martedì 12 settembre 2017

I «nuovi farisei» si stracciano le vesti

Diamo risalto a un commento dell'ennesimo anonimo, non tanto per discutere sulla solita incommentabile distorsione della realtà operata dai neocatecumenali infuriati (ai quali evidentemente viene un attacco ischemico transitorio ogni volta che vedono un parere contrario sul cammino), ma per far capire la perversa mentalità neocatecumenale, che, a prescindere dal linguaggio impiegato - che può essere più o meno forbito, più o meno trollesco, più o meno conciliante - si guarda bene dall'entrare nel merito delle questioni e ribattere a fatti e documenti con altri fatti e documenti, del tipo: "voi dite che Kiko rifiuta di promuovere e insegnare la recita del Rosario prima di 10-12 anni di cammino, ma io invece vi dimostro, con questo documento/video/discorso che non è così..." e finisce sempre con l'affermare gli stessi concetti triti e ritriti e ad adoperare gli stessi trucchetti e menzogne.

Analizziamo il commento:
A Valentina Giusti - In effetti convengo con lei che arbitro è una parola inadeguata, forse sarebbe più consono il concetto di osservatore (possibilmente) imparziale. Imparziale perchè la mia via è un'altra. Il fatto che mi senta di intervenire è dovuto a certe impressioni sgradevoli che mi suscitano certi commenti improntati all'odio più puro esattamente del tipo "eretico brucerai all'inferno" pressochè testuale.
Fallacia n. 1: Accusare gli altri di odio
Questo è il primo "stracciarsi le vesti" del nuovo fariseo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?» (cfr. Lc 26,65-66). Il fariseo prende le distanze, accusandoci di "mandare la gente all'inferno", di odiare il prossimo con grande gusto ("odio più puro"), di parlare in modo "sgradevole". In sostanza, il sepolcro imbiancato ci ha appena descritto come veri demoni dell'inferno. Io sono buono, voi siete dei mostri: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo» (cfr. Lc. 18,11-12)
Perchè pubblicare simili espressioni che sembrano frutto di menti sbandate, che sognano di vendicarsi delle loro frustrazioni attraverso un dio di vendetta, e poi stigmatizzare il singolo N.C. che con moderazione si esprime (e allora che lo invitate a fare a parlare se poi gli vomitate addosso una valanga di insulti?).E guardate (e qui faccio l'arbitro) che di etichette facili, e lo dico senza polemiche, ne avete distribuite a iosa e vi assicuro del tutto gratuitamente. Il mondo non finisce con la cinta delle colline, il mondo vero è oltre questa barriera. 

Fallacia n. 2: Giudicare temerariamente il prossimo
Naturalmente il fariseo neocatecumenale sa leggere il cuore degli altri (ma non il proprio) perché lui, sepolcro imbiancato, è pulito fuori e si è seduto sulla cattedra di Mosè, filtra tutto scandalizzato il moscerino (i nostri presunti "giudizi") e ingoia il cammello (gli abusi liturgici, gli strafalcioni dottrinali e l'oppressione dei poveri praticati sistematicamente e per costituzione nel Cammino Neocatecumenale): «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!» (cfr. Mt 23,23-24). Naturalmente il fariseo, secondo se stesso, è puro e di ampie vedute mentre noi micragnosi avremmo la mente chiusa, addirittura "menti sbandate" e "frustrati". Che dire? Complimenti per l'equilibrio!
Ora, senza tanti giri di parole, sul tema penso la cosa più elementae di tutte. Fra i "compagni che sbagliano" e gli eretici (ammesso che questa categoria esista ancora dopo il Vaticano II e a me non sembra) c'è un evidente abisso. Ne consegue che l'esclusione dai sacramenti di qualcuno dovrebbe essere facoltà della chiesa che invece a me pare tolleri/coccoli/balocchi il movimento N.C.Questo per un "marziano" come me è incomprensibile e rimane ancor più incomprensibile dopo le diecimila denunce che in anni di lavoro avete avete accumulato nei confronti del kikopensiero.
Fallacia n. 3: Minimizzare e azzittire l'interlocutore con il principio di autorità.
"La Chiesa tollera, e dunque..." Mai ragionamento potrebbe essere più sbagliato. La Chiesa è madre paziente e amorevole, e il Papa è padre oltre che capo di tutti i cristiani. Il fariseo confonde la tolleranza e la pazienza con l'approvazione, inoltre suppone che il Papa e la Chiesa passino il tempo a vagliare e approvare ogni minima vaccata che dice l'autonominato iniziatore di turno.

