lunedì 17 luglio 2017

Eucarestia nel santuario di SanKiko

Devo ammetterlo, un po' i kikos mi fanno tenerezza. Sono così ingenui (intendo quelli del basso popolino pagante, sia chiaro...), così naif, da essere quasi carini.
Fanno continuamente show della loro mostruosa idolatria del fondatore, si riprendono in quei momenti imbarazzanti e pubblicano anche i video su youtube, esponendosi al pubblico ludibrio.
Sul motivo per cui lo fanno ci sono solo due ipotesi, a nostro parere:

Sacro cocomero neocatecumenale
Ipotesi 1: sono masochisti. Indottrinati al narcisismo delle sofferenze, quando non possono ottenere dolori fisici nella vita reale se ne procurano alcuni virtuali, per farsi sbeffeggiare senza pietà in tutto l'orbe terracqueo. Essi forse pensano che così otterranno maggior gloria e quindi giù a pubblicare ogni genere di ridicola manifestazione della loro venerazione per il Fondatore: cocomeri con l'immagine del Kiko Redentore, torte con la "madonna" del Cammino, mensa ortofrutticola con le banane liturgiche, foto della cella di SanKiko, photoshop à gogò di SanCarmen, santini di SanKiko, in un turbine di orrori kitsch.

Ipotesi 2: credono di evangelizzare il prossimo. Dall'alto della posizione in cui si trovano di cristiani "eletti" o pseudo tali, hanno l'assoluta, incontinente necessità di ostentare al prossimo (pagano, ateo o diversamente cristiano, non fa differenza) la loro presunta gioia incontrollabile, la presunta felicità chiassosa, le loro (cioè di Kiko) espressioni sonore, canore, artistiche, perché convinti che così attuano il consiglio evangelico "da questo sapranno che siete miei discepoli". Loro sono super-cristiani e devono assolutamente fartelo vedere, anche se non vuoi, o meglio devono ficcartelo a forza in testa, perché il cammino si fonda sul proselitismo più spregiudicato. Se non sei dei loro devi diventarlo, perché loro sono tanto felici, hanno capito tutto e te lo devono comunicare, che tu sia d'accordo o meno.

Diversamente non si spiegano cose come questa:


Ecco che alcuni kikos di lingua spagnola - gioia, gaudio e giubilo! - hanno avuto l'opportunità di celebrare la liturgia neocatekika addirittura nel luogo più sacro del kikianesimo, la casa dove (la voce trema al solo pensiero!) si è verificata l'apparizione "intellettuale" della "Vergine" da Kiko.
Pensate che fortuna per questi kikos danzanti e saltellanti, poter non solo visitare il sacro luogo ma anche celebrare nella casa del loro maestro.

Naturalmente saranno tornati pieni di spirito (santo?) a cantare le meraviglie del loro "signore". Una GMG da ricordare!

41 commenti:

Pax ha detto...

@ Beati pauperes spiritu...

l'altro, che sia...
"pagano, ateo o diversamente cristiano, non fa differenza"
è l'altro da convertire.
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al mondo ci sono loro che possiedono la Verità, che sono la "verità",
e tutti gli altri che si aggirano nelle tenebre più fitte, perchè, come dalla preghiera a santa Carmen del post precedente, esiste un unico kerigma che va annunciato per la salvezza, il loro. E a tutti deve essere annunciato...

Caro Beati pauperes spiritu: il "diversamente cristiano" mi ha donato un sorriso, grazie, come tutto il resto che hai messo in evidenza, per come lo hai messo in evidenza.

Pax

Nicola ha detto...

Kiko ha ufficialmente vietato l'uso dei social network, e caldamente invitato a usare internet il meno possibile. Il motivo per questo auto-isolamento è piuttosto chiaro: su internet, gli ex-camminanti possono condividere le loro esperienze (soprattutto quelle negative), ma soprattutto possono "svelare" quelli che sono i passaggi del CNC, passaggi che devono assolutamente rimanere segreti a chi "non è ancora pronto". Questa è una caratteristica tipica delle sette: limitare l'informazione dall'esterno, per evitare che gli adepti possano accedere subito alla totalità della "dottrina" del gruppo e poterne constatare appieno l'assurdità. Il motivo è che, ovviamente, l'adepto che non abbia ricevuto il lavaggio del cervello completo, se legge tutto quello che lo aspetta, "rischia" di farsi male: tradotto, rischia di farsi una sonora risata o di inorridire, abbandonando anzitempo il gruppo. Basti pensare a un altro esempio illustre: Scientology fece un quarantotto quando qualcuno pubblicò su Wikileaks l'intera mole dei cosiddetti "OT", cioè i livelli del "cammino scientologico". Questo, ovviamente, per i motivi descritti sopra: quando persero la causa intentata contro i pubblicatori dei documenti, allora vietarono ai loro adepti l'uso di internet, proprio per evitare che accedessero anzitempo ai "segreti" della dottrina (e quindi evitassero di sborsare somme ingenti, come nel CNC), e per evitare che potessero confrontarsi con opinioni discordanti.
E' un atteggiamento tipico dei culti, mantenere la dottrina segreta, e gli scopi sono due:
1) come dicevo prima, le dottrine assurde vanno elargite col contagocce, altrimenti l'adepto si accorge che sono tutte fesserie e molla;
2) l'accesso alle "dottrine segrete" in genere comporta un notevole esborso di denaro: se queste vengono svelate prima, allora l'esborso non è più giustificato (se in Scientology si paga proprio direttamente il corso per accedere al livello successivo, nel CNC ci sono svariate pratiche "indirette": non si pagano i passaggi, ma durante gli anni di cammino ci sono le decime, le raccolte fondi, il famigerato sacco nero, ecc.).
Un vero cammino spirituale non mantiene un tale livello di segretezza e segregazione: basti pensare che la Bibbia, cuore del Cristianesimo, è disponibile a tutti, e vietata a nessuno. L'unica cifra che bisogna sborsare è il prezzo del libro.

