giovedì 7 marzo 2019

Stangata al Cammino: il Triduo si fa in parrocchia (scommettiamo che furbescamente la faranno negli alberghi?)

Riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede», e far convergere nelle chiese parrocchiali le celebrazioni per il Triduo Pasquale. Evitare che la «la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari». Valorizzare il sacramento della Riconciliazione. Sono solo alcune delle disposizioni sintetizzate dal Consiglio episcopale della diocesi di Roma...
Così la diocesi di Roma presenta le disposizioni e chiarificazioni per il prossimo Triduo pasquale, inviate a tutti i sacerdoti della diocesi.

Si tratta di una vera stangata per il Cammino Neocatecumenale.

Il documento (se non riuscite a scaricarlo lo trovate anche dal link presente nella pagina archiviata) è strutturato in due parti: le prime quattro pagine sono un'ampia introduzione sulle motivazioni e lo spirito, e da pagina 5 ci sono le decisioni che hanno creato in questi giorni gran tumulto nelle comunità neocatecumenali della diocesi di Roma e altrove, perché quell'esempio potrà essere seguito da tanti vescovi.

Nel punto "a)" precisa il Triduo pasquale si celebra in parrocchia, più precisamente «nelle chiese parrocchiali» (poiché una "parrocchia" talvolta ha a disposizione più chiese, oratori, rettorie) e che eventuali permessi dati in precedenza sono «revocati tutti».

Nel punto "b)" richiede di «evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia "chiusa": questo apparirebbe in aperto contrasto con il "senso della Chiesa"...».
La Veglia si celebra in parrocchia, non nelle comunità neocatecumenali in qualche saletta o rettoria. In particolare «Non è ammissibile la doppia celebrazione del Triduo pasquale, o di parte di esso, all'interno della stessa comunità parrocchiale, se non per ragioni pastorali comprovate».

Capito, fratelli del Cammino? Questa norma si applica proprio alla vostra abitudine di celebrare separatamente.
Il punto "c)" pure è inteso ad evitare che il Battesimo nella Veglia diventi una celebrazione privatistica ad uso e consumo di una comunità particolare.

Nel punto "d)" parla delle liturgie penitenziali ma nel quadro della vita della parrocchia, non come soluzione ad hoc per un gruppo particolare. In altre parole, non c'è bisogno della penitenziale neocatecumenale, il Cammino può benissimo indicare ai fratelli delle comunità di partecipare a quelle della parrocchia, e i sacerdoti del Cammino possono benissimo mettersi «a disposizione delle parrocchie» a tale scopo.

Nel punto "e)" ci sono raccomandazioni per le comunità religiose maschili e femminili e quelle che comunque «hanno una chiesa o un oratorio pubblico nel territorio parrocchiale».

C'è quindi il punto "f)" che è quello che i kikos ipocritamente tenteranno di sfruttare: i movimenti ecclesiali, «col permesso del Parroco», e nell'impossibilità di «stimolare la Parrocchia» nonostante le tante esortazioni (e la revoca di tutti i permessi dati in precedenza), potrebbero celebrare la Veglia pasquale con la loro comunità (attenzione: la Veglia pasquale, non l'intero Triduo).
Ora, il motivo per cui il Cammino pretende di celebrare "veglie separate" è che è separato dalla Chiesa.

Ciò che il punto "f)" consente, va letto alla luce di tutti gli altri punti del documento. A cominciare dall'«evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari». Non basta avere uno "Statuto approvato" e un "permesso del parroco" (che magari è un parroco neocatekiko che ha avuto ordini perentori dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, oppure un parroco adeguatamente «oliato»).

Il punto "f)" esorta più volte al favorire la parrocchia. Vogliamo scommettere che tutti i kikos si sentiranno in diritto e in dovere di fare le "veglie pasquali kikiane separate"? (o addirittura negli alberghi)
Il punto "g)" ricorda che la Veglia pasquale deve «terminare prima dell'alba della domenica». Ciò colpisce sia certi soggetti frettolosi che celebrano all'imbrunire o anche prima, sia i neocatecumenali che trattengono i fratelli delle comunità fino all'alba e anche oltre.
Non tutti i fedeli hanno la salute per una liturgia che dura tutta la notte. La Chiesa non impone fantozziane maratone del sacro. I neocatecumenali che si vantano di aver fatto celebrazioni lunghissime e veglie interminabili, «hanno già ricevuto la loro ricompensa» (cfr. Mt 6,2ss).

Aggiungiamo alcune considerazioni da Mav:
Intanto consideriamo che queste disposizioni non vengono da una diocesi periferica, lontana da Pietro, e quindi classificabile come una iniziativa "privata" al solo scopo di combatterla e/o ignorarla. Questa volta tali disposizioni, stra argomentate, provengono dalla Diocesi di Roma, non solo ma la lettera di accompagnamento è a firma del Vicario, in pratica è come se fosse firmata direttamente dal Papa, e questo è una novità che pesa eccome. 
Tornando nel merito del punto "f" esso in effetti pare offrire il fianco ad una scappatoia, ma a leggerlo bene rappresenta una limitazione fortissima. Per iniziare il luogo della celebrazione DEVE essere "idoneo all'esercizio del Culto Divino" e questo potrebbe essere di "facile" realizzazione nel Urbe, ma in ogni caso ESCLUDE alberghi e/o saloni, in quanto espressamente citate Chiese non Parrocchiali, al massimo si potrebbe usare un salone di un oratorio, ma si incorrerebbe nel punto "d" e quindi sarà interessante vedere come si organizzano.
Come seconda considerazione ci metterei anche il "benestare" del Parroco, che SOLO nel caso di un Parroco Neocatecumenale è di facile attuazione, TUTTI gli altri hanno ora uno strumento per NEGARE le pretese delle comunità. 
Ultimo ma non ultimo il punto "f" è un clamoroso boomerang, infatti la disposizione fa riferimento a realtà ecclesiali "che per statuto" ritengano etc, peccato che proprio lo Statuto del Cammino (art. 12) parla di "stimolare la Parrocchia ad una celebrazione più ricca della Veglia Pasquale" e non di andare via. 
Concludendo, in gergo legale, questa si chiamerebbe una "sentenza" che fa giurisprudenza, è una disposizione che produrrà a valanga disposizioni simili in altre diocesi, e rafforzerà altre che già negli anni scorsi si sono espresse allo stesso modo.

La cosa devastante sarà che Kiko e/o Gennarini venderà il punto "f" come una vittoria, "animo fratelli vedete come ci ama la Chiesa, solo a noi è concessa la Veglia di Pasqua separatamente, la Santa Sede ci approva"

74 commenti:

  1. La veglia tutti in parrocchia sarà animata dalle comunità.
    Tutto cambia per rimanere tutti come prima.

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  2. Io ritengo che sia molto importante evidenziare il collegamento che i Vescovi hanno voluto inserire tra il punto "c" e il punto "f" di questa Nota pastorale della Diocesi di Roma:

    c) È pastoralmente opportuno che il Battesimo sia conferito solo nella Veglia celebrata in Parrocchia o dove il Parroco presiede con la sua comunità parrocchiale.

    f) [...] celebrare la Veglia Pasquale con la loro comunità, possono farlo con il permesso del Parroco [...] tuttavia è preferibile, se possibile, la celebrazione in Parrocchia e altresì quanto esposto al punto c).
    [...] Là dove l'aiuto di tali movimenti potrà stimolare la Parrocchia a una partecipazione più ricca della Veglia pasquale il Parroco, in conformità a quanto qui precisato, coinvolga i responsabili dei movimenti tenendo sempre presente l'unità della Comunità parrocchiale.


    Ricordiamoci che nello Statuto del Cammino c'è scritto:

    Art. 5 § 1. Il Neocatecumenato è uno strumento al servizio dei Vescovi.

    Art. 6 § 1. Il Neocatecumenato, in quanto itinerario di riscoperta dell’iniziazione cristiana, è attuato di norma nella parrocchia, "ambito ordinario dove si nasce e si cresce nella fede", luogo privilegiato in cui la Chiesa, madre e maestra, genera nel fonte battesimale i figli di Dio e li “gesta” alla vita nuova.

    Art. 6 § 3. Il Cammino Neocatecumenale mirerà a promuovere nei suoi destinatari un maturo senso di appartenenza alla parrocchia e a suscitare rapporti di profonda comunione e collaborazione con tutti i fedeli e con le altre componenti della comunità parrocchiale.

    Art. 12 § 3. In questo modo il Neocatecumenato stimolerà la Parrocchia ad una celebrazione più ricca della Veglia pasquale.


    Insomma, parafrasando una frase del filosofo e scienziato Blaise Pascal concluderei dicendo: "hanno messo abbastanza luce per chi vuole vedere, ma hanno anche lasciato abbastanza ombre per chi non vuole vedere".

    Annalisa

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    1. Il Vicariato è sempre stato famoso -purtroppo- per essere un buco nero di denunce al Cammino.

      Ora, o il clero non kikizzato si è stufato (sia lode al Signore!) e quindi il documento costituirà la base per rendere pubblica e misurabile la loro furberia, oppure quel documento pur lasciando "sufficienti ombre per chi non vuol vedere" è solo un ulteriore giro di vite - non certo l'ultimo, non certo il meno significativo - di una strategia di normalizzazione che è più a lungo termine (e che perciò a noialtri sfugge): quel punto "f)" non è inteso a scardinare il resto del documento, tant'è che raccomanda, esorta, insiste.

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  3. Migreranno e si raduneranno tutti in una parrocchia il cui parroco li soddisfa al capo f), e da lì se ne andranno tutti insieme in un grande albergo di lusso, a fare i perseguitati.
    Nessuna direttiva può obbligarli a scegliere in quale chiesa seguire la Veglia Pasquale.
    Oppure disobbediranno alla direttiva, ma con il benestare silenzioso del parroco del luogo, Don Abbondio.

    In entrambi i casi è un bene che questa direttiva sia ben nota a tutti i tipi di parrocchiani, in modo che qualunque cosa essi faranno, ma come anche altri gruppi, perché no, la suddetta cosa si sappia in Diocesi,
    visto che la parola d'ordine è "Unità". Se è intorno a Nostro Signore, ci va bene anche l'Unità.

    Oppure finalmente "torneranno in parrocchia", come promesso all'inizio del Cammino. Torneranno imponendo le loro modalità del tutto o in parte dove il parroco li lascerà animare, così finalmente li conoscerà anche chi va a Messa solo a Pasqua.

