martedì 25 luglio 2017

È lecita una "Liturgia domestica"? No!

La diffusione dell'Autoannuncio di Pasqua 2017 ci dà modo di riflettere un secondo su una pratica comune del Cammino, ovvero la "liturgia domestica", che, stando a Sankiko, nel prossimo futuro abbraccerà anche la Liturgia Eucaristica, quando il Cammino si trasferirà nelle case (sì, come no).

Possiamo notare innanzitutto che se cerchiamo su Google le parole "liturgia+domestica" e "chiesa+domestica", vengono fuori solo concetti protestanti (esiste una voce in Wikipedia che si riferisce all'abitudine squisitamente protestante di riunirsi in casa in gruppi per pregare, al di fuori del luogo sacro) e pagine storiche riferite ai primi tre secoli del cristianesimo. La locuzione a volte impiegata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per descrivere la famiglia cristiana cattolica non si riferisce alle abitudini kikiane.

Nel cammino, a partire dal II scrutinio in poi, diventerà prassi comune "fare" liturgie domestiche, una volta al mese in gruppi per "celebrare" un salmo, un tema del Credo, una petizione del Padre Nostro e così via, e tutte le domeniche con la propria famiglia nel rito delle lodi a Kiko. La liturgia domestica kika comprende addobbare una tavola in modo elegante, in bianco, con un cero al centro, fiori, leggio, una croce o icona e nel caso della recita delle lodi anche l'esecuzione di canti e risonanze dopo la lettura di un vangelo.
La liturgia kikiana è aperta da una benedizione iniziale del capogruppo o del capo-famiglia e invocazione allo spirito, comprende letture, risonanze e preghiere, scambio di pace e benedizione finale (e "agape" dopo la celebrazione). E' un atto liturgico, a tutti gli effetti, che segue lo schema di una liturgia della parola.

Ad oggi sembra che Kiko voglia far diventare prassi comune la "Messa in casa" fra le sue comunità, come - per sua stessa ammissione - avviene in Giappone e in Russia e, aggiungiamo noi, anche nelle case delle "missio ad gentes" kikianas, benché in quest'ultimo caso, sempre secondo la parola di Kiko, siano i Vescovi a invitare queste famiglie: se le invita, che bisogno hanno di nascondersi in casa? O Kiko mente, o inganna i Vescovi.

La Messa in casa è permessa dal canone 932 §1 del Codice di Diritto Canonico solo «in un caso particolare di necessità»:
Can. 932 - §1. La celebrazione eucaristica venga compiuta nel luogo sacro, a meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro; nel qual caso la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso.
§2. Il sacrificio eucaristico si deve compiere sopra un altare dedicato o benedetto; fuori del luogo sacro può essere usato un tavolo adatto, purché sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale.
i casi di necessità possono essere solamente:
  • la presenza di un infermo
  • eccezioni particolari per un motivo pastorale specifico (es. una messa in famiglia di un defunto)
  • pericolo di vita per i partecipanti alla Messa
  • Messa abituale per gruppi famigliari che comprendano anche un infermo
In tutti gli altri casi, si tratterebbe di modelli pensati per un'élite; lo spiega bene il liturgista don Silvano Sirboni:
2) MODELLI PER “ELETTI”
«Il motivo potrebbe essere invece (cosa che giudicherei negativamente) dato da una sorta di rifugio nel privato… intendo dire che una certa prospettiva di fede oggi tende a proporre modelli di fede per piccoli gruppi, per “eletti”, per persone che vivono la loro fede in modo individualisticoperdendo così tutta la dimensione ecclesiale della liturgia, la forza dello spazio santo e dei suoi simboli …».
Queste ragioni non sono altro, sentenzia il liturgista, che «derive pericolose, soggettivistiche, personalistiche e vagamente gnosticizzanti».
La logica, sorretta dalla retta ragione, suggerisce quanto riportato da don Silvano, chiarissimo per tutti ma non per i mentalmente circoncisi neocatecumenali, che invece non solo hanno creato la propria personalissima liturgia separata da quella di tutta la Chiesa e la celebrano con spirito da "eletti", perdendo la dimensione ecclesiale, in salette prive della forza tipica dello spazio santo, ora addirittura illecitamente nelle case (senza una vera e seria motivazione) e in piena disobbedienza ai propri Vescovi, legittimi pastori del popolo di Dio: se il Vescovo ti chiede di smetterla con le celebrazioni speciali per eletti e tu continui a farle nelle case, come ti giudicherà Dio? Cosa ti dirà Gesù Cristo che istituì quell'autorità in persona?
Basta! Come forse ANCHE NOI DOVREMO ANDARE VIA DALLE PARROCCHIE. Andremo ai pagani (…) Come in Giappone che stiamo vivendo nelle case.
(Kiko Argüello, Annuncio di Pasqua 2017)
Ci pensino i neocatecumenali, aprano gli occhi e si accorgano che stanno seguendo uno gnostico scismatico ed eretico!

70 commenti:

Anonimo ha detto...

Il cnc si è già trasferito nelle case, in almeno 1/2 delle nazioni dove il cammino è presente, si celebra la messa in casa. Anche perché non ci sono chiese.

Valentina Giusti ha detto...

Ricordo che la prima Eucaristia, quella che viene celebrata con tutti i "crismi" nella convivenza che conclude le catechesi finali, viene allestita in una sala d'albergo.
Ho sempre pensato che l'albergo fosse necessario per allontanare le persone dal proprio ambiente familiare per convincerle più agevolmente: l'ottimo articolo di Beati Pauperes Spiritu, con la citazione del liturgista Sirboni, mi illumina un'altra motivazione, forse la principale, e cioè che è la Messa comunitaria che deve essere celebrata fuori dalla chiesa, per convincere i cristianucci della domenica che quello è lo stile della Chiesa Primitiva, non avere un Tempio. Mi direte "solo adesso ci sei arrivata?". Ebbene sì, solo ora.

Anonimo ha detto...

@Valentina Giusti, 09:24...a me sembra,piuttosto che non avere un tempio, ne vogliano proporre un altro...quello a kiko e cricca!DAVID

Michela ha detto...

Credo che uno dei motivi per cui il cammino non sia stato riconosciuto da subito come un corpo estraneo stia nel linguaggio.
Nel cammino si fa l'Eucarestia, che è una parola un po'inusuale ma che è comunque considerata sinonimo di Messa.
Lo stesso si può dire per presbitero o perevangelizzazione.
Invece Eucarestia ha per i neocat un significato preciso anche se non sempre esplicito, come dice Valentina.
Il presbitero è per i neocat un mezzo-sacerdote.
Anche l'evangelizzazione ha un significato diverso rispetto a quello che ha nel mondo cristiano. E' una prova che si fa su se stessi, come sanno benissimo quelli che si sottomettono alla prova delle 100 piazze parlando a vuoto e nel vuoto,
e quelli che si lanciano nell'itineranza a due a due.
Ma è anche una clonazione di se stessi e del proprio gruppo, niente a che vedere con ciò che intendiamo noi come evangelizzazione. Dicono di essere invitati dal vescovo, ma poi riferiscono al vescovo l'andamento della missione?
Dicono di andare in mezzo alle persone ma poi si chiudono nelle case private, e nessuno li conosce.

E si potrebbe continuare con preghiera che ha le sue regole precise, edadorazioneche è diversa da quella che intendiamo noi.
E perché poi chiamarsi fratelli o comunità che sono termini che richiamano un rapporto di amore e di stima reciproca, quando sappiamo che non si è fratelli in Cristo, ma fratelli in Kiko e quando si comincia a criticare Kiko la fratellanza scompare per diventare giudizio e accusa.

Michela ha detto...

