lunedì 5 agosto 2019

Don Felice e la disputa sui neocatecumenali

Sacralità nelle "eucarestie" neocatecumenali
La vivace disputa sul Cammino Neocatecumenale, che si è accesa sulla mia pagina Facebook, in seguito alla pubblicazione di due satiriche e graffianti poesie nei confronti di Kiko e dei Neocatecumenali, e che non accenna minimamente a calmarsi nonostante io abbia esortato le due parti a smetterla, vede una colossale mistificazione, operata e reiterata dai difensori del Cammino, e cioè che… poiché i Papi, anche Santi, lo hanno approvato e incoraggiato, ogni critica rivolta allo stesso Cammino è un attentato all’unità della Chiesa e una disubbidienza ai Sommi Pontefici!

Si comprende quanto sia miserevole e ingannevole siffatta equazione, con la quale i NC pretendono tacitare ogni dissenso sul lor modo di fare, giungendo a minacciare sanzioni canoniche, o a augurarsele, come ha fatto su di me il signor Mauro C., il quale mi ha messo in guardia a non oppormi alla Chiesa di Cristo ( da loro identificata con la ‘creazione di Kiko’), se non voglio ritrovarmi da un momento all’altro senza il “don”, quindi (sta dicendo implicitamente) dimesso dal mio stato sacerdotale e privato della Santa Messa!

Divertente? No, per niente! Tanto che l’ho subito fulminato, nella seconda poesia in questione, con una precisa maledizione, se solo avesse osato toccare il mio Sacerdozio e la mia Celebrazione Eucaristica! Lui si è scusato con i suoi e si è riparato dietro il ‘paravento’ che non voleva giungere a quello, ma che stava solo difendendo la santità, l’unità, la cattolicità della Chiesa e il Primato di Pietro, con l’ubbidienza dovuta al Papa (come volevasi dimostrare!).

Il suo compagno di cammino, Massimo D.D., lo ha rassicurato su tale maledizione, dicendogli che non porterà effetto, ed egli ha ribattuto che la maledizione ricade su chi l’ha lanciata, cioè su di me, che posso tramutarla in una benedizione se egli chiedesse perdono, invece è lui che esige le mie scuse. Ho lasciato la delicata contesa teologica al Cuore e alla decisione della Nostra Mamma del Cielo, in modo che possa correggerci e salvarci.

Il Mauro inoltre, per dimostrare quanto sia buono e quanto sia buon conoscitore della Bibbia, mi ha citato le magnifiche parole di Gesù: “Amate i vostri nemici, benedite chi vi maledice”, proponendosi pertanto di pregare per me.

Ora, a parte che non siamo nemici e che comunque sono contento che preghi per me, sempre che lo faccia, mi ha subito tradito e, peggio, ha tradito la Parola di Dio, tanto sbandierata, cominciando a denigrarmi sulla sua pagina Facebook, e minacciandomi ancora, questa volta incitando a denunciarmi presso il mio Vescovo e presso il Vicariato di Roma!

È andato a scovare un’altra mia poesia e vi ha trovato che: “Al mio Vescovo Marconi devo stare sui maroni”. Apriti cielo! Non so se gli è bastato solo questo e non ha letto e non ha capito che il testo affrontava il problema dell’eresia che abbiamo in casa, nella nostra Diocesi di Macerata, con il frate P. Alberto Maggi, che sparge i suoi errori in loco e dappertutto, anche alla televisione di Chiesa e di Stato, senza che Sua Eccellenza prenda provvedimenti e non inizi un processo canonico su di lui, come ho più volte insistito, minacciandolo (anche io minaccio!) che andrà in Purgatorio… ma riconosco che sono stato un ipocrita, perché un Pastore che non si oppone agli eretici, va invece all’Inferno!

Altre perle (quelle che piacciono ai porci e non si dovrebbe loro dare però) le ha trovate in diversi testi (lui e altri ‘soci in affari’, tutti improvvisamente curiosi della mia vena poetica), niente meno critici e pungenti con il nostro amato Papa Francesco, da me ‘canzonato’ come ‘pacioccone’, ‘spaccone’, ‘puffo vanitoso’, ecc. ecc., con tutto l’amore di questo mondo, ironizzando sulla brutta figura che fa di Vicario di Cristo, con i suoi “chi sono io per giudicare?”, le fotografie con omosessuali e transessuali, i silenzi quando deve parlare e gli sproloqui quando deve tacere, ecc. ecc., senza per questo augurargli la morte, come insinua un loro lettore, che ha occhi e occhiali sporchi, ma dicendogli chiaramente: sta attento a quello che fai, perché devi morire anche tu e allora sì che sarai giudicato!

