mercoledì 31 maggio 2017

Prima Comunione di una "nipote del cammino", vista con gli occhi di un "figlio del cammino".

Tipica celebrazione neocat in una saletta
L.C. segue, da circa un anno, questo Blog e ora, dice, è arrivato per lui il momento di scrivere.

Esperienze come la sua aiutano, intanto perchè racconta dalla prospettiva privilegiata di "figlio del cammino" e poi perchè descrive, con rigore giornalistico, qualcosa che ci aiuta a capire dove realmente conduce, come fine ultimo, l'itinerario battesimale di Kiko e Carmen che prende il nome di Cammino Neocatecumenale, al quale, purtroppo, è consentito di operare indisturbato nella Chiesa e a nome della Chiesa, ma di cui - come appare evidente - non si sente parte e che non rappresenta.

Come già altre volte abbiamo messo in evidenza, operare nella Chiesa serve al Cammino di Kiko/Carmen unicamente per occuparla, piano piano, e sostituirsi ad essa, niente altro!

Tipica "prima Comunione" neocatecumenale
Ma quando i nostri cari Pastori apriranno gli occhi e si decideranno, finalmente, a prendere provvedimenti, prima che tutto sia irrimediabilmente perduto?

Testimonianze come questa, che meritano senz'altro di essere messe in evidenza, andrebbero incorniciate!
La narrazione della Celebrazione di Prima Comunione, a cui ha assistito il nostro amico, parla da sola, non servono commenti.

La cosa che profondamente rattrista è leggere che questo giovane "figlio del cammino" ed ex-neocatecumeno, avendo preso coscienza del fatto che l' unico dio a cui era stato educato e in cui aveva creduto  era il cammino stesso, una volta lasciato il cammino, ha abbandonato anche la Chiesa.

Questo, purtroppo, accade più spesso di quanto crediamo, specie quando, come in questo caso, si è nati e cresciuti in questa limitata e limitante esperienza, tanto elogiata, inspiegabilmente, in ambienti ecclesiastici di alto livello.



L.C. ha detto...
Buona sera a tutti, ho appena finito di leggere questo interessante "articolo". Vorrei scrivere una cosa accaduta esattamente ieri, 1 Maggio in quel di Roma. Ciò di cui sto per scrivere non ha a che fare con Carmen, ma credo più sulle modalità del cammino che tutti noi o quasi conosciamo.
Come se fosse solo uno snack...
Prima una doverosa premessa e spero accettiate questo commento. Sono un "figlio del cammino" ho 23 anni e da 3 anni non vado più in cammino. Anzi, non vado più in chiesa. Non sono un credente, perchè ho capito che il dio in cui credevo non era Dio, ma il mio dio era il cammino. Siamo 3 fratelli, nessuno nel cnc, ma mamma e papà si con la veste bianca. I miei fratelli non sono mai andati in cammino, io fino ai vent'anni. Arrivai all'iniziazione alla preghiera. E' da un annetto che seguo questo blog/sito, ma non ho mai scritto. Credo che ora sia arrivato il momento.
Siamo andati a Roma perchè mia nipote ha fatto la prima comunione. Erano tre anni che non entravo in chiesa e ora ricordo perchè non ci volevo più andare.

Durante tutta la messa mi sono segnato sul cell nelle note alcuni punti della celebrazione che vorrei ricordare era una PRIMA COMUNIONE.



Abbeverandosi al calice-insalatiera
della salvezza (del neocatecumenalismo)
1) Inizia una messa normalissima con un canto NC, vedo i miei che si svegliano e iniziano a gioire.

2) Il prete (presbitero n.d.r.) urla con il cellulare alla mano di mettere i cellulare in modalità aereo perchè non dobbiamo essere disturbati durante la messa. Purtoppo il modo non riesco a parole a renderlo, ma era davvero pedissequo e borioso.


3) 1 lettura canto alla prima lettura, salmo cantato (una palla e triste come sempre, e la ragazza che cantava poteva fare un sorriso ogni tanto) e vangelo. Mancavano solo le "ammonizioni".


4) arriviamo al clou. Ricordo che era una messa (non celebrazione) per la prima comunione dei bambini. L'omelia è durata 58 minuti. Io volevo spararmi una gamba per non soppartare quel prete mezzo italiano mezzo non so cosa che urlava come una scimmia. Non stava all'ambone, ma girava per la chiesa e la mensa era ovviamente del cnc, con tanto di croce di Kiko. Durante l'omelia non ha citato MAI i bambini, o la gioia della comunione o non so che, ha iniziato a fare il KERYGMA. E mio padre era in visibilio. Ha iniziato a dire che l'amore non esiste, che il marito/moglie sono dei nemici e che li odiamo. Io mi chiedo allora, perchè ci si sposa? Io non mi sposerei mai con il mio nemico... e credo che nessuno lo farebbe. Poi ha iniziato a fare domande ai genitori e far dare l'esperienza ad uno di loro (ovviamente catecumeno doc).

 5) le preghiere fatte dai bambini erano spontanee, di solito io ricordo che si facevano solo 4 preghiere, quelle generali della chiesa. (Questo forse è il meno peggio) e si capiva subito quale bambino era del cnc e quale no.

6) Alla comunione, i bambini l'hanno presa sotto le due specie, esattamente come in comunità. Se volete una prova ho le foto. Dopo, al ristorante mio padre ha chiesto: Nipote ma sei contenta che hai bevuto insieme ai tuoi amici dal calice della salvezza? La bambina: si nonno... ma non è tanto igienico. Io morto in due dalle risate XD


7) tutti canti del cammino, mai uno della chiesa eh. Manco per sbaglio...


8) canto finale e per fortuna nessuna danza. Mamma stava già partendo che voleva farla.

Balletto-girotondo liturgico finale
Io non so se effettivamente una cosa del genere si può fare, ma rivedere una celebrazione così dopo un po' di tempo mi ha fatto uno strano effetto... e sicuramente ho fatto bene a lasciare. Non è un ambiente adatto a me.

In realtà vorrei esprimere meglio quello che ho provato e ho visto, ma se ne avrò modo vorrei instaurare con voi un dialogo costruttivo su tutto ciò che il cammino ha fatto e che ha distrutto.

Detto ciò una buona serata e scusate del papirone.

La pace L.C.




Qualche commento:

da Autore della Lettera:
Io mi chiedo come si fa a urlare in faccia a dei bambini di prima comunione che l'amore non esiste e che moglie e marito (quindi mamma e papà) in realtà si odiano. Era meglio non farla l'omelia, se sbraiti idiozie simili per ben 58 minuti.
Maria Ausiliatrice.
Pala d'altare commissionata da

don Bosco a Tommaso Lorenzone

Valentina Giusti:
Nipote, sei contenta che hai bevuto insieme ai tuoi amici dal calice della salvezza? Di solito a un bambino che ha fatto la prima Comunione si chiede se è contento di aver ricevuto Gesù dentro di sé: non si menzionano calici della salvezza - anche se la comunione è fatta sotto le due specie -, tantomeno da bere con gli amici, quasi fosse una libagione pagana. Naturalmente faccio salva la perfetta buona fede di tuo padre, L.C., ma è una frase che sembra riferirsi più alla Pasqua ebraica che ad un'Eucaristia cristiana.
E, per finire, anche se so che i genitori del nostro geniale amico L.C., purtroppo, non leggeranno, io ugualmente vorrei dire loro: Vi rendete conto di come vi vedono i vostri figli? Vi rendete conto di come vi rispondono i vostri nipoti? Cosa avete costruito in decine di anni di cammino? A parte le carnevalate, di cui tante volte si è parlato su questo Blog e oggi così efficacemente descritte dallo scrupoloso osservatore che ha voluto regalarci la sua dettagliata testimonianza, cosa rimane nel cuore di chi partecipa alle vostre rappresentazioni in stile kikiano? Nulla, assolutamente nulla, solo la voglia di restarne alla larga, per il futuro... Solo la difficoltà di instaurare un qualunque rapporto con Dio, nella Chiesa... Tutto questo lascia soltanto una profonda amarezza!

