mercoledì 7 agosto 2019

Linee guida contro gli abusi ai minori. Quando potremo leggere quelle del Cammino Neocatecumenale?

È ormai da più di un anno  che il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha chiesto ai Movimenti ed alle Associazioni laicali, su precisa indicazione di Papa Francesco, di dotarsi di un Protocollo, di specifiche Linee Guida per definire moduli di intervento e di protezione, al proprio interno, per i casi di abuso sessuale di minori e di adulti vulnerabili (che cioè abbiano delle difficoltà a difendersi autonomamente da eventuali violenze).

È passato un anno, dicevamo, da quando è stata fatta questa richiesta, e sono vari i movimenti laicali che non hanno presentato questo protocollo, o l'hanno fatto in modo incompleto.

La cosa non ci stupisce assolutamente, visto che, per esempio, il Movimento che seguiamo con particolare interesse da anni, il Cammino Neocatecumenale, si è sempre distinto per il completo disinteresse per la problematica della difesa dei minori dagli abusi ed anzi, si è segnalato per l'attiva tutela dei propri membri accusati, sospettati o anche colti in flagrante abuso nei confronti di chi, per età o per particolari condizioni fisiche e psicologiche, si è trovato ad esserne vittima.

Sappiamo anzi per certo che le indicazioni del Kiko Argüello e dei catechisti a catena sono sempre state quelle di perdonare l'offensore (quando non quella di chiedergli perdono), e, al termine di supersegrete inchieste interne,  i responsabili in capo alla struttura hanno sempre dato indicazione di non denunciare il fatto alla pubblica autorità.

Per questo motivo attendiamo con ansia di sapere quando vedrà la luce il Protocollo contro gli abusi all'interno del Cammino Neocatecumenale e in cosa consisterà.

Riportiamo quindi in primo luogo un articolo sulla recente riunione dei rappresentanti delegati dai vari movimenti presso il Dicastero, consigliando a tutti di leggerlo con attenzione, in particolare ai nostri fratelli e amici neocatecumenali che certamente non sono stati portati a conoscenza di questo obbligo finora disatteso dal Cammino cui appartengono.

Di seguito poi compileremo con i dati del Cammino Neocatecumenale il modello di Linee Guida fornite dal Dicastero Pontificio ai Movimenti, nel quale si chiariscono tutti gli impegni ad attività di controllo, di difesa dei piccoli, di denuncia alle autorità civili ed ecclesiastiche dei propri membri che abbiano perpetrato violenze e abusi.


CITTÀ DEL VATICANO - Milioni di cattolici vivono la loro fede attraverso la loro partecipazione a  movimenti laicali e gruppi cattolici, ma alcuni hanno perso la loro fede quando sono stati abusati sessualmente in questi gruppi e si sono accorti di non avere nessuno a cui rivolgersi.

Mentre di recente l'attenzione del Vaticano si è concentrata sugli abusi sessuali del clero e sulla responsabilità dei vescovi diocesani, ora esso intende  fare in modo che la protezione dei minori sia una priorità anche per i nuovi movimenti e le associazioni laicali.

Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha riunito circa un centinaio di rappresentanti di associazioni e movimenti cattolici per un incontro, il giorno 13 giugno, sulla prevenzione degli abusi e sulle procedure per la segnalazione e la gestione delle denunce.

Il cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero del Vaticano, ha detto ai rappresentanti convenuti che, entro la fine di dicembre, ogni movimento e associazione nella chiesa deve dotarsi di linee guida e protocolli formali per denunciare e prevenire casi di abuso.

I movimenti e le associazioni cattoliche per i laici, a cui è stato dato un riconoscimento ufficiale attraverso il dicastero del cardinale, nel maggio 2018 furono informati della necessità di  stendere una bozza di linee guida contro l'abuso. Troppi gruppi però o non hanno risposto o hanno presentato protocolli inadeguati, ha affermato.

Il cardinal Farrell ha detto che alcuni cattolici in alcune parti del mondo pensano che tenere un altro incontro sulla crisi degli abusi  dimostri che lo scandalo è diventato "una fissazione", "un'ossessione malsana" e "un'esagerazione".

"In verità, la logica della nostra iniziativa è esattamente all'opposto", ha detto. "È l'abuso sessuale, di potere e di coscienza che è un male, un'ossessione malsana e una vera manipolazione che soffoca e frustra anche i migliori piani pastorali, oscurando il bene che la Chiesa realizza".

Lo sviluppo di protocolli è solo una parte del processo di "epurazione" della cultura dell'abuso dall'interno della Chiesa, ha affermato. La Chiesa ha anche bisogno di un "cambio di mentalità" per sradicare il senso di "tabù" che spesso ha portato i sopravvissuti agli abusi a tacere e ha costretto molti laici e laiche a guardare dall'altra parte.

Linda Ghisoni, sottosegretario dei laici del dicastero, ha letto le testimonianze di tre membri anonimi dei movimenti laici che sono stati abusati e ulteriormente danneggiati dal senso di omertà del loro gruppo, un termine che si riferisce al codice di silenzio della mafia.

Tre donne che, appartenenti a diverse associazioni cattoliche di fedeli, proprio lì dove credevano di trovare e vivere la salvezza, sono state vittime di abusi di potere, di coscienza, sessuali. «In queste esperienze di abuso — spiega una di loro — posso dire che è stato seminato nella mia anima e nella mia persona intera qualcosa che è dell’ordine della morte»

Una reduce ha scritto che, sebbene le fosse difficile parlare dell'abuso mentre faceva ancora parte dell'associazione, capiva che il suo "silenzio aggravava la colpa e ostacolava la verità, rendendomi complice del male e del peccato".

Un'altra reduce, che è stata abusata da due preti - uno dei quali avrebbe dovuto aiutarla a riprendersi dal suo primo abuso - ha detto che sentiva di non avere più "accesso a Dio".

Ha anche detto che lei e altri che hanno denunciato gli abusi sono presi di mira da persone che li criticano, tra cui "alcuni vescovi che continuano a ripetere che uno di quei preti è così buono".
Presenti all'incontro, due super catechisti neocat,
defilati ed annoiati, a quanto pare. Sembrano dire:
"Abusi? La cosa non ci riguarda..."

"È un nuovo tradimento che proviene dall'interno della Chiesa", riporta la dichiarazione di una  reduce da abuso. "Queste persone sono, ai miei occhi, lupi ululanti che penetrano nel buio per spaventare ulteriormente e disperdere il gregge mentre dovrebbero essere loro, i pastori della chiesa, che dovrebbero prendersi cura dei più piccoli e proteggerli".

"Ascoltare queste testimonianze di  abuso" ha detto la Ghisoni "non è un modo di indulgere a qualche morbosa curiosità, né un esercizio di pietà, ma coinvolge la nostra onestà e ci porta all'incontro con la carne di Cristo che viene attinta da ferite che, come ha ripetutamente sostenuto Papa Francesco, non scompaiono mai ".

A causa della loro grande influenza sull'identità, la formazione, la crescita e la libertà dei membri, ha detto Linda Ghisoni, i movimenti laici e le associazioni devono avere norme e regolamenti chiari per prevenire gli abusi e consentire ai membri di denunciare senza paura di ritorsioni o esclusioni.

Linda Ghisoni ha messo in guardia proprio i gruppi che vantano una rigorosa ortodossia ed hanno spesso uno stile di gestione autoritario e restrittivo, che esclude i semplici membri dal processo decisionale, diffondendo così "messaggi subliminali che escludono coloro che hanno un atteggiamento critico".

Altri gruppi che non hanno regole ben definite o regole lassiste corrono ugualmente il rischio di creare un ambiente in cui possano prosperare gli abusi sessuali, ha aggiunto.