"Prima Comunione" neocatecumenale
Io le posso dire queste cose del Papa, e anche più pepate (cercate bene nelle poesie, che ho pubblicato!), perché lo amo più di tutti, avendo offerto alla Madonna Santissima, la Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Nostra, la vita per il Sommo Pontefice regnante, ed Ella me la può prendere quando vuole per lui, se questa è la Volontà di Dio!

Detto questo, posso aggiungere che le catechesi di don Alessandro Minutella mi piacciono, e mi dispiace che egli non sia in comunione, seppur difficile, con Papa Francesco; che le catechesi del Cammino Neocatecumenale non mi piacciono e non mi dispiace di non essere in comunione con Kiko; che il metodo del Cammino Neocatecumenale mi ripugna e lo detesto in tutti i suoi particolari; che voglio bene a tutti, anche ai Neocatecumenali; che, solo una fra tante cose, avere visto la foto di una bambina con il suo abitino bianco, che fa seduta la Prima Comunione, amministrata da un Sacerdote Neocatecumenale, mi fa ribollire l’anima e mi fa augurare che il Cammino vada subito in malora o, per lo meno, finisca al più presto!

Don Felice

Morichella di San Ginesio 24 luglio 2019
Memoria di San Charbel Makhluf, sacerdote

33 commenti:

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  2. Memoria di San Charbel Makhluf, sacerdote.

    Mi impressiona questa ricorrenza. Mette al centro una figura meravigliosa di Sacerdote, grande santo anche se poco conosciuto e di cui sono devota.

    Don Felice mette in evidenza la disputa, o gran cagnara, che si è scatenata per le sue poesie. Dimostrazione che il Cammino Neocatecumenale rifugge il confronto, teme ogni forma di disvelamento dei suoi occulti fini, che devono restare occulti appunto per la riuscita del piano di totale stravolgimento della Chiesa che si sono prefissi e che vogliono portare avanti indisturbati, con buona pace del Santo Padre, il Papa regnante, dei Cardinali e dei Vescovi che reggono le Diocesi, come dei Parroci nelle loro Parrocchie.

    Si scatenano come assatanati e partono all'attacco dell' impudente che osa mettersi di traverso; fosse solo facendo satira, dicendogli in faccia qualche scomoda verità oppure scrivendo argute e pungenti poesie. Queste fanno ancora più male perché colgono il punto, lì stigmatizzano per quelli che sono senza possibilità di appello.
    Perdono le staffe e parlano a sproposito, proprio a sproposito, dando la definitiva conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, dei falsi che sono. Tirano fuori la vera natura del "non resistere al male" e "amare al nemico" che li contraddistingue dando l'esempio pratico della moneta con cui vanno ricambiati.
    Sono la razza peggiore. Pagani non sono, nemici dei cristiani e della Chiesa neppure, ma "adulti nella fede". La vergogna e lo scandalo, questo sono.
    Poi forse vi racconto le maledizioni che sono capaci di lanciare quando il demonio che li domina si manifesta di fronte alla tua libertà di contraddirli - guardandoli negli occhi - punto su punto, senza sottostare alla loro violenta autorità che richiede solo una acritica e cieca obbedienza.

    Pax

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  3. Sono d'accordissimo con Pax, per i NC "non resistere al male" significa "NON RESISTERE AL MALE CHE TI FACCIO", ossia, "IO SONO LIBERO DI FARTI TUTTO IL MALE CHE VOGLIO, TU SEI "OBBLIGATO" A NON RESISTERGLI", ossia lascia che il male IMPERI, zitto zitto, perché il male deve regnare incontrastato.

    Ancora non si è capito, da parte dei difensori del CNC, che lì dentro la cosa più ignominiosa, vergognosa, gravissima e anticattolica, è la predicazione della "non resistenza al male".

    E' l'arma che il demonio ha scovato per lasciar imperare il suo male, sia da parte di chi lo fa, sia da parte di chi lo riceve.
    Questa è la cosa più insidiosa che affligge il CNC.

    Da parte di chi lo fa, perché essendo un povero schiavo del demonio, suo Signore, non può "non peccare", quindi continua in eterno a fare il male.
    Da parte di chi lo riceve, perché si pretende che di fronte al male si stia in silenzio, non denunciandolo e non correggendolo, lasciandolo perciò spaziare a piacimento.

