domenica 3 ottobre 2021

Progetto Decima: Il caso dell'industriale fermato per tre anni al secondo scrutinio

Dal mamotreto del secondo passaggio leggiamo pag. 83 un aneddoto che Kiko racconta ai fratelli come un caso esemplare di distacco dai beni quale doveroso ed imprescindibile segno di conversione.
 
È la vicenda di un fratello di una comunità, ricco industriale, che per non essersi voluto piegare all'obbligo di vendere i beni è stato bocciato da Kiko e Carmen al secondo passaggio e tenuto fermo per tre anni di seguito. L'uomo ha quindi lasciato i neocatecumenali per passare all' Opus Dei. Il grosso pesce riottoso è scappato ma, tra vanterie e speranze deliranti, il guru-pescatore di uomini (ricchi) assicura ai fratelli prossimi scrutinati che quella fuga è solo temporanea: prima o poi l'industriale "capirà" e tornerà al Cammino.

Si tratta di un caso molto goloso per l'avido Kiko, che lo porta ad esempio per mostrare che persino chi ha molto da perdere (probabilmente più di tutti gli scrutinati di quel momento messi insieme) prima o poi cede e si "converte" (al Cammino) poiché, "spiega" Kiko, pur avendo cercato un'altra realtà che gli consenta di vivere la fede conservando allo stesso tempo il suo denaro, sta iniziando faticosamente a comprendere che da nessun'altra parte fuori dal Cammino si trova la verità.
Ecco il discorso di Kiko:

Mi ricordo che noi abbiamo in una comunità un uomo molto ricco che non è passato ad uno scrutinio perché incapace di vendere i beniperò faceva molta elemosina, ha molti miliardi, è un industriale.  

L'abbiamo lasciato persino 3 anni nel secondo scrutinio, dopo 3 anni gli abbiamo detto: "Non puoi continuare". Adesso è andato ad una conversazione religiosa, l’Opus Dei, un’organizzazione religiosa composta di laici che pretendono di conquistare i posti della società. 

L' Opus Dei è un' organizzazione religiosa composta di laici
che pretendono di conquistare i posti della società
.
 Kiko dixit.

E lui ha detto a questa gente: "Non mi venite più con surrogati. Io so dove sta la verità". 

E' venuto a parlare con lui la Legione di Maria, l'Azione cattolica, il parroco l'ha mandato a chiamare perché ritorni e lui ha risposto: "Non mi ingannate più. oggi non posso fare lo scrutinio perché mi rendo conto che sono un uomo debole" 

Però ritornerà, un giorno ritornerà dicendo: "Ecco, qui sono tutti i miei beni fratelli, vengo con voi, partiamo con questa nave verso la Terra promessa" 

[... ma hanno cambiato destinazione? Non più Gerusalemme ma l'America? E dov'è Freud quando c'è da decriptare un lapsus freudiano? NDR].

Questo è un uomo illuminato, lo scrutinio gli ha fatto un bene immenso. Non è una persona facile, lo sta aiutando a cambiare, a responsabilizzarsi, a trasformarsi, a diventare cristianoe quando tutto questo farà il suo effetto lui si presenterà a noi.

Colpisce la differenza tra il trattamento destinato da Kiko a questo fratello straricco (intanto ci chiediamo se sia veramente esistito nel mondo reale) che è uscito dal Cammino ma, pian piano, "sta maturando", e quello riservato al fuoriuscito comune, il fratello contribuente base, quello che, se vuole uscire dal Cammino, vada pure ma tanto peggio per lui se poi finisce male. Mentre da una parte blandisce e coccola verbalmente lo strariccone, Kiko non lesina sui dettagli della rovina del fuoriuscito comune (pag. 108) o dello stolto che non si è presentato agli scrutini, colui che Dio ha eletto ad esempio per gli altri di come ci si rovina la vita da soli. A pag. 19:

Per molti è inutile, non c'è più olio, non si accende nulla. Non c'è più olio perché quando Dio gli ha detto di convertirsi -nell'altra convivenza- non ha voluto. 
Dio passò vicino in quella convivenza, lo chiamógli ha detto:"Disgraziato, ne va della tua vita", ma lui ha resistito e per questo molti oggi non sono qui; perché nel momento in cui Dio stava dicendo: "E' ora che tu ti converti. Convertiti adesso", non hanno voluto. 
E più tardi quando si sono resi conto di quello che stava succedendo e volevano convertirsi, non hanno potuto entrareDiranno: "Signore, Signore, aprici!" [si riferisce alla parabola delle dieci vergini (Mt. 25, 1-13), strumentalizzata per simboleggiare la selezione darwiniana che avviene ai passaggi neocatecumenali NDR], non potranno entrare perché la verità non si può fare menzogna. Il Signore è il SignoreNon sei tu il Signore.

Allora vuol dire che alcuni di voi sono destinati a questo?

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Sono destinati a che si veda che sono rigettati. Fanno un gran servizio. Perché quel fratello è rigettato e tu no? Non penserò mai che è rigettato perché è più cattivo di me, ma tutto il contrario. Questo dicono gli Apostolisono destinati ad essere rigettati perché si vedaperché tutti possiamo avere paura e dire: "Poteva capitare a me, perché io non ho fatto meno peccati dell'altro [qui sta strumentalizzando il passo evangelico della torre di Siloe (Lc 13, 1-9)]; ho le stesse cose, le stesse resistenze. Perché a lui?" Questo è un mistero. 
[Dice Dio, NDR]"Ho amato Giacobbe e rifiutato Esaù". Soltanto una cosa a loro: se tu sei qui, in questa convivenza, è perché ti ha portato il Signore non per rigettarti ma per convertirti. 
Ma state attenti perché non sapete fino a che punto ci sarà un dopo, non lo sapete. Né sapete se stanotte avrete un infarto o domani la morte. Non conosci tu la tua storia, Dio la conosce.

Non c'è che dire: un' evidenza chiara di quale tipo di persona il falso profeta "rispetti" e del perché.

Il lavoro è un carcere! (pag. 145) : "Io stavo lavorando con Josè Agudo, in un quartiere di Madrid, in un cantiere e facevo marciapiedi di cemento. Con la livellatrice che mi avevano dato mi si spaccarono le maninon ce la facevo e mi sanguinavano le mani, mi vennero i calli, e faceva un freddo terribile. [...] Dovevamo alzarci alle cinque e mezza [...] Credevo di morire perché avevo anche una tremenda tosse. Passavo le notti senza dormire." ... fuori onda: "E allora ho pensato : il lavoro non fa proprio per me! E neppure come artista... beh, le avete viste le mie opere... ! Allora mi sono detto: ora mi metto a fare il profeta, così vendo le mie opere e, in più, campo di offerte obbligatorie! ... Ma esto no esta scritto nei mamotreti, no soy mica loco!

