venerdì 2 agosto 2019

Presbitero neocatecumenale arrestato a Piacenza (siamo alle solite)

Futuri "presbiteri" del Cammino
fanno la "Comunione seduti"
in un seminario neocatecumenale;
notare quelli in fondo che trattengono
"sequestrata" la particola in attesa
che scatti il segnale manducatorio
Ogni tanto qualche "presbìtero" neocatecumenale giunge ai disonori delle prime pagine di cronaca per qualche variopinto risultato della tipica spiritualità neocatecumenale.

Quello che è stato arrestato stavolta è un presbikiko con pedigree neocatecumenale completo (per esempio, cinque anni fa era stato con una "famiglia in missione neocatecumenale" nella città di Namur, in Belgio, incidentalmente sede di un seminario neocatecumenale; e dieci anni fa aveva accompagnati una settantina di giovani - per lo più neocatecumenali della sua parrocchia - in un viaggio in Gran Bretagna).

Anche stavolta non ci interessa parlare del vergognoso caso in sé (abbastanza tipico del Cammino), ma delle discutibili "vocazioni del Cammino" e della doppia morale dei neocatecumenali.

Cioè della confusione che vivono i presbìteri neocatecumenali riguardo alla fede, alla morale, ai sacramenti, al proprio stesso sacerdozio, e della convinzione dei kikos di essere talmente dalla parte del giusto da avere il diritto e dovere di aggredire chiunque abbia da ridire sul Cammino, poiché chi pecca ma frequenta il Cammino è automaticamente perdonato dal Signore, e tu che hai da ridire devi essere per forza uno che «giudica» (dopotutto nel Cammino la vittima stuprata deve chiedere perdono al suo violentatore, e la famiglia della vittima non deve denunciare il pedofilo, e i kikos dicono che i bambini violentati erano dopotutto consenzienti...).

Per pura combinazione, sono proprio i due temi che emergono dalla lettura del recente articolo di don Ariel, che vi invitiamo a leggere attentamente, anche nella sezione dei commenti.



Ricordiamo a tutti i cattolici che quando un presbikiko dà scandalo, viene infangata tutta la Chiesa, specialmente se il presbikiko non viene punito severamente, specialmente se i neocatecumenali tentano di insabbiare il caso e mettere a tacere chi ne parla.

20 commenti:

  1. Uomo Libero!!!2 agosto 2019 07:30

    DON SEGALINI EVANGELIZZA CON LE DROGHE, PASSANDO DALLA PARROCCHIA ALLA PANNOCCHIA..

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  2. Avevo giá anticipato qualche mese fa ció vhe sarebbe successo a questo personaggio e qualcuno sul blog mi disse : é una brava persona seria con sani principi.....si sono visti i sani principi
    Pier

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    1. ...il commento di Pier e' del 31 maggio scorso....ma all' epoca non si capiva ancora sui giornali la gravita' della situazione....

      ....e i '''parrocchiani''' di segalini lo '''''difendevano'''''... vogliamo scommettere che erano solo i kikos a difenderselo???

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  3. La vicenda di don Segalini non mi stupisce. Voglio raccontare la vicenda di un parroco molto famoso e stimato a Barletta: don Pino Paolillo. Questo parroco, oltre ad essere diventato neocatucumenale, fa parte dell'Opus Dei, inoltre celebra la messa in latino, seguendo i dettami del vescovo scomunicato Marcel Lefevbre. Praticamente, don Pino Paolillo è multitasking: fa parte di più realtà estremiste, anche per questione monetarie, ovvio! Sono venuto a sapere, che - nonostante i suoi quasi 70 anni - abbia baciato una sua parrocchiana neocatecumenale maggiorenne nella parrocchia di s. Andrea di Barletta. La parrocchiana neocatecumenale fa parte di una classica e numerosa famiglia neocatecumenale barlettana, per cui, si è tentato di occultare la vicenda. La catecumenale trentenne, frequenta ancora don Pino, tessendone ipocritamente le lodi, nonostante la stessa fidanzata con un altro figlio del cammino. Don Pino Paolillo insegna religione nel locale liceo scientifico "C.Cafiero" di Barletta e attualmente è parroco della chiesa SS.mo Crocifisso di Barletta. Se un parroco è capace di baciare in bocca una parrocchiana, credo sia capace di tutto, come ha dimostrato la vicenda di don Segalini.