"Lo vediamo tutti i giorni: le istituzioni e le entità ecclesiastiche che si credeva fossero vicine alla dottrina della chiesa e sventolavano la bandiera dell'ortodossia, oggi sono sotto inchiesta per abuso", ha detto. "L'altro estremo è rappresentato da istituzioni disorganizzate in cui c'è troppa fluidità, non c'è una regolamentazione precisa e, soprattutto, non ci sono chiari punti di riferimento".

Philip Milligan, capo dell'ufficio legale del Dicastero, ha detto che ogni associazione laicale deve creare dei "percorsi chiari per denunciare gli abusi".

I movimenti e le associazioni di laici, ha detto, hanno sei mesi per "assicurarvi che a ogni livello del vostro apostolato e della vita comunitaria, questi percorsi di segnalazione siano chiari, conosciuti e presidiati da personale competente".

I movimenti e le associazioni di laici sono obbligati a rispettare la legge statale, civile e ecclesiastica sulla segnalazione di casi di abuso a funzionari di polizia e alle autorità ecclesiastiche, ha detto.

Milligan ha anche insistito affinché i gruppi capissero il concetto di "adulto vulnerabile" quando c'è una situazione di abuso.

In effetti "l'attività sessuale consensuale tra gli adulti può, a causa dello stato d'animo o della situazione di una delle persone, essere in realtà una situazione di abuso sessuale", ha detto Milligan. Tale abuso, commesso da un prete o da un laico, è punibile secondo il diritto canonico.

"Mentre la Chiesa ha molto, molto altro da fare in questo campo", ha aggiunto," I movimenti laici possono giocare un ruolo fondamentale nel mostrare come rispondere pastoralmente ai reduci da abusi".

I movimenti della Chiesa, ha detto Milligan, "fanno parte del modo in cui la Chiesa, nel suo complesso, cerca di rispettare e prendersi cura autenticamente del popolo di Dio e, così facendo, dà una testimonianza evangelica che rifiuta il peccato e abbraccia la santità".



Modello Linee GUIDA 
(da noi compilato con i dati riferiti al Cammino Neocatecumenale


1. Dichiarazione introduttiva che colloca le linee guida in un contesto di fede.

2. Dichiarazione di adesione all’articolo 3 e all’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia.

3. Dichiarazione di impegno da parte del Cammino Neocatecumenale

Il CNC si impegna a:
curare e allevare, esercitando rispettosamente il proprio ruolo, tutti i bambini, i giovani e gli adulti;
salvaguardare tutti i bambini, i giovani e gli adulti quando sono vulnerabili;
realizzarne comunità sicure e accoglienti che offrano un ambiente amorevole dove sussista una vigilanza informata dei pericoli dell’abuso.

Per questo:
selezionerà attentamente e formerà tutti coloro che abbiano responsabilità all’interno del CNC
risponderà a ogni denuncia d’abuso contro personale del CNC
cercherà di offrire un appropriato supporto di cura pastorale a coloro che abbiano sofferto abusi

4. Oltre alla cura pastorale e supporto, il CNC si occuperà della denuncia alle autorità appropriate, nei confronti di ogni membro della comunità che si sappia aver commesso un’offesa contro un bambino, un giovane o un adulto vulnerabile;


5. Reclutamento sicuro

Le linee guida includono e fanno riferimento a procedure da seguire nel reclutamento di catechisti del CNC.
Papa San Giovanni Paolo II ha detto che “non c’è posto nel sacerdozio o nella vita religiosa per coloro che feriscano i giovani.”
Il CNC  fa propria tale responsabilità e si occupa di verifiche dell’identità e dell’esame delle credenziali dei propri catechisti, con piena condivisione delle informazioni quando un catechista ricerchi il trasferimento da una Diocesi all’altra, da una Nazione all'altra, temporaneamente o permanentemente.

6. Formazione

Il CNC si impegna a fornire ai futuri catechisti una formazione umana e spirituale che sia sana.
Essi saranno resi consapevoli delle loro responsabilità a tal riguardo sia nel Diritto canonico che civile.
Il CNC si impegna a fornire formazione, includendo quella sull’abuso sessuale, a tutti i dipendenti e volontari che lavorino con minori e adulti a rischio in nome del CNC.

7. Rispondere alle denunce d’abuso

Le linee guida includono politiche e procedure per rispondere alle lamentele e alle rivelazioni di abusi all’interno del CNC.
Esse sono basate sull’impegno di stabilire la verità e lavorare tendendo alla risoluzione della situazione in favore delle vittime
Si precisa con molta chiarezza che il CNC si atterrà alle disposizioni normative di legge
Ciò include l’obbligo di denuncia.
Saranno necessarie altresì procedure per tutto il personale laico e i volontari che abbiano accesso a minori e adulti vulnerabili nel corso del loro lavoro per il CNC.
 Si dichiara esplicitamente che eventuali atteggiamenti criminosi verranno deferiti alla polizia o all’autorità preposta.
Si predispongono procedure per investigare anche lamentele non riportate alla polizia – per esempio laddove l’accusato sia deceduto, ed anche se la polizia abbia investigato ma non abbia intenzione di incriminare.
Le procedure investigative saranno solide, decise e trasparenti.
L’esperienza suggerisce che dovrebbero essere coinvolti dei laici di esperienza e abilità appropriate per assicurare l’indipendenza di giudizio.
Il minor ritardo possibile dovrebbe essere frapposto quando una persona desideri incontrare un rappresentante del CNC, e questi incontri dovrebbero essere tenuti in un ambiente che il denunciante consideri accettabile.
La persona che riporti la violenza dovrebbe essere incoraggiata ad avere un accompagnatore di sua scelta nel momento in cui presenti la denuncia.
Una figura di supporto sarà disponibile per coloro che riportino l’abuso, se desiderano averla.
La priorità di questa persona di supporto è il benessere del denunciante e, laddove necessario, della sua famiglia.
Le denunce verranno ascoltate con spirito di accoglienza e fiducia.
Nessuna riserva mentale verrà usata in alcuna interazione con chi riporta l’abuso, sia essa vittima, sopravvissuto o un loro rappresentante.
Ogni promessa di azione o di un futuro contatto fatta a un denunciante avrà un seguito concreto.
Le procedure includeranno misure precauzionali, come il temporaneo ritiro dal proprio incarico dell'offensore.
Gli esiti di ogni denuncia verranno condivisi con i denuncianti, i fedeli e il pubblico.
Il CNC non cercherà di coprire le denunce né di comprare il silenzio di una vittima/sopravvissuto, e che non farà accordi che vincolino le parti alla confidenzialità, a meno che la vittima/sopravvissuto richieda tale riservatezze, e che tale richiesta sia specificata nel testo dell’accordo.

8. Dichiarazione di impegno da parte dei leader del CNC

Ogni serie di linee guida può essere efficace solo quanto lo è l’impegno della leadership che le supporta.
Affinché i membri del CNC e il pubblico in generale possano accettare e credere che il CNC è sincero nel voler creare e mantenere ambienti sicuri per i minori e gli adulti vulnerabili, ogni catechista, supercatechista ma soprattutto il fondatore del CNC afferma il proprio impegno per questo obiettivo.
Senza questa affermazione, le linee guida resteranno solo parole su un pezzo di carta, che, da solo, non renderà i minori e gli adulti vulnerabili sicuri.







45 commenti:

  1. Se saranno obbligati a scrivere "1 pezzo di carta", lo faranno, ipocritamente, come è stato x gli statuti ed altre dichiarazioni adulatrici del Papa e della Chiesa, con già l'intenzione di disattenderlo, il pezzo di carta, continuando a farsi beffe di qualsiasi "linee guida" che vengano dall'esterno della mente di Kiko (è la Chiesa che deve adeguarsi a lui e non viceversa), a farsi beffe delle persone che soffrono.