Ad anonimo delle 8:51

stai dicendo che c'è nelle missioni europee o in America latina c'è un vescovo cattolico ( lo stesso che vi invita alla missione) che non ha almeno un luogo ( cioè una chiesa ) dove possa celebrare una S. Messa?
Mi pare molto molto improbabile.
E' la solita menzogna che vi raccontano per giustificare la celebrazione domestica, che d'altra parte è fondamentale per voi altrimenti qualcuno potrebbe accorgersi che voi non portate il Vangelo.

Lino ha detto...

"Nel Cristianesimo non c'è tempio, nè altare, nè sacerdoti nel senso della religiosità naturale. Non c'è tempio nel senso di luogo sacrosanto, in cui si rende un culto sacro, la casa di Dio dove Egli abita, mentre il resto sono luoghi profani. Il tempio nel cristianesimo siamo noi cristiani [...]. Ma la chiesa non è il tempio di pietra. La Chiesa siamo noi cristiani. Noi siamo il tempio vivo dello Spirito Santo.
Allo stesso modo nel cristianesimo non c'è altare, nel senso di una pietra sacra cui nessuno si può avvicinare nè tanto meno toccare. Di questo, quelli di voi ché avete vissuto il cristianesimo a livello di religiosità naturale, avrete una piccola esperienza: quando andavate a Messa, vi mettevate dietro, e se ti capitava di essere vicino al tabernacolo sentivi un tuffo al cuore, perchè ti avvicinavi all'intoccabile, al luogo dove c'era il sacro. Noi cristiani non abbiamo altare, perchè l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo
celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia
. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto".

E' la famigerata catechesi iniziale, tema scristianizzazione: nel mamotreto delle origini già c'è tutto.

Michela ha detto...

sempre per lo stesso anonimo
dimenticavo che la chiesa domestica nelle missioni deve dotarsi npn di un tabernacolo qualunque, ma proprio di quello in marmo molto costoso, che voi dovete comprare per sostenere il vostro fondatore e ripagarlo della fatica fatta per disegnare un tale capolavoro

Lino ha detto...

@ anonimo 8:51
Hai letto il commento precedente? Riesci a capire? La questione non sta nel fatto che ci sia o non ci sia una chiesa. La pratica è teorizzata e motivata.
Con voi c'è poco da discutere: bisogna sbattervi il catechismo di Kiko sul grugno.

by Tripudio ha detto...

Anche nel caso della liturgia domestica i tonti neocatecumenali non afferrano le implicazioni, ma solo la scusa per continuare le proprie pagliacciate.

Da che mondo è mondo - non solo nel cristianesimo ma praticamente in qualsiasi religione - la liturgia esige uno spazio sacro (intermedio tra l'uomo e Dio), un ministro sacro (intermediario tra l'uomo e Dio), una lingua sacra (usata dagli uomini ma separata dalle lingue volgari)...

L'autorità della Chiesa, lungo i secoli, ha stabilito che tranne in caso di vera necessità, la liturgia vada celebrata nelle chiese e cappelle che garantisce come adeguate, decorose, consacrate appositamente.

Nell'epoca postconciliare abbiamo assistito allo sfascio liturgico e quindi anche all'abbandono ingiustificato degli spazi sacri (oltre che del sorgere delle chiese-garage in cui il senso del sacro si è perso). Da notare che prima del Concilio non era affatto difficile ottenere il permesso dalle autorità ecclesiali per le necessità di celebrare nei posti più strani (la sala siluri di un sommergibile in immersione, l'area passeggeri a bordo di un dirigibile, ecc.). Quella che si è diffusa nel postconcilio (e non certo perché il Concilio lo avesse chiesto) è piuttosto la mentalità del «celebriamo dove ci fa comodo».

Cioè, in altre parole, la liturgia di quelli che hanno inventato una scusa per sentirsi «eletti» e superiori al cristiano della domenica. Cioè la liturgia di chi cerca la propria gloria anziché quella di Dio.

Quando don Sirboni parla di «piccoli gruppi» sta parlando delle «piccole comunità» che in quanto kikiane credono di essere una stirpe di eletti autorizzata a celebrare come nella foto in alto, in spazi profani, con un atteggiamento scomposto.

A nulla valgono tutte le scuse, poiché non cambiano la posta in gioco ("wòòò! da me mai successo! wòòò! io accolgo il Signore! wòòòò!"): la liturgia neocatecumenale dissacra e allontana da Dio, spazzando via il sacro e sostituendolo con discorsetti autocelebrativi: è inutile proclamare che il Signore ha cambiato la tua vita, se poi il contesto è quello di una cenetta in albergo. Diventa una recita, una parodia della vera Eucarestia cattolica, e il tentare di trarne beneficio spirituale è esasperante più del tentare di correre in salita a zig-zag in quarta e col freno a mano tirato.

Ma il fenomeno per cui coloro che pur essendo in grado di assaggiare spesso la sana liturgia cattolica si rodono il fegato perché non si sentono chitarrelle grattugiate alla Kiko e non c'è il cretinissimo balletto-girotondo finale mamma stava già partendo che voleva farla»), è di origine preternaturale. Cioè è alimentato dal demonio, al quale conviene che la liturgia sposti anche solo leggermente il proprio centro dal Sacramento (Sacerdote, Altare, Sacrificio) all'assemblea (conviviale, festosa, allegra, e persino convinta di potersi giustificare dicendo di aver "messo Dio al centro" del proprio spettacolino idiota, nel quale il Sacramento nel migliore dei casi è trattato come un oggetto sacro da adoperare per simboleggiare l'unità fraterna).

Il santo curato d'Ars restò assai edificato da un povero contadino che ogni giorno spendeva un po' di tempo in chiesa in adorazione silenziosa davanti al Santissimo Sacramento, poiché quando gli chiese cosa facesse il contadino rispose: «beh, io guardo Lui, e Lui guarda me». Solo con questa chiara coscienza - accessibile in modo esemplare persino ad un contadino ignorante o a dei bambini di sei anni - si può evitare di ridurre la celebrazione dell'Eucarestia ad una chiassosa e inutile pagliacciata (che oltre ad offendere Dio rende ridicoli gli uomini).

Valentina Giusti ha detto...

In tutte le missioni neocatecumenali di cui abbia letto i (mirabolanti) resoconti, la chiesa c'è, ma o è "troppo lontana" oppure è meglio non andarci per non spaventare i cosiddetti lontani.
Insomma, lontananza fisica e spirituale fra i neo-autentici-cristiani e la chiesa, in tutti i sensi!

Lino ha detto...

Quando leggo commenti come quello dell'anonimo 25 luglio 2017 08:51, sempre mi coglie un dubbio: a inviarlo è stato un mentitore di professione, un individuo che ha fatto della menzogna il suo pane quotidiano pur di mettere il Cammino in buona luce, oppure di un asino che nemmeno conosce la "dottrina" del movimento al quale aderisce, magari da anni?
Consentitemi il dubbio. Magari a scioglierlo può essere lo stesso anonimo.

Anonimo ha detto...

@ Valentina Giusti

le "eucarestie comunitarie", come tu sai, vengono celebrate nelle convivenze sempre nelle sale.
Le stesse sale dove si fanno le catechesi, i giri di esperienza,le agapi ecc ecc. Questo anche quando le convivenze vengono fatte in conventi dove ci sono Cappelle e Chiese.
Una volta, in una delle migliaia di convivenze che ho fatto, dopo il giro di esperienze, in un momento in cui c'era stata concessa la libertà di stare un po' a chiacchierare o altro, mi rifugiai in Chiesa a pregare
Questo perchè ero rimasto molto sciocccato dal fatto che, nonostante la gravità di quello che avevo detto, i catechisti non avevano detto nulla. I fratelli tantomeno.
La Chiesa, che era molto grande , quindi adatta a contenerci tutti, era CHIUSA.
Lo dissi al custode e lui mi rispose ..."ma tanto voi che ci dovete fare con la Chiesa?"
Pero' l'apri e ci andai. Dopo poco entrarono i fratelli di comunità.
Per pregare? No, per farsi un giretto e guardare la Chiesa.
Parlando e ridendo a voce alta, mi videro e si misero a ridere (ero in ginocchio) e mi dissero: ma non senti freddo? Vieni che ci prendiamo un caffe'.

