sabato 27 aprile 2019

Il Paradiso degli Orchi: storia di una Comunità di Perfetti, di un Funerale e di un Abuso

Abbiamo letto dal web un articolo, di cui riportiamo un estratto, sulla Veglia Pasquale vissuta da una Comunità Neocatecumenale in terra di Calabria sottolineandone alcuni aspetti salienti che poi commenteremo e che metteremo a confronto con le vicende di un'altra Comunità alla stessa tappa del proprio "Cammino".


«Neocatecumenali, il rinnovo delle solenne promesse battesimali
La seconda comunità Neocatecumenale (...) ha rinnovato le solenni promesse battesimali. La natura del Cammino Neocatecumenale è stata definita da San Giovanni Paolo II come «un itinerario di formazione cattolica valido per la società e per i tempi odierni». Esso è ormai una realtà consolidata in tutto il mondo come anche nelle nostra diocesi. 

Nella parrocchia (...) dove da 46 anni è presente il Cammino Neocatecumenale con a capo il parroco (...), guidato dall’Equipe itinerante responsabile di Sicilia e Calabria, la seconda comunità, composta da 62 fratelli, durante gli scrutini finali e dopo aver camminato tanti anni insieme in questo itinerario, ha dato segni di fede nell’amore e nell’unità, rimanendo assidua all’insegnamento degli apostoli, alla comunione, alla frazione del pane e alla preghiera.
Durante la Veglia di Pasqua nella Basilica Cattedrale, presieduta dell’arcivescovo (...) ha così concluso l’itinerario di formazione di iniziazione cristiana e ricevuto la veste bianca, segno della rinnovazione delle solenni promesse battesimali del Cristo risorto, vittorioso sulla morte. 
Dopo il 1997 e il 2012, anni in cui le due parti della prima comunità della parrocchia hanno concluso l’itinerario di iniziazione cristiana, anche la seconda Comunità ha ascoltato fedelmente durante questi anni di Cammino Neocatecumenale, la Parola di Dio annunziata dalla Chiesa e ha cominciato a camminare davanti a Dio, mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti. Con la grazia conferita dal rinnovo del battesimo, la fede agisce in loro con pienezza e, attraverso Gesù Cristo, è in mezzo al mondo come sacramento universale di salvezza.  
La comunità unita fraternamente, vivendo nella preghiera, dando l’adesione al Padre e il suo nome alla Chiesa, ha ricevuto la conferma della chiamata fatta da Dio per percorrere con animo generoso il Cammino verso il compimento della Vita nuova. 
Incoraggiati dall’esempio dei Padri, diventino sale di salvezza, luce per il mondo e lievito per le genti della nostra chiesa diocesana


Siamo in tempo pasquale e leggiamo con sincero stupore questo articolo che ci annuncia che ci sono delle comunità di persone che, indifferenti al proprio Battesimo ricevuto alla nascita, da bravi cattolici, hanno "cominciato" a camminare davanti a Dio, hanno "ricevuto la Grazia" (per la prima volta?) da un supposto "rinnovo del battesimo", che sappiamo essere avvenuto nel Giordano, motivo per il quale "la fede agisce in loro con pienezza" in quanto questa comunità, avendo dato la propria "adesione al Padre e il nome alla Chiesa" sarebbe divenuta  "sacramento", "sale di salvezza" e "lievito per la nostra gente diocesana" (sappiamo che "le genti" biblicamente sono i non convertiti).
Il tutto "attraverso Cristo".

Sopraffatti dai paroloni, fatichiamo a riconoscere in questa comunità di "perfetti" una realtà cattolica, diocesana o anche solamente cristiana. 
Si parla infatti nell'articolo riportato: 
  • di persone che hanno "ricevuto la conferma della chiamata fatta da Dio per percorrere con animo generoso il Cammino verso il compimento della Vita nuova";
  • di "chiamata" ricevuta da queste persone, riunite in un gruppo detto "Comunità", non è quella alla vita in Cristo ricevuta con la Grazia nel Battesimo di ogni cristiano ma è un'altra vocazione;
  • di un Cammino che non è il cammino comune della Chiesa dei credenti ma è un altro "Cammino" (notare la lettera maiuscola); 
  • di un "compimento nella Vita Nuova" che, evidentemente, è una realtà supernaturale che riguarda solo questa elite di credenti, soggetti ad elezione divina e, bontà loro, sale di salvezza in mezzo alla "gente diocesana".


