martedì 4 settembre 2018

Miseria e nobiltà neocatecumenale

Sulla concezione di povertà e di rapporto che un cristiano deve avere con il danaro e, più in generale, con successo e fallimento nella propria esistenza, vi proponiamo due diverse testimonianze, la prima di un non neocatecumenale ma con la moglie in cammino, la seconda di una coppia di neocatecumenali; per comprendere i fattori comuni delle due esperienze, riporteremo alcuni brani delle catechesi di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, con un nostro commento finale che stimoli riflessioni e commenti.
"Mi sono sposato con una donna neocatecumenale che praticava il cammino da 20 anni. Lei mi diceva che era la chiesa, vabbé… lei ha sempre dato la decima, il dieci per cento del suo stipendio. Quando ci siamo sposati non ha potuto lavorare più e col mio stipendio è un anno che non riusciamo a stare all’interno dello stipendio, cioè per varie necessità siamo costretti a spendere circa 300 euro in più dello stipendio (non so quanto riusciremo a resistere) . Comunque lei, sapendo le nostre difficoltà mi ha chiesto di dare la decima, non al cammino neocatecumenale, MA A DIO, dice lei. A causa di quella setta ormai siamo costretti a separarci perché lei preferisce la loro amicizia che il marito. Vi dico solo una cosa, state attenti a questa setta, chiedono soldi facendo credere che vadano a Dio (certo, Dio ha bisogno di soldi) e preferiscono far dividere le famiglie ma non rinunciare ai soldi." (zingaro, 21 novembre 2016)
Seconda testimonianza:
Espressioni significative di papa Francesco
per il 50esimo del Cammino a Tor Vergata
"Ricevi la mia famiglia e se puoi dacci una mano per il lavoro: siamo neocatecumenali, i figli sono una ricchezza"
Professore precario, 44 anni e dieci figli. Racconta così la sua famiglia il prof precario che lancia un appello a Papa Francesco:
«Mia moglie ha 41 anni, la figlia più grande ne ha 15, le ultime tre ne hanno 5, nate con un parto trigemellare. Siamo neocatecumenali, riteniamo che i figli siano una benedizione. (…)
Ci siamo trasferiti quando ho avuto una supplenza in Abruzzo per sostituzione di maternità e al momento stiamo ancora qui. Con noi sono venuti i quattro nonni che ci danno una mano sia dal punto di vista logistico che economico, altrimenti non potremmo mai farcela»
«Siamo fedeli di Francesco, entusiasti di quello che fa e di come parla. È a lui che lanciamo un appello, fosse solo per riceverci. Vorrei che baciasse i nostri figli. Se poi potesse aiutarmi a trovare un lavoro non precario per sostenere la mia numerosa famiglia, sarei l’uomo più felice» (16 febbraio 2018 - La Nazione.it)
Sono due delle tante voci di cui è invaso il web. Sembrano essere diversissime ed avere una sola cosa in comune, cioè il fatto che i loro protagonisti siano neocatecumenali.

A ben vedere però c'è qualcosa in più che le accomuna, e cioè il fatto che in entrambi i casi ci sia un rapporto un po' particolare e, sembrerebbe, irresponsabile, con il danaro e con la sicurezza quindi economica personale e della famiglia.

Nel primo caso una moglie neocatecumenale vuole dare la decima anche in una difficilissima congiuntura, togliendo risorse ad un bilancio familiare già in forte passivo, arrivando persino alla crisi coniugale ed alla separazione; nel secondo  caso una coppia, che si auto dichiara del cammino, si carica di figli nonostante il lavoro aleatorio del marito, e senza preoccuparsi del fatto che le due coppie di nonni li debbano mantenere e addirittura trasferirsi per aiutarli con i bambini, chiedono al papa Francesco un lavoro "sicuro" per il capofamiglia.

Queste due storie hanno una radice ed una causa comune: il cammino neocatecumenale così come voluto dal suo fondatore, Kiko Argüello.

Per capire quindi il perché di queste e di tante altre vicende che hanno come minimo comune denominatore il cammino neocatecumenale, leggiamo un ritratto del suo ideatore così come tratteggiato su Facebook da un fan sfegatato:
Kiko Argüello c'è modo e modo di leggerlo.
Quello di tutti quelli che gli stanno intorno e che sono giustamente preoccupati di continuare la sua opera. Di non deviare a destra e a sinistra. Di tracciare una strada per il carisma. Perché un carisma ha bisogno di una strada. E allora di qui a cascata tutti gli incarichi e i responsabili e tutti quelli che fanno in modo che non si improvvisi, non si defletta. Poi c'è lui. Attorniato dai molti. Spinto da destra a sinistra, di fianco, sopra e sotto. Lui, con una libertà interiore immensa. Lui che il carisma ha scelto per depositarsi. Per indicare una strada su cui un milione si è messo in cammino.
Cosa ci ha insegnato a tutti Kiko Argüello? La mostruosa libertà interiore, pur di fronte a gerarchi che tali sono anche se sono ecclesiatici. La libertà di farsi crocifiggere, di farsi umiliare e di accettare di essere crocifisso e umiliato.
La libertà di girare con un eskimo e un cappuccio calato in testa per non farsi riconoscere dai suoi fedeli ed esserne esaltato.
La libertà di interpretare francescanamente la povertà.
Povertà non è avere pezze al culo. Povertà non è vivere in una catapecchia piuttosto che in un albergo a cinque stelle con piscina idromassaggio. Povertà vera e libertà vera è vivere, senza soldi, sia qui che lì, come la Provvidenza ti manda a vivere. Accettare tutto quello che ti viene, come riceverlo direttamente dalle mani di un Padre.
Quindi, tralasciando tutte le altre affermazioni, non ci può sfuggire il fatto che Kiko propugni non povertà, o rigore o semplicità di vita francescana, ma che piuttosto sostituisca al concetto di povertà, quello di precarietà, non subìta, ma attivamente voluta e ricercata.

Libertà di interpretare francescanamente la povertà…
Riportiamo infatti un brano (pagg. 97-100 degli Orientamenti dalla catechesi originale di Kiko dello Shemà, convivenza che viene fatta circa dopo tre anni dall'inizio del Cammino, fra primo e secondo passaggio.
"Prima d'ora noi non ti abbiamo mai detto di fare nulla.
Ora te lo diciamo PER AIUTARTI, NON PER STOICISMO. Per favore! Che nessuno mi dica che si tratta di essere poveri, perché non è che a Dio piaccia che tu abbia una casetta povera (come qualcuno di voi mi diceva), con le tendine di tela perché non si possono avere di creton perché ci sono molti poveri in India?
Questo è falso! Abbiamo letto questa mattina nel Deuteronomio che Dio dà al suo popolo vigne, olivi, ecc. Per questo se voi parlate con gli ebrei vi diranno che il possedere denaro è segno che Dio ti aiuta. Perché se ti vanno bene gli affari non credere che è perché tu sei intelligente o perché rubi molto o poco, perché nessuno può fare niente in questo mondo se Dio non l'aiuta. Non è il senso stoico, che sempre insegna che bisogna fare rinunce per soffrire meno. (…)
Ci fu un tempo in cui si credeva che per essere virtuoso era necessario sacrificarsi molto facendo piccoli atti per esercitare la volontà (mi tolgo ora questa sigaretta; domani…). Oggi questo non si accetta più. È stato per altre epoche. Io non ti consiglierei mai, fratello, questo stoicismo.
Perché toglierti questa sigaretta, questo pò di acqua, o dare questa elemosina a un povero per acquistare virtù, può fare di te l'uomo più fariseo del mondo. E quindi se vedi un prete che stà per cadere, lo giudicherai pensando che è perché non smette di fumare, né si priva di questo o di quell'altra cosa. No! Non si tratta di questo.(…)
"Toglierti questa sigaretta
può fare di te
l'uomo più fariseo del mondo"
Inoltre, questa faccenda della povertà è frutto della religiosità naturale, e non del cristianesimo. Nella religiosità naturale la povertà significa la purezza e la ricchezza la impurità. Questo c'è in tutte le religioni. Allora uno è considerato un religioso e ha un'automobile davanti alla porta di casa, la gente lo nota e dice: "guardalo" e fa i sorrisini.
Il cristianesimo non ha affatto questo senso. Quando la gente importa tanto che uno abbia l'auto o no è perché nel loro cuore pensano che l'auto sia una cosa molto importante. S. Francesco d'Assisi visse in un'epoca in cui se non andava scalzo, poveretto non poteva predicare il Vangelo perché la gente era molto religiosa e non l'avrebbe ascoltato. Se arrivava Gesù Cristo in quell'epoca l'avrebbero battuto, lapidato.(…)
Allora scoprirai che il denaro non t'importa un tubo, e ti verrà a palate. Ma avrai imparato a usarlo, a spenderlo: la casa per l'amore, il denaro per l'amore, tutto ciò di cui hai voglia, perché il motivo che ti muove in tutto è l'amore. Se in te non c'è questa liberazione, a me dispiace molto, però da qui non puoi passare perché tu non sarai un sacramento di salvezza ma il contrario."
S.Francesco,
ripara la tua Chiesa!
Più sinteticamente, a pag. 50 dice Kiko:
"… questi discorsi non sono per i cristiani, sono per i catecumeni, tutto questo è scritto per i catecumeni.
Anzi un cristiano vero, una persona trasformata da Gesù Cristo può avere soldi, non si tratta quindi essere poveri, che dobbiamo essere spogliati; il Cristianesimo non è uno stoicismo, anzi il Signore ci vuole fare liberi e una volta che siamo liberi dai soldi ci darà tanti soldi, perché saprà che li possiamo amministrare bene."
Naturalmente abbiamo tantissimo materiale sul soggetto "danaro", molto caro a Kiko Argüello e a Carmen Hernàndez.
Ma ciò che ci premeva dimostrare viene già ampiamente chiarito dai paragrafi riportati.

