mercoledì 3 aprile 2019

Palermo: disposizioni dell'arcivescovo sul Triduo Pasquale

Arcidiocesi
di PALERMO



CORRADO LOREFICE

per grazia di Dio e per mandato della Sede Apostolica
Arcivescovo Metropolita di Palermo



DISPOSIZIONI SUL TRIDUO PASQUALE

Ai Presbiteri, ai Diaconi, agli Istituti di Vita Consacrata,
ai Gruppi, Associazioni, Movimenti, Cammini, Confraternite
e a tutti i Fedeli Laici

La Costituzione Sacrosantum Concilium del Concilio Vaticano II ricorda che le celebrazioni liturgiche presiedute dal Vescovo, e in suo nome, dal Parroco, devono avere la più grande importanza (Cfr. nn. 41-42), sapendo che in esse si manifesta la Chiesa come popolo della Nuova Alleanza. Infatti, la Parrocchia è una comunità di fedeli costituiti nella Chiesa particolare sotto l’autorità del Vescovo, che la affida a un Presbitero, quale suo proprio pastore (Cfr. CIC, can. 515 §1).

Vertice dell’anno liturgico è il Triduo della passione e della risurrezione del Signore. «L’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del Mistero Pasquale, col quale morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha ridonato la vita» (Norme generali dell’anno liturgico e del calendario, n. 18).

Occorre, pertanto, dare risalto all’unitarietà del Triduo Pasquale, celebrato nella comunità parrocchiale, come centro dell’esperienza della fede e della visibilità della comunione ecclesiale, nel rispetto delle norme indicate dalla Congregazione per il Culto Divino nella Lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, Paschalis solemnitatis del 16 gennaio 1988 e in comunione con le Chiese che hanno emanato analoghe disposizioni.

Al fine di evitare nello stesso territorio parrocchiale la moltiplicazione delle celebrazioni del Triduo Sacro per singoli Gruppi, Movimenti, Associazioni, Cammini, Confraternite, Istituti Religiosi, ho ritenuto opportuno stabilire quanto segue:

1. La celebrazione del Triduo Pasquale avvenga di norma nelle chiese parrocchiali. In quelle non parrocchiali – ad eccezione delle chiese conventuali o monastiche, degli ospedali e delle carceri – essa sia limitata ai soli casi di vera necessità pastorale, da sottoporre comunque al giudizio del Vescovo o del Vicario generale per la relativa autorizzazione.

2. Il Sacro Triduo va celebrato con decoro e nella sua interezza – dall’Eucaristia vespertina della Cena del Signore alla Domenica di Risurrezione – per garantire la visione unitaria del mistero della passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Pertanto, qualora ciò non fosse possibile, si eviti di celebrare solo una sua parte.
Non è altresì ammissibile la doppia celebrazione del Triduo Pasquale, o di parte di esso, all’interno della stessa comunità parrocchiale.
3. Le celebrazioni del Triduo Pasquale avvengano dovunque secondo il vigente Rito Romano e secondo i libri liturgici approvati.
Esse, specialmente la Santa Veglia, non siano riservate a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia “chiusa”. 
L‘Eucarestia, infatti, per l’azione dello Spirito ci conforma e ci assimila a Cristo unendoci in un solo corpo e in un solo spirito (Cfr. Preghiera Eucaristica III).
L’uso del rito della lavanda dei piedi, nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, non è da riprovare se avviene in contesto diverso da quello del Giovedì Santo, purché mantenga il suo significato penitenziale da viversi nel tempo quaresimale.
La Vergine Maria conduca con materno amore la nostra amata Chiesa palermitana in questo cammino quaresimale perché possa essere trasfigurata dalla celebrazione della Pasqua del Signore per una rinnovata testimonianza del Vangelo alle donne e agli uomini del nostro tempo.

Palermo, dalla Sede Arcivescovile, 25 marzo 2019

Solennità dell’Annunciazione del Signore.

Prot. N. 030/19



54 commenti:

  1. Per evitare le furberie neocat il Vescovo ha dovuto specificare "cammini" chi sa come mai. Qualche neocat può illuminarci?

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  2. Le celebrazioni del Triduo Pasquale avvengano dovunque secondo il vigente Rito Romano e secondo i libri liturgici approvati.
    Esse, specialmente la Santa Veglia, non siano riservate a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia “chiusa”.
    Invece grazie ai parroci alla veglia pasquale tutti quelli che si adoperano per le parrocchie devono soltanto stare a guardare il teatrino degli impettiti neocatecumenali, senza poter essere inclusi che vergogna. Grazie ai nostri parroci.
    L’uso del rito della lavanda dei piedi, nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, non è da riprovare se avviene in contesto diverso da quello del Giovedì Santo, purché mantenga il suo significato penitenziale da viversi nel tempo quaresimale.che vuol dire che non devono farla il giovedì santo ma in un giorno diverso? Paola

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    1. Le celebrazioni del Triduo Pasquale avvengano dovunque secondo il vigente Rito Romano e secondo i libri liturgici approvati. Traduzione: non secondo il vigente Rito Carmeniano-Kikiano.