Dell'interesse di Kiko sulle sorti del ricco industriale fuoriuscito rende conto molto chiaramente Padre Zoffoli nel suo manoscritto Eresie del Movimento Neocatecumenale (1991). Ne riportiamo un estratto, scelto tra alcune pagine di testimonianze ricevute dal sacerdote (pagg. 36-38) :
«Il Movimento Neocatecumenale è una potenza economica. A una certa fase del suo “cammino”, ogni membro deve versare alla sua Comunità la "decima” parte delle sue entrate. Spesso si tratta, specie nei grandi centri amministrativi e industriali, di alti funzionari di banca e di Stato, di liberi professionisti, di impiegati benestanti. Alla fine dell'anno, la somma accumulata può raggiungere cifre impressionanti.  
Ma c'e di più: per compiere un certo passaggio in seno alla struttura gerarchica del Movimento e dar prova di essere realmente distaccati dai beni terreni e sottratti all'influenza di Satana, bisogna “vendere tutto” ciò che ciascuno ha di più caro e prezioso: casa, campi, macchina, gioielli, ecc... 
Dalla Sicilia, un parroco, denunziando tale prassi, mi riferiva che un povero padre di famiglia, che aveva lavorato all'estero e realizzato un discreto gruzzolo speso per costruirsi una “casetta”, era stato gravemente intimidito dal suo catechista; il quale gli aveva imposto di ripetere a se stesso - non ricordo quante volte – “VENDI, VENDI, VENDI! "II demonio certamente ne avrebbe preso possesso, se non si fosse deciso a vendere... [...]

“Il Vescovo di questa diocesi ha radunato vari reggitori di parrocchie, per sentire che pensavano sull'argomento [dei neocatecumeni] e quali esperienze potevano riferire. Tolto uno che in precedenza, oltre a parole, aveva al Vescovo lasciato in mano un documento scritto, nessuno ha aperto bocca. Perché? C'era forse un interesse materiale a tacere? Un parroco mi riferiva, a questo proposito, come le sue comunità di neocatecumenali — la più parte dei componenti lavora in banche e istituti di credito — gli avevano dato dei milioni per la chiesa. — Ma penso anche che i “don Abbondio” — coloro che, non avendo il coraggio, non se lo possono dare — esistono ancora: tutto per il quieto vivere" - (da Palestra del Clero, maggio 1990, p. 375).

Al termine di una “convivenza” ad Arcinazzo le offerte affluite nel “sacco delle immondizie», raggiunsero la somma sbalorditiva di ben 4 miliardi... Risulta che tra i beneficiari di tali copiose elargizioni figurano sacerdoti, parroci, vescovi, Curie vescovili...[...]

Non è prudente scavare più a fondo in questo settore.
Con quale autorità e in base a quale principio s'impone ai credenti di vendere i propri beni come fosse un dovere? Gesù si rivolse e continua a rivolgersi soltanto ad anime chiamate a raggiungere un superiore livello di perfezione cristiana, non a tutti i fedeli; che possono e devono santificarsi anche continuando a possedere e disporre liberamente dei propri averi... Questo può permetterselo soltanto una chiesa parallela - superiore a quella cattolica (!!!).»

66 commenti:

  1. Decima é l'acronimo di

    Dementi Eresie Catecumenalmente Indecenti Mamotreticamente Assurde

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    1. Se qui si parla spesso dell'argomento "soldi e beni", è perché nel Cammino se ne parla sempre.

      Nel Cammino bussano sempre a denari. Sempre.

      E se volete verificare quanto sarebbe vero che il Cammino è solo "un insieme di beni spirituali" e un "itinerario di riscoperta", provate ad annunciare in comunità che non verserete più la Decima al Cammino, ma la verserete ad un'opera cattolica qualsiasi in cui il Cammino non c'entra per niente (per esempio ad un monastero di clausura in cui non ci sono neocat nemmeno fra i visitatori). I cosiddetti "catechisti" ve la faranno pagare cara. Molto cara.

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    2. questi catechisti sono proprio cattivi, ma cattivi cattivi....

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    3. Nei miei interventi passati vi parlavo spesso di un amico neocatecumenale di Iglesias che aveva detto di lasciare la comunità ma poi è ritornato. Non so i reali motivi, non mi dice ovviamente tutto, però mi è ritornato in mente quando si vantava di non pagare la decima, pur dicendo ai suoi catechisti che lo faceva. Come facesse è un mistero, anzi non lo è perchè ho saputo una cosa che mi ha rivelato lui e che io pensavo tra me e me : a parte il fatto che gli hanno fatto telefonate a nastro per convincerlo a rientrare, i neocat pare lo facciano sempre, lui ha messo dei paletti, cioè decide lui quando andare alle riunioni e in che termini. Preciso che non è un catechista o un responsabile, è un semplice aderente, anche se c'è 30 anni. Come fa? Semplice : lui collabora non so a che titolo da anni con la Curia di Iglesia ed è a stretto contatto con il Vescovo, i suoi confratelli hanno una paura matta che, se non lo lasciano fare, lui riveli al Vescovo le loro magagne con minaccia di sciogliere la comunità. L'ho sempre pensato e finalmente l'ha detto, però, con tutta l'amicizia che ho per lui, non approvo la cosa. Uno che sta in un gruppo, di qualsiasi tipo, non può agire, almeno secondo me, da libero professionista, ma deve rispettare certe regole, giuste o sbagliate che siano. Se io facessi così con i focolarini, non ci sopravviverei neanche un giorno. E non è giusto neanche per i suoi confratelli che certe cose non se le possono permettere, crea un precedente antipatico. Cosa ne pensate? Aldo dei focolarini di Cagliari.

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  2. La storietta dell'industriale che molla il malloppo sarà stata infiocchettata con millemila particolari inventati (dopotutto Kiko e Carmen hanno sempre ritenuto utile mentire e ingannare pur di promuovere il prestigio del Cammino - si veda ad esempio la panzana secondo cui il Papa avrebbe detto a Kiko che i vescovi devono ubbidire a un laico e una donna e nessun asino ragliante ha mai avuto nulla da ridire).

    Ma è comico che per ogni "industriale" che molla il malloppo ce ne saranno stati dieci, venti, cento, che avranno detto: io voglio mollare anche il doppio del malloppo, ma in coscienza esigo di assicurarmi che quei soldi e quei beni vengano adoperati per le opere della Chiesa e per la carità verso i poveri. E percià saranno stati scacciati dal Cammino: "deve cuocersi nel suo brodo, è attaccato a mammona, è in braccio al demonio, il Cammino non fa per lui".

    Dopotutto dal Vangelo veniamo a sapere che c'erano uomini molto ricchi che però hanno usato le loro ricchezze per la gloria di Dio e quindi non c'era alcun bisogno di fare offerte che facessero "sanguinare il cuore", non c'era stato alcun bisogno di "mollare il malloppo". Quanto doveva essere ricco Nicodemo per procurare 100 libbre di «mistura di mirra e àloe» (cfr. Gv 19,39) che erano la quantità necessaria alla sepoltura di un re? E chi pagò per il «sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto»? (cfr. Gv 19,40-41).