Valentina Giusti ha detto...

A proposito di missioni e di strumento al servizio del vescovo, incollo qui un secco comunicato da parte del vescovo di Faenza:

LETTERA DEL VESCOVO AI PRESBITERI E AI DIACONI

19-07-2017
In questi giorni ho avuto notizia dello svolgimento di una missione in Diocesi da parte di rappresentanti della Comunità Neocatecumenale.

Premesso che è facoltà del Vescovo ammettere o meno il Cammino Neocatecumenale nella propria diocesi, si precisa che questa Autorità ecclesiastica diocesana non ha autorizzato in alcun modo tale missione popolare.

Faenza, 19 luglio 2017

+ Mario Toso, vescovo

http://www.diocesifaenza.it/site/wd-interventi-vesc/lettera-del-vescovo-ai-presbiteri-e-ai-diaconi/

Valentina Giusti ha detto...

Per il commentatore delle 12:06
Quello che hai raccontato mi fa riflettere sul fatto che spesso ci lamentano di ciò che in qualche modo ci veniva estorto nelle confessioni pubbliche dei giri d'esperienza o degli scrutinii, e dimentichiamo invece il peso dei silenzi e del disinteresse di fronte a problemi gravi o domande drammatiche, come hai raccontato tu. Vedo in questo un esatto parallelismo ed una conseguenza del disinteresse verso Gesù nel Tabernacolo, che esiste solo quando viene evocato come per magia e con i segni "giusti" (sala addobbata, pane azzimo, liturgia neocat), non perché sempre e realmente presente.
Un po' come i fratelli, che esistono solo quando dicono le cose giuste nel momento appropriato, per il resto, sono dei fantasmi, al massimo creano imbarazzo.
Ha detto prima Michela giustamente, la fratellanza esiste finché si è "fratelli in Kiko", e questo, riguarda in primo luogo il nostro Fratello Gesù.

by Tripudio ha detto...

L'articolo 1 dello Statuto dica, al comma 2, che «il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo».

Praticamente mons. Toso ha fatto capire a tutto il suo clero che i neocatecumenali disubbidiscono al vescovo (poiché non hanno immediatamente bloccato la propria iniziativa) e se ne infischiano del vescovo (poiché hanno attivato la propria iniziativa senza chiedergli il permesso).

Beati pauperes spiritu ha detto...

Isaiaaaaaa... dove sei?!

Hai capito Isaia? Voi fate le missioni SENZA IL PERMESSO DEL VESCOVO!

Tripudio, se posso permettermi ho un suggerimento per una immagine da inserire nel post sulla missione non autorizzata a Faenza: quello a sinistra è Mons. Toso, quella a destra Kiko

Ahahahahahahahahahahahahahahahahah

Ruben ha detto...

Anonimo ha detto...
Il cnc si è già trasferito nelle case, in almeno 1/2 delle nazioni dove il cammino è presente, si celebra la messa in casa. Anche perché non ci sono chiese.

25 luglio 2017 08:51
---
Ormai in questo mondo, il numero dei Sacerdoti o presbiteri, chiamateli come volete voi, è inversamente proporzionale al numero delle Chiese.

E' una tristissima equazione ma tant'è.

L'autore del post, forse ci sta comunicando, che è in atto di fatto, uno scisma che coinvolge il 50% del Cammino Neocatecumenale;
bene, mi auguro che lo "scisma", oltre che di fatto, lo diventi anche di diritto; nella Nostra Chiesa, non c'è posto per gli eretici.


Lino ha detto...

Valentina ha detto: "+ Mario Toso, vescovo
http://www.diocesifaenza.it/site/wd-interventi-vesc/lettera-del-vescovo-ai-presbiteri-e-ai-diaconi/ "

Me ne aspetto altre. Le lettere pastorali dell'arc. Byrnes (inviato dal Papa a Guam) e del vescovo di Lancaster non resteranno senza seguito, hanno chiaramente fissato i principi inderogabili nella Liturgia della Chiesa, già precisati da BXVI.
Discutevo ieri con una persona che pretende che sia il Papa a intervenire pesantemente contro il Cammino, magari con una scomunica degli adepti. Vanamente gli ho spiegato che la questione (a parte le tirate di orecchie su tematiche generali), per la furbata di Kiko, Carmen e dei porporati loro amici, non riguarda il Papa: "Premesso che è facoltà del Vescovo ammettere o meno il Cammino Neocatecumenale nella propria diocesi" è un punto fermo delle (sbagliate) scelte del passato. Ora, a meno di non pretendere che papa Francesco sconfessi GP II (imbrogliato dai due spagnoli e dal "VENERATO FRATELLO MONSIGNOR PAUL JOSEF CORDES, INCARICATO «AD PERSONAM» PER L'APOSTOLATO DELLE COMUNITÀ NEOCATECUMENALI,
VICE PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI") la questione riguarda i vescovi, già nello Statuto del CNC.
Queste lettere, comunque la si pensi, mostrano un dato inconfutabile: il CNC è fonte di divisione e disaccordo, ai massimi livelli. "La Chiesa ci approva" è propaganda, nella Chiesa sul CNC c'è uno scontro, che solo chi ha il fango di Kiko sugli occhi non vede.

Anonimo ha detto...

Sei rientrato, con la coda tra le zampe, ops! gambe, e siccome non hai concluso un bel nulla( a quanto si sa non sei stato accolto a braccia aperte in terra di missione, cioè dai cristiani, anche presbiteri tuoi colleghi, evidentemente cattolici e non protestanti come te)stai facendo quello che d'abitudine fanno tutti i kikos quando non la spuntano:calunniano e sminuiscono, " persone aride, nessuno va a messa..."
Dunque,a parte chiedere l'elemosina come un accattone(non perché versi in uno stato di bisogno ma perchè sei un esaltato ed un fanatico fuori controllo,adoratore di un furbacchione che se ne è rimasto comodo comodo sul divano dell'hotel a 4/5 stelle da cui ha organizzato l'"armiamoci e partite,-fessi"), ti sei accorto che questa settimana sei venuto meno a tutti i tuoi importanti compiti di parroco? ti sei accorto che la Provvidenza, quella vera, non ti ha assistito per niente dopo aver provocato Dio con queste pagliacciate autoesaltanti che alcuni vescovi, come quello di FAENZA, non hanno autorizzato?

Che Dio abbia pietà di te, ancora una volta

C.d C

Lino ha detto...

@ Beati...
Io, invece, vorrei rivedere questa:
https://lh5.googleusercontent.com/proxy/Jv1F-i160yz6UCbgEUZQ-jZJi8irZT5xsq25cEdBgui5Lkhx0QppjdiXPrja9JyzpEM=s0-d

Beati pauperes spiritu ha detto...

Il Kiko indiavolato le batte tutte.
E il comunicato di Toso casca a fagiolo, considerando il tema del post: il Cammino è un modello di "chiesa" elitaria, chiusa in se stessa, gnosticizzante.