      Esse, specialmente la Santa Veglia, non siano riservate a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia “chiusa”. Traduzione: il Triduo pasquale è di tutta la Chiesa, non è un'attività interna del gruppetto chiuso (tipo la comunità neocatecumenale). Chi celebra il Triduo, non deve farlo "a porte chiuse" (come fa la comunità neocatecumenale).

      "...Purché mantenga il suo significato penitenziale". Traduzione: i neocat possono celebrare la loro privatissima lavanda dei piedi ma non devono celebrarla in sostituzione del rito liturgico cattolico (che avviene nel Triduo, e il Triduo è di tutta la Chiesa), e soprattutto non devono adoperare la lavanda come segno di "fratello X che lava i piedi a fratello Y per chiedergli perdono". Cio infatti significherebbe stravolgerne il significato "penitenziale" a favore di un significato di "attività personale" (che potrà pure sembrare "penitenziale", ma in realtà ha come centro il rapporto esistente tra i vari fratelli della comunità e dipende strettamente da ciò che gradiscono i responsabili e i cosiddetti "catechisti").

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    2. Piccola parentesi: i neocat che sono tanto fervorosi nel "Preparare la Parola", nel fare "Monizioni" e "Ambientali" e "Risonanze" sulla Parola, ecc., non hanno mai letto veramente il Vangelo.

      Se lo avessero letto avrebbero scoperto che Nostro Signore, in quel gesto della lavanda dei piedi, non stava mica chiedendo perdono ai "fratelli della comunità" degli Apostoli.

      Riguardo alla semplicità di quel gesto, Simon Pietro si beccò pure un rimprovero.

      Insomma, come al solito il neocatecumenalismo va contro il Vangelo, e ciò avviene perché Kiko e Carmen hanno sempre avuto la fissazione di "assegnare nuovi significati" a parole e gesti del mondo cattolico. "Nuovi significati", cioè invenzioni e favolette, cioè sostanzialmente menzogne.

      E aggiungono pure la menzogna del "nooo, noi comunque manteniamo ANCHE il significato originale!" Come a dire che se in una bottiglia di spumante ci versate un decimo di vino e nove decimi di acqua sporca, la bevanda risultate ha comunque tutti i caratteri del buon vino...

      Per questo diciamo che l'unico ad essere soddisfatto del Cammino è il demonio (quello vero, non il simpatico portasfortuna che ti fa trovare traffico in autostrada mentre vai alla convivenza regionale).

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    3. Almeno dov'ero io, ma penso sia uguale ovunque, la lavanda dei piedi è un mero patetico teatrino.
      Si dice che lavare i piedi al "fratello" sia un gesto di sottomissione, mettersi al servizio umilmente verso qualcuno che ti ha fatto del male, una sorta di buona disposizione ad "amare il nemico".
      In realtà è tutto fuori che questo: è il gesto materiale col quale si esprimono giudizi invece che farlo a voce, credendo di farlo anche in umiltà.
      L'ultima volta a me lavò i piedi mezza comunità, anche persone con le quali non c'erano stati screzi.
      Ciò sarebbe umiliante non per i "lavatori", ma per il lavato, , che deve sopportare una comunità che "buonisticamente" gli si mette al servizio, mentre invece ha evidentemente un giudizio su di lui.
      Non può essere che questo, visto che nessuno dei "lavatori" ha mai mostrato un briciolo di spirito di servizio verso il lavato ma, al contrario, una valanga di giudizi.
      La lavanda dei piedi, misero teatrucolo neocatecumenale, altro non è che la manifestazione tacita di tutti i giudizi della comunità e dei singoli, altro che gesto di umiltà.
      Se fosse un gesto di umiltà dovrebbe essere seguito da atteggiamenti di umiltà e non da giudizi, accuse, menzogne e calunnie.

      Libera

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  3. I camminanti UBBIDIRANNO? Lo sapremo il 20 aprile.
    E' vero, come fa notare BPS, che sono furbi, anzi, "astuti come serpenti", per cui potranno fare qualche furbata. Ma se la faranno equivarrà ad una disubbidienza. Anzi, moralmente è peggio di una semplice disubbidienza: dimostreranno di considerarsi un'altra Chiesa.
    Gesù, infatti, è vero che ha detto ai discepoli di essere ASTUTI, ma verso quelli "di fuori", che gli trarranno trabocchetti.
    Per cui essere astuti non per proprio tornaconto, ma per sfuggire ai trabocchetti di QUELLI DI FUORI.
    Gesù non ha mai detto di essere astuti nei riguardi dei Pastori. A meno che non si considerino Pastori di un'altra Chiesa che vanno ingannati non per amore della verità, ma per proprio tornaconto.
    Se i camminanti sono in buona fede e qualcosa non gli quadra, DEVONO andare in curia a chiedere delucidazioni che devono essere disposti ad applicare alla lettera. Altrimenti è difficile dire che sono in buona fede.

