mercoledì 26 novembre 2014

"Suonava la chitarra col pane consacrato in mano"

Ero arrivata al punto di non sopportare l'Eucarestia neocat. Continuavo a frequentare la liturgia della Parola, ma non riuscivo più ad andare al sabato sera. Fin la Messa più sciatta in una qualsiasi parrocchia mi attirava di più.

Non si può descrivere la povertà spirituale, la piattezza, la sciatteria dei partecipanti delle liturgie del Cammino Neocatecumenale. Qualche volta, se mi invitano e devo partecipare, ritrovo lo stesso senso di estraneità tra me e quello che la liturgia dovrebbe offrirmi.

Praticamente ho fatto un cammino alla rovescia, all'inizio ero convinta di vivere celebrazioni intense e più spirituali solo perchè c'era molta partecipazione emozionale.

Poi, una volta scoperto che Dio sta nella brezza leggera di Elia, e non nella prolissità e confusione rumorosa dei neocat, ho cominciato ad amare la partecipazione silenziosa ai vari momenti della Messa, la libertà dell'incontro personale con il Signore senza mediazioni umane di ammonizioni vuote e noiose, come se Dio avesse bisogno di essere introdotto dalle molte chiacchiere nelle ammonizioni/ambientali.

Papà, dai, a che aspetti? Mangia!
La distribuzione neocatecumenale dell'Eucarestia mi mette in difficoltà, soprattutto l'alzarsi e subito sedersi, il sistemarsi il vestito mentre ci si siede, sempre con il Corpo di Cristo sulla mano...

Poi c'è la schizofrenia dei canti per cui al calice deve salire il livello emozionale e si canta urlando e battendo le mani.

E' una cerimonia che ha molto di pagano, serve a esaltare, ad eccitare il sistema nervoso. Forse è meglio andare in discoteca....
(da: Michela)


Condivido dal profondo del cuore ciò che dice Michela. L'eucaristia secondo il 'rito neocatecumenale' non lascia spazio per il rapporto personale con Cristo e per l'adorazione, circondata com'è dal baccano e dalla confusione piena di emotività.

Frammenti di Eucarestia
reperiti nell'aspirapolvere
dopo una celebrazione neocat
Non mi è mai piaciuto che i frammenti del pane azzimo venissero con trascuratezza fatti cadere.

Ricordo addirittura che il mio capo-responsabile, per la frenesia di fare un canto subentrando ad altri cantori, suonava la chitarra con il pane consacrato in mano. Più di una volta me lo facevo dare e lo tenevo per lui.

Sia ben chiaro, non faccio nessun giudizio su chi partecipa all'eucaristia neocatecumenale, ma dal momento che sono proprio loro a voler dare tanta importanza ai 'segni'...ebbene, il trattare il Pane consacrato con tanta irriverenza e trascuratezza porta a mettere in dubbio, nei segni concreti e nei fatti, la reale presenza di Gesù.

Liturgia neocatecumenale:
notate la faccia del suonatore di bongo
e dei cristiani "adulti" nella fede...
Dàgli oggi, dàgli il prossimo sabato...la concezione protestante della presenza solo spirituale o del significato simbolico della comunione, diventa una realtà.

Vi siete mai chiesti perché è così importante per Kiko che rimaniate seduti? Guardando queste foto si capisce perché e dove in realtà voglia arrivare.
(da: Valentina)

63 commenti:

Anonimo ha detto...

Si, è vero. Anke mia madre si è sentita blasfema a mangiare il pane azzimo in quel modo. Una sera avevo invitato mia madre e mia nonna alla celebrazione e mia nonna si riferì a me dicendo: "la tua religione".

luigi ha detto...

Io la comunione la ricevo solo se mi sono confessato e la ricevo sulla lingua. Non voglio toccare l'Eucaristia con le mie dita. Ma come fanno questi?

by Tripudio ha detto...

Chi è veramente convinto che in quel pane consacrato c'è realmente presente il corpo e sangue di Cristo (non solo "spiritualmente", non "mischiato", non "in apparenza", ma realmente presente, sacramentalmente presente, veramente presente), allora ne trae le ovvie conseguenze. A cominciare dal rispetto e dall'onore con cui si ha a che fare con l'Eucarestia.

I santi ne sono sempre stati ben convinti (breve articolo qui).

Consiglio anche un articolo di padre Enrico Zoffoli sull'Eucarestia (cliccare qui).

Un cretino - e sono stato troppo caritatevole - che suona la chitarrella mentre tiene in attesa il Corpo di Cristo in ostaggio, evidentemente ha già deciso quale è il suo Dio: e non è quello realmente presente nel Santissimo Sacramento.

Queste assurdità sacrileghe avvengono solo nel Cammino Neocatecumenale.

luigi ha detto...

In una celebrazione come quella descritta non si celebra il sacrificio di Gesù che"ha saldato il debito al posto nostro". Si celebra solo se stessi.

Anonimo ha detto...

in verità una volta sapeva di DETERSIVO miserere nobis ...(il pane azzimo)

Lino ha detto...

OT
Rispondo qui a Pietro Soave, magari legge.

Pietro ha detto: "Preferire Dio nella vita cristiana non e' solo disobbedire ai genitori se ti dovessero invitare al peccato"

Ma di cosa stai parlando, Pietro Soave? E, secondo te, se questa tua fosse l'argomentazione di Kiko, staremmo qui a perdere tempo con te e con i NC?
"Alcuni legami non sono vissuti nel modo corretto"... bla... bla... bla...
Ma l'hai capito o no il concetto di "idolo" in Kiko? leggi Valentina, che ne sa più di te. Leggi il sacro mamotreto, se non le credi. Lo hai mai letto, Pietro? Oppure sei rimasto al "verba volant"? Chiedilo a Pasqualone, te ne darà una copia non falsificata, il mamotreto con la copertina blu e con la scritta - Pro manuscripto luglio 1986 - in prima pagina.

Chi ti ha eletto devastatore della parola di Kiko, Pietro?
Cosa significa per te, Pietro, "Esci dalla tua terra e dalla tua parentela e va' verso una terra che io ti darò"?
Hai ascoltato, Pietro la parola: "esci
dalla tua terra e dalla tua parentela e mettiti in cammino"? Ce ne spieghi il senso della citazione, secondo Kiko?

Questi pensano di venire qui a prenderci per i fondelli. Non sanno che per i fondelli prendono se stessi.

Anonimo ha detto...

Questo post è la sintesi perfetta dei questo blog in cui si affermano contro il cammino le più grandi stupidaggini.

Ora sfido chiunque in questo blog a dimostrarmi come si possa suonare la chitarra tenendo in mano il Corpo di Cristo. A meno che l'orrendo cantore abbia tre mani.

by Tripudio ha detto...

L'anonimo delle 18:37 è la sintesi perfetta della maldicenza neocatecumenale, uno dei principali frutti del Cammino.

Anziché infuriarsi contro un cosiddetto "cantore" autore del sacrilegio (sarebbe bastato un: "se è davvero successo chiedo perdono a Cristo a nome di tutto il Cammino e mi impegno a denunciare i fratelli di comunità che maltrattino il Corpo di Cristo": ma nessun adoratore dell'idolo Kiko osa mai ammettere gli errori dei seguaci di Don Kikolone)... viene qui a pontificare su quante mani servono per farlo.

Dunque, tra un sacrilegio e un'accusa al Cammino, si capisce bene lui cosa odia di più.

by Tripudio ha detto...

Vorrei dire al caro fratello anonimo (che magari è uno di quelli che dopo la Comunione si puliscono le dita sui pantaloni per scaraventare via i frammenti residui del Corpo di Cristo), che da ieri stanno giungendo qui parecchie "visite" da Facebook.

Chissà, magari qualche fratello di comunità ha dato il proverbiale calcio sul nido di vespe, postando in qualche neocatecumenalissimo gruppo dei link a questo blog dicendo: «fratelli, però lì su quel blog non hanno proprio tutti i torti...».

In tal caso il suo cosiddetto "catechista" gli starà già telefonando per dirgli "sei un Giuda, hai un demonio".

Valentina Giusti ha detto...