    E' un trucchetto sottile che il demonio ha escogitato perchè, avvalendosi della parola di Dio, santa e sacrosanta, ha creato un ambiente che, distorcendola ad arte, ha accolto la liberalizzazione del male, come se uno Stato accogliesse la liberalizzazione delle droghe, anche quelle più pesanti.

    Ecco che così uno si trova invischiato in una spirale perversa senza nemmeno accorgersene, perché il virtù di una mistificata interpretazione della parola di Dio (che il demonio conosce benissimo, come tutto il resto delle altre Scritture), viene "obbligato" a lasciar scorrazzare il male ovunque, in lungo e in largo.
    Se non lo fa, sempre distorcendo la Parola di Dio, viene tacciato di giudicatore e superbo, che non ama i peccatori, come li amò Gesù dando per loro la vita e non resistendo al male.

    Se colui che è chiamato a "non resistere al male" fosse anche colui che è chiamato a perseguire la virtù, questo si potrebbe anche capire, trattandosi l'errore di debolezza umana, ma siccome nel CNC di virtù non se ne parla proprio mai, perché è "lo spirito" quello che guida, se lo spirito non è buono e la virtù non viene ricercata mai, quello che resta è solo IL PECCATO LIBERO, tanto gradito al demonio, la CATTIVERIA, l'avversione al sacro e ai ministri sacri, sacerdoti e vescovi non "catturati".

    Parlo dell'impianto del CNC, non delle singole persone. Molte sono anche in buona fede e davvero lasciano che il male scorrazzi ovunque, credendo per questo di essere umili e di fare la volontà di Dio, senza giudicare.

    Il problema è che nel CNC si è VOLUTAMENTE fatta confusione tra peccato e peccatore, così quando uno, come faceva Gesù, denuncia un peccato e lo prova a correggere, ecco che subito si identifica il peccato col "peccatore" e si zittisce (naturalmente in malo modo, diabolicamente) colui che prova la correzione.

    Gesù nel tempio quando rovesciava i banchi dei mercanti, se si fosse trovato davanti ad un consesso neocatecumenale, sarebbe stato aspramente e malamente attaccato perchè era un giudicatore e non resisteva al male che quei mercanti, "poverini", erano liberi di compiere perché schiavi del demonio, a lui soggetti e impossibilitati a fare il bene.
    Doveva comprenderli, scusarli e zitto, sennò era un superbo giudicatore che non "resisteva al male".

    Ecco perché il CNC è pieno di mercanti nel tempio, di giri oscuri di soldi a palate e di aspri rimproveri a chi ricerca la virtù e l'obbedienza alla Parola di Dio, superbo orgoglioso e giudicatore.
    Soprattutto di chi "non obbedisce" a quell'imperativo diabolico, perché intuisce che laddove le parole non corrispondono mai all'azione, lo spirito che guida non può essere quello di Gesù, ma di qualcos'altro.

    Segue

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  4. Per questo il "demonio", parola che nei mamotreti ricorre quasi di più di quella di "Gesù", come anche "odio" ricorre più di "amore", e "peccato" indiscutibilmente più di "virtù" (che è proprio assente dal vocabolario NC), porta i più inveterati ad essere scurrili, offensivi, a dire parolacce pesanti ai ministri di Gesù, i preti, a sottometterli, a relegarli in un angolo anche a suon di violenze fisiche (come testimonia un sacerdote nel blog di padre Ariel).
    Il demonio si arrabbia di brutto con chi osa "non obbedirgli".
    Ecco spiegata l' "obbedienza cieca" ai catechisti, che hanno la pretesa di dirigere in tutto la tua vita e che ti distruggono nell'anima, nella dignità e nella psiche quando non "obbedisci".

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  5. Cadê o link da página do face que ele cita?