    Le ipotetiche linee guida immaginate da Valentina hanno qualcosa di comico se pensate applicate al CNC, di TRAGICAMENTE comico:

    "impegno di stabilire la verità e lavorare tendendo alla risoluzione della situazione in favore delle vittime"
    --------
    "Il CNC non cercherà di coprire le denunce né di comprare il silenzio di una vittima/sopravvissuto, e che non farà accordi che vincolino le parti alla confidenzialità"
    ---------
    "Gli esiti di ogni denuncia verranno condivisi con i denuncianti, i fedeli e il pubblico."
    ---------
    È come chiedere a dei narcotrafficanti di vigilare contro lo spaccio ..

    "Il CNC si impegna a fornire ai futuri catechisti una formazione umana e spirituale che sia sana."
    -------
    Questo, secondo loro, già lo fanno! .. solo che qllo che il CNC considera "sano" è INSANO per ogni essere umano e cristiano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Gli esiti di ogni denuncia verranno condivisi con i denuncianti, i fedeli e il pubblico."
      Applicato al Cammino di Kiko...
      ...È come chiedere a dei narcotrafficanti di vigilare contro lo spaccio ..

      Questa è da incorniciare. Cara Roberta. Sarebbe uno snaturamento proprio, un autentico suicidio.

      Pax

      Elimina
  2. Toh chi si vede? il notaio Adelchi di Venezia che ha cercato con note e codicilli di disinnescare gli Statuti, e il presbitero Pasotti che ha curato la redazione dei diari di una Carmen da immaginetta votiva...ma queste linee-guida non dovevano essere un azione pastorale?
    Cosa ci fanno gli azzecca-garbugli del kammino? Si preparano a scrivere un altra panzanata incommensurabile di certo, per far finta di essere ciò che non sono un altra volta.
    Vergognatevi!!!! Meglio sarebbe vi legaste una macina al collo dice NS Gesù.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gli azzecca-garbugli del kammino, mai definizione fu più appropriata!

      Vanno in giro per conto di Kiko cercando la quadratura del cerchio, per riportare tutto, in primis gli eventi avversi, al perseguimento dei loro fini, dei loro piani ben precisi. Altro che "volontà di Dio" che non sanno neanche dov'è di casa e della quale non si fanno alcun problema!
      La volontà di Dio la lasciano tutta ai loro seguaci, salvo l'amara scoperta riservata ai più svegli tra loro che non essa non è altro che LA LORO VOLONTA'. Neanche qui Dio ha alcun ruolo per loro.

      Pax

      Elimina
  3. Repetita iuvant!

    RadioSpada oggi ha ripubblicato un articolo Gli errori del Cammino Neocatecumenale, riprendendolo dalla rivista Sì, sì, no, no di novembre 2017 (PDF) e corredandolo di foto redazionali.

    Purtroppo occorre far notare uno svarione in due didascalie delle foto: infatti nessun Papa ha mai celebrato la "messa kika". A Giovanni Péaolo II, così come a Benedetto XVI, hanno fatto trovare a sorpresa l'armamentario kikiano, e lo hanno zittito per far posto a Kiko. Non è che se il celebrante si ritrova davanti la pagnottona e l'insalatiera e viene sommerso di grattugiata di chitarrelle, diventa automaticamente uno che ha voluto celebrare la "Messa kika".

    Fa bene sempre ricordare che fin dalle primissime denunce di mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986) e p. Virginio Rotondi (1912-1990), precedenti quelle di p. Enrico Zoffoli (1915-1996), le principali eresie neocatecumenali erano ben chiare, ed erano giunte fino alle orecchie di Giovanni Paolo II. Che infatti, già nel 1983, trentasei anni fa, redarguiva i kikos sui loro principali errori liturgici e sul sacerdozio: «...Celebrate l’Eucaristia e, soprattutto, la Pasqua, con vera pietà, con grande dignità, con amore per i riti liturgici della Chiesa, con esatta osservanza delle norme stabilite dalla competente autorità, con volontà di comunione con tutti i fratelli.
    (...)
    Le leggi sono munifico dono di Dio e la loro osservanza è vera sapienza. Il diritto della Chiesa è un mezzo, un ausilio e anche un presidio per mantenersi in comunione col Signore. Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni».


    Quello che resta da capire è l'intreccio diabolico con cui la masnada dei kikos - numericamente piuttosto irrilevante anche negli anni '80 - è riuscita a conservare il favore di Giovanni Paolo II nonostante questi sapesse del porcaio liturgico-dottrinale dei due eretici spagnoli, e nonostante tutte le denunce pervenutegli per oltre vent'anni fino alla sua morte, che confermavano e approfondivano ciò che lui sapeva.

    Padre Zoffoli, devotissimo di Giovanni Paolo II, aveva addirittura scritto più di un libro (Magistero del Papa e catechesi di Kiko: un confronto, edizioni Segno, 1992; Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa, edizioni Segno, 1995). per mostrare le eresie del Cammino basandosi soltanto sugli insegnamenti di quel Papa. Perciò p. Zoffoli riteneva che Giovanni Paolo II per tutta la vita non fosse stato adeguatamente informato delle numerosissime ingiustizie che avvenivano nel Cammino e per il Cammino, e del fatto che i problemi che questi accusava già nel 1983 non solo non erano mai stati risolti, ma erano indizio di un tumore spirituale enormemente più grave.

    L'ingiustificabile presenza della Carmen («...ha libero accesso a Giovanni Paolo II a qualsiasi ora, anche dopo cena quando in Vaticano è sacro silenzio. Se l´ora si fa tarda pernotta nel soffittone, la mansarda che sovrasta l´appartamento pontificio...») potrebbe essere un buon punto di partenza per cominciare a far luce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nota: nel sopracitato articolo di Magister si dice che i neocatecumenali hanno conquistato "un terzo delle parrocchie romane". In tempi recenti il clero romano non kikiano si lamentava che un'ottantina delle 355 parrocchie romane è in mano ai kikos. O nel 1996 il dato era esagerato, oppure la presenza kikiana a Roma è diminuita nel corso di un ventennio.

      Elimina
  4. La sollecitazione della Chiesa rivolta ai vari movimenti e cammini perchè si dotino anch'essi di linee guida, parte da una premessa che sembra messa lì proprio per le denunce che sicuramente sono arrivate numerose in Vaticano e a tanti Vescovi nelle loro Diocesi e ai Parroci sul modo balordo e primitivo di risolvere la questione degli abusi sui piccoli nel meraviglioso c.n.

    Leggo: "alcuni hanno perso la loro fede quando sono stati abusati sessualmente in questi gruppi e si sono accorti di non avere nessuno a cui rivolgersi"

    Proprio questo sempre si verifica nel cammino.

    A Kiko gli sarà preso un colpo al vedersi gettato così al centro della scena!

    "La Chiesa (qui leggi il c.n.) ha anche bisogno di un "cambio di mentalità" per sradicare il senso di "tabù" (tutta la catechesi kerigmatica con cui è stato diseducato e deformato il popolo dei camminanti) che spesso ha portato i sopravvissuti agli abusi a tacere e ha costretto molti laici e laiche a guardare dall'altra parte"

    Che ha portato al trionfo dei violenti che non vanno giudicati in ogni caso, perchè tutti siamo peccatori, non possiamo non peccare, ma Dio ci ama come siamo, non ci giudica e chiede a noi di non giudicarci, ma di credere a questo amore..e se tu che hai subito NON RIESCI A PERDONARE e giudichi il tuo fratello è perchè non sai che tu sei peggiore di lui e il Signore ti farà commettere un peccato più grande, perchè pensi che tu non sei un porco, che non faresti mai certe cose e non ti consideri l'ultimo e il peggiore, solo per te non cci sarà misericordia....

    Adesso con le linee guida, nero su bianco, perchè penso che qualcosa dovranno pur scrivere e i fratelli dovranno pur leggerle e dovranno essere parole comunque chiare, tutta un'altra musica dallo sporco Kiko/Kerigma e dalla lurida "catechesi del fango" e annesso scrutinio.
    (Lino Lista, ti ricordo con infinita nostalgia, come vorrei tu fossi ancora con noi!)