Tenendo presente da un lato la descrizione di queste "vette gnostiche" a cui la "comunità" e solo essa, evidentemente, è chiamata a raggiungere tramite Cristo (e a questo punto ci chiediamo se stanno seguendo un altro vangelo, rispetto a quello della Chiesa)  leggiamo ciò che ci racconta Rebel di un giorno di "ordinaria santità" in una di queste Comunità chiamata a breve al rinnovo del Battesimo al Giordano.
Nota Bene: ribadiamo che si tratta di un'altra Comunità rispetto a quella di cui parla l'articolo, però facente lo stesso Cammino "di perfezione", quello Neocatecumenale, ed anch'essa giunta allo stadio finale del Cammino stesso, l'Elezione.

Rebel ci parla di:

  • Un funerale, celebrato secondo la liturgia neocatecumenale;
  • Un vescovo, che, insieme a cinque presbiteri kikiani lo celebra;
  • Una vedova, che fa la "omelia ambientale" e la sera stessa partecipa all'evento irrinunciabile dell'Annuncio di Pasqua Kikiano;
  • Una comunità di "fratelli" che eleva i canti neocatecumenali di infinita tristezza;
  • Ma soprattutto, aleggiante sopra tutta l'accolita dei "santi", Rebel ci parla di una violenza, avvenuta in un passato ancora recente, ai danni di una giovane che non ha ancora ricevuto giustizia, ad opera di un "catechista" neocatecumenale, perfetto della comunità dei perfetti; una vicenda ben conosciuta dal Vescovo che egli ha scelto di ignorare e dimenticare per confermare, con la propria presenza, la validità di un Cammino che stupra e abusa non solo le coscienze.


Certi che nessun cristiano possa attingere in pienezza alla "Vita Nuova" o essere "sale di salvezza" o "esempio in mezzo alle genti" con sullo stomaco e sulla coscienza la vicenda inconfessata di una terribile violenza consumatasi nel proprio ambiente di fede ai danni di una minorenne, e che nessun Vescovo possa ritenersi tale se abdica al proprio compito di vigilare sul gregge e dimentica la vittima per andare a lustrarsi le penne nel luogo in cui si è consumato un delitto che ancora non ha ricevuto giustizia, leggiamo  il commento di Rebel:



«Alcuni individui passano anni all'interno del cammino, divenendo un tutt'uno con esso. I danni arrecati a livello mentale ed emozionale risultano ingenti e l'adorazione nei riguardi del contesto, e dei riti ad esso associati, caratterizzante di una personalità priva di autosufficienza.