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    1. C'è da essere piuttosto certi che un soggetto borderline che dà pubblico scandalo, se davvero appartenesse all'Opus Dei o ai Lefebvriani, ne verrebbe scacciato fuori o punito rapidamente. Ovvio che c'è una grossa differenza tra l'essere simpatizzanti di una realtà ecclesiale come l'Opus Dei e l'essere appartenenti (e per di più stabilmente e senza punizioni in corso) a tale realtà.

      Riguardo all'idea che un prete cominci a simpatizzare per il Cammino, facciamo notare che è tipico di chi ha grossi peccati di cui non vuole pentirsi (troppo comodo - e diabolico - fare una "confessione pubblica" davanti a dei laici, ancorché terribilmente umiliante, piuttosto che chiedere sinceramente perdono nel segreto della confessione sacramentale proponendo «col Tuo santo aiuto di non offenderTi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato»: comodo fare la sceneggiata davanti agli uomini che puoi ingannare, scomodissimo chiedere sinceramente perdono a Dio che non puoi ingannare).

      Nel Cammino c'è quel martellante slogan "il Signore ti ama così come sei": è vero, ma il Signore dice ai peccatori: «va', e non peccare più». Invece nel Cammino si sottintende che l'uomo "non può non peccare" e pertanto tali parole del Signore sarebbero abolite. Ti danno praticamente a credere che Dio vuole che tu continui ad essere un peccatore che "conosce" il suo peccato ma non ha bisogno di pentirsene...

      Riguardo poi a un settantenne che dà scandalo con una trentenne, beh, vien da dire che oltre a lui, anche lei qualche rotella fuori posto ce l'ha... perché un gesto come quello, che senso aveva, che logica aveva, che motivi aveva? Toh, ma guarda, presbitero e parrocchiana sono entrambi neocatecumenali.

      p.s.: certe dinamiche clericali non saremo mai in grado di decifrarle perché non sappiamo quali bizzarri equilibri precari ci sono dietro. Certi pasticci avvengono all'improvviso, certi altri sono facilmente riconoscibili dalle avvisaglie, eppure il prete scandaloso viene rimosso/allontanato solo quando la frittata è fatta. In casi come quello sopra citato siamo perfino tentati di ipotizzare che il vescovo stesse aspettando che il soggetto arrivasse a quota 75 anni per mandarlo "in pensione" e toglierselo dai piedi senza far troppo rumore, senza dover rompere strani equilibri, sperando che nei cinque anni rimanenti desse meno scandali possibile. Tanti vescovi temono più i titoli dei giornali che il giudizio di Dio... col paradosso che spesso i giornali nemici della Chiesa, quando si tuffano compiaciuti su uno scandalo clericale, in fin dei conti fanno un favore al Signore (oportet ut scandala eveniant) perché obbligano la gerarchia ecclesiale a fare il proprio dovere.

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  4. Dall'articolo di Don Ariel si calca che i neokat usino solo e sempre la II Preghiera Eucaristica.
    Da sempre mi sono convinto che,questo è dovuto al fatto che Kiko abbia "musicato" solo questa preghiera (fino a quando ero in cammino) sul libro dei canti vi era solo quella preghiera,sulle audio cassette del Triduo Pasquale vi era solo quella preghiera.
    Ora se Kiko "musicherà" le altre preghiere state certi che i presbikiko, tutti useranno anche le altre

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    1. Spiego brevemente la questione del «sempre e solo la II preghiera eucaristica».

      Fino agli anni '60 esisteva nel rito romano un'unica preghiera eucaristica, detta Cànone, tutta in latino e per gran parte recitata a voce sommessa o secrete (che in latino significa "segretamente", nel senso che non è necessario che la voce del celebrante sia udibile dal popolo: dopotutto la consacrazione è un gesto del solo sacerdote).

      Con l'introduzione del nuovo rito romano nel 1969 sono state aggiunte altre preghiere eucaristiche (la II, la III, la IV, successivamente anche la V in varie versioni: il sacerdote celebrante può scegliere quale utilizzare) e si è cominciato a celebrare in lingua parlata (dimenticando, abusivamente, il latino); per di più la preghiera eucaristica si dice non più secrete ma con tono di voce normale (il che ha generato il bizzarro fenomeno dei "concelebranti laici" che per distrazione o per pigra abitudine ripetono a memoria le parole dette dal sacerdote...).