    Io sulla faccia dei due emissari n.c. nella foto, accreditati presso Kiko e mandati in avanscoperta a cercare di far fronte a quaest'altra rogna o tegola che gli è piombata sulla testa, leggo non disinteresse ma preoccupazione "Come ce ne usciamo ora?" Di certo si stanno lambiccando il cervello pensando più o meno così.
    Ma certo! La Chiesa è arretrata, piena di rivestimenti moralistici, non conoscono i primi secoli, la predicazione fresca degli Apostoli, amate i nemici, non resistete al male, non giudicate, perdonate settanta volte, a chi ti percuote sulla guancia destra porgi l'altra...tutto innestato sul loro sconvolgente Kerigma fatto su misura per gente che non vuole compiere alcuno sforzo, abituato ad assecondare le sue più basse passioni che lo aiutano a diventare umile e a divenire un privilegiato che sperimenta l'amore di Dio lui come nessun altro.
    Dice spesso Kiko "Io sono uno schifoso, un peccatore, un traditore, egoista, idolatra, indolente, vizioso ma tu Signore non mi giudichi mai, mi ami sempre e mi dici coraio! coraio!"

    Pax

    RispondiElimina
  5. Molto interessante quest aut aut, e molto interessante che il CNC non si sia ancora adeguato.

    L'ho detto e lo ripeto, nel CNC quello che è maggiormente distorto e maggiormente preoccupante è la loro "teologia del peccato".
    Pecca l'abusatore (non solo sessuale, ma anche psicologico), ma pecca anche la vittima che lo "giudica".
    Ergo, se sei una vittima "cristiana", sei tu che devi chiedere perdono per quella parte di peccato che ti consta. Non preoccuparti dell'abusatore, non è tuo compito. E soprattutto non ritenerti migliore, devi sempre ritenerti ULTIMO.

    Con questo del ritenersi "ULTIMO", si è stravolto tutto il significato di peccato, paragonando anche Gesù, che si ritenne "ultimo", come nel tanto amato dai NC "Inno alla Kenosis".

    Il problema però è che Gesù NON AVEVA PECCATO, quindi, se si riteneva "ultimo" e "gli altri superiori a sé", non era sul parametro del PECCATO.
    Era invece sul parametro dell'importanza: Gesù ritenne gli altri superiori a sé, più importanti di sé, tanto da considerare la sua vita "sacrificabile" per loro.

    Nel CNC invece, demoniacamente, stravolgono questo assunto e fanno credere che il "superiori a sé" e l'essere "ultimo" riguardi il peccato.
    Così il povero camminante, davanti anche ad ogni peggiore scempio a lui rivolto o generale, deve sempre tacere e considerarsi ultimo, cioé, per i NC, peggiore.
    Un conto è essere consapevoli di essere peccatori, un conto è doversi sentire "ultimi" in quanto al peccato.

    Questo contribuisce di giorno in giorno ad abbassare l'autostima, a non sentirsi più figli di Dio, di poco inferiori agli angeli, a immagine e somiglianza di Dio, ma veri figli del demonio, capaci di tutto di più e, davanti alla tentazione, la consapevolezza di essere il "peggiore di tutti" e "non poter non peccare", fa sì che non ci sia mai alcun combattimento, che sarebbe sicuramente perso all'origine, essendo la volontà dell'uomo di resistere alla tentazione solo un misero moralismo, buonismo e legalismo.

    Ecco che allora il neocatecumenale medio, anche quello in buona fede, vive continui sensi di colpa per non "considerarsi il peggiore", perché davanti agli scempi giudica il peccato (magari nemmeno il peccatore) e il parametro che lo guida è sempre al negativo, sempre il peccato, sempre il demonio, mai la virtù ed il combattimento alla tentazione.

    Nel CNC si persegue la convinzione di peccato, non si persegue mai la virtù, parola del tutto inesistente nel CNC, demodé, antica, anticonciliare.

    Questo è pericolosissimo, perché nonostante raramente vi si faccia riferimento, l'impianto NC ti porta a considerarti SEMPRE figlio del demonio, e quasi mai figlio di Dio, di quel Dio che per convertirti a lui ti manda le disgrazie.

    S.O.S. nella Chiesa.
    Come possono stilare le linee guida sugli abusatori, se l'abusatore altro non è che un "poveraccio", che non può non peccare, figlio del demonio, suo signore e davanti al quale bisogna addirittura considerarsi "peggiori"?

    Sarebbe come se Gesù sulla croce si fosse considerato "ultimo" e "peggiore" di chi lo inchiodava, perché più peccatore di loro.

    RispondiElimina
  6. Solo per capire come sta messo il cammino neocatecumenale:
    il movimento dei Focolari ha già licenziato delle nuove Linee Guida per la tutela dei minori (quindi già ne avevano in precedenza), che «ribadiscono i principi generali su cui informare l’attività con i ragazzi e gli adolescenti, l’obbligo giuridico dei responsabili del Movimento di adottare tutte le misure necessarie al fine di evitare che al suo interno si verifichino degli abusi, nonché l’obbligo morale – per tutti gli appartenenti al Movimento – di segnalare i casi di abuso e maltrattamento di cui si viene a conoscenza. La novità è che il testo contempla tutte le forme di abuso, non solo quello sessuale, e i maltrattamenti, lo stalking, il bullismo fra ragazzi».
    Una bella differenza!

    RispondiElimina
  7. Una domanda: perché quella vignetta con Papa Francesco e benedetto XVI ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La vignetta sottolinea la consonanza di idee tra il papa emerito e papa Francesco sul CNC, significativa, viste le posizioni invece divergenti su altri personaggi e tematiche. Naturalmente va presa con un po' di leggerezza.

      Elimina
  8. Vabbe hanno mandato i primi disponibili, il notaio chinaglia non è manco catecumeno di kiko e Carmen, negli ultimi anni ha viaggiato gratis con loro per il mondo solo per firmare, in quanto notaio appunto, le varie erezioni dei redmat. Quanto al pasotti non era in Uganda? O è il fratello? Congiure e incesti!

    Gigi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non proprio i primi disponibili...Chinaglia è molto di più nel cammino e Pasotti il massimo responsabile di tutti i rifacimenti dei documenti "concordati" con la Chiesa, totalmente compromesso con loro. forse in Uganda è andato il fratello minore Venanzio, prima cantore nelle equipe poi ordinato presbikiko anche lui in un R.M.
      Credo che quando parli di ambigui rapporti familiari ti riferisci al fatto che nel caravanserraglio neocatecumenale trova posto anche la sorella dei due eminenti presbiteri, famiglia in missione col marito e numerosa prole mi pare in Australia. Ezechele Pasotti è felicemente legato, mani e piedi, al KikoCarmenismo. Non ha scampo!

      Pax

      Elimina
  9. Notizie da Guam: la Yona property, cioè gli immobili in località Yona sull'isola che erano stati usati come seminario Redemkikos Mater fino alla sua soppressione, ancora non sono stati venduti (qualche mesetto fa c'era la notizia di un compratore e di un'ormai imminente vendita, ma a quanto pare non è andata così; altri compratori che si erano fatti avanti, ugualmente non avevano concluso, e ora l'idea sarà di mettere la property all'asta).

    Il supercatechistone Pius Sammut, non avendo la cittadinanza americana (è originario di Malta), era stato legalmente dichiarato persona non grata ed è per questo che è sparito da Guam (e non può più rientrarvi) da prima che il pedofilo Apuron venisse condannato in primo grado. Questo è importante perché era il supercatechistone incaricato di Guam (e manovratore del burattino Apuron), alle dirette dipendenze dell'ineffabile Gennarini. Ricordiamo inoltre che Guam è territorio incorporato degli USA e pertanto vi si applicano le leggi americane, oltre quelle locali. Sicuramente i capicosca del kikismo-carmenismo lo hanno destinato a qualche altra "missione" (lontano dalle leggi USA) a fare gli stessi danni.