    Oppure finalmente torneranno in parrocchia e basta, e facciamo il tifo per questo.

    IGDDA

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    1. Il bello di quel documento è che se i kikos di una parrocchia non sono numericamente e pastoralmente irrilevanti, la loro assenza verrà notata.

      E se dopo Pasqua, in consiglio presbiterale, qualcuno solleva la questione dicendo che "stranamente" alla Veglia il 30% (o più) dei kikos era assente, a causa di questo documento non può più essere azzittito.

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  4. Scusate, ma mi sembrano solo inutili chiacchiere. Il via libera ai neocat di farsi i fatti loro è fin troppo esplicito.

    ”I movimenti ecclesiali che per Statuto approvato dall’Autorità ecclesiastica ritengano utile per il loro cammino formativo e catechetico, oppure in caso di un’assemblea troppo numerosa, celebrare la Veglia Pasquale con la loro comunità, possono farlo con il permesso del Parroco…”.

    Sono i "movimenti ecclesiali" che giudicano se è "utile" starsene per conto proprio. Punto. Quale parroco, che si ritrova o ha voluto le comunità, dirà mai loro di no?

    Se almeno la decisione sull'utilità l'avessero demandata direttamente ai parroci. Macché! I neocat decidono, e i parroci abbozzano.

    Niente di nuovo, come al solito.

    Del resto che aspettarsi da alti prelati che non aprono bocca di fronte agli esorciccismi, alle eresie e quant'altro strillato pubblicamente dall'ometto.

    Pecunia non olet.

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  5. Mi sembrano particolarmente importanti tre conseguenze di quel documento:

    1) il Triduo si fa in parrocchia (sono «revocati tutti» i permessi dati in precedenza) e senza spezzettamenti furbeschi;

    2) se il parroco non è "oliabile" dal Cammino, non hanno scampo: si fa tutto in parrocchia inclusa la Veglia, e se decine di kikos spariscono per il Triduo o anche solo per la Veglia Pasquale, la loro disubbidienza verrà notata e segnalata al Vicariato;

    3) se il parroco è "oliabile" o addirittura è un presbikiko, deve comunque avere grossi e validi motivi per concedere il permesso a dispetto di tutte le esortazioni (dello stesso punto "f)" del documento) e di tutte le indicazioni (di non spezzettare, ecc.): se a dare tale "permesso per la Veglia separata" fosse la maggioranza dei parrokikos o addirittura la totalità, sarebbe plateale la loro comoda furberia e il loro spirito di disubbidienza (e finalmente in Vicariato si accorgerebbero che un presbikiko ritiene di esistere solo per servire Kiko, e che pertanto non è adatto a essere parroco).

    Per i kikos la combinazione più fortunata può essere solo quella di "grossa parrocchia con presenza irrilevante del Cammino e parroco almeno distratto": in tal caso, se venti persone "vanno in albergo" a fare la Veglia separata, e la parrocchia conta migliaia di fedeli e nessun kikos era il tipico topo di sagrestia o autoimpegnato nel coro e altri servizi parrocchiali, allora forse nessuno ci farà caso e nessuno li denuncerà al Vicariato.

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    1. In Vicariato ormai hanno capito che i kikos mentendo dicono (e diranno): «abbiamo il permesso, abbiamo lo Statuto» per giustificare ogni loro iniziativa.

      Questo documento fa finalmente ben sperare in un cambio di rotta. I kikos "costretti" a partecipare in parrocchia come i "cristiani della domenica" si accorgeranno che questi ultimi la fede la vivono anche meglio del Cammino, e senza tutti gli obblighi neocatecumenali (dall'incenso all'idolo Kiko al pagamento di Decime e collette). Un altro passo in avanti per erodere il Cammino dal suo interno.

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    2. Essendo ignorante in materia, vorrei fare una domanda: cosa succederà se i kikos ignoreranno queste disposizioni? Quali provvedimenti potrebbe prendere la Santa Sede nei loro confronti?

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  6. E intanto,come ogni anno, si fanno l'annuncio di quaresima separati. Quello del Papa non basta, anzi non serve.

    http://kairosterzomillennio.blogspot.com/2019/03/kiko-arguello-anuncio-de-cuaresma-2019-1.html?m=1

    Frilù

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    1. Il presbikiko Valente stavolta ha pubblicato il testo preso da Facebook, battendo così sul tempo - per poche ore - Crux Sancta (vedi qui sotto).

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  7. Crux Sancta ha già pubblicato ieri sera il testo del cosiddetto "Annuncio di Quaresima" tenuto da Kiko in una parrocchia di Madrid domenica scorsa (perbacco, le "talpe" che dall'interno del Cammino mandano su internet i sacri testi kikiani sono sempre più numerose ed efficienti...).

    Nota filologica: "tostón" lo tradurremmo con "spottone pubblicitario", se non fosse che l'accrescitivo di "spot" non sembra abbastanza derisorio come "tostón". Per questo lo tradurremo "tostone".

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  8. Riprendiamo da dove abbiamo finito ieri.
    Intanto consideriamo che queste disposizioni non vengono da una diocesi periferica, lontana da Pietro, e quindi classificabile come una iniziativa "privata" al solo scopo di combatterla e/o ignorarla. Questa volta tali disposizioni, stra argomentate, provengono dalla Diocesi di Roma, non solo ma la lettera di accompagnamento è a firma del Vicario, in pratica è come se fosse firmata direttamente dal Papa, e questo è una novità che pesa eccome.
    Tornando nel merito del punto "f" esso in effetti pare offrire il fianco ad una scappatoia, ma a leggerlo bene rappresenta una limitazione fortissima. Per iniziare il luogo della celebrazione DEVE essere "idoneo all'esercizio del Culto Divino" e questo potrebbe essere di "facile" realizzazione nel Urbe, ma in ogni caso ESCLUDE alberghi e/o saloni, in quanto espressamente citate Chiese non Parrocchiali, al massimo si potrebbe usare un salone di un oratorio, ma si incorrerebbe nel punto "d" e quindi sarà interessante vedere come si organizzano. Come seconda considerazione ci metterei anche il "benestare" del Parroco, che SOLO nel caso di un Parroco cnc è di facile attuazione, TUTTI gli altri hanno ora uno strumento per NEGARE le pretese delle comunità. Ultimo ma non ultimo il punto "f" è un clamoroso boomerang, infatti la disposizione fa riferimento a realtà ecclesiali "che per statuto" ritengano etc, peccato che proprio lo statuto ( art. 12 ) parla di "stimolare la Parrocchia ad una celebrazione più ricca della Veglia Pasquale" e non di andare via.
    Concludendo, in gergo legale, questa si chiamerebbe una "sentenza" che fa giurisprudenza, è una disposizione che produrrà a valanga disposizioni simili in altre diocesi, e rafforzerà altre che già negli anni scorsi si sono espresse allo stesso modo.
    La cosa devastante sarà che Kiko e/o Gennarini venderà il punto "f" come una vittoria, "animo fratelli vedete come ci ama la Chiesa, solo a noi è concessa la Veglia di Pasqua separatamente, la Santa Sede ci approva"

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  9. Il documento è molto interessante, al di là delle disposizioni che ha dato e che verranno bellamente disattese dai disobbedienti neocatecumenali.
    In particolar modo è fortissimo il richiamo al riconoscimento della parrocchia come il nucleo in cui si riconosce e si identifica la Chiesa, guidata dal parroco in rappresentanza del Vescovo: essa è la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie (Christifideles laci), non è una mera struttura amministrativa o territoriale, ma la famiglia di Dio, ed è comunità eucaristica, cioè una comunità idonea a celebrare l'Eucaristia.
    Quindi, che fine fanno tutti i concetti inculcati nei neocatecumenali? I "noi siamo la Chiesa", "noi celebriamo la Pasqua"? Questo documento dice chiaramente loro: voi non siete comunità eucaristica, non siete Chiesa, se anche, per la vostra noiosità, vi verrà concesso di celebrare la "vostra" Pasqua, non in un salone d'albergo ma in una chiesa consacrata non parrocchiale, quella celebrazione avrà senso solo perché vista come parte della Veglia parrocchiale, che è la vera ed unica comunità eucaristica.

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    1. Concordo in pieno, se vuoi possiamo aggiungerci che quel documento mette già le mani avanti ai "deliri" di "usciamo dalle parrocchie". Stanno stringendo il cerchio sempre più "costringendo" Kiko a fare una scelta netta o dentro o fuori, e questo prima della sua morte. Lo reputo un documento molto importante, sul quale saranno obbligati a confrontarsi. In ogni caso è un documento pubblico al quale già alcuni media ( anche se di nicchia ) hanno dato risalto, non possono fare finta che non esista, infatti già ne parlano.
      Per dirla con una battuta questo documento è come "battere l'erba per spaventare i serpenti"

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    2. Quella di Nicola sulle sanzioni è una bella domanda, perché ci saranno sicuramente delle disobbedienze e dalle sanzioni si vede anche a cosa tiene chi ha stabilito le regole e a cosa no.

      Anche io come Tripudio credo che questo documento sia solo il primo passo di una strategia già prefigurata e pre strutturata, e scommetterei che c’è dell’altro a venire, che prevede anche l’ipotesi niente affatto remota della disobbedienza. Adesso sta ai neocatecumenali, muovere.

      È anche vero che non scomunicano e non sanzionano più nessuno per eresia dottrinale, e tantomeno per plagio religioso di persone o per delitti penali commessi in nome di Dio, ma solo per aperta opposizione contro i vertici e contro le loro direttive ideologiche, altrimenti gli iniziatori del cammino sarebbero stati scomunicati nello scorso millennio.

      Secondo me il rischio brutto è, come hanno detto anche altri, che, in nome dell’unità parrocchiale, le parrocchie stesse saranno obbligate a sopportare il tavolone ortofrutticolo al posto dell’altare (che già è stato tolto) e il resto delle altre usanze neok. Se poi faranno addirittura scappare i rimanenti parrocchiani, invece stiamo pur sicuri che non ci saranno sanzioni.

      Bisognerebbe sapere qual è lo scopo finale di tutta l’operazione, e sarebbe bello se fosse come dicono Valentina e Mav. Speriamo che invece non vogliano un ibrido neocatecumenalizzato, purché unitario, fregandosene di dottrina e Sacramenti, approfittandosi del fatto che nessuno sa più niente di catechismo, dottrina, liturgia e non è quindi in grado di riconoscere le eresie. Vedremo.

