giovedì 11 aprile 2019

Le comunità kikiane: falso amore e unità per decreto

«Disturbo narcisistico della
personalità, di tipo grave e
particolarmente acuto
»
Ritorniamo ancora una volta sul mostruoso AutoAnnuncio di Quaresima di Kiko Argüello, a proposito dell'unità. È da premettere, ed è importante, che l'annuncio di Kikuaresima inizia con una plateale menzogna, ovverossia che Marta Obregón, la giovane ventiduenne brutalmente assassinata da un violentatore nel 1992, sarà “la prima neocatecumenale a salire all'onore degli altari. Peccato che la ragazza in verità si fosse formata alla dottrina cattolica altrove (nell'Opus Dei) e che nel Cammino avesse trascorso solo pochi mesi: ma che importa a quell'imbroglione maiale luterano di Kiko? Se serve alla promozione del suo Cammino eretico tanto meglio, tanto peggio, l'importante è che lui possa vantarsi di qualcosa, tanto è disperato il suo bisogno di dimostrare che il Cammino produce qualche buon frutto:
«...ha scelto te per abitare in te, per essere perfettamente uno in te. Questa è la prima cosa che Dio vuole mostrare, la sua natura! Vuole mostrare in noi la sua natura come la mostra nel suo Figlio quando dice: “Il Padre e io siamo una cosa sola, siamo uno”, così Dio vorrebbe mostrare la sua unità, come Dio ama. Che significa che Dio si fa uno con te, totalmente uno? Perché non si riserva nulla, si dona totalmente a te, si dona totalmente a noi. Cristo si dona totalmente a noi, in modo che Cristo e io siamo uno, perfettamente uno. E come mostro io questo? Lo mostro? “Filippo, chi vede me vede il Padre”. Allora, chi vede me, vede Cristo? Io e Cristo siamo perfettamente uno? Questo è così importante che sapete che Cristo dice ai suoi discepoli: “Se siete perfettamente uno il mondo crederà”. Nella vostra comunità siete perfettamente uno? Che significa questa unità, come si realizza? Perché questo è quello che vuole il Signore, che nelle comunità neocatecumenali i fratelli abbiano all'interno un tale amore che siano perfettamente uno. Allora: siamo due, siamo tre? Quante persone detesti, con quanti non parli, chi ti è antipatico? Che significa essere perfettamente uno? Dice “perfettamente uno”, la perfezione si dà in questa unità: come il Padre è nel Figlio uno, così Dio vuol essere perfettamente uno in noi, uno. Ossia i fratelli che hai nella tua comunità sono uno con te, uno, non due, uno! La unicità di Dio, Dio ama così, si dona completamente e ci fa perfettamente uno con lui. Questa è una cosa veramente sorprendente.»
Sono decenni che l'Argüello ci propina la fola dell'unità delle sue comunità meccanizzate, gruppi creati grazie a un collaudato metodo studiato a tavolino (la bugia dell'ispirazione mariana è buona giusto per i gonzi neocat) da lui, dalla complice Carmen e da misteriosi potenti appoggi rimasti sempre dietro le quinte.
In comunità ci si ama, ovviamente, per finta, per decreto, solo perché dev'essere così e basta, perché l'ha detto Kiko per bocca dei suoi scagnozzi. È una unità che somiglia tanto ai confini di certi stati africani, o degli USA: disegnati sulla carta con un tratto di penna tirato con la riga, mancando della necessaria storia, cultura, della passione, della tradizione che nutrono e caratterizzano una vera comunità cristiana.
Non ci sono "pie pratiche", feste comuni, abitudini, cresciute nel tempo, e soprattutto tipiche, particolari di un ambiente. L'unità e l'amore neocatecumenali seguono delle semplici istruzioni, identiche in tutto il mondo.

Veniamo quindi alla penosissima "catechesi" di Kiko, che, come al solito, non fa che mettere pesi sulle spalle della gente che lo segue: interrogatorio kikiano perfetto, tipico degli scrutini: siete perfettamente uno? eh? eh? con chi non parli? chi detesti? chi ti è antipatico? eh? una lagna ripetitiva e insopportabile.
Evidenziamo intanto il primo svarione: Kiko modifica le parole del Vangelo, per far dire a Gesù quello che il Signore non dice: "siano perfetti nell'unità" , riporta il testo evangelico, non "perfettamente uno" ; la versione corretta suggerisce l'unione di intenti, di concordia, che dovrebbe contraddistinguere i credenti in Cristo nella medesima Fede. La versione dell'Arguello fa pensare invece a un'unione come "dissoluzione" dell'uno nell'altro per essere tutti insieme indistinti membri di una massa informe: la comunità neocatecumenale perfetta, composta di ubbidientissimi zombie che seguono fedelmente il dettato kikiano senza se e senza ma.

E' anche da evidenziare che il Signore prega il Padre per l'unità dei Suoi discepoli, gli Apostoli, che rappresentano la Chiesa nel suo complesso. Innanzitutto l'amore e l'unità tra i fratelli in Cristo sono doni che vengono dall'alto, non da uno sforzo: la pietosa retorica neocat del domandarsi l'un l'altro "siamo perfettamente uno?" è ai limiti del ridicolo. Gesù neppure si rivolgeva direttamente ai Dodici, ma in preghiera nel Getsemani elevava al Padre quelle parole, conscio che solo l'aiuto divino avrebbe potuto garantire tale unità. La preghiera "Sacerdotale" di Cristo è riferita all'intero corpus ecclesiae e solo per traslato si può applicare alla Chiesa particolare, diciamo "alla parrocchia", mentre Kiko sostiene, in una delle sue vuote acrobazie verbali, che il Signore vuole che le comunità neocatecumenali siano unite, applicando alla comunità l'attributo di "sacramento di salvezza", prerogativa della Chiesa tutta intera.

Kiko ha la fissazione di dimostrare qualcosa, come se fosse affetto da un complesso di inferiorità: le sue comunità devono sembrare super unite, i fratelli devono mostrare un super-amore, a conferma che il suo cammino è la vera Chiesa.
L'ossessione di Kiko per l'unità è uguale a quella per la fecondità e per l'elemosina: si tratta di doveri da compiere, calati in testa agli adepti, non di doni di grazia. Talmente sono vuote le sue parole, che dimostrano solo che egli non sa di che parla e la prova è che le sue comunità sono tenute insieme solo dall'autoritarismo e dal lavaggio del cervello da psicosetta che subiscono tutti gli aderenti al cammino H24/7.

Invece che ascoltare le panzane ripetitive ed errate di Kiko, i neocatecumenali dovrebbero leggersi per esempio Sant'Agostino: la perfezione dell'unità di cui parla il Signore viene dal "ricevere la gloria" di Gesù che è la purezza perfetta (Quale gloria, se non quella per cui egli è Dio? Beati infatti i puri di cuore, perché essi vedranno Dio) la quale viene dal dono totale di sé fino al sacrificio. Il dono totale è la natura divina, delle Tre Persone che si donano continuamente l'una all'altra, ma questa caratteristica non si applica agli esseri umani che sono limitati e finiti e non sono "in Dio" in senso pieno. Può l'uomo essere "perfettamente uno" con Dio come afferma l'Arguello? Può Dio "farsi uno" con noi, questa espressione così infelice, e inutilmente esagerata?
Ovvio no! Nella nostra mortalità non possiamo nemmeno lontanamente avvicinarci all'unione perfetta delle persone divine, se si eccettuano i casi in cui Dio concede di sperimentare l'estasi della visione beatifica. Gesù parla del futuro destino dell'essere umano nella Salvezza, non del presente: "come tu sei in me e io in te, così anch'essi siano una cosa sola" benché pronunciata al presente è una profezia di una condizione di là da venire. della quale l'amore fraterno è solo una piccola porzione.
Certo, Dio vuole donarsi totalmente a noi, ma per farlo ha scelto la Santissima Eucarestia, il dono totale di Sé perpetuato in modo incruento, Egli che si fa cibo per noi.
Kiko omette di dire questo così come omette colpevolmente di ricordare che né nella Comunione, né nella preghiera, Dio vorrà mai essere uno con noi, se siamo in stato di peccato mortale! Come può l'Assoluto unirsi alla nostra anima se questa è macchiata dal peccato?

Continua l'eresiarca dicendo che Dio vuole "mostrare in noi la sua natura", perché, sostiene, avendo Gesù detto "chi vede me vede il Padre", chi vede un cristiano vede Dio. False entrambe le affermazioni: la natura divina non può essere "mostrata" da nessun comportamento umano (inutile esagerazione dell'Arguello), neppure da coloro che sono stati elevati all'onore degli altari, inoltre la risposta di Gesù a Filippo è riferita a se stesso, altrimenti, se Egli avesse voluto intendere ciò che dice l'eretico, avrebbe aggiunto: "chi vede te, Filippo, vede il Padre".

L'unità di cui abbiamo bisogno è quella della comunione dei Santi che Gesù realizza nel Corpo Mistico. Egli è il capo, noi le membra, finché siamo davvero uniti a lui mantenendoci in grazia, in comunione, nelle giuste disposizioni, certo non della fasulla comunità neocatecumenale, obbediente solo ai dettami di Kiko e dei suoi ripetitori.

85 commenti:

  1. Questo commento forse era più adatto per il post precedente. A proposito della pretesa di Kiko e i catechisti di essere ispirati dallo Spirito Santo è di fare preghiere di esorcismo o come le vogliono chiamare. Ho avuto la grazia di conoscere un mistico vero, un laico ma che non si azzarda a fare nulla senza essere accompagnato da un sacerdote. Dario Gritti di Pontida. L ho sentito parlare due volte. E si vede che è davvero ispirato dallo Spirito Santo. Dice esattamente le cose che il tuo cuore ha bisogno di sentire e le dice rivolto a ciascuno in prima persona. Le sue catechesi sono semplici e chiare, allargano il cuore e sono adatte anche per mia figlia che ha 9 anni. E le sue preghiere di liberazione funzionano davvero. Davanti a lui che ti fa la preghiera cade giù come sacchi di patate. E a volte si assistono a scene in cui il Demonio reagisce e lui chiama subito il sacerdote per liberare la persona e cacciare il Demonio. L ho visto in prima persona. E io prima di credere a queste cose sono molto cauta. Lui sa leggere nei cuori delle persone e ha un amore per Dio che è contagioso. Ha anche fondato un ' associazione Innamorati di Gesù e della Madonna, tanti giovani stanno diventandofrati e suore, fatti i dovuti passi diventeranno una congregazione e sono bellissimi! Hanno dei sorrisi meravigliosi. E quando alla fine saluti Dario e gli dici " grazie" lui ti risponde " grazie a Gesù "
    Quando ascoltavo le catechesi nc non ci capivo mai nulla e invece del senso di pace e sollievo si provava oppressione e una volta ho assistito pure a un attacco di panico.
    Kiko vorrebbe essere un carismatico e cerca di riprodurne le caratteristiche ma chi sa com è un vero carismatico capisce subito che quella di Kiko e company è tutta una farsa. Scusate la lungaggine
    Elena

    RispondiElimina
  2. Altro articolo di Don Ariel.
    https://isoladipatmos.com/per-suggellare-le-discussioni-sul-saggio-dedicato-ai-neocatecumenali-offriamo-una-perizia-illuminante-di-un-luminare-della-psichiatria-che-fu-letta-a-suo-tempo-da-san-giovanni-paolo-ii-nel-1998/

    Frilù

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un'altra tranvata per i neocatecumenali.