    Da Jungle Watch ci fanno sapere che "Diana" (pseudonimo del club dei pasqualoni guamaniani, originariamente diretto dal sullodato Pius per sua stessa ammissione nel proprio sito web) è ancora attivissimo nel propalare menzogne e notizie ingannevoli, nel tentativo - dopo la gran quantità di figuracce internazionali - di rimestare nel torbido per far recuperare qualcosa al Cammino, e di compiere ogni possibile vendetta contro coloro che hanno fatto gettare luce sul porcaio neocat (questo è anche il motivo per cui certi kikos italioti non sembrano mai sazi di calunniare e di vendicarsi). Parte della loro strategia si basa sul fatto che eminenti membri del Cammino (o soggetti su cui in qualche modo il Cammino può fare pressione: ecco a cosa serve il fatto che i cosiddetti "catechisti" prendono appunti scritti durante le confessioni pubbliche neocat) sono a capo della Bank of Guam, che infatti parrebbe aver influenzato i possibili compratori della Yona Property instillando loro dubbi e perplessità.

    Naturalmente tutto questo - a cominciare dal fatto che ancor oggi proclamano innocente il vescovo pedofilo neocatecumenale che la Santa Sede ha condannato anche in appello - fa parte della spiritualità neocatecumenale, del "riscoprire il battesimo", dell'avere una fede "adulta", del "perdonare i nemici" e bla bla bla. Una fede inquinata genera inevitabilmente una morale inquinata, oltre che una liturgia inquinata...

    RispondiElimina
  10. Questo dell'asta mi suona male, mi fa ricordare l'appena avvenuto acquisto all'asta del terreno sul monte degli Ulivi in Israele.
    Il CNC se lo aggiudicò all'asta tra diversi concorrenti, nel paradiso fiscale di Panama.

    Vuoi che se mettono all'asta la Yona Property, anche solo per vendetta e per supremazia, non tramino con la Governatrice di Guam, che hanno pure votato, sorella del banchiere neocatecumenale della Bank of Guam ed oggi ella stessa presidentessa, un acquisto programmato con i soldi di benefattori e catecumeni?

    Questa dell'asta, soprattutto se si sono dissuasi eventuali compratori, mi dà l'impressione dell'ennesima manovrina neocatecumenale...

    Qui l'abbiamo detto ora e se succederà, come negare la puntuale prevedibilità e conoscenza dei procedimenti maneggioni neocat. da sempre denunciati?

    Neocat, attenti!
    Se vi aggiudicate l'asta di Yona, sappiate che abbiamo detto in anticipo che si tratta dell'ennesima manovra.
    Non andate a sperticare "Provvidenza, provvidenza... il benefattore...!"
    Già sappiamo in anticipo che non è così.

    RispondiElimina
  11. O.T.'
    Ma ke succede sul sito Isola di Patmos?
    E' stato Kiuso? è stato Kommissariato? Padre Ariel è stato kuerelato ki è ke sa qualcosa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hanno il canonico "inconveniente tecnico", ed il tecnico umano che dovrebbe ristabilire il database degli articoli e dei commenti è già in ferie...

      Elimina
    2. Il nostro tecnico informatico ci dice che l'A2 Hosting dodici ore fa ha aperto un ticket sull'«incidente» del loro database Mysql che contiene gli articoli/commenti di isoladipatmos e di numerosi altri siti web. L'incidente è marcato già come "risolto" ma ancora in stato di "verifica".

      Elimina
    3. Il sito web di don Ariel è di nuovo online: A2 ha risolto l'«incidente» alle 8:30 EDT (Eastern Daily Time, cioè sei ore di differenza, cioè durante la scorsa notte).

      Elimina
  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Torno ai due prescelti del Cammino presenti alla riunione dei rappresentanti delegati dai vari movimenti presso il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita per la stesura da parte di ognuno delle "Linee guida".

      Adelchi Chi......, notaio, consulente legale di spicco del Cammino ha in mano lui tutti gli atti dei seminari.
      È ricchissimo, sulle colline di Conegliano possiede una villa con tanto di tenuta che produce un ottimo prosecco.
      Ovviamente vive in un palazzo in centro a Venezia, è della prima comunità di S. Maria Formosa.
      Equipe responsabile della diocesi di Venezia.
      È vergognoso come questi pieni di soldi restano gli intoccabili e continuano nel loro scandaloso benessere, così fuori luogo in un contesto che vanta la totale rinincia ai beni, per i poveri camminanti chiaramente, perchè a me non risulta che alcun riccastro che sia entrato nel cammino si sia mai impoverito, anzi!
      E oltre tutto questo, i pezzi grossi fanno tutti una gran carriera al seguito di Kiko Arguello.
      Il mitico Adelchi è Notaio, ha curato tutte le pratiche di erezione dei vari Seminari R.M., la regolarizzazione giuridica delle proprietà in Israele, delle varie donazioni e quant'altro.
      Ricordo la moglie, una signora silenziosa e sempre presente al suo fianco. In carne anche lei, dimessa come persona. Stavano in prima fila sempre a Porto San Giorgio e partecipavano a tutte le riunioni ristrette e Stefano Gennarini che, ovviamente, era il loro catechista, si gonfiava come un pavone.
      Nella foto Adelchi ed Ezechiele Pasotti non fanno altro che consultare le proprie carte, come fossero in tribunale e dovessero difendere un malandrino. Adelchi sembra dimagrito in questi anni, rispetto ai miei ricordi.
      Adelchi ha lavorato tanto sugli statuti. Egli stesso raccontava, nei rendiconti a Kiko in convivenza di itineranti, quanti problemi avevano incontrato nella stesura, ma sempre con il tono di far capire che nulla li avrebbe fermati...
      I figli avvocati ovviamente...
      Un figlio ha messo incinta la fidanzata, non vi dico il casino! Ovviamente la colpa era della ragazza, li hanno fatti sposare, ma lei povera ha perso il bimbo. Poi non rimaneva più incinta allora Adelchi l'ha fatta benedire da Kiko con l'imposizione delle mani ed è arrivato il pupo. Kiko a Venezia soggiorna a casa sua. Da allora tutte quelle che non riescono a rimanere incinte chiedono la benedizione a Kiko. Peccato che non sempre funzioni! (su questa nuova casistica delle ragazze delle comunità che restano incinte prima di sposarsi torneremo presto. L'argomento merita di essere approfondito, per la solita squallida prassi tipica neocatecumenale che, straordinariamente, si ripete uguale dappertutto, ut semper!).

      Ecco perché sono lì insieme i due "azzeccagarbugli", come li definisce Valentina. Una delegazione tecnica, per capire come il cammino può crearsi le sue sacche di sopravvivenza e sopratutto - secondo me - come può garantire il persistere, nonostante tutto, del loro arcinoto sistema di AUTOGESTIONE DEGLI ABUSI. Come gestiscono questa tipologia particolare, infatti, lo sappiamo molto bene e tante volte abbiamo condiviso le nostre esperienze in merito, come sempre tutte uguali dappertutto, nell'universo neocatecumenale.

      La cosa importante rimane sempre tenere il cammino in quanto tale fuori dagli scandali. Perchè l'unico peccato che non può essere perdonato, dal vangelo secondo Kiko, è FARE DEL MALE AL CAMMINO, tutto il resto, compresa la devastazione delle vite di innocenti, è ampiamente superabile e di minima importanza.