    Il problema non è la ricchezza in sé, ma l'uso sbagliato che se ne può fare. Il ricco che non riesce a entrare nel regno dei cieli, è perché ha voluto usare le sue ricchezze solo per lussi, sfarzi, divertimenti, frivolezze. Non è la ricchezza il problema, ma il suo uso - quei soldi che uno butta nel videopoker, avrebbe potuto usarli per comprare i libri di scuola ai figli: nel primo caso è un "ricco che non entra nel regno dei cieli", nel secondo caso è uno che si è veramente provato coi beni (ah, già, nel Cammino il "provarsi coi beni" consiste solo nel dare soldi al Cammino... e quindi l'industriale di cui sopra faceva benissimo a non dare un centesimo al Cammino, perché i capicosca taglieggiatori del Cammino non rendicontavano e non potevano garantire che quei soldi sarebbero stati usati per la fede e per opere di carità).

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    1. Nota tecnico-operativa: compilare il blog è sempre stato facile perché la predicazione kikista-carmenista non è mai cambiata dal 1964 ad oggi. Le rarissime e minuscole rettifiche ci sono state alla chetichella solo per limitare i danni (d'immagine ed economici, perché per quelli spirituali e morali se ne sono sempre infischiati).

      Non è che se una vaccata è scritta nel mamotreto del '72, dopo 49 anni è "scaduta" o "superata" o "obsoleta" o "sostituita da qualcos'altro". Al contrario! In 49 anni non è mai stata negata, mai stata criticata dai suoi autori e dai suoi propagatori, mai stata cancellata.

      Se un asino ragliante affermasse ragliando che "sono robe vecchie e superate", deve prima dimostrare cos'è che le avrebbe "superate", cos'è che le avrebbe consegnate come "vecchie" al dimenticatoio. Altrimenti sta solo mentendo (e, si sa, mentire e ingannare sono considerati strumenti santi del Cammino, se servono a proteggerne i beni e il prestigio).

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    2. Grazie per l'ennesimo asino ragliante, oggi iniziamo bene la giornata, se non lo leggiamo tutti i giorni non stiamo bene, al prossimo, che non mancherà.....

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    3. Giustamente, in qualità di asino ragliante, gli interessa non il contenuto del messaggio - insomma, è vero o non è vero che la predicazione neocatecumenale è sempre la stessa dagli anni '60 ad oggi? e se è cambiato qualcosa, cos'è cambiato esattamente? - ma solo il poter proclamare "mi sento offeso! sottinteso, mi sento perseguitato! sottinteso al sottinteso: voi mi perseguitate!"

      Come dice il proverbio degli asini, raglia più forte, che ti passa.

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    4. Ma perché vi meravigliate tanto dell'aggettivo "asino"?

      Sbaglio o è così che vi chiama (in spagnolo), il vostro fondatore?

      Borricos.

      Italiano o spagnolo il significato non cambia.

      E i "borricos" rebuznan (ragliano), anche se "borrico" lo dice Kiko Argϋello.
      Non cambiano verso.

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    5. Caro @tripudio, mi sono sempre chiesto fin da quando frequento questo blog se i giudizi temerari che elargite a piene mani alle persone che sostengono il Cammino Neocatecumenale, poi li confessate al vostro confessore. Io ritengo, ma confesso che è solo una mia impressione, che al pari dei nazisti che non vedevano gli ebrei come esseri umani, ma bensì erano da loro visti come topi o altri esseri non meritevoli di dignità, anche voi non percepiate questi vostri comportamenti/giudizi temerari come un peccato, ma addirittura come una missione all'interno della Chiesa. Chiedo scusa per questa curiosità che mi piacerebbe venga soddisfatta. Grazie.
      Fallacio Asino Vinicio

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    6. "nazisti, razzisti, torturatori, psicopatici" invece non è un giudizio temerario per niente.

      Proteggere un marchingegno come il Cammino che abbatte gli innocenti invece è una missione da angioletti puri di cuore.

      Ed inserirsi nella confessione altrui anche solo in maniera immaginaria non è per niente pettegolezzo.

      Grazie a te.

      A. Non.

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    7. Certo, leggendo il trafiletto di oggi, tratto dal mamotreto imparato a memoria da migliaia di 'catechisti' ed 'applicato' nei loro scrutini in cui, dicendo di essere inviati dalla Chiesa, hanno imperversato contro padri e madri di famiglia, per derubarli della loro dignità e dei loro averi, viene effettivamente da pensare a Hitler e al nazismo.
      Chissà come mai però improvvisamente per qualcuno i nazisti e gli intolleranti diventiamo noi che denunciamo questi abusi, proprio noi, e non quei personaggi che pensano di venire da parte di Dio e che bullizzano le persone peggio che se fossero topi.
      Personalmente, so benissimo come questa inversione dei termini e dei valori per cui un perseguitato possa essere visto come persecutore possa avvenire e non ho nessuna curiosità in proposito.

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    8. @fallacio
      Tu per caso in confessione (pardon "penitenziale") chiedi perdono di quello che dici tu e sopratutto dell'atteggiamento spirituale che hai quando lo scrivi? Secondo me no, ma ti capisco: hai così poco tempo a disposizione che non ti passa neppure per la testa).
      Detto questo mi compiaccio che dopo 32 anni di cammino tu non riesca a fare un commento inerente al thread.
      Eccolo qua il cattolico adulto. Grazie per aver confermato che il cammino non serve assolutamente a nulla

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    9. @alect, io in confessione chiedo perdono anche se ho detto una parolaccia a uno sconosciuto in macchina, figuriamoci se associassi le persone a nomi di animali e loro rispettivo verso.
      Fallacio Asino Vinicio

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    10. E allora Vinicio perché pensi che qui siamo tecnicamente dei boia dello spirito quando non è vero.

      A. Non.

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    11. Caro Fallacio, tu ti firmi Fallacio Asino Vinicio, il raglio è il verso dell'asino , quindi sinceramente non vedo persecuzioni nel parlare di asini e di ragli.

      LUCA

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    12. Fallacio scrive e il blog gli risponde è sempre cosi quanto durerà nessuno lo sa

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    13. Noi siamo educati,se scrivi rispondiamo anche a te.
      Magari se sei anche educato ti firmi come fanno Fallacio ed il Barone.

      LUCA

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    14. @Fallacio
      Guarda che il primo che vi chiama "asini" è Kiko Arguello. MA lui lo dice perchè vi vuole bene, giusto?
      Detto questo prova a fare un commento inerente all'articolo in questione. Provaci, coraggio.

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    15. Quindi, riepilogando ; by Tripudio chiama i camminanti asini raglianti, Kiko chiama i camminanti asini raglianti, si deduce che by Tripudio è Kiko. Sillogistico, dottor Watson.............