Qualche incredulo potrebbe dire che si tratta di catechesi obsolete, ma sappiamo benissimo che esse vengono ripetute allo stesso modo anche oggi.
Ad ulteriore conferma però della ripetizione ossessiva e costante, dopo cinquant'anni, delle medesime argomentazioni, citiamo della catechesi di inizio corso 2017-2018:
"Ci sono tre voti: obbedienza, castità e povertà. Ma la povertà non è vivere poveramente con i pantaloni rotti, senza soldi, o vivere in una casa povera, malfatta, no. Non è questa la povertà cristiana, la povertà è accettare la precarietà, la precarietà che tu cammini in una religione in cui Dio va davanti a te ed è Lui che mostra quello che vuole e come vuole."
Quindi: del danaro ci si deve "liberare", non necessariamente per aiutare chi ne ha bisogno, anzi, decisamente meglio di no perché altrimenti ti potresti sentire "buono" ed arrivato. Dove debba essere messo questo danaro diventa chiarissimo quando decima, collette, partecipazione a convivenze in albergo e GMG scandiscono la tua esistenza, a tal punto da far dire a qualcuno che la celebrazione della Parola è un diversivo tra una colletta e l'altra.
Ma non è solo questo che si deve fare: è necessario mettersi nella precarietà, come il professore con i dieci figli, questa è la vera povertà, non vergognarsi neppure del fatto che la tua famiglia è spesata ed accudita dai nonni e il lavoro lo devi chiedere al papa.

Nel contempo, le catechesi spiegano perché siano tanti i neocatecumenali a ritenersi poveri anche senza avere le "pezze al culo", anzi, permettendosi dei veri e propri lussi, penso soprattutto alla casta dei catechisti. Semplicemente costoro, da veri cristiani, dopo essersi volontariamente "provati" e messi nella precarietà, hanno ottenuto il centuplo.
"Una volta che saremo liberi dai soldi, Dio ci darà tanti soldi".

Come negarlo? Famiglie con dieci figli senza un lavoro che scorrazzano in aereo più volte all'anno, con lussuosi SUV, professionisti neocatecumenali con clientela tutta del cammino, appartamenti acquistati dall'oggi al domani, pranzi e cene "da re" e viaggi in Israele per itineranti e presbiteri del cammino.
Tutto perché hanno scelto la precarietà, si sono umiliati e la Provvidenza del sacco nero ha dato loro il centuplo. D'altronde, perché preoccuparsi della effettiva provenienza dei loro soldi, quando il loro modello di vita sono gli zingari delle Palomeras?
Chi invece sta alla base della piramide di questo "schema Ponzi"? Perché naturalmente se c'è uno che mangia aragoste, ci devono essere dieci famiglie che si privano del necessario.
Beh, per quelli c'è la povertà vera, non quella dorata che Kiko promette.
Questi poveretti hanno dimostrato in mille modi che dei soldi non interessa loro nulla, ma questi non sono arrivati "a palate".

Che fanno allora, queste persone allevate a pane e Kiko?
O continuano a seguire il dettato kikiano, a costo di distruggere il proprio matrimonio, come nella prima esperienza, o, dopo aver messo al proprio servizio genitori e, laddove è possibile, fratelli di comunità, chiedono al papa di risolvere i problemi che si sono creati da soli, secondo loro, per seguire Dio, in realtà, per seguire Kiko, come nella seconda esperienza, oppure si rassegnano alla propria povertà, ma sempre aspettando il famoso centuplo.


E se qualcuno di questi autentici poveri del cammino, osa criticare il catechista con la macchina davanti a casa, si sente pure dare del religioso naturale, della persona che ha il proprio cuore nei soldi, ed è per questo che non capisce la meravigliosa libertà del cristiano "arrivato".

Neppure la consolazione d'essere come San Francesco resta loro, visto che anche questo grande Santo, secondo Kiko, ha dovuto essere povero perché ai suoi tempi non avrebbero creduto alla sua predicazione, altrimenti anche lui avrebbe pasteggiato lautamente e non si sarebbe negato la sigarettuccia o il sigaro pregiato, come tanti super catechisti di nostra conoscenza.

40 commenti:

  1. Sono costernato: per ora ho letto circa la metà di questo interessantissimo post e non so da dove cominciare, tante sono le eresie e le boiate dette da Kiko.
    Ora capisco perché le correzioni fatte della Santa Sede alle catechesi di Kiko si limitano a CANCELLATURE di interi capoversi e all'inserimento di note: trasformare ogni affermazione di Kiko in quella corretta avrebbe richiesto un lavoro ciclopico.
    L'unica cosa da fare era BOCCIARE i mamotreti. E' stata persa un'occasione.

    Sembra che il carisma che Kiko si è scelto è quello di reinterpretare tutto. Lo dice senza neanche giri di parole (quelle riportate forse sono brani di vecchie catechesi, quelle che ci dicono davvero quale è il pensiero di Kiko): tutto nella Chiesa prima di lui era sbagliato, perfino san Francesco.
    Quando dice "Prima si faceva in tal modo..." parla della Chiesa: "Prima la Chiesa faceva in tal modo, insegnava in tal modo...".
    Pretende di fare come Gesù ha fatto nei riguardi della Legge antica: "E' stato detto... ma io vi dico..."
    Ma la legge Nuova è quella definitiva e Kiko NON è Gesù!

    Tra le tante eresie due frasi di Kiko mi hanno colpito per la loro pericolosa malizia: 1) quando dice che poiché la povertà francescana è predicata da tutte le religioni, è una forma di religiosità naturale. E' come dire che le opere di misericordia sono religiosità maturale, dimenticando che tutto quello che si fa a un piccolo, lo si fa a Cristo stesso!
    Kiko qui dimostra di essere in piena sintonia con LUTERO: anche se ipoteticamente tutte le religioni avessero delle norme etiche simili al cristianesimo, le opere cristiane sono tali per le GRAZIA SOPRANNATURALE!
    La verità naturali contenute dalle altre religioni non sono in contrasto con la Verità di Cristo, ma in se stesse non salvano anche se predispongono alla salvezza. Le opere (buone) cristiane sono "ripiene" di grazia perché i cristiani sono parte del Corpo mistico di Cristo e quelle opere è un po' come fossero fatte da Gesù stesso.

