (giusto per parafrasare San Paolo) nella nostra vita quotidiana. E' la catena di male che chiama male, che il cristiano è chiamato a spezzare con un atto di amore gratuito in risposta ad uno di ingiustizia e di violenza. Giusto per esempio banale, a chi ci fa un torto sul lavoro, ci viene naturale tentare di ripagarlo con la stessa moneta, innescando forse una terribile reazione a catena. Ma il cristiano si tiene il torto del collega, lo ama e lo perdona sapendo che la sua giustizia risiede in Cristo. Se poi il collega se ne accorge e si fa qualche domanda, meglio, sennò ci si è presi il suo peccato per la maggior gloria di Dio.
Io non credo che il CN non riconosca il libero arbitrio dell'impossibilità di compiere il bene, ma è proprio il citato passo di San Paolo che sintetizza mirabilmente la questione.

l'apostata ha detto...

@ Massimiano

Proprio non vuoi rispondere sull'Eucaristia, come tutti gli altri neocat che ti hanno preceduto.

Niente male per un cristiano adulto nella fede...

l'apostata ha detto...

@ Massimiano

dimenticavo...

hai scritto: "...Ma il cristiano si tiene il torto del collega, lo ama e lo perdona sapendo che la sua giustizia risiede in Cristo....

Già, proprio come il signor dottor (h.c.) permaloso Arguello, che bollò pubblicamente quali "comunisti" dei sacerdoti che avevano osato fischiarlo.

Ti ripeto, mi dici se ti comunichi come Chiesa e papa vogliono o come ordina il signor dottor (h.c.) liturkikista Arguello?

sandavi ha detto...

Massimiano il tuo esempio sui torti potrebbe anche avere un senso, ma dipende dalle persone che sono coinvolte nel male che è diretto verso di noi.
Se uno minaccia di farmi del male o far del male alla mia famiglia, il miracolo è se non lo odio, ma puoi star certo che mi rivolgerò alla polizia perché mi difenda e difenda i miei familiari.
Se il datore di lavoro mi opprime, o mi toglie lo stipendio in modo ingiusto, danneggia non solo me ma anche la mia famiglia che io ho l'obbligo di proteggere, perciò potrebbe essere per Grazia che io non provi odio per lui, ma è certo che mi rivolgerò al tribunale per difendere i miei diritti.

Anche in questo Kiko stravolge il senso del cristianesimo. I cristiani non sono deficienti e l'amore al nemico ha senso solo se il danno è rivolto verso di me e me solo, dato che non ho il diritto di sacrificare oltre alla mia anche la vita altrui per la mia "lussuria da martirio".

Per fare un altro esempio, forse un po' forte, se qualcuno attenta alla purezza di mia figlia, è un miracolo se non lo uccido, ma puoi essere sicuro che mi batterò per lei in tribunale fino a che non vedrò il maiale seppellito in una prigione profondissima. Credimi non è vendetta, ma giustizia, che è anche una virtù cardinale.

Cerchiamo di non ripetere gli stereotipi neokikiani, ti prego. "Se non amo il mio nemico non sono cristiano..." a ogni caso, la sua soluzione. Le soluzioni preconfezionate non servono a niente. Il cristianesimo non è un software, non è una procedura ISO 9000 (se si verifica il caso A, procedere come A1, per il caso B, guardare la scheda B2...)

sandavi ha detto...

p.s.: mi è capitato che una ex-collega ha cercato di farmi perdere il posto in almeno una decina di occasioni, sparlando di me, facendomi sembrare un cretino, accusandomi di cose mai fatte, cercando di far assumere un altro al mio posto.
Ebbene, secondo la formula di Kiko cosa avrei dovuto fare? Io mi sono battuto, Massimiano, per vedere riconosciuto il mio diritto a lavorare e il valore del mio lavoro, certo non sono rimasto con le mani in mano a guardare quella poveretta distruggere la mia vita! E ne sono ben lieto, perché alla fine è lei ad essere andata via.
Di certo ho peccato contro di lei in tante occasioni, perché non c'è stato molto amore, per usare un eufemismo, ma se non mi fossi difeso oggi sarei disoccupato. In questo ho reso giustizia alla mia famiglia, come uomo e come padre e ne vado fiero.

Lino ha detto...