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  3. Mi ricordo benissimo questo episodio.
    Mi ha sempre colpito anche mentre ero neocatecumenale ma allora, succube di una predicazione tendenziosa e penetrante, tendevo a nascondere a me stesso la causa vera del disagio.

    Ci passavano l'idea (corroborata da tutto il resto della predicazione) che questo riccone fosse avaro, troppo attaccato alle ricchezze e che "per debolezza" non riuscisse a staccarsene, proprio come nel Vangelo il giovane ricco.
    Per un neocatecumenale l'invito a disfarsi delle ricchezze (per e solo a favore del Cammino) significa seguire Dio, non riesce a comprendere che significa solo seguire il Cammino e le sue regole pensate per il proprio vantaggio.

    La nota stonata che allora soltanto percepivo si è chiarita dopo che sono uscito.

    L'industriale del mamotreto, dice Kiko, "faceva molta elemosina".
    Però non la faceva a favore del Cammino.

    Secondo Kiko "era debole" perché non riusciva a disfarsi dell'intero patrimonio a favore del Cammino.
    Qui infatti non si tratta di decima, ma del "vendere tutti i tuoi beni", come richiesto al secondo scrutinio che l'industriale dovette ripetere 3 volte (fosse tutto vero).

    Se fosse veramente accaduto, si ha l'abnormità che un pre-catecumeno aspirante alla "fede adulta" nelle mani del Cammino, non ha potuto proseguire perché non ha venduto tutti i suoi beni.

    Se Kiko veramente si fosse rifatto alla Chiesa primitiva, avrebbe dovuto sapere che la comunione dei beni NON era un requisito nel catecumenato, ma il frutto spontaneo della conversione dopo il Battesimo, di modo che "tra di loro NESSUNO ERA BISOGNOSO", come si legge chiaramente negli Atti degli Apostoli.

    Però il furbo Argϋello, pur predicando che fino all'Elezione e al rinnovamento delle promesse battesimali nel Giordano si è ancora catecumeni, richiede ai catecumeni di compiere azioni che nella Chiesa primitiva compivano solo i "cristiani adulti".

    Certo non poteva aspettare la fine del Cammino per farsi sovvenzionare la sua opera umana, i soldi gli servivano all'inizio col bottino del secondo passaggio e per sempre attraverso la decima e le collette varie.

    Ha ingannato molti (e continua ad ingannare) facendo credere che il "liberarsi dei beni" sia il modo obbligato per dimostrare che si sceglie il Signore da parte di persone che definisce meri "catecumeni".

    Nel Nuovo Testamento, al contrario, la comunione dei beni (vendita di case, terreni...) è descritta come una liberalità discendente dall'essere cristiano battezzato.

    Se veramente avesse voluto riproporre la Chiesa primitiva, l'Argϋello avrebbe dovuto cominciare a chiedere soldi DOPO l'Elezione. Non ai catecumeni.
    E nemmeno avrebbe dovuto chiedere, avrebbe dovuto attendere che "per liberalità" i nuovi cristiani adulti delle comunità neocatecumenali sentissero l'impulso a darli di modo che "nessuno di loro fosse nel bisogno". Equamente ripartiti tra tutti e non tra il singolo ed il Cammino.

    Ci sono molti adattamenti tendenziosi che i due spagnoli hanno operato anche riguardo al RICA, come l'"iscrizione del nome", che fanno al primo passaggio, mentre nel RICA è contestuale all'Elezione. E così ha un senso.

    Suggerisco di fare articoli come questi ben fatti sul secondo scrutinio, anche sui parallelismi tra il catecumenato del RICA e quello dell'Argϋello.
    Le differenze sono sensibili.





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    1. Kiko è sempre stato interessato ai tuoi beni. Proprio come un cane davanti ad una salsiccia, non c'è verso di farlo ragionare.

      Al contrario, gli altri fondatori sono stati interessati alla tua salvezza, o almeno alla tua realizzazione personale (poiché sanno che un membro scontento dona molto meno). Non potevano "sporcarsi le mani" chiedendoti esplicitamente di donare a favore del proprio gruppo - e se lo hanno fatto, lo hanno fatto dopo che ti sei liberamente proclamato a servizio del gruppo (non è una cosa onesta davanti a Dio, ma almeno non è un voler estrarre soldi dalle tue tasche con qualsiasi mezzo).

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    2. Kiko è un cane di fronte a una salsiccia, nuova frase-epiteto da aggiungere al nostro libro.....

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  4. L'OPUS DEI è riconosciuto dalla Chiesa ma per Kiko è un SURROGATO della verità.
    Le cose sono 2:
    1) o Kiko non riconosce lo statuto dell'Opus Dei approvato dalla Chiesa, e allora disubbidisce alla Chiesa
    2) oppure Kiko ha notato che l'Opus Dei non ubbidisce allo statuto approvato, e perciò non ubbidisce alla Chiesa. Ma questo è proprio quello che fa il Cammino.
    Lo diciamo da anni: lo statuto del Cammino approvato dalla Chiesa noi lo RICONOSCIAMO, ma siccome non siamo fessi, riconosciamo anche che è il Cammino non lo segue.
    E' il Cammino a non riconoscere il proprio statuto!

    Un'altra cosa che sembra evidente è che Kiko GIUDICA chi è convertito e chi non lo è esclusivamente dall'appartenenza al Cammino, perché lui crede nella prdestinazione che si manifesta solo attraverso l'entrare o il non entrare nel Cammino.

    Può così capitare che una persona buona rimanga fuori e una cattiva entri e, se entra, si salva pur rimanendo cattiva.
    Cosicché i camminanti, anche i peggiori, vanno nel paradiuso di categoria superiore, i cristiani religiosi naturali non predestinati vanno nel paradiso "normale", una specie di limbo in cui la beatitudine è di categoria inferiore.
    E l'inferno? Forse per Kiko è riservato solo ai camminanti che sono usciti.
    La Chiesa non esistesse.

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    1. E' sorprendente come le parole bibliche "Ho amato Giacobbe e rifiutato Esaù" siano interpretate da Kiko in sesnso radicalmente fondamentalista. Alla lettera. Come se non avesse mai dato nemmeno un'occhiata al Catechismo della Chiesa Cattolica.

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    2. L'Opus Dei ha una sua spiritualità - così come gran parte degli altri movimenti ed associazioni. Che abbia anche dei problemi all'interno (come del resto qualsiasi associazione o movimento) è un discorso a parte, e non toglie nulla della bontà della sua spiritualità originaria.

      Il Cammino non ha una sua spiritualità. Se ce l'avesse, potrebbe capitare frequentemente il caso di qualcuno che la vive senza conoscere il Cammino, per poi trovarsi a suo agio incontrando il Cammino. Ma il Cammino non offre null'altro che la kikolatria e l'autoreferenzialità, più un attivismo idiota, un gergo imbecille, e un obbligo di farsi riconoscere come kikolatri.

