giovedì 27 luglio 2017

I diari di Carmen Hernandez (col Prologo del Papa Francesco?): inarrestabile escalation!

Mentre ci stavamo sottoponendo alla sofferenza di sbobinare, fedelmente, la tanto attesa presentazione a Madrid dei Diari di Carmen, ci siamo resi conto che, oramai, l'escalation è inarrestabile!

«Se avessi saputo quanto soffriva - povera Carmen! - avrei detto: Chiamiamo un medico!»
Kiko! Kiko! ma che dici? neanche Cordes crede alle sue orecchie!

Questo l'ultimo atto, per ora, e noi non possiamo più attendere!


Da un articolo di S. Cernuzio pubblicato il 19 luglio 2017 su Vatican Insider: Carmen Hernández, ad un anno dalla morte i diari della sua “notte oscura”:
Pubblicato in Spagna per la Bac il volume con i pensieri e le confessioni della co-iniziatrice del Cammino neocatecumenale dal 1979 al 1981. La pubblicazione in Italia a settembre, probabilmente con un prologo del Papa.

Ogni notte, in ogni luogo del mondo in cui si trovasse insieme a Kiko Argüello per portare il Vangelo, Carmen Hernández appuntava su un quaderno o su fogli di carta sparsi i suoi pensieri e i suoi ricordi, le sue inquietudini e le angosce, gli attimi di felicità. Non solo “annotazioni” ma un dialogo incessante e confidenziale con Gesù Cristo, il suo «amico», la sua «speranza», il suo «amore di gioventù» come lo definiva, durato per decenni.

Confessioni, queste della co-iniziatrice del Cammino neocatecumenale, realtà ecclesiale tra le più diffuse nel mondo a partire dal Concilio Vaticano II, che ora compongono il libro “Diarios 1979-1981”, edito dalla casa editrice spagnola Bac (Biblioteca de Autores Cristianos) pubblicato ad un anno dalla morte di Carmen avvenuta il 19 luglio scorso, a 86 anni, e presentato lo scorso 30 giugno a Madrid.

Trecentoquaranta pagine, quasi 800 note, che coprono solo il primo triennio in cui Carmen e Kiko davano forma a questo «itinerario di formazione cristiana» nato nelle baracche di Palomeras Altas, tra i poveri più poveri di Madrid, e, che a quasi cinquant’anni, si è concretizzato in 25mila comunità in seimila parrocchie di quasi 130 Paesi, centinaia di missio ad gentes, 113 seminari Redemptoris Mater che ogni anno sfornano sacerdoti pronti a servire le diocesi di tutto il globo.

"Che io mi ricordi,
tra loro non c'era neanche un dottore!"
(Canto del Cammino)
Numeri grandi che non sono mai interessati a Carmen, sempre lontana da trionfalismi e glorie mondane, o da riconoscimenti pubblici come il dottorato in teologia honoris causa che la Catholic University of America di Washington le aveva concesso insieme ad Argüello il 16 maggio 2015. [vedi nota 1] Per lei, che sin da giovanissima desiderava diventare suora o missionaria come i tanti che da bambina vedeva passare a Tudela, sulla riva dell’Ebro, dove era cresciuta insieme alla sua numerosa e facoltosa famiglia, ciò che veramente contava è che la gente aderente al Cammino fosse toccata dall’annuncio del kerygma, la morte e resurrezione di Cristo. Tutto il resto passava in secondo piano.

«L’assenza di Gesù rende impossibile l’allegria», scriveva infatti in uno degli appunti nel gennaio dell’81. E continuava: «Tutto il giorno triste, triste, triste, abbattuta, senza orizzonte e senza energia, senza forza, in niente. Che cosa potrei desiderare? Solo la tua presenza, Signore». Seguono nel libro altre rivelazioni intime su quella «notte oscura» attraversata da santi come Teresa d’Avila, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni della Croce citati nei suoi scritti. «Tu non ci sei Gesù mio. Cammino controcorrente. Questa psiche tenebrosa, lamentosa, che amarezza. Non so vivere. Abbi compassione di me. Mi affatico in una tragedia esistenziale», si legge. O ancora: «Gesù mio, ti amo, non mi abbandonare: vieni ad aiutarmi… Vieni, vieni, amore della mia gioventù e mia speranza. Infondimi energia, che sto crollando nel nulla». «Gesù mio, quando arrivi non ho bisogno di scrivere lamenti, vagiti». «Forza mia… grazie, mi conforti nel profondo. Sento la libertà».

A volte queste annotazioni erano solo brevi racconti della giornata o stringati «buonanotte, Signore». Non mancano “critiche”, animate da quella schiettezza che l’ha sempre contraddistinta, verso il suo compagno di evangelizzazione per mezzo secolo, Kiko. Critiche che Carmen non risparmiava in pubblico durante gli affollati incontri vocazionali per i giovani in giro per l’Europa, l’Africa, il Sud America. «Io dico sempre che l’inferno è pieno di predicatori come Kiko Argüello» era l’esordio ormai standard dei suoi interventi sul palco, dove era attesa soprattutto dalle donne alle quali ricordava l’importanza del loro ruolo di «fabbriche della vita» nella famiglia, nella Chiesa, nella società.

Kiko sorrideva poggiandosi una mano sulla testa, e ringraziava questa donna conosciuta quasi casualmente a Madrid che lo voleva ingaggiare per una missione in Bolivia, perché «quando salgo su, su, mi prende dai piedi e mi fa tornare a terra». Due personalità diametralmente opposte ma unite da una missione comune: l’ex pittore impetuoso e carismatico, e la teologa per anni impegnata a Madrid, a Roma, in Israele, a «masticare» e approfondire le indicazioni del Vaticano II per incanalarle in questa realtà che non voleva che si definisse un «movimento», come puntualizzò in un incontro in Sistina con Giovanni Paolo II al quale era legata da una forte amicizia. Tanto che il Papa le concedeva pure di fumare nel suo Refettorio: «Neanche il presidente Pertini l’aveva fatto con la sua pipa...», diceva Wojtyla.

Nella prefazione del volume, Argüello scrive: «Dopo 50 anni insieme in ogni istante, penso di aver diritto a conoscere il cuore di Carmen... Eroico che sia stata con me cinquant’anni, sempre soffrendo in silenzio, senza mostrarlo a nessuno». E nella presentazione dei Diarios in Spagna, alla presenza dei cardinali Paul Josef Cordes e Ricardo Blàsquez Pérez, presidente della Conferenza episcopale, ha confessato: «Tante volte Carmen diceva che ero insopportabile, ma al tempo stesso era sempre accanto a me. Ora comprendo la libertà che aveva nei miei confronti, in quelli della Chiesa e del Cammino, nei confronti di tutti. Una libertà che veniva da una relazione profondissima con Gesù Cristo».

Ad un anno dalla morte Carmen non è stata sostituita nella équipe internazionale che guida il Cammino neocatecumenale nei cinque continenti. «È insostituibile», diceva Kiko in una recente intervista, «finché io e padre Mario Pezzi siamo in salute andiamo avanti come due apostoli». [vedi nota 2]

Dei suoi quaderni, ritrovati nella sua casa natale e custoditi, dopo la scomparsa, nel seminario Redemptoris Mater di Madrid, verranno pubblicati altri volumi a formare una sorta di collana che attraversa gli ultimi decenni spesi per l’evangelizzazione, e terminati con una malattia che ha costretto Carmen a restare immobile e a riposo, come mai nella sua vita era stata. È possibile che saranno pubblicati anche cinque o sei libri. Questa prima edizione edita dalla Bac – la stessa casa che ha distribuito lo scorso anno “Annotazioni” di Kiko Arguello - nel primo mese ha venduto 10mila copie in tutta la Spagna. (ndr. Business-Money)

In Italia dovrebbe uscire a metà settembre con Cantagalli; oltre al lavoro di traduzione si attende un prologo di Papa Francesco che stimava Carmen, «una donna – scriveva nel messaggio per i funerali del 21 luglio 2016 nella Cattedrale dell’Almudena - animata da sincero amore per la Chiesa che ha speso la sua vita nell’annuncio della Buona Novella in ogni ambiente, anche quelli più renitenti, non dimenticando le persone più emarginate».

Questo articolo di Cernuzio è sintesi formidabile di tutto.
Ci dà la perfetta percezione dell'«aria che tira» nel Cammino.

I Diari, appena dati alle stampe, ricoprono solo tre anni, l'attività di Carmen ricopre decenni, altri volumi ci attendono, una collana.
Ma Carmen scriveva, come dice Kiko, durante le notti, immersa nella "notte oscura" come le più grandi Sante della Storia della Chiesa, paragonata, per restare ai nosti giorni, alla contemporanea Santa Madre Teresa di Calcutta e allo stesso San Giovanni Paolo II, per il costante dialogo che ella aveva con il suo Signore.
Questi due confronti li fa, a Madrid, il Cardinale Emerito del Cor Unum, Paul Cordes, che era Presidente del Consiglio Pro Laicis al tempo della famosa Lettera Ogni Qualvolta di papa Giovanni Paolo II del 30 agosto 1990 - Lettera la cui pubblicazione fu accompagnata da polemiche e interrogativi, sbandierata come approvazione definitiva da parte degli Iniziatori e di tutti gli Itineranti e, da allora, esposta in bella vista, in cornice, nelle case di tutti i neocatecumeni.

Kiko, nel suo intervento, dopo quello del Cardinale, aggiunge un altro tassello:
egli esordisce subito nominando Papa Francesco, ricordando che la cosa più bella su Carmen l'avrebbe detta proprio il Santo Padre, pronunciando le fatidiche parole: "La Chiesa deve al cammino neocatecumenale la Notte Santa".
La cosa più squallida, invece, è che Kiko prende occasione dalle parole di Papa Francesco per minacciare di nuovo grandi battaglie contro i Parroci, che «non vogliono farci celebrare tutta la notte».
Con questo articolo, dal quale appare chiara la volontà di strumentalizzare lo stesso Papa e pubblicato proprio il giorno dell'Anniversario della morte della Sora Carmen-Santasubito, si capisce dove vogliono andare a parare.
A noi, sinceramente, sembra una balla colossale:
il Santo Padre che scriverebbe il prologo alla Carmen, che tanto stimava!
Ci pare una vera assurdità! Certo, non riusciamo a crederci!
Ma sappiamo anche che questi sono capaci di tutto!


Il Papa in persona, che avrebbe riconosciuto la "Carmen zelante nell'annuncio del Vangelo specie ai più emarginati".
Ma se Carmen non ha avuto mai capacità di relazionarsi con "gli ultimi"!
E' risaputo, da parte di chi ha avuto a che fare con lei, che Carmen provava solo ripulsa per gli ultimi, gli itineranti più dimessi erano il suo bersaglio preferito, in particolare le donne, sfinite dalle tante maternità, quelle più umili però, quelle più malandate, non le mogli di nobile schiatta dei mega-titolati itineranti di alto rango, sempre in linea, belle e super curate; allo stesso modo non tollerava le baby-sitter o le ragazze; era, in generale, molto insofferente nei rapporti con gli altri, specie se di rango inferiore, e mostrava quasi una condiscendenza anche solo a rivolgere loro uno sguardo.
Considerava tutti inferiori a lei, li considerava al suo servizio, pretenziosa e arrogante, sempre. "Sua Grazia" faceva una grande concessione anche solo a rivolgere una parola.
Papa Benedetto si sforza di sorridere.
Notare il product placement della Carmen
Oltre questo, Carmen è stata durante tutta la sua vita, molto esigente e capricciosa, maniaca nella ricerca di cose belle da comprare, sempre desiderosa di acquistare abiti, con una stanza piena di belletti e rossetti. Anche se il risultato non era poi dei migliori!
Andava alla ricerca di tessuti particolari; spesso, sui capi di abbigliamento che le regalavano, faceva cambiare i bottoni; se una cosa, acquistata con cura per compiacerla, a lei non piaceva, te lo diceva in malo modo e la rifiutava. Tutto le era dovuto. Anche se era di gusti difficili, se ti presentavi senza nulla nelle mani, subito te lo rinfacciava: «Non mi hai portato neanche un regalino?» in tono di rimprovero, come a dire "Come ti sei permesso! Che brutto coraggio hai avuto!"
Quella dei regali per lei era una vera fissazione, così con «Le Cardenali» come li definiva nella sua pessima pronuncia della lingua italiana, diceva sempre: "Dobbiamo prendere le regalini per le Cardenali!"

E poi, spiegatemi come e quando scriveva, nelle notti insonni?

Se di giorno si barcamenava appena, tra la sigaretta sempre accesa, la tazza di thè, o altra bevanda che le veniva servita continuamente, la borsa, qualche scartoffia, chi la immagina con una penna in mano in Estasi Mistica?
Era in una continua agitazione, afflitta da una continua irrequietezza; altre volte spenta e inerme, non si smuoveva neanche se Kiko la esortava mille volte e, se insisteva troppo, lo mandava a quel paese senza tante cerimonie.

Ma domando a chi ha conosciuto Carmen in quegli anni:
ai tanti itineranti - itineranti italiani e itineranti spagnoli (chapeau!) - ai presbiteri, da lei definiti «minus», ai fratelli delle sue comunità, ai seminaristi, ai cantori delle equipe e su, su... fino ai Parroci, ai Vescovi, ai Cardinali:
Dove era "questa" Carmen che ora ci descrivono così?

La hanno tenuta nascosta, seppellita nella sua stanza? E chi era colei che abbiamo conosciuto? Che vedevamo al fianco di Kiko? Che con "discernimento ispirato" ha disseminato il suo passaggio di morti e feriti, maliziosa, a caccia di retropensieri: rimandava a casa, spediva in Africa, minacciava la Siberia, padrona assoluta dei destini umani...

Era lei che ripeteva sempre: «L'Itinerante deve essere unito a noi!» (non "a Dio": «a noi»!) e, su questo "essere uniti" fondava il suo sapiente discernimento!
Spiegatemi che diavolo significa questa specie di "sentenza senza appello", pronunciata da colei che, rivolgendosi ai preti del Redemptoris Mater, diceva con altrettanta arroganza:
«Tu obbedisci a noi o al Vescovo?»
«Dì la verità: Tu sei andato per conto tuo dal tuo Vescovo per metterti d'accordo con lui!»
Ma non è ora il momento di raccontare i tanti aneddoti, che riserviamo per le prossime occasioni, che dipingono la Sora Carmen meglio di ogni sciocchezza, che altri hanno scritto per lei.
Ma si sa: gli scritti sono fondamentali per la Causa di Canonizzazione! Dunque i neocatecumenali si sono attrezzati!