      Anonimus

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    3. Mi mette un po' pensiero l'eventuale reintegrazione del cammino, alcuni nc della mia parrocchia sono talmente convinti della giustezza e della superiorità dei loro metodi da risultare letteralmente psicopatici spirituali.
      Gente così fa solo danni e lo dico con cognizione di causa perché uno di questi, messo come catechista per i ragazzini della terza media, prima li ha quasi terrorizzati con la classica felicità neocatecumenale, poi è riuscito ad allontanarli finché il parroco, pressato dai genitori, non ha deciso di rimuoverlo.
      Se questa lettera è il primo passo verso il reinserimento del cammino, dobbiamo essere consapevoli che molti di loro torneranno da conquistatori e non al servizio della parrocchia. A maggior ragione bisognerà pregare per il bene della Chiesa Cattolica, tenersi stretto il Catechismo, finché è quello corretto e vigilare sulle nostre parrocchie.

      Vi leggo molto spesso anche se non ho mai commentato ma ci tengo a ringraziarvi per il preziosissimo e davvero caritatevole lavoro che state svolgendo da tanti anni.

      Velia

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    4. Condivido le preoccupazioni di Velia per un'eventuale "ricaduta" dei Neocatecumenali in parrocchia, perché, sebbene li tartassiamo facendo notare loro che non sono abbastanza presenti, bisogna riconoscere che il solo pensiero di ritrovarseli in mezzo ai piedi in tutte le occasioni, con la loro triste felicità e la loro onniscienza e superbia spirituale, sarebbe una catastrofe epocale per molte parrocchie.

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  10. Secondo me c'è qualcosa di peggio della "Veglia separata" ed è la "Veglia imposta".

    Anche se riconosco che la lettera dei Vescovi è segno - forse - che qualche ecclesiastico di buona volontà ha mosso delle obiezioni, non penso che cambierà qlcsa per quelle parrocchie che sono completamente "gestite" dai NC.

    Infatti formalmente la rispettano già la lettera, poiché celebrano in parrocchia e aperti a tutti , ma di fatto non raggiungono per niente l'intento espresso dai vescovi:

    " che tutti possano fare una matura e autentica esperienza di Chiesa ".

    Qua da me, quando in 1 parrocchia c'erano i NC (non come 'padroni' assoluti, perché era presente numeroso anche 1 altro movimento) il triduo era così:
    -giovedì santo, ogni comunità NC 'celebrava' la lavanda dei piedi dopo la Messa in cena domini della parrocchia;
    -venerdì santo, ogni comunità NC faceva l'adorazione della Croce dopo la celebrazione della parrocchia;
    -la Veglia Pasquale era invece completo appannaggio dei NC .. tutti gli altri parrocchiani dovevano solo adattarsi, armarsi di pazienza e godere di ottima salute per sopportare i tempi lunghi oltre il ragionevole, l'essere obbligati ad ascoltare fatti personali altrui alle 'risonanze' e in 'risposta ai bambini', implorare la grazia di 1 istante di raccoglimento in mezzo al RUMORE di canti urlati e di 1 eccesso di strumenti (pure lo shofar ebraico c'era!), alla baraonda di battimani al momento dei Battesimi, ai passeggiamenti attraverso la navata allo scambio della pace ..

    alla confusione al momento della Comunione, con l'accolito che spiegava di stare seduti al proprio posto perché sarebbe passato qualcuno a distribuirla sotto forma di pane azzimo e successivamente anche il Calice .. e chi invece voleva riceverLa sotto forma di Particola doveva aspettare e andare dopo in processione nel modo normale .. (giustamente non si poteva evitare il parlottare di persone che erano lì per la prima volta: "non ho capito, cosa dobbiamo fare?").

    In sintesi, l'unica autentica esperienza che si fa, in una Veglia di questo genere, è quella del FRASTUONO ..
    Apoco a poco mi diventò insopportabile questo frastuono .. senz'altro era sempre uguale tutti gli anni, ma io lo sentivo ogni anno più rumoroso e dispersivo e mi chiedevo: che c'entra?
    Che c'entra con l'unione a Gesù Risorto? Dove Sei Signore? Sei nel rumore, nei bei vestiti costosi sfoggiati per l'occasione, nei sorrisi (o risa sguaiate) a tutti i costi nonostante la stanchezza per l'ora tarda e la debolezza per 2gg di digiuno? Sei nelle frasi fatte che è d'obbligo scambiarsi ulteriormente alla fine? " Cristo è risorto " e guai a rispondere 'Buona Pasqua' o 'Auguri a te' , la risposta "canonica NC" deve essere: " è veramente risorto " . Dove sei Signore, se pure il Tabernacolo è coperto da enormi pannelli che Ti raffigurano, con dubbio gusto, attraverso i dipinti di questo personaggio, Kiko, ideatore di tutto questo frastuono?

    La logica conseguenza di ciò è che ad allontanarsi da una tale Veglia sono i parrocchiani .. quindi non hanno bisogno i NC di affittare gli alberghi, hanno la chiesa parrocchiale a loro completa disposizione.

    Ecco che, in ogni caso, l'auspicio della lettera è completamente disatteso .. d'altra parte quando parlando di Cose Sante, chi ha autorità usa 1 linguaggio "troppo diplomatico" , più adatto alla politica che a Gesù, non può che suscitare fariseismo da parte di chi non è in buona fede: quello che faranno, per l'n-esima volta, i NC sarà di "rispettare la lettera" per "disobbedire allo Spirito".

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  11. "rispettare la lettera" per "disobbedire allo Spirito"
    Già, è proprio questo il problema, hanno uno "spirito proprio" e non uno "Spirito Ecclesiale". Assomigliano sempre più ai Farisei che tanto bistrattano.

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  12. I neocatecumenali fanno come gli pare perché gli viene permesso.
    Dove il Vescovo e il parroco giocano secondo le regole della Chiesa i neocatecumenali abbassano la cresta.
    Specialmente in questo momento,con le nuove leve che scarseggiano e il malcontento delle comunità che aumenta.
    Ho assistito a comportamenti tolleranti dei catechisti verso gli adepti neocatecumenali che non hanno precedenti.
    Qualche anno fà andavano giù pesante sulle persone, oggi si sono ammorbititi e saranno sempre più morbidi.
    Le cose stanno cambiando ed è giusto che sia così.
    Le maggiori informazioni sul cammino amplifica gli effetti sulla crisi del cammino e ammorbidisce le pretese dei catechisti.
    Oggi per un camminante é possibile battezzare il proprio figlio anche fuori dalla messa di Pasqua, qualche anno fà era inammissibile.
    Oggi si può arrivare alle convivenze sabato mattina invece del venerdì sera.
    Oggi puoi spostare il giorno della testimonianza nelle case durante la traditio, mentre prima era categorico farlo quando dicevano i catechisti.
    Dove il cammino non ha l'esclusiva, i catechisti filano dritti.
    Dove il parroco fa il parroco il cammino si adegua e si allinea.
    Quando affronti a viso aperto certi personaggi del cammino poi ti rispettano e fanno buon viso a cattivo gioco.
    Pultroppo per affrontarli devi essere disposto anche ad uscire dal cammino e questa cosa loro la capiscono.
    Capiscono che non possono ricattarti con lo spauracchio delle bocciature ai passaggi e alla fine cedono, cercando di non perdere la faccia ma cedono.
    Mi sono preso belle soddisfazioni prima di uscire dal cammino,peccato che ero troppo arrabbiato per gustarmele come avrei dovuto.
    Mi hanno umiliato ma li ho fatti arrabbiare di brutto ed hanno abbassato la maschera e si sono rivelati per quello che sono veramente.
    Io quando li incontro non abbasso lo sguardo, qualche volta sono loro a cambiare strada o a fare finta di non vedermi e questa cosa mi da una grande soddisfazione personale.
    Stanno alla frutta e sinceramente penso che è quello che si meritano.
    Mi spiace per le persone in buona fede ma come dice spesso Michela: ci saranno ancora gli ingenui nel cammino o fanno solo i finti tonti?
    Oggi se uno vuole informarsi come ho fatto io per due anni si può fare.
    Gli strumenti ci sono basta volerli usare.
    LUCA



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    1. "Dove il parroco o il Vescovo giocano con le regole della Chiesa i neocatecumenali abbassano la cresta". Peccato che nel 2008 BXVI approvò il Cammino Neocatecumenale e quindi un Vescovo che toglie alcune pratiche del Cammino disubbidisce al suo superiore ed alle regole della Chiesa come dici tu. Arpas

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    2. Ohibò, ma allora il primo a contravvenire a questa "regola aurea" è stato proprio il pontefice regnante, papa Francesco, che disse, il primo febbraio 2014: «a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe». Come la mettiamo?

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    3. @LUCA:

      Infatti. Il CNC non ha più la forza di imporre le cose come una volta: da quando l'emorragia di membri è iniziata, gli ex membri hanno iniziato a farsi sentire sempre di più, tramite internet. E sono sempre di più quelli che leggono le loro testimonianze, trovano riscontro in ciò che succede nella loro comunità, e prendono coraggio per uscire. E, come hai detto tu, i catechisti lo sanno: se una volta il giochetto di minacciare le fiamme eterne in caso di fuga funzionava, adesso sanno che il rischio che i membri escano è molto più concreto, e quindi devono abbassare le richieste, e fare più concessioni.

      @Arpas
      Del CNC è stato approvato lo Statuto, ma vi sono state apportate numerose correzioni che il CNC non ha seguito. Il CNC continua tutt'ora a ignorare le prescrizioni che la Chiesa e i Pontefici gli hanno più volte ricordato (due esempi tra tutti: come si riceve l'Eucaristia e il concetto di "paternità e maternità responsabili").
      Il fatto che il CNC sia "accettato" dalla Chiesa non obbliga i parroci a sottostare a certe richieste del Cammino che la Santa Sede in primis ha definito illegittime.