      Spesso, per fretta o per pigrizia, i sacerdoti scelgono la II, che è la più breve. È ispirata all'antico Cànone di Ippolito (attenzione: solo ispirata, anche se alcuni, sbagliando, dicono diversamente). Tale pigrizia nel clero è così diffusa che i parroci usano la III e la IV solo per evitare quei "concelebranti laici" a ripetere cantilene.

      Il fatto che Kiko abbia "musicato" solo la II è del tutto ovvio: nel Cammino la liturgia è considerata solo uno spettacolino e il musicare la III o la IV sarebbe stata una noia mortale, figuratevi musicare il lungo Cànone (che per di più, nella versione moderna del 1969, viene "interrotto" da «mistero della fede!» e dalla risposta del popolo, cosa che non avveniva nella versione tradizionale).

      Nel Cammino, infatti, la Messa (pardon, "l'Eucarestia") è uno spettacolino autogestito che bisogna a tutti i costi musicare, animare, rendere chiassoso e fragoroso, altrimenti non sembra abbastanza "partecipato". Tutto deve avvenire secondo i dettami di Kiko e Carmen (e senza intrusioni esterne di arte sacra), a costo di andare contro lo stesso Messale Romano perfino riguardo alla formula di consacrazione (per esempio, nelle parole del Signore, ripetendo "Padre! Padre!", mentre nel Messale non esiste tale ripetizione: i kikos hanno alterato perfino le parole del Signore nella formula di consacrazione! talmente disprezzano la Messa cattolica, che dovevano creare uno spettacolino autogestito che ne facesse una parodia).

      Ricordiamoci che la Messa si può considerare ben vissuta dalla singola anima quando la vive in unione con Dio, anche se il prete celebra sciattamente, anche se l'assemblea è distratta e caciarona, anche se la Messa è senza canti, senza segni, senza bizzarrie scenografiche. Ovvio che quell'unione con Dio è più difficile quando pretino e assemblea cercano di spettacolarizzare la Messa...

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    2. Gentilissimo Tripudio, perdonami se mi inserisco per una precisazione sulle preghiere musicate dal tuttologo Kiko. Ricordo quasi perfettamente - chiedo eventualmente supporto a chi ha più memoria di me - che, negli anni ottanta, il signor K propose la quarta preghiera eucaristica cantata. E in effetti devo dire che era una bella composizione musicale (chissà se era realmente farina del suo sacco o non avesse piratato il tutto a qualche autore piú formato) con cori e controcori per preti con adeguata formazione musicale e con voce tenorile. Ricordo ancora alcuni passaggi: E proclamò-o-o la re-su-rre-zioo-nee con risposta su due cori delle stesse parole. Ai tempi mi parve abbastanza trascinante anche se ridondante. Certamente sarebbe stato ottimo momento per un musical d'effetto con prete/primadonna al centro e chitarristi sgolanti con occhi persi sull'infinito iperuranio... Sfortunatamente, o fortunatamente, il nostro prete non aveva l'estensione vocale adatta e si ritornò al solito "Padre... Padre..." della seconda preghiera. Subito dopo, forse in un attacco di onestà intellettuale, il signor K si rese conto che la consacrazione rischiava di debordare nell'operetta di maniera e, di questa 4 preghiera non si sentì più parlare.
      Saluti
      M.i.B.

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  5. - è vero che siam tutti peccatori, ed è vero che quando uno si infila in una spirale di peccati sempre più gravi solitamente è l'ultimo ad accorgersene: non a caso il salmo 19 implora: "assolvimi dalle colpe che non vedo"...

    - ...ma è anche vero che per evitare di infilarsi in una simile "spirale" abbiamo gli strumenti adatti, la confessione (frequente e ben fatta, a cominciare dal pentimento sincero) e la Comunione (frequente e fatta secondo le dovute disposizioni), oltre che l'impegno a non commettere peccati e l'attitudine a compiere opere di carità (in modo da combattere il circolo vizioso mediante il dar luogo ad un circolo virtuoso);

    - inoltre vogliamo far notare che anche i preti si confessano, e anche i vescovi, anche i papi (immaginate un po' un prete che smette di confessarsi...);

    - nel Cammino vigono bizzarre concezioni sul peccato, sulla grazia, sul perdono, sui sacramenti, e così va a finire che "l'ubbidienza al catechista è tutto" e perciò la vita morale si inquina, col risultato che almeno i soggetti più deboli finiscono puntualmente per pensare che le "confessioni pubbliche" (cioè i "giri di esperienze", gli "scrutini", le domande invadenti dei cosiddetti "catechisti", e perfino le "risonanze" e altro) sarebbero sufficienti a lucrare il perdono di Dio... illusione protestante! Figuratevi quando tale illusione è coltivata da un presbiteronzolo neocatekiko, figura pressoché ornamentale delle liturgie del Cammino, al quale i cosiddetti "catechisti", laici, da un lato chiedono conto di chissà che peccati sessuali accusandolo di chissà quali bassezze, e dall'altro esigono che il malcapitato confessi pubblicamente peccatoni super-giganti altrimenti lo accusano di essere renitente e non convertito.