La scorsa settimana una moltitudine di comunità, con super catechisti al vertice, ha donato l'ultimo saluto ad un padre di famiglia dalla lunga esperienza neocatecumenale. A presiedere la funzione il vescovo del posto (non è la prima volta che il prelato in questione guida le varie celebrazioni riguardanti il cammino. Vigliacco, traditore della Chiesa, e non perché si anima per ogni servizio kikiano ma bensì a motivazione dell' indifferenza nei riguardi di una fedele che a lui si è rivolta a causa degli abusi che un "katechista"  le ha inflitto, rifiutandosi di prodigarsi per la giustizia, privandola anche del consueto conforto), assieme a 5 presbiteri del cammino.
Canti di infinita tristezza urlati in virtù dell'evento ed una povera moglie incapace di riflettere con logica, dato che non si è sottratta dall'attuare l'ambientale e di dirigersi, a sera, all'annuncio neocatecumenale di Pasqua.
Sì, esattamente all'annuncio di kiko! Di mattina il mesto funerale, di sera l'altisonante annuncio.
Chiaramente o sei neocatecumenale o non lo sei, e se lo sei devi essere idolatra e credere che la parola di kiko arricchisca e consoli la tua anima ed il tuo spirito elevandoti su alture che gli altri, ignorantoni fedeli della domenica, non possono neanche intuire.
In questa serata, a distanza di pochissimi giorni dal triste evento, la povera vedova vestirà il tanto agognato (e costoso) vestito bianco da divin eletta del veggente ispanico, in un incontro a porte chiuse con lo stesso vescovo di cui prima.
È breve il tempo che separa questa comunità neocatecumenale dall'ambita tappa di Gerusalemme, che con struggente enfasi bramano più di qualsiasi altro e vero bene (beni veri e spirituali che avrebbero potuto apportare consapevolezza e luce in quelle teste ostruite di fango), così che tra poco, sotto la luce fioca della fontana della Domus di Kiko, con le loro vesti bianche potranno danzare mano nella mano (inefficaci anche nel pensiero inerente il "mutuo" che avranno acceso per concedersi di comprarsi l'elezione) felici e contenti senza realmente nulla aver ottenuto. Piuttosto hanno perso: l'umanità, la fede cristiana, Dio.
Queste persone dall'orgoglio elevato sino all'apice del possibile, che presto diverranno "sante" (nessuna replica, sono eletti prediletti, seppur inetti), son le stesse che hanno malmenato moralmente una ragazzina che denunciava degli abusi da parte del loro gran catechista (dei miei stivali) pur di servire e preservare il cammino.
Voglio dire la mia: dato il loro agire e reagire agli eventi, questa gente è letteralmente PAZZA!
Rivolgiamo una preghiera a beneficio dell'anima di quest'uomo.»


20 commenti:

  1. Io lo dico sempre e lo continuo a sostenere, non è importante che siano nominati sacerdoti, vescovi e cardinali se sono sostenitori del cammino si vendono diventando cinici come loro e servi del cammino. Non posso sentire di violenze sessuali contro le donne, contro gli indifesi non ne parliamo. Come uomo gli sputerei in faccia e chi è dalle mie parti capisce che significa.

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  2. La lettura dell'articolo desta sconcerto e sconforto.
    Nulla impedisce il pur lento ma inesorabile incedere delle kikocomunita verso il traguardo finale del rinnovo delle promesse battesimali che, nei lunghi anni di cammino, si trasformano in un unico atto di fede finale nel dio Kiko, unico signore e padrone della vita degli adepti.
    Essi vengono sapientemente incanalati nell'alveo neocatecumenale in cui i comportamenti, le emozioni e il "credo" professato confluiscono tutti in un "pensiero unico" ben strutturato. Meglio, si guidano gli adepti - con scettro di ferro direi - a non usare più il cervello (noi pensiamo per voi!) e a rimettere totalmente vita, beni, famiglia, tutto, nelle mani dell'insaziabile cammino neocatecumenale.
    Una esperienza frequente è quella di divenire custodi, da parte delle comunità di lungo corso, di segreti inconfessabili; tenere seppelliti nella memoria intorpidita e nelle coscienze annichilite fatti scandalosi, violenze, soprusi, abusi puntualmente insabbiati.
    La parola d'ordine è una sola:
    "Vi rendete conto che così si distrugge il cammino?"
    Con grande enfasi, facendo passare che questo è l'unico male che nelle comunità grida vendetta a Dio! Non si fa. Per il bene del cammino bisogna tollerare l'ingiustizia, abbandonare le vittime nel loro tormento e, se non sanno perdonare, prendere la croce e non resistere al male...peggio per loro!
    Il cammino è un falso. Con le sue ostentate esibizioni e ostentazioni.
    Dato che io stessa sono testimone di storie simili a quella raccontata mi sono chiesta sempre, pensando a quando le comunità testimoni omertose di simili aberrazioni arrivano alla tappa finale, come esse fanno a fare festa, indossare le vesti bianche, cantare l'Alleluja, danzare e cantare su tutti i cadaveri seppelliti (vivi) che calpestano sotto i loro piedi e di cui hanno soffocato il grido che dai tempi di Caino e Abele sale incessante dalla terra?

    Pax

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    1. Io non sono stata testimone diretta di storie simili a quella raccontata, ma ho sentito di scandali che sono successi nel cammino. Non c' è da stare allegri, il cammino combina "guai" e poi se li lascia indietro o li trascura. Le vittime se la devono cavare da sole e i violentatori vengono compatiti e sostenuti da presbiteri o vescovi. Non se ne salva uno.