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  6. Pur non avendo il minimo desiderio di leggere la polemica dei bulletti neocatecumenali contro don Felice (al quale va tutta la mia solidarietà), non posso non osservare che, da quarant'anni a questa parte, cioè da quando conosco il cammino, assolutamente non è cambiato il suo vero obbiettivo: il sacerdote, e, dietro il sacerdote, la Chiesa.
    Approfittando della crisi di autorità del clero e degli attacchi esterni ed interni alla figura del sacerdote, Kiko e Carmen hanno costruito delle comunità-chiesa perché potessero funzionare autonomamente.
    Per questo, come Lutero cinquecento anni fa, hanno minato in primo luogo la fiducia nei sacramenti; non tanto per motivi dottrinali, quanto per il potere che essi danno alla così ritenuta "casta" sacerdotale.
    Ecco perché il battesimo è stato ritenuto inutile (chiedete ad un qualsiasi Neocatecumenale a cosa serva di per sè il battesimo) e assolutamente da "rivivere"; ecco perché l'attacco virulento a Gesù Eucarestia; ecco perché la confessione non cambia la vita, lo scrutinio laico invece sì.
    Un altro attacco ancor più feroce ai sacerdoti è consistito nel togliere loro la guida e la formazione del gregge, sostituendo la catechesi eretica kikiana alla dottrina cattolica.
    Dopo averli spogliati dei loro tre doni, i sacerdoti sono stati letteralmente presi a schiaffi: il mio parroco rischiò l'infarto e stette male per una settimana, per uno scontro con i catechisti, un vescovo ci lasciò la pelle, non si contano i sacerdoti insultati, minacciati, addirittura colpiti.
    Non è un caso: è una strategia, come quella sul come raggirare i papi e i vescovi, studiata lungamente persino durante le uscite in barca di Kiko e Carmen: la Chiesa cattolica ha la sua spina dorsale nella gerarchia, alla quale vanno spezzate letteralmente le ossa per mettere le mani su un popolo indifeso e sbandato.
    Per questo motivo non si troverà mai un neocatecumenale che rispetti un sacerdote, perché in esso intravvede oscuramente un pericolo mortale per la propria fede: e non risparmierà neppure i propri presbiteri, come ci insegna la vicenda di don Rosini e del parroco del Buon cammino di Napoli.
    L'attacco a don Ariel perciò non ci sorprende, come neppure quello a don Felice: in essi, è la Chiesa ad essere presa di mira.
    Ma la loro è una partita persa in partenza, perché sappiamo che non prevarranno.

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  7. La testimonianza di don Felice è solo l'ennesima conferma della mentalità neocatecumenale secondo la quale chiunque - anche un sacerdote, persino il Papa - perde tutta la dignità non appena ha qualcosa da ridire sul Cammino e sui suoi autonominati "iniziatori".

    Anziché cantare "Amate i vostri nemici" e interrogarsi onestamente davanti al Signore sulle ragioni di chi ha da ridire sul Cammino, partono subito in quarta con i soliti trucchetti: aggredire l'interlocutore, estenuarlo, metterlo a tacere, denunciarlo, insultarlo e ridicolizzarlo, denigrarlo in pubblico e in privato, calunniarlo e infangarlo, attaccarlo in ogni modo (soprattutto nei modi più viscidi)... in modo che si capisca che il vero padre del Cammino è il padre della menzogna, e che la spiritualità del Cammino è profondamente gradita al demonio.

    Esattamente come avvenuto nello spazio commenti dell'Isola di Patmos, anche in questo caso i kikolatri minacciano fuoco e fiamme e nientemeno che di far pedere lo status sacerdotale, credendosi capaci (o volendo far credere di esserlo) di far sospendere a divinis (o addirittura "spretare", ridurre allo stato laicale) qualsiasi sacerdote non allineato a Kiko - sanzioni previste sì dal Codice di Diritto Canonico, ma non certo irrogate per aver notato errori, ingiustizie ed eresie nel Cammino NEocatecumenale. Il Cammino non è un dogma, e Kiko non è il Redentore: mettetevelo bene in testa, fratelli del Cammino, e abbandonate l'eresia neocatecumenale finché siete in tempo!

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    1. Promemoria tecnico:
      - sul nostro blog si comportano in quel modo
      - su Facebook si comportano in quello stesso incivile modo
      - su Isola di Patmos si comportano ancora in quello stesso barbaro modo
      - più le testimonianze già pubblicate di come si comportano in modo barbaro, incivile e anticristiano nei confronti dei sacerdoti (anche i loro)

      Non è che ci voglia molto intuito per capire che concezione hanno del sacerdozio.
      E non è affatto quella gradita a Dio.

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  8. Intanto, per evitare di rovinare loro il fegato e le vacanze, sconsigliamo ai kikos la lettura del racconto La comunità neocatecumenale.

    p.s.: l'espressione "mio racconto ogni tanto leva Satana d'accanto" non è (purtroppo?) da intendersi come un esorcismo ad Enzo...

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  9. Don Felice è un prete LIBERO. Avercene...