Predica per se stesso senza il consenso del Vescovo, le comunità celebrano un altro rito di fatto celebrando loro stesse, in disunione con la Chiesa Cattolica.
E' un vero e proprio scisma: per Isaia, che starà grugnendo di rabbia, è bene ricordare che secondo la Sacrosantum Concilium e la Redemptionis Sacramentum celebrare una liturgia diversa equivale a trascinare i fedeli nello scisma. Il singolo fedele che partecipa consapevolmente a un rito diverso è uno scismatico fuori dalla comunione con la Chiesa Cattolica. Kiko e Padre Mario e tutti i capi del cammino sono scismatici fuori dalla comunione con la Sede apostolica. Di fatto non fate più parte della Chiesa da un sacco di tempo.

D.D. ha detto...

x Lino

Molto interessante il tuo commento delle 14:40.

Potresti gentilmente dire due parole di più a proposito dei poteri formali del Papa nella questione del CNC? Gli Statuti creano quindi per il Papa un impedimento formale che non può essere corretto, neppure di fronte a nuove evidenze?

Una delle mie domande eternamente irrisolte infatti è questa: se un gruppo ecclesiale si comporta ripetutamente, anzi ritualmente, in modo da conseguire i requisiti per la scomunica ipso facto, al Papa resta almeno il potere di metterlo in chiaro o no?

Semplificando molto:

- se consacrate la pizza, la Consacrazione non vale, e in più commettete un sacrilegio.
- se progettate di costruire una Chiesa per conto vostro e, nei fatti, realizzate il vostro progetto, non importa quello che dite: di fatto state uscendo con le vostre gambe dalla Chiesa di Roma.
- se predicate e praticate dottrine protestanti, siete protestanti.
- eccetera.

Arrivo a capire le motivazioni di opportunità e quelle di linea pastorale, diciamo, strategiche. Ma non capisco come degli impedimenti formali possano legare le mani al Pontefice, nel momento in cui l'altra parte tradisce evidentemente gli Statuti disobbedendo ai Vescovi.

Grazie

Valentina Giusti ha detto...

Al parroco di CdC: smettila di accusare gli altri di assenza di fede solo perché non hanno accolto a braccia aperte un confratello, mandato per il mondo da un guru laico a spese della provvidenza altrui, e fatti un po'di esame di coscienza e di revisione della tua chiamata al servizio della Chiesa, visto che ci sei. Nulla accade per caso.

roberta salerno ha detto...

Grazie Valentina per aver segnalato la lettera del vescovo di Faenza,

nella quale, con poche semplici parole vieta qualunque azione neocatecumenale .. è una cosa che fa piacere sentire (soprattutto dopo aver visto il video con l’arcivescovo di Trieste..) .. facessero tutti così!
Ma purtroppo basta spostarsi di pochi chilometri, in una diocesi confinante, ed ecco un altro vescovo che gli dà carta bianca (nonostante in passato gli abbiano creato problemi ma .. cambiati i catechisti , di nuovo pronto a dare fiducia agli stessi personaggi di prima , forse perché dal suo punto di vista sono così “brave famiglie”!)

Vorrei fare un’osservazione riguardo alla chiesa “edificio di culto”.

Nei paesi del Medio Oriente disfatti dalla guerra, i cristiani che non hanno potuto o voluto fuggire ma resistono subendo uccisioni e persecuzioni, considerano una priorità la ricostruzione non solo delle case e acquedotti e scuole ma anche delle chiese, come segno d’identità senza dubbio ma soprattutto come luogo per nutrire quotidianamente la propria fede.
Penso che per ogni cattolico dovrebbe essere così: la chiesa non è solo un luogo dove “ritrovarsi” per la preghiera comunitaria ma è realmente un luogo SACRO perché lì c’è il Santissimo. Cos’altro c’è da dire?
Può essere difficile da capire per un mussulmano o anche per un cristiano di un’altra confessione ma se Kiko è cattolico, come lascia credere al Papa e ai vescovi, perché dice che i cristiani non devono avere un luogo specifico per celebrare il culto? I cristiani del Medio Oriente rischiano la vita per ricostruire le chiese e celebrare la Messa dentro alle chiese.
CONTINUA

roberta salerno ha detto...

CONTINUA

Vorrei riportare una testimonianza di padre Ibrahim Alsabagh, parroco di Aleppo, riguardo ad un attacco subito alla fine dello scorso anno quando un missile ha colpito la cupola della chiesa durante la Messa.

“Avevo il Santissimo in mano e stavo distribuendo la comunione. L’avevo già fatto per cinque o sei fedeli, quando ho avvertito un rumore lontano, non di grande intensità, come di qualcosa di pesante che stesse cadendo sul tetto della chiesa. Non sono passati dieci secondi che tutto l’edificio ha cominciato a tremare senza sosta sotto i miei piedi. Sassi e pezzi di vetro cadevano su di noi, io non vedevo quasi più nulla a causa della polvere. Mentre mi domandavo cosa mai stesse accadendo, sentivo urla di dolore, la gente si disperdeva e si nascondeva ai lati e negli angoli della chiesa. La terra continuava a tremare una pioggia di sassi e calcinacci ci investiva, io ho fatto alcuni passi verso l’altare per appoggiarvi il Santissimo che tenevo fra le mani, ma subito sono tornato sui miei passi per prestare soccorso a chi ne aveva bisogno. Il mio proposito era di farlo il più in fretta possibile, perché sapevo che i jihadisti erano soliti lanciare un secondo missile immediatamente dopo il primo, sullo stesso luogo. Grazie a Dio, questo non è accaduto. Non ci sono stati morti. Alla conta iniziale c’erano sette o otto feriti in modo leggero, ma il loro numero è poi salito a più di venti ..
In sagrestia mi sono accorto che le sacre ostie nella pisside erano macchiate del sangue dei fedeli. Le ostie sacre mescolate con il sangue del suo popolo è un segno della presenza di Dio e di unione con noi. Dio è presente fortemente, soffre con noi, si unisce sempre di più a ognuno di noi nella nostra sofferenza .. pareva che esse brillassero di una luce increata, apportatrice di consolazione e di pace al povero cuore sofferente del parroco.

Il male pianificato contro di noi era enorme. Se solo il grande lampadario appeso alla cupola fosse caduto, avrebbe ucciso in un colpo solo una decina di persone raccolte lì sotto al momento della comunione. Il Signore, invece, che permette il male per rispetto della nostra libertà, ha ridimensionato questo male, indirizzandolo sulle sole pietre, mentre noi tutti siamo stati salvati. Egli si è glorificato in mezzo al male dandoci, per l’ennesima volta, un segno del suo amore provvidente

Uomini e soprattutto giovani che, pur non essendo stati presenti alla messa, sono accorsi chiedendo come potessero dare una mano. Li ho invitati ad aiutare nella rimozione dei detriti presenti in abbondanza nella chiesa e a spazzare il pavimento, preparando così la chiesa al meglio per la celebrazione dell’indomani mattina .

E infatti, il giorno dopo alle 7.30 ho potuto far suonare le campane grandi, che da tempo non si suonavano per la mancanza di elettricità. Chiamavo così la gente a partecipare alla santa messa celebrata proprio lì, nella chiesa bombardata. La giornata è proseguita con l’arrivo di più di trenta donne, pronte a ripulire con tanta cura il luogo sacro. Hanno lavorato per tutta la giornata.

Ormai le bombe arrivano in continuazione e dappertutto. Il pericolo di altri ordigni sulla nostra chiesa è tutt’altro che scampato. Ma tutto questo non ci deve spaventare. Ai cristiani della mia parrocchia, in ogni occasione, continuo a ripetere che non bisogna avere paura di venire in chiesa per la santa messa.

Beati noi se moriamo vicini al Signore, nella sua casa, piuttosto che nelle tenebre delle nostre abitazioni, soli e presi dalla paura”.
CONTINUA

roberta salerno ha detto...