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    4. @Arpas
      Stai sul pezzo, il post è molto circostanziato su un documento promosso dal Papa, di cosa stai farfugliando.
      Per TUA chiarezza, nel 2008 il Papa ha ratificato lo Statuto, peccato che nello statuto non ci sia una riga sulla cosiddetta "Veglia Neocatecumenale" ,
      perchè ti ricordo che così la chiamate, per distinguerla dalla "semplice" Veglia Pasquale. NON ESISTE nessun libro liturgico che regolamenti tale "invenzione" il Messale contempla esclusivamente UNA e UNA SOLA Veglia.
      Per quanto riguarda il Vescovo "faraone" come citi tu, ti invito a rileggerti bene il pensiero di GPII citato all'inizio del art 2 dello statuto, è in quel contesto che devi leggere:' secondo "le linee proposte dagli iniziatori" ' Per tua sfortuna ho ancora una buona memoria per ricordarti che il buon Kiko disse in più occasioni che questo voleva dire che "i vescovi debbono obbedire a noi" a lui solo questo interessa. I fatti dimostrano che incassato quello che lui ritiene un assegno in bianco non ascolta più neanche il Papa in persona quando "contraddice" o meglio mette i puntini sulle "i". Io ero presente quando con un gesto di stizza, che se lo fai in un campo di calcio ti mandano a fare la doccia in anticipo, si lamentava che non ci fosse la sua iniziazione cristiana in ogni parrocchia.
      Ti saluto dicendoti un'ultima cosa, PRIMA di pretendere obbedienza da qualcuno bisogna essere in grado di obbedire. Altrimenti è solo fuffa.

      n.b.
      Nel 2005 venne emanata la direttiva di BXVI tramite Arinze, nella quale erano previsti massimo due anni per "allinearsi". La risposta del cnc è stata per due anni continuiamo a fare come ci pare. Se si fossero allineati all'istante, per poi continuare un dialogo nelle sedi opportune e magari scoprire che obbedire non avrebbe distrutto il cnc. Ci sono "dettagli" che il cnc non è disposto a modificare per nessuna ragione al mondo, mentre si pretende che CHIUNQUE altro DEBBA rinunciare ai propri in favore di questi. Abbi pazienza il discorso stride e stride parecchio.

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    5. Sempre riguardo all'approvazione dello Statuto: risulta che il versamento delle decime sia previsto da questo famigerato Statuto? Perché se non lo è, c'è poco da dire sulla "approvazione" del CNC, quando quest'ultimo mette in atto pratiche vietate oppure che non sono state visionate dalla Santa Sede.

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    6. la decima è citata nel direttorio ( secondo scritinio )che fa parte integrante dello statuto

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    7. Il Direttorio, come da decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, è stato approvato come "sussidio valido e vincolante per le catechesi del Cammino Neocatecumenale", e non certo per normarne aspetti organizzativi e strutturali.
      Quindi, se lo Statuto non prevede la decima, la richiesta della decima è un abuso, anche fosse citata nel mai pubblicato Direttorio.

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    8. I cosiddetti "catechisti" vi hanno detto che la Decima sarebbe per i poveri, però non vi hanno mai rendicontato il modo in cui viene usata.

      Ed infatti a loro non conviene rendicontare, perché quando smetteranno di usarla "per i poveri", compiranno porcherie tali da indurre qualsiasi fratello a rifiutare di pagarla.

      La "decima", comunque, non è citata in nessun decreto, e non è contemplata dallo Statuto del Cammino. Perciò non siete tenuti a pagarla, e loro non hanno il diritto di chiederla.

      La "decima" non è una "libertà che ci dona Nostro Signore". Non affastellare paroloni pomposi senza nemmeno capirne il significato: potrai incantare i fratelli di comunità, ma non i liberi figli di Dio.

      bSignore ci ha donato la libertà, non la "decima". Se la "decima" è compatibile con la libertà, allora si può versare anche in opere di carità che non c'entrano nulla col Cammino. Per esempio ad un monastero di clausura in cui non c'è nessuno del Cammino. Nostro Signore vedrà l'opera buona e avrai costituito un tesoro in cielo. Invece i cosiddetti "responsabili" e cosiddetti "catechisti" noteranno l'ammanco di cassa e te la faranno pagare cara. Provare per credere. A loro non interessa che tu compia opere buone per il Signore. A loro interessa che tu paghi senza chiedere conto di che fine faranno i tuoi soldi.

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  13. Per me non c'è proprio niente da esultare ha pienamente ragione apostata!! il documento da' fin troppo sfacciatamente pieno permesso ai NC di fare come gli pare, senza nemmeno doverlo manipolare (anzi, il solo fatto che siamo noi ad aver bisogno di "interpretarlo" per ricondurre l'eccezione alla regola è ridicolo, se avessero voluto potevano serenamente e incontrovertibilmente vietare ogni tipo di veglia privata, senza prevedere assurde eccezioni perfettamente disegnate su misura!! non ci vedo proprio nessuna stangata, anzi di fatto questo documento è il primo lasciapassare ufficiale della veglia di pasqua separata NC, un enorme passo falso della diocesi che si è data per l'ennesima volta la zappa sui piedi, e una vittoria enorme per il cammino!!
    Ma d'altronde che c'era da aspettarsi da de Donatis, pure quando era parroco faceva cosí... un colpo al cerchio, uno alla botte.
    Siamo alle solite, la chiesa fa finta di combatterli ma segretamente gioca per loro... io non ci casco piú.

    Gregorio

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    1. Sono perfettamente d'accordo con te, è un agevolare le loro veglie. E dopo aver trovato questo è appoggiarli e dargli pieni poteri a tutto campo.

      https://www.lastampa.it/2019/02/16/vaticaninsider/dalla-quaresima-un-catecumenato-permanente-a-roma-per-i-futuri-sposi-Gpd2wmWC492DpMHct2oozH/pagina.html

      Frilù

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    2. rimane il fatto non da poco del
      NIENTE Battesimi
      NIENTE Alberghi
      NIENTE se il parroco non è d'accordo

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    3. Per merito di queste disposizioni del vicario del Papa nell'Urbe, ci sarà qualche bambino in meno che, un domani, non potrà indicare il fonte e la chiesa in cui è stato battezzato in quanto immerso in un bicchierone di plexiglass nella sala conferenze di qualche albergo.

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    4. Siamo a questo punto, che la Chiesa, come un organismo in bassa di energia, inizia a bruciare le riserve di grasso accumulate nei tessuti?

      Li vogliono veramente trapiantare definitivamente nelle parrocchie, servendosi delle loro stesse promesse iniziali? Decime comprese, si intende.

      Anonimus

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    5. Da quello che conosco di loro - mi pare di vederli e sentirli! - vi dico che di tutto il Documento del Vicariato riporteranno solo quanto previsto al punto
      f) e lo riporteranno precisamente così:

      I MOVIMENTI ECCLESIALI CHE PER STATUTO APPROVATO DALL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA RITENGANO UTILE PER IL LORO CAMMINO FORMATIVO E CATECHETICO, OPPURE IN CASO DI UN'ASSEMBLEA TROPPO NUMEROSA, CELEBRARE LA VEGLIA PASQUALE CON LA PROPRIA COMUNITÀ, POSSONO FARLO.

      Altri hanno messo in evidenza la gravità di quel verbo RITENGANO come legittimazione del tanto amato da Kiko "autodiscernimento".
      Questo poi se lo mettiamo in relazione a quanto segue, CON IL PERMESSO DEL PARROCO, ditemi voi...ma che significa????
      Per me una cosa sola che è questa:

      Noi riteniamo utile - eccome! - per noi la Veglia Pasquale, conformemente al Documento, MA il Parroco - solito cattivone/faraone - NON CE LO PERMETTE.

      Ma dico io, perché non mettere tutto nelle mani del Parroco? Del suo discernimento? L'utilità o meno della Veglia Neocatecumenale???
      Non lo capisco.
      È Sempre la stessa storia ed io sono arcistufa!

      Ricopio di seguito il mio commento di ieri.
      Non ho altro da aggiungere salvo che facciamo bene sul Blog a sbattergli sul muso il senso vero delle disposizioni del Vicariato di Roma, sperando che chi deve aprire gli occhi li apra e ci aiuti nella battaglia per la verità che Kiko e compagni ogni santo giorno con strafottenza si mettono sotto i piedi per calpestarla insieme ai malcapitati fratelli supini, ignavi e complici.

      ..................

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    6. ..........................

      Per me nulla di nuovo sotto il sole e lo dico con grande amarezza. Il punto f) consente ancora una volta loro di ostentare la loro unicità nel panorama cattolico. Sono una cosa speciale e come tale non sottoposta alle regole uguali per tutti. Se l'intento del Vicariato di Roma era un altro ha fatto un bel buco nell'acqua e questo sempre per dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Non concludono niente di niente. Sapete che vi dico? Se parlano così ambiguamente e offrendo scappatoie MEGLIO SE SI STANNO ZITTI. Fanno meno danni.

      Pax

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    7. Magari invece li VOGLIONO proprio fare questi danni!

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  14. … capisco il pessimismo e la negatività che ognuno di noi che legge e partecipa al blog ha orami interiorizzato. Lo capisco perché abbiamo esaurito le munizioni, la capacità critica, il coraggio di sperare che qualcosa possa cambiare, stanchi di vederci presi in giro dalle gerarchie che appoggiano il cammino, stanchi di veder travisare tutto quello che va contro il cammino, stanchi di essere vessati, maltrattati in nome di dio kiko, stanchi di tutto questo….Ma in questo caso un po' di ottimismo non me lo toglie nessuno. Leggete il documento, ci sono cose che non potranno essere evitate, come il divieto assoluto di fare battesimi, l'obbligo di partecipare alla veglia pasquale parrocchiale scritto nero su bianco, al di la di concessioni. Prima era la normalità fare queste veglie, ora devono essere approvate e comunque trasgrediscono i punti precedenti! NO, questa volta voglio essere ottimista! NO, questa volta l'articolo è proprio CONTRO LA PRASSI DEL CAMMINO… chi altri fa queste pagliacciate???? Mi sembra di leggere nel titolo "Per i fratelli del cammino neocatecumenale". Esultiamo per una volta e aspettiamo di vedere cosa inventeranno i kikos. Questa volta dovranno uscire allo scoperto e trasgredire le regole. Per una volta!

    M.A.