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    2. Per quel che ho visto io, un enorme problema è l'allegria somaresca, stupida e servile della massa di quelli che, non essendo direttamente colpiti dai drammi, scelgono di manducare gli "avanzi" che l'organizzazione neocatecumenale getta loro per terra, quali, per esempio, una meschina sensazione di superiorità, la presunta conferma di essere dalla parte giusta, l'occasione di fare qualcosa di meglio che guardare la TV, l'avere un gruppo di aiuto e di riferimento, poter piegare Dio ai loro scopi con i "carismi", ... scambiano gli accidenti con la sostanza, spalleggiando ed alimentando gli abusatori.

      In certi comportamenti si nota proprio l'adulterio spirituale e la prostituzione morale che sono alla base di tutto questo: la furbizia come prostituzione dell'intelligenza, l'impicciarsi dei fatti altrui come prostituzione della Carità cristiana (chissà perché, si ricordano solo i presunti pettegolezzi golosi, il resto lo dimenticano?), la falsa modestia come adulterio dell'umiltà (valli a contraddire e conta i secondi prima che esplodano!), la stupida pervicacia come prostituzione della pazienza,... e tanti altri. Altro che cammino di perfezione, per come è concepito, è un cammino di putrefazione. Anche se un certo numero di aderenti, scelti dalla Grazia, si salvano meglio degli altri (ma di certo non quelli che credono di essere loro, gli scelti).

      A.Non.

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    3. Perfetta sintesi del cammino e dei camminanti.
      LUCA

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    4. Concordo e con LUCA ringrazio A.Non.
      Pax

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  3. Articolo stupendo... la seconda parte, in particolare, è agghiacciante. Pensare a un vescovo che rifiuta il conforto a una vittima di abusi per poi celebrare come se nulla fosse nella stessa comunità in cui quegli abusi si sono verificati, è una cosa repellente.
    Come al solito, poi, il CNC distorce le parole dei Pontefici: se il Papa ha definito il Cammino un "itinerario valido di formazione cattolica", cioè un itinerario per approfondire la propria conoscenza (cosa di cui, però, potremmo parlare a lungo), ecco che il CNC si appropria della definizione storpiandola, autodefinendosi "iniziazione cristiana". La differenza dei termini pare di poco conto, ma in realtà è una differenza enorme: definire il CNC "iniziazione cristiana", significa che è un percorso diretto a chi cristiano non lo era, e serve per introdurre un non-credente al cristianesimo. Visto e considerato che quasi tutti gli adepti del Cammino erano cristiani anche prima, quando il CNC dice di essere "iniziazione", sta fondamentalmente dicendo che l'iniziazione cristiana tradizionale (quella che noi tutti abbiamo fatto, a partire dal battesimo e per tutti i successivi sacramenti) non conta, che un cristiano che non è nel Cammino è come se non fosse cristiano per niente.
    Questa è una sfumatura a cui la Chiesa dovrebbe prestare più attenzione, perché stanno legittimando al loro interno un movimento che, in sostanza, dice che tutto quello che si fa da cristiani "normali" non conta nulla.

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    1. Nicola dici bene, la Chiesa dovrebbe fare più attenzione nel definire un movimento quale è il cnc, in "iniziazione cristiana".

      Il problema è che qualche personaggio molto poco ispirato ma molto ben manipolato o molto abbondantemente oliato, all'interno del Pontificio Consiglio dei Laici, ha fatto le cose in grande ed ha pensato bene di scrivere questa castroneria anche sullo statuto del cnc.
      Articolo 1
      §2.Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente della fede.

      Capito Nicola,non bastava definire un movimento "iniziazione cristiana", ma qualche ispiratissimo personaggio si è superato ed ha definito il cnc perfino attuazione di "educazione permanente" della fede.

      E poi ci meravigliamo che il neocatecumenale medio crede a tutto quello che dice Kiko.

