venerdì 4 ottobre 2013

"Le canzoni di Kiko? meglio del canto gregoriano"

Raffaele Bonanni non lo nasconde né lo ostenta. Nel suo ultimo libro intervista («Il tempo della semina») vi dedica sobriamente quattro righe su 142 pagine, quando ricorda d'essere «cresciuto nella fede e nell' esperienza religiosa con grande attenzione alla "Parola"» e spiega che «la lettura e i commenti collettivi di testi biblici fanno parte dei doveri della comunità Cammino neocatecumenale fondata dallo spagnolo Kiko Argüello, di cui faccio parte dal 1987».

...La veglia silente per il Papa che moriva
fu lacerata da tamburelli e chitarre...
I neocatecumenali sono fatti così
Tutto qui, in fondo è una scelta personale della quale ha parlato di rado: tornava da un viaggio in Argentina e sua moglie Teresa, anima gemella «da una vita: lei aveva quattordici anni e io sedici», propiziò la svolta interiore, «mi disse che dovevo assolutamente conoscere delle persone e mi portò a una celebrazione».

Gli piacque, poco ma sicuro: due anni fa, con sprezzo del raffinato orecchio musicale di Benedetto XVI, il leader della Cisl confessava candido a Vittorio Zincone, sul magazine del Corriere, che non avrebbe avuto dubbi tra un canto gregoriano e una bella schitarrata in chiesa, «scherziamo?, messa con chitarra: ogni istante del rito neocatecumenale deve coinvolgerti completamente. Tra l'altro io suono durante le cerimonie. E sono un cantore». Perché i neocatecumenali sono fatti così.

Rimase memorabile la scena notturna in piazza San Pietro, tra l'1 e il 2 aprile 2005, mentre una quantità di ragazzi pregava a fior di labbra, i lumi accesi sotto le finestre di Giovanni Paolo II e d'improvviso la veglia silente per il Papa che moriva fu lacerata da sincopi di tamburelli e una raffica d'accordi di chitarra, «il Signore abbatte cavalli e cavalieri!». Un monsignore non apprezzò l'interpretazione del salmo e accorse per sibilare al gruppetto avvilito: «È stato raccomandato il si-len-zio!».


(citazione da un articolo del Corriere della Sera del 15 dicembre 2010)

26 commenti:

La verità vi farà liberi. ha detto...

Già prima non condividevo molto l'operato del leader CISL...

Lino ha detto...

«il Signore abbatte cavalli e cavalieri!»

E i politici - i sindacalisti dei nostri tempi lo sono - sempre cercano un equino portatore di sacche di voti sul quale saltare.

C'è chi salta su CL, c'è chi salta sulla Comunità di Sant'Egidio, perché non saltare anche sul Cammino?

by Tripudio ha detto...

Il fatto che sia un "leader" di qualcosa, ci è interessante per un solo motivo: il veder riportate le sue affermazioni su un quotidiano a tiratura nazionale.

Le affermazioni riportate nell'articolo citato confermano diverse accuse che da decenni vengono fatte ai neocatecumenali:

- che cioè quegli orrendi canti di Kiko valgano per loro più della plurimillenaria tradizione di musica sacra della Chiesa;

- che la liturgia non sia il culto dovuto a Dio, ma l'occasione che «deve coinvolgerti», ossia uno spettacolino (a base di schitarrate) che deve produrre sensazioni umane;

- e l'orgoglio di essere uno dei maggiori contribuenti allo spettacolino kikiano: «io suono» (cioè faccio qualcosa più degli altri); «sono un cantore» (cioè ho un ruolo ufficiale nello spettacolo)

La conclusione del giornalista («i neocatecumenali sono fatti così») mi sembra a metà strada tra la compassione e il sarcasmo.

Anonimo ha detto...

Tripudio... non voler pubblicare ciò che ti è scomodo, è come pisciarsi addosso.
Dopo un po' si sente puzza.

Ma hai ragione: chi se ne frega: dietro quella tastierina, con i tuoi ditini... ti senti vescovo, papa e re.

Il resto: mandali tutti al rogo, novello Torquemada. Fallo! Non lesinare.

E pubblica ciò che ti scrivo da mesi, centinaia di post, o infame codardo.

sim ha detto...

sono un testimone oculare della scena del monsignore che riprende i giovani zelanti cantori. finita la sgridata si sono spostati poco più avanti e hanno continuato indisturbati.

sim ha detto...

sono un testimone oculare della scena in piazza san pietro. dopo la sgridata, i zelanti cantori hanno abbassato il volume per pochi minuti finiti i quali hanno ripreso come nulla fosse.