Assolutamente errata, fra l'altro, la convinzione secondo la quale è necessario cercare nei documenti del Vaticano II per condannare un eretico, del resto il fariseo è un legalista, quindi quando deve piegare la religione al proprio vantaggio scartabella i documenti per cercare il codicillo che gli darebbe ragione. Per definire un'eresia è sufficiente un bambino del primo anno di catechismo: il catechismo non può contraddire se stesso, pertanto è elementare riconoscere che certe eresie professate dal Cammino sono state condannate già secoli e secoli fa e tali condanne ribadite infallibilmente nel Sillabo di Pio IX. Bisogna essere proprio stupidi per non capire, o in malafede.
Infine, le denunce non sono sempre sufficienti. San Giovanni il Battista, il più grande fra i nati di donna, fu decapitato proprio per aver detto la verità. La verità non ha bisogno di approvazioni né di tanti proseliti per essere affermata. Di sé stesso il Santo diceva "Voce di uno che grida nel deserto!" cioè che grida nell'aridità, nella morte, ma lo fa anche se nessuno lo ascolta. La maggior parte dei profeti restò inascoltata, venne derisa e finì anche uccisa; noi non ci curiamo né di quante persone ascoltano né di quanti ecclesiastici ci danno retta. Il fariseo si confonde: è Kiko quello che muore dalla voglia di approvazioni, applausi e benedizioni.
Banalmente si dice che il pesce puzza dalla testa. Ora siccome qui nulla accade, nel senso che la testa è indifferente, a parte singoli episodi di riprovazione, non so quanto possa essere cristianamente adeguato aggredire verbalmente ogni neo cat che si affaccia all'uscio.
Fallacia n. 4: La denuncia dell'eresia è "aggressione" dell'altro
Niente di più stupido si poteva dire. Tonnellate di scritti nella Rivelazione e nel Magistero - a cominciare dalla pubblica, severa e "aggressiva" condanna dei farisei da parte di Giovanni Battista, passando per i severissimi anatemi di San Paolo contro gli eretici, fino ad arrivare alla condanna del modernismo di Pio X - dimostrano che non si può scendere a patti con l'eresia, ma che essa, essendo possibile causa di dannazione, deve essere gravemente e pubblicamente riprovata, fosse anche Kiko, il Papa o un angelo disceso dal Cielo a predicare un Vangelo diverso da quello che Cristo stesso ci ha consegnato. Sgridare, condannare e combattere l'eresia non è aggressione ma opera di misericordia, anche se i toni utilizzati possono sembrare crudeli. Cosa direbbe il fariseo anonimo di un S. Ignazio di Loyola: «Gli eretici devono essere chiamati col loro nome, perché si provi orrore nel nominarli e non si copra con una etichetta religiosa un veleno mortale» o di San Giovanni Bosco: «Propagarono i loro errori e le loro superstizioni colla violenza e col libertinaggio. La loro religione scioglie il freno a tutti i vizi, apre la strada a tutti i disordini. Cosicché si possono chiamare inviati non da Dio, ma da Satana a predicare e diffondere l'empietà fra gli uomini.», San Pio da Pietrelcina: «Lutero, Calvino e compagnia bella, [furono] pieni di superbia, zeppi di vizi fino agli occhi, i quali si divisero dalla Chiesa per assecondare le loro malvagie passioni dalle quali erano dominati. Secondariamente mancano della santità di dottrina.». Dovremmo dire che questi grandissimi Santi erano "aggressori" del prossimo?
E' vero che, come lei giustamente mi corregge non sono un arbitro , ma neanche lei lo è (e gli altri che dedicano il loro tempo al blog. L'arbitro di questo sarebbe la Congregazione per la dottrina della fede o qualcosa di simile se esiste ancora.Voi siete dei semplici denuncianti e non dei giudici e quando si arriva a condanne così pesanti come l'ergastolo delle anime, mi sembra che intervengano fattori emotivi personali di forte rancore che fanno a botte con la serenità del giudizio..

