mercoledì 21 agosto 2019

PERCHÉ IL CAMMINO DURA TUTTA LA VITA?

Il Cammino Neocatecumenale era nato in origine come un modo per animare le parrocchie.

Morcillo credeva, su parola del giovanotto Kiko, che durasse tre anni e perciò presentò Kiko al card. vicario di Roma, Angelo Dell’Acqua, come un suonatore di chitarra abile a costituire comunità cristiane. È palese che nella sua visione lo trattava come un “animatore”.
Tre anni di “corso” e via.

Giovanni Paolo II, quando dopo la fine del Concilio accolse a braccia aperte i nuovi Movimenti, accolse fra tutti anche il Cammino, così come accolse i Legionari di Cristo, salvo poi tornare sui suoi passi vent’anni dopo in conseguenza dei fatti provati sul loro leader, Marcial Maciel Degollado.

Fu creduto allora che il Cammino durasse sette anni e poi si “sciogliesse nella parrocchia”, come dichiarato dai fondatori e come è implicito nelle norme dello Statuto.

Lo Statuto si ferma all’«elezione», dichiarando che, una volta finito il cammino “i catechisti rimangono a disposizione per le necessità di evangelizzazione e di educazione permanente”, potendo i “fratelli” continuare a ritrovarsi per la celebrazione della parola soltanto e alla MESSA DELLA DOMENICA (non più del sabato).
Invece si è inventato il nuovo passaggio del “matrimonio spirituale”, da effettuarsi 10 anni dopo l’«elezione».
10 anni dopo!
Mica uno o due…

A questo punto, ottenuta la vestina bianca
con l'«Elezione», il Cammino dovrebbe
finalmente "sciogliersi in parrocchia".
Fine "itinerario", arrivo in parrocchia...

Se si considera che al massimo si entra in Comunità a 14 anni, e che con l'aggiunta di tutte le tappe extra il Cammino oggi ne dura anche più di trenta, l’aver aumentato di 10 anni porta la sua durata a 40/50 anni (tra le varie fusioni e chiusure).
Il che vuol dire che la persona che ha iniziato a 14 anni, naturalmente quasi al 100% figli di neocatecumenali, trascorre l’intera vita nel Cammino e non “si scioglie” MAI in parrocchia.

Cammino e parrocchia sono due cose separate PER SEMPRE.

Ma la domanda interessante è: “Come mai il Cammino non va MAI a far parte della parrocchia? Come mai non si “scioglie” MAI e trattiene i suoi adepti vita natural durante nella sua prigione?


IMMAGINIAMOCI L'EVENTUALITÀ CHE SI "SCIOGLIESSE":

Tutte le comunità dopo l’elezione dovrebbero cessare di esistere e, se si conteggiano tutte quelle nate agli inizi, le uniche veramente numerose, il numero da esibire degli appartenenti a Cammino subirebbe un drastico calo, non essendoci sufficiente ricambio.

Oggi si millantano numeri significativi solo perché si conteggiano TUTTI gli aderenti, dal 1967 in poi.
Tendo a pensare con ragionevole certezza, che non si decurtino neppure i deceduti o i fuoriusciti, per mantenere più alti i numeri.
Cioè, i dichiarati numeri sono onnicomprensivi di chiunque abbia messo piede nel Cammino dal 1967 in poi, anche solo per pochi mesi.

Quando ai responsabili fanno compilare la scheda della comunità da inviare al Centro Neocatecumenale locale come aggiornamento, viene richiesto il nome di coloro che attendono ai vari ruoli (equipe dei responsabili, equipe dei catechisti…), ma non viene chiesto il numero dei componenti. Si dà per scontato che resti quello originario.

Anche in caso di fusione, non viene menzionata la fusione, si compila solo una nuova scheda della nuova comunità frutto della fusione, cambieranno i nomi, ma nella pratica sarebbe una comunità di meno da conteggiare e da menzionare come “frutto di fusione”.

Se chi è arrivato a destinazione, avendo già concluso l'"itinerario", vivesse da parrocchiano, dove prenderebbero tutti i soldi delle "decime" di chi cessa di essere "comunità"?
Economicamente perderebbero importantissime entrate a nero.

Che fine farebbero gli itineranti e le famiglie in missione se non avessero più una comunità di riferimento?
Questi partono, “inviati” dalla comunità (che dovrebbe essere la Chiesa), e poi, siccome la comunità ha finito il cammino, a chi dovrebbero far riferimento? Dove troverebbero sistemazione le mille volte che tornano in patria? Chi pagherebbe loro le spese dell’aereo, chi li sosterrebbe economicamente nella loro permanenza in missione?

Stessa cosa vale per i “presbiteri kikiani” dei seminari Redemptoris Mater. A chi dovrebbero fare riferimento se la loro comunità si è “sciolta” per aver terminato il percorso? Dovrebbero forse riferirsi alle diocesi? Diverrebbero preti diocesani a tutti gli effetti?

Chi "guiderebbe" le comunità inferiori, se la comunità dei loro catechisti si fosse "sciolta" per raggiungimento della meta perseguita con il loro "itinerario"?

L’avere genitori in comunità, fa sentire ai figli un obbligo superiore quando viene l’ora dell’”iniziazione”. Se i genitori non appartenessero più ad una comunità, perché hanno terminato il percorso e sono diventati "parrocchiani dalla fede adulta", molti figli si sentirebbero più liberi di dare forfait.
La forza del Cammino è anche costituita da famiglie generazionali che operano in contemporaneità.

Tutto l’impianto del Cammino è strutturato in modo da durare per sempre.

Se le comunità che hanno finito l’«itinerario» (itinerario è di per sé una parola che implica una fine, quando si arriva alla meta, da vocabolario) si “sciogliessero nella parrocchia”, per diventare “cristiani adulti” che operano in essa, partecipando (come da Statuto) alle Messe domenicali e rinunciando alla tanto cara “convivenza mensile” (dove accadono i peggiori scempi e vengono profferite senza alcun controllo le peggiori eresie), chi dovrebbe fungere da riferimento per tutti i poveracci mandati allo sbaraglio nel mondo?

Occorrerebbe un altro tipo di organizzazione, che ne so, una commissione diocesana, una struttura indipendente dal Cammino, per gestire tutti questi “cristiani adulti” missionari allo sbaraglio per il mondo.

Ma allora interverrebbe un altro problema: non si parlerebbe più il linguaggio neocatecumenale, non ci sarebbe più lo “spirito” neocatecumenale, si perderebbe il “frizzo” dei balletti, dei canti kikiani, delle pagnotte, dei calici di vino, delle risonanze, delle esperienze, della mitica convivenza mensile…

In poche parole si diventerebbe come i normali fedeli cattolici, come avrebbe implicato lo “sciogliersi in parrocchia”, forse "sicuramente parrocchiani DOC e di serie A", ma parrocchiani e non più neocatecumenali.

Ecco cosa succederebbe ai neocat "sciolti" in parrocchia:
per loro sarebbe una sofferenza, dopo aver finito l'itinerario,
arrivare a destinazione in parrocchia con la “fede adulta”


Finita la pacchia neocatecumenale, luogo aggregativo e scarsamente spirituale, scelto da coloro che preferiscono i circolini religiosi a quelli ideologici o sportivi, da quelli che amano le comunità terapeutiche travestite.
Non tutti vivono così la comunità, ma di certo la maggioranza sì e più si sale nella gerarchia, più il fascino mondano del potere esplica i suoi effetti.

Ecco che allora però, i furbetti neocat (cioè Kiko) inventano le “comunità in missione”, volendo far credere che trasferendosi in un’altra parrocchia, sempre con parroco neocatecumenale, agiscono nella parrocchia e per la parrocchia.
In realtà continuano a dipendere come prima dai loro “catechisti”, dalla loro parrocchia d’origine, alla quale immancabilmente tornano sempre per vari “annunci”, incontri e quant’altro, e continuano a “fare comunità” come prima, solo in una parrocchia diversa.

Quella povera parrocchia, quindi, non solo dovrà sopportare una serie di comunità neocatecumenali locali, ma anche quella degli “anziani adulti nella fede” arrivati da fuori.

L’unica cosa che ho visto fare da queste “comunità in missione” è appunto una serie di “missioni” di piazza in stile neocatecumenale, portando gente neocatecumenale e giovani neocatecumenali “adulti nella fede”, nonché la dovuta obbedienza, oltre che ai loro catechisti originari, anche a quelli della nuova parrocchia di “missione”, quelli, per intenderci, che gestiscono neocatecumenalmente la parrocchia.

Ecco perché il Cammino è un MOVIMENTO e non un "itinerario". Un itinerario finisce, arrivati alla meta.
Ecco anche perché il Cammino NON È CHIESA, poiché non segue né le liturgie né il Magistero della Chiesa.
È un
MOVIMENTO CON PROPRIE LITURGIE E CON PROPRIA DOTTRINA.
Ma un Movimento, può esistere in siffatta maniera?

Quello che i neocat sanno fare meglio:
far spettacolo e dar mostra di sé.

Essere “adulto”, pure in riferimento alla fede, non significa poter camminare sulle proprie gambe, avere una propria autonomia e compiere in coscienza le proprie scelte?
No, nel Cammino dipendi in eterno dal discernimento di un altro, il tuo “catechista” laico, che anche quando avrai 70 anni ti dirà cosa devi fare, proprio come si direbbe ad un bambino "adulto nella fede".
Hanno solo cambiato taglia alla vestina bianca, crescendo quella della prima Comunione era rimasta piccola…

In soldoni, il rientrare in parrocchia “sciogliendosi”, al Cammino non interessa e non conviene per nulla, e non gli passa nemmeno per la mente.
Era solo una grande BUFALA.

51 commenti:

  1. Uomo Liberooooo!!!21 agosto 2019 08:25

    L'ERGASTOLO DURA MENO DEL CAMMINO

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  2. ...POICHE' IL "POTENTE CAMMINO DI KIKO" NON CONOSCE "SCONTI DI PENA" NEANCHE PER "BUONA CONDOTTA"...

    Pax

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  3. "Che fine farebbero gli itineranti e le famiglie in missione se non avessero più una comunità di riferimento?"
    Sarebbe anche semplice: Basterebbe SOSTITUIRLI..si sarebbero evitati tanti di quei casini...perchè l'itinerante che si installa è una vera e propria contraddizione in termini....è nato itinerante con la prospettiva che sarebbe stato spostato di quà e di là ma di fatto le famiglie degli itineranti crescono e non si possono traumatizzare i figli ( solo quelli degli itineranti )....alla fine con i fatti dimostrano di non credere per niente a quello che predicano...vale tutto per i poveri catecumeni ma non per loro...sulla base di una millantata esigenza di "continuità" etc. il primo che si è installato è proprio Kiko che ha il terrore di dover avere a che fare con itineranti di seconda generazione che sono decisamente critici nei suoi confronti....lui ama lavorare con i "pennelli vecchi" ormai completamente "forgiati" dalla "sapiente" mano del "pittore".....qualsiasi cosa che diventa stantia imputridisce....ed il cnc è morto dentro...ma nessuno vuole prenderne veramente atto....troppe concussioni...troppi interessi economici di chi è invischiato ad alti livelli....insomma..troppo da perdere....i camminanti millantano di essere liberi da questo e da quello...ma in realtà non lo sono per niente...non hanno le palle di rischiare un bel niente in proprio...e anche quando partono in missione lo fanno certi che le comunità li "coprono" salvo poi accorgersi che non è vero e scoppiano....soli e abbandonati in terre sperdute...con la dicotomia interiore di non voler cedere e rientrare e forse magari non possono più perchè non avrebbero di che vivere...a meno di dover fare lavori umili e mal pagati dopo aver lasciato impieghi prestigiosi e venduto case....insomma avendo tagliato la via del ritorno...è un bel casino sentirsi "prigionieri" della missione....

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  4. Quello che veramente mi indigna è che hanno insistito fino allo stremo, pure davanti ai Papi, per non voler essere considerati "MOVIMENTO" ma "ITINERARIO...". Carmen osò anche interrompere Giovanni Paolo II perché li chiamava "movimento". Lui rispose: "Ma se "camminate", siete in Movimento!" , o una frase del genere.