Immaginavo che qualche anonimo dalla scarsa immaginazione avrebbe chiesto come facesse il mio caporesponsabile a suonare con il Pane consacrato in mano.
Intanto, non sto parlando di un 'orrendo cantore' ma di un padre di famiglia stimabilissimo che, pur nell'errata sequela di Kiko, ci ha sempre messo la faccia e che mi dispiace possa venire insultato da qualcuno che non fa neppure la fatica di inventarsi un alias.
Non c'è bisogno di una terza mano se il pane viene racchiuso tra mignolo anulare e medio di una manona più adatta al lavoro fisico che alle arti musicali, mentre pollice ed indice percuotono le corde nell'ormai celeberrimo 'sdrung-sdrung-sdrung'.
Aggiungerò che più spesso il pane consacrato se lo appoggiava sulle ginocchia unite, in precario equilibrio.
Altri cantori più semplicemente lo affidavano a un vicino.
Spero di aver sciolto ogni dubbio residuo.

Valentina Giusti ha detto...

E aggiungo: che una persona così fervente e ben intenzionata non lo vivesse come un sacrilegio, fa capire come l'insegnamento e la prassi kikiana porti a credere che un canto ben interpretato per fare servizio alla Comunità, valga più dell'adorazione e del rispetto dovuto al Corpo di Cristo.

Anonimo ha detto...

NELLA TERZA TAPPA DEL PATER ,IL RITO FINALE CON IL VESCOVO COSTA PARECCHIO è VERO ? ,ALTRO CHE DECIMA, MI Sà CHE SI AMMAZZANO PARECCHI VITELLI GRASSI, QUALCUNO Sà QUALCOSA??

Anonimo ha detto...

Scusa Valentina ... ma il presbitero?
Per me la colpa e'solo sua.
Stento a crederci ma ti credo,i cantori pur di cantare venderebbero l'anima al diavolo.
L'importante per loro e'essere fedeli

Valentina Giusti ha detto...

Questa è una notizia di martedì, letta su Facebook da un collaboratore di Cruxsanta: "Fratelli, vorrei solo informarvi che Carmen Hernández, ha molto bisogno in questi tempi delle nostre preghiere.
Un fratello ha dei catechisti che sono stati catechizzati a loro volta da Kiko Carmen e padre Mario Pezzi.
Gli hanno riferito che il momento per lei è critico, essendo la salute in una fase delicata, e che potrebbe essere possibile che vada presto in cielo."

Anonimo ha detto...

per il bene dell'anima di carmen ... speriamo che in punto di morte si converta alla vera fede cattolica rinnegando gli errori che ha insegnato insieme a kiko x una vita intera....altrimenti altro che 'cielo'!!!!!
non fatela santa solo perchè sta morendo!!!!

Lino ha detto...

A PROPOSITO DI CELEBRAZIONE EUCARISTICA NC

Ieri una ex del Cammino mi ha inviato un messaggio FB, chiedendomi anche lei della enigmatica icona di Kiko Arguello:
Inquietante Cena giovannea con Gesù risorto
La persona ha notato che nell'altra icona con la scena giovannea, sempre di Kiko:
Ultima Cena
dove Gesù è correttamente figurato con gli abiti, non c'è il pesce sulla tavola.
Come mai quest'altro arcano? Noi sappiamo che il pesce è simbolo eucaristico. Come mai Kiko lo mette soltanto in una scena con Gesù risorto, differentemente dalle icone bizantine di riferimento?

Arcani del Cammino ;-)

Michela ha detto...

C'era chi diceva ( Jeff?) che il cammino è cambiato negli anni.

E' vero, una volta non ci si sgolava al calice, si facevano dei canti normali, adesso si canta urlando e si suona con forza bonghi e cembali, che sono bellissimi strumenti adatti, però, ad animare una festa popolare, per divertirsi e ballare.

Mi chiedo anche come si è arrivati a trasformare la cena ebraica in una liturgia che esalta la superbia ( e ti fa credere che la Parola ha bisogno della mediazione di un laico che la 'ammonisce')
che esalta il protagonismo delle risonanze e delle lunghe preghiere spontanee
che esalta l'uomo che si fa servire l'Eucarestia seduto su comode poltroncine
che esalta gli istinti pagani per cui più si urla più ci si sente partecipi della gioia.

Mi dispiace per la malattia di Carmen, ma è proprio lei che ha una grande responsabilità nell' aver voluto introdurre una celebrazione con queste caratteristiche.

Anonimo ha detto...

Mi dispiace per la malattia di Carmen, ma è proprio lei che ha una grande responsabilità nell' aver voluto introdurre una celebrazione con queste caratteristiche.CHE SUCCESE ALLA CARMENCITA ??

Anonimo ha detto...

30anni

Non c'è bisogno di una terza mano se

1) il pane viene racchiuso tra mignolo anulare e medio di una manona più adatta al lavoro fisico che alle arti musicali, mentre pollice ed indice percuotono le corde nell'ormai celeberrimo 'sdrung-sdrung-sdrung'.

2) più spesso il pane consacrato se lo appoggiava sulle ginocchia unite, in precario equilibrio.

3) Altri cantori più semplicemente lo affidavano a un vicino.


Sulla base della mia esperienza più che trentennale, le prime 2 situazioni mi sembrano alquanto improbabili, non solo perché io non le ho mai viste (e questo può essere significativo ma non completamente probante, ma perché è una situazione al limite del grottesco che nessun presbitero o fratello di comunità avrebbe fatto passare).

La 1) è anche irrealizzabile; come si fa a muovere la mano destra per suonare le corde senza far cadere o sbriciolare il pane? L'unica che potrebbe essere realistica sarebbe la 3, ma non nel senso che il cantore riceve il pane e lo passa al vicino, ma semmai così: la distribuzione avviene mentre il cantore sta suonando e il presbitero consegna 2 particole al vicino che poi alla fine del canto la passa al cantore.

Ma in realtà per quella che è la mia esperienza trentennale il problema non si pone perché, proprio per evitare queste situazioni, la distribuzione del pane al cantore avviene sempre alla fine, dopo che tutti gli altri hanno ricevuto il pane e quando il cantore ha terminato il canto e deposta la chitarra. Per lo stesso motivo nella distribuzione del vino si fa esattamente l'opposto: prima i cantori e poi tutti gli altri (tranne ovviamente tutti i presbiteri che sono i primi a comunicarsi al calice all'altare).

Anonimo ha detto...

Per quello che puó valere, anche io ho un'esperienza trentennale in diverse parrocchie italiane e non. Una cosa del genere non l'ho mai vista, è sempre stato come ha descritto anonimo 30 anni. Il presbitero avrebbe dovuto correggere quel fratello, lo stesso avresti dovuto fare tu Valentina (immagino l'abbia fatto: che ti è stato risposto?)

Saluti
Jeff m.

Michela ha detto...

Sulla base della mia esperienza più che trentennale, le prime 2 situazioni mi sembrano alquanto improbabili, non solo perché io non le ho mai viste (e questo può essere significativo ma non completamente probante, ma perché è una situazione al limite del grottesco che nessun presbitero o fratello di comunità avrebbe fatto passare).

è incredibile come ti appigli a particolari
si sta parlando di una celebrazione, che non si può chiamare Messa, che è una liturgia tutta basata sull'umano, in cui Cristo è un 'partecipante' tra i tanti, che al limite 'passa' ....
e tu ti chiedi come si fa a tenere il pane tra le dita e suonare?
Anche Valentina ha detto che non era una regola, ma è capitato, ed è il fatto che il cantore non ci trovasse niente di male che lascia perplessi, anche se fosse accaduto una volta sola.

Per quanto riguarda il presbitero, conosco un sacerdote che rimproverava i neocat, pur continuando a fare le celebrazioni con loro.
E' stato vittima di calunnie, è stata messa in discussione la sua fede e il suo essere sacerdote.
Gli altri sacerdoti della parrocchia invece sono rimasti in in silenzio e hanno preferito servire il cammino.

Quindi smettila con queste stupidaggini: nessun presbitero ha l'autorità di chiedere qualcosa all'assemblea neocatecumenale e mi pare strano che in 30 anni non l'hai capito.
Il sacerdote non-neocat che rimprovera qualcosa al cammino non viene più chiamato a celebrare e si perde la busta con i 50-100 euro. (a proposito di tariffe delle celebrazioni....)

sandavi ha detto...