"Fractio panis" neocatecumenale alla GMG 2013
Spero che il caro L.C. ancora ci legga e, con lui, altri che sono nelle sue stesse condizioni. Voglio invitarli, umilmente e con grande rispetto per il loro percorso interiore, ad aprire il link, che abbiamo inserito in nota al post dei "Diari di Carmen Hernandez", che descrive, in grandi linee, la meravigliosa Devozione al Sacro Cuore nella Storia della Chiesa: un assaggio di come l'Amore di Dio instancabilmente vuole donarsi, senza limiti, ad ogni uomo e una dimostrazione ulteriore di quale falso dio viene proposto nel Cammino. Con l'augurio, finalmente, di incontrare nella Santa Madre Chiesa, il Dio Vivo e Vero e il Suo Figlio Unigenito Gesù Cristo, che la Madonna ci indica come Nostro Unico Signore: Via - Verità - Vita.
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Integro con il commento di L.C.

Innanzitutto grazie a tutti! Non mi aspettavo che il mio commento diventasse un post. Davvero grazie, mi sento quasi onorato.
Mio padre, poi, dopo giorni e discussioni varie ha ripetuto: "che bella omelia!" Volevo davvero dirgliene quattro e cercare di comunicare, ma credetemi che è davvero impossibile. Mio padre, da catechista, non vuole essere fermato quando parla e non si deve dire il contrario di quello che dice.
A tutti coloro che mi hanno "coccolato" dicendomi di riprovare con la chiesa quella vera, vi dico davvero grazie di cuore. Ma ora come ora vorrei provare altre esperienze, ho paura ad avvicinarmi alla chiesa. Purtroppo nella mia mente esiste solo LA CHIESA che è la comunità. Sono stati dei gran burattinai. Hanno saputo giocare con la mia mente. Hanno instillato in me quel senso di superiorità del cammino rispetto a tutto il resto della chiesa, vi chiedo scusa per questa mentalità, sono giovane e credo e spero di poter cambiare.

Potrei parlarvi di tante, tante altre cose che ho visto in 20 anni, da quando sono nato.
Siccome si parla sempre di DECIMA, vi racconto questo fatto. Durante il primo anno dell'università, ho studiato fuori dalla mia città e i catechisti quasi me lo proibirono, feci la decima nella mia nuova comunità. Tornato a casa nella mia comunità di appartenenza anche lì mi chiesero la decima. Dissi al responsabile che non volevo, perché già fatta. La risposta: "hai due comunità farai due decime."
La mia risposta: "Sono uno studente fuorisede, non posso e non voglio morire di fame per farti mettere i soldi in tasca a te."
E da quella volta non misi mai più piede là dentro.


Nota a margine (b.T.): a proposito di prime Comunioni, così, solo per rendere l'idea, segnalo la pagina del blog delle prime Comunioni a Vocogno di qualche giorno fa, in una Messa cantata - una liturgia rivolta a Dio, non uno spettacolino autogestito - e... senza nemmeno una chitarrella.

La liturgia tradizionale in latino contiene tutti quei segni e gesti che oggi sembrano fuori dall'ordinario: incenso, paramenti, aspersioni, segni di croce, genuflessioni, il celebrante rivolto a Dio esattamente come il popolo (per cui lo si vede solo di spalle, tranne quando si rivolge al popolo stesso)... sono tutte cose che si sono accumulate lungo tantissimi secoli, garantite dall'autorità della Chiesa e verificate dalla spiritualità dei santi: preziosi paramenti perché il sacerdote, nella liturgia, è rivestito di autorità conferitagli da Nostro Signore, l'incenso, omaggio a Dio da tradizione plurimillenaria, l'acqua benedetta, i numerosi segni di croce lungo tutta la liturgia (con la nuova liturgia del 1969 furono drasticamente ridotti), l'altare consacrato in uno spazio sacro più elevato rispetto al popolo, poiché il sacerdote è davvero intermediario tra l'uomo e Dio e l'azione sacra si svolge più in alto delle cose della vita umana...

Oggi sembrano fuori dall'ordinario perché siamo abituati a liturgie sciatte, celebrate con paramenti dozzinali, con segni liturgici ridotti al minimo indispensabile, con canzonette imbecilli e insipide. La liturgia ridotta a spettacolino autogestito, oltre a non essere gradita a Dio, è sgradita anche ai partecipanti - che devono fare un notevole sforzo per vincere fastidi e distrazioni ed essere in unione con Dio.

Un asino non può capire la differenza fra il ragliare i canti di Kiko o il cantare un gregoriano (i canti gregoriani elevano l'anima a Dio, al punto che si diceva che tale canto fu portato agli uomini direttamente dagli angeli), non riesce a capire la differenza ministeriale fra celebrante e assemblea, non si spiega per quale motivo si usa un prezioso altare per l'Eucarestia (coperto da tre tovaglie d'altare, senza banane e prodotti ortofrutticoli), non riesce proprio a capire che l'aspetto conviviale dell'Eucarestia non può e non deve prendere il sopravvento rispetto all'aspetto sacrificale. E naturalmente si guarderà bene dall'inginocchiarsi: non ci si inginocchia neppure davanti al Presidente della Repubblica, ci si inginocchia davanti a Dio. Per questo si inginocchiano davanti a Kiko ma mai davanti al Santissimo Sacramento: per loro Kiko è Dio, e il Santissimo Sacramento è solo una specie di "sacro snack".

50 commenti:

l'apostata ha detto...

"...L'omelia è durata 58 minuti. Io volevo spararmi una gamba per non soppartare quel prete mezzo italiano mezzo non so cosa che urlava come una scimmia. Non stava all'ambone, ma girava per la chiesa e la mensa era ovviamente del cnc, con tanto di croce di Kiko. Durante l'omelia non ha citato MAI i bambini, o la gioia della comunione o non so che, ha iniziato a fare il KERYGMA. E mio padre era in visibilio. Ha iniziato a dire che l'amore non esiste, che il marito/moglie sono dei nemici e che li odiamo. Io mi chiedo allora, perchè ci si sposa? Io non mi sposerei mai con il mio nemico... e credo che nessuno lo farebbe. Poi ha iniziato a fare domande ai genitori e far dare l'esperienza ad uno di loro (ovviamente catecumeno doc)..."

Fulgido esempio di obbedienza alla Chiesa, da bravo neocat.


Istruzione Redemptionis Sacramentum:

"[67.] Soprattutto, si deve prestare piena attenzione affinché l’omelia si incentri strettamente sul mistero della salvezza, esponendo nel corso dell’anno liturgico sulla base delle letture bibliche e dei testi liturgici i misteri della fede e le regole della vita cristiana e offrendo un commento ai testi dell’Ordinario o del Proprio della Messa o di qualche altro rito della Chiesa.[147] Va da sé che tutte le interpretazioni della sacra Scrittura debbano essere ricondotte a Cristo come supremo cardine dell’economia della salvezza, ma ciò avvenga tenendo anche conto dello specifico contesto della celebrazione liturgica. Nel tenere l’omelia si abbia cura di irradiare la luce di Cristo sugli eventi della vita. Ciò però avvenga in modo da non svuotare il senso autentico e genuino della parola di Dio, trattando, per esempio, solo di politica o di argomenti profani o attingendo come da fonte a nozioni provenienti da movimenti pseudo-religiosi diffusi nella nostra epoca"


Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium:
"138. L’omelia non può essere uno spettacolo di intrattenimento, non risponde alla logica delle risorse mediatiche, ma deve dare fervore e significato alla celebrazione. È un genere peculiare, dal momento che si tratta di una predicazione dentro la cornice di una celebrazione liturgica; di conseguenza deve essere breve ed evitare di sembrare una conferenza o una lezione. Il predicatore può essere capace di tenere vivo l’interesse della gente per un’ora, ma così la sua parola diventa più importante della celebrazione della fede. Se l’omelia si prolunga troppo, danneggia due caratteristiche della celebrazione liturgica: l’armonia tra le sue parti e il suo ritmo. Quando la predicazione si realizza nel contesto della liturgia, viene incorporata come parte dell’offerta che si consegna al Padre e come mediazione della grazia che Cristo effonde nella celebrazione. Questo stesso contesto esige che la predicazione orienti l’assemblea, ed anche il predicatore, verso una comunione con Cristo nell’Eucaristia che trasformi la vita. Ciò richiede che la parola del predicatore non occupi uno spazio eccessivo, in modo che il Signore brilli più del ministro."