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  15. La Chiesa è immagine di Dio: la Trinità,di Gesù Cristo, di Nostra Madre, e degli abitanti del Cielo. Parlo della Santa Chiesa. Per cui, dico la mia, è bene ciò che è stato scritto, la Chiesa non può imporre con la forza, levando la libertà dei suoi figli, salvo in casi particolari, ma penso che non ci troviamo, per il momento, in questi casi. Infatti nel documento vediamo tante frasi molto utili, che fanno capire tantissimo alcune cose: punto a: per compiere convenientemente ( ciò che conviene per la crescita spirituale, per l'armonia di tutti, per il bene di ciascuno e degli altri ecc, ecc), esperire in modo più profondo ( non superficiale), esortati ( non obbligati, ma invitati per il loro bene), Triduo nelle chiese parrocchiali ( dentro il luogo consacrato dal Vescovo); da sottoporre al giudizio del Vescovo (per cui obbedienza al Vescovo, che è il capo della Diocesi, per cui se siamo in comunione con lui, siamo in comunione con il Papa e la Chiesa, se il Vescovo dovesse dire di no, cioè no a gruppi che si volessero riunire in altro luogo, ecco che si è in aperta disobbedienza), sono revocati tutti i permessi dati in precedenza ( potrebbe esserci un Parroco che si sia stufato, al quale non scende la celebrazione diversa, per cui sente dentro di se che è bene celebrare in armonia, tutti insieme, che di fronte a questo documento, per cui di fronte all'autorizzazione apostolica, non dia il nulla osta per altre celebrazioni), un'autentica ragione pastorale ( per cui sono davanti a Dio come pastori, e davanti a Dio devono mettersi con la propria coscienza e discernere se sia il caso di fare e autorizzare, oppure di non fare e non autorizzare), è bene evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari ( per cui nessuno può imporre metodi, balletti, chitarre per tutta la notte, e altro), nessuna assemblea sia chiusa ( per cui se vado, entro dentro la chiesa, che è anche casa mia, non solo degli altri, dove controllano il prossimo [pensando di essere in casa propria, ovvero che appartiene a loro] e condivido con tutti la Veglia Pasquale, perchè Dio è Padre di tutti quanti i suoi figli, e Gesù ha dato la vita per tutti i suoi figli), aperto contrasto ( la natura della Chiesa è Amore e Accoglienza di tutti i suoi figli, non chiusura, imposizione, giudizi, controllo), non è ammissibile la doppia celebrazione, salvo per ragioni pastorali comprovate ( ritorna l'obbedienza di chi deve rispettare le regole, e la coscienza di chi deve dare l'autorizzazione), i movimenti ecclesiali che per Statuto... possono farlo con il permesso del Parroco ( deve essere il Parroco ad autorizzare, altrimenti non si può far nulla, per cui i catechisti non hanno nessun potere in questo ambito, per cui è evidente che chi decide è il Parroco), è preferibile, se possibile, la celebrazione in Parrocchia ( ovviamente il Parroco è esortato nella sua valutazione, è esortato a sciegliere l'unità di tutta la Parrocchia, non a far prevalere l'uso di un gruppo sugli altri).
    Credo, in conclusione, che la Diocesi di Roma,( parliamo di Roma, non di Montemicio, o Portobello, di ROMA) stia mettendo dei paletti ben precisi, ne colpendo qualche gruppo, ne colpendo altri, ma stanno mirando all'unità, UNO con CRISTO, la Chiesa è chiamata a condurre le sue pecore, per cui è chiamata a radunarle e a custodirle e portarle nell'Ovile Santo di Dio.

    Buona Quaresima a tutti da IPG.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  16. @Frilù

    anch'io sono d'accordo con voi, ogni ottimismo mi pare fuori luogo ..

    Cosa caspita è questo CATECUMENATO PERMANENTE per i fidanzati e gli sposi?
    Dalle parole del Papa non sono mai riuscita a capirlo .. È forse 1 giro di parole per agevolare l'attività delle "brave famiglie neocatecumenali?"

    Non basta fare 8 o 18 figli per essere bravo marito, brava moglie o bravi genitori e da questo segue che,
    per essere bravi preti (di ogni ordine e grado) non si dovrebbe DELEGARE la preparazione spirituale a degli "specialisti", ritenuti tali solo in base al NUMERO dei figli, se questo Convegno si basa proprio sulle famiglie neocatecumenali allora è la cosa più vergognosa di tutte, anche per il Papa! e per chiunque altro lo organizzi.

    Dall'articolo segnalato:

    " Non saremmo caduti in certe trappole se avessimo ricevuto prima un accompagnamento spirituale. Prevenire è meglio che curare», è il senso delle sollecitazioni rivolte alla diocesi di Roma da chi vive in situazioni familiari di divisione o conflittualità. "
    -----------
    Ah sì?
    Non sarei caduta nella trappola di 1 matrimonio sbagliato prima e di 1 separazione forzata poi, se NON FOSSI CADUTA NELLA TRAPPOLA DI ENTRARE NEL CAMMINO NEOCATECUNENALE che di SPIRITUALE NON HA NIENTE!

    Se la Chiesa NON vuole PREVENIRE la devastazione della PERSONA e, solo di CONSEGUENZA, della coppia, CHIUDENDO il CAMMINO NEOCATECUMENALE, ci sarà sempre PIÙ "da curare" ..

    CHI? Chi ha nella Chiesa la VOLONTÀ di farlo?

    SILENZIO

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    1. Limpida come sempre e incontestabile analisi che condivido in toto.

      Pax

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    2. Sono d'accordo, dalle parole dell'articolo (catecumeno permanente, kerygma) sembra proprio che il cn sia il protagonista di questa cosiddetta "formazione"... terribile. Ho sempre pensato che il cn facesse più danno alla famiglia che aiutarla. I figli sfornati come conigli, quasi fosse una gara a chi ne fa di più e in meno tempo (....tu a quanti sei? Io a sette in terra e tre in cielo [...poveri, poveri figli...]), gli sfoghi dei mariti verso le mogli e delle mogli verso i mariti di fronte a tutta la comunità durante le convivenze domenicali... una palese offesa alla dignità dell'altro coniuge e una ferita (che col tempo diventa insanabile) fatta alla sacralità del matrimonio.... terribile. Altro che amore! Questi non sanno proprio dove sta di casa l'amore. Infatti ci si sente ripetere in continuazione che il marito o la moglie è la croce.... Della concezione cristiana dell'amore NON C'E' NEMMENO L'OMBRA! Ma come si pensa che questi qui possano contribuire al benessere e alla crescita della famiglia? Io e mia moglie abbiamo praticamente smesso di litigare da quando abbiamo lasciato il cammino... ci siamo resi conto di quanto avesse letteralmente inquinato la nostra vita coniugale e del tutto appiattito quella spirituale. E di quanto tempo abbiamo sottratto ai figli..... il cammino a parole "aiuta" la famiglia, in realtà fa di tutto per renderla un inferno.... Probabilmente gli autonominati iniziatori in realtà odiano la famiglia, incapaci di amare non ne hanno avuta una loro e perciò neanche l'ombra di un figlio. Quindi non sanno minimamente cosa sia la famiglia. Avete notato che nel cammino non si parla mai, e dico MAI, di educazione dei figli? Neanche una catechesi, niente di niente di niente. E' chiaro: i figli basta metterli al mondo come conigli, a che serve educarli? Tanto ci pensa Dio... Poveri, poveri figli....

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  17. Il documento risolve a mio parere in anticipo le querelle di ogni anno nelle parrocchie a guida non neocatecumenale.
    Cioè un parroco che ha a cuore l'unità della propria parrocchia, sventolando questa circolare, può dire ai responsabili/catechisti del cammino: no, voi non celebrate nelle salette, non celebrate nella cripta, la Veglia parrocchiale deve essere unica.
    Senza questa lettera, chiunque avrebbe potuto obbiettare al parroco, come è successo negli anni scorsi, "ma noi, per statuto approvato, celebriamo nella piccola comunità, quindi, tanto più, questo deve valere per la Veglia ed anche per tutto il Triduo".
    Per quanto riguarda il punto f), non me ne intendo, ma credo che non possa essere impedito a nessun gruppo di fedeli di celebrare la Messa al di fuori del contesto parrocchiale, semplicemente questo articolo chiarisce:
    Che non è concessa la celebrazione frammentata per piccoli gruppi
    Che la celebrazione deve avvenire in una chiesa e non in albergo.
    Poi gli altri articoli chiariscono che comunque le altre celebrazioni del Triduo ed i battesimi vanno fatti in parrocchia e senza dubbio questa, per la concezione kikiana, è una grave menomazione. Certo che, nelle parrocchie romane fortemente neocatecumenalizzate già le celebrazioni pasquali in parrocchia sono tutte kiko-style, ma questo documento almeno dovrebbe impedire ad alcune comunità della stessa realtà parrocchiale di fare una Veglia parallela in cripta, saletta o albergo.

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    1. Esatto, e a mio modestissimo parere non mi sembra poca roba, anzi.

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    2. Non è poco, neppure secondo me.
      Praticamente l'intervento di De Donatis, sicuramente ispirato da Papa Francesco, è come l'intervento del medico assennato che, invece di combattere il virus con massicce dosi di antibiotico, compromettendo la salute dell'intero organismo, interviene invece con una terapia che rafforza le difese immunitarie.
      Dire che solo la parrocchia è comunità Eucaristica, vuol dire secondo me, che tutto ciò che si celebra in cammino può aver senso solo fintantoché è parrocchiale, il resto, avrà pure il suo valore formativo, se proprio si vuole, ma la Chiesa è solamente quella che si riunisce nelle parrocchie e si stringe, unita, attorno al Vescovo e ai parroci, pastori da lui scelti e inviati.
      Naturalmente, è solo un'applicazione del pensiero della Chiesa e della sua disciplina, ma per i kikos si tratta di una rivoluzione copernicana: non è la parrocchia l'organismo stantio e senza fede autentica, ma sono loro i tralci secchi.

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    3. "ma sono loro i tralci secchi"
      Si sono seccati proprio perchè il cammino, che in origine si diceva rivolto ala parrocchia e che in essa si sarebbe dovuto sciogliere, è rimasto chiuso in se stesso. E dove si sarebbe dovuto confrontare con altre realtà ha cercato di predominare ed omologare, in una parola AUTOREFERENZIALE. Si è soffocato da solo per le idee bislacche di Kiko, che anche se forse lo pensava già in origine, nei fatti si è rimangiato le direttive originali, come più volte ricordato anche da Pax. Per capirci, anche la sua idea bislacca di parrocchia come comunità di comunità, rimane divisa, ogni comunità DEVE essere autosufficiente, non esiste senso ecclesiale neanche tra le comunità. La dimostrazione è che parrocchie vicine con le comunità non lavorano MAI insieme.
      Mi sembra una vecchia storia modello "dividi et impera"

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  18. Per quanto riguarda la partenza, dalla prossima Quaresima, di iniziative di catecumenato permanente degli sposi, capisco e condivido la preoccupazione espressa da Frilù e da Roberta, soprattutto per la reazione da shock anafilattico che ormai ci danno certi termini (che però sono termini tradizionali della Chiesa, perché non dobbiamo strapparli alla "specialità" Neocatecumenale? Il Kerigma è l'annuncio di Cristo, ben diverso da quello di Kiko); però sentire parlare di "seminari con animatori, sacerdoti, coppie sposate di consolidata esperienza familiare ed esperti di discipline psicologiche" non mi fa pensare a interventi di impostazione neocatecumenale. L'esperienza del percorso dei Dieci Comandamenti ha credo dimostrato che le iniziative che non sono a stretto controllo neocatecumenale, si rivelano essere, alla lunga, un boomerang contro il Cammino.