Sì, facciamo come Kiko, parliamo per pennellate e, ripetiamo:
Cosa era la Carmen di quegli anni? Era storia di un'altro pianeta? Abbiamo vissuto in un altro mondo?

Ora, un accorato appello a tutti i fratelli del Cammino:
Perchè non vi svegliate e parlate? Perchè non raccontate ciò che avete veduto con i vostri occhi e vissuto sulla vostra pelle, anche voi?
Dite fatti concreti!

Kiko, che conosce meglio di noi queste verità, sta cercando di salvarsi, il furbastro, con l'ossessivo ripetere: "Stupore! Meraviglia! Chi poteva immaginare".
Bravo Kiko, con il tuo atteggiamento ci stai solo dando conferme su conferme. Noi non dobbiamo fare molto, solo starti ad osservare.
Kiko ripete, a Madrid, il suo infinito stupore, non può crederci che Carmen abbia scritto tutto quello, abbia sofferto tutto quello, ad un certo punto afferma costernato...

Questa sua affermazione va riportata per intero:
«Eroico che Carmen è stata con me 50 anni, sempre soffrendo in silenzio, senza mostrare a nessuno, SE AVESSI VISTO CHE SOFFRIVA TANTO AVREI DETTO. perchè non mi hai chiesto aiuto? NON SO, AFFIDIAMOCI A UN MEDICO, CHIEDIAMO A QUALCUN ALTRO... Non sai che passa, sarà inferma?»
No, ragazzi, pietà! E' da incorniciare..

Ma Kiko continua, ed è ancor peggio!:
«Nel Cammino Dio ha dato una donna CON UN GRADO DI SANTITÀ UNICO, e non poteva essere diversamente, vista l'importanza della missione che Dio ci ha affidato...»
Kiko non si può proprio sopportare (le frasi riportate le trovate nel video citato, potete ascoltare le sue parole con le vostre orecchie e verificare personalmente), specialmente quando dice che mentre si affaticavano, lui e Carmen, nel lavoro dell'«Evangelizzazione senza sosta» ascoltando fratelli e fratelli e facendo scrutini e scrutini... poi Carmen si ritirava nella sua stanza e, nel segreto, gridava a Gesù, suo unico Amore!

Piccola Parentesi:
prima di proseguire - ormai siamo al "gran finale" - con il memorabile intervento di Kiko a Madrid, non possiamo esimerci dal dedicare, a proposito di SCRUTINI, una parentesi al Cardinal Cordes.

Nel suo precedente intervento, proprio a questo proposito, come potete verificare nel video ai minuti citati, Cordes dice testualmente:
[dal minuto 23:48]
Per una parte appresi personalmente l'importanza del "direttore spirituale" del "catechista" per i membri delle comunità che si formarono dopo.
Io sono stato presente personalmente in alcune riunioni e convivenze del Cammino, ricordo i commenti e le domande di Carmen, il discernimento dello Spirito, i suoi saggi consigli.
Il Diario riflette il gran peso della attenzione richiesta, che durava ore e ore.

Scrive Carmen: «Di nuovo tutto il giorno, mattina e giorno, ascoltando e non so se siamo pazzi! Anche senza dormire, morta! Gesù, non posso più!»
Nello stesso tempo si sente gratificare, ascoltando i fratelli: «Che allegria, Signore, tu guidi e sostieni il tuo popolo visibilmente, come un Buon Pastore, grazie Gesù mio!

[dal minuto 25:35]
...Catechista non è solo un obbligo, un peso, se no che dà molta soddisfazione.
Cito: «Gesù chiama a tante vocazioni, al principio mi ha spaventato, ora mi consola, Gesù Dio, Dio Unico, mi prostro per terra, davanti alla tua grandezza!»
Nostre conclusioni:

Il Cardinal Cordes intenderebbe che il catechista neocatecumenale sarebbe a pieno titolo "direttore spirituale" dei fratelli del Cammino.

Ottima conferma per le teorie di Kiko, tanto desiderata!
Mille ringraziamenti, da parte di tutti coloro ai quali quell'«illuminato» discernimento ha tante volte devastato la vita spirituale e materiale, personale e della famiglia.

Chiusa parentesi.

Ritorniamo a Kiko, quando dice:
«...Penso la fede di Carmen, l'Amore nel suo cuore a Gesù Cristo, lei diceva costantemente Gesù mio, di notte gridava Gesù mio, Gesù mio, ti amo, ti amo, vieni, vieni, aiutami!»«Carmen ha scritto lungo 30 anni e noi ora stiamo trascrivendo per il bene spirituale dei fratelli del cammino e di tutta la chiesa.»
Continua ancora, imperterrito:
«Quando anche io sia morto e si studino i nostri scritti, la storia del cammino, mistero enorme, la nostra relazione, la missione, vivere con Carmen nella fede, che Dio la aveva posta lì, per il bene della Chiesa. E lei lì, 50 anni, soffrendo tutti i giorni, pare impossibile, impossibile.»«Tutto così giorno dietro giorno, trenta anni!»
(andate ad ascoltare il tono drammatico con cui parla di qualcosa di umanamente insostenibile, povera Carmen!)


Pensata in versione maschile...
ricorda qualkuno!
E mette qui un'enfasi, come a dire sofferenze inaudite, inenarrabili!

Kiko, ma facci il piacere, non farci ridere, o peggio, piangere!

Tu stai offendendo ancora una volta tutti quelli che veramente soffrono, patiscono nella vita mille vicissitudini, problemi, disagi, malattie.
Non mi pare che a voi sia andata poi tanto male! Anzi!

Ormai, completamente disgustati e con tutto il cuore, sentiamo di dirti, con le tue stesse parole:
"Vergognati, Kiko! Vergognati davvero! Anzi, va' a nasconderti... nella tua grotta, e senza portarti i fotografi questa volta, per piacere!"

Quando Carmen era malata, o ha dovuto sottoporsi a interventi chirurgici, anche prima degli ultimi terribili anni, non è stato mai semplice gestirla, era arrogante, ribelle, irosa, anche con i medici che la dovevano curare, o le infermiere a cui toccava assisterla.

Tu continui a ripetere mille volte le stesse cose, chi vuoi convincere? oltre che te stesso?
Che noia, che cosa patetica, ma quello che voglio sottolineare più di tutto è l'affermazione:
«Se avessi saputo quanto soffriva avrei detto:
chiamiamo un medico!»

Ah, Kiko, ma queste sono manifestazioni mistiche, o no? Prove dello spirito? Notti oscure? L'opera dello Sposo che vuole rendere la sposa uguale a Sè, in una profonda purificazione che porta dritto al Paradiso? e tu vuoi chiamare il medico!

Eh, di grazia, che genere di medico? Uno psichiatra forse, un neurologo, o semplicemente uno psicologo? Questo è un lapsus di cui ti pentirai!
Uno di quelli bravi di Roma, dove eravate soliti indirizzare chi, dopo anni dietro a voi, cadeva in depressione o aveva sindromi di panico e angoscia?
Forse che lo stesso padre Mario non è in cura neurologica da anni, notoriamente sostenuto dagli psicofarmaci per starvi accanto una vita?

E la stessa Carmen: non prendeva, anche lei, le sue medicine?
Tutti lo sapevano.

Che vuoi fare Kiko? Devi stare più attento!

Ti è scappato e ora non puoi più tornare indietro, un lapsus imperdonabile che qualcuno, al termine dell'incontro, ti avrà fatto sicuramente notare. Sei stato molto imprudente!

Ma come Kiko, il medico volevi chiamare?
Sei proprio a digiuno di cose dello Spirito!

Hai aggiunto, infine, questa perla che mi ha fatto sobbalzare e che non merita alcun commento, e che è la naturale conclusione di tutta questa porcheria che state facendo, e che è la conclusione, per una volta, condivisibile, e senz'altro condivisa, in toto, da tutti, ma proprio da tutti... pensaci... anche da noi!

Ecco la perla di Kiko:
"Noi non sapevamo niente
del suo amore a Gesù Cristo."

E ora, dopo Trieste, cala il sipario anche su questo squallido spettacolo di Madrid!


Pax



[Nota 1]

Carmen, a cui ufficialmente non interessavano le umane e periture glorie di questo mondo di vanità, ha accettato ben volentieri il prestigioso titolo, per una volta assegnato anche a lei insieme a Kiko che, per parte sua, era al suo terzo riconoscimento accademico, la terza laurea honoris causa.


Kiko, sprofondato in profonda umiltà,
Carmen gli sta dietro.
Abbiamo motivi validi per credere che la modesta ed umile "amante del nascondimento" Sora Carmen - che rinfacciava sempre a Kiko di essere lei il perno del Rinnovamento della Chiesa dovuto al loro "potente" CAMMINO e non certo lui con le sue "kikate" megalomani, che lei disprezzava profondamente - abbia fatto ferro e fuoco per avere, il  "meritatissimo" titolo di Dottore in Teologia (honoris causa, naturalmente).

Ossia:
Come si permetteva Kiko di brigare, dimenticandosi proprio di lei? Insieme ai suoi itineranti più "attivi"- i temuti e famelici Gennarini - mentre non gli era proprio passato per la mente di caldeggiare, in primis, la candidatura di Carmen ad un titolo di "Dottore in Teologia", titolo che a lei sola spettava di diritto?

Notiamo, significativamente, che nel 2013 Kiko ha ricevuto il secondo dottorato in Teologia, presso l'Università di Lublino (Polonia), università che si trova nella zona in cui regna incontrastato il Responsabile Itinerante Stefano Gennarini - grande zar neocatecumenale di tutto l'Est d'Italia e di tutta l'Europa dell'Est e fratello del più grande Giuseppe Gennarini, colonizzatore di tutte le Terre dell'America del Nord, dove alla Catholic University of America (CUA), di Washington, il 16 maggio 2015 i due salvatori della Chiesa post-concilio. Francisco Gómez de Argüello Wirtz (Kiko) e a María del Carmen Hernández Barrera, autonominati santi, iniziatori del Cammino Neocatecumenale, hanno ricevuto il dottorato honoris causa in Teologia, il terzo per Kiko, solo il primo ed unico per Carmen.

Kiko ha ricevuto, nel 2009, il suo primo Dottorato, honoris causa, dall’Istituto Giovanni Paolo II a Roma; Roma dove regna - capo incontrastato ai vertici del Potente Cammino Romano e Mondiale - Giampiero Donnini, incidentalmente imparentato coi sullodati Gennarini.


Dal mamotreto dell'Annuncio di Quaresima 2017,
parla Kiko Arguello - fonte "di prima mano"


Giampiero Donnini, presidente del consiglio di amministrazione della fondazione neocatecumenale Famiglia di Nazaret è, da sempre, il principale responsabile di tutta la gestione economica del Cammino Neocatecumenale, in nome e per conto di Kiko; è lui, infatti, che segnala quando la "potente Merkabà" del Potente Cammino inizia ad andare a riserva e i conti sono in rosso ed è giunto, di nuovo, il momento di indire la prossima "colletta speciale".

«POTENTE CAMMINO»: ringraziamo Kiko per questa efficace immagine, frutto delle sue «potenti ispirazioni divine» che ha voluto condividere con noi, facendoci leggere, a sua vergogna, le sue intime "Anotaciones"!

[Nota 2]

Ancora una volta e a dimostrazione della obbedienza che li contraddistingue! Lo Statuto è chiaro su questo punto, ma Kiko la pensa diversamente e COME AL SOLITO, fa come gli pare e piace.

Domandina retorica: "A cosa servono gli Statuti?"
(Perdonatemi ma, prepotentemente, mi torna in mente il grande Totò!)

STATUTO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE:
Articolo 34 (Titolo VI):
[L’attuale Équipe Responsabile internazionale del Cammino]

§ 1. L’Équipe Responsabile internazionale del Cammino è composta, vita natural durante, dal Sig. Kiko Argüello – che ne è il responsabile – e dalla Sig.ra Carmen Hernández, iniziatori del Cammino Neocatecumenale, e dal presbitero D. Mario Pezzi, del clero diocesano di Roma.

§ 2. Dopo la scomparsa di uno dei due iniziatori di cui al paragrafo precedente, l’altro rimane responsabile dell’Équipe internazionale e, sentito il parere del Presbitero, procederà a completare l’Équipe internazionale. In caso di scomparsa o rinuncia del Presbitero, gli iniziatori scelgono un altro presbitero e lo presentano al Pontificio Consiglio per i Laici per la sua conferma.

§ 3. Dopo la scomparsa di ambedue gli iniziatori, si procederà a eleggere l’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, secondo la procedura stabilita nell’articolo successivo.
 [Nota 3]

Principali articoli di questi ultimi mesi sullo stesso tema:

74 commenti:

Lorenzo ha detto...

A proposito della Fondazione, faccio presente che il Consiglio di Amministrazione deve essere cambiato, sono stati aggiunti tanti "presbiteri" e nuovi membri laici.
Inoltre la mail di contatto di Paolo Cometto è magicamente sparita, forse temevano che altri lo contattassero per chiedere chiarimenti.

l'apostata ha detto...

Ipocrisia, menzogna e denaro sono il vero tripode del cosiddetto Cammino.

Fanno a gara a chi mente di più, tra Cernuzio, Sankiko e Cordes.

Quanta gente ormai sento ripetere: credo in Dio ma non credo nella Chiesa.
Vagliela a spiegare la faccenda della Chiesa santa e peccatrice.
Quanti giovani abbandonano la fede per il pessimo esempio che ricevono.
Quanti diventano atei o addirittura nemici della Chiesa per colpa del cosiddetto Cammino.
Quante famiglie rovinate, in tutti i sensi.
I reduci come me sanno di che parlo.

E i pastori dormono indifferenti a tutto e tutti, anche a Dio, se ci credono.

Evidentemente gli alti prelati loro amici sono analfabeti e non sanno far di conto. I Mamotreti non li hanno mai letti; sui costi dei viaggi gratis nemmeno un dubbio.

Devono essere anche ciechi, sordi e muti perché non reagiscono di fronte alle eresie strillate in pubblico e documentate anche sul web.

Non una parola, mai.

Anche da insospettabili. Penso a quel che mi rispose il domenicano padre Angelo Bellion sulla pretesa di Sankiko esorciccio di esorcizzare intere città e di cacciare i demoni. Mi rispose "Io non dico nulla, si vede che avrà il permesso".