(Continua)

Nicola ha detto...

(Continua da prima)

Come mai, allora, i kikos si comportano così quando sono su internet?
La risposta è ovvia: avendo subìto un divieto, più o meno forte, all'accesso a internet e ai social network, non sono abituati a confrontarsi col dissenso, e non sono a conoscenza delle dinamiche sociali che si verificano su internet.

IL DISSENSO:
I kikos su internet si comportano come i peggiori fanatici: declamano frasi deliranti da accolito, postano le stesse testimonianze ripetute a pappagallo su quanto il CNC li abbia salvati dalla miseria/droga/crisi matrimoniale/crisi lavorativa/inserire disgrazia plausibile. La loro incapacità di gestire il dissenso si manifesta appieno non appena qualcuno muove una critica: non importa quanto la critica sia educata e "costruttiva", la loro reazione è sempre rabbiosa, sbavante. Insulti, accuse di essere pagano, dichiarazioni di essere veri cristiani, in alcuni casi minacce (ridicole e che fanno venir dubbi su quanto possano essere cristiani). Inviti a farsi i fatti propri, inviti a non criticare ciò che non si capisce, ma nessuno, e ripeto NESSUNO, entra mai nel merito dell'argomento per dare una risposta sensata. E quando ci provano, durano poco, perché sono comunque quelle due/tre frasi imparate dai katekikos: appena si approfondisce il discorso, si ritorna alle fasi precedenti.

IL RIDICOLO E L'IRRITAZIONE:
"Non si rendono conto delle reazioni che suscitano postano i loro video?"
No. Non ne hanno idea. Non capiscono che, mostrandosi in quel modo, si rendono ridicoli a tutto il mondo. Non capiscono che il loro atteggiamento di superiorità non "evangelizza", bensì irrita terribilmente: a chi piace sentirsi parlare con condiscendenza e superiorità? Forse a loro sì, ma non capiscono che alle persone normali non piace.
Sono talmente convinti di avere la verità in tasca, che credono che qualsiasi atteggiamento negativo nei loro confronti sia dovuto all'invidia. L'INVIDIA, questo mostro invisibile che viene tirato in causa ogni volta che qualcuno riceve una critica: più che un mostro, è uno scudo per evitare di fare autocritica. Pensare che chi critica è "solo invidioso" è un modo per evitare il confronto, per evitare di prendersi in esame. Ovviamente, questo causa altro ridicolo involontario, perché una persona equilibrata sa che l'invidia non c'entra nulla: quando sono al volante, se qualcuno mi taglia la strada rischiando il tamponamento e io lo mando a quel paese, è forse l'invidia che mi spinge a esprimermi così?

I kikos sono fondamentalmente bambini: non sanno comunicare con la gente, sono chiusi nel loro bozzolo, e qualsiasi conflitto viene gestito in modo infantile e presuntuoso, puntando il dito e gridando "NO, TU!!". Si rendono ridicoli, irritano la gente con la loro arroganza, e quando si accorgono che questo modo di fare non dà frutti, pensano "è il mondo che non è pronto/sono cristiani della domenica/sono invidiosi". In un certo senso, sì, fanno tenerezza, perché sono terribilmente fragili.

Anonimo ha detto...

Concordo con quasi tutta l'analisi ma non con la chiusura: a me non fanno tenerezza, fanno pena. Mi dispiaccio per loro e partecipo con dolore alla loro condizione di assoggettati, incatenati alla parola del grande capo supremo. E lo dico con grande cognizione di causa essendo stato nella loro condizione per 26 anni della mia vita e dopo avere aperto gli occhi purtroppo soltanto dopo aver finito il cammino. Me ne dispiaccio ancor di più per tutte quelle persone che, come catechista, ho portato ad alimentare l'insaziabile brama di servi del cammino.
Ringrazio Dio per esserne uscito ed avere riacquistato una libertà di pensiero e di azione della quale avevo perduto il gusto. Lo ringrazio ancor di più per non avere perso la Fede e per avermi mantenuto nella Chiesa. Spero che molti camminanti leggano e si ravvedimento. E spero che si concluda presto questa tragica esperienza eretica del cammino nc, francamente leggere ancora le evoluzioni-involuzioni kikiane ormai dà il voltastomaco.
M.i.B.

Anonimo ha detto...

Concordo in pieno con M.i.B. e lo saluto calorosamente

Veterano.

Ruben ha detto...

O.T.
Secondo il mio modesto parere, Kiko, nei confronti di internet, ha sbagliato, sempre dal suo punto di vista, due volte, e continua a sbagliare:

Praticamente, quello che non ti piace va vietato e quello che ti piace no;

ovvero demonizzazione dei social, e grande risalto ai filmati di youtube ed identità assimilabili, che danno gloria e prestigio al Guru.