    E poi si scopre che non sono per nulla quell'"itinerario" che volevano dichiarare di essere, proprio perché un itinerario DEVE finire, altrimenti uno cammina per tutta la vita senza mai arrivare alla finale destinazione, un Movimento potrebbe anche durare per sempre, in teoria.

    Ma all'epoca loro credevano che alla fine dell'"itinerario" avrebbero convertito tutta la Chiesa al loro kikianesimo: questa era la loro meta. Se tutta la Chiesa è kikiana perché si è convertita in "cristiani adulti", l'itinerario ha compiuto il suo scopo ed è arrivato alla sua meta.

    Peccato per loro che non sia stato affatto così, che le aspirazioni megalomani del "santo" Arguello siano miseramente decadute dopo nemmeno 50 anni.

    Hanno confezionato sì un "itinerario" ed oggi se ne intravede la meta: l'itinerario kikiano è stata una passeggiata vandalica circolare all'interno della Chiesa, la meta è la morte del CNC, nonostante si affaccendino ancora a fare proselitismo senza alcun successo.
    Ecco la meta del loro "itinerario" la morte del CNC.

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  5. I guai grossi e le incongruenze del cammino neocatecumenale sono nati, prima ancora che fosse chiaro che non ci sarebbe stato uno sciogliersi nelle parrocchie e prima della nascita dell'idea di parrocchia come comunità di comunità, con l'ingresso nelle comunità dei figli del cammino senza nessuna modifica ed adattamento della catechesi.
    So per certo che il problema si pose: come sottoporre un sedicenne alla domanda sulla croce, un diciottenne alla rinuncia ai beni e alla decima?
    Ma, peggio ancora,come ignorare che questi ragazzi siano stati immersi fin da piccoli nelle pratiche e nelle ritualità del cammino e proporle loro come fossero delle novità?
    Kiko non volle fare nessuna modifica alle catechesi, se non nel titolo, facendole diventare Catechesi per giovani e adulti.
    Sì potrebbero immaginare vari motivi per i quali le catechesi pensate per "religiosi naturali" di mezza età, potessero andare bene per quattordicenni immersi fin da piccoli nella "nuova evangelizzazione", che quindi avrebbero dovuto diventare la prima generazione della Chiesa rinnovata, dei "cristiani naturali".
    L'unico vero motivo che mi viene in mente per l'arroccarsi intorno alle vecchie catechesi riproposte ai figli, è il fatto che Kiko e Carmen non fossero gli autori della struttura e dei contenuti del cammino, ma dei meri ripetitori, e quindi non avessero assolutamente la capacità di pensare al divenire della struttura che avevano fatto nascere, crescere, diffondere.
    È per questo motivo che i mamotreti vengono condensati nelle cinque predicazioni nelle piazze, allungati nelle alleanze con i ragazzi del dopocresima, riproposte fino alla nausea nelle preparazioni delle coppie al matrimonio. Perché non c'è altro!
    Quella è la formula della loro coca cola, rubata a chissà chi (ma prima o poi lo scopriremo): in bottiglia, in lattina o sfusa, quella è, e non sono in grado di pensare ad altro.
    Per questo il cammino dura sì tutta la vita, ma perdendo totalmente ogni caratteristica di spontaneità ed entusiasmo ed aumentando le azioni di costrizione, di persuasione, fino ad arrivare alle minacce. Dura tutta la vita sopravvivendo a se stesso, vedremo per quanto tempo ancora.

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    1. Hai detto una cosa fondamentale che anch'io e mio marito abbiamo pensato negli ultimi anni, da quando siamo usciti dal Cammino:
      "L'unico vero motivo che mi viene in mente per l'arroccarsi intorno alle vecchie catechesi riproposte ai figli, è il fatto che Kiko e Carmen non fossero gli autori della struttura e dei contenuti del cammino, ma dei meri ripetitori"

      Grazie della conferma!
      Annalisa

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    2. Io ce l'avrei una certa idea su come si siano formati i mamotreti, sicuramente non frutto della spiritualità kikiana, che all'epoca era tutta rivolta ai "miserabili".

      Basta pensare a chi fu il loro mentore romano appena sbarcati in Italia.
      Non fu "la reforme c'est moi!" ed il padre dell'OICA?
      Non fu il primo e più potente costruttore di tutto il Concilio?

      Già nel 1974 "lodava" i neocatecumenali, non conoscendo di loro nulla di scritto e poco della prassi, ancora tutta in fieri.

      Non si nota una certa somiglianza tra le statuizioni dell'OICA e l'impianto del CNC?
      L'OICA era lettera morta senza che nessuno l'incarnasse. Ci volevano pionieri volontari.
      E chi meglio di due megalomani spagnoli alla ricerca di successo attraverso la formazione di "comunità cristiane" che entrambi VOLEVANO e fortemente perseguivano, poteva incarnare il "volontario" che avrebbe rinnegato i suoi principi originari, venduto il vendibile, pur di affermarsi come "santo"?

      Non è un caso, secondo me, che i primi mamotreti scritti appaiano proprio quando il padre dell'OICA e della riforma prende i due spagnoli sotto la sua ala protettiva.

      Da tutto ciò che ho letto in merito a quegli anni, sono quasi certa che i mamotreti portano "quella" firma.
      E, sinceramente, vista la fine del padre della riforma, quella firma non mi pare per niente ammirevole.

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    3. https://www.youtube.com/watch?v=hu1wJ0nlVCs

      Nulla di nuovo. Fa parte della volontà umana il voler sottomettere il prossimo alle proprie idee. Infatti scoppiano delle guerre tra fazioni. La storia ne è piena di esempi. E così, similmente nel video, nel CN si fa lo stesso.
      Io, purtroppo, ho conosciuto i figli del Cammino, così li chiamano, è c'è da temere, non nel senso di pericolo personale di noi che scriviamo sul Blog, perchè ne siamo vaccinati, ma per chi ne entra e non è al corrente dei fatti e dei meccanismi, meglio dire dei fanatismi, ecco che quella persone, se non è accorta, potrebbe farsi molto del male stando dietro a queste persone. Queste persone manipolano la realtà a proprio vantaggio, ogni cosa viene presa come un evento eccezionale e un miracolo proveniente dal Cammino, usano lo Spirito Santo come fosse un oggetto al loro servizio, non sono loro al servizio dello Spirito, ma è Dio che si piega a loro, al loro tornaconto. Esaltano eventi e situazioni favorevoli, è incolpano senza senso chi non si piega a loro, non capendo che la persona che gli sta davanti non potrebbe piegarsi per nessuna ragione al mondo, per via che non si è dispsosti nel farsi mettere sotto un fosso da persone esaltate e cieche che hanno la mente ottenebrata e fanatica.

      (da IPG)

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.
      P.S.: vi chiederete il perchè metto questa frase finale ( Pace ai figli della...). Un domani, quando me la sentirò ve lo metterò.E' comunue come una mia firma e un mio modo di concludere. E' come se davanti a tutto, sia al marcio, al rancore, al fanatismo, alla voglia di vendetta, ma anche ad altro di non spiacevole ( perchè non vi sono solo le cose brutte nella vita, anzi le situazioni belle sono maggiori),si dovesse, comunque, rimanere nella Pace, la Pace è un grande dono di Dio, nella Pace si costruisce, non nella guerra.

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    4. il fatto che Kiko e Carmen non fossero gli autori della struttura e dei contenuti del cammino, ma dei meri ripetitori, e quindi non avessero assolutamente la capacità di pensare al divenire della struttura che avevano fatto nascere, crescere, diffondere.

      Più passa il tempo e più sono straconvinto di questa affermazione, io ho sentito le stesse catechesi dei mamotreti da quelli del rinnovamento, e non credo che gliele abbia passate il cnc....mi è sempre rimasto il pallino di capire bene l'origine....

      La conferma empirica di questa affermazione stà proprio nel fatto che non è cambiata una virgola nonostante negli ultimi 50 anni sia cambiato il mondo in modo radicale e molte di quelle catechesi sono ormai fuori contesto...e invece niente non si tocca una virgola....credo anch'io per incapacità...che brutta constatazione...
      ...molti malumori dal basso sono anche relativi a questo immobilismo....se non ci caga più nessuno perchè continuiamo imperterriti senza cambiare una virgola....dov'è finita la tanto millantata dinamicità del cammino...

      Di questi 50 anni 30 sono serviti per le primissime comunità per terminare il "percorso" e gli altri 20 sono stati l'imbalsamazione dei primi...ed il gioco è fatto...

      ...nel 90 GPII diceva che il cnc era un itinerario adeguato ai tempi moderni...peccato che la storia stia viaggiando ad una velocità mai vista prima e il cnc non è più adeguato ai tempi di oggi...

      Nell'era internet non si può far presa demonizzando sempre tutto quando anche gli 80 enni si sbattono sui social...dicendo ancora che uno vuol essere contemporaneamente S.Francesco e Sofia Loren...senza parlare della terza catechesi sul marxismo e sulla scienza...

      Vabbè mi avete capito è inutile aggiungere altro....il cnc che ha bistrattato la Chiesa per il suo "immobilismo" dal 314 d.c al CVII ( sono circa 1650 anni ) si ritrova dopo soli 50 nello stesso immobilismo e non sa più rispondere all'uomo di oggi...le comunità di base ops, neocatecumenali rimangono chiuse in se stesse e nell'era in cui tutti sanno di tutti in tempo reale cosa volete che affascini l'altro...la setta? la comunella? o il prurito di sapere gli uni degli altri? ...di amore e di unità non se ne vede da nessuna parte...di amore al nemico solo di facciata....se il cnc non da frutti veri non serve ad una mazza...

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  7. Ottimo articolo.

    La conseguenza che se ne trae è che, stando così le cose, NON E' VERO che il Cammino è APPROVATO!
    Cioè: o l'approvazione è INVALIDA, oppure è valida, ma non riguarda più NESSUNO.

    Se Papa Giovanni Paolo II è stato ingannato, cioè se gli è stato detto che l'"itinerario" sarebbe durato 7 anni SAPENDO che non era così (al Papa 7 anni sembrarono un po' troppi, ma non volle mortificare tanto zelo), allora l'approvazione è INVALIDA. E il Cammino ha agito in MALA FEDE.

    Se, invece, il Cammino non si fosse macchiato del gravissimo peccato di ingannare un Papa, ma Kiko pensava che dovesse durare davvero 7 anni, l'approvazione è validissima. Ma NON RIGUARDA il Cammino, o, almeno, non lo riguarda più, perché nel frattempo il Cammino è cambiato in un punto essenziale.
    Durando per sempre e, perciò, non sciogliendosi mai in parrocchia, il Cammino ha cambiato la sua stessa FINALITA! E' diventato come un "ordine" a parte, che può servire in parrocchia, ma che, sostanzialmente, è un'entità extra parrocchiale!
    Come se le Clarisse si reinventassero come suore infermiere. Bene, ma non sono più clarisse! Se vogliono l'approvazione devono riscrivere un'altra regola, che, poi, va sottoposta alla Chiesa

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  8. Pietro del cammino21 agosto 2019 18:39

    Ma chi vi ha detto che finisce....dove lo avete letto....appunto non sono una Clarissa che si reinventa infermiera punto e basta.
    Finito il mio itinerario resto con la mia comunità di appartenenza a servizio della parrocchia e della Chiesa, non mi sembra difficile da comprendere.
    Il vero problema cari struzzi, è che in parrocchia non ci sia più tanto di quel lavoro, è se ce, lo si divide fra tutti, quindi il vostro problema quale è ?? Mi devo sciogliere per quale motivo ?? Vi da fastidio se celebro il mercoledì ?? O se non stiamo tutti insieme la domenica mattina ??
    Che poverta di spirito abissale, pur di colpire il cammino non vi interessa di uccidere la stessa Chiesa.