Negli anni è capitato tante volte di sentire dei sapori assurdi nel pane: anice, detersivo, limone, pollo, uovo, ciambellone...

E capita ovviamente perché il pane è cotto in un forno casalingo dove entra qualsiasi cosa.

Anche questo è un indizio della scarsa considerazione per il Corpo del Signore.

Valentina ha riportato un estremo, anche a me non è mai capitato di vedere un comportamento tanto sconsiderato, ma ce ne sono molti altri meno estremi, ma più comuni e ciò è decisamente più grave!

Sbocconcellare il Corpo di Cristo a voi neocat sembra una cosa buona?
Smanacciare in fretta il pane consacrato per dividerlo in pezzi a voi sembra una cosa buona?
Leccarsi le mani per prendere tutte le briciole vi pare dignitoso?

Io Jeff, non riesco più a partecipare a una celebrazione neocat, mi è capitato di recente alcune volte, mi sento terribilmente a disagio. Se non ero nella disposizione giusta rifiutavo il corpo di cristo e invece che starmene seduto a pregare come avviene in una normale chiesa, mi sentivo osservato da quella maledetta assemblea in circolo. Unico (DICO UNICO) a non comunicarsi. In quel frangente mi sentivo una mosca bianca, fuori posto.

E non è l'unico motivo! Non mi piace ballare, non mi piace cantare per forza o urlare. E poi a ogni risonanza mi veniva da girare gli occhi per le stupidaggini insulse che si sentono, per non parlare delle monizioni prolisse e fuori contesto con i fanatici che ti sparano le loro catechesi lampo come se capissero qualcosa del cattolicesimo!
Insopportabile, un peso assurdo, senza sacralità, ma solo con l'apparenza della sacralità, con i gesti misurati al millimetro, ma perdendo del tutto di vista l'essenziale, che è l'onore dovuto al Padrone di Casa.

Il responsabile là, l'ostiario al margine.. passa la patena col pane ma si ferma all'angolo, lo dà al responsabile, che fa il giro sempre nello stesso verso, i calici in fondo, le patene ai lati... quelli che allineano le patene per farle stare simmetriche... che pena...

Valentina Giusti ha detto...

30anni e Jeff:
secondo voi sbriciolare il Corpo di Cristo e calpestarlo è normale, vero? Non è sacrilegio?
Oppure in 30 anni non l'avete mai visto? E magari non avete mai visto fratelli con il pane consacrato in mano alzarsi e andare a confabulare con questo o con quello? O altri ridacchiare o chiacchierare con il vicino?
Il problema non sono le acrobazie del mio caporesponsabile (che spero e mi auguro nessun altro mai abbia fatto in nessuna comunità del mondo), il problema è che dopo 30-40-50 anni e più di cammino, non aumenti in voi di un millesimo la venerazione per Gesù Cristo, vero e vivo.
Aumenta l'obbedienza ai catechisti, il tempo dedicato alla comunità, la prosopopea forse. Ma l'amore per Gesù Eucarestia no, per nulla...siete sempre all'anno zero!

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=TIZCLOHGXGE

Anonimo ha detto...

VALENTINA TUTTO QUELLO CHE DICI E VERO.UNA CURIOSITà A CHE TAPPA DEL CAMMINO HAI SMESSO DI VENERARE KIKO ?

Anonimo ha detto...

30anni

è incredibile come ti appigli a particolari ... e tu ti chiedi come si fa a tenere il pane tra le dita e suonare?

Beh non è proprio un particolare; se la cosa non è fisicamente possibile lo è indipendentemente dal tatto che sia sconveniente o no. Per quel che riguarda il giudizio sul fatto (se eventualmente successo) mi sembra di averlo già dato: tra le dita mentre si canta o sulle ginocchia sarebbe stato se avvenuto un fatto del tutto grottesco da stigmatizzare immediatamente (ma da parte di tutti i presenti). Comunque ribadisco che sarebbe al di fuori di ogni prassi neocatecumenale; se il cantore avesse fatto un qualcosa del genere davanti a qualsias catechista sarebbe stato mazzuolato subito.

Quindi smettila con queste stupidaggini: nessun presbitero ha l'autorità di chiedere qualcosa all'assemblea neocatecumenale e mi pare strano che in 30 anni non l'hai capito.

Qui mi sembra che la confusione la fai tu (per essere benevoli). Un qualsiasi presbitero avrebbe tranquillamente detto che non andava in atteggiamenti di quel genere. Sull'autorità di dire qualcosa questa non è affatto in discussione; che poi lo facciano p meno dipende dal presbitero; c'è chi parla poco ma c'è chi si fa sentire eccome e non ci sono catechisti che tengano.

Il sacerdote non-neocat che rimprovera qualcosa al cammino non viene più chiamato a celebrare e si perde la busta con i 50-100 euro. (a proposito di tariffe delle celebrazioni....)

Mai saputo di tariffe di questo genere; la mia esperienza può non essere completa ma fare assolutizzazioni come quella di sopra mi sembra una stupidaggine ...

secondo voi sbriciolare il Corpo di Cristo e calpestarlo è normale, vero? Non è sacrilegio?

E chi ha mai detto il contrario?

Oppure in 30 anni non l'avete mai visto?

Ogni tanto a qualcuno cade una briciola e la raccoglie immediatamente guardando con attenzione per terra.

E magari non avete mai visto fratelli con il pane consacrato in mano alzarsi e andare a confabulare con questo o con quello? O altri ridacchiare o chiacchierare con il vicino?

No, capita che parlano con il vicino ma stando seduti. Oppure qualcuno, nonostante i ripetuti richiami, sta con le gambe accavallate.

by Tripudio ha detto...

Vorrei far notare a Jeff e 30anni che:

- non è detto che il prete ci faccia caso, tanto più se sta già "distribuendo" altrove

- non è detto che il prete si adiri (lo sapete meglio di me che esistono pretonzoli decisamente insensibili al Santissimo Sacramento, e che intervengono solo quando temono che arrivi qualche punizione)

- non è detto che i vicini si accorgano di un cantore infoiato che sta trattenendo "sotto sequestro" la fastidiosa particola più o meno grande

- e infine, le tre dita libere della mano destra possono benissimo schiacciare sul palmo.

Il caro fratello Jeff si sente chiamato ad essere il "bastian contrario" di questo blog, illudendosi che solo così si possano difendere gli indifendibili strafalcioni del Cammino.

Purtroppo, servendo la parrocchia e la diocesi, ho visto anch'io numerosi abusi e sacrilegi anche al di fuori del Cammino.

Quasi sempre non c'era modo di intervenire - nel momento in cui ti rendi conto di come viene maltrattato il Santissimo Sacramento e hai un sussulto di sdegno nel cuore, nella maggioranza dei casi già non puoi più far nulla (per esempio: puoi mica metterti, durante la distribuzione dell'Eucarestia, a rampognare chi si è appena ripulito le dita sui vestiti?)

In molti altri casi ho fatto presente al celebrante l'abuso, subito dopo la Messa. Talvolta perfino con qualche buon risultato a favore di Nostro Signore.

Vorrei far notare in particolare il solito trucchetto neocatecumenale di cui Jeff ci ha dati tanti esempi nel corso degli anni. E cioè il dire qualcosa tipo: «da noi non è mai successo, io non l'ho mai visto, se succedesse ci sarebbero dei provvedimenti, anche importanti e pesanti...»

Sarebbe come se io dicessi che a New York nessuno ha mai parcheggiato in doppia fila o in sosta vietata poiché io a New York non ho mai visto cose del genere.

Capite l'esempio? Anche chi è convinto della mia sincerità capirebbe che l'affermazione in sé è decisamente improbabile e che comunque non può inficiare la testimonianza di chi è stato a New York almeno una volta e ha visto parcheggiare in sosta vietata.

Anonimo ha detto...
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by Tripudio ha detto...

Come c'è scritto qui sopra, "i commenti totalmente anonimi verranno cestinati".

Tanto più se un anonimo viene a dire: "è impossibile". Valentina l'ha visto coi suoi occhi: chi sei tu per stabilire cos'è che lei deve vedere o non deve vedere?

Valentina Giusti ha detto...

