domenica 11 agosto 2019

"Guadagna punti chi parla male del Cammino"? Ah, ah, ah! Buona questa

P. Enrico Zoffoli (1915-1996)
ha documentato estesamente
e con rigore teologico
i principali errori del Cammino
Qualche tempo fa un lettore occasionale del blog si è lamentato che qui "guadagna punti chi parla male del Cammino".

Si tratta di un'illazione campata in aria che parte dal presupposto buonista e permaloso secondo cui per muovere delle critiche al Cammino occorre prima ipocritamente infiocchettarle di elogi e "distinguo". Sarebbe come dire che il Signore non doveva permettersi di criticare i farisei senza prima riconoscerne tutti i lati positivi, tanto meno doveva permettersi di sgridarli e addirittura insultarli...

I kikos hanno un loro elenco standard di accuse da lanciare contro chi non loda il tripode Kiko-Carmen-Cammino. A costo di sembrare ripetitivi proviamo a chiarirlo più estesamente, cominciando col mettere i puntini sulle "i" e facciamo anzitutto notare che qui non c'è nessuna classifica, né esplicita né implicita, tanto meno un punteggio, tanto meno vantaggi e premi per chi guadagna più punti degli altri. (Dovremmo anche far notare che il Cammino ha talmente tanti difetti e problemi e criticità, tutto facilmente verificabile, che non è necessario invogliare a notarli regalando "punteggi" su un blog).

Vorremmo far notare che qui il dibattito riguarda la realtà del Cammino Neocatecumenale e che, a sostegno di ciò che diciamo, presentiamo testimonianze e documenti. Cioè il dibattito poggia sia sul vissuto dei partecipanti (che hanno "fatto esperienza del Cammino", direttamente e indirettamente), sia su documenti che tutti possono verificare (articoli di giornale, interventi della gerarchia ecclesiale, documenti ufficiali della Chiesa, «decisioni del Santo Padre»...) e in gran parte dei casi non c'è alcuna possibilità di opporsi (per esempio: un articolo di giornale talvolta potrebbe non essere accurato, ma quando il Papa ha preso certe chiare «decisioni» e non se le è mai rimangiate, ed anzi tali «decisioni» diventano addirittura parte dello Statuto del Cammino, le comunità che non si adeguano stanno disubbidendo al Santo Padre e allo stesso Statuto, indipendentemente dal buon cuore e dai complessi "spiegoni" per giustificarsi).

È come per un circolo di scacchi: se un membro qualsiasi del circolo decide di andar contro qualcuna delle regole plurimillenarie del gioco, non ha diritto di lamentarsi di venir criticato e squalificato ed espulso (e anche insultato). Infatti, indipendentemente dalle dinamiche interne del circolo (e dallo spessore umano e morale di ognuno dei singoli membri), esistono dei punti fermi (le regole degli scacchi universalmente note, riconosciute, applicate) validi per tutti. Chiara l'analogia? Anche qui il dibattito parte da punti fermi, che invitiamo a sempre a verificare: le verità di fede, la Tradizione che le ha vissute, il Magistero che le ha chiarite spiegandole alla luce delle Scritture, i santi che con la loro vita hanno mostrato cosa succede a prenderle sul serio...

Sembrano gli scarabocchi di un indemoniato,
invece sono opere "religiose" di Kiko Argüello
sulle quali i kikos sono tenuti a pregare
Per onestà bisogna anche precisare che le testimonianze "sfavorevoli al Cammino" non possono essere bilanciate da quelle "favorevoli". Quando vai dal medico e ti senti dire che i piedi stanno benone e le mani stanno benone, e però hai una doppia broncopolmonite in stato avanzato, cosa fai? Concludi che la tua salute va tutto sommato abbastanza bene? Addirittura dici che il numero di diagnosi favorevoli è molto maggiore di quelle sfavorevoli? Critichi il medico perché una delle diagnosi non si concludeva con "stai benone"? Le testimonianze "sfavorevoli" sono quelle che il Cammino dovrebbe accettare più seriamente, perché indicano che "qualcuno" non va bene, o peggio, indicano che "qualcosa" del Cammino richiede urgentemente una cura prima che altri fratelli soffrano dello stesso male. Quando tuo figlio nella culla piange, non lo fa per sport ma per segnalarti un problema. Puoi forse fingere di non sentire?

Se uno ha sinceramente a cuore il Cammino, prenderà sul serio anzitutto le testimonianze "contro" il Cammino, chiedendosi: queste cose possono succedere (o sono già successe?) nella mia comunità? Il Cammino ha mai fatto qualcosa per correggerle e per rimediare ai danni? Cosa posso fare per impedire che nelle comunità avvengano ingiustizie, problemi, scempi del genere? Cosa ho fatto finora per riparare al male fatto volontariamente e non? Chi e cosa hanno fatto nascere quel genere di problemi per cui il Cammino viene "criticato" e "attaccato"? Chi ignora le critiche, diventa complice dei problemi e dell'ingiustizia. Anche la critica più sgangherata potrebbe contenere qualche indizio importante. Se sei in autostrada e senti uno strano rumore dal motore, pensi che dopotutto il clacson e l'autoradio funzionano bene e quindi dici a te stesso che mediamente la macchina sta bene? Oppure cerchi di capire il problema prima che diventi una cosa seria, e decidere se è il caso di fermarsi per esaminarlo e ripararlo prima di rimanere in panne?

Chi si spaccia per cristiano e poi nasconde la polvere sotto il tappeto è praticamente uguale ai farisei che pagavano puntualissimi la decima della menta, dell'aneto e del cumino, e poi trasgredivano le prescrizioni più gravi della legge. I farisei, pur non volendo ammetterlo, erano convinti che i precetti di uomini fossero più importanti della legge di Dio. Allora, per esempio, ripensate un attimo all'obbligo di andare in convivenza (precetti di uomini) venendo meno ai doveri del proprio stato e a quelli della carità verso la "cognata malata", il parente sul letto di morte, ecc. (cose di cui a distanza di tempo resterà un rimorso per tutta la vita, perché erano riconoscibilmente ingiuste, anche se le imponeva il Cammino).