    Statemi sempre bene , Pietro del cammino

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    1. Ma infatti, Pietro del Cammino, non ci sarebbe nulla di male nel, avendo concluso l'itinerario, continuare a trovarsi il mercoledì per leggere la Bibbia e magari una volta al mese per la convivenza, perché no.
      Ma già la Messa nelle piccole comunità non avrebbe più senso, perché essa è giustificata solo dal dover percorrere quell'itinerario ormai concluso ed effettivamente saper stare insieme con la comunità parrocchiale alla domenica sarebbe un gran bel segno di una, pur tardiva, raggiunta maturità spirituale.
      Poi, sempre per quella benedetta conclusione del percorso già raggiunta, non mi spiego cinque anni dopo la necessità di tornare alla Domus a firmare addirittura un contratto di matrimonio, con quella comunità, ma certo tu Pietro saprai il perché; come pure è incomprensibile dover sottoporsi ancora alla disciplina imposta dai catechisti, al controllo dei garanti e, magari, quando Kiko lo decide, a subire la deportazione in un'altra parrocchia come communitates in missionem.
      Troppe cose non tornano...compreso l'obbligo di versare la decima, naturalmente.
      La mia abissale povertà di spirito mi induce a pensare che, dopo trent'anni, si sia abbastanza maturi da decidere come debba proseguire la propria vita spirituale.
      Poi, caro Pietro, pensare che criticare in modo propositivo il cammino equivalga addirittura ad "uccidere" la Chiesa, è una di quelle frasi ad effetto con cui si tiene legata la gente per anni al giogo di un guru. A noi non fa nessun effetto, quindi puoi pure risparmiartela.
      Buona serata.

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    2. @Pietro del cammino

      Tu non hai idea di come stiamo bene, adesso.
      Non dipendiamo dal gruppetto sempiterno dei soliti fratelli, una sicurezza, non dipendiamo dal discernimento di un altro laico, che spesso ha meno spirito di quelli che vorrebbe catechizzare e confessare, non dipendiamo più dall'obbligo della decima, retaggio ebraico e non cristiano, sentendoci liberi di DONARE davvero, secondo le nostre possibilità, come uno slancio interiore e non come un dovere, sentendoci liberi di "fare del bene", secondo le nostre possibilità, anche a chi non è neocat....

      Potrei aggiungere altri mille motivi del perché stiamo bene, di questo non ti devi assolutamente preoccupare.

      Piuttosto mi colpisce il tuo stupore davanti all'ipotesi che il tuo itinerario possa arrivare a destinazione.
      Chi lo ha detto?
      Ma i tuoi amati guru, il Gatto e la Volpe, lo hanno detto, quando hanno fatto credere a Morcillo che avrebbero operato per tre miseri anni e via.
      Quando hanno mentito a Giovanni Paolo II facendogli credere che l'"itinerario" sarebbe durato solo 7 anni.
      Quando hanno insistito con cielo e terra per non essere definiti Movimento ma "itinerario (non si itinera tutta la vita, un itinerario serve ad arrivare ad una meta e poi è concluso, come l'OICA, che non dura in eterno, ma è una FORMAZIONE alla fede che poi sfocia nella Chiesa).

      I tuoi Gatto e Volpe hanno voluto essere "itinerario", per far credere che dopo un tempo di formazione gli adepti andassero a far parte della Madre Chiesa, ma poi si sono comportati come un MOVIMENTO.

      Sai che magari ad un MOVIMENTO non avrebbero concesso nemmeno la metà di quello che hanno concesso al CNC ma, come itinerario transeunte, lo si poteva anche accordare, tanto il "cristiano adulto nella fede" poi andava a fare il fratello con tutti nella Chiesa unita.

      Ma dove vivi, Pietro del cammino, per non riuscire a capire?
      Cosa ti hanno fatto alla ragione?

      Se tu resti, come dici tu, con la tua comunità di appartenenza (già appartenenza evoca un bisogno di "appartenere", di porto sicuro), caro struzzo, non sarai MAI uno con la Chiesa, ma sarai soltanto uno, se ti riesce, con la tua comunità.

      Stare nella parrocchia, non è solo, come vi inculcano starci "a servizio" o attendere ad un "lavoro": quello lo fanno le badanti e le colf.
      Stare in parrocchia significa condividere, integrarsi, conoscere i parrocchiani, partecipare ad attività che il cammino seppellirebbe appena potesse, rimanere seduti in silenzio a pregare senza dover per forza avere un compito (sennò non valiamo)...

      Ma tu che ne sai? Vedi la parrocchia come qualcosa a cui stare "a servizio" per "lavorare", come un esterno presta la sua opera al datore di lavoro...

      Trovo che l'abissalità di povertà di spirito l'abbia manifestata tu, con le tue stesse parole, relegato a quei quattro gatti, sempre di meno, che se la suonano e se la cantano intra se e si sentono per questo anche più profondi e spirituali.

      Io, dopo 35 anni di cammino, son tornata nella mia vivacissima parrocchia, mi sono "sciolta" da sola.
      Se mi avesse dato fastidio il "mercoledi", sarei rimasta con la mia comunità "di appartenenza".
      Invece io ora appartengo alla CHIESA.

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    3. "Pur di colpire il Cammino, non vi interessa di uccidere la stessa Chiesa".

      Caro Pietro, c'è un errore di fondo nel tuo ragionamento: il Cammino NON E' la Chiesa. E' solo formalmente dentro la Chiesa: ne usa il nome, ne usa le strutture, ma non c'entra quasi nulla, per i seguenti motivi:

      1) Utilizza liturgie diverse, inventate dai fondatori;
      2) Celebra in giorni diversi, separatamente dagli altri fedeli;
      3) Ha delle istituzioni e dei rituali diversi, alcuni dei quali espressamente contro la dottrina della Chiesa (es.: le confessioni davanti ai fratelli, quando la Chiesa stabilisce che devono essere un segreto tra il fedele e il confessore; procreare a tutto spiano senza curarsi delle conseguenze, quando la Chiesa ha già chiarito il concetto di "paternità responsabile"; affidarsi alla Provvidenza in modo cieco e scervellato, come dei bambini che fanno cose pericolose perché sanno che tanto i genitori li proteggono, quando è scritto "non tenterai il Signore Dio tuo");
      4) Entrato in una parrocchia, cambia la struttura interna della Chiesa, installandovi i suoi dipinti, i suoi arredi, i suoi tappeti, ecc., di fatto colonizzando l'edificio;
      5) L'interazione tra parrocchiani e CNC è pari a zero: i neocatecumeni si limitano ad utilizzare le strutture della parrocchia che la diocesi mette loro a disposizione, punto. E' come un'associazione culturale che per le riunioni utilizza dei locali messi a disposizione dal Comune: il fatto che siano in quei locali, non vuol dire che siano dipendenti comunali;
      6) Interpreta le scritture in modo diverso dalla Chiesa, secondo l'ispirazione dei fondatori, travisando il messaggio evangelico per piegarlo ai propri scopi;
      7) Come ha giustamente detto Libera Mente Semper, per il CNC stare in parrocchia significa stare a servizio e lavorare, un modo come un altro per ripagare la cortesia che la Chiesa ha mostrato per aver messo a disposizione i locali. Ma come un comune contratto di lavoro, non si va oltre, non si integra con la popolazione della parrocchia;
      8) Raccoglie fondi in modo improprio, che non vengono rendicontati, e vanno a finire chissà dove. Non in opere di carità (dato che fare la carità è sbagliato, secondo il CNC), non per aiutare la parrocchia, non alla Chiesa. Il CNC raccoglie fondi tutti i mesi dai suoi adepti, e di quei soldi nemmeno un centesimo va alla Chiesa o ad opere di carità;
      9) Il CNC ignora puntualmente tutti i richiami che gli sono stati fatti dai vari Pontefici allo scopo di correggere gli errori dottrinali e di comportamento. Non so come la pensi tu, ma se un movimento si considera interno alla Chiesa, se il Pontefice dice di smettere di fare qualcosa, smette di farlo.
      10) Quando un vescovo o un parroco non vogliono nella loro parrocchia/diocesi le attività del CNC, magari giustificandosi dicendo che vogliono saperne di più o che non sono convinti, il CNC, invece di accettare serenamente la decisione ed andare altrove, dichiara che il parroco/vescovo è un "faraone", dicendo implicitamente che non accettando il CNC va contro la volontà di Dio. E questa è veramente grossa.
      11) Hanno dei seminari tutti loro, i Redemptoris Mater, in cui i seminaristi non vengono educati e istruiti come negli altri seminari, ma secondo la dottrina di Kiko. Molti sacerdoti, avendo a che fare con seminaristi RM, hanno detto che li hanno trovati carenti sotto tutti gli aspetti dottrinali, al punto che per esercitare l'incarico di parroco in una parrocchia ordinaria sarebbero dovuti tornare in seminario (uno vero, questa volta).

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    4. Credo ci siano altri punti, se qualcun altro vuole aggiungerli, mi fa piacere.
      Ma per favore, non dire che il CNC sta aiutando la Chiesa: sta solo parassitando le sue strutture, riempie fisicamente le chiese di persone, le quali però non vogliono avere niente a che fare con la parrocchia. Sono lì solo per il Cammino. Il CNC non aiuta la Chiesa, si limita a succhiarne il midollo; e non aiuta la religione cristiana, dato che ne presenta una versione distorta e deformata. Il CNC esiste solo per se stesso: potrebbe benissimo staccarsi dalla Chiesa e diventare una denominazione a sè stante, e ti assicuro che non si vedrebbe alcun cambiamento. (l'unico cambiamento è che la Chiesa non vi permetterebbe più di infestare i suoi locali, e vi toccherebbe sborsare soldi per affittare dei locali vostri)

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    5. 12): chiede obbedienza a dei laici, che il giorno precedente erano atei e comunisti( non dico comunsti per voto politico, attenzione, io indico queste persone comunisti per odio a Dio agi Apostoli, ai Fedeli e alla Dottrina), favorevoli ad aborto, a brigatisti, eutanasia, e contrari a tutto ciò che riguarda la Fede. Una volta votati diventano, di colpo, angioletti, pieni di spirito. Infatti, chi sta intorno a loro sono persone ripiene di Spirito, per cui conferiscono lo Spirito Santo a questi "catechisti", e li vi è la "transustanziazione", cioè davanti ti vedi la persona che spara balle e calunnie, ed è presuntuoso, arrogante, superbo, millantatore, gonfio di presunzione, ecc, ecc, ma quella è una facciata, perchè internamente il soggetto è ripieno di spirito. Questa è un'altra balla, in quanto se una persona vuole essere con Dio concretamente, deve adoperarsi e conformarsi a Lui, in tutti sensi, fino ad arrivare sulla croce, se la situazione lo richiede.

      13): altro tastino, che batto spesso è la “Decima”. Nell'AT la decima veniva richiesta, Abramo diede la decima parte, ma non dei suoi averi, del bottino di guerra. Il Popolo di Israele, se mi sbaglio correggetemi ( non mi offendo, anzi vi ringrazio) dava la decima degli erbaggi ecc. Ai poveri non veniva richiesta, infatti si dveva lasciare una piccola parte del raccolto per i poveri, non si doveva raccogliere tutta l'uva, ma lasciarne qualcosa per il povero che poteva andarsela a raccogliere. La Decima veniva usata per i sacerdoti che officiavano al Tempio, e non so se per altri scopi. Nel NT si contribuiva nel dare ciò che si aveva di più per la necessità dei poveri. Comunque la comunità ha sempre contribuito nell'aiutare la Chiesa. E così facciamo, anche,oggi, in quanto contribuiamo nel dare l'8x1000, e altro durante la Santa Messa. Abbiamo sempre aiutato la Chiesa, e per chiarezza, ne sono contento, in quanto è giusto così. Vi metto degli spunti di aiuto. Quando l'operaio stradale lavora ad un cantiere, e si fa una strada ( ma metteteci ciò che vi pare, è un esempio) e poi su quella strada sorge una chiesa ( ma anche se non fosse così), vi chiedo: ha aiutato la Chiesa, in quella strada, perchè I fedeli ci possono arrivare per la Santa Messa, e per altro? Si! Ricordatevi che vi è anche l'aiuto indiretto. Cioè io lavoro, vendo, compro, ecc, ecc, ed ecco che indirettamente il beneficio si allarga, anch, ad altre situazioni.
      Ritornando al CN, costoro si approfittano, in quanto fanno interrogatori e incolpano le persone di “Rubare al Cammino”, ne abbiamo un testimone diretto sul fatto su questo Blog. Ovviamente è il bue che dice cornuto all'asino. Perchè abbiamo davanti degli ipocriti che rubano veramente alle persone e all'organizzazioe che chiamano Cammino, e poi incolpano gli altri di ciò che fanno loro. Tant'è che se adiamo a vedere ciò che accade, veramente, queste persone si fanno pagare pernottamenti e altro da dei lavoratori, il tutto con l'inganno che vi è Dio dietro. Chiedetevi: se uno ruba al Cammino, perchè non ha la possibilità di dare la decima, ma anche se non vuole, una persona che ha soldi in banca e si presenta ad una catechesi, come catechista, e dice bestialità e poi si fa pagare il pernottamento, cosa sta facendo?
      Poi la famosa raccolta dei soldi, ve l'ho descritto come viene fatta, appena incamerano, subito vanno a contare nascosti, nell'ombra, come se fossero soldi loro. A loro arbitrio vengono utilizzati, e siccome sono ipocriti, ecco che potete capire cosa avviene dietro le quinte. Di tutto e di più.
      (segue)