Chi di voi sa suonare la chitarra, faccia pure la prova...io l'ho appena fatta, ho fatto agevolmente un paio di giri di Do tenendo fra le ultime tre dita e il palmo della mano destra un pezzo di focaccia... e io ho delle mani davvero piccine!
Sfatato dunque il 'non è possibile' (che un po' mi dovrebbe offendere, ma io sono una persona molto tranquilla :-)), vorrei dire a 30anni -che ho sempre ritenuto persona onesta e, per quanto possibile a chi ancora può restare in cammino, obbiettiva, che le sue affermazioni non fanno che confermare il mio assunto.
Hai detto che un fratello in comunità sorpreso in questi atteggiamenti, sarebbe stato 'ripreso', 'stigmatizzato', se non 'mazzuolato' da confratelli, presbiteri e catechisti...hai detto 'non è la prassi', 'non è l'uso' in cammino.
Perché non rispondi invece: 'In comunità impariamo ad adorare e venerare il corpo di Gesù...il momento della comunione è il clou della nostra vita di neocatecumeni e di cristiani...i nostri catechisti e Kiko stesso ci ripetono incessantemente di adorare e venerare Gesù nell'ostia consacrata...'
Perché non ti affiorano spontanee queste frasi? Ti dico io il perché.
Perché non sono vere, e tu non sei un bugiardo, sei solo ingannato, come sono stata anch'io e per questo non ti giudico.

Anonimo ha detto...

30anni

- non è detto che il prete ci faccia caso, tanto più se sta già "distribuendo" altrove

Possibile, ma qui la discriminante di cui si duscute è se si tratta di comportamento stigmatizzato o meno. Se il caso fosse isolato e il presbitero non se n'è accorto si dovrebbe parlare di idiozia isolata.

- non è detto che il prete si adiri (lo sapete meglio di me che esistono pretonzoli decisamente insensibili al Santissimo Sacramento, e che intervengono solo quando temono che arrivi qualche punizione)

Questo lo escluderei perché nel cammino si è sempre molto puntato sull'aspetto formale delle celebrazioni come sono state insegnate dai catechisti (con tutte le obiezioni e riserve che io ho più volte espresso qui sull'aderenza alle prescrizioni dei libri liturgici e soprattutto sull'obbedienza a quanto richiesto da papa BXVI). E in queste modalità il modo di stare seduti e composti durante il canto e prima di comunicarsi ha sempre avuto un ruolo importante. Qundi un qualsiasi presbitero NC avrebbe avuto MOLTO da dire in caso si atteggiamenti come quelli descritti (PS, lasciati dire che comunque il definire pretonzoli sacerdoti di SM Chiesa è un po' dissacrante a sua volta).

- non è detto che i vicini si accorgano di un cantore infoiato che sta trattenendo "sotto sequestro" la fastidiosa particola più o meno grande

Possibile, ma questo solo se è avvenuto una sola volta. In caso di situazioni ripetute vale per i laici quello che ho detto su per i presbiteri.

- e infine, le tre dita libere della mano destra possono benissimo schiacciare sul palmo.

Beh, qusto non è vero. Io sono cantore e posso dire per certo che se hai qualcosa tra mignolo e anulare qualunque cosa fai con le altre 3 dita (anche schiacciare sul palmo???) sulla chitarra provoca un'agitazione della mano per la quale: 1) probabilmente l'oggetto tenuto cadrebbe per terra; 2) quasi sicuramente si sbriciolerebbe.
Per cui se non fosse stato un caso isolato (e sfuggito ai più) varrebbe la stigmatizzazione (o meglio mazzuolatura) indicata sopra.

Anonimo ha detto...

30anni

Chi di voi sa suonare la chitarra, faccia pure la prova...io l'ho appena fatta, ho fatto agevolmente un paio di giri di Do tenendo fra le ultime tre dita e il palmo della mano destra un pezzo di focaccia... e io ho delle mani davvero piccine!

La prova va fatta con il pane azzimo usato che non è focaccia; se tieni tra le dita un pezzo di pane azzimo staccato, questo fa facilmente le briciole.

Sfatato dunque il 'non è possibile' (che un po' mi dovrebbe offendere, ma io sono una persona molto tranquilla :-))

Nel messaggio precedente ho spero chiarito meglio cosa intendo. Un fatto simile non può che essere una idiozia comportamentale isolata e stigmatizzabile facilmente dai presenti proprio perché va contro il ritualismo insegnato alle comunità. Tutto qui.

Perché non rispondi invece: 'In comunità impariamo ad adorare e venerare il corpo di Gesù...il momento della comunione è il clou della nostra vita di neocatecumeni e di cristiani...i nostri catechisti e Kiko stesso ci ripetono incessantemente di adorare e venerare Gesù nell'ostia consacrata...'

Non so se incessantemente, ma è certo che l'invito a fare proprio quello che dici viene fatto spesso sia nelle catechesi che nelle ammonizioni ambientali alle eucarestie. Che poi tutte le persone lo facciano realmente è sempre è un'altra cosa, così come nelle celebrazioni in parrocchia non vedrai tutti e sempre i fedeli in atteggiamento di venerazione durante l'eucarestia.

Anonimo ha detto...

Si puoi cancellare tutti i commenti totalmente anonimi che vuoi ma non puoi cancellare la verità cioè che non è vero che si suona la chitarra con il Corpo di Cristo in mano.E' una calunnia,
una bugia,una falsità.E' una cretinata inventata,una stupidaggine.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello anonimo, tu che sei così coniglio che non sai sceglierti neppure uno pseudonimo, chi sei tu per negare la testimonianza di Valentina?

Ugualmente il caro fratello 30anni merita il premio tutto neocatecumenale del "Ci fai o ci sei?"

I sacrilegi sull'Eucarestia sono talmente diffusi nel Cammino che li ha nominati perfino Kiko, dicendo che se la Santa Sede avesse scoperto "per tre volte" (sic! così poco vale il Corpo di Cristo? ci vogliono ben tre sacrilegi?) che il «vino cadesse per terra» (sic! il vino consacrato sarebbe ancora "vino"? dunque Kiko non crede alla presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento?) allora al Cammino la prassi invalsa sarebbe stata «proibita» (sic! quali proibizioni hanno finora fatto effetto? nessuna! nemmeno il Papa e lo Statuto del Cammino sono riusciti a far cessare sacrilegi e strafalcioni liturgici!).

E dopo tutto questo il caro fratello 30anni viene qui a cercare di spaccare il pelo in quattro - tipica tattica neocatecumenale del salto della quaglia, altrimenti nota come deviare altrove il discorso, cioè rendere estenuante e fastidiosa la discussione, adoperare qualsiasi trucco e qualsiasi menzogna pur di non far ricordare l'evidenza, pur di non far notare i fatti concreti.

I normali fedeli neocatecumenali si ripuliscono le dita sui pantaloni e sulle gonne (in modo da scacciare via i frammenti del Corpo di Cristo!), come può dunque essere "impossibile" che qualche grattugiachitarra kikiano nella foga delle pennate e delle strimpellate, "non può" aver mai fatto una cosa del genere?

Il caro fratello 30anni va cianciando di "idiozia isolata".

Infatti sa meglio di noi che una delle vergogne del Cammino è il perfido trattamento riservato al Santissimo Sacramento, per questo è così acceso nel gridare che "non è possibile", che "non può succedere", che se succedesse allora il reo sarebbe stato "ripreso", eccetera.

Quella del negare a prescindere è la stessa tattica neocatecumenale usata anche dieci, venti, trenta, quarant'anni fa: "dite sempre che non è vero, e al limite ammettendo la possibilità di un episodio isolato da parte di un facinoroso immediatamente punito". A suo tempo tantissime vittime del Cammino Neocatecumenale hanno scritto a padre Zoffoli lamentando proprio quell'atteggiamento fondato sulla menzogna, e trent'anni dopo ci ritroviamo il caro fratello 30anni che ancora applica lo stesso metodo.

Come avvenne quando pubblicammo la foto dei frammenti di Eucarestia ritrovati nell'aspirapolvere passato nella saletta neocatecumenale dopo la liturgia del sabato sera, anche oggi troviamo qualche neocat che corre qui a testimoniare la propria fede nell'idolo Kiko dicendo che... "non è possibile, non può succedere".

Se 30anni credesse davvero nei dogmi cattolici avrebbe anzitutto desiderato compiere gesti di riparazione. Ma come nel caso della saletta appena citata, non si trovò un neocat neppure a pagarlo.