      Non so se è chiaro, per cui faccio un esempio: uno può vivere la spiritualità dell'accoglienza, della povertà (in senso cristiano, cioè non nel senso di privazione e impoverimento), dell'umiltà anche nella preghiera... e poi incontrare il carisma francescano (in una delle sue numerose forme), e ritrovarcisi, e aderire di tutto cuore perché quel carisma realizza le proprie sane aspirazioni di vita cristiana.

      Al contrario, come si fa a vivere una spiritualità e "ritrovarla" nel Cammino? Il Cammino non ha una sua spiritualità e quando ironicamente e fra virgolette indichiamo una "spiritualità" del Cammino, è solo per rimarcare il fatto che i capicosca del Cammino vogliono ravanare nel tuo portafoglio e nel tuo conto corrente, vogliono prendere decisioni sulla tua vita infischiandosene di ciò che hai vissuto, vogliono importi fardelli che loro non toccherebbero nemmeno con un dito, eccetera.

      Quelli che criticano l'Opus Dei (o un qualsiasi altro movimento) lo fanno sulla base di dettagli secondari. "L'Opus Dei fa politica!" Benissimo, ma le anime che si accostano all'Opus Dei lo fanno per trovare la politica, o per trovare strumenti adatti alla propria salvezza? E trovano più la politica, o trovano un carisma riconosciuto dalla Chiesa? E senza contare tale riconoscimento della Chiesa, quel carisma "funziona" oppure è solo un fardello? C'è gente che si allontana dall'Opus Dei (per motivi diversissimi), ma ce n'è molta di più che trova quel porto sicuro in tempi di tempesta spirituale. (E naturalmente questo vale anche per molti altri ambienti cattolici, anche molto più piccoli dell'Opus, ma che non guadagnano le prime pagine sui notiziari ecclesiali).

      Il Cammino non ha un carisma - a meno di chiamare ironicamente "carisma" il loro bramare i tuoi soldi, i tuoi beni, il loro voler prendere decisioni sulla tua vita in tema di vocazione, di figli, di lavoro, di rapporto con gli altri.

      Il Cammino non ha una sua spiritualità - a meno di chiamare ironicamente "spiritualità" l'attitudine dittatoriale dei suoi capibastone ("l'ubbidienza al catechista è tutto!" e Kiko dice: «io sono il Vostro Catechista!»), la continua richiesta di soldi (dietro ricatti morali e trucchetti imbarazzanti, come il far girare il "sacco nero" più volte finché non si raggiunge la cifra prestabilita, o il dire "c'è il demonio dietro quella porta, che fai, esci?", col sottinteso che se resti dentro devi «mollare il malloppo»), l'attitudine da satrapi dei suoi capicosca (far la bella vita in albergo gratis a mangiare gratis e a distribuire prediche "dovete dare di più! dovete fare un'elemosina che vi faccia sanguinare il cuore! dovete dare la Decima! dovete staccarvi da Mammona!" - sottinteso, «noi cosiddetti "catechisti" siamo attaccati a mammona, cioè ai vostri soldi»).

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    3. Il Cammino è bello, l'Opus Dei è una fetecchia

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  5. 'Però ritornerà, un giorno ritornerà dicendo: "Ecco, qui sono tutti i miei beni fratelli, vengo con voi, partiamo con questa nave verso la Terra promessa"
    Questo è un uomo illuminato, lo scrutinio gli ha fatto un bene immenso. Non è una persona facile, lo sta aiutando a cambiare, a responsabilizzarsi, a trasformarsi, a diventare cristiano, e quando tutto questo farà il suo effetto lui si presenterà a noi.'
    Eh sì: l'industriale è un uomo illuminato. E a lui il signore (si intende il signor Kiko, immagino, perchè Dio non fa differenze di persona nè di censo) lo aspetterà indefinitamente! Non sarà buttato fuori nelle tenebre, non sarà sbeffeggiato da chi contemplerà la sua rovina, abbandonato dalla moglie, con i figli che si drogano, nel tracollo economico come il neocatecumeno povero o borghesuccio di cui alla pagina 108 del mamotreto degli orrori, quello del secondo passaggio.
    Così gli fanno fare tre volte il secondo passaggio, sperando che l'industriale vedesse a loro tutta la baracca e magari mettesse sulla strada le famiglie degli operai; poi tollerano persino che passi all'Opus Dei, sperando comunque che assurga ad un posto ancor più importante nella società e resti loro amico.
    È vero che anche Carmen era una ereditiera industriale e avrà investito un bel po' del suo (sicuramente la sorella sì, con una fondazione a suo nome), ma in fondo investiva in un'altra industria, quella del CN. Quindi mi chiedo cosa avrebbe dato a questo industriale: forse un posto alla guida della fabbrica NC?
    Mentre ai poveri, che con i loro soldini da vedove costruiscono il vero capitale del Cammino, non spetta nessun riconoscimento, neppure una menzione 'ad personam' nel sacro mamotreto.
    E poi dicono che per loro i soldi non sono importanti e che non fanno differenza di persone! Che ipocriti...

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    1. Ringrazio JD per l'articolo e per aver fatto notare la differenza di trattamento tra l'industriale illuminato e il poveraccio 'cecato'.

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  6. Da mezzo secolo il Cammino dimostra di essere un percorso elitarista, stratificato in ferree categorie sociali, a valore e diritti ingiustamente diversi. Il blog è pieno di testimonianze in questo senso.

    Ma un organigramma come quello neocatecumenale non si improvvisa, lasciando perdere le millanterie di ispirazioni divine da parte dei falsari ideologici. Da qualche parte deve essere scritto, e ci deve essere un accordo più o meno tacito in merito.

    Nelle altre associazioni ecclesiali, dove tutto è in chiaro fino al dettaglio, chi tentasse di instaurare un impero della manipolazione, della sopraffazione e dello sfruttamento, verrebbe stroncato già alle prime battute, tra sbeffeggiamenti, asprissime critiche, sacrosante liti o vere e proprie espulsioni. Questo in virtù della regolamentazione dichiarata preventivamente ed accessibile, con cui i membri (ed anche gli esterni, in particolare i genitori) possono confrontarsi per saggiare la coerenza - o meno - delle opere dell'associazione.

    Un'associazione ecclesiale in buona fede tutela i suoi obiettivi - riconosciuti buoni - tramite la stesura di documenti che possano essere consultati anche per giudicare i frutti dell'associazione stessa.

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  7. Nel Cammino invece, tralasciando la foglia di fico degli statuti, la vera regolamentazione oltre che essere mastodontica è occulta.

    Come arrivano per esempio a far accettare l'abuso e l'ingiustizie, che nel Cammino sono la norma e non l'eccezione? Con trucchetti come questo: mettendo a pag. 19 una regola per i poveri, a pag. 83, dopo due giorni di canti ed insonnia, un'eccezione emotiva, piena di "speranza" per gli straricchi, a pag. 108, dopo altre diavolerie, una maledizione su chi si ribella.