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    6. 14) entrano con sorrisi, ipocriti, nella vita delle persone e dei Parroci, e poi cercano di diventare dei “Padroni”, con ogni mezzo le provano tutte, infatti sono stati riportati dei fatti veri sul Blog, in particolare presi dall'Isola di Patmos, dove possiamo vedere cosa sono questi ( ritorniamo al punto 12) comunisti pieni di odio verso la Fede. Appena vengono contrariati, parolaccie, minaccie, insulti, ecc, ecc. Così fanno ed hanno sempre fatto. Usano Dio come arma, poi si innestano, e piano piano cercano di impadronirsi di tutto. Fu mesa la foto del Cuculo, uccello parassita che fa crescere I propri figli dagli altri uccelli, e il figlio la prima cosa che fa uccide gli altri uccellini. Infatti se andate nelle parrocchie NC, proprio NC nel vero senso della parola, vi è deserto di altro, fanno fuori ogni cosa. Piano piano, goccia a goccia, giudizio e giudizio, calunni e calunnia, sopraffazione e sopraffazione, un pò per volta distruggono tutto. Con la faciata della Nuova Evangelizzazione, infatti il povero uccello che porta da mangiare al Cuculo, non si accorge dell'inganno, crede che sia realmente un suo figli. Tant'è che la prima cosa che vi dicono, e c'è un esempio palese, è che se vai contro al Cammino, vai contro la Chiesa. Cercano di entrare specialmente nella vita delle persone, facendosi passare come profeti, realmente parlano per spirito di menzogna. Fanno i profeti verso gli altri, quando hanno il fuoco in casa. Ho visto catechisti dire agli altri di non andare vestiti in un certo modo, ed avevano i propri figli che portavano vestiti strappati durante la funzione. Cioè ti vedevi questi ipocriti osservare intorno a loro, ma solamente ciò che volevano guardare. E infatti cosa volevano guardare? Ciò che conveniva guardare, ovviamente! Se tocchi tuo figlio, con il quale non ce la fai in casa, per ovvi motivi che sai tu, ecco che, a quel punto, cerchi di sfogarti fuori con gli altri. Da tutto questo si capisce che i primi che sanno che quella persona è un povero uno qualuque lì dentro, sono proprio i loro figli che dimostrano questo, evidentemente li conoscono bene, in quanto ci vivono insieme, e per cui capiscono come sono fatti, e cosa fanno dietro le quinte. Nelle salette possono indossare delle maschere, dissimulare, in famiglia no, prima o poi, cadono, e per cui esce la persona a nudo. Vi ho fatto l'esempio del vestito, ma perchè non voglio toccare altri punti molto più dolenti: droga, ubriachezze, ruberie, campare sulle spalle del prossimo, invidie, fornicazioni, ecc, ecc.
      (segue)

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    7. 14)
      15) La “Falsità”: si presentano come profeti, ma sanno di essere falsi e di esserli stati sempre, e per cui perseverano in ciò, come facciata, per ovvi motivi. E, sicuramente, si danno le scuse: lo si fa per il Cammino, per il mio prestigio, la mano destra non sappia ciò che fa la sinistra, ecc, ecc. Ciò che smaschera queste persone è il fatto che lo stessa linea non viene applicata a chi gli sta davanti, colui che è davanti a loro può essere giudicata, condannata, accusata di cose inesistenti. Loro no, gli altri si. Siccome Dio è Padre, ed è un Padre Giusto e Santo, ecco che non può voler che un figlio si possa nascondere e l'altro no, e per cui abbiamo uno che dissimula e fa il giusto, e un altro che, anche se ha peccato in qualcosa, possa venire ripreso aspamente e con offesa. Dio è Giusto, non fa favoritismi di parte. E per cui da tutto questo capiamo che dietro non c'è Dio, ma la fasità umana. Un esempio è la vilazione del “Foro Interno”, in quanto cercano di sapere le cose di chi gli sta davanti, il tutto facendo passare che è un'operazione dello Spirito Santo. Anche qui c'è cosa smaschera costoro, perchè vi sono regole ben precise e scritte. E poi vi è la solita ipocrisia, in quanto le domande vengono fatte solamente ad alcuni, e non agli altri, e per cui si cerca di distruggere la persona che è antipatica, e salvaguardare il proprio tornaconto. Se dovessero venire a galla tutte le ruberie, le calunnie, le lussurie, ecc, ecc, ecco che ne vedremmo delle belle. Ma come sappiamo, solo alcuni devono essere disprezzati, altri no. Anche qui, nell'esmpio precedente, sappiamo che non c'è Dio, perchè Dio è Padre ed è Giusto. La Trinità non fa ingiustizia, e per cui il millantato spirito da cui sono mossi ecco che sappiamo da quale spirito sono mossi realmente queste persone, di sicuro non è lo Spirito della Trinità.
      Per ora mi fermo qui.

      (da iPG)

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  9. Trovo naturale che il Cammino duri tutta la vita. Con "naturale" non intendo positivo, ovviamente.
    Se fosse stato un semplice itinerario di "approfondimento" della fede, si svolgerebbe in parrocchia, seguendo le liturgie ufficiali della Chiesa, con la presenza costante di un sacerdote che non si limita a fare presenza ma aiuta con l'approfondimento, non si farebbero messe separate, non si farebbero liturgie diverse, non ci sarebbero istituti non previsti dalla Chiesa (le risonanze, la redditio, le convivenze, i pubblici interrogatori, le mega-riunioni kikiane, le schitarrate in piazza, le missioni in giro per il mondo, ecc.).
    Se Kiko, all'inizio, avesse presentato il CNC con tutte le sue caratteristiche come è oggi, dubito fortemente che avrebbe avuto campo libero per operare. Chi entra nel CNC e ci rimane è perché è in cerca di qualcosa, qualcosa che, evidentemente, non trova nell'ordinario svolgimento delle attività parrocchiali. Quindi, mentre cerca questo qualcosa, ecco saltare fuori il CNC ad approfittarne biecamente, presentandosi come qualcosa che può dare tutte le risposte che uno cerca, nonché promettendo di far parte di una "comunità". Il far parte della comunità è un punto importante, perché se qualcuno entra nel CNC, è chiaro che la "comunità" parrocchiale non gli bastava, oppure non era abbastanza coesa.

    Cercare di elaborare cosa succederebbe in caso di dissoluzione del CNC può essere un esercizio sociologico interessante.
    Cosa succederebbe, quindi, se all'improvviso il CNC cessasse di esistere? Semplicemente, si frammenterebbe in migliaia di comunità più piccole, scarsamente collegate tra loro. Le persone che fanno parte di una comunità CNC continuerebbero a frequentare i loro "fratelli" di comunità, non si immetterebbero nella parrocchia.
    Se venisse a mancare il nucleo centrale del CNC, le comunità continuerebbero ad esistere, ma senza un coordinamento centrale. Magari le comunità in città vicine continuerebbero a stare in contatto tra loro ed organizzare eventi (chiamiamoli così) comuni, ma nient'altro. Niente più mega-eventi, niente più convivenze di inizio corso, niente più macro convivenze, nada. Sopravviverebbero delle piccole comunità più o meno isolate.

    Ma come vivrebbero queste comunità? Vivrebbero "ad esaurimento": prive della capacità di reclutare nuovi membri, si limiterebbero a continuare a fare quello che fanno finché i membri non scompaiono o escono tutti. In quel momento, la comunità cessa di esistere e nulla più. Le missioni di kikizzazione all'esterno smetterebbero improvvisamente (dato che campano con i soldi raccolti dal vertice, e il vertice non esiste più), e quindi niente più nuove comunità in giro per il mondo.
    Inoltre, ben consce della loro nuova debolezza istituzionale, le comunità potrebbero perdere terreno di fronte a parroci determinati: se prima potevano fare quel che volevano grazie agli appoggi di Roma o dei vescovi, ora che l'organizzazione centrale non esiste più il parroco torna finalmente ad avere voce in capitolo nella parrocchia kikizzata, e può porre, giustamente, le sue condizioni (o "fuori di qui", o "rispettate queste condizioni o ve ne andate", ecc.).

    Oppure, allo scioglimento istituzionale del CNC potrebbe seguire una sua ricostituzione con altre persone al vertice, individui privi del fascino di Kiko (fa un po' ridere dirlo così) che si limiterebbero a portare avanti l'ordinaria amministrazione centrale. Magari nell'attesa che sorga un nuovo "profeta", una specie di "Kiko 2".

    Non so quale sia lo scenario più probabile. Mi piace pensare che quello più probabile sia il primo, ma purtroppo credo che avverrà il secondo. E il motivo è semplice: i soldi. Nel CNC girano tanti soldi, TROPPI soldi, che non vengono nemmeno rendicontati. Una struttura che produce una quantità del genere di soldi è un'occasione troppo ghiotta per individui senza scrupoli, che non lascerebbero mai morire una fabbrica di denaro come quella.

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  10. Da quando sono uscito mi sento libero finalmente e senza dover dare conto a pseudo ispirati dallo spirito, ma di più, non costretto a dover giustificare ogni atto della mia vita, ed ogni dubbio a persone incapaci di empatia ed essere sottoposto ad interrogatori. Finalmente libero, e non solo, uscendo ho avuto conferma di ciò che pensavo dei "fratelli" persone piccole e che non hanno nulla a che fare con Gesù. Neanche una chiamata o un messaggio per sapere come stavo, lo sapevo, ed ho avuto conferma. Tutte le persone che ho avuto la sfortuna di incontrare in cammino per 20 anno, ne avrei fatto volentieri a meno, anche perché mi hanno reso una persona pessima e non mi hanno dato Nulla. Ma "ringrazio" il cammino, perché mi hanno aperto gli occhi sulle persone, non mi fido più di nessuno, e sulla chiesa e dio, che protegge ed aiuta la munnezza, e comportarsi bene non serve a nulla, solo prenderlo in quel posto.
    Comunque il cammino è ciò che merita la chiesa, un istituzione interessata solo a soldi e potere.
    Ex fratello e soprattutto ex cristiano, ma forse non lo sono mai stato.

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    1. In occasione di 1 grave lutto che mi ha colpito di recente, sono andata a leggere le Letture di quel giorno e 1 espressione, ripetuta tante volte, mi è rimasta scolpita in testa.
      Dice il Signore in Ez 34,11-16
      " io stesso !
      "io stesso cercherò le mie pecore"
      "io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò"
      "le ricondurrò nella loro terra"
      "Le condurrò in ottime pasture"
      " io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare "
      "andrò in cerca della pecora perduta .. fascerò quella ferita .."
      ------------
      Dici:
      " il cammino è ciò che merita la chiesa, un istituzione interessata solo a soldi e potere."
      -------------
      pienamente d'accordo, riferita a questo tipo di istituzione (umana) che NON è quella istituita da Nostro Signore.

      Spero che nessuno si offenda e, come ho detto ancora, se vi offendete pazienza, mi sta di più a cuore di condividere qsta cosa con Ex fratello ..

      Quelli usciti "indenni" dal CN, sono quelli "dotati" di famiglia d'appoggio, lavoro per il sostentamento dignitoso, ma soprattutto autostima, personalità forte e sono quelli che ora magnificano quanto sia bello fare attività in parrocchia .. tanto che io ne resto allibita e mi chiedo, ma se era così facile inserirsi
      perché nn l'hanno fatto subito senza passare attraverso il CN?