      Elimina
    2. Una nota di carattere storico: l'atteggiamento di Giovanni Paolo II nei confronti di Kiko e Carmen andò progressivamente raffreddandosi proprio in quegli anni (1995-1998), al punto che dopo la sua morte nel 2005, Kiko andò blaterando che GP2 non aveva fatto concessioni al Cammino.

      In Kiko e Carmen sussiste un «disturbo narcisistico della personalità di tipo grave e particolarmente acutizzato nell’Argüello, mentre la Hernández ne era affetta di riflesso per sottomissione alla personalità dominante dell’Argüello».

      Elimina
    3. «Ai non addetti ai lavori preciso in breve che detto disturbo è caratterizzato da idee di grandiosità (la cosiddetta megalomania), con tutte le conseguenze e variabili, ipomania inclusa, presente in forma grave nell’Argüello e connotata da alte punte di autostima ipertrofica e logorrea verbale. In queste tipologie di personalità il narcisismo genera senso di superiorità a tratti smodato, con la ulteriore peculiarità dell’arroganza e del disprezzo, della propensione a mentire e soprattutto ad alterare e ad indurre gli altri all’alterazione della realtà

      Elimina
    4. Interessante anche l'episodio in cui una congregazione religiosa, ben ventisette anni fa, diede l'aut-aut alle vocazioni al kikismo-carmenismo: siete liberamente entrati in questa congregazione, perciò o mettete al primo posto il nostro carisma anziché il kikismo-carmenismo, oppure ve ne andate. Se ne andarono via subito tutti i kikos perché avevano capito che non potevano kikizzare il convento.

      So per certo che la stessa cosa è successa negli anni successivi anche in altri conventi, anche riguardo ad altri movimenti ecclesiali meno invadenti dei kikos.

      Il punto è questo: un convento a corto di vocazioni dovrebbe forse snaturare il proprio carisma a favore di quello di un movimento qualsiasi che va a colonizzarlo? E quando tale movimento è il neocatecumenalismo, che esplicitamente e deliberatamente va a snaturarlo per colonizzarlo e appropriarsene?

      Sono sicuro che il Club della Pasqualoneria griderà sdegnato: "nooo! non è come dite voi! i conventi stanno morendo! siamo approvati! Kiko suscita vocazioni! il Cammino mi ha salvato! non è come dite voi!" Proprio come detto sopra: «arroganza, disprezzo, alterazione della realtà, propensione a mentire».

      Elimina
    5. Per gli interessati alle problematiche relative all'abuso narcisistico nei gruppi chiusi, segnalo questo articolo (in inglese) dello psicanalista Daniel Shaw, di New York.

      Io non sono del settore, ma ho avuto modo di prendere molte informazioni sull'argomento, e questo articolo mi sembra un'esposizione più lineare ed esauriente di molte altre.

      Lo posto per dire alle persone che sono uscite dalla setta o stanno pensando di uscirne, che il problema del leader narcisista è oggettivamente molto grave su più livelli, e che merita di essere approfondito: c'è dietro una precisa volontà criminale, molto bene organizzata. Non è soltanto una questione di scelte personali sbagliate e non bisogna esagerare con l'autocritica, altrimenti si continua ad auto-danneggiarsi, facendo esattamente il gioco del narcisista.

      https://cultrecovery101.com/cult-recovery-readings/the-relational-system-of-the-traumatizing-narcissist/

      A.B.

      Elimina
    6. Beati Pauperes Spiritu12 aprile 2019 11:14

      "E quando tale movimento è il neocatecumenalismo, che esplicitamente e deliberatamente va a snaturarlo per colonizzarlo e appropriarsene?"
      E qui possiamo citare l'esempio magistrale delle monache benedettine: Ma quali vocazioni a Dio? Tutte chiacchiere: Kiko ama solo se stesso, non la Chiesa

      Elimina
  3. Ennesima bomba di Padre Ariel sui venerabili cofondatori del "potente" Kammino

    RispondiElimina
  4. Il disturbo narcisistico della personalità pare sia piuttosto diffuso ed è una malattia curabile (?)
    Quiello che è SCANDALOSO è il comportamento omertoso di chi TUTTO SAPENDO ha taciuto, tace. e tacerà. Magari bofonchia, ma tutto sommato sta zitto e gira la testa dall'altra parte. come certe madri rimproverano blandamente rimprovera i propri figli ma li lascia fare (so'ragazzini!!!), quando addirittura non attribuisce carismi a vanvera.
    Lasciarest un pedofilo in un asilo infantile?
    Credo proprio di no
    Lascireste a uno psicopatico grave (anzi una coppia) ilpotere di gestire le anime altrui delegando in toto un compito che è solo delle guide autorizzate
    Pare proprio di si.
    Come sempre pecunia non olet
    In conclusione l'articolo di Don Ariel non AGGRAVA la posizione di kiko-Carmen ma quella della chiesa silente e quindi complice della rovina psicologica dei membri del suo corpo (quella delle anime non è di mia competenza)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Insistiamo a far notare che il citato autore aveva già consegnato la sua analisi su Kiko e Carmen, nero su bianco, a diversi prelati nel 1998, uno dei quali mostrò ad un interessato Giovanni Paolo II il tutto. Non hanno scuse: erano stati avvisati per tempo.

      Noi, in qualità di fedeli cattolici (e sprezzantemente etichettati "cristiani della domenica" perché non lodiamo l'idolo Kiko), ci domandiamo dunque perché non si sono mossi pur essendo stati avvisati per tempo.

      È una domanda retorica. Sappiamo bene che i capicosca del Cammino adoperano il metodo del bastone e della carota (vendette trasversali e «oliature») per convincere gli ecclesiastici a dare spazio al Cammino (dopodiché i kikos urlano slogan del tipo: "volete saperne più dei vescovi che ci approvano?").

      Elimina
  5. In comunità al terzo padre nostro, i catechisti chiedono, c'è comunione? e tutti i pecoroni a dire siiii,quando non sanno neanche che significa la parola comunione. Si odiano, non si salutano, non si guardano neanche in faccia e parlano di comunione. Parlano di Gesù, amore al nemico, ma quando qualcuno pensa, gli va contro, e se ne va dopo più di 20 anni di conoscenza, con cui hai purtroppo condiviso troppo, tutti questi in "comunione", neanche una telefonata per sapere come stai...ti banano come un delinquente che gli ha ucciso qualche familiare, ecco i veri effetti dell'amore ed unione catecumeni!
    Ora domenica prossima sarà l'apoteosi dell'ipocrisia e falsità catecumena, lo sventolio delle palme in chiesa, quella stessa chiesa che loro ripudiano e che vogliono cambiare credendosi gli eletti.
    ex fratello

    RispondiElimina
  6. E' quello che penso anch'io evidentemente la simonia è capillarmente diffusa fino ai vertici più elevati
    Chiedo scusa per gli errori di battitura ma la mia vista è "calata" assai

    RispondiElimina
  7. ENNESIMO ANNUNCIO BANCARIO DELLA KIKO BANK PER RACIMOLARE NUOVI VERSAMENTI MONETARI..

    RispondiElimina
  8. Grazie ancora a padre Ariel. Veramente un uomo di Chiesa che compie la sua missione al servizio della Verità senza timore di vendette o ritorsioni. Diversamente da molti altri che per comodità tacciono o se ne lavano le mani.
    Riguardo alla supposta unità delle comunità neocatecumenali, confermo che è inesistente e non potrebbe essere altrimenti, perché nulla viene fatto perché si arrivi quanto meno ad un rapporto cordiale fra fratelli. Anzi, viene detto e ripetuto ad ogni pie' sospinto che si deve litigare, che se non si litiga si è ipocriti. Quindi di fatto si è istigati a far del male agli altri. Non viene mai detto che se non si è d'accordo con gli altri si può parlare o discutere delle divergenze in modo civile senza gridarsi contro insulti e maldicenze. Anzi se qualcuno dice queasto è tacciato di ipocrisia e di essere 'moralista'. Con siffatta impostazione non ci potrà mai essere neanche un briciolo di comprensione e di umanità nei rapporti fra i fratelli, altro che unità o amore!!! E' tutto una farsa, solo una vergognosa farsa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero. Ricordo che, anni fa, un mio collega del Cammino, diceva che spesso nelle riunioni che facevano volavano le sedie e si arrivava a sfgiorare la rissa.

      Elimina
  9. non so se si trata dello stesso psichiatra (rinomato professore romano) quello di cui parlate e che riporta iosla di pathmos, ma , se fosse lui, già fece questa analisi nel '97 reperibile qui:

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/relazione-psichiatra.html

    è abbastanza conosciuto questo testo (non è tutto) del prof Picano, credo perchè arrivò in Vaticano (o cosi mi dissero a suo tempo i miei - frequentatori doc in una "nobile" parrocchia romana e che lo tacciarono -e lo tacciano tuttora - di invidioso, incapace, pazzo, e quant'altro)

    ps. quando nel testo dice "Mi è stato detto da un catechista e da uno psichiatra del Movimento queste testuali parole "Noi abbiamo vincolato tua madre all’obbedienza e le abbiamo ordinato di cacciarti via di casa" si riferisce senza alcun dubbio al famoso tuttologo dott.Scicchitano


    ex figlio della prima ora

    RispondiElimina
  10. Unità nella Chiesa significa: stessa FEDE, stessa SPERANZA e stessa CARITA', che è l'amore soprannaturale di Dio.
    In coscienza i camminanti possono dire di avere la stessa fede della Chiesa? Se dicono che il peccato è necessario, non l'hanno.
    Hanno la stessa speranza e lo stesso fine della Chiesa? Se il loro fine è quello di fare in modo che tutta la Chiesa diventi come il Cammino, la risposta è no.
    Hanno la stessa carità della Chiesa? Pare di no in quanto la carità si manifesta attraverso dei modi, che non comprendono umiliazioni, disprezzo insulti.

    RispondiElimina
  11. OT: più di un neocatecumenale "distratto" starà esultando perché il Papa Emerito, in un suo lungo articolo sulla Chiesa e l'emergenza pedofilia pubblicato sul Corriere, ha scritto:
    «Del resto, sin dall’inizio il cristianesimo è stato descritto con la parola hodòs. La fede è un cammino, un modo di vivere. Nella Chiesa antica, rispetto a una cultura sempre più depravata, fu istituito il catecumenato come spazio di esistenza nel quale quel che era specifico e nuovo del modo di vivere cristiano veniva insegnato e anche salvaguardato rispetto al modo di vivere comune. Penso che anche oggi sia necessario qualcosa di simi­le a comunità catecumenali affinché la vita cristiana possa affermarsi nella sua peculiarità.»
    Sappiamo che i neocat appena sentono la parola "cammino" o "catecumenato" sobbalzano pensando di essere chiamati in causa...
    Invece è abbastanza chiaro che Benedetto XVI, auspicando "comunità catecumenali" nella Chiesa, afferma che esse non esistono ancora, vanno ancora pensate, disegnate.
    Allo stesso modo Papa Francesco ha più volte indicato la necessità di un catecumenato per gli sposi.
    Mi fa pensare a ciò che diceva Kiko ancora negli anni 70 quando schiumava dalla rabbia per il fatto che la "sua idea" veniva copiata "dalla Chiesa".
    Invece la mia opinione è che forse è davvero utile, come auspicato dai nostri due Papi, istituire nella Chiesa un catecumenato vero che spazzi via definitivamente quello farlocco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusate, ma Benedetto XVI ha indicato Kiko come esempio o no?

      Le uniche «comunità catecumenali» possibili sono quelle Paganti Decima a Kiko?

      Oppure possono esistere mille forme diverse di "catecumenato" che non hanno nulla da spartire con Don Kikolone il Narcisista con Propensione a Mentire?