Eppure è uno che spacca il capello non in quattro ma in quarantaquattro. Specialmente in materia di morale sessuale è rigidissimo ed entra in dettagli talmente minuziosi da essere imbarazzante. Se qualcuno obietta diverse indicazioni da parte di altri sacerdoti o direttori spirituali, apriti cielo! Ha ragione lui e basta.

Ma su Sankiko se ne lavò le mani con una battutina stupida, anche se per un laico fare esorcismi è proibito dalla Chiesa e pericolosissimo, per lui e per chi lo segue.
Evidentemente nel rispondermi pensava ai cardinali loro amici. Meglio non dar fastidio al potere.
Poi giù legnate senza appello nelle risposte ai comuni cristianucci.

Grazie pastori, che scandalizzate il gregge per proteggere e onorare i capi di una setta eretica che vi ha comprato per trenta denari.

Bello schifo.

Ruben ha detto...

Non penso che il Papa scriva un prologo all'edizione italiana,
come non l'ha scritto per l'edizione spagnola, sicuramente di pari importanza se non più.

La "supposizione" viene infatti fatta, da un giornalista smaccattamente di parte come Salvatore Cernuzio.

Il fatto che l'articolo di cui sopra, appaia su di un quotidiano autorevole come La Stampa,
gli conferisce mediaticamente, una forte valenza di credibilità, atta a muovere e di non poco
le prenotazioni, con il conseguente acquisto forzato da parte degli adepti.
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Valentina Giusti ha detto...

Aticolo molto interessante e completo, soprattutto perché, basato su quanto Kiko stesso dichiara e su fonti dirette, mette in luce una grave discrasia fra ciò che viene espresso al solo fine della canonizzazione dei fondatori e ciò che è sotto gli occhi di tutti da anni.
Infatti, non credo che sia una colpa soffrire di una malattia nervosa degenerativa, come non è una colpa doversi curare per attutirne gli effetti; mi spingo a dire, anche se non ne ho le prove, che non sarebbe neppure ostativo al felice esito di una causa di canonizzazione, basata sui meriti di una vita. Eppure, assistiamo all'infelice tentativo di nascondere i segni di un male di questo genere in Carmen. Perché?
Perché, se i video con i suoi interventi, da almeno un decennio, mostrano evidenti e crescenti difficoltà di espressione e mancanza di lucidità? Pax ha postato le foto del dottorato di Carmen nel 2015...e stringe il cuore l'espressione perduta di Carmen, che purtroppo conosco bene, tipica di chi è ormai sedato pesantemente. Altro che un solo medico, hanno chiamato!
Ricordo la lettera di padre Alonso, della visita fatta a Carmen a Madrid prima della sua morte, dove non si riesce a riportare neppure una frase sensata da parte della iniziatrice, neppure un saluto, una benedizione, nulla.
Queste gravi omissioni fanno pendant con la ricostruzione della figura di Carmen, operazione che dà per scontato il dominio assoluto sulle menti di centinaia di itineranti che l'hanno conosciuta personalmente. Pax è una dimostrazione che non è proprio così, lei ricorda una donna bizzosa e soprattutto senza tenerezza nei confronti dei deboli: forse questa volta i grandi manipolatori stanno azzardando un po' troppo.

Anonimo ha detto...

Chi è causa del suo mal pianga se stesso...la Chiesa continua a fare silenzio davanti Al cammino,luogo di persone false,ipocrite e cattive,e molti che hanno avuto a che fare con questa munnezza,ha lasciato la Chiesa,come me, e aggiungo il continuo silenzio di Dio,come fa in ogni ambito. Non credo più e ringrazio il cammino perché mi ha fatto vedere il vero Dio,quello che protegge la feccia,come i catecumeni! Oltre che la Chiesa luogo di potere e composto da persone che usano la loro posizione per mangiare e fare soldi! E naturalmente non mi confesso più perché se penso che la Chiesa avalla sacerdoti che vengono dal cammino che fanno solo danni,non mi fido di dire fatti personali a preti che vengono da una chiesa cieca e sorda a chi davvero ha bisogno. Oltre ai poveri economici ci sono tanti che hanno bisogno di sentirsi amati e la Chiesa è sorda e cieca,e preferisce continuare a far andar avanti il cammino.
Ex fratello

Pax ha detto...

@ Apostata

Tu dici:....

...I reduci come me sanno di che parlo.

Proprio vero, infatti ci intendiamo perfettamente tra noi.

Reduci e combattenti, per quanto mi riguarda, una spina nel fianco: non dobbiamo dar loro tregua, né alla pessima genia kikiana - per essa intendo i capibastone del cammino fatti a immagine e somiglianza di Kiko/Carmen - sparsa nel mondo, né ai Pastori di Santa Madre Chiesa, che sono anche i "nostri" Pastori, anche di noi dovranno rispondere al Signore, di ognuno di noi, ognuno col suo nome e la sua storia.

Come dici, ci siamo innumerevoli volte rivolti ai nostri Pastori, con scarsissimi risultati.

Anche io conosco la fama di padre Angelo Bellon, quello che racconti mi addolora profondamente.
Che significa: "Io non dico nulla, si vede che avrà il permesso".???
Sono costernata, io sono testimone che faceva questi esorcismi di testa sua, senza autorizzazione di nessuno, sicuro.
Si è sempre presentato come l'Inviato, in forza di questo esorcizzava, profetava, vaticinava, comandava, ha sempre fatto tutto ciò che ha voluto, fino a fare lui il discernimento ai Pastori della Chiesa - Vescovi, Cardinali, fosse anche il Papa stesso - discernimento molto semplice, ossia questo il criterio:

CHI RICONOSCE TUTTO QUELLO CHE IL CAMMINO FA E DICE, HA LO SPIRITO SANTO, CHI NO È "iIL FARAONE".

In questo Kiko è Carmen sono stati sempre "UNA COSA SOLA", stessa testa, stesso cuore, stessa anima.
Continuo a riflettere, sono costernata!

Pax

Donna Carson ha detto...

Questo post fa star male per quanto è completo e complesso, quanti scenari apre, quante porcherie.
Il punto fermo, il perno su cui si regge tutta questa immensa costruzione umana, che -
attenzione però - inizia a scricchiolare sempre più rumorosamente, è la faccia tosta. Se Kiko e i suoi sapessero cosa è la vergogna sarebbe impossibile andare avanti. Invece no, a tutta birra, con sparate sempre più epocali, bugie su bugie con le quali continuare ad arrampicarsi addirittura fino agli onori della santità.
Il Papa lo mettono sempre a giuste dosi, come il sale, q.b., niente di verificabile naturalmente ma abbastanza per fare fessi e contenti quelli che ne hanno bisogno per andare avanti.
Se ne infischiano dello Statuto e per non mettere la pulce nell'orecchio sul perché non adempiono nella sostituzione di Carmen, ammantano l'imbroglio con una frase poetica: "è insostituibile".
Neanche il Papa è insostituibile, ma loro non si vergognano di dirlo perché sanno che coloro ai quali si rivolgono si berranno anche questa.

Ma stanno andando troppo oltre e stanno facendo male i conti, molto, molto male...

by Tripudio ha detto...

Ricordo al gentile fratello neocatecumenale isterico che sta diluviando lo spazio commenti con insulti anonimi, che mentre a lui costa interi quarti d'ora trascrivere l'esatto contenuto del proprio cuore da Cattolico Adulto in Cammino di Fede Adulta che Salverà la Chiesa Mediante il Cammino e la Nueva Estetica, ai moderatori del blog bastano due clic (Seleziona Tutti, Spam) senza neppure bisogno di leggere. Per quale motivo perde tanto tempo a scrivere insulti? È così terribile la paura che le cose dette qui siano vere? Brucia così tanto che il Cammino sia come descritto qui anziché come descritto dai cosiddetti "catechisti"?

Passo ad altri argomenti.

Il citato Cernuzio, per chi non lo sapesse, è un neocatecumenale che da decenni scrive articoli di lode a Kiko. È diventato utile al Cammino nel momento in cui ha fatto "carriera" (chissà quanto personalmente meritata e chissà quanto invece dovuta ad altri fattori) guadagnando la possibilità di scrivere dalle colonne della "Pravda Vaticana" (così viene ironicamente definito il Vatican Insider, che fu creato dal laicista La Stampa per insidiare l'informazione cattolica proveniente dal basso, cioè dai blog). Magari non è il solo fratello del Cammino che ha colonizzato l'Insider.
(Un ricordo personale: i primi giorni del Vatican Insider suscitarono parecchio entusiasmo tra i cattolici "dei blog" che credettero finalmente di aver trovato una voce autorevole con firme autorevoli a difendere il mondo cattolico. Nel corso di poche settimane, però, smettemmo di seguirlo perché le delusioni si moltiplicavano giorno per giorno, al punto di chiamarlo la Pravda Vaticana, incaricata di ammorbidire le notizie sgradite al Deep State Vaticano oltre che di dare ampio spazio alla solita sottile propaganda - seppure talvolta inframmezzata da articoli tutto sommato onesti. Altrove avevo personalmente ironizzato, già molto tempo fa, su come mai misteriosamente la Pravda Vaticana non avesse ancora una firma di punta smaccatamente neocatecumenale).

Quanto al prologo del Papa al libro inventato di SanCarmen non c'è bisogno di scomodarlo di persona: probabilmente tra i capibastone della setta si saranno detti che basta riciclare un estratto delle parole del Papa (non le tre tirate d'orecchie) e schiaffarcele come prologo o come quarta di copertina, ma informalmente sarà stato risposto ai kikos che una furbata del genere sarebbe poco gradita in quel di Santa Marta...

Kiko stavolta ha proprio ragione: «noi non sapevamo» che SanCarmen era così santa santissima di categoria superiore. Per mezzo secolo SanCarmen ci ha ingannati, operando pubblicamente cattiverie, avidità, prepotenze, giudizi temerari, interrompendo il Papa mentre parla (caso più unico che raro nella storia della Chiesa), promuovendo gli strafalcioni liturgici... Davvero, noi che pensavamo che ci volesse un medico (anche Kiko lo pensava, e non si limitava a pensarlo): era impossibile accorgersi di tanta santissima santità di sancarmen di sancategoria sansuperiore.

Cari fratelli kikos, alla luce del fatto che all'improvviso c'è stato il «contrordine, compagni!» a proposito di novene, santini, preghierine, pensierini spirituali e quant'altro, dopo che la stessa SanCarmen per una vita intera li aveva etichettati come religiosità naturale da disprezzare ed eliminare, siete proprio sicuri che SanCarmen predicava male ma razzolava bene?

Anonimo ha detto...

@by tripudio
Spero che non fai riferimento a me,perché io sono contro il cammino e li prenderei a calci nei denti,forse non hai letto bene!
Se fai riferimento a qualcun altro ti chiedo scusa!
Ex fratello

Simonetta ha detto...

Ciao Valentina, provo a darti una risposta, anche se incompleta perche' in questa zuppa neocatecumenale ci sono troppi ingredienti.
Questi movimenti "carismatici" si basano per il loro successo sulla concetto che il vero cristiano su caratterizza dall'essere sano, ricco e felice.
Se manca uno di questi segni esteriori non e' un vero cristiano.
Questo concetto che a noi pare francamente ridicolo, e' una delle chiavi fondamentali per il successo delle chiese cristiane (cristiane?) in Africa e nel Sud Est Asiatico.
Vuoi che i kikos vogliano farsi fregare una fetta di mercato cosi' larga?

Pax ha detto...

by Tripudio dice:

Quanto al prologo del Papa al libro inventato di SanCarmen non c'è bisogno di scomodarlo di persona: probabilmente tra i capibastone della setta si saranno detti che basta riciclare un estratto delle parole del Papa (non le tre tirate d'orecchie) e schiaffarcele come prologo o come quarta di copertina, ma informalmente sarà stato risposto ai kikos che una furbata del genere sarebbe poco gradita in quel di Santa Marta...
______________________
Concordo, precisamente il loro stile, il loro modo subdolo di agire.
Così sarà, se da Santa Marta non si sbrigano a fermarlo in anticipo.

Per quel che riguarda Santacarmen Santasubito: PREDICAVA MALE E RAZZOLAVA PEGGIO.

Pax

Pax ha detto...


Ex fratello Ha scritto....
___________
@by tripudio
Spero che non fai riferimento a me,perché io sono contro il cammino e li prenderei a calci nei denti,forse non hai letto bene!
Se fai riferimento a qualcun altro ti chiedo scusa!
__________

Tranquillo, gli insulti di cui si parla sono quelli che scaricano su di noi, testimoni oculari, sono solo autolesionisti cronici.

Certo non c'entri niente tu, che sei vittima del Cammino Neocatecumenale, come tutti noi.
Sei dei nostri, ed è chiaro.
Siamo pochi? Quattro o otto gatti che gridiamo ai quattro venti?
Le vittime sono molte, molte di più, noi speriamo di risvegliare le loro coscienze.
Parlate tutti voi, che, come noi per lunghi anni, ancora piangete in silenzio.
La Chiesa deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi, e la Serpe malefica, cresciuta in seno, diventi enorme, si giri e la divori!

Pax

Anonimo ha detto...

Ok, scusate tutti,non avevo capito che si riferiva in generale,temendo di non essermi spiegato bene nello scrivere ciò che penso,by tripudio scusa ancora!
Ps. come hai ragione Pax,se la Chiesa non si sveglia sarà responsabile di tante anime sofferenti! Continuiamo,anche se pochi,a far uscire il marcio,chissà che forse Dio ascolterà le nostre sofferenze causate dal cammino! Un abbraccio a tutti!
Ex fratello

by Tripudio ha detto...

No, si tratta solo di un povero idiota che scrive "Haaa haaa vi sbagliate" senza dire come e perché, ma solo aggiungendo insulti.

La possibilità di dare commenti in forma anonima c'è solo per un motivo: quella di permettere a chi non aveva mai scritto un commento, di farlo senza dover arrabbattarsi a creare un account google o peggio usare quello personale.

La maggioranza assoluta infatti segue il blog senza mai scrivere (al più limitandosi a condividerlo su whatsapp, facebook e altrove), visto che i commenti sono poche decine al giorno e mentre le visualizzazioni di pagina sono diverse migliaia anche in piena estate come adesso.

Il che non ci dispiace affatto, visto che l'unica cosa che conta è la verità, e che questo blog non è stato creato per racimolare visitatori ma solo per dare anche un piccolo spunto di riflessione a coloro che sono ancora nella tela del ragno neocatecumenale o intimiditi dai capibastone della setta.