      Cari amici appena descritti, poiché credo nella vostra buona fede, vorrei riuscire a spiegarvi che, anche se siamo (forse .. nn ne sono certa) la minoranza, esistiamo anche noi, quelli come Ex fratello e me, che, se non avessimo avuto GIÀ dei problemi psicologici-relazionali (scusa se ti associo a me, Ex fratello, ma lo hai espresso in tanti interventi), col cavolo che saremmo entrati nel VOSTRO gruppo chiesaiolo, superorganizzato che per 1 vita avete portato avanti a NOSTRO danno ed ora vi siete convertiti, va bene, è 1 cosa BUONA! Sono contenta per voi!
      Ma "forti" eravate prima, "forti" durante e "forti" dopo, invece, il danno nostro, non solo resta: "deboli" eravamo prima e il CN non ci ha lasciato uguali, ma ha PEGGIORATO i nostri problemi. Capito?
      PEGGIORARE non significa rimanere come prima, non significa cambiare semplicemente bandiera, come se fosse l'ideologia ad avere il potere di cambiare il "dentro" di 1 persona.
      Siamo stati troppo ingenui Ex fratello, abbiamo pensato Chiesa=buono=persone capaci di empatia ..
      Ora abbiamo capito che non è così, anzi, è proprio negli ambienti chiesaioli che è più difficile trovare persone che, pur avendo altri caratteri ed altre situazioni di vita (per carità! Mica dico che tutti dovremmo essere uguali) siano capaci di mettersi nei panni degli altri o per lo meno di avere rispetto (anche se dentro di sé magari pensano che non vali niente, che sei sterile perché nn hai costruito nulla di "cristiano" nella vita).

      Ecco perché ci scuserete se non abbiamo ne' competenza ne' voglia di stare a disquisire sulle cause politiche e sociologiche che hanno creato il CN o che potrebbero portare alla sua fine.
      Siamo troppo impegnati ancora a cercare di non soccombere a questa vita!
      Tutto quello che vorremmo sarebbe 1 po' di GIUSTIZIA.

      Non esiste 1 ambiente che dia garanzia di trovare quello che noi cerchiamo, Ex fratello, le persone vanno considerate una alla volta non per la loro "appartenenza" o titoli anche "ecclesiatici".

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    2. Certo sarebbe bello, come qndo da bambina, il solo fatto di vedere 1 prete mi scaldava il cuore perché dicevo tra me e me "qsto è 1 uomo più vicino a Gesù". Ma non è più così .. e se 1 prete, 1 vescovo, 1 Papa, sbaglia e non solo .. ma soprattutto, INSEGNA a sbagliare con le parole, i silenzi e gli esempi ..

      allora, non credo che la soluzione sia come dici tu diventare "ex cristiano" .. come nn puoi cambiare il tuo DNA biologico, non puoi neanche annullare il Battesimo col quale Gesù ti ha unito indissolubilmente a Lui.

      Bisogna solo avere pazienza perché l'unica soluzione credo sia quella scritta all'inizio: che il Signore stesso prenda nella Sua mano la situazione .. come qndo sul lago in tempesta portò in salvo la barca che Pietro non sapeva guidare.

      Ex fratello, grazie, mi fai sentire meno sola.
      :)

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    3. Grazie a te Roberta, che davvero capisci cosa provo, ma lo hai sempre fatto, perché anche se in ambiti e storie diverse, abbiamo gli stessi sentimenti.Grazie anche per ciò che hai scritto su chi è uscito dal Cammino, ma è attivo in parrocchia, è ciò che penso anche io, ma non avrei potuto spiegarlo così bene come hai fatto te.
      Per quanto riguarda seguire Cristo, mi collego al tuo consiglio nell'ultima frase e alla lettura che hai menzionato, quella di Ez. 34,11-16,e non ho più intenzione di andare incontro a dio, pregarlo, farmi sensi di colpa ed darmi la colpa che ero io a non esser un bravo cristiano, basta perder tempo e salute, se vuole venisse lui incontro a me e darmi vera pace e serenità, anche perché la pedagogia della sofferenza con me non serve, più vedo sofferenza più mi allontano, non tutti siamo uguali, a me serve affetto ed amore e rispetto, non schiaffi.
      Grazie ancora di cuore anche a te, perché davvero quando c'è qualcuno che ti capisce veramente, non ti giudica e non ti da consigli filosofici, ti fa sentire meno solo :)
      ex fratello

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    4. Cara Roberta,
      intanto grazie per le tue coraggiose riflessioni.
      Faccio parte anch'io di quei reietti che non sono capaci di stare nei gruppi parrocchiali e di assoggettarsi alle loro dinamiche; ma sono certa che non sia un obbligo del cattolico, farne parte, anzi.
      Potrebbe essere che qualcuno trovi in parrocchia il proprio nido naturale, il rimedio alla solitudine o ai problemi relazionali, ma a mio parere non può aspettarselo, né immaginare che non si verifichino anche lì tutte le piccinerie che purtroppo ci portiamo dietro...anzi, forse sono enfatizzate.
      Chi poi ha una famiglia cade in piedi anche dopo trent'anni di cammino? Io non ci credo.
      Se sono stati trent'anni vissuti da neocat fanatizzato, ti sei impoverito, magari hai lasciato il lavoro per la famiglia, fatto un numero imprecisato di figli e, cosa più "bella" di tutte, tu sei fuori, ma hai fatto entrare in cammino i tuoi figli e mezza parentela...motivo per il quale, vivi una insofferenza condita di sensi di colpa: hai abbandonato il Cammino ma hai lasciato nelle sue grinfie, come in una tagliola, parti vitali della tua vita presente, non solo di quella passata.
      In conclusione, penso che tu non debba sentirti sola, siamo tutti acciaccati, seppur in modi diversi.😉😘

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    5. Anche a me sembra che i reduci del CNC, specialmente se ci hai passato tutta la vita, abbiano tutti delle sofferenze, anche profonde, magari vissute in modo diverso a seconda delle situazioni e della propria personalità.

      Penso di capire Roberta ed ex fratello, anche io ho pensato seriamente di voltare le spalle alla Chiesa dopo tutto il nonsenso, il dolore e la delusione che ho subito nel CNC.
      Dopo un tempo di transizione sono tornata in parrocchia. Non ho cercato di far parte di nulla, ma solo di comprendere e poter accettare quello che mi era accaduto, perché mi stava letteralmente lacerando.
      E' stato il parroco che, dopo più di un anno ha chiesto a me e mio marito se volevamo contribuire in qualcosa e noi abbiamo accettato.
      Abbiamo visto in questo una volontà che forse potevamo seguire. Ma è arrivata dopo un tempo che ce ne stavamo soli soletti a cercare disperatamente risposte.

      Come dice Valentina, ci sono diversi modi con cui si presenta la sofferenza.
      Io infatti ho messo i miei figli in quel bel casino ed ogni giorno devo confrontarmi con una realtà che vorrei lasciarmi alle spalle e dalla quale vorrei strappare anche loro.
      Non è facile per nulla.

      Anch'io a suo tempo lasciai il lavoro e quando sono uscita dal CNC ormai non era più tempo per ricominciare. Abbiamo avuto serissimi problemi economici, ne stiamo uscendo un po' adesso.

      Le problematiche sono tante e giornaliere, non ultima la voragine relazionale che si viene a creare ed anche tra marito e moglie non sempre si vedono le cose allo stesso modo, pur concordando sul lasciare il CNC. Gli scontri non mancano.

      Non so se può far sentire meno incompresa Roberta, ma anche ad essere in coppia, la devastazione operata su tutti i fronti dall'essere stati tutta la vita nel CNC lascia profondissime ferite, ti fa sentire sperduto e solo e provoca a cascata una valanga di problemi di ogni tipo, alcuni dei quali non mi sento di esprimere qui per ovvie ragioni.

      E' vero che in questi casi non vale la massima "mal comune mezzo gaudio", ma la zattera sulla quale navighiamo è la stessa: a volte rema uno e, quando si stanca, rema un altro.
      A forza di sostenerci remando, sono certa che tutti avvisteremo la terraferma.

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  11. Il cammino neocatecumenale non è solamente una chiesa dentro la “Chiesa”, ma crea anche una dipendenza sociale da cui è molto difficile divincolarsi. Mi spiego meglio: Oltre ai fatti di dipendenza che descrive molto bene Libera, si devono aggiungere quei rapporti personali che si vengono a creare tra i fratelli di comunità. Spinti inizialmente da quella fraternità che sperano trovare in un prossimo futuro (?!), si legano vicendevolmente da interessi che non hanno niente a che vedere con il vero e proprio cammino di fede.
    - Giovani nullatenenti che trovano qualche piccolo lavoro nelle ditte dei fratelli benestanti che sì li fanno uscire da uno stato economico e psicologico deleterio, ma legandoli al lavoro, li legano indirettamente anche al cammino perché senza di esso non avrebbero neanche quella alternativa anche se pagata male!
    - Anziani che usufruiscono dei servizi gratuiti che i fratelli della comunità svolgono gratuitamente, anche se fosse la semplice compagnia!
    - Imprenditori che trovano personale economico che non fa problemi, ma soprattutto che mai gli farebbe vertenza perché nel cammino è proibito.
    - Parroci che si vedono fatte le pulizie pasquali gratuite dei locali dove avverranno le veglie ed altri piccoli servizi che altrimenti dovrebbero pagare.
    Chi è stato nel cammino capisce benissimo tutti i meccanismi psicologici o solo di ricatto che si vengono a creare e che è difficilissimo da punto in bianco rompere per ricominciare nella libertà.
    Io ho fatto esperienza diretta di tutto ciò che ho scritto e spero che anche Pax o Libera lo possano confermare! Per questo il cammino ancora non si è dissolto nel nulla, perché la vita “Sociale” parallela è molto più forte e complicata che non solo la vita di Fede che ben presto ci si accorge che non porta a nulla, ma si continua anche senza più entusiasmo per non ritrovarsi esclusi anche dalla vita sociale.
    Veterano.

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    1. Confermo tutto! Potrei scrivere un libro, noi la chiamiamo la "mafia neocatecumenale", legami terribili che se trovi il coraggio di sciogliere ti costano carissimi. Rimane un fatto importante e cioè non tutti possono godere di questi "privilegi" come darti una casa, un lavoro ecc. Ma dipende dal cognome che porti e da quanto sei fedele a kiko e catechisti, dei veri Padrini.

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  12. Pietro DEL Cammino:

    tu dici: "Che c'è di male nel rivedersi?". Nulla.
    Il MALE sta nell'usare la parola SCIOGLIERSI quando non ci si scioglie affatto. Nel dire al PAPA 7 anni, quando è tutta la vita. Il male sta nella CONFUSIONE, voluta o no che sia.
    Se la confusione è voluta, c'è mala fede, se non è voluta, allora il il Cammino è cambiato.
    Ammesso (e non concesso) che sia sorto per una reale ispirazione, Kiko, strada facendo, vi ha aggiunto così tante cose di "ispirazione" solo UMANA da cambiarne le FINALITA' e, perciò, il CARISMA.
    Non è più il Cammino approvato, ma è il Cammino di Kiko, che Giovanni Paolo II NON approverebbe di certo.

    Se il Cammino si fosse SCIOLTO in parrocchia, avremmo tanti ex camminanti a DISPOSIZIONE dei parroci e TUTTE le loro attività sarebbero attività parrocchiali.
    Oggi, invece, anche chi ha terminato il Cammino NON serve in parrocchia. Non raccontiamoci cose NON vere. Non diciamo le solite MENZOGNE.
    E se qualcuno fa qualcosa, la gran parte del suo tempo la dedica al Cammino.

    Il fatto che i camminanti praticamente non servono in parrocchia, dimostra che l'approvazione è INVALIDA o che il Cammino non è l'itinerario approvato

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    1. Pietro del Cammino: ma è tanto difficile da capire che un Cammino che dura 7 anni, come credeva Papa Giovanni Paolo II, e che poi si SCIOGLIE in parrocchia, è cosa molto diversa da un Cammino che dura 40 (QUARANTA!) anni e che, anche finito il percorso, non si scioglie MAI?
      Che le conseguenze sono molto diverse?

      Io ho 2 colleghi di lavoro che hanno finito l'itinerario del Cammino, compreso il "matrimonio" spirituale.
      Uno dei due, nonostante decenni da camminante, è poi uscito dal Cammino, l'altro no.
      Il primo, essendosi SCIOLTO da Cammino, è un generoso "attivista" parrocchiale, il secondo dedica ancora TUTTO il suo tempo al Cammino.
      Come vedi, tra il Cammino che dura 7 anni, come voleva il Papa, e il Cammino reale, la differenza è ABISSALE.