      Elimina
    2. Concordo, bisogna iniziare, e continuare, a dissolvere il linguaggio neocatecumenale, una parola alla volta, riassegnando ad ognuna di queste parole il significato originale e giusto, che i neocatecumenali avevano usurpato negli ultimi 50 anni.
      A.B.

      Elimina
    3. Tutto il problema nasce col fatto che Kiko prende parole del lessico cristiano e vi appioppa abusivamente nuovi significati. Per cui il termine "catechesi", cioè esposizione delle verità di fede (e relative conseguenze) diventa invece sinonimo di "omelia laicale di un kikos". Il termine "catecumenato", che indica un percorso di formazione basato sulle verità di fede, diventa sinonimo di "attività delle comunità kikizzate secondo i dettami di Kiko". E così via, equivocando fino all'impossibile.

      I kikos "distratti" citati da Valentina sono come poveracci nel deserto che festeggiano un miraggio: "acqua! acqua!". Il Papa emerito parla di "cammino" (nel senso di percorso di fede) e loro erroneamente capiscono "Cammino Neocatecumenale". Il Papa emerito parla di "catecumenato", e loro erroneamente capiscono "Cammino Neocatecumenale". Il Papa emerito dice che oggi è necessario qualcosa di simile a "comunità catecumenali" (dove sia salvaguardata la vita cristiana, perché non basta soltanto insegnare le verità di fede, quantunque questo sia il passo indispensabile per cominciare), e loro erroneamente capiscono "Cammino Neocatecumenale". Capite? Prendono fischi per fiaschi.

      Prendono fischi per fiaschi non tanto perché sono completamente zombificati e istupiditi nella loro pasqualoneria kikiana, non tanto perché sono disperatamente a caccia di nuovi "clienti" a cui vendere l'abbonamento (costosissimo) al kikismo-carmenismo (il fiume delle "Decime" è infatti sempre più rinsecchito, ed è ormai lotta all'ultimo sangue a chi si deve accaparrare le ultime briciole), ma perché sono profondamente idolatri.

      Ed infatti, di fronte ad una conferma sostanzialmente ufficiale del «narcisismo con propensione a mentire» dei due autonominati "iniziatori" del Cammino, cosa fanno? cercano forse di capirne la portata e le conseguenze? cercano di capire quanto abbia influito sugli insegnamenti e sulle liturgie? cercano di distinguere tra ciò che teoricamente può essere "ispirato" e ciò che invece è pura vanagloria dei due spagnoli? Macché. L'ordine di scuderia è: fratelli, presto! prendete fischi per fiaschi!

      Elimina
  12. Quando stavamo nel cammino, ci hanno spacciato che stavamo seguendo la Chiesa, che eravamo speciali ed eletti perchè il Signore ci aveva chiamati per una missione importante, che voleva fare di noi veri cristiani (non come quelli tiepidi e ignoranti della domenica).
    Noi ci credevamo e credevamo che il santone Kiko fosse veramente un "illuminato".
    Poi, quando si guarisce dalla manipolazione e si comincia a smettere di "circoncidere la ragione" ci si accorge che ci siamo affidati ad un malato patologico grave, come riporta don Ariel.
    Sfido chiunque sia stato un po' nel cammino a negare di aver creduto che questo pittore di successo, dietro ispirazione divina, aveva lasciato tutta la sua fama e tutte le sue ricchezze per inseguire le raccomandazioni che la Madonna stessa gli aveva fatto nella sua apparizione...
    Poi vieni a scoprire in che mani ti eri messo:
    - La Madonna gli sarebbe apparsa e lui, subito dopo si volge al marxismo e all'ateismo, invece che ricevere una grazia immediata a favore della fede. Non può essere vero
    - la fama e i soldi di pittore affermato consistevano nell'aver vinto un premio speciale a 20 anni partecipando ad un concorso della scuola con bambini di 11 anni
    - fa esposizioni delle sue opere solo nell'ambito dell'università, col gruppo Gremio 62, nessuna mostra personale
    - dice di essere andato nelle baracche nel 1964 (a 25 anni), ma continua ad esporre col gruppo fino al 1965. Quindi se anche fosse andato nelle baracche, non era come povero tra i poveri.
    - risulta che alle baracche ci va dopo aver fatto il militare in Africa (un anno e più assente dalla Spagna?) e, sommando gli anni dovremmo essere intorno al 1966 inoltrato.

    Quanto tempo sarebbe quindi stato alle baracche questo pittore famoso poco più che ventenne, visto che nel 1964 anche Carmen era in Israele e potè arrivare alle baracche non prima del 1965?
    Chi può affermare con certezza che l'impulso farlocco di Kiko verso le baracche, come è testimoniato che avveniva per tanti giovani borghesi alla ricerca di loro stessi in un tempo di transizione, sia proprio da far risalire al 1964?
    Se si conteggiano i tempi storici e documentati, questo ragazzotto irrequieto ha iniziato nelle parrocchie solo dopo un annetto più o meno nelle baracche.
    Molto poco.
    Ecco a chi eravamo in mano noi nel cammino

    Inutile tentare di costruire un personaggio a posteriori: Francisco Arguello era un ventenne irrequieto ed instabile alla ricerca di fortuna, senza alcuna credenziale spirituale di rilievo, se non quella di aver fatto le scuole religiose.

    Libera

    RispondiElimina
  13. Hahaha siete unici! L' immagine parla da sola, Kiko non ci sta con la testa ma dice che è a posto.....un genio impareggiabile che solo lui...invece la sua pazzia è visibile dagli occhi senza Dio che schizzano fuori e dall' universo parallelo e crazy che lo circonda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. anche io ve l'ho scritto, ve lo riscrivo, ve lo riscriverò: complimenti al vostro "photoshopper"! (o photoshoppist, o come si dice). Queste sono le kikone del futuro! :-)

      Elimina
    2. @ anonimo delle 18,43
      Non capisco bene il senso di quello che scrivi: photoshopper, photoshoppist, in che senso scusa?
      Se ti riferisci al mio post, al quale il tuo mi pare in risposta, penso che magari non l'hai letto bene.
      Forse il clima del sospetto e del fraintendimento sta prendendo troppo campo...
      Le kikone del futuro??
      Ma che vuol dire??
      Ti consiglierei di non dileggiare la vita ed il dolore altrui, che hanno portato molti ad incontrarsi con questo blog. Ti consiglierei anche di leggere bene, prima di tacciare di Kikone persone che di Kiko non hanno proprio una bella opinione...

      Se possibile, ti consiglierei anche di esprimerti in modo che si possa comprendere quello che dici.

      Libera

      Elimina
    3. Ho l'impressione che si riferisse all'immagine satirica che accompagna il post ,niente di personale al tuo commento, almeno così io l'ho interpretato e me lo auguro.

      Frilù

      Elimina
    4. Cara Libera, mi riferivo esattamente all'immagine del post e ad altre nello stesso stile che sono state pubblicate nel blog in precedenza, e che io ritengo migliori ritratti dell'Arguello che non i suoi autoritratti delle kikone, motivo per cui, mi auguro che in futuro l'immagine di Kiko oggi spacciata dalle kikone sarà sostituita da queste immagini digitali.

      Il mio commento segue quello di Anonimo delle 17:13 e a quello si riallaccia, e, a come vedo io la disposizione degli interventi, nessuno dei due è una risposta a quanto detto da te.

      Lungi da me pensare di dileggiare la vita o il dolore altrui, che poi sono anche i miei, e mi dispiace se questo è stato il risultato, benché indiretto ed involontario, del mio commento.

      L'anonimo delle 18:34

      Elimina
    5. @ anonimo delle 18:34

      Scusa per la "difesa" ma, non avendo capito bene quello che intendevi dire, mi è parso che mi considerassi una "Kikona del futuro", come appendice del gregge kikiano.
      Magari sono io un po' tarda a comprendere certe battute...
      Oggi come oggi essere scambiata per kikiana la considero quasi un'offesa :-)
      Ora ho capito, scusa ancora

      Libera

      Elimina
    6. @ Libera: non è successo niente :-)

      Il mio commento di cui sopra era molto veloce, il fatto più profondo è che alcune delle opere di El Kiko mi ispirano una tale "pace" interiore che, se me le trovo davanti all'improvviso, per esempio nel bel mezzo di un articolo, mi segno (ebbene sì) e le faccio sparire dal browser con un programma apposito di bloccaggio!

      Sempre 18:34

      Elimina
  14. @ Libera
    Ti sbagli cara Libera, è estremamente utile ricostruire il personaggio e quelle che erano le sue reali intenzioni fin da gli inizi, le tue ricostruzioni (Gremio 62)corrispondono a quelle che avevo cominciato a raccogliere e che non ho avuto tempo di riordinare (anche per motivi di salute)in maniera capillare.
    Ho avuto sempre il sospetto che dietro la fantomatica apparizione si nasconda la "madre di tutte le bugie" che è andato a propinare per 50 anni in tutto il mondo. Bugie che sono state e sono ancora avvallate da una lobby ecclesiastica che lo ha insinuato tra la fine del 1967 e l'inizio del 1968 nel silenzio e nell'omertà come un virus dentro la Chiesa Cattolica garantendogli un percorso rituale di tipo ebraico-protestante successivamente trasformato in un ultratrentennale processo gnostico di massonizzazione (aveva ragione il buon Lino!).
    P.S. Ti ribadisco che sono pronto ad unire le forze e condividere gli sforzi per la stesura di uno scritto sulla faccenda (utilizzando un razionale e logico metodo in stile Lino), perchè ritengo che ora più che mai sia il momento giusto per svelare l'arcano delle "origini" di tutte le menzogne, facendo crollare il castello kikiano, lasciando il presunto "re pataccaro" nudo.
    P.P.S. Nel caso di una tua disponibilità e prima che io ti passi l'indirizzo privato di posta elettronica per questione di privacy ti chiedo due cose: 1) un assenso d'interesse tramite il blog, 2) che Trypudio o qualche veterano del blog possa confermare la tua conoscenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @ La Voce dello Ionio.
      Siamo d'accordo. Infatti ho detto che è inutile tentare di "costruire" un personaggio a posteriori, come hanno fatto e fanno ad oggi coloro che credono nell'idolo Kiko, tutta la schiera dei Kikos.
      Tentare invece di "ricostruire", è quello che sto facendo anch'io da un po' di tempo e penso che sia cosa buona, oltre che doverosa.
      Già ti suggerii anch'io una collaborazione e certamente mi fa piacere: ho già scavato un po' su fonti anche non religiose per tentare una ricostruzione della vita del Gatto e la Volpe, come li chiamo io, e ne sono uscite informazioni interessanti.
      Dici bene, è come un puzzle, basta rimettere le tessere al posto giusto, per quanto possibile.
      Non so chi possa confermare la mia conoscenza, ma ho mandato una mail in privato con un riassunto della mia esperienza nel cammino e dei motivi che mi hanno indotta a lasciarlo, dopo 35 anni e tutto il percorso concluso. Pure il matrimonio spirituale ho fatto! E 25 anni da catechista, pensa te!
      Mi ci è voluto molto per lasciarlo, anni, ma alla fine ho preso il coraggio.
      Il dolore a volte stimola il coraggio ed oggi benedico Dio a piene mani per avermi fatto la grazia di aprirmi gli occhi.
      Oltre questo, non so che dire, anch'io ci tengo alla privacy, e molto, per questo ho scritto la mia esperienza in privato. Per ciò che avevo da dire, sarei stata sicuramente riconoscibile a chi mi conosce e questo non lo voglio per certi motivi precisi.