Fallacia n. 5: Se critichi il cammino non sei "sereno nel giudizio"..
Certamente non siamo i primi a dire che l'eresia conduce all'inferno ed è il peggiore di tutti i peccati, una gravissima bestemmia contro lo Spirito Santo detta anche "Impugnare le verità conosciute". I normalisti farisei credono che, comandando alle voci contrarie di tacere, le eresie improvvisamente diventino meno...eretiche. Nella Chiesa post-Vaticano II questa fissa della "serenità" affligge la maggioranza assoluta dei cattolici, dei preti e dei Vescovi: a nessuno piacciono i "piantagrane" che amano chiamare l'errore col proprio nome.
Il cristiano è, di fatto, per sua stessa natura, chiamato a GIUDICARE, a dividere il bene dal male, la verità dall'errore, facendo riferimento a quanto Cristo ha insegnato, gli Apostoli hanno predicato e i Santi incarnato nella propria vita. La nostra rabbia, se così si può chiamare, viene dal fatto che non possiamo, non vogliamo permettere che le stupidaggini predicate da Arguello e soci siano ulteriormente comminate ad altri malcapitati che desiderano solo conoscere Gesù o approfondire la propria fede, perché sappiamo perfettamente dove portano. Se vedi un uomo che sta per bere qualcosa che sai essere veleno non farai di tutto per impedirglielo?
La Chiesa dovrebbe estromettre il Cammino punto e basta e considerarlo come un movimento a lei estraneo alla pari dei testimoni di Geova. Se non lo fa, penso che sarebbe il caso di denunciare questa istituzione di complice tolleranza verso supposti eretici perchè altrimenti si è complici di un delitto i sè il più grave perchè comporta la morte dell'anima che com'è noto è ben più grave della morte del corpo.Questo è il mio pensiero. Riguardo certi interventi furi sacco ..beh discendono da certe scemenze fuori sacco che trovo scritte (ognuno ha la sua formazione) .Anonimo

Fallacia n. 6: Se la Chiesa non ti ha ancora formalmente condannato allora sei automaticamente innocente.
Il Cammino è già un movimento estraneo, nel momento in cui consapevolmente viene insegnata una dottrina eretica più e più volte ostinatamente per decenni. Ad esempio, quando Kiko insegna che a Dio non importa quanti peccati commettiamo e che se crediamo alla predicazione già siamo perdonati senza necessità di confessarci (e lo dice già dal 1982, come dimostra il volume demoniaco della Traditio), è automaticamente fuori della comunione con la Chiesa Cattolica, scomunicato ipso facto, così come chiunque consapevolmente aderisce a quella dottrina e la propaganda. Per questo non è necessaria la condanna esplicita del Sant'Uffizio.

Come già ribadito chiaramente da Lino, Tripudio e altri più e più volte, il Cammino rientra nel Vangelo del buon grano e della zizzania (cfr. Mt 13,27-30), che andrebbe riletto attentamente parola per parola: «Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».
In questo passo personalmente trovo profetizzato l'insorgere delle eresie: il Signore essendo Dio guarda al cuore e sa che anche mescolata alla zizzania ci può essere grano buono ed Egli saprà rendere merito a coloro che avranno vissuto nella giustizia, anche se parte del Cammino. Il Papa non può sradicare la zizzania del Cammino senza rischiare di uccidere anche il buon grano e non può farlo in particolare perché per decenni detta eresia è stata abbracciata da vari Pontefici, da moltissimi ecclesiastici per i motivi più vari (molti dei quali non esattamente candidi).
Il Papa non interviene? Sappiamo il perché. Molti Vescovi, a livello più locale, invece sono intervenuti, dove hanno potuto alzando la voce e costringendo il Cammino a rimettersi in riga. L'ostinazione nella disobbedienza perpetrata dai capi del movimento è la prova principe che dimostra che il Cammino è costituzionalmente eretico, fin dalla radice: gli eretici infatti, peccando di superbia contro il Primo Comandamento, non riescono a praticare l'obbedienza.

26 commenti:

Cordatus ha detto...

Quello che rattrista nella vicenda vescovi e cammino è che molti vescovi da PASTORI sono diventati pecore e le le pecore kiko e soci si sono autoproclamati pastori.Povera Chiesa.

l'apostata ha detto...

@ Cordatus

"...le pecore kiko e soci si sono autoproclamati pastori,,,"

Trattasi di lupi, travestiti da pecore ma sempre lupi.

by Tripudio ha detto...

Ho appena letto che dal 1° ottobre entra in vigore una maggiore libertà per le conferenze episcopali riguardo alle traduzioni del Messale (articolo 838 del Codice di diritto canonico). Questo, insieme alle ormai insistenti voci riguardo una nuova prex eucharistica "ecumenica" (cioè amputata di tutto ciò che è sgradito agli eretici), conferma che "molti vescovi" sono diventati non pecore ma mercenari, e che questo Papa -ahinoi!- ha già dimostrato spesso di esserne o complice o preda.