@ Sandavi
Kiko e i suoi discepoli, carissimo, non si sono mai posti il problema di analizzare l'agapao, l'amore di benevolenza che non prescinde dalla giustizia. Non capiranno mai che il prossimo si ama come se stessi, perciò la Chiesa ritiene lecita la legittima difesa (CCC 2263 e ss.).
I neocatecumenali leggono "amore" con l'itagnolo di Kiko, che significa tutto e di più, non è sottile come agape. I NC non riescono a capire che quest'amore è benevolenza nel senso di non malvolere, di non desiderare il male di chi te ne ha fatto. I neocatecumenali non distinguono tra l'affetto, l'attrazione (philia) e la benevolenza (agape), la quale benevolenza cerca la giustizia e la verità senza odio e vendette o metodi che alimentano il ciclo di violenza. I neocatecumenali non riusciranno mai a mettere d'accordo la pericope nella quale Gesù invita a porgere l'altra guancia con l'episodio di Gv 18, della guardia che lo schiaffeggia, al quale Cristo si oppone dialetticamente, senza dare l'altra faccia.

I neocatecumenali non conoscono il piano della verità, della ragione, della giustizia che anche vanno benvoluti. Perciò, alla fine, anche il loro concetto di amore diventa un vano predicare. Infatti, non mi pare che mi/ci amino molto :-)

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

Massiminiano ha detto: "Io non credo che il CN non riconosca il libero arbitrio dell'impossibilità di compiere il bene"

Il problema, Massiminiano, è che le cose nelle quali tu credi non sono in cima ai miei interessi, nel senso che che io - a differenza dei tuoi fratelli NC - non argomento ad hominem.

Il CN per quarant'anni ha insegnato questo di seguito, o no?
"C'è, infine, un terzo cerchio, un terzo gruppo di fratelli. Sono quelli che vivono nella menzogna, che hanno sempre mentito a se stessi. Sono quelli in cui Satana agisce con una forza reale. Ma non perché siano cattivi e ne abbiano colpa, ma forse perché è toccato loro, per un qualsiasi motivo, su cui noi non indagheremo. Sono forse i più ricchi umanamente, i più intelligenti (Giuda era il più intelligente degli apostoli, per questo teneva la borsa)".

Allora, Massiminiano, invece di scrivere io, tu... noi... voi, mi analizzi il testo che ho citato dai momatreti?

"E' toccato loro" che cosa, essere dominati da Satana senza che essi ne abbiano colpa? Mica è una possessione: la possessione biblica è un'altra cosa, si evidenzia con altre manifestazioni, non con l'annichilimento della volontà, lo sai , vero?

"Forse perché è toccato loro" che significa, è toccato per predestinazione alla dannazione oppure, forse, al martirio?

Indaghiamo, indaghiamo pure: quando si diffonde una cosa del genere come quella detta da Kiko, chiedere anche di non indagare è da buffoni dell'esegetica. Buffoni che pensano che il cristianesimo - anche quello dei nostri tempi - abbia prodotto soltanto ripetitori itineranti.

Lino ha detto...

P.S.
Digiterò correttamente il tuo nome quando tu risponderai a tono alle questioni. Poco interessano il tuo e il mio nome, chiamami pure Pino o Giggino, la questione è un'altra, se non mi hai capito: io... tu... noi... voi... è poca roba, tutti insieme, al cospetto di questi grandi problemi.

Lino ha detto...

P.P.S.
E, sulla questione specifica, mi ripeto, non mi hai letto.
"Ci viene naturale tentare di ripagarlo con la stessa moneta, innescando forse una terribile reazione a catena" - come hai scritto - non ha riscontri nella finalità della legge del taglione. La legge del taglione serviva ad evitare l'innesco della reazione a catena. Il dente contro dente risolveva il contenzioso. La benevolenza va oltre, non significa però farsi spaccare la dentatura tutta: significa cercare un accordo, anche cedendo qualcosa, non un secondo occhio perché non ne resterebbero altri.

Michela ha detto...

Michela, stiamo dicendo la stessa cosa. Non ho mai detto di dover amare/perdonare il prossimo sulle mie forze, ma solo dopo aver per primo sperimentato quanto Cristo mi ha amato e perdonato con la sua passione e risurrezione. Se uno ha la natura di Cristo in sè, se è tempio dello Spirito Santo, se la Grazia di Dio abita in lui, allora può non resistere al male, perdonare, morire all'altro.

hai ripetuto esattamente le parole degli annunci.