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    1. Bella domanda. Mettiamo che succeda come qlc ha ipotizzato ovvero che si spostino a Monreale o Termini Imerese. Il vescovo come fa a saperlo? Ne dovrebbe venire informato.
      Mi sbaglio?

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    2. Credo che, se succedesse, qualcuno non del Cammino il Vescovo lo informerà sicuramente.
      Quelli del Cammino, no. Sapendo di ingannare il Vescovo e volendolo ingannare, penso che si guarderebbero bene dall'avvertirlo.

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  4. Kiko & Company potrebbero celebrare il Triduo pasquale in una delle loro lussuose dimore

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    1. Probabilmente preferiranno un lussuoso albergo.

      Praticamente tutte le attività alberghiere-mangerecce del Cammino esistono perché il vero profondo desiderio dei due autoeletti "iniziatori" era quello di farsi belle vacanze con grandi mangiate in posti lussuosi, facendo pagare il conto ai poveracci che "ascoltavano" la loro ridicola "predicazione". Il sogno borghesotto dei borghesissimi Kiko e Carmen si è realizzato: per più di mezzo secolo han fatto vita da nababbi.

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  5. Poi volevo chiedere se questa lettera secondo voi posso farla leggere al mio parroco, pur facendo parte di un'altra città, oppure qui a Napoli deve esistere il PREDOMINIO DELLE VEGLIE NEOCATECUMENALI? IL NOSTRO VESCOVO NON PARLA, NON SI ESPONE, SO CHE LI TOLLERA, MA NON FA NULLA PER RIMETTERLI IN RIGA. PAOLA

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    1. Secondo me è probabile che la lettera con le disposizioni di mons. Lorefice sia già giunta sulla scrivania di tanti vescovi italiani. Specialmente quelli che "non si espongono". A inoltrarla saranno stati tanti parroci, soprattutto siciliani, magari anche soltanto per dire: "ehi, confratello, hai visto che succede? E voi come ve la state cavando?"

      Nota: mons. Lorefice è tutt'altro che sospettabile di tradizionalismo. Quindi contro di lui non vale la solita patetica costellazione di paroloni che i kikos adoperano contro i "Faraoni" (e cioè "sedevacantista lefebvriano disubbidiente antipapa" ecc.).

      Purtroppo i problemi sono due: uno è il neocatecumenalismo rampante, e l'altro è... il clero che "non parla, non si espone, li tollera, non fa nulla per rimetterli in riga". Preti e vescovi sono soggetti al metodo del Cammino "bastone e carota". La carota delle bustarelle - metti un prete che sta ancora pagando le rate della macchina nuova, e ha urgentemente bisogno della puntualità delle bustarelle neocatecumenali, e perciò per quei "trenta denari" tollera - e il bastone delle vendette trasversali (metti un prete di cui conoscono gli "scheletri nell'armadio" grazie alle confessioni pubbliche, oppure un vescovo che sta per essere promosso a più alta sede e i kikos nei sacri palazzi possono invece stroncargli la carriera...).

      Qui vogliamo solo sperare che l'intervento di mons. Lorefice sia stato non solo inteso a raddrizzare le storture neocat che si ritrova in diocesi, ma anche un suo seguire le indicazioni di tutti gli ultimi Pontefici (da papa Francesco a Benedetto XVI a Giovanni Paolo II).

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  6. Piccola parentesi: anche la diocesi di Palestrina, due anni fa, aveva sostanzialmente dato le stesse direttive.

    Cinque anni fa mons.Becciu rispose a Kiko che riguardo al Triduo il quadro normativo per il Cammino è stabilito dagli articoli 12 e 13 dello Statuto del Cammino, senza aggiungere altro. Purtroppo i kikos hanno interpretato quella lettera come un "fate come vi pare, tanto il vostro Statuto è un certificato di santità passata, presente e futura e vi autorizza a fare qualsiasi scempiaggine passi per la testa di Kiko".

    In realtà lo Statuto non afferma nessun diritto alla "veglia separata", nessun diritto alle "pagnottone possibilmente insaporite", nessun diritto alla "coppona insalatiera ottagonale", nessun diritto a eliminare qualsiasi espressione artistica cristiana in favore dei cantidikiko iconedikiko drappeggidikiko copribibbiadikiko fascettareggichitarradikiko, ecc.

    Ma come afferma don Ariel ieri sera in uno dei suoi recenti commenti, il tipico cretineocatecumenale compie quell'operazione che «in linguaggio scientifico si chiama “manipolazione concettuale” e “lessicale”. Si tratta di una operazione veramente grave».

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    1. Nota: ogni anno, (ogni anno!) torna sempre su la questione del "triduo separato" e delle disubbidienze neocatecumenali.

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    2. Riporto una frase in grassetto delle Disposizioni per il Triduo Pasquale della Diocesi di Palestrina "La doppia celebrazione del Triduo Pasquale in una stessa comunità parrocchiale contraddice l'unità del mistero che si celebra".
      Quindi i casi sono due: le comunità Neocatecumenali, facendo una celebrazione privata, o peccano gravemente contro l'unità caratteristica del Mistero stesso celebrato, a mio parere invalidandolo, oppure dichiarano di non appartenere nè a quella comunità parrocchiale, nè ad altre, mettendosi così al di fuori della Chiesa e invalidando anche in questo caso ciò che celebrano.
      Particolarmente delicata mi appare la situazione dei sacerdoti, nel caso in cui se ne andassero in un albergo o in una saletta a officiare le celebrazioni del Triduo senza specifico permesso.