Per gli adoratori dell'idolo Kiko l'importante è salvaguardare il prestigio di Kiko e del Cammino, e poco importa che Nostro Signore venga calpestato.

Michela ha detto...

E' veramente molto interessante che Jeff, 30 anni e altri ncn anonimi hanno trovato da ridire solo sul fatto che non si può suonare con la Comunione tra le dita.

Su tutto il resto, quindi, siamo d'accordo.
Nulla da dire sul protagonismo, sulla sciatteria, sull'autocelebrazione della comunità, sulle stupidaggini delle risonanze e dei didascali, sul Cristo che passa e che mi serve mentre io mi alzo e mi siedo, ecc. ecc.

Anonimo ha detto...

30anni

Infatti sa meglio di noi che una delle vergogne del Cammino è il perfido trattamento riservato al Santissimo Sacramento, per questo è così acceso nel gridare che "non è possibile", che "non può succedere", che se succedesse allora il reo sarebbe stato "ripreso", eccetera.

Qanado qui si scrivono cose condivisibili lo dico, ma su queste punti le cose stanno come ho detto, non ci posso far niente :-)
Il problema di questo blog è che esagerando e generalizzando diventa meno efficace e si dà la zappa sui piedi.


by Tripudio ha detto...

Giusto per non farsi abbindolare dalle espressioni farisaiche e menzognere degli adepti dell'idolo Kiko...

Lingua neocatecumenalese: «nel cammino si è sempre molto puntato sull'aspetto formale delle celebrazioni come sono state insegnate dai catechisti»

Traduzione in lingua italiana: «nel Cammino si punta sul rispetto formale di ciò che insegnano i cosiddetti "catechisti", i quali ubbidendo ciecamente agli idoli Kiko e Carmen piuttosto che all'autorità della Chiesa».

Lingua neocatecumenalese: «(con tutte le obiezioni e riserve che io ho più volte espresso qui sull'aderenza alle prescrizioni dei libri liturgici e soprattutto sull'obbedienza a quanto richiesto da papa BXVI)».

Traduzione in lingua italiana: «(qui posso anche esprimere "riserve" ecc., ma in pratica il sabato sera faccio come dicono i "catechisti", cioè disubbidisco alla Chiesa, cioè ubbidisco a Kiko)».

Lingua neocatecumenalese: «seduti e composti durante il canto e prima di comunicarsi ha sempre avuto un ruolo importante».

Traduzione in lingua italiana: «disubbidiamo alla Chiesa ma lo facciamo in maniera "composta" (nel senso che ognuno fa a modo suo: chi si pulisce le dita sui pantaloni, chi grattugia la chitarrella col Corpo di Cristo in mano, ecc... per noi è importante, anzi, importantissimo ubbidire a Kiko piuttosto che alla Chiesa».

Lingua neocatecumenalese: «un qualsiasi presbitero NC avrebbe avuto MOLTO da dire in caso si atteggiamenti come quelli descritti».

Traduzione in lingua italiana: «non gliene può fregà de meno, altrimenti rispetterebbero loro per primi le norme liturgiche, sgridandoci per il fatto che ci sediamo come all'osteria e al cabaret, e ricordandoci che lo Statuto del Cammino vieta gli strafalcioni (cfr. nota 49 dell'articolo 13) e che una liturgia inquinata è inequivocabile sintomo di una fede inquinata».

Lingua neocatecumenalese: «lasciati dire che comunque il definire pretonzoli sacerdoti di SM Chiesa è un po' dissacrante a sua volta».

Traduzione in lingua italiana: «formalmente sono preti, in quanto ordinati al sacerdozio; in pratica il loro sacerdozio è fondato sugli strafalcioni liturgici. Sono dei macellai del Santissimo Sacramento e della liturgia cattolica, offendendo Dio insieme ai neocatekikos che partecipano allo scempio».

Lino ha detto...

Neocatecumenalese: "Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione, fatto vita per portare al Padre tutti quelli che celebrano la Pasqua, tutti quelli che celebrano la cena con Lui..."

Ulrich Zwingli: “Mangiare spiritualmente il corpo di Cristo significa aver fiducia, con il cuore e con la mente, nella misericordia e nella bontà di Dio, per mezzo di Cristo, ossia, avere la costante certezza di fede che Dio ci concederà il perdono dei peccati e la gioia della salvezza eterna per merito di suo figlio che ha dato se stesso per noi… Perciò, quando vi avvicinate alla Cena del Signore per nutrirvi spiritualmente di Cristo, voi ringraziate il Signore per questo suo grande favore, per la redenzione che vi libera dalla disperazione, e per il pegno che vi dà la certezza della salvezza eterna”.

Pare che anche sul Sacrificio abbiano qualche idea in comune.

Valentina Giusti ha detto...

Quanto dice Tripudio si fonde con ciò che ha detto Michela: si tratta di espedienti retorici che permettono di non affrontare mai direttamente il problema.
'Ti ho visto ieri con quella donna: tu mi tradisci!'
'Ieri non puoi avermi visto, perché era molto buio e tu non hai una buona vista e inoltre tutti sanno che io non esco con altre donne tant'è che da 25 anni vinco il premio "Marito più fedele dell'anno"'.
La risposta non sarà mai 'Sì sì, no no'.
È difficile comunicare con Narciso e i suoi emuli!

Anonimo ha detto...

Valentina forse ti é sfuggita la mia domanda quindi te la rifaccio: quando hai fatto notare al cantore che era gravissimo trattare cosí il Corpo di Cristo che ti ha risposto?

Saluti
Jeff M.

psyco ha detto...

Così, molti cattolici, in specie i giovani, evadono pian piano dalle 'liturgie-intrattenimento' – litur-tainment, le chiamano in America, dove il sacerdote imita il conduttore televisivo, – e ricercano il mistero nel maestoso rito bizantino o nel sobrio rito romano antico. Molti vescovi cominciano ad accorgersi del fenomeno. È un nuovo movimento liturgico, nell'attuale passaggio di generazione. Beato chi se ne sarà accorto in tempo! Di tutto questo, la Congregazione per il Culto Divino deve tener conto....

Nella liturgia, la fede e la dottrina, infatti, sono mediate dal rito: per preces et ritus, dice la Costituzione liturgica (n.48); la fedeltà ai riti e ai testi autentici della liturgia è una esigenza della lex orandi che deve essere conforme alla lex credendi. Il rito, infine, scandisce il tempo della musica e struttura lo spazio dell'arte, rendendole capaci di comunicare all'uomo il 'sacro', perciò queste possiedono una dimensione apostolica, missionaria e apologetica.

(don NICOLA BUX, presbitero di "Comunione e liberazione"......altro che i presbiteri del cammino n.c.!!!!)

psyco ha detto...

allora cari KIKOS.......avete già preparato tutto per la vostra canonizzazione di CARMEN ?

Valentina Giusti ha detto...

Jeff: mi pare di aver già detto che ho tenuto io la sua particola prima che la frantumasse . In secondo luogo, non era un semplice cantore ma era il capo responsabile ed io l'ultima arrivata: non avevo né l'età né l'autorità per riprenderlo. Infine, non ero migliore di lui, la catechesi di Kiko aveva sortito anche in me il suo venefico effetto.

Michela ha detto...

Valentina forse ti é sfuggita la mia domanda quindi te la rifaccio: quando hai fatto notare al cantore che era gravissimo trattare cosí il Corpo di Cristo che ti ha risposto?

Saluti
Jeff M.

ciò che di sicuro non ci sfugge è il metodo ncn di spostare il problema.

Ma perchè un rsponsabile, catechista e cantore deve mettersi in condizione di farsi riprendere per una gravissima mancanza di rispetto verso l'Eucarestia?

E cosa può fare un altro fratello: dire che il responsabile è un ignoramte circa i sacramenti, e che insegnava cose di cui non sapeva nulla?
ma se entrambi hanno seguito ed imparato le stesse catechesi, come possono riconoscere l'errore?

Adesso, proprio perchè abbiamo fatto un pochino di strada più di te, possiamo riconoscere anche gli errori del cammino e i nostri errori e possiamo prendere atto che il cammino non fa formazione cristiana e bisogna andarsene prima possibile.

Anonimo ha detto...