San Pio da Pietrelcina, ancor prima che
i due spagnoli eretici si installassero in Italia,
definì Kiko e Carmen «I nuovi falsi profeti»
Perciò, cari fratelli kikos criticoni e lamentosi che entrate in questo blog “a gamba tesa” rifiutando ogni osservazione critica e giudicando brutalmente chiunque non lodi il tripode Kiko-Carmen-Cammino, pensateci bene. Se il Cammino viene da Dio, vi conviene porgere orecchio alle critiche per eliminare gli inquinamenti umani. Se il Cammino educa alla fede, vi conviene ascoltare chi vi accusa di eresia e confrontare gli insegnamenti sballati del Cammino con le immutabili verità di fede adeguatamente descritte nel Catechismo che non avete mai studiato e meditato. Se il Cammino porta ad una fede adulta, vi conviene prendere sul serio le critiche (come l'esempio della "cognata malata") perché se uno dice di avere la fede ma non ha le opere, quella fede è morta in se stessa (cfr. Gc 2,14-18).

In conclusione, vi invitiamo a riflettere: se fosse vero anche soltanto un decimo di ciò che si dice in queste pagine, perché il Cammino non deve essere corretto? Perché rifiutate di ascoltare anche le critiche più fondate?
Chiedetevi soprattutto: cosa ho fatto io per correggere gli errori liturgici-dottrinali-disciplinari-familiari-ecc. del Cammino? Cosa posso fare?

Chi è sordo alle critiche, persevera negli errori. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico (e chi "rifiuta a prescindere" qualsiasi critica, intende diabolicamente perseverare negli errori).

29 commenti:

  1. Anche chi volesse ignorare le "testimonianze anonime" (come se poi la presenza di un nome e cognome e titolo di studio facessero davvero la differenza, per un kikos che capita su queste pagine), resta sempre tutta la quantità di documenti - da quelli della Santa Sede, fino alle stesse foto pubblicate dai kikos sui social.

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    1. Facciamo poi notare che la spiritualità neocatecumenale è fondata sulle menzogne e sull'inganno: non è un modo di dire, infatti - ad esempio - le uniche volte che hanno tirato in ballo il Catechismo o il Messale, è stato sempre un tentativo di gabbarci estraendo l'unico pezzetto di articolo o comma che sembrava dar loro ragione mentre tentavano di fingere di non aver notato tutto il resto che dava loro torto, come tanti azzeccagarbugli alla disperata ricerca del cavillo da cavalcare.

      Quando diciamo che la verità danneggia il Cammino, stiamo parlando di fatti testimoniabili e documentabili. Non hanno mai voluto un confronto onesto: al limite giocano a estrapolare una mezza citazione che, fuori dal suo contesto, parrebbe dar loro ragione, e pretendono così di concludere il discorso e di rifiutare qualsiasi argomento degli interlocutori. Per questo il dichiararli amici della menzogna non è un insulto ma una constatazione. Se un neocatekiko conserva in cuore ancora un po' di desiderio della verità, ha già un piede fuori dal Cammino: prima o poi ad ognuno dei singoli fratelli di comunità si presenta drammaticamente un "bivio": o scendere a patti con la menzogna (e restare in Cammino), o rifiutare la menzogna (con tutte le tremende conseguenze dal vendicativo e furioso Cammino).

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  2. Rifletteteci, cari fratelli del Cammino che siete in buona fede, che eseguite tutte le attività richieste, che siete puntuali agli incontri, che pagate senza fiatare a tutte le richieste di soldi... Rifletteteci con calma, lasciando da parte i soliti slogan preconfezionati e autocompiaciuti. Qui nessuno vi odia, nessuno intende perseguitarvi. Vi invitiamo soltanto a prendere sul serio cose che voi stessi potete verificare.

    Se il Cammino veramente porta ad una "fede adulta", secondo voi è lecito che esponenti del Cammino chiedano (implicitamente o esplicitamente) di ingannare o mentire quando siete posti di fronte a qualcosa che diminuisce il prestigio del Cammino? Sì o no?

    Vedete, in un altro movimento ecclesiale, un prominente presbitero era stato arrestato per molestie su minori. I membri di tale movimento si sono sdegnati perché quelle molestie sono una colpa gravissima davanti a Dio, e pertanto quel soggetto oltre a rovinare la vita di bambini, aveva anche infangato il nome del movimento. "Quello schifoso, deve marcire in galera! vergogna! bisogna scacciarlo fuori dal movimento e farlo sapere a tutti che qui da noi tali soggetti meritano solo disprezzo ed espulsione!"

    Perché queste cose non succedono nel Cammino? Vi hanno insegnato che non si deve "giudicare". Ma allora perché giudicate coloro che hanno qualche perplessità sul Cammino, ma non aprite bocca sui neocatecumenali pedofili nemmeno quando condannati come tali dalla Santa Sede?

    Perché mai il Cammino, coi vostri soldi, deve ospitare predatori sessuali conclamati e latitanti? La vostra "fede adulta" richiede di essere più misericordiosi di Nostro Signore? Infatti la misericordia di Nostro Signore va anzitutto alle vittime: «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli» (cfr. Lc 17,1-2).

    Voi siete così "misericordiosi" da minacciare fuoco e fiamme contro chi ha perplessità sul Cammino, siete così "perdonisti" da voler mettere una "pietra da mulino" al collo di chi ha svelato qualche magagna del Cammino, mentre coi vostri soldi il Cammino protegge e nasconde chi ha «scandalizzato» molti piccoli?