CONTINUA

Come fa Kiko a dire che non c’è la “pietra sacra”, l’altare, se questo ad ogni consacrazione diventa come il monte Golgota sul quale è stato sparso il Sangue di Gesù?

E poi, (senza nulla togliere al fatto che un cristiano deve essere “tempio vivo dello Spirito Santo” , che è ovvio che lo Spirito agisce nelle persone e non nelle cose) se , secondo Kiko, non ci deve essere un “tempio”, un luogo privilegiato in cui celebrare “un” culto sacro, se un posto vale l’altro, a cosa serve la Domus Galilae? Con tutta la sua architettura simbolica? Con i “rotoli” dell’Antico testamento messi al centro dentro una teca di vetro? Ma il centro non era Cristo?

Roberta

Valentina Giusti ha detto...

Grazie Roberta! Emozionante la testimonianza del parroco di Aleppo che hai riportato.
Poi voglio chiarire cosa sia la Domus Galileae: per Kiko, non è un Tempio religioso, ma il simbolo della potenza del cammino. È, a suo dire, il "nuevo Vaticano" e sarà l'epicentro dell'inizio della fine del mondo che, da bravo apocalittico, crede si manifesterà in Galilea.

Ruben ha detto...

Dalla lettera di Mons Toso:

"Premesso che è facoltà del Vescovo ammettere o meno il Cammino Neocatecumenale nella propria diocesi,....."

Ragazzi,
questa sintetica e breve premessa, scritta in italiano chiarissimo, significa che nessuno, fino adesso, ha mai ammesso il Cammino Neocatecumenale nella Diocesi di Imola; Vescovi predecessori di Mons.Toso compresi.

roberta salerno ha detto...

È diocesi di Faenza ..
Come dicevo basta spostarsi di pochi km per trovare 1 vescovo che agisce in modo diverso.
Che confusione che c'è!

Anonimo ha detto...

Ue' il vescovo può vietare a due laici cattolici di andare in giro bibbia in mano a dare una buona notizia? Siete sicuri?

by Tripudio ha detto...

Come fai ad essere sicuro che siano cattolici?

Valentina Giusti ha detto...

Vero, non può vietare a due laici di andare con la Bibbia in mano a dare una buona notizia, come non può fermare i TdG, i mormoni ecc. Forse però TdG, mormoni ecc. non dicono "ci manda il vescovo".

Lino ha detto...

@ anonimo 25 luglio 2017 17:55
Ahi, questi vescovi che fanno cose che non potrebbero fare!
Nel giro di pochi mesi, anonimo, ben tre vi hanno bloccati. Scrivi al Papa, lamentati con lui, digli che a norma di... Statuto i vescovi non possono farlo :-)

Ruben ha detto...

Tra le altre cose, come formazione e studi, non mi sembra neanche l'ultimo arrivato!...

https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Toso

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Beati pauperes spiritu ha detto...

Ecco l'ignorante e cretinissimo anonimo, incapace di leggere anche solo una pagina di catechismo o di magistero.

Il Vescovo è il sovrano della diocesi, e il responsabile della catechesi, quindi SI! può impedirvi di predicare pubblicamente nella sua diocesi, visto che l'Apostolo è lui e non quell'imbroglione anticristo di Kiko.
Sparisci.

Beati pauperes spiritu ha detto...

P.s. può impedirvelo dato che dite di essere cattolici e dite che vi manda il Vescovo. Smettete di dirvi cattolici , uscite dalla Chiesa ufficialmente e i Vescovi faraoni spariranno come per magia.

Anonimo ha detto...

Beati ecc. Il vescovo non è il sovrano, ma il pastore, a dirla precisa venendo dal greco dovremmo dire "responsabile" :), cmq nessuno fa delle "catechesi" e nessuno sta dicendo "ci manda il vescovo" (in questo caso). Relax

by Tripudio ha detto...

A leggere la lettera del vescovo si direbbe esattamente il contrario.

Comunque i neocatecumenali stanno disubbidendo. Se anche per assurdo avessero cominciato in buona fede, con quella lettera del vescovo dovrebbero fermarsi immediatamente.

Per cui stanno disubbidendo, e per di più sono in malafede.

Valentina Giusti ha detto...

Il relax dovreste farlo voi, leggendovi una bella copia del vostro Statuto, visto che ci siete. Mai regolamento fu più disatteso.

Anonimo ha detto...

Il vescovo non è il sovrano, ma il pastore, a dirla precisa venendo dal greco dovremmo dire "responsabile"

.....allora fammi capire stai dicendo che il vescovo deve raccogliere le decime e UBBIDIRE ai CATECHISTI?????

Lino ha detto...

@ anonimo 25 luglio 2017 21:03
Venendo dal greco che cosa? Perché il greco non lo citi quando Kiko dice fango/melma e non argilla?
Lascia che ti si spieghi una cosa, ne hai bisogno. Nelle diocesi esistono uffici con il titolo in italiano: generalmente è questo: Ufficio Diocesano per la Evangelizzazione e la Catechesi
A Imola, guarda caso, c'è un incaricato per l'iniziazione cristiana degli adulti: http://www.imola.chiesacattolica.it/home_diocesi/uffici_pastorali/00000074_Ufficio_catechistico.html
Voi siete un itinerario di formazione cattolica, fate iniziazione cristiana degli adulti, o no?
Ebbene: comunque lo vuoi chiamare, responsabile o altro, è il Vescovo che comanda. E il Vescovo perlomeno non vi ha ritenuti all'altezza.
Nemmeno l'arc. Byrnes, per la verità, che vuole verificare la competenza dei catechisti e gli stessi mamotreti.
Ora puoi rilassarti.

Bruno ha detto...

Domani nella mia parrocchia c'è la celebrazione della parola a comunità riunite (prassi normale nei mesi estivi in cui molti partono).
Se ho capito bene i "clochard per una settimana" dovrebbero essere tornati, quindi domani ci saranno risonanze mirabolanti su come Dio li ha protetti e benedetti, e quali miracoli sono avvenuti al loro passaggio.....
Personalmente il tutto mi sembra un incrocio tra "pechino express" e "L'isola dei famosi", sentirò di come sono sopravvissuti e cosa hanno mangiato, dove hanno dormito (il tutto con sicure esaltazioni di Dio).
Quello che trovo già assurdo, oltre al fatto che andare in missione non vuol dire fare il barbone per 7 giorni, è che diranno che Dio c'è e che li ama e protegge.
Quindi Dio è onnipotente, certo se fai questa cosa per 7 giorni in estate, mangiare poco per 7 giorni è possibile, non lavarsi per 7 giorni si può fare e anche dormire all'aperto non muore nessuno, ma prova a fare lo stesso a febbraio e per 30 giorni.
Improvvisamente Dio non vi ama più? oppure non è più onnipotente?
Quindi se fate una prova di resistenza di 7 giorni Dio vi ama, se allungate il tempo non vi sorregge piu.
Quindi Dio è onnipotente solo per 7 giorni, dopo diventa "semi potente" e potresti avere difficoltà,
Oggi stesso ho fatto con alcuni faris....ops neocatecumenali, come esempio il respirare
Per vivere dobbiamo respirare
Ma Dio mi ama, e verrà in mio soccorso anche se trattengo il respiro per 30 secondi
L'ho fatto e ho dimostrato che Dio può tutto (per 30 seconti).
per durate superiori ai 2 minuti invece Dio non può nulla.....
2 persone hanno capito, (erano semplici parrocchiani), i 4 del cammino si sono risentiti e andati via senza salutarmi.

Beati pauperes spiritu ha detto...