    Kiko a un certo punto dice che puoi fare tutto ciò che hai VOGLIA per amore. Ma anche chi convive senza essere sposato dice che lo fa per amore...

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    1. In base a questa bizzarra teoria, frutto di grottesco pregiudizio e di abissale ignoranza, in quanto si stabilisce aprioristicamente l'assenza della grazia in tutte le forme religiose dell'umanità (cosa falsissima), tutte le dottrine, tutte le fedi e soprattutto tutte lo sterminate esperienze religiose dell'umanità, soprattutto quelle che nascono da profonda conoscenza filosofica unita a consolidata pratica contemplativa, sarebbero il frutto di una, non ben precisata, religione naturale. Questo disgustoso ossimoro è antropologicamte falso in quanto l'uomo rende "culturale" tutto ciò che è naturale, per esempio cuocendo il cibo. Pure la pizza napoletana -che è avvampata e quindi sta tra il crudo (naturale) e il cotto (culturale) fa in qualche modo fa da cerniera tra due ambiti, così come il suchi direi che è "culturalmente" naturale.
      Per condeguenza gli otto miliardi di "creature di Dio" e di "figli di Dio" viventi odiernamente sul globo terracqueo se ne andrebbero, di qui a poco, praticamente tutti a "Mathausen", vista l'improbabile ipotesi che il miliardo di cristiani possa varcare la soglia senza un peccato mortale sulla coscienza.
      Ad essi si aggiungerebbo poi gli ulteriori miliardi di uomini che ci hanno preceduti diciamo... da quarantamila anni fa, ma si, facciamo quarantamila, sennò c'infiliamo in quei discorsi sull'ominazione che non finiscono mai anch'essi pii e religiosissmi ma destinatari, per solo loro ignoranza, alle fiamme infernali non purificatrici come quelle purgatoriali, ma punitrici (de che 'n se sa).
      'Sta fede mi puzza un poco, avrò il naso delicato.
      Però che bell'effetto fa sentirsi speciali. Andando in Grecia da ragazzo le persone anzine mi dicevano italiani e greci stessa faccia stessa razza per trabordo si può affermare per arroganza congenita antineocat e neocat stessa faccia sessa razza.
      Naturalmente qualcuno mi ricorderà che questo è un blog cattolico e per giunta monotematico e io ne prendo atto, osservando però che questi "qualcuno" non si fa scrupolo quotidianamente di sminuire il diverso da lui per esaltare se stesso.
      Adesso, francescanamente, torno a dar da mangiare agli uccellini che mi svolazzano sul balne , sono un uomo "libero" (non certo completamente) e mi piacciono le creature libere non i servi scemi di una ideologia fasulla, intendiamoci qualsiasi essa sia.

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    2. Beh la grazia ce la siamo inventata noi cristiani e quindi ce la teniamo noi. I buddisti hanno il nirvana, gli induisti l'upanishad, i taoisti il tao eccetera, quindi perché dovrebbero volere la Grazia, legata alla fede in Gesù Cristo non so. A ognuno il suo.

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    3. "osservando però che questi 'qualcuno' non si fa scrupolo quotidianamente di sminuire il diverso da lui per esaltare se stesso"

      A me è parso il tuo un commento di totale autoesaltazione. Lascia che ti risponda, da napoletano, in questo modo: servi più scemi di te che considera cultuale la cottura della pizza - nemmeno i pizzaioli di 50 kalò e Sorbillo giungono a tanto - non ne ho letti; una amalogia materica da massone, aggiungo. Hai blaterato di peccati e inferno senza nemmeno conoscere la dottrina cattolica. Studia un po', parti da Mt 25 e poi ritorna a commentare.

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    4. E.C. analogia
      E' bene correggere perché scemi come te trovano subito lo spunto per notare il refuso

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    5. Anonimo:

      vedo che non hai capito nulla, ma non mi meraviglia e nemmeno te ne faccio una colpa.
      Mi ricordi mia figlia più piccola che fin dai primissimi anni di vita, di qualunque cosa si parlasse, anche delle ultime teorie degli scienziati riguardo la fisica o la biologia, interveniva e diceva la sua.
      Per me era un vero spasso e mi faceva molta tenerezza e simpatia.
      Anche tu mi sei simpatico col tuo sproloquio.
      Sia chiaro: si vede che sei intelligente, solo che è evidente che non sai di cosa VERAMENTE si sta parlando.
      Ma se ti interessa il discorso sulla grazia e su come lo Spirito Santo sostiene il creato e sparge semi di verità in tutti i popoli e religioni, ti consiglio la lettura del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica.

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    7. Tu, invece, mi ricordi un mio cugino con il motorino e senza casco che svicolava sempre quando a distanza vedeva un blocco di polizia. Ho forse negato che lo Spirito Santo abbia sparso semi di verità in tutto il creato? Se l'ho negato, me lo virgoletti, per favore? Anche ho sostenuto, forse, che per i giusti che non hanno conosciuto il cristianesimo non ci sia salvezza? Mi sei simpatico come mio cugino con i tuoi svicolamenti.

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    8. P.S. Sullo Spirito Santo, di seguito una quartina di un mio poemetto. Non far caso allo spostamente dell'accento su Caucaso, è lecito:
      "L'alito Suo soffiava sul Parnaso / quel Soffio non bloccava il Caucàso /non lo fermava il ghibli del deserto / o la profondità di una mare aperto". Con la tua intelligenza, riesci a capire la mia concezione?

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    9. Lino: nel mio intervento intendevo rispondere ad ANONIMO delle 10 e 04. Con te mi trovo in piena sintonia.

      Mi sembrava che ANONIMO non avesse ben compreso che la grazia che ci dà la salvezza viene da Cristo, anche quando si salva chi non è cristiano. Avrei dovuto specificargli che la grazia che la Chiesa ha in pienezza travalica i confini della Chiesa stessa e che Dio può offrire la salvezza agli uomini non cristiani ma di buona volontà attraverso mezzi straordinari, ma sempre grazie a Gesù.
      Allora ho tagliato corto e l'ho rimandato ai documenti conciliari e al catechismo.

      Da te ho solo da imparare

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    10. Scusa, Pietro, stavo con lo smart e non sono abituato. Credevo che avesse replicato lui.

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  2. Come alla Missione due a due "Senza borsa e senza bisaccia" della scorsa estate.

    Senza bisacce dopo averci tolto 350€ per pagare albergo e convivenza, 50€ di treno per raggiungere il luogo della missione e maxi colletta finale per sostenere la "nuova evangelizzazione". Quindi almeno 400€ (a seconda della destinazione finale, alcuni avevano speso anche 100€ di treno) per questa "esperienza" che ti cambia la vita. A me la ha cambiata davvero, facendomi aprire gli occhi su tutta la combriccola. Posso anche passare sopra alla richiesta di soldi (...) ma almeno la correttezza di dirlo prima, quando ti "invitano". Invece no, tutto all'ultimo, quando uno ha già preso ferie varie e si è già organizzato. Cioè io ti invito a casa mia in campagna e tu però mi devi pagare la donna delle pulizie.

    Ma forse Cristo chiede delle royalty per annunciarLo!?

    Godot

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  3. "Qualche incredulo potrebbe dire che si tratta di catechesi obsolete..."

    Il neocatecumenale che lo dicesse dimostrerebbe tutta la sua balordaggine. Queste catechesi sono le più prossime alla " visione" di Kiko, alla missione ricevuta dalla Madonna, all'illuminazione di Kiko, alla sua profetica ispirazione. Chi lo dicesse, affermerebbe nello stesso tempo che le ispirazioni dello Spirito Santo diventano obsolete nel giro di pochi decenni.

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  4. Il Battesimo viene sigillato con la consegna di un abito bianco, immagine della natura nuova, di una nuova creazione di cui Cristo è il Primogenito.