Visto che ci sono ormai troppi argomenti sui quali verrebbe da dire "il Papa o è complice o è vittima", vale la pena di ricordare quel vecchio motto "il generale va alla guerra coi soldati che si ritrova" e, aggiungiamo, coi consiglieri che si ritrova. Se i soldati (e ancor più i consiglieri) sono per grandissima parte indisciplinati, pavidi, interessati a tutt'altro, finirà che sui libri di storia scriveranno che il generale non fu capace di vincere, minimizzando o addirittura dimenticando le sue azioni ben riuscite (incluse quelle apparentemente deboli o sbagliate ma che hanno efficacemente limitato i danni).

Uno di quei "troppi argomenti" è il Cammino, che fin dai suoi inizi ha tratto la sua maggior forza dallo sfascio della Chiesa (ultima chicca: notate come il Filoni sta efficacemente rinviando alle calende greche la condanna del vescovo pedofilo neocatecumenale, che doveva essere pronta per giugno o al massimo luglio scorso). Condannare le carnevalate liturgiche del Cammino è più difficile quando i vescovi non puniscono i preti-clown, quando i vescovi vogliono adattare le traduzioni senza farle verificare dalla Santa Sede, ecc.

Noialtri più conosciamo quei problemi e più siamo in grado di conservare la fede. Siamo in un'epoca in cui avviene una cosa paradossale: il lamentarsi dei problemi della Chiesa (non solo il dolersene, ma addirittura il lamentarsi) aiuta a capire l'origine di quei mali e gli antidoti a noi possibili, ed aiuta anche a non demoralizzarsi di fronte alle vittorie (di Pirro) dei nemici della Chiesa, che potranno anche guadagnare il mondo ma stanno correndo a tutta velocità verso l'inferno. Aiuta per di più a distinguere tra quella che è la vera santa autorità della Chiesa (quella che pasce i suoi agnelli) e l'autoritarismo - anche solo temporaneo, anche solo di una singola azione - di certi uomini di Chiesa. Il Signore si garantisce sempre un "piccolo resto" che conserverà la fede quando arriveranno le inevitabili conseguenze dello sfacelo attualmente in corso.

Valentina Giusti ha detto...

Grazie a Beati Pauperes e grazie anche al nostro amico Anonimo -che non è un utente che non si firma, ma un commentatore non neocatecumenale che ha scelto di chiamarsi proprio così, Anonimo- che è riuscito ad inanellare, in un solo intervento, così tanti luoghi comuni e le principali fallacie argomentative alle quali ormai siamo abituati nel nostro pluriennale confronto su questo blog.
La caratteristica principale di questo intervento, come di molti altri, è la seguente: è assolutamente off topic, cioè non riguarda in nessun modo l'argomento del thread. In realtà, ad essere commentati sono i commenti altrui e l'attenzione, che dovrebbe essere volta all'articolo, si scioglie in mille rivoli.
Nel caso di Anonimo, forse perché trova un po' noiosetti questi neocatecumenali e noi che diamo loro a suo parere soverchia importanza; nel caso dei commentatori neocatecumenali invece è proprio la mancanza di argomenti e lo shock di veder attaccato impunemente l'idolo cammino che suggerisce loro di non attaccare direttamente le argomentazioni del thread ma cercare di demolire il commento di questo o quello, pensando che criticare i toni altrui o le loro particolarità espressive possa invalidare l'assunto intero dell'articolo.
Si tratta dell'uso, ed abuso, dell'argomento ad hominem, strategia retorica che, contestando una specifica affermazione dell'interlocutore, mira a nettere in discussione o ridicolizzare l'intera sua tesi.
A mio parere, che si svicoli dall'argomentazione principale è una dimostrazione indiretta della sua inattaccabilità.

Nicola ha detto...

Concordo su tutto il contenuto dell'articolo.
Una cosa però attendo con ansia: quando arriverà il tempo della mietitura (per rimanere in tema di parabola)?
Quand'è che sarà il momento in cui la Chiesa chiamerà il CNC per quello che è, perché sussisteranno le condizioni che permetteranno di farlo senza sradicare "il grano buono"?
Il tempo passa, sono decenni ormai che il CNC è attivo. Il commento del neocat analizzato nell'articolo prospetta uno scenario che scrissi qualche tempo fa in un commento nel blog, quando dicevo che o il CNC si dissolverà per mancanza di membri, o verrà ufficialmente inglobato dalla Chiesa, oppure prenderà un terza strada, cioè si staccherà dalla Chiesa e diventerà denominazione a se stante (tipo i Testimoni di Geova). Quest'ultima ipotesi non mi sembra poi tanto lontana, dal momento che il CNC ha in comune con la Chiesa solo gli edifici in cui celebra: per il resto, liturgia e percorso spirituale sono diversi, persino la visione che hanno di Dio e del peccato è diversa.
Spero che questa mietitura avverrà presto, perché più tempo passa, più sofferenze il CNC causerà ai propri "adepti". Sì, perché non si può incolpare qualcuno per essere finito in una setta: ci si scivola senza rendersene conto, tanto è sottile il loro lavoro di costante logoramento psicologico. E più tempo passa, più tempo avranno per continuare il loro lavoro di logoramento psicologico.

