martedì 9 aprile 2019

Scemo e + scemo alla conquista dell'Isola di Patmos

Ricordate l'avventura eroica dei due pasqualoni, mandati da Kiko in missione senza calzari né bisaccia addirittura ad "evangelizzare" la esotica e pericolosissima città di San Giorgio a Cremano, stracolma di demoni da esorcizzare, a rischio della propria vita, dormendo all'addiaccio, mangiando a sbafo dalle suore, lontani addirittura 6 chilometri da casa?
Ebbene i due prodi si sono spinti, per una nuova avventura sotto l'egida del Kerigma di Kiko, laddove nessuno avrebbe pensato, cioè fino all'Isola di Patmos!



Alcuni flash della missione dei due
eroi: le enormi distanze, l'esorcismo,
la suora che li ospitò, le tarasconate
al rientro in "patria"
E pur essendo un'avventura virtuale, in quanto trattasi di un sito di argomenti teologici ed ecclesiali gestito da don Stefano Ariel Levi di Gualdo e molto letto e frequentato dai sacerdoti , anche in questo caso i due Pasqualoni hanno affrontato dure prove e combattuto aspre battaglie, a tutto vantaggio della propria santiKikazione.

Nel corso della precedente avventura abbiamo paragonato i due al prode crociato Anselmo, a Tartarino di Tarascona, a Totò e Peppino, a Ciccio e Franco: in questa invece i pasqualoni, cioè il sommo e antico di prima nomina Pasquale insieme con l'attendente cacciavitaro Shadyx l'Ombroso, assidui frequentatori del nostro blog, soprattutto della sezione Spam (spazzatura), sembrano la reincarnazione della coppia comica Carrey e Daniels in una pellicola americana di grande successo dall'azzeccatissimo titolo: "Scemo & più scemo".

Ci faremo quindi accompagnare nel racconto della tragicomica avventura all'Isola di Patmos, dalle frasi celebri della brava coppia di attori, sperando di fare cosa gradita ai nostri lettori, ma anche ai nostri due protagonisti, che giunga a maggior gloria del loro signore e padron Kiko.

Per presentare don Ariel Levi di Gualdo, con il quale gli intrepidi Pasqualoni incroceranno le proprie spade affilate da decenni di sermoni kikocarmeniani, ricorriamo alle sue stesse parole. Egli dichiara infatti di sé stesso:
"Sono l’ultimo dei preti della orbe catholica, ciò non toglie però che per grazia di Dio io abbia ricevuto:
1. una formazione umanistica;
2. una formazione filosofica;
3. una formazione giuridica;
4. una formazione teologico-dogmatico-sacramentaria;
5. una formazione storico-dogmatica;
6. continuo a studiare di giorno in giorno..."
 Naturalmente una presentazione del genere non intimorisce i pasqualoni che hanno al proprio attivo, come asserisce il loro padron Kiko, addirittura 3000 pagine di mamotreti ispirati dallo spirito di vino: per dirla tutta, il sommo Pasqualone modestamente dichiara di studiare anch'egli teologia benché "a un livello più basso". Difficile comprendere a che genere di  teologia si riferisca, anche se il riferimento alle parti basse ci pare significativo.




«Non lo capisci Harry? È la nostra grande occasione, amico! Dobbiamo mostrare solo un po’ di classe, un po’ di raffinatezza e saremo culo e camicia. Non c’è problema Lloyd...»

Già in apertura dello spazio commenti ecco che lo scemo numero due, l'Ombroso Shadyx, stalliere e palafreniere del Sommo Pasqualone,  parte con baldanza pensando di mettere subito al tappeto don Ariel con il solito video di Kiko e i papi.
Egli scrive, con grande raffinatezza di pensiero e di eloquio:
Scemo numero due: "lei è un emerito ignorante, in tutti i sensi … lei è un fallito come “teologo” e come prete, e siccome grazie a Dio nessuno se la fila, allora cerca disperatamente di mettersi in risalto.
San Giovanni Paolo II ci ha approvati, le piaccia o non le piaccia, se ne faccia una ragione, grandissimo coglione!"
1° sganassone:
Don Ariel:

"Il video che lei ci ha inviato, alla luce di questi fatti non vuol dire niente se non reiterare con penosa ostinazione il tentativo maldestro che fu fatto da Kiko Arguello nel 2002 di far credere ai propri adepti che la Santa Sede aveva approvato tutto, ed in tutto e per tutto, vale a dire le bizzarrie liturgiche e dottrinali che il Cammino seguitava imperterrito a perpetrare...
Se anche in quel discorso di rimprovero, lei legge una ennesima approvazione, allora io riemetto i remi in barca e proseguo oltre perché sarebbe come pretendere di convincere un Mormone che non è vero che un Angelo di Dio sia apparso a Joseph Smith nel 1823 dandogli il libro di una nuova rivelazione...
Abbia pertanto la serietà che hanno i membri del Partito Radicale, che non strumentalizzerebbero mai delle immagini nelle quali i loro due leaders sono ritratti con i Sommi Pontefici Giovani Paolo II e Francesco I, per fare credere che la Santa Sede approva l’aborto, l’eutanasia ed il gender. Cosa questa che non avverrebbe mai perché – come ripeto – i Radicali sono persone serie."

Commenta divertito Don Ciro:
"anche a me, negli anni in cui ero parroco in una parrocchia del Vomero (Napoli) un neocatecumenale mi dette del “coglione” davanti ai ragazzi del catechismo in preparazione alla cresima, è passato del tempo ma credo si stia sempre curando le ferite. Me lo tolse di sotto mano il diacono permanente, mentre tutti i ragazzini facevano il tifo per il parroco dicendo “dagli, dagli!”.
Anche al padre Ariel, è prudente e opportuno dare del “coglione” solo via internet …



«Una volta abbiamo provato ad incrociare un collie con uno spinone...Che cosa interessante! Già, lo abbiamo chiamato collione.»
Lo scemo numero due, il rintronato Ombroso, torna alla carica dopo aver cambiato alias e ripulito il linguaggio, con un argomento che ritiene definitivo per mettere alle corde il proprio avversario:
Scemo numero due: "...dopo aver letto questo articolo non ho più dubbi: Don Ariel è uno di quelli “dell’Osservatorio”.E naturalmente, tutto questo già basta a squalificare il suo imponente lavoro. Un lavoro estremamente fazioso che non riporta neanche un aspetto positivo del Cammino ma lo considera solo il male assoluto."

2° sganassone
Don Ariel:

"Lei ha dato prova di commentare, bordando pesanti accuse di superficialità a me, quello che lei non ha neppure letto. Ma d’altronde è comprensibile il motivo, la sua penna è stata mossa dallo Spirito Santo, che la esonera dal leggere, dall’analizzare e dall’uso stesso del buon senso comune. E la mancanza di questo buon senso, porta di triste necessità, il settario, a non rispondere mai nel merito delle questioni. Allora le faccio una sola, unica e semplice domanda:

Se la sente di smentire numerosi testimoni, inclusi ex seminaristi e sacerdoti che si erano avvicinati al Cammino, i quali hanno riferito di essersi sentiti chiedere in pubblico dai mega-catechisti se avevano mai commesso adulterio o se facevano ricorso alla masturbazione? Quindi se la sente di replicare a tutti loro che sono solo dei bugiardi che rendono false testimonianze per screditare il più grande dono fatto dallo Spirito Santo alla Chiesa, ossia il Cammino Neocatecumenale?...
P.S.
In seguito alla sua segnalazione sono andato a cercare il blog in questione, che in verità non avevo mai letto e del cui staff non faccio né mai ho fatto parte.
E anche se come lei dice, fossero espresse le stesse cose, ciò che cosa vuol dire? Anche i Vangeli sinottici riportano per la gran parte le stesse cose..."




«La fortuna di non avere un’identità è che nessuno può fregartela!»
Lo Scemo numero due vacilla ma non stramazza al suolo. Piuttosto,  molto coraggiosamente cambia di nuovo nome ed attacca il proprio nemico ai fianchi con un nuovo e inattaccabile argomento: siamo approvati...
Scemo numero due: "Se fosse tutto vero quello che dice Don Ariel vuol dire che la capacità di discernimento di ben 5 Pontefici e della Congregazione della Dottrina della Fede, nel corso degli ultimi 50 anni, sia pari a zero!
Naturalmente, già il semplice buon senso ci dice che ciò non può essere vero...
Ma non si può condannare il Cammino in toto e considerarlo il male assoluto...
Fino ad ora nessun documento ufficiale della Chiesa ha giudicato il Cammino come una setta, per giunta eretica. Quindi, per adesso sono nel torto tutti i detrattori del Cammino a cominciare da Don Ariel!"

