giovedì 28 marzo 2019

Fratello del Cammino, dov'è la tua corona?

"Che importa se non faccio più
in tempo adesso a dire il rosario...
Caffè caldo dentro la tazzina,
un whiskino la mattina,
resta tutto il tempo per le mie
cattive abitudini..."
Il Cammino notoriamente disprezza la preghiera del rosario. Infatti lo "consegna" (in forma ovviamente kikizzata) soltanto all'apposita "tappa" di Loreto che i fratelli delle comunità hanno dopo una dozzina di anni. Durante tutti questi anni il rosario o è scoraggiato ("roba da religioso naturale! ...serve prima una fede adulta!") oppure è del tutto ignorato.

Può capitare che ogni tanto per esigenze del Cammino si chieda di pregare il rosario (come ad esempio quando Kiko chiese di pregarlo contro le decisioni del Vaticano riguardo le liturgie del Cammino). Ma quando avviene, non è mai un invito a pregarlo frequentemente o in libertà. Mentendo, i fratelli vi diranno che il rosario nel Cammino sarebbe incoraggiato, poiché una volta Kiko amava farsi vedere in giro col rosario appeso alla cintola - poi si sarà stufato di portare quell'oggetto che non usa mai, né incoraggia mai ad usare.

Eppure il rosario è un tesoro spirituale benefico per chiunque, adatto perfino ai bambini, come apprendiamo ad esempio dai santi pastorelli di Fatima. E per capire come mai padre Pio diceva "questa è la mia arma" mostrando la corona del rosario, proponiamo le riflessioni qui sotto.

DOV'È LA TUA CORONA?

Nella tredicesima apparizione di Lourdes, 1 marzo 1858, andando alla grotta, Paolina Sens (una giovane sarta di Lourdes, di gran virtù) pregò Bernardetta di recitare il Rosario davanti alla Madonna con la sua corona. Bernardetta accondiscese, «ma, come ella stessa racconta, verso la fine dell'apparizione la Signora mi domandò dove avevo a mia corona. Risposi che l'avevo in tasca, la cavai e la mostrai, sollevandola. La Signora soggiunse: Servitevi di quella!». Così fece in appresso e non cedette a nessuno la sua corona, nemmeno quando un Vescovo gliela volle cambiare con una d'oro. La corona del Rosario è il dolce vincolo, che ci lega a Maria è il fido pegno della sua protezione, è arma della vittoria. 

Dovremmo arrossire, se interrogati dalla Madonna come Bernardetta: «Dov'è la tua corona?», non la potessimo subito mostrare, estraendola dalla tasca.

Mantenendo fuori dal ragionamento le rare personalità che determinano l'eccezione, ma un neocatecumenale portato ad "abbellirsi" di amuleti kikiani - poiché altrimenti non prende gusto a vivere - e altresì a circondarsi di essi nei luoghi da lui frequentati - casa, ufficio...- cosa potrebbe rispondere alla Mamma del Cielo? Forse: "eh Signora, ne sono sprovvisto poiché non ho ancora effettuato la Tappa preposta. Abbia pazienza!
Però ho al collo la croce-sogliola di kiko e nel taschino delle immaginette della «madonna del cammino», vale lo stesso?"


Questo aneddoto della vita di Santa Bernadetta mi fa pensare un'altro insegnamento che la Madonna vuole lasciare inciso nella sua figlia prescelta.
Prima cosa chiediamoci perché la sarta, pur di grandi virtù, chiede alla piccola veggente di pregare il Rosario con la sua corona... Di certo riconosceva in Bernadetta qualcosa di unico, potremmo dire un "carisma". Giusto? Come se la sua Corona del Rosario venisse santificata dal fatto che proprio con quella un giorno avesse pregato nientemeno che Santa Bernadetta.
Quello che la Madonna, alla fine del Rosario, dice a Bernadette come un dolce rimprovero dimostra cosa pensa Maria del "culto della persona ", come Lei ascolta tutti i suoi figli con identico Amore, non ha bisogno di raccomandazioni né di intermediari più o meno "ispirati" o autonominati "santi".
Maria dà l'esempio con la sua umiltà, discrezione, amore per il Nascondimento.
"Nascosti con Cristo in Dio" dice San Paolo.

Quanto sia lontano Kiko da questo e quanto poco abbia avuto Maria per maestra è evidente.