      Libera

      Elimina
    2. ...e invece sarebbe molto interessante leggere l esperienza di chi dopo "una vita" lascia il cammino. E il non farsi riconoscere non penso sia così difficile.e poi di che cosa hai paura?

      Elimina
  15. Vorrei ritornare sulla lettera di vari Vescovi che esortano i parroci a fare un solo Triduo pasquale per tutta la Comunità parrocchiale.
    nella mia parrocchia, il parroco ne ha appena annunciate 3.
    Una per i parrocchiani da tenersi molto presto e che finirà verso le 23
    Poi in contemporanea altre 2, una in Chiesa e un'altra in un salone al piano di sotto.
    Se non ricordo male i Vescovi esortavano a:
    1) mettere in primo piano l'unità della comunità parrocchiale
    2) celebrare una sola veglia Pasquale
    3) Vietati i luoghi consacrati non parrocchiani, quindi non vanno bene le Chiese che non sono parrocchie, mi immagino un albergo o un salottino
    4) nel caso non si possa fare a meno di celebrare 2 veglie, che almeno non siano in contemporanea
    5) che le veglie siano aperte a tutti e non chiuse a gruppi particolari
    6) che la veglia inizi all'inizio della notte (quindi tra le 20 e le 21 in questi tempi)
    7) che "scavalli" il sabato e arrivi anche per pochi minuti nel giorno della Domenica

    Con un solo annuncio le hanno infrante tutte.
    Volevo sapere c'è possibilità di far valele la lettera del Vescovo con il Parroco?

    RispondiElimina
  16. @ Libera
    Carissima Libera i tuoi trascorsi nel CNC sono “di rango” molto più blasonati di quelli miei.
    Ho trascorso solo la metà del tempo che hai speso per fare la catechista, comunque sappi che ho abbandonato il “Cammino della disperazione” 20 anni fa, ti posso dire che la mia comunità originaria è stata fusa 5 volte in 12 anni compreso un primo trasferimento di parrocchia.
    Successivamente dopo la mia uscita i superstiti (c’erano tanti cari amici) hanno subito una ulteriore “deportazione” in una parrocchia fuori diocesi, l’allora parroco negli anni 80 li aveva accolti e “supportati”, negli anni 90 li aveva “sopportati” e agli inizi del 2000 li ha buttati fuori a calci nel sedere (per i soliti motivi tante volte discussi nel blog).
    Sono stato un camminante assiduo, fidanzato all’interno del Kammino, per un breve periodo tra lo shemà e il 2 scrutinio co-responsabile per mancanza di “organico” e successivamente destituito perché “da troppo tempo fidanzato” e caldamente consigliato di fissare la data delle nozze, successivamente mi sono sposato con il canto “Vieni dal Libano”.
    Prima del matrimonio ho partecipato ad un paio di Convivenze Regionali “Gelso Bianco e Perla Ionica” condotte in maniera “hard” dal Gran Gerarca Mega Katechistone Vicerè di Sicilia e Calabria “monseigneur” S.M., facendo successivamente le regolari catechesi di riporto nelle comunità inferiori.
    Ti posso dire che io e mia moglie lasciammo il Kammino per amore di nostra figlia il giorno del battesimo di Gesù (10 Gennaio 1999), ratificando il “divorzio con il K. ed i k. ” con un “irrispettoso” battesimo di Rito Cattolico per aspersione dopo la Santa Messa parrocchiale delle 18 senza chitarre, cembali e nacchere gitane.
    La cosa fu approvata con grande rispetto e gioia da parte del Parroco che ci supportò e difese (Dio gli dia l’eterna pace e il giusto riposo per i suoi meriti), grande fu la riprovazione dei Kateki- Pasdaran di vari livelli perché gli avevamo tolto di fare il “bagnetto alla primizia” il sabato sera, abbiamo subito la mormorazione dei fratelli per l’ingiuriosa decisione e la conseguente censura con la quasi diserzione al battesimo, comunque sappi che la Chiesa era strapiena lo stesso .
    Dopo quella sera non ci hanno visto più se non sporadicamente per strada.
    Successivamente sono stato fermato per strada dell’allora Kapò responsabile e fraternamente consigliato in stile “ bravi di Don Rodrigo” di non rivelare ne tanto meno parlar male con nessuno del di..vin Cammino, attualmente il tizio ha fatto carriera diventando Mega Sotto Vice Responsabile Katekista del regno di Sicilia e Calabria (sicuramente integra la pensione campando a sbafo dei “sottoposti”).
    Come ben vedi capisco benissimo la tua situazione, e capisco che se le mie cicatrici dopo tanti anni fanno ancora male e non sono del tutto rimarginate, le tue sono sicuramente piaghe enormemente più profonde delle mie che ancora sanguinano.
    Comunque sappi che ho sempre seguito il blog quasi giornalmente dalla sua fondazione (parliamo dei tempi della Pulce ed a suo tempo aspiranti “oggi illuminati pasqualoni” che imperversavano razzolando giornalmente nel blog, spandendo insulti come concime), ho cominciando ad intervenire sporadicamente in maniera anonima dal 2011, successivamente (affascinato dagli interventi del buon Lino) nel 2014 ho assunto stabilmente il pseudonimo ed ho cominciato ad intervenire con maggior frequenza.
    Se Tripudio o qualche amministratore mi da il permesso, ti lascio l’indirizzo di posta elettronica su neshama, se non l’hai già fatto fai lo stesso e provvederanno a farti avere l’indirizzo garantendo la privacy di ognuno.
    C.B.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mail di Osservatorio da qualche tempo è cambiata: non è più neshama ma
      redazione.osservatorioncn@gmail.com

      Elimina
    2. Buono a sapersi, che la mail è cambiata, BPS alcuni giorni fa mi aveva segnalato neshama e io lì ho scritto, ma forse allora non avete ricevuto nulla.
      Reinvio alla mail giusta.
      Grazie

      Libera

      Elimina
  17. Come ha ipotizzato Valentina Giusti nel commento delle 14:10, nell'articolo di Don Ariel scrive un certo don Roberto asserendo che il Papa emerito parla del cammino neocatecumenale 🤣
    Poveri, che pena.

    Frilù

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono io ad avere doti paragnostiche naturalmente, ma loro ad essere prevedibili!
      Se non altro don Ariel ci fa sorridere ancora con le sue risposte ironiche... Se vanno avanti di questo passo, potremo presto fare il sequel, Scemo e più scemo 2.😂

      Elimina
    2. Questa firma "don Roberto" è passata anche qui, mi pare di ricordare, perché pensai che "Roberto" poteva anche essere, ma "Don", no di sicuro. Don Ariel gli ha detto più o meno la stessa cosa, con parole un pochino diverse.
      D.D.

      Elimina
    3. Hanno talmente bisogno di raccontarsi favole tra di loro, che non resistono alla tentazione di raccontarle anche a chi è in grado di riconoscere la loro falsità.

      Elimina
    4. Che ne dite, Don Roberto sedicente, sarà mica lo stesso "studente di Teologia ad un livello inferiore"?

      Elimina
    5. Bisogna capire che queste persone, pur nascondendosi sotto mille alias, desiderano essere riconosciute, perché, per assurdo, traggono soddisfazione dal fatto che il loro "avversario" sappia esattamente di aver a che fare con loro.
      Lino lo spiegava molto argutamente raccontando di quel personaggio, chiamato Baccalà, che viveva nei quartieri spagnoli di Napoli e che la gente prendeva in giro perché diceva un sacco di fesserie.
      Ma poi venne la guerra e nessuno aveva più voglia di ridere.
      Allora costui sollecitava i propri detrattori:
      "Ma come, qua c'è Baccalà, si fa notte e nessuno lo inquieta?"

      (Tra parentesi, è questo il motivo per cui Lino aveva soprannominato appunto Baccalà il Sommo Pasqualone).😉

      Elimina
  18. Ricordo due o tre casi nei primi anni duemila che videro la migrazione delle comunità in altra chiesa ed anche in altra diocesi... mi colpì il particolare che "curioso" che due di queste parrocchie erano "gestite" dalla stessa equipe di catechisti (F.C.?) ed anche altre parrocchie che seguivano in quel periodo non navigavano in acque tranquille...

    Etneo

    RispondiElimina
  19. Io penso che noi tutti non dobbiamo far andare nel dimenticatoio il fatto di Apuron. Non per continuare ad incolpare il vescovo, cioè continuare a sottolineare il suo peccato, e questo è gravissimo, ma per sottolineare altri peccati, molto più gravi. Dobbiamo scoperchiare il cumulo di letame nel quale il marcio prolifera.
    Vengo al punto, che contiene il marcio nel quale vivono questi talebani nc: Kiko, catechisti, e sodali.
    Apuron è stato condannato, è davanti a tutti, e dalla Chiesa.OK! Costui si faceva innocente, ed anche adesso va dicendo che innocente. Va bene, fatti suoi.
    Ma quello che ora preme a noi è che l'hanno coperto, e hanno sempre detto che era perseguitato. La menzogna e il coprire il male. Non sono servi della Verità, o amici della Verità, ma della menzogna e del peccato. Lo stesso hanno fatto con Theodore Edgar McCarrick, e non pensate che solo con questi due, l'andazzo di base è quello. Ovvero costoro sono carnefici, si danno al peccato, dissimulano, sono ipocriti, ma che fanno? Dicono di essere perseguitati. La prova l'avete davanti tutti, c'è il video su internet, attraverso il quale potete vedere Kiko, davanti a tutti: Vescovi, Sacerdoti, NC, Tutti, ha affermato che era un perseguitato. Questo è il loro atteggiamento di base, calunniano, condannano a calunnie, sfilano soldi, usano Gesù per campare sulle spalle del prossimo, fanno pubblicità disonesta, incolpano, e fanno tanto altro, ma poi, magicamente, si dicono perseguitati. Perchè?
    Perchè hanno capito che la Chiesa è cresciuta attraverso i Martiri e la persecuzione, per cui il loro è uno slogan per camuffarsi, perseguitano, e si dicono perseguitati, cosa ha detto Gesù:
    15 Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. 16 Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; 18 un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. 19 Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. 20 Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
    La verità è davanti a voi, Tripudio, pochi giorni fa, in un commento, ha messo il video di Kiko che parlava di Apuron,per cui la Parola di Dio si è fatta carne, ma non a loro vantaggio, a loro rovina.

    Pace ai figli della Pace. Il Signore Gesù Cristo è la Pace.

    RispondiElimina
  20. MI sorprende, sempre, leggere i vs coloriti commenti. Mi meraviglio del fatto che vi sorprendiate dei peccati di uno piuttosto che l'atteggiamento di un' altro a prescindere se sia prete o catechista. Mi sorprende la vs perseveranza di andare contro cammino e di attuare battaglie interminabili. Purtroppo mi sorprende il fatto di non arrivate a capire che l'uomo e' debole cammino, Rns o Azione Cattolica etc. Penso che il tempo vada utilizzato per altre cose invece di passarlo davanti ad una tastiera, soprattutto se sono donne che di norma sono sempre indaffarate. Jhonny

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è una certa diversità tra l'ammettere che l'uomo è debole e constatare che il fondatore, padrone unico e guru indiscusso autoproclamatosi santo in vita di un movimento che tiene in scacco centinaia di migliaia di anime cattoliche è un narcisista paranoico bugiardo cronico.
      Anche se sicuramente anche tu sarai molto indaffarato, ci metti mezzo minuto, a scriverlo.

      Elimina
    2. Perché non aiuti tua moglie nelle faccende .. Così può avere 1 po'di tempo per venire lei "davanti alla tastiera" a vedere se dice qualcosa di più intelligente di quello che scrivi tu.