      Le armi per spaccarsi per quello che non è chi le ha fornite?
      Chi ha scritto uno statuto su misura ad un esaltato spagnolo arrogante e presuntuoso?
      LUCA

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    2. @Luca:

      Questo senza dubbio. Se il Cammino è arrivato dove si trova ora, è proprio grazie a numerosi collegamenti, conoscenze, amicizie, complicità, ecc. ecc., con vari personaggi anche di calibro alto della Chiesa che gli hanno spianato la strada. Senza questi agganci, il CNC sarebbe rimasta una piccola realtà locale.
      Le armi per spacciarsi per quello che non è, purtroppo, gliele ha fornite proprio chi avrebbe dovuto levargliele.

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    3. Alle vostre, che condivido in pieno, voglio aggiungere un'ultima considerazione.

      Il comportamento di Kiko e del suo entourage è perfettamente quello che avete descritto.
      Macchinazioni continue, ricerca spasmodica di agganci, tanto che, da sempre, tra gli itineranti si è fatto a gara a chi più riusciva a raggiungere, captare per poi strumentalizzare e pilotare personaggi del clero, tanto inviso, in vario modo influenti in Vaticano e questo era molto rilevante per la loro personale scalata al potere (intendo degli itineranti) nel cammino stesso.
      Una prova in più, se ce ne fosse bisogno, che la prassi strutturata del Cammino è quella di guidare loro la storia e non, come dicono, di farsi condurre dal Signore...per vie sorprendenti...che mai avrebbero immaginato...Miracolo! Miracolo!
      Falsi e bugiardi. Molte cose se le sono scritte da soli, le hanno passate a chi di dovere - ma che arti persuasive hanno! - che ha provveduto a trasformare in realtà ogni loro sogno più ardito.
      L'esempio di scuola nella storia del c.n. è e resta sempre la famosa Lettera Ogniqualvolta...fatta firmare da G.P.II ma scritta da loro di sana pianta. Non vogliamo riprendere nei particolari questa squallida vicenda che poi è venuta alla luce, con conseguenze penose. E' nota a tutti.

      La cosa più grave è che questo modo di comportarsi dà la prova inconfutabile, se ancora ce ne fosse bisogno, che i vertici del cammino, Kiko e Carmen in testa, non hanno mai avuto rispetto della Chiesa, poichè l'hanno sempre e solo usata sfacciatamente. Mai si sono messi al servizio di nessuno: Papa, cardinale o Vescovo. Mai si sono sottoposti al loro discernimento, in cui non hanno mai creduto.
      Sanno chi sono e dove vogliono arrivare, mai si mettono in discussione e sono stati inviati sulla terra per fare lo scrutinio a chiunque: singoli camminanti, parroci e tutte le gerarchie della Chiesa.
      Li definiamo blasfemi a ragione perchè affermano, senza pudore che "Questa è la volontà di Dio"...il loro invio, la loro missione.

      Pax

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  4. Voglio trascrivere dal libro "Il Vangelo segreto di Tommaso" cosa pensasse Ireneo dei seguaci di Valentino...." E non era tanto quello che dicevano a preoccupare Ireneo, quanto quello che facevano, in particolare con il secondo battesimo, che chiamavano apolutrosis e praticavano in vari modi. Ireneo descrive con precisione la seconda tappa del processo iniziatico dei Valentino. I cristiani si definivano "spirituali", dice, attiravano molti fedeli inconsapevoli, appartenenti a quelli che chiamavano la maggioranza "comune" o "ecclesiastica. Nel corso delle loro riunioni private esortavano i nuovi venuti a domandarsi cosa significasse la fede e spesso discutevano passi delle scritture. Se qualcuno, lamenta Ireneo forse per esperienza personale, sollevava obiezioni o chiedeva spiegazioni, "quelli dicono che lui non è una persona capace di ricevere la verità, perché non ha ricevuto dall'alto la capacità di capire. "In realtà" concludeva "non gli danno nessuna risposta." Ma se qualcuno si dimostrava disponibile lo coinvolgevano in una lunga preparazione, finché non lo dichiaravano pronto a ricevere l'apolutrosis, che lo conduceva oltre la soglia della comunità "normale" , entro la cerchia più ristretta dei cristiani spiritualmente maturi. "Chiamano comuni ed ecclesiastici" protesta Ireneo quelli che appartengono alla Chiesa...e chi si mette nelle loro mani come una pecorella e segue le loro pratiche e la loro apolutrosis, questa persona è così euforica che si immagina...di essere già entrata nella "pienezza di Dio"...e va in giro pavoneggiandosi con un'espressione di superiorità sul volto, con tutta la pomposita' di un gallo".