    Ricordiamo inoltre a tutti i cattolici che quando un presbikiko dà scandalo, viene infangata tutta la Chiesa, specialmente se il presbikiko non viene punito severamente, specialmente se i neocatecumenali tentano di insabbiare il caso e mettere a tacere chi ne parla.

    Riguardo al primo punto, perciò, suggeriamo di riflettere sul recente articolo di don Ariel, specialmente riguardo alle "condizioni essenziali" per il sacerdozio.

    Dopodiché, riguardo al secondo punto, conviene leggerne anche lo "spazio commenti" per riflettere sulle reazioni dei fratelli neocatecumenali, dove non troverete alcun kikos ammettere qualcosa come: "su questo il Cammino va corretto, su questo i fratelli delle comunità sbagliano, su questo i cosiddetti catechisti ci hanno insegnato qualcosa di sbagliato". Nulla di ciò. La spiritualità neocatecumenale è l'idolatria del tripode Kiko-Carmen-Cammino: guai a chi osa elevare critiche, perfino se critiche oneste, documentate, ragionate, basate direttamente sul Magistero, la Scrittura e la Tradizione.

    p.s.: Kiko chiamava pubblicamente "persecuzione" il processo canonico a carico del vescovo pedofilo neocatecumenale (riconosciuto poi colpevole dalla Santa Sede sia in primo grado che dopo l'appello) e finora nessun kikos ha mai cessato di difendere il pedofilo. D'altronde, come meravigliarsi? I kikos calpestano materialmente il Santissimo Sacramento: se trattano così Nostro Signore (rifiutandosi di fare un'adorazione eucaristica riparatrice perfino di fronte alle foto dello scempio), vi meraviglierete che proteggono e difendono pedofili e stupratori?

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  6. C'è sicuramente un grave problema che sta alla base del discernimento vocazionale in uso presso i neocatecumenali.
    In sintesi, può essere denominato: il metodo del fango: non c'è vocazione vera se non c'è una situazione di peccato e di malessere spirituale continuo.
    Questo è il motivo per il quale non stupisce che si possano considerare bravi presbiteri alcune persone con gravi problemi irrisolti.
    Cito ad esempio ciò che scrive sulla propra rivista digitale, Il granellino, un sacerdote di provata fede neocatecumenale.

    «Qualche tempo fa un giovane di 30 e oltre è venuto a farmi visita per essere aiutato a capire se il suo desiderio di intraprendere il cammino vocazionale fosse veramente una chiamata del Signore. Appena mi ha espresso il suo desiderio, gli ho rivolto la seguente domanda: "Fratello, cosa venderai, cioè cosa lasci per comprare, cioè per seguire il Signore, la perla preziosa?” E lui: "Non capisco il senso della tua domanda”. Allora mi spiego meglio: “Lasci la fidanzata o un lavoro sicuro o persino i tuo beni per seguire il Signore?". La risposta: "Niente di tutto questo!". Ed io aggiungo: "Dubito molto che il tuo desiderio sia una chiamata del Signore. Fratello mio, per seguire il Signore Pietro dovette lasciare gradualmente gli affetti familiari, le reti, la barca e un lavoro sicuro e a tempo indeterminato. Non si diventa prete per avere un ruolo nella Chiesa". Il giovane mi lasciò un po’ turbato. Comunque, sono dell'avviso che gli addetti al discernimento delle vocazioni alla vita consacrata e sacerdotale devono essere veramente uomini illuminati dallo Spirito Santo per evitare che siano accolti e poi ordinati uomini che vivranno da mercenerari nella Chiesa. Abbiamo l'obbligo di non mettere la perla preziosa del sacerdozio davanti a cani e porci.
    "Padre Lorenzo, ho deciso di seguire il Signore perché ho capito che senza di Lui la vita è vuota e senza senso. Perciò voglio frequentare un corso di catechesi per adulti”. Gli dico: "Bene, fratello! Dimmi: cosa stai per lasciare per possedere Ia vita eterna?". E lui: "Ho deciso di essere onesto nella mia professione. Voglio fare il medico per aiutare gli infermi a guarire e non per fare solo soldi. Intendo e voglio dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio!". “Vieni, fratello! Hai scoperto la vera perla preziosa. Il Signore ti farà ricco del suo amore fedele. Sii perseverante nel cammino di fede!" Amen. Alleluia.
    (P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)»