17 commenti:

  1. Posso dire che se siete "cristiani della domenica" ed in parrocchia avete catechisti neocatecumenali, anche in quell'ambito possono risultare molto omissivi e sfuggenti a proposito del Rosario. Invece i (pochi) buoni catechisti cattolici ci spiegano e ci raccomandano caldamente questa devozione e ci consigliano di leggere, meditare, praticare, il bellissimo libro "Il Segreto Meraviglioso del Santo Rosario" di San Luigi Maria Griginon de Montfort, che si può leggere liberamente in internet su queste pagine:

    http://www.santorosario.net/segreto.htm

    La differenza tra pregare il Rosario e limitarsi alla preghiera "spontanea" è che, praticando solo la seconda, senza alcun criterio, si va a finire a parlare con se stessi, mentre praticando -bene- la prima si impara ad aprire le porte alla Grazia Trascendente.

    A.B.

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    OT Segnalo l'articolo di oggi di Don Ariel Levi di Gualdo di Isola di Patmos

    http://isoladipatmos.com/cerano-una-volta-leucaristia-ed-il-sacerdozio-cattolico-poi-giunsero-kiko-arguello-e-carmen-hernandez-fondatori-del-cammino-neocatecumenale-e-leresia-si-fece-carne-e-venne-ad-abitare-in-mez/

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    1. Veramente interessante l'articolo!

      Grazie,
      Giorgio

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  2. Lo trovo un episodio meraviglioso, grazie Tripudio per averlo condiviso!
    Bernadette pregava il rosario anche prima di incontrare la Madonna, era una dolce consuetudine, insieme agli altri bambini. Ebbene, la Mamma non le insegnò un modo diverso di pregare il rosario, rispetto a quello appreso in famiglia, ma la seguì mentre lo pregava, con la propria corona. Questo mi fa riflettere sull'urgenza che invece Kiko ha sentito, e continua e sentire, di segnare una discontinuità rispetto alla devozione precedente. Una specie di messianico "avete udito che fu detto...ma io vi dico". Questa novazione, che sottintende un neppure tanto sottile disprezzo di ciò che, come cattolici, abbiamo ricevuto, è una delle dimostrazioni del fatto che il neocatecumenalesimo non viene da Maria.
    Chesterton diceva che la propria conversione (e quella di molti) era simile all'esperienza del navigatore che sbarca su un continente sconosciuto, che poi scopre essere nient'altro che la propria città. Questa meraviglia dello scoprire la novità di ciò che già avevamo viene mascherata, in cammino, con riti nuovi, corone nuove, introdotte per farci pensare che dobbiamo ad esso persino la fede.

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  3. @A.B.

    OT Segnalo l'articolo di oggi di Don Ariel Levi di Gualdo di Isola di Patmos

    http://isoladipatmos.com/cerano-una-volta-leucaristia-ed-il-sacerdozio-cattolico-poi-giunsero-kiko-arguello-e-carmen-hernandez-fondatori-del-cammino-neocatecumenale-e-leresia-si-fece-carne-e-venne-ad-abitare-in-mez/

    Ti ringrazio per il link di questo articolo.
    Ho appena finito di leggerlo .....
    E' UNA VERA BOMBA !!!!
    Ci viene un tread incredibile!!!!!
    LUCA

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  4. Avvisiamo il club dei pasqualoni e i furiosi fratelli del Cammino che l'articolo di don Ariel contiene in basso nella pagina lo spazio commenti.

    Se volete dire la vostra sull'articolo di don Ariel, ditela lì.

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    1. Cari Orlandi Furiosi, sappiate che questo documento di Don Ariel ha il quadruplice pregio di essere 1) un consuntivo dell'operato della vostra associazione negli ultimi 50 anni, 2) nel quale nessuna parola è in eccesso o in difetto, 3) ed organizzato in maniera estremamente lineare e chiara oltre che relativamente breve, in modo da, 4) poter essere usato come vademecum del cattolico della domenica, per la dissuasione delle vostre future e potenziali vittime dall'avvicinarsi alle "catechesi", e per aiutare gli indecisi ad uscire.

      Personalmente, da un po'di tempo pensavo alla necessità della compilazione di una sintesi del genere. Siccome queste cose non si chiedono, si fanno e basta e poi casomai si propongono, ho osato pensare di mettermici io, con i miei pochi e laicissimi mezzi, radunando gli articoli. Ma mai e poi mai avrei potuto mettere insieme un saggio del genere, e ringrazio il Cielo, Don Ariel, e tutti coloro che possono aver collaborato alla stesura di questo documento riassuntivo di cui, secondo me, avevamo veramente bisogno.

      A.B.

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  5. Grazie davvero ad A.B. per la segnalazione dell'articolo, appena letto con estremo interesse.
    In fondo spiega benissimo quello che per mancanza di conoscenze precise ho sempre sentito e pensato da quando ho iniziato a mettere in discussione il cammino.
    Con questo articolo si dà fondamento preciso e puntuale tutto in una volta a vissuti, impressioni e pensieri di me per prima, ma penso di tantissimi fuoriusciti.