Le avrà mai lette il bravo presbikiko?

@ L. C.

Mi dispiace che non vai più a Messa a causa del cosiddetto Cammino. Per esperienza ti dico che capita a molti. Poi pian piano ci si riavvicina alla Chiesa e si scopre che è meglio di come te la dipingono gli illuminati adulti nella fede.

Abbi fiducia.

Anonimo ha detto...

Sono un NC da tantissimi anni, vi seguo spesso ! Siete la voce dei miei dubbi!
Ora mi viene u a domanda: Come mai la Chiesa non interviene, neppure davanti a palesi eresie ? Dobbiamo​ cominciare a preoccuparci ?

Anonimo ha detto...

Sono un NC da tantissimi anni, vi seguo spesso ! Siete la voce dei miei dubbi!
Ora mi viene u a domanda: Come mai la Chiesa non interviene, neppure davanti a palesi eresie ? Dobbiamo​ cominciare a preoccuparci ? KikoNo

Pax ha detto...

Carissimo L.C.
grazie ancora per il tuo splendido commento, l'ho letto e riletto tante volte, ogni volta rido di gusto.

Hai uno straordinario senso dell'ironia, prezioso, se si pensa che solo con un poco di sana ironia ci si può accostare a cose come quelle da te descritte così bene!..e da LIBERO osservatore esterno, come tu hai fatto, avendo da tempo deciso di lasciare il cammino, per aver compreso che non era adatto a te.

Voglio sottolineare come tu, così giovane, ti poni una domanda importante, dopo aver visto e valutato tutto di questa strampalata celebrazione:
"Io non so se effettivamente una cosa del genere si può fare.."
e poi concludi, appunto,....
"....e sicuramente ho fatto bene a lasciare. Non è un ambiente adatto a me."

Anche perchè, mi rendo conto, i tuoi genitori sono dentro fino al collo, prendere i loro atteggiamenti con umorismo è l'unica maniera per non scontrarsi, ogni momento.
Hai poco più di venti anni, ma ti dimostri molto saggio.

Infne ho sorriso anche leggendo il tuo saluto finale

La pace L.C.

E' vero, figlio di catecumeni doc, fatto il cammino fino all'Iniziazione alla preghiera, ti è rimasto iciso dentro questo saluto tipico, unico, in uso tra i confratelli della Congrega Neocatecumenale.
Anche questo serve per rimarcare le distanze dagli altri, per distinguersi, per pavoneggiarsi: cosa è buongiorno? come stai? ti abbraccio? no
La pace, unico saluto, se saluti in un modo diverso, ti guardano disgustati.

Un vero paradosso questo saluto in uso nel c.n., visto che non donano Pace a nessuno, la Pace te la tolgono, insieme a tutto il resto!
Infine, tua considerazione amara:
Erano te anni che non entravo in Chiesa e ora ricordo perchè non ci volevo più andare.

Richiamo quanto ti ha detto apostata
Ci vuole tempo per liberarsi da certi malsani influssi, per convincersi, o meglio, per sperimentare in prima persona che altro è la Chiesa, per questo ti ho rivolto un invito, che ti rinnovo, infondo al tuo post.

Spero a presto!

Pax

Lino ha detto...

"Il predicatore può essere capace di tenere vivo l’interesse della gente per un’ora, ma così la sua parola diventa più importante della celebrazione della fede"

Vorrei spendere una parola in favore di p. Pedro Farnes, una sola. Io non so in quanti abbiano letto la raccolta "Vivere l'Eucarestia", composta di scritti elaborati in anni diversi e quindi, a mio avviso, spesso contradditori. Una cosa ricordo bene, però: insistette molto sull'aspetto di non prevaricare l'Eucaristia, pilastro fondamentale della Messa e della Chiesa, e di non spezzare la continuità della Liturgia con elementi ridondanti (penso al mio parroco filoneocat, il quale per lo scambio della Pace scende dall'Altare, va tra i fedeli, dà la mano a tutti e - tra canti e urla di giubilo del coro, con la gente che si sposta dai banchi - poco ci manca che vada a salutare gli automobilisti che passano nella via). Magari i neocat dovrebbero leggere meglio il loro mito p. Farnes, ma dubito che vogliano impegnarsi nel faticoso esercizio di una lettura, preferiscono strimpellare, cantare, ballare, dare testimonianze, ripetere il verbo di Kiko.

by Tripudio ha detto...

La Chiesa è intervenuta contro il Cammino tante volte, sia con decisioni, sia con critiche - si pensi ad esempio alla lettera del 1° dicembre 2005 che proibisce le pagliacciate liturgiche, oppure al discorso di Francesco del 1° febbraio 2014, oppure alle critiche dei vescovi fin da quella di mons. Foresti nel novembre 1986 che criticava il Cammino e in particolare gli scrutini, o quella di mons. Schneider ad aprile 2016 che ha detto che il Cammino è una setta protestante-ebraica che di cattolico ha solo la decorazione...

Chiaro? Il Cammino non è mai cambiato, né per ubbidienza, né di fronte alle critiche della gerarchia cattolica, e neppure di fronte al paterno abbraccio di Papi e vescovi - che hanno sempre inteso salvare il salvabile, cioè staccare i fratelli delle comunità dall'idolatria del tripode (Kiko-Carmen-Cammino).

In altre parole, non si può incolpare la Chiesa delle nefandezze del Cammino. E se la Chiesa non ha ancora scomunicato il Cammino, è solo perché non vuole gettar con l'acqua sporca anche il bambino.

Quanto alle foto delle liturgie, da un po' di tempo i neocatecumenali vengono istruiti a non pubblicare foto - in particolar modo del momento della Comunione -, un divieto molto più furioso dello stesso divieto di internet posto da Kiko poiché dimostrerebbe la disubbidienza neocatecumenale.

Le foto del pretino polacco calvo, che celebra in una saletta la patetica pagliacciata neocatecumenale con annessa "prima Comunione" ridotta a snack, sono -se non ricordo male- del 2008 e sono state "dimenticate" on-line dai parenti della povera bambina, vestita da principessa come a carnevale, e che porterà lungo tutta la propria vita lo sgradito ricordo dei parenti e della comunità che le hanno rubato uno dei momenti più importanti della sua infanzia per trasformarlo in spettacolino kiko-compatibile in una stanzetta anonima che non aveva nulla di sacro. Benché datate, quelle foto sono tristemente attuali, e sono un ottimo spunto di riflessione.

Nell'esempio citato, i cattolici di Vocogno (frazione di Craveggia, in provincia di Verbania) hanno invece avuto la grazia di avere due sacerdoti (assegnati lì dal vescovo) che celebrano esclusivamente (e con santo timor di Dio) il rito tradizionale in latino, che fra l'altro era proprio quello celebrato fino a non troppi anni fa da padre Kolbe, da padre Pio, ecc., e che papa Benedetto XVI dieci anni fa ha ricordato essere «mai abolito» e tuttora celebrabile liberamente da qualsiasi sacerdote senza bisogno del permesso dei propri superiori.

Chi ha avuto la possibilità di partecipare anche ad una sola Messa a Vocogno ha potuto constatare con i propri occhi e le proprie orecchie che non c'è bisogno di alcuna laurea in filologia latina per poter vivere quella liturgia.