3° sganassone
Don Ariel:

"La mia coscienza di sacerdote e la mia coscienza di teologo mi impongono di redarguirla, una volta e per tutte, rimproverandola per il pessimo servizio che lei sta rendendo al Cammino Neocatecumenale, all’interno del quale – parlando anzitutto nel mio scritto del mistero della grazia – non ho negato, anzi tutt’altro ho spiegato come esso possa essere uno strumento attraverso il quale molte anime giungano alla salvezza. Basterebbe solo conoscere quelli che sono i mezzi ordinari di salvezza, ossia la Chiesa ed i Sacramenti di grazia, ed i mezzi straordinari di salvezza, che sono racchiusi nel mistero di Dio e che Dio usa come e quando vuole – va da sé – senza certo dover chiedere il permesso a noi.

Il pessimo e dannoso servizio che lei sta rendendo al Cammino Neocatecumenale è dato dal fatto che, proprio come un Testimone di Geova con la filastrocca imparata a memoria, o come uno scientologo “lavato di cervello”, lei pretende da una parte di interloquire, ma quando le sono poste domande precise, ella seguita come un disco rotto a ripetere da capo la nenia «siamo stati approvati … siamo stati approvati … dal discernimento di cinque Pontefici … di cinque pontefici …».

1. Ribadisco: io le ho posto domande precise, come si può leggere, che sono basate su fatti provati e documentabili, ma alle quali lei non risponde;

2. nel mio scritto ho spiegato – con rigore teologico, non con l’umore di stomaco e con le passioni soggettive – che la santità non implica affatto la perfezione di tutte le azioni pastorali, le scelte ed i discorsi di un Sommo Pontefice, cosa questa che le può essere confermata da tutti gli specialisti che si occupano delle cause dei Santi;

3. i Sommi Pontefici che hanno avuto a che fare direttamente col Cammino Neocatecumenale sono due e solo due: Giovanni Paolo II che dopo molti anni gli ha concesso una prova ad experimentum e Benedetto XVI che ha approvato definitivamente gli Statuti debitamente rivisti e corretti;

4. questi due Pontefici hanno ripetutamente richiamato nel corso degli anni i Neocatecumenali con i loro discorsi e tramite i Dicasteri della Santa Sede, cosa di cui ho dato prova con documenti e atti ufficiali della Santa Sede che a lei non la sfiorano neppure di striscio;

5. nel 2012 Benedetto XVI ha fatto un discorso ai Neocatecumenali che è un pacato ma deciso rimprovero dall’inizio alla fine, ed è un discorso ufficiale pubblicato e leggibile da chiunque, lei incluso;

6. il Pontefice regnante ha richiamato i Neocatecumenali più volte e su punti fondamentali della ecclesiologia e della missionarietà della Chiesa, ma soprattutto ha fatto un preciso richiamo al fatto che chiunque deve essere lasciato libero di poter lasciare il Movimento, ed è tutto documentato agli atti, anche se a lei, questi fatti e atti, non la toccano neppure di striscio.

Ciò malgrado lei seguita imperterrito con la sua filastrocca, ma soprattutto negando risposta a ogni genere di quesito che le viene rivolto, andando in tal modo contro i fatti, i documenti, gli atti della Santa Sede ed i discorsi ufficiali dei Romani Pontefici, mosso in questo suo agire da uno spirito di irrazionalità che la induce al maldestro tentativo di manipolare dei dati oggettivi.

Non ritiene, a questo modo, di confermare lo spirito umorale, irrazionale e chiuso al ragionamento che io lamento nel mio scritto, anziché difendere, come invece lei presume, il Cammino Neocatecumenale, che con questi suoi interventi e con queste sue ostinate e mancate risposte, non fa altro invece che danneggiare nella sua immagine pubblica?"



«Però... Pensavo che le montagne rocciose fossero un po' piu rocciose... Stavo pensando la stessa cosa... nei film degli indiani avranno usato dei fondali.»
Lo Scemo numero due, palafreniere del Sommo Pasqualone, per non rispondere alla domanda di don Ariel, arditamente cambia nuovamente nome e, dopo aver dato ragione alle argomentazioni del suo alias precedente, riparte a vele spiegate con nuove ed entusiasmanti deduzioni (sì, dice proprio "siamo approvati!" Come avete fatto ad indovinare?)
Scemo numero due: "Il saggio sembra scritto da tripudio o da uno dei suoi cosiddetti osservatori. Stesso slang da odiatore... Per quanto mi riguarda lei potrebbe essere proprio tripudio...
parla di strafalcioni dottrinali, ma è assolutamente falso...
parla, così come il suo clone, degli “abusi” che ci sarebbero nella celebrazione secondo la prassi Neocatecumenale e qui entriamo nuovamente nel leggendario, in quanto non esistono. Sono solo leggende ...
E comunque per concludere, il tempo che ha perso a scrivere questo chilometrico articolo, zeppo di errori sul cammino... al posto suo l’avrei passato in confessionale o ad evangelizzare. Attraverso il Cammino ho conosciuto tantissimi santi sacerdoti... e vedere un bravo sacerdote come lei, perdere tempo a fare l’odiatore del cammino Neocatecumenale... è veramente triste."

4° sganassone
Don Ariel:

"Sulla base di ciò che scrive e per il modo in cui ella lo scrive, lei è paragonabile – è solo un esempio paradossale per rendere l’idea – ad una prostituta che batte il marciapiede sulla Via Casilina e che dinanzi ad una pattuglia della Polizia che si ferma dinanzi a lei e che domanda “ti stai prostituendo?” lei risponde “Ma siete pazzi? Come osate e come vi permettete, io sto recitando tutti e cinque i misteri del Santo Rosario. Vergognatevi, voi siete degli odiatori delle pie apostole del Santo Rosario!”»...

Mentre lei pontifica sul Santo Rosario sotto il lampione della Via Casilina, spiegando che il Cammino Neocatecumenale è la quintessenza della ortodossia liturgia e del rispetto della Santissima Eucaristia, io le lancio – a lei come ad Alberto al quale lei fa richiamo e che ha commentato prima di lei da sotto un altro lampione – una pubblica sfida che vi prego di raccogliere, vale a dire la seguente:

Fatemi convocare in vostra presenza dinanzi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e poi dinanzi alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti formulando a mio carico l’accusa di diffusione di odio e di false notizie contro il Santissimo Cammino Neocatecumenale, a quel punto io risponderò a questo modo:

1. chiederò che sia montato un maxi schermo ed esigerò che siano visionate dall’inizio alla fine un totale di 14 ore e venti minuti di filmati nei quali sono state riprese, in giro per tutto il mondo, varie celebrazioni eucaristiche del Cammino Neocatecumenale nelle quali si compie ogni sorta di abominio sulla Santissima Eucaristia;

2. esibirò in copia originale le lettere e le relazioni dei vescovi e dei sacerdoti che quei filmati me li hanno forniti;

3. produrrò un totale di 41 ore e otto minuti di catechesi registrate fatte dai vari mega-catechisti in giro per la sola Italia, all’interno delle quali sono espresse, contenute e diffuse le peggiori eresie pneumatologiche, cristologiche, trinitarie ed ecclesiologiche, quindi esibirò in copia originale le lettere di chi, quelle registrazioni, me le ha fornite..."



«Come, hai affidato il gatto a Billy? Ha centinaia di uccelli rari lì dentro! – E allora che fastidio può dargli un gatto randagio di 13 kg?»
Il palafreniere scemo, ancor più intontito da quest'ultima gragnuola di colpi di don Ariel, è preso da un subitaneo, agghiacciante dubbio: don Ariel ha davvero una videoteca con tutti gli abusi del cammino? Ha davvero raccolto un dossier sul cammino con le testimonianze dei fior di sacerdoti che stanno intervenendo? Non sarà che sta stuzzicando un feroce cobra del deserto e che questa sarà la vera volta che i catechisti lo individuano e lo cacciano a suon di sonori calci nel didietro?
Per questo motivo, interviene ancora ma avvisa: me ne sto andando...ci ho da fare... ho  pentola sul fuoco... i bambini che strillano...
E lo fa alla neocatecumenal-way, melenso e remissivo, arretrando con il didietro incollato alla parete, la vista annebbiata dagli sganassoni, lanciando ancora qualche freccia sbilenca e spuntata, salutando con un mesto "la pace"... e ringraziando per la salutare lezione ricevuta.
Scemo numero due: "Lei sa benissimo che non denuncierei mai nessuno, figuriamoci un uomo di Dio. Io non mento ...ciò che succedeva prima degli statuti provvisori è stato corretto... tutte le comunità celebrano secondo le disposizioni della Santa Sede. ... le ripeto, gli abusi i sacrilegi ecc sono solo leggende messe in giro da chi ha in odio il Cammino... Piuttosto caro Padre Ariel, io penserei bene al suo servizio che rende al ministero sacerdotale, se passa gran parte del suo tempo col dito puntato..."
"...Comunque volevo invitarla a guardare nel blog osservatorio ...come può vedere, sono sottoposto a un linciaggio ... se creiamo divisione tra i cristiani, questi sono i frutti che raccogliamo e non siamo certo portatori di pace... La saluto e la ringrazio.
La pace"