    Verrebbe da dire nulla di nuovo sotto il sole dopo 18 secoli.

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    1. https://www.youtube.com/watch?v=1fRc3ucI3kY
      Caro fab, oltre "nulla di nuovo", c'è anche qualche similitudine su altri ambiti. Non ricordo se al secondo passaggio o al primo. Non ricordo di preciso. Ma ricordo che dovevi dire parolaccie verso la porta, che rappresentava Satana. Guardati il video, e dimmi se non ci sono delle somiglianze. Poi pensa al pelegrinaggio che fanno i musulmani, e pensa un pò ai vari passaggi ( pellegrinaggi) che fanno i nc. Ricordo a tutti, che o siamo di Cristo, o non lo siamo. Per cui Maometto ha detto che Gesù non è Dio, e Dio, che chiamano Allah ( e se prendi il Corano sia in inglese e sia in Italiano vedi che la parola Allah è sempre la stessa, per cui è come se fosse un nome proprio) non ha associati, per cui ha negato la Trinità. Sappiamo che chi nega il Figlio nega il Padre, per cui è un falso profeta. Maometto diceva che Dio parlava per bocca sua, similmente Kiko che dice che Dio è uno in lui, ovviamente solo in lui, mai negli altri. La stessa, sempre in similitudine, operazione di Maometto. Anche i Musulmani vestono di bianco durante il pellegrinaggio. E se vi andate a vedere i copricapi dei rabbini all'incontro con il Papa Giovanni Paolo II, vi vedete la stessa forma delle coppe usate da Kiko. Potrebbero essere delle coincidenze,molto probabilmente lo sono, oppure è una certa aria che tira in giro, come un vento che soffia da una direzione. Conclusione, se eseguono, similmente, non ugualmente, le cose dei Musulmani, ecco che ci troviamo, molto, vicini al falso profeta.
      Vi risulta che San Pietro standardizzava gli arredi? Vi risulta che un San Pio da Pietrelcina si metteva con chitarra in mano e componeva canzonette? Per non parlare di persone che assistono ad una Celebrazione Eucaristica, dove Dio da il Suo Corpo e il Suo Sangue, e le persone si vivono tutto questo con battiti delle mani per tutta la durata, chitarre e urla.
      Potrebbero dire: ma è la Resurrezione!Noi festeggiamo la Resurrezione!
      Risposta:Perchè la Resurrezione sono urla e chitarre!? Il passaggio dalla Morte alla Vita sono urla e chitarre e battiti di mani!?
      (da IPG)

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  5. Mi lascia a bocca aperta la seconda parte, ho letto con il cuore in gola. Il Papa in persona dovrebbe visionare per prendere un provvedimento serio e definitivo.

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  6. Dico solo che è difficile continuare ad aver fede quando il proprio Vescovo, in una riunione a porte chiuse, darà la veste bianca alle persone che, lui sa benissimo, hanno difeso omertosamente un catechista abusatore e violento abbandonando una ragazzina al proprio destino.
    Vorrei poter essere lì per entrare in qualche modo nella saletta e gridare a quel Vescovo se non si vergogna di tradire Gesù stesso.
    Non importa quanti soldi gli hanno dato, quanti sorrisi melensi gli hanno rivolto: auguro a questo sacerdote di carta igienica di provare ben presto sulla sua pelle la faccia peggiore del Cammino.

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  7. "IL PARADISO DEGLI ORCHI" avete messo il titolo perfetto. Vanno presi a calci nel culo il Vescovo e la comunità omertosa.

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    1. Se nella casellina di ricerca in alto su questa pagina cerchi "orchi" su questo stesso blog, trovi altri articoli sullo stesso tema.

      E troverai anche risposte di qualche indiavolato kikos che in nome dell'idolo Kiko brama di essere complice di tali "orchi". Cosa che fa estremamente piacere al demonio (quello vero): non sia mai che un fratello del Cammino, in nome dell'infinita giustizia di Dio, cominci ad ammettere anche solo per ipotesi che se esistono "orchi" nel Cammino andrebbero allontanati e puniti perché di fronte a Dio un "orco" resta tale anche se è un prominente membro di un itinerario di riscoperta.