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  3. Siicuramente un lettore superficiale o buonista storce il naso di fronte alle analisi del CNC negli articoli del blog ed ancor più forse di fronte ai commenti, a volte molto animosi, a volte rassegnati, ma tutti che mirano ad inquadrare questa esperienza come il male assoluto.
    Il lettore buonista di solito afferma: non è possibile che sia tutto tutto negativo, suvvia! Qualcosa di buono ci sarà.
    Ebbene, questo ragionamento, molto in voga, molto "politically correct", non lo è in questo specifico caso per un motivo principale: perché il Cammino è una vera e propria truffa.
    Perché lo sia è facilmente dimostrabile: promette d'essere gratuito e viene a costare mediamente, a conti fatti, come l'acquisto di una casa; fa credere che si acquisirà una grande conoscenza biblica ma dopo decenni un neocatecumenale, anche se catechista, non è in grado di affrontare con successo neppure una discussione scritturale con un mediocre testimone di Geova; assicura che, alla fine di un percorso di durata indefinita, ci sarà una vera e propria rinascita come liberi figli della Chiesa, mentre dopo trent'anni e oltre, tutti continuano ad essere degli scolaretti sotto tutela di "chi ne sa di più" e la Chiesa viene definita una Sinagoga da cui minacciare di scindersi quando non corrisponde alle aspettative.
    Di una truffa non si può dire: ma ha degli aspetti positivi, perché ciò che perdi supera mille volte in più ciò che ci guadagni, quindi anche ciò che ne hai tratto viene subissato dalle perdite che procura.
    Ed i beni spirituali che ne ottieni, non sono certo merito di chi ha ordito l'inganno. Già in passato avevo fatto questo esempio. Il Cammino è come una pessima assicurazione sulla vita, che dopo vent'anni non liquida quasi nulla di ciò che hai versato, e l'unico ricavo deriva dal risparmio fiscale versato dallo Stato.

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  4. Riporto alcuni passaggi presi da commento di padre Ariel sull'Isola di Patmos, i comenti riportati sono di Kiko Arguello.
    «Perchè capiate ciò che desidero dirvi, dato che voi avete idee più chiare sul sacramento dell’Eucarestia, pensate che c’è stata un’epoca nella quale l’Eucarestia è stata vista quasi esclusivamente dal punto di vista del sacrificio, tant’è vero che abbiamo chiamato l’Eucarestia: il Sacrificio della Messa. I Protestanti enfatizzarono un altro aspetto. Oggi tutta l’indagine rinnovatrice sta scoprendo il centro del sacramento e ora si vede l’Eucarestia come il Memoriale della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, come la celebrazione del Mistero di Pasqua di Gesù Cristo. L’avere scoperto il centro, il nucleo del sacramento dell’Eucarestia, fa sì che siano illuminati gli altri aspetti, così che stanno scomparendo i contrasti con i Protestanti, perchè andando al centro, all’essenziale, coincideremo con loro».

    .
    Il punto è molto complesso da esporre, e io non ne sono all'altezza, ma non posso tirarmi indietro, per ovvi motivi, per cui ci proverò. Vi metterò alcuni aspetti che, secondo me, sono molto pericolosi.

    «Perchè capiate ciò che desidero dirvi, dato che voi avete idee più chiare sul sacramento dell’Eucarestia, pensate che c’è stata un’epoca nella quale l’Eucarestia è stata vista quasi esclusivamente dal punto di vista del sacrificio, tant’è vero che abbiamo chiamato l’Eucarestia: il Sacrificio della Messa.
    (segue)

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  5. Costui che parla, Kiko, si pone come se tutti gli altri precedenti a lui avessero sbagliato, oppure come se avvessero vissuto la situazione a metà. Molto importante è il soffermarsi su ciò che dice "perchè capiate" , cioè è lui che oggi ( in quel momento in cui parla) fa capire, finalmente, a tutti i fedeli in Dio il sacramento, che prima di lui non era chiaro, e per cui lo vivevano in maniera errata. Poi aggiunge " dato che voi avete idee più chiare..." possiamo notare che lui nel 1970, circa, ha penetrato le menti e lo spirito dei suoi predecessori cristiani, e per cui ha analizzato la loro mancanza , cioè che quelli non ne comprendevano il valore reale. Dobbiamo sottolinerare che Kiko, oltre a rivolgersi verso milioni di fedeli, che hanno celebrato la Santa Messa prima di lui e dopo di lui, va evidenziato che sta parlando anche di santi conosciuti come San Francesco, Santa Chiara, Santa Teresa, San Paolo della Croce, San Bonaventura, San Tommaso D'Aquino, San Benedetto, San Domenico, ecc, ecc, l'elenco e molto lungo. E per cui è venuto lui, a fine 1900, ed ha esposto il vero significato dell'eucarestia, cioè sul come viverla veramente.
    Ovviamente le cose vanno guardate in faccia, per cui il vero modo di vivere l'eucarestia è questo:
    https://www.youtube.com/watch?v=0lG7umILCZM
    https://www.youtube.com/watch?v=eYy6X4SuC20 ( sentite a minuto 2.54 l'urlo, a dirla come loro, della resurrezione, sembre un'agonia, un uomo che sta soffrendo)(da notare il solito dipinto, quando entri nelle salette ecco che ti vedi sempre tutto uguale, stessi dipinti, stessi oggetti, ecc, ecc.)
    https://www.youtube.com/watch?v=iwrYNvvT4VA
    Sono da notare gli applausi, mentre si riceve Gesù, Gesù che si sacrifica per noi, ci lava dalle colpe, e per cui è passato attraverso una sofferenza enorme, si è preso tutti i peccati su di Se, di tutti, e poi è Risorto, e per cui gli altri se la vivono applaudendo e cantando per tutta la durata. Io per chiarezza, su come la penso, non condanno il canto, anzi vi deve essere, è cosa buona, ma vi deve essere in alcuni momenti, e quando ci deve essere silenzio, perchè è arrivato il momento, a quel punto bisogna tacere, altrimenti si crea confusione. Un esempio è quando si deve ascoltare la Parola del Signore, dopo averla ascoltata, per interiorizzarla, mentre Gesù si fa carne e sangue, e altri.
    Da notare questo, cioè come si vive l'evento:

    https://www.youtube.com/watch?v=BUYOTlOlb_w

    (segue)