    "Pennellate" di concetti, le chiama Kiko (v. video a Cracovia). Apparentemente scollegate, in realtà distribuite sapientemente per evitare che i fratelli le colleghino. Chissà, magari un giorno emergerà che Kiko stesso non si fosse mai accorto che chi lo ha aveva come frontman del Cammino, scelse proprio lui non solo per il fanatismo, l'ambizione e l'egocentrismo ma anche per la sua totale incapacità di collegare tra loro in modo logico le cose che lui stesso dice.

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    1. EC chi lo aveva selezionato come frontman del Cammino

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    2. Frontman è l'acronimo di :

      Fortemente Ridicole Oscenità Neocatecumenali Troppo Mamotretiche Ancora Nocive

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  8. Perché - e lo diciamo alla prova dei fatti - il vero statuto, le vere intenzioni, esistono sicuramente, ma non sono dichiarati come per le altre associazioni bensì disseminati e nascosti tra le pieghe di lunghi discorsi, ripetitivi, contraddittori, ambigui e dispersivi.

    Chi ascolta passivamente, come infatti è raccomandato dai catechisti, si ritrova nella testa concetti sparsi, ma piantati come assiomi, apparentemente scollegati tra loro. La contraddizione spedisce i più sensibili dallo psicologo. Perché ascoltando solamente la predicazione (a meno di non consegnarsi mani e piedi legati), si possono provare sensazioni più o meno sgradevoli di "fregatura ideologica" ma il progetto retrostante è difficile da mettere a fuoco.

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  9. Il "vero statuto", dice Jubilate Deo. E le "vere intenzioni".

    Di certo il "vero statuto" noi non lo conosciamo, perché è quello che deve essere stato allegato al decreto di erezione a persona giuridica come Fondazione autonoma, nel 2004.
    Su questi due documenti però, decreto e statuto, silenzio assoluto.

    Noi conosciamo solo lo Statuto del 2002, apparentemente rilasciato ad un "itinerario" (cosa giuridicamente impossibile), e quello del 2008 occorso ben 4 anni dopo l'erezione della Fondazione "Cammino Neocatecumenale".

    Siccome però il CIC collega lo Statuto al decreto di erezione a Fondazione (o Associazione), ci deve essere per forza uno Statuto NECESSARIAMENTE allegato al decreto di erezione a Fondazione.

    Sono questioni di diritto, ma sono fondamentali.

    Le Fondazioni, infatti, sono previste dal CIC per i "BENI TEMPORALI" (e NON "solo spirituali").

    Se il Cammino È una FONDAZIONE, nello Statuto deve contenere gli elementi NECESSARI della Fondazione, di cui uno è il PATRIMONIO, o dotazione patrimoniale, come dir si voglia.

    Mi chiedo quindi come possa essere stato redatto lo Statuto del 2004 da allegare alla Fondazione.
    Poteva stabilire, come gli altri due, la formula "senza patrimonio proprio"?
    Non credo.
    Sarebbe mancato un elemento ESSENZIALE.

    È inoltre molto strano che lo Statuto del 2008 sia stato approvato ben 4 anni dopo l'erezione a Fondazione, anche se nel rispetto dei 5 anni "ad experimentum" conseguenti a quello del 2002 relativo al "solo itinerario".

    Normalmente si erige una realtà ecclesiale ad Associazione (rarissimamente a Fondazione) e contestualmente si PUBBLICA il riconoscimento ed il relativo Statuto.
    È quello il momento fondamentale, spesso accompagnato da cerimonia resa pubblica, in cui la Chiesa rende noto che quella tale aggregazione è giuridicamente riconosciuta.

    Perché allora il vero riconoscimento del Cammino, datato 2004, non è stato parimenti pubblicizzato e reso noto?
    Come mai la maggioranza è venuta a saperlo solo perché inserito nello Statuto 2008?

    Ecco allora che emerge la domanda sulle "vere intenzioni".

    Se il Cammino è una Fondazione, deve ottemperare all'aspetto patrimoniale, come da disciplina sulle Fondazioni.

    Come mai però lo Statuto del 2008 lo dichiara "senza patrimonio proprio"?

    Questo passaggio è incomprensibile (o meglio, potrebbe essere molto comprensibile) e cela le "vere intenzioni" del Cammino, "Fondazione autonoma senza patrimonio proprio".

    Non si pretende di dare giudizi o sentenze, ma almeno ci sia consentito di porre fondamentali domande e dubbi sulla possibilità che lo Statuto pubblico del 2008 e quello (NECESSARIO, ma ignoto) del 2004, possano differire nel contenuto.

    Chiediamo ci venga spiegato come una Fondazione autonoma si possa accettare ed erigere "senza patrimonio proprio", dato che le norme sulle Fondazioni richiedono il patrimonio.

    Dall'accettabilità giuridica della risposta che verrà data (ma non verrà mai data alcuna risposta), dipende o meno l'inserimento di diritto del Cammino Neocatecumenale in seno alla Chiesa Cattolica.

    Non chiedo molto, solo di poter leggere lo Statuto del 2004 ed il decreto di erezione a Fondazione.

    LECTOR IURIS CANONICI

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    1. Lo Statuto a cui abbiamo sempre fatto riferimento qui è quello datato 13 giugno 2008 (in realtà "pronto" già tre settimane prima). Fu una spallata contro Benedetto XVI, che a fine aprile aveva rassicurato i vescovi giapponesi (in visita urgente ad limina a causa della mafia neocatecumenale e dei suoi potenti appoggi romani) che non aveva alcuna intenzione di approvare uno Statuto definitivo. Lo statuto del 2002, "ad experimentum" per cinque anni, tirato fuori da Ryłko contro il volere di Giovanni Paolo II, era scaduto a giugno 2007, con Benedetto XVI già regnante. Benedetto XVI, il 1° dicembre 2005, fece mettere per iscritto le sue «decisioni» contro la liturgia - «decisioni» che non si è mai rimangiato (e che nemmeno Francesco ha modificato), e che inevitabilmente divennero parte dello Statuto del 2008 ("approvato" da Ryłko che nel frattempo aveva fatto carriera, proprio come "profetizzato" in maniera mafiosa da Sancarmen Santhernandez).

      Lo Statuto 2008 contiene qualche novità rispetto all'Experimentum del 2002, ma conserva comunque l'impianto strampalato blaterando di "natura del Cammino Neocatecumenale" come un "insieme di beni spirituali" e bla bla bla.

      Nota tecnica per i non addetti ai lavori: Giovanni Paolo II nell'agosto 1990 (la lettera «Ogniqualvolta» con la firma che gli fu letteralmente estorta al termine di un pranzo dove il vino scorreva a fiumi) non aveva nessuna intenzione di dare un parere "vincolante per i vescovi" ma solo di "incoraggiare" (ed infatti l'Osservatore Romano si rifiutò di pubblicarla, però essendoci la sua firma autentica, gli Acta Apostolicae Sedis non poterono evitare di pubblicarla).