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    3. La mentalità neocatecumenale riflette esattamente i turpi insegnamenti kikiani-carmeniani... e la zingareide kikiana.

      Esempio: risposta alla domanda: "cosa è successo tra il 2005 e il 2012?"

      Esempio: sulla mentalità neocatecumenale e su quel perfido "...sei debole, sei fragile, sei instabile...senza la comunità non ce la farai mai..."

      Esempio: i cosiddetti "scrutini" secondo Kiko.

      Esempio: perfino riguardo al perdono e alla preghiera.

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  7. Effettivamente l'inclusione della parola "cammini", fra i destinatari delle Disposizioni sul Triduo pasquale dell'Arcivescovo di Palermo è eloquente. E' evidente che si rivolge al cammino neocatecumenale, non so di altri movimenti in seno alla chiesa cattolica che si chiamino cammini. Magari faranno i sordi e i furbi come sempre, ma per parte mia accolgo con gioia queste disposizioni, mi sembrano un seppur timido passo avanti nella "regolamentazione" del cammino, ammesso che si possa regolamentare.

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  8. Per ragioni di lavoro l'anno scorso mi è capitato di incontrare un fratello di un'altra parrocchia di Catania che conoscevo, scambiammo quattro chiacchiere e caduto l'argomento sulla Pasqua mi raccontò che nella loro parrocchia il parroco - che non li seguiva più tanto ma li lasciava fare - per diversi anni gli aveva sempre permesso di fare la Veglia nel salone parrocchiale SOLO DOPO che fosse terminata quella in chiesa.
    Un anno accadde che il prete che li seguiva decise di portarli a fare la veglia in un convento di suore a 500 metri dalla chiesa parrocchiale dove era cappellano, così potevano iniziare la veglia non a notte inoltrata.
    Il parroco non la prese bene e da quel momento nella parrocchia si tiene una sola veglia nella chiesa parrocchiale.
    Sipario.

    Etneo

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  9. Se non vado errato, il Cardinal Vicario
    di Roma, ha recentemente diffuso analoghe disposizioni in merito.
    Cosa succedera' ai Martiri Canadesi?
    Vi terro' informati.
    Ruben.
    ---

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  11. Una cosa che mi ha sempre colpito è che nel Cammino si parla poco o nulla dei "nuovissimi" e della salvezza eterna dell'anima.
    E' vero che se ne parla poco in generale, ma nel Cammino mi sembra una regola, visto che la "predicazione" è la stessa in tutto il mondo.
    Mi sembra che la spiritualità del Cammino (se così la si può chiamare) sia velata da una forma attenuata, in quanto non dichiarata ma comunque incombente, di MILLENARISMO.
    Per il Cammino la gloria di Dio equivale a quella del Cammino ed è da perseguirsi QUI ed ORA. Le tensioni escatologiche mancano completamente (almeno questa la mia impressione parlando coi camminanti).
    Qualcuno di loro in realtà ce l'ha, ma non l'ha appresa dal Cammino.

    Credo che questo dipenda, almeno in parte, da una errata interpretazione di Kiko della lettera ai Romani, lettera difficile, certo, ma già interpretata dalla Chiesa, che ha già dichiarato che Dio può certamente rivolgere il peccato a fini salvifici, ma ha anche dichiarato che il peccato non è affatto necessario. Tutt'altro.

    Insisto su questo tema della grazia e dell'eresia del peccato "necessario" perché perché lo ritengo di importanza vitale, direi che lo ritengo "necessario", per mettere a fuoco il Cammino come una setta giudaizzante e, nello stesso tempo, filo luterana.

    E' vero che la Croce, che è causata dal peccato degli uomini, è necessaria per salvarsi, ma la Croce di Cristo è si sofferenza, ma NON è peccato. E' un atto di amore.
    Cristo non usa il suo peccato (che non esiste), ma quello degli altri!

    Il peccato di Gesù non è affatto necessario per la salvezza, anzi è necessaria la sua INNOCENZA!
    Come la nostra innocenza, "comprata" per mezzo del sangue di Cristo e accettata da noi, è necessaria affinché la misericordia divina si manifesti.
    Il nostro peccato non ci salva, ci salva il nostro amore che, proprio perché amore, detesta il peccato ma accetta la croce (non quella che dicono i catechisti che è una truffa, uno strumento che permette loro di farsi ubbidire senza averne il diritto, ma quella che rende LIBERI).

    Il vantaggio che offre il Cammino al discernimento dei Vescovi è che è ovunque lo stesso, ovunque usa gli stessi criteri, gli stessi termini, la stessa "predicazione". Perciò, una volta scoperta un'eresia da un Vescovo, questa dovrebbe immediatamente mettere in allerta tutti gli altri. Purtroppo, però, pare che questo "meccanismo" non funzioni bene.