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  6. Ovviamente, poi, il modo di trasmettere ciò che hai capito si fa evidente, cioè ne deriva il frutto, e per cui abbiamo gli evangelizzatori che vanno in giro:

    https://www.youtube.com/watch?v=GAw34dfVa8c

    Il punto in questione non è il loro modo di vivere il tutto, che per me è errato, dopo che ho riflettuto seriamente al tutto, e dopo che Dio mi ha dato dei Segni, ma sappiamo che Dio permette alcune cose, e Lui riesce a trarre il bene da tutto, e per cui considero che se vogliono vivere a quel modo, e la Chiesa lo permette, ecco che sono liberissimi di farlo. Ma il punto è che costoro vanno dicendo che sono i migliori, che sono gli unici, i veri, e che gli altri sono in errore. Questo è il punto centrale. E per cui vorrebbero assoggettare tutti alla loro mentalità malata, malata perchè nel momento in cui ti gonfi di vana presunzione, cioè ti credi migliore, con chitarra in mano e urla, ecco che a quel punto semini presunzione e fumo. Amano chitarre, urla, canti, e applausi e danze, e per cui amano la baldoria, e sono convinti che gli altri sono in errore e per cui il lro metodo è quello vero e giusto. La PRESUNZIONE. Carissimi, due appunti, giusto per i presuntuosi, secondo voi, mentre Gesù risorgeva, vi erano degli angeli, o gli apostoli, con chitarre in mano e che appaudivano?

    1 Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 2 Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3 Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. 5 Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. 6 Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto». 8 Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli.
    9 Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».

    (segue)

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  7. Da Emmerick:

    Vidi il santo sepolcro di Cristo immerso nel più assoluto silenzio; era sorvegliato da tre guardie, altre quattro si erano recate a Gerusalemme. Le torce collocate davanti alla grotta diffondevano un vivo bagliore nello spazio circostante. Mi avvicinai al santissimo corpo di Cristo per adorarlo: era circonfuso di splendore e riposava tra due angeli in perenne adorazione. Essi sedevano ai piedi e al capo del Salvatore, indossavano vesti sacerdotali e avevano le braccia incrociate sul petto; mi ricordarono i cherubini dell'arca dell'alleanza.


    «Ed ecco che ci fu un gran terremoto, un angelo del Signore era sceso dal cielo e, avvicinatosi, ribaltò la pietra e vi si sedette sopra...» (Matteo 28,2). Nella notte della risurrezione la santa anima di Gesù mi apparve splendente di gloria tra due angeli guerrieri; questi non erano gli angeli in abiti sacerdotali visti in adorazione del suo corpo. Circondata da numerose figure luminose, la santa anima scese nella tomba e penetrò nel suo corpo sacratissimo, le cui membra subito si mossero.
    Il corpo splendente del Signore uscì fuori dal sudario da un lato rimasto socchiuso, come se uscisse fuori dalla ferita del costato. Mi ricordai di Eva, che venne fuori dal fianco di Adamo. La grotta era inondata da una radiosa luce celeste. Nel lo stesso momento vidi uscire dalle profondità del sottosuolo, da sotto la tomba, una forma mostruosa con la coda di serpente. Il mostro furioso volgeva contro il Signore la testa di drago, oltre la quale, se mi ricordo bene, aveva anche una testa d'uomo. Il Risorto aveva in mano un bastone bianco, alla cui estremità sventolava un piccolo
    stendardo. Gesù calpestò la testa del drago e percosse col bastone tre volte la sua coda; ad ogni
    colpo la bestia rimpiccioliva, finché ricadde nell'abisso; solo la testa d'uomo aveva continuato a guardare in alto. Avevo già visto un serpente simile in occasione della concezione di Gesù; mi ricordo pure del serpente del paradiso, ma questo a due teste era ancora più orribile. Nella visione del drago con la testa schiacciata si era manifestata la vittoria di Cristo sulla morte. Infatti da quel momento non vidi più la sua salma. Credo che questa visione si riferisca alla famosa profezia che dice: «il seme della donna schiaccerà la testa al serpente»Dopo aver vinto il serpente, Gesù, splendente di luce, si elevò attraverso la roccia, la terra tremò, un angelo luminoso scese dal cielo come una saetta, rovesciò la pietra del sepolcro e vi si sedette sopra.

    (segue)

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  8. Come potete vedere tutti, non vi è traccia di chitarre e urla. Per cui, affermare di essere gli unici, i migliori, i veri, cioè colori i quali celebrano nel vero metodo, cioè si rifanno alla vera modalità, e per cui prima di loro tutti erano nell' errore, in quanto è arrivata, finalmente, la luce negli anni 60 e 70 del 1900, ecco che è una grande PRESUNZIONE. Volete vivere a quel modo, la Chiesa lo permette, andate, ma non vi dovete permettere di offendere gli altri e di seminare zizzania e fanatismo.

    Altro punto da considerare è questo: così che stanno scomparendo i contrasti con i Protestanti.
    E' la Chiesa Cattolica che si deve piegare verso Lutero, per cui è la Chiesa che è in errore, non il contrario. E per cui dovremmo tutti abbandonare ciò che ci è stato trasmesso dai nostri Padri e abbandonare il tutto e andare verso il Protestantesimo. Va bene il dialogo, va bene il voler ritornare ad essere una Chiesa unita, ma se io devo cedere il mio, per darlo agli altri, e per cui devo disprezzare ciò che hanno insegnato i Papi, ciò che hanno insegnato i Santi, e tanto altro, e per cui rinnegare le mie radici, per abbracciare la dottrina degli altri,in nome di una convivenza, penso che ci sia un grave errore sotto. E' come se io,per quieto vivere,dovessi farmi spogliare di tutti i miei averi, e il mio prossimo non dovesse cedere nulla del suo, io devo abbandonare tutto, e parliamo di cose serie, non di beni materiali,che passano, ma stiamo trattando dei beni spirituali, il deposito della Fede, che va custodito anche a costo della stessa vita, al quale Dio ci chiama a non disprezzarlo:

    Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
    Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.
    Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; 14quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!

    (da IPG)

    Pace aifigli della Pace. Gesù è la Pace.

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  9. Bravo IPG, la tua analisi non fa una piega. Hai colto in profondità lo "spirito" neocatecumenale.