Finalmente un po' di tempo per stare al pc e descrivere la cronaca di una liturgia Eucaristica neocatecumenale. Premetto che si trattava di due comunità che sono in cammino una quasi da un anno ,l'altra più o meno un anno e mezzo,riunite per la convivenza di riporto. Io ero "l'estranea" che accompagnava il marito.
La liturgia è stata fatta di domenica perché non hanno trovato un sacerdote,(scusate presbitero),per il sabato sera.
Doveva iniziare alle 10:30 ma è iniziata alle 12:00, si sa il Signore può aspettare che i fratelli abbiano finito e siano pronti.
La responsabile mi fa notare, davanti a mio marito ed ad altri, che io non posso partecipare perché alcuni potrebbero trovarsi a disagio durante le risonanze. Faccio notare a mio marito che avevo capito dallo statuto che dovevano essere aperte a tutti e me ne vado per poi essere richiamata dopo un po' perché mio marito a fatto notare altrettanto davanti agli altri responsabili.
Sulla mensa, non oso chiamarlo altare, invece del crocifisso c'era il candelabro spento a nove bracci, Hanukkiah, che è stato acceso prima della consacrazione.
Il crocefisso posto affianco dell'ambone, precisamente a destra. Per loro è più importante non Cristo Eucaristia ma la Parola.
Il sacerdote durante la messa ci inserisce pure due barzellette, una durante l'omelia l'altra prima della benedizione finale.
Al fianco del sacerdote non diaconi o accoliti ma due responsabili.Il pane consacrato lo ha spezzato e distribuito il sacerdote mentre l'insalatiera con il sangue di Cristo è stato fatto girare con molto impaccio da uno dei responsabili che ha iniziato dalla parte non dei cantori ma dall'altra ,dunque subito richiamato per invertire il giro.
Finita la liturgia il sacerdote se ne è andato e sono iniziate le collette con i soliti discorsi.Una per l'albergo: "chi non ha nulla metta tutto quello che ha, come la vedova che ha dato tutto ciò che aveva,intanto il Signore poi provvede e ti restituirà il centuplo". L'altra per l'evangelizzazione :"i seminaristi (o Kiko per i vescovi?)hanno lasciato un grosso conto da pagare, perché sapete cari fratelli che loro non hanno soldi dunque quando vanno alle convivenze o altro non possono pagare.Date un prezzo a questa Eucarestia e mettete dentro il sacco intanto il Signore vi restituirà il centuplo".
Balletto finale intorno alla mensa con un po' di problemi di spazio.
Dulcis in fundo ,purificazione dei calici e patena fatta dai responsabili con l'acqua che poi hanno gettato fuori dalla porta sul cemento. Ad un certo punto ho sentito alcune signore urlare:"no ,non cosi'" pensavo con mia grande gioia si stessero preoccupando di come era stata fatta la purificazione , mi sono sbagliata, erano invece preoccupate di come avevano spento le candele, soffiandole, e dunque schizzando la tovaglia di cera, difficile poi da togliere.
Scusate se sono stata lunga ma ho anche tralasciato alcune cose forse,ma non ne sono sicura,meno importanti.
Tabata


Anonimo ha detto...

@ Psyco
Ho letto l 'articolo di don Nicola Bux, e' bellissimo. Come scrissi tempo fa, la famosa Sarah, che scrisse in questo blog sulla riapertura della feria IV, poteva non essere un nome ma un cognome. Nutro molte speranze e continuo a pregare.
Tabata

by Tripudio ha detto...

La questione della liturgia è fondamentale per capire tutto.

Nelle parrocchie e negli ordini religiosi vediamo tanti preti che celebrano male per ignoranza o stupidità.

Ma vediamo ovunque (ed in particolare nel Cammino) preti che celebrano strafalcioni di proposito, partendo dal presupposto che la liturgia sia modificabile a piacere. Cioè che la fede sia modificabile a piacere.

La liturgia è specchio di ciò in cui si crede. Se uno crede sul serio che Gesù Cristo è il Signore (come ad esempio hanno creduto i santi, tra cui padre Kolbe, don Bosco, padre Pio che cito sempre), allora la liturgia che celebra sarà inevitabilmente specchio di quella convinzione. Non c'è bisogno di spendere parole per raccontare di come celebravano padre Kolbe, don Bosco, padre Pio... e di come partecipavano alla Messa san Gerardo, santa Teresina, san Francesco...

E perciò - per esempio - se un prete crede che la fede cattolica consiste in un agglomerato di buoni sentimenti, finisce per celebrare in modo sdolcinato (avete presente quel tipo di prete che inonda la liturgia di sospiri, di gesti non necessari, eccetera?). Se un prete crede che la fede consista in un elenco di regole, finisce per celebrare come un robot. E così via.

Chi di proposito altera la liturgia, è perché di proposito aveva già alterato la fede.

Se i "presbiteri" neocatecumenali celebrano gli strafalcioni di Carmen e Kiko, è perché sono convinti che le invenzioni liturgiche di Carmen e Kiko varrebbero più della liturgia di tutta la Chiesa (vale anche per quelli affezionati alla busta dell'offerta e per quelli timorosi di rappresaglie neocatecumenali).

Nessun santo - tanto meno i tre citati sopra - si è mai permesso di alterare arbitrariamente la liturgia (tanto meno "forzare" ciò che è permesso per alterarla e conservare un alibi). Al contrario, si sforzavano di viverla senza modificare nulla. La riconoscevano come culto gradito a Dio e perciò nutrivano la propria anima (e le anime dei fedeli) di quell'interminabile fiume di grazie.

Lo ripeto ancora una volta perché sono sicuro che non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare:
il voler alterare la liturgia significa aver già alterato la fede.

E si altera la liturgia con gesti apparentemente insignificanti, come le "monizioni" (di cui le norme liturgiche dicono: «le eventuali monizioni devono essere brevi»)... i neocatecumenali si fanno vanto di leggere la Bibbia, e poi inondano la liturgia con le loro omelie (dette "monizioni" e "risonanze") che sistematicamente surclassano la Parola di Dio. Quello che nella liturgia cattolica è ascolto della Parola, nelle celebrazioni neocatecumenali diventa fiume di parole.

Non c'è scampo: voler alterare la liturgia significa aver già alterato la fede.

Michela ha detto...

Come dice Tripudio la liturgia è lo specchio di ciò in cui si crede.

Avete mai visto i neocat partecipare a liturgie fuori dalle salette?
Per esempio le ordinazioni diaconali dei RM vengono fatte in stile neocat, mentre le ordinazioni sacerdotali no, vengono fatte seguendo la liturgia 'normale'.
In queste Messe, in cui partecipano tante persone, i neocat vagano in fondo alla chiesa, chiaccherano, vanno a fumare, poi quando scatta il canto che conoscono si mettono tutti a cantare, oppure al momento del Padre Nostro, si mettono tutti con le mani alzate, occhi verso l'alto, e poi finita la preghiera ritornano al solito atteggiamento sciatto.

E' la stessa cosa che ho visto nelle Messe di Prima Comunione, dove arrivano parenti assolutamnete indifferenti a quanto si sta facendo.

Ma la liturgia ha anche un valore formativo, educa le persone.
Invece dopo aver fatto tante Eucarestie, dopo aver tanto curato i segni, come dicono loro, il risultato è superficialità, mancanza di rispetto per Gesù Eucaristico.
I miei figli che vedono i loro coetanei comportarsi così, mi dicono che questi non hanno neinte di cristiano, e io non dico niente, ma so che hanno ragione.

Anonimo ha detto...

X LINO
IL Dipinto con la veste bianca significa che celebrano la resurrezione e non il sacrificio,è così???

Valentina Giusti ha detto...

Cara Tabata, grazie per la tua cronaca di un'Eucarestia nc. Stavo pensando di ricordare male... invece, ricordavo benissimo: in questi anni, nulla è cambiato. Anzi, qualcosa mi sembra peggiorato: 'date un prezzo all'Eucarestia' non l'avevo ancora sentito dire da nessuno!!! I nostri amici nc ora diranno che di certo stai mentendo, o non hai sentito bene, e se dici la verità e hai sentito bene, perchè non sei intervenuta a redarguire il responsabile/catechista? ;-)

Anonimo ha detto...