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti!
La vera faccia del cammino Neocatecumenale sta uscendo allo scoperto! Avete letto l'articolo della diocesi di Terni?

http://www.umbria24.it/terni-inchiesta-sulla-diocesi-e-guerra-in-vaticano-ecco-perche-lex-vescovo-paglia-rischia/216125.html

by Tripudio ha detto...

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

In questa pagina non si parla né di politica né di sindacati.

In questa pagina invece domandiamo ai cari fratelli delle comunità del Cammino:

a) siete d'accordo con il «cantore» oppure siete d'accordo con venti secoli di tradizione di musica liturgica cattolica?

b) pensate che la liturgia debba essere il sublime culto a Dio, oppure che debba anzitutto «coinvolgere» i partecipanti facendoli parlare e cantare?

Anonimo ha detto...

Sulla Messa.

Nelle piccole comunità c'è l'altare al centro e le persone intorno. Anni fa, si rimaneva seduti durante la Comunione. Oggi, almeno, ci si alza all'in piedi.
Un pericolo però rimane.
Infatti, durante la Messa celebrata in questo modo, anziché il Sacerdote che rappresenta Cristo, se si è di fianco, ci si trova spesso dinanzi a se altre persone che sono semplici "fratelli" nella Fede. Spesso c'è il cantore che intona e tutti lo seguono. Al contrario, quando l'altare è posto dinanzi ai fedeli, specie con l'Altare a muro, si trasmette maggiormente la centralità di Cristo.
Nel Cammino si rischia la desacralizzazione della Messa.

Mario

Sebastian ha detto...

Buongiorno a tutti!
La vera faccia del cammino Neocatecumenale sta uscendo allo scoperto! Avete letto l'articolo della diocesi di Terni?

http://www.umbria24.it/terni-inchiesta-sulla-diocesi-e-guerra-in-vaticano-ecco-perche-lex-vescovo-paglia-rischia/216125.html


Interessante anche la notizia precedente:

http://www.umbria24.it/terni-diocesi-senza-pace-don-bizzarri-sospeso-moderatore-gia-oggetto-di-attacchi-e-tanti-veleni/192450.html

DG ha detto...

ho letto l'articolo sul giornale Umbria 24...ma allora tutti queste voci che circolano sulla Diocesi di Terni sono vere!

E poi se si clicca su "neocatecumenali" (citati nell'articolo in questione) viene fuori un articolo di quelche mese fa che parla di decima e del forte giro di denari.
Un estratto:

"La ‘decima’ Un potere che deriverebbe, anche, da una disponibilità economica non trascurabile, visto che ciascun membro è tenuto a versare, ogni mese, il 10% dei propri guadagni alla comunità, con un atto che, in gergo, si definisce ‘dare la decima’. La pratica, per la verità, non è citata nello statuto dell’associazione, ma non è mai stata negata dai suoi vertici: «Non è giusto fare di ogni erba un fascio – racconta chi si è staccato dall’associazione – perché io ci ho trovato persone per bene, credenti devoti, ma anche molti soggetti che lucrano sulla generosità e l’ingenuità di molti». Tanto da creare un costante flusso di denaro che, negli anni, è circolato come un fiume carsico – comparendo e scomparendo magicamente – nelle stanze di piazza del Duomo.

che tristezza ...

Lino ha detto...

@ DG & Sebastian
Nel link:
terni-diocesi-senza-pace
mi ha colpito questo passaggio:
"Le carte – che testimoniano di un vorticoso giro di fatture, tra committenti, ditte e fornitori, sulle quali le cifre riportate spesso non corrispondono a lavori effettivamente svolti e a materiali realmente acquistati "dicono che solo per i lavori realizzati in tre chiese si sarebbero spesi cinque milioni di euro. Non è difficile capire, insomma, come si sia riusciti a dissestare il bilancio diocesano. A vantaggio di altri"

Ora, subito dopo "a vantaggio di altri", c'è il paragrafo sui neocatecumenali. Un caso? Se il giornalista è bravo (e questo non mi pare stupido), nella logica top-loading di un articolo e di connessione logica delle informazioni, c'è un messaggio.

Sarebbe interessante conoscere quali sono le tre chiese interessate alla ristrutturazione.

Anonimo ha detto...