      Pax

      Elimina
  13. E' proprio come dice Pax. Dubito fortemente che il cammino adotterà un codice di comportamento simile a quello dei Focolarini. Il cammino come movimento, contrariamente a quanto viene detto (riportato) nell'articolo, non presenta "una testimonianza evangelica che rifiuta il peccato e abbraccia la santità", piuttosto fa esattamente il contrario, offre, persegue e difende uno stile di condotta e di vita che abbraccia il peccato e con ciò stesso rifiuta la santità. Come potrà il cammino rigettare gli abusi se è fondato strutturalmente sull'abuso (dei fondatori e dei catechisti loro seguaci e imitatori)? Cosa fanno negli scrutini i catechisti se non abusare dei catecumeni, ovviamente nei modi che più gli aggradano (e cioè deboli con i forti e forti con i deboli e soprsttutto con chi non è di loro gradimento)? Il cammino neocatecumenale è basato sull'abuso dall'inizio alla fine. Se anche adotteranno un codice o delle linee guida, sarà solo un pro-forma, esse saranno ampiamente disattese. Come ampiamente testimoniato da molti, nel cammino tutto è finzione, dall'annuncio del kerygma alla rinuncia ai beni, all'amore fra i fratelli, ecc., ecc., ecc.

    RispondiElimina
  14. Grazie Pax, come al solito ci illumini l'ipocrisia di certi personaggi che predicano bene e razzolano.... Molto meglio... Per i loro interessi
    LUCA

    RispondiElimina
  15. Salve,
    Leggo sporadicamente il blog e mi chiedo come mai avete sparato un post riguardante il sacerdote arrestato citandolo come appartenente ai neocatecumenali, mentre secondo le mie ricerche non mi risulta provenire da nessuno dei loro seminari; poi aprite un’altro post dando per certo che l’altro post sia vero ed infine non citate minimamente i fatti di Guam riguardanti Tim Rorh .
    Ecco, se possibile gradirei da voi una spiegazione a riguardo,grazie.
    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il caro anonimo delle 9:05 che oggi si firma Giuseppe è certamente uno dei due asini che avevamo comicamente definito Scemo & Più Scemo alla conquista dell'isola di Patmos (e che ha tentato di tirare in ballo Tim - che in quel contesto non c'entrava niente - anche sull'articolo recente di don Ariel).

      Ma ogni tanto ci fa comodo il suo incessante e sconclusionato ragliare, perché ci permette di mettere i puntini sulle "i". Il ragliare dei kikos più facinorosi ha infatti consentito di spazzare via i dubbi a tantissimi cattolici (e tantissimi fratelli delle comunità neocat) che pur non scrivendo sui blog e sui social network seguono assiduamente le polemiche sul Cammino e si sono resi conto che è una fogna di eresie e di turpitudini.

      Anzitutto l'asino ragliante ci sta dicendo che non sa usare i motori di ricerca. Può cliccare qui e trovare su Google che il presbitero neocatecumenale arrestato era un po' troppo infognato col Cammino fin dalle origini della sua "vocazione" (e, anche se accuratamente ripulito, il suo profilo Facebook mostra qua e là qualche foto col crocifisso-sogliola o il bancariello ortofrutticolo neocatecumenale). In passato abbiamo rilevato casi di altri presbiteri neocat arrestati per molestie sessuali e della tragicomica (e profondamente anticristiana) doppia morale dei neocatekikos.

      Nel frattempo che attendiamo gli sviluppi successivi al suo arresto, ci domandiamo come mai i kikos, così pronti a sputare fuoco e fiamme contro i preti pedofili e abusatori (e soprattutto a calunniare coloro che criticano il Cammino poiché nella mentalità neocat la menzogna e l'inganno sono azioni sante, qualora usate per difendere il Cammino), improvvisamente diventano ultra-misericordiosi ed iper-garantisti o addirittura muti quando si tratta di un "presbitero" neocatecumenale. Sarà certamente a causa del dogma kikiano (menzognero) secondo cui "queste cose da noi non succedono".

      Elimina
    2. Riguardo a Tim Rohr, autore del blog Jungle Watch che ha scoperchiato il calderone degli scandali neocatecumenali a Guam (vescovo pedofilo neocatecumenale, truffa del seminario neocatecumenale, manovrine politiche/giornalistiche "dietro le quinte", malagestione neocat riguardo clero e parrocchie, ecc.), c'era da aspettarsi che i vendicativi neocatecumenali gli cucissero addosso uno scandalo su misura per vendicarsi con tutto l'odio possibile. I neocatekikos credono che infangare una persona equivalga a cancellare la verità che ha affermato (e questo è anche il motivo per cui sono così "garantisti" nei confronti dei loro capicosca condannati dall'autorità civile ed ecclesiale: chi loda Kiko, non deve venire "infangato" dalle conseguenze delle sue cattive azioni, altrimenti è come se la lode a Kiko venisse meno...).

      Gli esecutori materiali della vendetta neocatecumenale contro Tim sono stati anzitutto una giornalista (imparentata con pezzi grossi kikos) ed il braccio destro del vescovo pedofilo neocat (già querelato da Tim da parecchio tempo), cioè un presbikiko a sua volta accusato di pedofilia e scappato da Guam al punto di venir sospeso a divinis perché ha ripetutamente disubbidito all'arcivescovo Byrnes che gli intimava di rientrare sull'isola e chiarire la sua posizione. Grazie a chissà quali manovrine gli adepti di Kiko sono riusciti a mettere contro Tim sua moglie e una delle sue stesse figlie. Allo stato attuale sulla stampa è comparsa solo una notizia sui giornali locali riguardante la denuncia di quest'ultima contro suo padre, mentre il processo è ancor oggi in corso e l'avvocato ha (giustamente) consigliato Tim di non parlarne sul blog finché il processo non sia definitivamente concluso.

      I raglianti asini, però, non sanno che qualunque sia l'esito del processo a Tim le cose dette e fatte da Tim non cambiano di valore. Si saranno vendicati, ma non avranno cancellato la verità (sgraditissima al Cammino) riguardante il vescovo pedofilo neocatecumenale e il soppresso seminario kikiano di Guam e le numerosissime malefatte neocat ai danni dei fedeli, del clero e delle parrocchie, e perfino della società civile (i kikos di Guam hanno appoggiato una candidata notoriamente abortista ma scesa a compromessi coi capicosca del Cammino o addirittura "controllabile").

      Elimina
    3. Vorrei anche invitare a riflettere sul fatto che l'attitudine neocat a rimestare pubblicamente nelle coscienze altrui - come ad esempio la moglie del supercatechistone che scrive appunti mentre suo marito ti fa l'interrogatorio e ti fa fare la "confessione pubblica" - è dannosissima anche per chi non appartiene alla setta. Per esempio: se un tuo lontano parente, durante una "confessione pubblica", accenna a presunti abusi, veri o falsi che siano, nominandoli anche soltanto per blaterare di "le tue croci" o per esibire qualche peccatone supergigante in modo da non sembrare renitente (cioè "non convertito") agli occhi dei supercatechistoni - loro prendono appunti scritti e a distanza di qualche tempo potrebbero trovare modo di adoperarli.

      Ciò basterebbe già a spiegare certe stranezze come il fatto che il direttore del Catasto di Guam e addirittura l'avvocata di Stato abbiano trattato il certificato di proprietà della Yona property con una faciloneria che doveva costare loro il licenziamento in tronco e un buon numero di anni di carcere. La gravità della cosa non è subito percepibile, ma immaginate se qualcuno andasse taroccando il certificato di proprietà di casa vostra, per poi "accorgersene" solo quando lo scandalo arriva sui giornali, per poi risolvere con un'aggiustatina "dietro le quinte" anziché passare - come prescrive la legge - attraverso un procedimento in tribunale, cosa ne pensereste? Ebbene, è esattamente quello che hanno fatto i due soggetti citati, probabilmente non neocatecumenali, ma sottoposti dal Cammino a chissà quale bizzarra pressione dovuta a chissà quale bizzarra "confessione pubblica" che, vera o falsa che sia, era sufficiente a intimidirli al punto da considerare licenziamento e galera come il male minore.