    Insomma: il giovane più che trentenne che sta facendo un cammino spirituale verso il sacerdozio ma che non ha fidanzata o lavoro avviato o vita libertina da abbandonare non ha una vera vocazione.
    Quello invece che dice: voglio fare una catechesi per adulti ed essere onesto (perché evidentemente prima non lo era), ecco, quello è credibile. Se poi continua sacrificando vita privata e famiglia per essere ancor più aderente alla vocazione kikiana, ancor meglio.
    Come pretendiamo che a presbiteri selezionati con il criterio del fango non capiti prima o poi di perdere il controllo e di farsene sommergere?

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  7. Qualcuno del Cammino può obiettare: "Ma queste cose succedono anche fuori dal Cammino!"

    PURTROPPO sì, ma, visto che nel Cammino questi casi sono tutt'altro che isolati, anzi sono piuttosto comuni, è la conferma che a livello morale i camminati sono come gli altri, e forse PEGGIO, altro che VERI cristiani, o cristiani MATURI!
    Se nella Chiesa di oggi i GIUDA ISCARIOTA sono 2 su 10 e nel Cammino 4 su 10, il Cammino rappresenta una forma di degrado morale maggiore di quello che si è raggiunto nella Chiesa attuale.

    Ma ancora non è questo il punto. La vera discriminante che demarca una differenza sostanziale tra il Cammino e la Chiesa, è l'approccio al problema, la prassi con cui si affronta il problema.
    Per la Chiesa cattolica occorre denunciare e condannare senza appello, e chi non lo fa è un cattivo cattolico, per il Cammino occorre difendere il criminale, e chi non lo fa è un cattivo camminate. Anzi, viene espulso dal Cammino.
    E questo può essere la dimostrazione che, al contrario dei principi della Chiesa, che sono santi, i principi su cui si regge il cammino sono malvagi e menzogneri.

    E' vero, nel Cammino si fanno figli e non si abortisce. Ma questo avviene anche tra i cattolici.
    Ma quanta gente che va in Chiesa non è coerente su queste cose?
    Il fatto è che la Messa della Chiesa è APERTA, a differenza di quella del Cammino.
    E so di casi in cui anche tra i camminanti ci sonop incoerenze con ciò che dicono di professare. Solo che nel Cammino si tace per paura, cosa che favorisce l'ipocrisia.

    E poi le famiglie numerose, che sono una cosa buona e su questo non voglio essere frainteso, non sono un lasciapassare per poi fare su tutto il resto cose tutt'altro che buone.
    E' la stessa sindrome di tanti cattolici di oggi, per cui, a chi è accogliente verso i migranti, o, meglio, a chi dice di essere accogliente verso i migranti (di solito si accoglie a scopo di lucro), poi è permesso tutto il resto.

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  8. Nel cammino vale solo quello che è visibile, che si può ostentare, non vale ciò che c'è nel cuore.
    Famiglie numerose ed itineranti di tutti i tipi sono considerati un frutto.
    Selvatico spesso, ma un frutto.

    Se nel cuore c'è avidità, compiacenza, voglia di mettersi in mostra, carrierismo spirituale, egocentrismo, autoreferenzialità... quello non conta.
    Meglio mandare in missione un itinerante "problematico" che verificare se il cuore di un prete o di un catecumeno sta spiritualmente bene, perché quello non si vede.
    Denunciare qualcosa, poi, tanto meno: quello si vede e non fa buona pubblicità.

    E' come un'azienda sporca che vende prodotti difettosi, pur di vendere.
    Non si guarda se il prodotto funziona bene e, se dovesse risultare che non funziona, si deve tacere il difetto sennò porta discredito e cattiva pubblicità.

    Le aziende serie invece, ritirano i prodotti difettosi e magari ci rimettono pure in soldi ed immagine.

    Il CNC appartiene al primo tipo di aziende: non sia mai che un singolo prodotto risulti difettoso!
    Se anche ci se ne dovesse accorgere, va nascosto il difetto (Apuron e McCarrick, per dirne due "molto difettosi") e si continua con la produzione.