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  19. Per quanto riguarda la decima ciò che è scritto nel volume del secondo scrutinio pagina 189 è: "Si va creando una comunione naturale, senza fare delle leggi, senza moralismi, senza che sia una cosa forzata. Sempre con grande libertà. In Israele era prescritto dare le primizie e le decime ai sacerdoti e ai leviti. Questo è passato alla Chiesa. È un comandamento della Santa Madre Chiesa raccolto nel catechismo: "Pagare decime e primizie alla Chiesa di Dio". F A L S O!!!
    Poi in fondo alla pagina del volume secondo scrutinio c'è una nota che rimanda al CCC n.1351 e al CIC n.222 che dicono: "I fedeli hanno l'obbligo di sovvenire alle necessità materiali della chiesa, CIASCUNO IN BASE ALLE PROPRIE POSSIBILITÀ." Ma purtroppo ciò che dice la Chiesa per loro non conta, conta solo ciò che dice Kiko.
    Ho provato a far presente questa cosa quando ero in cammino ma è stato inutile.

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    1. Per le necessità della Chiesa, dunque, non della comunità, o di chissà chi.... E il fatto che tutti i soldi siano gestiti dal solo responsabile senza alcun controllo è sbagliatissimo... E loro dicono che il responsabile ha la "grazia di stato"; piuttosto di garanzia di immunità si tratta.

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  20. «Spesso gli ex musulmani che hanno abbandonato l’islam per il cattolicesimo sono stati attratti dalle chiese».

    Allora non c'è problema per Kiko (che aveva "profetizzato" che appena un musulmano si sarebbe convertito al Cammino, Kiko sarebbe morto martire per mano dell'islam): la bruttura delle salette, così come la bruttura delle chiese neocatecumenalizzate, è a livelli inenarrabili.

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  21. Comunque i vostri commenti questa volta mi sembano inutili e poco costruttivi perchè la maggior parte delle comunità presenti in una parrocchia vivovno il tripode prima con la Comunità Parrocchiale che di solito inizia +/- alle 18,30 poi ci si riunisce verso le 21,00 nelle singole comunità per approfondire (e non sostituire) gli argomenti vissuti. Quindi obbedienza piena alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica. FreeBlogger

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    1. E già, piena obbedienza, e piena comunione. Infatti il Giovedì Santo mentre tutta la parrocchia si riunisce per l'adorazione, le comunità, ognuna per conto proprio, fanno la celebrazione della lavanda dei piedi. Il Venerdì Santo, sempre in comunione con tutta la parrocchia che fa la via crucis, loro si riuniscono per rifare esattamente la stessa celebrazione fatta in parrocchia un'ora prima, preghiere universali comprese, anche in assenza di presbitero ( le fa il responsabile ), l'unica cosa che manca è la distribuzione della Eucarestia.
      Sai che c'è, che leggendo qua e la queste celebrazioni sono in assoluta antitesi allo spirito del triduo. La liturgia del Giovedì è incentrata sulla istituzione della Eucarestia e non sulla lavanda dei piedi, tanto che si chiama "Messa in Cena Domini", la lavanda dei piedi è un segno non l'essenza, e per approfondire sarebbe moto più indicato unirsi alla adorazione, e se proprio la si vuole fare magari il mercoledì sarebbe decisamente più opportuno. Prova a proporla il mercoledì e vedi cosa succede. Il Venerdì è semplicemente un doppione che però è fatto alla maniera Kika e quindi sicuramente più efficace ( catechesi sulla croce gloriosa all'ambientale, canto strappalacrime dell' Elì etc. ). La Croce da adorare in parrochhia non è gloriosa? Se proprio pensi che sia necessaria una catechesi falla prima ( dopotutto c'è l'annuncio di Pasqua qualche giorno prima, perchè non approfittarne? ).

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    2. Purtroppo per voi, nella lettera del vicario del Papa per la diocesi di Roma, che siamo certi farà scuola per tutte le diocesi d'Italia, è scritto in neretto e sottolineata la seguente disposizione:
      Non è ammissibile la celebrazione del Triduo Pasquale o di parte di esso, all'interno della stessa comunità parrocchiale, se non per ragioni pastorali comprovate.
      A riprova del fatto che questa lettera è stata scritta pensando a voi, al vostro fariseismo ("ma noi ripetiamo per approfondire"...no, ragazzi miei, non è ammissibile, capite l'italiano?) e vi farà un gran bene obbedire, finalmente, alla Chiesa Apostolica Romana. E se ancora disobbedirete, sarà chiara e palese la vostra settarietà.

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    3. Scusate il refuso, che però mi dà il modo di ripetere il concetto:
      Non è ammissibile la DOPPIA celebrazione del Triduo Pasquale o di parte di esso, all'interno della stessa comunità parrocchiale, se non per ragioni pastorali comprovate.

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    4. @Free Blogger

      a parte che forse volevi dire triduo e non tripode .. ma certi lapsus rivelano dov'è l'avvinghiamento del cuore ..

      tu che sei Free, glielo hai mai detto a Kiko che quelle riunioni da lui pomposamente definite "celebrazione della lavanda dei piedi" e "celebrazione della Croce" sono SOLO degli APPROFONDIMENTI degli "argomenti" GIÀ vissuti in PARROCCHIA?

      Spiegaglielo che, se fai 1 approfondimento, significa che l' "argomento" (infelice parola hai scelto per riferirti a un incontro della propria persona, cuore a cuore, con la Presenza efficace di Gesù) cioè il CONTENUTO e la sua consistenza, quello che ha valore, la sola cosa che CONTA insomma, sono già stati manifestati.

      Quindi voi DOPO, che fate?
      Dei corsi di recupero per colmare le vostre disabilità di apprendimento cattolico, socializzazione e accettazione dell'altro?

      Magari fosse così, fareste 1 cosa buona!
      Se invitaste qualcuno di competente a spiegarvi i gesti, i segni, il significato di fede delle CELEBRAZIONI ( queste Sì che sono vere e meritano questo nome!) appena vissute in Chiesa (vissute o fatte passare guardando l'orologio, non vedendo l'ora di riunirsi con la 'propria comunità'?) .

      Se non fate questo, se non c'è nessuno di competente, che vi riunite a fare tra voi? Come fate ad approfondire quando non avete l' ABC?
      Anzi, usate proprio 1 altro alfabeto!
      E chi sono i vostri maestri?

      Che sono i gesti che fate?

      Delle SCIMMIOTTATURE di quelli veri che solo ai bambini per gioco si possono lasciare fare ma agli adulti no .. e più ASSOMIGLIANO ai gesti cattolici e peggio è per voi, perché poi i Vescovi vi scrivono il DOCUMENTO che dice di non fare i DOPPIONI ..

      Dovresti suggerire a Kiko di introdurre qualche variante in più (non è 1 problema per lui, dotato di sfrenata fantasia religiosa) in modo che si veda meglio che QUANTO fate VOI è DIVERSO da quanto fanno i cattolici (è meglio e più bello no? di quello che fanno i cattolici?) ..

      Insomma, dovreste ADEGUARE sempre MEGLIO il vostro aspetto ESTERIORE alla vostra "ANIMA PROFONDAMENTE ANTICATTOLICA".

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    5. Caro free blogger,
      Non si APPROFONDISCE, ma si RIPETE!

      Si rilegge pari pari il vangelo e si ripete pari pari la lavanda dei piedi!

      Lavanda di piedi che e' fonte di tanti giudizi :"hai visto? Ha lavato i piedi a lui perché aveva dei rancori..lo sapevo, oppure hai visto non ha avuto il coraggio neanche di lavarmi i piedi". In questo senso è un approfondimento: Si approfondiscono pettegolezzi e giudizi!

      Forse approfondiamo di più noi, poveri cristiani della domenica, durante l'adozione serale dopo la messa, dove nel silenzio e' possibile meditare su quanto letto nella messa del giovedì santo!

      EX-NC-???

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    6. Sono del tutto d'accordo: la lavanda dei piedi alla fine spesso finisce per essere tutt'altro che un momento di riconciliazione. A parte che negli ultimi anni nelle comunità neocatecumenali la frequenza al triduo è piuttosto bassa. E soprattutto alla lavanda dei piedi molti non si presentano per non dover lavare i piedi o per non farseli lavare, ed evitano così ogni riconciliazione. Così spesso queste celebrazioni sono tutta una finta, semi deserte e tristi. Altro che amore fra i fratelli!

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  22. KIKO POTREBBE CELEBRARE IL TRIDUO NELLA SUA UMILE VILLA TOSCANA...

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    1. Perché dopo l'appartamento a pochi metri da piazza San Pietro, ha anche una villa in Toscana? Dove?

      Come mai queste cose non sono dette nel cammino?
      E poi ha altre regge... ops alloggi sparsi per l'Italia e mondo?

      Come fanno a definirlo il nuovo s. Francesco proprio non riesco a capirlo!!!

      Nel cammino Kiko sembra uno spirito superiore che non ha una dimora, che aleggia da tutte le parti...

      Provate a chiedere ad un neocatecumenale: Dove vive Kiko? Se vuoi scrivergli dove spedisci la lettera?


      EX-NC-???

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    2. La cosa che mi fa morire dal ridere (per modo di dire), è che poi si fa le foto nella sua "grotta delle meditazioni", tutto assorto a riflettere, come se fosse un povero eremita che vive in una grotta.
      Poi, finito il photobook, se ne torna nel suo appartamento a San Pietro o nella villa in Toscana.
      Veramente... i Camminanti dovrebbero vedere queste cose, riflettere sul fatto che Kiko non ha un lavoro, e poi chiedersi: "Dov'è quindi che vanno i soldi delle decime?"

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    3. A pagare le scuole super costose e i college dei figli degli itineranti di serie A, che giustamente pure loro sono di serie A. A dispetto di quanto predicano, ovviamente per loro la cosa più importante non è affatto trasmettere la fede, ma farli studiare bene dove dicono loro.

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  23. @ FREE BLOGGER

    "...poi ci si riunisce verso le 21,00 nelle singole comunità per approfondire..."

    Tipica dimostrazione di spocchia neocatecumenale verso i mediocri e ignorantelli cristiani della domenica.