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  12. Per esempio una cosa che non ho mai capito è questa: nella mia parrocchia vengono a fare la veglia e in generale tutto il triduo tutti quelli che sono in comunità neocat. nella parrocchia, ma la maggior parte non è della mia parrocchia, vengono a fare il cammino, ma dipendono da altre chiese di Roma.
    La lettera riferiva dell'unità Parrocchiale dei Santo Popolo di DIo, così è già stata da loro infranta in quanto non partecipano con la loro "comunità parrocchiale", ma con la loro "comunità neocat." Lo stesso per i vari catechisti che quasi nessuno è anche parrocchiano;
    Praticamente anche solo per il fatto che preferiscono "l'unità con la loro comunità neocat" al posto "dell'Unità con la Comunità dei Fedeli" è sintomo di cosa hanno messo al primo posto.
    Poi aggiungiamoci che metà delle comunità celebrano in albergo (perchè non ci si entra tutti in parrocchia, così afferma il parroco),
    Faccio presente che non ci si entra perchè non voglio far entrare tutti; la Domenica della Palme in cui c'è ancora più gente ci si entra benissimo e la Chiesa è piena, e ci sono i parrocchiani e tutte le comunità, alla Veglia in cui molti (anche per problemi di età) tra i parrocchiani non partecipano ci si entrerebbe benissimo.
    Il problema è che: la Cappellina da circa 80 posti è adibita a fasciatoio e sala cambi di abito per per neonati, le panche delle prime file vengono messe "storte" perdendo un sacco di spazio per creare quel terribile effetto "saletta"; la cantoniera in alto da più di 100 posti non viene aperta perchè tutti devono stare "in cerchio, anzi in quadrato con le comunità". Aggiungiamo che tra: Padrini e Madrine, parenti dei battezzanti, alla fine chi resta fuori è proprio La PARROCCHIA.
    Quindi proprio quello che i Vescovi non vogliono che succeda.

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    1. Intendiamoci: se per una qualsiasi ragione qualche singolo fedele va in un'altra parrocchia, in sé non è necessariamente un problema, cioè potrebbe benissimo esserci un motivo legittimo (incluso il volere una liturgia più sana anziché una pagliacciata).

      Ma quando un'intera comunità (anche non neocatecumenale) deliberatamente cambia parrocchia, allora qualcosa di strano c'è, anche se i singoli soggetti provenivano da diverse parrocchie: in tal caso, infatti, c'è un voler alterare l'unità della parrocchia compiendo un gesto "comunitario" (cioè di unità) a scapito della Chiesa, che è cosa ben diversa dal libero gesto del singolo con la sua famiglia.

      Di tutte queste discussioni sull'unità della Chiesa nel Triduo, infatti, ciò che deve emergere è la mentalità scismatica dei kikos zelantissimi nell'approfittare di ogni scappatoia (legale o anche soltanto verbale) pur di difendere l'unità del kikismo-carmenismo a scapito dell'unità della Chiesa.

      In altre parole, stiamo evidenziando le norme, l'unità, ecc., per mostrare come i seguaci di Kiko siano convinti (anche se dicessero il contrario) che l'unità della Chiesa, per loro, non ha alcun valore.

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  13. Sicuramente S.M. Gran Visir Vicerè di Sicilia e Calabria, alla lettura delle disposizioni dell' "Arcivescovo Faraone” sarà andato di matto... Del resto lui non può permettersi il lusso di "perdere una partita" del genere in casa, conoscendo la sua pregressa e consolidata "diplomazia" sfociata in numerosi scismi parrocchiali (ct. "Non abbiamo tempo da perdere con questo faraone... Facciamolo cucinare nel suo brodo", probabilmente starà già preparando la transumanza notturna dei pecoroni nelle grotte mesolitiche dell'Addaura per rinnovare il rito propiziatorio dell'arrivo della sospirata Merkava alla stella del mattino (Campa cavallo che l'erba cresce).

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  14. Finalmente è arrivata la sentenza definitiva, non è possibile un ulteriore appello.
    CONDANNATO

    https://ilsismografo.blogspot.com/2019/04/vaticano-comunicato-della-congregazione.html?m=1

    Frilù

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    1. Grazie, Frilù, per la tempestività! La notizia è ottima, ora vediamo Vatican Insider e, in particolare, il neocatecumenalissimo Cernuzio, autore di uno scandaloso articolo a difesa di Apuron e della banda neocatecumenale, se faranno ammenda... naturalmente, è solo una battuta, quando mai questi personaggi hanno ammesso di aver torto e chiesto scusa?

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    2. La notizia data dalla Sala Stampa della Santa Sede [link qui] conferma: «non è possibile ulteriore appello».