«Andiamo ad Aspen! - Ma lí ci Aspennano!»
Dopo il ritiro dello scemo numero due, l'Ombroso sbatacchiato e maciullato, ecco entrare sul ring, fresco e pimpante, lo scemo Number One, il sommo Pasqualone.
Egli non ha capito nulla di ciò che è successo, probabilmente, occupato a leggere una dispensa di teologia "di basso livello", non ha seguito il dialogo o non ha capito, e comunque non presta ascolto al proprio umile palafreniere che lo supplica di cedere il passo, perché il rischio di prendere solo sganassoni e soprattutto la certezza di ledere al signore e padron Kiko e all'idolo Cammino consigliano di battere in ritirata.
Gli dice sprezzante: Guarda me e impara, pivello! Non per nulla sull'Osservatorio, nel quale sono una vera istituzione, mi hanno definito Sommo Pasqualone, non credi?
Ed ecco infatti il suo intervento smagliante, assolutamente innovativo merita d'essere riportato per intero, infatti usa un argomento inedito (quale? Ma il "siamo approvati" naturalmente!)
Scemo numero uno: "L’intenzione di questo don Ariel è chiara, vuole solo provocare e guadagnare visibilità. Del resto è la stessa cosa che tutti quelli come lui hanno fatto e vogliono fare, quindi cari appartenenti al Cammino, perchè ci cascate sempre? Quanto scrive Don Ariel è di una banalità sconcertante e anche il più sprovveduto, degli appartenenti al Cammino, saprebbe confutare, quelle che sono le solite scemenze. Perché perdete il vostro tempo con costoro? Vogliono solo visibilità per vendere qualche libro. A noi cosa interessa di cosa pensa Don Ariel? La Chiesa ci ha approvato? Il Papa ci sostiene? Non perdete il vostro tempo appresso a queste stupidaggini.Buona giornata."

5° sganassone
Don Ariel:

"...io dirigo una rivista che nel corso degli ultimi tre anni ha superato i trenta milioni di visite. ... crede forse che questo scritto pubblicato oggi abbia data alla nostra rivista una visibilità … retroattiva?...
Banale è il vostro falso profeta e cattivo maestro Kiko Arguello che afferma pubblicamente di compiere esorcismi e di comandare ai Dèmoni...
Potrei invece sapere, al laico Kiko, chi ha dato questo mandato, visto che i preti stessi, senza espressa autorizzazione del vescovo, non possono esercitare il ministero di esorcista...
Io direi scemenze: lei pensa, dinanzi ad una platea di 100 persone, di poter reggere e sostenere con me, non dico uno discorso teologico, ma un discorso seriamente improntato sul Catechismo della Chiesa Cattolica, rispondendo con piena conoscenza e cognizione ad ogni quesito? Se è in grado di farlo, mi dica presso quale pubblica sala possiamo trovarci dinanzi ad un pubblico di ascoltatori...
Le è chiaro, che questo “scemo” di don Ariel, ...ha ricevuto, per Sacramento di grazia il triplice munus: docendi, gubernandi, santificandi che nessuno ha mai invece conferito ai laici confusionari Kiko e Carmen? E lei mi chiama diffusore di “scemenze” al quale non prestare ascolto?
Segue quindi la sua filastrocca: la Chiesa ci ha approvato … il Papa ci sostiene …
Benedetto XVI e Francesco I vi sostengono al punto tale che, ad ogni discorso ufficiale, vi hanno fatto ripetuti e severi richiami, che se lei sapesse leggere, potrebbe trovare tutti quanti pubblicati negli atti ufficiali della Santa Sede? Perché nel mio scritto, io riporto i fatti e gli atti ufficiali.
Negare l’evidenza dei fatti è tipico dei settari appartenenti alle psico-sétte. E adesso mi dica, chi dei due, lei od io, è uno stupido che dice scemenze?
La ringrazio comunque ed in ogni caso, lei ha data pubblica conferma del modo in cui, i kikiani messianici ed eletti tra gli eletti, sono abitualmente soliti trattare i sacerdoti.
Mentes tuórum vísita [visita le nostre menti] … Accénde lumen sensibus [sii tu la luce dell’intelletto]".



«Questo non è il mio vero lavoro. - E cosa fa? - Io e il mio amico Henry vogliamo aprire un negozio di animali e si chiamerà "Io ho i vermi". Vogliamo mettere su un allevamento di vermi»
Il Sommo Pasqualone, lo scemo primigenio, non si arrende e ripete la filastrocca delle approvazioni dei papi. Noi che lo conosciamo, sappiamo che può continuare così all'infinito... senza dimostrare un seppur minimo cedimento alla ragione. Siamo approvati... Giovanni Paolo II... Benedetto XVI... il carisma... l'evangelizzazione... ah, l'ho gia detto "siamo approvati"?


6° sganassone
Don Ariel:

"Mostrandosi privo di senso critico e analitico, lei prende dei testi e ne trae come citazione solo ed esclusivamente dei passi positivi estrapolati dal loro intero contesto, facendo così dire, in questo caso ai documenti dei Pontefici, ciò che essi non dicono.
Chiunque può quindi prendere i documenti citati nel mio testo, leggerli dall’inizio alla fine e comprendere quanto severi siano stati invece i richiami fatti da questi Sommi Pontefici al Cammino Neocatecumenale sul piano liturgico, ecclesiologico, pastorale e missionario.
L’operazione che lei ha appena compiuto gliela spiego con un brano del Vangelo del Beato Apostolo Giovanni. In pratica lei prende il brano del Vangelo giovanneo in cui si narra il tentativo di lapidazione della prostituta [cf. Gv 7,53-8,11] e lo cita a questo modo:
[disse allora Gesù] «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno” ».
A questo punto, noi possiamo tranquillamente affermare e sostenere:
1. Gesù Cristo, ha forse condannata la prostituta? Niente affatto, quindi non aveva nulla contro le prostitute ;
2. Gesù Cristo, era forse contrario alla prostituzione? Beh, da come si è comportato no, dice chiaramente alla prostituta che non la condanna ;

Allora, perché non riaprire le case chiuse e non dare una regolamentazione legale alla prostituzione?
Si potrebbe dire e sostenere questo e altro, su quella pagina del Vangelo, semplicemente omettendo la sola parte finale, che però, dopo il «Neanch’io ti condanno», conclude il discorso dicendo: «[…] va’ e d’ora in poi non peccare più».

Citando questo brano a pezzi ed omettendo la parte finale, che implica il pentimento della donna, il perdono di Gesù Cristo e soprattutto il monito a convertirsi ed a non peccare più, si fa dire al Vangelo, in questo come in tanti altri casi, quello che il Vangelo non dice affatto.

E questa si chiama manipolazione e falsificazione della realtà, basta solo leggere per intero i testi integrali dei discorsi ufficiali, da me riportati, da Giovanni Paolo II sino a Francesco I, nei quali i Sommi Pontefici fanno garbatamente ai Neocatecumenali il pelo ed il contropelo, tutti, ed in più occasioni".



«Sto pensando a un numero dall'uno al tre, chi lo indovina diventa re del carro!- Uno!- No!- Tre!- No!- Mi arrendo, che numero era???” 
Mentre il suo palafreniere sta pensando di buttarsi giù direttamente dalla torre o di fare il harakiri, il Sommo Pasqualone interviene ancora dando, dall'alto della sua bassezza, quelle che ritiene intelligenti indicazioni (tutte riassumentesi in un generico "siamo approvati").
Noi sappiamo che può continuare così all'infinito, per eoni ed eoni...forse anche don Ariel sta cominciando ad intuirlo?

7° sganassone
Don Ariel (continua a picchiare, ma sembra ormai impietosito dal caso umano):

 "Io che senza calcolatrice non so fare neppure le divisioni fossi invitato ad un convegno di matematici, mi metterei in un angolo ad ascoltare in religioso silenzio, cercando di capire qualche cosa, ed alla fine non capirei niente, perché sono privo di nozioni matematiche...
perché lei invece, che come me non sa fare le divisioni, si mette a discutere con i matematici?
Forse perché lo Spirito Santo le ha dato in tal senso doni del tutto speciali?
Vede, se lei si affidasse alla mia direzione spirituale, anziché a quella di certi mega-catechisti laici, potrebbe essere aiutato ... lei ha solo bisogno di essere aiutato, da un sacerdote maturo, a sviluppare libero ragionamento e senso critico."