roberta salerno ha detto...


Grazie Bps per questo post che offre numerosi spunti di riflessione.

Per ora mi soffermo solo su uno: l’affermazione iniziale del commento che hai analizzato.

Forse è un limite mio ma non capisco come uno che interviene su questi argomenti possa definirsi “IMPARZIALE” e interessarsene senza esserne in qualche modo coinvolto (io non mi sarei mai interessata dei NC se non mi fossi mai imbattuta in loro, con pesanti conseguenze per la mia vita), così solo per hobby .. o se invece non lo fa per passatempo, allora o lo fa perché è attinente al suo lavoro o lo fa perché come cattolico praticante o anche cristiano non cattolico, per qualche ragione ritiene suo dovere informarsi su questa realtà che è presente nella Chiesa … in entrambi in casi mi sembrerebbe onesto che prendesse una posizione chiara.

Ripeto, forse è un mio limite , dovuto al fatto che non ho mai avuto interesse per argomenti di filosofia, teologia e storia della Chiesa, capisco che uno invece possa essere appassionato di queste cose, ma mi permetto di osservare che per essere cristiani e cattolici non è necessario avere o approfondire queste conoscenze .. uno si può anche laureare in teologia senza avere la fede, o sbaglio?

Invece per un credente la verità della Dottrina è inseparabile dalla VITA pratica.

Quindi mi sembra assurda la posizione di chi si vuole mettere “sopra le parti” e “assistere” alla questione come si trattasse di un gioco o di un incontro sportivo, dove i contenuti di una parte hanno lo stesso valore di quelli dell’altra parte, senza cercare di valutare e giudicare in prima persona dove stia la Verità .. con freddezza e scandalizzandosi se una persona, nell’esprimere la Verità che è indissolubilmente intrecciata alla sua esperienza dolorosa di vita, ci mette Tutta se stessa .. perché si tratta appunto di VITA e non di un asettico esercizio intellettuale.
Quando Giovanni Battista o Gesù rimproveravano i farisei non riesco a immaginare lo facessero con tono asettico e impersonale.

Mi viene in mente una vignetta di Charlie Brown (eh .. le mie passioni sono 1 po’ più terra terra) che dice:
“La calma è la virtù di chi non è coinvolto”
Roberta

Dorothea D. ha detto...

Cari neocatecumenali dubbiosi che passate qua a leggere,

I Farisei che vengono qui a difendere il Cammino contro ogni evidenza, e negando evidentemente anche l’evidenza di fatti e documenti, vengono qui ANCHE per riacchiappare proprio voi, che avete deciso di cercare altrove ulteriori informazioni sul Cammino Neocatecumenale.

Ora che una conferenza episcopale regionale di Vescovi si è espressa pubblicamente contro una disobbedienza del Cammino, a qualche camminante in ottima fede qualche dubbio viene, ed i "mastini" debbono non solo circuire preventivamente il gregge ma anche andare a recuperare le "pecore" là dove sono scappate per viva curiosità.

E quindi è tutto per voi il linguaggio farisaico di questi difensori del Cammino, con argomenti che, come vedete, tra i blogger non trovano altro che validi controargomenti.

Si tratta infatti dei soliti mantra creati per far scattare nei camminanti quel senso di appartenenza e di tabù coltivato in anni di ripetizione indiscussa nel chiuso delle salette.

Un esempio:

Commento farisaico: “Questo blog giudica!”

Riflesso condizionato neocatecumenale: “…è vero, non bisogna giudicare, se giudichi è il Demonio che ti ispira, QUINDI, TUTTO quello che c’è nel blog è falso e scritto per impedire la nostra salvezza.”

Reazione dei blogger “Ma certo che giudichiamo, usiamo le Virtù che Dio ci ha dato per evitare di seguire i falsi profeti e restare fedeli a Lui ed alla sua Chiesa”.