      Insisto a ripetere: nella mentalità neocatecumenale, menzogna e inganno sono azioni sante qualora utili al prestigio del Cammino e dei suoi capicosca. Per questo i sedicenti "fede adulta" neocatecumenali ritengono giustissima e sacrosanta la vendetta contro chi fa notare le porcate del Cammino. Se uno dice "il Cammino è una merda" loro non si offendono (al limite si autoproclamano perseguitati e si gloriano dell'aver ricevuto un insulto, per giunta volgare). Ma se uno dice "il Cammino esige le decime" loro si offendono a morte e subito meditano vendetta con un profondissimo odio nel cuore, poiché il solo rivelare l'esistenza delle "decime" accende il rischio che meno gente entri in Cammino, cioè potenzialmente il Cammino ci va a perdere (adepti e soldi), cioè il prestigio della setta ne esce scalfito, cioè bisogna vendicarsi in ogni modo, perché la vendetta è "santa" se compiuta contro chi non loda il Cammino.

      E quale miglior vendetta dell'infangare, aggredire, calunniare, colui che ha gettato luce sul Cammino? Presto, mettete mano ai quaderni, controllate se c'è qualche punto su cui far leva: il suo lavoro, sua moglie, i suoi figli, i suoi parenti... Se un cugino di terzo grado ha menzionato abusi, è fatta! Zittire e annichilire le voci non raglianti! Distruggere l'identità e la dignità di chi non ha esalato continue lodi al tripode Kiko-Carmen-Cammino! Presto! Non c'è tempo da perdere!

      Secondo altri autori di Jungle Watch, nonostante tutta la furia vendicativa e il debordante odio da parte dei kikos di Guam e di fuori Guam, la concertata manovra contro Tim è iniziata dall'ineffabile Gennarini, esemplare "riscopritore del battesimo" secondo la logica kikista-carmenista. Non ci vuole enorme fantasia per supporre che sia davvero così, dal momento che quest'ultimo - aspirante ad un posto all'inferno accanto a Kiko e Carmen, e se possibile ancora più in basso - ha visto rovinare decenni di assiduo "lavoro" dietro le quinte.

      Elimina
    4. Salve,
      Leggo sporadicamente il sito sul Cammino Neocatecumenale e tutta la pubblicità in internet, a partire su Youtube, e Facebook, e simili, e mi chiedo come mai non mettete in evidenza un post riguardante il sacerdote pescato in Polonia, condannato per pedofilia, i bilanci dei soldi, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc.Mentre secondo le mie ricerche non mi risulta che nulla di tutto questo venga fatto; poi aprite dei post,filmati, video, en tanto altro, dando per certo che tutto sia lindo e pulito e angelico, e non citate minimamente i fatti di Guam, a condanna di Apuron, Maccarrick, e simili.
      Ecco, se possibile gradirei da voi una spiegazione a riguardo,grazie.

      (IPG)

      Dire ipocrita calza a pennello. Infatti, so di non sbagliare: IPOCRITI.

      Elimina
    5. @Giuseppe
      Apri questo link : https://www.liberta.it/news/cronaca/2014/02/06/famiglia-neocatecumena-in-missione-in-belgio-come-una-chiamata/

      Secondo te un sacerdote che non è neocatecumenale và in missione in belgio con una famiglia neocatecumenale?

      Quello che è successo a Piacenza è molto grave a prescindere che il sacerdote sia o non sia neocatecumenale.
      Ma se è neocatecumenale perchè negare l'evidenza?
      Qui nessuno gode degli sbagli degli altri, ma da molto fastidio la presunzione di Kiko quando si gonfia il petto e dice "Da noi queste cose non succedono !".
      Da molto fastidio una Miriano che parla di aria piena ti Testosterone nei seminari Kikiani.
      C'è un proverbio che recita "Non sputare in aria, se non vuoi rischiare che lo sputo ti torni in testa".
      Apuron , ma Kiko ed il suo "perfetto" cammino non impararano MAI.
      LUCA

      Elimina
    6. Grande IPG !!!!!!!
      LUCA

      Elimina
  16. Grazie Pax per i particolari che conosci e di cui ci metti a parte, che ci interessano non per soddisfare una sia pur lecita curiosità, quanto per confermare la realtà del cammino, molto diversa dalla sua mitologia.
    Grazie anche a Porto che ha espresso un concetto molto sintetico e vero, cioè che sarà impossibile che il cammino si dia un regolamento di tutela contro l'abuso e lo rispetti, visto che esso stesso è fondato, dall'inizio alla fine, proprio sull'abuso.

    RispondiElimina
  17. Aggiungo a quanto così ben descritto da Tripudio che la prassi di punire con la calunnia chi osa tradire il "patto di sangue" tacitamente in uso nella setta neocatecumenale è finalizzata a un duplice scopo, l'uno palese il secondo subdolo:

    1. rovinare la reputazione del delatore per distruggerne il più possibile la credibilità presso quelli che lo conoscono e lo hanno conosciuto; magari considerandolo un esempio (poichè, detto tra noi, quelli che prima o poi se ne vanno, mandandoli a quel paese, sono normalmente gli elementi migliori, i più affidabili, credibili e dediti. I peggiori restano - e chi li smuove? - e fanno anche una bella carriera)

    2. atterrire il calunniato che, a causa del tradimento, vedrà certamente accanirsi contro di lui la sorte: disgrazie, malattie, delusioni, miseria e povertà...finite tutte le benedizioni che si trasformeranno in maledizioni.

    Anche perchè la calunnia è accompagnata SEMPRE (mi sono confrontata con molti e questa è l'esperienza comune) da minacce e oscuri presagi trasmessi con grande solennità.

    Come appare, senza alcun dubbio, anche in questa fase terminale, del loro rapporto con l'oramai ex-neocatecumeno finalmente rinsavito del tutto, NON SONO PORTAVOCE DI DIO, PER LORO NON PARLA LO SPIRITO, NE' QUESTA E' LA "VOLONTA' DI DIO" per i poveri sventurati feriti e malconci per essere incappati in tali spietati briganti.

    Cosa sono, dunque?

    Da dove le orride minacce? I vaticini terribili? Le calunnie? Il terrore che sperano assalga il traditore convincendolo a tornare finalmente sui suoi passi?
    Da dove tutto questo? E' evidente che questi sono emissari infernali e il demonio, loro padre, si scatena soddisfatto, grazie a loro, su creature indifese, condannate a restare sole nella battaglia. Isolate loro le sbranano famelici.

    Ma no! Non veniamo lasciate sole!
    Nè la paura può governarci, faremmo il loro gioco.

    Di questo godono, quando possono dire: "Guarda cosa è successo a Tim! Tu stai attento!" (per restare a questo di oggi, ma tanti possono essere gli esempi)
    Su te fuoco e fiamme e maledizione e dolore...

    Ma in nome di chi parlano costoro? Ma si ascoltano ogni tanto? A chi vogliono darla a bere!
    Fateci vedere come siete bravi a distruggerci, quante ancora ne potreste inventare.

    Molte già le abbiamo subite da voi. Ma siete nulla, fate solo un gran casino, queste reazioni scomposte denunciano tutta la vostra debolezza. Siete fumo e dopo di voi non resterà nulla.
    Unico timore che conosciamo è il "Santo Timor di Dio" e la nostra coscienza a cui volevate costringerci a disobbedire SENZA CAPIRE, facendo tutto il contrario di ciò che chiaramente era il BENE. E quando i vostri comandi insensati sono stati contrari a questo è stata facile e doverosa la scelta di cui mai e poi mai ci pentiremo.
    Vi compiangiamo, noi a voi siatene certi, che state ancora lì dentro e mettete una tal foga nel difendere gente falsa e iniqua che ama solo se stessa.