      Elimina
    3. Arièccolo, quello che "ma che ci fanno qui tutte ste donne!!!". Anche di te ci ricordiamo.
      Ma che c'hai, l'allergia?

      Allora:
      Fuori dalla comunità, non serve a niente dare ordini alle donne e dire loro chi, cosa, come dovrebbero essere, tutto secondo Kiko, Koko e Kako, ovviamente, se si è privi di autorevolezza maschile, vale a dire, metaforicamente, filiale, sponsale e paterna, secondo quanto comandato da Nostro Signore. Molti uomini che DI FATTO non sono per niente sottomessi a Nostro Signore e si rendono conto benissimo che fuori dalla comunità non possono permettersi di comandare niente a nessuno, eccoli che vanno a comandare in comunità.

      Questo non spiegherà "che ci fanno qui tutte ste donne". Ma infatti manco ci provo che, effettivamente non ho tutto questo tempo, pur lavorando alla tastiera. Abbozzo una spiegazione: la compagna di classe che per pietà vi passava i compiti, cari maschilisti, ve la ricordate? Oggi lavora "al conpiuter". E po basta, che non li so fare i miracoli.

      Però questo spiega perché questo tipo di uomini-gorilla scappano a rifugiarsi in comunità (sempre facendo salvi i cari fratelli normali a cui auguriamo di uscire presto), comunità in cui la misoginia comandata dall'alto prepara per questi gorilla una nicchia comoda comoda, di autorizzazioni a commettere impunemente ingiustizie soprusi psicologici e talvolta fisici di vario genere sulle loro sorelle, senza aver bisogno di meritarsi il rispetto tramite le vie giuste che Nostro Signore ha indicato a tutti, uomini e donne.

      D.D.

      Elimina
    4. Ogni volta mi stupisco della stupidità dei kikos, e forse non dovrei più farlo... Ma quando gli stupido dimostrano così stupidamente il loro sessismo maschilista e becero e... stupido, mi vengono i conati di vomito.
      M.i.B.

      Elimina
    5. Patetico,Johnny..
      Come già ti hanno spiegato: un conto è prendere coscienza della tua debolezza ed un altro usarla come giustificazione per i propri desideri perversi.

      Ma evidentemente questa cosa vi sfugge, tanto è vero che siete capaci di difendere pedofili basta che sono dei vostri, vero?

      Parlaci del fratello Apuron, Johnny... Dicci come la pensi. Preferibilmente usando parole tue.. Sempre se ti ricordi come si fa..

      Elimina
    6. We are all born ignorant, but one must work hard to remain stupid.

      Certo che se Johnny manco sa scrivere il proprio nome in inglese...
      Ma è bene che scrivano, i loro interventi sono meglio di una vaccinazione.

      Elimina
    7. Caro Jhonny,
      Certamente l'uomo è debole ma purtroppo nel cammino si predica molto male sul come vivere cristianamente questa debolezza, che poi in soldoni significa cadere nel peccato.
      Proprio in questi giorni rileggo i mamotreti che tante volte ho predicato anch'io, con occhi nuovi e nuova consapevolezza.
      L'errore gravissimo di questa predicazione, che poi ha distrutto tantissime persone sta, secondo me, nel modo di concepire il "combattimento per la fede".
      Nel cammino il solo combattimento noto è quello di Giacobbe, che lotta con Dio quando scappa dai nemici.
      Viene spiegato benissimo che il combattimento, la lotta di tutti i giorni, è IL SIGNORE CHE LA CONDUCE attraverso i fatti di morte che LUI ti manda nella vita, per mostrarti che sei un mostro, un peccatore e farti così umile abbattendo il tuo orgoglio.
      La Chiesa non predica per nulla questo, leggiti bene la catechesi di Benedetto XVI su Giacobbe, dice: «la tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza....Per questo l’autore sacro utilizza il simbolo della lotta, che implica forza d’animo, perseveranza, tenacia nel raggiungere ciò che si desidera. E se l’oggetto del desiderio è il rapporto con Dio, la sua benedizione e il suo amore, allora la lotta non potrà che culminare nel dono di se stessi a Dio, nel riconoscere la propria debolezza, che vince proprio quando giunge a consegnarsi nelle mani misericordiose di Dio".
      Non mi pare proprio che qui si consideri il combattimento come la lotta condotta dal Signore CONTRO l'uomo per mostrargli un bel niente.
      Nel cammino invece, oltre a predicare che il combattimento per la fede non lo fa l'uomo , ma Dio che lotta CONTRO di lui, si fa leva sulla debolezza umana per scoraggiare l'uomo da ogni forma di combattimento (preghiera), contro la tentazione ed il maligno.
      L'uomo resta così totalmente inerme davanti al peccato, credendo che il libero arbitrio e il combattimento contro la tentazione, invocando la grazia di Dio attraverso la preghiera, sia "moralismo",
      "inutile volontarismo" "appoggiarsi sulle sue forze".
      Da questa mala interpretazione del combattimento per la fede, appellandosi alla totale deresponsabilizzazione dell'uomo, deriva l'atteggiamento di comprensione, scusa e addirittura incoraggiamento riguardo al peccato, che sarebbe l'unico modo per sperimentare la misericordia di Dio.
      Si potrebbe continuare, ma mi fermo qui.
      Sappi comunque che la "debolezza dell'uomo", come la chiami tu, procura morti e ferite profonde al prossimo, "proprio quello che Gesù dice di amare".
      Con l'assurdo che il carnefice peccatore, poverino, viene accolto e compreso in quanto debole e la vittima di quella debolezza ne paga le conseguenze senza alcuna comprensione ed accoglienza.
      Capisci che qui c'è un ribaltone non da poco rispetto all'insegnamento cristiano sulla debolezza dell'uomo, con conseguenze disastrose.

      Che il Signore ispiri qualche buon uomo debole a mostrarti questa verità sulla tua carne, solo così potrai arrivare, forse, a comprendere. In fondo sarebbe la lotta che il Signore stesso opera CONTRO di te con i fatti della vita....

      Libera

      Elimina
  21. @ Jhonny ovvero A QUELL'ASINO DI BACCALA'

    Asino di un somaro, non hai ancora capito che ti si riconosce immediatamente da come scrivi (si fa per dire)?

    E incapace di mettere insieme due parole in un italiano decente, ora ti firmi all'americana, sbagliando anche lì: si scrive Johnny, non Jhonny.

    Ciuccio neocatecumenale.

    L'unica cosa sensata che hai scritto è: "...Penso che il tempo vada utilizzato per altre cose invece di passarlo davanti ad una tastiera..."

    Sensata due volte.
    La prima perché il tuo padrone Arguello vi ha ordinato di non usare internet.
    La seconda perché utilizzeresti meglio il tuo tempo andando a zappare, unica attività intellettuale a te consentita.

    Vai a zappare Baccalà, magari un fico sterile così ti sentirai kikatekista anche tu.

    RispondiElimina
  22. Volevo solo aggiungere due parole riguardo al battesimo, riallacciandomi a quanto scritto da "La voce dello Ionio". Anche io mi sono rifiutato di battezzare i miei figli per triplice immersione durante la veglia di Pasqua, sia perché non volevo sottoporre dei neonati a quello stress assurdo (anzi la definirei cattiveria vera e propria contro degli esseri indifesi), sia perché volevo accanto a me le persone più care, nessuna delle quali era nel cammino, e non mi sembrava corretto costringerle ad assistere ad una vegli a notturna per poter partecipare al battesimo dei miei figli. Ovviamente io e mia moglie siamo stati sempre guardati come pecore nere nel cammino per questa nostra decisione, ma poco ci importava. Quello che mi ha colpito di più è stato però un episodio che voglio raccontare perché è emblematico del fanatismo dei neocatecumenali. All'ultima veglia alla quale ho partecipato qualche anno fa c'erano tre battezzandi. Nella fretta di preparare la sala, i canti, gli arredi e quant'altro, chi di dovere si è dimenticato di inserire la spina nella presa elettrica per riscaldare l'acqua del fonte battesimale. Risultato: quando è arrivato il momento del Battesimo, ci si è accorti che la spina era staccata e l'acqua era fredda. Io pensavo che a quel punto si sarebbe riscaldata l'acqua aspettando il tempo necesssario prima di procedere con i battesimi. Ma che! Non si poteva mica interrompere o rallentare la kikoveglia per riscaldare l'acqua, NO! Il supermega catechista ha deciso che si doveva procedere, i genitori dei battezzandi, fanatici e sottomessi, neocatecumenali doc, non hanno mosso ciglio, e i poveri neonati inermi sono stati immersi tre volte nell'acqua fredda!! Voglio vedere se il catechistone capo o qualsiasi altro adulto avrebbe accettato di fare la stessa cosa per battezzarsi. Nemmeno per sogno! Ma siccome i poveri neonati non potevano difendersi né protestare, non ci hanno pensato due volte a sottoporli a quella triplice tortura! Dopo la veglia sono andata dal catechista che tempo prima con fare accigliato mi aveva detto che il battesimo per immersione non era la stessa cosa di quello per aspersione (ovviamente intendendo che quello per immersione era un battesimo migliore) e gli ho ricordato che non era proprio la stessa cosa, e che ero doppiamente contento di non aver sottoposto mio figlio alla barbarie della triplice immersione nell'acqua fredda. Proprio dei barbari, altro che cristiani!

    RispondiElimina
  23. @ Etneo
    Bingo!! Erano affidate a Mister "PECCAToOReE CONVERTiTiI!!", del resto non per caso in passato ti ho detto che siamo compaesani! ;)
    P.S. @ Libera
    A dimostrazione che:
    1)Non sto raccontando favole
    1)C'è almeno una persona che può confermare la mia affidabilità.
    2)Che malgrado la mia "breve" militanza ed il mio basso rango li dentro ne ho viste un bel pò.
    4)Il 95% delle porcherie che sono avvenute le tengo per me perchè dopo 20 anni non mi sento di parlane.
    5)E' bastato raccontare solo il 5% rimanente per capire che cosa sia il K.
    @ Valentina Giusti
    Mi puoi confermare che puoi recapitare l'indirizzo di posta elettronica a Libera?

    RispondiElimina
  24. Mister F.C. sta ancora aspettandoci per notificarci la skomuniKa “ferendae sentientiae”, perchè avevamo avuto l'ardire di anteporre il rispetto verso il di..vin Kammino, con il dovuto RISPETTO per la nostra bimba, al RISPETTO dei nostri parenti che ci avevano aiutati prima e durante il matrimonio, ma sopratutto al RISPETTO dovuto al nostro parroco che ci aveva sempre personalmente seguito e voluto bene come coppia di fidanzati ed alla parrocchia che ci aveva accolto per quasi 10 anni, ed infine al RISPETTO della nostra autonomia di novelli genitori suggellata dal sacramento del Matrimonio. Comunque gli abbiamo rifilato il 2 di piKKe (:-b).

    RispondiElimina
  25. @la voce dello ionio
    Se era insieme a M.G. e S.S. a portare avanti le convivenze regionali ogni anno (a Catania) allora dovrebbe essere lui.