Valentina Giusti ha detto...

Grazie Simonetta! Quello che dici è verissimo. Ma la causa di canonizzazione devono farla a Roma, non in Africa.
Se fossi in loro, comincerei ad ammettere, se pur in modo sfumato, qualcosa sul reale stato di salute di Carmen degli ultimi anni.
Come per la Maria Valtorta, ai fini della canonizzazione, potrebbero dire che Carmen aveva chiesto la grazia di perdere le facoltà mentali negli ultimi anni di vita; non possono però pensare che la defunta abbia ottenuto di far perdere le facoltà mentali in contemporanea anche a Kiko & compagnia!

Donna Carson ha detto...

@ Valentina
"non possono però pensare che la defunta abbia ottenuto di far perdere le facoltà mentali in contemporanea anche a Kiko & compagnia!"

Ma se lo stanno dicendo in tutte le salse che è di una categoria talmente superiore da essere unica, ancora dubiti?! ;)

roberta salerno ha detto...


Secondo me sono da ammirare tutti coloro che, essendo ad un “grado alto” del CN, sono riusciti a staccarsi da questa organizzazione che, non solo agisce come una setta in ambito di fede religiosa, ma (ancora peggio) come una vera organizzazione di potere economico e sociale. Quando le persone si trovano a vivere dentro a un “sistema” che dà loro tutto (o l’illusione del tutto): sicurezza, nessun problema economico (anzi lussi per certuni) , gratificazione .. è molto difficile ascoltare la voce della coscienza e di Colui che si prende come pretesto di questa organizzazione, Gesù Cristo.

Ora le caratteristiche del CN noi le attribuiamo a Kiko e a Carmen perché loro le hanno inventate ma ormai questa organizzazione si è sviluppata in modo che troppi personaggi trovano in essa il loro tornaconto, ed alla morte di Kiko non ci rinunceranno tanto facilmente e faranno di tutto per mantenere funzionante il sistema.

Perciò questo tentativo della canonizzazione di Carmen assume un’importanza che va al di là della persona in se’.

Dice il post:

“Ma domando a chi ha conosciuto Carmen in quegli anni:
ai tanti itineranti - itineranti italiani e itineranti spagnoli (chapeau!) - ai presbiteri, da lei definiti «minus», ai fratelli delle sue comunità, ai seminaristi, ai cantori delle equipe e su, su... fino ai Parroci, ai Vescovi, ai Cardinali:
Dove era "questa" Carmen che ora ci descrivono così?”

e ancora: “Ora, un accorato appello a tutti i fratelli del Cammino:
Perchè non vi svegliate e parlate? Perchè non raccontate ciò che avete veduto con i vostri occhi e vissuto sulla vostra pelle, anche voi?
Dite fatti concreti!”

Penso che solo questo si possa opporre al tentativo di far passare Carmen per una santa :
testimonianze dirette, che possano far interrogare gli Ecclesiastici che dovranno decidere … che non scambino lo squilibrio mentale per santità!

Infatti dice ancora il post: “Ma si sa: gli scritti sono fondamentali per la Causa di Canonizzazione! Dunque i neocatecumenali si sono attrezzati!”

Sulla carta tutto può essere messo nella forma migliore , come è esempio l’articolo su Vatican Insider citato all’inizio, a sentire solo questa campana sembra davvero stia parlando di una persona che ha rinunciato ai privilegi della sua famiglia facoltosa e ha dedicato la sua vita agli emarginati dalla società ( qua da me i NC che conosco sono notai, avvocati, commercialisti , ingegneri …); “sempre lontana da trionfalismi e glorie mondane” .. che ne sa lui che non era neanche nato? Lo afferma perché glielo ha detto Kiko?
Mi pare che la seconda parte del post affermi tutto il contrario.

Allora , la Chiesa dovrà decidere sulla base di espressioni letterarie e poetiche scritte nei “diari di Carmen” , ben presentate e pubblicizzate, oppure valutare i fatti concreti, i suoi comportamenti verso le persone e soprattutto i contenuti delle sue “catechesi” ?

Per ora il prologo del Papa non c’è stato giusto?

Grazie Pax per il grande lavoro che hai fatto.

Roberta

Lino ha detto...

"«L’assenza di Gesù rende impossibile l’allegria», scriveva infatti in uno degli appunti nel gennaio dell’81. E continuava: «Tutto il giorno triste, triste, triste, abbattuta, senza orizzonte e senza energia, senza forza, in niente. Che cosa potrei desiderare? Solo la tua presenza, Signore»".

Io resto interdetto da simili affermazioni: "Tutto il giorno triste, triste, triste, abbattuta, senza orizzonte e senza energia, senza forza, in niente". L'appunto è del gennaio dell’81, quando già la catechesi di Carmen sull'Eucarestia viaggiava tra migliaia di adepti e lei viaggiava con Kiko, quando già Carmen aveva ricevuto la "missione"dalla Madonna a Ein Karem. E questi sarebbero gli effetti dell'incontro con Cristo? A prescindere dal fatto che questa mancanza di forza ed energia proprio non si nota nei video che la riprendono in polemica con Kiko (testimonianze oggettive, sono i video).
Io non voglio giudicare il misticismo di una "santa, diciamo, di categoria superiore". Voglio solo commentare con il Vangelo: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
Conosco il concetto di "notte oscura" nei santi mistici; nei passi che ho letto, però, (fuor di metafora spirituale) c'è un giorno oscuro. Forse a mancare era l'amore per il prossimo, la Parola, durante il giorno.

Un mio maestro è stato, come già ho scritto qui, il progettista e rettore di un Santuario mariano, padre Lino, tornato da pochi anni alla casa del Padre. Era Lino per me, giacché eravamo diventati amici e confidenti. Soltanto a guardarlo negli occhi, ti riempiva di gioia.
Un giorno, a proposito di Mc 4,35 ("Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva") mi disse:
"Vedi, Lino, ci fu la grande tempesta e le onde si rovesciarono sulla barca perché, per gli Apostoli, la Parola dormiva".
"Dormiva a poppa", aggiungo oggi che, anche grazie a padre Lino, ho imparato a fissare l'attenzione su ogni iota dei Vangeli: Cristo stava dietro, non a prua, non davanti su quella barca sbattuta da marosi e vento.
Non so se mi sono spiegato, con il Vangelo.

Anonimo ha detto...

Ogniqualvolta : diedero da firmare la lettera a un GPII brillo dopo 1 pranzo con fiumi di vino...la affissero in tutte le parrocchie dicendo che era approvazione del papa al cammino...cordes è 1 altro ke ha un gran posto all'inferno....

Valentina Giusti ha detto...

Scusa Donna Carson, per un attimo avevo dimenticato di Chi stiamo parlando!
Effettivamente, una santa di categoria superiore può ottenere di far perdere le facoltà mentali a decine di persone, al punto che queste non si accorgano della perdita della capacità mentale della santa in questione, chiamino medico e specialisti e somministrino potenti farmaci senza rendersene conto, eccetera eccetera.
Nulla è impossibile alla santa patrona del cammino.
P.S.: una cosa del genere devo averla vista nel film "Men in Black", con il famoso dispositivo per "sparafleshare" i possibili testimoni per far perdere loro ogni ricordo e consapevolezza.

Lino ha detto...

@ anonimo 27 luglio 2017 12:30
Prendo le distanze dal tuo commento. Bisogna stare ai fatti, le confutazioni si fanno con documenti e citazioni certe, come quelle dell'autrice dell'articolo. E all'inferno non si manda nessuno, il giudizio è di Dio nel bene e nel male, nella presunzione di salvezza (per se stessi) e di dannazione (per gli altri).

Io mons. Cordes lo confuto con il penultimo capoverso della Lettera Ogniqualvolta di GP II: "— avendo preso visione della documentazione da Lei presentata: accogliendo la richiesta rivoltami, riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni".
Intendo dire: nella documentazione presentata, c'erano anche le pagine eretiche del mamotreto per la fase di conversione, le eresie che la CdF ha tagliato?

Simonetta ha detto...

Come dice giustamente Donna Carson, niente e' impossibile alle sante di categoria superiore!;-)
Tutto questo mi pare il gioco delle tre carte, con elementi che appaiono e scompaiono all'uopo.
Si', forse la daranno per malata per scusare le sue stranezze e giustificare i suoi tormenti, ma poi... fatta la festa, gabbato lu santu (quello vero).
Quanto ci vuole a poi rimettere la polvere sotto il tappeto?
Intanto, con quel che possono durare le cause di canonizzazione, sfruttano l'effetto santita' (solo fumo, niente arrosto) finche' dura.

by Tripudio ha detto...

La canonizzazione degli autonominati "iniziatori" del Cammino è il punto in cui felicemente si incontrano la convenienza commerciale (non solo di vendita libri, proprio di tutta la giostra di soldi) e la loro imbattibile superbia.

Cordes, al pari di Ryłko, deve aver avuto un sacco di le regalini anche quando non era ancora diventato le cardenali. Sarebbe spassoso sapere a quanti di questi le cardenali avevano fatto sentire il profumo di una sede prestigiosissima (tipo Milano) se non addirittura del pontificato.

Michela ha detto...

Trovo che mentre le Anotaciones di Kiko suonano false, molto incentrate su lui stesso e poco originali, i diari di Carmen sembrano più veri.
In effetti lei descrive quello che ogni neocat vive. Un trascinarsi faticoso tra le incombenze quotidiane in attesa di ritrovare la gioia al sabato sera.
Quello che è assurdo e mentalmente destabilizzante è la ciclicità dei ritmi umorali. Si tocca l'apice per poi scendere nella depressione/tristezza/insignificanza e ritornare di nuovo "up" dopo l'eucarestia.
Ogni tanto poi un passaggio, una convivenza dà un bello scossone e permette di dimenticare la quotidianità.
Non si esce mai dal ciclo, praticamente si diventa dipendenti dl cammino: il cammino ti butta giù e il cammino ti tira sù.
Ecco perché come avete detto non c'è crescita personale, anzi in Carmen si nota un'involuzione. Non c'è la maturazione della persona che si manifesta come apertura, accoglienza, disponibilità verso l'altro.

Lino ha detto...

Tripudio ha detto: "Sarebbe spassoso sapere a quanti di questi le cardenali avevano fatto sentire il profumo di una sede prestigiosissima (tipo Milano) se non addirittura del pontificato"

Ecco, questa mi piace. Perché mi piace? Perché ha un riferimento documentato, certo, nell'intervento di Carmen alla consegna dello Statuto: "La lotta che abbiamo sostenuto ha fatto bene a lui e a noi, e anche a questo Pontificio Consiglio che avrà un futuro immenso, appoggiando il cammino neocatecumenale".
Non si capisce perché mons. Rylko e il Pontificio Consiglio per i Laici debbano aver sostenuto una battaglia e aiutato il Cammino. Mons. Cordero era vicepresidente del PCpL all'epoca della lettera Ogniqualvolta. Quindi li stava appoggiando, stava sostenenedo una battaglia? Preparò la documentazione presentata a GP II con questo spirito?
La storia farà chiarezza su tutto questo, gli elemnti ci sono tutti perché i due "santi di categoria superiore" hanno parlato troppo. Il silenzio e il segreto lo hanno imposto agli altri.

Pax ha detto...

@ Michela

Hai colto il punto, lo smacco più terribile per Kiko e compagnia cantante e suonante.

Un Cammino che non conosce progresso spirituale, ossia un punto di partenza e un punto di arrivo, cammino appunto. Itinerario.

È un rigirarsi su se stessi, un avvoltolassi infinito, un imbrodolarsi continuo nel fango degli scrutini penosi, massacranti, definiti da Cordes magnifica esperienza da lui stesso verificata. (speriamo non lo abbiano fatto anche a lui lo scrutinio, scavando nella sua infanzia, nei suoi problemi esistenziali).

Non dico nulla di scandaloso, ma la affermazione più chiara di chi, come anche io, ha vissuto i primi anni di predicazione kikiana/carmeniana in Italia, figli delle prime comunità delle Diocesi, la affermazione più chiara, dicevo, che resta impressa è

PRIMA DI TUTTI È IL PARROCO CHE DEVE FARE PER SE STESSO IL CAMMINO NELLA SUA PARROCCHIA, ANCHE LUI,
S C R U T I N I. C O M P R E S I
ALTRIEMENTI IL CAMMINO NON VA

questo significa obbedienza incondizionata dello stesso Parroco all'equipe dei catechisti, in essa c'è sempre stato ANCHE un presbitero, ma il capo/equipe è stato sempre un laico, il marito della coppia quasi sempre, o un "carisma primitivo", come definiscono il celibe/simil Kiko, il presbitero solo quando era uno della razza pregiata dei "preti imbastarditi itineranti".

Bella roba, il Parroco sotto a loro, e ne ho visti umiliati, ridotti a servi!

Dunque Cammino un tubo, è una involuzione progressiva, piuttosto,, come dice bene Michela,
Un aborto ritenuto, un bimbo mai nato. Un obbrobrio.
Questo è il giusto prezzo che pagano alla loro smisurata superbia.
Un vero fallimento, su tutti i fronti. Una vergogna!

Pax



Anonimo ha detto...

vorrei restare fuori dalla discussione, ma sembra evidente che tutte le vostre affermazioni riguardanti messaggi ed insulti siano false visto che non ne vedo mai pubblicata nemmeno una.
un´osservatore.

by Tripudio ha detto...

E di grazia, a che servirebbe pubblicare insulti anonimi?

by Tripudio ha detto...

L'anonimato, qui, serve solo per proteggersi dalle vendette neocatecumenali (anche quelle operate da gente che teme il Cammino: come nel caso, ad esempio, di un seminarista che se venisse beccato a scrivere su un blog come questo, verrebbe malamente redarguito dai suoi superiori non neocatecumenali ma timorosi di rappresaglie da chi obietterebbe loro: "ma come, lo lasciate scrivere lì?").

by Tripudio ha detto...

Se i neocatecumenali fossero cristiani, anziché con la vendetta, l'inganno e la menzogna, accoglierebbero le critiche riflettendo, ragionando, cercando di capire dove sono gli errori e dandosi da fare per correggerli, anche quando convinti che si tratti di equivoci.

La Chiesa ha ripetutamente dato questo esempio, come nei tempi recenti in cui si è scusata per il trattamento a Galileo - proprio quando la storiografia ha ampiamente appurato che per quanto riguarda Galileo, l'Inquisizione, ecc., la Chiesa ha agito con molta più onestà e rispetto di quanto non ne meritassero i destinatari.