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    2. Pietro del cammino (del girotondo), sei strano, ti arrabbi perché vuoi fare quello che ti pare (non hai dato altre motivazioni), e vuoi che gli altri non lo facciano. Vedi io ho "camminato" tanto che ti ancora non parti. Posso criticare chi mi ha ingannato ? Posso criticare un guru che crea uno statuto e non lo segue (disturbo della personalità)? Ripeto, posso dissentire da uno che scrive un programma e non lo segue? Posso criticare l'unico catecumeno che non ha un catechista che lo guidi ? Posso criticare una organizzazione che dice di essere la Chiesa (quindi ce ne sono due), posso criticare chi raccoglie la decima e si è vergognato di scriverlo negli statuti? Uno che vede la Madonna, anzi no, anzi si, anzi la immagina ? Uno che se non obbedisci ti caccio, e lui non obbedisce a nessuno . Kiko non obbedisce a nessuno, non ha catechisti, non fa passaggi, non subisce scrutini, non fa il cammino che ha creato ! Sono libero di criticarlo o no ? Infine , posso criticare uno che alla presentazione (ripetuta dopo ogni correzione) insisteva sul fatto che "il cammino" non avesse beni ? Scusa ma segui un bugiardo cronico dalla doppia personalità ! A meno che tu non conosca risposte a queste piccole affermazioni di un menzognero, come dici tu !

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    3. Anonimo22 agosto 2019 11:36
      Bebe ha detto anonimo. Vi riporto un punto molto importante.

      http://www.abbaziamontecassino.org/abbey/blog-home-ita/blog-storia/485-colloquio-montecassino-scolastica-benedetto-abate-donato-ogliari

      Ad un certo punto la pia sorella gli rivolse questa preghiera: «Ti chiedo proprio per favore: non lasciarmi per questa notte, ma fermiamoci fino al mattino, a pregustare, con le nostre conversazioni, le gioie del cielo...». Ma egli le rispose: «Ma cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero».

      Sa Benedetto era il primo che rispettava la Regola, e l'applicava prima a se stesso, poi aggli altri.

      (da IPG)

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  13. Pietro DEL cammino22 agosto 2019 09:12

    Mi soffermo solo alla prima risposta, le altre sono solo acqua sporca.
    Infatti, non cè niente di male a vedersi il mercoledì, niente di male a vederci una volta al mese, se il parroco ha bisogno si è a disposizione, celebriamo per scelta l'Eucarestia vespertina come tu hai scelto quella delle ore 10.30, sono libero di dare i miei soldi a chi voglio o sei invidiosa della mia generosità, posso avete la libertà di avere qualcuno che mi guidi con amore e gratitudine.
    Se come dici tu (È come realmente è) non cè male, resta solo il fatto che non capisci il fatto che uccidere il cammino corrisponda ad uccidere la stessa Chiesa.....mi dispiace per te, ma questo fa parte di quella abissale povertà spirituale che vi accomuna.

    Stammi sempre bene

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    1. I fedeli cattolici che cominciano a nutrire qualche perplessità sul Cammino traggono certamente gran beneficio dal veder sbugiardata la propaganda kikiana come quella del fratello kikiano che cambia nome ogni volta che azzecca una figuraccia (per esempio, stamattina ha deciso di rispolverare il nickname "Pietro DEL cammino").

      Innanzitutto ricordiamo alcuni punti fondamentali:

      1) il Cammino celebra una liturgia inquinata. Se volesse servire la Chiesa, il Cammino dovrebbe celebrare esclusivamente la santa liturgia della Chiesa senza aggiunte né modifiche né omissioni, così come esige il suo stesso Statuto, così come esigono le «decisioni del Santo Padre», così come esigono i libri liturgici validi per tutta la Chiesa. Invece il Cammino inquina la liturgia e perciò, già solo con questo, va contro la Chiesa e contro il Signore. Non puoi servire il Signore andando contro il Signore. Non puoi chiamare "Eucarestia" una parodia dell'Eucarestia.

      2) il Cammino porta avanti una dottrina inquinata, e vale quanto già detto sopra, con l'aggravante che tale guazzabuglio di eresie e ambiguità devasta la spiritualità delle anime dei semplici e consolida nella cattiveria le anime dei più ipocriti (specialmente la gerarchia dei cosiddetti "catechisti"). Finché il Cammino non rinnega gli errori - cioè quella che convenzionalmente chiamiamo la mentalità neocatecumenale, secondo la quale fare "diversamente dalla Chiesa" sarebbe giusto - non potrà mai essere "al servizio della Chiesa", non potrà mai veramente servire il Signore. Per esempio i protestanti, anche quelli di buon cuore, non servono veramente il Signore, poiché vivono nell'eresia e nell'errore (e sprovvisti dei veri sacramenti), pur con tutto il loro fervore nel lodare il Signore e tutte le loro buone opere. Allo stesso modo i neocatecumenali.

      3) i capicosca del Cammino lo sanno benissimo che correggere una sola virgola del kikismo-carmenismo innescherebbe una reazione a catena che farebbe crollare tutto il castello di menzogne e inganni ed eresie: per questo insistono così ossessivamente sul dover fare il Cammino esattamente come vuole Kiko senza nessuna minima modifica. Sono talmente idolatri del tripode Kiko-Carmen-Cammino che vedono come fumo negli occhi qualsiasi perplessità.

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    2. Veniamo dunque alle panzane del fratello che oggi si firma Pietro DEL cammino:

      1) è vero che non c'è niente di male a radunarsi il mercoledì: anche negli altri movimenti talvolta avvengono simili cose. Ma riguardo al Cammino il problema nasce nel fatto che quel "vedersi" diventa un obbligo (se uno non ci va, glielo fanno pesare, e non ci sono scuse, nemmeno se hai figli, nemmeno se hai parenti ammalati, nemmeno se hai problemi di lavoro o altre urgenze), ed è un problema che si aggrava perché quel "vedersi" neocatecumenale implica non un approfondire la fede ma un preparare carnevalate liturgiche e perpetrare l'inquinamento dottrinale, magari anche soltanto mediante la "lettura a caso" della Bibbia per far dire alla Bibbia ciò che la Bibbia non dice (ma che invece vien detto da Kiko e Carmen, «i nuovi falsi profeti»).

      2) i kikos sono "a disposizione del parroco" solo in due circostanze precise: quando hanno ricevuto l'ordine dai cosiddetti "catechisti" di fare ipocritamente buon viso a cattivo gioco oppure quando il parroco è neocatecumenalizzato e sta facendo qualcosa richiesto dai cosiddetti "catechisti". Purtroppo nel Cammino il buon cuore è considerato un ostacolo, la disponibilità verso il parroco - al di fuori delle due circostanze citate - è considerata una dannosa perdita di tempo, la collaborazione con la Chiesa locale è considerata una malattia, un problema, una rogna di cui sbarazzarsi. La mentalità neocatecumenale è invasiva e pervasiva e gelosissima del tempo e dei soldi dei singoli fratelli.

      3) la generosità dei fratelli del Cammino è ugualmente diretta tutta al Cammino. In linea di principio non c'è nulla di male nel voler investire i propri soldi nelle attività del proprio movimento ecclesiale. Ma se ti beccano a donare un solo centesimo a qualche opera cattolica... magari la prima volta tacciono, la seconda volta fanno ironia, la terza volta ti guardano in cagnesco, e dalla quarta in poi cominciano a fartelo pesare. Il Cammino è una continua e ossessiva richiesta di soldi: per cui il fratello Pietro del Cammino è un perfetto ipocrita nel dire "dare i miei soldi a chi voglio". Oppure è semplicemente uno di quelli che nel Cammino i soldi li prendono anziché darli.

      4) l'espressione "uccidere il Cammino" è ipocrisia perché tenta di mettere in cattiva luce la cura necessaria al Cammino. Sarebbe come dire che quando hai un'infezione non devi uccidere il virus. Ciò che il fratello Pietro tenta furbescamente di nascondere (anche a sé stesso) è il fatto che un Cammino senza eresie è davvero possibile: basterebbe che alle cosiddette "catechesi" e al cosiddetto "kerygma" venisse posto il Catechismo della Chiesa Cattolica, e che alle liturgie strampalate e alle "preparazioni" idiote venisse sostituita la celebrazione in chiesa e secondo il Messale Romano. Allora sì che sarebbe un vero itinerario di riscoperta, un itinerario che nasce nella Chiesa e porta alla fede della Chiesa restando all'interno della Chiesa, un itinerario che non ha bisogno di cerimoniali bizzarri né di "convivenze" in alberghi, ecc.

      Ma ciò significherebbe "uccidere il Cammino", cioè "uccidere le eresie" ed "uccidere le carnevalate liturgiche". Cioè significherebbe "uccidere il virus" affinché il malato guarisca. E questo è inaccettabile per coloro che hanno tutto da guadagnare da quel "virus".

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    3. @ Pietro del cammino

      Purtroppo da come parli si evidenzia in maniera inconfutabile la circoncisione della tua ragione e la limitazione inconsapevole della tua libertà.

      Dio ci ha fatti liberi, il Cammino ci circoscrive, ci toglie ogni libertà, ci rende schiavi assoggettati alle voluttà del padrone.

      Tu, Pietro, pensi di "scegliere" l'Eucarestia vespertina, ma non scegli un bel niente perché quella fa parte del "pacchetto neocatecumenale".
      In parrocchia si può scegliere la Messa del sabato o una delle tante della domenica. Nel CNC no, ce n'é solo una, ed è frequentata sempre e solo dai soliti "amici-fratelli", perché è una realtà comprovata che NESSUNO della parrocchia partecipa alle Eucarestie neocatecumenali.
      Mi ricordo quando da noi timidamente si affacciava qualcuno ignaro, naturalmente se celebravamo in Chiesa, perché nelle "salette" non si azzardava proprio nessuno.
      C'era subito lo zelante di turno che andava verso l'intruso per chiedergli il nome, andava presentato alla comunità, che lo vedeva come un "corpo estraneo" e doveva almeno sapere chi fosse.
      Naturalmente il malcapitato si sentiva subito a disagio, sentiva di non "essere parte" di quella cosa e se ne andava ipso facto.
      Veniva spacciata come accoglienza, in realtà la Chiesa non ha bisogno di quel tipo di "pressione".
      Uno si siede indisturbato dove vuole, partecipa alla Messa senza dover essere "iniziato" dal didascalo su come tenere le mani a croce per ricevere il pezzo di pane o su come bere agli angoli del calice per non versare il buon vino.
      Sarà dopo, semmai, che qualcuno potrà entrare in dialogo col nuovo arrivato, nella totale libertà.

      Quindi, la supposta "libertà" di sceglierti la Messa, caro Pietro, è solo nella tua mente.
      Tu non scegli un bel nulla: il Cammino decreta che sia così e tu, se scegli il Cammino, ti devi prendere tutto il "pacchetto".

      Così come ti illudi di "dare i soldi a chi vuoi".
      Ma guarda strano, nel CNC si vuole SEMPRE darli al CNC. Bella "scelta"!

      Non sei un vero neocatecumenale se non ti è mai stato detto di lasciar fare opere di carità e quant'altro, anche perché, o sei uno ricco, o la decima ti ha già sottratto anche l'indispensabile per poter disporre di altro per la carità.

      Una scelta l'hai fatta, Pietro, ed è quella di "appartenere" al CNC, alla tua comunità "di appartenenza", come dici tu.

      Il resto non sono scelte, sono solo adeguamenti a chi ha scelto per te, su quando andare alla Messa, su come impiegare i tuoi soldi, su come contribuire in parrocchia.

      Fino al passaggio del Padre Nostro, mi pare, o non mi ricordo più quale, inoltre, NON PUOI agire in parrocchia, perché stai ancora mangiando le pappine e non il cibo solido.
      Solo a termine di quel passaggio vengono assegnati i compiti: matrimoni, catechismo dei bambini, funerali, battesimi... E solo tra neocatecumenali. Mai visto un gruppo misto occuparsi dei vari compiti.