Nel bene e nel male più profondo dei nostri giorni, internet, rappresenta anche spesso in modo schifoso la verità umana.

Voltarsi anche parzialmente dall'altra parte, è ipocrisia pura.

Fine OT.
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Gino ha detto...

30 anni da chatechista di quelli che portavano avanti le comunità fin dalla nascita,ho lasciato tutto quando ci si è preso gioco della lettera del Card.Arinze un errore storico che porterà il cammino all'autodistruzione.
Una grandissima delusione l'omertà dei parroci.

Anonimo ha detto...

Ciao Veterano!
È sempre un piacere grande sentirti in comunione di pensiero. D'altra parte sono molti i trascorsi vissuti sotto lo stesso giogo. Ma oggi "In Israele liberi"... anche se non siamo in Israele. Ciao
M.i.B.

Beati pauperes spiritu ha detto...

Naturalmente il tono sarcastico dell'articolo non intende offendere nessuno, ma è nella speranza che qualcuno accolga il sarcasmo e inizi a pensare. Personalmente rimango davvero basito dalla quantità di materiale che queste persone postano su youtube, su facebook, convintamente. Loro sono proprio convinti che siano cose buone. Se nessuno gli fa notare l'assurda "involuzione" (come definita giustamente da M.i.B.) di gesti, parole e atteggiamenti, purtroppo non potranno mai uscire dal cammino. Essi portano la loro realtà che esiste nel chiuso delle salette all'esterno e risultano plagiati, asserviti e costretti (come dice Tripudio) a "gesti imbarazzanti". Spero che alcuni si sveglino.

Lino ha detto...

@ Anonimo Gino ha detto... "...ho lasciato tutto quando ci si è preso gioco della lettera del Card.Arinze"

Il Cammino non poteva condividere la lettera di Arinze, e il discorso di BXVI ai neocatecumenali (http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2012/january/documents/hf_ben-xvi_spe_20120120_cammino-neocatecumenale.html vedi sesto capoverso sulle celebrazioni ) senza dover revisionare criticamente la catechesi di Kiko e Carmen sull'Eucarestia, quella dei vecchi mamotreti recentemente lodata da Kiko quale opera benemerita di Carmen.
Le sole concessioni accordate non contemplavamo il punto essenziale della celebrazione del Cammino: l'Eucarestia sgorga dalla comunità ("Non c'è eucarestia senza assemblea. E' un'assemblea intera quella che celebra la festa e l'eucarestia; perché l'eucarestia è l'esultazione dell'assemblea umana in comunione; perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa creata, in questa comunione. E' da questa assemblea che sgorga l'eucarestia").
La differenza sostanziale della celebrazione NC dalla Liturgia cattolica sta nella questione che sacerdote e neocatecumenali si comunicano tutti insieme. Ecco perché poco partecipo alle critiche sull'inginocchiarsi o meno, sulla comunione sotto le due Specie. Non è perché non le consideri importanti: è perché nel Cammino le questioni principali sono due: l'uso dell'Altare (che vanifica l'esultazione secondo Carmen e Kiko) e la corretta sequenza temporale con la quale sacerdote e fedeli devono comunicarsi. Giusto due aspetti fondamentali delle recenti lettere pastorali dell'arc. Byrnes e del vescovo di Lancaster ai neocat delle loro diocesi, che minano alla base la dottrina dei mamotreti.

Anonimo ha detto...

Credo che l'omertà dei parroci, forse sarebbe meglio chiamarla collaborazionismo se non complicità attiva e cosciente, può trovare un minimo di giustificazione soltanto nell'ignoranza di base di molti di loro che, non avendo la seria formazione accademica preconciliare e non godendo (o non accettando) una guida spirituale avveduta - dicono in molti di non averne bisogno in quanto illuminati dallo Spirito e confermati nell'Ordine - si sentono spesso liberi dal voto d'obbedienza alle norme liturgiche e sposano volentieri il primo vento di novità che li ponga in primo piano almeno sulla scena della liturgia. Ricordo ancora il commento di un parroco in una convivenza di responsabili di diocesi quando il supercatechista propose ad una comunità scacciare da un parroco di cercarsi una sala per celebrare autonomamente dalla parrocchia. "Comu, finiu ca u camminu era a sibbiziu di la parrocchia?" (Come, finì che il cammino era al servizio della parrocchia?). Solo che il commento fu fatto a voce bassa e percepito da pochi dallo sguardo trepido e dalla testa tremolante...

Nicola ha detto...

X Ruben:
Il tuo commento non mi pare OT, si sta parlando proprio del rapporto "CNC - internet".

Sì, Kiko ha commesso un grande errore, ma è un errore solo dal nostro punto di vista: dal suo punto di vista, è una strategia ben programmata.
La demonizzazione dei social è perfettamente coerente con le linee guida del "Crea la tua setta personale", in particolare col punto "Controllo dell'informazione": Kiko inibisce i social network per impedire il più possibile che i membri si confrontino con esperienze e idee diverse, in particolare con ex-membri del CNC, che sono i più pericolosi in quanto, avendo abbandonato il CNC, sono ben consapevoli delle sue storture e delle sue eresie (che invece i camminanti non vedono, essendo ancora nel vortice kikiano).
Il pubblicizzare a più non posso i video del cammino che incensano quest'ultimo e il suo fondatore è anche questo in linea con le ironiche "linee guida" di cui sopra: anzi, è quasi parodistico, perché Kiko dimostra in modo palese ed evidente che vuole che i camminanti vedano solo le cose che piacciono a lui. In genere le sette sono più subdole, Kiko essendo un gran pasticcione si è scoperto in maniera clamorosa.
O almeno, si è scoperto per noi, che non abbiamo il prosciutto sugli occhi e sulle orecchie: chi è nel CNC trova perfettamente normale che si possano vedere "solo i video del CNC".