Nel Cammino invece no. Nel Cammino, di fronte ad una qualsiasi osservazione, si attiva immediatamente la reazione automatica: "ci perseguitano! ci giudicano! ma noi abbiamo lo Statuto!" (sottinteso: abbiamo il certificato automatico di santità passata, presente e futura, contro il quale nemmeno il Signore Dio ha diritto di parlare).

Valentina Giusti ha detto...

Per un'osservatore: invece io non fatico a credere che siano molti gli insulti che gli amministratori (che ringrazio) cestinano, soprattutto quando gli articoli sono ben centrati, come quello di oggi.

Beati pauperes spiritu ha detto...

Grande Pax. Grandissima. Non finirò mai di dirlo, ma tu sei la punta di lancia, quella che alla fine colpirà il male del Cammino al cuore. Non è un caso se tutti i Santi raffigurati in lotta col diavolo impugnano una lancia (es. San Giorgio o San Michele).

Anonimo, forse gli insulti cambiano la verità delle cose? Comunque se ti piacciono puoi scorrere le pagine del 2007-2008, che traboccano di parolacce, maledizioni, minacce e altre amenità.

La verità è che siete schiavi di una setta gnostica sincretica cristiano-giudaica, che è retta da un uomo che recentemente ha posto se stesso su un bel trono per farsi adorare, insieme alla sua compagna di merende Carmen Hernandez. Un uomo che è andato totalmente fuori controllo e che a causa di questo atteggiamento non temo di definire un anticristo del nostro tempo. Anticristo = una religiosa impostura che di fatto pretende di sostituirsi a Cristo: "Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico"

OGNIQUALVOLTA Kiko si autocelebra, si autosantifica, se ne frega della Chiesa e della Sua Gerarchia e soprattutto pretende di sostituirsi al Signore inviando i missionari a "predicare" come fossero "il soffio della bocca di Gesù Cristo" (sono parole del tuo santone), egli DI FATTO si proclama Anti-Cristo.

Perciò l'anticristico Kiko, un impostore furbo e molto potente, non vi sta affatto conducendo al Signore, ma "nel tempo di Dio" siede come dio inducendovi ad adorare lui invece che Dio. E lo fa piazzandovi in una saletta in cui ha messo tutto di suo: ambone, tovaglie, corporali, pisside, patene, calici, coprileggio, icone, canti, sedie, tappeti, moquette, dipinti, soffitti, fonti battesimali, disposizione dell'assemblea, significato delle specie eucaristiche, persino il rito liturgico e il catechismo.

Voi adorate Kiko Arguello, un anticristo. E questo Anticristo vi impone di inchinarvi alla sua personalissima "profetessa" già santificata, Carmen Hernandez.
Il Cammino non conduce al Cielo ma all'inferno e già in questa vita.

roberta salerno ha detto...


@Michela,

grazie per la tua osservazione. Ripensando a quando ero nel cammino, mi ritrovo in quello che dici:
“Ogni tanto poi un passaggio, una convivenza dà un bello scossone e permette di dimenticare la quotidianità.”
Ricordo che, presa dai miei problemi esistenziali, andavo alle convivenze (o alle GMG) con tanta speranza e quando si avvicinava la fine della convivenza andava sempre in crescendo la tristezza, a volte il panico, .. perché dovevo ritornare a casa, cioè alla REALTA’.
Questo assomiglia di più all’effetto di una droga che a un cammino di crescita nella fede; ciò che ho imparato invece successivamente è che Gesù si trova nella REALTA’ ;
a questo proposito

@Lino,

ti ringrazio per aver messo in primo piano il Vangelo con Gesù che dorme a poppa della barca, è una cosa così forte e REALE che mi dà una forza incredibile, altro che il frastuono neocatecumenale!

Quindi ciò che vale per Carmen vale anche per quello che lei ha costruito, è proprio un sistema che viene trasmesso e insegnato, è una “educazione”, cioè una dis-educazione.

Roberta

Anonimo ha detto...

Kiko cerca gloria , per sé stesso e per la sua creatura , è ben lontano dalllo stile di Gesù . Io prego e chiedo che Dio faccia giustizia per i suoi figli , specie per chi come mè ha sofferto nel cammino neocatecumenale , Il cammino passa sopra tutto anche sopra le persone e non ha rispetto . Gesù ha sempre avuto rispetto e tenerezza per ciascun uomo .Enrico

Nicola ha detto...

"Forse qualche anziano, che ha qualche soldo da parte, può decidere di lasciarli al Cammino. Noi li usiamo per evangelizzare, solo per evangelizzare!"

Questa citazione di Kiko stesso è una delle frasi più IGNOBILI e RIPUGNANTI che mi sia mai capitato di leggere. I motivi sono molteplici:

1)Rende chiaro e limpido, per chi ancora non lo avesse capito, l'obiettivo del CNC di raggranellare quanti più soldi possibile. Ovviamente, sempre con la scusa di evangelizzare, eh! Non certo per pagare le mega-convivenze in albergo a centinaia di katekikos! Non sia mai!

2)Tenta, in maniera subdola e insidiosa, di fare leva sui sensi di colpa degli anziani. Si sa che questa categoria, giunta alla fine della propria esistenza, è più sensibile di altre alle suggestioni di questo tipo: la fine della vita si avvicina, il destino nell'aldilà è incerto, e la tentazione di sganciare tutti i propri averi per avere "qualche punto in più" nella "graduatoria dell'aldilà" è forte (scusate i termini). Questo tentativo viscido di fare leva sulla suggestionabilità degli anziani è ignobile e rivoltante: altro che difensore dei deboli! Kiko i deboli li condiziona per i propri scopi!

3)Se anche qualche anziano volesse sganciare i propri averi in buona fede, in ogni caso dev'essere un gesto spontaneo, e non certo stimolato con questo atteggiamento da "manina tesa": soprattutto da parte di un'organizzazione che di soldi ne ha in abbondanza, ne miete tutti i mesi dai propri adepti, e soprattutto non ha un resoconto preciso delle somme che raccoglie (provate a fare un conto: decima per ogni membro del CNC + le collette e il sacco nero + numero delle comunità in Italia... che razza di cifra possono raggiungere? E tutti, e sottolineo TUTTI, soldi NON TASSATI, in quanto legalmente inquadrate come "offerte", e comunque impossibili da tassare perché non esistono libri contabili nelle comunità).

Scusate lo sfogo, ma lo schifo in questa semplice frase è ai massimi livelli.

FIDES ha detto...

Lino ha detto...

"«L’assenza di Gesù rende impossibile l’allegria», scriveva infatti in uno degli appunti nel gennaio dell’81. E continuava: «Tutto il giorno triste, triste, triste, abbattuta, senza orizzonte e senza energia, senza forza, in niente. Che cosa potrei desiderare? Solo la tua presenza, Signore»".

Io resto interdetto da simili affermazioni: "Tutto il giorno triste, triste, triste, abbattuta, senza orizzonte e senza energia, senza forza, in niente". L'appunto è del gennaio dell’81, quando già la catechesi di Carmen sull'Eucarestia viaggiava tra migliaia di adepti e lei viaggiava con Kiko, quando già Carmen aveva ricevuto la "missione"dalla Madonna a Ein Karem. E questi sarebbero gli effetti dell'incontro con Cristo? A prescindere dal fatto che questa mancanza di forza ed energia proprio non si nota nei video che la riprendono in polemica con Kiko (testimonianze oggettive, sono i video).
Io non voglio giudicare il misticismo di una "santa, diciamo, di categoria superiore". Voglio solo commentare con il Vangelo: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
Conosco il concetto di "notte oscura" nei santi mistici; nei passi che ho letto, però, (fuor di metafora spirituale) c'è un giorno oscuro. Forse a mancare era l'amore per il prossimo, la Parola, durante il giorno.

Lino mi trovo totalmente in quanto scrivi!
"L'assenza di Gesù rende impossibile l'allegria": ma come "assenza di Gesù"? per un cristiano con un briciolo di Fede ci potrà essere il "silenzio" di Gesù quando non ti sembra di sentirlo parlare al tuo cuore ma non l'assenza! Lui c'è sempre!
"triste, triste, triste": ma come? lo dice sempre Papa Francesco che un cristiano non è mai triste! Potrà essere stanco, provato, preoccupato ma non triste! la tristezza viene dal demonio. Proprio ieri parlavo con un sacerdote al quale confidavo le mie preoccupazioni, le mie sofferenze e, alla fine, mi è venuto spontaneo dire "però sono felice!", si, sono felice al di là di quello che può apparire perchè, soprattutto nella malattia, spesso traspare la stanchezza in volto. Questo sacerdote mi ha risposto che la felicità viene dalla Pace che ho nel cuore, nonostante tutto. Ecco la risposta: Carmen non aveva la Pace interiore!
Quando mio marito ed io abbiamo conosciuto l'Amore di Dio per noi è stato subito innamoramento puro! avremmo fatto qualsiasi pazzia per Lui. Ora capisco perchè questo nostro "trasporto" da subito ha irritato i nostri super Kikatekisti e ci è costato molte sofferenze perpetrate da loro nei nostri confronti.
Ma, come dici tu Lino, non si può incontrare Gesù e non sentire subito che con Lui tutto è possibile, il giogo diventa leggero e soave. No! secondo loro devi passare per quintalate di fango, devi aver sempre una grande tristezza e stanchezza stampata in volto, devi sempre farti schifo e dichiarati un grande peccatore. Ma questo non è essere cristiani!
Rinnovo l'invito di Pax: chi sa parli! Uscite dalla paura che vi hanno inculcato, siate liberi e il SIgnore veramente questa volta vi renderà il centuplo in Giustizia e Libertà!

Pax ha detto...

@ Nicola

Noi li usiamo per evangelizzare, solo per evangelizzare!" Kiko dixit.

Com'è pesante quel SOLO....
È pur sempre vero che
"Excusatio non patita, accusativo manifesta"
Ovvero: Chi si scusa si accusa!

Tutti in coro diciamo : " e chi vi crede!".

Noi li usiamo per evangelizzare,
già è superfluo,
Poiché è ovvio.

Ma quel
Solo per evangelizzare
Veramente è disgustoso.

Fratelli, chiudete le borse e vedrete con quanto "zelo per la Casa del Signore" questi buontemponi, abituati a fare la bella vita a scrocco, continueranno ad annunziarvi il Kerigma, senza borsa e senza bisaccia, dando la vita per il gregge, soffrendo fame e nudità e non avendo dove posare il capo.

Pax
Pax

Anonimo ha detto...

@Lino 12:23
Grazie infinitamente. È sempre un piacere leggerti. Da te ho imparato veramente tanto.

Frilù

roberta salerno ha detto...


@Nicola

"l'obiettivo del CNC di raggranellare quanti più soldi possibile. "

Proprio ieri 1 persona ex nc mi ha raccontato che nella sua comunità, che aveva già superato la tappa dell'elezione, diedero 1500€ ciascuno per poter scrivere il proprio nome su 1 pietra nel muro esterno della Domus Galilae .. qsta persona nn li aveva e diede meno e per qsto fu molto criticata dai fratelli di comunità.

Cmnq anche da me, comunità più giovane, ricordo che facevano spesso collette per contribuire alla costruzione della Domus.

Roberta

by Tripudio ha detto...

Ah, certo, è giusto che venisse «molto criticata dai fratelli di comunità»: a loro brucia ancora parecchio il salasso di millecinquecento euro senza sconti... Ecco a cosa serve il Cammino: a insegnarti la maldicenza, il giudizio temerario, la calunnia. Alla faccia della spiritualità che si "respira" nella Domus kikiana.

Quanto alla Sicura Canonizzazione di SanCarmen, c'è da riflettere: finché Kiko e Carmen raccontavano la fiaba delle mitiche origini del Cammino, uno poteva ancora cascarci per ingenuità, pensando che siccome sarebbe troppo complesso verificare allora dev'essere per forza vero.

Invece ora viene raccontata la fiaba di SanCarmen di Categoria Superiore ai fratelli che l'hanno conosciuta, ascoltata, ripetutamente incontrata. E che possono ben ricordare, e capire, e ragionare, e decidere.

I cosiddetti "catechisti" del Cammino, quelli che vi scrutinano, quelli che vi controllano, quelli che interferiscono nelle vostre scelte lavorative, familiari, personali, quelli che mangiano e bevono e alloggiano a vostre spese, collaboreranno a raccontarvi la panzana della Santa di Categoria Superiore, della quale nessuno - nemmeno SanKiko - si aspettava che "razzolasse bene" anziché semplicemente un caso clinico come tutti già sapevano.

by Tripudio ha detto...

E tu, fratello di comunità che stai leggendo questa pagina, ti è mai stato rivelato il Super Arcano dello Scrivere il Nome sulla Pietra al prezzo di soli MilleCinquecento Euro?

Ah, no, non ti sarà stato raccontato: anche il prezzo è segreto, infatti aumenta anno per anno.

Però, dai, nel giorno del giudizio potrai rinfacciare al Signore: "ma come, non sai leggere? sulla pietra della Domus ho scritto il mio nome!"

Lino ha detto...

@ Frilù 27 luglio 2017 18:51
Grazie a te, Frilù, mi hai sollevato il morale. Sai? A volte i pasqualoni me lo fanno scendere sotto i piedi. A volte mi chiedo: "Ma vuoi vedere che sono io che ho problemi a fargli capire la guarigione del cieco nato, che Cristo con la Sua saliva bagna l'argilla e non la mota, che il fango è un segno della creazione e non un simbolo dei peccati, che quella di Gv 9 è un'unzione e non un insozzamento?" :-)

by Tripudio ha detto...

Io non so se in spagnolo - anche quello parlato, non solo quello formale - "allegria" sia sinonimo di "letizia".

Nella lingua italiana distinguiamo le due cose perché l'allegria è chiasso, è qualcosa di passeggero, mentre la letizia è qualcosa del cuore - si può essere lieti anche se in profondo silenzio, si può essere lieti anche provando un grande dolore (lieti in virtù di una speranza, fondata sulle certezze della fede: i santi non erano mai tristi, erano lieti, felici, anche di fronte alla persecuzione e alla morte, con o senza "allegrie" passeggere, e non si arrendevano neppure di fronte alla "notte oscura" - altrimenti avrebbero perso la fede - perché anche quando non percepivano la presenza del Signore sapevano che la strada giusta era quella e che occorreva andare avanti, cioè avevano una certezza incrollabile).

Nicola ha detto...