    Avrei tanti esempi di camminanti coperti nelle loro malefatte e, nei miei 35 anni di cammino, ho conosciuto personalmente almeno 2 preti abusatori. Nessuna risonanza anzi, se ci ripenso con la consapevolezza di oggi, di uno in particolare fu pubblicato lo scandalo, ma mai fu detto che apparteneva al CNC.

    Purtroppo troppi sacerdoti cadono in questo tipo di peccati, ma la comprensione e l'occultamento che si opera nel CNC, dove non vige alcun tipo di "prudenza", è veramente esecrabile.
    Del resto, l'uomo non può "non peccare" perché è "schiavo del demonio", quindi alle povere vittime peccatrici va riservata comprensione e solidarietà, sennò sei un giudicatore superbo.

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  9. Ricordo ancora kiko affermare con la consueta tracotanza: "Da noi [nel cammino] queste cose [abusi sessuali] non succedono". Ah, non succedono? O piuttosto succedono eccome, e chissà in che misura, ma vengono insabbiati? Che ipocrisia! Ma non ci si può attendere coraggio e amore della verità da un popolo di schiavi, perché se resti nel cn e aderisci alle sue prassi, sei fondamentalmente uno schiavo, uno che nel migliore dei casi ha timore di usare la ragione (nel peggiore se ne vanta invece) e che esegue direttive imposte dall'alto senza pensare se sono cosa buona oppure no.

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    1. La pedofila nella chiesa è struttura di peccato dovuta ai problemi del singolo candidato al ministero ordinato e coloro che hanno il discernimento sul candidato, pertanto non è questione di provenienza ecclesiale, anche se i neocatecumenali hanno sempre detto: i migliori preti escono dal cammino. Non è così. Non condivido il cammino neocatecumenale, ma onestà intellettuale mi porta dire certe cose

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    2. Per onestà intellettuale bisognerebbe anche prendere in considerazione la "teologia" neocatecumenale, secondo cui «l'uomo non può non peccare» e pertanto non c'è bisogno di resistere alle tentazioni (ed anzi occorre pubblicamente confessare peccatoni supergiganti nei cosiddetti "giri d'esperienze" e "scrutini", altrimenti i capicosca ti accuseranno di non esserti convertito).

      Dunque:

      - prete normale (o anche semplice fedele): sta soccombendo al vizio, ma sa che è sbagliato, sa che dovrebbe resistere alle tentazioni, sa che la Chiesa condanna quei pensieri, parole, opere e omissioni

      - presbikiko (o anche semplice laico fratello di comunità): si crogiola nel vizio perché "il Signore perdona sempre", il Cammino gli ha insegnato che l'uomo «non può non peccare» e pertanto il suo vizio è qualcosa che non può essere evitato o fermato, ma solo nascosto quanto basta per non farsi beccare dalle Forze dell'ordine (e solo perché in tal caso i cosiddetti "catechisti" se la prenderebbero a male).

      Per questo, per onestà intellettuale, bisogna riconoscere che:

      - la Chiesa è santa in quanto istituita dal Signore affinché prosegua la Sua divina opera

      - i singoli uomini di Chiesa sono peccatori, ma ciò non comporta che Nostro Signore abbia sbagliato nel fondarla

      - il peccato del singolo non intacca la santità della Chiesa, ma sul piano umano infanga la Chiesa

      - se un'entità che si spaccia per cattolica (come il Cammino) instilla una mentalità che facilita il crogiolarsi n el peccato, bisogna riconoscere che tale "educazione" è deleteria per la Chiesa anche quando non provoca scandali (e bisogna anche ricordarlo quando uno di tali scandali infanga la Chiesa).

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  10. http://www.cesap.net/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=1311

    Date un'occhiata all'articolo, molto interessante.

    (da IPG)

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  11. Per chi se lo fosse perso: il vecchio articolo Scemo e Più Scemo alla conquista dell'Isola di Patmos.

    Ebbene, la sgangheratamente ragliante asineria del club dei pasqualoni si è data da fare anche stavolta sul sopracitato recente articolo di don Ariel. È magicamente ricomparso perfino lo gnostikiko che crede di liquidare venti secoli di storia della Chiesa con un paio di frasette di De Las Casas (per cui don Ariel gli ha risposto in spagnolo). Naturalmente restando zittissimi a proposito dei loro presbikikos arrestati per storiacce di sesso e droga.