@ Valentina
posso assicurare che ciò che ho scritto è tutto vero, ma so anche che ci saranno i nc che verranno a scrivere che non è vero, che nella loro comunità ciò non accade.
Non detto niente ai responsabili solo per non ferire mio marito, come ho già detto io ero l 'intrusa e mio marito ha fatto opposizione per farmi entrare, hanno pensato bene infatti di metterci in disparte. Ma già sulla via di ritorno non ho perso tempo per farlo notare a mio marito, e a casa gli ho pure letto l' omelia di papa Francesco._Redenzione di Cristo è gratuita_ del 21 novembre.
Mi sono dimenticata di dire che la circolare sul segno della pace non l 'hanno presa in considerazione, fanno quello che vogliono.
Tabata

Valentina Giusti ha detto...

Il problema di questo blog è che esagerando e generalizzando diventa meno efficace e si dà la zappa sui piedi.

Mi ha colpito molto e fatto riflettere questa tua frase, 30anni, perchè aborro esagerazioni e generalizzazioni quando le sento fare da altri, ancor più se dovesse capitare a me di commetterne.
Poi, mentre ancora ci stavo riflettendo su (sono una pensatrice lenta!), ho letto la cronaca di un'Eucarestia di Tabata...
E quindi ti rispondo: non siamo noi che esageriamo, è il cnc di Kiko che esagera! Ha fatto dell'uscire dagli schemi una norma di vita e di esistenza, e il risultato l'ha cristallizzato imponendolo come legge ai propri adepti (e vorrebbe imporlo a tutta la cristianità!).
E' il cnc di Kiko che generalizza, quando ci vuole tutti in difetto, a causa di un peccato antecedente a quello originale, insito nel fango/argilla con cui Dio ci ha creato, e per questo inestinguibile (chiedo a Lino di correggere questa mia affermazione se sbagliata)!
E spesso l'errore che viene fatto qui (da me in particolare) è semmai quello di sottostimare la pericolosità dell'ideologia di Kiko, non quello di esagerare nella descrizione e valutazione dei suoi nefasti effetti.
Naturalmente, quando si mette il dito nella piaga, non può che far male. Ed è giusto così, perchè altrimenti ce ne andremmo in giro con la nostra ferita purulenta, senza pensare a sanarla mai...

Anonimo ha detto...

Ma il Papa non doveva andare a Porto San Giorgio? E' un bel po' che non gira più questa cosa, dopo mesi e mesi di annunci (era uscita anche un'intervista di conferma del sindaco di PSG su un quotidiano locale).
Avete news?
Chiedo soprattutto ai fratelli del cammino, Jeff in primis.

Grazie

Romano Apostolico

Lino ha detto...

@ Valentina ha detto: "E' il cnc di Kiko che generalizza, quando ci vuole tutti in difetto... (chiedo a Lino di correggere questa mia affermazione se sbagliata)!"

Non so, Valentina. Io credo che che quel peccato simil-adamitico di figliolanza dal demonio Kiko alla fine lo estingua, quando fa vestire i neocat con l'abito bianco dopo il battesimo sul Giordano. Dopo un cammino ultradecennale, perlomeno simbolicamente, qualcosa pur lo deve dare, o no? :-)

Il fango con il quale Kiko stravolge l'argilla spalmata da Gesù sul cieco nato a mio modesto avviso è il mezzo, non il fine. Il fango/melma serve per motivare le prove di liberazione dagli idoli, gli scrutini, la decima, la cessione dei beni, l'allentamento di ogni altro affetto "idolatrico". Il fango di Kiko è come il sicomoro e come la pietruzza di sale.

Lino ha detto...

@ anonimo 12:19
Sì, l'icona con Gesù in abito bianco già nella Pasqua giovannea significa che nel CNC il memoriale è celebrato come Resurrezione, non come memoriale del Sacrificio. Altrettanto significativa è l'assenza del pesce eucaristico sulla icona "Ultima Cena" coerente con la scena del Vangelo di Giovanni. Questo, però, è un po' più lungo da spiegare. Tenterò di farlo stasera, con più tempo libero.

l'apostata ha detto...

Quello che mi piace dei neocat è la faccia tosta con cui pretendono spiegazioni e dimostrazioni di testimonianze, mentre a loro non si può chiedere nulla.

vedi il solito Jeff, che contesta l'irrispettoso sistema del cantore neocat con il pane.

Jeff, e tu quando rispondi su fatti documentati?

O ti dà fastidio proprio perché sono documentati e quindi inoppugnabili?

Nonostante i tuoi giri di parole, alla fine hai ammesso che c'è un abuso liturgico.

Riesci a dire se per te il signor dottor (h.c.) Arguello si arroga l'esorcistato illegittimamente o no?

In fondo in fondo, mica sei in discussione tu, perciò chi ti impedisce di argomentare?

Anonimo ha detto...

Ciao Romano Apostolico. Purtroppo non ho notizie dell'incontro con il Papa a PSG. Ricordo anch'io che a giugno era girata questa voce ma già all'epoca dubitai della sua attendibilità. Vedremo.

Apostata: come ho già detto, quello del cantore è stato un abuso che fossi stato in Valentina non avrei esitato a far notare. Quando vedo abusi del genere correggo sempre chi conosco in quanto la correzione é una grande forma di amore (quando non è priva di Carità, chiaramente, altrimenti diventa sterile legalismo).

Non capisco che c'entra la storia degli esorcismi sulla quale ho già risposto all'epoca. Kiko non puó aver fatto un esorcismo in senso stretto in quanto non è un sacerdote. Puó aver fatto preghiere "esorcistiche" - che peraltro possono essere anche più efficaci degli esorcismi veri e propri, dipende dalla fede e dal carisma...essenzialmente dalla Grazia - ma appunto non esorcismi in senso stretto.

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

Penso che il fratello Jeff eviterà di discutere l'argomento dell'Esorkikko. Ha paura che qualcuno gli chieda: ma come, affidi la tua anima alla spiritualità inventata da un ciarlatano? (infatti anche i testimoni di geova vantano grandi frutti di fede e di carità...).

Fra parentesi, padre Amorth ci ha spesso ricordato che i primi a subire infestazioni e possessioni diaboliche sono proprio quelli che vanno trafficando con sacramenti ed esorcismi. Un caso notevole tuttora "in cura" da padre Amorth è quello di un sacerdote che aveva "comprato" l'ordinazione (peccato di simonia) col risultato che non riesce a condurre una vita normale perché ha assai frequentemente bisogno di esorcismi ed ancora non riesce a liberarsi del male. Quanto ai laici che millantano la capacità di fare esorcismi e poi si ritrovano indemoniati a loro volta, è un fenomeno talmente diffuso che ne sono stati fatti addirittura dei film (c'è per esempio un film un po' ingenuo, L'ultimo esorcismo, del 2010, in cui un brillante pastore protestante che non crede nell'esistenza del demonio... ne affronta le conseguenze).


Passiamo ad altro argomento.

Il legalismo è un modo di negare che Gesù Cristo è infinita misericordia per chiunque gli apra almeno un pochino il proprio cuore.

Il buonismo è un modo di negare che Gesù Cristo è infinita giustizia.

I neocatecumenali commettono entrambi gli errori, a seconda di dove guardano.

Rispetto ai "cristiani della domenica", sono legalisti. Lo scorso 1° febbraio 2014 si sono fatti sgridare perfino da papa Bergoglio (ed è tutto dire!) perché opprimono e disprezzano coloro che trovano al di fuori del Cammino occasioni di crescita spirituale. Peggio! Se uno non è perfettamente in linea con le ossessioni dei cosiddetti "catechisti", subito fioccano gli epiteti: "ha un demonio", "è un giuda", "deve cuocere nel suo brodo", "è schiavo di mammona", "è in braccio al demonio"...

Rispetto a sé stessi, invece, sono buonisti. Giustificano il proprio scempio liturgico dicendo "ma tanto Dio non guarda se uno sta seduto o in piedi" (come se Gesù avesse detto «fate come vi pare, in memoria di Me»), vanno ripetendo il mantra del "siamo tutti peccatori" in modo da non dover giustificare le porcate fatte dai "catechisti", dai "responsabili", dai "didascali"... dicono che il Cammino li ha salvati da aborti, droga e divorzi (come se esistessero solo questi peccati) e però non battono ciglio quando il loro "iniziatore" va dicendo che la confessione dei peccati mortali sarebbe facoltativa, «se vuoi...»