«Sono solo un essere umano, Harry, tutti possono sbagliare. Eddai, ci siamo solo allontanati un pochino..."Un pochino? Abbiamo percorso una distanza pari ad un sesto del paese... nella direzione sbagliata!"»
Si avvia verso la conclusione la rassegna dell'avventura di scemo + scemo, all'evangelizzazione Neocatecumenale degli abitanti dell'isola di Patmos, seguendo le indicazioni del sommo padron Kiko, cioè senza bisaccia, calzari ma soprattutto senza cervello (ma per fortuna però con vari cambi di mutande, perché più volte ne hanno avuto bisogno).
Non possiamo però tacere dello sganassone degli sganassoni provocato dallo scemo numero due -improvvisamente resuscitato e desideroso di mettersi in buona luce (naturalmente dopo aver cambiato un'ennesima volta nome)- che accusa don Ariel di "essere volgare".




8° sganassone
Don Ariel:

"Se vuole invece la informo io a dovere: correva esattamente l’anno 1985 quando a Roma vi fu un incontro tra i responsabili e fondatori dei vari Movimenti, tra cui Kiko e Carmen. Tra i presenti anche quella delicatissima e amabile Signora di Chiara Lubich e quell’indubbio sant’uomo del Padre Luigi Giussani.
E fu proprio il fondatore di Comunione e Liberazione che, dopo aver visto ripetutamente impallidire Chiara Lubich, richiamò la diva Carmen Hernandez ad un linguaggio più consono, perché in pubblico, del tutto incurante della presenza di uomini e donne, di sacerdoti e di un vescovo, animandosi nel discorso prese a dire «cazzo, cazzo!» ogni quattro o cinque parole.
Io non ero presente, però erano presenti ben quattro sacerdoti che oggi sono rispettivamente: due arcivescovi emeriti, uno dei quali cardinale, un vescovo diocesano tutt’oggi in carica, ed un’altro sacerdote che attualmente è arcivescovo segretario di un dicastero della Santa Sede.
E tutti sono sani, vegeti e pronti all’occorrenza a confermare come testimoni oculari quel che ho appena detto.
Pertanto, in risposta al suo autentico eccesso di pudore, posso assicurarle che, se allo scoccare dei cinque anni dalla morte, troverete un vescovo diocesano disposto ad aprire la prima fase del processo diocesano per la beatificazione della diva Carmen, molto ragionevolmente, con le debite prove e testimonianze, la proporremmo come la «Beata del cazzo!»".



«Ti sei beccato l’elettroshock e una parziale lobotomia. Sei un genio! Nessun altro ci sarebbe riuscito…»

Don Ariel
(togliendosi i guantoni ed appendendoli al chiodo):

"...Mi creda, la peggiore amarezza di un pastore in cura d’anime, ma proprio la peggiore in assoluto, è quella di perdere tempo, come ho fatto io, con soggetti che come lei si dicono cattolici, ma che rifiutano di capire, non vogliono capire e stravolgono in modo polemico tutto ciò che di dottrinalmente ragionevole gli dici.
E dinanzi a questa gente, sia chiaro, non ha fallito né la Chiesa né i sacerdoti come me, hanno clamorosamente fallito Kiko e Carmen dando vita, alla prova dei fatti, ad un mostro, quindi a dei settari che rifiutano di capire, che non vogliono capire e che stravolgono in modo polemico tutto ciò che di dottrinalmente ragionevole gli dici.
Il Signore la benedica e l’assista nel cammino verso la vera fede battesimale."

Parole sante, quelle di Don Ariel...parole di un pastore!
Ma dove sono i nostri amici? Non si saranno mica distratti? Staranno ascoltando? A cosa staranno pensando?




« Ehi guarda Pasquale: gnocche a ore 12! - Mancano 3 ore, Shadyx, non potrei guardarle subito?»

* L'intera sequenza di commenti nella loro forma integrale, a corredo del basilare studio del sac. Don Ariel Levi di Gualdo "C'erano una volta Eucaristia e sacerdozio cattolico. Poi vennero Kiko Argüello e Carmen Hernandez, fondatori del Cammino Neocatecumenale e l'eresia si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", può essere letta sul sito dell'Isola di Patmos.

(da un'idea di Lettore napoletano) 

28 commenti:

  1. Leggendo, ridevo e pensavo alle scene dei film di Bud Spencer: l'antagonista o il cattivo che si sbracciava contro di lui in mosse da pugilato, kung-fu, lotta corpo a corpo e lui impassibile. Poi di colpo, sempre con fare impassibile, gli assestava una potente sberla o un bel pugno in testa. L'avversario ci andava ritentando e il risultato era sempre lo stesso sino al k.o. finale.
    Bene, anche se morali, gli sganassoni di p. Stefano Ariel "Spencer" Levi sono potentissimi.

    Etneo

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  2. Questo post è mitico,ho riso di cuore.
    Oltre a donarmi allegria questo scritto mi ricorda una canzone di Bennato che dice "...se ti alzi un poco scopri che quello che ti faceva paura era soltanto un gioco ", esattamente solo un gioco,il cammino neocatecumenale è solo un gioco, un gioco di ruolo tipo D&D,siamo stati noi che non lo abbiamo capito, noi ex pensavamo che era tutto vero, ma ci siamo sbagliati era tutto un gioco,non andava preso alla lettera, era una finzione, come dice Bennato abbiamo vissuto "...una farsa nel ruolo di comparsa",qualcuno di noi pensava di essere più importante, qualcuno meno, ma era comunque una finzione una recita siamo stati tutti nelle mani di quel gran burattinaio chiamato Kiko Arguello.
    La differenza è che noi ex ci siamo "svegliati".
    Questa cosa non sono in grado di capirla e non ce la perdoneranno mai.
    LUCA

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    Risposte
    1. Non solo vi siete svegliati e avete capito la truffa.

      Non solo li deridete, così come meritano.

      Ma c'è di peggio (per loro): avete conservato la fede, e avete ripreso a viverla senza i loro inutili e dannosissimi fardelli, senza le loro "consegne", senza le loro direttive inderogabili, senza il loro armamentario di canzonette grattugia-chitarrella e di gadget obbligatori.

      Loro, ancora con tutti i fardelli kikiani addosso, stanno crepando anche d'invidia.

      Crepano perché se volete fare un gesto di carità, lo scegliete voi, nella libertà e nel segreto (anziché secondo i desiderata dei cosiddetti "catechisti", fiscalissimi controllori di ogni vostro movimento). Se volete fare un gesto per far crescere la vostra fede - come ad esempio un semplice brevissimo pellegrinaggio - non dovete aspettare che vi sia "consegnato" e che vi sia organizzato. Crepano perché avete ritrovato la speranza (quella cristiana, non l'«io speriamo che me la cavo»).

      Crepano perché i fine settimana li spendete per il giusto riposo, per la famiglia, per ciò che non riguarda il lavoro, senza arrabbattarvi fra preparazioni, convivenze, celebrazioni, centopiazzate, e tutte quelle altre robe che in ultima analisi servono solo all'idolo Kiko. Crepano perché uscendo dal Cammino il vostro matrimonio è vissuto più intensamente anziché "sfasciarsi" secondo le loro opportunistiche previsioni. Crepano perché la vostra nuova "comunità" è l'intera Chiesa, e quando scambiate sobriamente il segno della pace con uno sconosciuto durante la Veglia in cattedrale significa proprio questo, che la crescita della vostra fede riguarda tutta la Chiesa, non un gruppetto di poche decine di persone tenute a seguire fedelissimamente i dettami di uno spagnolo narcisista, esaltato, e pure eretico.

      Crepano perché non hanno il coraggio di ammettere che voi siete usciti dal tunnel kikiano e avete ritrovato la luce, mentre loro si devono accontentare delle tenebre kikiane (peraltro costosissime) e fingere di esserne abbagliati (altrimenti il supercatechistone te la farà pagare cara). Crepano perché sanno di essere carne da macello (e soprattutto "bancomat" da salassare) dei vertici della gerarchia neocatecumenalizia. Crepano perché avete voltato pagina nella vostra vita.

      Il dramma più fantozziano è descritto dal loro slogan ultimo: «siamo approvati». Certe volte, nel ripeterlo, sembrano proprio dire: è vero tutto quel che dite, ma almeno abbiamo un alibi per continuare a farci del male: "siamo approvati".

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    2. Sono perfettamente d'accordo con LUCA. Ha dato un'immagine azzeccatissima, secondo me.
      Il cammino assomiglia molto ad un GDR e quello che lo tiene in piedi, anche a livello di popolino, è proprio giocare il ruolo.
      I ruoli in realtà sono pochi: responsabile, catechista, ostiario, cantore e lettore, il resto delle altre persone, che poi è la parte numericamente più rilevante, sono solo comparse o spettatori.
      Non giocano davvero, vanno al circolo per trovare un po' di compagnia, per uscire di casa, per scambiare due chiacchiere. A questi del gioco vero e proprio non gliene frega niente, lo fanno per sé, per stare tra amici. Tant'è che quando il gioco si fa duro e dovresti alzarti alle 6 del mattino per andare alle Lodi in parrocchia, andare in convivenza lontano, sorbirti una veglia pasquale fino al mattino o che altro, di queste comparse-spettatori ne vedi pochissimi. Prendono solo il bello, il comodo, l'utile, ma in definitiva se il cammino cambiasse veste, non gli farebbe né caldo né freddo.
      La genialata di Kiko, se così la si può chiamare, è stata proprio quella di distribuire ruoli, spesso superiori a quelli dei ministri ordinati, ammantarli di importanza e fittizia responsabilità, in modo che la gente, sentendosi coinvolta e importante, si attacca più al ruolo che al gioco in sé.
      Per l'esperienza che ho io, alla maggior parte delle persone del cammino non gliene frega niente, è un luogo come un altro dove ritrovarsi o dove sperare di "far carriera".
      Se smonti i ruoli, del cammino non resta più nulla, solo inconsapevoli comparse stanche e demotivate.