    Ma l'abito che pur si consegna alla fine del percorso neocatecumenale ad ogni singolo fratello che fedelmente ha fatto tutte le tappe dello "pseudobattesimo in salsa kikiana", docile e obbediente, appare evidente che è l'abito che Kiko si è cucito addosso, su misura, per coprire le "vergognose sue nudità" e per giustificare, legittimare e, direi, sublimare, ogni suo singolo capriccio.
    Kiko è uno che gli "sfizi" se li fa passare tutti!

    Forse, dopo qualche timido tentativo intentato in gioventù e fallito miseramente per mettersi "sulla via della santità" ha capito che non era cosa sua e....allora...se Maometto non va alla Montagna, la Montagna va a Maometto, giusto?
    Ha adattato il cristianesimo a se stesso.
    Povero cristianesimo ridotto in uno stato da far pena.

    La chiave di lettura qui è tutta nella genialata - bisogna riconoscerlo! - di ridefinire la "povertà evangelica" ribattezzandola col termine magico "precarietà".
    (Grazie Valentina per questa evidenziazione che offre spunti infiniti)

    Bisogna riconoscere a Kiko almeno quest'arte mistificatoria in cui non lo batte nessuno.
    Bisogna pure tentare di spiegare, d'altra parte, come diavolo ha fatto in tanti anni - e ancora continua - a infinocchiarne tanti e per tanto tempo, me compresa per 30 anni!

    La cosa che più mi ripugna - e qui mi fermo - è il continuo paragone con San Francesco in cui si avventura.
    Forse pochissimi santi come il santo di Assisi - questo lo abbiamo sentito mille volte! - è stato considerato un Alter Cristus e il nostro imbroglione Kiko Arguello osa dire che Francesco è stato un santo buono per il suo tempo....altrimenti avrebbe condotto anch'egli, come lui, una vita di sperperi sulle spalle altrui. E bravo, Kiko!

    Ma Kiko, non contento ancora, aggiunge che "Se arrivava Gesù Cristo in quell'epoca l'avrebbero battuto, lapidato.(…)" volendo farci credere che GESU' CRISTO IN FRANCESCO SI E' ADATTATO MA IN LUI KIKO - COL MESSIA ABITANTE IN LUI - GESU' CRISTO E' PRECISAMENTE COME E' STATO, Kiko unica copia vera dell'Originale.
    Non gli basta riportare la Chiesa alle origini, alle origini la predicazione kerigmatica e la celebrazione eucaristica e penitenziale, riporta alle origini anche tutti gli ordini religiosi e lo stesso Signore della Gloria, incrostato da quanti prima di lui hanno tentato di imitarLo, finchè Kiko è arrivato vero salvatore degli uomini che credono in lui!
    Credo che in megalomania non lo batta proprio nessuno.

    Pax

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  5. Mettiamo per assurdo che Gesù Cristo e Maria sua madre entrano nel cammino neocatecumenale.
    Durante lo scrutinio del secondo passaggio i loro catechisti gli fanno rispondere al questionario con le domande sui loro idoli e sulla loro storia personale.
    Magari non escono fuori peccati e i catechisti cominciano a fare domande sempre più mirate per tirare fuori i peccati.
    Penso che se dichiarano di essere senza peccato, li buttano fuori a calci.
    LUCA

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    1. Credo che non ci sia bisogno di scomodare Nostro Signore e la Beatissima Vergine.

      Sul questionario con le domande uno potrebbe benissimo rispondere:

      1) non sono tenuto a mettere per iscritto ciò che affido al segreto della confessione e direzione spirituale;

      2) in ogni caso, voialtri laici non avete nessun titolo per chiedermi notizie riguardanti la mia anima, e non ci sono neppure circostanze che potrebbero far pensare che la vostra richiesta avrebbe una qualche utilità;

      3) io potrei non essere in grado di esprimermi bene, oppure voi potreste non essere in grado di comprendere ciò che scrivo, e comunque non siete in grado di darmi alcuna vera garanzia su che fine faranno i fogli scritti che vi consegno.

      Così, una persona un po' ignorante scrive "ho l'idolo della famiglia" perché in realtà intendeva "voglio bene a mio fratello", e il catechistone di turno capisce (male) che il soggetto va curato mandandolo in seminario... e trent'anni dopo, al povero pretonzolo depresso, verrà ancora rinfacciato di avere quell'idolo (e ciò verrà pomposamente chiamato "discernimento fatto dai catechisti"). Ecco come funziona il Cammino Neocatecumenale.

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    2. I fogli del questionario non vanno consegnati, ma c'è il catechista di turno a scrivere "diligentemente" le cose che dici.
      Quali siano le cose che vengono scritte e per quale motivo siano scritte non è dovuto saperlo.
      LUCA

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  6. In una fredda e ventosa giornata d’inverno, San Francesco d’Assisi e
    frate Leone erano sulla strada che da Perugia portava a Santa Maria
    degli Angeli. Frate Leone chiese a Francesco:
    “Padre, te lo chiedo nel nome di Dio, dimmi dove si può trovare la
    perfetta letizia”.
    E san Francesco gli rispose così:
    “Quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per
    la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il
    lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio
    chiederà:
    Chi siete voi?
    E noi risponderemo:
    Siamo due dei vostri frati.
    E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba
    l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve,
    alla pioggia e alla fame mentre si fa notte.
    Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed
    umiltà senza parlar male del nostro confratello (…) scrivi che questa è
    perfetta letizia.
    E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a
    bussare piangendo e pregando per l’amore del nostro Dio il frate portinaio
    perché ci faccia entrare, e lui ci dirà:
    Vagabondi insolenti, la pagherete cara.
    E uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e
    dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci
    sentire uno ad uno i singoli nodi.
    Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo
    benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone,
    annota che sta in questo la perfetta letizia. Ascolta infine la conclusione,
    frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai
    suoi fedeli, c’è quella di superarsi proprio per l’amore di Dio per subire
    ingiustizie, disagi e dolori.

    Dai “Fioretti” di San Francesco

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  7. Vangelo secondo Luca (Capitolo 6, 20-26)

    Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:


    «Beati voi poveri,
    perché vostro è il regno di Dio.
    Beati voi che ora avete fame,
    perché sarete saziati.
    Beati voi che ora piangete,
    perché riderete.

    Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.
    Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.
    Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. (San Francesco)

    Ma guai a voi, ricchi,
    perché avete gia la vostra consolazione.
    Guai a voi che ora siete sazi,
    perché avrete fame.
    Guai a voi che ora ridete,
    perché sarete afflitti e piangerete.
    Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
    Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. (Francisco Arguello, detto Kiko)


    Matteo 23,1-10

    Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.

    Caro Kiko, raccontaci! Come hai fatto ad incarnare così bene, a pennello, questa parola?

    Pax

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  8. Mi dispiace Valentina ma la grazia, al limite, se l'è "inventata" Platone. Inutile adesso andare a fare un exsurcus faticoso e inutile su altre sponde. Magari si chiamerà in altre situazioni speranza ieratica o ancora grazia come nell'esempio venereo (che quindo non è ela della "bellezza" ma veicolo di grazia).
    Comunque anche se verosimilmente la cosa rimarrà, nella migliore delle ipotesi, inter nos e non per polemica, ma per giustificare l'affermazione ti porgo un brano significativo che dovrebbe suscitare tutta la tua attenzione:
    "...ma attenzione la salvezza suprema non è l'opera solitaria dello ieratico. BISOGNA IGNORARE PROFONDAMENTE LA STORIA RELIGIOSA DELL'UMANITÀ PER ACCETTARE, come fa certa teologia contemporaneache, la differenza tra il cristianesimo e le religioni CONSISTA MEL FATTO CHE NEL PRIMO LA SALVEZZA DELL'UOMO SAREBBE OPERA DIVINA, MENTRE LE SECONDE RAPPRESENTEREBBERO GLI SFORZI DELL'UOMO per assicurarsi la propria salvezza.L'intera spiritualità della gnosi islamica e l'Islam in generale smentiscono certamente TALE RIDUZIONE SEMPLICISTICA; ma anche la devozione neoplatonica, e la sua affinità..., attestano ugualmente come lo ieratico non possa congiungersi agli esseri spirituali SENZA L'AIUTO DI COSTORO.... Proclo è consapevole che "solo chi possiede un'anima amgelica (e quindi con le ali ndr) può compiere l'operazione ieratica" , ma mantiene il segreto SULLA NATURA DEL SACRAMENTO CHE CONFERISCE ALL'ANIMA TALE QUALITÀ: il motivo è che essa viene conferita all'anima ATTRAVERSO IL RAGGIO DELLA LUCE DIVINA...".
    Questo brano scritto in anni precedenti al 1971, anno di pubblicazione, come vedi controverte completamente le tue convinzioni, almeno quelle di natura storico religiosa.
    Che poi si dica che le dottrine degli altri sono fole (anche se oltre al credere c'è lo sperimentare in via intellettuale e quindi oltre la sfera della ragione e non contro la sfera della ragione) e quellacristiana è la sola via che "funziona" è una rispettabilissima opinione che io non ho motivo alcuno per tentare di svellere.
    Scrivo quello che scrivo per la sola ragione che ciò che presento mi pare che assuma verosimilmente i contorni della verità.