Anonimo ha detto...

Ho dimenticato di firmare la precedente risposta. Sono M.i.B.

by Tripudio ha detto...

Il patetico errore di Kiko di vietare internet sortisce ovviamente l'effetto contrario, quello di confermare ai suoi adepti che è proprio su internet che possono trovare notizie alternative sul Cammino. E dato che questo blog esiste da più di dieci anni, finisce sempre nella prima pagina dei risultati di Google. Questo blog racimola poche decine di commenti al giorno ma moltissime visite (non meno di tremila al giorno anche nel periodo estivo): significa che moltissimi fratelli delle comunità ci seguono assiduamente, anche se non scrivono mai.

Kiko non sa che al pari di qualsiasi altro strumento (non solo strumenti di comunicazione), internet si può usare bene o male, si può usare per il peccato o per la grazia, si può usare in modo completamente diverso da come si era usato fino a un momento prima, ecc.

Il peccato non sta negli strumenti, ma nel modo in cui vengono usati, cioè nella volontà dei singoli, nel loro essere candidi come serpenti affamati e prudenti come colombe rintronate. È chiaro che una pistola vera non può essere posta nelle mani di un bambino (o anche ragazzino), tanto meno se carica, così come è chiaro che non ci si può illudere di eliminare le armi dal mondo (il perbenismo contro le armi ha come risultato che le usano solo i malviventi)... chiaro il paragone? Non ci si può illudere di "vietare internet": il problema non è internet, il problema è l'educazione, e il problema educativo riguarda fondamentalmente la libertà e la grazia. Coloro che erano riusciti a vietare efficacemente internet e cellulari dieci-vent'anni fa, oggi sono malamente sconfitti: stupide vittorie di Pirro dovute al moralismo perbenista, perché il moralismo si illude di poter sopperire alla libertà e alla grazia.

Al livello puramente umano, se invece di condannare internet Kiko avesse condannato gli strafalcioni liturgici del Cammino documentati su internet, avrebbe conseguito una vittoria doppia: avrebbe promosso indirettamente (ed efficacemente) l'idea che le foto "contro il Cammino" reperite su internet sarebbero poco significative, e avrebbe convinto i fratelli delle comunità a non pubblicarne altre (convinzione vera, non obbligo comunitario a cui ottemperare), ovvero a non fare strafalcioni nella liturgia.

Ma gli strafalcioni e le carnevalate sono elementi costitutivi del Cammino. Per cui Kiko e Carmen - che a dispetto di mezzo secolo di loro martellanti omelie non hanno mai creduto alla libertà dell'uomo - hanno preferito distribuire divieti. Il divieto di internet, il divieto di pubblicare foto delle liturgie, il divieto di Facebook e Whatsapp...

Nicola ha detto...

X Tripudio:

Condivido in pieno quello che hai detto.
Il divieto di internet posto da Kiko, che puzza tremendamente da censura vetero-sovietica, ha sortito l'effetto contrario: la gente, presa dalla curiosità, si fionda su internet. Eccezion fatta, ovviamente, per i catecumeni ormai completamente plagiati, che non si aggirerebbero mai per il web per paura di cadere "nelle mani del demonio" (purtroppo, a loro non è affatto chiaro il tuo discorso "il peccato non sta negli strumenti, ma nel modo in cui vengono usati").

Non è un caso che il CNC abbia iniziato a traballare proprio con la diffusione di massa di internet: grazie a esso, la stragrande maggioranza delle persone può tranquillamente informarsi su quelle che sono le storture (liturgiche, dottrinali, e umane) del CNC: ma cosa più importante, la gente può informarsi SU CIO' CHE L'ASPETTA nel Cammino. Se prima le tappe erano tenute segrete, e non c'era modo di sapere cosa ti aspettava perché i camminanti "più avanzati" tenevano la bocca sigillata, adesso invece la gente ha vuotato il sacco su internet, mostrando le cose per come sono realmente. E il CNC perde colpi (tanto che, come dicevamo in altri post, si nuove reclute non se ne vedono quasi più, quasi tutti i giovani che sono nel CNC sono figli di camminanti, che vi sono dentro dalla nascita).

E' un periodo nero nero, per sette e culti, e così è giusto che sia: le loro storture, le loro menzogne, i loro sporchi trucchi, che prima venivano tenuti nascosti per creare senso di segretezza (ma in realtà per mantenere nell'ignoranza le reclute, che altrimenti sarebbero scappate a gambe levate) stanno venendo a galla e sono visibili a tutti. Persino Scientology, come scrivevo in un commento precedente, sta subendo scossoni tremendi dovuti proprio al fatto che gli ex-adepti stanno rivelando la verità. E sono sicuro che di esempi ce ne siano molti altri.