Negli scorsi anni su questo blog Mic, io e altri abbiamo ripetutamente accennato alla liturgia tradizionale in latino come una risposta drastica a coloro che hanno vissuto lo scempio liturgico neocatecumenale. Mentre è vero che anche la liturgia moderna (quella che chiamiamo "in italiano") si può celebrare santamente, trovare un sacerdote che celebri in modo degno quella moderna è assai più difficile che trovarne uno che celebri in modo degno quella tradizionale.

Gran parte dello sfascio postconciliare è colpa infatti di sacerdoti e vescovi che hanno smesso di insegnare le verità di fede (preferendo fare i soliti inutili discorsini sulla pace e sulla fratellanza) e hanno smesso di celebrare con dignità (preferendo fare i soliti inutili spettacolini cerimoniosi, sciatti, noiosi).

Pax ha detto...

Grazie a Tripudio per il suo commento chiarificatore.

Tripudio dice:
"Negli scorsi anni su questo blog Mic, io e altri abbiamo ripetutamente accennato alla liturgia tradizionale in latino come una risposta drastica a coloro che hanno vissuto lo scempio liturgico neocatecumenale.

Mentre è vero che anche la liturgia moderna (quella che chiamiamo "in italiano") si può celebrare santamente, trovare un sacerdote che celebri in modo degno quella moderna è assai più difficile che trovarne uno che celebri in modo degno quella tradizionale.

Gran parte dello sfascio postconciliare è colpa infatti di sacerdoti e vescovi che hanno smesso di insegnare le verità di fede (preferendo fare i soliti inutili discorsini sulla pace e sulla fratellanza) e hanno smesso di celebrare con dignità (preferendo fare i soliti inutili spettacolini cerimoniosi, sciatti, noiosi).
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Sono molto d'accordo: la sacralità, il decoro, il rigore nel rispettare tutte le forme e le regole della Liturgia sono fondamentali perchè la Grazia sia profusa sui fedeli e i fedeli siano ben disposti ad accoglierla.

Parliamo di giovani ed educazione alla fede, forse non c'entra questo esempio, ma mi è caro, nella sua semplicità.
Mia nonna, che teneva molto a recitare con me, ancora bambina, il Rosario, tra le altre cose mi diceva con solennità: "Dobbiamo recitarlo in ginocchio, così il Rosario è ben fatto."
Riporto questo per dire che in me, bambina piccola, questa cosa è rimasta incisa per tutta la vita e, anche se non sono stata così ligia in seguito, il ricordo dei Rosari, recitati con mia nonna, resta indelebile, quello che ricordo è il sentire la presenza, proprio accanto, della Madre di Dio.

Voglio dire che so, per esperienza, che anche ricevere la Santa Comunione, come si fa nelle comunità del cammino, lascia una traccia, ahimè, indelebile e tutte le storture, approssimazioni e balordagini liturgiche, avallate agli occhi di un bambino dall'autorità di un genitore, e degli adulti che sono per lui un punto di riferimento, portano come naturale conseguenza una "deformazione" religiosa che avrà, come conseguenza, l'allontanamento da Dio e dalla Chiesa, il giorno che il bambino, diventato adulto a sua volta, e non avendo mai conosciuto la Vera Fede Cattolica, dovesse decidere per l'abbandono del neocatecumenato.

Ho guardato con piacere il video della Prima Comunione a Vocogno, si percepisce la presenza di Dio, il Canto Gregoriano, il Latino, e comunque la Liturgia ben fatta tocca il cielo, ci mette in contatto col cielo, il cielo è lì.
Ci rendiamo conto, essere immersi in questo, cosa significa per un bambino? Fare questa esperienza!
C'è tutta la distanza che passa tra
"bere,insieme agli amici alla coppa della salvezza"
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Scusate, apro una parentesi e mi domando, ma il nonno non nomina proprio il pane? il mangiare? agli occhi loro forse è sminuito, perchè la comunione la fanno tutti i cristiani della domenica con il Pane! Quello che fa la differenza nel mondo dei neocatecumeni è, appunto, la coppa della salvezza. Chiusa parentesi.
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Dicevo
C'è tutta la distanza che passa tra
"bere,insieme agli amici alla coppa della salvezza"
E
"Mangiate, questo è il Mio Corpo, Offerto in Sacrificio per voi"

"Bevete, questo è il Calice (no coppa della salvezza) del Mio Sangue, Offerto per voi e per tutti in Remissione dei peccati"
Fate questo in Memoria di Me

E quel presbitero neokatekiko non ha detto, in 58 minuti, una sola parola sulla dolcezza, per un bambino, di tenere finalmente Gesù dentro di sè, nel suo piccolo cuore, Tutto Gesù.

Pax

Anonimo ha detto...

http://www.linkiesta.it/it/article/2011/07/16/quando-arriva-il-momento-di-separare-il-grano-dalla-zizzania/4984/

si Tripudio la chiesa è intervenuta
e non è ascoltata e siccome al di fuori delle mura vaticane non ha potere temporale , ecco il motivo per cui , a mio parere kiko e company , sono ancora a piede libero .

"..........Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove vengono dunque le zizzanie? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo, e i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierle? No - rispose - perché non succeda che cogliendo le zizzanie, con esse sradichiate anche il grano. Lasciate che le une e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, legatele in fastelli per bruciarle. Il grano, invece, riponetelo nel mio granaio”. "

Lino ha detto...

@ anonimo 31 maggio 2017 12:36

;-)

by Tripudio ha detto...

La differenza sta nell'atteggiamento: alla liturgia ci si va per partecipare (alias "fare qualcosa", anche se fosse solo eseguire un dovere) oppure per viverla (alias pregare, essere in unione con Dio).

I primi intendono contribuire allo spettacolino (oppure assistervi passivamente quando si stufano del solito "darsi da fare"), i secondi intendono essere presenti davanti a Dio, cioè intendono trarre beneficio spirituale perché sono certi che Nostro Signore, quando ha detto «questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue», diceva proprio sul serio (e se anche sono stanchi e non riescono a seguire, sanno che stando al sole ci si abbronza anche se si è stanchi o distratti).

Ratzinger, da cardinale prima e da papa poi, non ha mai perso occasione per ricordare che la liturgia non è il risultato di sforzi umani, e che la partecipazione non è la quantità di parole e di gesti. Disse a chiare lettere più di trent'anni fa nella fatidica intervista con Messori ("Rapporto sulla fede", lo trovate dalle Paoline, ancora attualissimo) ciò di cui tantissimi di noi nel nostro piccolo abbiamo fatto personalmente abbondante esperienza: e cioè che lo sfascio postconciliare è per gran parte dovuto alla crisi della liturgia.

Il tranello neocatecumenale, tanto idiota quanto efficace, è quello di spacciare la liturgia per un cerimoniale che per di più è buono solo se è imbottito di kikismo-carmenismo, cosicché i kikos possono comodamente sostituire la tensione dell'anima verso Dio con un certo dovere da svolgere il sabato sera (è un puro distillato di moralismo: ci avete fatto caso? sostituire la fede con un regolamento...).

Quei genitori sonnacchiosi ad una Prima Comunione che all'improvviso si risvegliano perché sentono un canto di Kiko, hanno con ciò stesso dichiarato sia la loro idolatria kikiana, sia il loro giudizio sulla liturgia cattolica e sul canto sacro: se fosse stato anche il miglior polifonico o gregoriano avrebbero comunque cominciato a russare (vedi l'articolo «Canti di Kiko? meglio del gregoriano»: il tipico neocat che pensa che una liturgia sia "partecipata" solo se sente la grattugiata di chitarrelle ndrùng-ndrùng-ndrùng col frastuono delle urla kikiane).

Anziché porsi il problema di come vivere santamente la liturgia, cioè di come essere in unione con Dio, quei due genitori erano lì per marcare presenza (per un motivo "sociale"), e si galvanizzano non appena si sentono tra "fratelli di Cammino" - ehi, qui si fa il nostro spettacolino, quasi quasi mi lancio a fare pure il balletto-trenino-girotondo finale, così il nostro "dio" saprà che abbiamo "dato testimonianza"...