      Ricordiamoci che l'eresia va sempre a braccetto coi peggiori peccati immaginabili, poiché quando calpesti la verità rivelata inevitabilmente finisci per calpestare anche gli innocenti. Quella gentaglia ai vertici del Cammino si comporta come se avesse fatto un patto col diavolo e come se disprezzasse qualsiasi possibilità di ravvedimento e salvezza. Come diceva un amico sacerdote riguardo ai peggiori nemici della Chiesa, "sputo sulla loro anima".

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  8. IL CAMMINO NEOCATECUMENALE AVVELENA ANCHE TE! DIGLI DI SMETTERE!

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  9. Una delle cose che può ingannare riguardo al Cammino, è che ci sono tanti camminanti in buona fede.
    Si dice: sono troppo fanatici, ma ci credono!
    Ma l'attenzione andrebbe messa non sul fatto che ci credono, ma sul fanatismo, per studiarne la causa: sono fanatici perché esagerano, o il loro fanatismo è dovuto da eresie?
    Io ho conosciuto un ex testimone di geova che si era molto impegnato con la setta: lui ci credeva, poi si è accorto che faceva parte di una setta demoniaca.

    Che nel Cammino ci siano tante brave persone mi fa piacere ma, anche, mi preoccupa per loro.
    Ma basta una sola eresia consapevole e ostinatamente dichiarata per fare di un gruppo ecclesiale, una setta.
    Nel Cammino di cose che sono espressione di eresie, sia dottrinali che morali, ce ne sono parecchie.
    Una è proprio l'OSTINAZIONE a nascondere la verità.
    Per un credente il nascondere la verità deve fare orrore.
    Ma il caso Apuron, le disubbidienze camuffate in ubbidienza alla Chiesa, il parlare di lettere INESISTENTI che permettono al Cammino di fare la veglia come si vuole, il DIFENDERE GLI STUPRATORI procurando sensi di colpa alle vittime, a me paiono EVIDENZE che nel Cammino la verità non interessa, interessa solo l'opera di Kiko.

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  10. http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2019/04/ma-di-quale-religione-siete-don-elia.html#more
    Sfido ciunque nel dire che non si sta parlando, anche, del Cammino Neocatecumenale.
    Leggete attentamente, gli ha fatto i raggi x.
    Un compliento a Don Elia, 'autore, ed a Mic che ha pubblicato il tutto. Bravi veramente.
    vi metto una traccia:
    Alla radice di tale grottesca mutazione del cristianesimo si trova una manipolazione intellettuale con cui si è sostituito il Dio vivente della Rivelazione con un’entità mutante, una divinità di fantasia che ognuno si immagina a piacere in base ai suoi bisogni emotivi del momento e sulla quale, con un capovolgimento totale di prospettiva, si rigetta la responsabilità del male.
    (da IPG)

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  11. Gesù disse ai farisei: "Chi può convincermi di peccato?"
    I Camminanti hanno fatto come i farisei: volevano convincere di peccato la ragazza stuprata e giustificare il colpevole!
    Con la scusa che siamo tutti peccatori vogliono far credere che TUTTO ciò che si fa è peccato, perfino subire una violenza!
    Ma dire che tutto è peccato è come dire che nulla è peccato.

    Sono dei violatori di coscienza, oltre che di corpi. Una cosa che dovrebbe procurare orrore ad ogni credente.
    Violano le coscienze e insegnano a mentire! Come nelle confessioni pubbliche dove occorre dire ciò che i catechisti si aspettano per non essere derisi e umiliati.
    Insegnano ad atteggiarsi davanti a Dio stesso, sebbene si dicano "poveracci", che, nelle loro bocche, diventa sinonimo di "grandi cristiani", perché di fatto mirano all'approvazione della loro comunità e dei catechisti e così devono dire per essere approvati.
    Sembra quasi che tutto sia falso e mi chiedo con preoccupazione quante Confessioni sacramentali sono state fatte con questo spirito ingannevole.

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