Rimango della mia idea: il CNC ha gli anni contati. I giovani non entrano, quelli che ci sono già dentro dalla nascita escono sempre di più, i membri più anziani non riescono più a sostenere il regime kikiano. Kiko gonfia i numeri, ma la realtà è ben diversa, e lo testimoniano i numerosi articoli in questo blog.
(curiosità: la tecnica di gonfiare i numeri è un'altra prerogativa delle sette, per dare l'impressione di essere una potenza in espansione. Interessante il paragone anche in questo caso con Scientology, che sostiene di avere 9 milioni di adepti, quando non se ne contano più di 50.000. Non è simile al vizio del nostro Kiko, di contare centinaia di migliaia di kikos in una piazza quando non ce ne sono più di 2000?)

Unknown ha detto...

Confermo tutto quello letto nell'articolo (ex-catechista nc uscito da cinque anni (l'articolo del "nascondere la polvere sotto il tappeto è mio) qualunque Social network è proibito. Sto cercando disperatamente di ritrovare o meglio trovare una sana fede nella chiesa è in Cristo, ma non riesco neanche più a leggere le scritture senza trovarmi a interpretarle come kiko comanda, dunque senza capire esattamente se Dio mi parla o meno o come o perché... chi di voi è così caritatevole da rispondere ad una fondamentale domanda: perché la chiesa accetta e incoraggia ( bellissimo l'articolo che riassume le critiche di Papa Francesco) ancora questa setta che mi ha distrutto tutta la mia vita? (Sono nato e cresciuto nel cn e vado per i quaranta). Perché continuano a fare quello che vogliono? Il papà SA veramente quello che succede (specialmente nel giro delle cosiddette famiglie in missione)? chi può e vuole mi aiuti per favore. Con ringraziamento anticipato e affetto per tutti voi, M.

Ruben ha detto...

@ by Tripudio ha detto...
"Il patetico errore di Kiko di vietare internet sortisce ovviamente l'effetto contrario, quello di confermare ai suoi adepti che è proprio su internet che possono trovare notizie alternative sul Cammino."
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Effetto "Radio Londra"; i fascisti prima, ed i nazisti, dopo l'occupazione della penisola italiana ne proibirono l'ascolto pena la morte.

Anonimo ha detto...

per unknown delle 19:03


sicuramente troverai qualcuno in questo blog che avrà le parole giuste per te , i vari Tripudio , Lino e altri , io nel mio piccolo ti dico ; non abbatterti, affidati alla vergine Maria la nostra Mamma ( che schiaccerà il serpente), frequenta assiduamente i sacramenti la confessione la Santa messa , la eucarestia .
Trovati un confessore non proveniente da redemptoris mater , non neocatecumenale .
Il Santo Padre fa quello che può , ha già redarguito la triade , ma alcuni vescovi sono nelle mani del nostro nemico.
Abbi fede , Gesù ha dato ordine di non estrirpare la zizzania per non sradicare con essa anche il grano buono ma alla fine quando verrà il giorno della mietitura , il grano andrà nel granaio e la zizzania sarà bruciata.
cerca buona lettura nelle vite dei santi .

saluti

giovanni

by Tripudio ha detto...

Un consiglio da amico: smetti di leggere le Scritture, e leggi solo la buona stampa cattolica, quella che anche quando è rilassante ha qualcosa da dirti sulla fede, su Nostro Signore, e sulla Chiesa. Ad esempio prova a leggere i romanzi di G.K.Chesterton (come quelli del ciclo "poliziesco" su padre Brown) o quelli di Bruce Marshall. Oppure gli scritti dei santi (Teresa di Lisieux, l'eccezionale Storia di un'anima). Oppure i saggi di Rino Cammilleri (lo spassoso Consigli del diavolo custode per andare all'inferno senza strafare). Oppure i romanzi "biblici" di Jan Dobraczynski (ad esempio L'ombra del padre, sulla figura di san Giuseppe e sulla mentalità dell'epoca). Oppure i saggi di Régine Pernoud sul cristianesimo medievale. Oppure le novelle di Flannery O'Connor (delicate come un pugno nello stomaco, ma che mostrano come anche il più incallito e incattivito dei peccatori riceve attraverso un evento imprevisto e banalissimo l'occasione di scegliere di cambiar vita: i lettori della O'Connor erano protestanti che avevano banalizzato la grazia). E ovviamente qualche vecchio saggio di Vittorio Messori (come l'eccellente Ipotesi su Gesù). O altri grandi classici, come il Diario di un curato di campagna di Bernanos... Ho citato solo i primi che mi venivano in mente.
Ed infine il Catechismo della Chiesa Cattolica.

p.s.: vedo che anche il nuovo motore di ricerca francese Qwant, se si cerca "neocatecumenali", mette questo blog nella prima pagina dei risultati.

D.D. ha detto...

Aggiungo alla bella lista di Tripudio la lettura dei libri o la visione dei film di Don Camillo, di Guareschi! Sano, cristiano, umano e commovente.
Kiko nel Piccolo Mondo di Guareschi non entra, altrimenti viene impallinato a "pallini piccoli piccoli per gli uccellini" (cit.) o si becca una meritata scarica di legnate col bastone di "pioppo, legno tenero, che non lascia segni" (cit.).

Valentina Giusti ha detto...