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  12. A titolo di cronaca, ribadiamo un paio di cosucce prima che qualche neocatecumenale (cioè mentitore) tenti di negare l'evidenza.

    Il presbikiko arrestato a Piacenza affermava in un'intervista che la sua vita è cambiata alla GMG del 2000 all'incontro con Kiko.

    Ora, i giovani cattolici alla fine della GMG vanno via. L'incontro con Kiko avviene sempre dopo la fine della GMG, quando i cattolici se ne sono già andati a casa e sono rimasti solo i neocatekikos.

    Cinque anni prima di essere arrestato, questo stesso presbikiko aveva accompagnato in missione neocatecumenalizia una cosiddetta "famiglia in missione" a Namur, in Belgio. Con tanti posti dove lavorare in Belgio al servizio della Chiesa Cattolica, per purissima combinazione sono andati a Namur, dove c'è un seminario neocatecumenale.

    Alcuni anni prima, nel 2010, quello stesso presbikiko aveva accompagnato una settantina di giovani della sua neocatecumenalizzatissima parrocchia (di cui "alcuni non erano del Cammino", sì, diremmo piuttosto: non ancora) in un bizzarro pellegrinaggio in Gran Bretagna per andare a fare show dinanzi al Papa impegnato nella beatificazione di John Henry Newman (la cui canonizzazione è prevista fra un paio di mesi; dell'evento del 2010 abbiamo anche un resoconto dell'epoca sul nostro blog). Lo sappiamo tutti che ai kikos non è mai importato nulla dei beati oratoriani, ma lo stesso presbikiko arrestato per storiacce di sesso e droga ha raccontato in un'intervista che c'è gente che per vedere il Papa va a Roma, e c'erano loro che per vederlo vanno in Inghilterra. Altro che Newman. E poi sapete tutti cosa significa per i kikos l'espressione "andiamo a vedere il Papa"...

    p.s.: a proposito di Inghilterra dobbiamo qui ricordare la claque neocatecumenalizia che volò dall'Italia e dalla Spagna alla volta di un aeroporto di Londra al solo scopo di fare la grattugiata di chitarrelle e tamburelli non appena il santovivente Kikoprofeta iniziatoresorciccio è arrivato in aeroporto. Dopodiché se ne sono tornati a casa senza neppure uscire dall'aeroporto. L'importante era far credere ai futuri kikolatri inglesi che Kiko era già "molto famoso".

    A documentarlo è infatti quel video girato da uno degli stessi tifosi della claque pubblicato su Youtube. Vi invito a notare la faccia perplessa e disgustata di un comune viaggiatore davanti a tale ridicola pagliacciata.

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  13. Speriamo sempre!

    Signore Gesù Ti ringrazio di tutto, in particolare per la tua Mamma, nostra Madre, Maria, la Regina del Cielo, terrore dei demoni, e salvezza dal peccato, Lei si prodiga sempre nel darci aiuto contro le tenebre profonde del male, ed io, se non avessi Lei che mi sostiene, sicuramente a quest'ora sarei finito, finito perchè debole e indebolito dal peccato, e per cui sarei caduto in qualche laccio. Infatti non sono poche le situazioni buie, che mi capitano quando vado in giro, e molte volte è difficile rimanere saldi e allontanare da me il laccio del nemico. Ma per grande grazia c'è tua Madre, che ci rimette in piedi e sulla strada che va verso Te.
    Nostra Madre si proccupa che ci possiamo allontanare da Te, e nel mio piccolo la comprendo, in quanto Tu sei la nostra Vita, e per cui se noi ci allontaniamo da Te, ecco che ci allontaniamo dalla Vita, e per cui, inevitabilmente, andiamo verso la morte. Lontano da Te, Signore, non si può stare, in quanto vi è sofferenza. Non si può vivere di una vita solamente materiale, dedita alla crescita terrena e al godimento materiale dei beni accumulati, noi non siamo stati creati per vivere solamente su questa terra, e per cui siamo di passaggio, e quindi dobbiamo utilizzare le cose terrene in base alla realtà che ci circonda. I beni servono, per vivere e per dare ausilio materiale al prossimo, ma a noi servono in primo luogo beni celesti, perchè sono questi che alimentano il nostro spirito e la nostra anima, e poi usufruiamo anche di quelli materiali, giustamente. Ma Signore, che strazio vedere le tue creature rinchiuse in un mondo materiale, dove scelgono di andare per ristoranti e gite e feste e spese ai supermercati e via dicendo, e mi vedo la Santa Messa partecipata da pochi.
    (segue)