"Can. 381 - §1. Compete al Vescovo diocesano nella diocesi affidatagli tutta la potestà ordinaria, propria e immediata che è richiesta per l'esercizio del suo ufficio pastorale"

Beati pauperes spiritu ha detto...

P.s., forse il neocat non ha capito: tutta la potestà, tutto ciò che è in suo potere per guidare, insegnare, santificare.

Beati pauperes spiritu ha detto...

P.p.s. Mi sto divertendo.

Sant'Ignazio di Antiochia: "Nessuno, di conseguenza, prenderà iniziativa, in ciò che riguarda la Chiesa, indipendentemente dal vescovo,nel quale sono somministrati nella verità i sacramenti e la predicazione. Nulla, dunque, si faccia senza o contro di lui. Dove sta lui, là sia tutta la comunità, così come dove Gesù Cristo è, là è la chiesa cattolica » (Ad Smyr. 8,1-2.)

Anonimo ha detto...

Ce ne fossero di vescovi come Toso a fermare le pagliacciate di questi disadattati!
Tante volte ripenso a quanto bene avrebbe fatto il padre di Carmen se fosse riuscito a prenderla e a farla internare. Dai suoi scritti e da quelli di Kiko si intravede un disagio psicologico inquietante. Lei parla di notte, di sofferenze...è inquietante come queste persone si siano attaccate alla fede come alla droga, solo per colmare i loro disagi e abbiano costruito un cammino per disagiati. "Dio provvede" (mi sono sposato senza lavoro e mi mantengono i miei genitori), "vado a predicare l'estate, senza borsa nè bisaccia, tanto Dio provvede", "i miei peccati di qua e di lá", "ho sperimentato che"...questi usano Dio e la Parola come la cocaina...possibile che non erano felici di vivere e che avessero così tanti problemi sia Kiko che Carmen? Ripeto secondo me lei era da internare...lui figuriamoci. Uso parole così dure per il male che hanno fatto a me, e a tutti i camminanti con i ricatti psicologici su scrutini, violazione dell'anima, decime, segni in denaro...promettere il centuplo...che demoni che sono...io da quando sono uscita dal cammino ho ricevuto il millecuplo! Laura

Anonimo ha detto...

Bruno sposami!
Potessi, mi tatuerei il tuo commento sulla fronte a sempiterna memoria, per tutti quelli che tirano dio per la giacchetta.
...altro che filatteri!



H.

Ruben ha detto...

Mi sembra che dalla lettera di Mons. Tosi,
e post correlati, che nelle Diocesi, il Cammino con i suoi annessi e connessi, vada esplicitamente autorizzato, dal Vescovo, cosa del resto anche prevista dallo Statuto NC, non come avvenuto fino adesso con una, sorta di subdolo silenzio-assenso.
---

Lino ha detto...

@ Bruno ha detto: "mangiare poco per 7 giorni è possibile"

Mi spiace contraddirti, ma credo che quest'anno sarà diverso.
C'è una santa "di categoria superiore" che li assiste e l'uscita degli ebrei dall'Egitto con il passaggio in Terra promessa non potrà essere trascurato.
Immagino che qualcuno riferirà che aveva poco da mangiare sì, ma poi è piovuta la manna.

Lino ha detto...

@ Ruben
In aggiunta a quello che hai scritto, fisso l'attenzione sul fatto che la lettera del vescovo è diretta ai presbiteri e ai diaconi. Non c'è il CNC tra i destinatari, non è ai neocatecumenali che il vescovo si rivolge. Il messaggio è chiaro: nella propria diocesi ammettere o meno il Cammino Neocatecumenale è facoltà del Vescovo, non dei parroci, dei presbiteri e dei diaconi delle singole parrocchie che si fanno convincere dai catechisti. E questa è una mazzata.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...


I camminanti fanno un po' di confusione.

Naturalmente per testimoniare la propria fede non occorre il permesso del Vescovo. Anche perché il permesso già c'è, in quanto la Chiesa dice che i cristiani DEVONO testimoniare la fede.
Ma, come dice bene Valentina, lo fanno privatamente e non a NOME DELLA CHIESA, come fossero ufficialmente mandati dall'autorità ecclesiastica.

Penso anche che ci si possa radunare nelle case a pregare insieme, questo anzi è auspicabile ma, come ha dimostrato BPS, non si possono celebrare le Messe né in luoghi privati, né su "mense" non consacrate, ciò tavolini (a meno di casi eccezionali).

Di conseguenza, se con un altare a disposizione si celebra su un tavolo, anche ci fosse il Vescovo che presiedee, si DISUBBISCE ALLA CHIESA, che ha un'autorità superiore a quella del singolo vescovo.
Su questo non c'è discussione.

Pertanto, se il Cammino ominciasse a ubbidire in Tutto alla Chiesa, cioè a cambiare il 90% delle sue prassi, se cominciasse a divenire il Cammino che la Chiesa voleva approvandone gli statuti, non avrei assolutamente nulla contro il Cammino.
Se poi i camminanti cominciassero a essere umili, la smettessero di strillare e coi toni aggressivi, allora diverrebbero pure sempatici.

A volte i camminanti scambiano per persecuzione quella che è semplicemente una reazione alla loro saccenza e antipatia, che nulla a a che fare con la radicalità cristiana.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Il Cammino è a disposizione dei Vescovi?
Lo dimostri a GUAM: si metta a disposizione del vescovo come un soldato è a disposizione del comandante.

Voglio sentire sbattere i tacchi e "Sissignore". Se no il Cammino racconta menzogne sapendo di raccontarle (a meno che le menzogne non sono tali quando la realtà viene alterata per difendere il Cammino).

P.S.: ricordo che UBBIDIRE al Vescovo non significa fare le cose DI NASCOSTO.
Cioè se il Vescovo ORDINA di comunicarsi dopo il Sacerdote, non ci si può chiudere nel seminario Redemptoris Mater e fare diversamente: questo è DISUBBIDIRE.

Camminanti, siete d'accordo? Sarebbe già un buon inizio per iniziare un dialogo costruttivo

Anonimo ha detto...

"Premesso che è facoltà del Responsabile di Settore aprire o meno il Cammino Neocatecumenale nel propri settore, si precisa che i Catechisti della *** Comunità non hanno autorizzato in alcun modo tale missione."

Sono convinto che, a fronte di una comunicazione del genere, nessun camminante si sarebbe messo a spaccare il capello in quattro sulle competenze del mandante della missiva.
Come si dice a Roma, "avrebbero fatto pippa" e Santa Ubbidienza, tutti a casa e non si evangelizza.

H.

Ruben ha detto...

STATUTO
DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Titolo I

Natura e attuazione del Cammino Neocatecumenale

Art. 1 § 2. Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità
di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella
fede.

Attenzione a questo periodo:

"come una delle modalità
di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella
fede."

il periodo dice chiaramente in lingua italiana, che l'attuazione del Cammino deve essere Diocesana, e quindi "ex lege", attuata inevitabilmente Vescovo "in primis", e consequenzialmente, ove richiesto, dai suoi subordinati.
Lo dice il vostro Statuto, "regolarmente" approvato, posso smentirlo io?
---

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

In lingua italiana, Ruben? Non va bene per l'anonimo 25 luglio 2017 21:57: lui parla il greco :-)
E vabbe' ve ne copio e incollo una - virgolettata, orrori di linguaggio compresi, anche questo parla il greco, va giustificato - comparsa ieri in una pagina FB. A proposito della lettera di mons. Toso, un tal Giorgio XXXXXXXX ha commentato:
"Dov'è il problema, quando la diocesi non funziona bene la comunità agisce da se e normale, sono mancanze delle diocesi non funzionano, meglio dire il vescovo che non fa il vescovo sono cose che accadono senza criticare".
Quindi, secondo il neocat, la comunità non ha bisogno di autorizzazioni del vescovo, se le diocesi non funzionano. Gli ho risposto che, forse, a funzionare male non è la diocesi di mons. Toso ma la capoccia kikizzata di chi non si vergogna di inviare simili commenti.