      Libera

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    3. Mi hai fatto venire la pelle d'oca (in positivo) Tripudio, mi ritrovo molto in queste tue parole.

      Etneo

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    4. Consiglio ogni tanto qualche post in più con lo stesso senso dello umorismo.
      Profezia per i NeuroKikretinetti:
      Una risata vi seppellirà ...😂

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  3. Una cosa è sicura, Lino da lassù si starà facendo una sana risata divertita...
    Per il resto, la parte migliore è stata quando don Ariel ha detto chiaro e tondo: "Dite che sono un coglione, un fallito ed un bugiardo? Bene, convocatemi e vi produrrò tutte le prove che abbisognano"...Lì credo che si sia vista tutta la loro pusillanimità.
    Leoni con i deboli e conigli con i forti...

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    1. Vero quanto dici, caro Lino, hai sicuramente gioito delle parole di don Ariel, e avresti intavolato con lui chi sa quale augusta discussione da far crepare di rabbia i pasqualoni

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  4. Molto divertente.
    Comunque don Ariel non ha affatto perso tempo, come teme, ma, ridicolizzando questi due che per il Cammino non sono affatto scemi, ma anzi sono dei "dotti", probabilmente dei catechisti, ha evidenziato come sia il Cammino ad essere "scemo".
    Se il Cammino ammettesse di essere una setta, non sarebbe ridicolo. Ma volendo farsi passare per cattolico pur essendo una setta, è comico, altre ad esere tragico. Come Sordi nel film "Un americano a Roma".

    Non è che "scemo e più scemo" siano scemi. Magari lo fossero! Il fatto è, purtroppo, che sono dei camminanti DOCG! Sono i pupilli di Kiko! Ma, proprio per questo, utili al nostro scopo.
    Se don Ariel tirasse fuori tutta la sua documentazione sarebbe una cosa catastrofica per il Cammino!
    Ma non ce n'è bisogno: il siparietto dei due comici difensori del Cammino è più che sufficiente

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  5. Intanto, ultime notizie da Jungle Watch: la property dell'ex Accion Hotel, quella che i kikos avevano sgraffignato all'arcidiocesi di Agaña e donata ai coniugi Gennarini, al presbitero Pochetti, e al vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron, facendone un ridicolo seminario Redemkikos Mater... è stata appena venduta ad un privato per la modica somma di 5,4 milioni di dollari (toh, ma guarda, poco meno della speculazione immobiliare sul Monte degli Ulivi), meno dei 7,5 che si prevedeva di ottenere. La transazione si concluderà a giorni, non appena sarà notarizzato l'OK formale dell'arcidiocesi.

    L'incasso servirà per pagare i risarcimenti alle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale e ai preti pedofili che costui aveva nascosto e protetto per parecchi decenni.

    Contrariamente alle calunniose notizie provenienti dalla pluriennale maldicenza neocatecumenale, da tale vendita Tim non ha incassato nemmeno un centesimo, poiché è un agente immobiliare anziché un intermediatore di vendite immobiliari, quindi anche volendo non c'entrava niente con la vendita perché non ha mai avuto titolo legale per intromettersi.

    Intanto sui presbiteri neocatekiki Edivaldo e Cristobal pende da due anni una querela per diffamazione proprio da parte di Tim per quelle calunnie messe perfino nero su bianco su carta intestata dell'arcidiocesi. Tim a suo tempo aveva annunciato che avrebbe cercato una soluzione "non monetaria", perché già sa che quando quei due perderanno la causa, i soldi verranno spremuti dalle tasche dei poveri fratelli delle comunità e i due non ci rimetterebbero nemmeno un soldo.

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  6. Nel Vangelo di San Luca (XXII, 31-32) Gesù dice solennemente: “Simone, Simone, ecco che Satana ha chiesto e ottenuto di vagliarvi come si fa con il grano. Ma Io ho chiesto e pregato per te, affinché la tua fede non venga meno. E tu una volta convertito conferma i tuoi fratelli nella fede”.

    In questo discorso Gesù predice il triplice rinnegamento di Pietro (ivi, vv. 33-34). Da principio il discorso è rivolto a Pietro e a tutti gli Apostoli ed espone il pericolo comune a tutti loro: “Satana ha chiesto [e ottenuto] di mettervi alla prova e di tentarvi” (v. 31); poi si indirizza al solo Pietro: “Io ho chiesto e pregato per te…” (v. 32).

    Come mai questa improvvisa mutazione da Pietro agli Apostoli e poi di nuovo al solo Pietro? Nel pericolo comune Gesù volle far capire di aver pregato specialissimamente per Pietro e di aver dato al solo Pietro la cura, l’ufficio e l’incarico di “confermare” nella fede tutti gli altri Apostoli contro tutte le tentazioni e persecuzioni sataniche avverse alla fede. Infatti Gesù come rimedio dice di aver pregato perché Pietro conservi la fede e confermi in essa anche gli altri Apostoli.

    Padre Marco Sales commenta: “Il diavolo cerca di trascinare al male [perdita della fede, ndr] tutti gli Apostoli, Gesù prega per ottenere loro il soccorso da Dio. Si osservi però che mentre tutti gli Apostoli sono tentati, Gesù prega in particolare solo per Pietro; il che suppone che la fermezza di S. Pietro nella fede basti a mantenere fermi tutti gli altri. Pietro è, infatti, il fondamento di tutta la Chiesa, il Capo degli Apostoli e di tutti i fedeli, e coloro che stanno con lui son certi che Satana non riuscirà a strappar loro la fede. L’oggetto della preghiera di Gesù è la stabilità o l’infallibilità di Pietro nella fede. Ora Gesù fu certamente esaudito dal Padre, e perciò si deve ritenere che la fede di Pietro non è mai venuta e non verrà mai meno. Anche nelle tre negazioni del suo Maestro, Pietro non perdette la fede, ma solo sentì mancarsi il coraggio per professarla pubblicamente. ‘E tu una volta ravveduto dalle negazioni in cui tra poco cadrai, conferma, cioè rendi forti nella fede i tuoi fratelli: gli Apostoli. […]. A ragione da questo passo di S. Luca si deducono le grandi verità dogmatiche del Primato e dell’infallibilità del Romano Pontefice definite dal Concilio Vaticano I” (Vangelo secondo San Luca, Proceno di Viterbo, Effedieffe, II ed., 2015, p. 123, nota 32).

    Se le tentazioni di Satana riguardano la fede conseguentemente anche il compito dato a Pietro di “confermare” gli Apostoli riguarda la fede. Ora ciò Pietro (e il Papa) lo può fare definendo autoritativamente le verità di fede e obbligando a credere alle sue definizioni dogmatiche, ossia impegnando l’infallibilità.



    Nota.
    S. Tommaso d’Aquino nella sua Catena Aurea commentando il Vangelo di San Luca cita S. Giovanni Crisostomo, che scrive: “Gesù non dice ho pregato per te affinché tu non cada negandomi, ma affinché tu non abbandoni la fede in Me”. Poi cita Teofilatto, il quale insegna: “Il germe del bene resterà in te [Pietro]. Lo spirito della tentazione scuoterà la pianta, ma nella radice resterà la vita”. In breve Pietro non ha perso e negato la fede, ha avuto paura di confessarla pubblicamente, è stato scosso come il tronco di una pianta che è agitata dal vento, ma le radici non hanno ceduto e la virtù della fede è rimasta in lui. Così non è esatto dire che solo la Madonna aveva mantenuto la fede e che tutti gli Apostoli l’avevano persa dal Giovedì Santo sino alla Domenica di Resurrezione, ma è più esatto asserire che gli Apostoli avevano perso il coraggio di professare pubblicamente la fede e per paura dei giudei si erano eclissati, mentre Maria SS. non solo aveva la fede, ma anche la carità assieme alla confessione pubblica della sua fede immacolata.

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  7. Da IPG.
    Rocca di Fuoco, 3;
    via Della Resurrezione.