@ Pax:

Concordo. Che i fratelli stringano i cordoni della borsa, e poi vediamo quanto dura il fervore evangelico dei calibri alti del CNC!
Che io sappia, Kiko, Gennarini & co. non hanno un vero lavoro: campano dei soldi del CNC. Per questo i loro richiami alla generosità degli anziani sono ancora più viscidi: è chiaro come il sole che stanno chiedendo di continuare ad essere mantenuti!

Oltretutto, come fai giustamente notare, l'ipocrisia nel CNC è a livelli allucinanti (se ancora ci fosse bisogno di sottolinearlo): fanno continui richiami ad "andare per il mondo senza nemmeno bisaccia e sandali", parlano e straparlano del "cristianesimo delle origini" cioè di quando le comunità erano REALMENTE senza un soldo e se la cavavano come potevano, indicandole come esempio da seguire, poi se ne escono con richieste di lasciti ereditari.

Che schifo, ancora.
Che schifo.

P.s. non ricordo esattamente in quale articolo del blog l'ho letto, ma le origini del cammino sono abbastanza chiare: Kiko si spaccia come un evangelizzatore dei miserabili (come testimonia il suo grottesco "Vangelo"), ma fin dal principio Kiko e i suoi si son tenuti ben lontano dai poveri e dai diseredati. Il CNC è nato essenzialmente per fare soldi, il suo target erano i borghesi. Il Cammino è nato in un periodo in cui c'era grande interesse per questo genere di movimenti (complici i movimenti hippie che si sviluppavano oltreoceano), e quindi veniva visto con curiosità dalla classe medio-alta, che vi ravvisava un che di esotico. Oltretutto, con la sua predicazione, il CNC forniva alla classe medio-borghese L'ILLUSIONE di star veramente facendo qualcosa per i più deboli, mettendo a tacere i sensi di colpa di chi era pieno di soldi ma non faceva nulla per il prossimo. Veramente un truffa ben congegnata.

roberta salerno ha detto...


Infatti:

da omelia del Papa del 10 maggio 2013

“Il cristiano è un uomo e una donna di gioia. Questo ci insegna Gesù, ci insegna la Chiesa
.. Che cosa è, questa gioia? E’ l’allegria? No: non è lo stesso. L’allegria è buona, eh?, rallegrarsi è buono. Ma la gioia è di più, è un’altra cosa. E’ una cosa che non viene dai motivi congiunturali, dai motivi del momento: è una cosa più profonda. E’ un dono. L’allegria, se noi vogliamo viverla tutti i momenti, alla fine si trasforma in leggerezza, superficialità, e anche ci porta a quello stato di mancanza di saggezza cristiana, ci fa un po’ scemi, ingenui, no?, tutto è allegria … no. La gioia è un’altra cosa. La gioia è un dono del Signore. Ci riempie da dentro. E’ come una unzione dello Spirito. E questa gioia è nella sicurezza che Gesù è con noi e con il Padre.
.. Ma questa gioia possiamo imbottigliarla un po’, per averla sempre con noi?
No, perché se noi vogliamo avere questa gioia soltanto per noi alla fine si ammala e il nostro cuore diviene un po’ stropicciato, e la nostra faccia non trasmette quella gioia grande ma quella nostalgia, quella malinconia che non è sana.
Alcune volte questi cristiani malinconici hanno più faccia da peperoncini all’aceto che proprio di gioiosi che hanno una vita bella. La gioia non può diventare ferma: deve andare. La gioia è una virtù pellegrina.
.. Il cristiano canta con la gioia, e cammina, e porta questa gioia. E’ una virtù del cammino, anzi più che una virtù è un dono:
è il dono che ci porta alla virtù della magnanimità. Il cristiano è magnanimo, non può essere pusillanime: è magnanimo. E proprio la magnanimità è la virtù del respiro, è la virtù di andare sempre avanti, ma con quello spirito pieno dello Spirito Santo. E’ una grazia che dobbiamo chiedere al Signore, la gioia".

Inoltre, ad es.

dalle lettere di Santa Teresa di Calcutta

"Un cuore gioioso è il normale risultato
di un cuore che arde d'amore.
La gioia non è semplicemente una questione di temperamento,
è sempre difficile mantenersi gioiosi:
una ragione di più per dover cercare di attingere
alla gioia e farla crescere nei nostri cuori.

La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore.
E più dona chi dona con gioia.

Ai bimbi e ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono soli,
donate loro sempre un gaio sorriso;

E il modo migliore per dimostrare la vostra gratitudine
consiste nell'accettare ogni cosa con gioia.

Se sarete colmi di gioia, la gioia risplenderà nei vostri occhi
e nel vostro aspetto, nella vostra conversazione e nel vostro appagamento.
Non sarete in grado di nasconderla poiché la gioia trabocca".

Roberta

FIDES ha detto...

Grazie Tripudio e Roberta perché siete riusciti ad esprimere benissimo ciò che volevo dire nel mio precedente commento. FIDES

Michela ha detto...

Mi è venuto un dubbio, so di muovermi sulle sabbie mobili, ma d'altra parte nel momento in cui si decide di rivelare al pubblico i pensieri di una persona considerata già santa, la si espone al giudizio critico.
Anche Carmen sembra disturbata da un punto di vista psicologico. Il suo percorso umano non è caratterizzato dalla conversione, che in qualche modo dovrebbe essere qualcosa che caratterizza tutta la vita di una persona, ovvero una scelta di fondo che ad un certo punto si fa, che non preserva dal peccato o dai dubbi, ma che dà quell'equilibrio di fondo che avete ben espresso con i riferimenti alla gioia cristiana.
Invece qui vedo una persona con disturbi dell'umore, con scatti di rabbia, con un profondo dolore interiore ed incapace di empatia.
Non si tratta di malattia mentale, la quale lascia la persona cosciente dei suoi pensieri disturbati, ma di un problema di struttura della personalità che rende la persona inconsapevole delle proprie dinamiche interiori.
Il dolore profondo e irrisolvibile è un segnale di qualcosa che non va. E' come se Carmen avesse costruito un cammino a modello delle sue ansie e aspirazioni per cui da una parte ci si tormenta per le proprie miserie e mancanza di fede e poi si cerca una risoluzione nella esplosione di gioia nel banchetto eucaristico e in misura minore nelle 'agapi'.
Le persone con disturbi di personalità possono essere anche molto affascinanti ed interessanti. Ci si accorge che qualcosa non va per quel senso di malessere che resta dopo averle incontrate.

Anonimo ha detto...

Sì Michela, per me entrambi gli inizatori hanno seri problemi patologici di DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA', associato ad ansia e depressione.DAVID

Nicola ha detto...

@Michela

Sono d'accordo.
Carmen era una persona con dei disturbi della personalità anche piuttosto evidenti: alternava momenti euforici a momenti di profonda depressione, con frequenti scatti d'ira che si sfogavano, guarda caso, sui membri più deboli della comunità (come fa notare l'articolo, i "grandi contribuenti" del Cammino non sono mai stati vittime delle sue sfuriate!).
Purtroppo, anziché cercare le cure necessarie, ha costruito un "movimento" religioso (se così possiamo chiamarlo) in cui ha potuto dare libero sfogo a tutte le sue problematiche. Un ambiente in cui i suoi problemi d'umore potevano scatenarsi senza freni, e sarebbero stati presi come esempio di "personalità enigmatica ma santa". Un ambiente in cui avrebbe potuto far esplodere i suoi scatti d'ira, senza preoccuparsi che qualcuno potesse reagire. Un ambiente che, purtroppo per lei, ha incoraggiato i suoi problemi anziché risolverli. Un ambiente che, anziché lenire le sue sofferenze, le ha accentuate, come del resto succede sempre quando i problemi interiori si incoraggiano anziché risolverli.
E tutto giustificato con la frase "molti santi avevano un caratteraccio". Sì, è vero, molti santi avevano un carattere un po' scorbutico e scostante, ma questo non è sinonimo di malattia mentale: c'è una bella differenza.

In più, scusate se mi intrometto con la mia ignoranza nel campo, ma non credo che per essere beatificati o santificati sia sufficiente tenere dei diari in cui si scrive "Gesù quanto ti amo, Gesù quanto soffro, sei la mia Vita, non mi abbandonare". Un comportamento del genere può essere indice di una fede molto forte, ma da qui alla santità ne passa!!!!

(P.s.: ho detto che quelle frasi possono essere indice di una fede molto forte, ma nel caso di Carmen, credo che fossero piuttosto un grido d'aiuto di cui nemmeno lei era consapevole: purtroppo, soffriva per dei grossi problemi personali, e invece che ricorrere alle cure necessarie, si limitava a pregare. Questo non significa che la preghiera sia inutile, ma essere cristiani significa SIA affidarsi al Signore SIA adoperarsi con tutte le proprie forze per risolvere una situazione. Ricordo una frase, mi pare di Paolo VI, che diceva "pregare e confidare in Dio come se tutto dipendesse da lui; adoperarci e lavorare con le nostre forze come se tutto dipendesse da noi").

Lino ha detto...

Michela ha detto: "Il suo percorso umano non è caratterizzato dalla conversione, che in qualche modo dovrebbe essere qualcosa che caratterizza tutta la vita di una persona, ovvero una scelta di fondo che ad un certo punto si fa, che non preserva dal peccato o dai dubbi, ma che dà quell'equilibrio di fondo che avete ben espresso con i riferimenti alla gioia cristiana".

Condivido, come sempre i tuoi commenti. In aggiunta - occorre che lo sottolineamo - ci troviamo a discutere di una persona che narrò di forti esperienze, di visioni: "Una delle grazie più forti che ho avuto è stata a Ein Karem: io pensavo di fondare, con alcune amiche, un’associazione nuova, un movimento, ma ho sentito dalla Madonna 'No … è la Chiesa: Benedetta tu fra le donne, sarà la Chiesa'...".
Ora una grazia del genere quanti credenti l'hanno ricevuta? Una simile esperienza - "che non preserva dal peccato o dai dubbi", come hai scritto - dovrebbe riempire di gioia una vita, altro che "dolore profondo e irrisolvibile". E qui ritorno al mio amico don Lino, del quale raccolsi le confidenze che ho sempre tenuto per me, che nemmeno nel mio libro sul Santuario ho narrato (don Lino fu un ingegnere chiamato a progettare quel Santuario: lo progettò, ne diresse i lavori, diede le dimissioni dalla multinazionale per la quale lavorava, si fece sacerdote, divenne il Rettore del Santuario e ora nel Santuario riposano le sue spoglie mortali): non solo era gioioso ma "soltanto a guardarlo negli occhi, ti riempiva di gioia".

Lino ha detto...

P.S.
Aggiungo, per chiarezza ma anche perché per me don Lino è un termine di paragone: tenni le sue confidenze per me perché lui non ne voleva la diffusione. In molti certe esperienze le vivono discretamente, le tengono per se stessi, per una sorta di pudore, di umiltà verso il prossimo. Nel caso dei fondatori del Cammino, anche a voler dare loro credito, l'esibizionismo è esorbitante, sfocia nel marketing della propria persona, induce al culto della personalità.

roberta salerno ha detto...

@Michela,

secondo me non è da sottovalutare la tua osservazione, io di Carmen non posso dire molto, non avendola conosciuta ma solo ascoltata alle GMG, dove capivo veramente poco di quello che diceva, se non gli scambi di battute con Kiko che mi sembravano fatti apposta per suscitare “simpatia” e maggior attenzione.

L’unico discorso che ho letto di Carmen è quello segnalato in qsto blog (ora non ricordo esattamente dove) in cui parlava del suo percorso che l’ha portata all’abbandono della sua giovanile devozione all’Eucaristia, e questo, come dici tu, non è un percorso di conversione ma piuttosto mi sembra una “regressione” .. aveva tutto (Gesù Eucaristia) e l’ha abbandonato, ha lasciato un “di più” per avere un “di meno”.

Mi sembra importante quello che tu dici: “E’ come se Carmen avesse costruito un cammino a modello delle sue ansie e aspirazioni per cui da una parte ci si tormenta per le proprie miserie e mancanza di fede e poi si cerca una risoluzione nella esplosione di gioia nel banchetto eucaristico e in misura minore nelle agapi”.

“COSTRUITO UN CAMMINO A MODELLO..”: proprio questo è forse l’inizio di tutto, essa ha riversato i suoi problemi interiori sugli altri, avendo capacità, persone che l’hanno aiutata e mezzi per poterlo fare.
Nelle “comunità” così create è chiaro fossero attirate persone ( e voglio condividere la mia exp personale) che, come me, avevano problemi esistenziali e sofferenze psicologiche irrisolti.
CONTINUA

roberta salerno ha detto...


CONTINUA

Certo non dico che tutti coloro che entrano nel cammino lo facciano per questo, qualcuno sarà senz’altro spinto dal desiderio sincero di approfondire e vivere meglio la fede, ma per me non è stato così.

Io non l’ho fatto per motivazioni di fede o “religiose”, avevo solo desiderio di “stare in un gruppo” per trovare 1 risposta alla solitudine e all’incapacità di affrontare la vita:
quando mi sono trovata davanti alle promesse di avere “fratelli e sorelle”, di poter superare tutte le mie paure , di essere in un luogo dove finalmente anch’io avrei avuto il “mio posto” .. mi sembrava di aver trovato l’America! Come potevo resistere a questa suggestione?
Ora lo so come, se solo mi fossi fidata di più del Gesù che già avevo incontrato durante gli anni dell’università, se solo avessi cercato in Lui la risposta alla mia solitudine … invece mi si è presentata questa “soluzione a buon mercato” e l’ho colta.
Anche altre persone che conosco sono state attirate dal cammino perché sembrava 1 possibilità di riscatto dalle angosce accumulatesi nella famiglia d’origine fin dall’infanzia.

Forse l’unica differenza tra noi e Carmen è che noi non siamo andati a rovinare anche la vita di altri!

Nessuno dei benefici che mi aspettavo c’è stato frequentando il cammino, anzi, c’è stato un peggioramento perché gli aspetti negativi del mio carattere e miei tormenti interiori non si sono modificati ma “fossilizzati” mentre continuavo a partecipare, in “parallelo” col mio vero “io”, a riti, canti, agapi, giri d’esperienze che nulla avevano a che fare con una vera “comunicazione con l’altro” perché erano solo monologhi che cadevano nel vuoto, senza dialogo, senza confronto … senza NESSUN CAMMINO, nessuna dinamicità, nessun progredire, solo una enorme STATICITA’, ripetitività, formalismo.