Quando si parla di 'amore', 'morire per l'altro' è facile ingannarsi.
Supponiamo che le tue parole siano vere.
...se uno ha la natura di Cristo...
nessuno può avere su questa terra la natura di Cristo, anche gli ortodossi dicono che la theousis si compie dopo la morte.
Io che ascolto questa catechesi già comincio a non capire, anche perchè mi viene spontaneo associare la natura di Cristo al mistero della Trinità, visto che per natura di Cristo io penso che si parli di natura divina. Allora la natura di Cristo deve essere caratterizzata dall'amore per il Padre. Amare il Padre, nel Figlio, significa voler aderire alla sua volontà.
Ed è possibile che la volontà del Padre sia che io perda il lavoro, come ha detto Sandavi, o venga distrutta una famiglia, come è capitato a me che ho messo in pratica questa assurda catechesi?

Non stiamo dicendo la stessa cosa, perchè tu metti sullo stesso piano la salvezza operata da Gesù, nella sua totale adesione al Padre, con la tua piccola vicenda personale, fatta di liti domestiche, litigate con i figli e così via.

Invece questa catechesi è strumentale a farti diventare un uomo a metà, ti chiede di annullarti sul lavoro o in casa per poterti poi manipolare meglio nel cammino. Ti stanno dicendo di non resistere al male che fanno i catechisti quando umiliano te o un tuo fratello, ti dicono di non giudicare il cammino quando ti chiede di fare cose odiose, stupide o sbagliate.

Le parole che tu riporti funzionano solo in un contesto di esaltazione collettiva. Ma alla prova della realtà cosa vuol dire 'non resistete al male'?
Analizzando i fatti concreti l'ideale neocat è un uomo senza dignità, incapace di difendere la sua vita e i suoi cari, ma è anche un uomo gretto e meschino, incapace di amare, che vive i suoi familiari come nemici e in nome di un falso buonismo si convince di morire per loro, tanto poi ci sarà un giro di esperienze o una redditio in cui potrà raccontare quanto è stato bravo a sopportare la moglie/marito o la suocera molesta.

Anonimo ha detto...

Buonasera. Signora Michela evidente che è stato un refuso e volevo scrivere "ravvisare" ma l'iPad mi ha mangiato una lettera. Nel modo di dire corrente il termine calunnia e diffamazione si equivalgono. Ho difeso personalmente in tribunale un appartenente alle comunità che è stato calunniato. Io faccio parte di un altro gruppo della stessa parrocchia ma collaboriamo con amore nella pastorale con altri fratelli di realtà diverse in comunione (scout, azione cattolica e neocatecumenali). Constato tuttavia che siete molto astiosi ed evitate un confronto limpido continuando a "diffamare" (va bene?).
avv. Daniele ** *******

Michela ha detto...

Avv. Daniele
non le nascondo che ho trovato comico l'involontario errore,
e non per l'errore in sè, ma perchè è da 8 anni, da quando esiste questo blog, che spuntano persone come lei che minacciano improbabili denunce.
Non c'è nulla di quanto io ed altri abbiamo scritto che non possa essere dimostrato, anzi noi saremmo ben lieti di portare alla pubblica ribalta gli errori dottrinali e i metodi settari del cammino.
Ma, come lei ben saprà, sono proprio i vertici del cammino che vogliono evitare qualsiasi forma di pubblicizzazione di quanto si fa e si dice nelle salette.
Si è mai chiesto il perchè?

Enrica ha detto...

Quanta ignoranza !!!!! quanta confusione !!!!!!! Quante cattiverie !!!!! e voi vi proclamate cristiani ? Questo blog é veramente un'insulto per la Chiesa Cattolica e il Santo Padre che come i suoi predecessori ha amato e incoraggiato il cammino neocatecumenale !!!!!! e poi chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!! Spero che abbiato il coraggio di pubblicare anche questo commento , altrimenti siete veramenti codardi !!!!!! preghiamo per chi come voi vuol demolire la chiesa con la parvenza di difenderla !!!!!
Enrica

by Tripudio ha detto...

Enrica,

"incoraggiare" non significa "dare una certificazione di santità".

Inoltre i Pontefici hanno dato al Cammino non solo incoraggiamenti, ma anche rimproveri:

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno condannato gli strafalcioni liturgici neocatecumenali...

...e Francesco ha condannato le cattiverie del Cammino.

Il Cammino Neocatecumenale contiene numerosi errori.

Ti invito a sfogliare questo blog prima di mormorare e sputare veleno come hai fatto col tuo commento delle 17:12.