Bravissima, D.D., il grande Guareschi! Hai letto Il destino si chiama Clotilde? Ebbene, in una delle esilaranti digressioni del romanzo si parla di un brigante che infesta la città sudamericana dove vive l'autore, ragazzino. C'è un finale a sorpresa, che assolutamente non posso svelarti se non l'hai letto... il brigante però, poosso anticipartelo, si chiama Chico! 😉

D.D. ha detto...

x Valentina - sì lo lessi tanti anni fa (andavo ancora alle medie) e non mi ricordo niente! Quindi il finale è di nuovo a sorpresa :-)

Mi ricordo un po'meglio "Don Camillo ed i Giovani d'Oggi" con il nuovo parroco, il giovane e modernista "Don Chichì" (un veggente, Guareschi) che, abbandonata la tradizione, gestisce con la psicologia un branco di giovani sessantottini.
Il finale è tragicomico, specialmente per il pretino.

Quando lessi questo libro avevo già conosciuto le idee del cammino neocatecumenale e mi ricordo ancora distintamente l'impressione che mi fece, di quanto Guareschi avesse avuto ragione.

Anonimo ha detto...

Ad un parroco di kiko,- risposta ad anonimo di ieri 16:14

Sei partito un’altra volta, infischiandotene del fatto che, bene o male , sei parroco di una comunità che conta migliaia e migliaia di persone e che, di questi tempi essendo in amena località di media montagna, triplica le presenze con i turisti…
Non ti fai nessuno scrupolo nel caricare le tue assenze sulle spalle del vegliardo collega che avrebbe dovuto già ritirarsi a vita tranquilla e privata come le disposizioni ecclesiastiche prevedono,con il parkinson e con l’ artrosi che lo sta piegando in due…
Non ti fai nessuno scrupolo di tralasciare la visita ai malati, il sostegno morale e materiale alle famiglie in reale stato di miseria, l’assiduità e la costanza nel garantire le confessioni ad ogni ora del giorno….No! Nessuno scrupolo,- perché devi fare “la missione”- : quella kikiana, senza bastone né bisaccia e senza cellulare…. ah sì! il cellulare…..
Ammesso e non concesso che tu non lo abbia nascosto, con la carta di credito, tra le natiche che ami tanto tenere attaccate al plexigas persino davanti al Sacrificio di Nostro Signore, cosa farai, non essendo raggiungibile, se dovesse tornare alla casa del Padre il tuo vecchio collega? O peggio, se dovesse lasciarci qualche tuo parente stretto, in quanto infermo e avanti con l’età?

E’ facile che tu mi risponda pappagallescamente e stravolgendo, come al tuo solito, il senso del Vangelo, dicendomi : “chi non odia il padre e la madre non è degno di me”
E a questo punto, io, non potrò fare a meno di ricordarti che è lo stesso Gesù ad aver istituito oltre che l’Eucarestia, anche le opere di misericordia, corporali e spirituali, come ad esempio quella di seppellire i morti e pregare il Signore per i defunti…Ma che importa! Tu devi fare “la missione” , cioè girovagare come un clochard, a casaccio, così, come capita capita a portare il verbo eretico nc…tanto c’è la provvidenza….

Piuttosto: visto che vi presentate a nome di Papa Francesco e dell’ordinario, il vescovo della diocesi a cui appartieni e quello della diocesi in cui sei capitato a sorteggio hanno concordato e dato a te e al tuo dio-kiko le rispettive autorizzazioni? O, come vostra prassi cinquantennale, mettendoli arrogantemente davanti al fatto compiuto e contando subdolamente sulla loro mitezza, -quella che voi non avete nemmeno sotto la suola delle scarpe- la state forse passando liscia con la cretinata del “chi tace acconsente”?

Che Dio abbia pietà di te

C.d.D.

Lino ha detto...

C.d.D ha detto: "Non ti fai nessuno scrupolo di tralasciare la visita ai malati, il sostegno morale e materiale alle famiglie in reale stato di miseria, l’assiduità e la costanza nel garantire le confessioni ad ogni ora del giorno"

Quando si dice centrare le questioni! I miei complimenti, C.d.C.
E, considerato che i neocat vivono di testimonianze (tutte uguali tra esse) per una volta tanto voglio dare quella mia.
Se nella mia villa (la casa di un pensatore marxista) venti anni fa non fosse entrato un sacerdote a visitare e a dare sollievo spirituale a un'ammalata (la mia prima moglie, tornata giovane alla casa del Padre), se non avessi visto quel sacerdote trascorrere la sua vita ad assistere malati e poveri, se in un Santuario (dove avevo accompagnato mia moglie perché avevo capito che - oltre le mie idee - l'esperienza di fede le faceva bene) non avessi conosciuto un sacerdote, il Rettore del Santuario, con un campanello sul Confessionale per chi volesse confessarsi dall'alba alle dieci di sera, se successivamente alla morte di mia moglie quel Rettore non si fosse soffermato con me a parlarmi di Vangeli per ore e ore, iniziandomi al simbolismo delle Sacre Scritture, dunque: io oggi, invece di scrivere delle mistificazioni simboliche di Kiko, dal fango alla pietruzza dell'Apocalisse al sicomoro, starei a discutere ancora di marxismo con i nostalgici di una filosofia morta.

Anonimo ha detto...

A te Lino, per l'opera di approfondimento che compi ogni giorno
C.d.D

Beati pauperes spiritu ha detto...