Forse una sola cosa positiva posso attribuire al CN, quella di avermi disgustato a tal punto da farmi gridare “Signore salvami” . . di avermi fatto ricordare gli insegnamenti di mio nonno, il quale, senza mai aver messo piede dentro una chiesa mi aveva insegnato tutto ciò che più conta: l’onestà, la solidarietà, l’amore per la natura, il desiderio di cercare la bellezza e la Verità. Mio nonno non ha mai nominato la parola Dio o Gesù ma mi ha trasmesso la fede! Da bambina, ho capito che Dio c’è guardando lui che aveva le lacrime agli occhi mentre contemplava la bellezza delle montagne rosse al tramonto … quello sguardo da solo vale più di tutte le catechesi messe insieme di qualsiasi Kiko, Carmen o altri.

Il Cammino Neocatecumenale? Se lo conosci lo eviti!

Chiedo scusa a tutti se questo intervento è stato 1 po' troppo introspettivo, spero di non aver infastidito nessuno … deve essere l’ “effetto diario”! :)

Roberta

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Pax: ottimo.
Il lapsus di Kiko poi è strepitoso. Un medico per curare la mistica "notte oscura"!
Lapsus o ignoranza assoluta?

In attesa di leggere con calma i commenti, un paio di considerazioni:

1) per un processo di canonizzazione occorrono le testimonianze, ma non solo quelle a favore, ma anche quelle che porta l'"avvocato del diavolo". Bene: una sola testimonianza come quella in cui Carmen dice al seminarista che NON deve ubbidire a Vescovo, ma a lei e a Kiko, e automaticamente salta la canonizzazione. Anche perché pare non esista traccia di un suo pentimento al riguardo.

2) Possibile che i camminanti non capiscono che tutti questi SFORZI UMANI per essere approvati, lodati, esaltati, non possono venire da Dio? Chi ubbidisce ubbidisce e basta. Attenzione, perché chi si innalza sarà abbassato

zagor58 ha detto...


una domanda :

se per un qualsiasi motivo (e non auguro) la "sora carmen" si trova già a cena con gli " angeli ribelli" a cosa servirebbe una eventuale canonizzazione?
Credo che un " ripescaggio" sarebbe impossibile e una canonizzazione potrebbe far "indiavolare" di più i padroni di casa .
Mi risulta ,e qualcuno mi corregga se sbaglio, che il giudizio avviene quasi immediatamente alla dipartita.

Anonimo ha detto...

@Roberta Salerno
mi ritrovo molto nella tua esperienza,anche io,come te non sono entrato per approfondire la conoscenza di Dio,ma per trovare un posto dove non sentirmi a disagio e non aver paura di nascondere le mie paure,invece...rispetto a quando sono entrato le mie frustrazioni sono aumentate e anche le mie insicurezze,in più ho perso fiducia in Dio e non credo che possa aiutare perché il suo silenzio fa tanto male!
Il cammino è il male ed io sono stanco di un mondo in cui Dio non fa nulla e anzi pretende a chi subisce anche di perdonare!
Questi sono i frutti del cammino,complimenti alla Chiesa e a Dio per il loro silenzio!
Grazie Roberta per la tua esperienza,si vede che sei una persona che ha sofferto molto e anche molto sensibile!
Ex fratello

Pax ha detto...

Scusate, sottolineo varie cose che mi hanno fatto riflettere negli ultimi commenti:

È vero, Michela, queste persone con disturbi possono anche essere affascinanti, ma ti accorgi che qualcosa non va da quel senso di malessere che ti lasciano addosso, dopo averle incontrate.

Continua Nicola, nel suo commento, che, purtroppo, invece di cercare le cure mediche appropriate al suo problema, Carmen ha contribuito a fondare un Cammino, una realtà nella quale i suoi problemi di umore potevano scatenarsi senza freni.
Con la ovvia conseguenza che...
Lungi dal trovare le vie per una guarigione, Carmen, negli anni è solo peggiorata e le sue instabilità sono state prese ad esempio da chi - come abitualmente succede in questi contesti - si sforzava ogni giorno di somigliarle, di imitare i suoi esempi di "santità di categoria superiore".

A questo proposito voglio ricordare una cosa:
quante persone entrate nel cammino e afflitte da problemi evidentemente patologici, che andavano affrontati con l'aiuto di un medico, sono state scoraggiate, confondendo malattie della psiche con peccati, col risultato atroce di riempire solo i malcapitati di infiniti sensi di colpa, inchiodati, come erano, alla loro impotenza!
Quelli che decidevano ugualmente di rivolgersi ad uno psicologo o neurologo venivano accusati di idolatria, gli si diceva che il loro problema era che non credevano al Kerigma, che non guarivano perché non avevano fede nel potere dell'ascolto, oggi aggiungiamo, DEL POTENTE CAMMINO.

Alcuni sono rimasti, così, irreversibilmente rovinati.

Bella la citazione:
Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te. ( Sant' Ignazio di Loyola )
Questa la vera santità, segno di VERA umiltà, non del pappagallesco ipocrita:
"Pregate per me, che sono un peccatore" di cui Kiko si rimpie la bocca, ma il suo cuore è pieno di superbia e dà ad intendere a chi lo segue che EGLI È ONNIPOTENTE.

Precisamente quello che testimonia Roberta, quando dice - lei che ha sofferto di tormenti interiori in prima persona - che in questa esperienza kikiana/carmeniana non si apre nessuna prospettiva di un cambiamento, i problemi profondi, piuttosto, "si fossilizzano".
È precisamente così! Quanti possiamo testimoniarlo? Ora che, guardandoci indietro, abbiamo l'obbiettivita per analizzare tutto ciò che abbiamo vissuto?

"NESSUN CAMMINO, nessuna dinamicità, nessun progredire, solo una enorme STATICITA’, ripetitività, formalismo."
Sono completamente d'accordo.

Pax


Michela ha detto...

Roberta
ti ammiro per la sincerità con cui hai scritto di te.
Ritenevo che la mia famiglia non fosse stata un buon esempio per me e sono entrata nel cammino pensando che lì avrei trovato dei buoni insegnamenti su come essere padri e madri. Poi l'idea di essere chiamati a cose grandi, il sostegno del gruppo e comunque il fatto di essere in un ambiente religioso e quindi 'buono' ha fatto il resto. In questo senso non credo ai cosiddetti 'piccoli del cammino'.
Abbiamo avuto tutti dei motivi molto umani per seguire il pifferaio magico così come lui ha saputo far leva sulle nostre debolezze.

Verissimo che nel cammino non c'è nessun cammino, quell'incapacità nell'affrontare la vita è stata funzionale per tenerci agganciati, immobili, anzi 'installati' per usare un termine caro ai neocat.

Michela ha detto...

Ad ex-fratello
le tue parole mi fanno pensare ad Etty Hillesum che in attesa di partire per il campo di sterminio rimproverava nei suoi scritti quelli che davano a Dio la colpa di tutto quel male. La colpa è dell'uomo, non di Dio.
Come tu dici abbiamo cercato un nido caldo e abbiamo trovato quello che cercavamo. Ma dietro c'era anche una ricerca più o meno sincera, più o meno velata di Dio. E abbiamo trovato anche Dio, certo è stato ed è doloroso troncare con l'errore, ma è giusto così. Non è colpa di Dio se il peccato ti ripaga con la sofferenza o se come sembra sia il tuo caso, la ricerca di Dio può essere dolorosa. Non basta dire o fare la cosa giusta e Dio compare e ti aiuta come si insegna nel cammino.
Siamo cresciuti e non abbiamo più bisogno del cammino. Ci avevano promesso che saremmo diventati adulti nella fede e in qualche modo ciò è avvenuto: questo vuol dire, per noi ex, che impareremo a convivere con la luce e con le ombre, e che la zizzania e il grano buono non stanno solo all'esterno ma anche dentro di noi.

l'apostata ha detto...

@ Zagor58

"se per un qualsiasi motivo (e non auguro) la "sora carmen" si trova già a cena con gli " angeli ribelli" a cosa servirebbe una eventuale canonizzazione?

Servirebbe a far traslocare la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) e a far cessare lo stato di agitazione all'inferno.

Poco prima del trapasso, nell'eventualità, il sindacato di base dei tentatori ha iniziato uno sciopero selvaggio. Secondo loro le pene dell'inferno sono quelle previste nelle Scritture, e aggiungere anche la presenza in eterno della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) sarebbe stato un comportamento antisindacale inaccettabile.

Il fuoco, lo zolfo bollente, ogni specie di pena, vabbè, è nel contratto. Ma pure quella proprio no!

Comunque noi tutti da bravi religiosi naturali e cristiani della domenica, nel nostro stupido buonismo, sappiamo che Nostro Signore vuole la salvezza di tutti.
Perciò ci auguriamo che anche la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) sia salva.

Magari tutt'al più in purgatorio, e come pena l'imparare a memoria il Catechismo della Chiesa Cattolica stando in ginocchio sui Mamotreti davanti a un tabernacolo.

Pax ha detto...

@ Pietro (NON del Cammino)
Ha scritto...
1) per un processo di canonizzazione occorrono le testimonianze, ma non solo quelle a favore, ma anche quelle che porta l'"avvocato del diavolo". Bene: una sola testimonianza come quella in cui Carmen dice al seminarista che NON deve ubbidire a Vescovo, ma a lei e a Kiko, e automaticamente salta la canonizzazione. Anche perché pare non esista traccia di un suo pentimento al riguardo.
______________

In realtà qui parliamo di seminaristi, anche, ma soprattutto dei presbiteri dei Redemptoris Mater.
Non solo non c'è traccia di alcun pentimento, ma questo è il modo di gestire il controllo sui "presbiteri" del Cammino.
Tanto consolidato, che chiunque può testimoniare che questo è il modo di appellare i preti ordinati nei R.M., non solo da parte di Carmen, ma, PARTENDO DAL SUO LIMPIDO ESEMPIO, di tutti i capibastone che controllano il territorio, in nome e per conto dalla compianta e del suo compagno di evangelizzazione di una vita, lasciando dolorose ferite incurabili nella coscienza dilaniata degli sventurati messi in cotanto conflitto.
Ci sono esempi famosi, che si sono consumati in dolorosi e irreversibili addii, strascichi infiniti di polemiche, riletture della storia scritta in seguito per salvare una faccia che dovrebbero solo nascondere sotto terra, da Fabio Rosini - conosciutissimo - a infiniti altri, meno noti.

Pax

Anonimo ha detto...

Come ho sempre fatto nella mia vita mi sono sempre assunto le mie responsabilità quando sbaglio, e ammetto che non credo in un Dio che ci vuole veri e prenderci le nostre responsabilità e lui che è il perfettissimo da la colpa di tutto a noi uomini,che lui ha creato in teoria..capisco quello che dici,ma non credo più in Dio e alla sua esistenza
Ex fratello

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Non ho letto le annotaciones di Kiko, né i diari di Carmen, ma da quel poco che in queste pagine è stato riportato mi sembrano talmente scontati da risultare banali o quantomeno inutili a livello spirituale.

A chi paragona Carmen a Santa Teresa d'Avila, rispondo: hai mai letto qualcosa di Santa Teresa? La DOTTRINA trabocca da tutte le parti, tanto che a me rimane difficile leggere troppo perché poi non metabolizzerei tutto. Le opere di Santa Teresa mi scottano sulle mani e dopo un po' per me è bene posare il libro, tanto è bello e profondo.
Non so se ho reso quello che voglio dire.

Ma anche volendo ammettere che Carmen abbia scritto veramente quelle cose, cosa vogliono dire frasi come "soffro tanto perché non sento Dio vicino" se poi non ne scaturisce un'esperienza originale o una dottrina originale compèatibile con quella della Chiesa?
Frasi come questa di Carmen l'ho sentita tante volte da tanti cristiani della domenica, ma se non trasmettono una dottrina sono solo uno sfogo.
Un diario inteso come una semplice cronaca di fatti.
Che considerazioni ha fatto Carmen? Che conclusioni ha tirato? Che ha capito di nuovo che vale per tutti i credenti?

Ripeto: può darsi che mi sbagli perché i diari di Carmen non li ho letti, se non qualche frase riportata, ma se ciò che è stato riportato rappresenta una "chicca" della sua opera, allora dico subito che a me stuccherebbe anche fosse autentica.

A mttersi giù in una serata ognuno potrebbe scrivere 20-30 pagine di un "diario" simile che, se fossero poi messe in mano ai camminanti come scritte da Carmen, otterrebbero il massimo del gradimento.

Un po' come i falsi di Modigliani.

fab ha detto...

Comunque sottolineo che la risposta al male che da la Chiesa (vedi il ccc) è insoddisfacente e non mi piace quando si ricorre alla formula del mistero. Peggio ancora la posizione dei nc che inquadrano il male come castigo per presunti peccati

roberta salerno ha detto...


@ Ex fratello

Lo abbiamo detto entrambi e con noi anche altri, che non siamo entrati nel cammino per approfondire la conoscenza di Dio, ma lasciami dire che se ne sono uscita è stato invece proprio per questo motivo.

Perché mi sono resa conto che in realtà Dio lo cercavo, lo desideravo, cresceva sempre più il mio bisogno e il mio desiderio di rapporto con Lui. E’ un’esigenza della persona umana, non ce la possiamo strappare via a scelta, possiamo solo scegliere di non ascoltare questa esigenza, soffocarla con la volontà , come uno che sta morendo di sete può scegliere di non bere .. ma perché dovrebbe farlo?
Tu ti sei spiegato bene ( almeno mi sembra di aver capito, se non è così ti chiedo scusa in anticipo) praticamente dici che l’acqua non c’è … ma non pensi che se non ci fosse l’Acqua non ci sarebbe neanche la sete?

Tutto nella creazione ha un senso e una ragionevolezza e la persona umana non fa eccezione.

Allora mentre io ero là dentro e sentivo sempre nominare Gesù Cristo sempre nelle stesse “frasi fatte” , sempre nello stesso tono di ostentata sicurezza di chi “sa come si vive” …. dentro di me ragionavo e pregavo “Signore dove sei?” , perché qui NO.

E proprio questo dissi ai catechisti quando andai a comunicare che avevo GIA’ deciso di abbandonare il cammino:

“non vi sto chiedendo nessun consiglio ma solo vi ringrazio (di cosa poi li ringraziavo ora non so dire!) ma questo cammino non fa più per me perché ho desiderio di avvicinarmi al Signore e qui invece lo sento sempre più lontano”.