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    1. La parola Grazia deriva da Charis in greco, termine che è stato usato sia nella traduzione dei LXX dell'Antico Testamento sia nel Nuovo Testamento, soprattutto da San Paolo.
      Sia nel termine ebraico sia in quello greco, grazia è dono gratuito ed anche è l'effetto che tale dono provoca e irradia da sé. Per quanto il termine usato sia lo stesso, la grazia dei greci non è quella dei cristiani, perché per noi la Grazia è la Persona stessa di Gesù Cristo, e il suo effetto è che ci rende figli di Dio.
      In questo senso la Grazia del cristiano non può essere assimilata a quella di qualsiasi altra pur rispettabilissima religione.

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    2. Valentina scusa, nel pieno rispetto delle altrui convinzioni, non ne facciamo un fatto nominalistico. Ogni religione, o dottrina che dir si voglia, è apparecchiata in un certo modo, con il suo "vocabolario".
      Il punto è un altro ed è solo quello.
      Il "raggio di luce divina" 8dicui sopra) che raggiunge l'anima dell'orante o del praticante, che dir si voglia, "gratuitamente", lo ritieni un evento "vero" nelle dottrine in cui ciò è presente o illusorio?
      Tu, naturalmente, da cristiana, anzi da cattolica puoi benissimo affermare che il cristianesimo è l'unica religione di salvezza e le altre no, puoi dire che sono scimmiottamenti parodistici diabolici. Non sono qui per discutere LE TUE CONVINZIONI SULLA TUA FEDE (me ne straguardi bene), ti domando, semplicemente, se ritieni che Plotino (per dirne uno) nelle estasi da lui tanto ben descritte è davvero salito, come san Paolo, nella prossimità del settimo cielo, oppure parlava così solo perchè si era fumato una canna.
      Ciò che qui ho voluto evocare è l'aiuto divino allo sforzo umano è ubiquitariamente presente (CONTRARIAMENTE A QUANTO AFFERM ALA TEOLOGIA contemporanea dicevo sopra), del resto tutte le esperienze (vastissime) della mistica ebraica, pur esse determinate dalla grazia, si sono verificate senza intermediario alcuno.
      Le neghiamo?

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    3. Anonimo4 settembre 2018 19:42
      Caro anonimo. Ti parla un ignorantone di "4a elementare", ma in maniera concreta.
      Noi crediamo ad UN SOLO DIO PADRE ONNIPOTENTE, UN SOLO SIGNORE GESU' CRISTO, e LO SPIRITO SANTO DIO, LA TRINITA'. Per cui se parli di Raggi Divini, la fonte è questa. Poi, si dovrebbe capire cosa s'intende per Raggio Divino. Ti faccio due esempi. Per il drogato il raggio divino potrebbe essere una dose ( fatti tu l'esempio della sostanza, non conta adesso dire nel concreto), per altri, potrebbe essere altro. Ma per il Cristiano c'è una sola fonte: Dio. Pure Maometto è salito ad Allah, ed ha incontrato Gesù (ISA) ed altri, ma tutti sottomessi a lui ( a Maometto), e solo lui, se non ricordo male, è riuscito a parlare con Allah in persona. Gesù ( Isa), Abramo, Adamo ecc ( vado a ricordi) erano ai piani inferiori. OK! Con la bocca si può dire ogni cosa. Anch'io potrei dirti, ora, scrivo da Marte. Ma è vero? La cosa va dimostrata. OK! Ora ti dico come. Ti metto due spunti.

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    4. segue da precedente.

      Mosè rispose: "Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: Non ti è apparso il Signore!".

      [2] Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone".

      [3] Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire.

      [4] Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano.

      [5] "Questo perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe".

      [6] Il Signore gli disse ancora: "Introduci la mano nel seno!". Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve.

      [7] Egli disse: "Rimetti la mano nel seno!". Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne.

      [8] "Dunque se non ti credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo!

      [9] Se non credono neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l'acqua che avrai presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta".
      Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente.
      [11] Allora il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa.
      [12] Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni.
      In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».

      Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
      Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni".
      [40] Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?".
      [41] Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.
      [42] Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato".
      [43] E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!".
      [44] Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".
      [45] Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.
      Tutti possiamo cianciare nella vita. Ma è Dio che certifica, poi, il fatto.
      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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    5. Anonimo:

      anche se, per assurdo, vi fosse una religione con una dottrina simile a quella cristiana, con un senso della grazia simile a quello che hanno i cristiani, la differenza la fa la REALTA'. Cioè: nella Chiesa la grazia OPERA realmente, non è solo una dottrina. Domandare ai santi, che la testimoniano rimanendo umili.
      Lo Spirito Santo fa però in modo che attraverso mezzi straordinari di questa grazia possano in qualche modo giovarsene anche i non credenti.

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    6. Per me sfondi una porta aperta. Chi può invalidare le esperienze di contatto con il divino per il fatto che avvengono in persone di fedi diverse? Dio è Unico, ed è il principio primo a cui tutti gli uomini di buona volontà aspirano ad attingere. Gesù stesso paragonò il Regno dei Cieli ad un eretico che cura un poveretto trovato massacrato in mezzo alla strada, mentre dottori della legge e uomini pii passano oltre senza neppure vederlo. Il fatto è che per noi tutto ciò che anche altri vivono e manifestano fuori dalla tenda, se non è contro Dio, viene da Lui,
      Resta però il fatto che anche le più mistiche esperienze extra sensoriali non sono nulla di fronte alla realtà del Dio che le ispira o le permette: si tratta di pallidi riflessi dell'unico Sole.
      Non capisco questo fatto che certa teologia contemporanea li attribuisca più a sforzi umani che al dono incondizionato di Dio.
      Io sono rimasta molto più indietro, precisamente alla Lumen Gentium in cui leggo le seguenti affermazioni:
      "Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale. Dio non è neppure lontano dagli altri che cercano il Dio ignoto nelle ombre e sotto le immagini, poiché egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cfr At 1,7,25-26), e come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4). Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll'aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita."

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  9. Ho letto la seconda parte del post col commento di Valentina alle parole di Kiko che è da sottolienare.
    Sottoscrivo tutto.

    Se Kiko leggesse qualcosa riguardante San Francesco si renderebbe conto che San Francesco non ha scelto la povertà per farsi capire. Anzi, all'inizio lo prendevano per matto e lo deridevano.
    Non solo: quando andò dal Papa per farsi approvare la regola di vita, molti cardinali consigliarono al Papa di non farlo perché una povertà scelta in modo tanto radicale non gli sembrava andasse bene.

    Kiko falsifica tutto quello che tocca. Al contrario di re Mida fa diventare l'oro che tocca materia vile e tarocca perfino la storia e la storia della Chiesa.

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  10. Cari tutti, blog, catecumeni, e altri, ma anche Kiko e responsabili. Vedetevi questo video. Spero che capirete, purtroppo, delle volte, le immagini parlano più delle parole. Non è per prendere in giro, ma si ha lo scopo di voler risaltare un aspetto, che andrebbe corretto. E poi, torno a dire, ogni tanto sdrammatizzare fa bene, ci stanno bene due risate.