      Ma non ti azzardare a coinvolgerti prima, a meno che il tuo parroco neocaecumenale, col permesso dei tuoi catechisti, non "acconsenta" a farti svolgere qualche compito.
      Sono i catechisti che decidono, non tu, quale compito puoi eventualmente svolgere in parrocchia.

      Nel CNC non sei libero su NIENTE, solo di scegliere il CNC.
      Il resto è solo conseguenza inevitabile.

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    4. "fino al passaggio del Padre Nostro, mi pare, o non mi ricordo più quale"
      Il passaggio è la Redditio ( Professione di Fede Pubblica ), dopo il quale viene avviata la "Pastorale di Mediazione".....
      ....interessante come nel mamotreto si definisca tale pastorale e come invece la si metta in atto nella pratica...

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  14. @Pietro

    Caro Pietro perché ti arrabbi?
    L'italiano è italiano e "itinerario" vuol dire "percorso".
    Ed un "percorso" non può essere confuso con l'adesione ad un "ordine" ad una "congregazione" ad un "movimento".
    Quando si aderisce a questo tipo di spiritualità si fanno dei " voti " che possono durare tutta la vita.
    Capisci cosa intendo dire?
    Pietro tu hai fatto dei "voti" , delle "promesse", quando sei entrato in questo itinerario di riscoperta del battesimo?
    Qualcuno di ha detto chiaramente che questo itinerario è qualcosa che non finisce mai?
    Tu chiedi a noi "ma chi vi ha detto che finisce.... dove lo avete letto".
    Ed io chiedo a te dove sta scritto che non finisce, dove lo hai letto?
    Se non finisce allora non è quello che mi hanno detto quando ci sono entrato 20 anni fà, quindi mi hanno mentito?
    Pietro come giustamente ti ha scritto Valentina, questa cosa che il cammino finisce o quanto meno cambia la sua modalità per le persone che lo finiscono è scritto sui vostri statuti :
    Titolo III
    Educazione permanente della fede:
    una via di rinnovamento nella parrocchia


    Art. 22
    [Educazione permanente nella piccola comunità]

    § 1. La comunità neocatecumenale, dopo aver compiuto l’itinerario di riscoperta
    dell’iniziazione cristiana, entra nel processo di educazione permanente della fede: perseverando nella celebrazione settimanale della Parola e dell’Eucaristia domenicale e
    nella comunione fraterna, attivamente inseriti nella pastorale della comunità parrocchiale, per dare i segni dell’amore e dell’unità, che chiamano l’uomo contemporaneo alla fede:


    «L’educazione permanente della fede – afferma il Direttorio generale per la Catechesi
    – si rivolge non solo a ciascun cristiano, per accompagnarlo nel suo cammino verso la santità, ma anche alla comunità cristiana come tale, perché maturi tanto nella sua vita interiore di amore a Dio e ai fratelli, quanto nella sua apertura al mondo come comunità missionaria. Il desiderio e la preghiera di Gesù al Padre sono un appello incessante:

    “Perché tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano
    anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv
    17,21). Avvicinarsi, a poco a poco, a questo ideale richiede, nella comunità, una fedeltà grande all’azione dello Spirito Santo, un costante alimentarsi del Corpo e Sangue del Signore e una permanente educazione della fede, nell’ascolto della Parola».

    § 2. Il Cammino Neocatecumenale è così uno strumento al servizio dei Vescovi per attuare il processo di educazione permanente della fede richiesto dalla Chiesa:
    l’iniziazione cristiana, come ribadisce il Direttorio generale per la Catechesi, «non è il punto finale nel processo permanente di conversione. La professione di fede battesimale
    si pone a fondamento di un edificio spirituale destinato a crescere»;
    «l’adesione a Gesù Cristo, infatti, avvia un processo di conversione permanente, che dura tutta la vita».

    Art. 23
    [Una via di rinnovamento nella parrocchia]

    § 1. In questo modo il Cammino Neocatecumenale contribuisce al rinnovamento parrocchiale auspicato dal Magistero della Chiesa di promuovere «nuovi metodi e nuove strutture», che evitino l’anonimato e la massificazione e di considerare «la parrocchia come comunità di comunità»,che «decentrano e articolano la comunità
    parrocchiale».

    § 2. L’Équipe di catechisti che ha guidato la comunità durante l’itinerario neocate-
    cumenale, in modo analogo ai padrini del battesimo, rimane a disposizione per le necessità di evangelizzazione e di educazione permanente.
    -------------
    Continua……..

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    1. Piccolo promemoria per i fedeli cattolici: "piccola comunità" significa "comunità piccola", cioè di alcune decine di persone al massimo. Anche nello Statuto del Cammino.

      Invece, nel gergo neocatecumenale, il termine "piccolacomunità" (attaccato, visto che lo pronunciano ossessivamente così) è invece usato come sinonimo di "comunità che ubbidisce ciecamente acriticamente e ossessivamente alle direttive di Kiko e della sua gerarchia di cosiddetti «catechisti»".

      Quando un kikos vi parla della "piccola comunità" non sta parlando di un gruppo di qualche decina di persone, ma vi un gruppo di idolatri che hanno "circonciso la ragione". Cambiano significato alle parole allo scopo di ingannarvi: per voi cristiani che parlate italiano l'aggettivo "piccola" indica una consistenza, per loro falsi cristiani indica invece un carattere specifico.

      Sono ipocriti, ingannatori, mentitori: per loro mentire e ingannare sono azioni sante, qualora servano a proteggere il prestigio del Cammino.

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  15. Continua……..

    Dallo statuto risulta chiaro che la vita del cristiano è un tendere alla santità.
    Quindi basta con gli scrutini gnostici e la Kenosi Kikiana sulla ricerca infinita e “ultra-trentennale” del peccato.
    Basta discesa infinita del famoso ”uomo vecchio” verso l’acqua di rinascita del “nuovo battesimo” Kikiano.
    Risulta chiaro dagli statuti della Chiesa, che, con la “vestina bianca”, indossata dai neo-ri-battezzati del Giordano, la comunità neocatecumenale, diventata “adulta nella fede” e “certificata” dai suoi “ispirati” catechisti, è chiamata ad inserirsi attivamente nella pastorale della comunità parrocchiale.

    Il neocatecumenali , per bocca del loro fondatore, sono chiamati ad essere “sale”, “luce” e “lievito”al servizio della Chiesa, nella più vasta comunità parrocchiale.

    Quindi continua il suo percorso di fede nella più vasta comunità parrocchiale, con la liturgia settimanale della parola ma anche e soprattutto con la Eucaristia della Domenica.

    È chiaro che i catechisti sono considerati alla stregua dei padrini del Battesimo, infatti si evidenzia la frase “…che hanno guidato la comunità …..”, cioè hanno terminato il loro compito e restano a disposizione, se necessario.

    Il cammino neocatecumenale è completato, mentre continua “… al servizio dei Vescovi ... il processo di educazione permanente della fede richiesto dalla Chiesa……”.

    Altrimenti a cosa sono serviti 25-30-40 anni di cammino?

    A cosa serve parlare di formazione permanente in parrocchia se i neocatecumenali continuano ad essere tenuti separati dalla Chiesa, come proprietà personale di Kiko Arguello ?

    A cosa serve fare girare a vuoto, fino alla loro morte “fisica”, un gruppetto di anziani signori con la dicitura altisonante di “Communitates in Missionem”, ancora fuori dalla loro parrocchia e sotto il comando e la guida infinita dei loro “eterni” maestri : “i catechisti”?

    Forse sono serviti, servono e continueranno a servire per fare cassa, con le famigerate “decime obbligatorie”, collette varie pro-itineranti, seminari e seminaristi, famiglie in missione, cento piazzate, sinfonie Kikiane a pagamento ect. etc. per fare nuovi proseliti paganti decima al Dio Kiko, Domus vecchie e nuove, testamenti e lasciti al cammino, etc,etc,etc per coprire i buchi di bilancio dell’Azienda Neocatecumenale Kiko&CO ?
    Pietro io non mi sono inventato niente, forse tu lo sai meglio di me cosa è davvero il cammino neocatecumenale.
    Libera dice bene, la Chiesa vi ha concesso tanto perché ha pensato che veramente voi avreste preso come riferimento l'OICA, cioè una iniziazione cristiana a termine.
    Mi spiace per te e per il tuo guru ma decantare la vostra ispirazione all'OICA e continuare a parlare di "iniziazione cristiana" è pura menzogna. Voi siete diventati un "ordine" una "confraternita" un "movimento" senza averne le caratteristiche ed il permesso dalla Chiesa.
    Questo è uno dei tanti boomerang che il vostro guru ha lanciato per entrare nella Chiesa alle sue condizioni e che ora gli si sta ritorcendo contro.
    Quando sono uscito dal cammino neocatecumenale qualcuno mi ha detto che stavo uscendo dalla mia storia, dalla mia croce e dal progetto di Dio.
    Io gli ho risposto che stavo uscendo da un rametto della Chiesa per rientrare nel suo tronco principale.
    Pietro rifletti su questo, pensaci bene e guarda la realtà, dammi retta, la Chiesa è un'altra cosa.
    LUCA

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  16. @ Pietro del cammino. Sono stata pescata dal ncn da ragazza in un momento in cui ero confusa e debole. Per anni ho avuto catechisti che hanno avuto il controllo della mia vita, l hanno guidata manipolata sforando ripetutamente il foro interno, credendo
    fosse in loro diritto di farlo. Non mi so o sentita mai capita valorizzata come perso e come donna, per non parlare del matrimonio, la frase tipica, se ero sottomessa a mio marito, e tu sai che dico la verità Pietro del cammino... Ora ho deciso di non essere più "figlia del cammino, ma libera e felice figlia di Dio ' Auguri Pietro che lo Spirito Santo soffi con forza e bellezza nella tua vita.

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  17. @Roberta

    Roberta leggerti è una sorpresa continua.
    Riesci a mettere a nudo dei sentimenti potenti che mi risuonano dentro come un GONG.

    Io sono uno di quelli a cui ti riferisci in questa tua frase :

    “Quelli usciti "indenni" dal CN, sono quelli "dotati" di famiglia d'appoggio, lavoro per il sostentamento dignitoso, ma soprattutto autostima,personalità forte e sono quelli che ora magnificano quanto sia bello fare attività in parrocchia .. tanto che io ne resto allibita e mi chiedo, ma se era così facile inserirsi perché nn l'hanno fatto subito senza passare attraverso il CN?”

    Sono entrato nel CNC per amore di mia moglie.
    Ho iniziato a fare attività in parrocchia, prima e durante il CNC, perché me lo hanno chiesto.
    Ho continuato dopo il CNC perché ho scoperto che mi piaceva farlo, ho sempre ricevuto più di quello che ho dato.
    Però hai ragione sul fatto delle persone, ne ho conosciute alcune molto brave sia in cammino che in parrocchia, ma ho anche avuto a che fare con brutte persone sia in cammino che in parrocchia.
    Hai ragione pure sulla filosofia spicciola che qualche volta si fa in questo blog.
    Quello che mi permetto di dire e che per me è importante leggerti.
    Sei una finestra su un mondo che avrebbe benissimo potuto essere il mio.
    Mi reputo fortunato ma capisco molto bene il significato della tua frase :
    “Siamo troppo impegnati ancora a cercare di non soccombere a questa vita!”
    Mi colpisci in fondo all’anima.
    Anche l’altra cosa che dici :
    ”Tutto quello che vorremmo sarebbe 1 po' di GIUSTIZIA.”

    In fondo è la molla che mi ha tirato fuori dal CNC e che mi ha costretto a rimboccarmi le maniche e reagire alla voglia di non fare più nulla e passare il mio tempo a fare la vittima e stare tutti i giorni a lamentarmi ed a leccarmi le ferite.