In altre parole, nel Cammino le comunità celebrano sé stesse. La carnevalata liturgica neocatecumenale è un affermare la propria identità, proprio come quei cori da stadio che inneggiano a sé stessi: nulla a che vedere con l'unione con Dio frutto di una liturgia vissuta.

Osservante Che Osserva ha detto...

Sottoscrivo pienamente @by Tripudio del 31 maggio 2017 13:51

Nino ha detto...

In verità mi scalda più il cuore il ricordo della prima comunione fatta in una chiesetta dei frati Cappuccini che i trentanni di cammino.

Pax ha detto...

@ Tripudio

Ho letto tanti anni fa "Rapporto sulla fede" di Messori, devo ripescarlo, ricordo che mi edificò molto.
Ti sono grata per il tuo commento che mette in luce il cuore del problema.
È certo che l'aspetto liturgico è fondamentale e, analizzando bene, si comprende, senza troppi sforzi, il perché della "Lotta per l'Eucarestia del cammino" - come la chiamava Carmen, Lotta con la Chiesa ovviamente - e perché per loro era assolutamente irrinunciabile.
Mai hanno ceduto su un solo punto e, quando non hanno potuto fare diversamente, hanno finto per un poco di obbedire, ma poi sono tornati sempre punto e daccapo!

Se davvero la Chiesa riuscisse a piegare le Comunità neocatecumenali all'obbedienza alla Lettera di Arinze, datata 2005!, se si decidesse a intervenire sulla de-formazione catechetica, imponendo una rotta nuova: ossia i fratelli del cammino non ricevono alcuna istruzione su cosa è una Celebrazione Eucaristica per la Chiesa Cattolica, e quella che hanno ricevuta è fuorviante, per essere generosi potremmo dire parziale, ma è insufficiente, perché se si prende un aspetto della liturgia e lo si assolutizza, per ciò stesso tutto è stravolto.
Alla fine le celebrazioni delle comunità, col passare del tempo, stanno degenerando sempre più,
È il perché lo spiega molto bene Tripudio:
La liturgia è stata sostituita da un cerimoniale infarcito di Kikianismo che ha, sullo sfondo, la catechesi "intoccabile" di Carmen.
Un "dovere" da svolgere il sabato sera, per la legge del contrappasso, proprio da parte di chi è nemico dichiarato di ogni moralismo.
A loro vergogna costoro hanno sostituito alla Fede un "regolamento" da rispettare alla lettera con tutto l'armamentario kikiano, dagli arredi alla riproduzione nei minimi particolari di ogni rituale previsto, compreso il balletto finale che, qualora non fosse possibile fare, mancherebbe alla fine qualcosa di irrinunciabile (vedi nel post quanto riporta L.C. a tale proposito).
Tutti presi dalla esecuzione fedele del rigido rituale neocatecumenalecosì come è stato consegnato, si perde lo stare presenti davanti a Dio, la tensione dell'anima verso Dio, l'esporsi, gratuitamente, ai raggi benefici e rigeneranti, come di un sole, del Suo Amore oblativo.

"Nel Cammino le comunità celebrano SE STESSE.
La carnevalata liturgica neocatecumenale è un affermare la PROPRIA IDENTITÀ',
....nulla a che vedere con l'unione con Dio frutto di una liturgia vissuta." (Come tanto bene conclude Tripudio.)
Questo il loro triste destino.

Metto in evidenza, a conclusione, quello che mi arriva da più parti, ossia che le celebrazioni del sabato, nelle salette delle Parrocchie, si trascinano stancamente, sono sempre meno frequentate e con minor zelo, più comunità celebrano insieme, perché i fratelli che partecipano sono sempre di meno e meno disposti a preparare. Un vero fallimento.

Pax


Pax

Valentina Giusti ha detto...

La lettera aperta a Kiko del 27 maggio a firma Pax è stata pubblicata su Cruxsancta.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Ho letto con gusto e interesse questi ultimi post e relativi commenti.

E' stato edificante e commovente conoscere quanto don Giussani e S. Escrivà fossero, loro sì, testimoni del Vangelo e perciò detestassero, loro sì, il moralismo.

E' stato comico soffermarsi a "contemplere" la foto estatica e ritoccata di Carmen, pensando al disprezzo che tanti camminanti manifestano per immagini dalla postura simile, che siano del Sacro Cuore o di Santa Rita.
Purché tutto concorra al bene (terreno) del Cammino...

Mi hanno impressionato anche le numerose testimonianze sulla Carmen fumatrice. Impressionante.
Ma ancora più impressionante è sapere che fumava durante la Messa! E che ci sono camminanti che masticano la gomma durante la Messa! Incredibile.
Allora non è un caso isolato quello che mi ha raccontato un mio amico ex del Cammino il quale, avendo visto il figlio di un catechista masticare la gomma prima della Comunione e riprendere a masticarla subito dopo, non ci ha visto più e gli ha mollato una sberla durante la Messa.

Ruben ha detto...

Secondo me il fumo non c'entra assolutamente nulla: mia madre fumava due pacchetti di sigarette al giorno, ed era devotissima al Rosario, e sensibile alle necessità del prossimo.

Si può essere umanamente virtuosissimi,
ma intimamente perfidi.
---

D.D. ha detto...

Una pagina interessante che riassume le disposizioni su come partecipare al Sacramento dell'Eucaristia

http://www.unionecatechisti.it/Catechesi/Schede/Sacramenti/Scheda25.htm

versione completa del CCC

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c1a3_it.htm

contrariamente alle eresie (mamotretiche ma non solo) che trattano la Comunione come una specie di Ovomaltina che dà energie a chi non ha voglia di cucinare, per accedere alla distribuzione del Pane Consacrato bisogna prepararsi per essere già, in potenza, in comunione don Dio.

Da notare anche il rispetto corporale del digiuno da almeno un'ora, un particolare andato dimenticato da tempo.

Neanche io sapevo del malcostume di fumare, parlare e ciancicare gomma durante la messa, addirittura nella sua parte centrale. Davanti ad una cosa del genere, che vi assicuro scandalizza persino gli atei, la prima reazione è "ma ancora ne parliamo?"
... anche se so è molto più complicato di così.

Aggiungo che uno dei motivi gravi che negli ultimi anni ha accresciuto il mio malcontento nei confronti della Chiesa, è proprio la leggerezza con cui gli stessi preti trattano il Santo Sacrificio di Nostro Signore.

Ruben ha detto...

P.S.
È da tener presente che viviamo in un epoca dove il fumo, a torto o a ragione è demonizzato:

Sicuramente chi fuma meno di dieci sigarette al giorno, sta senz'altro molto ma molto meglio, di chi consuma due bottiglie da 3/4l di vino(non demonizzato, altrettanto pericoloso in quantità eccessive).

Scusate de sono andato un po' in OT.
---

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Ruben:

hai ragione. Anche mia madre fuma molto ed è devota del Rosario.
Il problema è che il Cammino pretende che Carmen sia canonizzata e, da ciò che mi risulta, il fumo è un ostacolo.

Ma ciò che impressiona di più dell'agire di Carmen è l'uscire durante la Messa per fumare.
Ma voglio essere generoso con lei: mettiamo che quello dell'impellenza del fumo sia stata la sua "spina nella carne" per tenerla umile.

Fosse stata almeno gentile e dolce, come i santi. Invece aveva un caratteraccio. Anzi, pare fosse fredda, insensibile e acida. Oltre che una grande cafona.

Qualcuno potrà dire: "E padre Pio? Non aveva un caratteraccio?"
Padre Pio (preferisco chiamarlo Padre come chiamo Madre, Teresa di Calcutta, pur venerandoli, loro sì, come santi "speciali") anche se a volte era burbero, era anche capace di grande affetti, fino alle lacrime.
Conoscendo per grazia divina i cuori delle persone, poteva essere duro, ma per il bene di coloro che lo avvicinavano. Ma nella maggior parte dei casi era molto accogliente.
Ed era soprattutto sensibilissimo alle sofferenze altrui.
Al contrario di come appare Carmen dalle testimonianze di chi l'ha conosciuta.