    A:
    Papa Francesco.
    Ai Cardinali di Santa Romana Chiesa.
    Ai Vescovi di Santa Romana Chiesa.
    Alle Congregazioni di Santa Romana Chiesa
    Ai Sacerdoti di Santa Romana Chiesa
    Ai Fedeli di Santa Romana Chiesa


    Si inserisce questo commento in quanto non si può stare in silenzio dopo quanto ci è accaduto, per cui si cerca di rispondere, ma sappiamo che siamo uomini, creature, per cui lasciamo a Dio la crescita del seme che ci è stato affidato. Nella speranza e nella fede che sia un seme di grano, e non di gramigna, se fosse di gramigna, eventualemente mi scuso in anticipo e chiedo di non tener conto di quanto inserirò dopo. Non per invidia, non per rancore, non per odio, non per vendetta, ma per risposta a ciò che il Signore ci affida ogni giorno, per cui ringraziamo la sua bontà e la sua generosità. Grazie Signore.

    Premetto di non essere all'altezza della materia che sarà trattata in seguito, ma ho la speranza che qualcuno sia più addentro di me, e più informato, per cui sottopongo questo mio pensiero a questa persona, e lascio a lei completamente la valutazione del tutto. Il mio vuole essere solamente uno spunto di riflessione su quanto sta accadendo.
    Ho notato, in un ambito, tra i Neocatecumenali, che si fa un’operazione che non corrisponde a verità è a onestà. Vengo subito al punto. Ci sono alcuni in mezzo a noi che nel tempo, attraverso varie operazioni chiare e meno chiare, e mentre erano sotto lo sguardo di Pontefici , ma anche di amici, colleghi, compari, sodali, ma anche nemici e altri, che, questi, sono stati “Approvati” attraverso un atto scritto pubblico ratificato dalla Chiesa Cattolica. Il carattere dell’atto lo lascio a chi è competente in materia, per cui non mi immetterò in questo canale. Quello che vorrei sottolineare è il fatto che quest’atto viene usato come arma di persuasione e di convinzione per portare la ragione sempre nella propria appartenenza, come arma di condanna di coloro che subiscono il male e che provano a denunciare il torto subito, come atto di accusa verso chi non è disposto ad aprire ciò che gli è stato affidato e che deve custodire ( un sacerdote verso la parrocchia e i fedeli ), come atto attraverso il quale nascondere le proprie colpe, cercando di mettere a credere che ciò che si è fatto di male, sia autorizzato dalla presenza di quest’atto di cui stiamo parlando. Come se un carabiniere avesse l’autorizzazione di rubare, e di uccidere, perché appartenete all’arma dei carabinieri. La sola appartenenza da il potere e l'autorizzazione di compiere ogni atto criminoso e di non essere puniti secondo giustizia.
    Se noi andiamo a vederci ciò che è contenuto nell’atto di approvazione, vi vediamo esattamente l’opposto di ciò che fanno queste persone. Io, personalmente, ho sempre capito che è stato approvato il loro “Statuto “ e non solo, per cui se andiamo a verificare ciò che ci dice questo Statuto, vi vediamo l’opposto di ciò che riscontriamo nella realtà, cioè di quanto viene eseguito da coloro che si dicono di operare nell'ambito dell'atto. Poi vi metterò alcuni passaggi. Ma vorrei portarvi, ora, all’attenzione di un punto molto importante che riscontrate nell’invalidità dei contratti, e cioè quando i contraenti non ne rispettano gli elementi essenziali, per cui sopravviene l’invalidità di quanto stipulato. Questo punto, che vi sto evidenziando, credo che sia valido anche nell’ambito della Chiesa, ovvero nelle cose spirituali. Infatti lo trovate nell’annullamento del matrimonio, nella caduta degli Ebrei dall’accordo fatto nel Sinai, e in tanti altri punti, che chi è più addentro di me ed è più informato ha capito di cosa si sta trattando.

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  8. segue da precedente

    Per cui, se andiamo a vederci ciò che è contenuto nello Statuto possiamo verificare che non vi è nulla di: decima, nulla sull’obbedienza cieca ai catechisti, nulla sul non rispetto del foro interno, nulla sulla chiusura delle Celebrazioni agli altri fedeli, vi troviamo che si deve avere rispetto dei libri liturgici, il rispetto dei Sacerdoti, che il Parroco è colui che guida ed è il custode dell’operato nella parrocchia che gli è stata affidata, che il Vescovo diocesano non è un sottomesso al Cammino ma è un Apostolo di Santa Romana Chiesa che ne ha l’autorità sul suo operato, e il controllo, che vi deve essere il rispetto dei fedeli, e tante altre cose che ora non sono da elencare. A questo punto riscontriamo che gli elementi di base del decreto di approvazione non sono stati rispettati, e non vengono rispettati tutt’ora. Ora vi potrebbero essere due intenzioni : la 1a è quella di essersi presentati già dall’inizio, cioè al momento della firma dell’accordo , con una volontà viziata, per cui l’invalidità si ha alle origini; la 2a è che la volontà viziata è sopraggiunta successivamente, per cui il contratto si è annullato in seguito.
    Io, questa situazione, con una certa precisione, non la so, perché non posso saperlo, e non posso verificarla, ma sono certo che la situazione di cui vi sto evidenziando è reale, perché i frutti li ho vissuti come persona, per cui ne sono testimone diretto, e l’ho riscontrata in altri, cioè nei commenti nel Blog, in altre persone, ecc, ecc. Quello che ci deve far riflettere, e non poco, è il fatto che tutto questo è stato fatto a Vescovi e Sacerdoti, proprio a coloro che hanno un, oserei dire, maggior spessore proprio dentro all’atto stipulato.

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  9. segue da precedente.

    Ora, io sono un semplice ignorante che al tempo degli studi superiori si è ricordata la lezione sugli atti contrattuali, ma spero che qualcuno più addentro di me in materia, e che sia preposto dentro a Madre Chiesa, legga questo mio commento, e che vada a verificare se sia reale questa situazione. Cioè se si sono verificate tali situazioni per cui si potrebbe arrivare all’invalidità dell’atto in questione. Ribadisco che nessuno è contro l’Atto di Approvazione del Cammino Neocatecumenale, perché noi siamo i primi a volerlo, così come ci è stato presentato, ma siamo in primi a sottolineare che non viene applicato, e per cui abbiamo visto che viene usato per altri fini, che non sono quelli contenuti, ma altri, e che sono stati descritti, molto meglio di me e benissimo, dai commenti dei sacerdoti sull’Isola di Patmos.
    Purtroppo la loro, giusta, approvazione è diventata un’arma da utilizzare contro tutti coloro che hanno ricevuto del male, e viene utilizzata per convincere gli altri della bontà del proprio operato, mentre si celano altre intenzione, che non sono limpide e che non rispettano per nulla il contenuto dell’accordo sottoscritto. Parlo di giusta approvazione, perché sono sicuro che il Papa aveva una buona volontà nel fatto, per cui, sicuramente, Egli ha operato con l’intenzione di fare del bene, ma che non era stato informato, e che non poteva sapere, della reale intenzione di altre volontà che interagivano nell’ambito, volontà dissimulatrici, camuffate, viziate, corrotte, incapaci di comprendere ciò che stava avvenendo e ciò che comportava l’Atto stesso, nel senso di responsabilità e di capacità. Come se ad un muratore, che si è camuffato da medico, si mettesse in mano il bisturi per operare. Questo è il senso, di una parte, del mio scrivere.
    Oppure è da considerare che il Signore, attraverso la Chiesa, non venga meno al patto concordato, ma loro, coloro che hanno la volontà viziata, si sono fatti fuori da se, in quanto decaduti per opere mondane e fallaci, o meglio dire fuoriusciti dall’ambito per scelta personale , e che si trovano in quel paese lontano a far baldoria con le prostitute, per cui stanno sperperando le sostanze acquisite, ovvero stanno annullando il Patto stipulato. Sappiamo che finché non faranno ritorno all’accordo preso, costoro si troveranno sempre in una posizione lontana dalla Chiesa, con il desiderio di rientrare in Essa.
    Io ho voluto mettere tutto questo come spunto di riflessione, nella speranza che qualcuno preposto faccia le dovute verifiche. Io non sono nessuno, se questa mia cosa scritta, dovesse provenire da Verità, è tutto merito della Verità, nulla di mio. Se viene dalla zizzania, vi invito a non tenere conto.

    Pace ai figli della Pace. Il Signore Gesù è la Pace.

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  10. Brevi notizie di oggi:

    1) l'arcivescovo di Guam, mons. Byrnes, nel suo calibratissimo comunicato stampa del 6 aprile aveva indicato il vescovo pedofilo neocatecumenale come "father Apuron". Infatti, benché non spretato, quest'ultimo non merita più neppure il titolo di "monsignore" o di "eccellenza", solitamente riservati ai vescovi.