    Etneo

    RispondiElimina
  26. Sandro Magister nel suo blog fa un'analisi dettagliata del caso Apuron. Lui che è sempre stato un giornalista molto preciso e attento alle malefatte dei neocatecumenali, improvvisamente omette di dire che il vescovo in questione è neocatecumenale e che i problemi con i cattolici di Guam sono causati dal Cammino.
    Venduto o minacciato?
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/


    Frilù

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per aver segnalato l'articolo. La mia impressione è che tutto il ragionamento di Magister converga su un assunto: ora che il principio di tolleranza zero che papa Francesco sosteneva contro i sacerdoti pedofili (che avrebbe dovuto portare a condanne esemplari) ha lasciato il campo ad altri principi, come quello della proporzionalità della pena, è diventato necessario l'allentamento del segreto pontificio sulle motivazioni delle diverse sentenze (più pesanti per alcuni, più lievi per altri) a fronte di medesime imputazioni.
      Perché per esempio McCarrick è stato ridotto allo stato laicale ed Apuron invece, non a Guam, ma può celebrare?
      Il motivo forse nasce dalle "persecuzioni" subite da Apuron così ben illustrate su Vatican Insider (non a caso citato da Magister) dal neocatecumenalissimo Cernuzio?
      Ebbene, vorremmo saperlo anche noi... fermo restando che invece potremmo venire a scoprire che l'allontanamento da Guam non è dovuto solo alla scandalosa condotta dell'arcivescovo in patria ma anche dalla corruttela e dall'affarismo di un certo movimento laicale.
      L'affievolimento del segreto pontificio tanto invocato da Apuron per difendere il proprio buon nome, forse invece sortirebbe l'effetto contrario.
      Magister non fa altro che smuovere un poco le acque, citare il cammino Neocatecumenale e le sue responsabilità, in questo contesto, non era funzionale alla sua tesi, essendo probabilmente più interessato a capire se la condanna più dura di McCarrick è stata causata dal desiderio di mettere a tacere lo scandalo Viganò o da responsabilità effettivamente maggiori rispetto ad Apuron. Questa almeno è la mia impressione.

      Elimina
  27. JHONNY:

    ti meravigli della nostra meraviglia?
    A me non sorprendono affatto i peccati di voi camminanti, mi sprprende la vostra ostinazione nel dirvi cattolici quando è EVIDENTISSIMO che non lo siete.
    Evidentissimo anche senza prendere in mano i vostri MAMOTRETI, zeppi di errori, bestialità, eresie e perfino scemenze. Mamotreti che NON SONO APPROVATI dalla Chiesa.
    Basta considerare che fate TUTTO DIVERSO rispetto alla Chiesa. Chissà perché.
    Che criticate TUTTO della Chiesa del passato. Come mai?
    E di conseguenza che vi sentite superiori agli altri cattolici. TUTTI sanno che è così, non perdere tempo a negare.

    Non sono incusriosito dai vostri peccati personali, mi interessano piuttosto quei "difetti di fabbrica" del Cammino che fa sì che i Camminati commettano peccati seriali senza considerarli affatto peccati.
    Ad esempio il forzare le coscienza, il foro interno delle persone, cosa PROIBITA dal Codice di Diritto Canonico, con la disumana pratica della confessione pubblica.
    Mi interessa la vostra fissazione sul sesso e sulla sessualità che denota come probabilmente i fondatori del Cammino fossero disturbati psicologicamente e sessualmente. Forse addirittura dei pervertiti.

    Tu ci accusi di perseveranza di andare contro il Cammino? Ti sbagli. Siamo perseveranti nel difendere la verità. Del Cammino poco ci importa.

    Facciamo battaglie che definisci interminabili? Ti sbagli: prima o poi la nostra battaglia finirà.
    O quando il Cammino, rinnegando il Kikismo, e perciò i mamotreti, gli abusi liturgici e tutte le prassi indegne della dignità umana, tornerà a ubbidire alla Chiesa, o quando ammetterà di non essere cattolica e andrà per la sua strada. Perché Kiko non è stato chiamato a riformare un bel niente, specialmente la Chiesa.

    Come tu dici l'uomo è debole. Mai detto il contrario. Ma proprio per questo è criminale approfittare dei suoi bisogni per truffarlo come fanno i ciarlatani e annientarlo psicologicamente, come avviene nelle sette.

    RispondiElimina
  28. È chiaro e ricorrente il richiamo martellante dei catecumeni sul concetto di una comunità ( la loro) che è presente nella propria vita e che aiuta e sostiene nella preghiera e nelle necessità della vita.
    Questo concetto di comunità supera il concetto di famiglia cristiana tradizionale e diventa una pseudo-famiglia-allargata-neocatecumenale, rigidamente patriarcale con al comando assoluto il capo equipe dei catechisti neocatecumenali.
    In questi giorni ho assistito alla Traditio pubblica della mia ex comunità.
    Mi ha fatto molto impressione questa testimonianza di fede pubblica, perché conosco benissimo la realtà delle persone che parlano e so per certo che quello che dicono non è tutta la verità.
    Si tratta di uno spettacolino ben orchestrato dai catechisti neocatecumenali per fare buona impressione sulle persone che assistono (quasi tutti neocatecumenali), è un modo per dimostrare la bontà del cammino neocatecumenale specialmente alle nuove leve o hai familiari dei catecumeni.
    Questa unità e comunione fraterna è costruita ad arte per dimostrare che esiste un posto dove ci si aiuta e si diventa fratelli veri anche senza essere amici o parenti.
    Questa comunione è questo aiuto reciproco è falso.
    Quando non costa nulla e si limita alle preghiere può anche essere vero, ma quando prevede qualcosa in più, qualcosa di reale non è affatto scontato ed è legato alla buona volontà del singolo oppure ai rapporti più stretti tra alcuni membri della comunità.
    Tra i catecumeni della mia ex comunità,come in un qualsiasi gruppo di persone, esistono le rivalità, le antipatie,i rancori, le persone che non si sopportano.
    Esistono anche i vari gruppetti, i legami asfissianti, le amicizie di convenienza.
    Il mondo neocatecumenale è come vivere in una tribù con regole,divieti, modi di fare, linguaggio dedicato, consuetudini imposte, chiacchiere e ipocrisie varie.
    L'intento di quel terribile vecchio che si fa chiamare Kiko, è presentare al mondo le sue comunità come una perla rara, un diamante, un esempio illuminato di bontà e grazia.
    Kiko e il suo cammino hanno bisogno di essere visti come la soluzione a tutti i problemi di convivenza dell'umanità.
    Continua…..

    RispondiElimina
  29. Continua…..
    Il suo cammino non attrae più nessuno allora il vecchio furbone ricorre ad ogni espediente per attrarre gente nella SUA piccola "setta" personale.
    Qualche tempo fa dipingeva le sue comunità come un posto al calduccio dove si viene accolti come un focolare domestico.
    Un posto dove un anziano è amato come e meglio di un familiare.
    Ora torna al concetto di unità, accoglienza, aiuto reciproco.
    Questa unità imposta dall'alto che non fa parte della natura umana.
    Kiko si contraddice sempre perché per decenni ha battuto il tasto dell'uomo che non può evitare di essere peccatore mentre ora dipinge un quadro idilliaco quanto falso di gruppi di persone unite da un amore fraterno sconosciuto al mondo.
    Stupidate senza senso, perché chi ha fatto l'esperienza di una comunità neocatecumenale per anni, si rende conto che Kiko oltre a presentare la famiglia neocatecumenale come la famiglia del mulino bianco, presenta anche la comunità neocatecumenale come un gruppo di persone dove c'è comunione disinteressata e amore.
    Ripeto questa è semplice propaganda, é una facciata mostrata all'esterno, la verità è ben diversa.
    La lingua batte dove il dente duole e Kiko insiste da anni sull'unità e la Comunione delle sue comunità proprio perché sa che la vera unità e comunione fraterna è l'unica cosa che non ci sarà mai, neanche dopo una vita di cammino neocatecumenale,semplicemente perché Kiko ed i suoi catechisti non l'hanno mai costruita,bnon gli interessa e non è nelle loro intenzioni.
    Nelle comunità neocatecumenali agli inizi si spingono i catecumeni a litigare, una comunità che non litiga, secondo i catechisti è una comunità finta, piena di ipocrisia e di falso moralismo.
    A questo servono le convivenze mensili, a litigare in comunità.
    Continua……

    RispondiElimina
  30. Continua…..
    Dopo un po' di anni di queste botte da orbi, i catechisti impongono il perdono obbligato e obbligatorio tra i catecumeni che litigano o anche che hanno un giudizio negativo tra di loro.
    Il Perdono lo deve chiedere chi afferma di essere in discomunione, basta anche una semplice antipatia.
    Non sopporti qualcuno?
    Non importa il motivo, vai e chiedigli perdono.
    Questo è il comando perentorio dei catechisti pena la bocciatura al prossimo passaggio o lo spostamento coatto ad una comunità più giovane di cammino.
    Quindi dopo 10-15-20 anni se non vuoi continuare all'infinito ad umiliarti chiedendo perdono a gente assurda che continua imperterrita da sempre a pestarti i piedi, ma ti dice: "Dio mi ama così come sono,
    quindi se lui mi ama così devi amarmi così anche tu, con tutti i miei difetti che servono alla tua conversione", allora finisce che davanti ai catechisti neocatecumenali non si lamenta più nessuno, anzi tutti giurano di essere in comunione con tutti.
    A questa stupidata ipocrita si aggiunge il concetto neocatecumenale del giudizio, che termina l'opera del falso e ipocrita perdono neocatecumenale.
    Praticamente ogni critica, ogni richiesta di chiarimenti, ogni affermazione tra catecumeni é considerato giudizio,
    quindi non è possibile correggere un catecumeno o dire una qualsiasi verità oggettiva tra catecumeni, senza rischiare di essere tacciati di giudizio.
    Questa evidente ipocrisia crea disagio e immobilismo nei rapporti tra catecumeni, dove si evita il più possibile di arrivare a confronti pericolosi che possano essere tacciati di giudizio.
    Solo i catechisti possono dire a tutti, tutto quello che vogliono senza problemi di incappare nel giudizio, perché loro parlano per bocca dello spirito santo, quindi nelle loro parole c'è la verità assoluta.
    Quello che tra catecumeni é giudizio, detto dai catechisti neocatecumenali è verità da accettare ed eseguire alla lettera.
    Ecco perché le comunità diventano ricettacoli di odi, gelosie,rancori infiniti, rivalità, lotte per i ruoli, dispetti, chiacchiere alle spalle, discriminazioni e pregiudizi allucinanti.
    Ma quale unità e comunione fraterna si costruisce con questi presupposti?
    Come è possibile sentirsi in pace, in unità di intenti e in fraterna comunione in un "movimento" pseudo-religioso dove si predica il "peccato necessario",
    "l'impossibilità dell'uomo di evitare il male", il "Dio mi ama così come sono", la paura del giudizio e il dovere della richiesta di perdono a prescindere dai fatti, dalla verità e dalla giustizia?
    Come si fa a sentirsi Uniti e in comunione fraterna per decreto obbligatorio del guru Kiko, al quale serve questa patina di finzione per attirare gente nelle sue file sempre più sottili, scompigliate e tristi?
    Per favore basta con il gioco delle bugie, siamo grandi non funziona più.