    I camminanti riguardo al Papa sono degli ADULATORI, Don Felice no.
    Là dove il Papa travalica il suo ministero e, a volte, sembra perfino abusarne, cioè sembra voler dare a intendere come Magistero ciò che Magistero non è, ma è solo opinione politica o sociologica, don Felice esprime un filiale dissenso. Magari ironizzando, come spesso fanno i figli con i padri.
    I camminanti, invece, si fanno vedere papisti in tutto, ma tra loro lo criticano, spesso ferocemente, non da figli, ma da nemici. A cominciare da Kiko.
    Penso che di testimonianze di ex ce ne siano molte.

    Quando incontro papisti dell'ultima ora, cioè cristiani del dissenso e anche non credenti che hanno eletto il papa come leader maximo, tutta gente che fino al 2013 contestava il Papa, cioè contestava e dissentiva dal suo MAGISTERO infallibile, e che adesso invece si sono auto eletti a difensori del Papa (proprio nel tentativo di sovvertire la FEDE TRADIZIONALE, che, se ne facciano una ragione, è irreformabile), io domando loro: "Ma tu per il Papa ci preghi? Io tutti i giorni, tu scommetto di no". E, dalla faccia sorpresa che fanno, capisco che ho colto nel segno e penso che, forse, sono solo degli opportunisti.
    Come i camminanti.

    I camminanti pregano per Kiko, ma per il Papa? Pregano per il Cammino, ma per la Chiesa?
    In realtà i camminanti, anzi, meglio dire il Cammino per non personalizzare il mio giudizio, non amano affatto né la Chiesa, né il Papa e, infatti, nel segreto delle salette criticano e DISUBBIDISCONO, a cominciare dalle norme liturgiche.

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    1. Preciso: non intendo giudicare l'intimo di nessuno, neanche di Kiko, ma ciò che accade è questo.
      I camminanti sanno che è vero e sanno che adulano il Papa, perciò mentiscono sapendo di mentire. Ma come tutti coloro che dicono bugie, potrebbero dirle in buona fede, cioè convinti di fare del bene.
      Ma anche fosse così il giudizio sul Cammino non cambia. Anzi peggiora: un cammino che riesce a formare tanti piccoli Hitler in buona fede, è peggio della Spectre.

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  10. Tutta l'armata dei kikos che si illudeva di espugnare l'Isola di Patmos a suon di frasi fatte, di menzogne e di commenti insultanti, ha improvvisamente deciso di andarsene in ferie lasciando come al solito senza risposta tutta la valanga di domande e di obiezioni che erano state loro mosse.

    Ma c'è da comprenderli: stanno facendo una cagnara pazzesca per il futuro seminario neocatecumenale di Macao perché non vogliono pensare al fatto che i seminari Redemkikos Mater sono stati sradicati da Guam e dal Giappone (e per giunta chiusi per motivi teologicamente validissimi).

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  11. Non bisogna guardare la forma, ma il cuore dell'uomo. Questo dice Nostro Signore Gesù Cristo. Per di più, i Santi non hanno mai parlato male del Papa.

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    1. Hai ragione: non bisogna guardare la forma con cui si esprime don Felice, ma il cuore di don Felice, che peraltro non ha parlato male del Papa (non lo stavi mica giudicando?).

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    2. By Tripudio come al solito hai capito al volo

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    3. Questo "come al solito" significa che Arpas è uno dei nostri affezionatissimi lettori che passano le giornate su questo blog a compulsare uno per uno i singoli commenti.

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  12. Figueiredo, chi è costui?

    Il presbitero neocatecumenale Anthony Figueiredo, sfornato a suo tempo dal seminario Redemkikos Mater di Newark, aveva avuto una piuttosto comoda carriera nei sacri corridoi vaticani (carriera non interrotta dalle sue ubriachezze), ed era stato fin da subito dopo l'ordinazione il segretario di Theodore McCarrick, ex cardinale oggi spretato per tutta una serie di abusi omosessuali.

    Qualche mese fa il suo nome era saltato fuori perché all'improvviso aveva pubblicato personalmente sul web il contenuto di alcuni documenti con elementi che confermavano le accuse del cardinale Carlo Maria Viganò secondo cui "il Papa sapeva" del porcaio di McCarrick.

    Certi media cattolici, così pronti a saltare sul caso Viganò per dirsi favorevoli o contrari, non si sono chiesti come mai all'improvviso il monsignore presbikiko si sveglia e fa un gesto del genere.