    2) il direttore del penitenziario di Guam, che è stato anche agente investigatore FBI e capo della polizia, in un'intervista pubblicata sul Guam PDN ha spiegato che «Apuron deve prendersi le sue responsabilità... il suo comportamento è un classico. Proprio come altri condannati, continua a negare i suoi crimini. Ho speso tantissime ore intervistando criminali nelle prigioni statali e federali, e nessuno di loro ha mai ammesso i propri crimini, hanno sempre dato la colpa ad altri... anziché criminali, vedono sé stessi come vittime, vittime di un sistema ingiusto, vittime di un complotto... Avendo sempre rifiutato di ammettere i loro peccati, non possono riuscire a redimersi... Apuron deve smetterla di spacciarsi per vittima, perché non è lui la vittima. Deve seguire gli insegnamenti della Chiesa, quelli che lui ha ipocritamente dato ai suoi seguaci per decenni. Deve comportarsi da uomo, pentirsi, accettare la responsabilità e chiedere perdono per le sue ingiustizie».

    3) ancora una volta Tim ci ricorda che Apuron, non essendo stato "spretato", resta nel mirino della Santa Sede. Se fosse stato "spretato", in qualità di laico non sarebbe stato più soggetto alle pene canoniche, e sarebbe potuto rientrare a Guam. Personalmente avrei preferito che fosse spretato, perché un soggetto del genere che celebra i sacramenti, mi pare veramente un continuo insultare Dio e un ulteriore scavarsi la fossa verso l'inferno (dove ha già un grossissimo posto preparato).

    4) la conferenza episcopale del Giappone ha annunciato di aver avviato un'indagine interna sugli abusi sessuali del clero. Nella mentalità giapponese, un soggetto viene arrestato solo quando ci sono grosse prove a suo carico (è raro che un arrestato venga scagionato). Per cui tale azione dei vescovi va considerata preventiva. Da parecchi decenni in Giappone sono arrivati tanti preti stranieri, inclusi i neocatecumenali. Nel prossimo novembre è prevista una visita di papa Bergoglio al Giappone.

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  11. Lo Statuto di un'associazione di fedeli è un atto di normativa secondaria rispetto al Codice di Diritto Canonico.
    In pratica ai fedeli, riuniti in associazione, viene riconosciuta la facoltà, ma direi quasi l'obbligatorietà, di normare la propria stessa esistenza, le finalità, le attività, l'organizzazione, anche per ciò che attiene il sostentamento, quindi la sfera economica.
    Naturalmente però deve rispettare la normativa primaria stabilita appunto dal Codice di Diritto Canonico.
    Lo Statuto impegna da un lato l'autorità ecclesiastica che l'ha riconosciuto per quanto riguarda i rapporti con l'associazione, dall'altro i membri stessi dell'associazione.
    In caso di violazione dello Statuto, l'autorità ecclesiastica interviene (come è successo dopo la morte dell'Hernandez, l'Equipe Internazionale è stata sollecitata a sostituirla perché così era previsto da Statuto).
    Per il resto, lo Statuto stabilisce delle regole di funzionamento interno, quindi altre violazioni, come per esempio l'imposizione della decima non previsto da alcuna normativa o il mancato rispetto del foro interno, dovrebbero essere denunciato dagli stessi appartenenti al Cammino, che, aderendo ad esso, si sono obbligati per alcune cose ma per altre certamente no; oppure altre violazioni possono essere fatte rilevare da parroci e vescovi che hanno accolto il Cammino nel proprio seno.
    Però proprio qui lo Statuto Neocatecumenale è a mio parere carente, perché non costituisce nessun organismo interno di controllo atto a verificare le violazioni e ad elevare eventuali sanzioni, come anche l'esclusione dei membri responsabili degli abusi.
    Come pure manca qualsiasi criterio di democrazia interna, o meglio: gli Statuti prevedono Assemblee elettive, rinnovo delle cariche eccetera, ma tutto questo meccanismo partecipativo è congelato finché rimane in carica l'attuale Equipe Internazionale (che poi sarebbe il solo Kiko, in quanto la Romero è una sostituta e anche di don Pezzi è prevista la sostituzione senza nuova elezione).
    Noto che manca comunque una normativa per una gestione economica trasparente, mancano collegi di revisori dei conti e di probiviri, come pure non sono previsti i criteri di scioglimento dell'associazione stessa.
    Per rispondere a Isaia: gli Statuti non sono un contratto, ma impegnano principalmente l'Associazione al rispetto delle proprie finalità.
    Naturalmente l'associazione e i propri aderenti debbono comunque rispettare le norme primarie del Codice di Diritto Canonico.
    A mio parere, per quanto riguarda l'autorità ecclesiastica, stanno tutti aspettando la scomparsa del signore e padrone del cammino per mettere fine all'anomalia di questa associazione di fedeli senza
    alcuna regola attiva e funzionante di partecipazione interna, senza organismi di autocontrollo, con una trasparenza paragonabile a quella delle pareti di un bunker atomico.

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    1. "nessun organismo interno di controllo atto a verificare le violazioni e ad elevare eventuali sanzioni, come anche l'esclusione dei membri responsabili degli abusi."
      ------------
      😁😂 ma poiché i responsabili degli abusi sono i .. responsabili stessi dell'associazione, a cominciare dall'"iniziatore", l'associazione si dovrebbe autoescludere in toto!

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  12. In sintesi: il Neocatecumenale medio ritiene che lo Statuto semplicemente sia un attestato di approvazione della Chiesa del Cammino, mentre invece è la propria regola di comportamento in quanto membro di quella associazione, la propria carta dei diritti e dei doveri.
    Ciò che è scritto nello Statuto è ciò che, in quanto membro, è tenuto ad osservare, ciò che non è scritto, semplicemente non esiste, e Kiko stesso non può dire il contrario: non può cioè far escludere nessuno dal cammino perché non ha obbedito ad una prescrizione che lo Statuto non preveda o che non faccia parte delle norme più generali della Chiesa.
    Per quanto riguarda poi ciò che gli viene insegnato, ogni Neocatecumenale avrebbe il sacrosanto diritto e dovere di leggere il Direttorio, approvato insieme allo Statuto prima di essere rilasciato, soprattutto in caso di dubbio e di contestazione rispetto ad alcuni punti (obbedienza canonica ai catechisti, abusi liturgici nelle celebrazioni eccetera).

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    1. Per questo, come abbiamo letto in alcuni commenti di sacerdoti sull'Isola di Patmos, solo il richiedere il Direttorio ma anche il testo dello Statuto del Cammino, è un metodo sicuro per un parroco che voglia evitare di "accogliere" questo movimento laicale: i catechisti capiscono l'antifona e girano al largo.

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    2. Lo statuto del cammino è la tradizione.

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    3. E questo, vale la pena ribadirlo, dovrebbero chiederlo anche tutti i laici che si avvicinano alle catechesi iniziali! Sui cartelloni, sotto "VIENI E VEDI", andrebbe scritto "E QUANDO VIENI A VEDERE, CHIEDI IL DIRETTORIO CATECHETICO!"

      -Scusi signor catechista neocatecumenale, mi darebbe una copia dei testi delle catechesi del Cammino, che gliele riporto al prossimo incontro?

      - ... veramente... le catechesi ce le ispira lo Spirito Santo... non sappiamo nemmeno noi cosa diremo domani... ma tu vieni, vieni e vedrai... continua a seguire e poi capirai, adesso è troppo presto, ti devi fidare di Dio perché solo così Lui può farsi presente... se tu chiudi il cuore poi Lui non ti può parlare... e qui è la Parola di Dio che si fa presente, con l'approvazione dalla Chiesa...

      - Ma veramente, signor catechista neocatecumenale, io so, da amici, che girano delle fotocopie, a cui attingete con una certa precisione. In questi fogli c'è anche scritto che chiedete un decimo di tutti gli averi e che fate domande molto personali a cui bisogna rispondere davanti a tutta la comunità. Cosa sono allora quelle fotocopie?

      - non so cosa ti abbiano detto questi tuoi amici, ma... quelle sono solo comunissime note, è per non tralasciare punti importanti... ti devi fidare che qui il Signore si fa presente e ci ispira in quel momento la Parola per la nostra conversione... puoi leggerti i diari di Carmen se vuoi... o le Anotaciones... per il resto devi lasciarti fare da Dio...

      - Quelli li ho letti ma non ne esce un granché, le pagine sono mezze bianche. Comunque, guardi che io so per certo che in diverse città d'Italia, ed in tutte le epoche da quando il Cammino esiste, vale a dire, in qualunque condizione si vada a campionare: le catechesi sono sempre le stesse!
      E siccome non ho mai visto nessun attore di teatro improvvisare con tanta precisione, ma ho visto che la precisione la raggiunge soltanto chi ripete e replica numerose volte il copione: mi spiega gentilmente, signor catechista neocatecumenale, come è possibile, garantire questa estrema precisione catechetica, in tutti i posti ed in ogni tempo, se non avete un testo di riferimento?