    LORO ”approfondiscono”!!! Invece i mediocri cristiani della domenica in chiesa sentono solo due chiacchiere superficiali dette da un qualunque pretonzolo, tanto altro non capirebbero né altro il pretonzolo saprebbe dire.

    Mi spieghi, emerito pallone gonfiato, come si fa ad “approfondire” la Messa in Coena Domini? Come si fa ad “approfondire” l’adorazione silenziosa di fronte all’Ostia Consacrata durante la Messa?

    Mi spieghi, emerito pallone gonfiato, come si fa ad “approfondire” l’adorazione della Croce fatta in chiesa e la distribuzione dell’Eucaristia?

    Cos’è, il fatto che non si usano le vostre pagnotte ve le fa trascurare?

    Mi spieghi, emerito pallone gonfiato, cosa c’è di più profondo dell’Eucaristia?

    Mi spieghi, emerito pallone gonfiato, come si fa ad “approfondire” la Veglia Pasquale?
    Vale meno quella parrocchiale perché mancano le interminabili tiritere ambientali e ammonitorie?
    Vale meno quella parrocchiale perché mancano le esibizioni dei bambini morti di sonno alle tre di notte?
    Vale meno quella parrocchiale perché manca l’abbuffata alle sette di mattina?

    E perché non seguite le norme della Chiesa sul digiuno?
    Dovete distinguervi e sentirvi superiori (io digiuno di più e soffro meglio!) come con le lodi allungate e rifatte da Sankiko (io prego di più e meglio degli altri!).

    Sei la dimostrazione di uno dei frutti (avvelenati) del Cammino: l’orgoglio spirituale.
    Bravo, continua così che vai lontano.

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    1. Esatto, è proprio quello che intendono.
      Quando pronunciano la parola "approfondire", usandola in modo fintamente innocente, in realtà stanno rivelando, per contrasto, quello che pensano di chi non è in Cammino: se loro sono quelli che "approfondiscono", ne consegue logicamente che chi non fa come loro non approfondisce, cioè è "superficiale". Cosa aspettarsi da chi considera gli esterni "cristiani della domenica"?

      Tutto il loro sentirsi peccatori, il loro "essere consapevoli di essere imperfetti", e tutti i discorsi simili, non sono altro che finta modestia. In realtà credono di essere meglio degli altri. Ci manca solo che, comicamente, si alzino in piedi e strillino "noi siamo i più modesti di tutti!".

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  24. Il documento della Diocesi è frutto di una pelosa diplomazia tipicamente pretesca che a me non piace.
    Sì, sì o No, no.
    In questo caso a che serve la diplomazia?
    Questo, infatti, non vuol essere il documento conclusivo di un incontro di dialogo o di confronto, in cui si cercano visioni comuni. Se fosse così, la diplomazia sarebbe addirittura necessaria.
    Questo vuole essere un documento NORMATIVO. E allora dalle queste NORME!

    Invece si può tradurre presso a poco così: "Il Cammino SBAGLIA TUTTO, non ci ha capito NULLA, ma se lo ritiene necessario, se ha il permesso del parroco, noi ce ne laviamo le mani, basta che non abbiamo noie".

    Naturalmente posso aver esagerato e posso sbagliare, ma è un documento che, con un po' di ipocrisia, si può aggirare.
    Direi che più che stimolare alla conversione, stimola all'ipocrisia. Basta sforzarsi un po' e di scuse se ne trovano tante.

    Se nel Cammino si cercasse davvero la verità, si farebbe di TUTTO per non fare veglie separate, semplicemente perché questo è il desiderio della Chiesa. Ma non credo ciò avverrà, almeno non dovunque.
    Se sarò smentito ne prenderò atto con soddisfazione.

    Però ciò che rimane è che se i camminanti pensano che la loro veglia sia qualcosa di DIVERSO da quella degli altri, se cioè pensano che è una cosa di cui non possono assolutamente fare a meno, allora sono ERETICI, perché danno alla veglia un SIGNIFICATO teologico diverso rispetto al significato che la Chiesa propone a TUTTI.

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    1. Se si danno delle NORME è per facilitare il bene e per correggere eventuali aberrazioni e storture.
      Non pretendo di insegnare il "mestiere" ai Pastori, ma a me sembra che sia meglio dare una sola norma chiara che 10 aggirabili.

      La sola norma: "Non si fanno veglie separate" forse sarebbe stata più utile di tutto il documento, perché tutti ne avrebbero capito facilmente la dottrina che l'aveva ispirata. E non si poteva aggirare senza rivelare la disubbidienza.

      Mi posso sbagliare io, ma a me sembra più pratico fare come ho detto

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    2. Gli adoratori di Kiko risponderebbero: "nooo, ma la nostra veglia nella saletta non è separata, nooo!"

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  25. Domanda tecnica: non sono un pochino eccessivi tutti quei corsivi e testi su sfondo giallo?

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    1. Corsivi, neretti ed evidenziazioni in giallo servono a indicare i punti più essenziali anche a chi non intende leggere tutta la pagina. Lo fanno in tanti. Un esempio famoso? Lo faceva perfino il Casaleggio quando collaborava al blog Italia dei Valori e successivamente sul blog grillino: metteva in neretto le espressioni più importanti.

      In ogni caso gli adoratori di Kiko a stento leggono il titolo della pagina e a stento guardano le immagini, e vanno subito su tutte le furie. Per esempio, prima pubblicano sul loro pubblico Instagram le pubbliche foto col porco Kiko, e poi minacciano querele e denunce al nostro blog perché le vedono ripubblicate anche qui.

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  26. Riporto un gustosissimo divertissement scritto da un mio caro amico oltre 10 anni fa. Spero di fare cosa gradita.

    Tomista ex NC

    Può esserci una vicinanza nel pensiero di Adolf Hitler, con quella di Kiko Arguello? Il cammino neocatecumenale può essere inteso come una forma di nazismo, da applicarsi, anziché sul piano politico e sociale, su quello religioso e teologico?

    Sembrerebbe di no, tuttavia una attenta analisi di “Orientamenti alle equipes di catechisti per la fase di conversione”, il famoso libro segreto di Kiko, che contiene parte delle catechesi riservate ai catechisti, che questi devono imparare e poi riproporre negli incontri di comunità, propone una visione del cristianesimo e della fede cattolica, assolutamente simile alla visione del Fuhrer sulla razza e sulla società.

    Mi propongo di evidenziarne le affinità.

    1) Kiko arguello, crede, come tutti gli gnostici, nell’esistenza di una mitica età dell’oro. Questa età dell’oro, che per Hitler era l’era della supremazia dei popoli germanici, quando, all’epoca dei miti nibelungici, vivevano in un mondo perfetto ed incontaminato da razze inferiori, potendo esprimere al meglio la loro superiorità, per Kiko è rappresentata dai primi 2-3 secoli di cristianesimo, in cui gli elementi cristiani (a suo dire) erano ancora vicini al giudaismo e non si erano ancora imbastarditi con contaminazioni esterne, quali aristotelismo, tomismo, tridentinismo. La mitica età dell’oro per kiko è quella del “cristianesimo delle origini, cioè del periodo in cui secondo l’eresiarca spagnolo i dogmi non erano tutti enunciati, la fede era più povera, priva di paletti e di formalismi, e avveniva più libera l’opera dello spirito santo (evidentemente dopo Trento, ingabbiato dalle definizioni magisteriali). Una Chiesa semplificata in cui il primato era della Parola di Dio e dove non vi era tradizione (dimentica il fatto che gli apostoli e i loro successori sono invece i detentori della tradizione apostolica, che deriva dall’insegnamento orale di Cristo stesso). Una chiesa dove la Liturgia era spontanea e non ingabbiata dal rubricismo del messale tradizionale cattolico (la più alta espressione liturgica della Chiesa latina). Una Chiesa dove la comunità aveva un ruolo predominante, tanto che Kiko scade nell’assemblearismo. Essa è una eresia ecclesiologica, che vede nella comunità non una proiezione simbolica della vera comunità che è la Chiesa o Corpo Mistico, o comunione dei Santi, ma un gruppo autocosciente, autodeterminatosi, contingente, che agisce, celebra e vive la liturgia, come se fosse la Chiesa. Qui si vede un’altra analogia con il pensiero hitleriano ed hegeliano: il pensiero di un gruppo, di una comunità (razza, partito, nazione, ecc.) come incarnazione del divino, come di spirito agente, incarnante l’idea, ed operante.

    Inutile dire che nulla di tutto ciò è esistito: la tradizione è sempre stata considerata una fonte della rivelazione al pari della scrittura (l’insegnamento degli apostoli aveva lo stesso peso del Vangelo di N.S. o della Bibbia), la liturgia non è mai stata una cosa improvvisata, ma ha sempre avuto le sue regole, seppure in evoluzione, ma sempre ha voluto rendere lode a Dio con un sacrificio solenne e sacrale, la comunità non ha mai trasceso l’individualità cui si rivolge il messaggio cristiano: essa è espressione della Chiesa, ma non è la Chiesa. La fraternità dei tempi apostolici è indice della carità ardente dei primi cristiani, non un ideale rivoluzionario.