Cari neocatecumenali dubbiosi ed in buona fede, continuate a prendere le vostre informazioni e prendete sul serio i documenti e le esperienze dei fuoriusciti: non è necessario abbandonare la Fede quando si abbandona il Cammino.

Lino ha detto...

Beati pauperes spiritu: "Il Papa non interviene? Sappiamo il perché"
Certo che lo sappiamo. Dalla lettera "Ogni Qualvolta" alle approvazioni dello Statuto definitivo del 2008 fino ai mamotreti del 2010 c'è stata una serie incredibile di errori, indotta dalle mistificazioni della lobby di Kiko. Solo grazie al card. Burke, BXVI riuscì a evitare l'ultimo, l'approvazione della "liturgia neocat". Un attacco frontale significherebbe un'accusa a chi non ha bloccato nel passato l'eresia neocatecumenale, significherebbe dirgli: "Siete stati ingenui o conniventi".

Io sono per restare nel recinto della Parola di Cristo, che vale nei secoli, dall'Incarnazione fino all'ultimo giorno, Nicola: il tempo della mietitura è oggi e sempre, non si può consentire che la zizzania faccia estirpare buone spighe, anche perché quelle spighe furono piantate in maggioranza nelle nostre parrocchie dove il Nemico sparge la zizzania. Il mio impegno critico verso il CNC sorse dalla constatazione che il Cammino predica un'altra parola, la parola di Kiko e non di Cristo. Non si può imitare il pittore spagnolo per dare seguito alle nostre convinzioni oppure alle nostre irritazioni a causa di esperienze negative quando non devastanti, la parabola del grano e della zizzania è chiarissima.

Pure lo Statuto è chiaro: il Cammino è al servizio dei vescovi. Significa che il Cammino è servo, i vescovi comandano. Questo è il punto di partenza in perfetta osservanza dello status quo: tocca ai vescovi risolvere il problema, ricondurre nelle loro diocesi il Cammino a miti consigli. E credo che questa sia la strategia: non può essere un caso la sequenza di interventi a Guam, a Lancaster, a Faenza e di mons. Forte, uno dopo l'altro in pochi mesi. L'intervento dei vescovi non è foriero di scismi, i neocatecumenali sono affrontati sul loro terreno, quello dello Statuto e del direttorio catechetico; i neocatecumenali con un residuo briciolo di buon senso capiranno. Solo i pasqualoni fanatizzati non intendono.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

A volte non occorre essere dei bravi comici per far ridere: quando si è goffi basta essere se stessi.

Così i camminanti: non occorre che facciano interventi interessanti o pertinenti, basta che esprimano i concetti banali e noiosi che caratterizzano la spiritualità del Cammino per dare spunto ad analisi approfondite e interessanti sulle deviazioni del Cammino,
così come dimostra sia questo post che i commenti che ne sono seguiti.

Da parte mia vorrei solo chiedere ai camminati perché fanno TUTTO diverso.
Ad esempio, perché, come visto predentemente, il Battesimo per immersione?
Perché celebrare la Messa su un tavolo anche quando c'è un altare a disposizione come prevede il Codice di Diritto Canonico?
Forse perch siete effettivamente diversi?

Anonimo ha detto...

Lunedì 18sett.a radio Maria ,dalle 10.30 alle 12 ci sarà una trasmissione sull'esperienza di evangelizzazione a due a due che si è svolta a P.S.Giorgio con Kiko e p.Mario.

by Tripudio ha detto...

Diciamocelo senza diplomazie da sagrestia: l'espressione "il Cammino è al servizio dei vescovi" è stata notoriamente una menzogna fin dall'inizio.

Tale menzogna è stata trascritta nello Statuto ed ovviamente ancor oggi non fotografa la realtà: cioè resta una menzogna, non riesce a imporre una realtà diversa perché per i kikos lo Statuto non è una guida da seguire ma un certificato automatico di santità passata, presente e futura.

Nel migliore dei casi lo Statuto contiene quell'espressione come disperato tentativo di rinfacciare ai kikos le loro stesse panzane: "orsù, forza, sono le vostre stesse parole scritte nel vostro stesso Statuto, su, quand'è che cominciate a diventare veramente «al servizio del vescovo»?".