    LUCA

    RispondiElimina
  31. Stai tranquillo che F.C. è proprio lui! Cercò personalmente di "scorticarmi nella sedia elettrica" al 2 scrutinio ma "non ci nisciu nenti po iattu" e mi disse che non gliela raccontavo giusta e sentenziò "CHE NASCONDEVO UN GRANDE PECCATO!!" e mi bocciò malgrado che il parroco avesse avallato la mia ottima condotta.
    M.G. invece mi fece lo shemà al "Gelso Bianco" (nautru beddu spicchiu d'agghiu, tu raccumannu!)
    A quel tempo questi signori avevano finito la Redditio ed erano appena arrivati al Padre Nostro, quindi non avevano ancora l'anzianità necessaria per condurre una Regionale, quelle erano escusivamente condotte dal Gran Gerarca Mega Katechistone Vicerè di Sicilia e Calabria “monseigneur” S.M. portavoce diretto del di..vin verbo proveniente dal romano sancta sanctorum di Porto S. Giorgio. Per quanto riguarda i tizi di nostra conoscenza a quel tempo erano considerati dei discreti e tremolanti servitori(Ovvero senza polso)e quindi si dovevano accontentare di "tenere l'orecchio aperto" alla Konvivenza di riporto.
    Inoltre ti spingo a riflettere che "deportare" dall'oggi al domani 3-4 comunità, quindi una sessantina o più di persone dall'unica parrocchia Capoluogo di Diocesi a quella limitrofa è una cosa gravissima, la cui decisione non può essere attribuita a Katechisti che a quel tempo erano a mala pena di medio rango, spettava al Kikatechista Responsabile Regionale, previo diretto interpello al Mega Kikatechista Responsabile ai Martiri Canadesi, ovvero F.V. che sottoponeva la situazione al "sempre ispirato" (narcisista patologico santosubito) 3D.H.C. KA e la "venerabile" (più mai che prima) s.C.H.
    L'obbedienza è sempre stato il cemento del CNC, oggi ma ancor più allora, l'insurbordinazione era punita con la retrocessione.

    RispondiElimina
  32. Pietro voi rispondete a prescindere, in ogni realta' ci sono problemi perché l'uomo non e' perfetto. Io vivo la parrocchia e faccio il cammino, senza problemi e tanti fratelli sono partecipi nelle attivita' parrocchiali. Siccome siamo superiori agli altri, ci piazzano sempre i lavori piu' umili, pulire la Chiesa, le stanze degli estracomunitari e cose del genere. Non apro il discorso sull'essere approvati pero' visto che non siamo cattolici perché nessun Papa ci ha definiti eretici? Come mai con altri non hanno mantenuto lo stesso metro? Nelle vostre manfrine tirate sempre in ballo il fatto che dove ci sono le comunita' i gruppi vanno via, nella mia parrocchia e' un brulicare di realta' francescane e no, l'unico problema e' che gli altri gruppi non hanno piu' giovani!!!!!!!! Johhhhnnnyyyy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Johhhhhhnnnyyyy
      Se continuate ad attingere al vostro post-cresima come ultima risorsa per formare nuove comunità di ragazzetti senza esperienza di vita, molto presto i giovani lasceranno anche voi.
      Che è quello che vi meritate per non avere mantenuto la promessa morale di mantenere separati i due percorsi post-cresima e comunità.
      Dalle mie parti il vostro post-cresima era stato presentato come alternativa alla strada non come riserva calda del cammino neocatecumenale.
      LUCA

      Elimina
    2. Nella parrocchia che io frequento ci sono un sacco di giovani impegnati in diversi gruppi, dal post cresima all'oratorio, ai gruppi di preghiera. Questo fatto che solo nei neocatecumenali ci sarebbero "i giovani" mi sembra un po' la solita tiritera, come il siamo approvati, tirato fuori a ogni pie' sospinto, e generalmente a sproposito.

      Elimina
  33. Nel linguaggio ecclesiale “comunità” è concetto sempre positivo, solo positivo. In mente si formula il pensiero di un contesto associabile ad una famiglia: si viene aiutati, non si è più soli...qualcosa ci unisce all' altro.
    Ma l' immagine appena descritta viene stravolta dal cammino, cosicché l' efficacia costruttiva del contesto comunitario viene abolita inevitabilmente. Io, ad esempio, senza aggancio affettivo alcuno, dal cammino sono stata isolata (molta gente, tanti sorrisi ma non un briciolo d' amore), ben trattata per convenienza (quindi usata) ed infine derubata della mia innocenza e tranquillità. No, la setta di kiko non corrisponde affatto ad una famiglia!
    In aggiunta la comunità neocatecumenale ha dei confini ben definiti, c' è chi vi appartiene e chi non vi appartiene. Le comunità neocatecumenali dividono drasticamente il mondo in un “noi” e un “loro”. Il cammino tende a presidiare i confini, possiede infatti delle procedure per definire chi sta dentro e chi sta fuori. È un comportamento settario che influenza l' immagine dei cristiani e della Chiesa, e che comporta degli squilibri e delle deviazioni all' interno della Santa Madre Chiesa. A questi pericoli si riferisce Papa Bergoglio quando annuncia: «ci comportiamo come controllori e non come facilitatori della grazia» aggiungendo «la Chiesa non è una dogana».
    Inoltre vorrei chiarire ai neocatecumenali che una Chiesa in uscita (missionaria) non è una Chiesa che vuole necessariamente allargarsi, far entrare i lontani in una setta che necessita di adepti (danaro), ma si tratta di una Chiesa che vuol far prevalere la giustizia e la carità e che è capace di aiutare le persone nel loro desiderio di venire alla vita!
    Come ultima questione vorrei tranquillizzare Johnny e la sua testa di...Baccalà. Le sue idiozie non attecchiscono nelle menti delle donne libere dal giogo oppressivo di argüello, quindi non condizionano in alcun modo l' agire o il pensiero. "La debolezza dell' uomo" vista secondo concezione kikiana devasta psiche e spirito, liberati e respira un po' di felicità caro depresso amico (sei in cammino, quindi hai di certo qualche tipologia di depressione).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. <>, un applauso a Bergoglio, ma se mette in pratica gli crediamo di più. Come la tolleranza zero sui pedofili che se metteva in pratica come si deve il CNC lo vedevamo decimato.
      La comunità chiusa, il CNC, è paragonabile alla casa chiusa, praticano le schifezze ma sono approvati. Beato JHonny che si risparmia tanti pensieri dato che non capisce una beata M........(e qui mi fermo).

      《Grazie Rebel quando parli si apre una luce.》

      Firmato: EX NCN CHE È ANCORA DEPRESSO

      Elimina
  34. JHONNY, anzi, stavolta è JOHNNY:

    Rispondi a queste domande (potrei farne una sfilza, ma me ne bastano poche):
    - Il peccato è necessario?
    - Perché nelle vostre celebrazioni consacrate delle pagnotte di pane non azzimo, visto che è pribito dalla Chiesa?
    - Il Sacro Cuore di Gesù per te che valore ha? Ho letto un mamotreto in cui venive deriso da Kiko.
    - Il Concilio di Trento per te è importante?
    - Tu ti rivolgi direttamente al demonio come fanno tanti camminanti? Forse non lo sai ma è PROIBITO.
    - Perchè in Giappone il Cammino disubbidisce apertamente alle limitazioni imposte dai Vescovi?
    - Perché fate TUTTO diverso?

    I Papi non dicono che il Cammino è eretico, ma hanno sempre detto che deve seguire gli Statuti, ubbidire ai Vescovi e seguire le norme generali, i libri liturgici e la dottrina della Chiesa, come TUTTI.
    Se non lo fate non c'è bisogno di aggiungere molto.

    Con l'approvazione degli Statuti, l'ho già detto, il Papa non vi ha dato carta bianca. Tutt'altro: vi ha dato una REGOLA.
    La regola dei Francescani l'ha scritta Francesco e la Chiesa l'ha approvata.
    La vostra "regola" NON è quella di Kiko, sono gli Statuti. Tutto quello che gli Statuti non comprendono NON è stato affatto approvato

    RispondiElimina
  35. Rispondo io.
    Il peccato non è necessario, ma senza peccato ci sono solo Gesù Cristo e la Madonna. Vuoi dirmi che tu non pecchi? Dubito.
    Il pane per la celebrazione è sempre e solo azzimo, farina e acqua. Punto.
    Non ho mai avuto la devozione per il sacro cuore di Gesù, ho pregato il manto di San Giuseppe e le orazioni di Santa Brigida. Tra i neocatecumeni girano queste devozioni. Parecchi fanno i primi venerdì del mese.
    È proibito ordinare a un demonio di uscire da un ossesso, non dirgli "apri la bocca che te ce caco" o di lasciarci stare (vedi san Filippo Neri)
    Tutti i concili sono fondamentali, insieme a ciò che il Papa conferma con la sua infallibilità
    Sul Giappone non sono preparato
    Che vuol dire tutto diverso? Parli di forma, non di sostanza.
    Ti faccio presente che i mamotreti sono stati corretti e approvati. E nei mamotreti si parla di tutte le cose orribili ed eretiche da voi nominate, compresa la decima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tenero Giacomo, che vi rinvia a pagina 46, dice un sacco di menzogne.

      Menzogne che sono state ampiamente smentite da parecchi decenni da un'infinità di testimonianze. Chi dà a Giacomo la certezza che tutti i testimoni mentivano?

      Kiko e Carmen hanno blaterato che l'uomo non può non peccare (affermazione che svilisce la divina grazia e che è cosa ben diversa dal dire che "l'uomo giusto pecca sette volte al giorno"). Queste cose sono rimaste nero su bianco nei cosiddetti "mamotreti". Ed hanno anche avuto come effetto collaterale una mentalità (come quando i kikos dicono per autogiustificarsi: "quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni!", sottinteso che è inutile resistere alle tentazioni) e una pseudo-teologia (come quando i cosiddetti "catechisti" nel vedere che tua moglie non è incinta ti accusano di commettere chissà che peccati alternativi).

      I pani per la celebrazione neocatekika sono stati frequentemente "insaporiti" con ingredienti extra, anche se il tenero Giacomo mentendo proclama che non sarebbe così. Non solo è bugiardo, ma tenta di annullare le tantissime testimonianze su questa stortura neocatecumenale, che avviene anzitutto perché l'Eucarestia del Cammino è trattata come una specie di sacro snack di unità fraterna, che quindi va "abbellito", gonfiato, "insaporito", a costo di rendere invalida la materia per la consacrazione, il che paradossalmente ci fa piacere perché in tali occasioni non è avvenuto sacrilegio eucaristico.

      Le devozioni nel Cammino sono sempre state considerate roba da "religioso naturale", proibita talvolte in modo brutale dai cosiddetti "catechisti". Ciò è testimoniato ancor oggi e non viene minimamente intaccato dal fatto che certi rari fratelli sani di mente e di cuore abbiano segretamente evitato di sopprimerle, né viene minimamente intaccato dal fatto che in qualche raro caso recente, per motivi di opportunità o di immagine, i cosiddetti "catechisti" non abbiano avuto la stessa brutalità nel comandare il disprezzo per le devozioni tradizionali.

      Riguardo agli "esorcismi laicali", il laico Kiko si vanta di aver scacciato i demoni, e i cosiddetti "catechisti" fanno altrettanto, fino all'ultima ruota del carro, come testimoniato personalmente da qualche Pasqualone durante gli Hunger Games neocatecumenali "senza borsa né bisaccia" a esorcizzare la città da "evangelizzare" alla maniera kikiana. Ma ovviamente il fratello Giacomo si difende da accuse che nessuno aveva posto.

      Riguardo ai concili della Chiesa, sono ventuno, di cui venti "dogmatici" e uno "pastorale", che in quanto tale ha purtroppo avuto un gran numero di erronee interpretazioni (contro cui si sono scagliati tutti i Papi postconciliari), tra cui la sbagliatissima interpretazione di Carmen e Kiko, quando la Carmen dice di aver servito a Kiko "il Concilio su un piatto d'argento" (e gli altri venti Concili precedenti no?) e quando blaterano che il Cammino sarebbe frutto del Concilio (il che è falso perché il Cammino non rispetta le richieste del Concilio, si legga per esempio la Sacrosanctum Concilium in materia liturgica per capire come il Cammino è anti-Concilio).