Lino, ti abbraccio. Ti capisco alla perfezione, e ti invidio, perché nei miei numerosi lutti mai nessun sacerdote kikos si è degnato di dirmi una sola parola. Ringrazio Dio di avermi dato la forza di superare, capire e non perdere la fede in lui!
Quanto hai ragione! Quella è la vera Chiesa evangelizzatrice di cui c'è bisogno, che salva le anime.
Ho preso il commento di C.d.D. è l'ho scolpito in un post.

Lino ha detto...

Caro Bps, siccome poi su quel Santuario ho pubblicato un libro, giacché poi ho tenuto qualche lezione ai suoi seminaristi in materia di simbolismo nell'arte, poiché di questi sacerdoti ("figli" di un Servo di Dio amico di padre Pio) so parecchio perché prima del mio trsferimento a Napoli ci frequentammo a lungo, racconto a proposito di "missioni" un episodio.
Il prete che veniva a casa mia stava in continuazione a domandare al suo vescovo di essere inviato in missione in uno dei Paesi più poveri dell'Africa. Un giorno il vescovo, che ben conosceva la sua opera e non voleva privarsene in una terra di periferia esistenziale, si stufò e gli disse: "Ma tu, M., ancora non hai capito che la tua Africa sta qui, dove fai missione?". Don M. capì e ancora è parroco in quella periferia.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro Lino,
questo che scrivi (13.52) è vero, ma anche sbagliato. Dipende dai tempi che vive la Chiesa e da molte circostanze esterne ad essa.
Il Signore puo' inviare chi vuole, dove vuole e quando vuole.
E questo in modo particolare nei nostri tempi, in cui tutti i valori di una volta sono stravolti.
Se l'uomo occidentale moderno si rifiuta in modo assoluto
ad ascoltare qualsiasi messaggio ad eccezione del proprio, lo Spirito Santo saprà suscitare vocazioni altrove, che a suo tempo, quando l'edificio moderno crollerà, salveranno anche le persone che hanno disprezzato il Vangelo.




Lino ha detto...

Caro Daniel, è vero: "Il Signore puo' inviare chi vuole, dove vuole e quando vuole". Ad annunciare il Vangelo, però, non il verbo di Kiko con tanto di canti di Kiko, icone di Kiko, ammenicoli vari di Kiko della dottrina di Kiko che sfocia nella liturgia di Kiko. Questo è il "controcanto" del mio commento, non intendevo minimamente mettere in discussione tanti missionari in Africa.

Lino ha detto...

P.S.
In ogni caso, il mio commento riguardava i buoni sacerdoti. La riflessione è semplice: se i migliori se ne vanno in missione in Africa, "l'edificio moderno" occidentale crollerà prima, non credi? :-)

Anonimo ha detto...

Personalmente del divieto dei social me ne infischio. Quando sono venuti a dirmi eh ma tu..FB.. ho citato Benedetto XVI che dice ai giovani di evangelizzare sui social e approfittare bene delle nuove tecnologie.

Amen

Fratello in cammino.

by Tripudio ha detto...

Ovviamente nessun fratello kikos ha osato aprir bocca sugli argomenti presentati. Nemmeno sul sacro cocomero neocatecumenale poiché, essendo stato esposto alla Domus Kikaeae, dev'essere per forza una cosa seria, teologica, santa e santificante.

E quel ridicolo girotondo col passetto ugualmente va considerato un balletto liturgico intellettuale e di categoria superiore, anziché un'umiliante robetta da bambini dell'asilo. Nel neocatecumenalismo il domandarsi le ragioni e il confrontarsi con la tradizione della Chiesa, sono infatti denominati "demonio", che poi è lo stesso termine che si usa per le sfortune e i momenti in cui il prestigio del Cammino non sale.

Probabilmente il miglior merito di questo blog è stato nell'aver permesso a tante persone (anche tra quelle che non hanno mai scritto commenti) di scoprire che per riconoscere la malvagità del Cammino è sufficiente prendere sul serio il Magistero e la Tradizione.

Più ami sinceramente la Chiesa, e più scopri che il Cammino è una setta. Più ti appassioni alle immutabili verità di fede, e più ti accorgi che il Cammino è una selva di subdole eresie. Addirittura riesci a leggere i documenti vaticani, discorsi e lettere dei Papi, ecc., con più interesse e piacere di prima, e scorgi esattamente tutto ciò che i capicosca del Cammino ti avevano sempre nascosto o mistificato. Praticamente ti disseti con gusto alle sane fonti della Chiesa e scopri che la vita di fede è semplice e alla portata di tutti, oltre che un vero toccasana per l'anima, qualcosa che ti cambia la vita nonostante i possibili peccati (nel Cammino è tutto un parlare di peccati, di amorediddìo e quant'altro, ma poi dopo trent'anni di ubbidienza ai cosiddetti "catechisti" continui a sentire lo squallore e lo schifo, proprio perché loro vogliono che sia così, impegnatissimi a far girare la Giostra delle Decime).

A suo tempo cominciai a collaborare a questo blog per devozione a padre Zoffoli, per riconoscenza a lui e a don Gino Conti, autore del sito Alterinfo, le cui pagine lessi con crescente interesse e preoccupazione e che mi aprirono gli occhi su tante cose del Cammino che avevo già visto troppe volte ma che per un confuso "ossequio" ai movimenti ecclesiali mi ero sempre rifiutato di credere.

by Tripudio ha detto...

C'è un articolo su Thoughtful Catholic fresco fresco su SanCarmen. Neocatekikos, accorrete!