    Vorrei solo aggiungere una riflessione, che mi veniva suggerita da Vangelo di oggi.
    Dice Luca:
    "Ma se il servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire" e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli".
    "Il servo che conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse... A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto: a chi fu affidato molto, sarà chiesto molto di più".

    Ammesso che Kiko sia un servo incaricato dal padrone, di certo fa parte di quelli che percuotono i servi e le serve, che si mettono a magiare e a bere (immagine della bella vita, del lusso). Ad ubriacarsi non so, ma sento dire che il whiskino gli piace molto...
    La maggioranza di noi che scriviamo qui e di molti che ci leggono ma non scrivono, siamo i servi e le serve percossi, quelli a cui il CNC ha distrutto la vita, ha tolto la dignità e ha schiacciato la parola. Questo è un fatto.
    Il Vangelo non dice se i servi e le serve percossi fossero buoni o cattivi, evidentemente non è importante ai fini del discorso, dice soltanto che il servo malvagio li percuote. E per questo pagherà.

    Luca parla di punizione, parola che fa orrore al CNC, che punisce solo di "disobbedienti ai catechisti" e parla di inflizione della sorte che questo servo merita. Quindi pare proprio di capire che, in un giorno e in un'ora sconosciuti, questo servo disobbediente e malvagio, subirà la sua sorte, la sua punizione, e riceverà a sua volta molte percosse, per il male che ha fatto.

    Pur nel dubbio profondo che sia stato Dio ad affidare a Kiko la sua "missione", sta di fatto che la Chiesa lo ha lasciato agire, in alcuni casi lo ha anche elogiato e benedetto.
    Questo ci porta a poter dire che gli è stato "affidato molto", la vita di una moltitudine di persone, e per questo gli sarà chiesto molto di più.

    C'è una responsabilità per ciò che si predica, per come si agisce, per l'amore e la cura che si danno alle persone "sottoposte", come quei servi e quelle serve.
    Non si può credere che il servo non ne sia responsabile ed il Vangelo lo dice chiaro.

    Ecco perché chi parla "male" del cammino rende un servizio alla Chiesa, difende la fede e combatte l'eresia.
    Nello stesso tempo allerta molte persone, che altrimenti cadrebbero nella rete come ci siamo caduti noi dei primi tempi, ignari di tutto.

    Il tempo delle percosse e dell'afflizione noi l'abbiamo già passato, anche se i postumi sono difficili da guarire.
    Ora deve venire il tempo del ritorno del padrone, a cui spetta infliggere la giusta punizione a chi, confidando che il padrone tardi a venire, si è approfittato dell'occasione per distruggere la fede e le genti.



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  10. Sul tema dell'articolo di oggi, segnalo il nuovo articolo di Padre Ariel sull'Isola di Patmos.

    In questo caso non parla dei neocatecumenali, ma spiega benissimo quale servizio rendono quelli che hanno la forza ed il coraggio di denunciare gli attacchi alla Chiesa.

    L'articolo, scritto con la mirabile sapienza e finezza linguistica che contraddistingue Padre Ariel, a me personalmente ha fatto un grande servizio: nel mio dolore causato dal CNC, ho biasimato coloro che, pur pensandola come me, per paura mi hanno lasciata sola davanti agli attacchi dei "comandanti".

    Padre Ariel mi ha illuminata ed aiutata a comprendere che non tutti sono forti, non tutti hanno coraggio e per questo non tutti sono in grado di assumersi le conseguenza del loro parlare.
    Dietro c'è un mistero.
    Chi è forte ed ha coraggio rende un servizio a chi è più debole, e né la forza né la debolezza sono meriti o demeriti, ma la forza è un dono di Dio che, per mistero imperscrutabile, non è stato elargito ai deboli, che hanno pari dignità.

    Questa "direzione spirituale" mi ha molto aiutata a vedere i deboli con altri occhi: non più in riferimento a me stessa, per l'isolamento e i danni conseguenti che mi hanno procurato, ma come una diversa condizione loro riservata ad opera di Dio. Questo mi riconcilia molto con l'idea che sempre ho avuto su chi mi ha voltato le spalle e mi ha lasciata sola, emarginandomi.

    Anche se l'argomento trattato da Padre Ariel è diverso dalla disamina del CNC, l'immagine dei "volontari" che si sacrificano (anche rimanere soli ed essere giudicati a vita è una forma di sacrificio) per scavare il tunnel sotto il reattore nucleare incandescente per evitare un maggiore disastro a molti, mi pare calzi a pennello con quello che stiamo facendo qui.
    Scaviamo un tunnel, come volontari, accollandoci ogni conseguenza, per evitare danni maggiori alla Chiesa ed aiutare i "deboli" a salvarsi dalle conseguenze drammatiche dell'esplosione del reattore nucleare all'interno della Chiesa, che è l'avvento che CNC.

    L'articolo di Padre Ariel, calza a pennello col tema di oggi sul blog: non si tratta di guadagnare punti, si tratta di mettere a disposizione la "forza" di cui Dio ci ha fatto dono, con tutte le conseguenze che comporta alla nostra vita, a favore di chi ci legge ma non ha il coraggio di scrivere, di chi cerca risposte ed informazioni, di chi ha dubbi ed anche di chi, consapevole della centrale nucleare in cui opera, voglia un giorno adoperarsi per contrastare le conseguenze dell'esplosione.

    Grazie Padre Ariel!

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  11. La questione delle testimonianze contrarie al Cammino da parte di ex camminanti che sono stati umiliati e, spesso, anche danneggiati a livello psicologico, è molto importante perché è la DIMOSTRAZIONE che nel Cammino vi sono abitudini e modi di fare sbagliati, che sono sintomo di ERESIA.

    E' vero, l'errore può capitare, ma se si segue la rotta giusta, cioè la fede, anche se una corrente inaspettata porta fuori rotta, poi ce se ne accorge e si corregge la direzione.
    Le abitudini sbagliate del Cammino, invece, che riguardano TUTTI i camminati, OVUNQUE si trovano nel mondo, sono espressione evidente di un errore "a monte". Significano una rotta sbagliata da quella che indica la fede cattolica.
    Anche fosse sbagliata solo di mezzo grado, a lungo andare ci si accorge che si è persa la nave ammiraglia e si sta navigando DA SOLI.