Attenzione,non dico che i canti gregoriani siano brutti(sono tecnicamente eccezzionali),ma alcuni sono troppo complicati e a volte si scelgono canti del cammino perchè sono più semplici e possono avere gli stessi contenuti,e poi chi canta prega 2 volte,e il compito di un coro parrocchiale(faccio parte del coro della mia parrocchia)è quello di coinvolgere,aiutare a cantare l'assemblea,non di fare bella figura
uno del cammino

PrimulaNera ha detto...

Ciò che è marcio, prima o poi viene rigettato. Il Santo Padre è molto deciso nel dare alla Chiesa di Cristo il vero Volto e troppi stomaci si sentono in "imbarazzo".
Leggiamo con attenzione ciò che Papa Francesco ha detto al Clero!
" L'APPELLO AL CLERO - Nel corso della lunga giornata il Pontefice ha anche incontrato il clero nella cattedrale di San Rufino e qui è tornato a parlare a braccio esortando i sacerdoti a evitare "queste omelie interminabili, noiose, nelle quali non si capisce niente". "Non abbiate paura di uscire e andare incontro agli emarginati, non lasciatevi bloccare da pregiudizi, da abitudini, rigidità mentali o pastorali, dal "si è sempre fatto così’", ha detto ancora il Pontefice invitando ad andare nelle periferie. Tre sono infatti le azioni fondamentali indicate da Papa Bergoglio: "Ascoltare la Parola di Dio, camminare, annunciare fino alle periferie". "Tutti possiamo migliorare - ha detto ancora - la cosa importante è riconoscere i propri sbagli e chiedere perdono".

Anche KIKO dovrebbe rimettere in discussione il suo modo di "CAMMINARE" iniziando un vero Cammino Cattolico Cristiano come lo desidera PAPA FRANCESCO!

Lino ha detto...

P.S.
Mi consentite un OT (ma non troppo, anche riguarda il precedente thread dell'estetica)?
Un certo Roberto, rispondendo a una critica di tal Saverio, ha scritto:

"Quello su cui non sono invece d'accordo e' sul fatto che i canti violentino il senso biblico. La distinzione tra mantello e vestito non mi sembra cosi' grave, visto che il vestito di Gesu' sappiamo benissimo che era un mantello e non un completo giacca e pantaloni. ..

Per quanto riguarda Maria, piccola Maria, la nube come metafora di Maria non credo proprio l'abbia inventata Kiko ma credo derivi dalla patristica e in ogni caso e' calzante: la nube non e' Dio ma colei che *porta* Dio, cosi' come il roveto ardente (che non e' Dio ma porta Dio). Il canto e' una collezione di tutte le prefigurazioni scritturali di Maria cosi' come sono state interpretate dai Padri della Chiesa"
.

In primo luogo, caro Roberto, nelle discussioni sui simboli non si scrive: "credo derivi dalla patristica" ma s'informa dove, nella patristica, il simbolo (non la metafora, la metafora è letteraria) è così interpretato. E, fino a prova contraria, si tratta di un'altra invenzione di Kiko perché Maria come nube non compare né nelle litanie lauretane, né negli appellativi moderni:
http://www.santorosario.net/litanie2.htm
http://www.rocciadibelpasso.it/attributi.htm
In secondo luogo, la nube non "porta", non è un altro carro di fuoco kikiano. Il simbolismo biblico è un simbolismo prevalentemente naturale, la nube è un simbolo del cielo (quindi manifesta il mondo Celeste) e nello stesso tempo vela, lo nasconde: quindi è manifestazione del Dio nascosto. Maria non ha nascosto niente, Maria ha contribuito alla rivelazione del volto di Dio in Cristo.

Sulla distinzione tra mantello (imatia) e vestito (la tunica, chiton), studiati Gv 19,23-24: scoprirai che il vestito di Gesù non consisteva nel solo mantello e che i simboli biblici non si possono devastare, altrimenti si divide un quattro pezzi la Gerusalemme celeste, la Chiesa celeste.
Rispondi pure qui Roberto: non credo che Tripudio vorrà censurare una tua argomentazione priva di fallacie, così come non avrebbe censurato Gabriel :-)

La verità vi farà liberi. ha detto...

"Sarebbe interessante conoscere quali sono le tre chiese interessate alla ristrutturazione."

Forse è scritto qui...:

http://www.diocesi.terni.it/varie/main.php?cat_id=403&id_dett=337

La verità vi farà liberi. ha detto...