Credo che in un eventuale, quanto improbabile, processo di canonizzazione, vengano ascoltati anche i testimoni dell'accusa.

Sebastian ha detto...

Il fumo nel CN non è semplicemente tollerato, ma direi quasi promosso. Altrimenti non si spiega un Kiko in visita alla mia parrocchia a cui era permesso di fumare dentro i locali della parrocchia (agli altri non è permesso, come da legge). Oppure la gente fumare tranquillamente negli ambienti chiusi della Domus Galileaea. O ancora un episodio: alla convivenza finale del centro vocazionale, ai ragazzi, tra i quali dei minorenni, era permesso di fumare durante gli scrutini, dentro la sala. Questo per evitare che uscissero per fumare, ma senza curarsi che ci potessero essere dei non-fumatori a cui il fumo passivo può dar fastidio o far male. Inoltre era assoluta normalità uscire a fumare per il "fine primo tempo" della celebrazione (ovvero lo scambio della pace).

Pax ha detto...

Pax

Purtroppo Carmen, umanamente, non era virtuosissima, ma tu hai ragione, questo da solo non è un discrimen sufficiente, il problema è che lei usciva a fumare durante la Celebrazione Eucaristica che, secondo prassi neocatecumenale, poteva durare anche più di 2 ore (vedi, le do un'attenuante!) anche 3, quando a fine convivenza itineranti ci infilavano dentro di tutto, prima di concludere con la benedizione finale e scatenarsi, nel ballo finale liberatorio: chi cantava, chi ballava, chi fumava appunto, dentro e fuori la Tenda di Porto San Giorgio oltre che allo scambio della pace si svuotava mezza assemblea, dietro il fulgido esempio di Carmen, per la pausa-fumo intra liturgica.

Non era virtuosissima, non perché fumare - hai ragione essere fumatore ci sta- perché, come tutte le sue cose, vorrei dire, che faceva con ostentata superbia e senso di superiorità - sottolineato da ogni suo atteggiamento - NEANCHE FUMAVA CON UMILTÀ, non so se è chiaro. In caso veniva ripresa da qualcuno, fosse anche Kiko, lo mandava a quel paese e, come è stato raccontato, quando un alto Prelato, visitando il R.M. di Roma non riuscì a tacere e le disse (regola tacita nella Chiesa) che nei Seminari non si poteva fumare la SanCarmen rispose: "Qui sì!", spegnendo ostentatamente la sigaretta in uno dei tanti posacenere enormi sparsi per il Seminario, pieni di cicche, e accendendone subito un'altra.

Non siamo mica moralisti, molti di noi fumiamo, come tante altre cose, ma est modus in rebus, molto di più per ore e ore siamo stati immersi in nubi tossiche di fumo durante le convivenze di itineranti, anche perché l'esempio conterà qualcosa, lei fumava a raffica, e tutti gli itineranti, veri fumatori, facevano lo stesso, per chi era incinta era un tormento, ma tant'è, se provavi a parlare ti guardavano con aria di compatimento, come appartenente ad una razza inferiore, senza alcun rispetto, non dico santo, ma umano semplicemente.

Sono convinta di quanto dici di tua madre, io ho avuto una cara zia così anche lei due pacchetti di sigarette al giorno, ma messa quotidiana e tutte le devozioni e tante opere di bene.

La Carmen, invece e in aggiunta a quanto esposto, disprezzava ogni forma di devozione (il Rosario non so sinceramente aveva una corona sempre appesa alle borse), non sopportava, vedi ultimi post, medaglie che raffigurassero Maria, fosse pure la conosciutissima, e diffusissima nella Chiesa Cattolica, Medaglia Miracolosa.
Concludendo, per la mia esperienza, ossia come io l'ho conosciuta, le necessità del prossimo non le vedeva neppure, figurati pensare di provvedere ad esse, per lei solo predicare, neanche guardando in faccia chi la ascoltava.

Scusate, ma sentivo di dover fare queste precisazioni.

Pax

Pax ha detto...

Grazie a tutti per i vostri commenti, ma guarda quante conferme, neanche io me le aspettavo tante!
E, come dicono i pasqualoni, qui siamo sempre e solo i soliti quattro gatti che c'è la cantiamo e c'è la suoniamo.

Ruben, sono d'accordo con te, vero è che rispetto agli anni 60/70 il fumo oggi è demonizzato più di......ma qua si testimoniano altre cose, ossia il fatto di ,non avere neanche un minimo di autocontrollo su i propri impulsi, di autodisciplina - che non è proprio una cattiva parola - c'è una virtù cristiana che designa bene tutto questo ed è la virtù della TEMPERANZA.

Carmen non aveva alcun controllo su se stessa, freni inibitori, zero, se vogliamo dire così, corredato da un altro aspetto davvero inquietante: tutto questo che forse sarebbe meglio definire con il termine LIBERTINAGGIO, lei lo ostentava come LIBERTÀ'.

Libertà, ad esempio, di dire sempre e a chiunque, in qualunque contesto, tutto quello che le passava per la testa:
ricordiamo tutti il famoso "LA DONNA TACCIA!" del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Di menare senza pietà chiunque e pubblicamente, quando veniva presa dal "sacro furore"

Mi fermo qui, con Carmen non si finirebbe mai!

@ Sebastian 11:40

Da rileggere, grazie, tanto per non lasciare Carmen da sola. Con Kiko ha condiviso tutto, anche questo atteggiamento da Super in tutto.

Concludo con Anonimo D.D. che ha detto
Da notare anche il rispetto corporale del digiuno da almeno un'ora, un particolare andato dimenticato da tempo.

Questo sì andrebbe ricordato, almeno un'ora, ricordo tanti anni fa, come i nostri nonni si preparavano a ricevere la Santa Comunione. Un altro mondo.

Pax

Ruben ha detto...

Vi ringrazio per le precisazioni; effettivamente allontanarsi dalla celebrazione dell'Eucaristia per fumare,
è esattamente sovrapponibile alla crisi di astinenza di un tossicodipendente.

Comincio anche a comprendere il ricorso ai jet privati, per gli spostamenti della comitiva cofondatrice, infatti, sulle compagnie aeree, da un ventennio non si fuma più.
---

Pax ha detto...

Mi rallegra vedere, in coda al post:
"Lettera aperta a Kiko Arguello, in cerca di fondi per la EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE",
i due link della traduzione in Inglese e in Spagnolo.

Se non la legge in Italia, la leggerà in Spagna.

Se non la legge né in Italia né in Spagna, gliela leggerà, per telefono, Giuseppe Gennarini da Guam.

Sai come sarà contento!
Contenti tutt'e due, in verità!

Esprimo gratitudine a chi ha voluto questo e ci ha lavorato - Lapaz e Gloria G. -, principalmente perché l'unico sentire che ci accomuna, tutti noi sparsi un poco dovunque, conferma che finalmente sta crescendo "un popolo".

Pax

Lino ha detto...

@ Pax
Hanno letto in tre lingue, carissima. Così non potranno dire che ci sono errori di traduzione e cattive interpretazioni del testo :-)

OT
Dopo essere stato paragonato a Picasso, a Blaise Pascal, a San Giovanni della Croce eccetera eccetera, ora per kiko si evoca Riccardo Muti :-)
https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/18814199_686263744904941_8436689607395893648_n.jpg?oh=2c1019407334d551740d54a59951bc5e&oe=59A1C78F

RICOVERATELI!

l'apostata ha detto...

@ Lino

Nonostante il paragone con Muti, mi risulta che Sankiko affarista è schiattato di rabbia quando ha letto l'articolo: i biglietti sono gratuiti...