      Qui il catechista esplode, o esce, o si rende conto che è ora di rompere il cerchio magico. Oppure tutte e tre le cose, in questo stesso ordine.
      Fine della storia.

      BC

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  13. Lo Statuto del Cammino non e' vincolante per i suoi membri, quindi vale zero.

    Se siete Cattolici,
    come i Neocatecumenali sostengono di essere, il VINCOLO esiste gia' nella normativa e legislazione Ecclesiastica.
    Ruben.
    ---

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  14. In questi giorni sto rileggendo i mamotreti che posseggo dei vari passaggi, risalenti a prima dell'approvazione del direttorio catechetico.
    Nel rileggere quello dello Shemà, del 1974, ho notato che Kiko dice di rivolgersi a 200 catecumeni di Madrid e Roma.
    Mi è venuto spontaneo fare dei rapidi calcoli, perchè se il cammino è iniziato nel 1967, nel 1974 erano già 7 anni che esisteva e, sinceramente, 200 persone mi sono parse davvero poche.
    Se si considera che lo Shemà si fa all'incirca al terzo anno di cammino, le primissime comunità lo hanno fatto non prima del 1970, ma anche dopo, considerato che si era agli inizi e si dovevano rodare.
    Nel 1974, quindi, c'erano già stati solo 3 Shemà e questo era il 4°, mediamente, se fosse stata rispettata la tabella di marcia. Comunque, non più di 4.
    Se la media per ogni Shemà è, detto nel mamotreto, 200 persone, se ne deve dedurre che tra Roma e Madrid, le città neocatecumenalmente più popolose, i diretti catechizzati da Kiko erano 800, che mi pare un numero abbastanza ridicolo, che non ammonta nemmeno al numero dei fedeli di una singola parrocchia di campagna.
    Ecco perchè, allora, fin dall'inizio si è avvalso di catechisti alle primissime armi e spessissimo digiuni di ogni abc cattolico, mandando a predicare gente che non poteva essere né preparata né illuminata, come i primi catechisti dei Martiri Canadesi, che hanno catechizzato dopo nemmeno un anno di cammino.
    Faceva parte di un programma espansionistico a lungo raggio che non prevedeva né formazione, né conversione certa, né attitudine all'insegnamento cristiano, ma mirava a diffondere la creatura Kikiana ad ogni costo, visto che se non si fosse fatto così, il cammino poteva considerarsi quasi una cosa a livello familiare.
    I numeri tanto sbandierati, che sicuramente grazie ai dilettanti allo sbaraglio dei catechisti-catecummeni in erba saranno sicuramente cresciuti, dopo 7 anni non mi sono sembrati così rilevanti, anzi, direi proprio insignificanti.
    Faccio notare che nel 1977, epoca risalente ai mamotreti del II° scrutinio, è dichiarato che il cammino sarebbe durato 8 anni. In una lettera di Kiko a Morcillo, mi pare del 1968-69, addirittura si affermava che il ciclo catechetico sarebbe durato 3-4 anni, per poi sciogliere le comunità nella parrocchia.

    Mi chiedo come sia stato possibile allora, che una realtà evidentemente irrilevante nei suoi primi 10 anni e poco accettata dai parroci, che doveva sciogliersi nella parrocchia dopo 8 anni, abbia potuto acquisire tutta quella rilevanza per cui ne stiamo a parlare noi qui oggi. Non mi pare ce ne fosse alcun presupposto riscontrabile.

    Forse ho sbagliato i conti, non sono molto brava in matematica, correggetemi pure ma, se così fosse, avrei una certa teoria sul perchè una cosa sgradita ai parroci e numericamente irrisoria nei suoi inizi, abbia poi avuto così tante bandierine sul mappamondo di Kiko.
    E' un po' azzardata, per cui per il momento penso meglio non esporla, magari mi sbaglio...

    Libera

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  15. E' proprio così.
    Lo statuto non approva quello che fa il Cammino, lo statuto ORDINA al Cammino quello che dovrebbe fare e non fa e quello che dovrebbe essere e non è.
    Sullo statuto non c'è scritto di fare le confessioni pubbliche, per cui queste NON vanno fatte, in quanto proibite dalla Chiesa.
    Lo statuto non prevede di consacrare le pagnotte di pane non azzimo, per cui non vanno consacrate, perché la Chiesa lo PROIBISCE.

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  16. Anonimo delle 12 e 24: lo statuto del Cammino è la tradizione?
    E allora perché è stato scritto? Bastava il catechismo, come per i cristiani della domenica.
    Come dice Valentina, lo Statuto è come una regola che OBBLIGA il Cammino, mentre per Kiko è come un lasciapassare per fare quello che vuole.
    Kiko ha preso l'approvazione dello Statuto come una carta bianca per fare ciò che vuole, ma la carta dello Statuto non è affatto bianca, ma scritta.
    E' una regole a cui il Cammino si DEVE attenere, altrimenti si mette da solo fuori dalla Chiesa.

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  17. ANONIMO del 9 aprile delle 20 e 26:

    molto interessante quello che scrivi.
    Ma se con questo vuoi dire che il Papa è stato infallibile nel riconoscere il Cammino, vuol dire che non hai capito nulla di quello che hai scritto.
    L'approvazione di una realtà ecclesiale, infatti, non è un dogma di fede, né fa parte del Magistero, ma è un atto pastorale.
    Non solo, è un atto che può essere influenzato da condizionamenti, come quando Papa Giovanni XXIII prese posizione, SBAGLIANDO, contro Padre Pio, in quanto era stato male informato.
    Infine, più che il Cammino, è stato approvato lo Statuto del Cammino. Cioè: il Papa ha approvato quello che il cammino DEVE essere, non ciò che il Cammino è.
    Lo statuto è stato approvato per CORREGGERE il Cammino e per proteggerlo dalle eresie.
    Purtroppo il Cammino non si è corretto e si è esposto alle eresie di Kiko e Carmen.

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  18. Io non intendevo lo Statuto ( lo Statuto ha un ruolo, ma di secondo piano, anche se importante), io parlo del "Decreto di Approvazione del Cammino Neocatecumenale"

    https://camminoneocatecumenale.it/it/statuti/decreto-del-pontificio-consiglio-per-i-laici-approvazione-definitiva-dello-statuto-del-cammino-neocatecumenale/
    Vi ripeto, io non sono addentro alla materia, per cui non so più di tanto, ma ho delle piccole basi di diritto, che ricordo dalle scuole superiori, e so che se una parte dei contraenti ( so che si parla di Decreto, non di contratto, ma penso che ci sia una similitudine)è viziata, cioè sta vendendo ciò che sa che non è, il contratto è nullo. E vi sono anche altri casi. Per cui, io so, perchè l'ho vissuto su di e, che al momento dell'Approvazione, costoro già facevano il contrario di ciò per cui sono stati approvati. E lo riscontrate nello Statuto e nel Decreto stesso, perchè, fatemi passare l'esempio, anche se è infelice, costoro stavano proponendo uno Statuto che, nella realtà, già sapevano di non appliccare, che non lo stavano applicando, e che non lo avrebbero applicato, ma che stavano facendo altro. Per cui, se la volontà sapeva, e sapeva di essere viziata, l'accordo è nullo.Come un venditore di auto, che non ha l'auto, sa di non possederla, e fa un contratto di vendita, di vendita di una cosa che non ha. Ora sta a chi è esperto andare a vedere gli elementi non rispettati, io posso mettere una traccia: decime, foro interno, imposizioni, chiusura delle salette agli altri fedeli, oppressioni, manipolazioni, calunnie, menzogne,sfruttamento dei fedeli, ecc, ecc. Ma i secerdoti hanno riscontrato eresie e altro. I Vescovi vengono sottomessi al Cammino, invece il Cammino è al servizio del Vescovo. E tanto altro.
    E poi, vi metto una cosa, che dovete prendere in senso allargato, e spero che qualcuno la sviluppi:

    Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio;
    ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».
    Vi rimetto la frase in questione: eccetto il caso di concubinato.
    Gesù ha dato un apertura all'atto di ripudio, un permesso, anche un dovere, per cui se( ora vi parlo in senso spiriuale): se la volontà era già non libera, ma vi erano delle relazioni illecite, cioè vi era infedeltà nel momento dell'atto, ecco che è lecito il divorzio.
    Il mio vuole essere uno spunto di riflessione.
    E sono sicuro di una cosa: con me vi è stato un divorzio, perchè ho subito quelle situazioni illecite, per cui e sopraggiunta la nullità.Ovviamente, lo scrivo per gli illusi e i convinti ( altrimenti gli volano le fantasie nelle calunnie e giudizi) con il Signore mai, perchè il Signore il Pattto (non dovrei neanche scriverlo perchè è scontato) lo rispetta.
    E' solo una riflesione, nulla di che, e la lascio a chi è competente in materia.

    Pace ai figli della Pace. Dio è a Pace.

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  19. Nuovo articolo di Padre Ariel su don Kikolone e sora Karmen.

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