Un vescovo, infatti, è pastore di un preciso gregge: per definizione non ha bisogno del Cammino, dei movimenti, di interferenze esterne: per guidare, insegnare e santificare una porzione del popolo di Dio la Santa Sede si limita a nominare un vescovo (al più con dei vescovi "ausiliari"). L'unico modo in cui il gregge può aiutare il pastore è ubbidirgli per nutrirsi della vera fede. Un vescovo che abbia sinceramente necessità di strumenti esterni (come lo strumento "Cammino") con ciò stesso si sta dichiarando profondamente incapace di pascere il gregge che Dio gli ha affidato.

Il vescovo - qualunque vescovo del mondo - al massimo ha bisogno di chi in buona fede (e di fede buona) gli tolga le castagne dal fuoco. Persone che promuovano la vera fede e i santi sacramenti e che li vivano anzitutto loro stesse, perché solo chi cura la propria anima sta sostenendo quella degli altri (spesso perfino senza saperlo).

Il Cammino "al servizio del vescovo", in realtà:

- promuove una dottrina ambigua e inquinata, per cui non è al servizio del vescovo ma è di ostacolo al suo insegnare le cose della fede;

- celebra una liturgia carnevalesca, per cui non è al servizio del vescovo ma è di ostacolo al suo santificare il popolo di Dio (e per di più il Cammino va contro Nostro Signore presente nel Santissimo Sacramento, riducendo la Messa a una pagliacciata);

- ha una sua agenda di attività che proseguono all'insaputa (o a dispetto) del vescovo, per cui non è ubbidiente al vescovo e non è al servizio del vescovo;

- usa metodi mafiosi (corruzioni, intimidazioni, vendette) verso il clero e il vescovo ("faraone"): con la scusa del "non ci capisce, non può capire", gli va contro in ogni modo;

- nella mentalità neocatecumenale è impossibile che un vescovo rifiuti il Cammino (o anche soltanto smetta di incensarlo), per cui il vescovo viene qualificato come "satana" e si è pronti ad ogni disubbidienza, perfino il "ritirarsi nelle case" come in Giappone.

Sì, qui noi possiamo battere all'infinito sul tasto che «il Cammino deve essere al servizio del vescovo». Ma anche se questo è scritto nell'articolo 1 dello Statuto, i fatti restano gli stessi, lo Statuto è lettera morta. Se un camminante ha sinceramente intenzione di ubbidire allo Statuto, beh, ha già un piede fuori dal Cammino.

Beati pauperes spiritu ha detto...

Concordo con Tripudio. Appieno.

Beati pauperes spiritu ha detto...

Ah quindi per la centesima volta radio Livio incenserà Kiko. Che novità.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

ANONIMO delle 18 e 22:

ha ragione Valentina quando dice che TUTTI i vostri interventi in questo blog sono off topic. Del tutto fuori tema.
Un motivo però c'è: non sapete e non potete ribattere.

Grazie dell'informazione della trasmissione alla radio, ma la notizia vera è che DISUBBIDITE alla Chiesa.
E' questo che i cattolici devono sapere.

Ho capito però la tua logica del tuo intervento: tu tieni così tanto alla gloria (umana) del Cammino che credi che la notizia che hai riportato ci fa "rosicare" come dei tifosi quando la propria squadra è sconfitta.
Ma io ti spiego la nostra logica: il tifo, quando si parla di fede, è sintomo di religiosità naturale e a me la visibilità del Cammino non fa né caldo né freddo.
Anzi, se i camminanti alla radio non diranno eresie, non si scalmaneranno come degli esaltati, non urleranno come degli ossessi, ma daranno gloria a Cristo piuttosto che al Cammino, sarò contento.

Quando vi riprendiamo, infatti, non è per le cose buone che fate, ma per quelle sbagliate.
Anzi, vi riprendiamo non perché sbagliate, ma perché sbagliate ma dite che avete ragione.

Se vuoi l'applauso perché siete così finanziariamente potenti e scaltri da ottenere visibilità su Radio Maria, lo faccio volentieri, non prima, però, che tu mi rispondi su un paio delle MOLTISSIME spiegazioni che vorrei da voi.
Ad esempio: perché a un certo punto del Cammino inserite, all'interno della MESSA, la liturgia del "latte e miele" che, come tutte le pratiche non attinenti al Sacrificio eucaristico, è ESPRESSAMENTE PROIBITA dal Codice di Diritto Canonico?
E perché non tenete conto dei frammenti del Pane consacrato che spesso nelle vostre liturgie cadono a terra, arrivando perfino a CALPESTARLI?