    Oggi leggiamo su JungleWatch alcune considerazioni in merito, visti i sospetti di documenti che «surrettiziamente compaiono sulla scrivania del Papa per essere firmati» (solo Benedetto XVI leggeva tutto prima di firmare) e di strani casi come il cardinale Tauran che prende «precauzioni esagerate riguardo a qualsiasi cosa sfiori il Cammino, visto che i kikos - lo dice lui stesso - hanno spie dappertutto».

    Insomma, è chiaro che a far assegnare il Figueiredo all'incarico di segretario di McCarrick è stato il Cammino Neocatecumenale. Abbiamo già considerato in tante altre occasioni come il Cammino sia capace di sfruttare le -ehm- debolezze personali di certi ecclesiastici per imporre la propria agenda e i loro scagnozzi in posti e incarichi altrimenti irraggiungibili per un kikos. L'investimento col Figueiredo ha ripagato rapidamente la strategia, visto che quest'ultimo è stato raccomandato personalmente dal McCarrick per un posto nella curia romana, aggiungendo altri due occhi e due orecchie al controllo di Gennarini.

    Sempre secondo Jungle Watch, Gennarini ha fatto "fruttificare mille volte" il suo addestramento nelle Brigate Rosse, grazie anche alla sua notevole abilità nel manipolare e nel «pianificare con largo anticipo». Jungle Watch lo indica come «una vera eminenza grigia» (a true man of the shadows).

    Dunque lo spunto di riflessione è: perché al presbikiko Figueiredo è stato comandato improvvisamente di sparare "rivelazioni", a costo di imbarazzare ulteriormente il Papa e di confermare le affermazioni di Viganò? Cosa ha pianificato stavolta l'ineffabile Gennarini?

    Secondo Frenchie di Jungle Watch, la faccendaccia ha a che fare direttamente col caso Guam, ma ne parleranno in un prossimo articolo.

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  13. Questo post mi suggerisce una riflessione che nutro da tempo.

    Appoggiare Viganò e mettersi contro il Papa non è per nulla naturale per come si atteggiano i NC, papisti sfegatati da sempre nelle loro dichiarazioni, anche se i primi e più gravi disobbedienti nei fatti.

    Deve essere capito quindi questo cambio di rotta, a cosa tende.
    Può anche darsi che abbia a che fare con Guam, ma io a questo punto sono un po' più sospettosa.

    Le bandierine, inutili presidi nel mondo, l'attacco alla Chiesa, la permissività del peccato ora e sempre, le molteplici eretiche distorsioni della dottrina...

    A mio avviso la mira è di più grande respiro, riguarda la Chiesa. Le armate pensano di essere pronte, hanno creduto nell'ennesima vittoria a Macao, sono sguinzagliati ovunque, anche se pochi. Hanno invaso la terra col loro virus letale.

    Magari si limitassero a Guam...

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  14. Le eminenze grigie dei kikos hanno sempre complottato contro Papa Francesco, per qualche motivo a noi ignoto Kiko già prevedeva che con questo pontefice il cammino avrebbe visto i sorci verdi.
    Per questo motivo sicuramente Kiko ha prestato fin da subito i propri servigi alla fronda vaticana anti-Francesco.
    Ricordo con orrore gli elogi sperticati del cardinale Muller ad Anotaciones, il libro con i pensieri "spirituali" di Kiko poco prima della sua cacciata da Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; ricordo in particolare tutto lo stato maggiore dei kikos scodinzolanti presenti ad una conferenza del cardinale come fosse uno dei loro grandi amici e sostenitori.
    Siamo quasi certi che anche il cardinal Sarah sia stato avvicinato, per fortuna con nessun esito.
    Una conferma indiretta ci viene infine da come il Papa Francesco tratta ultimamente i neocatecumenali, cioè a pesci in faccia, come fa con i propri nemici.

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    1. Francamenmte mi sembra una visione lievemente "distorta" dei "nemici" di Francesco I feliceente regnante.
      Bssta leggere
      di Roberto de Mattei) Riprendiamo dal blog di Aldo Maria Valli Duc in Altum, questa analisi del professor Roberto de Mattei dell’Instrumentum laboris pubblicato dal Vaticano in vista del sinodo dei vescovi sull’Amazzonia, in programma nel prossimo ottobre (https://www.aldomariavalli.it/2019/06/20/sinodo-amazzonia-signori-cardinali-e-vescovi-davvero-volete-questa-chiesa/).

      il brano si conclude con queste parole che sono un invito alla "ribellione"
      "Cos’altro aggiungere? Taceranno i vescovi, successori degli Apostoli, e i cardinali, consiglieri del Papa nel governo della Chiesa, di fronte a questo manifesto politico-religioso che stravolge la dottrina e la prassi del Corpo Mistico di Cristo? (Roberto de Mattei)"
      Ma com'è pure voi vi sierte aperti alla cosmovisione sciamanica amazzonica del pontefice? Non mi sembravate certi tipi!