Queste invece le Parrocchie della diocesi di Terni infestate dal Cammino:

http://www.google.com/custom?as_sitesearch=diocesi.terni.it&hl=it&q=neocatecumenale&cmdcerca=Cerca+nel+sito

Anonimo ha detto...

La nube che protegge Israele come Maria protegge la Chiesa mi sembra un paragone pertinente.
Carioca

Anonimo ha detto...

Dovreste andare a "mi manda Rai Tre" per denunciare pubblicamente il plagio settario del CN nei confronti di poveri ed ignari fedeli. Portando testimonianze, il problema dell'autoreferenzialita', le decime, e accennando alle eresie che vengono propagandate. È ora che questo scandalo venga reso di dominio pubblico, al grande pubblico.

Lino ha detto...

Grazie, la verità, non corrispondono.

Corrisponde, invece, il dilettantismo dei neocat in materia di arte sacra, iconografia e simbolismo. Mi era sfuggito che quel tal Roberto aveva scritto:
"La figura della madre di Dio nella teologia medievale" di Inos Biffi dove parla anche dell'identificazione di Maria con la colonna di fumo".
E che c'entra la colonna di fumo con la nube, Roberto? E devo andare a leggermi Inos Biffi per conoscere questo simbolismo? Vatti a leggere il Cantico 3,6:
"Che cos'è che sale dal deserto
come una colonna di fumo,
esalando profumo di mirra e d'incenso
e d'ogni polvere aromatica?
".

Lo sai, Roberto, chi (anche) raffigura per noi la Sposa del Cantico dei Cantici, vero? Hai capito, Roberto, come nascono il simbolismo e le attribuzioni nel cristianesimo? Mica s'inventano, come nella nuova estetica.

Anonimo ha detto...

Caro Lino, per quanto riguarda l'interpretazione della colonna di fumo come prefigurazione di Maria, ho gia' dato una referenza, non ho trovato un riferimento nei primi padri della Chiesa ma nella teologia medievale. Ti invito a leggere il libro che ho citato nel commento.

In ogni caso, al di la' del gioco delle citazioni, nella colonna di fumo c'e' la presenza di Dio, come nel tabernacolo, e questo suggerisce la figura di Maria. Non e' stato Kiko il primo a notarlo!

Se poi Kiko fosse stato il primo, mi sembrerebbe comunque una metafora calzante, e t faccio presente che in generale non esiste non esiste un numero finito di interpretazioni per un passo biblico o una figura biblica come ogni tanto sembri pensare. La Chiesa e' piu' prudente di te a condannare le interpretazioni, anche quelle piu' audaci!

Per quanto riguarda il mantello e la tunica, mi sembra che tu provi piu' piacere, in generale, a discutere di questioni di lana caprina che ad andare all'essenziale delle cose - che in questo caso, mi sembra, sia che una donna avesse abbastanza fede da pensare che semplicmente toccando la tunica/il mantello di Gesu' Cristo potesse guarire dalla sua patologia.

Infine, la tua fiducia in Tripudio mi sembra mal riposta, il suo criterio di filtraggio, ti assicuro, non e' sofisticato come lo immagini tu - su questo ti conviene aprire gli occhi. Vedremo se questo intervento lo leggerai su questo blog o sull'altro...

Roberto

Anonimo ha detto...

Sono un ex cantore del Cammino, uscito 6 anni fa per tutte le problematiche che voi benissimo descrivete e che in larga parte condivido. Un cantore un po' anomalo in quanto cercavo di non urlare e di cantare con la mia voce, senza scimmiottare Kiko. Per questo ero stato alcune volte ripreso dai catechisti. Sulle preferenze di Bonanni non c'è molto da dire, nel senso che ognuno è anche libero di avere i suoi gusti, dato che il gregoriano non è dogma di fede. La cosa che reputo positiva dei canti del CN è la vicinanza di molti al testo biblico. Una cosa che non è facilissima trovare fuori. Certo, ci sono i bravi Frisina ecc.., ma alcuni canti usati in Chiesa sono a volte pieni di sentimentalismo, generici e andrebbero bene per la Liturgia come per Sanremo. Per quanto riguarda le musiche, i limiti sono evidentissimi e derivano anche da due fatti:sono quasi tutti composti dalla stessa persona, devono essere suonati in tutte le comunità quindi hanno una struttura evidentemente banale e ripetitiva. Sentirli poi cantati da tutti come KIKO li rende musicalmente ridicoli. Ma la cosa che ritengo peggiore (e che ho sempre notato) è tipica del CN: solo i canti del CN possono essere cantati in Comunità. Qualisiasi altro canto è automaticamente bandito perchè non Kikiano. La stessa cosa che succede per arredi liturgici e tutto il resto. Ultima cosa sui cantori; è vero, molti hanno i difetti che voi avete segnalato, ma ne ho conosciuto anche altri che lo fanno come servizio. Paolo82

Lino ha detto...