    Questo è il video.

    https://www.youtube.com/watch?v=0-4RLPSwNtc

    Pace ai figli della Pace. Dio è a Pace.

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  11. "Lui [Kiko], con una libertà interiore immensa. .. La libertà di farsi crocifiggere, di farsi umiliare e di accettare di essere crocifisso e umiliato."
    ----------------
    Crocifisso e umiliato in che modo?
    Dove, quando?
    Quale libertà interiore?
    A me dà l'impressione esattamente contraria, di un uomo fortemente ingarbugliato, incatenato dalla sua "opera", alla pari di un qualsiasi manager o politico o uomo di spettacolo, stressato, talmente preoccupato che qualche "dettaglio" non funzioni, che la sua "immagine" non sia perfetta, che la sua "audience" cali .. da perdere qualsiasi spontaneità, qualsiasi moto d'affezione e di empatia; solo atteggiamenti costruiti, adulatori quando gli conviene, durissimi quando sa di poterselo permettere, davanti al "suo" uditorio, mentre proferisce e "ferisce" la Parola di Gesù, che dovrebbe essere pronunciata con ogni "dolcezza e rispetto" (1Pt 3,15).
    Mi sembra che incarni perfettamente la sua spiegazione dell' "uomo alla colonna" rappresentato nel "giudizio universale" di cui si è parlato giorni fa, l'uomo mediocre, legato "ai suoi piccoli problemi, pensando che in ciò si esaurisca la vita, che questa sia la verità" (dall'analisi del dipinto di Kiko sul sito Kairos).

    Infatti, nonostante la "grandiosità" che Kiko mette in tutte le sue parole e azioni, la "sua" opera, il CN, non è altro che il suo piccolo orticello, nel quale si esaurisce tutta la sua vita, nel quale FA credere sia la verità, ma che in realtà è solo piccineria, una forma di mondanità "religiosa" .. una realtà spiritualmente MEDIOCRE appunto.

    Kiko di persona non l'ho mai incontrato, solo l'ho ascoltato alle GMG e nei video, ma lo valuto per le sue parole e azioni pubbliche, poiché è personaggio pubblico, ma contemporaneamente ho davanti a me gli esempi di "catechisti" che ho frequentato da vicino e dei quali posso dire che si comportano allo stesso modo, a sua immagine e somiglianza.

    Nessuna libertà interiore è manifesta, almeno che non si identifichi la "libertà interiore" con l'ostentata sicurezza di sé, l'arroganza, l'atteggiamento di superiorità con cui essi si pongono di fronte agli altri (salvo fare i pulcini bagnati quando c'è bisogno di ingraziarsi qualche prete o personalità di rilievo).

    È ovvio che essere "poveri" non significa essere miserabili (coloro che purtroppo lo sono non lo hanno scelto e lo sono per causa di ingiustizia sociale) , questo è nell'insegnamento della Chiesa, nei voti dei consacrati, nella vita dei santi (anche di quelli che hanno scelto la più estrema povertà VOLONTARIA come San Francesco), nel Vangelo stesso (Gesù fino al momento della Sua vita pubblica era artigiano, gli Apostoli lavoravano tutti, così San Paolo e così tra i primi cristiani: "nessuno infatti tra loro era bisognoso ... veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno."
    At 4, 34-35) .
    Ma un conto è il necessario e un conto è il superfluo, dove "necessario" può essere anche la ricchezza se usata a fin di bene, "condivisa", ad esempio fornendo lavoro ad altri, facendo opere di utilità sociale per favorire a tutti 1 vita dignitosa (non solo a beneficio di una ÉLITE ), vivendo con SOBRIETÀ .. chi agisce così, anche se ha ricchezze, vive la "povertà" in senso cristiano.☆

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  12. ☆Quando mai Kiko e i "catechisti" dimostrano una sobrietà di vita?
    Vivono di lavoro e non facendosi "pagare" per spargere "parole"?
    Quelli che ho conosciuto io no di certo ..
    affitto pagato, auto pagata, assicurazione, pratiche auto e documenti come "servizi gratis", spese vive pagate, regali a non finire ad ogni festa e occasione ..
    ed anche abituavano le figlie ad avere tutto di più, ogni capriccio (in qualche modo dovevano pur compensare i continui "abbandoni" a baby sitter e tate di comunità ).

    Anche il concetto di PRECARIETÀ , è bellissimo se inteso nel giusto senso ma è un INGANNO così come lo presenta Kiko (e soprattutto come dà l'esempio di viverlo) .
    La vera precarietà è abbandonarsi alla Provvidenza dopo aver fatto tutto quanto è in nostro potere ed è nostro dovere fare.
    La precarietà non la si cerca deliberatamente, la si accetta quando le circostanze la impongono, quando il desiderio di servire il Signore è causa di queste circostanze; ma metter su 1 famiglia come quella del professore (che USA la sua famiglia stessa per sponsorizzare il CN agli occhi del Papa) è una circostanza CREATA, e la "Provvidenza" tirata in ballo in qsta circostanza si chiama: genitori (tutti e 4!) e aiuti dei "fratelli di comunità" che certamente i "catechisti" ordineranno di dare a questi militanti così zelanti e promettenti.
    Ma se questi coniugi avessero avuto semplicemente il desiderio di servire il Signore , lo avrebbero potuto fare anche con scelte più "sobrie", senza far migrare 3 famiglie e senza proclami sui giornali. Fossi in questo insegnante mi vergognerei davanti agli altri colleghi precari pure loro, che non possono permettersi trasferte con genitori al seguito e sono costretti a spostarsi di centinaia di kilometri , lasciando coniuge e figli , per fare qualche mese o settimana di supplenza, e poi tornare e poi ripartire .. loro non sono meritevoli dell'attenzione del Papa? Forse perché di figli ne hanno solo due?
    E che dire di 1 madre single che si ammazza di lavoro per non far mancare niente ai propri figli (compresa la propria presenza il più possibile)? Questa non è forse FAMIGLIA , anche se magari i suoi figli sono 1 po' vivaci e non invece
    "bravissimi, molto disciplinati" (parole testuali del professore)? I suoi figli valgono forse meno perché non hanno il pedigree NC?
    Ce ne sono migliaia di famiglie così e non vanno chiedendo FAVORITISMI a mezzo stampa pensando che gliene dia diritto l'appartenenza a qualche club esclusivo.

    Sarebbe davvero un segno di fede vivere la VERA precarietà .. quella che testimonia San Paolo:

    " So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza." (Fil 4, 12-13)
    -------------
    Il punto è che Kiko non la vive così è non insegna a viverla così , la sua dottrina a riguardo è quella ebraica:

    " se voi parlate con gli ebrei vi diranno che il possedere denaro è segno che Dio ti aiuta."
    ---------------
    Io ricordo perfettamente che un catechista ha detto, "spiegando" il discorso evangelico del centuplo che esso NON è da intendere in senso spirituale e morale ma LETTERALE .. per 1 casa 100 case ecc.

    Ecco che con questa frase Kiko svela il suo vero obiettivo:

    " Allora scoprirai che il denaro non t'importa un tubo, e ti verrà a palate."
    ---------------
    Quindi lo scopo è di servire il Signore sia nell'abbondanza che nell'indigenza o che ti arrivi il denaro a palate?
    La risposta non sta nelle parole ma nella vita di Kiko e di quelli che si saziano alla sua tavola.

    Roberta

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  13. L'osservazione che Kiko fa su San Francesco mi pare davvero sciocca:
    " S. Francesco d'Assisi visse in un'epoca in cui se non andava scalzo, poveretto non poteva predicare il Vangelo perché la gente era molto religiosa e non l'avrebbe ascoltato."
    ------------------
    Fa quasi ridere (per non piangere) .. come se San Francesco un giorno si fosse messo a tavolino a dire: voglio predicare il Vangelo, che progetto faccio? Che SCHEMA invento? Quale ESCA uso per attirare le persone?
    San Francesco non aveva l' OBIETTIVO prefissato di "farsi ascoltare" e seguire dalle persone, voleva solo vivere come il suo Gesù , il cui Amore aveva incontrato nell'abbraccio al lebbroso.