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  27. 2) Come Adolf Hitler, anche Kiko crede che l’età dell’oro sia finita. Hitler vede nell’imbastardimento razziale dei popoli germanici la causa principale della decadenza morale e spirituale del suo popolo. Per Kiko sempre di imbastardimento si tratta, ma per lui è imbastardimento teologico. Il medioevo ha portato con sé la filosofia tomista, e la controriforma ha determinato il concilio di Trento. Trento e Tommaso, sono per Kiko, i due cancri maggiori del cristianesimo. D’un lato egli vede la razionalizzazione dell’”evento” cristiano, che per lui è un fatto meramente empirico, irrazionale, un incontro, una chiamata, una sensazione. Risulta a lui inaccettabile che il cristianesimo possa essere studiato, analizzato, scomposto, razionalizzato, esaminato. Per lui il cristianesimo è un monoblocco misterico che si prende per cieco fideismo, e di fronte al quale non può esserci nulla che il silenzio e l’accettazione inconsapevole. Al massimo, è tollerato il ricorso alla privata ispirazione da parte del Paraclito. Ma il sapere teologico e filosofico, è visto come un atto di superbia. Secondo Kiko, Cristo si è rivelato agli umili e si è rifiutato ai superbi, cioè occorre essere nell’ignoranza e nella misconoscenza dei rudimenti filosofici e teologici per poter essere veri cristiani (anziché intenderlo come intese Cristo, ossia che i Farisei e gli Scribi non avevano capito la sua divinità, nonostante la loro scienza, mentre lo avevano capito gli umili, non superbi). L’interpretazione arbitraria ad usum cammini della Bibbia è una delle caratteristiche del kikianesimo. Di conseguenza anche il concilio di Trento è visto come fumo negli occhi. L’aver proclamato la tradizione indispensabile per l’interpretazione corretta della Scrittura (per kiko la Bibbia si deve interpretare luteranamente, da sola), l’aver definito solennemente i canoni sui sacramenti e la dimensione sacrificale della Eucaristia, l’insistere su una devozione personale e individuale e non hegelianamente di comunitaristico-assembleare è per Kiko il venir meno del suo “tripode”. Trento è disprezzato negli orientamenti, come il periodo di massima decadenza cattolica. Rubricismo senza fine, giuridicismo, schiavitù della legge e aridità della fede, spirito Santo ingabbiato nei dettami dogmatici. Questo è il concilio di Trento, e gli ultimi 500 anni di storia cristiana, per il perfido Arguello. Schernisce i santi, come San Carlo Borromeo, come dei fanatici che fanno della fede una questione di dettagli, ed esalta Lutero come un combattente del libero pensiero cristiano. Siamo ben al di là del limite del lecito.
    L’imbastardimento della razza spirituale cristiana, per Kiko è il male da cui occorre difendersi, da eliminare con ogni mezzo, lecito o illecito, pena la distruzione della purezza razziale spirituale cristiana. In Questo, Kiko è identico a Hitler.

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  28. 3) Pertanto, occorre fare di tutto per sradicare dal ceppo cristiano, le contaminazioni bastarde. Come Hitler riteneva di dover preservare la razza ariana dalla contaminazione con le razze inferiori, così Kiko vuole preservare il cristianesimo del cammino dalla contaminazione con gli elementi bastardi, la teologia e la tradizione. E’ nota a tutti l’ignoranza teologica dei neocatecumenali, e la loro distanza dalle più banali pratiche di devozione popolare tradizionale. Il com’unitarismo di Kiko è ideologico, non è popolare. Vi è una differenza abissale in questo. Mentre una parrocchia è una comunità tradizionale e popolare, dove le persone si succedono, nel tramandare le usanze, i costumi e il sapere di coloro che sono venuti prima, per preservarlo alle nuove generazioni, insegnando loro come si è cristiani, allo stesso modo di come lo si è imparato (Tradidi quod et accepi), nel kikismo neocatecumenale, la comunità è un gruppo artefatto, creato a tavolino, senza storia, senza radici, senza cultura, senza legami, senza identità, senza collante, senza tradizione, senza sentimento popolare. L’unica cosa che li accomuna è l’insegnamento di Kiko e la fede nel kikismo (non necessariamente in Cristo). Nel cammino pertanto c’è chi non sa cosa sia il rosario, chi non sa cosa siano le quarant’ore, chi non sa cosa sia una novena, chi non ha mai sentito il gregoriano, chi non ha mai fatto una processione in vita sua, chi non ha mai recitato l’atto di dolore. Tutto questo è normalissimo, perché gli elementi tradizionali, popolari, sono contrari e ulteriori al cammino. Nel cammino è più importante avere in casa un quadretto con la Madonna di Kiko, che pregarla. E’ più importante recitare le “lodi” del breviario (probabilmente ignorando anche cosa sia una recita liturgica), che andare ai vespri solenni con la benedizione eucaristica. E via dicendo. Non dimentichiamo poi che kiko riprese personalmente una comunità di Firenze, che seguendo una indicazione di Giovanni Paolo II ai responsabili del cammino, si era messa a frequentare corsi di esegesi e di teologia. Kiko disse, “se fate questo, non avete capito nulla del cammino, siete superbi”. Chi sa, non è degno del cammino. Il cammino necessita di cialtroni indottrinati solo alla dottrina di kiko. Non servono altre campane che non sia kiko, non servono altre nozioni bibliche che non siano la privata lettura eventualmente assistita dal dizionario del Dufour (che nega la resurrezione come fatto storicamente avvenuto). Gli alambicchi teologici, sono propri dei superbi e di gente che non vive il cristianesimo nel cuore, per i neocatecumenali. Occorre solo per essere cristiani, accettare gli insegnamenti del catechista ed obbedirgli in tutto ciecamente.

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  29. 4) Importantissima è la convinzione da parte di Kiko, che esistano forme di razza cristiana superiore, e forme di razza cristiana inferiore. Kiko è razzista. Lui sostiene che esistano diverse specie di uomini, con differenti dignità. Al vertice vi sono i neocatecumenali, unici a potersi definire cristiani in senso stretto. Dopo di loro ci sono i sotto-cristiani (Unterchristen?), o cristiani della domenica. Vengono anche definiti i “salati”, a causa di una catechesi sul sale della terra, dove esso sono i neocatecumenali, i salati, ossia gente che non è sale, ma nemmeno proprio insipida (avranno usato il dado), che sono i cristiani normali, quelli che vanno a messa la domenica, e poi gli atei. Negli atei, kiko fa rientrare tutti, i tiepidi, gli incostanti, gli agnostici, i marxisti, i razionalisti, tutti. Oltre agli atei vi sono i pagani, che sono tutti quelli di altre religioni, ma il disprezzo è simile a quello degli atei. Forme di vita indegne di essere vissuta in pratica. Ma solo i neocatecumenali sono cristiani veri e propri. Essi sono gli unici ad avere capito il senso della fede, della scrittura, sono gli unici ad avere una liturgia partecipata, sono gli unici ad avere il soffio dello spirito santo. Lo Spirito che non deve essere ingabbiato da Trento, può esserlo nelle fredde aulette con alle pareti le iconacce di kiko.

    5)Le razze inferiori, per Kiko, devono o convertirsi al kikismo, oppure essere lentamente assimilate. Sono destinate a scomparire. Per kiko, l’inferiore soccombe e il superiore trionfa. Il cammino prenderà il posto delle parrocchie, la struttura a comunità “atomica”, dovrà sostituire tutte le parrocchie “territoriali”. Così anche le parrocchie neocatecumenali saranno in seguito le uniche realtà ecclesiali e daranno i preti e i vescovi alla Chiesa. Kiko vuole impadronirsi della Chiesa, eliminando ciò che non gli va a genio, cioè tutti. Questi modi di intendere il cristianesimo, per kiko non hanno più senso, sono legati ai secoli bui della storia della Chiesa, non riflettono lo spirito primitivo, pertanto sono da eliminare e da censurare. Per giunta, kiko afferma che è necessario sforzarsi per sradicare da ognuno i retaggi legati al passato. Kiko dice che purtroppo dal devozionalismo tridentino ci sono passati tutti, perché un tempo c’era solo quello. Bisogna lottare per fare trionfare lo spirito rivoluzionario ed annullare in sé ogni rimembranza di cattolicesimo, anche sforzandosi in pratiche contrarie a quelle tradizionali, per purificarsi dai retaggi di idolatria tridentina. Il cristianesimo kikiano è comunitario e festoso, e si esprime col canto e la partecipazione chiassosa alle adunanze liturgiche. Cose come il rosario recitato privatamente, non sono comunitarie, e sono contrarie allo spirito del cammino.

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  30. 6)Come Hitler credeva che la rivoluzione nazista fosse il motore del rinnovamento spirituale e razziale della germania, così Kiko crede che il Concilio Vaticano II sia la rivoluzione che rinnova la razza cattolica. Per Kiko è inequivocabile: il concilio è di rottura col passato. Il concilio segna il rinnegamento di Trento e di tutta la storia Cristiana dalla Pace costantiniana alla contemporaneità. Il concilio è la rivoluzione che distrugge tutto e tutto rinnova in una catarsi gnostica: la liturgia è distrutta e si fa posto alla liturgia assembleare kikiana, la tradizione è annientata e si fa posto alla libera interpretazione della bibbia, la chiesa è vista solo come comunità di persone, una visione sociologica e immanentistica. Ovviamente il concilio non fu nulla di tutto ciò, ma per kiko e carmen, il concilio è il lascia passare per ogni sperimentazione e degenerazione. In nome del concilio giustificano ogni abuso introdotto, in nome del concilio è lecito pervertire la religione ed instaurarne un’altra, opposta alla prima, in nome del concilio è lecito fare la guerra agli altri cristiani ed odiare i non neocatecumenali, considerandoli inferiori. Il concilio soprattutto consacra il cammino come unico faro di verità, poiché a detta di kiko, il concilio demolisce la tradizione e annulla la teologia tridentina. Quindi il concilio avalla le tesi kikiane in pieno, secondo il pittore dalle scarse abilità artistiche, e lo consacra perfettamente come azione dello spirito santo per i tempi presenti.

    7) Infatti Kiko nega che il cammino sia un movimento. Per lui il cammino non è un movimento, ma bensì l’unico modo possibile di essere cristiani. Dagli orientamenti emerge un fatto chiaro. Le comunità neocatecumenali non sono un modo di essere cristiani, ma sono il cristianesimo del futuro, la nuova razza perfetta che il concilio ha voluto e lui ha provveduto ad inventare. Per Kiko il cammino non è una eventualità, che in parrocchia può sussistere per chi la vuole, con molte altre realtà. La visione kikesca è totalizzante: il cammino come unico cristianesimo possibile, e conseguente obbligo o destino, per tutti di farne parte prima o poi. Il catecumenato eretico di kiko, dovrà essere la nuova religione per gli uomini nuovi forgiati dal concilio. Chi è contro il cammino è contro il concilio e quindi contro Dio.
    Il concilio non è un movimento, quindi, ma l’unica incarnazione nella storia della perfetta purezza cristiana evangelica delle origini, con la conseguente necessaria conclusione, che il cammino dovrà essere la unica guida della Chiesa e del mondo. Tertium non datur.

    Si aggiunga a ciò, la personale convinzione di Kiko che Dio sia dalla loro parte (Gott mit uns), e li sorregga spiritualmente, come cristiani superiori, portatori di una verità superiore.

    In conclusione quindi, se sostituiamo alla razza lo spirito cristiano, ne emerge che il pensiero di Kiko coincide in modo sorprendente con quello di Hitler. Non può quindi che concludersi dicendo che Kiko è nazista nello spirito e nella religione, poiché i fatti lo dimostrano.

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  31. Mi rivolgo a chi legge questo blog ed è incastrato nel cammino neocatecumenale... Qualche responsabile ha parlato di questa delibera della diocesi di Roma? Da me per ora tutto tace....

    M.A.

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