    Un segnale che è così si può dedurre dal fatto che i camminanti NON fanno COMUNIONE con nessuno nella Chiesa, anzi, sono presupposto di divisione.
    Adesso, che l'armonia perfetta nella Chiesa militante non esiste in quanto è composta da uomini ancora imperfetti, è ovvio, ma l'unità, prima ancora che l'armonia tra credenti, la fa l'AMORE, che si manifesta nella stima, nella benevolenza, ecc. E, anche, nel fare CONCRETAMENTE in modo di essere uniti agli altri.
    Questa ricerca di unità concreta comporta NECESSARIAMENTE sia ascoltare gli altri e IMPARARE da essi, sia CEDERE su qualcosa.

    Ma il Cammino sa solo insegnare, non impara da nessuno e non cede in NULLA.
    Segno evidente che, anche se inconsciamente, si vive il Cammino come fosse la nave ammiraglia che detta la direzione, cioè come fosse il Cammino stesso la Chiesa e tutta la Chiesa.
    Di conseguenza i camminati, anche quelli in buona fede, si trovano, loro malgrado, a vivere in una setta e a operare allo stesso modo dei settari.

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    1. Aggiungo: se l'amore per essere autentico deve esprimersi anche a livello di atti concreti, altrimenti è falso, allo stesso modo l'unità, che è il frutto più grande dell'amore.

      La Chiesa tiene molto ai simboli liturgici che manifestano la comunione di fede, tanto che quando il Papa celebrò col Patriarca di Costantinopoli, consacrò "separatamente".
      Ma io non vedo nessun tentativo da parte del Cammino di fare unità coi cattolici. Anzi, vedo solola volontà di creare divisione. Il Cammino fa tutto separato.

      I camminanti dicono che si "provano" sui beni materiali. Perché non si provano anche su quelli che considerano i loro beni spirituali? Perché non rinunciare a qualcosa? Perché non imparare da qualcun altro?

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    2. Ci danno notizia di un possibile miracolo eucaristico dello scorso 8 agosto in Paraguay.

      In attesa del giudizio dell'autorità della Chiesa, ci limitiamo a riflettere su alcuni punti:

      1) i miracoli che il Signore compie (anche in epoca contemporanea) sono intesi a risvegliare la fede e a mettere in moto la ragione; «Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?» (cfr. Lc 5,23): su, mettete in moto la ragione, ragionate: cos'è più facile? Il rimettere i peccati e il sanare l'insanabile sono entrambe prerogative di Dio, ma se un paralitico guarisce all'istante solo perché un certo Gesù lo vuole, secondo voi cosa significa? la ragione, di fronte al fatto, cosa risponde? risponde che ci deve essere per forza "qualcosa" di incomprensibile alla ragione, che supera la ragione ma che non la contraddice: ed è la fede. Nostro Signore non ha mai detto di "circoncidere la ragione" (bisogna essere proprio tonti per cercar scuse per non credere). L'intelligenza, la ragione, i talenti che Dio ci dà, non sono mai in contraddizione con la fede;

      2) un miracolo eucaristico non può avvenire nelle celebrazioni del Cammino poiché lì il Santissimo Sacramento, Corpo e Sangue di Nostro Signore, viene calpestato, umiliato, sfruttato per altri fini (ad esempio: per simboleggiare l'unità fraterna della comunità, si fa la "comunione seduti" tutti insieme contemporaneamente: infatti, se non fosse "contemporaneamente", i fratelli della comunità potrebbero pensare che la Comunione è il Signore che si dona a loro uno per uno, un rapporto personale tra ognuno di loro e il Re dei Re, anziché un cerimonialismo da osteria di campagna); Nostro Signore, di fronte ai suoi persecutori che lo accusavano e lo misero in croce, non compì alcun miracolo: infatti non vale la pena di dare perle (miracoli) ai porci (a gente senza fede), gente che usa i termini come "Figlio di Dio" solo per avere la scusa per stracciarsi le vesti;

      3) la presenza reale (non metaforica, non simbolica, non "di passaggio", ma reale, vera) di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento, "prosegue" nel Tabernacolo. Dopo i primi secoli - quando era pericoloso per la salute o la vita o semplicemente la visitina di barbari furiosi - ogni chiesa si è dotata di un Tabernacolo, ma non è che la devozione eucaristica sia stata inventata allora. C'è sempre stata - e con la discrezione che era necessaria ai suoi tempi, ed emergeva già in epoca di persecuzioni. Per esempio: appena dodicenne, nell'anno 275, san Tarcisio «preferì perdere la vita piuttosto che consegnare ai cani rabbiosi le membra celesti di Cristo». Non so se vi è chiaro: a dodici anni, nel terzo secolo, devozione eucaristica fino al martirio. Altro che il ridicolo "tabernacolo a due piazze" delle sale da ballo neocatecumenali (i quali infatti non credono nella presenza reale: eppure perfino Lutero, a modo suo, ci credeva: sono più protestanti di Lutero, e la devozione eucaristica la professano solo quando devono vantarsi di avere una fede "più adulta" degli altri).