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    3. @Valentina Lo volevi, eccolo qua:

      https://www.lastampa.it/2019/04/04/vaticaninsider/guam-il-vaticano-condannail-vescovo-per-abusi-apurongruppi-hanno-voluto-distruggermi-90230jbUzEwwz9eFkJbkFL/pagina.html

      Che rumore di unghie sugli specchi fa da sottofondo a tutto l'articolo. Proprio senza vergogna e rispetto delle sofferenze causate.

      Simonetta

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    4. Grazie Simonetta. Il rumore assordante Delle unghie di Cernuzio comincia ad essere udibilissimo fin dalle prime parole dell'articolo: una "singolare sentenza" viene definita la dovuta chiusura del caso Apuron da parte della Santa Sede. Mai una volta nell'articolo che si ricordino le accuse: si tratta di pedofilia, caro Cernuzio!
      L'infame personaggio per questo è stato condannato, non per onanismo, come la dicitura "atti contro il sesto comandamento" potrebbe far pensare.
      L'intero articolo instilla l'idea che ci sia stata calunnia, accanimento contro Apuron, il quale tace dolorosamente per rispetto del "segreto pontificio", non perché è colpevole...colpevole senza pentimento, come il Cammino neocatecumenale insegna ad essere. La parte dell'articolo che non è dedicata ad alleggerire la posizione del (p)orco, facendo intendere ciò che non è, è riservata alla sua ipocrita autodifesa.
      In fondo, ciò che importa all'articolista è ribattere la tesi di Kiko sulle persecuzioni di Guam. E il rispetto delle decisioni della Santa Sede? Se lo mettono sotto le scarpe. Che vergogna...

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  15. E ora cari omertosi e conniventi NeocateKiki, difensori del povero "perseguitato" maiale, CONVERTITEVI! venite avanti e fate ammenda chiedendo perdono a Dio e al prossimo, perchè se non lo fate dopo il giudizio degli uomini, "VERRA' IL GIUDIZIO DI DIO!"

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  16. Vediamo se sono davvero ubbidienti alla Chiesa.
    Vediamo se qualcuno di quelli che dicevano che se avessero dovuto scegliere, preferivano la Chiesa al Cammino, vieni qui a dire che prende le distanze da Apuron.
    Vediamo se la loro era solo una lingua biforcuta o erano sinceri

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  17. Era ora. Ma in prigione questo non ci va? Non c'è un processo civile in corso?
    Alle domande di Pietro (non del Cammino) io aggiungo questa ai camminanti: siete sicuri di voler continuare a stare in un movimento i cui vertici hanno protetto e ospitato chi si è macchiato di reati per i quali Gesu' Cristo ha detto :"sarebbe meglio per lui se gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare"? Questa espressione di Gesù sembra voler dire che per peccati (delitti) come questo anche la misericordia di Dio fa fatica...
    Ascoltate la vostra coscienza e rispondete in sincerità a voi stessi.

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    1. Quindi hanno ragione quelli che abbandonano la chiesa cattolica perche i vertici hanno protetto e ospitato chi si e macchiato di questi reati?
      Andiamoci cauti con queste "domande" ;)

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    2. Giusta osservazione, Anonimo!
      Gli appartenenti al Cammino Neocatecumenale non se ne devono andare, devono rimanere, e denunciare, a tutti i livelli, qualsiasi attività illecita e riprovevole che esso promuova o copra, in particolare tutte le menzogne e i raggiri, gli abusi liturgici e dottrinali.
      Come prima azione, consiglio di chiedere conto delle cosiddette "persecuzioni" che Kiko sosteneva fossero messe in atto a Guam, la presenza del pedofilo conclamato nel parterre dei Vescovi al 50esimo...e così via.

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    3. Sinceramente non mi sento di biasimare chi abbandona la Chiesa cattolica o un'altra chiesa perché i suoi vertici hanno protetto e ospitato chi si è macchiato di reati di pedofilia, sapendo che se ne era macchiato o sospettando fortemente che se ne fosse macchiato. Ritengo che coprire simili reati sia molto grave perché di fatto ha consentito ai colpevoli di ripeterli più e più volte, moltiplicando le vittime. E' abbastanza palese che chi protegge (non denuncia) i pedofili, siano essi ecclesiastici o laici, commette un reato di omissione parecchio grave. Come minimo perde di credibilità: con che autorità e soprattutto con che autorevolezza può continuare a esercitare il suo ministero? Nessuna.

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  18. @valentina
    Come ha reagito Cernuzio? Semplice, dando parola al condannato!

    https://www.lastampa.it/2019/04/04/vaticaninsider/guam-il-vaticano-condannail-vescovo-per-abusi-apurongruppi-hanno-voluto-distruggermi-90230jbUzEwwz9eFkJbkFL/pagina.html

    Hai capito il povero Apuron!
    Innocente, solo, perseguitato e privo di tutto.
    Bugiardo fino alla fine, dato che sicuramente qualche rettore di RM gli darà vitto ed alloggio.

    Se penso che al povero Padre Pio per molto meno fu vietato di confessare e MAI e sottolineo MAI disse una sola parola....