Blogger Beati pauperes spiritu ha detto... "P.p.s. Mi sto divertendo"
Anche io, un sacco. A partire dal fondatore, stanno sbiellando, non si discute.

Ruben ha detto...

- Parrocchia Santa Maria
Calderara di Reno

Mi sa che anche qui, non stanno messi benissimo:

"CAMMINO NEOCATECUMENALE

Il Cammino Neocatecumenale presente nella Parrocchia di S. Maria di Calderara di Reno si articola attualmente in 9 comunità per un totale di circa 450 persone provenienti, oltre che dalla Parrocchia stessa, da altre Parrocchie della Diocesi di Bologna, Ferrara e Modena con circa 150 figli in età scolare."
---
Quindi 50 persone per comunità; altro che Sacra Famiglia di Nazareth!
Molti provengono dalle Diocesi di Ferrara e Modena, che in quelle Diocesi il Cammino non sia molto gradito?

Di più, con tanto di nomi e qualifiche, su:

http://www.parrocchiacalderara.it/cammino-neocatecumenale/




Anonimo ha detto...

Si, io sono d'accordo con quanto dici e non solo a Guam, lo statuto non so rispetta in nessuna Delle diocesi in cui ho "camminato"

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Molto interessante il commento di Lino delle 14 e 54.

Praticamente, per i camminanti, se le diocesi non funzionano il Cammino ha carta bianca.
E le diocesi non funzionano quando non approvano il Cammino.

Se un giorno Kiko decisesse che la diocesi del Papa non dovesse funzionale, avremmo al soglio pontificio Kiko I?

Un modo di fare che mi ricorda quello di certi falsi mistici che si arrogano il diritto di sapere e decidere quando ci sarà un falso Papa. Cioè quando è arrivato il momento di non ubbidire più alla Chiesa, ma a loro.
Un gruppo di mistici indemoniati che si confermano a viecenda gli uni gli altri

Ruben ha detto...

@ Pietro (NON del Cammino) ha detto...
"Molto interessante il commento di Lino delle 14 e 54.

Praticamente, per i camminanti, se le diocesi non funzionano il Cammino ha carta bianca.
E le diocesi non funzionano quando non approvano il Cammino.

Se un giorno Kiko decisesse che la diocesi del Papa non dovesse funzionale, avremmo al soglio pontificio Kiko I?"
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Verissimo!
Se "chi" ha il Potere è praticamente imbelle,
ci sarà qualcuno che sicuramente se lo prende o se lo prenderà al posto Suo:

Vescovo imbelle nei confronti del Cammino, Arcivescovo imbelle, Cardinale imbelle; a questo punto, vista la struttura
piramidale della Chiesa, se il Papa si dimostrasse anche Lui imbelle di fronte a Kiko, il gioco sarebbe fatto, senza se e senza ma.

Non sottovalutiamo! Siamo tutti figli di Dio, ma siamo costituzionalmente umani.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...



PARTE I

Nella "Domus Galilaeae": un altra vergognosa manipolazione di santi; questa volta del Beato Charles de Foucault da parte dei responsabili del CNC, Kiko e Carmen e don Mario Pezzi:

Cardinali e Vescovi ringraziano il Cammino neocatecumenale

ROMA, martedì, 1° aprile 2008 (ZENIT. org)
Sabato 29 Marzo, 9 Cardinali e 170 tra Vescovi e Arcivescovi, i rettori dei 54 seminari “Redemptoris Mater” di tutto il mondo e i catechisti itineranti del Cammino neocatecumenale hanno inaugurato una cappella per l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento sul Monte delle Beatitudini.
La cappella si trova nella “Domus Galileae”, centro gestito dal Cammino neocatecumenale in località Korazym, di fronte al lago di Tiberiade.
La cerimonia di inaugurazione è stata presieduta da Michel Sabbah, patriarca latino di Gerusalemme, da Vescovi dei vari riti, dal Custode della Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa e dal nunzio di Sua Santità monsignor Antonio Franco. Vi hanno partecipato anche le autorità civili della regione e numerosi ambasciatori. La cappella per l’adorazione del Santissimo è inserita all’interno di un moderno complesso architettonico, comprendente 20 cellette e un colonnato formato di sette colonne con archi che rappresentano i Sacramenti. È sovrastata da un complesso scultoreo in bronzo realizzato da Kiko Argüello che rappresenta il sermone della montagna: Cristo con i 12 apostoli proprio sul monte in cui il Signore pronunciò il discorso che è il cuore del cristianesimo. Tutti i presenti hanno partecipato al convegno sulla “nuova evangelizzazione” promosso dai responsabili del Cammino neocatecumenale, Kiko Argüello, Carmen Hernandez e padre Mario Pezzi.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...


PARTE II

Protesta di un membro della fraternità di Charles de Foucault:

Lettera per tutti coloro a cui può interessare Alla notizia apparsa su Internet sulla Domus Galileae installata sul Monte delle Beatitudini in Israele, è visto alcuni commenti di protesta, il mio spirito e stato invaso da: un duplice sentimento: uno di non preoccuparmi e di lasciar andare e l’altro di levare la mia protesta e biasimo. Per dire la verità, è stato quest’ultimo a prevalere. Però ho voluto dare una giustificazione a questo malessere che mi ha dominato per più giorni. Lo ho incontrato nella seconda lettera a Timoteo, capitolo 4 versetti 1 e 2 che dice: “Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina”. Sono così inorridito e scandalizzato che chiedo a Gesù di Nazareth che mi dia luce per dire ciò che per parte mia credo sia un obbligo proclamare. È un vero e proprio scandalo e una profonda contraddizione edificare una simile Domus, che è una proclamazione di ricchezza, potere e dominio nel sito da cui Gesù predicò e proclamò le Bea titudini, e parlò dei poveri, trai i poveri e per i poveri, essendo come uno dei più emarginati e disprezzati abitanti di Nazareth. Ed ancor peggio, si dedica o costruisce la “Casa” senza tener conto dei nostri fratelli palestinesi. A proposito: sono stati invitati al’inaugurazione di tale edificio? Molti cardinali e vescovi (dicono circa 170) autorità civili, ambasciatori, tutti quelli che hanno a che fare con il potere e molto poco con Gesù di Nazareth e con i poveri. Tutto cioè mi procura un tal malessere interiore che non ho visto un’ugual cosa contro cui Gesù visse e predicò. Tutto ciò è, a mio modesto parere, contro il Vangelo. E la cosa peggiore è che si sono applicati a pagare e ad erigere una simile costruzione coloro che si chiamano cristiani e fratelli della mia stessa fede. E, come se non fosse abbastanza, hanno manipolato e mal utilizzato, ingiustamente ed antievangelicamente, la persona e lo Spirito del fratello Carlo de Foucauld. Perché si vuole fare ciò nel suo nome? Il fratello Carlos, apostolo del nostro tempo, pensò e operò in e per Gesù di Nazareth, in e per i poveri.