Valentina Giusti ha detto...

Anch'io 'fossi in te' Jeff farei e avrei fatto tante cose, sai? Quando -ti auguro avvenga presto- vedrai tutto con altri occhi (o semplicemente 'vedrai'), se vorrai ne riparleremo.
Per ora, tu che hai l'occasione di frequentare le celebrazioni nc, mi aspetto corregga tutti gli abusi: comunione seduti, scambio della pace mal posizionato, ammonizioni 'non eventuali' e troppo lunghe, altrettanto per le risonanze eccetera. Auguri!

Lino ha detto...

Rispondo alla domanda posta ieri, sul Sacrificio. Nel dipinto con Gesù già risorto si osserva il segno eucaristico del pesce sopra il vassoio: Cena con pesce
Kiko, quindi, dimostra di conoscere la tradizione iconografica del pesce eucaristico nei dipinti con la scena giovannea.
Dov'è che non dipinge il pesce? Giusto nel quadro che ritrae correttamente le scene di Gv 13:24-26: Ultima Cena

Perché Arguello non dipinge il pesce eucaristico sul vassoio, dal momento che egli mostra di conoscere la tradizione iconografica e vi si adegua nel quadro con Gesù risorto? Un lettore di simboli, confrontando i due dipinti, capisce che in quello con Gesù risorto c'è Eucarestia, nell'altro no perché manca il segno eucaristico del pesce.
Una risposta plausibile sta nel fatto che, come accettato da numerosissimi teologi ed esegeti, nella cronologia dell'evangelista Giovanni quella consumata non fu una cena pasquale di rito giudaico, bensì la Cena di Cristo, nella quale Gesù istituì la propria Pasqua, donando se stesso come il vero agnello sacrificale.
Per Kiko Arguello e per Carmen Hernández tutto ciò è inconcepibile: nelle comunità neocatecumenali si porta avanti "una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa". Il pesce eucaristico, allora, non può essere dipinto nell'Ultima Cena giovannea sia perché in essa Cristo è l'Agnello sacrificato, sia perché essa non è una cena pasquale ebraica. Da qui il memoriale è posposto con una figurazione simile ma con Cristo risorto.

Valentina Giusti ha detto...

Dice Tripudio:
Il legalismo è un modo di negare che Gesù Cristo è infinita misericordia per chiunque gli apra almeno un pochino il proprio cuore.
Il buonismo è un modo di negare che Gesù Cristo è infinita giustizia.
I neocatecumenali commettono entrambi gli errori, a seconda di dove guardano.

E dice benissimo!
Questo strabismo, o diplopia (visione doppia) inquinano vita spirituale ma anche vita familiare e sociale.
I neocatecumenali non sono gli unici ad esserne affetti!
Ma il loro problema è che hanno inquinato la fonte da cui attingere per schiarirsi lo sguardo, la Parola di Dio e i Sacramenti.
E stanno occupando e colonizzando tutti gli spazi in cui l'uomo esercita la propria vista, la propria libertà e responsabilità.
Il Catecumeno a vita non solo deve fare 35 anni di tappe, ma ora anche si vedrà organizzare malattia, vecchiaia, morte...e, lasciategli tempo, credo che manchi svezzamento, caduta denti da latte, primo giorno di scuola...
Dategli tempo, non resterà più nessuno spazio per utilizzare i propri occhi ed esercitare il proprio sguardo senza dover usare le lenti deformanti marca cnc.

Anonimo ha detto...

Passate il tempo a giudicare i Neocatecumenali, ad insultare Kiko, a designare Carmen come una buona a nulla, ma non vi rendete conto che ormai il Cammino va avanti da circa 45 anni!?. Ormai è un carisma per raggiungere Dio e per fare vedere al mondo pagano che c'è Qualcuno che li ama così per come sono!. Il Cammino è fatto da uomini per gli uomini (si intende il genere umano). E ripeto è stato approvato dal più grande teologo del momdo, intendo il papa emerito Benedetto XVI, ed è approvato anche dal nostro papa Francesco è stato approvato anche da San Giovanni Paolo II; quindi è inutile che vi dilettante facendo i teologi e criticando il Cammino sempre e comunque!
È vero magari in qualche comunità mancano ancora gli ideali di amore, della concezione dell'Eucaristia come dono. Ma state tranquilli perchè in ogni parrocchia che abbia comunità NC c'è un presbitero e se qualcosa non va all'interno di una comunità il parroco interviene quindi state SERENI!.
E poi dov'è l'amore? Se non fate altro che giudicare, giudicare e giudicare? E penso che questo giudizio sia dato da una situazione di ignoranza, infatti non si conosce tutto ciò che si fa in Cammino. E in ogni caso dovete anche accertarvi riguardo l'attendibilità delle fonti (non mi riferisco a chi ha scritto l'articolo ma bensì in una visione generale), perchè io posso avere un anno; dieci anni; quarant'anni; settant'anni di Cammino...e non aver capito niente! Quindi finite di infangare il Cammino e l'equipe internazionale perchè offendete la Chiesa e il suo Sposo, ma soprattutto state dicendo alla gente che la Chiesa non e fatta d'Amore ma solo di giudizi...quindi basta smettete di "picchiare" la Chiesa con le vostre lingue!
Luca

by Tripudio ha detto...

Luca,

chi ha avuto esperienza del Cammino - diretta o indiretta - ha maturato un giudizio. E ti faccio notare che giudizio non significa necessariamente pregiudizio mentre tu arrivi qui e giudichi noi collaboratori di questo sperduto blog, facendo di tutta l'erba un fascio. Pessima partenza.

Quanto all'«insultare Kiko», ti sfidiamo a verificare la fondatezza tutto ciò che affermiamo (e non siamo né i soli, né i primi a farlo). Per esempio da quarant'anni il Cammino è indicato come "eretico". In un recente video su youtube, da fonte neocatecumenale, puoi ascoltare Kiko dalla sua viva voce mentre dice una delle sue gigantesche eresie - e cioè che i peccati mortali (specie sessuali) sono da confessare soltanto «se vuoi». Far notare gli errori di Kiko significa insultarlo?

Il fatto che il Cammino va avanti da 46 anni (sono 46, da inizio novembre 1968 ad oggi, non 45) non significa niente. I testimoni di geova vanno avanti da più di un secolo, sbagliando. I protestanti vanno avanti da cinque secoli, sbagliando. I valdesi vanno avanti da otto o nove secoli, sbagliando.

Il Cammino è un carisma per raggiungere solo Kiko. Se il Cammino facesse "raggiungere Dio" allora vedremmo i neocatecumenali servire la Chiesa senza aver bisogno di mettere Kiko e le sue deiezioni sempre al centro di tutto. Vedremmo il Cammino celebrare la liturgia della Chiesa (anche quella tradizionale in latino), anziché gli strafalcioni inventati da Carmen e Kiko. Vedremmo il Cammino insegnare il Catechismo, anziché le fandonie dei due spagnoli.

Il più grande teologo del mondo è san Tommaso d'Aquino, e lo hanno confermato tutti i papi del ventesimo secolo, compreso papa Ratzinger.

Benedetto XVI e Giovanni Paolo II hanno criticato le liturgie del Cammino, ma il Cammino ancor oggi disubbidisce.

Se esistesse almeno una comunità neocatecumenale che abbia la concezione dell'Eucarestia come dono, la riceverebbero e consumerebbero in ginocchio e con gratitudine anziché comodamente seduti in attesa del segnale per mangiare tutti insieme contemporaneamente. Infatti nel Cammino non credete nella Presenza Reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento. Ed infatti non badate né a briciole, né a gocce, calpestando materialmente l'Eucarestia specialmente durante il ridicolo balletto al termine delle liturgie del sabato sera.

Quando tu dici che "il parroco interviene", stai dicendo una grossa stupidaggine. Sarebbe come se tu dicessi che nessuno si droga mai perché altrimenti la polizia glielo impedirebbe.

Far notare gli errori del Cammino significa rendere un servizio alla Chiesa e al Cammino stesso. Infatti la prima forma di carità è la verità e voi neocatecumenali temete la verità e temete che i vostri "arcani" vengano alla luce del sole.