La loro risposta fu di leggermi il Vangelo dei dieci lebbrosi, che poi mi spiegarono così: “Tu volevi sposarti, sei venuta nel cammino, hai ottenuto ciò che volevi e ora abbandoni il cammino … i nove lebbrosi furono ingrati”.

Io neanche ho capito subito perché hanno tirato fuori quella cosa lì e a dir la verità non me ne importava niente, ero troppo felice di aver fatto un passo in avanti nella mia ricerca.

Certo hai ragione al cento per cento che il silenzio di Dio fa tanto soffrire, ma non è meglio soffrire per una buona causa che per un inganno o un’illusione? E quale causa è più importante che cercare Lui, che è il senso di noi ?
Non si è mai arrivati nella ricerca, non si arriva mai “al possesso” di Ciò che si cerca, perché non è da possedere, è da incontrare e non una volta per tutte, ma ogni volta di nuovo .. si è sempre in cammino, quello vero, non va smessa la ricerca , la sete ha bisogno di essere soddisfatta.

Sai, quel Vangelo di cui ha parlato Lino ieri, di Gesù che dorme sulla barca , mi sembra la fotografia della nostra situazione: spaventati, angosciati, stanchi, impotenti .. ma Lui è qui con noi, non importa se parla o tace e ai nostri occhi sembra dormire, la cosa che conta è che Lui c’è, non solo per chi ci crede, Lui c’è .... e raccoglie ognuna delle nostre lacrime.

Mi sembra importante anche quella cosa che hai detto del “perdonare”, magari un ‘altra volta vorrei parlarne perché ci sarebbe tanto da dire anche su NC e perdono.

Continui a scrivere vero? Mi farebbe piacere.

Grazie

Roberta

Michela ha detto...

fab ha detto...
Comunque sottolineo che la risposta al male che da la Chiesa (vedi il ccc) è insoddisfacente e non mi piace quando si ricorre alla formula del mistero. Peggio ancora la posizione dei nc che inquadrano il male come castigo per presunti peccati


Immagino che tu stia parlando del male in generale, ma riferendoci al cammino non possiamo non pensare al mistero del male. Non esiste nessuna normale esperienza religiosa che abbia avuto tanto successo come il cammino. Non ci sono testi pubblici, non si sa cosa viene detto negli scrutini, ma viene accolto in moltissime diocesi e vanta appoggi importanti e nonostante la segretezza non ha mai subito un vero stop. E' riuscito ad aggirare tutte le legittime richieste della gerarchia. E' un esempio di successo mondano. La vita dei santi è stata messa alla prova con incomprensioni e difficoltà poste proprio da uomini di chiesa. Gesù non ha promesso ai suoi piazze affollate e fiumi di denaro.
Qui c'è qualcosa di 'strano'....

Anonimo ha detto...

Certo, continuerò a scrivere :) forse la mia rabbia verso Dio è proprio la voglia di incontrare il vero Dio,non quello che con errori mi hanno presentato in comunità! Grazie a te ed a tutti,anche a Michela che non ho ringraziato in precedenza per una sua risposta a me.
Ex fratello

Pax ha detto...

@ Michela delle 15:39

Ha detto:
Roberta
ti ammiro per la sincerità con cui hai scritto di te.
Ritenevo che la mia famiglia non fosse stata un buon esempio per me e sono entrata nel cammino pensando che lì avrei trovato dei buoni insegnamenti su come essere padri e madri. Poi l'idea di essere chiamati a cose grandi, il sostegno del gruppo e comunque il fatto di essere in un ambiente religioso e quindi 'buono' ha fatto il resto. In questo senso non credo ai cosiddetti 'piccoli del cammino'.
Abbiamo avuto tutti dei motivi molto umani per seguire il pifferaio magico così come lui ha saputo far leva sulle nostre debolezze.

Verissimo che nel cammino non c'è nessun cammino, quell'incapacità nell'affrontare la vita è stata funzionale per tenerci agganciati, immobili, anzi 'installati' per usare un termine caro ai neocat.
________________

Ho ripreso questo commento di Michela perché sento il bisogno di chiarire, in base alla mia esperienza, alcune cose.
Per me la delusione che mi ha, pian piano, consentito di prendere coscienza dell'inganno Neocatecumenale è stata quella legata, come dice Michela, al rendermi conto che il cammino tutto era fuorché un "cammino".
Ho avuto l'impressione, che sempre più si è trasformata in certezza - questo da metà percorso in poi, diciamo dalla Traditio in poi -, che fosse iniziata una involuzione penosa, fino all'incistamento, scusate il termine strano, ma rende bene l'idea.
Questo portava ad una sola cosa che io chiamo "il tradimento delle promesse".
Non comprendo cosa si intende per: non credere ai cosiddetti "piccoli del cammino".
Io definisco così coloro che hanno ascoltato la predicazione con cuore sincero, da una parte, rassicurati, dall'altra, dal fatto che la parola veniva annunziata nelle Parrocchie: era Parola della Chiesa.
Penso anche che, per un suo disegno, il Signore ha guidato Lui è Lui solo questi piccoli, perché SOLO IL SIGNORE SCRUTA I CUORI, e dà a ciascuno secondo i suoi desideri più profondi e veri.
Questa la mia esperienza, se così non fosse avrei rischiato la pazzia, scoprendo di essere stata ingannata non da uomini con doppi e tripli fini, ma da Dio stesso.
Questa sola certezza mi ha preservato dal terribile destino di perdere, con la fiducia negli uomini, la fiducia in Dio, trasformando la crisi col Cammino Neocatecumenale, in una crisi più profonda con Dio, perdendo la Fede.
Invece, pur stando nel Cammino per trenta anni, con il ruolo di catechista, mettendo in questa esperienza tutta la vita, tutto di tutto, mai mi sono sentita abbandonata dal Signore, sempre ho sentito la sua presenza, il suo sostegno, LA SUA ETERNA FEDELTÀ.
Non so se riesco a spiegarmi.

Certamente nel Cammino ci si sente chiamati a cose grandi, ma questa, di per se' non è una cosa cattiva, quando per un grande ideale uno è capace di fare grandi rinunce. È anche "umano", ma aggiungerei legittimo fare scelte che appaghino e rendano felici nella vita.
Però, per me, i "piccoli", benedetti dal Signore - perdonatemi questo ho sentito io - sono quelli che, una volta scoperto l'inganno, hanno avuto il coraggio di abbandonare tutto. Lasciarsi dietro le spalle un'esperienza sbagliata che pure, lo so molto bene, ti riempie di gratificazioni, di consensi, di un seguito di persone, delle quali tu sei stato catechista, e che ti venerano come il profeta della loro vita.

Non so cosa intendi, Michela, quando dici che non credi ai "piccoli", ma per me, ogni volta che lo leggo, è come una pugnalata.
Quella è la mia identità, ciò che qualifica quanto ho vissuto al seguito del "pifferaio magico".

Pax

roberta salerno ha detto...


Scusate Pax e Michela se mi permetto di intervenire, solo per dire come ho capito io questa frase e chiedere se ho capito bene.

Non mi sembra Pax,
che sia riferita a chi, come te, si è impegnata per tanti anni nel cammino animata da una desiderio sincero di fare la volontà del Signore .. conosco anch'io persone che lo hanno vissuto così e infatti ora, proprio come te, ne sono uscite e continuano ad amare il Signore, riconoscendo che sempre sono state sorrette e guidate da Lui.
Il primo catechista che ho ascoltato mi ha attirato proprio perchè si esprimeva con un atteggiamento di grande carità .. ed infatti poi anche lui ne è uscito.

Forse la frase intendeva riferirsi a chi, ancora agli inizi, "giovane" di cammino, entra in comunità per le motivazioni che avevo detto io, cioè non per motivazioni di fede, ma psicologiche, puramente "umane", per solitudine o difficoltà ad affrontare la vita ma giustifica questa sua scelta dicendo che lo ha fatto per "stare più vicino al Signore".

Pax, ti ammiro molto, quello che hai fatto e stai facendo è di estrema importanza,
come, agendo con buona fede e sincerità hai fatto del bene a tanti quando eri "catechista", ora continui a farlo; capisco sia causa di grande sofferenza e sono sicura che il Signore te ne renderà merito
e spero che sia un ESEMPIO per altri nella tua psizione, che lo possano seguire!

Michela, scusa non è assolutamente che ho voluto rispondere al tuo posto ... grazie.

Roberta

Valentina Giusti ha detto...

A proposito di "piccoli del cammino", in questa categoria credo rientrino tutti coloro che credono ed hanno creduto ai catechisti in modo semplice e direi quasi innocente, per quanto non del tutto incosciente, quindi con qualche piccola responsabilità personale.
Tutti coloro che sono diventati catechisti, ai quali comunque non si può non riconoscere buona fede, non a tutti certo, ma a molti, direi che non possiamo più definirli dei piccoli, perché, chi più chi meno, hanno avuto un ruolo attivo e spesso anche direttivo all'interno della struttura del CNC.
Quindi, io li chiamerei "medi", se non altro, prendendo spunto dalle classi della scuola materna.
Medi, perché si sono presi la responsabilità di attirare e di condurre i piccoli, e questo è un po' difficile da dimenticare e da annullare.
Chi come te, Pax, è stato catechista, non è un piccolo di certo, ma è per questo che, essendoti resa conto del grande inganno del CNC, sei stata in grado pure di smontarlo a piccoli pezzi, come abbiamo potuto constatare dai tuoi articoli.
Tu fossi stata sempre all'ultimo gradino della scala gerarchica, non avresti potuto dare il contributo di conoscenza e di intelligenza che invece stai dando al blog e del quale ti ringraziamo.

Pax ha detto...

@ Valentina Giusti

Sì, in verità penso spesso a coloro che, per la mia predicazione, sono entrati nel Cammino e, anche per la mia personale testimonianza, hanno riposto in esso la loro speranza, me ne addoloro e prego per loro.

Anche e direi proprio per loro, fino ad un certo punto, ho fatto di tutto per cercare di cambiare, stando dentro, tante cose, SE NON FOSSI STATA CATECHISTA CON LA RESPONSABILITÀ DI TANTE ALTRE PERSONE, molto prima avrei detto addio, senza alcun rimpianto!
Ma poi mi sono resa conto che era impossibile cambiare o influire sulla più piccola cosa:
non esiste alcuna possibilità di confronto, soprattutto non c'è rispetto per chi pur fa una esperienza diretta dei problemi dell'evangelizzazione, cerca di metterli in evidenza, sente in coscienza di dover fare autocritica, ma si trova di fronte i vertici che, ogni problema possibile, lo attribuiscono aprioristicamente "a Vescovi e Parroci" che non CI capiscono, anche quando ciò che si va analizzando riguarda dinamiche distorte interne al Cammino stesso, nelle quali i poveri Vescovi e Parroci non hanno proprio nulla a che fare.

Ma si sa il Cammino, oltre che POTENTE, È PRATICAMNETE PERFETTO SOTTO OGNI ASPETTO, come. Mary Poppins.
Senza nessun margine di errore.
Quanti anni vissuti in una sorda e continua sofferenza!
Poi la decisione di lasciare tutto, questo anche - visto che stando dentro non si poteva fare nulla di più se non piegarsi alla loro dura obbedienza, in forma irrazionale - per dare un "segno" forte proprio a chi, conoscendo la precedente totale dedizione, per forza doveva farsi almeno una domanda: "perché andare via così? Dopo aver vissuto una vita intera al servizio del cammino".
Anche per amor loro, ad un certo punto, diventa doveroso questo atto di denuncia formale e sostanziale.
Non si può stare dentro senza diventare complici di tutto il "sistema cammino" uguale in ogni parte del mondo.
Quelli che contano e comandano, infatti, vengono accuratamente scelti proprio con questo criterio e, se non lo ho spiegato nel post lo spiego ora, questo è il senso oscuro, ma più profondo e vero del mantra carmeniano "VOI DOVETE ESSERE UNITI A NOI!", portatori d'acqua, servi sciocchi, senza cervello, ma soprattutto senza cuore, fedeli esecutori delle rigide e immodificabili direttive poste al servizio ultimo di un "sistema idolatrico".

CONTINUA

Pax

Pax ha detto...

CONTINUA

A proposito di scala gerarchica Gesù ha rivoluzionato tutti i criteri umani.
Ai suoi criteri dobbiamo attenerci!
Io per più di un motivo mi sento a pieno titolo di far parte dei "piccoli" e per nulla al mondo cambierei questo posto, che mi è caro.
Il primo e più importante è che dei piccoli, degli ultimi, che tutti disprezzano, si prende cura il Signore.
I piccoli sono quelli su cui Gesù veglia, sono le pecore del suo gregge, gli agnellini che porta sul petto, che conoscono la Sua voce e lo seguono ( nessun altro seguiranno) e che nessuno può strappare dalla sua mano,
Cosa vuoi che mi importi di essere medio o massimo?

Poi
Gli ultimi saranno i primi.
Se non diventerete piccoli come i bambini non entrerete nel Regno dei cieli.
Lasciate che i piccoli vengano a me, non glielo impedite.

E, quando i discepoli litigavano e discutevano, pensando nella successione di Cristo Re chi di loro sarebbe stato IL PIÙ GRANDE, Gesù disse : " chi di voi vuole essere IL PRIMO E IL PIÙ GRANDE si faccia l'ultimo, il servo di tutti!"

Perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.
La sorte di Kiko non la invidio per nulla!

Pax

Lino ha detto...

Pax ha detto: "Perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato"

Io sono particolarmente impressionato dal numero di foto che costui si fa scattare, in ogni posa possibile e immaginabile, sin dai tempi dai baraccati, dalle fotografie mentre riceve le lauree H.C. fino a quella mentre medita le Scritture in una grotta.
Sarà perché io ho in tedio le fotografie - chiamo a testimonianza mia moglie e i neocatecumenali che vanamente ne ricercano in Google e finiscono per beccare uno con i baffi che non sono io :-), sarà perché appartengo a quella generazione WEB ante-facebook che privilegiava i contenuti testuali e i giudizi di merito sui concetti espressi invece che le appariscenze delle immagini, ma il numero di foto che Arguello si fa scattare e fa diffondere sono il sintomo di un disturbo narcisistico di personalità da curarsi nello studio di un bravo psicologo, anzi di uno psichiatra.

Ruben ha detto...

@Lino
"Sarà perché io ho in tedio le fotografie -"
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Vero Lino,
impietose testimoni, di un passato che non tornerà mai.
Molto meglio il ricordo, modulabile a nostro piacimento, e quindi scevro da ansie e depressioni.