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro Lino,
oggi leggevo le "Lamentazioni" di Geremia. Mi sembra che ci troviamo in un periodo che assomiglia a quello delle Lamentazioni. Tutto sembrava perso, finito. Rimase la flebile speranza nelle promesse, ormai remote, di Dio.
Ciò che ci aiuta noi, e non aiutava Geremia, è la fede, la certezza della risurrezione di Gesù e delle sue promesse fatte alla Chiesa, fino alla fine del mondo.
Ma non sappiamo mai come, e in che modo, Dio realizzerà queste sue promesse nel nostro oggi.
Di fronte al desolante spettacolo che offre la maggioranza dei Vescovi, come vuoi tu che un giovane sacerdote, che parte entusiasta e con la volontà di darsi agli altri, con il tempo non si scoraggi? Rimangano anziani, bravissimi sacerdoti, anche alcuni giovani - in Ticino ben pochi. Anch'essi moriranno... e poi?
Non è neanche una soluzione che vadano in Africa, perché non è più tempo di tali missioni alla Daniele Comboni.



by Tripudio ha detto...

Altra notizia da Guàm: l'avvocatessa neocatecumenale Terlaje, incidentalmente "responsabile" della comunità NC di cui il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron fa parte e abbastanza conosciuta per le altre macchinazioni kikiane svolte nell'ombra, era stata "eletta" presidente dell'ordine degli avvocati (the Guam Bar Association). "Eletta" fra virgolette, visto che in pieno spirito neocatecumenale la votazione era avvenuta in modo "irregolare" (le votazioni non potevano essere anonime, e così molti avvocati hanno "votato" con una firma illeggibile).

La Corte Suprema ha perciò annullato la votazione della neocatecumenalessa rapace e ordinato di procedere a una nuova votazione.

Sarà interessante notare i risultati di questa nuova votazione dal momento che i votanti stavolta potranno conservare l'anonimato e quindi non diventare automaticamente bersaglio della vendicativa mafia neocatecumenale.

l'apostata ha detto...

@ Tripudio

"Ovviamente nessun fratello kikos ha osato aprir bocca sugli argomenti presentati. Nemmeno sul sacro cocomero neocatecumenale poiché, essendo stato esposto alla Domus Kikaeae, dev'essere per forza una cosa seria, teologica, santa e santificante..."

In tutti questi anni nessun neocat ha mai risposto argomentando a nulla.

Le reazioni standard sono state sempre le stesse: insulti, accuse, contestazioni di affermazioni mai fatte, negazione anche delle stesse parole di Sankiko ciarlatano, il da me non è mai successo, gli interminabili giri di parole, il ritornello del siamo approvati, il chi sei tu per giudicare, i richiami apocalittici tipo fratelli fermatevi vi scongiuro, gli anonimi che pretendevano nome e cognome, e via farneticando.

Internet ha scoperchiato il vaso di Pandora neocat.

Tra tutto quello che ne è uscito, nel caso specifico si è avuta la prova provata che il cosiddetto Cammino non solo provoca gli stessi danni e problemi in tutti i Paesi, ma anche che i neocat duri e puri diventano incapaci di un pensiero autonomo tutti allo stesso modo. Tipico plagio, insomma.

Sarei tentato di fare l'elenco di quelli che si sono affacciati qui negli anni, ma sinceramente questi adulti nella fede, discernenti, illuminati e plagiati mi annoiano. Preferisco lasciarli cuocere (Sankiko docet) nel loro brodo, anzi no, nel loro fango, meglio se di Guam.

Delle sacre cucurbitacee neocatecumenali.

Il sacro cocomero (cucumis citrullus) ben rappresenta il signor trettre [33] dottor (h.c.) cocomeraro Arguello.

Sembra che presto,magari già dal prossimo 1° novembre, anche la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) verrà parimenti effigiata sull'altare ortofrutticolo neocat. Utilizzeranno tuttavia per lei una cucurbitacea differente, dati i diversi carismi: la cucurbita maxima, ovvero la zucca di Halloween convenientemente intagliata.
Si somigliano parecchio...

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Mi unisco ai commenti del post:

Il Cammino sembra una setta, approvazione dello statuto o no.
Il Cammino di Kiko, infatti, non è quello dello Statuto, ma quello che disubbidisce allo Statuto.

Non c'è nulla nel Cammino che sia uguale a quella della Chiesa Cattolica.
Tutto è diverso: perché la dottrina dovrebbe essere quella della Chiesa?
Del resto Kiko, nelle sue catechesi, non ha forse sempre criticato la Chiesa tradizionale? Non ha sempre detto che la Chiesa, per 2000 anni, cioè fino al suo avvento, ha tramandato solo religiosità naturale?

Poi leggiamo post come questo in cui appare come la religiosità del Cammino pare assomigliare più alla superstizione che alla fede.

by Tripudio ha detto...

Parlando del sacro cocomero neocatecumenale, cucumis citrullus: il latino, come sempre, chiarisce l'itagnolo.

Ruben ha detto...

Non so com'è, ma la locuzione "categoria superiore", mi fa immediatamente pensare ad un albergo, un ristorante, un vino...
Sicuramente mai a qualcosa di spirituale.
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flando85 ha detto...

Un altro dei discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

by Tripudio ha detto...

Hai ragione, redivivo fratello Flando: lasciate che gli attivisti neocatecumenali morti seppelliscano la loro SanCarmen morta.