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    3. *con i guanti di velluto
      A proposito di preferenze, vi racconto questa cosa che mi ha lasciato perplessa: in comunità c'è una signora anziana vedova, unica della sua età nel gruppo. Succede che il responsabile doveva fare le camere per la convivenza e chiede a me e la mia migliore amica di farla stare in camera con noi nonostante la differenza di età (dovete sapere che io e la mia amica non veniamo da famiglie numerose del cammino né tanto meno siamo imparentate con i catechisti) e io dico di sì. Fatto sta che la signora stette in camera con noi ad una convivenza successiva e ci trovammo benissimo con lei, ci riempì di consigli di vita come una nonna e io le voglio bene. L'unica cosa che mi chiedo è questa: il responsabile avrà chiesto questa cortesia anche alle altre due ragazze giovani della comunità (figlie di super catechisti) e un'altra signora più grande che fa il cammino senza marito o solo a noi due perché sapeva che avremmo detto di sì e non doveva disturbare le altre? Tra l'altro in quella convivenza successero altre cose spiacevoli, che hanno contribuito alla mia decisione di andarmene per sempre

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  12. Salve a tutti,
    Sono un ex neocatecumenale, dopo mesi di sofferenza causata da vari comportamenti della comunità verso di me, in questi giorni ho finalmente trovato il coraggio di uscire per sempre dal Cammino dopo quasi 12 anni (seppure per 2 anni e mezzo ero uscita e in un'occasione alcuni dei miei ormai ex fratelli di comunità fecero finta di non vedermi a Messa..) questo blog mi ha aiutato a
    aprire gli occhi su molti aspetti negativi che io stessa non volevo vedere, per cui vi ringrazio molto! Tempo fa lessi per caso una parte di questo blog dove si parla di Kiko, io pensavo che fosse un articolo di qualcuno che perseguita il cammino, ora invece posso assicurarvi che tutte le testimonianze sono credibili perché io stessa ho vissuto molto delle stesse esperienze raccontate... Spero tanto che un giorno tutti possano rendersi conto di ciò che realmente è la realtà del cammino, nel frattempo so già che il Signore mi guarirà da questa ferita del passato con il suo Amore
    Gloria

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    1. Grazie Gloria per la conferma del fatto che la lettura di questo blog aiuta chi avverte confusamente che qualcosa non va nella propria esperienza nel cammino, a sistematizzare le proprie idee, soprattutto a non farsi invadere dal senso di colpa o dal pensiero di essere solo.
      Ti auguro ogni bene!

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    2. Il signore ha già iniziato la sua opera, dandoti la possibilità di vedere le cose in maniera diversa.
      Non ti nascondo che il percorso da fare è ancora lungo e pieno di sofferenze, ma ti posso garantire che la luce in fondo al tunnel c'è, ed è una luce vera che aspetta te per illuminare la tua esistenza e ridarti speranza , pace e serenità.
      Tanti auguri per la tua nuova vita e come dice Valentina non pensare mai di essere sola e non sentirti mai in colpa o frustrata per quello che ti è successo, é capitato a tanti ex che scrivono su questo blog, non pensare mai di essere tu quella sbagliata, questa è la madre delle menzogne che il cammino neocatecumenale cerca di instillare nella mente delle persone che hanno il coraggio di dire basta.
      Gloria, grazie per la tua testimonianza.
      LUCA

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  13. Grazie mille! Dentro di me c'è molto dispiacere per non aver ascoltato chi mi metteva in guardia, un sacerdote mi consigliò prudenza ma mi lasciò libera, anche i miei genitori mi avvertirono più volte, ma in Cammino ti fanno credere che tu sei nel giusto e devi dare testimonianza in famiglia.. Addirittura il capo equipe mi disse che dovevo dire a mia madre che la rinnegavo se non entrava anche lei in comunità.. Mi sento in colpa per aver ricevuto L'Eucarestia in modo diverso, pensavo che fosse tutto approvato e quindi andasse bene.. Allo stesso tempo però sono anche serena e felice di aver ripreso in mano la mia vita!ho deciso che andrò in Chiesa normalmente senza seguire movimenti. .Anche a te auguro ogni bene!
    Gloria

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    1. Gloria sono felice per te! Stai serena e sicura che nella vera Chiesa troverai la vera Fede ma, soprattutto, la Pace. Te lo dico io che ho lasciato dopo 30, veste bianca ma distrutta dopo un combattimento durato 26 anni. Ora ho riscoperto la bellezza di vivere la Santa Messa inginocchia domi alla Consacrazione e ricevo la Santa Comunione solo in bocca. Finché sei dentro percepisci che ci sono cose che non vanno ma sei schiacciato dal sistema che ti toglie la libertà di pensiero e l'uso della ragione. Ti auguro un mare di benedizioni

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    2. Mi associo a Fides su quanto ha detto.

      Uscire dal CNC può essere difficile e doloroso, perché è totalizzante, ma è la cosa migliore che ti può capitare nella vita.
      Non disperare mai, troverai la tua strada nella Chiesa, e soprattutto troverai la fede.

      Tutti noi ex camminanti siamo stati ciechi, ma penso che il Signore, aprendoci gli occhi, ci abbia fatto una grandissima grazia.

      Ti auguro coraggio, forza e giorni sereni col Signore.

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    3. Concordo, anche per me e la mia famiglia lasciare il cammino è stata una grazia direi quasi insperata. Ci siamo resi conto a posteriori di quanto il cammino ci avesse resi schiavi di obblighi e impegni, fardelli sempre più pesanti. Essendo poi responsabili, negli ultimi due anni, ogni sabato dovevamo trovarci un presbitero per poter celebrare da soli. Più volte avevamo proposto al catechista capo di celebrare a comunità riunite in chiesa, ma no, quello si faceva solo eccezionalnente, per il resto ognuno doveva fare da solo. E così ogni settimana c'era la gara fra responsabili ad accaparrarsi i pochi presbiteri disponibili... E le comunità che rimanevano sguarnite si dovevano alla fine associare ad altre, ma con l'obbligo" di preparare loro... nonnismo neocat. Alla fine ci siamo ritrovati a pensare che cosa tutto questo andazzo avesse a che fare con la Parola di Dio e con la fede. E la risposta è stata: niente! Dopo anni e anni di cammino mi sento di poter affermare che il cammino neocatecumenale non ha nulla di cristiano.