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

Ruben ha detto...
OT: dall'Ossevarore Romano data odierna:

Il Santo Padre ha nominato Segretario
del Dicastero per i Laici,
la Famiglia e la Vita il Reverendo
Padre Alexandre Awi
Mello, I.SCH., Direttore Nazionale
del Movimento di Schönstatt
in Brasile.
---

Saggia decisione;
il Movimento di Schönstatt è preconciliare ed assolutamente ortodosso alla Fede e Dottrina Cattolica.
La segretaria di Benedetto XVI, unica a saperene decifrare la complicata calligrafia, non ricordo il nome, appartiene a questo movimento.

Anonimo ha detto...

Tacci sua, ha pure il coraggio di augurare buone vacanze. Io so 15 anni che non faccio un giorno di vacanza. Devo lavorare per mantenere i miei figli e mio marito che ha perso il lavoro ed è pure in depressione.

Anonimo ha detto...

Pensate a quei poveri ragazzi che in agosto verranno spediti in località ancora non note "a due a due" senza borsa né bisaccia, per evangelizzare... a quali pericoli andranno incontro?
Claudia

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
Pensate a quei poveri ragazzi che in agosto verranno spediti in località ancora non note "a due a due" senza borsa né bisaccia, per evangelizzare... a quali pericoli andranno incontro?
Claudia
---
I "poveri ragazzi", almeno secondo la legge italiana, hanno la capacità giuridica di "intendere e di volere".

Valentina Giusti ha detto...

L'apostata: i biglietti saranno anche gratuiti, ma le comunità di Trieste, città che ospiterà, nella sua bellissima piazza affacciata sul mare, la sinfonia firmata da Kiko ma composta e orchestrata da altri (come diceva Carmen: manda i ragazzi a lavorare, poi arriva lui e firma...), sicuramente dovranno, oltre che ospitare gli orchestrali, fare una donazione eccezionale!
A loro, va il nostro pensiero...😔

Lino ha detto...

180 orchestrali, tra i quali "diversi elementi triestini". Più il coro.
Immaginiamo duecento persone che viaggiano, alloggiano, mangiano? E poi Kiko si permette pure di scrivere lettere per la ricerca dei fondi, altrimenti sarà costretto a fermarsi.
Già dimenticavo: questa è evangelizzazione. Già immagino le centinaia di atei che si convertiranno ad ascoltare la sua opera. Senza contare le conversioni degli ebrei, naturalmente.
Mano ai portafogli, fratelli.

Pax ha detto...

Mi scuso per i due commenti di stamattina delle 11:49 e delle 12:24, pieni di errori, che solo ora ho riletto.
Avevo poco tempo e sentivo mio dovere scrivere su Carmen quello che ho scritto
Quando ripenso a certe cose, poi, perdo anche la testa, mentre nella vita ho anche mille altre cose da fare.

Ringrazio Ruben, Pietro (NON del Cammino), Sebastian, D.D., è stato un bello scambio tra di noi, abbiamo raggiunto anche una bella intesa.

Nel fondo.....tanta amara tristezza!

Pax

by Tripudio ha detto...

Visto che è passato un anno da quando le vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale sono venute allo scoperto, Tim ci ricorda che da quello stesso identico giorno, 17 maggio 2016, il pedofilo si è dato alla latitanza, limitandosi ad un messaggio preregistrato, ad una corsa frettolosa a Roma da papa Francesco, e quindi ad un altro messaggio video da piazza san Pietro (tutto nell'arco di pochi giorni).

E non poteva esserci miglior ammissione di colpa, nonostante i suoi ridicoli proclami di innocenza e la sua arroganza nel minacciare le vittime di usare tutte le capacità finanziarie della diocesi per annichilirle. Bisogna però domandarsi come mai il vescovo pedofilo neocatecumenale ha trovato sempre qualcuno disposto a nasconderlo: prima il seminario Redemkikos Mater di Guam e un appartamento di una sorella di comunità direttrice di Banca, quindi un altro appartamento a San Francisco della stessa sorella di comunità, poi nuovamente a Roma, ecc., più i numerosi viaggi di latitanza apostolica per recarsi camuffato da una barba folta ai grandi eventi kikiani-carmeniani.

Il fratello Apuron è solo una delle tante anime che il Cammino ha instradato non verso il pentimento e la conversione, ma verso la fiamme dell'inferno: non risulta che il soggetto si sia pentito, anzi, la sua latitanza - sostenuta dai complici neocatecumenali - è ulteriore conferma che si illude di poter sfuggire alla giustizia terrena oltre che quella divina. Solita spiritualità neocatecumenale, insomma.

Pax ha detto...

Dalla "Devozione al Sacro Cuore di Gesù "
Nella quarta e più importante apparizione, avvenuta l’ottavo giorno dopo la festa del Corpus Domini del 1675 (la stessa data in cui oggi il calendario liturgico celebra la solennità del Sacro Cuore), Gesù dice a suor Margherita “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini da non risparmiare nulla fino al sacrificio supremo senza limiti e senza riserve, per dimostrare il suo amore. La maggior parte di essi però mi ricambia con l’ingratitudine, che manifestano con irriverenze, sacrilegi e con l’apatia e il disprezzo verso di me in questo sacramento d’amore. Ma ciò che maggiormente mi affligge è il vedermi trattato così anche da cuori a me consacrati.”
________________
Al termine di questa giornata, 1 Giugno, chiuso ormai il mese di Maggio consacrato a Maria - ieri 31 festa della Madonna delle Grazie, che nel vecchio calendario liturgico si festeggiava il 2 Luglio - voglio ricordare che inizia il mese consacrato al Sacro Cuore di Gesù, Per questo ho riportato quanto Gesù stesso disse a Santa Margherita Maria Alacoque.
Tanto attuale per noi che denunciamo le irriverenze, i sacrilegi, il disprezzo della Santissima Eucarestia e delle Sacre Specie del Pane e del Vino.
Quanto mai attinente al nostro post, che parla di una Prima Comunione neocatecumenale, che porta con se' la de-formazione delle giovani generazioni che nascono e crescono in questa esperienza.

Domani è il Primo Venerdì del mese, giorno speciale che il Signore ha voluto fosse dedicato al culto del suo Sacratissimo Cuore, in modo tutto speciale.
Per chi è fedele alla Pratica suggerita dei Primi 9 Venerdì del Mese, normalmente si completano proprio a Giugno, iniziando il mese di Ottobre.
Ma volendo, il mese di Giugno, può anche diventare l'occasione per iniziare.
Spero che L.C., tornando sul Blog, veda questo post sulla sua testimonianza, per la quale lo ringrazio ancora.
Così, mi auguro che altri ragazzi ci seguano.

Per loro e per tutti noi:

Da "Il trattato dell’amor di Dio – Teotimo” di San Francesco di Sales
Stabilirò la mia dimora nella fornace di amore,nel cuore trafitto per me. Presso questo focolare ardente sentirò rianimarsi nelle mie viscere la fiamma d’amore finora così languente. Ah! Signore,il vostro cuore è la vera Gerusalemme; permettetemi di sceglierlo per sempre come luogo del mio riposo…”.

Pax

Valentina Giusti ha detto...

Su come vengono raccolte le notizie per sostenere le cause di canonizzazione, per esempio, da Opus Dei:
se inserite in Google "resoconti e favori ricevuti Opus Dei", vi verrà tutta la sfilza dei loro aspiranti agli altari, per ognuno dei quali è possibile testimoniare un "favore" ricevuto. Non mi sono sorpresa che addirittura ci sia chi, dietro richiesta, ha fatto funzionare le giostre di Disneyland, e solo nel momento in cui il suo protetto doveva fruirne (poi il guasto si è ripresentato). Vengono i brividi al pensiero di quanti favori di questo genere ricevuti da Carmen potrà vantare il popolino neocstecumenale.

Anonimo ha detto...

@pax

Grande Pax!
Vorrei vedere la sua faccia quando la leggerà!!!
Ma sicuramente qualcuno per cercare di tranquillizzarlo gli dirà: Kiko non ti preoccupare e' stato pubblicato su un blog letto da 4 gatti!!