    Pax

    RispondiElimina
  18. Parlando con un catechista mi lamentavo che c'era un pedofilo nella nostra zona. La risposta sapete quale è stata? tu sei migliore del pedofilo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco... persone con questa disposizione d'animo, con questa sensibilità al problema della tutela dei minori equivalente a zero, sono catechisti!
      Che dire? Qui non bastano le Linee guida, i protocolli...questi hanno bisogno di un procedimento inverso al lavaggio del cervello subito per decenni!

      Elimina
    2. Ecco, appunto, si diceva.

      Quella del doversi sentire ULTIMO e PEGGIORE di tutti è proprio un'invenzione diabolica del CNC, dettata da una diabolica reinterpretazione della Scrittura.

      Anche il pubblicano, figura tanto decantata nel CNC in opposizione ai farisei, si sentiva peccatore, ma non ULTIMO o PEGGIORE. Non c'erano confronti che lui facesse col fariseo, migliore o peggiore.

      Nessuno dovrebbe sentirsi così e nessuno dovrebbe predicare questo per imposizione. Condurre i fedeli alla coscienza del peccato è cosa buona e giusta, ma condurli a sentirsi figli del demonio è diabolico.
      Tanto più che questo vale solo per il popolino, come nelle sette, i potenti e quelli che contano sono spessissimo ricchi sfondati, maneggioni e trafficoni della peggior specie.

      Il Battesimo ci rende figli di Dio, come un sacramento valido ed efficace. Riscoprirlo è cosa buona, ma non perché si è nel frattempo diventati "figli del demonio".

      "Tu sei migliore del pedofilo?"
      Risposta-domanda data dal catechista al catecumeno. Tendenziosa, perché presuppone che nessuno risponda "sì".
      Non si tratta di sentirsi migliori o peggiori, si tratta semplicemente di riconoscere il peccato laddove è stato commesso, punto e basta.
      L'aggiunta del "sentirsi migliore" non serve, è tendenziosa e serve a zittire di fronte ad ogni scempio.

      Allora bisognerebbe dire al Papa, sulla faccenda di McCarricK e Apuron: "Ma Santità, lei è un giudicatore, si sente forse meglio di loro?" "Perché li ha giudicati, non sa che ognuno, il Papa per primo, per rendere un buon servizio dovrebbe considerarsi il peggiore?" "Taccia quindi ed abbia misericordia!"

      Elimina
    3. Libera questo che dici del doversi sentire PEGGIORE e IL PEGGIORE e come lo spieghi è magistrale e molto illuminante. Già in un precedente commento avevi svolto un'analisi importante per smantellare la menzogna kikiana, ancora una volta. Spunti importanti per un bel post. Spero tu lo faccia.

      Pax

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. Sconcertante la risposta del catechista a Giovanni.
      E allora perché evangelizzare? Tu sei migliore di chi non conosce Cristo?
      E perché denunciare Tim di Guam che ha fatto cacciare Apuron? Gennarini si crede forse migliore di Tim?
      Com'é che i camminanti possono denunciare i loro nemici, fossero anche i più onesti, come Tim, e nessuno può denunciare i camminati PEDOFILI?

      In una parabola evangelica, un servo non denunciò forse un altro servo al quale era stato condonato un debito dal padrone, perché non voleva condonare a sua volta un piccolo debito a un altro? Che forse il padrone ha detto al servo che ha denunciato l'altro "Che credi di essere migliore?".
      L'ipocrisia del Cammino è sconcertante.
      Ma lo vogliono capire che la spiegazione della Parola di Dio spetta alla CHIESA e non a Kiko e ai catechisti? E che la Chiesa ha detto che gli abusatori vanno denunciati e, perciò, chi non lo fa DISUBBIDISCE?

      Elimina
  19. Scusa Tripudio, che giusto c'e' a gestire un blog dove gli interventi sono unilaterali? Mi annoierei. Jack

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quanto scrive l'amico Jack è sacrosanto! Chissà quanti Neocatecumenali vogliono dire la loro sulle Linee guida contro l'abuso e noi glielo impediamo...
      Anche perché sono di sicuro informatissimi sull'argomento, con i propri catechisti non fanno che parlare d'altro da un anno a questa parte!
      By Tripudio, perché non pubblichi i loro interventi?
      Così Jack non si annoia...😉

      Elimina
    2. Mah, veramente sono i neocat a non rispondere MAI alle diverse questioni che vengono sollevate. Nessun neocat risponde mai nel merito. Gli interventi dei neocat o contengono insulti, oppure contengono affermazioni del tipo "siamo approvati", i papi approvano il movimento neocat, leggete i loro discorsi, ecc. ecc. ecc. Effettivamente sono di una estrema monotonia, proprio noiosi. Ci credo che il fratello Jack si annoia...

      Elimina
  20. Per questo dico,
    non so come i due geni partecipanti al convegno, i quali hanno ricevuto sicuramente l'incarico da Kiko di risolvere l'"odiosa rogna", faranno mai queste benedette Linee guida per il cammino neocatecumenale; perchè, parliamoci chiaro, devono andare, come da indicazioni date a tutti, in direzione del tutto opposta rispetto alla predicazione kikiana dal leggio con cui imbottisce la testa dei suoi adepti. Non solo, ma quando nel concreto si realizzano "fatti concreti" li gestiscono in un modo inumano. Quello che tante volte abbiamo descritto:

    - guai a chi si scandalizza. Che un appartenente al cammino, anche di lungo corso e con ruoli di spicco perchè catechista o responsabile capo o, peggio ancora, presbitero o come nel caso di Apuron Vescovo addirittura, commetta una violenza nei confronti di una ragazza o di minori non desta in loro alcuno sconcerto. Non sentono l'esigenza di tutelare e proteggere i deboli, nè di correggere i depravati (possiamo chiamarli così?), i peccatori.
    Conoscere l'abisso dei propri peccati è una grazia troppo grande per i camminanti e che non ha prezzo. In essa ti fanno vedere l'intervento dell'amore di Dio perchè tu creda al Kerigma e bla, bla, bla....

    - per converso la vittima deve desiderare di somigliare al carnefice e, se necessario, al più presto cadere - sempre per volontà di Dio - in qualche peccato peggiore di quello subito, perchè - come dice Giovanni - mica tu sei migliore del pedofilo? che credi! se non ti convinci di questa kikiana verità passerai la vita GIUDICANDO e CHIEDENDO CHE TI SIA FATTA GIUSTIZIA.
    Per te solo non ci sarà possibilità di salvezza.

    Ma che infieriamo a fare? Sono ripugnanti.

    Vediamo, vediamo che capolavoro riusciranno a tirar fuori. Non vedo l'ora di avere tra le mani le "linee guida del cammino per i casi di abusi" che nel cammino si verificano.
    Kiko andrà ad annunciare il Kerigma al prossimo convegno per chiamare a conversione questi arretrati del Vaticano, credo.

    Pax

    RispondiElimina
  21. Il Cammino stenta a ubbidire alla Chiesa perché sta cercando una scappatoia. Perché è un'altra chiesa.
    I camminanti infatti non dicono di essere un cammino nella Chiesa ma "il" Cammino. Cioè il cammino della Chiesa.

    Infatti non hanno spiritualità, non sono un movimento, non sono un associazione. Ma allora, quale è il CARISMA del Cammino?
    Vorrei che qualcuno me lo spiegasse.
    Perché, individuato e fatto salvo il carisma, tutto il resto si può CAMBIARE senza snaturare la chiamata.
    Invece nulla cambiano, perché il loro "carisma" è sostituire la Chiesa.
    Se fosse solo una questione di riscoperta della potenza del Battesimo, perché accostarsi alla Comunione in barba alle norme della Chiesa? Che ci vuole a ubbidire?
    Qui c'è di mezzo una "fede" diversa, che per esprimersi ha bisogno di segni DIVERSI. A me pare evidente.

    RispondiElimina
  22. per non dimenticare
    https://www.thetablet.co.uk/news/11960/documents-expose-decades-of-sexual-abuse-in-guam

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.