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    4. Fides, Libera e Anonimo, grazie di cuore! Avete ragione, a tal proposito vi volevo raccontare che alla messa di domenica in parrocchia, la seconda da quando ho deciso di lasciare il Cammino una volta per tutte, ho sentito una pace, una serenità e libertà che non avevo mai provato prima! Mi sono sentita come riaccolta a braccia aperte come una figlia che torna dalla Madre, anche se è la mia parrocchia da circa 21 anni e negli ultimi anni ci andavo solo quando non andavo il sabato sera all'Eucarestia! Che sciocca che sono stata a pensare che un cammino di fede approfondita come pensavo fosse la comunità mi avrebbe dato di più e magari fatta diventare migliore, ringrazio Dio di aver perdonato la mia superbia e di avermi fatta correre via da questa realtà! Auguro un mare di benedizioni anche a voi 🙏

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    5. Vorrei aggiungere che in ogni caso io venivo già da una famiglia molto cattolica, soprattutto da parte materna.. La mia nonna che adoro mi ha trasmesso la fede fin da piccola, ho avuto e ho ancora molte testimonianze di fede sincera in famiglia nonostante nessuno fosse in comunità. Venendo da una realtà così semplice e non avendo ancora avuto esperienze di vita troppo forti, ricordo che al primo scrutinio un catechista si altero' e mi disse testualmente che vivevo in un mondo tutto mio... Salvo poi trattare con i guanti d'argento un altro fratello di comunità più giovane di me di soli 2 anni ma amico di culla dei suoi figli.. Spero che il Signore mi perdoni per questa cosa riportata, ma a pensarci ora mi sono accorta di quanto si facciano le preferenze anche lì

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    6. Grazie di cuore Gloria per la tua testimonianza così vera.
      Riflette molto la mia esperienza e penso che ciò che mi ha salvata dal cammino è stato anche quanto avevo vissuto in famiglia. Quella che loro definiscono con disprezzo "religiosità naturale" era vera Fede, testimoniata da piccoli e autentici atti eroici nella vita di ogni giorno a cui da piccola ho assistito nella mia famiglia insieme a una devozione profonda e sincera inculcata per la Madonna che per me è stata il faro che mi ha condotta in un porto sicuro, strappandomi dal mare in tempesta dei diabolici girotondi che hanno devastavano sempre più la mia vita nei trenta anni in cui sono stata nelle loro grinfie spietate.

      Pax

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    7. Grazie Pax! Ti capisco bene, la religiosità naturale a cui ti riferisci è quella che manda avanti la Chiesa da circa 2000 anni, quella su cui si basa l'esperienza di vita di praticamente tutti i santi.. Il fatto che non viene apprezzata dal Cammino fa capire molto e purtroppo una persona che ne fa parte si accorge dopo di quelli che c'è dietro.. Ringrazio Dio che la mia parrocchia non è Quella dove ho seguito il cammino, o avrei avuto un isolamento totale (non che prima fosse diverso, apparte qualche eccezione)

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    8. Grazie Pax! Ti capisco bene, la religiosità naturale a cui ti riferisci è quella che manda avanti la Chiesa da circa 2000 anni, quella su cui si basa l'esperienza di vita di praticamente tutti i santi.. Il fatto che non viene apprezzata dal Cammino fa capire molto e purtroppo una persona che ne fa parte si accorge dopo di quelli che c'è dietro.. Ringrazio Dio che la mia parrocchia non è Quella dove ho seguito il cammino, o avrei avuto un isolamento totale (non che prima fosse diverso, apparte qualche eccezione)

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  14. Lo stato dice che nasciamo con un debito... La chiesa dice che nasciamo con il peccato...La verita' e' che noi nasciamo liberi e invece c'e qualcuno che preferisce non esserli!!!

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    1. Qualche precisazione:

      - lo Stato dice che nasciamo con un debito, e purtroppo è vero: acquisendo la cittadinanza italiana alla nascita, ci si ritrova cittadini di uno Stato indebitato (sia verso il suo stesso popolo, attraverso i BOT e tutto il resto, sia verso istituti privati, come la BCE e Bankitalia: e tutto questo è ancor prima di qualsiasi discorso su tasse e spesa pubblica e servizi per i cittadini). Se calcoliamo soltanto il debito pubblico italiano, ogni nuovo nato con cittadinanza italiana ha già addosso più di trentanovemila euro di debiti, così come ogni altro cittadino italiano vivente.

      - La Chiesa ci ricorda che nasciamo con le conseguenze del peccato originale: quell'inimicizia tra l'uomo e Dio ebbe - ed ha ancor oggi - parecchie nefaste conseguenze, come le malattie, l'ostilità della natura, l'inclinazione al peccato, ecc. Mentre è possibile rinascere a "creatura nuova" grazie al battesimo, quelle nefaste conseguenze non vanno via: e lo notiamo ad esempio nell'atteggiamento capriccioso e arrogante di bambini anche alquanto al di sotto della cosiddetta "età della ragione" (convenzionalmente indicata con sette anni di età).

      Attenzione a contestualizzare bene il termine "libertà": infatti un conto è il libero arbitrio dell'uomo, ben altra storia è libertà dai debiti che è un concetto economico/finanziario.

      Il Signore ci ha dato la possibilità di pentirsi e di redimersi proprio perché l'uomo nel suo libero arbitrio può talvolta (diciamo piuttosto: spesso) preferire un bene inferiore ad un bene superiore, cioè peccare, o addirittura scegliere deliberatamente il male. In altre parole, l'uomo può usare male la libertà che ha, spesso colpevolmente: e se non fosse per quei tre sacramenti che risanano l'anima (il battesimo, la riconciliazione, l'unzione degli infermi), al primo peccato commesso l'uomo sarebbe irrimediabilmente condannato.

      p.s.: contrariamente a ciò che dicono i kikos, l'uomo può anche sforzarsi di non peccare. Nostro Signore disse all'adultera pentita: «va', e non peccare più»: è proprio il ravvedimento (e perciò il proposito "col Tuo santo aiuto" di non peccare più) ad essere il fondamento del perdono. L'evitare le occasioni di peccato, anche per il più comune dei peccatori, a lungo andare rafforza l'anima e la predispone meglio alle opere di Dio. Invece, nella setta eretica neocatecumenale, blaterano che "L'uomo non può non peccare", e con la scusa di dire "il Signore perdona sempre" non fanno gran che per evitare i peccati (o peggio lo fanno ipocritamente, convinti di poter ingannare Dio qualora riescano a ingannare gli uomini).

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