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  14. Lo so, il numero non conta, la Madonna da se fa per tutti noi, di generazione in generazione, messi insieme, nulla può eguagliare la Madonna, Maria di Nazareth, e per cui se pochi vanno, e sono ben messi, ecco che fanno di più di tanti messi abbastanza male. Ma i tanti, se vogliono, potrebbero iniziare un percorso serio e incamminarsi sulla via della santità, con il fine di gustare i doni celesti e di uscire da quello stato di morte. Signore Gesù nel Fuoco Divino hai segnato le tue creature, da Te sono uscite e a Te dovrebbero ritornare. E speriamo il maggior numero possibile. Signore Gesù in passato ho visto divisioni tra le tue creature, ho noteto che dei fratelli litigavano e si facevano la guerra, vi era un gruppo di persone che si chiamavano fratelli tra di loto, ma ad un certo punto hanno iniziato a perseguitare un loro fratello, perchè quato ha iniziato a fare la Tua Santissima Volontà. Costoro non riuscivano a capire che era arrivato il Dono Santo in mezzo a loro, non per via di quel fratello, che era solamente una persona in carne ed ossa, ma per via che Chi muoveva tutto eri Tu, e per cui da quanto stava accadendo sicuramente vi sarebbero uscite cose buone, e infatti,Signore, nonstante la guerra, i dubbi, le calunne, le persecuzioni, i giorni bui e solitari, le cadute,Tu non hai mai abbandonato la tua Opera, e poi hai dato sfogo. Signore davanti a Te, vedendo me, mi dico che non sono degno e come è potuto accadere tutto questo, non riesco a capire, forse hai visto qualcosa che io non vedo, ma scopro sempre più che il tuo Amore è grande, e che quando inizi una cosa la porti a termine. Noi, Signore, non facciamo altro che venirti contro, Ti mettiamo sempre i bastoni tra le ruote, e, in un certo senso, Ti siamo nemici, ma il tuo Amore supera ogni cosa, e per cui la tua Amicizia ci fa capire i nostri errori e ci rimette sulla via della Luce. Signore provo un grande strazio per quelle persone che stanno nel buio, ho visto che non si sono ravvedute, anzi, hanno moltiplicato i loro sforzi per andare contro a quel fratello, ma non hanno capito che dietro ci sei Tu, e non hanno capito che se continuano su quella strada, inevitabilmente gli capiterà qualcosa. Tu sei Misericordia e Amore, ma sei anche Giustizia, e per cui se vedi che qualcuno non vuole accettare la Misericordia e l'Amore, inevitabilmente farà i conti con la tua Giustizia. Signore ho pregato per quei poveri sciagurati, che li perdoni, del resto, Signore, hai perdonato me tante cose, e non sono cose leggere. Come vi è Luce davanti a me, allora so che c'è Luce davanti a tutti quanti, e per cui si spera che tutti si ravvedano e si mettano in cammino verso la Luce. Del resto, Signore, la bataglia è dura, e se un'anima non si prepara bene, ecco che potrebbe cadere in qualche laccio, ma per grande grazia ci sei Tu, che rialzi l'anima caduta, con lo Spirito della Resurrezione, e la rimetti sul cammino di santità. Signore, la nostra speranza poggia su di Te, e non potrebbe essere diversamente, per cui poggia sulla Tua Resurezzione, sulla Fiamma Divina, nelle Vampe Sante hai bruciato ogni scoria e ogni cosa, hai purificato l'anima e gli hai donato più forza. Nella Notte Santa hai spezzato il gioco del nemico dell'anima, il nemico voleva avere il suo dominio, ma sei intervenuto Tu, che non hai concesso spazio al nemico e lo hai allontanato. Hai immerso tutto con il Fuoco Santo e al mattino è arriva la Pace la grande Pace, l'Alba della Pace.
    Che dire Signore! Le parole non bastano, i beni materiali cosa sono, nulla può contracambiare. Se provassi a contracambiare, in qualche modo, sono sicuro che Ti arrecherei grande offesa, posso solo dirti Grazie. Signore Ti chiedo di custodirmi, so che l'hai sempre fatto, e lo farai sempre, e Ti chiedo di avere pazienza con me, perchè so di essere debole.

    (da IPG)

    Pace ai figli della Pace. La Resurrezione di Gesù è la Pace.

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