      Il "mostro giuridico" neocatecumenale prosegue ancor oggi ma i giuristi del Cammino sono preoccupati solo di minacciare i giornalisti che scoperchiano il calderone neocatecumenale (come ad esempio nel caso dei focolai Covid neocatecumenali dovuti alla tradizione kikista-carmenista di abbeverarsi tutti alla stessa "insalatiera").

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    2. Lector Iuris Canonici è l'acronimo di :

      Larvate Eresie Catecumenali Troppo Oscene Ridicolmente Indecenti Umanamente Riprorevoli Inconsistentemente Sorprendenti Certamente Abnormi Neocatecumenalmente Obbrobriose Necessariamente Irricevibili Consistentemente Immorali

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  10. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, "ISTRUZIONE IN MATERIA AMMINISTRATIVA" (2005).

    Sulle Fondazioni autonome (Cammino Neocatecumenale):

    "L’elemento costitutivo della FONDAZIONE è il cosiddetto negozio di fondazione o atto costitutivo, con la DOTAZIONE PATRIMONIALE. L’atto costitutivo può essere un testamento o un atto di liberalità fra vivi o lo stesso DECRETO DI EREZIONE CANONICA disposto dall’autorità ecclesiastica.
    All’atto costitutivo deve essere necessariamente ALLEGATO LO STATUTO, che regola la fondazione in ordine ai fini, agli organi di governo, ai mezzi di azione e all’organizzazione dell’ente, secondo la volontà del FONDATORE."

    Lo dice la CEI. Anche.

    Ci vogliono DOTAZIONE PATRIMONIALE e STATUTO contestuale.

    Occorrerebbe una spiegazione precisa su come sia stato possibile diversamente.

    Questo non per mera curiosità, ma perchè dal rispetto delle norme deriva la validità degli atti.

    LECTOR IURIS CANONICI

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  11. Sono un po' out of the loop, ma dunque il Trettré è diventato QuattoQuatto?

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    1. Io ci ho preso tre volte la terza media con questo metodo: sull'onore!

      FKHC

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    2. Se qualcuno ha capito cosa ha scritto by Tripudio, batta un colpo. Lasciamo perdere FungKu che è ermetico per definizione..................

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  12. out of the loop : fuori dal giro, bisogna sempre tradurre in questo blog. Embè, che ci azzecca, direbbe il buon Di Pietro?

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  13. "Questo è un uomo illuminato, lo scrutinio gli ha fatto un bene immenso. Non è una persona facile, lo sta aiutando a cambiare, a responsabilizzarsi, a trasformarsi, a diventare cristiano, e quando tutto questo farà il suo effetto lui si presenterà a noi."
    Ma chi si crede d'essere questo Kiko? Gesù Cristo? Magari questo personaggio aveva pure il doppio dei suoi anni e portava avanti il suo impegno con senso del dovere.
    E cosa ha ottenuto il bohemienne madrileno con i suoi scrutini e il suo Cammino? Di allontanarlo dalla parrocchia!
    Infatti, il parroco lo chiama, ma lui non ci va più in parrocchia, ha capito "dove sta la verità"!
    Ma cosa deve dirvi di più questo disgraziatissimo guru per farvi capire che la sua setta è la verità e la Chiesa non ne è che un insipido surrogato?
    Cioè, mi correggo: voi tutti che siete in Cammino ne siete convinti, in particolare l'odiatore delle parrocchie che scrive qui, ma in generale tutti.
    Ma l'arcano funziona così: sapete che questo è l'obbiettivo del Cammino ma dovete negarlo con zuccherosa insistenza.
    Chi si rende conto dello iato fra ciò che sostiene e la realtà, è un mascalzone, ma forse ancora sano di mente; chi non se ne rende conto probabilmente è in preda ad una confusione cerebrale e spirituale di notevole entità.

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    1. Anche Valentina come ermetismo non scherza.............

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  14. Salve, sono C. e non posso non ricordare come venni trattato quando mi ESPULSERO dal cammino, lo fecero pensando ad una punizione.

    Sono passati DECENNI, oggi sono infinitamente più felice e se mi capita guardo con commiserazione quelle persone rimaste li dentro, se non avessi un briciolo di fede li deriderei come pietosi casi umani.

    Il motivo è oggettivo: sono sempre gli stessi, dicono SEMPRE LE STESSE COSE, non sono mai cambiati, se per cambiamento si intende diventare come cani bastonati verso i catechisti.

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  15. Perché le persone restano nel CN?

    Suggerisco alcune motivazioni secondo il mio parere e la mia esperienza di ex.

    Pochi di loro credono o vedono nel CN una valida scelta religiosa.
    I motivi veri sono più concreti e molto meno idealistici :
    Convenienza economica o sociale od entrambi.
    Paura di cambiare.
    Abitudine.
    Consuetudine.
    Necessita' di adeguarsi alle scelte familiari.
    Condivisione di obiettivi del clan familiare.
    Pigrizia.
    Vantaggi lavorativi.
    Paura di uscire da una situazione che illude di avere un minimo sindacale di protezione contro gli imprevisti della vita.
    Necessita di sentirsi parte di qualcosa.
    Necessita di sentirsi considerati.

    Non mi vengono in mente altri motivi validi per restare nel CN.

    LUCA

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    1. Sono assolutamente d'accordo. Una coppia di neocat. con la quale siamo rimasti in contatto per un po' di tempo, quando abbiamo detto loro che avevamo lasciato la comunità, ci hanno chiesto come avremmo fatto a rinunciare ai contatti sociali, all'interazione sociale che lo stare in cammino porta con sé. Detto da persone che hanno finito il Cammino...: il Cammino visto come una sorta di social network. Non credo che abbiano capito / apprezzato la nostra risposta che preferivamo rinunciare a quella interazione sociale piuttosto che dover rimanere in quel cammino che era diventato per noi una fonte di angoscia profonda, dove vedevamo la giustizia e la misericordia continuamente calpestate, con tutto quello che ne consegue. Loro, pur avendo subito numerose e ripetute ingiustizie e discriminazioni da parte dei loro "fratelli" di comunità, sono ancora lì, convinti della bontà del "carisma". Così buono il carisma che viene ridotto ad un social network....

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    2. Altri motivi validi? Ce n'è uno che li racchiude tutti : si rimane nel CN semplicemente perchè il Cammino è ottimo, magnifico, meraviglioso, semplicemente sublime, e guidato dall'uomo più grande della storia, dopo Gesù, ovviamente : Francisco Arguello Wirtz detto Kiko. Basta???????????????????????