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  19. Appartengo mio malgrado ad una comunità romana. Ho mandato il comunicato della diocesi di Roma sul triduo Pasquale al responsabile, che ha immediatamente trovato l'articolo che secondo lui ci emenderebbe dal frequentare la veglia in parrocchia (infischiandosene di tutto ciò che era scritto prima) ma ha detto che la vera novità dell'articolo era la richiesta di autorizzazione del parroco.... Ha detto che glielo avrebbe fatto leggere…. Io a questo punto non ci credo più e ancora una volta mi toccherà partecipare ad una veglia farsa fino a mattina inoltrata.

    Qunto durerà ancora tutto questo??

    M.A.

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  20. fino a mattina inoltrata......eehhmm...scusate...si chiama VEGLIA.......vi presto lo zingarelli???

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    1. la veglia finisce ( artificiosamente ) alle prime luci dell'alba...poi ci metti l'agape...si fa presto che sia mattina inoltrata

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    2. «L’intera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte; essa quindi deve o cominciare dopo l’inizio della notte o terminare prima dell’alba della domenica.»
      Leggi...se vuoi ti presto gli occhiali. Deve iniziare dopo l'inizio della notte o (e non e) terminare prima dell'inizio dell'alba.
      Deve cioè svolgersi di notte, non di sera né di mattina.

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    3. @anonimo vigliacco

      Come giustamente è già stato detto, il termine Veglia indica che essa avviene DI NOTTE, non che DEVE durare fino all'alba!

      Però voi siete più fighi perchè tirare avanti fino alle 4 del mattino con innumerevoli parole e momenti tipicamente ebraici (come il canto dei bambini)

      Perchè non fai il pignolo con il Papa? Neanche lui fa l'alba!

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    4. Caro Anonimo, l'ultima cui ho partecipato è iniziata all'1 e finita alle 5.30. Poi la solita abboffata… Mi spieghi poi che senso ha vegliare partendo già dalla Domenica? Mah….

      M.A.

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    5. Dovresti allora spiegare come mai le iniziative come la "veglia per la pace" durano poche ore, e mai tutta la notte.

      Evidentemente per te "Veglia" significa solo "come il veglione di capodanno".

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  21. Non capisco perchè abbia fatto quella concessione e precisazione sulla lavanda dei piedi neocatecumenale? Perchè devono sempre avere un occhio di riguardo? Loro la leggeranno come una autorizzazione a continuare a fare quello che vogliono (come hanno sempre fatto).

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    1. C'è esplicitamente scritto che possono benissimo farla durante la quaresima ma non il Giovedì Santo. Hanno voglia a girare la frittata o fare pindariche interpretazioni, il testo non è scritto in curialese stretto. Personalmente - così come all'epoca fu per la lettera di Arinze - non mi sarei fatto problemi ad adeguarmi mentre altri gridavano "al faraone! al faraone!"

      Etneo

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    2. Grazie, questo dettaglio mi era sfuggito. Sarà divertente vedere come si organizzeranno, conosco parecchi palermitani che sono caduti nella rete del santone. Ma tanto, come al solito, ignoreranno tutte le disposizioni e faranno come gli pare.
      Invece la diocesi di Catania in merito tace?

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  22. Titolo: Quanto è strana la vita?

    Quanto è strana la vita, chi viene condannato da un Tribunale Ecclesiastio è un perseguitato.
    Quanto è strana la vita, chi lavora e deve campare una famiglia e non paga fino all'ultimo spicciolo le decime è un farabutto e sta rubando al ....
    Quanto è strana la vita, chi frequenta condannati e li mette nei suoi palazzoni è un poveretto e perseguitato e di buon cuore misericordioso.
    Quanto è strana la vita, chi si converte e cambia strada e si da seriamente a Gesù è un delinquente incallito e deve essere perseguitato ovunque.
    Quanto è strana la vita, chi offende e giudica i sacerdoti viene indicato come uno che ha capito il nuovo frutto dello Spirito Santo e il Concilio.
    Quanto è strana la vita, chi si inchina davanti a Gesù Eucarestia viene preso per un pazzo e per uno che non ha capito nulla.
    Quanto è strana la vita, chi riceve condanne ecclesiastiche è un agnelluccio.
    Quanto è strana la vita, chi riceve segni dal Signore è un indemoniato e pazzo da legare.
    Quanto è strana la vita, chi si fa infilare dentro le Domus, viene visto come un bravo....
    Quanto è strana la vita, chi fa la Volontà di Dio viene fermato e attaccato e scacciato fuori.
    Quanto è strana la vita, chi si impadronisce di una Parrocchia, viene visto come un buon frutto.
    Quanto è strana la vita chi crede che la Parrocchia sia Casa dei figli di Dio, per cu rispetta tutti, e prova ad entrare in luoghi di proprietà privata ( le salette) viene malvisto e viene trattato come se fosse un estraneo.
    Quanto è strana la vita, chi si fa compare con Cardinali svestiti e spretati, viene acclamato e accolto.
    Quanto è strana la vita, chi è umile e frequenta bravi sacerdoti, viene visto come un bigotto e semplicione e ignorante.
    Quanto è strana la vita, chi calunnia dentro le Parrocchie e su FB, scrivendo calunnie ripetute e offese, viene preso come un inviato da Dio.
    Quanto è strana la vita, chi ha rcevuto calunnie e falsità e sfruttamenti, per cui si mette a contrastare questa situazione, viene preso per odiatore e calunniatore.
    Quando è strana la vita, chi dice di obbedire a lui stesso, e non obbedisce a chi dovrebbe obbedire realmente ( la Chiesa), viene preso per un inviato dello Spirito Santo.
    Quando è strana la vita, chi decide di non sottomettersi alle ingiustizie e alle oppressioni, viene preso per un disobbediente e satanico.
    Quando è strana la vita, chi diceva agli altri che lo stavano contrastando che questi ( gli altri) erano dei fanfaroni, perchè non vi erano persone preposte per dire quelle cose ( Sacerdoti), e ora sono uscite le voci dei Sacerdoti, ecco che, quella stessa persona, vuole continuare ad avere sempre la ragione e ora da al Sacerdote dell'ignorante, di non aver capito nulla, e si mette a dare spiegazioni al Sacerdote come se fosse uno qualunque e uno che non avesse la facoltà di intendere e volere.
    Quanto è strana la vita, chi è stato umiliato e deriso, e preso per calunniatore e falso cristiano, e ora è affiancato dalla Chiesa, perchè alcuni Sacerdoti stanno uscendo e dicendo le loro cose, tutte cose spiacevoli in quanto hanno ricevuto oltraggi e altro, ecco che a quel punto continua ad essere sempre umiliato e deriso.
    E' proprio strana la vita! Voi che pensate!?