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    2. Non sono qui per parlare di papa Francesco. Se anche fossi contraria alle scelte del Pontefice, o favorevole, per Francesco non cambierebbe nulla.
      Invece c'è chi può muovere più dissensi, può addirittura finanziarli, e non certo per amore del Magistero immutabile della Chiesa. Uno di questi è Kiko Argüello, sicuramente. Tutto qua.

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    3. L'immensa asineria del commento delle 18:04 sta nel fatto di volerci per forza considerare dei "tifosi", in modo da applicare i tipici falsi sillogismi neocatecumenali: "se sei contro il Cammino allora necessariamente sei contro il Papa".

      Quel che il cretineocatecumenale delle 18:04 si rifiuta di capire è che noi ragioniamo. Non abbiamo circonciso la ragione. E prendiamo atto della realtà - a differenza dei raglianti kikos dotati di spettacolare paraocchi.

      La vita della Chiesa non è un campionato, e l'apertura dei Redemkikos Mater non equivale a segnare goal. Quello che ci interessa è la fede: e la fede non è un sentimento, non è il prodotto di qualche attività comunitaria, non è l'appartenenza ad una qualche tifoseria. Ma questo, i kikos, così pieni di sé e dell'idolo Kiko, non sono in grado di capirlo: hanno circonciso la ragione, e pertanto hanno anche inquinato la fede.

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  15. Il direttore del sito web La Fede Quotidiana ha pubblicato, praticamente senza commentarle, lunghe citazioni dell'articolo di don Ariel Levi di Gualdo, firmandolo "Angelica La Rosa".

    L'aspetto comico della faccenda è nel titolo redazionale acchiappa-clic che ha usato i termini "duro attacco", "durissimo attacco", e "utili idioti". Scommettiamo che i kikos al solo leggere quei termini condivideranno l'articolo su Facebook dando così la parola a don Ariel e facendone conoscere più diffusamente l'opera?

    Perciò, di tutto cuore, lo ringraziamo per la pubblicità gratuita fatta a don Ariel e al suo libro di prossima uscita.

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    1. Nota tecnico-geografica: tale direttore indica come suo luogo di lavoro San Giorgio a Cremano, il paesetto alle porte di Napoli che venne "esorcizzato" dal sommo Pasqualone, laico neocatecumenale in missione kikiana "senza borsa né bisaccia" a otto chilometri da casa, su incarico dei propri cosiddetti "catechisti" laici del Cammino.

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  16. È stato appena inaugurato un seminario kikiano a Seul. Ci sono informazioni, foto e video in rete. Ho avuto modo recentemente di incontrare neocatecumenali doc: vicinissimi a Kiko, alcuni la sua ombra. In comune avevano, e mi ha colpito moltissimo, la paura del giudizio di Dio e dell’aldila. Usano le persone per i loro scopi, ne distruggono la vita, non ne rispettano la sacralità e questo logora, al di là di tutte le catechesi e le celebrazioni non rende sereni. C’ è da riflettere! Anonimo che ben sa

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    1. Come al solito se la cantano e se la suonano, e se la inaugurano cento volte consecutive.

      Il seminario kikiano di Seul in Corea del sud esisteva almeno dal 2014: cinque anni fa veniva pomposamente inserito sulla lista in wikipedia e soltanto ad agosto 2019 si compie una "inaugurazione"?

      È la solita propaganda neocatecumenalizia: fabbricare le notizie. Kiko è ancora su tutte le furie perché si è visto estirpare i seminari in Giappone e a Guam, e quindi bisogna fabbricare le notizie per fargli credere che il Cammino avanza a grandi passi verso l'Asia...