Se avessimo l’opportunità di farlo sapere al Fratel Carlo, ci direbbe tante cose da mettere nel terrore coloro che hanno manipolato la sua persona e il suo spirito; tanto che, permettetemi lo sproposito, lo ammazzerebbero come ammazzarono Gesù, discolo e per i poveri. Non so se anche ci sarà qualche cambiamento nelle intenzioni di questi che, avendo conosciuto in gioventù Fratel Carlo, oggi stanno ad anni luce dal suo esempio e dal suo spirito. Per adorare Gesù nell’Eucaristia non ho bisogno di ricchezze, di grandi e mausolei né di grandi templi, come quella oggi chiamata indebitamente “Domus Galileae”. Oh Gesù! Dischiudi loro l’intelligenza perché comprendano e capiscano l’azione del tuo spirito questi nuovi interpreti del carisma del Fratel Carlo, che vanno tanto bene con il denaro e tanto male con i poveri. Fratello Carlo, come Gesù di Nazareth, perdonali perché non sanno quello che fanno. E se lo sanno, scenda su di loro il perdono del Padre. Mi perdonino coloro che leggeranno le mie parole su questa lettera. La ricchezza e i mausolei come casa di orazione e di accoglienza per l’Eucaristia non vanno né con Gesù né con il suo Vangelo. Un abbraccio a tutti,

Pepe Escalona Idáñez, Fraternità Secolare Carlo de Foucauld di Málaga.

Bruno ha detto...

Sono tornato adesso dalla celebrazione del mercoledì. Come detto volevo sentire le mirabolanti risonanze dei "Missionari per 7 giorni"; hanno risuonato in 7 (su circa 20 che sono andati della mia parocchia), praticamente hanno tutti detto le stesse cose.
Ha me hanno colpito alcune di queste (non mi soffermo su alcune palesi dimenticanze che hanno facilmente fatto intendere che oltre ad avere soldi appresso avevano anche il cellulare)

1) hanno tutti fatto un esorcismo come arrivati sul luogo prescelto (come e con che autorità non so dirvi)

2) hanno tutti dormito e mangiato in casa di fratelli del cammino (almeno quasi tutti e quasi tutte le notti)

3) avevano gli indirizzi delle parrocchie dove andare e si sono appoggiati molto a parrocchie, conventi, e altri luoghi "Cristianizzatissimi"

Praticamente hanno parlato molto dell'aspetto "isola dei famosi", e di come subito Dio tramite "Fratelli del cammino" abbia risolto i loro problemi di vitto e alloggio.
Molto marcato l'aspetto di quanto questa missione sia servita a loro e per la loro vita
Quasi nulla la perte di evangelizzazione ai "lontani", quel poco che c'è stato è stato fatto nella parrocchia che li ospitava (facendoli dare la loro esperienza dopo le messe (in cambio di vitto e alloggio)) o alle suore nei conventi.
L'unica esperienza che mi è sembrata più "vera" l'ha fatta una ragazza che è finita in un paese dove non c'è il cammino, ed è l'unica che ha dormito per terra 2 notti (poi ospitate dal parroco che comunque le ha redarguite perchè non era quello il modo in cui si fa evangelizzazione e non si va mettendo a rischio anche la propria salute)
Ultima cosa che mi ha colpito, molti hanno detto che Parroci e anche un vescovo sono stati molto "duri" con questo "esperimento".
Ovviamente molti hano detto che hanno pregato santa Carmen e i problemi si risolvevano.
Le intercessioni della santa sono state sentite da tutti.

Anonimo ha detto...

https://caritaschristi.wixsite.com/cchristi-br/sizngle-post/2017/07/25/400-mission%C3%A1rios-2-a-2-anunciando-o-amor-de-Deus

Anonimo ha detto...

Noi Cristiani ? Complimenti fratello ! Chiedi scusa, umiliati e porta un regalo a tutti quelli che hai offeso con questa affermazione ! Poi spiegami perché non potrebbero celebrare per le campagne tutti....immagino che casino ! Vendete le salette delle nozze il ricavato datelo ai poveri e accampatevi da qualche parte tanto a che servono ?!

Anonimo ha detto...

Quindi tutti i riti della consacrazione dell'altare sono inutili ? Fai una cosa: prendi una bella penna rossa e cancella tutto quello che non ti piace ! Poi la tappa Roma-Loreto la facciamo in campagna (tanto i templi a che servono) e mi ridate i soldi che mi avete fatto spendere ! Porto S. Giorgio si vende insieme alla Domus! VOI COSTRITE NUOVI ALTARI E NUOVI TEMPLI altro che chiacchiere ! Nei Vostri templi gli altari sono consacrati....o non lo sapevi ?

Donna Carson ha detto...

@ Bruno
Interessantissimo quello che ci racconti.
Una curiosità: la ragazza redarguita dal Parroco è stata scalfita da qualche dubbio oppure l'ha interpretata come una persecuzione che confermava la bontà dell'iniziativa?

Perchè per chi non lo avesse ancora capito in cammino funziona così:
- Se le cose architettate da Kiko & co. filano lisce è segno che "è proprio la volontà di Dio"
- Se le cose architettate da Kiko & co. non filano lisce è segno che "è proprio la volontà di Dio"
- Se le cose architettate da Kiko & co. vengono apprezzate e approvate pubblicamente da uomini di Chiesa è segno che "è proprio la volontà di Dio"
- Se le cose architettate da Kiko & co. vengono contestate e ostacolate pubblicamente da uomini di Chiesa è segno che "è proprio la volontà di Dio".

Chiaro, no?

Poi ricordiamo sempre che quando si parte con queste strampalate missioni per evangelizzare è sempre perchè se ne percepisce l'urgenza per gli altri, quelli che non hanno niente, chissà quante persone salveremo dal suicidio, chissà quanti divorzi eviteremo, chissà quanti ci stanno aspettando e ci ringrazieranno con le lacrime agli occhi.
Poi non succede nulla di nulla di tutto ciò "ma ho capito che la missione è per me, per la mia vita". E così di nuovo e di nuovo, finchè Kiko vorrà...

Ma basta, basta!

Bruno ha detto...

@ Donna Carson
E' asattamente come hai scritto, tutto quello che è stato fatto è servito a loro, non è stata fatta nessuna vera evangelizzazione, al massimo un po di proselitismo ma ai parroci e alle suore.
hanno fatto continuamente "Biblomanzia", praticamente con chi riuscivano a parlare poi aprivano la Bibbia e quel brano uscito era "magicamente la risposta a tutti i problemi del malcapitato"
Onestamente sono contento che non sia successo nulla, erano 20 persone partite in buona fede e alla fine il fatto che siano tutti andati subito a colpo sicuro in parrocchie "loro" è stato un bene perchè hanno tutti mangiato e dormito "regolarmente"; certo questo ha quasi totalmente eliminato "l'irrazionalità" dell'esperimento.
Sono più contento che non ci siano stati pericoli, che non piutosto che nella realtà non abbiano evangelizzato nessuno.
In conclusione credo sia vero che sia servito veramente più a loro che ad altri, e per qualche giovane possa essere stato una bella esperienza (ma che nulla a che vedere con missione ed evangelizzazione)

Valentina Giusti ha detto...

Bruno, scrivi:
Ultima cosa che mi ha colpito, molti hanno detto che Parroci e anche un vescovo sono stati molto "duri" con questo "esperimento".
Questa giudizio negativo da parte di sacerdoti e vescovi è stato vissuto come una persecuzione o ha fatto riflettere qualcuno?

Bruno ha detto...

@ valentina
In realtà non mi è sembrato che fosse stato vissuto come una persecuzione, ma neanche mi è sembrato che capissero quello che hanno fatto e che alcuni preti hanno cercato di farglielo capire.
Più che altro un "non tutti possono capirci".
Nell'assemblea si levava anche qualche risata, in quanto alcuni racconti erano veramente tragicomici;
Sono curioso di capire del perchè l'esorcismo come arrivavano sul luogo prescelto (dalla merkabà). Oltre al fatto che non possono farlo neanche tutti i preti, quindi mi chiedo come possano averlo chiesto a dei ragazzi di farlo.
Ma poi esorcismo contro cosa o contro chi? contro i Vescovi che non li volevano?