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  23. Per favore, non tentate di far dire ai documenti ufficiali ciò che i documenti ufficiali non dicono.

    Anche Kiko, purtroppo, fa dire ai documenti ciò che i documenti non dicono. Il fatidico punto "f" del documento della diocesi di Roma, così come il documento della diocesi di Palermo, non consentono alle comunità neocatecumenali la veglia separata. Peraltro lo Statuto del Cammino dice che i kikos devono essere uniti alla parrocchia anziché isolarsi nelle salette a fare la grattugiata di chitarrelle.

    Kiko invece a Roma mercoledì scorso, nella sua laica omelia del suo cosiddetto "annuncio di Pasqua", ha detto che il punto "f" sarebbe costruito apposta per dare ragione al Cammino, e cita un soggetto dell'ufficio liturgico della diocesi di Roma che in un'intervista a un sito web americano avrebbe detto così. Ma guarda tu dove si aggrappa Kiko (proprio come avevamo previsto: essendo sempre stato mentitore, avrebbe mentito anche stavolta).

    Fra l'altro, le parole secondo cui la veglia pasquale «deve terminare prima dell'alba» non significano che «deve durare fino a un minuto prima dell'alba».

    Purtroppo l'eretico Kiko ha stabilito che la liturkikia va celebrata alla maniera di Kiko anziché secondo le indicazioni della Chiesa. E quindi era logico che cercasse ogni scusa per fare diversamente da come fa la Chiesa.

    Anche stavolta vedremo dunque tutti i movimenti ecclesiali adeguarsi ai documenti della Chiesa, tranne il movimento kikista-carmenista, che considera Kiko valer più del Papa.

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  24. Peccato che non postiate le nuove norme della Diocesi di Roma....tanto per onestà

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    1. Peccato tu non legga!
      Noi abbiamo postato e discusso le nuove norme della Diocesi di Roma nella loro completezza quando il tuo signore e padrone Kiko e i suoi vassalli non ritenevano neppure di parlarne... così impegnati erano ad assorbire la batosta e farla diventare una vittoria di Pirro, come al solito..
      Solo gli imbecilli gli credono ancora.
      Leggi, leggi...

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    2. Ma almeno mettetevelo un nick. Grandissimi vigliacchi che siete!
      L'onestà voi non sapete neppure che cosa è! Infatti siete sempre pronti a cercare codici e codicilli nonchè a cercare interpretazioni di comodo da persone compiacenti. E tutto questo perchè?Per salvaguardare quella che, a tutti gli effetti, è una FARSA. Però, mi raccomando, noi non ci possiamo mischiare con i cristiani della domenica..nono...quelli, poveretti, che pensano di fare veglia e magari stanno solo fino all'1. D'altronde è il cammino che ha riportato la veglia pasquale nella chiesa.. Hanno un debito verso di noi, come si permettono.

      Fatevelo dire, siete dei buffoni...Kiko in primis e voi tutti che gli date ascolto.

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  25. E come previsto le disposizioni dell'arcivescovo di Palermo sono state tutte impunemente disattese. I neocatecumenali hanno fatto i loro rituali secondo le loro sfacciate esibizioni eretiche: pediluvio collettivo il Giovedì Santo e celebrazioni separate della Santa Veglia. Mi chiedo se abbiano richiesto l'autorizzazione al Vescovo o al suo Vicario. E mi chiedo pure se il Vescovo abbia intenzione di agire di conseguenza visto che sono state disattese le sue indicazioni.

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