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  17. http://www.lafedequotidiana.it/enzo-bianchi-gesu-non-ha-mai-parlato-dei-gay-la-chiesa-taccia-si-alle-unioni-civili/
    Enzo Bianchi ha spiegato che «se Cristo nel Vangelo parla del matrimonio come unione indissolubile nulla dice in merito all’omosessualità. L’onestà, quindi, ci obbliga ad ammettere l’enigma, a lasciare il quesito senza una risposta. Su questo, io vorrei una Chiesa che, non potendo pronunciarsi, preferisca tacere. Che la Chiesa faccia il matrimonio per persone dello stesso sesso – ha concluso – è una cosa senza senso. Tuttavia, se lo Stato decide di regolarizzare una realtà affettiva, lasciamo fare, applicando la misericordia come vuole il Vangelo, non come la vogliamo noi».

    Avete letto la conclusione di Enzo Bianchi?

    OK!

    Ecco la risposta:

    http://www.novena.it/catechesi/catechesi05.htm

    Dice San Paolo: “...Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento..... E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 26-32); Ma veniamo a qualche altra citazione: “...Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9-10); “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i padricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d'uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”(1 Tm. 1,9).

    Ora vi metto uno spunto da considerare:

    1 Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. 2 Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. 3 Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all'opera e la loro rovina è in agguato.
    4 Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell'inferno, serbandoli per il giudizio; 5 non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi; 6 condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. 7 Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. 8 Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie. 9 Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, 10 soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore.

    (segue)

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  18. Temerari, arroganti, non temono d'insultare gli esseri gloriosi decaduti, 11 mentre gli angeli, a loro superiori per forza e potenza, non portano contro di essi alcun giudizio offensivo davanti al Signore. 12 Ma costoro, come animali irragionevoli nati per natura a essere presi e distrutti, mentre bestemmiano quel che ignorano, saranno distrutti nella loro corruzione, 13 subendo il castigo come salario dell'iniquità. Essi stimano felicità il piacere d'un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi; 14 han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione! 15 Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo la via di Balaàm di Bosòr, che amò un salario di iniquità, 16 ma fu ripreso per la sua malvagità: un muto giumento, parlando con voce umana, impedì la demenza del profeta. 17 Costoro sono come fonti senz'acqua e come nuvole sospinte dal vento: a loro è riserbata l'oscurità delle tenebre. 18 Con discorsi gonfiati e vani adescano mediante le licenziose passioni della carne coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell'errore. 19 Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l'ha vinto.
    20 Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. 21 Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato. 22 Si è verificato per essi il proverbio:
    Il cane è tornato al suo vomito
    e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel
    brago.

    (da IPG)

    Pacei ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  19. Faccio notare che la cerimonia di inaugurazione del già esistente seminario di Seoul, è consiste in un pugnello di persone.
    Le foto dell'Eucarestia mostrano 24 preti, ed è certo che non sono tutti coreani della diocesi, ma molti precettati per far numero e, siccome il cerchio neocatecumenale è speculare, se si contano circa 45 persone a destra, ce ne sono altrettante a sinistra, quindi 90.
    Di questi 90 la metà saranno coreani, l'altra metà son stati fatti certamente venire dalle comunità dei catechisti, a volte presenziano a questi eventi comunità intere. ed alcuno sono seminaristi.

    Quindi, volendo essere buoni, un centinaio scarso di presenti, di cui solo una scarsa cinquantina coreani, non comporta assolutamente un bel risultato. Anzi, molto fumo e poco arrosto.

    Una cosa veramente piccola piccola, se si considera che l'evangelizzazione neocatecumenale della Corea è iniziata una trentina d'anni fa.

    Come sempre, i NC fanno un gran clamore ed una grande propaganda per nulla.

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    1. Fa come faceva Mussolini che spostava gli armamenti da un posto all'altro per dare l'impressione di essere armatissimo ma in realtà era in brache di tela.
      Lui può disporre è vero di un sacco di soldi ma speriamo che gli utili idioti finiscano di pagare le gabelle mensili, settimanali, quotidiane. In ogni caso questa è una buona notizia perché significa che il castello di carte si sta piano piano sgretolando, visto che ormai non entra più nessuno.



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  20. Ecco il link:

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214801829618802&set=pcb.10157100842890485&type=3&theater&ifg=1

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  21. Il cammino neocatecumenale è un grande puzzle.
    Quando entri in comunità ti dicono che la Chiesa,i fratelli di comunità e i catechisti ti aiuteranno a ricostruire in quel puzzle il volto di Cristo e con esso la tua fede in Lui.
    Quando sei dentro riesci a collocare solo pochi tasselli e con molta fatica , ma quando ne esci e lo guardi da lontano i tasselli vanno apposto quasi da soli, ma solo allora ti rendi conto che in quel puzzle c'è il volto di Kiko e la dipendenza totale al Suo cammino.
    LUCA

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