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    3. Così ottimo e meraviglioso che la maggior parte di quelli che ascoltano le catechesi o non entrano affatto in comunità, oppure lasciano dopo poco. Dubito che siano tutti masochisti che vogliono farsi del male lasciando un qualcosa di bello e meraviglioso, dove tutti vengono accolti, nessuno è discriminato, soprattutto i più deboli, e dove regnano l'amore (quello vero, non quello cantato a squarciagola per mascherare la profonda disunità), la giustizia e l'amore per la giustizia.

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  16. Stare in cammino e' lo stesso che stare in una relazione abusiva.
    Alcuni ci rimangono, perche pensano che fuori dal cammino non c'e' niente di meglio, stesso nelle relazioni abusive dopo che l'autostima e' andata a pezzi si pensa che non si possa incotrare nessun altro.
    Altri rimangono per paura delle minaccie subite dai catechisti (fuori dal cammino ti andra tutto male a te e alla tua famiglia...), nelle relazione abusive invece viene detto, se mi lasci ti ammazzo, quasi la stessa cosa.
    I pochi che ne fuoriescono, i coraggiosi, perche ci vuole assai coraggio per uscire da questa gabbia di manipolazione, sono quelli che soffrono un po all'inizio perche si devono riadattare al mondo esterno, e relazionarsi con la vera chiesa, riscoprendo il vero amore di Gesu verso di loro. Alcune ragazze dopo relazioni abusive finalmente incontrano un altra persone che le vuole davvero bene...
    Infine, sfortunatamente, ci sono i fuorisciti che odiando il cammino comparandolo alla evra chiesa, finiscono per odiare tutto cio di cattolico, e davvero poi vivono nel peccato...
    infatti molte ragazze dopo relazioni abusive seguono sfortunatamente in abusi droghe e depressione...


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    1. Si rimane solo perchè il Cammino è bellissimo, è la vera Chiesa, splendidamente guidato, offre felicità, conforto, sicurezza, amicizie vere, stima profonda dai confratelli e dai catechisti, quote basse delle decime che tengono conto delle reali necessità economiche di ciascuno, e poi...e poi...c'è da aggiungere qualcos'altro?

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    2. PUoi aggiungere che solo nel cammino puoi avere gente come McCarrick ed Apuron. Vuoi mettere?

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    3. Poche mele marce non possono inficiare l'assoluta giustezza e grandezza del sublime Cammino. Gesù non ha detto : la zizzania deve crescere insieme al buon raccolto, poi si interviene per separare le due cose? E così sarà per il Cammino. Gesù non mentiva.............

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    4. Cari miei, nel Cammino dovete salvare le (non poche) mele buone dall'impiastro del marciume originale, non vi sbagliate.

      A. Non.

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    5. @ Anonimo delle 10:58
      Il problema è che nel Cammino non si interviene MAI per separare le due cose. Piuttosto si interviene per difendere la zizzania e per imporre all'erba buona di chiedere perdono alla zizzania per aver pensato che era zizzania. Fantastico!

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  17. Il famigerato McCarrick - che prima di essere spretato era alloggiato con tutti gli onori nel seminario neocatecumenale Redemkikos Mater a Newark, in USA - finirà presto a processo per abusi sessuali su un sedicenne. Mi chiedo quanti fratelli del Cammino hanno collaborato materialmente e coscientemente a far fare la bella vita (per di più in un ambientino con tanti giovincelli ricattabili, quale il seminario kikiano R.M.) all'ex cardinale.

    Ma no, agli asini raglianti non interessa ragionare. Agli asini raglianti interessa solo aggredire chiunque collabori a questo blog, come se il mandarlo in rovina rendesse magicamente perfetto e puro il Cammino delle Eresie.

    Eppure avrebbero potuto commentare agevolmente l'omelia del presbikiko che chiamava "angeli" i cosiddetti "catechisti" del Cammino.

    Anzitutto per il fatto che anziché parlare dei veri festeggiati - gli angeli di Dio, esseri puramente spirituali, intelligenze compiute, che nell'arte vengono rappresentati con fattezze umane e "con le ali" - si mette a parlare di presunti "angeli", cioè dei suoi cosiddetti "catechisti" neocatecumenali.

    Eppure, a furia di leggere le Scritture e di frequentare il Cammino, avrebbe dovuto sapere già che nel Cammino ai cosiddetti "catechisti" vengono attribuiti titoloni nobiliari come «angeli discesi dal cielo» (pur ricordando che se anche «un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!», cfr. Gal 1,8, ma anche il resto, Gal 1,7-12).

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    1. Grazie per l'ennesimo asino ragliante. Una proposta : non c'è qualche epiteto nuovo? Non possiamo scrivere asino ragliante all'infinito sul nostro libro, poi succede come in Shining di Kubrick dove Jack Nicholson, scrittore fallito e pazzoide, scriveva la stressa frase all'infinito :il primo mattino ha l'oro in bocca. Perciò, sig, Tripudio, qualcosa di nuovo, suvvia,,,,,,,,,,

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    2. Una notizia che renderà la Germania più simpatica a Kiko: il Cammino Sinodale (che non c'entra niente col Cammino Neocatecumenale) discute se sia il caso di abolire il sacerdozio cattolico.

      Ricordiamo che Kiko e Carmen hanno sempre considerato il sacerdozio gerarchico peggio che fumo negli occhi. Dopotutto i presbikikos devono ubbidienza ai cosiddetti "catechisti" e soprattutto al laico Kiko «io sono il Vostro Catechista». Per esempio si considerino le foto (pubblicate dagli stessi kikos orgogliosi dell'accaduto) sacerdote in ginocchio davanti a Kiko - una completa inversione di ruoli.

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    3. In realtà Jack Nicholson in Shining scriveva "All work and no play makes Jack a dull boy". È un proverbio inglese. Letteralmente significa "Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato". Il proverbio intende significare che se non ci si separa mai dal lavoro si tende a diventare persone annoiate e noiose. (Fonte: Wikipedia)

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    4. E' vero, ma nella versione italiana l'hanno voluto tradurre cosi.............

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  18. @Anonimo Texas

    Resto nel Cammino perché è un dono dello Spirito Santo.

    Barone Celestiale

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    1. Lo "Spirito" di cui parla il Barone Celestiale non è la seconda persona della Santissima Trinità.

      Lo Spirito Santo, infatti, non può ispirare strafalcioni, eresie, ambiguità, inganni, menzogne, idolatria, e tutto il resto del Cammino Neocatecumenale e dei suoi autonominati "iniziatori".

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    2. Ah, si? E allora, se lo Spirito di cui parla Barone non è la seconda persona della Santissima Trinità, che cos'è? Un'ipotesi : se lo Spirito è di...vino, ma non è la seconda persona della Santissima Trinità, sarà uno spirito di..whisky. Sarà per quello che Kiko ne beve cosi tanto, dopo aver tracannato aragoste e fumato un buon Avana? A proposito, sapete che marca beve, così, giusto per saperlo............

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