Dite al Papa della liturgia del latte e miele e dei frammenti eucaristici calpestati, poi vediamo se vi loderà o, esattamente come noi, vi criticherà.
Perché qui non si critica il vostro zelo o la vostra generosità (che spesso è solo conseguenza di circonvenzione di incapace), ma le eresie scritte sui mamotreti, e vostre folkloristiche liturgie!

by Tripudio ha detto...

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Lino ha detto...

A proposito di Kiko e padre Livio :-)

Le diatribe in questo sito con i neocat sembrano contese tra un pubblicitario e un consumatore.

Consumatore: "Guarda che il tuo tonno in scatola è pieno di arsenico"
Pubblicitario "L'arsenico c'era, ma i nostri chimici l'hanno tolto dopo l'intervento dei NAS. Ne resta solo un pochino".

Consumatore: "Guarda che l'etichetta del tuo tonno è falsa, dentro ci sono ben altri elementi"
Pubblicitario "La nostra etichetta ha il marchio CE".

Consumatore: "Guarda che chi mangia il tuo tonno in scatola è colto da intossicazioni"
Pubblicitario "Le intossicazioni, che dipendono dalle allergie dei consumatori, sono amplificate da quelli che odiano la nosta azienda"

ecc. ecc. eccetera.

A proposito: quando costa un'ora di pubblicità su Radio Maria? ;-)

Mav ha detto...

Scusate il leggero Off-Topic ma ho notato solo ora un particolare nella foto del post. Cosa coprono in quel modo osceno i due "lenzuoli" bianchi nella parete?
Alla faccia della nuova estetica.

Valentina Giusti ha detto...

@Mav
Ipotizzo: che siano delle stazioni della Via Crucis?

roberta salerno ha detto...


Nn è per caso che coprano il Tabernacolo e il cero rosso?

by Tripudio ha detto...

Se è il tabernacolo, è in una posizione orribile. Penso sia invece qualche statua di santi. Dopotutto i neocatecumenali odiano la santità cattolica - tranne quando vogliono abusivamente attribuirla a Kiko e Carmen.

Donna Carson ha detto...

Qualunque cosa coprano è emblematico. Prepotenti e presuntuosi come sempre!

Anonimo ha detto...

E' da parecchi mesi che Radio-Livio lamenta il calo delle donazioni...

Dorothea D. ha detto...

Io sotto il lenzuolo ci vedo forse una rete da basket? (palestra?)

Ruben ha detto...

@ roberta salerno ha detto...

Nn è per caso che coprano il Tabernacolo e il cero rosso?
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Hai ragione,
come già comunicato in un post di qualche mese fa, ho notato che nella Parrocchia di Santa Maria Goretti a Roma, il Tabernacolo si trova in fondo all'abside, separato dalla Chiesa da un transetto, che riporta indietro, verso l'ingresso, un altare di tipo Neocatecumenale, con il Crocifisso Kiko-sogliola, presente h 24 tutti i giorni dell'anno.
Di conseguenza, quindi, il Tabernacolo, non solo è di fatto invisibile a tutti, ma anche il Cero Rosso è costantemente spento, come se il Tabernacolo fosse costantemente vuoto di particole consacrate.

Tutto ciò, e molto singolare: se entro nella mia Parrocchia a circa 1300 metri da Santa Maria Goretti, trovo sempre il Lume Roso acceso, con la consapevolezza e la certezza, che lì c'è Cristo, Anima e Corpo.
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by Tripudio ha detto...

Sul non sempre brillante La nuova bussola quotidiana è comparso oggi un articolo di tal Dino Furgione, itinerante neocatecumenale, che vanta nientemeno che una "missione mondiale a due a due per l'Africa". Solita fuffa neocat che non vale nemmeno la pena di leggere - ciò che è interessante, è che la redazione della NBQ non si è domandata cosa significhi esattamente "missione" per i kikos e abbia concesso spazio ad un adepto di Kiko per fare la solita propaganda kikiana.

Magari qualche fratello del Cammino, per onestà e per par condicio, dovrebbe inviare alla redazione della NBQ la precisazione del vescovo di Faenza. E magari pure qualche foto della "comunione seduti", chiedendo alla redazione cosa pensano di tale carnevalesca pagliacciata invalsa nelle comunità del Cammino.

Valentina Giusti ha detto...

In primo piano invece, nello stesso giornale online, troneggia l'affermazione di Laurentin (il mariologo esperto delle apparizioni di Lourdes) riportata da Messori, secondo il quale quello legato alle apparizioni di Medjugorje "è l'unico movimento di massa post conciliare che porta la gente alla fede". Che dire? Si capisce a quali apparizioni il giornale sceglie di credere.