    Kiko può rigirare le parole (le sue e anche quella di Dio purtroppo) e combinarle in tutti i modi possibili ma la REALTÀ che dimostra col suo modo di vivere non potrà camuffarla per sempre .. ed è una realtà ben lontana dalla "povertà evangelica".

    Trovo interessanti a proposito le seguenti parole del Papa.

    " la povertà è proprio al centro del Vangelo, tanto che se noi togliessimo la povertà dal Vangelo, non si capirebbe niente del messaggio di Gesù.
    ..
    Dal brano paolino [2Cor 8, 1-9] emerge, quindi, una contrapposizione fra ricchezza e povertà. La Chiesa di Gerusalemme è povera, è in difficoltà economica, ma è ricca, perché ha il tesoro dell’annuncio evangelico. Ed è proprio questa Chiesa di Gerusalemme, povera, ad avere arricchito la Chiesa di Corinto con l’annuncio evangelico: gli ha dato la ricchezza del Vangelo.
    ..
    Paolo, col suo pensiero, arriva al fondamento di quello che noi possiamo chiamare 'la teologia della povertà' e perché la povertà è al centro del Vangelo.
    Si legge nell’epistola: 'Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà'.
    ..
    Essere povero è lasciarsi arricchire dalla povertà di Cristo e non volere essere ricco con altre ricchezze che non siano quelle di Cristo, è fare quello che ha fatto Cristo.
    ..
    Questo accade ogni volta che io mi spoglio di qualcosa, ma non solo del superfluo, per dare a un povero, a una comunità povera, a tanta gente povera che manca di tutto, perché il povero mi arricchisce in quanto è Gesù che agisce in lui.
    ..
    Ecco perché la povertà non è un’ideologia.
    ..
    La povertà è al centro del Vangelo .. troviamo il mistero di Cristo che si è abbassato, si è umiliato, si è impoverito per arricchirci.
    Così si capisce perché la prima delle beatitudini sia:
    'Beati i poveri di spirito'.
    ..
    essere povero di spirito è andare su questa strada del Signore, il quale si abbassa tanto da farsi pane per noi nel sacrificio eucaristico.
    Gesù, cioè, continua ad abbassarsi nella storia della Chiesa, nel memoriale della sua passione, nel memoriale della sua umiliazione, nel memoriale del suo abbassamento, nel memoriale della sua povertà, e di questo 'pane' lui ci arricchisce."
    (omelia 16/06/2015)
    ---------------

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  14. Leggendo il post ho avuto una crisi di riso isterico, poi di pianto, per le baggianate di un truffatore che ha scritto quello che ha scritto solo con l'intento evidente di giustificare la propria dissolutezza e la propria vita libertina.
    Questo farabutto che ciancia di san Francesco senza saperne un piffero, inventandosi delle scemenze assurde che gettano fango sul nome del santo....
    Questo vergognoso estimatore degli zingari, ladri e grassatori, prepotenti e violenti sopraffattori di natura proprio come lui, ha creato un cammino di ridicoli cloni identici a lui (vedi commento del demente su Kiko), e di deficenti irresponsabili che fanno dieci figli per farseli campare dalla collettività, che devono privarsi pure del necessario per vivere per alimentare la statua d'oro argento e bronzo che figura Kiko e rappresenta il cammino.
    Lui così astuto da convincere tutti i suoi adepti che lui non è un profittatore, ma è un uomo "libero coi soldi".
    Rammento questo aneddoto: tempo fa il Sommo doveva andare in Usa per qualche motivo urgente (incontro con alcuni vescovi amici credo) e in fretta e furia fu pagato un biglietto aereo d'urgenza per tutta la cricca del tripode.
    Nello stesso tempo fu richiesta la sua presenza altrove, se non ricordo male alla domus e lui stracciò i biglietti, del valore di 4000 € circa, alla faccia di quei poveri allocchi che i soldi glieli avevano prestati.
    Tutti gli itineranti e i pretini le famiglie a osannare la sua "libertà mostruosa coi soldi", invece di prenderlo a pomodori marci in faccia r calci nel sedere!

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    1. Questa prassi è di moda anche tra gli itineranti, per stare dietro ai vari cambiamenti di programma di Kiko.

      Sono tutti molto liberi con i soldi degli altri

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  15. Mi astengo da qualsiasi commento sul concetto di "povertà" espresso da Kiko, che è una delle cose più ipocrite e grottesche che abbia mai sentito. "Povertà non è vivere con le pezze al culo" detto da uno che si allontana sgommando su una mercedes: sembra l'inizio di una barzelletta. Non commento nemmeno il fatto che "rinunciare al denaro" sia un eufemismo per dire "rinunciare al denaro dandolo al cammino", perché già tanto hanno commentato al riguardo.

    La cosa che, sinceramente, mi fa più rabbia, è il comportamento dei neocatecumenali descritti all'inizio dell'articolo.

    Nel primo caso, vorrei far notare che la moglie fa la brava neocatecumentale COI SOLDI DEL MARITO: all'inizio della testimonianza, il marito ha scritto che lei ha dovuto smettere di lavorare, quindi si suppone che l'unica entrata familiare sia quella del coniuge. Non basta, quindi, il lavaggio del cervello che ti porta a dar via i tuoi beni, no: cercano pure di indurti a dare quelli degli altri! Mi spiace per il dolore che sta passando il marito, ma credo che se la moglie non lascia il cammino la separazione è l'unica cosa plausibile. Sono consapevole che per lui sia un grande dolore, ma quando la persona con cui sei sposato è arrivata a un tale livello di indottrinamento da preferire il CNC a te, e segue in maniera pedissequa gli ordini del CNC come un bravo soldatino, senza dare la minima importanza alle tue parole, purtroppo non c'è più nulla da fare. Il CNC, come abbiamo visto, distrugge le vite dei membri: stare vicino al membro di una setta è importante, ma non a costo di farsi distruggere a propria volta!

    Il secondo caso è sconvolgente: DIECI FIGLI, e non hai nemmeno un lavoro fisso? Tra l'altro, nella descrizione non se ne fa menzione, ma suppongo che anche qui la moglie non lavori, essendosi trasferiti in Abruzzo per oneri lavorativi di lui. Significa, quantomeno, che la moglie non aveva un lavoro da lasciare per trasferirsi (oppure che lo ha lasciato irresponsabilmente). E in tutto questo, cosa fa? Chiede al Papa di trovargli un lavoro. Anche qui, sembra l'inizio di una barzelletta triste. Ma nel CNC non c'era il concetto per cui, se qualcuno ha difficoltà economiche, può chiedere aiuto alla comunità? Oppure la raccolta dei soldi è solo a beneficio dei papaveri alti? (domanda retorica, ovviamente).

    "Schema di Ponzi": questo concetto spiega benissimo il funzionamento del cammino. In alto, gli iniziatori, tra alberghi a cinque stelle che sono sinonimo di povertà e mercedes. Poco più in basso, i primi reclutati, che se la passano benissimo ma non come il leader maximo. Sotto di loro, i secondi reclutati, che se la passano bene, ma non come i primi. Alla fine della piramide, gli ultimi arrivati, che sborsano la decima e vivono di stenti.