      L'infallibilità del Papa non era stata messa a tema, e comunque esistono diverse condizioni precise affinché un pronunciamento del Papa sia considerato infallibile. Ma queste le conoscono solo coloro che alla catechesi ascoltano il Catechismo, anziché le cosiddette "catechesi" del kikismo-carmenismo.

      Sul Giappone il Cammino ha accuratamente evitato di informare della guerra fatta contro i cattolici giapponesi. Kiko non ha mai digerito la soppressione del seminario Redemkikos Mater del Giappone e di quello di Guàm.

      Elimina
    2. Riguardo a "forma e sostanza", si parla dell'ipocrisia neocatecumenale. Lo Statuto del Cammino prevede che almeno una volta al mese la comunità partecipi alla Messa della parrocchia. I kikos non solo non partecipano mai, ma hanno perfino l'ipocrisia di dire che dopotutto mettendo insieme Natale, Pasqua, l'Immacolata, l'Epifania, l'Assunzione, hanno già cinque bollini dei dodici annuali.

      I mamotreti sono stati corretti, sì, ma l'approvazione riguardava non il contenuto ma la sua sola pubblicazione. Kiko andò perfino blaterando che Benedetto XVI voleva che il direttorio fosse pubblicato. Siamo nel 2019 e ancora non è stato pubblicato nulla, pertanto nessuno può verificare che i cosiddetti "catechisti" stiano usando quello "corretto" anziché quello sbagliato. Al contrario, da numerose testimonianze (non fatemi riassumere ogni volta in ogni pagina del blog tutte le altre pagine del blog) sappiamo che vengono ancora ripetute le vecchie pappardelle sbagliate (tant'è che poi ogni tanto ci ritroviamo tra i commenti qualche nuovo pasqualone che ripete le vecchie storture).

      Del resto in nessuna comunità è stato mai detto: "finora avevamo insegnato XYZ ma ora dobbiamo correggere...".

      Infine, non esiste nessuna pagina del Direttorio che stabilisce l'obbligo di pagare la Decima proprio al Cammino e il divieto di rendicontazione e i paradisi fiscali del Cammino e tutte le altre furbate.

      E adesso scappa pure, coniglio Giacomo, rintànati anche tu nel "siamo approvati", nel "mai sentito niente del genere", del "Kiko ha il carisma", del "il Cammino mi ha salvato il matrimonio da droghe omicidi aborti divorzi eccetera".

      Se tu amassi veramente il Cammino, cercheresti di combatterne le storture, anziché correre qui a vomitare i soliti slogan a cui tu stesso non riesci a credere.

      Elimina
    3. Tu parli delle messe di Natale, Pasqua, l'Immacolata, l'Epifania, l'Assunzione come se fossero Messe della parrocchia alle quali i neocatecumenali partecipano. In realtà, in tutte le parrocchie in cui ho fatto il cammino (sostanzialmente tre in tre città diverse) ho sempre visto che si trattava di celebrazioni (Messe) fatte secondo la "liturgia" del cammino con l'unica differenza che si svolgevano in chiesa. Formalmente dovrebbero essere aperte al resto della comunità parrocchiale, ma non sono mai segnalate nell'elenco parrocchiale delle messe e di solito si entra sempre da un'entrata laterale, mai vengono aperte le porte principali della chiesa, in modo che anche una persona che passasse per caso NON potrebbe vedere che lì dentro si sta svolgendo una messa. Raramente, anzi praticamente mai ho visto persone non del cammino assistere a queste celebrazioni. Le uniche volte che ho visto qualche esterno al cammino è stato a Pasqua: si tratta di solito di persone esterne specificamente invitate da qualcuno dentro al cammino ad assistere ad una veglia di Pasqua neocatecumenale. L'unica volta nel corso dell'anno che realmente i neocatecumenali celebrano una messa con il resto della comunità parrocchiale è la domenica delle Palme, dopo la processione per le vie del quartiere. Ma a mio ricordo la domenica delle Palme è sempre stata così, anche prima dell'approvazione degli Statuti, quindi non fa testo perché non si tratta di una manifestazione di "obbedienza" alla Chiesa. Ne consegue perciò che anche i cosiddetti 5 "bollini" sono sostanzialmente farlocchi.

      Elimina
    4. Tu parli delle messe di Natale, Pasqua, l'Immacolata, l'Epifania, l'Assunzione come se fossero Messe della parrocchia alle quali i neocatecumenali partecipano. In realtà, in tutte le parrocchie in cui ho fatto il cammino (sostanzialmente tre in tre città diverse) ho sempre visto che si trattava di celebrazioni (Messe) fatte secondo la "liturgia" del cammino con l'unica differenza che si svolgevano in chiesa a comunità riunite. Formalmente dovrebbero essere aperte al resto della comunità parrocchiale, ma non sono mai segnalate nell'elenco parrocchiale delle messe e di solito si entra sempre da un'entrata laterale, mai vengono aperte le porte principali della chiesa, in modo che anche una persona che passasse per caso NON potrebbe vedere che lì dentro si sta svolgendo una messa. Raramente, anzi praticamente mai ho visto persone non del cammino assistere a queste celebrazioni. Le uniche volte che ho visto qualche esterno al cammino è stato a Pasqua: si tratta di solito di persone esterne specificamente invitate da qualcuno dentro al cammino ad assistere ad una veglia di Pasqua neocatecumenale. L'unica volta nel corso dell'anno che realmente i neocatecumenali celebrano una messa con il resto della comunità parrocchiale è la domenica delle Palme, dopo la processione per le vie del quartiere. Ma a mio ricordo la domenica delle Palme è sempre stata così, anche prima dell'approvazione degli Statuti, quindi non fa testo perché non si tratta di una manifestazione di "obbedienza" alla Chiesa. Ne consegue perciò che anche i cosiddetti 5 "bollini" sono sostanzialmente farlocchi.

      Elimina
  36. Ultime notizie!!

    Anche il presbikiko Vito Luigi ha finalmente agguantato la trascrizione dell'autoannuncio Kikiano della Pasquikiko 2019! Deve aver letteralmente compulsato tutti i commenti di questo blog alla ricerca del file PDF... oppure ha fatto un po' di pianto greco presso le "talpe" (gli è vietatissimo pubblicare sul suo blog i documenti interni segreti arcani del Cammino: sapete, i faraoni e i giuda leggono e criticano!).

    A corredo della sua pagina blog Al Kairos d'Egitto Millennio ha messo una kikona dove si vede una figura che non si capisce se maschile o femminile, con due occhi da overdose di droga, e poi il link alla lettera del cardinale De Donatis sul Triduo nella diocesi di Roma (i documenti che Kiko ha comandato di interpretare ad uso e consumo del Cammino).

    RispondiElimina
  37. Cari tutti, rimanete uniti alla Verità, Gesù è la Verità. Noi non possiamo seguire la menzogna e le persone marcie. Costoro coprono pedofili dentro i loro seminari, si dicono amici di Gesù, ma realmente lo hanno rinnegato e messo nuovamente in Croce. Gesù era in quei bambini che sono stati abusati, e cosa hanno fatto? Hanno coperto il colpevole, e hanno detto alla persona abusata che era un venduto, venduto per pochi spiccioli. Queste sono le persone che avete davanti. Ora vi ricordo ciò che vi ha detto San Paolo e vi chiedo: volete seguire queste persone? Con queste persone volete spezzare il Pane, con queste persone volete bere il Vino, fu detto:

    8 Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e ciò ai fratelli! 9 O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
    11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!
    12 «Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13 «I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!». Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. 14 Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
    15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 16 O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. 17 Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. 18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. 19 O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
    Carissimi, non vi fate amaliare da queste persone, per loro è un gioco di posizione, se hanno la vittima davanti diventano carnefici, poi quando sopravviene la giustizia diventano dei poveracci, dei poveri peccatori, iniziano a dire tutti peccano, e scusano se stessi. Ma è una scusa ipocrita, perchè fanno tutto questo per ritornare ad essere carnefici e dissimulatori. Non è un vero pentimento, no! è solo un gioco di posizione, in base a come tira il vento si muovono, e sempre a convenienza.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

    RispondiElimina
  38. Che sia inutile resistere alle tentazioni non sta né in cielo né in terra... si parla sempre di combattere in Cammino... che stai a di...
    Personalmente non ho mai visto pani insaporiti ma posso senza timore dire che è una stortura molto grave, credo che sia stata corretta. Se qualcuno ha tuttora notizie di pani con uvetta o simili per le celebrazioni dovrebbe farlo presente a chi di dovere.
    Per quanto riguarda ciò che ho detto sul parlare al demonio ho solo risposto alla domanda di Pietro...
    L'infallibilità non era messa a tema, ma rispondevo alla domanda sul Concilio di Trento. Non è importante solo il Concilio di Trento, ma ogni Concilio e qualsiasi pronunciamento infallibile del Papa.
    Comunque puoi dire la tua senza offendere gli altri, chiamarmi coniglio non avvalora le tue tesi. Ti rende soltanto molto sgradevole

    RispondiElimina
  39. GIACOMO:
    alla risposta che ti ha dato Tripudio c'è poco da aggiungere. La faccio mia.

    La prima risposta che mi hai dato è prolissa. Bastava dicessi che il peccato non è necessario. Il resto è fuori tema.
    Mi compiaccio che "molti" camminanti abbiano i Primi 9 venerdì del mese, anche se dubito molto sul fatto che siano molti. Forse perché tra i tanti camminanti che conosco NESSUNO li ha fatti. In ogni caso chi li ha fatti non è per merito del Cammino che, confermo, non ama il Sacro Cuore. Di questo ne sono certo perché ho PERSONALMENTE letto un mamotretro di Kiko in cui il Sacro Cuore veniva deriso.
    E' proibito rivolgersi direttamente al demonio. Punto. La norma è della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è del 1985.
    Quando la forma è totalmente diversa lo è anche la sostanza, soprattutto se la forma è diversa in DISUBBIDIENZA alle norme della Chiesa, come il modo di accostarsi alla Comunione dei camminanti.
    Se i mamotreti sono stati CORRETTI, e sono stati più che corretti, ma rifatti totalmente, vuol dire che erano SBAGLIATI. Ma non è questo il punto. Il punto è che a me risulta che voi fate le catechesi senza considerare le correzioni. Che poi sono stati approvati NON E' VERO.
    Se lo è dammi i riferimenti del documento di approvazione.
    La Chiesa ha approvalo lo Statuto del Cammino, è vero. Peccato però che quello Statuto non è stato approvato da Kiko, tanto è vero che il Cammino non lo rispetta, come dimostrano le vostre celebrazioni in cui il sacerdote si comunica INSIEME ai fedeli

    RispondiElimina
  40. ....Ci sono comboniani e comboniani...
    biografia di don Luigi PDF 100 pagine..... leggetela con calma quando avete tempo.... proprio il contrario di don Pezzi...

    RispondiElimina
  41. Quando si va in Piazza S.Pietro a salutare Papa Francesco? Come ex Catecumeni?

    RispondiElimina
  42. In tutto questo sul post di Don Ariel i neocatecumeni stanno dando il meglio di loro.
    Deo Gratias! Almeno si capisce quale spirito li animi.

    RispondiElimina
  43. Il direttorio è stato approvato nel dicembre 2010 con decreto del pontificio consiglio per i laici, successivamente sono state approvate le liturgie ( i riti dei passaggi ) in esso contenute.
    Basta la verità per distruggere il cnc non è necessario inventarsi magagne inesistenti

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.