    Peccato sia coperto da copyright, altrimenti andrebbe diffuso

    Libera

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    1. Copyright o non copyright, io sto mandando il link di questo articolo ad un sacco di gente.
      Finalmente un prete con gli attributi.
      LUCA

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  6. Fin dai primi tempi che ebbi a che fare con dei camminanti mi colpì il fatto che sentivano ogni forma di spiritualità come in competizione con loro e che manifestavano una forma di superiorità sia riguardo alle spiritualità sorte in conseguenza alle apparizioni mariane, sia riguardo alle devozioni (mi riferisco a quelle approvate dalla Chiesa).

    Gli inizi, che sono un po' i "tempi eroici" di ogni realtà ecclesiale, sono molto importanti perché contengono in germe la spiritualità che li caratterizza. Per cui tornare agli inizi su certe questioni ESSENZIALI è importante per conoscere il vero spirito di una realtà ecclesiale.

    E' chiaro che agli inizi si può sbagliare su tante cose, ma non sul CARISMA. Il Carisma degli inizi o è ecclesiale oppure non lo è.
    Anche San Paolo inizialmente pensava che il ritorno di Cristo nella gloria fosse imminente, ma nella SOSTANZA la sua dottrina era totaòlmente e integralmente ecclesiale.

    Il disprezzo per il Concilio di Trento, per le processioni, per la pietà popolare, per il Rosario, per il Sacro Cuore di Gesù, nel Cammino degli inizi era così marcato che non posso pensare ad un errore da troppo entusiasmo, tipico dei neofiti.
    Mi sembra faccia parte dell'essenza stessa del Cammino che, come ha precisato Valentina, si proponeva in modo spudorato come la vera Chiesa.

    Se così, i casi non possono essere che 2: o gli "aggiustamenti" del Cammino riguardo certe questiomi, comunque solo parziali e assolutamente insufficienti, sono solo una tattica di Kiko per non manifestare pubblicamente la sua distanza dalla Chiesa, e perciò sono FALSI, oppure è il CARISMA del Cammino, quello degli inizi, ad essere FALSO

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  7. Disposizioni sul triduo Pasquale di mons.Lorefice per la diocesi di Palermo.

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    1. cvd vi ricordate le disposizioni della diocesi di Roma...inizia la valanga
      "L’uso del rito della lavanda dei piedi, nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, non è da riprovare se avviene in contesto diverso da quello del Giovedì Santo, purché mantenga il suo significato penitenziale da viversi nel tempo quaresimale." Il povero Morfino travaserà di bile

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    2. Non solo: le celebrazioni separate" (che cmq vanno fatte IN PARROCCHIA) vanno valutate CASO PER CASO.

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  8. "non è da riprovare se avviene in contesto diverso da quello del Giovedì Santo, purché mantenga...

    Vediamo se ho capito bene, semplificando:
    "Durante tutta la Quaresima avete voglia a fare il rito della lavanda dei piedi (magari durante una Penitenziale), ma il Giovedì Santo (anche se vi riunite nelle sale dopo la Coena Domini), scordatevelo!"
    Giusto?

    Il "limite" di queste disposizioni scritte è che sono emesse a livello locale, pertanto altrove diranno "eh, be, qui la diocesi permette di fare come facciamo noi... non ci sono disposizioni... il vescovo di Palermo è stato mal consigliato... eh..."

    Etneo

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    1. Questa disposizione è figlia di quelle impartite alla diocesi di Roma, con un po di pazienza si arriverà a delle disposizioni unitarie, almeno a livello nazionale, ma questo implicherebbe che anche all'estero ci si allineerebbe.

      Il valore aggiunto di questo documento è che cita il cnc associandolo ad una celebrazione, e proibendone lo svolgimento

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    2. Come ricordato dal saggio di don Ariel i vescovi pilatescamente se ne lavano le mani: "quando ho preso possesso della diocesi li ho trovati già incistati e ben organizzati, cosa potevo fare?"

      È una domanda retorica, perché l'unica risposta è "dovevi fare il tuo dovere di successore degli Apostoli", ma clero e vescovi sono sempre prontissimi a obiettare "voi non avete il diritto di insegnarmi il mio mestiere". Sottinteso: i kikos pagano bene e sono molto vendicativi, pertanto mi conviene lavarmene le mani e fare orecchie da mercante, tanto se la vedrà il mio successore.


      In qualità di successore degli apostoli, dovevi pascere il gregge, liberando l'ovile dai lupi. Ma per timore di dispiacere ai lupi, hai finto che fossero pecore...

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  9. E semu a dui! E non c'è due senza tre ... vedremo, vedremo.
    Caro Etneo, nelle nostre zone si dice "Cu vecchiu si fà, tutti i festi si vidi." ;)

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  10. La faranno lo stesso tranquilli si divideranno tra la diocesi di Monreale e Cefalù almeno le comunità più anziane.

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