    Confrontarmi con persone come te, Michela, Valentina, Lino, Tripudio, Apostata, IPG, Porto e tantissimi altri, non ha risolto i miei problemi, ma è stato ed è un grande aiuto a non sentirmi SOLO ed a non abbandonarmi alle mie fantasie di vendetta.
    Forse non ci credi ma anche noi fortunati “indenni” soffriamo.
    Anche noi abbiamo ferite più o meno profonde.
    Anche noi siamo ancora succubi di quell’ombra scura che ci ha tolto la gioia, la fiducia e la spensieratezza.
    È vero le nostre ferite sono meno evidenti delle tue perché a te hanno tolto anche la speranza.
    Però la sofferenza è anche nostra, se fossimo usciti cosi “indenni” sicuramente non saremmo qui a cercare di dare un senso a quello che ci è successo.
    Roberta, forse te l’ho già detto, hai tutto il mio rispetto e la mia stima per quanto poco possa servirti.
    Sei un’anima sofferente e quello che dici è prezioso proprio perchè si avverte la profondità dei tuoi sentimenti.
    Come posso aiutarti?
    LUCA

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    1. L'hai già fatto.

      In realtà vi apprezzo tutti, non sono cieca da non vedere l'importanza del contributo di ognuno nel portare alla luce ciò che veramente è il CN, con competenza e 1 dedizione di cui io non sono capace.

      Portare alla luce è affermare la VERITÀ e la VERITÀ è già gioia in sé stessa.
      Meglio qualcosa di minuscolo ma REALE, VERO .. che la più grandiosa delle ILLUSIONI.

      Vi rispetto anche, la sofferenza è in forma diversa nella vita di ognuno.

      Grazie, per qsta vostra dedizione, a tutti .. anche a chi è "impegnato in parrocchia" (.. nessuno è perfetto 😄)!

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  18. Carissimi tutti, la butto così, non so, ma ho un'impressione. Ormai è un bel pò di tempo che scrivo su questo Blog, e ho letto i commenti di chi è a favore del Cammino: Shandix, Pasqualone, Pietro del Cammino, Maurino ( non ricordo di preciso) e via dicendo. OK! Ma ho questa impressione, perchè la vedo dai loro commenti, cioè sono delle frasi buttate lì, che hanno lo scopo di portare l'acqua al proprio mulino, senza rispondere nel merito, ma solamente per buttare cattiva luce a chi scrive sul Blog. E per cui questa è la mia impressione: sono persone che siedono a tavola nel Cammino, nel vero senso della parola, cioè che ci campano sopra. Non so se siano catechisti, o decimanti, ma comunque sono persone che della Fede non interessa nulla, per cui non rispondono sui vari argomenti, ma cercano di confondere e di far vedere che la verità è dall'altra parte.
    E' come se fosse pescato, con le mani nella marmellata, un datore di lavoro, ladrone,che ruba in appalti e in ogni cosa, e i cui dipendenti, che mangiano sull'operato della ladroneria, rispondessero che da lavoro e pane da mangiare alle famiglie, e per cui è innocente, per ovvi motivi di parte. Questa è l'ipocrisia di alcuni, pur di mangiare e godere, se ne fregano del prossimo che viene derubato, e pensano alla propria pancia. Una persona giusta, sapendo ciò, direbbe in se: io lavoro onestamente, per cui se il datore è ladro è senza il mio consenso, e se viene pescato, pazienza, mi troverò un altro lavoro. Non s se mi sono fatto capire.Invece costoro hanno un'altra mentalità, che ci fa capire chi abbiamo davanti. Infatti, ricordatevi, che non sempre è solo il datore di lavoro ad essere ladro, ma molte volte è accoppiato a dei complici, a tutti i livelli.

    (da IPG)

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  19. Sicuramente qualcuno è più informato di me a riguardo, ma a proposito di appoggi di peso vari, ho l'impressione che un ruolo importante per il CNC l'abbiano avuto da sempre anche i Gesuiti (italiani e non). Mi risulta che nell'equipe dei catechisti principale della I Comunità dei Martiri Canadesi ci sia ancora oggi il Rev.do Padre Arturo Elberti, Consultore della Congregazione delle Cause dei Santi, Docente di Teologia Sacramentaria presso la Pontificia Università «Antonianum» di Roma, professore di Liturgia e Arte sacra all’università La Sapienza di Roma.....ben addentrato tra le mura Vaticane e molto vicino a Donnini (braccio) e Kiko (mente).

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  20. Avete già spiegato perché, per mille motivi organizzativi, economici e di potere, da parte dei vertici del cammino, non c'è alcuna volontà che finisca. E spero che nessuno abbia qui il coraggio di sostenere la balla che da un punto di vista pratico il cammino finisca e le comunità si sciolgano. Ma c'è anche un altro fatto: già dopo 10 o 15 anni chi ha fatto il cammino è difficilmente in grado di staccarsene. In particolare nasce nei camminanti una profonda insofferenza e giudizio negativo verso tutto ciò che riguarda la parrocchia, per cui lo "sciogliersi" verrebbe comunque vissuto come una retrocessione e un allontanamento da ciò che è IL vero percorso. Dopo 10 anni in cui sente solo quelli del cammino, anche i canti "della domenica" gli saranno difficili da ascoltare. Si è creato un gusto, una prassi, un'abitudine totalizzante per cui ormai tutto quello che esce da questo schema provoca fastidio. Si sono allenate attitudini che stridono con quelle di iniziativa, mediazione, condivisione che servono nel servizio in parrocchia. È come se uno venisse allenato per anni come lottatore di sumo e poi gli si dicesse "da domani fai il fantino". Paolo

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  21. Paolo fa questa evidenziazione molto corretta:

    "nasce nei camminanti una profonda insofferenza e giudizio negativo verso tutto ciò che riguarda la parrocchia"

    che io vorrei ampliare

    "nasce nei camminanti una profonda insofferenza e giudizio negativo verso tutto ciò che NON SONO LORO" che vivono in un mondo finto, circoscritto al neocatecumenato.

    Questa la base per generare dei disadattati, gente incapace di relazionarsi col prossimo che neanche "vede" vivergli e passargli accanto.

    Questo atteggiamento di superiorità si sviluppa in tutti gli aspetti della vita e dunque anche dei fratelli nei confronti dei fratelli della stessa comunità e a farne le spese sono i più deboli. Tutti giudicano tutti e tutto. Sentirsi l'ultimo, il più piccolo non è proprio frutto del cammino; "sentirsi il peggiore di tutti" invece, mantra ripetuto allo sfinimento negli scrutini e obiettivo che si prefigge ogni buon catechista nei confronti di chi conduce, è l'ennesima medaglia al petto dei gloriosi camminanti, che si pavoneggiano ORGOGLIOSI di aver raggiunto l'apice della vera gnosi - in sintesi "come pecco io non pecca nessuno" - : ALTRO MOTIVO NON DI UMILTA' (dov'è nel c.n.?) ma di indomita e tronfia SUPERBIA.

    Pax

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  22. Você descreveu perfeitamente o que infelizmente é verdade. Que um dia tudo isso possa acabar.

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    1. Hai descritto perfettamente ciò che purtroppo è vero. Possa un giorno tutto questo avere fine.

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  23. @ ex fratello

    @ Roberta

    Ho letto con molta attenzione i vostri commenti, come sempre. Con una pena grande nell'anima e un grande amore. Non ho scritto nulla ieri perchè mi sono sentita inadatta e non riuscivo ad esprimermi.
    Poi ho letto i commenti di Libera (13:31) e Luca (11:53) e ho quasi pianto chiedendomi una volta di più com'è mai possibile riconoscersi tanto nell'esperienza di altri ex non solo per i fatti vissuti a parità di condizioni di partenza (incredibile come il cammino si sparge come un pesticida mirato: per ogni categoria di persone, come avviene per gli insetti, loro hanno il prodotto adatto!), ma anche nel comune patire degli stessi devastanti strascichi che si protraggono penosamente negli anni successivi all'uscita dal cammino e dei quali, forse, mai ci libereremo del tutto.
    Non tutto è facile o possibile o opportuno raccontare, tutt'altro, specie quando si ricordano le ricadute pesanti sul matrimonio e nel privato di ognuno. Sì, alcuni di noi non siamo entrati da soli nel cammino e non ne siamo usciti da soli. Ma profonda è stata, almeno per me, l'esperienza di una gran solitudine e la grande prostrazione di non riuscire a raccapezzarsi più neanche nelle relazioni più care.
    Ripeto con Luca: nessuno esce indenne dal cammino, e più ce ne allontaniamo più ne prendiamo coscienza, più la pena aumenta, per noi stessi, i nostri figli e al pensiero di chi ancora sta dentro e magari ce lo abbiamo portato noi!
    Le vostre esperienze mi sono impresse dentro, da sempre, lo sapete entrambi. Anche nel post di oggi mi rifaccio ad una frase ricorrente di ex fratello, più illuminante di tante spiegazioni che diventano superflue.
    Grazie a voi.

    Pax

    P.S. dimenticavo di condividere questo: io non mi sono mai più "impegnata in parrocchia", non me la sono sentita proprio nè mai mi sono sforzata per farlo.

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  24. Cari tutti, mi sento vicino a tutti voi. Anche io ricordo molto bene che quando ho cominciato il cammino, si diceva a chiare lettere che le comunità che finivano il cammino poi si sarebbero "sciolte" nella parrocchia e si sarebbero messe "al servizio" di essa. Poi per tutte le ragioni ben esposte nel post non è più stato così, ed è chiaro che a questo punto il cnc non è più un itinerario (se le è mai stato). Per quanto riguarda la mia esperienza, forse per cultura familiare, forse perché sono stato sempre scettico sul massimalismo neocat, che ho rilevato fin dagli inizi, forse perché sono stato l'unico della mia famiglia di origine ad aver aderito al cammino, forse potrei dire di essere caduto in qualche senso in piedi. Già dai primi anni di cammino mi è stato chiaro che non avrei voluto sposarmi con una ragazza del cammino. Negli anni Novanta i cosiddetti figli del cammino erano molto più fanatici di quelli di oggi, che trovo siano invece molto più seguaci di quello che i camminanti chiamano "il mondo". Per grazia di Dio ho resistito a tutti i tentativi di farmi fidanzare con questa o quell'altra sorella di comunità e per grazia di Dio ho incontrato la mia futura moglie (una "cristiana della domenica") quando ormai avevo quasi perso le speranze. Non ho mai forzato mia moglie a seguire le catechesi, è stata lei che incuriosita un giorno mi ha detto se la portavo, quando già eravamo sposati. E ringrazio Dio di questo perché quando avevo quasi finito il cammino, lo abbiamo ricominciato insieme e lei un po' alla volta mi ha aperto gli occhi. Inoltre nell'ultima parrocchia in cui sono stato (siamo stati) ho visto le cose peggiori che gli occhi finalmente li hanno aperti del tutto anche a me. Cattiverie fatte a noi e ad altri fratelli della nostra e di altre comunità che mi hanno definitivamente disgustato. Ad un certo punto ho cominciato a chiedermi cosa sarebbe successo se avessimo lasciato il Cammino. Inoltre con angoscia cominciava ad affacciarsi alla mia mente il pensiero che avrei dovuto portare i figli alle catechesi dopo qualche anno... E vedendo i tipi di figli di cammino con i quali avrebbero dovuto entrare in comunità, non ci sentivamo granché tranquilli. Anche pensando ai catechisti che avrebbero avuto.... Pensare che mio figlio avrebbe dovuto avere a che fare (essere scrutinato) da loro ci faceva venire la pelle d'oca. Provo una grande pena per chi ha avuto la vita devastata dal cammino. Nel mio piccolo ho cercato di aiutare qualcuno di loro, con scarso successo, purtroppo. Purtroppo solo uscendo dalla comunità e frequentando questo blog, il quadro della grande truffa costituita dal cammino neocatecumenale diventa chiaro e sempre più completo. Finché sei dentro, vedi delle cose che non vanno, anche molte cose, ma pensi che magari sei stato sfortunato tu a incontrare quel fratello o quella sorella. Leggendo le esperienze degli altri ex fratelli, ti rendi conto che tutte le "storture", e i comportamenti tutt'altro che cristiani derivano dall'impostazione del cammino. Perfetta è la sintesi del post che dice che il camminanti provano disinteresse e disprezzo per tutto quello e quelli che non sono del cammino. Quello è proprio l'atteggiamento del neocatecumenale doc! Parafrasando il passo del Vangelo, si potrebbe dire "da quello lì riconoscerete..."... Bel riconoscimento , eh? Altro che dall'amore...
    Una buona notizia che mi è arrivata qualche giorno fa è che la nostra ex comunità è decimata... Sono rimasti in poco più di 10 e dovranno fonderli con un'altra com. Ovviamente non è la prima fusione...

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