@ carioca
Non conosci nemmeno la differenza tra un simbolo e un paragone e ti permetti d'intervenire nella questione?
Tieni, studia un poco:
simbolo Uniroma3
Leggi a pagina 3:
" I simboli semplificano all’estremo, e non per via di sintesi ragionata, ma in modo adialettico, arazionale il sistema della credenza, fede o passione; essi non stanno per concetti, ragionamenti o discorsi e non sono né veri né falsi, né verificabili né falsificabili: sono fuori da ogni dominio, analitico o empirico che sia...".
E' semplice da leggere, questo saggio: i miei nemmeno te li segnalo, ti fermeresti alle prime tre righe.

Lino ha detto...

P.S.
Leggi bene, carioca:
- Il simbolo, infatti, unisce e divide: unisce i “partecipi” della stessa credenza, fede o passione, e li divide dai “non partecipi” -

Sforzati di capire che con il fango, con il sicomoro, con la benedizione con la mano sinistra etc. etc. etc., ora con la nube, l'estetica kikiana vi sta dividendo dai "partecipi" cattolici non solo fisicamente nelle salette, ma anche culturalmente.

Lino ha detto...

Caro Roberto, ti rispondo perché sei educato.
In tutta onestà, ho la certezza che tu confondi segni, simboli, metafore, allegorie, prefigurazioni, interpretazioni. Cioè che tu faccia di tutta l'erba un fascio. Se mi consenti, la motivazione della significazione di Maria come colonna di fumo (di resine preziose, occorre aggiungere) te l'ho segnalata io, dal Cantico. Il fumo sale verso l'alto, la nube sta nel cielo: ti pare poco?
Leggi il mini-saggio di Uni-Roma che ho segnalato al carioca: ti farà bene. Se poi Kiko fosse stato il primo, ti dovrebbe spuntare in testa una perplessità: è corretto essere il primo a mutare un significato storicamente consolidato nella cristianità? Vogliamo essere i primi (non lo saremmo) a riferire che una donna coronata di stelle in un dipinto può essere la Maddalena, e non la Vergine Maria? E vogliamo, anche, dire che oltre che con la nube Maria si può significare - perché no - anche con un rovo fiammeggiante? Magari a San Paolo diamo le chiavi e a Pietro la spada?
Diciamo che la borsa, oltre che Giuda, può significare Tommaso?Affermare che la distinzione tra mantello (vestito esteriore) e la tunica è questione di lana caprina significa non sapere andare oltre: cerca perché, nelle vere icone, Cristo è vestito con una tunica rossa con lumeggiature d'oro e sulle spalle ha un mantello azzurro. Cerca i relativi colori per Maria per i due abiti, ben distinti.

Assolutamente non credo che Tripudio abbia mai censurato commenti come quello tuo precedente.

by Tripudio ha detto...

Il caso di Roberto è purtroppo il tipico caso di idolatria di Kiko.

Sentite infatti cosa dice: «Non e' stato Kiko il primo a notarlo! Se poi Kiko fosse stato il primo, mi sembrerebbe comunque una metafora calzante».

Traduciamo in italiano:

- un Don Kikolone qualsiasi effettua una "metafora" che non ha precedenti nella storia della Chiesa

- cioè un'interpretazione a cui nessuno dei Padri aveva mai pensato, nessun Santo aveva mai detto, nessun Papa aveva mai insegnato

- e però a Roberto gli sembra "calzante", cioè gli sembra che Kiko abbia inventato una cosa nuova che vada bene alla Chiesa e che nessun santo prima ci era mai arrivato! Kiko superiore ai santi, ai Padri, ai Pontefici, a tutta la Chiesa!

Ma chi è 'sto Kiko? il Padreterno?

A Roberto, la "metafora" di Kiko pare proprio calzante. Roberto mette la propria opinione sullo stesso piano di venti secoli di insegnamento della Chiesa e di santità della Chiesa: basta che una cosa sia detta da Kiko, affinché sia «calzante».

Complimenti. È proprio quell'atteggiamento che nella Bibbia viene denominato idolatria.