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  16. Cara tutti. Ho letto le catechesi di Kiko, riportate nella locandina, per cui ciò che riporti è reale. E' reale perchè è un pensiero che si ha, e che abbiamo avuto tutti noi. Per cui conosciamo ciò che gira nella mente di Kiko. Tutti amano la ricchezza, per cui quando ci troviamo davanti alla Parola di Dio, cerchiamo di deviarla e di accomodarci la situazione. Cioè "Mistifichiamo". La cosa grave è che viene riportata nelle catechesi, per cui è un insegnamento agli altri che stanno facendo un percorso di fede. Questo è grave. Che un uomo, che dovrebbe essere una guida, possa affermare quelle cose. Lui, se fosse qui, direbbe che non è amore al denaro, anzi è il contrario, per cui il denaro gli arriva a palate, perchè ne è staccato. OK! Praticamente è ipocrita con se stesso. Ora ti spiego il motivo. Il caro Kiko in quello che ha detto, è doppiamente ipocrita, sia verso chi ascolta, sia verso se stesso, perchè fa due azioni, una è quella di chiedere i soldi al prossimo ( sappiamo come) e l'altra di dirsi che sono soldi guadagnati perchè ha evangelizzato. Lui confermerebbe il tutto con quanto ha detto San Paolo, cioè che l'apostolo ha diritto alla mercede ( la butto lì, ma sapete di cosa si tratta). Ma San Paolo ad un certo punto scrisse questa cosa:

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  17. «Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i 39 colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balia delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumane e di briganti, pericoli dai miei connazionali e dai pagani, pericoli nelle città, nei deserti e nei mari, pericoli da parte di falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità» (2Cor 11, 23-27; cf 2Cor 6, 5).

    I cari signori, parlo di Kiko, che non ho conosciuto personalmente, ma ho conosciuto i suoi seguaci/figli, per cui tale padre tale figlio, costoro, parlo dei convinti, non di tutti, si dovrebbero dire: se è vero che non siete attaccati al denaro come dite, perchè non pagate le catechesi voi, quando le fate, andando a colmare il debito? Così dimostrate di credere a ciò che dite? Non vi sembra essere degli ipocriti? Che vi costa!? Dite di non essere attaccati al denaro. Cari miei, non si tratta di sigaretta, come ha detto Kiko. Ma si tratta di questo: se tu non vuoi vivere alla maniera dei cristiani, come fai a convingere i pagani a seguire il cristianesimo?
    Non so se vi ricordate San Paolo con San Pietro:

    Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto
    perché aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di
    Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta,
    cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E
    anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si
    comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in
    presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla
    maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera
    dei Giudei?".

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  18. Ora, cari tutti, qui sta avvenendo l'opposto. Cioè mi spiego meglio. A quel tempo venne Gesù che cambiò la situazione definitivamente. Perchè Gesù è la Pienezza. OK! Per cui Paolo richiamò Pietro, perchè dissimulava, cioè ritornava indietro, verso il Giudaismo. Mettiamola così.OK! Con i catecumeni convinti, sta avvenendo l'opposto, cioè verso il Paganesimo. Possiamo dire che si dissimula con i cristiani, verso i pagani. Cioè si stanno mistificando i valori cristiani, per dissimulare con i pagani. Carissimi catecumeni, caro Kiko, e cari responsabili, Gesù è Dio, non vi è nulla d'aggiungere e nulla da tolgliere. Per cui, non si tratta di denaro e sigarette. Io credo si tratti di libertà di spirito. Se tu sei schiavo del denaro e della sigaretta e di altro, ecco che non emani Luce, Cristo non ha movimentato denaro a palate, non lo voleva. Secondo voi? Se Cristo avesse voluto essere ricco nella sua venuta, qualcuno o qualcosa l'avrebbe potuto fermare? NO! Perchè, secondo voi, Gesù non ha voluto i soldi? La risposta è ovvia. Gesù è voluto venire ad abitare in mezzo a noi, ed ha preso la condizione dei sofferenti su di se, e non solo. Questa è la vera ricchezza. E se uno si professa cristiano e guida di cristiani deve dare l'esempio. Il Pastore cammina davanti alle pecore, ed offre la vita. Il ladro viene per rubare. Gesù non si è fatto corrompere dalla materia, Lui è sopra la materia, come può la materia corrompere il creatore? E' impossibile. Ora, in questo momento, non si sta facendo il fariseo, che giudica, qui si sta docendo questo: che se uno è schiavo, non può essere una guida per gli altri. Infatti:

    Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

    Il vero Pastore ha lo Spirito di Cristo, perchè appartiene a Cristo. Ora, carissimi tutti, catecumeni e non, io non giudico Kiko e altri, io mi sento di dover intervenire per ristabilire la Verità, per cui, in base a quanto detto valutate voi. Anche detro di voi c'è lo Spirito di Cristo. Per cui, se fosse vero che uno evanglizza e si fa consegnare decime da povera gente, come pensionati al minimo, e poi spende quei soldi per vizi e arredi lussuosi, ecco che non è con Cristo. Cristo non ha tolto soldi ai poveri, Gesù li ha aiutava e viveva in mezzo a loro. E non mi raccontate la storia della donna e dell'olio profumato. Qui, ora, nessuno vuole togliere a Gesù ciò che gli spetta, non ne avrei titolo. Ora si sta parlando di persone che usano il Vangelo e Gesù per spillare denaro e vivere da nababbi.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  19. Cari tutti ascoltate! Cari catecumeni,e cari responsabili ascoltate ciò che ha detto Gesù:

    angelo di Matteo (XI)
    [4] Gesù rispose: "Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:
    [5] I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,
    [6] e beato colui che non si scandalizza di me".
    [7] Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?
    [8] Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!
    [9] E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta.
    [10] Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te.
    [11] In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
    [12] Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
    [13] La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.
    [14] E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire.
    [15] Chi ha orecchi intenda.

    Umiltà, cari catecumeni. Umiltà ci vuole, non la superbia. Quando avete davati a voi il fratello, specialmente se è un povero, gli dovete voler bene, e lo dovete rispettare. Gesù è nei poveri, più di quanto pensate. Mi si stringe il cuore nel vedervi avvolti nei lacci della lussuria della ricchezza e della superbia. Vi siete preparati bei palazzi, belle automobili. I vostri sacerdoti vivono nel lusso. Invece di vivere nell'umiltà e nel meditare la Parola di Dio, per riuscire a portarla con buona volontà, ecco che sono stretti dalle distrazioni. Distrazioni come arredi lussuosi, dipinti, icone, vetrate, colori, tinte, colonnati, ec, ecc. Cari sacerdoti, nella vita bisogna interiorizzare la Parola del Signore. Di tutto ciò che vedete e di cui vi sgranate gli occhi, meravigliandovi, non vi rimarrà nulla un domani: SOLO DIO RIMANE. Cari catechisti e responsabili avete mandato i vostri figli nelle convivenze, a spese degli altri. E come vi sentite dentro di voi? Possibile che non sentite nulla dentro di voi? Possibile che nel cuore non vi sentite che avete violato la Legge dell'Amore. Cioè Gesù. Perchè Gesù e nel fratello povera a cui avete sottratto dei soldi. E' vero questo? Se non è vero? Ditelo!Parlate! Ma, sappiate, che se dite menzogne ne risponderete.
    Cari catecumenali, tutti, per tutti intendo tutti, anche il fondatore: rientrate in voi, rientrate nell'umiltà. Non vi fate avvolgere dai lacci della lussuria e della vanità. Ritornate a Cristo, rimanete ad ascoltare Cristo, parlate con Cristo, guardate Cristo in faccia. Capirete l'Amore.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  20. Nei prossimi giorni a Guam cominciano le udienze delle oltre 180 vittime di abusi sessuali del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron e dei preti pedofili che costui proteggeva.

    L'arcivescovo di Guam, mons. Byrnes, giovedì scorso ha scritto una lettera pastorale intitolata: Scacciare il male grazie al potere del bene invitando alla preghiera (il cristiano si riconosce dalla sua partecipazione alla Messa e da come vi adora il Signore, dal vivere il sacramento della penitenza, ecc.), a non lasciarsi andare a considerare accuse che non sono state ancora provate, e a fidarsi di mons. Di Nardo, attuale capo della conferenza dei vescovi americani.

    Insomma, i nodi stanno venendo al pettine, e - almeno a Guam - pare che siamo ormai alla fase successiva: quella in cui la maggior preoccupazione è data dagli sciacalli che vorrebbero approfittare della situazione per seminare divisione e dubbio.

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  21. Cari tutti gira un video sul web sulla chiamata che ha fatto il Papa a Kiko. Rimanete a sentire le risate di sottofondo alla fine del video, vi fa capire che rispetto hanno del Papa.

    https://www.facebook.com/parroquia.sjo.cieza/videos/vb.307846429592040/1968171069887503/?type=2&theater

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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