Per quanto riguarda il fumo, mi ricordo il fumare negli ambienti chiusi che lo vedevo già allora come una mancanza di rispetto, il non vedere gli altri, questo si è un FATTO CONCRETO, al di là di tante parole.
E se glielo facevi notare ti ridevano dietro trattandoti da moralista.

Saluti dal quinto gatto
EX-NC-???

Ruben ha detto...

I veri Santi non aspirano assolutamente
ad essere canonizzati.
Guardiamoci dai "Santi Subito".
---

Valentina Giusti ha detto...

Scusa EX-NC-??? ti correggo: la lettera di Pax è stata tradotta e pubblicata, cosa di cui ringraziamo LaPaz e Gloria G., oltre agli amministratori di Junglewatch e di Cruxsancta, su tre blog, in due lingue conosciute universalmente nel pianeta, l'inglese e lo spagnolo, ed una, l'italiano, letta con assiduità in Vaticano... insomma, almeno 12 gatti di varie razze.😀😀😀

Anonimo ha detto...

.)

Pensa che mi e' presa la tentazione di fare Miaoo quando vedo un NC :-)


EX-NC-???

Anonimo ha detto...

Leggendo l'articolo che ha postato Lino, in cui giustamente diceva: RINCHIUDIAMOLI

Cito:"..una curiosità. L'organizzazione gioca anche sulle tinte del volontariato e sull'abbattimento dei costi di allestimento....."

Bellissimo due parole estranee al cammino VOLONTARIATO ed ECONOMICITÀ.
Ma chi fa volontariato non è un buonista e lo fa per sua gratitudine?!?!
Certo abbattano i costi facendo dormire gli orchestrali nelle case dei NC. Ma poi non si guarderà a spese per l'allestimento: Tappeti, moquette, fiori di primissima scelta...
L'economicità ma direi meglio l'essenzialità non rientra nei canoni NC. Opsss dimenticavo voi NC non fate l'economia di Giuda e poi l'essenzialità francescana e' passata di moda!!!

Scusate ma il biglietto non poteva essere ad offerta e con gli incassi pagare le spese della evangelizzazione?
Invece no, voi spremete solo i poveri NC, e con gli esterni fate i grandi!

Forse non lo fate perché poi avete paura che qualcuno chieda i rendiconti....quindi meglio non far vedere niente all'esterno tanto all'interno avete rendite e fiumi di soldi carsici assicurati!

EX-NC-???

Anonimo ha detto...

Anzi dirò di più:

NEOCATECUMENI attenti un miaogolio vi travolgerà!!!

Miaooooo
EX-NC-???

Pax ha detto...

@ EX-NC-???
@ Valentina
@ Lino

Io pensavo ad un altro aspetto, Kiko fa queste cose GRATUITAMENTE, perché NESSUNO pagherebbe neanche un solo euro per ascoltare i suoi ridicoli e patetici concerti, può sperare solo di riempire la piazza con accesso libero e con "inviti ad personam", quelli che danno lustro all'evento, tra esponenti di spicco della Chiesa e i soliti Rabini che non mi spiego cosa ci trovino, mistero.
Di certo si attivano i suoi Capi di Zona, i Gennarini che infestano il Cammino a Roma, negli Stati Uniti, nel Veneto e nell'Europa dell'Est, più gli altri grandi Itineranti di spicco che comandano il Nord Est dell'Italia. e in Europa, una bella cricca: cantano e suonano, dico io, finché dura.

Quattro o dodici gatti noi?
Aggiungo: meglio pochi ma buoni!

Infine, Valentina, non si può pensare di far tradurre la Lettera anche in Polacco e in Tedesco?
Un'idea!
Anche noi potremmo avere un tormentone estivo, in cima alle Hit Parade nei prossimi mesi!

Disco di Platino, altro che l'indigesto, deprimente, Concertone del falso Kiko, al quale non gliene frega niente di nessun genere di sofferenza, innocente e non.

Pax

Anonimo ha detto...

Solo un appunto per amore di verità.
La risiera di Trieste è stata un campo di sterminio per i prigionieri politici, partigiani, anche ebrei ma soprattutto non ebrei.
Per gli ebrei catturati in vista della soluzione finale, invece, è stata un campo di transito verso i campi di sterminio dell'Austria, Polonia, ecc. Alla Risiera si ricordano i giovani attivisti politici uccisi e i treni che partivano verso il nord portando ebrei e prigionieri politici.
Ciò detto, la Risiera resta un luogo di morte anche perché degli ebrei partiti da Trieste ne sono tornati pochissimi.

Mi disturba quindi l'idea che la curia appoggi un'iniziativa a cui parteciperanno molti rabbini e che sembra guardare la sofferenza degli innocenti solo in funzione del dolore degli ebrei. Si corre il rischio di far credere agli ebrei che noi condividiamo la loro lettura di Isaia per cui il servo sofferente è il popolo ebraico e non Cristo.
Chissà se qualcuno ricorderà l'eroica attività del vescovo di allora nel liberare quanti più prigionieri possibile.

L.C. ha detto...

Innanzitutto grazie a tutti! Non mi aspettavo che il mio commento diventasse un post. Davvero grazie, mi sento quasi onorato.
Mio padre, poi, dopo giorni e discussioni varie ha ripetuto: "che bella omelia!" Volevo davvero dirgliene quattro e cercare di comunicare, ma credetemi che è davvero impossibile. Mio padre, da catechista, non vuole essere fermato quando parla e non si deve dire il contrario di quello che dice.
A tutti coloro che mi hanno "coccolato" dicendomi di riprovare con la chiesa quella vera, vi dico davvero grazie di cuore. Ma ora come ora vorrei provare altre esperienze, ho paura ad avvicinarmi alla chiesa. Purtroppo nella mia mente esiste solo LA CHIESA che è la comunità. Sono stati dei gran burattinai. Hanno saputo giocare con la mia mente. Hanno instillato in me quel senso di superiorità del cammino rispetto a tutto il resto della chiesa, vi chiedo scusa per questa mentalità, sono giovane e credo e spero di poter cambiare.

Potrei parlarvi di tante, tante altre cose che ho visto in 20 anni, da quando sono nato.
Siccome si parla sempre di DECIMA, vi racconto questo fatto. Durante il primo anno dell'università, ho studiato fuori dalla mia città e i catechisti quasi me lo proibirono, feci la decima nella mia nuova comunità. Tornato a casa nella mia comunità di appartenenza anche lì mi chiesero la decima. Dissi al responsabile che non volevo, perché già fatta. La risposta: "hai due comunità farai due decime."
La mia risposta: "Sono uno studente fuorisede, non posso e non voglio morire di fame per farti mettere i soldi in tasca a te."
E da quella volta non misi mai più piede là dentro.

Pax ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pax ha detto...
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Pax ha detto...

Sono contenta che hai visto finalmente il tuo post!
Il tuo commento meritava, bellissima testimonianza, compimento del "Dì fatti concreti".
Si vede che, come tutti noi che siamo usciti dal cammino, ci hai creduto anche tu e lo hai fatto per bene, ora questo gli si ritorce contro.
Ben gli sta!

Sappi che, per la mia esperienza, chi lo ha fatto come si deve, senza cercare ruoli o visibilità né di realizzarsi nella casta dei capibastone, indossando la famosa "divisa", che tanti cercano per sentirsi qualcuno - invece di "perdersi nell'Amore di Dio", gratuito per noi e per gli altri - PRIMA O POI SE NE VA VIA, PER SEMPRE!
Come tanti di noi abbiamo fatto.

Grazie anche per la tua esperienza sulla decima, molto significativa.
Si vede proprio che il "cammino è PER l'uomo e non l'uomo PER il cammino", come sempre hanno predicato, ipocritamente!

Che vergogna!

Ora integro il TUO post con il TUO commento, grazie ancora e, a presto carissimo L.C.

Pax